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  • Ecco le principali novità sui social media della settimana

    Ecco le principali novità sui social media della settimana

    I Social Media si evolvono di continuo e, spesso, si fa fatica a stare dietro a tutte le notizie e le novità che li riguarda. Ecco un breve riassunto con le novità della settimana appena trascorsa su Facebook, LinkedIn, Twitter, TikTok e WhatsApp.

    Diciamoci la verità, si fa davvero fatica a stare dietro a tutte le notizie e le novità che riguardano i social media. Facile perdersi trattandosi di piattaforme che si evolvono di continuo, spesso prendendo pezzi dalle altre e incorporandole.

    Allora abbiamo pensato di fare un piccolo riassunto di questa settimana che è ormai trascorsa, raccogliendo le principali novità e notizie sui social media che, forse, avete perso e che magari vi interessano. Alcune siamo riuscite a segnalarvele qui sul nostro blog, altre, come vedrete, lo facciamo in questa occasione per voi.

    Facebook Dating arriva in Europa, Italia compresa

    facebook dating incontri

    Era settembre dello scorso anno quando Facebook annunciava l’arrivo in Europa di Facebook Dating in Europa proprio nel 2020, e così è stato. In questi giorni il servizio di incontri sulla piattaforma è sbarcato nel vecchio continente in 32 paesi, Italia compresa, dopo essere stato lanciato nel 2018 in Colombio e dopo aver raccolto già oltre 1,5 miliardi di incontri tra utenti. Come ricordavamo già nel nostro post, Facebook Dating funziona come una piattaforma a sè stante. Per usarlo bisogna avere compiuto i 18 anni e l’utente potrà creare il suo profilo senza che i suoi contatti ne siano a conoscenza, tutta l’attività che si svilupperà su Facebook Dating resterà lì circoscritta e non verrà condivisa con Facebook. Insomma, Facebook in questo modo lancia la sfida a tutte le altre app di dating. vedremo come andrà.

    LinkedIn Stories, i contenuti effimeri in chiave business arrivano in Italia

    linkedin stories 2020

    Diciamoci la verità, di Stories ne abbiamo già abbastanza, ormai su tutte le piattaforme. Ovunque siamo in grado ormai di creare i nostri contenuti effimeri con un discreto successo. Quindi, per completare il cerchio, non poteva mancare che LinkedIn, la piattaforma social business per eccellenza, oltre che la più anziana di tutte quelle in circolazione. Le LinkedIn Stories somigliano, nè più e nè meno, a quelle ormai note su Instagram (che a a sua volta le aveva copiate da Snapchat), si possono condividere immagini e video (di max 20 secondi), aggiungere stickers. Insomma, si tratta di un contenuto leggero che può trasformarsi in una modalità veloce per coinvolgere i propri contatti su specifiche iniziative. Una modalità che può tornare utile anche alle aziende. E voi, le state già usando?

    Twitter ha cambiato temporaneamente il modo di fare retweet

    twitter cambia retweet franzrusso.it 2020

    Una novità che ha colto un po’ tutti di sorpresa è stata quella di vedere su Twitter una modalità nuova di fare retweet ad un contenuto, una modalità che ha spiazzato molti utenti che, spesso, hanno abbandonato l’azione specifica. Ma cosa è successo? Lo abbiamo spiegato nel nostro post, Twitter in vista delle elezioni Usa ha deciso di cambiare il modo di fare retweet facendo comparire la modalità di citazione, inducendo quindi l’utente a fare reweet aggiungendo un commento. Questo per evitare la diffusione di disinformazione. Come abbiamo spiegato, l’intento è lodevole, solo che trattandosi di una modifica a livello globale, quindi che va oltre gli Usa che sono direttamente interessati, finisce per allontanare l’interazione, la linfa vitale della piattaforma. Speriamo che presto si possa tornare come prima.

    TikTok fa chiarezza sulla rimozione dei contenuti

    tiktok social media maketing 2020 franzrusso.it

    TikTok in questa settimana, all’interno di un post sul blog ufficiale, ha spiegato le motivazini che spingono la app a rimuovere determinati video dalla piattaforma. La piattaforma di video musicali ha annunciato che, a differenza di quanto accaduto fino ad ora, provvederà a spiegare agli utenti colpiti dalla cancellazione il perché del provvedimento. Come sappiamo, anche TikTok rimuove di continuo contenuti che contengono incitazione all’odio, pornografia, bullismo, autolesionismo: nelle settimane scorse la piattaforma ha fatto sapere di aver provveduto a rimuovere 104,5 milioni di video che violavano le regole. Questa modalità di spiegare le ragioni della rimozione è stata sperimentata da TikTok all’interno di un gruppo: “Spiegare le ragioni mentre ricordiamo alle persone le nostre norme, ha contribuito a ridurre il tasso di violazioni reiterate, mentre le visite alle nostre linee guida sono quasi triplicate. Abbiamo anche riscontrato una riduzione del 14% nelle richieste di ricorso contro la rimozione di un video“.

    Su WhatsApp è possibile silenziare i gruppi per sempre

    whatsapp silenziare gruppi sempre

    Una novità che abbiamo dato qui sul nostro blog e che, come immaginavamo, ha riscosso molto successo e attenzione, perché quando si parla di gruppi su WhatsApp l’attenzione è sempre molto alta. Ebbene, la notizia è che adesso, oltre che su Android, dove la possibilità è stata attivata per prima nei giorni scorsi, anche su iOS è possibile silenziare i gruppi per sempre. Sì avete letto bene, per sempre. Per sempre, impostando l’opzione più estesa, rimarrete nel gruppo, ma non riceverete più notifiche, ami più. L’opzione “Sempre”, prende il posto della precedente che era “solo” di “1 anno”. Quindi, andate nel gruppo e cliccate i pallini in alto a destra (se avete Android); cliccate su “Info gruppo“, la prima voce del menù, e poi toccate “Disattiva notifiche“. Da quel momento vi appariranno le tre opzioni:

    • 8 ore
    • 1 settimana
    • Sempre

    Toccate su “Sempre” e il gioco è fatto.

    Allora, questo era il nostro breve riassunto delle notizie e delle novità della settimana che va per concludersi, in attesa di altre novità in arrivo nella settima prossima. E noi saremo qui a raccontarvele comunque.

  • Italiani e Social Media, l’82% non sa riconoscere una notizia da una fake news

    Italiani e Social Media, l’82% non sa riconoscere una notizia da una fake news

    La recente ricerca Infosfera ci offre uno spaccato reale di quello che è l’atteggiamento degli Italiani in relazione al Digitale. Ormai il 95% degli italiani utilizza il web ogni giorno, ma c’è un dato che inquieta non poco: l’82% di esse non sa distinguere una notizia da una fake news. In aggiunta a questo dato, la ricerca rileva anche che l’87% non ritiene i social media fonti di notizie credibili.

    Sul nostro blog ogni giorno cerchiamo di raccontare il nostro paese dal punto di vista digitale e di come l’Italia sta cambiando da questo punto di vista. E lo facciamo offrendo ai nostri lettori dati che hanno lo scopo di disegnare un panorama quanto mai più vicino alla realtà di tutti i giorni. Per questo, abbiamo sempre sottolineato che c’è tanto, ma tanto da fare. Ebbene, oggi vi parliamo di una ricerca che nei giorni scorsi ha fatto molto discutere per via di alcuni dati che hanno confermato che quel “c’è tanto da fare” è molto attuale, purtroppo.

    La ricerca in questione è quella di Infosfera, la ricerca dell’Università Suor Orsola Benincasa, che ha indagato il mondo della comunicazione digitale, dei social media e i nuovi trend dell’informazione.

    Una ricerca molto interessante che potete consultare e scaricare da questo link.

    La ricerca, ricca e complessa, mette in risalto diversi punti interessanti, ma quello che su cui vogliamo, per un momento, soffermarci meglio oggi riguarda, all’interno del rapporto Italiani e Social Media, l’incapacità di riconoscere una notizia vera da una falsa. Piccolo preambolo, la ricerca mette in luce un fatto che ben si collega a questa incapacità. E cioè che gli italiani percepiscono la rete e i social media come un luogo senza limiti, nel senso che sentono di fare quello che vogliono, di informarsi “senza limiti” e di comunicare “senza limiti”. Questo è un passaggio importante che genera questa incapacità.

    italiani social media fake news facebook

    Il dato infatti è che il 65,46% non riesce a distinguere una fake news. Ma le percentuali crescono quando si tratta di identificare un sito web di bufale, infatti, il 78,75% non è in grado di farlo. L’82,83% non è in grado di identificare la pagina Facebook di un sito di fake news. E il 70,28% non sa distinguere un fake news su Twitter.

    Ma non è tutto, perchè per l’87% degli italiani sui social media non ci sono più opportunità di apprendere notizie credibili. Quindi i social media, per la gran parte degli italiani, non sono fonti attendibili.

    E su questo ci sarebbe tanto da ragionare. Prima di tutto, è sbagliato ritenere che sui social media e sulla rete sia possibile fare tutto “senza limiti”, è proprio questa percezione errata che crea poi una continua incapacità nel riconoscere il vero dal falso. Il tutto aggravato dal fatto che, essendo un luogo libero, non ci dovrebbe essere nessuno a dire come si fa. Altro grande errore. Da anni sosteniamo che è sempre necessaria una “educazione digitale” a tutti i livelli, a cominciare dalle scuole. Serve poi portare alla comprensione di tutti (che impresa) che la rete e i social media sono luoghi meravigliosi, pieni di opportunità alla portata di tutti, ma pieni di insidie. Ecco, servirebbe portare a conoscenza di tutti di che tipo di insidie si parla.

    Il dato relativo alle fake news ne è la dimostrazione. Tutto passa per vero perchè non abbiamo la capacità di riconoscerlo dal falso. Spesso ci si rifugia dietro spiegazioni come “siamo bombardati da notizie” ad una velocità tale da non saper controllare il flusso. Vero, ma in realtà è possibile, anche a velocità sostenute, basta usare un po’ di attenzione in più.

    In realtà gli italiani usano molto la rete: il 95% del campione, della ricerca Infosfera, sostiene di utilizzare quotidianamente internet, quasi il 70% lo fa per più di tre ore al giorno e il 32% per più di cinque ore. La metà di questo tempo è poi impiegata sui social media. Ma, come vediamo, la usano male. Senza dimenticare i risvolti negativi che questo uso massiccio della rete comporta. Non mancano gli stati d’ansia (8,68%), insonnia (16,84%), confusione e frustrazione (6,38%), dolori di stomaco e mal di testa (8,36%) e dimenticanze (9,93%).

    Di fronte a questi dati, il primo pensiero che viene in mente è quello espresso all’inizio e cioè che resta ancora molto ma molto da fare. E a noi resta quello di rimboccarci le maniche.

  • Twitter sta sperimentando un bottone per segnalare fake news

    Twitter sta sperimentando un bottone per segnalare fake news

    Il tema delle fake news riguarda anche Twitter, una delle grandi problematiche che la piattaforma da 140 caratteri ha fin qui lasciato irrisolta. Ma, secondo quando segnalato dal Washington Post, sulla piattaforma sarebbe iniziata una fase di test che prevede un bottone attraverso il quale l’utente potrà segnalare notizie false o fuorvianti.

    Il tema delle fake news è uno dei grandi temi degli ultimi mesi. Certo, è un problema che esisteva già prima, ma le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno, senza dubbio, rivelato una dimensione ancora più grande del problema. Come sapete, l’elezione di Donal Trump sarebbe stata “influenzata” dalle notizie false condivise sui social media, in particolare su Facebook. Ma questo è un tema che riguarda anche altre piattaforme, come Twitter, luogo ideale su cui condividere informazioni e notizie, e anche questo lo sappiamo bene.

    twitter fake news trump

    Ora, da quanto segnalato dal Washington Post, anche Twitter starebbe studiando una modalità per dare modo agli utenti di segnalare notizie false, facendo sì che altri utenti, nel momento in cui dovessero imbattersi su quella notizia, sappiano già che quella è una notizia falsa. Il quotidiano di Jeff Bezos riporta la notizia secondo cui Twitter starebbe iniziando una fase sperimentale che prevede l’uso di un bottone attraverso cui gli utenti possono segnalare notizie false e fuorvianti. Al momento però non è ancora chiaro come avverrà di fatto la fase di segnalazione e la fase di valutazione della veridicità della notizia stessa. Se volessimo avanzare qualche ipotesi, anche guardando a quanto fatto da altri, Facebook in particolare (ma anche Instagram), allora Twitter potrebbe pensare ad una soluzione che preveda l’uso dell’Intelligenza Artificiale che potrebbe individuare le notizie false. 

    Il problema è se effettivamente Twitter è in grado di pensare ad una soluzione che coinvolga l’Intelligenza Artificiale. Twitter non ha la stessa “forza” di Facebook in termini di infrastrutture, però questa potrebbe essere la strada più veloce da percorrere. L’altra sarebbe quella di prevedere una redazione di persone, specifica che lavori sulle segnalazioni. Questa più alla portata, se vogliamo, ma più difficile da gestire. Vedremo quale sarà la soluzione in relazione a questo test.

    Quello che c’è da dire è che Twitter fa bene a pensare ad una soluzione che dia agli utenti la possibilità di segnalare notizie false, sarebbe anche un modo per richiamare persone ad usare la piattaforma con più fiducia. Sarebbe un modo per far crescere anche il numero degli utenti sulla piattaforma.

  • Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate. Un piccolo esempio è quello di Lexicocalorimeter, erroneamente diffuso da alcuni media italiani come Lexicoalimenter, rendendo la notizia stessa poco affidabile.

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate, solo per il fatto di non avere avuto tempo per approfondire un po’ meglio. Non parliamo in questo caso di notizie importanti o di fenomeni legati alle “bufale”, no. L’esempio che facciamo oggi è su una notizia che ieri su alcuni media italiani è stata diffusa molto, perchè legata anche al capitolo “curiosità” che arrivano dal web e dai social media. La notizia è quella che riguarda uno studio dell’Università del Vermont che ha messo a punto uno strumento per misurare “il contenuto calorico dei tweet”. E qui si evidenzia la leggerezza che è partita da Ansa e Repubblica per poi diffondersi su diversi media. Lo strumento non si chiama Lexicoalimenter come hanno riportato tutti, è sufficiente fare una veloce ricerca per rendersi conto che questo nome richiama solo pagine in italiano. In realtà lo strumento si chiama Lexicocalorimeter e c’è una bella differenza con Lexicoalimenter.

    Su Twitter poi #lexicoalimenter porta zero risultati, mentre #lexicocalorimeter offre tutta una serie di contenuti dai  quali poi approfondire meglio.

    informazione corretta fonti lexicocalorimeter

    Dicevo, era rimasto incuriosito da questa informazione che sono andato subito alla ricerca di fonti, visto che quasi mai questo tipo di notizie, riportate in italiano, le offre. E avendo quel solo quel nome, ritendolo corretto e credendo che ci fosse stato un minimo di controllo preventivo, ho continuato a cercare senza successo. Allora, ho cambiato il mio modo di cercare e mi sono concentrato sull’Università del Vermont, soprattutto dal lato “notizie” di Google, qualcosa doveva pur spuntare. E infatti, in pochi secondi sono risalito alla fonte (o comunque la notizia più citata) che riportava il nome corretto, Lexicocalorimeter. A quel punto bastava fare una ricerca col nome corretto per rendersi conto che solo in Italia avevano sbagliato il nome.

    Ecco, questa piccolissima esperienza per dire che scrivere sul web e sui social media non è come scrivere sulla carta e nemmeno deve essere un continuo copia-incolla. E’ infatti bastato che una fonte italiana sbagliasse il nome perchè tutti gli altri riportassero la notizia nel modo sbagliato, senza fare un minimo controllo, così come vi ho mostrato. Niente di fantascientifico intendiamoci. Ma solo l’intenzione di fare un lavoro che sia rispettoso della notizia in sè per informare i ltettori nella maniera corretta. So bene che spesso manca il tempo e che, ancora pià spesso, è la velocità che conta. Il difficile è fare le due cose, ossia essere veloci ma allo stesso tempo verificare bene le fonti per non cadere il errore. Perchè anche se piccoli come questo, sempre di errore parliamo.

    Comunque sia, per restare sul Lexicocalorimeter perchè credo che un po’ di curiosità vi sia arrivata, il sito è questo e lo strumento in realtà esiste da un po’ di tempo, usato per scoprire, attraverso i tweet, le abitudini alimentari degli utenti. Uno strumento per raccogliere dati per poi analizzarli. Lo studio a cui si riferisce la notizia era stato pubblicato a dicembre su PLOS One, rivista scientifica che spesso pubblica ricerche che riguarda i social media.

    In questo caso la ricerca ha prso in esame 50 milioni di tweet pubblicati tra il 2011 e il 2012 scoprendo che gli americani twittano spesso ciò che mangiano. Ovviamente vengono considerati i tweet geolocalizzati. E quindi da parole come “gelato”, “bacon”, mettendolo in relazione con “passeggiate” o “guardare la tv” il Lexicocalorimeter è capace di tirar fuori qualche elemento in più sullo stile di vita degli americani e del loro rapporto con l’alimentazione. E’ uno strumento di salute pubblica, molto utile e innovativo soprattutto. Un esempio di come i social media, grandi produttori di big data, possano essere utilizzati per scopi come questi.

    Insomma, questo è un esempio di come alle volte un po’ di attenzione in più sia utile per rendere l’informazione utile (perdonate la ripetizione) e corretta, soprattutto corretta. Perchè sbagliare anche di poco può rendere poco affidabile la notizia stessa.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook è una delle principali fonti di informazione in Italia

    Facebook è una delle principali fonti di informazione in Italia

    Il terzo Osservatorio delle Comunicazioni dell’Agcom fornisce una serie di informazioni interessanti anche per quanto riguarda i social media. Facebook è per gli italiani non solo il social network preferito ma anche una delle principali fonti di informazione ed è anche il secondo sito più consultato, dopo Google.

    Parliamo spesso dei social media, come ben sapete, cercando di conoscere e interpretare, come meglio possiamo, le evoluzioni e le trasformazioni in atto. Ma ci piace anche vedere come i social media vengono utilizzati dagli italiani. Ora, sappiamo bene che gli italiani amano i social media, per tempo trascorso (2,5 ore in media ogni giorno per utente) siamo il primo paese in Europa, con una penetrazione del 46%, tra le più alte sempre in Europa. Ma i social media sono anche fonte di informazione e gli italiani questo ormai lo hanno compreso benissimo.

    Il terzo Osservatorio delle Comunicazioni dell’Agcom da questo punto di vista offre spunti davvero interessanti, soprattutto in relazione ai social media. Forse questi che stiamo per elencare sono dati già conosciuti. Risalgono, infatti, a qualche mese fa, ma è sempre buon cosa poterli vedere e analizzarli insieme ad altri.

    facebook-informazioni

    Tra le fonti di informazione più consultate, restando nel perimetro specifico dei social media, Facebook (8,3%) è la prima fonte, e già questo è un dato rilevante. Comunque è una delle più importante per gli italiani. Infatti, nella classifica generale, al primo post si trova il sito de la Repubblica (13,5%), poi segue Google (8,8%), ANSA (8,4%) e di poco distante appunto Facebook. Quindi il social network per antonomasia viene visto dagli italiani come una fonte importante dalla quale reperire informazioni su fatti locali e nazionali. Guardando la classifica notiamo anche YouTube (3,4%), dietro il Sole 24 Ore, e troviamo anche Wikipedia (2,8%).

    In fondo a questa classifica troviamo Twitter con una percentuale molto bassa: solo l’1,7% degli utenti italiani lo ritiene una fonte importante di notizie. Un dato che la dice lunga sulle difficoltà in cui versa la piattaforma da 140 caratteri che sulle informazioni e sulle notizie ha praticamente costruito, quasi, la sua ragion d’essere. E’ un’osservazione molto importante, perché è  la dimostrazione che la piattaforma è difficile da usare per gli utenti, tanto da essere consultato poco.

    Ricordiamo che la fonte principale per le informazioni in Italia resta, incontrastata, la televisione (99,3%), mentre Internet è al 54,1%, anche se è in crescita di quasi il 16% in cinque anni.

    Se guardiamo poi i siti più consultati dagli utenti italiani, notiamo che Google (95,3%) è al primo posto con un tempo di navigazione mensile per persone di poco superiore alle 5 ore. In seconda posizione troviamo Facebook (81,2%) con un tempo di navigazione al mese per utente di ben 13,2 ore.

    WhatsApp (57,6%) vanta un tempo di navigazione per mese di 9 ore e 52 minuti e guadagna tre posizioni in classifica.

    Facebook, quindi, non è solo un social network, e questo lo si era ben capito, ma è ben oltre questa definizione che ormai comincia ad stargli stretta. E’ usato per reperire informazioni ed è uno dei siti più consultati. Per intenderci, molti appena accendono il pc alla mattina hanno come pagina impostata sul proprio pc quella di Google, e questo lo si riscontra. Ma tanti altri, appena acceso il pc, accedono direttamente su Facebook.

    E voi? Anche per voi Facebook è fonte di informazioni? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Ecco Signal, il nuovo strumento di Facebook per i giornalisti

    Ecco Signal, il nuovo strumento di Facebook per i giornalisti

    Facebook punta sempre di più verso il mondo delle news e presenta Signal, un nuovo strumento rivolto proprio ai giornalisti. Negli ultimi due anni Facebook ha rivolto molta attenzione verso le notizie e ora offre uno strumento con cui i giornalisti possono scoprire e curare nuovi contenuti.

    Come sappiamo bene, Twitter in tema di notizie è la piattaforma a cui i giornalisti, o comunque gli utenti che sono alla ricerca di notizie, guardano prima di tutto. Certamente per la sua caratteristica di “real time”, e come abbiamo visto anche in eventi recenti, spesso le notizie che vengono twittate anticipano gli stessi organi di informazioni, costretti poi a guardare alla piattaforma da 140 caratteri come fonte principale. E’ il segno che il giornalismo, dal web 2.0 in poi, sta cambiando, sta diventando più social. Questo non vuole essere un elemento riduttivo, anzi. E’ forse la caratteristica più significativa degli ultimi anni che i giornalisti devono cogliere, in termini di maggiori fonti a cui guardare (e da scoprire) e in termini di velocità.

    Facebook-Signal

    E Facebook vuole entrare anche in questo settore, vuole prendersi un po’ di terreno al momento (e fino a quando?) appannaggio di Twitter. E per questo ha presentato un nuovo strumento chiamato Signal che servirà ai giornalisti per scoprire e curare nuovi contenuti a cui guardare. Il nuovo tool, annunciato da Facebook, permetterà agli operatori dell’informazione di attingere a news, immagini, video e tendenze che arriveranno sia da Facebook che da Instagram.

    Facebook-Signal-news

    Siamo entusiasti di introdurre Signal, per Facebook e Instagram, uno strumento gratuito rivolto ai giornalisti, per scoprire e curare nuovi contenuti, che vogliono raccogliere, gestire le fonti e incorporare contenuti interessanti da Facebook e da Twitter.

    Insomma uno strumento che i giornalisti non potranno che apprezzare e che spinge ancora una volta Facebook nel mondo delle news. Ancora una volta perchè questa non la sola mossa fatta in questa direzione. E’ da almeno due anni che Facebook prova a entrare in questo settore. Per un semplice motivo, perchè le notizie sono i contenuti più ricercati dagli utenti in assoluto, anche su Facebook. Un dato che è ormai inconfutabile. E dare spazio alle news significa visualizzazioni sulla piattaforma, quindi advertising e quindi revenues. E il cerchio si chiude.

    Facebook-Signal-giornalisti

    Facebook due anni fa avviò un altro strumento che è la sezione Trending, molto simile a quella che si vede già su Twitter, ma più organizzata. Con Signal Facebook si spinge oltre, offrendo la possibilità di accedere ai contenuti con uno strumento più adeguato, infatti i contenuti possono essere rintracciati per località, possono essere salvati in specifiche collezioni. Le redazioni possono poi integrare anche le API di Signal in modo da avere il feed delle notizie e le visualizzazioni delle news all’interno del loro stesso sito. Qui tutte le informazioni.

    Facebook dunque sfida Twitter che a sua volta è pronta a lanciare Project Lightning, un progetto che dovrebbe aiutare e incrementare l’uso della piattaforma sia per gli utenti ma anche per i giornalisti. E in questa direzione, nel mese di agosto Twitter ha annunciato l’avvio di test per la sezione News da mobile, una sezione dedicata alle Trending News.

    La sfida sulle news dunque si accende e stavolta è Twitter ad apparire in affanno.

    Al momento Facebook Signal è solo per giornalisti in lingua inglese e, anche se non si conoscono dettagli precisi, è presumibile che presto lo sarà anche per i giornalisti di tutto il mondo.

  • Twitter sta testando la sezione News da Mobile

    Twitter sta testando la sezione News da Mobile

    Secondo quanto riporta oggi BuzzFeed, da oggi Twitter sta cominciando a testare una sezione dedicata alle News sulle app per Android e iOS. Si tratta di uno sforzo per fare in modo che gli utenti possano trovare in maniera veloce ciò che interessa. Di sicuro è l’anticipazione di Project Lightning.

    Secondo quanto riporta oggi BuzzFeed da oggi Twitter sta testando una sezione dedicata alle News, si tratta di una scheda che al momento sarebbe visibile solo da Mobile, sulle app per Android e per iOS. Dalle immagini raccolte infatti dal sito americano si nota una scheda “Trending News” dove vengono raccolte le notizie diffuse dagli account dei principali organi di informazioni americani. Di fianco invece si vede quello che accade quando si clicca su una notizia, con in evidenza l’immagine, il titolo e la descrizione della notizia e in basso i tweet. Al momento questo esperimento sembra avere molte similitudini con la vecchia tab “Scopri” oppure con l’attuale interfaccia che si visualizza dopo aver effettuato una ricerca. Ma in realtà questa mossa anticipa quello di cui vi abbiamo parlato più di un mese fa, ossia di Project Lightning.

    twitter_news-mobile

    Twitter ha in cantiere un progetto, chiamato appunto Project Lightning, che dovrebbe offrire in maniera più chiara e diretta agli utenti una quelli che sono gli argomenti più twittati, raccogliendoli in sezioni dedicate e arricchite con tweet più condivisi, immagini e video da Vine e Periscope. La piattaforma cerca in questo modo di mettere al centro il vero punto di forza, ossia quello di veicolare informazioni e news, e allo stesso tempo le rende facilmente rintracciabili, andando incontro in questo modo verso quegli utenti che trovano la piattaforma ancora dispersiva. E’ un modo, se non “il” modo, per aumentare senza dubbio il coinvolgimento degli utenti già registrati e anche “il” modo per invogliare una grossa fetta di utenti che ogni mese arrivano sulla piattaforma ma non si registrano.

    Twitter ha quindi bisogno di cominciare a puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Nel senso che è arrivato il momento di puntare a rendere la piattaforma più vicina alla grossa fetta di utenti che ancora trova Twitter un luogo dove è difficile seguire il flusso dei tweet e dove è difficile risalire alla notizia che interessa. Ecco dunque che questo test, ma lo sarà ancora di più Project Lightning, vanno proprio in questa direzione.

    Al momento questa nuova sezione per le news è visibile in Giappone e ancora non si conoscono altri dettagli su quando sarà visibile in altri paesi. Certo che bisogna fare presto, come bisognerà fare presto anche a nominare un nuovo CEO, altrimenti tutte queste novità potrebbe risultare vane. Per Twitter ormai si è nella fase in cui il tempo è un fattore determinante.

  • I Blog per gli italiani sono fonte d’informazione di cui fidarsi

    I Blog per gli italiani sono fonte d’informazione di cui fidarsi

    blog-news-informazione

    Agli italiani i Blog piacciono a tal punto da accreditare ad essi un livello di fiducia come quello che viene riconosciuta ai media tradizionali, come giornali, tv e radio. E’ il risultato di una ricerca a cura dell’Osservatorio Blogger di ISPOClick che indaga la fiducia che gli utenti della rete hanno nei media. La rivista specializzata gode comunque della massima fiducia

    Come abbiamo avuto modo di vedere in questo 2013, agli italiani i blog piacciono e tanto. Sono in tanti a seguirli e secondo una recente indagine condotta dall’Osservatorio Blogger di ISPOClick, sulla base di 600 interviste a utenti del web, gli italiani hanno fiducia nei blog almeno quanto ne hanno per i media tradizionali come giornali, tv e radio. Un risultato questo che accredita i Blog come fonte di informazione ormai riconosciuta, dal quale non si può più prescindere. Oggi gli utenti della rete sono molto più evoluti, rispetto solo a qualche anno fa, capaci di trovare da sè fonti e informazioni e capaci anche di saper riconoscere anche la qualità dell’informazione. La logica che le informazioni sono tali se provengono in via esclusiva da canali tradizionali sta cambiando, anzi si sta rivoluzionando grazie ai Blog (e ai blogger) e grazie anche ai Social Media, attraverso cui i blog si diffondono maggiormente. Ma vediamo meglio l’esito di questa ricerca.

    Come potete vedere dal grafico in basso, ai Blog gli utenti italiani riconoscono un livello di fiducia molto alto, simile a quelli dei canali di informazione tradizionale: il 38% degli intervistati esprime un voto positivo, mentre il 30% esprime un voto molto positivo, totale 68% di valutazione positiva. I Blog sono infatti dietro solo alla Televisione, 70%, e alla rivista specializzata a cui gli utenti della rete italiana riconoscono un livello di fiducia ancora molto alto.

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    Come abbiamo visto le riviste specializzate godono di una fiducia molto alta tra gli utenti della rete e questo lo si vede anche tra i dati demografici degli intervistati. Infatti le riviste specializzate sono molto preferite dagli utenti di tutte le età. I Blog, invece, godono di una fiducia alta tra gli utenti che hanno un’età compresa tra i 25 e 54 anni. Un po’ meno tra i giovani in età compresa tra i 18-24 anni, infatti ai Blog preferiscono la rivista specializzata, la radio, i quotidiani e la tv.

    I blog dunque godono di un livello di fiducia tra utenti con un’età più matura, a differenza di quello che si è solito pensare.

    fiducia-blog-indagine-ispoclick-età

     

    Il grafico in basso si offre un focus su chi ha espresso voti alti per i Blog (8-10) e notiamo che:

    • sono le donne a fidarsi di più dei Blog;
    • sono gli utenti provenienti dal Sud e Isole a fidarsi di più dei Blog;
    • sono, come abbiamo già visto, gli utenti con età compresa tra 25-34 anni a fidarsi di più dei Blog;
    • sono gli utenti che hanno figli in casa a fidarsi di più dei Blog, segno che i giovani riescono comunque ad influenzare i propri genitori.

    fiducia-blog-indagine-ispoclick-utenti

     

    Allora, che ne pensate voi di questi dati? E soprattutto qual è il vostro grado di fiducia verso i Blog? Raccontatecelo tra i commenti.

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  • Social Tv, Tgom24 e RaiNews24 i più seguiti per le news

    Social Tv, Tgom24 e RaiNews24 i più seguiti per le news

    social-tv-news

    Per quanto riguarda il fenomeno crescente della Social Tv, vi abbiamo sempre riportato quelli che sono i programmi più seguiti su Facebook e su Twitter, ma oggi, grazie a Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, diamo un’occhiata ai canali di news. E scopriamo che Tgcom24 è il più seguito su Facebook e RaiNews24 lo è su Twitter, nella settimana 15-21 Novembre 2013

    Il fenomeno della Social Tv è ormai, come abbiamo più volte sottolineato, un fenomeno in forte crescita e chi ci legge sa l’attenzione che vi riponiamo. E fino ad ora tutte le volte che ne abbiamo avuto l’occasione, vi proponevamo dati e numeri di quelli che erano i programmi televisivi più seguiti su Facebook e su Twitter, cosa che continueremo a fare ovviamente. Ma quella che vediamo pggi insieme a voi è una classifica inedita e riguarda stavolta i canali di news più seguiti su Facebook e su Twitter, grazie ai dati di Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager.

    SocialTv news-Twitter-Hashtag-15-21 nov-2013

    E quindi su Twitter nella classifica Hashtag #RaiNews24 (Rai) è al primo posto con il 33,5% dei tweet, seguito al secondo posto da #TgLa7 (La7), che ottiene il 22,9% dei tweet. Al terzo posto #Tg 3 (Rai 3) con il 16% e al quarto #SkyTg24 (Sky) con il 12,4%. Seguono #Tg1 (Rai) con 7,7%, TgCom24 (Mediaset) 3,9%, #Tg2 (Rai 2) con 1,4%, #StudioAperto (Italia 1) con 1,2% e infine, #Tg5 (Canale 5) con 1%.

    Nella classifica Retweet l’account @rainews24 è il primo con 2.825 retweet, seguito da @SkyTg24 con 2.138 retweet, @MediasetTgcom24 con 1.901 retweet, @Tgla7 con 1.422 retweet, @Tg3web con 60 retweet, @tg1online con 36 retweet e @tg2rai con 25 retweet.

    Social Tv news-Facebook-Active-Fan-15-21 nov-2013

     Su Facebook, “TgCom24” è al primo posto nella classifica Active Fan con 8.844 fan attivi che hanno prodotto 12.415 post e commenti sulla fan page ufficiale del tg. Al secondo posto troviamo “RaiNews24con 1.160 fan attivi e 1.831 post e commenti, seguito al terzo posto da “SkyTg24” con 845 fan attivi e 1.105 post e commenti dei fan. Al quarto posto “Tg3” con 162 fan attivi e 207 post e commenti e al quinto “Tg1” con 20 fan attivi e 23 post e commenti.

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, “TgCom24” conquista il primo posto con ben 97.561 like, seguito da “SkyTg24” con 5.506 like, “RaiNews24” con 4.194 like, “Tg3” con 431 like, “Tg1” con 106 like.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “RaiNews24” è il tg più attivo con 480 post della redazione, seguito da “TgCom24” con 340 post, “SkyTg24” con 107 post, “Tg3” con 58 post e “Tg1” con 47 post.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Come vi tenete informati e qual è il canale di news che seguite di più?

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