Tag: messaggistica istantanea

  • Facebook: anche Messenger nel club da 1 miliardo di utenti

    Facebook: anche Messenger nel club da 1 miliardo di utenti

    Il club di Facebook da 1 miliardo pare si sia completato. Dopo Facebook e WhatsApp, anche Messenger, l’applicazione di messaggistica, ha raggiunto il fatidico traguardo di 1 miliardo di utenti. E sono 17 miliardi le foto inviate ogni mese, 380 milioni gli stickers inviati al giorno.

    Facebook pare essere sempre di più il “club da 1 miliardo“. In effetti le cose stanno proprio così. Dopo Facebook (da un bel po’) e dopo WhatsApp anche l’altro prodotto di casa Menlo Park, Messenger, raggiunge 1 miliardo di utenti. E tutto davvero in poco tempo. Sapete che l’app è stata creata nel 2011 come piattaforma interna per le chat; poi due anni più tardi la si poteva usare solo se si possedeva un account su Facebook; e poi, nel 2014, venne scollegata dalla piattaforma diventando un’app mobile a tutti gli effetti. Al suo debutto nella nuova veste Messenger contava già 200 milioni di utenti. Ebbene, oggi a distanza di poco meno di due anni gli utenti sono quintuplicati, a ritmi elevati.

    messenger 1 miliardo utenti

    Altri dati che accompagnano questo importate traguardo riguardano cosa e quanto si condivide sull’app:

    • ogni mese sono 17 miliardi le foto condivise;
    • i messaggi condivisi ogni mese sono 1 miliardo;
    • 380 milioni sono gli stickers che vengono scambiati al giorno;
    • 22 milioni le GIF inviate al giorno;
    • è la seconda app più popolare di sempre per iOS.

    Ma Messenger è ormai destina a diventare ben più di una semplice app di chat, è un’app che ormai eroga servizi che vanno a configurarsi nell’attività si social care. Proprio un paio di giorni fa riportavamo una interessante ricerca di MEF, “Mobile Messaging Report 2016”, che evidenziava proprio come ormai la relazione azienda/utente si sviluppi sempre più da mobile è che tra le mobile chat Messenger è infatti la più usata.

    Su Messenger dallo scorso anno si possono effettuare le video chiamate, si possono condividere file da Dropbox, si possono effettuare pagamenti (solo negli Usa per ora), si può prenotare un’auto Uber. Di recente è possibile anche monitorare direttamente dall’app tutto ciò che riguarda il proprio volo.

    Facebook Messenger non è una solita app per chat, è molto di più. E’ uno strumento di utilità che al suo interno raccoglie, e continuerà a raccogliere, una moltitudine di servizi. Basti pensare alla questione dei “bot”.

    E la strategia di Facebook da questo punto di vista è chiara e distinta, infatti le due app di mobile chat non si sovrappongono, ognuna conserva caratteristiche differenti che ben si accordano e si amalgamano.

    E ovviamente non è finita qui, perchè dal punto di vista dei servizi offerti su Messenger si è solo all’inizio.

    messenger 1 miliardo infografica

  • Utenti e Aziende: mobile chat e SMS i servizi per comunicare

    Utenti e Aziende: mobile chat e SMS i servizi per comunicare

    Una ricerca a cura di Mobile Ecosystem Forum (MEF) ha rilevato che la comunicazione tra utenti e aziende è sempre più orientata ad usare i servizi Mobile. Condotta in 9 paesi, la ricerca evidenzia che il 65% degli utenti comunica con le marche via Messenger e via WhatsApp; si arriva al 76% considerando anche gli SMS a livello globale.

    I servizi di messaggistica possono arrivare a rivoluzionare la comunicazione, meglio la Relazione, tra utente/consumatore e azienda. A questo ci eravamo già arrivati, viste le volte che ci siamo interessati del tema e vista anche l’evoluzione e il ruolo che il fenomeno dell’instant messaging sta via via assumendo. Un ruolo sempre più importante e a conferma di tutto arriva l’interessante Mobile Messaging Report 2016, a cura di Mobile Ecosystem Forum (MEF), in collaborazione con Mblox e Ondevice Research. La ricerca, condotta in 9 paesi (Brasile, Cina, Germania, Francia, Regno Unito, India, Nigeria, Sud Africa e Usa) su un campione di 6 mila intervistati, evidenzia che il 65% degli utenti ormai comunica con le aziende via chat e si arriva al 76% considerando a livello globale anche gli SMS, che in effetti non sono morti del tutto.

    comunicazione mobile messaggistica aziende app

    A dimostrazione che gli SMS, seppure sempre più ai margini, giochino un ruolo ancora attivo nelle conversazioni tra utente e aziende, lo dimostra in fatto che i principali canali usati per costruire e mantenere relazioni in chiave business sono Facebook Messenger (56%), WhatsApp (52%) e gli SMS (42%). Le aziende stanno quindi considerando il Mobile come canae più diretto e immediato per dialogare con gli utenti, e questo è un dato.

    Quello che emerge dalla ricerca è che mobile app come Messenger e WhatsApp hanno messo un po’ ai margini un servizio storico, che dura da oltre 20 anni, come gli SMS e che gli utenti stessi sentono la necessità si instaurare una relazione più diretta. Un fenomeno che è conseguenza anche della grande penetrazione del Mobile un po’ ovunque.

    Mobile Messaging, uno sguardo all’uso per settori

    Ma nonostante questo gli SMS sono ancora lì e se guardiamo i settori che usano maggiormente questo strumento notiamo i servizi finanziari e banche sono quelli che li usano di più: 33% contro un 22% che fa uso di mobile chat. I retailers e gli e-commerce usano invece di più le app di mobile chat (24%) rispetto all’uso degli SMS (17%). Tra l’altro, proprio in relazione all’e-commerce, la ricerca rileva che il 23% dei clienti ha ricevuto una notifica sulla consegna della merce via SMS, mentre il 16% tramite mobile chat.

    Il settore che cresce di più in termini di comunicazione via mobile è quello sanitario, Health. A livello globale, il 15% degli utenti ha riveuto comunicazioni dagli operatori sanitari via SMS, il 12% invece ha ricevuto comunicazioni da mobile chat. I paesi dove si registra la percentuale più alta di utilizzo di mobile chat sono Uk e Usa, entrambi con il 19%.

    comunicazione messaggistica aziende ricerca

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    Per quanto riguarda la conferma della password legata ad un servizio, a livello globale la comunicazione della stessa avviene per il 30% via SMS e per il 25% via mobile chat.

    Una curiosità che emerge dalla ricerca è che nonostante la grandissima diffusione di WhatsApp (anche nel nostro paese) questo servizio di proprietà di Facebook è in realtà snobbato negli Stati Uniti. Infatti, solo il 9% degli intervistati hanno dichiarato di usarlo, la maggior parte usa Messenger (65%) e gli SMS (31%). Il paese dove viene usato di più WhatsApp è il Sud Africa (82%), seguito da Brasile (76%) e dalla Nigeria (73%).

    E’ una ricerca che, nonostante non riguardi direttamente il nostro paese, è sicuramente interessante e indica quale sia l’evoluzione da questo punto di vista.

    E voi che ne pensate? Attraverso quali modi si sviluppa la vostra relazione con le aziende, via SMS o via mobile chat? Raccontateci la vostra esperienza.

    Per scaricare e consultare il report cliccate su questo link.

  • Facebook Messenger, 900 milioni di utenti e nuovi strumenti

    Facebook Messenger, 900 milioni di utenti e nuovi strumenti

    Facebook Messenger continua a crescere e ora raggiunge il traguardo dei 900 milioni di utenti attivi al mese. Ma ci sono altre novità che spingono alla relazione diretta tra utente e aziende e sono Messenger Codes, Messenger Usernames e Messenger Links.

    A quanto pare si va profilando una sfida in casa tra WhatsApp e Facebook Messenger. La notizia è che ad oggi Messenger ha raggiunto il traguardo dei 900 milioni di utenti attivi al mese, un traguardo raggiunto in quattro mesi, infatti a dicembre 2015 gli utenti attivi mensili erano 800 milioni. Mentre sappiamo bene che l’altra app di messaggistica istantanea ha superato il traguardo di 1 miliardo di utenti attivi al mese, e da poco ha anche aggiunto la possibilità di formattare il testo. Ma come sottolineato in altra occasione, Facebook tende a sviluppare le due app in maniera differente, facendo sembrare una similitudine solo in apparenza. Messenger è ormai lanciata per diventare una piattaforma più completa in grado di offrire servizi agli utenti, dal pagamento del ristorante, alla prenotazione di un’auto Uber, al controllo della prenotazione e del proprio biglietto aereo con KLM. Tutte esperienze attivate in-app, senza dover abbandonare mai l’applicazione.

    facebook messenger

    E da questo punto di vista si spiegano le ultime novità che Facebook ha annunciato proprio per Messenger che va sviluppando sempre di più una vocazione anche verso la social care, l’assistenza diretta tra utente e azienda come supporto. Infatti, nell’annunciare le novità di Messenger, Facebook rende noti alcuni dati secondo cui ogni mese su Messenger vengono inviati oltre 1 miliardo di messaggi privati tra utenti e aziende. Facebook vuole quindi ottimizzare e sfruttare questa occasione facendo diventare Messenger l’applicazione che consente una relazione diretta tra utente e azienda in maniera veloce e soprattutto diretta.

    Le novità sono i Messenger Codes, ossia dei codici che si trovano nelle “Impostazioni” dell’app che permettono la scansione dei profili per iniziare una conversazione. Una modalità che potrebbe far passare in secondo piano anche i biglietti da visita, permettendo davvero una connessione istantanea. E in ottica di connessione istantanea si muovo le altre novità, cioè Messenger Username e Messenger Links. Per quel che riguarda i nomi utenti in realtà è una opzione che già esiste solo che adesso viene potenziata e vengono resi visibili sulle pagine. E li vedremo nell’esempio che riporta Facebook in questo moto, sotto il titolo: @JaspersMarket. Il nome utente sarà uguale alla vanity url della pagina.

    messenger username

    Messenger Links in realtà sono dei link brevi e facilmente memorizzabili, basati sul nome della pagina, che agevolano una conversazione diretta. Basta infatti cliccare il link come questo di esempio m.me/username e la conversazione si avvia subito.

    Ma ci sono anche i “saluti su Messenger“, i Messenger Greetings, essenzialmente un messaggio di un’azienda prima di una conversazione che potrebbe suonare come questo: “Ciao Marco, grazie per esserti connesso con noi, siamo qui per rispondere a tutte le tue domande”.

    Allora che ne pensate? Raccontateci la vostra opinione.

  • Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Facebook Messenger raggiunge, a dicembre 2015, l’importante traguardo degli 800 milioni di utenti. Da quando Messenger è diventata applicazione separata dal social network è stata potenziata notevolmente, con l’obiettivo di trasformare le conversazioni come strumento per attivare nuove funzionalità.

    A distanza di pochi mesi dal traguardo di WhatsApp, quando ha raggiunto i 900 milioni di utenti, l’applicazione di instant messaging di proprietà di Facebook, ecco che da Menlo Park arriva un altro importante annuncio. Facebook Messenger ha raggiunto, a dicembre 2015, il traguardo degli 800 milioni di utenti. Un traguardo impensabile solo meno di due anni fa, quando Facebook decise che l’applicazione per chattare all’interno del social network dovesse diventare invece un’applicazione a parte, distaccata dalla piattaforma. Un’operazione iniziata prima da mobile e poi completata lo scorso anno quando Messenger è diventata a tutti gli effetti un’applicazione standalone. E il perchè di tutto questo era stato strategicamente previsto. Infatti la visione era che Messenger dovesse diventare un’applicazione in cui le stesse conversazioni sarebbero diventate occasione per attivare nuove funzionalità. Operazione quindi decisamente azzeccata. Altra operazione ben riuscita è quella di non aver “confuso” gli utenti con le due applicazioni di messaggistica, quindi WhatsApp e Messenger. Infatti WhatsApp continua a mantenere la sua vocazione originale, mentre Messenger è l’applicazione su cui si è puntato per espanderla.

    facebook messenger 2016

    (Clicca l’immagine per ingrandirla)

    E questo si spiega proprio nel post ufficiale che annuncia il traguardo degli 800 milioni di utenti di Facebook Messenger, dove sono stati illustrati i “Trends” di Messenger per il prossimo anno, uno di questi dimostra infatti quanto sostenevamo prima: “Threads are the new apps“.

    Facebook Messenger da quando è diventata applicazione a parte è stata potenziata molto. Basti pensare all’introduzione delle video telefonate, alla possibilità di inviare dei pagamenti, oppure, da ultima, la possibilità (ancora in fase di test negli Usa) di prenotare un’auto Uber direttamente dall’app, senza più uscire dalla stessa app per avere una corsa.

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    E forse proprio la partnership con Uber spiega più di altre quale sia il disegno di Facebook iniziato per Messenger a partire dal 2014, e cioè fare in modo che dalla stessa app sia possibile avere tutta una serie di funzionalità e servizi a portata di mano (o di pollice). Ed è un obiettivo che rientra nel grande disegno di Facebook, ossia quello di espandere l’esperienza del social network su più fronti (vedi da poco i test avviati per i Live Video).

    Per non parlare poi di “M“, l’assistente virtuale dotato di intelligenza artificiale, con cui i test proseguono e con il quale in futuro potremo “prenotare un posto al ristorante oppure inviare fiori”.

    Ma il 2016 per Messenger sarà l’occasione per dire addio al numero di telefono e farci dimenticare l’uso degli SMS, per la verità già in forte calo proprio per il crescente utilizzo di applicazioni di messaggistica istantanea. E poi per fare una telefonata davvero con Facebook Messenger (ma anche con altre) non serve più il “vecchio numero di telefono”. Eppure quello che non sembrava fattibile qualche anno fa, oggi è realtà. Se poi consideriamo quanto noi italiani amiamo il mobile e gli smartphone, allora saremo (e siamo) in grado di apprezzare al meglio questa innovazione.

  • La parola dell’anno è Emoji, lo dice Oxford Dictionaries

    La parola dell’anno è Emoji, lo dice Oxford Dictionaries

    Comincia il periodo delle liste di quello che ha caratterizzato l’anno ed in questo filone di aggrega anche il prestigioso Oxford Dictionaries che come Parola del 2015 incorona Emoji, anzi “Face with Tears of Joy”, la faccina per indicare risate fino alle lacrime. E questa è la faccina più usata dagli utenti.

    Comincia quel periodo dell’anno in cui si cominciano a fare liste ed elenchi di tutto ciò che ha caratterizzato questo 2015. Da oggi in avanti, e noi lo sappiamo bene, inizierà quella fase “il meglio di..” oppure, come in questo caso, la “parola dell’anno”. E ad indicarla come sempre è l’Oxford Dictionaries che quest’anno incorona “Emoji”, la parola che indica le faccine che tutti i giorni utilizziamo per comunicare sui social network o sui vari servizi di messaggistica istantanea che tanto ci piacciono.

    emoji-faccina-che-ride-alle-lacrime

    Anzi, si deve specificare che Oxford Dicionaries, in una ricerca condotta con la società SwiftKey, si proprio quella che realizza la tastiera più utilizzata sugli smartphone, che vede al primo posto tra le emoji più usate quella della faccina che ride fino alle lacrime: “Face with Tears of Joy”. Ed è proprio questa la parola dell’anno ed è la prima volta che il prestigioso istituto incorona un pittogramma. Un chiaro segno dei tempi che cambiano?

    Le emoji nascono negli anni ’90 ma solo in questi ultimi anni, e specialmente nel 2015, conoscono il momento di massima diffusione. E questo è il riflesso della, pari, diffusione di servizi che sulle emoji hanno costruito il loro paradigma comunicativo. Ed in un certo senso Oxford Dictionaries vuole evidenziare proprio questo aspetto, e cioè che questo modo di comunicare è diventato un vero strumento per esprimersi. E non è più da considerarsi come circoscritto ad una ristretta cerchia di persone, per lo più giovani. Invece le emoji sono ormai entrate nel’uso quotidiano di tutti.

    Dalla ricerca a cui accennavamo prima viene fuori che la faccina che ride fino alle lacrime è la più usata dal 20% dei britannici, con un aumento nel 2015 del 4%; e dal 17% degli americani, con una crescita, sempre in questo anno, del 9%. L’utilizzo, in generale, è comunque triplicato nel 2015.   emoji-frequenza   Emoji è stata scelta da una shortlist che vedeva parole, tra le altre, come “rifugiato”, “brexit” (ad indicare l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa), “Dark web”, “lumbersexual”, “sharing economy”, “ad blocker”.   E, come dicevamo prima, anche i social network hanno puntato molto sulle emoji, basta guardare Facebook con le Reactions o anche a Twitter che, come ha scoperto The Verge, sta sperimentando l’introduzione di nuove emoji per i tweet, aggregandosi al filone.   In basso il test di Oxford Dictionaries per scoprire il vostro livello di conoscenza delle emoji.  

    E allora, che ne pensate?

  • Agli italiani piace sempre di più la messaggistica istantanea

    Agli italiani piace sempre di più la messaggistica istantanea

    Secondo la nuova ricerca di TNS, Connected Life, gli italiani apprezzano sempre di più la messaggistica istantanea. Il 52% degli utenti italiani usa servizi di messaggistica ogni giorno. Tra questi WhatsApp è il più preferito e leader incontrastato con il 30%.

    Abbiamo già trattato questo argomento citando proprio delle recenti ricerche che evidenziavano di fatto come la messaggistica istantanea, l’Instant Meggasing (IM), sia ormai un fenomeno in forte crescita anche nel nostro paese. E oggi torniamo a parlarvene grazie a questa nuova ricerca di TNS, Connecetd Life, un vasto studio per comprendere come la connettività oggi ha cambiato il comportamento dei consumatori. Ebbene, all’interno di questa ricerca, ci concentriamo sull’aspetto che riguarda la messaggistica istantanea che offre opportunità anche ai brand.

    La ricerca evidenzia che i servizi di messaggistica istantanea cono cresciuti, rispetto allo scorso anno, del 6% dal punto di vista dell’utilizzo quotidiano e gli utenti optano sempre di più per piattaforme chiuse come WhatsApp, Facebook Messenger o Viber. E gli italiani che usano questi servizi, sempre ogni giorno, sono il 52%; il 71% invece li usa su base settimanale.

    messaggistica-istantanea

    WhatsApp è la piattaforma più usata con una percentuale di utilizzo del 30%. Se ricordate, avevamo già visto una ricerca di comScore che rilevava che gli italiani sono grandi utilizzatori di dispositivi mobili e che l’utilizzo della piattaforme di messaggistica istantanea era proprio del 52% con WhatsApp ai vertici. E prima ancora, anche l’ultimo Rapporto Assinform 2015 aveva rilevato il grande interesse degli italiani verso le piattaforme IM con WhatsApp la piattaforma più usata (24%),

    Sempre per quanto riguarda le piattaforme IM, la ricerca di TNS rileva che queste sono molto forti nei paesi ad economie emergenti, dove il mobile ha ormai una penetrazione molto alta. E parliamo di paesi come la Cina Cina (69%), il Brasile (73%), la Malesia (77%) e il Sud Africa (64%). Percentuali molto diverse di paesi più sviluppati, basti guardare al Regno Unito (39%) e agli Stati Uniti (35%).

    Insomma, la crescita di questo tipo di piattaforma potrebbe essere un dato interessante anche per i brand che potrebbero approfittarne per la creazione di contenuti sempre più coinvolgenti, sfruttando poi la modalità di condivisione che da questo punto di vista risulta essere molto più dinamica.

    E mentre crescono le piattaforme di messaggistica istantanea, la ricerca rileva che anche i social network continuano a crescere, di fatto riuscendo a mantenere l’avanzata dell’IM. La crescita su base annua è del 2%, con una percentuale di utilizzo quotidiano del 66%.

    Facebook mantiene la sua posizione come piattaforma preferita nel mondo. Un terzo degli utenti internet a livello globale dice di usare questa piattaforma giornalmente. In Italia, la utilizzano ogni giorno il 68% degli utenti. WeChat invece domina il mercato in Cina, con il 69% degli intervistati che dichiarano di usarlo ogni giorno.

    Ma c’è poi da considerare le altre piattaforme emergenti che ancora registrano una portata di utenti (la reach) ancora militata, facendo comunque registrare livelli di attività molto alti. Ed utile sapere anche che il 54% degli utenti italiani di Instagram ed il 61% di quelli di Snapchat dicono che guardano contenuti brandizzati su queste piattaforme ogni settimana, dati interessanti per i brand specie nell’ottica di scegliere piattaforme su cui intavolare delle attività.

    E allora, che ne pensate di questi nuovi dati?

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  • Instagram Direct, adesso si può condividere con amici e gruppi

    Instagram Direct, adesso si può condividere con amici e gruppi

    Nei giorni scorsi Instagram ha introdotto una nuova ed interessante novità. Con Direct, il servizio interno all’app che serviva a mandare messaggi privati tra gli utenti, adesso è possibile condividere con amici e gruppi. Una svolta verso la messaggistica che pone Instagram in diretta competizione con Snapchat.

    Anche Instagram svolta verso la messaggistica e, come sicuramente vi sarete già accorti, nei giorni scorsi ha aggiornato in maniera rilevante Direct, il servizio lanciato verso la fine del 2013 per mandare vostre foto e video in maniera privata ai vostri amici. Ora con questo aggiornamento Instagram Direct, che conta oggi 85 milioni di utenti (pochi rispetto ai 300 milioni di Instagram), punta decisamente verso la messaggistica, lanciandosi in diretta competizione con Snapchat, l’app molto usata tra i giovanissimi (specie negli Usa).

    Mentre prima si poteva condividere foto e video dalla propria gallery con i propri amici, adesso è possibile condividere contenuti direttamente dal proprio feed semplicemente cliccando la freccetta che appare alla destra sotto ogni contenuto. Un incentivo dunque a messaggiare. Cliccata la freccia infatti si accede a Direct e si può condividere il contenuto con gruppi oppure con account singoli. E da lì è poi possibile iniziare una conversazione messaggiando in risposta a quella condivisione.

    Instagram-direct-2015

    Una delle novità, infatti, è proprio quella di iniziare una nuova discussione con un gruppo di contatti (fino ad un massimo di 15 persone), al quale è possibile anche assegnare un nome. Immaginiamo un gruppo di amici appassionati di un certo tipo di fotografia, oppure immaginiamo un gruppo di amici/colleghi che condividono tra loro foto e immagini degne di nota per un certo tipo di comunicazione.

    Gli utilizzi che se ne possono fare sono tanti e vasti.

    E’ chiaro che se un utente ha un profilo privato, le condivisioni attraverso Instagram Direct saranno visibili sono dagli utenti che lo seguono. E con questo nuovo aggiornamento non cambia nulla rispetto alla privacy. Infatti chiunque può mandare un messaggio ad un utente, ma se questo non lo segue lo stesso messaggio sarà impostato come “sospeso” e verrà recapitato come messaggio di richiesta. Il destinatario a quel punto può decidere se accettare o rifiutare il messaggio.

    Dalla conversazione in un gruppo è anche possibile disattivare le notifiche: basta cliccare sulla “i” in alto a destra e rendere attivo “Disattiva le notifiche“. Una volta “scrollata” poi la lista degli account coinvolti in un gruppo appare anche la scritta “Abbandona la conversazione”.

    Instagram, in un post sul blog ufficiale con cui ha dato notizia dell’aggiornamento di Direct, fa sapere che ad oggi il 40% dei commenti sui contenuti condivisi era costituito da mentions (@), motivo per cui si è reso necessario questo passaggio, svoltando decisamente vero la messaggistica.

    Con Instagram Direct oggi è possibile condividere anche schermate di hashtag specifici così come luoghi.

    Allora, che ne pensate? La stata già usando? Raccontateci la vostra esperienza.

  • WhatsApp inarrestabile, gli utenti ormai sono 900 milioni

    WhatsApp inarrestabile, gli utenti ormai sono 900 milioni

    WhatsApp prosegue inesorabile la sua cavalcata e il traguardo del miliardo di utenti si avvicina sempre di più. Così come è stato in altre occasioni, il fondatore dell’app di messaggistica istantanea più usata, Jan Koum, ha reso noto su Facebook il traguardo dei 900 milioni raggiunti a fine agosto. Quattro mesi fa erano 800 milioni.

    WhatsApp vede ormai sempre più vicino il traguardo di 1 Miliardo di utenti e continua inesorabile la sua cavalcata. Sappiamo bene che WhatsApp è l’app di messaggistica istantanea più usata e sappiamo anche quanto sia amata dagli utenti italiani. L’app di proprietà di Facebook ha oggi 900 milioni di utenti attivi al mese e, così come già successo in altre occasioni simili, l’annuncio è stato dato dal fondatore, Jan Koum, proprio su Facebook.

    E pensare che solo 4 mesi fa, ad aprile 2015, gli utenti erano 800 milioni, quindi WhatsApp sta mantenendo una crescita di 100 milioni di utenti al mese. E questo significa che a dicembre si potrà toccare il traguardo di 1 Miliardo di utenti.

    E come potete notare dai commenti al post di Koum, uno dei primi a congratularsi è stato proprio Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, il quale qualche giorno fa, sempre con un post, aveva dato notizia che il social network più usato della rete aveva, in un solo giorno, raggiungo 1 Miliardo di utenti. Al commento ne segue poi un altro con allegata la foto in cui si vede Koum mentre scrive proprio il suo post.

    Una crescita di 25 milioni di utenti al mese, ossia 833 mila utenti al giorno. Numeri enormi che danno la dimensione del fenomeno.

    Il Rapporto Assinform 2015 ci aveva infatti svelato che i servizi più apprezzati da mobile sono quelli di messaggistica istantanea e che WhatsApp è l’app più usata (25%). E una conferma era arrivata anche, dopo qualche settimana, da un’indagine di comScore che rilevava che WhatsApp è l’app più usata dagli italiani, molto usata poi dagli under 35 (69%).

    Insomma, dopo il Miliardo raggiunto da Facebook, tra un po’ sarà la volta anche di WhatsApp, su base mensile però.

    E voi che ne pensate?

  • Mobile, le conversazioni si spostano sulle app di messaggistica

    Mobile, le conversazioni si spostano sulle app di messaggistica

    Una nuova ricerca di GlobalWebIndex ha rilevato che la crescita delle app di messaggistica istantanea sta di fatto cambiando il modo di comunicare. Infatti le conversazioni e tutte quelle azioni proprie dei social network adesso si spostano verso app come WhatsApp e WeChat.

    La crescita esponenziale delle app di messaggistica istantanea sta di fatto cambiando il nostro modo di comunicare. Un dato abbastanza evidente penserete voi, ma oggi vi proponiamo i dati di questa ricerca di GlobalWebIndex che in effetti certifica questo cambiamento. La ricerca, in sostanza, rileva che le comunicazioni e tutte quelle azioni che prima gli utenti usavano fare sui social network adesso si spostano verso le app di messaggistica istantanea. Verso app come WhatsApp, che come abbiamo visto è molto usata anche in Italia, anche più di Facebook.

    Le conversazioni adesso sono più rapide, veloci, istantanee appunto. Una crescita di questo tipo di app che si traduce in un ulteriore calo dei servizi di messaggistica tradizionali come SMS e MMS. La ricerca rileva che questi servizi sono in calo, rispettivamente, dell’11% e del 17%. Sono ancora usati da milioni di utenti nel mondo, ma il loro declino è sempre più evidente.

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    WhatsApp e Facebook Messenger sono i servizi di messaggistica più usati in 8 su 33 paesi monitorati dalla ricerca, mentre sono molto indietro nei paesi APAC, quindi nei paesi asiatici. Infatti lì LINE è una delle app più usate al punto che in tre paesi riesce a superare proprio WhatsApp e Facebook Messenger, si piazza in prima posizione in Giappone, Tailandia e Taiwan. In Corea del Sud padroneggia l’app Kakao Talk, mentre WeChat è l’app più usata in Cina dove 3 adulti su 5 aono attivi su questa app. Zalo invece è la più usata in Vietnam.

    La ricerca di GlobalWebIndex rileva poi che la fascia di età 16-34 anni è dominata dalle app di messaggistica istantanea e gli adolescenti usano molto Snapchat. Altro dato interessante rilevato dalla ricerca è che i servizi di messaggistica istantanea decrescono con il crescere dell’età degli utenti. Nel dettaglio, gli utenti di Snapchat sono i più giovani, l’84% di essi ha un’età inferiore ai 35 anni e tra gli adolescenti americani è più diffuso di WhatsApp o di FB Messenger. La fascia di età 16-24 è quella che trascorre più tempo su internet da mobile.

    E quindi, eccetto nei paesi APAC come abbiamo visto, WhatsApp e Facebook Messenger domani in tutti gli altri paesi. La ricerca rileva poi che, nonostante WhatsApp sia il più grande in termini di utenti attivi, Facebook Messenger è invece quello più coinvolgente.

    Dato interessante, del resto tutta la ricerca lo è, è che gli utenti di Instagram (86%) sono quelli più propensi ad usare app di messaggistica istantanea. Seguono gli utenti di Google+ e gli utenti di Twitter (82%).

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    I dati della ricerca sono stati raccolti tra marzo e aprile 2015 e hanno risposto 47.622 utenti di età tra i 16-64 anni attraverso questionari online.

    Allora che ne pensate di questi dati?

    [cover image by @ ponsulak – #70334908 via Fotolia]

  • Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

    Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

    giovani-messaggistica-istantanea

    Un recente studio condotto da Frank N. Magid Associates per conto di Kik Interactive, azienda canadese proprietaria dell’app Kik, ha rivelato che per i giovani americani le app di messaggistica istantanea sono più coinvolgenti dei social network. I giovani trascorrono più tempo su Kik, Snapchat, e Facebook Messenger che su Facebook, Instagram e Twitter.

    Proprio qualche giorno fa riportavamo i dati di una interessante ricerca di Pew Research che rilevava come, negli Usa, Facebook fosse più coinvolgente, nonostante abbia quasi raggiunto la saturazione della sua base utenti, di altri social network come Twitter, ad esempio. La stessa ricerca metteva in evidenza come Facebook abbia perso appeal tra i giovani, mentre invece sono le categorie più mature che lo apprezzano sempre di più. Bene, fatta questa premessa, doverosa, oggi vogliamo presentarvi i dati di un’altra ricerca, condotta sempre negli Usa, condotta da Frank N. Magid Associates (ricorderete quando lo scorso anno abbiamo riportato l’interessante ricerca che ci rivelava quale fosse il profilo degli utenti Twitter) per conto di Kik Interactive, l’azienda canadese che è proprietaria dell’app Kik, app molto diffusa e usata negli Usa, appunto.

    La ricerca, condotta su un campione di 1.000 utenti americani di età compresa tra i 14 e i 25 anni, volendo sintetizzare, dimostra quanto detto prima, ossia che i giovani frequentano sempre meno social network come Facebook, e che in effetti questi giovani sono più coinvolti dalle applicazioni di messaggistica istantanea. Si conferma quindi l’ascesa di questo tipo di applicazioni, sempre più engaging, e viene fuori anche che gli utenti cominciano ad interagire con le marche anche attraverso queste applicazioni.

    indagine-messaggistica-istantanea

    Mediamente la ricerca rileva che il tempo trascorso usando queste applicazioni è di mezz’ora. Come vedete dal grafico in altro Kik risulta essere la più coinvolgente con 35 minuti di media di utilizzo, per sessione; dietro troviamo Facebook Messenger con 27 minuti di media e poi Snapchat con 21 minuti. Come potete vedere, sempre ne grafico, di fianco, ci sono i dati relativi invece ai social network con Facebook che mediamente per 37 minuti, Instagram 27 minuti (come Facebook Messenger) e poi Twitter con 25 minuti. Dati, dunque, che ci confermano il calo di appeal di Facebook tra i più giovani.

    La ricerca rileva anche che Kik risulta essere più coinvolgente nelle fasce di età tra i 14 e i 20 anni, mentre Facebook risulta un po’ più engaging nella fascia di età 21-25 anni.

    La popolarità di Facebook è dunque in calo tra i giovani tra i 14 e i 17 anni. E gli utenti spiegano che il perchè negli ultimi 12 mesi lo hanno usato sempre di meno:

    • il 76% “perchè è diventato per me sempre meno importante”;
    • il 65% “mi sono stancato di usarlo”;
    • il 47% “i miei amici lo usano sempre meno“.

    Da questa ricerca potrebbe venir fuori un suggerimento per i brand e cioè che se vogliono entrare in contatto con un pubblico più giovane, quindi più vicino a quello che fanno e a quello a cui mirano, allora è il caso di cominciare ad usare anche queste applicazioni.

    A questo proposito è interessante notare che il:

    • 90% degli utenti intervistati ha dichiarato di aver interagito con un brand sui social media o su un’app di messaggistica;
    • le tre principali attività tra utenti e brand sono “following/liking un brand” (60%), “guardare un video del brand” (56%), “leggere un post del brand” (56%);
    • il 19% degli utenti ha chattato direttamente con un brand e da questo punto di vista Kik è risultata più coinvolgente (26%) di Snapchat (21%);

    Gli utenti più ricettivi sono quelli di età compresa tra i 21-25 anni ritenendo le app come fonte importante per tenersi aggiornati sui brand (57%) e anche per poter interagire direttamente col brand piuttosto che limitarsi ad un semplice follo o like (45%).

    Allora, che ne pensate di questa ricerca e di questi dati?

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