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  • Loyalty e Engagement Rewarding, l’idea di Oracle

    Loyalty e Engagement Rewarding, l’idea di Oracle

    Costruire una relazione duratura col cliente è difficile. Una strategia di Loyalty e Engagement Rewarding aiuta a sviluppare un’esperienza sempre più coinvolgente. Ecco l’idea di Oracle, perché i dati sono sempre importanti.

    Costruire una relazione duratura con il proprio cliente è il sogno di tutte le aziende. Un sogno che in realtà è realizzabile, ma servono pazienza, strumenti e… anche creatività. E poi, come accade in tutte le relazioni, ci vuole impegno.

    Se è vero, come è vero, che dopo due anni di pandemia abbiamo registrato un aumento dell’utilizzo del digitale e di tutte le sue manifestazioni.

    È anche vero che l’Esperienza (sì, con la E maiuscola!) ha assunto un valore ancora più grande.

    Oggi l’utente è sempre più informato. Grazie alla moltitudine di accessi all’informazione, che riguardano le aziende e i prodotti/servizi a disposizione.

    Quello che manca, ed è il Valore aggiunto in assoluto, è appunto l’Esperienza.

    L’Esperienza è sempre più personalizzata

    Un’Esperienza che può diventare sempre più diretta e personalizzata, grazie ai dati che oggi le aziende hanno a disposizione. I vari punti di contatto digitali, “touch-point“, sono luoghi che permettono all’azienda di costruire un legame di fedeltà. Quindi una Relazione, restituendo Esperienze di Valore.

    Loyalty e Engagement Rewarding, l’idea di Oracle

    Loyalty tradizionale

    Tutto questo lo possiamo tradurre in quella che è una vera e propria evoluzione da un paradigma di Loyalty tradizionale. Ossia la fidelizzazione del cliente all’interno di un programma che ricompensa gli acquisti fatti.

    Engagement Rewarding

    Engagement Rewarding, ossia l’interazione, il coinvolgimento, che diventa “un premio”; il premio dell’interazione stessa e il coinvolgimento del cliente nel digitale. Grazie a tecniche di gamification.

    Loyalty ed Engagement Rewarding non sono in contrapposizione. In realtà, e l’una non sostituisce l’altra: i due programmi possono convivere in perfetta complementarietà. E oggi, nell’era del digitale, tutto questo – come dicevamo – può assumere un significato enorme per le aziende.

    E, quando si parla di dati e di analisi degli stessi, non si può non parlare di Oracle, azienda leader del settore che ha oggi al suo attivo uno strumento specifico in cloud nell’ambito della “modern Loyalty”- cioè della fidelizzazione ma non intesa in modo tradizionale – chiamata Oracle CrowdTwist.

    Uno strumento prezioso che permette di elaborare attività diverse con l’obiettivo di coinvolgere il cliente. I dati raccolti permettono un’esperienza sempre più profonda e premiante per il cliente.

    Per spiegare meglio, si tratta di una piattaforma per costruire vere e proprie “missioni digitali” basate sulla gamification, che consente ai Brand di coinvolgere i propri clienti in modo innovativo, acquisendo nuovi dati in base ai quali i responsabili marketing possono raccogliere nuovi attributi per conoscere meglio i propri clienti e poter disegnare campagne più mirate e personalizzate.

    A tale proposito vogliamo segnalarvi un webcast on-demand, Dalla Loyalty tradizionale all’Engagement Rewarding, che Oracle Italia ha presentato recentemente. Un evento digitale che potete rivedere e vivere a questo link. Un progetto, una piazza di incontro davvero molto interessante per inquadrare l’evoluzione dalla Loyalty all’Engagement Rewarding.

    Come spiega nel video Paolo Massimiliano Sivo, Cloud CX Country Leader di Oracle Italia, il mondo sta cambiando e cambia anche il modo in cui le aziende instaurano relazioni con i propri clienti. A livello strategico, sottolinea Sivo, oggi servirebbe forse utilizzare più humour, provare a creare divertimento (…e di questi tempi ce n’è davvero bisogno). Ma serve anche provare a tenere d’occhio quelle che sono le ultime tendenze.

    Tra queste la gamification, che possiamo considerare un po’ il sale dell’Engagement Rewarding, abilitando la partecipazione diretta del cliente tramite “missioni”, precisa Sivo, raccorda anche altri paradigmi di grande innovazione. Un esempio è quello del FantaSanremo, un fenomeno di cui si è parlato molto e che ha permesso a un’audience, principalmente composta di millennial e gen-z, di avvicinarsi al Festival e partecipare alla competizione con un’esperienza totalmente digitale. Serve anche dare attenzione al fenomeno NFT (Non Fungible Token), nonché riconoscere che i sistemi aziendali di front-end verso il cliente stanno cambiando, basti pensare alle ultime tendenze quali Metaverso, Web Experience 3d e Advergame.

    Questo è solo un assaggio: all’interno del video trovate un puntuale approfondimento dello strumento Oracle CrowdTwist, di cui parlavamo prima, con gli interventi di Mauro Oldani, CX Master Principal Sales Consultant, Mattia Cattini, CX Marketing Sales Representative, Andrea Fedeli, Director Insight & Customer Strategy e Michael Harris, Principal CX Consultant & Loyalty Manager.

  • Sviluppatore software non è programmatore, ecco le differenze

    Sviluppatore software non è programmatore, ecco le differenze

    Sviluppatore Software e Programmatore. Spesso si è portati a confondere le due figure, per il fatto che, può sembrare strano, le differenze tra le due figure non sono molto chiare. Ecco una piccola guida che ha come obiettivo quello di fare un po’ più di chiarezza.

    Sviluppatore Software e Programmatore. Spesso si è portati a confondere le due figure, per il fatto che, può sembrare strano, le differenze tra le due figure non sono molto chiare. Quello che faremo di seguito è mettere in evidenza quelli che sono gli elementi distintivi tra due figure professionali che giocano un ruolo importante nel mondo IT.

    Tutti cercano i maghi del “codice”, tutti vogliono sapere quali sono i linguaggi di programmazione più utilizzati pochi, però, spesso conoscono esattamente il loro mestiere e soprattutto le differenze rispetto ad altre figure professionali centrali per questa fase di nuova normalità digitale per tutti noi.

    Ecco allora una prima, piccola guida alla differenza tra Independent Software Vendor, e programmatori. Una guida che si inserisce in un interessante progetto di comunicazione multipiattaforma come #DevRev costruito in collaborazione Oracle e sergentelorusso.it.

    Sviluppatore software-programmatore differenze

    Programmatore non è Sviluppatore

    Possiamo tranquillamente dire che da tempo ci si chiede quale sia la vera differenza tra queste due importanti figure e, spesso, sono proprio le aziende che avviano una ricerca professionale in tal senso a non avere molto chiare le idee.

    Quello che vogliamo fare in questa occasione è spiegare, in maniera chiara, il ruolo che spetta al Programmatore e quello che compete allo Sviluppatore.

    Un’azienda che oggi vuol ricercare una figura all’interno del suo team IT, deve sapere bene che il Programmatore e lo Sviluppatore svolgono funzioni diverse, sebbene lavorino in contesti molto simili. Le competenze richieste per svolgere questi due ruoli sono quasi analoghe, così come alcune funzioni che sono chiamate a svolgere. Ma esistono delle differenze molto chiare. E quali?

    [Vuoi conoscere, passo passo, gli strumenti che Oracle mette a disposizione degli sviluppatori e delle imprese? Qui le video multimediali complete]

    Oracle cloud infrastruture

    Se volessimo spiegare e rendere più chiaro il ruolo del Programmatore, allora prendiamo ad esempio un luogo di lavoro che è molto vicino come modello, per rendere bene l’idea.

    Prendiamo una cucina di un ristorante, all’interno di essa esistono diverse figure. Ora, assumendo questo esempio, possiamo ben dire che il ruolo del Programmatore è quello del Cuoco, colui che è in grado di rendere pratiche le idee che gli vengono proposte perché conosce bene gli ingredienti per fare dei buoni piatti. Ovviamente gli ingredienti sono i linguaggi e i piatti non sono altro che la messa in pratica di quelle idee.

    I programmatori conoscono bene i processi

    I Programmatori conoscono bene tutti i processi informatici e sulla base di questa conoscenza, traducono in pratica i progetti che gli vengono proposti.

    Un buon prodotto realizzato da un Programmatore lo si giudica dagli ingredienti adottati, quindi dalla qualità, dalla capacita di realizzare un codice pulito senza bug. Il Programmatore si occupa quindi di fare test e si assicura che non ci siano errori.

    Bene. Se abbiamo presente allora che il Programmatore può essere assimilato al ruolo di un cuoco in Cucina, allora possiamo ben dire che lo Sviluppatore è assimilabile allo Chef.

    Seguendo questo esempio, lo Sviluppatore è quello che aggiunge creatività al prodotto per aumentare il livello di qualità dello stesso. Si tratta quindi di una figura che, come lo Chef, sa aggiungere il giusto tocco creativo e concettuale per rendere il prodotto di alto livello.

    Lo sviluppatore è responsabile di progetto

    Lo Sviluppatore è quindi il responsabile del progetto e di tutta l’architettura software, quindi, anche, di tutta la documentazione e del collegamento delle parti del prodotto.

    Volendo allora rendere il tutto in maniera più sintetica, possiamo dire che il Programmatore si limita alla parte di codifica e lo Sviluppatore è coinvolto in tutto l’ambito del progetto.

    Come dicevamo all’inizio di questo nostro focus sulle differenze tra Programmatore e Sviluppatore di software, il più delle volte le caratteristiche distintive tra queste due figure non sono molto conosciute, nemmeno dalle aziende. Quelle stesse aziende che spesso sono alla ricerca di queste due figure, facendo spesso confusione nella descrizione usata per attivare una ricerca.

    Tenendo a mente il nostro tentativo di rendere quanto più chiara possibile al distinzione tra queste due figure molto importanti, vale la pena entrare un po’ più nel vivo.

    Se abbiamo capito i ruoli specifici che ricoprono un Programmatore e uno Sviluppatore, allora è opportuno aggiungere che:

    Il Programmatore di Software

    Il Programmatore è colui che “scrive il codice”. Si tratta della figura che scrive le linee di codice che sono alla base di un software, dei sistemi operativi e di altri programmi per computer. Alcuni usano i termini “codifica” e “programmazione” in modo quasi intercambiabile, anche se, tecnicamente, la codifica è solo l’atto di scrivere codice, mentre la programmazione spesso si concentra sull’intero progetto, non solo su parti di esso. In un ambiente di lavoro tipo, i programmatori prendono istruzioni da designer, ingegneri o da un programmatore capo e trasformano queste istruzioni in codice funzionante. I compiti possono essere specifici come scrivere istruzioni, o più complessi come trasformare un intero concetto in un programma completo.

    Sviluppatore software programmatore differenze franzrusso.it

    Lo Sviluppatore di Software

    Come abbiamo visto, il ruolo dello Sviluppatore, rispetto al Programmatore, si colloca un po’ più avanti. Si tratta della figura che ha la responsabilità del progetto, è la persona che ha i contatti coi clienti, analizza i loro bisogni e, una volta raccolte tutte le informazioni, testano poi il software nel tentativo di risolvere tutte le problematiche, avendo ben presente cosa vuole il cliente. Lo Sviluppatore è quindi più creativo e ha molta più libertà di azione di un programmatore, anche se, in una scala di ruoli, è quello che riporta al Software Engineering.

    Ecco, questo era il nostro contributo al fine di rendere più chiari i ruoli di due figure molte richieste sul mercato. Figure che trovano spazio ovunque ci sia bisogno di rendere in pratica un’idea che possa soddisfare una esigenza specifica. E in un momento in cui il Digitale è diventato sempre più importante per le nostre relazioni e per il business, è utile sapere bene di cosa si parla.

    [In collaborazione con Oracle Italia]

  • IoT e Nuovo Marketing, la persona al centro della trasformazione

    IoT e Nuovo Marketing, la persona al centro della trasformazione

    Il Marketing, nell’era della trasformazione digitale, sta cambiando, e questo sembra ormai chiaro. Ma come sta cambiando e come le aziende stanno affrontando questo cambiamento? Il libro “IoT e Nuovo Marketing” prova a tracciare uno scenario e con il contributo di Massimo Savazzi, si va della direzione della persona e dell’esperienza. Qui il video integrale.

    Il Marketing sta cambiando, anzi è giù cambiato. Nell’era della trasformazione digitale cambia soprattutto il modo in cui si crea, e avviene, la relazione tra utente e azienda. Ed è proprio su questi spetto, fondamentale, che, all’interno del libro scritto insieme a Claudio Gagliardini, “IoT e Nuovo Marketing” (edito da Flaccovio Editore, 2019), abbiamo avuto il piacere di avere il contributo di Massimo Savazzi, Sales Development & eXperience Strategist di Oracle Italia che ci ha scritto un bellissimo capitolo sull’importanza oggi della Persona al centro di tutto e di come l’IoT oggi sia l’elemento abilitante per cui oggi l’esperienza non sia più riferito al prodotto, ma al modo in cui l’utente fruisce del prodotto stesso.

    Insieme a lui abbiamo realizzato un video, una bella conversazione in cui abbiamo toccato tutti i punti principali di questo nuovo modo di fare marketing, nuovo modo di relazionarsi tra utente e azienda.

    Nel nostro libro, assolutamente divulgativo, abbiamo voluto mettere al centro di tutto il fatto che oggi le aziende devono assumere una maggiore consapevolezza, tanto verso la trasformazione in atto, quanto verso un nuovo modo di fare marketing. Più attento all’esperienza, più veloce, anzi immediato.

    Tutto questo è possibile riuscendo a gestire al meglio il fenomeno dell’IoT, l’Internet delle Cose, il passo successivo che ci permette di poter dire che dopo l’era dell’iperconnessione tra le persone, siamo passati all’era dell’iperconnessione con gli oggetti.

    Altro elemento fondamentale in tutta questa trasformazione sono i dati, la rivoluzione in tutto questo è data proprio dai dati che permettono alle aziende di acquisire informazioni, inaccessibili e indisponibili solo qualche anno fa.

    Ecco, per tutti questi motivi, vi invitiamo a vedere e ascoltare il video che abbiamo realizzato preso la sede di Oracle Italia, che ringraziamo ancora una volta. E per qualsiasi chiarimento e informazione siamo qua.

    Potete acquistare il libro su Amazon e sul sito di Flaccovio Editore.