Nielsen rilascia i dati relativi all’Advertising nei primi tre mesi dell’anno, Gennaio – Marzo 2011, rilevando un calo del 3,2%. Fa eccezione il web dove l’advertising cresce del 14,9%.
Il 2011 comincia con un segno negativo per il mercato pubblicitario italiano. La ripresa ancora lenta in molti paesi europei, l’inflazione che importiamo dai paesi emergenti e che riguarda specialmente i beni alimentari, l’indice di fiducia e i consumi bassi, sono i fattori principali che hanno caratterizzato, in negativo, il primo trimestre che chiude con un calo complessivo del -3,2%. Nella restante parte dell’anno la situazione dovrebbe leggermente migliorare grazie anche alla crescente diffusione delle emittenti televisive digitali, che stanno ottenendo ottimi risultati in termini di raccolta pubblicitaria. (altro…)

Inizio non particolarmente brillante per il mercato pubblicitario italiano che chiude il primo bimestre in negativo: a totale pubblicità il cumulato gennaio – febbraio 2011 mostra una variazione del -2,0% rispetto allo stesso periodo 2010. I risultati di televisione e stampa, rispettivamente – 0,5% e -7,4% (considerando pubblicità nazionale, locale e altre tipologie rilevate), influenzano la variazione totale del bimestre, buone notizie arrivano dagli altri principali mezzi in particolare internet (+15,5%), radio (+1,0%) e direct mail (+2,1%).
Dalle osservazioni dei prezzi al consumo nella distribuzione moderna nel mese di marzo arrivano conferme sulle ipotesi di rialzo per effetto dei rincari di diverse materie prime. Questo quanto emerge dall’Osservatorio Mensile sull’Inflazione pubblicato oggi da Nielsen, l’azienda leader mondiale nella marketing information. A marzo l’inflazione raggiunge il 2.4% (su base tendenziale vs marzo 2010) per i beni di largo consumo confezionato e l’indice raggiunge il 3.0% se si considerano i soli mercati del food e bevande.
L’11 marzo ha segnato la storia con un terremoto in Giappone di 8,9 gradi della scala Richter (il settimo mai registrato in ordine di potenza sprigionata) cui è seguito uno tsunami che ha causato migliaia di morti e distruzione. Il già precario equilibrio del paese è stato ulteriormente compromesso dall’allarme per i danni provocati dallo tsunami nella centrale nucleare di Fukushima con il conseguente rischio di fughe radioattive. Nielsen ha analizzato con il servizio BuzzMetrics quanto e in che modo si è parlato di fonti di energia, e in particolare di nucleare, prima e dopo la linea di demarcazione rappresentata dall’11 marzo. 

