Tag: messaggistica istantanea

  • Italiani e messaggistica, 33 milioni di utenti usano WhatsApp

    Italiani e messaggistica, 33 milioni di utenti usano WhatsApp

    Gli italiani continuano a preferire WhatsApp. L’app di Meta è usata da 33,1 milioni di italiani per 10 ore e 50 minuti al mese. Telegram diventa la terza app di messaggistica più usata con 15,5 milioni di utenti.

    Agli italiani piacciono le app di messaggistica, da sempre. Già nel 2013 il 56% degli utenti dichiarava di mandare oltre 5 messaggi al giorno, eleggendo poi WhatsApp come l’app preferita. Negli anni l’apprezzamento degli italiani verso le app di messaggistica è cresciuto costantemente e l’app di Meta è saldamente l’app più usata, anche se, nel frattempo, si sono affacciate altre app che hanno fatto breccia tra gli utenti italiani, soprattutto per quanto riguarda il tema della privacy.

    Tutta questa considerazione per arrivare a fare il punto di quale siano le app di messaggistica più usate dagli italiani nel 2022 e lo facciamo grazie ai dati pubblicati di recente da Vincenzo Cosenza. WhatsApp sarà ancora la più usata e amata? Di sicuro, come avevamo visto qualche mese fa, risulta ad essere ancora molto scaricata. Ma vediamo insieme i dati raccolti da Vincos.

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    Iniziamo subito col dire, senza grandi sorprese, che sì WhatsApp è ancora l’app di messaggistica più amata dagli italiani. Nella prima metà di quest’anno gli utenti che l’ano usata sono stati 33,1 milioni, toccando il livello di 35 milioni di utenti nel mese di giugno, Ma se confrontiamo questi dati rispetto allo stesso periodo del 2021 allora notiamo che WhatsApp, come dato generale, perde appena l’1,4%. Da notare che tre anni fa la media era di 31,8 milioni di utenti.

    Dal punto di vista del tempo impiegato sull’app da parte degli utenti, i dati ci dicono che questo si attesta alle 10 ore e 50 minuti, con un picco di alle 11 ore e 29 minuti ad inizio di quest’anno. Sono dati che restano sostanzialmente uguali allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’app che sicuramente continua a perdere terreno è l’alta app di messaggistica di casa Meta e cioè Facebook Messenger. Destinata a diventare un’app di utilità, in realtà non è mai riuscita del tutto a far innamorare gli utenti italiani. Gli italiani che l’usano sono 17,3 milioni ma il calo che si registra rispetto allo scorso anno è davvero pesante: -21%, ossia 4,5 milioni di utenti in meno. Il tempo di utilizzo di Messenger nei primi sei mesi dell’anno è stato di 50 minuti, in calo del 34% se paragonato a quello registrato nel 2021.

    app messaggistica italia 2022

    E veniamo a Telegram.

    L’applicazione di Pavel Durov conta in Italia 15,5 milioni di utenti e di fatto diventa la terza applicazione di messaggistica più usata dagli italiani. C’è da rilevare che, nonostante la grande crescita degli ultimi due anni, se paragonati allo stesso periodo dello scorso anno, la ricerca di Cosenza ci dice che Telegram ha perso il 7% degli utenti.

    Dal punto di vista del tempo trascorso sull’app, gli utenti italiani usano Telegram per 2 ore e 9 minuti al mese, un dato in crescita del 16% rispetto al 2021.

    Telegram, ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp

    Da annotare la crescita di Discord che nella prima parte dell’anno conta 1,9 milioni di utenti al mese con una crescita del 29% rispetto all’anno scorso e un tempo di utilizzo pari a 1 ora e 20 minuti per utente.

    Tutte le altre applicazioni rilevate dalla ricerca di Vincenzo Cosenza segnano un netto calo, segno che il settore va ormai uniformandosi attorno alle app che abbiamo fin qui citato. Una menzione particolare merita Skype, che per anni è stata una delle app più usate, che ormai è sempre più sulla via del tramonto. I dati dicono che in un anno l’app ha perso il 14% degli utenti, pure mantenendo 3,1 milioni di utenti al mese. In netto calo il tempo di utilizzo: -40% e soli 27 minuti per utente.

    Altra app che merita una menzione particolare è Signal. L’app di cui molto si è parlato e che sembrava dovesse decollare anche nel nostro paese invece non fa registrare numeri brillanti, anzi. Gli utenti sono poco più di mezzo milione in calo del 48% in un anno, con appena 1 ora di tempo di utilizzo.

  • Anche Telegram avrà la sua versione a pagamento

    Anche Telegram avrà la sua versione a pagamento

    Dopo le prime immagini diffuse un mese fa, Pavel Durov ha confermato che Telegram avrà la sua versione a pagamento con funzionalità aggiuntive. Un passaggio necessario che potrebbe portare alla IPO.

    Dopo le prime immagini della fase di test che giravano un mese fa, Telegram, per voce del suo fondatore Pavel Durov, ha ufficializzato che l’app di messaggistica avrà la sua versione a pagamento.

    In verità, sono almeno due anni che si parla di una versione a pagamento di Telegram, ma adesso quella che inizialmente poteva essere solo un’idea, adesso diventa realtà. Una necessaria realtà, come vedremo fra poco.

    Intanto, come ha specificato lo stesso Durov nel suo messaggio su Telegram di pochi giorni fa, non si tratta di una versione a pagamento per tutti e nessuno sarà costretto a compare nulla per usare l’app abitualmente. Si tratta di una versione che includerà funzionalità maggiori, rispetto a quanto già offre Telegram.

    In pratica, si tratta di funzionalità aggiuntive che verranno rese disponibili a pagamento. Chi vorrà continuare ad usare Telegram abitualmente potrà continuare a farlo.

    telegram pagamento 2022

    Questa specifica è doverosa per evitare di fornire informazioni che possano confondere gli utenti, pensando che Telegram diventa a pagamento.

    Si tratta quindi di un passaggio necessario, come spiega lo stesso Durov, per il fatto che ad oggi, con oltre 500 milioni di utenti a livello globale (c’è chi dice che siano già 550 milioni), la gestione di una piattaforma come questa, dal punto di vista dei server necessari, si fa sempre più complicata, da l punto di vista dei costi.

    Ecco che serve introdurre qualche funzionalità in più a pagamento per permettere alla piattaforma di poter continuare ad offrire i suoi servizi a tutti gli utenti e per continuare ad essere sostenibile economicamente.

    In pratica, questa versione a pagamento permetterà agli utenti di continuare a permettere lo sviluppo della piattaforma. L’idea è quella di portare avanti un progetto che sia partecipato dagli utenti, senza essere dipendenti da qualche forma di sponsorizzazione onerosa.

    Al momento non si conoscono i dettagli economici della versione a pagamento, Durov non ha specificato nessuna tariffa e non ha specificato quelle che saranno le funzionalità aggiuntive.

    Ma, secondo i rumors, tra le funzionalità ci sarà quella di inviare file fino a 4GB, una velocità di trasferimento più elevata, dei tasti reactions esclusivi, un badge per il profilo premium, adesivi esclusivi e altre funzionalità. E, sempre secondo i rumors, visto che lo stesso Durov non ne ha parlato, l’abbonamento sarà mensile indicativamente a 4,99 dollari al mese, più o meno la stessa cifra in euro.

    Questa operazione potrebbe permettere a Durov di lanciare la sua IPO, l’operazione tanto agognata da Durov che permetterebbe di quotare in borsa telegram. Se così fossero le cose, Telegram entrerebbe nel listino della borsa di Hong Kong e potrebbe ambire ad una valutazione di 50 miliardi di dollari.

    Per Pavel Durov sarebbe un cambio di passo notevole. Vedremo cosa accadrà se la versione di Telegram a pagamento dovesse arrivare entro la fine di questo mese o giù di lì. Ovviamente vi terremo informati.

  • Perché Microsoft potrebbe acquisire Discord, e sarebbe un affare

    Perché Microsoft potrebbe acquisire Discord, e sarebbe un affare

    Microsoft potrebbe acquisire Discord per 10 miliardi di dollari, secondo molte fonti. E per il colosso di Redmond sarebbe un vero affare.

    La notizia sta rimbalzando ovunque e sta facendo, ovviamente, molto discutere. Stiamo parlando della possibile acquisizione di Discord da parte di Microsoft, per una cifra che dovrebbe essere pari o superiore ai 10 miliardi di dollari. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma da più fonti citate dai blog e dai media americani, sembra che il colosso di Redmond sia in vantaggio su altre aziende che hanno manifestato interesse verso la piattaforma di messaggistica online, usata per lo più nel grande mondo del gaming. Secondo fonti raccolte da VenureBeat, in lizza per cercare di accaparrarsi l’affare ci sarebbero, oltre a Mirosoft, anche Amazon, Twitter e Google.

    Di certo è che Discord ha di fronte a sè una scelta obbligata tra due opzioni: provare a vendere al migliore offerente, oppure, andare in Borsa ed evitare la prima opzione. Microsoft in questa fase iniziale è in vantaggio rispetto alle altre pretendenti, anche perché è quella che già dispone di una piattaforma di gaming, come la Xbox, che potrebbe sfruttare le grandi potenzialità di Discord.

    Microsoft potrebbe acquisire-Discord affare franzrusso.it

    Perché Microsoft dovrebbe acquisire Discord

    Ed è proprio in relazione agli sforzi fatti su Xbox, in questi anni, nel cercare di reggere alla concorrenza della Playstation, che Microsoft avrebbe tutto da guadagnare dall’affare con Discord. Infatti, la piattaforma di messaggistica, usata dai gamers per messaggiare tra loro, potrebbe vivere come piattaforma a sè stante all’interno dell’ecosistema Microsoft, così come succede per LinkedIn o Github, ma potrebbe poi integrarsi con Xbox, diventando la piattaforma di messaggistica all’interno della console. Ma potrebbe essere integrata anche in altri prodotti, certo. Se fosse così, Discord potrebbe affiancarsi a Teams e far andare in pensione Skype, piattaforma ormai sempre più desueta.

    Ecco, per queste motivazioni, Microsoft avrebbe tutto da guadagnare da un affare come questo, riuscendo a sorprendere la concorrenza. Per queste motivazioni sarebbe un vero affare.

    Ma cos’è Discord?

    Cos’è Discord

    Discord è una piattaforma di messaggistica nata per community. Quella che ha tratto vantaggio dalle sue caratteristiche è la community dei gamers. Per questo motivo no sorprendono i numeri che caratterizzano Discord.

    Lanciata nel 2015, fondata da Jason Citron (CEO) e Stan Vishnevskiy (CTO), nel 2020 ha generato 130 milioni di ricavi con una crescita del 188%, come riportato dal Wall Street Journal. La piattaforma è gratuita, ma la maggior parte delle entrate deriva da Discord Nitro che offre diverse funzionalità.

    Discord conta 300 milioni di utenti iscritti, 140 milioni di utenti attivi al mese (2021) e circa 20 milioni di utenti attivi al giorno (2020).

    La piattaforma ad oggi vale 7 miliardi di dollari, raddoppiando il suo valore di 3,5 miliardi di dollari dello scorso anno.

  • Telegram, ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp

    Telegram, ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp

    Dopo il grande interesse sull’articolo relativo alle differenze tra Signal e WhatsApp, in questa occasione vediamo quelle tra Telegram e l’app di Facebook.

    Dopo il grande interesse suscitato dal nostro articolo sulle differenze che esistono tra Signal, l’app di messaggistica del momento, e WhatsApp, sono state tante le richieste riguardo ad un raffronto anche con Telegram.

    Quell’articolo era stato pensato proprio per fare un breve raffronto tra le due app in quel momento molto discusse, vuoi anche per il grande edorsement che Elon Musk ha fatto a Signal. Non era previsto un raffronto anche con Telegram, in quella occasione, che invece vogliamo fare qui, rispondendo appunto alle richieste che ci sono arrivate.

    Allora, partiamo subito col dire che, come Signal (che tra l’altro in questi giorni sta incontrando diversi problemi proprio per l’alto numero di iscritti), anche Telegram trova il suo grande punto di forza proprio sula gestione della privacy, anche se è un gradino più in basso. E comunque è più avanti rispetto a WhatsApp.

    telegram whatsapp differenza franzrusso.it 2021

    La differenza sostanziale è che Telegram garantisce una crittografia end-to-end (E2E), come le altre due app, ma solo per le chat segrete. Quindi, se usate la normale chat, sappiate che quella non è crittografata. provando a spiegarla meglio, significa che i messaggi sono criptati sul vostro dispositivo e vengono poi decriptati sul server di Telegram. Le conversazioni sono quindi conservate attraverso i backup sui server dell’applicazione. WhatsApp effettua i backup su cloud, di fatto è considerato il sistema meno sicuro.

    Rispetto alla crittografia, quindi quella che copre le chat segrete, il sistema utiizzato da Telegram si chiama MTProto ed è una tecnologia nativa, che molti considerano non sicura come Open Whisper Systems, utilizzato da Signal. Infatti, quello di Telegram è un sistema chiuso, mentre quello di Signal è un sistema open source. Gli esperti sostengono che il sistema di Signal sia migliore in quanto monitorabile.

    Un punto a sfavore per Telegram è che le chat di gruppo non sono crittografate, lo sono solo le chat segrete tra due utenti. E poi, la versione desktop dell’app non supporta la crittografia E2E su qualsiasi piattaforma, a differenza di macOS.

    Uno dei punti di forza di Telegram è certamente quello che riguarda le funzionalità. Se è vero che WhatsApp offre tante funzionalità, allora Telegram non è da meno, e addirittura rilancia.

    Signal, ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp

    Su tutte, la possibilità di poter aprire un gruppo sull’app che può raccogliere fino a 200 mila, mentre WhatsApp si ferma a 256. E poi ci sono i canali (qui il nostro che vi invitiamo a seguire https://t.me/InTimeBlog), bot, quiz, e davvero tanto altro da rendere l’app una forma di intrattenimento, oltre che di comunicazione e informazione.

    Telegram consente l’autodistruzione dei messaggi, una funzionalità molto apprezzata dagli utenti che non vogliono che quel dato messaggio resti nel dispositivo del destinatario. Si possono inviare anche immagini o video non compressi. Da tenere in considerazione il fatto che l’app permette l’invio di file fino a 1,5 Gb. E sì, l’app supporta anche le videochiamate.

    Per quanto riguarda le origini dell’app, Telegram viene lanciata nel 2013 dai fratelli Durov: Nikolai, il maggiore, e Pavel, il minore. L’app ha saputo imporsi da subito come alternativa a WhatsApp, incontrando non poche difficoltà sulla sua strada. La crescita però è stata costante, anche perché l’app immediatamente incontrato il favore degli utenti, come anche in questo periodo.

    E intanto Elon Musk consiglia di usare Signal

    Come nell’altro articolo in cui abbiamo paragonato Signal e WhatsApp, mettendo in luce le differenze, anche in questo caso la scelta dell’app da usare deve rispondere sempre a ciò di cui avete davvero bisogno. Dopo questo raffronto più completo, è chiaro che Signal è quella che dal punto di vista della privacy e della sicurezza offre di più. Come già ricordato, il livello di crittografia E2E di WhatsApp è buono, ma resta il nodo delle condizioni d’uso.

    Tuttavia, Telegram, nonostante non supporti un livello di sicurezza come quello di Signal, resta comunque una valida alternativa a WhatsApp in fatto di funzionalità offerte.

    Insomma, resta sempre valido il suggerimento di scegliere l’app in base alle proprie esigenze, pur consapevoli dei rischi.

    Allora, quale app scegliete?

  • E intanto Elon Musk consiglia di usare Signal

    E intanto Elon Musk consiglia di usare Signal

    Nel giorno in cui WhatsApp notificava agli utenti che dal prossimo 8 febbraio cambieranno i termini di utilizzo dell’app, senza possibilità di scelta per l’utente, Elon Musk suggeriva ai suoi 41,4 milioni di follower su Twitter di usare l’app di messaggistica Signal.

    Proprio nel giorno in cui WhatsApp notificava agli utenti che dal prossimo 8 febbraio cambieranno i termini di utilizzo dell’app, senza possibilità di scelta per l’utente, Elon Musk suggeriva ai suoi 41,4 milioni di follower su Twitter di usare l’app di messaggistica Signal. Un suggerimento che ha avuto da subito i suoi effetti. Infatti, immediatamente dopo si è registrato un boom di download al punto da creare qualche disagio nelle iscrizioni.

    Il tweet del fondatore della Tesla non è stato, ovviamente, un caso. L’intento di Musk era quello di manifestare tutto il suo disappunto contro le nuove condizioni d’uso di WhatsApp, soprattutto per quanto riguarda la maggiore condivisione dei dati degli utenti con Facebook.

    elon musk signal app

    Inoltre, Musk poche ora prima aveva anche twittato un meme in aperta polemica con Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. L’immagine allegata al tweet raffigura una serie di domino sempre più grandi. Il primo è proprio quello relativo “al sito che serviva a valutare le ragazze di Harward” (chiaro riferimento alle origini di Facebook), fino ad essere “complice” dell’attacco di qualche giorno fa a Capito Hill.

    E ancora, in un altro tweet in risposta ad una conversazione, Musk ha twittato un altro meme in cui si vede Zuckerberg che mente sul modo in cui vengono raccolti i dati sulla piattaforma. Un meme tra l’altro abbastanza diffuso.

    Ora, la situazione è abbastanza complessa in verità. Di certo, ma non ce n’era bisogno, Elon Musk, da poco diventato l’uomo più ricco del pianeta, scalzando persino Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha dimostrato che è capace di influenzare le scelte eccome. Ma, se si può dire, lo ha fatto in coerenza, infatti da sempre è in contrasto con Facebook. Ricorderete senz’altro quando, in pieno scandalo Cambridge Analytica, cancellò le pagine di Tesla e SpaceX in un secondo e senza rendere conto a nessuno, due pagine con milioni di utenti. Non è poi mancata occasione in cui dicesse che Facebook gli faceva “schifo”.

    Signal in poco tempo è diventata una delle 5 app più scaricate, nella categoria “social network”, negli Usa. Dati App Store di Apple.

    Ma è una forma di protesta contro, come dicevamo, il cambio delle condizioni d’uso di WhatsApp, specie per quando riguarda la condivisione dei dati degli utenti con Facebook. E su questo c’è da fare una puntualizzazione, anche alla luce delle dichiarazioni che manager di Facebook hanno reso ai media e ai blog americani.

    In pratica, secondo Facebook, queste condizioni non dovrebbero cambiare molto la situazione, infatti già da ottobre dello scorso anno era iniziata una fase do transizione, soprattutto per quanto riguarda i dati verso le aziende. E, comunque, tutto questo non dovrebbe avere alcun effetto per gli utenti europei. In Europa, Facebook non condividerà dati a fini pubblicitari con nessuna azienda, questo è quando dichiarato da Niamh Sweeney, direttore della policy di WhatsApp per l’Europa.

    WhatsApp aggiorna i termini d’uso e condivide i dati con Facebook

    Certo, la preoccupazione degli utenti è sacrosanta, soprattutto per il fatto che stiamo parlando di un’app che era nata proprio per evitare che tutto questo accadesse, preservando la privacy degli utenti.

    Proteste negli Usa, Signal e Citizen sono le app più scaricate

    E allora, Elon Musk ha consigliato di scaricare un’app di messaggistica, Signal, che è gestista da una fondazione senza ha scopo di lucro, che metto al centro la crittografia end-to-end, senza trasmettere i dati degli utenti ad alcuno. Infatti, ha rifiutato ingenti finanziamenti proprio per evitare che tutta l’attenzione si concentrasse sul profitto. Non dimentichiamo poi che Signal ha giocato un ruolo importante nelle proteste a seguito dell’assassinio di George Floyd negli Usa, diventando l’app di messaggistica attraverso cui le persone si organizzavano. E anche in quel caso si registrò un book di download.

  • Telegram raggiunge il traguardo dei 400 milioni di utenti

    Telegram raggiunge il traguardo dei 400 milioni di utenti

    Probabile che l’aumento di consumo del digitale in tutto il mondo per via della pandemia da Coronavirus abbia avuto il suo effetto, Telegram ha annunciato oggi di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti, 1,5 milioni quelli che si iscrivono ogni giorno.

    La piattaforma di messaggistica, e non solo, trova sempre più nuovi utenti affezionati. Probabilmente la pandemia da Coronavirus, con il conseguente lockdown ovunque ne mondo, abbia avuto il suo impatto perché oggi Telegram ha annunciato di aver raggiunto i 400 milioni di utenti.

    Non si sapeva molto sul numero degli utenti che usa la piattaforma, eravamo rimasti a 200 milioni. In Italia siamo attorno ai 9 milioni, anche se, a questo punto, è presumibile che siano molti di più.

    Telegram fa sapere che ogni giorno sono “almeno 1.5 milioni” i nuovi utenti che si iscrivono a Telegram. Sottolineando come l’app sa tra le 20 più scaricate al mondo, “le persone in tutto il mondo stanno passando a Telegram ad un ritmo sempre più veloce”.

    telegram 400 milioni utenti

    “Le cartelle, l’archivio cloud e il supporto per i computer rendono Telegram lo strumento ideale per il lavoro da remoto e lo studio durante la quarantena”. È quindi evidente che il lockdown abbia avuto effetto nel raggiungimento di questo traguardo. Del resto, in questa fase, stanno crescendo un po’ tutte le piattaforme digitali, in termini di nuovi utenti e di tempo trascorso.

    Quando abbiamo lanciato Telegram 7 anni fa, abbiamo ipotizzato che le persone avrebbero sempre scelto libertà e qualità piuttosto che restrizioni e mediocrità“, si legge nel post in italiano che annuncia il traguardo, aggiungendo anche che presto arriveranno le videochiamate di gruppo sull’app:

    Le videochiamate nel 2020 hanno gli stessi problemi (questo lo abbiamo corretto noi) dei messaggi nel 2013. Ci sono app che sono o sicure o utilizzabili, ma non entrambe le cose. Ci piacerebbe risolvere il problema, quindi ci concentreremo nel portarvi videochiamate di gruppo sicure nel 2020. Quando saranno pronte, sarete i primi a saperlo, promesso“.

    Ma gli annunci non finiscono qua, perché Telegram annuncia di aver migliorato i Quiz aggiungendoli a sondaggi, apparsi a gennaio di quest’anno. Da oggi è possibile “aggiungere spiegazioni che compaiono non appena gli utenti rispondono alle domande del quiz, aiutandoli ad imparare dai loro errori, o a contestualizzare le loro risposte“.

    E, avendo migliorato lo strumento, Telegram pensa di trasformarlo in uno strumento attraverso il quale “diffondere conoscenza” come “quiz didattici”, non male come idea. A questo proposito, visto che 2 miliardi bambini sono forzatamente lontani da scuola orma da settimane, viene lanciata un’iniziativa molto interessante. E cioè un crowd-sourcing in cui verranno distribuiti un totale di 400.000 EURO tra i creatori di quiz didattici.

    Per iscriversi, la prima fase termina il 15 maggio, comunque all’interno del post vengono spiegate le modalità di partecipazione.

    Gli sticker su Telegram sono 20 mila

    E poi, infine, tra le notizie che accompagnano il traguardo dei 400 milioni, con anche alcune migliorie come un nuovo menù per gli allegati per app su Android, Telegram ha creato un posto dal quale consultare tutte gli sticker che, nel corso di 5 anni, sono arrivati ad essere ben 20 mila.

    Insomma, sono notizie incoraggianti per l’app che però, come è stato diffuso ieri da Agcom, deve affrontare un serio problema interno. Infatti, dopo la denuncia della FIEG esposta all’autorità garante sulle comunicazioni, chiedendo la sospensione di Telegram, l’app fondata da Pavel Durov ha eliminato 7 degli 8 gruppi indicati nella stessa denuncia della Federazione degli Editori.

    Si tratta di un passaggio doveroso per certi versi, ma, vogliamo ribadirlo, la soluzione di eliminare o sospendere una voce non è mail quella giusta, e questo dovrebbero saperlo anche gli editori. C’è bisogno di monitorare, denunciare le cose che non vanno e migliorarle, ma la censura non porta mai a nulla di buono. Questo è quello che pensiamo.

  • Instagram sta testando la modalità dei messaggi a scomparsa

    Instagram sta testando la modalità dei messaggi a scomparsa

    Secondo quanto scoperto da Jane Manchun Wong, Instagram sta testando la modalità dei messaggi diretti a scomparsa. Una modalità che esiste già su Snapchat. Al momento è solo un test e Instagram lo ha confermato, anche se non ci sono tempistiche precise.

    Allora, la notizia è questa. Secondo la solita, brava, ricercatrice Jane Manchun Wong, che abbiamo imparato a conoscere bene ormai, Instagram sta testando una nuova modalità effimera, questa volta in riferimento ai messaggi privati. Sapete che anche su Instagram è possibile mandare dei messaggi privati, quelli che si dividono in “Principale” e “Generale”. Ebbene, secondo quanto scoperto dalla Wong presto, forse, si potrebbero inviare dei messaggi privati pronti a scomparire nel momento in cui abbandona la chat.

    Sì, in pratica questa modalità permetterebbe a chi vuole intrattenere delle conversazioni più sciocche, più private, insomma, conversazioni tali da non renderle più reperibili per svariati motivi successivamente.

    instagram messaggi scomparsa

    Come funzionano i messaggi privati a scomparsa

    In pratica, per usare questa modalità effimera, gli utenti si ritroveranno in una finestra scura e vuota. Qui gli utenti si scambieranno dei messaggi i quali scompariranno una volta che gli utenti avranno abbandonato questa finestra. Si esce e i messaggi non ci sono più.

    Il test, illustrato bene dalla Wong in un breve video allegato al suo tweet, in realtà è qualcosa di più perché Instagram, attraverso il suo account PR, lo ha confermato proprio nella conversazione. E una ulteriore conferma è stata data a TechCrunch da un portavoce di Facebook. Ma oltre la conferma nulla di più è dato sapere. Non si conosce una data di rilascio precisa e né, tantomeno, se questa modalità di messaggi a scomparsa vedrà mai la luce. Per quel che può valere il nostro parere a riguardo, siamo quasi certi che questa modalità verrà rilasciata prima o poi.

    In realtà si tratta di una funzionalità che è già presente su Snapchat, quindi, ancora una volta, Instagram si trova a prendere in prestito una funzionalità da questa app come già successo per le Stories.

    Ma perché Instagram vorrebbe introdurre una modalità effimera anche per i messaggi privati? Non si può rispondere a questa domanda se non si prende in considerazione il fatto che la modalità effimera è sempre più richiesta dagli utenti, di qualsiasi età. Nel senso che così come i giovani hanno voglia di scambiarsi dei messaggi senza che i genitori li scoprano, allo stesso modo gli adulti vogliono intrattenere delle conversazioni senza essere scoperti da nessuno.

    Oggi la messaggistica istantanea rappresenta la prima forma di scambio di messaggi tra utenti, di tutte le età. Certo, tra gli adulti giocano un ruolo ancora importante le email, ma anche gli adulti usano sempre più spesso la messaggistica istantanea che è soprattutto mobile. Non a caso gli utenti più giovani non usano le mail come forma di conversazione diretta, ma usano la messaggistica.

    Ecco perché Instagram adesso vuole portare la modalità effimera anche nei messaggi, per rafforzare l’uso dei messaggi privati tra utenti e per offrire loro modalità sempre più private.

    Ricordate quando Zuckerberg a fine 2018 disse che le conversazioni su Facebook (intendendo anche la famiglia allargata) sarebbero state sempre più private? Ecco, intendeva anche questo. E forse, questa modalità sarà possibile usarla anche tra le diverse piattaforme. Chissà, sembra una cosa lontana ma non tanto per la verità.

  • Facebook: ecco Threads, l’app di Instagram per gli amici più stretti

    Facebook: ecco Threads, l’app di Instagram per gli amici più stretti

    Alla fine di agosto The Verge aveva annunciato l’avvio di un test, ma oggi Facebook dà notizia del lancio ufficiale. Disponibile per iOS e Android, ecco Threads da Instagram l’app per gli amici più stretti.

    Se ricordate, alla fine di agosto The Verge aveva dato notizia che Facebook stesse sperimentando una nuova app istantanea per Instagram con cui condividere, oltre alla possibilità di contenuti come video e immagini, anche la posizione, velocità e, addirittura, l’autonomia della batteria. Ecco, Facebook oggi ha ufficializzato il lancio di Threads da Instagram, disponibile per iOS e Android. Si tratta di un’app che permette di “scambiarsi messaggi con gli amici più stretti in uno spazio privato dedicato”.

    Attraverso questa app è possibile condividere foto, video, messaggi, Storie e altro con la lista di amici Instagram più stretti, l’utente gestisce direttamente i contatti per Threads, con la possibilità di personalizzare l’esperienza in base alle persone che ritiene più importanti.

    instagram threads android

    Cosa si può fare con Threads di Instagram?

    Inviare messaggi solo agli amici più stretti

    Gli utenti potranno usare Threads per scambiare messaggi con persone inserite nella lista di amici più stretti su Instagram e sarà disponibile anche una inbox e notifiche dedicate solo a quella lista di amici. Creare la lista è facile, basta scaricare l’app, per iOS e Android, e scegliere i propri contatti da Instagram.

    Condividere foto e video istantaneamente

    Threads permette di condividere foto o video con gli amici più stretti su Instagram. Apre direttamente la fotocamera e consente di aggiungere collegamenti rapidi per condividere quello che stai facendo in due mosse.

    Scopri cosa stanno facendo i tuoi amici con ”Stato”

    All’interno di Threads è stata creata la funzione “Stato”, permette di scegliere tra uno Stato suggerito (ad esempio 📚 Sto studiando), crearne uno ex novo (😅 Sto procrastinando) o attivare uno Stato automatico (🚗 In giro), che automaticamente mostra alcune informazioni su dove si trova l’utente, ma senza alcuna coordinata di localizzazione. Solo gli amici più stretti possono vedere lo Stato, che ha comunque la discrezione di attivare o disattivare.

    Facebook sostiene che la funzione “Stato” è stata creata con un’attenzione particolare alla tua privacy: resta sempre l’utente che ha il controllo e decidere se condividere il suo stato e con chi.

    Continuare a usare Instagram Direct

    Threads offre un nuovo spazio dedicato per le conversazioni preferite. I messaggi provenienti dagli amici inclusi nella cerchia ristretta appariranno sia in Threads sia in Direct.

    instagram threads status android

    Threads di Instagram e la privacy

    L’aspetto che più desta attenzione resta quello della privacy, al punto che Facebook ha dedicato a questo delicato tema un comunicato a parte. Quello che interessa maggiormente è come viene gestita, da Facebook, l’auto Status, la modalità che, una volta individuata le coordinate geografiche dell’utente, invia un post automatico agli amici, come abbiamo descritto sopra. E quei dati che fine fanno? Facebook, sempre all’interno del comunicato dedicato, specifica che i dati non verranno memorizzati all’interno dei suoi server. Le informazioni resteranno sul dispositivo per un periodo limitato, trascorso il quale, si cancelleranno.

    Facebook è quindi costretta a rinunciare ad una mole di dati rilevante, anche per via degli scandali che hanno caratterizzato gli ultimi tempi. Anche se, va detto, altre applicazioni simili (leggi Snapchat) non generano alcuno status automatico.

    Dopo l’esperienza poco felice con Direct, in formato stand alone, Facebook ci riprova a creare un’app di messaggistica istantanea per Instagram, una carenza che andava assolutamente colmata, soprattutto per la ricaduta in termini di conversazioni e quindi di dati. Threads è forse la prima rappresentazione di quello che sosteneva Mark Zuckerberg qualche mese fa, quando sosteneva che Facebook (inteso nel suo insieme) sarebbe diventato via via un luogo più privato. Ecco, questa app che viene lanciata a livello globale, è un tentativo in quella direzione. Resta da capire se gli utenti apprezzeranno.

    E voi? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Instagram potrebbe lanciare Threads, l’app di condivisione intima istantanea

    Instagram potrebbe lanciare Threads, l’app di condivisione intima istantanea

    Secondo quando riportato da The Verge, Facebook sta sviluppando una nuova app di messaggistica chiamata Threads, fortemente legata a Instagram. L’app potrebbe permettere la condivisione immediata della posizione dell’utente e anche della durata della batteria. Sembra un nuovo attacco a Snapchat.

    In molti avevano previsto che il pensionamento anticipato dell’app Direct, quell’app stand-alone che avrebbe dovuto fungere da costola per la messaggistica di Instagram, potesse dare seguito a qualche altra soluzione. E, in effetti, da quello che riporta The Verge, che ha dato per primo la notizia, sembra essere così. Facebook avrebbe avviato un test su una nuova app chiamata Threads, si tratterebbe di una app di messaggistica istantanea, quasi in tempo reale, con cui condividere, oltre alla possibilità di contenuti come video e immagini, anche la posizione, velocità e, addirittura, l’autonomia della batteria. Proprio quest’ultimo elemento è caratteristico di un’app che vuole essere uno strumento di comunicazione più intimo, più circoscritto e meno generale. Attenzione, usiamo il condizionale perché nè Facebook, il dominus di Instagram, e nè Instagram hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.

    Quindi, restiamo su quanto riportato da The Verge sapendo che non ci sono conferme ufficiali, anche se, a ben vedere, questa è un’app, per come si presenta, che risponde a quanto Zuckerberg diceva qualche mese fa, e cioè che Facebook, intendendo tutto la galassia intorno, dovesse diventare uno spazio più intimo per il futuro. Si riferiva ad un luogo in cui la persona che deve comunicare, appunto, restando sull’app Threads, di avere lo smartphone scarico, lo possa fare a quel ristretto gruppo di persone che devono saperlo. E non, come accade oggi, direttamente su Facebook, intesa come piattaforma adesso, facendolo sapere, più o meno, al mondo intero.

    threads app facebook

    Attenzione, perché quando Zuckerberg, sempre qualche mese fa, parlava di rendere Facebook uno spazio più intimo, lo intendeva anche più sicuro, più attento alla privacy. E’ chiaro che alcune informazioni come la posizione, una di quelle che sarebbe immediatamente condivisa attraverso Threads con un ristretto numero di persone, deve essere fatta in un luogo ristretto, e non in luogo generalista aperto a tutti.

    Anche la condivisione di immagini e video, l’app supporta la fotocamera sarà più “intima” e immediata. E su questo aspetto ci sarà molto da discutere.

    Prima di trarre una considerazione conclusiva su Threads, è utile ricordare che questa è l’evoluzione di quella che doveva essere Direct, ricordate, l’app stand-alone che avrebbe dovuto essere l’app di messaggistica istantanea di Instagram che poi, dopo un periodo di test infinito, è stata mandata letteralmente in pensione e i messaggi sono stati convogliati all’interno dell’app Instagram, come accadeva un tempo. Già, Direct era stata progettata dal vecchio team di Instagram, quello che faceva capo ai due co-fondatori, Kevin Systrom e Mike Krieger, quindi doveva essere riprogettata una nuova app che rispondesse al nuovo filone di pensiero voluto dal dominus.

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    E non sono mancati i tanti, come ha fatto inizialmente un altro blog tech, molto seguito come 9to5, nella versione 9to5Mac, che praticamente dice che questo è un nuovo tentativo di Instagram (leggi Facebook) di “copiare” (senza mezzi termini) Snapchat, già a sua volta copiato quando furono lanciate le Instagram Stories nell’agosto di tre anni fa. E’ chiaro che Facebook guarda ad altra situazioni per cercare di intercettare segmenti di pubblico dove è meno presente, come appunto i giovanissimi, cercando di carpire quanto di buono fanno altri. E’ un dato di fatto.

    A proposito, le Instagram Stories saranno visibili anche da questa nuova app Threads.

    Ora, cerchiamo di arrivare ad un conclusione, pur consapevoli di ragionare su una ipotetica app, nel senso che non esiste e non ci sono commenti ufficiali. Ma una considerazione finale va fatta, ed è questa.

    E’ vero che, forse, l’evoluzione dei social media, dei social network per usare la definizione originale, siano verso una dimensione più intima, più privata, e su questo non ci sono molti dubbi. Una sorta di “fase 2” è alle porte. Ma è anche vero che chi propone una migliore gestione delle conversazioni, nel senso di più private, più circoscritte, più sicure, è sempre quello che ha dato vita a uno dei più grandi scandali legati alla privacy come è stato lo scandalo Cambridge Analytica. Tutto molto bello, ma ci deve essere davvero un segnale concreto di cambiamento.

    Infine, non essendoci conferme ufficiali, non si sa neanche quando questa app verrà rilasciata ufficialmente.

  • Italiani e Messaggistica 2019, 9 milioni di utenti usano Telegram

    Italiani e Messaggistica 2019, 9 milioni di utenti usano Telegram

    Italiani e Messaggistica istantanea, un rapporto sempre più stretto. L’analisi che di recente ha condotto Vincenzo Cosenza, ci mostra come, a distanza di due anni, gli italiani usino sempre di più la messaggistica istantanea. WhatsApp resta la più usata con 32 milioni di utenti, ma cresce anche Telegram: +30% in due anni e 9 milioni di utenti.

    Il fenomeno messaggistica istantanea appassiona sempre più gli italiani e non solo, per la verità. Certo, si potrebbe dire, gli italiani lo sono in particolar modo, ma è un fenomeno che appassiona un po’ tutti. L’analisi di Vincenzo Cosenza, a distanza di due anni, dimostra questo trend, sulla base dei dati Audiweb powered by Nielsen. Prima di passare a vedere qualche dato più in dettaglio, val la pena fare una breve considerazione sul fenomeno. E cioè che le persone tendono sempre più a conversare in privato e meno in pubblico, tendono quindi a trovare spazi più protetti all’interno dei quali conversare privatamente. Questo per tanti motivi, tra tutti quello di proteggersi dai social network, piattaforme che col tempo non hanno saputo proteggere a dovere la privacy degli utenti.

    Un fenomeno quindi che vedremo crescere ancora nei prossimi anni. Facebook del resto ha già compreso (in parte a sue spese) che questo è il trend da seguire e presto vedremo Instagram, WhatsApp e Messenger sempre più collegate fra loro.

    Ma prima di assistere a questo scenario in evoluzione, davvero a breve, guardiamo questi dati perché ci aiutano a capire come gli italiani si relazionano alle app di instant messaging e conoscere anche quelle che crescono di più in due anni.

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    E’ inutile dire che WhatsApp è l’app di messaggistica più usata dagli italiani, l’abbiamo sottolineato più volte qui sul nostro blog con dati alla mano. Sono 32 milioni gli utenti che la usano 14 ore al mese in media. Nel 2017 gli utenti erano 22 milioni e il tempo di media d’uso era di 11 ore e mezza. Sarà interessante osservare come questo bacino di utenti cambierà nel corso dei prossimi mesi, quando l’integrazione con le altre piattaforme di casa Facebook sarà più concreta.

    Facebook Messenger si piazza dietro WhatsApp con 23 milioni di utenti con un tempo d’uso di 1 ora e 15 minuti. Nel 2017 gli utenti italiani erano 15 milioni con un tempo di utilizzo pari a 1 ora. Spicca la differenza d’uso con WhatsApp ad esempio, differenza notevole che denota una destinazione d’uso differente tra le due app. Più volte abbiamo messo in evidenza come Messenger, con tempo, fosse diventata una utility app, un’applicazione che va ben oltre l’instant messaging.

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    E adesso veniamo a Telegram, fenomeno del momento, etichetta che ormai sembra quasi obsoleta visto che con 200 milioni a livello globale si tratta ormai di una realtà ben definita. Nel 2017 avevamo evidenziato il boom dell’app in Italia, un trend positivo che si conferma anche a distanza di 2 anni, anche se con numeri più ridotti, ma sempre importanti. Gli italiani che usano l’app ideata da Pavel Durov sono 9 milioni con un tempo di utilizzo di 3 ore e mezza al mese. La forza di questa app sta nella sicurezza delle conversazioni con un sistema di protezione molto alto, da poco è possibile cancellare le conversazioni, o pezzi di esse, anche andando indietro nel tempo. Caratteristiche che vengono spesso evidenziate quando capitano down alla concorrenza, come accaduto di recente. Nel 2017 gli utenti italiani erano 3,5 milioni con un tempo di utilizzo di 2 ore e mezza.

    Skype e Viber invece sono in caduta libera. L’app di Microsoft oggi è usata da 3,5 milioni di utenti italiani, in calo del 55% rispetto a due anni fa, con un tempo di 5o minuti al mese. L’app che prima di altri ha introdotto in tema del messaggio istantaneo, pur mantenendo ancora oggi un posizionamento più alto dal punto di vista dell’utilizzo in chiave business, deve oggi fare i conti anche con altre app, proprio perché anche su quelle avvengono contatti veloci tra colleghi e anche con i clienti. Un momento di contatto che non avviene più ormai solo su Skype.

    Viber è in calo del 16% e oggi è usata da 840 mila utenti italiani per circa 1 minuto e mezzo.

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    Cresce, invece, WeChat, l’app da 1 miliardo di utenti del colosso cinese Tencent, che in Italia conta 414 mila utenti che la usano per 5 ore al mese. Molto probabile, come sottolinea lo stesso Cosenza, che questo tempo di utilizzo molto alto sia giustificabile dal fatto che sono circa 300 mila i cinesi che la usano.

    Ecco, questo lo scenario delle app di messaggistica istantanea in Italia. Il blocco di app di casa Facebook, guidato da WhatsApp, è quello che guderà il mercato anche nei prossimi anni. Anche se, come detto già in questo post, sarà interessante notare anche come questi numeri impatteranno sulla integrazione tra le app che presto sarà realtà.

    Tra queste app va segnalata la performance sempre più crescente di Telegram e il suo trend positivo non si arresterà nemmeno di fronte ad una crescita maggiore del blocco di casa Facebook.

    E vi che ne pensate? Anche voi siete tra quelli che usano molto WhatsApp? E Telegram? Raccontateci le vostre esperienze.