Tag: musei

  • Il British Museum digitalizza le opere per difendersi dai furti

    Il British Museum digitalizza le opere per difendersi dai furti

    Il British Museum, in risposta a recenti furti, ha lanciato un ambizioso progetto di digitalizzazione. Il progetto mira a migliorare la sicurezza e l’accesso pubblico.

    Il British Museum, uno dei più importanti musei al mondo, ha annunciato un corposo piano per digitalizzare l’intera collezione. L’obiettivo è, attraverso questa operazione molto ambiziosa, di aumentare la sicurezza e l’accesso pubblico e, allo stesso tempo, rispondere anche alle richieste di restituzione di alcuni oggetti.

    Attraverso questo progetto, si prevede l’aggiornamento o il caricamento di 2,4 milioni di documenti e si stima che richiederà cinque anni per essere completato. Probabile, quindi, che nel 2029 ci sarà una versione del musei visitabile in digitale.

    Il museo è giunto a decisione dopo la rivelazione del furto di 2.000 oggetti. Gli oggetti preziosi conservati all’interno del museo sono stati rubati da un ex membro dello staff, identificato come l’ex curatore Peter Higgs. Al momento, gli oggetti recuperati sono circa 350 e il mese scorso il museo ha lanciato un appello pubblico per chiedere una mano nella ricerca degli oggetti mancanti.

    british museum digitalizzare opere franzrusso.it

    La digitalizzazione come misura di protezione

    Il direttore ad interim del museo, Mark Jones, ha dichiarato: “Dopo aver scoperto che degli oggetti sono stati rubati dalla collezione, abbiamo adottato misure per migliorare la sicurezza. Crediamo fermamente che la risposta più importante ai furti sia aumentare l’accesso alle opere. Più una collezione è conosciuta e utilizzata, più rapidamente si notano eventuali assenze.

    British Museum ha anche annunciato dei progetti per un “accesso potenziato” alle sue sale di studio, dove il pubblico e i ricercatori possono vedere gli oggetti della collezione su appuntamento. A seguito dei furti, l’istituzione del museo ha modificato le sue regole di accesso, impedendo a chiunque di entrare da solo nelle sue camere blindate.

    Il caso del furto ha avuto una grande eco in Uk. E nello stesso giorno in cui è stata annunciata questa iniziativa di digitalizzazione, Mark Jones e il presidente del consiglio di amministrazione, George Osborne, hanno testimoniato presso la Commissione per la Cultura, i Media e lo Sport del Parlamento britannico. Al centro dei colloqui sono state le dinamiche dei furti, delle modifiche alle politiche adottate in seguito ai furti e di come il museo gestirà le segnalazioni di illeciti in futuro.

    Osborne ha inoltre rivelato, sempre in fase di testimonianza, che la digitalizzazione della collezione avrà un costo stimato di £10 milioni (circa 11,5 milioni di euro). La somma non verrà finanziata dal governo o dai contribuenti, ma il British Museum spera di raccogliere fondi privatamente.

    Il museo ha già digitalizzato metà della sua collezione come parte di un progetto avviato nel 2020.

    La Questione dei Marmi del Partenone, e non solo

    E, trattandosi di una grande istituzione museale al livello mondiale, in risposta ai recenti furti, il ministro della cultura greco, Lina Mendoni, ha espresso preoccupazione riguardo alla “ospitalità” fornita ai marmi del Partenone presso il British Museum, uno dei tanti vanti del museo. Osborne ha risposto dicendo di essere in contatto diretto con il governo greco per creare una “vera partnership”, che potrebbe vedere oggetti provenienti dalla Grecia esposti a Londra e pezzi della collezione del Partenone viaggiare in Grecia.

    Ma Osborne, di fronte alla Commissione, ha tenuto a sottolineare come questi sforzi di digitalizzazione siano anche una risposta alle richieste di rimpatrio, nei rispettivi paesi di provenienza, di tante opere presenti nel British Museum.

    In ogni caso, a fronte di sforzi per digitalizzare i musei come risposta ai tanti furti subiti, e per proteggersi meglio, già un rapporto del National Science Foundation, nel 2019, sollecitava progetti simili come parte di una strategia globale per proteggere gli oggetti reali da elementi esterni e per consentire un maggiore accesso ai ricercatori.

    Va detto che lo stesso rapporto affermava che ci sarebbero voluti decenni prima che la maggior parte dei musei venga completamente digitalizzata, con un costo globale di 500 milioni di dollari.

    Il British Museum, un tesoro culturale

    british museum londra franzrusso.it

    Il British Museum è uno dei musei più conosciuti e visitati al mondo, situato nell’area di Bloomsbury a Londra. È stato fondato nel 1753 e ha aperto le sue porte al pubblico nel 1759. Il museo ha la distinzione di essere stato il primo museo nazionale a coprire tutti i campi della conoscenza umana. La sua collezione permanente, che comprende otto milioni di opere, è dedicata alla storia umana, all’arte e alla cultura.

    Il British Museum è particolarmente noto per le sue eccezionali collezioni in archeologia ed etnografia. Tra i pezzi più famosi del museo ci sono la Stele di Rosetta, i marmi del Partenone e la mummia di Cleopatra.

    Oltre alle sue vaste collezioni, la storia del museo aiuta a comprendere l’evoluzione della cultura e della società nel corso dei secoli. È unico nel suo genere, poiché riunisce sotto lo stesso tetto le culture del mondo, attraversando continenti e civiltà.

    [L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3]

  • Uffizi Digitization Project, il patrimonio della Gallerie degli Uffizi in 3D e realtà virtuale

    Uffizi Digitization Project, il patrimonio della Gallerie degli Uffizi in 3D e realtà virtuale

    E’ stato presentato nei giorni scorsi e si chiama “The Uffizi Digitization Project”, un progetto nato in collaborazione tra Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’Università dell’Indiana per digitalizzare 300 sculture e frammenti e rendere disponibili online. E’ possibile visualizzare le opere in 3D e in realtà virtuale con un visore.

    Oggi entrare nella Gallerie degli Uffizi di Firenze, uno dei più importanti musei al mondo, è possibile anche da proprio pc. E’ una descrizione, anche banale se volete, ma che rende l’idea di cosa sia il nuovo progetto “The Uffizi Digitization Project” presentato nei giorni scorsi a Firenze. Il progetto, nato in collaborazione tra Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’Università dell’Indiana, ha come obiettivo quello di poter rendere accessibile una parte del patrimonio del museo a chiunque disponga di una connessione internet. Uno scopo lodevole per chi vuole conoscere di più il museo ma anche per chi vuole studiare e analizzare le opere.

    Il progetto, nato nel 2016, permette oggi la visualizzazione di 300 opere tra sculture e frammenti dal sito digitalsculpture-uffizi.org ammirandole in 3D e anche in realtà virtuale con un visore. Si tratta della collezione greca e romana della galleria, tra cui statue antiche, copie rinascimentali di statue antiche, busti, altari funerari, sarcofagi e reliquie che esistono solo in frammenti. Inoltre, il prevede un impegno di cinque anni per realizzare i modelli 3D degli oltre mille marmi classici delle collezioni fiorentine agli Uffizi, a Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli. Il team del Virtual World Heritage Laboratory del dipartimento di informatica e computing dell’Indiana University ha fino ad oggi digitalizzato 61 statue, tra cui quelle che riproducono personaggi storici o mitologici come Apollo, Minerva, Marco Aurelio, Laocoonte e Venere.

    Come ha spiegato Fabrizio Paolucci, curatore dell’arte classica e coordinatore delle attività scientifiche degli Uffizi, “qualunque studioso o semplice curioso potrà osservare le opere in modo ancor più dettagliato di quanto potrebbe fare sul posto. Pensate per esempio alle sculture di grandi dimensioni o alle opere accostate alle pareti. Per un visitatore della Galleria, di Boboli, della Loggia dei Lanzi o di Palazzo Pitti è impossibile cogliere la resa della parte posteriore di una statua o leggere nel dettaglio la foggia dell’acconciatura, fondamentale per la datazione delle opere”.

    Altro grande vantaggio del progetto di digitalizzazione è quello di monitorare in modo molto più efficace le superfici, segnalandone stati di degrado, integrazioni o tracce di colori antichi. E’ anche possibile calcolare con esattezza il peso delle sculture, fornendo dati utili per gli spostamenti e il calcolo della statica degli spazi espositivi.

    Un bellissimo progetto che va nella direzione di “innovare” la cultura del nostro paese e renderla disponibile a tutti.

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    Leggi anche:

    I musei italiani sono sempre più sui social media ma pochi hanno progetti innovativi

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    Se volete ammirare queste opere, allora non vi resta che andare sul sito digitalsculpture-uffizi.org e ammirare queste opere. Provate, se avete a disposizione un visore, anche la modalità in realtà virtuale, vi sembrerà di vedere l’opera vicino a voi.

  • Ritorna la Museum Week 2018, dal 23 al 29 aprile, all’insegna del vivere insieme

    Ritorna la Museum Week 2018, dal 23 al 29 aprile, all’insegna del vivere insieme

    Riparte da oggi, 23 aprile, fino a domenica 29 aprile, la quinta edizione della Museum Week 2018, l’evento dedicato ai musei, alle gallerie, alle biblioteche e ai entri scientifici di tutto il mondo. L’edizione è dedicata al “vivere insieme”, alla cittadinanza e alla tolleranza. Ecco tutti gli hashtag da usare durante la settimana e si inizia con #womenMW.

    Riparte da oggi (ormai da qualche ora), 23 aprile, uno degli eventi digital e social, dedicati alla cultura, più attesi. E’ la Museum Week 2018 (#MuseumWeek), l’evento dedicato ai musei, alle gallerie, alle biblioteche e ai entri scientifici di tutto il mondo che è giunto ormai alla quinta edizione. Con gli anni sono cresciuti gli istituti, i musei e tutti i centri di cultura che hanno colto l’invito di condividere (e raccontare), durante tutta la settima, con temi diversi, la propria storia, invitando gli utenti ad essere parte attiva di questo racconto. Perchè solo comunicando e coinvolgendo si possono attrarre le persone a visitare un museo o un luogo culturale. Il racconto diventa strumento di coinvolgimento e la Cultura in questo ha molto da insegnare. Il successo di questa settimana è racchiuso in questo semplice concetto.

    museumweek 2018

    L’iniziativa quest’anno ha come leit motiv quello del “vivere insieme”, della cittadinanza e della tolleranza. Temi che indicano il fatto che la cultura, la scienza, l’istruzione sono oggi vitali per lo sviluppo delle società odierne. Ogni hashatag scelto per le giornate della settimana riflette proprio questo leit motiv.

    E si inizia oggi con un hashtag che gli organizzatori hanno scelto, a sua volta, come fondamentale per tutta l’iniziativa. Si parte quindi con #womenMW, per raccontare, segnalare donne che si sono distinte nell’arte, nella cultura, nella scienza, donne quindi artiste, intellettuali, scienziate.

    Domani, 24 aprile, si prosegue con #cityMW, le città viste come luogo di nascita di artisti, musicisti, scienziati. Ma le città sono la struttura stessa della società, quindi l’invito è condividere anche l’idea della città del passato con quella de futuro.

    Il 25 aprile è il giorno di #heritageMW, in questa giornata si celebra il patrimonio in tutte le sue forme. Il 26 aprile è dedicato a #professionsMW, una giornata dedicata alle professioni delle strutture, dei suoi talenti, ma anche delle professioni che possono interessare anche gli utenti più giovani.

    hashtag museum week 2018

    Il 27 aprile è dedicato ai bambini con #kidsMW, un giornata in cui le strutture possono raccontare come coinvolgono gli utenti più giovani e con quali attività, ma è un modo per raccontare la visione dell’arte della cultura rivolta ai più giovani.

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    Il 28 aprile è la giornata di #natureMW, giornata dedicata alla natura raccontando il ruolo che essa gioca all’interno delle strutture. Ma è anche una giornata per vivere la natura dal punto di vista dell’arte, della storia e delle scoperte scientifiche.

    L’ultimo giorno, il 29 aprile, è dedicato a #differenceMW, una giornata per raccontare come l’Arte, la Cultura vivono il tema della “differenza”, ma anche come viene vissuto il nostro rapporto con gli altri genera la nostra connessione con il mondo. Una giornata davvero originale.

     

  • La classifica dei musei italiani e internazionali più seguiti su Twitter

    La classifica dei musei italiani e internazionali più seguiti su Twitter

    Il 18 maggio 2017 si celebra l’#InternationalMuseumDay, l’appuntamento promosso dall’ICOM (International Council of Museums) per valorizzare il ruolo del museo nella nostra società. E tra i più attivi e seguiti su Twitter in Italia troviamo Musei in Comune Roma, il MAXXI, il Museo del Novecento. A livello internazionale, Museum of Modern Art e Design Museum.

    L’#InternationalMuseumDay è l’appuntamento, ormai da 40 anni, promosso dall’ICOM (International Council of Museums) per valorizzare il ruolo del museo nella nostra società e lo si celebra domani, 18 maggio 2017. Il tema di quest’anno sarà il “racconto dell’indicibile” nei musei attraverso molteplici e diverse forme d’arte che ricordino episodi tragici e controversi nel passato. Sarà molto interessante osservare come questa giornata verrà raccontata dagli utenti su Twitter.

    Con il passare del tempo, questa iniziativa si fa sempre più social, e proprio Twitter, tra hashtag, tweet e retweet, contribuisce notevolmente ad incentivare le presenze nei musei. Quest’ultimi, che siano italiani o internazionali, grazie ai loro seguitissimi account Twitter, attirano migliaia di visitatori in occasioni speciali come queste, e non solo, facendo leva sul loro elevatissimo numero di followers.

    #InternationalMuseumDay 2017 musei

    E, per l’occasione, scopriamo la classifica dei musei italiani più attivi e più seguiti su Twitter:

    1. Musei in Comune Roma (@museiincomune) –  238.108 followers
    2. MAXXI (@Museo_MAXXI) – 168.073 followers
    3. Museo del Novecento (@museodel900) – 136.000 followers
    4. Pinacoteca di Brera (@museobrera) – 59.587 followers
    5. Triennale di Milano (@LaTriennale) – 58.298 followers

    Questi, invece, quelli più popolari e Twittati nel resto del mondo:

    1. Museum of Modern Art (@MuseumModernArt) –  4.650.532 followers
    2. Design Museum (@DesignMuseum) –  4.067.596 followers
    3. Tate (@Tate) –  4.029.561 followers
    4. Guggenheim Museum (@Guggenheim) –  3.099.339 followers
    5. The Met (@metmuseum) –  3.066.050 followers

    Giornata dedicata ai musei e un consiglio può essere quello di visitare il Museo della Bora (@MuseoBora – 1.695 followers), a Trieste, conosciuto anche come “magazzino dei venti”, in cui potrete scoprire curiosità sui venti, sull’energia eolica e molto altro ancora.

    #InternationalMuseumDay 2017 Twitter musei

    Mostre ed eventi culturali aperti a tutti non si concentreranno però solo nella giornata di giovedì, ma proseguiranno anche nel weekend del 20 e 21 maggio con la Notte e la Festa dei Musei, organizzate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con il coinvolgimento di musei e luoghi della cultura statali e privati.

    E questi sono gli hashtag che potrete usare all’interno della maanifestazione su Twitter:

    • #InternationalMuseumDay
    • #FestadeiMusei2017
    • #FDM2017
    • #FestadeiMusei
    • #NottedeiMusei
    • #NDM

    Allora, armatevi di 140 caratteri e di hashtag e andate ad esplorare e raccontare i vostri musei.

  • Ecco Father and Son, il primo videogioco del museo MANN

    Ecco Father and Son, il primo videogioco del museo MANN

    Si chiama “Father and Son” il  videogioco con cui il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) diventa il primo museo a produrre e distribuire un game, gratuito e per tutte le età. L’idea è quella di coinvolgere e connettere il museo con un pubblico sempre più vasto, attraverso una storia senza tempo.

    I Musei sono per loro stessa natura luoghi di cultura, di sapere, di bellezza e di emozioni. Risulta davvero difficile pensare ad un luogo diverso dal museo per la sua capacità di emozionare. Nell’era delle nuove tecnologie e del digitale, anche il Museo non si sottrae nel processo di innovazione che comprende tanto l’offerta dei serivi, quanto la capacità di comunicare per coinvolgere sempre di più i visitatori. Questa ricerca, da questo punto di vista, offre spunti di riflessione e un quadro chiaro della situazione attuale. Innovazione è anche la capacitàò di esplorare nuovi strumenti di comunicazione per provare a coinvolgere più persone, per provare a trasmettere loro un’esperienza quanto più coinvolgente possibile. Un bell’esempio è quindi Father and Son con cui il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) diventa il primo museo a produrre e distribuire un videogioco, gratuito e per tutte le età.

    Il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) è uno dei più importanti musei al mondo con le sue straordinarie collezioni provenienti da Pompei ed Ercolano, con la collezione Farnese e quella Egizia.

    Father and Son cover-

    Il MANN quindi è il primo al mondo, nella sua categoria, ad esplorare una nuova strada per innovare e coinvolgere attraverso un videogioco, Father ad Son. Il videogioco è stato realizzato in inglese e italiano e sarà rilasciato gratuitamente, e senza contenuti pubblicitari, a marzo 2017, disponibile per Apple Store e Google Play. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli avrà un ruolo cruciale nella storia del gioco, con le sue celebri opere e l’architettura dei suoi luoghi, divenendo fulcro di piccole e grandi storie attraverso il tempo.

    Con la presentazione ufficiale del videogioco viene anche annunciato il sito web di Father and Son, un sito dove il visitatore potrà visualizzare un’anteprima dei contenuti del videogioco, nonché inviare una lettera ad una persona a lui cara. Ecco l’idea di interazione che si ricollega all’incipit ed alla copertina attuale del gioco: un padre che invia una lettera al figlio.

    E non potevano mancare anche i canali sui social media, per l’occasione sono state attivate la pagina Facebook e il profilo Twitter del videogioco.

    I contenuti del videogioco sono stati ideati di concerto con il direttore del MANN, Paolo Giulierini e con il prof. Ludovico Solima (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”), che ha contribuito alla redazione del “Piano Strategico 2016-2019” del Museo, nel quale era stata già indicata l’esigenza di arrivare a nuovi pubblici attraverso la tecnologia e la rete, in una prospettiva di audience engagement, cioè di coinvolgimento attivo del visitatore. Il Mann nel 2017 punta infatti a raggiungere i 500mila visitatori, traguardo sfiorato nel 2016, anno in cui si è registrato un significativo incremento di presenze (452.736 ingressi), con un + 30% circa rispetto all’anno precedente.

    L’ideazione di un videogame che abbia come contenuto il Museo Archeologico Nazionale si deve al Prof. Ludovico Solima – spiega Paolo Giulierini, direttore del MANN – mentre la sua realizzazione al prof. Fabio Viola. Si tratta, evidentemente, di un “colpo d’ala” notevole, che ci permette di raggiungere a pieno uno degli obiettivi fondanti del Piano Strategico: la connessione con il pubblico, sia quello che visita il museo sia quello virtuale. Se si pensa che in tutto il mondo si potrà interagire con i contenuti storici del nostro Istituto e della città di Napoli attraverso questo peculiare strumento, che ormai va annoverato tra le nuove forme d’arte, non si può che essere soddisfatti della nostra disseminazione culturale. Se prima erano le sole mostre a parlare del Mann in molte città estere, ora una straordinaria avventura digitale ci farà dialogare con migliaia di potenziali, nuovi visitatori, amanti dell’arte, studenti, soprattutto giovani: e che sia il Passato ad imbracciare le armi del Futuro la dice lunga sulla nostra volontà di presentarci come un cantiere dove tutto si può sperimentare, in ragione di una visione culturale senza preclusioni o barriere”.

    Il professor Solima, a sua volta, ricorda che

    il Mann, con il suo Direttore Paolo Giulierini, è un museo che ha dimostrato, nel corso degli ultimi mesi, di aver adeguatamente interiorizzato la possibilità di coniugare il rigore dell’approccio scientifico con la propensione all’innovazione ed alla sperimentazione.  La decisione di produrre un videogioco, ambientato prima a Napoli e poi nelle sale del museo, è un ulteriore passo in questa direzione e testimonia la volontà della nuova direzione non solo di adeguarsi alle prassi manageriali dei maggiori musei mondiali – come avvenuto con la recente redazione del “Piano Strategico 2016-2019”, peraltro una novità assoluta nel panorama museale italiano – ma anche di farsi promotore di attività di comunicazione assolutamente inedite, anche a livello internazionale. Con “Father and Son” il museo intende infatti non solo approfondire la possibilità di creare un proficuo collegamento tra il mondo dei musei e quello dei videogiochi, ancora del tutto inesplorato, ma vuole anche accrescere la propria visibilità nei confronti di nuovi pubblici, a livello mondiale, attraverso il loro coinvolgimento in una storia di grande impatto emozionale. Il Mann, dunque, con il suo Direttore Paolo Giulierini, si conferma essere un museo all’avanguardia, capace di percorrere nuove strade e sperimentare nuovi approcci manageriali, nel rispetto della propria storia e della sua ineludibile funzione pedagogica ed educativa”.

    Father and Son, il gioco

    Si tratta di un gioco narrativo 2D a scorrimento laterale, che esplora sentimenti quali amore, sogni, paura, attraverso il viaggio di un figlio alla scoperta di un padre archeologo che non ha mai conosciuto. Durante l’esperienza, il protagonista attraversa diverse epoche storiche: dall’antica Roma, all’Egitto, passando per l’età borbonica fino alla Napoli di oggi. Quella che inizia come un’esperienza personale diviene così una storia universale e senza tempo, dove il presente ed il passato si alternano in una serie di scelte significative per il giocatore stesso.

    Il progetto è sviluppato da TuoMuseo, realtà internazionale già vincitrice del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo per lo sviluppo di soluzione innovative in ambito culturale. Al gioco stanno lavorando diversi specialisti: Fabio Viola (Electronic Arts Mobile, Vivendi Games Mobile,), Sean Wenham (Ubisoft, Sony), Alessandro Salvati (autore di ADON Project e Anxiety Attack), Arkadiusz Reikowski (compositore delle musiche di Kholat e Layers of Fear).

    In Father and Son due mondi, apparentemente lontani, dialogano per raggiungere, toccare e sensibilizzare il pubblico mondiale sul complesso tema del rapporto tra presente e passato – racconta Fabio Viola, Game Producer e Presidente di TuoMuseo –  La storia e le storie prendono vita attraverso una pioneristica esperienza di “storydoing”, un nuovo modo di fare storytelling ponendo al centro il protagonismo ed il coinvolgimento del fruitore.  Ringrazio il direttore Giulierini ed il prof. Solima per averci affidato uno dei viaggi umani e professionali più belli della nostra carriera, ed un ringraziamento speciale a tutto il team col quale abbiamo brindato al nuovo anno tra una riga di codice ed una discussione sui dialoghi”.

    In Father and Sono il giocatore assume il ruolo di Michael, un giovane che si reca a Napoli dopo aver ricevuto una lettera da suo padre. In particolare, Michael si recherà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli per conoscere di più sulla vita del proprio genitore e sugli insegnamenti che gli ha lasciato. Esplorando le strade della città partenopea e le sale del museo, il giocatore incontra storie che attraversano le epoche, ma che presentano costanti riferimenti alla vita attuale. L’interazione ed il dialogo con altri personaggi, porterà il protagonista a prendere decisioni che gli consentono di scavare più a fondo nella vita di coloro che ha incontrato lungo la strada. Il gioco si snoderà attraverso diversi livelli temporali: ad esempio, si verrà catapultati nel 79 d.C. a Pompei nelle ventiquattro ore che precedettero la devastante eruzione del Vesuvio, per poi ritornare nel 2017 presso le rovine della città romana, nella veste di turista che scatta una foto, proprio sul luogo delle ultime ore di vita di una famiglia incontrata in precedenza.

    Tutte le grafiche del gioco sono state dipinte a mano per rendere l’atomosfera del passato.

    Allora, che ne pensate?

  • Musei Italiani, sempre più social ma la strada è ancora lunga

    Musei Italiani, sempre più social ma la strada è ancora lunga

    L’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali ci offre un quadro completo su come i Musei italiani abbracciano i social media, e il digitale in generale, per comunicare e migliorare i servizi. Il 52% è presente sui social media, ma i servizi sono ancora poco digitali.

    Prima di passare a vedere insieme l’ineterssante, nuova, ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano, che ha indagato su come i Musei italiani stanno approcciando ai social media e al digitale per comunicare e migliorare i propri servizi, è opportuno fare una utile premessa, che è questa. Tutti siamo a conoscenza di quanto il nostro sia un paese che possiede un patrimonio culturale di inestimabile valore che tutto il mondo ci invidia, e questo è un dato di fatto. In Italia esistono 4.976 musei, 1 ogni 12.000 abitanti, una ricchezza enorme che oggi può essere comunicata attraverso gli strumenti digitali, per attrarre nuovi visitatori ed emozionarli: uno su tre ha meno di 1000 visitatori l’anno e il 70% degli italiani non li visita. Ovviamente non basta solo questo, ma è necessario se si vuole che i Musei italiani siano all’altezza delle altra strutture mondiali. Un altro dato interessante, è che nessun museo appare tra i 10 più visitati al mondo.

    social media digitale musei italiani 2016

    Allora, cominciamo con vedere i risultati dell’analisi.

    Dal punto di vista dei servizi digitali adotatti dai Musei Italiani al primo posto troviamo il sito web, il 57% delle strutture museali ne possiede uno; il 41% utilizza i social media; il 25% utilizza la newsletter; il servizio di wi-fi è offerto dal 19% delle strutture e QR code, servizi di prossimità, catalogo accessibile online o visita virtuale del museo dal sito web hanno tutte un’adozione tra il 13 e il 14%. Da questi dati, dunque, si evince che ancora molto resta da fare.

    Ma andando più nel dettaglio, su un campione di 476 musei italiani, scopriamo che il 52% dei Musei italiani possiede un account sui social media e la maggiore presenza viene registrata su Facebook (51%); seguono Twitter (31%) e Instagram (15%).

    Musei italiani e il sito web

    Come abbiamo visto prima, il 57% dei Musei ha un sito web, ma dalla ricerca è emerso come non sempre esso sia costruito in modo da facilitare l’utente nell’interazione con i suoi contenuti. Partendo dalla home page, ad esempio, sono presenti delle chiare call to action (CtA) rispetto alla biglietteria online solo nel 21% dei casi e all’accesso ai profili social nel 51%.
    La traduzione in lingue straniere (principalmente l’inglese) è disponibile solo nel 54% dei casi e i contenuti solo nel 20% sono indirizzati a particolari categorie di utenti (famiglie, disabili, gruppi, etc.). I numeri sono ancora più piccoli quando si indaga la presenza di servizi più avanzati come la possibilità di acquistare online merchandising o materiale legato al museo (6% dei casi), effettuare donazioni (anche in questo caso 6% e per il 70% si tratta di musei privati) e crowdfunding (1%).

    musei italiani servizi digitali 2016

    Musei italiani e i Social Media

    Abbiamo visto prima che il 52% dei Musei italiani ha un account sui social media, ma la ricerca evidenzia come solo il 13% è presente su tutti e tre i social più diffusi (Facebook, Twitter e Instagram); mentre è interessante notare che il 10% dei musei che non hanno un sito internet è però attivo su Facebook. Dall’analisi dei messaggi postati, si nota che la maggior parte dei contenuti è di natura promozionale, riguarda la segnalazione di eventi o accoglienza (orari di apertura e promozioni sugli ingressi). Molto apprezzate sono, però, le rubriche in cui vengono proposte opere del museo o racconti di storie che ruotano intorno ad esse, ad esempio su particolari personaggi: solo chi offre contenuti di valore sulle opere esposte e sulle storie che ruotano attorno ad esse, infatti, riesce a creare engagement.

    I Musei italiani con il maggior numero di page like su Facebook sono i Musei Vaticani, seguiti dalla Reggia de La Venaria Reale e dal MAXXI al terzo posto. Su Twitter, il primo posto per numero di follower è stato conquistato dal profilo dei Musei in Comune di Roma, mentre il MAXXI si attesta al secondo posto e il Museo del Novecento, a Milano, conquista la medaglia di bronzo. Su Instagram, invece, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia è l’ente più seguito, seguono il Triennale Design Museum di Milano e il MAXXI di Roma.

    musei italiani social media 2016

    I Musei italiani stanno quindi intraprendendo la strada delle nuove tecnologie, dell’innovazione, anche se siamo ancora lontani dal poter dire che il risultato sia buono. Qualcosa si muove, ma resta ancora molto da fare. Da non sottovalutare la nascita di startup che offrono opportunità ai Musei di poter innovare soprattutto dal punto di vista sei servizi che, come abbiamo visto, sono ancora molto indietro.

    Dal punto di vista della comunicazione, i Musei italiani dovrebbero usare i social media nel tentativo di trasmettere le emozioni che una visita riesce a sprigionare. Non limitarsi solo ad una comunicazione di tipo markettara, lo scopo è quello di emozionare il visitatore, riuscire a portare il visitatore a vivere un’esperienza più ampia e coinvolgente. Ecco come si dovrebbero usare i social media nei Musei.

    E voi che ne pensate?

    [la foto di copertina è di proprietà di @franzrusso, si prega di citare la fonte tutte le volte che l’immagine vine condivisa]

  • Al via la #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata ai Musei

    Al via la #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata ai Musei

    La #MuseumWeek 2016 sta per arrivare. La settimana dedicata ai Musei su Twitter, giunta alla terza edizione, prenderà il via il prossimo 28 marzo fino al 3 aprile. E sono già più di 3 mila i musei che vi prenderanno parte, 290 dall’Italia. Ecco tutti i temi e gli hashtag da usare durante la settimana.

    La #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata su Twitter ai Musei e quindi all’Arte e alla Cultura, sta per prendere il via. Giunta alla terza edizione, quella di quest’anno prenderà il via il prossimo 28 marzo e durerà fino al 3 aprile. Questa del 2016 si annuncia come un’edizione di successo e per questo è sufficiente guardare il numero dei musei che ha aderito rispetto allo scorso anno. Per la #MuseumWeek fino a ieri si sono registrati 3 mila musei a livello globale, 290 dall’Italia, numeri che potrebbero salire ancora. La partecipazione è quindi più alta rispetto all’edizione del 2015 quando i musei furono poco meno di 2 mila e dall’Italia si arrivò a 250.

    #museumweek 2016

    Lo scorso anno i tweet complessivi furono 600 mila, quest’anno possiamo tranquillamente prevedere che saranno molti di più.

    #UPDATE

    Prende il via oggi la #MuseumWeek e i musei che vi partecipano globale sono aumentanti in questi ultimi due giorni e sono 3.100 a livello globale, 311 i musei dal nostro paese, 20% rispetto all’edizione dello scorso anno.

    Altra novità di quest’anno è che Su Twitter, ogni volta che si Twitterà con l’hashtag #MuseumWeek o con uno dei 7 hashtag giornalieri, apparirà automaticamente una Twitter emoji con il logo della MuseumWeek nel Tweet.

    #museumweek 2016 cover

    Su Periscope, i musei più rappresentativi trasmetteranno video live per teletrasportare gli spettatori all’interno delle loro mura. E durante la settimana, i cuori di Periscope si trasformeranno in cornici ogni volta che si aggiungerà #MuseumWeek al titolo del broadcast.

    I temi della #MuseumWeek 2016 saranno legati alla tutela e alla celebrazione della cultura, alla memoria e al patrimonio culturale, ma anche alla tolleranza, al vivere insieme e alla libertà d’espressione, valori duramente colpiti dai fatti di attualità più recenti. E per scoprire i musei coinvolti sarà sufficiente seguire gli hashtag che caratterizzeranno i giorni della settimana con temi diversi, uno per ciascun giorno, e sono:

    Lunedi 28 marzo – #secretsMW per fare scoprire al pubblico il dietro le quinte della vostra istituzione e, perché no, anche qualche segreto ben custodito;

    Martedì 29 marzo – #peopleMW  – giornata dedicata a tutte le persone (famose o no) che hanno reso o rendono oggi la vostra istituzione quella che è. È l’occasione ideale per parlare dei fondatori della vostra istituzione, delle sue figure emblematiche, ma anche di coloro che vi lavorano tutti i giorni e delle loro occupazioni.

    Mercoledì 30 marzo – #architectureMW  – giornata per raccontare la storia del vostro edificio, dei suoi giardini, del suo quartiere e dei suoi luoghi emblematici. Un modo per presentare la vostra istituzione sotto un’altra angolatura.

    Giovedì 31 marzo – #heritageMW  – giornata dedicata al patrimonio culturale, ai tesori e alle riserve (materiali e immateriali). L’occasione perfetta per far scoprire al pubblico, sia in loco che sul sito web, quello che offre la vostra istituzione.

    Venerdì 1 aprile – #futureMW – giornata per condividere con il pubblico i vostri programmi innovativi, le sfide, i progetti di ricerca, gli obiettivi istituzionali e tutto ciò che illustri i vostri sviluppi futuri!

    Sabato 2 aprile – #zoomMW  – giornata dedicata ai dettagli e agli aneddoti, un approccio interessante per scoprire contenuti e opere in modo alternativo: particolari delle mani, cornici di quadri, aneddoti sulla nascita di un libro, …fate uno zoom sui vostri tesori.

    Domenica 3 aprile – #loveMW  – è la giornata dei colpi di fulmine al museo! Approfittatene per mettere in risalto le punte di diamante della vostra istituzione (opere, mostre, spazi…) e usate Twitter per fornire consigli sulla visita.

    https://twitter.com/FondVOLUME/status/713163780142837761

    E sono tante le iniziative legate all’evento come quella organizzata all’interno del MUBA di Milano (@MUBA_Milano), il Museo dei Bambini, sabato 2 aprile. Chiamata #TwLab, l’attività propone ai giovani ospiti una breve ma significativa esperienza di scrittura creativa ispirata a Gianni Rodari e alla sua “Insalata di Favole”: tramite lo scambio di “paper tweet”, i bambini giocano a smontare e rimontare in modo alternativo favole già esistenti, facendo incontrare personaggi appartenenti a storie diverse e generando così nuove, inedite e buffissime narrazioni.

    Il meccanismo del gioco proposto da #TwLab, che nasce da un’idea dell’insegnante Stefania Bassi e s’inserisce nel contesto di @TwLetteratura, può essere riproposto ai bambini anche a casa, a scuola e sulla rete, come modo per educare i più piccoli all’uso graduale e consapevole dei social.

    #museumweek #twlab

    In occasione della #MuseumWeek 2016, #TwLab sarà ospitato dal MUBA, sabato 2 aprile, in due appuntamenti, il primo alle ore 10 e il secondo alle ore 11. Sarà aperto ai bambini dai 5 agli 11 anni e per parteciparvi è richiesta la prenotazione telefonica da effettuare direttamente presso il MUBA al numero 02 43980402. L’iniziativa è sostenuta da Twitter Italia, MUBA, TwLetteratura, Nòva24, CampusStore e @wlascuolaviva.

    Durante la settimana cercheremo di seguire l’evento segnalandovi i contenuti più interessanti e anche alcuni dati. Intanto c’è ancora tempo per iscriversi sul sito della #MuseumWeek 2016.

  • Digital Think-In, ecco il programma completo

    Digital Think-In, ecco il programma completo

    Digital Think-In è la prima edizione di un evento che, unico nel suo genere nel panorama italiano, vuole mettere a confronto idee e progetti per costruire il futuro dei Musei nell’era del Digitale. L’evento, che si terrà mercoledì 4 novembre, è promosso dal Museo MAXXI e vedrà la partecipazione di addetti ai lavori e professionisti. Ecco il programma aggiornato e fino al 3 novembre è possibile ancora partecipare.

    Digital Think-In sta per arrivare! Ancora pochi giorni e poi si darà vita ad un evento davvero unico nel nostro paese. Per la prima volta ci sarà un confronto tra professionisti ed esperti di nuove tecnologie e nuovi media con esperti del settore dei Musei e della Cultura per abbracciare e comprendere le grandi opportunità che oggi il Digitale offre. Sarà quindi l’occasione per discutere, promuovere e ragionare idee e progetti che possono aiutare a costruire il futuro dei musei nell’era del digitale. Una bella sfida ed ecco perchè per me è un grande onore prendervi parte.

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    Digital Think-In si terrà a Roma il prossimo mercoledì, 4 novembre, e sarà un’intera giornata dedicata all’evoluzione tecnologica in ambito museale con keynote, speech, presentazioni, tavole rotonde, un evento aperto ai geek e ai tanti appassionati e addetti ai lavori. Per tutti coloro che fossero interessati a partecipare si possono ancora acquistare i biglietti a questo link, ma solo fino a domani 3 novembre.

    Il programma della giornata è denso di momenti di confronti e di approfondimento, senza dimenticare i workshop previsti che daranno modo di approfondire meglio gli argomenti.

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    Tanti i professionisti che saranno presenti, ci saranno, tra gli altri, Alessandro Bollo, responsabile Ricerca e Consulenza Fondazione Fitzcarraldo (Torino); James Davis, Program Manager at Google Art Project (Londra); Luca De Biase, giornalista e scrittore, responsabile di Nòva24 (Milano); Antonella Di Lazzaro, Direttore Media Twitter Italia (Milano); Ezra Konvitz Co-Founder Art Stack (Londra); Conxa Rodà Head of Strategy and Communication – Museu Nacional d’Art de Catalunya (Barcellona); Lia Barcellona Tamborra Museum Hack (New York); Rebecca Taylor Executive Vice President – FITZ & CO (New York); Gruppo Mud Museo Digitale, MiBACT (Roma); Prisca Cupellini, Comunicazione Online e Progetti Digitali, Maxxi (Roma).

    Ma anche Carlo Infante, Federico Ferrazza, Ilaria Barbotti, Marianna Marcucci e Fabrizio Todisco, e anche Laura Bononcini, Responsabile Rapporti Istituzionali Facebook Italia, che ci parlerà di “Instagram e il Mondo dell’Arte”.

    Senza dimenticare la premiazione dei vincitori della #DITCall, ossia migliori progetti digitali dell’anno legati alle attività culturali, educative, promozionali e di ricerca.

    Insomma Digital Think-In si presenta, e sarà, uno degli eventi più attesi nel panorama digitale italiano, un’occasione dunque da non perdere.

    Ci vedremo lì allora con grande piacere!

  • Ecco i brand della cultura e della formazione sui social media

    Ecco i brand della cultura e della formazione sui social media

    Sezione interessante quella che vi proponiamo oggi del report di Blogmeter che studia la presenza dei brand sui Social Media. Oggi parliamo di Cultura e Formazione e vediamo come i brand legati a questi mondi usano questi canali. Tra questi spiccano su Facebook spiccano il Museo Guggenheim di Venezia e Skuola.net, mentre su Twitter si evidenzia CICAP e il Maxxi.

    Cogliendo l’occasione che il mese di settembre rappresenta il periodo dei grandi rientri, primo tra tutti quello scolastico e delle università, così come in generale tutte le altre attività culturali, Blogmeter ha monitorato due aree di estremo interesse di cui oggi vi parliamo. All’interno del suo continuo monitoraggio dei brand sui Social Media, una sezione interessante è dedicata proprio a quei brand che appartengono al mondo della Cultura e della Formazione, cercando di vedere come e con quali risultati usano i Social Media. E da questa ricerca emergono brand variegati come università o musei, passando dai centri educativi e culturali. Ma vediamo i risultati della ricerca considerando i parametri che ormai abbiamo imparatoa conoscere, ossia coinvolgimento e acquisizione di nuovi fans/followers.

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    Su Facebook spicca il Museo Guggenheim di Venezia

    Partendo come al solito da Facebook, notiamo che dal punto di vista del prima parametro, quello dell’engagement, spicca la pagina del The Peggy Guggenheim Collection che si piazza anche al quarto posto della classifica dei brand che acquisiscono più fans nel periodo. A dare così tanta popolarità al museo di Venezia è stata la notizia del successo estivo della mostra di Pollock, diffusa il 1 settembre. Al secondo posto troviamo Treccani.it che ottiene questa posizione grazie alla diffusione di aforismi, citazioni e dei suoi #AccaddeOggi. In terza posizione troviamo Psicologia Psicoterapia Italia, il profilo della prima e-learning community italiana per la Formazione Continua in Psicologia.

    Guardando la classifica relativa ai brand che acquisiscono più nuovi fans nel periodo, vediamo che al primo posto si piazza la pagina si Skuola.net, con 12.237 nuovi fans, e restando in tema arte, al secondo posto troviamo la pagine de La Biennale di Venezia con la #BiennaleArte2015, con 2.509 nuovi fans. In terza troviamo l’Università Lumsa con 1.958 nuovi fans e proprio le università sono quelle che riservano molta attenzione a Facebook, attente proprio nel comunicare con i propri utenti. Si notano infatti l’Università Bocconi, il quarto profilo più coinvolgente della classifica, ma anche il Politecnico di Milano, oltre all’Università di Torino.

    Su Twitter spiccano CICAP e Maxxi

    Se su Facebook si notano una buona presenza delle università, lo stesso non può dirsi su Twitter dove invece se ne nota l’assenza, dimostrando di preferire Facebook per comunicare con i propri utenti. E su Twitter sia dal punto di vista del coinvolgimento che dal punto di vista dell’acquisizione di nuovi followers vediamo che trionfa il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, che ha raggiunto il picco di interazioni il 25 settembre in occasione del live tweeting effettuato durante il Convegno CICAP, giorno in cui sono stati condivisi 337 tweet. Sempre per engagement, in seconda posizione troviamo il Circolo Lettori, che realizza numerosissime attività culturali promosse proprio attraverso Twitter. E anche in questa sezione si fanno notare Treccani e skuola.net, rispettivamente in terza e quinta posizione.

    Nella classifica dei brand che acquisiscono più nuovi followers nel periodo, notiamo che in seconda posizione, dopo CICAP, si piazza il profilo del Maxxi di Roma, che è molto attivo su Twitter. A generare grande interesse è l’iniziativa #Askacurator, attraverso cui i curatori del museo si mettono a disposizione degli utenti di Twitter rispondendo alle loro domande. In terza posizione troviamo Critica Letteraria, un blog letterario collettivo che appassiona gli internauti anche su Twitter con mini recensioni e frasi tratte da libri.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra esperienza.

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  • Digital Think-In, il futuro dei Musei nell’era del Digitale

    Digital Think-In, il futuro dei Musei nell’era del Digitale

    Digital Think-In è la prima edizione di un evento che, unico nel suo genere nel panorama italiano, vuole mettere a confronto idee e progetti per costruire il futuro dei Musei nell’era del Digitale. L’evento è promosso dal MAXXI, il primo museo dedicato all’arte contemporanea in Italia, e vedrà la partecipazione di addetti ai lavori, professionisti per confrontarsi il prossimo 4 novembre.

    Senza sembrare esagerati, ma il Digital Think-In è proprio l’evento che manca in Italia, anzi che mancava. Il nostro paese ha un’offerta dal punto di vista culturale che non ha pari nel mondo, ma forse è il caso di provare a ragionare come questa offerta culturale possa abbracciare, e approfittare, delle grandi opportunità del Digitale. Ecco che la prima edizione di Digital Think-In, evento unico nel suo genere nel panorama digitale italiano, assume una grande importanza e rilevanza, occasione unica per discutere, promuovere e ragionare su idee e progetti che possono aiutare a costruire il futuro dei musei nell’era del digitale.

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    Un tema appassionante per chi ama la cultura, ma una sfida da non mancare per me e per i tanti professionisti che operano nel digitale in Italia.

    Digital Think-In si terrà a Roma mercoledì 4 novembre e sarà un’intera giornata dedicata all’evoluzione tecnologica in ambito museale con keynote, speech, presentazioni, tavole rotonde, un evento aperto ai geek e ai tanti appassionati e addetti ai lavori.

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    Con grande orgoglio, avrò il piacere, e l’onore, di essere tra i relatori della giornata con professioni e esperti del calibro di Alessandro Bollo, responsabile Ricerca e Consulenza Fondazione Fitzcarraldo (Torino); James Davis, Program Manager at Google Art Project (Londra); Luca De Biase, giornalista e scrittore, responsabile di Nòva24 (Milano); Antonella Di Lazzaro, Direttore Media Twitter Italia (Milano); Ezra Konvitz Co-Founder Art Stack (Londra); Conxa Rodà Head of Strategy and Communication – Museu Nacional d’Art de Catalunya (Barcellona); Lia Barcellona Tamborra Museum Hack (New York); Rebecca Taylor Executive Vice President – FITZ & CO (New York); Gruppo Mud Museo Digitale, MiBACT (Roma); Prisca Cupellini, Comunicazione Online e Progetti Digitali, Maxxi (Roma).

    E’ il caso dunque di segnarsi questa data del 4 novembre per non perdersi questo evento, quindi save-the-date! Hashtag per interagire con l’evento è #DigitalTinkIn.

    digital-think-in-maxxi-2015-#ditcall

    Ma Digital Think-In è, come abbiamo detto, occasione per parlare di progetti e infatti all’interno di questa iniziativa c’è anche il #DITcall la call for proposals rivolta a tutti i musei e istituzioni culturali italiani che ha l’obiettivo di individuare e presentare, proprio il 4 novembre,  i migliori progetti digitali dell’anno legati alle attività culturali, educative, promozionali e di ricerca. Tutti i dettagli e le informazioni per partecipare e per iscriversi per presentare il proprio progetto le trovate sul sito fondazionemaxxi.it.

    Allora, ci vediamo a Roma?