Tag: Sas Italy

  • Ecco come cambia oggi la Customer Experience

    Ecco come cambia oggi la Customer Experience

    La location degli acquisti diventa sempre più digitale e cambia l’attenzione verso il cliente. La Customer Experience diventa centrale e quindi, per garantire una esperienza sempre coinvolgente, bisogna analizzare i dati. SAS Italy in un ebook spiega come fare.

    Il 2020 è stato un anno in cui le aziende hanno subito una forte accelerazione in termini di approccio al digitale e all’innovazione. Un’accelerazione dovuta al momento difficile che abbiamo vissuto, ma che certamente costituisce una grande opportunità da cogliere.

    Il cambiamento repentino porta nuove consapevolezze e mette al centro non più il servizio, ma il cliente, le persone. Il cambio di paradigma non deve essere visto come la negazione di tutto quello che vi è stato prima, ma come una evoluzione. Il cliente adesso ha possibilità che solo fino a pochi mesi fa non erano state espresse del tutto.

    Come riuscire a cogliere queste nuove opportunità?

    Una risposta può essere quella di arricchire l’esperienza utente, la cosiddetta Customer Experience (CX). Da un po’ di tempo a questa parte, infatti, abbiamo imparato che l’esperienza è l’elemento più importante per il cliente, che nel corso del tempo è diventato sempre più esigente e preparato. La sfida allora diventa quella di trovare la chiave giusta per migliorare e rendere memorabile la sua esperienza.

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    Lo confermano anche i dati recentemente condivisi all’interno del report SAS Experience 2030 che evidenziano nome:

    • il 34% dei consumatori dichiara che smetterebbe di acquistare presso un’azienda con cui ha avuto un’esperienza negativa;
    • il 65% sarebbe disposto a pagare di più̀ i prodotti di quelle aziende che, nel periodo del Covid-19, sono riuscite a garantire agli utenti una buona Customer Experience.

    In un’epoca in cui la location degli acquisti diventa sempre più digitale, gli utenti hanno bisogno di raggiungere quello di cui necessitano in maniera rapida, veloce ma anche coinvolgente. La sfida del marketer di oggi è quella di riuscire offrire la migliore esperienza nel momento giusto, nel momento in cui il cliente lo sta richiedendo.

    Bisogna quindi, in parte, ripensare il Customer Journey dell’utente, ossia tutto il processo che porta il cliente all’acquisto, sapendo bene che oggi quel processo nasce e spesso finisce in una dimensione digitale che permette, attraverso diversi canali, di indirizzare gli utenti sul sito web aziendale.

    Ecco, ripensare il Customer Journey e ottimizzare la Customer Experience comporta, oggi più che mai, l’analisi di una massa di dati ancora più ampia. L’analisi di quei dati ci permette di conoscere come il cliente si muove all’interno della location digitale, quali sono le azioni che compie, quali sono le motivazioni per cui abbandona una determinata azione, e via dicendo.

    Il percorso per arrivare all’azione finale, come può essere quella di acquistare un prodotto all’interno di un e-commerce, non è più lineare, ma è un processo fatto di tanti segmenti, tutti importanti e fondamentali.

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    Per questo, vi segnaliamo la lettura di questo utile ebook di SAS Italy, “Il Futuro della Customer Experience”, che evidenzia 3 passaggi fondamentali:

    • Ottimizzare le conversioni sul sito web grazie all’A/B test
    • Recuperare i carrelli abbandonati in maniera tempestiva e rilevante
    • Personalizzare in tempo reale le comunicazioni digitali

    L’ebook condivide con i lettori insight interessanti e linee guida importanti per riuscire a cogliere le opportunità del digitale e rendere il proprio messaggio memorabile. Una lettura utile per il futuro della Customer Experience.

    [In collaborazione con SAS Italy]

  • PMI e Digital Transformation, sfide e opportunità del 2020

    PMI e Digital Transformation, sfide e opportunità del 2020

    La Digital Transformation è per le PMI una grande opportunità di crescita e gli Analytics strumenti fondamentali per saper interpretare il tempo che stiamo vivendo.

    Il periodo che stiamo vivendo ha, forse più che mai, messo le aziende, e specialmente le PMI, di fronte al fatto che la Digital Transformation è oggi un processo non più rinviabile. Approcciare alla trasformazione digitale diventa oggi fondamentale per le PMI italiane che costituiscono il tessuto più importante della nostra economia.

    In un momento in cui le PMI hanno la sensazione di aver perso la rotta, e di trovare difficoltà ad agganciare la “nuova normalità”, altro non bisogna fare che guardare a quello che è stato fatto finora, per prepararsi meglio al futuro.

    L’importanza degli Analytics per affrontare il futuro

    Da questo punto di vista gli Analytics diventano strumenti importanti in quanto aiutano le aziende ad individuare meglio le situazione di crisi e di difficoltà per poi adottare le strategie più adatte e a prevedere e a prevenire situazione di crisi che possono, addirittura, mettere a repentaglio l’esistenza stessa dell’azienda.

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    Gli Analytics contengono informazioni preziose per le aziende, giocano un ruolo fondamentale in questa fase di grande incertezza.

    Ma c’è un dato che va tenuto in considerazione in questa fase. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence il 93% delle grandi imprese investe in progetti di Analytics, contro il 62% delle PMI e solo il 23% delle PMI ha introdotto almeno un Data Analyst e il 16% un Data Scientist. Le PMI registrano ancora qualche ritardo rispetto all’acquisizione di un processo di trasformazione digitale che oggi è fondamentale per far cresce la propria organizzazione.

    Ma quali sono le sfide che le PMI devono affrontare oggi?

    La sfida principale che oggi le PMI hanno davanti è quella di analizzare i dati, in modo tale da estrarre le informazioni corrette per poi agire per migliorare l’esperienza dei clienti e per migliorare la produttività. Pur sapendo bene che principali difficoltà che una PMI possa riscontare in questo momento sono:

    • agire con poco budget e in carenza di risorse dedicate;
    • mettere in condivisione i vari reparti aziendali.

    Ecco che gli Analytics in questa fase sono fondamentali, in quanto aiutano ad estrare le informazioni necessarie per poter agire anche in poco tempo.

    I vantaggi che le PMI traggono dall’analisi dei dati

    Abbiamo più volte ribadito che gli Analytics aiutano le aziende a prendere decisioni strategiche per migliorare le perfomance e la relazione coi clienti. Ma i vantaggi che gli Analytics apportano sono anche:

    • migliorare i modelli di business in ottica di analisi predittiva, per determinare, ad esempio, come e quanto acquisteranno i clienti implementando azioni per fidelizzare i più redittivi, con accurate analisi sugli scenari futuri di vendita;
    • ottimizzare la produzione diminuendo i costi derivanti dalla manutenzione dei macchinari grazie a sensori particolari che rilevano attività anomale per determinare di conseguenza lo stato di salute;
    • migliorare la comunicazione interna grazie a sistemi di data visualization che permettono di facilitare il passaggio di informazioni, anche se complesse.

    Le soluzioni di SAS Italy per le PMI italiane

    SAS, società leader negli analytics e nell’offerta di software innovativi per la gestione dei dati, mette a disposizione delle PMI soluzioni analitiche facili da installare, gestire e scalare e adatte a qualsiasi tipo di budget.

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    Fai subito il test gratuito di SAS pensato per le PMI.

    [In collaborazione con SAS Italy]

  • Intelligenza Artificiale e Assicurazioni, fondamentale per semplificare

    Intelligenza Artificiale e Assicurazioni, fondamentale per semplificare

    Al SAS Forum Milan 2019 non è mancato l’approfondimento sull’Intelligenza Artificiale, tema che riguarda anche le assicurazioni. Ne abbiamo parlato con Giacomo Lovati, Direttore Insurance & Telematics Services – UnipolSai.

    Il mondo delle assicurazioni fatto di numeri e di dati ha, per certi versi, molto a che fare con l’Intelligenza Artficiale, grande tema trattato durante il SAS Forum Milan 2019. Ne abbiamo parlato con Giacomo Lovati, Direttore Insurance & Telematics Services – UnipolSai. “Il settore assicurativo è proprio quello dove c’è spazio per introdurre in modo ‘intelligente’ l’Intelligenza Artificiale, per sviluppare le relazioni, il proprio business, per semplificare. E’ necessario sviluppare nuove modalità per mantenere viva quella parte di relazione con il cliente dove è forte la componente umana“.

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    Hai detto che l’Intelligenza Artificiale vi ha aiutato a semplificare i processi, a migliorare la relazione con i clienti. Ma come avete gestito l’implementazione in aziende di questa tecnologia, immaginando che sia stata abbastanza impattante sull’intera organizzazione? E in questa organizzazione, qual è l’apporto umano?

    Hai detto bene, ha avuto un impatto molto forte soprattutto dal punto di vista culturale, perché oggi si parla tanto di Intelligenza Artificiale specie in toni preoccupanti. Ci si chiede spesso che l’AI rimpiazzerà il ruolo dell’uomo con una macchina, non è mai vero dal mio punto di vista. Possono però essere molto utili per migliorare le relazioni. Il mondo delle assicurazioni ha uno schema di interrelazioni abbastanza semplice e standardizzate. Faccio un esempio per ottenere un preventivo servono delle informazioni catalogate, standard, ecco in questo caso l’Intelligenza Artificiale ha un impatto molto forte, basti pensare alle chatbot che, alla fine, pongono al cliente delle domande abbastanza semplici. Quindi l’impiego di Intelligenza Artificiale in questa parte del processo rende sicuramente più agevole e snella la relazione con il cliente.

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    Giacomo Lovati – UnipolSai

    Poi è chiaro, nel caso della gestione di un sinistro tutto diventa un po’ più complesso e niente e nulla potrà sostituire l’empatia e il ruolo di un liquidatore per la capacità di apprendere a fondo la dinamica di un sinistro. E quindi, c’è grande spazio per semplificare alcune fasi del processo, salvo restando il ruolo dell’essere umano laddove serve capire meglio le dinamiche. Paradossalmente, un cliente che non ha mai un sinistro non entra mai in contatto con la sua compagnia assicurativa. Paga tutti gli anni la sua polizza “per l’eventualità di”, ma quando ha il sinistro è lì che si vede totalmente il servizio. Quindi, attraverso l’Intelligenza Artificiale gestiamo le fasi iniziali del processo e l’essere umano entra nel processo quando c’è un problema. Le compagnie assicurative devono spostarsi sempre di più verso il concetto di risolutore di problemi piuttosto che essere individuate come semplici bancomat.

    In questa costruzione di processi con tecnologia AI, qual è il ruolo di SAS Italy?

    Come dicevamo prima, il mondo delle assicurazioni è fatto di numeri, di statistiche: 10 milioni di clienti auto, 16 milioni di clienti nel complesso. La costruzione stessa del prodotto assicurativo si fa con i numeri e la statistica, è ovvio che aziende come SAS Italy, leader mondiale della data analytics possono essere dei partner ideali per lo sviluppo del nostro business. Da qualche anno si parla insistentemente di Big Data, in realtà sono 50 anni che le compagnie assicurative hanno a che fare con i dati, posso dire che proprio gli assicuratori hanno inventato i Big Data 50 anni fa.

    Da qui a 10/15 anni come vedi il mondo delle assicurazioni? Sempre più automatizzato con all’interno una componente “umana”?

    Sicuramente ci sarà più automatizzazione, ci sarà una evoluzione del mondo assicurativo. E, in questo contesto, l’assicurazione legata al mondo dell’auto la farà da padrone, sarà ancora per lungo tempo il business principale delle compagnie. Ma assisteremo ad un cambiamento radicale del concetto di mobilità, pendo a quando adolescente io che possedere un motorino era la cosa più importante. Adesso, ai giovani di oggi, possedere un veicolo interessa veramente poco, perché ci sono altri modelli di mobilità che non passano più dal possesso, ma dall’utilizzo del mezzo stesso. Quindi ci saranno sempre meno macchine da assicurare. L’assicuratore deve pensare a questo.

    Noi come Unipol siamo già entrati nell’ecosistema della mobilità, perché presidiare questo settore significa quindi poterla assicurare, e parliamo quindi del mondo car-sharing, del noleggio a lungo termine, transazioni di autovetture usate, i pagamenti in mobilità. Sono tutti elementi che appartengono al mondo della mobilità su cui stiamo portando i nostri valori di fiducia e affidabilità. Oggi l’assicurazione di evolve, è stato questo il tema al centro della presentazione del nostro piano industriale, “Mission Evolve, ad indicare proprio questo nostro percorso che si sviluppa su tre unti essenziali: mobilità; salute/welfare, ancora poco presidiato; e IoT che comprende anche il tema dell’Intelligenza Artificiale, la domotica. Questo i temi che faranno parte del nostro futuro.

  • Analytics Experience 2017, l’evento di SAS che esplora i trend delle imprese che innovano

    Analytics Experience 2017, l’evento di SAS che esplora i trend delle imprese che innovano

    Analytics Experience 2017 è l’evento organizzato da SAS che si terrà ad Amsterdam dal 17 al 18 ottobre 2017, occasione per analizzare i dati, proteggerli e trasformali in valore per il business. Professionisti, imprenditori ed esperti esploreranno i trend emergenti, come Machine Learning, Internet of Things, Intelligenza Artificiale e la nuova normativa in tema protezione dei dati (GDPR).

    Analytics Experience 2017 è l’evento organizzato da SAS che si terrà ad Amsterdam dal 17 al 18 ottobre 2017, occasione per analizzare i dati, proteggerli e trasformali in valore per il business.

    Durante l’evento internazionale, centinaia di esperti, thought leader, professionisti e manager si confronteranno sull’importante ruolo degli analytics nel costruire relazioni più forti con i clienti, combattere le frodi, gestire il rischio e migliorare i processi. Ed esploreranno i trend emergenti, come Machine Learning, Internet of Things, Intelligenza Artificiale e la nuova normativa in tema protezione dei dati (GDPR). Inoltre, ad Analytics Experience 2017, SAS presenterà i risultati della survey internazionale che vuol far luce sulla maturità delle imprese in ambito Intelligenza Artificiale.

    Alle aziende intervistate è stato chiesto, ad esempio, quale è il potenziale dell’Intelligenza Artificiale per il loro settore, e in che misura stanno già sfruttando questo potenziale. Ai partecipanti alla survey è stato inoltre richiesto di valutare le skill e le expertise delle figure necessarie per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale nella propria azienda.

    analytics experience 2017

    Tra i keynote speaker dell’evento, che sarà aperto da Jim Goodnight, fondatore e CEO di SAS, il 17 ottobre.:

    Leonard Doyle, Head of Media and Communications per l’Agenzia delle migrazioni delle Nazioni Unite (IOM).

    Hannah Fry, lecturer in Mathematics of Cities presso Univeristy College London e autrice di “The Mathematics of Love”.

    Ajay Agrawal, Professor of Entrepreneurship presso l’Università di Toronto e fondatore del laboratorio Creative Destruction, sede della più grande concentrazione di aziende AI-enabled al mondo.

    Tom Davenport, Professor of IT and Management presso Babson College, co-fondatore dell’Istituto Internazionale per gli Analytics e autore di 19 libri.

    Durante le due giornate di evento, manager e professionisti condivideranno con i partecipanti la propria esperienza sui principali topic in ambito analytics, IoT, Intelligenza Artificiale e Machine Learning.

    Per seguire l’evento e partecipare alle conversazioni, seguite #AnalyticsX sui social media, noi saremo ad Amsterdam e vi racconteremo tutto.

     

  • Ecco chi è Michela Guerra di SAS Italy, tra le donne più influenti nel Digitale in Italia

    Ecco chi è Michela Guerra di SAS Italy, tra le donne più influenti nel Digitale in Italia

    L’ultima indagine di Digitalic sulle 15 donne italiane che si sono meglio distinte nel digitale in Italia, nel 2017, ha avuto meritatamente grande attenzione. E, con questa intervista, oggi vogliamo farvi conoscere Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy, che ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro di squadra “senza il quale non si va da nessuna parte”.

    Una grande caratteristica della ricerca di Digitalic sulle 15 donne che meglio si distinguono nel digitale in Italia, è quella di individuare donne che di solito lavorano “dietro le quinte”, sono quelle figure che davvero fanno un gran lavoro ed è difficile emergere ed essere riconosciute come “influenti”. Il merito di Digitalic è quindi quello di proporci ogni anno donne che fanno tanto e che, meritatamente, vengono riconosciute e prese ad esempio.

    Noi oggi abbiamo la possibilità di conoscerne meglio una di queste 15 donne influenti nel digitale in Italia nel 2017. Si tratta di Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy, una donna che ha il grande merito di essere riuscita a comunicare, sfruttando soprattutto i Social Media, temi non facili come i Big Data, l’Internet delle Cose, gli Analytics ed è riuscita a farli arrivare ad un pubblico più vasto. Il suo nome è collegato al SAS Forum, uno degli eventi più importanti nel mondo della tecnologia e del digitale in Italia. Ma Michela ha fatto e continua a fare tanto per riuscire a comunicare temi solitamente appartenenti al B2B sul web e sui Social Media. “E’ stata davvero una sorpresa inaspettata, non ne sapevo niente. Una cosa incredibile, molto bella”, le sue prima parole che ci ha detto.

    Allora scopriamo quale sia il segreto di Michela Guerra e di come sia riuscita ad arrivare a questo risultato.

    Michela Guerra donne influenti digitale 2017

    Intanto Michela complimenti per questo grande traguardo. E quindi cominciamo a conoscere davvero chi è Michela Guerra.

    Sono una donna di Marketing Communication, mi sono laureata in “Marketing Communication e Relazioni Pubbliche“, ho fatto dei Master. La mia anima personale e professionale è questa, amo comunicare, l’ho sempre fatto dietro le quinte, perchè così che sinceramente mi piace farlo. E ho avuto diverse esperienze nel mio percorso professionale, partito dalle agenzie, e questa, chiunque faccia il mio mestiere, sa che è una scuola importante, una scuola che mi ha visto fare cose inenarrabili durante tutto il periodo dell’Università, perchè lavoravo e studiavo, ed stato bellissimo in un periodo bellissimo in un momento in cui Milano era densissima dal punto di vista della comunicazione. Grande lavoro quindi in agenzia soprattutto nel settore del design con clienti legati al Salone del Mobile di Milano, un periodo bellissimo in cui effettivamente mi sono molto divertita. Dopo di che ho fatto un’esperienza anche nel pubblico, durante la quale ho avuto l’opportunità di seguire una startup, Sportello Stage, insieme ad un gruppo di giovani per portare in Italia la cultura dello stage che all’epoca ancora non c’era.

    A quel punto sentito proprio la necessità di vivere una realtà aziendale, volevo vivere una esperienza con una multinazionale ed è iniziata la mia storia con SAS che non è più terminata. Ti devo dire che oggi molti mi chiedono come faccia a stare lì da tanto tempo. Una domanda appropriata perchè questo è un settore molto dinamico ed è facile cambiare spesso. Io qui in SAS mi sento come nella “Leggenda del pianista sull’Oceano“, mi sento in un certo senso così, a parte che amo profondamente SAS e chi fa questo mestiere deve amare quello che comunica, altrimenti è difficile andare avanti. E’ un’azienda talmente veloce, dove tutti i trend tecnologici passano da qui, qui si fanno analytics che riguarda tutto il mondo dei Big Data, dell’Internet delle Cose, dell’Intelligenza Artificiale, tutti temi che oggi sono dei veri e propri trend. Questo per me è un luogo privilegiato, da questo punto di vista.

    E la cosa che cerco di spiegare ai miei amici che mi chiedono come mai io sia ancora lì, è che nel corso di questi anni non ho mai fatto la stessa cosa, e non ho mai avuto per lo stesso anno lo stesso team. E il team per me è di fondamentale importanza, oggi ho una squadra davvero eccezionale che va dal contenuto, alla comunicazione esterna, al digitale, al digital marketing, al social engagement veramente straordinario. Anche perchè, ed è un concetto in cui credo molto, da sola non fai niente. E a proposito di team, parlando del SAS Forum, evento importante per SAS Italy, quello è un esempio importante di sforzo collettivo, di lavoro in team, di contaminazione, di competenze. Lì c’è tutto il marketing che fa uno straordinario lavoro, di grande valore. Mi sento davvero privilegiata di far parte della famiglia SAS e di lavorare con persone che hanno una competenza pazzesca.

    Per tornare alla “Leggenda del pianista sull’Oceano“, non ho mai sentito l’esigenza di cambiare perchè mi è passato sotto gli occhi tutto il mondo, e continua a passarmi, sotto tutti i punti di vista: dalle persone che incontro, alle competenze e anche alla mia crescita professionale. Sto ancora imparando tante cose qui, perchè andarmene quando imparo.

    Michela, come si riesce a comunicare sui Social Media un’azienda come SAS, quali sono i tuoi segreti e quali sono state le tue intuizioni? Hai mai pensato di muoverti con una strategia?

    Si l’ho pensata una strategia e con il mio team la stiamo portando avanti. E qui torno con un altro mio aneddoto. Quando si è trattato di entrare ne mondo del lavoro, molti miei amici sono entrati in aziende con un brand molto forte, soprattutto in aziende appartenenti al mondo del B2C (Business to Customer). E io tutte le volte che mi trovavo con loro o con i miei familiari, ogni volta che mi chiedevano “e tu cosa fai?” rispondendo loro che lavoravo in SAS, mi dicevano “ma SAS chi? la compagnia aerea?”. Avevo il grande privilegio di lavorare all’interno di una grande azienda come è SAS, ma avevo anche la frustrazione, chiamiamola pure così, di non vedere riconosciuto tutto il lavoro che facevamo, non solo rispetto al grande pubblico, ma anche all’interno del mondo B2B (Business 2 Business), perchè comunque fare analytics dieci anni fa non era come farlo oggi. Se di intuizione di può parlare, era quello di rendere SAS, all’interno dei mercati di riferimento, in questo caso l’Italia, un brand più accessibile, più semplice, puntando tutto sul contenuto in modo da renderlo più comprensibile a tutti dandogli un grande valore. Devi sapere che all’interno di SAS esistono delle persone con una competenza scientifica-tecnologica davvero eccezionale, e quindi lo sforzo che facciamo col mio team è quello di tradurre quello che loro realizzano in un linguaggio molto semplice. Un po’ quello che fa chiunque faccia questo mestiere del resto, e noi lo facciamo tutti i giorni. Non è un’operazione facile, per la verità, il rischio, in un settore come il nostro, quello IT, è di rendere molto semplice il contenuto, se non addirittura banalizzarlo.

    E come si fa a non banalizzarlo? Come si fa a rendere un brand come SAS riconoscibile a tutti?

    Ci si riesce con la co-creazione, nel senso di mettere insieme le competenze del mio team, quindi comunicazione, social digital, insieme all’intuizione, a contenuti fortissimi, alla ricerca e sviluppo che vengono fatti all’interno di SAS. E’ stato questo il segreto, rendere davvero comprensibile quello che facciamo pur avendo la consapevolezza di parlare all’interno di un mondo che è quello del B2B.

    Un esempio in questo senso può essere il nostro recente evento, lo scorso 27 giugno (Data Driven Customer Journey) dove abbiamo chiesto a Riccardo Scandellari di venire a moderare. Avrei potuto scegliere un moderatore più blasonato, proprio tra i moderatori che esistono sulla piazza, ma abbiamo scelto Scandellari (Skande per tutti eh!) e non è stato facile far passare il suo nome come moderatore di quel tipo di evento, proprio perchè non è un moderatore “classico”, è un grande comunicatore sui social media e sul web. La sfida, che mi sento assolutamente di aver vinto, è stata quella di aver scelto di aprire un evento che poteva restare circoscritto e di aver scardinato un muro che ci ha aperto ad una quantità enorme di persone attraverso i Social Media. La domanda provocatoria che ti faccio allora è: è stato il miglior moderatore del mondo Skande? La risposta che ci possiamo dare tutti è certamente no. Ma grazie a Skande e grazie alla sua enorme capacità comunicativa siamo riusciti ad arrivare ad un numero enorme di persone. Siamo ancora lontani dall’essere riusciti a fare quello che ci prefiggiamo, cioè rendere i nostri contenuti accessibili a tutti con un grande valore, ma l’esempio che ti ho fatto è per noi di grande soddisfazione. Oggi non mi sento più dire di SAS “la compagnia aerea”, come accadeva dieci anni fa, ma mi sento dire “SAS Software?”. E questo per me è una grandissima soddisfazione. E un altro tassello in questa direzione sarà il mio intervento al prossimo “Mashable Social Media Day” dove appunto parlerò del modello di comunicazione B2B che abbiamo adottato in SAS. Anche questa è una grande soddisfazione perchè andiamo ad arricchire una letteratura B2B ancora molto esigua.

    In tutto questo, quanto ti ha aiutato il SAS Forum, che è poi l’evento tra i più importanti oggi in Italia in fatto di innovazione e tecnologia?

    Si è vero Franz, il SAS Forum è la leva che ci ha aiutato di più e qui non mi prendo assolutamente merito perchè, come ti dicevo prima, il lavoro che viene fatto su questo nostro grande evento è un eccezionale lavoro di team che coinvolge tutta SAS Italy e la mente che sta alla base di tutto è il nostro direttore marketing che è Emanuela Sferco. Il lavoro che faccio col mio team è “l’ultimo miglio”. SAS Forum è un grande evento con personalità che vengono a parlare di innovazioni, di tecnologie e di esperienze eccezionali, con imprenditori, manager che portano le loro storie e di come usano il software SAS all’interno delle loro organizzazioni. L’anima di questo evento è Emanuela Sferco. La fortuna che ho col mio team è quella di poter comunicare un evento di questa portata, di aver un contenuto di tale valore che siamo riusciti a veicolare coinvolgendo i blogger, un lavoro eccezionale di team e mi sento anche di ringraziare i colleghi di Marketing Arena, senza i quali non saremmo arrivati dove siamo arrivati. In un evento come questo mi sento di fare passare il grande lavoro di team che viene portato avanti, l’unione di tantissime competenze che arricchisce questo evento e che crea contenuto di valore da comunicare, facendo interessare tante persone.

    Ma allora Michela, qual è il tuo segreto? Come si fa ad emergere in Italia, nel 2017, tra le donne più influenti nel digitale?

    Guarda, come prima cosa ti rispondo le Relazioni, questo per me è un elemento fondamentale. Essere stata inserita in questa lista, e mi onora tantissimo, mi conferma che questo è una strada importante. Ma il lavoro fatto in questi anni sugli eventi, di comunicare con tante persone tutti i giorni, ecco che in tutto questo le Relazioni hanno portato il mio lavoro da “dietro le quinte” ad essere un lavoro di primo piano. Questo è quello che mi sento di dire. Un cambio di paradigma importante, grazie soprattutto ai social media. Nel senso che, senza comunicarlo ufficialmente, il lavoro fatto in questi anni insieme al mio team, è emerso. E’ questa la cosa straordinaria, senza che ci fosse un disegno per farla emergere. Questo è quello che ha colpito di più ne momento in cui il mio nome è comparso in quella lista. Ho poi la fortuna di lavorare in un’azienda molto aperta, la fortuna di avere un capo come Emanuela Sferco, dove l’attenzione alla persona, alla visibilità non è un problema.

    Prima mi chiedevi dell’Italia. Ecco, non credo che tutte le aziende italiane siano pronte ad un cambiamento di paradigma di questo tipo. Come sai, in un paese come il nostro le donne sono viste sempre a lavorare dietro le quinte, ma l’Italia non è pronta a questo cambiamento guardando anche al numero esiguo di donne manager. La mia fortuna è proprio quella di lavorare per SAS dove metà del management è al femminile. Ecco sarebbe bello che Digitalic potesse organizzare un momento di confronto proprio su questi temi.

    Lasciami dire che sono davvero onorata di essere stata inserita in quella lista con donne che davvero stanno facendo innovazione e davvero stanno cambiando il nostro modo di vivere. E questa lista è anche un bellissimo messaggio per i giovani.

    Ma Michela, qual è la prima cosa che hai fatto quando hai letto l’articolo di Digitalic?

    La prima cosa che ho fatto è stata di condividere questa soddisfazione con la mia famiglia, con mia figlia Lea di otto anni. E le ho spiegato tutto anche perchè mi faceva tante domande. La seconda è stata quella di correre da Valeria, la mia collaboratrice e chiederle cosa fosse successo (ride).

    Di recente si parla molto del fatto che le donne non sono incluse tra le eccellenze italiane. Se tu dovessi dare un consiglio per riuscire ad emergere come hai fatto tu, cosa le diresti?

    Ecco questa è una domanda bellissima, su cui mi interrogo tutti i giorni. Avere una figlia di otto anni oggi, oltre ad essere una grande gioia, è anche una preoccupazione, per il periodo storico che stiamo vivendo. Evidentemente c’è un retaggio culturale sulle donne in Italia, nonostante i grandi passi avanti fatti in questi anni, da punto di vista sociale e lavorativo. Ci tengo a dire però che sotto questo aspetto sono molto ottimista, mi basta guardare indietro di qualche anno per esserlo. A mia figlia direi di tenere alcune caratteristiche, che sono proprio femminili, come l’umiltà, che è diversa da quell’umiltà che ci veniva insegnata dagli anni ’70, nel senso di “non disturbare”. Direi a mia figlia di mantenere l’umiltà del cuore e che da sola non si va da nessuna parte, scrollandosi di dosso quel “non disturbare” e di vivere la sua vita, conoscendo il mondo.

  • Come la strategia Data Driven completa la Digital Transformation

    Come la strategia Data Driven completa la Digital Transformation

    Il processo di Digital Transformation che sta investendo tutte le aziende induce ad un cambiamento radicale e il ruolo dei Dati in questa fase è fondamentale. Il prossimo 27 giugno si terrà a Milano il Data Driven Customer Journey, un’occasione per comprendere come l’approccio Data Driven sia il completamento del processo di digitalizzazione.

    Il processo di Digital Transformation abilita l’accesso ai Dati, quegli stessi Dati che ci permettono di costruire una migliore esperienza per gli utenti e i clienti. La strategia non viene più guidata da intuizioni o da esperienza personali, l’approccio data driven comporta che la strategia sia trainata dai dati, quindi molto più pragmatica e concreta. Ma come migliorare l’esperienza degli utenti? Questo in sintesi il messaggio che sta alla base dell’evento, in programma il prossimo 27 giugno a Milano.

    La trasformazione digitale cambia il modo di essere e fare impresa. La Digital Transformation è un cambiamento radicale che vede nei dati la sua spinta propulsiva. Non c’è azienda che non sia impegnata oggi, con propri tempi e modalità, nella digitalizzazione dei processi di business per ridefinire l’esperienza del cliente.

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    Durante l’evento Data Driven Customer Journey, in programma il 27 giugno a Milano presso il Vodafone Theatre, i partecipanti avranno la possibilità di testare la potenza di un approccio data driven, approfondire i temi principali del mondo marketing e capire come costruire una customer experience unica e personalizzata per i propri clienti, attraverso l’esperienza di manager ed esperti.

    L’analisi e la gestione sistematica dei dati rappresenta la chiave per interagire nel momento e nel canale preferito dal cliente. Non si tratta di collezionare dati, ma di ottenere informazioni per offrire al cliente la migliore esperienza desiderata. Intercettare il consumatore nel momento opportuno, capirne le esigenze in anticipo, farsi trovare pronti: solo così i marketer possono sorprenderlo dandogli la migliore esperienza di acquisto.

    data driven sas italy evento 27 giugno 2017

    L’evento organizzato da SAS, Data Driven Customer Journey, con la testimonianza di aziende ed esperti, si focalizza sui 3 passi necessari ad attuare una strategia di marketing ‘guidata’ dai dati, spostando il focus dei marketer da un approccio esclusivamente multi-canale, ad uno orientato al reale customer journey di ogni singolo cliente.

    data driven sas italy evento

    All’evento saranno presenti:

    • Marco Icardi, Amministratore delegato di SAS Italy;
    • Matteo Maggiorini, responsabile della funzione Piani Retail (Retail Planning) di BancoPosta;
    • Francesca Nieddu, Direzione Customer Experience e CRM, Gruppo Intesa Sanpaolo;
    • Stefano Pinzani, Acquisition & Retention Manager in Kiko;
    • Jochen Schlosser, Chief Strategy Officer in Adform;
    • Max Ardigò, Customer Intelligence solutions, SAS Italy; Rene van der Laan, Director Global Practice, Customer Intelligence di SAS;
    • Riccardo Scandellari, Blogger, digital marketer e giornalista.

    A questo link potete registrarvi gratuitamente, fino alle 18 del 23 giugno 2017.

  • L’Innovazione si fa anche sulla carta, l’esempio di Itasascom

    L’Innovazione si fa anche sulla carta, l’esempio di Itasascom

    In uno scenario dell’informazione e della divulgazione in cui la carta vede ridursi sempre di più il suo spazio, ha senso per un’azienda avviare una rivista B2B proprio sulla carta? Potrà sorprendere, ma la risposta è sì. I motivi sono tanti, ma l’approccio “ibrido”, quindi carta insieme al digitale, al momento è quello vincente. Un esempio è Itasascom.

    Lo scenario che stiamo vivendo in questo periodo, dal punto di vista dell’informazione e della divulgazione, vede la Carta diventare sempre più piccola. Il suo destino sembra ormai segnato, i giornali di carta si leggono sempre meno e i siti e i blog di informazione online sono sempre più letti e seguiti. La domanda che spesso ci si pone, tra gli addetti ai lavori ma anche tra semplici utenti, ma ha ancora senso investire sulla Carta? O ancora più precisamente, ha ancora senso per un’azienda avviare una rivista B2B proprio sulla carta? La risposta potrebbe sorprendere, ma è sì.

    Pensate che sono ormai anni che si parla dell’estinzione della carta. Nel 2010 pubblicammo la ricerca di Ross Dawson, Newspaper Extinction Timeline, (La Fine della Carta stampata) che aveva, sulla base dei suoi studi, previsto delle date precise in cui la carta, nello specifico i giornali di carta, sarebbe scomparsa. Negli Usa dovrebbe scomparire quest’anno, mentre per l’Italia c’è ancora tempo fino al 2027. Vedremo se queste date saranno effettivamente rispettate.

    Nonostante la continua evoluzione dell’informazione in senso digitale e la crescita inesorabile dell’audience online sui siti e blog di informazione, la carta gioca ancora un suo ruolo, comunque la si pensi. Si potrebbe parlare quindi di un “approccio ibrido”, un approccio che metta insieme il digitale, dimensione ormai obbligatoria per tutte le aziende, anche per fare informazione; e la carta, uno strumento che via via ha perso la dimensione della “notizia” (quella ormai corre veloce online) assumendo la dimensione dell’approfondimento.

    itasascom 2017

    Questo modello è quello che secondo noi ha adottato SAS Italy per Itasascom, house organ periodico dell’azienda, che rappresenta proprio il momento con cui fare approfondimenti, coinvolgendo personalità del digitale, manager interni, allo scopo di offrire un’analisi dei fenomeni che caratterizzano la digital trasnformation e l’Innovazione, quindi: Internet delle Cose, Big Data, Analisi dei Dati, Social Media.

    Un esempio di come un’azienda può affrontare temi che solo apparentemente sembrano fuori luogo sulla carta, riuscendo ad abbracciare tutta quella parte di utenti che resta ancora affezionata al giornale di carta. E’ un modo di tenersi aggiornato validissimo. La rivista viene anche distribuita in versione digitale che potete scaricare gratuitamente da questo link e leggere l’ultimo numero.

    E’ un esempio che ci piaceva segnalarvi, sapendo bene che tra di voi ci sono ancora molti affezionati della Carta.

    Allora, che ne pensate?

     

  • SAS Forum Milan 2017, la digital transformation è ora

    SAS Forum Milan 2017, la digital transformation è ora

    La dodicesima edizione del SAS Forum Milan è stata all’insegna del futuro che ha come tema un fenomeno principale, la Digital Transformation. Un fenomeno, meglio, una rivoluzione non più rinviabile. All’evento era presente anche Neil Harbisson, l’uomo dotato di una Cyborg Antenna con cui riesce a “sentire” i colori.

    Il SAS Forum Milan si conferma uno degli eventi dedicati all’innovazione e alla tecnologia tra i più interessanti in Italia, e la dodicesima edizione ne è stata una nuova conferma. Più di 2.000 manager, imprenditori, esperti di settore si sono dati appuntamento per discutere, confrontarsi e apprendere i nuovi trend su quelli che sono i fenomeni che stanno alla base della rivoluzione digitale in atto. E quindi Internet delle Cose, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, tutti fenomeni legati da un comune denominatore, ossia la conoscenza del dato e la sua analisi.

    sas forum milan italy marco icardi franzrusso.it 2017

    Marco Icardi, Regional VP e CEO di SAS Italy, ha tenuto a rimarcare il concetto che “oggi la digital transformation non è più una scelta opzionabile” ma è una necessità per le aziende che vogliono guardare al futuro ed essere competitive. Viviamo in un’era in cui la connettività tra le persone è ormai un dato di fatto, ma lo stesso sta avvenendo per quel che riguarda le cose: da qui il fenomeno dell’IoT, Internet Of Things. Un fenomeno che sta coinvolgendo ormai anche le aziende che sempre di più introducono “oggetti connessi” all’interno dei proprio processi produttivi, per raggiungere una maggiore efficienza produttiva, per una migliore manutenzione delle macchine, ma anche per migliorare i servizi. “Dove ci sono dati lì ci sono analytics, proprio perchè ogni ogni cosa è collegata“, Icardi tiene a sottolineare il fatto che oggi gli oggetti connessi sono elementi migliorativi proprio perchè producono dati che devono necessariamente essere analizzati per comprendere meglio i processi, altrimenti resterebbero solo dati “freddi” che si sommerebbero ad altri, senza alcuna informazione qualitativa.

    sas forum milan italy marco icardi franzrusso.it 2017

    Siamo di fronte ad un cambiamento epocale e l’Intelligenza Artificiale è la nuova frontiera” ha detto Icardi dal palco del SAS Forum Milan. Un’affermazione che trova conferma in una previsione di mercato che rileva che dal 2020 il 100% IoT sarà basato proprio sull’Intelligenza Artificiale. Un richiamo a questo lo ha fatto anche, lungo tutto il suo intervento, Oliver Schabenberger, EVP e CTO di SAS, che, arrivato sul palo sul suo segway, ha detto che “il Machine Learning sarà sempre di più una parte importante dell’Intelligenza Artificiale”.

    Il palco del SAS Forum Milan si è anche trasformato in una pedana da scherma con l’esibizione della campionessa Margherita Granbassi con una nuova promessa del fioretto italiano, Carlotta Ferrari di soli 13 anni. E di sicuro, visto il suo talento, ne sentiremo parlare in futuro.

    Ad affascinare il pubblico in sala è stato certamente Neil Harbisson, il primo uomo al mondo con una Cyborg Antenna che gli permette di “sentire i colori”. Harbisson, inglese naturalizzato spagnolo, dall’età di 21 anni è affetto da acromatopsia, malattia che gli impedisce di riconoscere i colori. Da quel momento la sua vita è cambiata, nel 2010 ha fondato la Cyborg Foundation per “aiutare gli umani a diventare cyborg”. L’eyeborg che gli è stato impiantato gli permette quindi di ascoltare i colori, infatti il dispositivo traduce i colori in suoni.

    sas forum milan italy neil harbisson franzrusso.it 2017

    Nel 2014 Harbisson ha tenuto un concerto a Barcellona tutto basato sul modo in cui lui riconosce i colori, insegnando ai coristi e ai musicisti il modo in cui lui ascolta i colori. Harbisson ha dimostrato come oggi la tecnologia abbia sempre più bisogno dell’uomo per essere sempre più efficiente. Ma questo è un tema che merita di essere approfondito.

  • Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Il SAS Forum Milan, l’appuntamento annuale di SAS giunto alla dodicesima edizione, è un punto di riferimento per comprendere come la tecnologia sta evolvendo. Il prossimo 11 aprile a Milano esperti internazionali, manager e imprenditori si confronteranno sui temi più innovativi in ambito advanced analytics, digital transformation e artificial intelligence.

    Il SAS Forum Milan, giunto alla dodicesima edizione, è ormai un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. E’ un appuntamento dove manager, studenti possono conoscere novità che riguardano i propri ambiti di competenza e approfondirli. L’11 aprile 2017 a Milano  ospiti, esperti internazionali e keynote speaker si confronteranno sul futuro degli analytics, sulle nuove frontiere dell’Internet of Things e sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

    sas forum milan 2017

    Industria 4.0, IoT, intelligenza artificiale, Digital Transformation sono fattori che cambiano enormemente il modo di fare impresa. Non si tratta di semplice digitalizzazione dei processi e di implementazione di nuove tecnologie, si tratta di un cambiamento radicale, che rivede anche il modo di pensare. Una trasformazione inevitabile che riguarda tutte le aziende in ogni settore. Digitalizzare i processi significa ridefinire l’esperienza dei clienti e creare nuovi modelli di business, significa anche essere più pronti al cambiamento e veloci nel prendere decisioni. Alla base di questa trasformazione ci sono i dati e la loro analisi.

    Oggi la sfida è farsi trovare pronti e prevedere possibili scenari futuri. Sapere e poter reagire velocemente sarà fondamentale per ogni impresa. L’analisi dei dati rappresenta un’importante chiave di lettura della realtà e del mercato di oggi e di domani” – afferma Marco Icardi, AD di SAS Italy e SAS Regional Vice President  – “SAS Forum Milan è dedicato a coloro che credono nell’innovazione come motore per la competitività. Contenuti di valore, demo session e best practice internazionali accompagneranno i partecipanti verso il cambiamento e verso una rivisitazione dei processi in ottica data driven”.

    Grazie al contributo di esperti, clienti, partner e Università, verranno esplorate tutte le potenzialità e gli strumenti degli analytics, in molteplici aree applicative. Dalla digitalizzazione dei processi a una customer experience sempre più personalizzata, dalla gestione del dato come elemento di differenziazione alla sua regolamentazione, dall’adeguamento alle normative in ambito rischio alla gestione delle frodi, dall’Internet of Things all’Analytics of Things.

    Un’attenzione particolare nell’edizione 2017 sarà data ai giovani. Studenti universitari, neo laureati e studenti degli istituti superiori potranno raccogliere le testimonianze dirette dei protagonisti aziendali e accademici e assistere a sessioni specifiche dedicate alle professioni emergenti e alle digital skill nell’industria 4.0.

    Stiamo vivendo un’era di cambiamento epocale, in cui la convergenza tra fisico e digitale è ormai compiuta. Generiamo quotidianamente un patrimonio informativo d’inestimabile valore che ora, opportunamente gestito, permetterà di avvicinare l’uomo alla comprensione totale del mondo” – afferma Emanuela Sferco, SAS Regional Marketing Director di SAS – “Oggi gli analytics guidano ogni cosa e occorrono nuovi strumenti per padroneggiare, tradurre e trasformare i dati con modalità innovative che liberino nuove forme di valore”.

    SAS Forum Milan è un appuntamento annuale di rilevanza internazionale rivolto ad aziende private ed enti pubblici, partner e mondo accademico. Riunisce ogni anno una community in continua espansione di manager e professionisti di tutti i settori di mercato, favorendo innovazione, crescita manageriale e attività di networking. Un luogo dove esperti, manager e imprenditori presentano il loro approccio vincente, le sfide da affrontare e le strade da intraprendere tra cultura analitica e innovazione tecnologica.

    Per registrarsi visitate il sito di SAS Forum Milan e, per essere sempre aggiornati, seguite l’hahstag ufficiale #SASForumMilan su Twitter. La sessione plenaria di SAS Forum Milan sarà visibile anche in streaming.

  • L’impatto dell’IoT entro il 2020, tra rischi e nuove sfide

    L’impatto dell’IoT entro il 2020, tra rischi e nuove sfide

    Quale sarà l’impatto dell’IoT nei prossimi anni? A questa domanda possiamo rispondere con una interessante ricerca di SAS “Internet of Things, Visualise the Impact” che ha chiesto a 75 organizzazioni quale fosse la loro opinione in merito. Ebbene, oltre il 40% ritiene che l’IoT migliorerà l’efficienza operativa e per il 36% contribuirà a una migliore esperienza utente.

    L’IoT (Internet Of Things), l’Internet delle Cose, la tecnologia che sfrutta la connettività degli oggetti per abilitare una migliore gestione dei processi produttivi, grazie a dati sempre più preziosi, sta certamente facendo sempre più parte della nostra vita. Basti pensare che solo in Italia si parla già di un volume di affari di oltre 2 miliardi di euro con oltre 10 milioni di oggetti connessi. Oggi torniamo a parlare di IoT grazie ad una interessante ricerca, “Internet of Things, Visualise the Impact”, che potete scaricare qui in formato ebook. Realizzata da SAS, raccoglie l’esperienza di 75 organizzazioni che hanno raccontato come l’IoT impatterà sulle loro aziende da diversi punti di vista, entro il 2020.

    impatto iot SAS 2016

    Il dato che va subito evidenziato, come riportato anche dall’infografica che trovate in basso, è quello secondo il quale il 43% delle organizzazioni ritiene che l’IoT sarà un elemento essenziale per migliorare l’efficienza organizzativa, mentre il 36%, quindi più di un terzo, ritiene che l’IoT contribuirà ad una migliore esperienza utente. Sono dati assolutamente rilevanti che evidenziano quanto l’IoT stia cambiando il mondo delle aziende, ma che sottolinea anche, quanto ancora ci sia da fare perché questo fenomeno possa crescere ulteriormente. Secondo altri interessanti dati, il 29% delle organizzazioni intervistate vede l’IoT come la tecnologia necessaria a migliorare i propri prodotti e servizi, aspetto fondamentale questo, e il 25% che vede l’IoT come miglioramento per il proprio management. Tutte aspettative e sfide che sono reali e che delineano quanto il fenomeno sia importante per le aziende.

    Per quanto riguarda il tema delle aspettative, e quindi priorità nei prossimi anni, c’è da rilevare come le aziende mettano al primo posto, con il 22%, il “cliente connesso”. Poco distaccato è il tema dell’autodiagnostica (17%) e del tracciamento degli asset (16%).

    In tema di sfide da affrontare nei prossimi anni, in relazione all’IoT, le organizzazioni interpellate dallo studio dichiarano che si concentreranno sul “real time data analytics” (22%), un elemento che assume sempre più un valore strategico e che permetterà alle aziende di poter affrontare qualsiasi tipo di situazione in tempo reale. Altra sfida è quella legata alla sicurezza (16%) e alla fase di gestione delle situazioni a rischio che ne deriveranno. Altro dato molto interessante che rileva la ricerca, è quello che mostra come il 20% delle organizzazioni veda come vera sfida quella della gestione del cambiamento culturale che ne deriva e che è necessario per affrontare, in generale, tutte le sfide future.

    Anche perché, non guardare all’IoT come elemento di crescita significa, per le organizzazioni, perdere quote di mercato; significa perdere efficienza operativa e la capacità di offrire prodotti e servizi all’avanguardia. Rischi che le aziende e le organizzazioni non possono, oggi, permettersi di correre.

    Ma per guardare all’IoT con fiducia è necessario sì un cambiamento culturale, ma che coinvolga l’azienda anche in termini di risorse interne. Parliamo quindi ci competenze che devono assolutamente essere considerate per affrontare le sfide del futuro. È quindi necessario scommettere su nuove competenze e nuove figure come il Data Scientist. La ricerca rileva che, in assenza di questa figura, le aziende sono ricorse a consulenti esterni, nel 15% dei casi, e all’automazione dei processi nel 13% dei casi.

    Vi invitiamo a scaricare gratuitamente questo interessantissimo ebook, per comprendere il fenomeno dell’IoT dal punto di vista delle aziende e di come questa tecnologia oggi stia cambiando le organizzazioni.

    E poi se volete, fateci sapere cosa ne pensate per estendere il dibattito su questo grande tema anche con la vostra opinione.

    impatto iot infografica SAS 2016