Tag: politica

  • Se la TV non informa, ci pensa il Web

    Sembra che la TV da un pò di tempo non sappia più fare TV, meglio informazione. Tra par condicio e divieti vari, la TV dimostra di non essere libera. Allora meglio puntare sul web.

    Negli ultimi tempi davanti alla crescita sostenuta del web in generale, soprattutto come mezzo di informazione alternativo, si notava l’incontrastato dominio della TV come mezzo di comunicazione per eccellenza. Sicuramente per quello che rappresenta, per la diffusione estesa, la televisione per gli italiani è insostituibile mezzo per avere informazioni su ciò che acade in casa propria ma anche nel mondo. Ebbene, da un pò di tempo la TV ha smesso di fare TV. (altro…)

  • Discorsi sulla Crisi

    Proviamo a vedere cosa dicono i grandi leader a proposito della Crisi. Prendiamo ad esempio Obama e Berlusconi.

    Ormai la Crisi si sta facendo sentire ogni giorno di più con tutto il suo peso. I leader di tutti i paesi cercano quotidianamente un modo per frenarla mettendo in campo idee e strumenti per fronteggiarla, tenendo conto delle conseguenze amare che ci saranno per tutti. E, come si sa, i grandi leader in momenti come questi, sanno tirara fuori il loro meglio, cercando di non deludere i propri cittadini promettendo, o cercando di promettere, che la via d’uscita da questa situazione è a portata di mano. Ma come l’affronta Obama negli Usa? E Berlusconi in Italia? Di sicuro hanno un diverso modo di approcciare la politica e quindi sono molto diversi. (altro…)

  • Zapatero 2.0

    Zapatero si lancia nell’era del web 2.0 e lancia “Plan E”, un sito attraverso il quale spiegherà come la Spagna potrà superare la crisi di questo periodo e spiegherà anche tutte le iniziative che hanno prodotto risultati e quelle ancora da mettere in atto. Ancora una volta la politica si rende conto delle potenzialità del web. E da noi?

    Per Zapatero in realtà questa non è la sua apparizione sul web, durante l’ultima campagna elettorale in Spagna erano circolati alcuni video di alcuni suoi interventi, ma è la prima volta che in Spagna un poltico si rivolge alla popolazione utilizzando gli strumenti di comunicazione che oggi offre la tecnologia. Durante quei pochi minuti, visibili anche qui, il Primo Ministro Zapatero spiega qual è la sua ricetta per affrontare la crisi attraverso l’attuazione del “Plan español de estimulo de la economia y del empleo”. Il principale scopo è quello di ottenere un pieno coinvolgimento dei cittadini ed è per questo che sono stati realizzati dei cortometraggi, visibili sul sito, che hanno per tema la famiglia, le aziende, l’occupazione, la finanza e la modernizzazione dell’economia. Ed è propio attraverso questi video che vengono presentate in maniera pratica le idee messe in campo. Un modo più esplicito per rendere visibile a tutti il piano da mettere in pratica.

    I paragoni con Obama sono d’obbligo. Ma mentre il prossimo Presidente degli Usa ha capito sin dalla sua campagna elettorale quale fosse il potenziale del web per ottenere la sua elezione, Zapatero vi arriva in pò più tardi, ma almeno ci arriva, e quello che forse lo caratterizza maggiormente è il periodo scelto. E cioè in occasione delle presentazione del Plan E. Quasi a lanciare un messaggio ancora più profondo e coinvolgente, vista anche la situazione. E ioci leggo anche un messaggio positivo, e cioè che il web possa essere anche secondo Zapatero un modo per raccogliere tutte le energie positive per affrontare la crisi. Tant’è che la sua presenza online avrà un cadenza periodica instaurando un canale di comunicazione coi cittadini costante. Inoltre, gli aggiornamenti che via via saranno apportati al piano saranno comunicati anche utilizzando Twitter, servizio di microblogging usato per inviare messaggi per aggiornare il proprio stato.

    Ma perchè questo non succede anche da noi? Perchè ci ritroviamo a destra e a sinistra politici miopi, oltre che su altro, anche su questo. E’ una felice intuizione quella di Zapatero e dà anche una ulteriore testimonianza di quanto la Spagna in questi anni sia cambiata, forse più di quello che riusciamo a percepire da lontano. Invece il nostro paese non solo non va avanti, ma rischia anche di ritrovarsi con una classe politica, da destra a sinistra senza distinzioni, incapace di leggere i cambiamenti del momento senza avere la flessibilità giusta per adeguarsi. Speriamo sempre di essere smentiti.

  • Facebook, riflessioni a Sinistra

    Sfogliando per caso il sito de “il Manifesto” scopro con grande sorpresa che anche loro si sono accorti del web e soprattutto di facebook, avviando una riflessione a riguardo. Dopo che un lettore del quotidiano ha criticato una rubrica del giornale paragonandola nei toni a “Porta a Porta” ecco la risposta del quotidiano che riporto per intero, aprendo un dibattito qualora vogliate commentarlo:

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    * Quando Facebook scende in politica


    “Un visitatore di questo sito, molto arrabbiato con noi, ci ha scritto ieri che le “letterine” di cui si compone il dibattito al quale vi chiamiamo quasi ogni giorno “somigliano tanto a Porta a Porta”. Gli lasciamo la sua opinione, ci mancherebbe, ma abbiamo come l’impressione che quelle “letterine” (contenuti a parte) siano oggi la sostanza della Rete in versione 2.0 come dice chi se ne intende, e cioè la sostanza del dibattito permanente in cui si va trasformando la Rete. Noi siamo a metà strada. Ma questo dovrebbe interessare tutti quelli che lamentano la fine della politica, la ristrettezza di spazi pubblici, la mancanza di dibattito. E, perchè no, la chiusura delle sedi di partito, la trasformazione dei comizi in piccoli show, la fine delle forme della politica così come la conoscevamo. Il fenomeno Facebook, in questo, fa scuola. Velocemente il social network sta arrivando dovunque, anche qui da noi. Da quando si è scoperto che è stato una delle carte vincenti dell’elezione di Obama (Chris Hugues, uno dei fondatori di Facebook è stato tra i consulenti elettorali del neopresidente Usa), Facebook è pieno di politici, e di politica. Walter Veltroni, con i suoi 35.000 sostenitori è stato il primo a muoversi. Gli altri lo hanno seguito, dalla Gelmini a D’Alema. Ieri, solo per fare un esempio, la “Repubblica” ricordava che su Facebook da qualche giorno due gruppi contrapposti dibattono il caso D’Alfonso, il sindaco di Pescara fermato e poi scarcerato. E così via. Ma lo stesso Veltroni, che ha chiamato i suoi sostenitori a una festa in un locale di Roma, ha già provato la distanza tra il reale e il virtuale, dal momento che dei 35.000 sostenitori solo 1300 si sono presentati all’appuntamento. “Il social networking, dicono gli esperti americani, indica la strada da percorrere per le prossime campagne elettorali”. Magari. Riusciremo così a dimenticare i danni che la politica italiana ha fatto alla televisione, e viceversa? D’altra parte il social networking – e questa la sensazione di chi pure lo frequenta – difficilmente riuscirà a scalfire la politica del “Porta a porta” (a proposito…). Forse indica la strada di un’altra politica, definitivamente più light, più ancora liquida di quanto non sia quella di oggi? E noi a che punto siamo? Abbandoneremo i cortei e la piazza per lo schermo del nostro pc?”