Crescono gli investimenti commerciali in pubblicità nel mese di novembre 2010 a livello nazionale con una variazione positiva superiore al 5%.
Nel mese di novembre 2010 gli investimenti in pubblicità commerciale nazionale hanno registrato una variazione superiore al +5%. Considerando anche la pubblicità locale e le altre tipologie, nel periodo gennaio – novembre gli investimenti pubblicitari hanno sfiorato i 7,9 miliardi di euro con una crescita complessiva del +3,9%. Questi dati sono in linea con i segnali positivi emersi già alla fine del primo semestre dell’anno e che avevano portato ad un miglioramento delle stime di chiusura del 2010. Sulla scia di questi risultati anche il 2011 comincerà con un andamento positivo che dovrebbe però attenuarsi nel corso dell’anno. (altro…)
Apple domina sotto l’albero. Secondo l’indagine Nielsen, iPhone e iPad sono i regali più desiderati per questo Natale 2010.
A due giorni dal Natale e dall’agognata apertura dei doni ricevuti, Nielsen rilascia i risultati dello studio quali-quantitativo del passaparola digitale relativo ai regali di Natale realizzato attraverso il servizio BuzzMetrics: quanto e in che modo si è parlato dei regali nell’ultimo mese e quali sono le categorie merceologiche e i prodotti che hanno avuto maggior risonanza in rete? (altro…)
Nel periodo gennaio – ottobre 2010, con un fatturato complessivo che sfiora i sette miliardi di Euro, la crescita rispetto al 2009 è del +3,8% considerando tutte le tipologie pubblicitarie. Considerando la sola pubblicità commerciale nazionale l’aumento rispetto ai primi dieci mesi dello scorso anno è addirittura del +4,7%.
L’ultimo trimestre del 2010 comincia con un dato positivo per il mercato pubblicitario. La variazione di ottobre 2010 rispetto allo stesso mese del 2009 è di poco inferiore al +1% ma, alla luce delle previsioni molto caute per il trimestre in corso, questo risultato può essere accolto come un segnale di fiducia verso la comunicazione da parte delle aziende, nonostante il contesto economico ancora così difficile. (altro…)
Presentati ieri i risultati dell’Osservatorio Multicanalità 2010 condotto da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano. Gli italiani si confermano un popolo di navigatori.
Sono 23 milioni i consumatori multicanale italiani rilevati dall’Osservatorio Multicanalità 2010, pari al 44% della popolazione e ben 2,6 milioni milioni in più rispetto all’anno precedente: persone che vivono il processo di acquisto e la relazione con la marca attraverso più punti di contatto e con un maggior coinvolgimento nel processo e nelle decisioni di acquisto. Una crescita a ritmo serrato che conferma i trend registrati la scorsa edizione e che è la conseguenza di diversi fattori, tra i quali l’aumento dell’accessibilità alla rete e il maggior grado di confidenza con le nuove tecnologie e con i nuovi media. Il Mobile si conferma il device più diffuso tra gli italiani e contestualmente emerge con forza la crescita dell’uso di smartphone per navigare in Rete. (altro…)
Durante il convegno, che si terrà a Milano il prossimo 14 dicembre, saranno presentati i risultati della ricerca 2010 condotta da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano.
La quarta edizione dell’Osservatorio Multicanalità, il progetto di ricerca nato dalla collaborazione tra Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano, arriva al traguardo. Il 14 dicembre 2010, ore 9.30 presso il Politecnico di Milano, Campus Bovisa, Aula Carlo de Carli, saranno presentati i dati dell’edizione 2010. (altro…)
Il passaparola digitale sui regali di natale orienta gli acquisti? Parte il countdown per le feste natalizie: ascoltare la rete per essere preparati sullo scaffale.
Il mese che precede le festività natalizie rappresenta per tutti i consumatori un momento di valutazione per iniziare a pianificare acquisti e regali da far trovare sotto l’albero: la rete in tal senso diventa un eccezionale strumento per raccogliere idee e preziosi consigli di altri consumatori, così come per raccontare le proprie attese sui regali da ricevere. L’orientamento e le preferenze degli utenti possono essere un ottimo suggerimento anche per brand e retailers, per stabilire quali prodotti promuovere maggiormente a ridosso del Natale e quali privilegiare sugli scaffali. (altro…)
Prima giornata del IAB 2010 e subito interessante intervento di Roberto Binaghi, presidente Iab, che fa i conti sul mercato pubblicitario di oggi e indica le sfide del futuro: social network e mobile.
IAB Forum MIlano 2010
Interessante intervento di Roberto Binaghi, presidente Iab, dal titolo “Tra futuro e presente”, nella prima delle due giornate dedicate al mercato pubblicitario in Italia, durante la quale ha fatto un pò il punto della situazione del mercato pubblicitario ad oggi e ha tracciato quelle che dovranno essere le prossime sfide per crescere. Binaghi ha aggiunto anche che il web oggi si trova in uno stato in cui può e deve capitalizzare, si è giunti ad un livello di maturità tale per farlo. Ma guardiamo meglio il contenuto della presentazione.
Il mercato sul web in Italia oggi cresce e su questo blog, grazie al materiale messoci a disposizione da Nielsen, abbiamo sempre testimoniato questa tendenza, che è reale. Il mercato pubblicitario sul web oggi cresce più degli altri, + 15% nel 2010, superando altri mercati potenzialmente più forti e consolidati, come la televisione (+5.1&), le affissioni (+6.2%) e la radio (+7.4%). E nei prossimi tre anni si prevede che il mercato del web crescerà mantenendo questo tasso del 15% per i tre anni a seguire. Numeri che cominciano a pesare.
Ma nonostante questa crescita nel nostro paese, il mercato Italiano è ancora indietro se paragonato agli altri paesi. Infatti, mentre le previsioni che ci riguardano parlano di una crescita del 15% al 2013, come dicevamo, negli altri paesi le previsioni per lo stesso periodo sono più alte e vediamo: Usa al 2013, +22%; Uk, +30%, la previsione più alta; Germania, +23%; Francia, +22%; Spagna, +20, che farebbe registrare uno dei tassi più alti. Ancora una volta siamo indietro, anche se le possibilità di crescita ci sono e le condizioni potrebbero cambiare. Ma quali sono i motivi?
Le motivazioni secondo Binaghi, sono esogene, come problemi infrastrutturali, gap culturale che determinano dei veri e propri freni alla crescita, ed endogene, come gap formativo, sui quali bisognerà fare molti sforzi. Analizzando meglio me lotivazioni esogene, si diceva di problemi strutturali, allora si parla di problemi di connessione, di banda larga, di wi-fi. Sappiamo bene di questi problemi e su questo blog ne parliamo spesso. Il caso emblematico è la situazione del wi-fi nel nostro paese, vedi la situazione che si è creata con il decreto Pisanu. E lo è ancora di più se la paragoniamo ad altri paesi. Infatti, mentre nel nostro paese i punti di accesso wi-fi sonoo 4,000, in UK sono 28,000; in Francia sono 30,000 e negli Usa sono 75,000. Basta solo guardare questi dati per avere già la risposta.
Esiste poi il problema culturale verso il web, su cui, credo, nessuno possa obiettare. E’ evidente che in Italia ci sono ancora delle resistenze di tipo culturale verso tutto cio che riguarda il mondo del web, che determina questa situazione di arretratezza rispetto ad altri paesi. Binaghi cita ad esempio il gap di accessibilità over 55, evidenziano come in questa fascia di età si sia ancora molto indietro, il dato del 16% parla chiaro ed evidenzia ancora di più i limiti in questo senso se rapportato al dato dell’Olanda, 67%, o della Svezia, 65%. La media europea è del 36%. E’ necessario che ci si apra di più verso il web, a cominciare da questi dati, che evidenziano come nel nostro paese si faccia veramente poco: stiamo meglio di Cipro, ma non è una consolazione!
Settori IAB 2010
Veniamo ora a quelli che sono i settori che più investono sul web e quelli che lo fanno meno. C’è da dire subito, lo sottolinea Binaghi, il mercato pubblicitario sul web in Italia è molto concentrato, nel senso che pochi clienti investitori realizzano l’80% della raccolta pubblicitaria. E’ ancora un mercato in mano a pochi, senza dubbio. E guardando ai settori merceologici si vede che ci sono settori che sono molto presenti sul web come le Telecomunicazioni o Finanza Assicurazioni, ma ce ne sono altri che sono molto meno presenti, come Abbigliamento e Alimentari. Settori questi ultimi che strutturando le loro campagne pubblicitari considerano ancora poco il web, il 12% per entrambi. Bevande e alcolici ancora meno con il 10%. Se poi guardiamo alla quota di mercato, vediamo che appunto Abbigliamento, Alimentari detengono il 2% e l’1% del mercato, mentre i Servizi professionali arrivano al 40% del totale.
Binaghi sottolinea più volte che il web ha oggi il siritto di meritare una posizione migliore di quella di oggi. Con un mercato internet che tocca 33 milioni di famiglie, con il mercato delle connessioni remote, smartphone in forte crescita, con 24 milioni di italiani che si connettono, il web in Italia merita una collocazione migliore. E allora ecco che Binaghi arriva a descrivere le prossime mosse del web nel nostro paese. Continuare a correre, “a pattinare verso il futuro”, usando la metafora del pattinatore sul ghiaccio, ma “provare anche a sedersi sul ghiaccio come fa l’hockeista, sicuro di sè” e capitalizzare, cosa che non si è fatta ancora. Sarà questa una mossa giusta, cioè si è veramente in una condizione di maturità tale che oggi il web nel nostro paese possa permettersi di capitalizzare? Se è così lo vedremo presto. E infatti Binaghi indica quali sono le strade da seguire per il futuro: Social Network e Mobile.
Con milioni di persone che ogni giorno si connettono su diverse piattaforme, in Italia su 24 mmilioni di persone connesse 20 di questi frequenta social network. Con tempi di permanenza ad ogni connessione che sono molto alti. Ora il mercato pubblicitario ha creduto poco sulle diverse piattaforme, nonostante il grande bacino di utenza a disposizione. Binaghi invita quindi a concentrarsi su questo, viste le enormi potenzialità
E poi c’è il mercato del Mobile. Nel 2012 si prevede che il mercato delgi smartphone supererà quello dei pc. E nel nostro paese è un mercato che sta avendo una crescita straordinaria e anche in questo caso il mercato pubblicitario ha investito poco. Così come si potrebbe fare sul mercato dei Tablet, com iPad e suoi competitors. Si prevede che nel 2014 si venderanno 210 milioni di tablet, un altro bel bacino potenziale per il mercato.
Le prossime sfide che attendono il mercato pubblicitario sul web sono decisamente interessanti. E per far questo bisogna comunque che ci siano le condizioni per cui ciò avvenga. La situazione tracciata dal presidente di IAB è quella che va di pari passo con la crescita del web nel nostro paese, sotto un profilo strettamente culturale. Da qui, con una maggiore consapevolezza della rete, la possibilità di una maggiore diffusione e di una maggiore crescita per tutto il paese. Tutte cose che apprezziamo, ma che aspettiamo alla prova dei fatti, perchè non si vorrebbe un web effimero, legato solo a particolari momenti oppure a trumenti che non portano alla crescita. Allora ben venga una strategia che passa anche dalla pubblicità, in quanto fattore di crescita e di diffusione.
Nel terzo trimestre la fiducia degli italiani torna a scendere. Un quarto degli italiani non ha capacità di spesa discrezionale. Aumentano le preoccupazioni per il futuro dei giovani e l’instabilità politica.
L’interessante indagine condotta da Nielsen, Nielsen Global Consumer Confidence Survey, mette in risalto come gli italiani siano in questo periodo sempre più siduciati e preoccupati per il futuro. Cambiano le abitudini di acquisto in quanto la ridotta capacità di spesa influisce soprattutto su questo comportando tra l’altro la scelta di acquisto di alimentari meno costosi e tagliodelle spese per prodotti tecnologici, ristrutturazioni domestiche e vacanze. Nel terzo trimestre dell’anno la fiducia degli italiani è tornata a scendere raggiungendo il mese scorso il minimo storico di 64 punti. Il peggioramento delle condizioni economiche ha fatto scendere i livelli di fiducia più in basso rispetto al picco della recessione globale avvenuta nel primo trimestre del 2009. I risultati dell’ultima indagine condotta da Nielsen sulla fiducia posizionano l’Italia tra le dieci nazioni più pessimiste delle 53 prese in esame.
“L’elevata disoccupazione unita all’instabilità politica e a una debole crescita interna, quest’anno ha fatto sì che i livelli di fiducia siano tornati a scendere”, ha affermato Stefano Galli Managing Director di Nielsen Italia. “Incertezza ed insicurezza sono tornate protagoniste della vita quotidiana”. Più preoccupante, tuttavia, è il numero crescente di italiani che dichiara di non avere denaro disponibile o reddito discrezionale, dopo aver pagato le spese di prima necessità. “Questo dimostra quanto si sia ridotta la disponibilità di denaro degli italiani nell’ultimo anno: l’italiano medio lotta giorno per giorno contro l’aumento del costo della vita in uno scenario di condizioni economiche in peggioramento”.
Se un anno fa, un italiano su dieci (11%) non aveva denaro disponibile, oggi questo numero è cresciuto: un italiano su cinque (21%) non dispone di reddito da destinare al risparmio ne tanto meno da spendere in beni e servizi se si escludono quelli strettamente necessari. Tra i consumatori che dispongono di reddito discrezionale, secondo la ricerca Nielsen del terzo trimestre, sono aumentati invece coloro che tornano a risparmiare: il 41% rispetto al 36% di un anno fa. Negli ultimi due anni, gli italiani hanno assistito alla fase più acuta della recessione globale, seguita un anno fa da un periodo di speranza ed ottimismo, ma gli ultimi sei mesi di peggioramento delle condizioni economiche ora fanno sentire il loro effetto. Il mese scorso, l’83% degli italiani ha dichiarato che il Paese è in recessione, lo stesso numero di un anno fa.
Solo il 12% ritiene che le proprie prospettive occupazionali per i prossimi 12 mesi siano buone, rispetto al 26% di un anno fa. La grande maggioranza della popolazione, l’84%, ha descritto il panorama occupazionale come “senza grandi prospettive”. Questo vale anche per la propria situazione finanziaria (73% vs. 56% di un anno fa).
“La maggiore preoccupazione degli italiani continua ad essere la sicurezza del lavoro (14% contro il 18% di un anno fa) ma aumentano le preoccupazioni quotidiane sulle quali le persone pensano di poter influire”, aggiunge Galli. “La preoccupazione per l’istruzione dei figli e la previdenza sociale, ad esempio, è cresciuta dal 5 al 10% nell’ultimo anno, i genitori sono sempre più preoccupati per il futuro dell’Italia per le prossime generazioni”.
Secondo la ricerca, nei prossimi sei mesi gli italiani apporteranno i tagli più significativi alle spese tecnologiche (cellulari, computer), alle spese per la casa e alle vacanze. “Negli ultimi due anni, abbiamo assistito a una riduzione delle spese degli italiani, dall’intrattenimento alla ristorazione, fino al cambiamento delle abitudini negli acquisti: gli acquisti nella grande distribuzione sono cambiati nell’ultimo anno, a favore di prodotti più economici e in promozione. Assistiamo però anche ad un fenomeno opposto, la crescita di prodotti di alta gamma e con un alto contenuto di innovazione”.
Le vendite di prodotti di largo consumo (FMCG), tuttavia, nel terzo trimestre sono rimaste stabili, come il resto dell’economia. “Gli italiani si sono rassegnati all’idea che la ripresa, quando arriverà, sarà una lenta risalita”, ha concluso Stefano Galli.
Informazioni su The Nielsen Global Consumer Confidence Survey
The Nielsen Global Consumer Confidence Survey è un’indagine condotta da Nielsen tra il 3 e il 21 settembre 2010 su circa 26.000 consumatori in 53 Paesi di Asia Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa e Nord America. Gli obiettivi della ricerca sono la misurazione dei livelli di fiducia dei consumatori e la valutazione della loro situazione economica. Il Nielsen Consumer Confidence Index è sviluppato sulla base della fiducia dei consumatori nel mercato del lavoro, sullo stato delle loro finanze personali e sulla loro propensione di spesa. Il campionamento degli intervistati, avvenuto per età e sesso nei singoli paesi in base all’uso di Internet, è considerato rappresentativo degli utenti di Internet e ha un margine di errore massimo di ±0,6%.
(comunicato stampa Nielsen)
(credits photo: Blackmuse from Flickr)
Il mercato pubblicitario si è confermato in buona salute nel mese di luglio. Grazie anche all’effetto “mondiali di calcio” la variazione della spesa pubblicitaria rilevata da Nielsen è stata del +8,4% rispetto allo stesso mese del 2009.
Grazie a questo risultato il dato progressivo relativo ai primi sette mesi dell’anno, descrive un mercato in crescita del +4,9% per un fatturato complessivo di oltre 5 miliardi di Euro. Ancora migliore (+5,7%) il dato relativo alla sola tipologia commerciale nazionale. Dai dati Nielsen emerge una crescita che riguarda tutti i media principali, ad eccezione della stampa, e tutti i settori tradizionalmente più importanti per il mercato pubblicitario. In particolare da sottolineare la ripresa degli investimenti delle aziende del settore automobilistico (+34,7% nel singolo mese di luglio rispetto al 2009).
I mezzi e i settori
La televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari (marchi Sky e Fox) chiude i primi sette mesi dell’anno con una crescita del +7,7% ed una raccolta pubblicitaria superiore ai 2,8 miliardi di Euro. Nello stesso periodo l’audience media mensile sul piccolo schermo è cresciuta del +1,9%.
Le aziende che tra gennaio e luglio hanno maggiormente aumentato gli investimenti in tv sono quelle che operano nei settori: elettrodomestici (+35,3%), abbigliamento (+29,1%) e distribuzione (+25,1%). Considerando solo il mese di luglio le aziende automobilistiche hanno aumentato del + 48,8% gli investimenti sul piccolo schermo.
Radio e internet si confermano i media più brillanti nei primi sette mesi del 2010 con crescite a due cifre rispettivamente del +13,3% e +17,8%. Sulla radio il settore più importante rimane saldamente automobili che ha generato il 24,4% degli investimenti complessivi sul mezzo, mentre gli aumenti più rilevanti sono stati fatti registrare da telecomunicazioni (+34,9%) e distribuzione (+37,2%). Su internet sono media/editoria (+60,4%), telecomunicazioni (+14,9%) e ancora automobili (+ 27,4%) a trainare la crescita.
La stampa invece non riesce ancora ad intercettare in pieno la ripresa del mercato pubblicitario. Soltanto i quotidiani sono in crescita rispetto allo scorso anno (+3,8% la commerciale nazionale nei primi sette mesi), mentre i periodici (-9,3%) e la free press (-10,9%) sono ancora in calo rispetto al 2009.
Notizie positive per tutti gli altri mezzi rilevati da Nielsen in particolare affissione (+9,2%) e direct mail (+4,9%). Variazioni positive ma più contenute per cinema (+2,1%), cards (+0,1%) e transit (+1,7%).
Le aziende
Fino a luglio Nielsen ha rilevato 15.769 aziende inserzioniste. Oltre 100 in più rispetto al 2009 (+0,7% la variazione percentuale). Grazie agli investimenti di 2.503 aziende, internet è stato il mezzo con l’aumento più rilevante di inserzionisti (+24,0%). Anche la tv ha beneficiato di un forte aumento di spender (+11,0%), soprattutto sulle emittenti che hanno trasmesso i mondiali di calcio tra giugno e luglio.
Per quanto riguarda la stampa anche nel caso del numero di advertiser si rileva una forte divergenza tra quotidiani a pagamento da una parte (+6,2%) e periodici e free press dall’altra (rispettivamente -5,9% e -2,5%).
Una massa enorme di blog occupa il web con un ritmo di quasi un milione di post al giorno. E il fenomeno è in crescita.
Il dato è preso da BlogPulse, del gruppo Nielsen che da il “polso” della situazione riguardo ai blog nel web. Ad oggi ci sono oltre 145 milioni di blog nella rete ed ogni giorno vengono pubblicati e indicizzati quasi un milione di posts. Una enormità che individua un fenomeno comunque in crescita.
Certo che a guradare questi numeri ci si può spaventare, specie per chi sta proprio in questo momento pensando di aprire un proprio blog, ma non c’è da preoccuparsi perchè una buona parte di questi non pubblica spesso oppure sono qualificati come spam. Quindi di spazio ce n’è.
Se poi il blog è aziendale, avere una strategia e obiettivi ben definiti è di fondamentale importanza, tenendo ben presente il fatto che a fare la differenza in fatto di qualità sono solo i contenuti. Proprio quelli che ci aiutano a distinguerci dalla massa. Organizzando il proprio blog in questi termini non potrà certo passare inosservato nella rete. Su questo c’è da starne più che certi!
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