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  • SAS University Edition, la community per il lavoro del futuro

    SAS University Edition, la community per il lavoro del futuro

    SAS University Edition è il software che SAS ha realizzato per tutti coloro che desiderano imparare ad usare gli strumenti dell’ analisi dati per meglio prepararsi al futuro. Lo abbiamo conosciuto meglio grazie a professor Simone Borra, dell’Università Tor Vergata di Roma, che lo ha inserito nel suo metodo didattico, e a Sara Facchi, studentessa della Bocconi, che lo usa per i suoi studi e per prepararsi al lavoro del futuro.

    SAS University Edition è il software che SAS ha realizzato per tutti coloro che desiderano imparare ad usare gli strumenti dell’analisi dei dati per meglio prepararsi al futuro. E’ quindi una soluzione che segue la direzione che il colosso americano sta intraprendendo ormai da qualche anno, ossia quella che porta a formare i giovani mettendoli in condizione di saper sfruttare al meglio le occasioni del futuro. E, come abbiamo raccontato spesso anche qui sul nostro blog, il futuro è nei Big Data e, soprattutto, nell’analisi Dati. Grazie a questa tecnica è possibile estrarre tutta una serie di elementi che permette alle aziende di meglio interpretare i dati, vera miniera di informazioni per il business. E per fare questo, occorre che ci siano figure che sappiano maneggiare i dati. In questo contesto, si parla di figure emergenti come i Data Scientist, veri professionisti del  dato, che sono in grado di estrarli ed elaborarli al meglio per cogliere tutte le preziose informazioni che essi contengono al loro interno.

    Questa era una premessa dovuta per meglio inquadrare SAS University Edition, un software di analisi che prepara i giovani studenti universitari, a prepararsi verso il futuro, neanche tanto lontano, che abbiamo appena descritto. Questo strumento, in realtà, non è solo da avviare, va davvero oltre questa logica ormai non più moderna del semplice software da avviare per eseguire. No, SAS University Edition è una vera e propria palestra per la conoscenza della statistica e dell’analisi, ma è anche di più. E’ una vera e propria community, ed è questo uno degli elementi che ci ha incuriosito. SAS University Edition mette insieme il meglio che uno studente può attendere oggi dall’utilizzo di un software, quindi:

    • facilità d’uso;
    • possibilità di sperimentare soluzioni ad-hoc.

    Oltre a questi due elementi c’è poi la community a cui potersi rivolgere per confrontarsi con altri utenti e per meglio conoscere la piattaforma. Nel nostro modo di vedere le cose, sempre attenti a parlare di social media, di condivisione, di interazioni, SAS University Edition è una vera e propria community, un “social network del dato”, definizione data per rendere l’idea di quello che vi stiamo presentando oggi.

    sas university edition

    Per meglio conoscere il software abbiamo avuto modo di confrontarci con Simone Borra, professore associato in Statistica presso l’Università Tor Vergata di Roma, e anche con Sara Facchi, studentessa dell’Università Bocconi di Milano che utilizza già SAS University Edition. Obiettivo di questo confronto era capire come questo strumento può essere utile nella didattica universitaria, tradizionalmente lontana o comunque, per tanti motivi, ancora non pronta ad un’impostazione nuova come quella che propone SAS University Edition. E invece, il professor Borra, pur ammettendo i limiti didattici universitari, ha inserito gli strumenti SAS e in particolare SAS University Edition all’interno dei suoi programmi riuscendo nell’intento “insegnare la statistica in un modo moderno“, come ci dice. Con questo strumento oggi gli studenti “hanno più voglia di imparare, grazie al fatto che hanno un proprio device che gli permette di apprendere e di personalizzare anche lo studio“.

    Il crescente fenomeno dell’analisi sui social media, della sentiment analysis, ha sicuramente contribuito a far crescere l’interesse dei ragazzi verso i numeri, verso l’analisi e verso la statistica”.

    Ma come funziona Sas University Edition? Il professor Borra ci spiega che in realtà è uno strumento semplice all’uso ma che permette di realizzare analisi anche di livello avanzato, perché montato sull’impianto base dei software SAS:

    E’ sufficiente caricare dati di diverso formato e in pochi passi si possono effettuare analisi avanzate: è un giusto compromesso tra una console che prevede già analisi di base ma che dà anche la possibilità di programmare, quindi fare codice. Questo è un elemento molto importante per gli studenti che possono dare spazio alla loro creatività”.

    La grande forza di questo software è proprio quella di dare la possibilità agli studenti di passare dalla teoria alla pratica velocemente, potendo da subito creare codici per personalizzare al meglio lo studio. E’ quindi uno strumento che si adatta a chi vuole iniziare questo tipo di studi ma anche ai più esperti.

    Il concetto che mette in evidenza l’uso di SAS University Edition, che apprezziamo molto, è quello di portare lo studente, in maniera più veloce e agevole, “dalla teoria alla pratica”. Uno strumento come questo mette nelle condizioni gli studenti, sin da subito, di mettere in pratica ciò che apprendono e di provare a creare. Un aspetto non di poco conto in un contesto universitario, che per fortuna comincia a cambiare, quasi sempre concentrato sulla teoria e poco sulla pratica. E su questa scia ci piace l’impostazione che il professor Borra dà rispetto a questo nuovo modo di insegnare la statistica e questo nuovo modo di avvicinare gli studenti ai dati e alla loro analisi. Un modo, come dice il professor Borra, che “prepara gli studenti a diventare cittadini del futuro“. Cresce l’interesse degli studenti verso i dati per il fatto che oggi l’analisi dei dati invade tutti gli aspetti della nostra vita.

    Sotto l’aspetto della community, elemento portante di SAS University Edition, abbiamo chiesto al professor Borra come introduce questo elemento all’interno delle sue lezioni, sapendo bene che oggi i ragazzi hanno bene in mente questo concetto.

    Oggi i ragazzi sono molto più imbevuti di statistica, più di quanto non lo fossero qualche anno fa“, ci risponde il professor Borra.

    La statistica oggi è un elemento che appare in ogni ambiente e quindi questo aiuta sicuramente i ragazzi ad interessarsi alla materia. Basti pensare a come è cambiato anche il linguaggio dei giornali che oggi propongono spesso analisi ed infografiche. Oggi non è più possibile pensare di insegnare la statistica in modo tradizionale, è necessario che il modulo didattico sia agganciato alla realtà, perché questo aiuta gli stessi ragazzi ad interessarsi alla materia. L’elemento della community è sicuramente importante perché i ragazzi già condividono tra di loro soluzioni ai problemi, modi di presentazione, valutazioni. La community internazionale di SAS University Edition serve proprio per avere informazioni, pareri e opinioni sull’utilizzo del programma. Da questi punti di vista, poi, i ragazzi hanno tantissimi stimoli. Vedo la community come una sorta di apprendimento vivo, attivo, dove il modello di apprendimento tradizionale, quello che vede il docente che spiega e i ragazzi ascoltano, viene ribaltato. Ed è interessante, poi, vedere come loro già con pochi elementi sono in grado di tirar fuori valutazioni e analisi interessanti. Un grande risultato per loro. Questo si inserisce nell’antico tema su quanto siano informatizzati i ragazzi che si affacciano per la prima volta ad un software statistico. Sono ancora pochi quelli che usano software da ufficio e molti quelli che usano social media e chat. In questa fase si avvicinano per la prima volta a questo tipo di software, ed è un grande risultato, quindi, quello che si riesce ad ottenete con SAS University Edition”.

    Come detto all’inizio abbiamo avuto l’occasione di conoscere anche l’opinione di una studentessa, Sara Facchi, che utilizza SAS University Edition, e che lo ritiene uno strumento essenziale per lo studio e per prepararsi al mondo del lavoro. Anche a Sara abbiamo chiesto il valore della community all’interno di uno strumento come SAS University Edition e ci ha risposto sottolineando come questo sia un mezzo per apprendere l’utilizzo del software, anche per chi non si è mai avvicinato a soluzioni come queste. “I corsi all’interno della piattaforma sono esaustivi per chiunque volesse approcciare questo software“.

    A proposito del mondo del lavoro, a cui inevitabilmente Sara ha fatto riferimento, ci ha colpito il suo pensiero, focalizzato sul fatto che oggi è importante riuscire a sviluppare qualche competenza in più, che vada quindi oltre lo stesso piano di studi. E’ necessario coltivare quell’elemento “extra”, come lo ha chiamato Sara, per entrare nel mondo del lavoro sapendo bene che nel proprio background formativo questo tipo di competenze saranno sempre più ricercate.

    SAS University Edition si presenta come uno strumento capace di andare incontro alle esigenze didattiche delle Università, che devono sempre di più garantire ai propri studenti strumenti per guardare al mondo del lavoro, quanto agli stessi studenti che possono in questo modo cominciare da subito ad essere operativi.

  • AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    L’evento annuale di SAS che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi ha messo in evidenza come ci stiamo sempre più avvicinando, e relazionando, sul tema degli analytics in ottica di esperienza. Il tema dell’evento targato 2016 era appunto “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation”, l’attività di analytics è quella che abilita il processo di trasformazione, si parla di digital transformation, delle aziende oggi, un processo non più rinviabile.

    E quindi, dopo aver compreso che viviamo in un’era in cui siamo sommersi da dati di ogni tipo, e le aziende non sono da meno, è arrivato il momento di concentrarsi sulla fase di elaborazione e analisi degli stessi dati, servono quindi strumenti in grado di rendere più facili queste operazioni, perché da questa fase passa il vero processo di trasformazione. Attraverso gli analytics è possibile sapere cosa conserva quel dato, è possibile dare un’interpretazione completa e fare tutte le associazioni del caso. Di conseguenza, una volta che si è riusciti a estrapolare tutte queste informazioni, si può arrivare ad estrarre il vero valore che contengono i dati, e il valore permette alle aziende di abilitare un processo decisionale più preciso e mirato. I dati, attraverso gli analytics, sono fonte di informazioni tali da guidare le aziende nell’assumere decisioni in maniera più veloce e precisa. Siamo di fronte ad un momento che tutte le aziende hanno sempre atteso, un momento che oggi è finalmente alla portata di tutti.

    analytics experience 2016 roma digital transformation

    Ma cosa serve per avviare un processo di analisi dei dati, quindi analytics? Dall’evento di Roma, #AnalyticsX, è emerso che oggi è necessario avviare un processo che faccia riferimento ad una piattaforma, un sistema che gestisca al meglio il processo di Digital Transformation. I dati, come ci ha dichiarato Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS, “da soli restano solo un potenziale non sfruttato, ecco che l’analisi dei dati può contribuire al raggiungimento di obiettivi di business e, elemento non secondario, aiutare le organizzazioni ad estrapolare Valore, elemento che prima non era possibile avere“. Randy Guard quindi specifica meglio il significato del dotarsi di una piattaforma oggi che sia basata su qualsiasi tipo di infrastruttura, quindi sul Cloud; che sia un luogo unico dal quale gestire tutti i processi; che sia aperta a tutti i reparti dell’azienda, ma aperta anche nel senso di “senza limiti“, quindi estensibile per ogni esigenza; che sia potente, quindi una piattaforma innovativa, veloce. Tutte queste caratteristiche sono già presenti in Viya, la piattaforma di SAS.

    randy guard sas rome 2016 analytics experience digital transformation
    Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS

    Sta cambiando quindi l’approccio all’analytics e per questo servono piattaforme che diamo la possibilità alle organizzazioni di estrarre il Valore aggiunto che deriva dall’analisi, un valore che oggi va condiviso. Anche perché, come ci ha tenuto a sottolineare Randy Guard nel nostro incontro, “è il Valore che rappresenta l’elemento chiave che oggi hanno a disposizione le aziende per abilitare la digital transformation“.

    L’innovazione oggi passa per gli analytics, un’azienda che oggi investe nell’analisi dei dati vuol dire che sta proiettando la propria organizzazione verso un processo verso il digitale in maniera incisiva. Dall’analisi dati oggi, come abbiamo appena visto, deriva il vero Valore dei dati stessi, che altrimenti resterebbero solo elementi inespressi.

    E’ importante quindi un nuovo approccio, un nuovo modo di intendere l’analisi dei dati perché, come ha detto Fritz Lehman, Executive Vice President e CCO di SAS, “gli analytics risolvono i problemi dei clienti“.

  • Il futuro dei Big Data è nel Data Management

    Il futuro dei Big Data è nel Data Management

    Il futuro dei Big Data è nel Data Management. Questa è la diretta conseguenza della crescita continua del fenomeno dei Big Data. Un ebook di SAS Italy spiega bene l’importanza del Data Management e di come questa attività sia di assoluta importanza per le aziende che vogliono crescere oggi.

    I Big Data ormai non sono più una moda o un fenomeno passeggero, sono una certezza, una solida certezza. Questa enorme massa di dati che ogni giorno viene prodotta sta assumendo, e assumerà ancora, dimensioni sempre più grandi. Pensate che ogni giorno vengono prodotti 2,3 trilioni di gigabyte di dati e che entro il 2020 si prevede che il volume dei dati prodotti possa arrivare a toccare il volume di 43 trilioni di gigabyte, una massa enorme. Tutto questo è il riflesso dei nostri tempi, dove regna la connessione a tutti i livelli, basti pensare al fenomeno dell’Internet delle Cose, del fatto che su 7 miliardi di persone 6 miliardi possiedono uno smartphone.

    Tutto questo fenomeno produce di continuo una grande massa di Dati che in realtà costituiscono un vero tesoro. Le aziende oggi hanno l’interesse ad agganciare il fenomeno dei Big Data perchè questa è una grande opportunità di business, di crescita. E i Dati sono il tesoro, il vero elemento che rende tutto più prezioso.

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    Ma per fare questo però bisogna dotarsi degli strumenti giusti, bisogna avere bene impressa la strategia adeguata da perseguire, bisogna, in altre parole, conoscere a fondo i dati, estrapolare da essi le informazioni per poi poterle utilizzare al proprio interno. Diversi dati negli ultimi tempi evidenziano che le aziende che hanno saputo imprimere una svolta positiva alla loro impresa in termini di crescita, di relazione con il cliente, sono state proprio quelle che hanno saputo utilizzare e interpretare al meglio i dati.

    E come hanno fatto? La risposta è semplice, hanno messo in pratica attività di Data Management, ossia l’attività che consiste nel futuro dei Big Data.

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    Come sapete su InTime seguiamo con grande interesse il tema dei Big Data e proprio per questo oggi vogliamo segnalarvi un nuovo ebook di SAS Italy, leader nel settore del business analytics, dal titoloIl futuro dei Big Data si chiama Data Management“, un prezioso documento che illustra come il Data Management sia quell’attività che aiuta le aziende e i professionisti a ottimizzare la fase di elaborazione del dato. E in particolare due sono sono gli strumenti chiave del Data Managemente e cioè:  la Data Quality e la Data Integration.

    La Data Quality è l’insieme dei processi che garantisce la conformità del dato in relazione al business, un modo per non disperdere informazioni preziose; la Data Integration è quell’attività costituita da un insieme di processi che elabora dati diversi aggregandoli in un unico formato.

    big data management scientist

    Un insieme di attività quindi che garantisce l’elaborazione corretta del dato che si tramuta in grande vantaggio per le aziende. E di fronte alla crescita esponenziale dei Dati e di fronte alla necessità di implementare attività di Data Management, ecco che vanno emergendo figure professionali specifiche per questo tipo di attività, come il Citizen Data Scientist. Questa nuova figura ha alla base conoscenze  conoscenze trasversali di business, con una base di matematica e statistica, ma è anche una persona curiosa che farà da tramite, tra i due ruoli opposti del mondo dei Big Data: l’IT e il Business.

    Insomma, i Dati sono davvero elementi preziosi per le aziende che grazie dal Data Management possono conoscere, interpretare e usare nella maniera giusta per le proprie scelte di business.

    L’invito che vi facciamo è quelli di scaricare gratuitamente questo ebook da questo link e poi, se volete, vi invitiamo anche a condividere qui le vostre impressioni e domande.

     

  • L’importanza degli Analytics: intervista a Rhadika Kulkarni

    L’importanza degli Analytics: intervista a Rhadika Kulkarni

    In occasione di Analytics 2015, la conferenza di SAS Italy che quest’anno aveva il titolo di “Building the Analytics Culture”, abbiamo avuto il piacere di intervistare Rhadika Kulkarni, Vice President Advanced Analytics di SAS. Ecco perchè gli Analytics sono importanti.

    Signora Kulkarni, perchè oggi è importante conoscere gli Analytics?

    Sappiamo bene che le aziende devono essere competitive, quindi sempre in grado di prendere le giuste decisioni. In questo contano molte le risorse dell’azienda, quindi anche le persone che sono di aiuto per essere in grado di affrontare i mercati. Ma oggi assumono grande importanza i Big Data e soprattutto la conoscenza approfondita dei dati è di particolare importanza, ecco perchè parliamo di Analytics. Quello che dico sempre è che gli Analytics ci e ci svelano rappresentano quello che i dati contengono. E quindi tutta una serie di informazioni importanti per un’azienda.

    Altro elemento importante nella conoscenza dei dati è che attraverso gli Analytics siamo in grado di comprendere meglio le azioni passate per meglio decidere nel futuro. L’insieme dei dati che siamo riuscita a raccogliere nel passato riguardo, ad esempio, i clienti con l’aiuto degli Analytics possiamo meglio comprendere gli esiti e impronte strategie diverse che tendono a migliorare il rapporto con i clienti.

    Signora Kulkarni alla luce di quanto spiegato, che tipo di implicazioni comporta per un’azienda l’adozione di questo tipo di attività e soprattutto quali costi comporta?

    Questo tipo di attività può essere implementato in aziende di diverse dimensioni, anche considerato il fatto che in Italia ci sono tante PMI. L’analisi dei dati è una di quelle attività che interessa l’azienda indipendentemente dalle dimensioni. Si può infatti iniziare con un’applicazione basica e in questo senso è fondamentale formare le risorse. In aziende più strutturate e complesse aumenta la necessità di formazione delle risorse, evidentemente. Ma resta la necessità di una fase di training per meglio comprendere le potenzialità che un’attività come questa comporta. Ecco possiamo dire che un’attività orientata alla conoscenza e all’analisi dei dati è aperta a tutte le tipologie di aziende anche in termini di dimensioni. Esistono poi diversi approcci, restando fermo il concetto che l’analisi dei dati è un aspetto fondamentale per le aziende.

    Servono poi dei talenti che possono essere preziosi nella fase di analisi del dato, infatti la figura del Data Scientist risulterà sempre più necessaria.

     

    Il fenomeno delll’Internet delle Cose è ormai in forte espansione e lo sarà sempre di più nei prossimi anni. Quali sono le implicazioni dal punto di vista degli Analytics?

    L’Internet delle Cose è ormai un fenomeno che va preso in forte considerazione. Esiste proprio un’attività specifica per comprendere meglio quali implicazioni l’IoT comporta in termini di dati. Ed è quella che noi chiamiamo Analytics of Things. Tutti i dispositivi connessi sono dotati a loro volta di sensori i quali inviano dei dati, informazioni utili per le aziende in sequenze di tempo molto ravvicinate, si parla di minuti e anche di secondi. Serve quindi un monitoraggio continuo per comprendere le informazioni che i dispositivi inviano, informazioni che possono essere utili per comprendere eventi accaduti in precedenza e quindi l’analisi in quest caso ci aiuta a prevenirli nel futuro.

    Le implicazioni sono quindi molto positive. Basti pensare ai dispositivi impiegati in macchine che inviano informazioni sul corretto funzionamento dei motori, in grado anche di registrare i guasti. Queste informazioni sono quindi utili per intervenire sui guasti e prevenirli, ottimizzando l’utilizzo delle auto.

    Qual è il ruolo dei Social Media in questo contesto, dato che proprio dall’utilizzo di questi canali derivano una massa enorme di dati?

    L’analisi dei dati relativi ai Social Media è un’attività di tipo testuale, oggi molto importante perchè da quello che viene condiviso attraverso questi canali social vengono condivise informazioni importanti e utili per le aziende. La misurazione delle conversazioni consente quindi di comprendere meglio le intenzioni dei clienti e di conseguenza permette anche di elaborare insight per possono essere analizzati e attuati. Ma i Social Media svolgono anche un funzione di customer service, molto efficace, ecco che da questo punto di vista analizzare i dati che derivano anche da queste conversazioni è assolutamente importante le aziende, proprio per migliorare i propri servizi e avvicinarsi quanto più possibile al cliente.

    Dall’alto della sua esperienza, Signora Kulkarni, qual è ad oggi lo stato di adozione degli Analytics e cosa prevede per il futuro?

    L’adozione degli Analytics continuerà nel tempo e questo è in relazione con l’utilizzo che se ne farà nel business, con l’utilizzo che ne faranno le diverse tipologie di aziende. E’ chiaro che si deve riconoscere il valore degli Analytics in quanto strumenti essenziali oggi per comprendere il passato ma necessari per le decisioni da prendere in futuro. E’ anche importante che le aziende riconoscano il valore delle informazioni che i dati contengono cercando quindi di dotarsi di strumenti per estrapolarli e interpretarli. Questo è ormai un trend non più arrestabile e in futuro sarà sempre più avvertito come esigenza.

  • L’Innovazione passa dai Big Data ma è fatta dalle Persone

    L’Innovazione passa dai Big Data ma è fatta dalle Persone

    Tecnologia e Innovazione vanno sempre di pari passo e oggi più che mai la stessa Innovazione passa dai Big Data. Ma quello che resta di fondamentale importanza è che dietro tutto questo ci sono le Persone. Per questo vi presentiamo questo interessante ebook di Sas Italy, da scaricare gratuitamente, “4 passi per creare un Innovation Lab”, per comprendere come innovare davvero.

    Abbiamo più volte sottolineato come la Tecnologia e l’Innovazione siano due momenti che alla fine si influenzano a vicenda finendo per essere, delle volte, quasi confuse tra loro. Spesso e volentieri si sente dire che dove c’è Tecnologia c’è Innovazione, ed è vero, ma vale anche il contrario. L’Innovazione fa bene al Business, un dato talmente evidente in questo periodo proprio perchè la Tecnologia ha fino ad oggi fatto talmente passi in avanti e prodotto strumenti e soluzioni che oggi le aziende, per continuare a crescere, non possono più ignorare. E i Big Data sono il fatto più evidente di quanto le aziende abbiamo bisogno di Innovazione per migliorarsi.

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    Ma va ribadito il concetto che, fatto salvo il valore della Tecnologia, indiscutibile e indissolubile, resta il fatto che l’Innovazione, quindi l’Innovare, deve essere proprio uno stato mentale. E il ruolo principale, anche in questa evoluzione, lo giocano le Persone.

    In questo processo di Innovazione per le aziende non possiamo non parlare di Internet delle Cose (Internet of Things, IoT) che di fatto ha aperto nuove aree e nuovi opportunità per le aziende, dando vita a quella che viene definito il processo di “smartification”, parliamo quindi di “Smart City”, di “Smart Home”, “Smart Car”, “Smart Buildings”. Di recente la legge 33/2015, definisce le PMI Innovative come quelle imprese che “soddisfano determinati parametri di innovazione tecnologica“. Ecco sappiamo bene quanto le Piccole e Medie Imprese siano il cuore pulsante della nostra economia, di conseguenza anche le piccole aziende devono cominciare ad innovare per migliorare il proprio business e per poter cogliere sempre nuove opportunità.

    Ma come si inizia tutto questo processo? A questo proposito vi segnaliamo questo interessante ebook realizzato da SAS Italy, leader nel settore del business analytics, dal titolo “4 passi per creare un Innovation Lab” (che potete scaricare gratuitamente) che individua proprio nella creazione di un team il motore per fare innovazione all’interno della propria organizzazione.

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    Sono 4 passaggi fondamentali che, tra l’altro, aiutano ad individuare le figure che servono per la creazione di questo Innovation Lab. E quali sono?

    1. Fai il salto di pensiero: l’IT Transformation – in una fase in cui le aziende ricevono impulsi ormai da diversi canali, social media inclusi, ecco che serve prendere coscienza che questi sono dati importanti, essenziali per prendere decisioni sempre più precise e adeguate agli obiettivi. Serve quindi una trasformazione;
    2. Coinvolgi le persone giuste al posto giusto – le persone sono il motore di tutto e con l’aumentare del volume di questi dati, servono persone e figure specifiche, per sfruttare al meglio tutte le opportunità;
    3. Diffondi la nuova cultura aziendale: condivisione e learning by doing – serve una nuova cultura orientata all’innovaione che sappia davvero cogliere il momento. Serve allo stesso tempo quella che Sas Italy chiama, “cultura delle Analytics”, serve anche una visione diversa, più aperta;
    4. Non rimandare. Costruisci ora il tuo Big Data Innovation Lab – è un processo che non si può più rimandare quindi. Certo servono investimenti in tecnologia, ma oggi questi sono facilmente implementabili e scalabili, quindi molto più alla portata di quanto spesso si è portati, erroneamente, a pensare.

    E’ un ebook prezioso quello che vi presentiamo oggi, utile per le aziende per iniziare questo percorso ormai non più rimandabile. Per questo vi invitiamo a scaricare e consultare questo ebook che potete trovare a questo link. Un prezioso manuale che vi accompagnerà nella fase di costruzione del vostro Innovation Lab.