Tag: Snapchat

  • Snapchat, Stories porta a 10 miliardi le visualizzazioni giornaliere

    Snapchat, Stories porta a 10 miliardi le visualizzazioni giornaliere

    Snapchat, l’applicazione per lo scambio di video messaggi che si cancellano in pochi secondi, raggiunge un traguardo importante: 10 miliardi di visualizzazioni giornaliere. Il boom di visualizzazioni avviene grazie alla funzionalità “Stories” che permette agli utenti di condividere immagini e video nell’arco di 24 ore.

    Snapchat è ormai un fenomeno in crescita, consolidato, e comincia a prendere anche piede nel nostro paese, sebbene i numeri non siano lontanamente paragonabili agli Usa. Ma Snapchat sta dimostrando che è in grado di fare grandi numeri e di ottenere grandi risultati. Dopo aver pubblicato i dati di una ricerca che metteva a confronto Instagram e Snapchat, specie in relazione all’uso che ne fanno i brand, torniamo a parlare dell’app di messaggistica in video perchè Bloomberg ha diffuso nei giorni scorsi un dato rilevante. Ad oggi Snapchat ha superato il traguardo di 10 miliardi di visualizzazioni al giorno, dato confermato proprio da Snapchat.

    Un dato rilevante che è sicuramente il risultato di una funzionalità chiamata “Stories”, una opzione che permette agli utenti di condividere immagini e video, quindi momenti della propria vita, nell’arco di 24 ore. E’ evidente che questo arco di tempo più lungo del solito permette agli utenti di poter accedere anche più volte ai video, ed ecco spiegato il risultato che resta comunque eccezionale. Solo nel febbraio scorso le visualizzazioni era 8 miliardi.

    snapchat visualizzazioni video

    Per chi non sapesse ancora come funziona Snapchat, l’app si presenta da subito con una macchina fotografica proprio per indurre l’utente a condividere quello che stanno facendo. A questo punto la modalità di creazione di video è o quella standard, quindi la possibilità di inviare video ai propri amici che si cancellano dopo pochi secondi, o, appunto “Stories” che permette la condivisione di immagini e video della durata di 24 ore.

    La caratteristica principale di Snapchat, ed è quella che lo distingue dagli altri social network, è che le conversazioni si attivano proprio con la condivisione di video, non sono parte di essa come accade ad esempio su Facebook o Twitter.

    Questo dato rilevante sulle visualizzazioni serve a Snapchat per informare gli investitori sui risultati raggiunti dall’app. Ricordiamo che di recente la startup, fondata nel 2011 da Bobby Murphy e Evan Spiegel, ha ricevuto un nuovo finanziamento da 175 milioni di dollari e il valore è di 16 miliardi di dollari.

    E questi sono dati che di fatto pongono Snapchat in competizione con Facebook che, grazie al lancio dei Live Video, sta facendo si che questa modalità di contenuti sia sempre più rilevante all’interno del social network. Il dato relativo alle visualizzazioni su Facebook a novembre scorso erano di 8 miliardi, anche se c’è da dire che la visualizzazione dei video su Facebook (in auto play di default, disattivabile) inizia dopo 3 secondi. Su Snapchat il conteggio parte nel momento in cui un utente visualizza uno “snap”, un video.

    Vedremo quali saranno gli sviluppi anche se al momento Snapchat conta circa 200 milioni di utenti e Facebok 1,7 miliardi.

  • Instagram vs Snapchat: alcuni dati e come li usano i brand

    Instagram vs Snapchat: alcuni dati e come li usano i brand

    Un’interessante rapporto di L2, mettendo a confronto Instagram e Snapchat, rileva come sia proprio Instagram ad essere ancora un punto di riferimento per i brand. I contenuti dei brand su Instagram sono per il 59% immagini. Ma Snapchat ha di fronte a sè una crescita ancora più forte nei prossimi anni.

    Ultimamente si parla sempre più spesso di Snapchat, a ragione, e altrettanto spesso viene paragonato o confrontato con Instagram. Le due app in realtà si muovono con caratteristiche diverse, come sappiamo, ma sono le due realtà, nel contesto dei social media, che negli ultimi mesi hanno fatto registrare tassi di crescita notevoli, specialmente per quanto riguarda fascia di età di utenti molto giovani. Sono infatti le due app che crescono di più tra i 18-34 anni. Di recente, un nuovo sondaggio negli Usa confermava, ancora una volta, che Snapchat è il social network più importante per la fascia di età 14-19 anni e che su 6.350 adolescenti, il 28% preferisce Snapchat mentre il 27% preferisce Instagram.

    instagram snapchat

    A questo proposito, anche per capire come i brand si relazionano con queste due realtà, vogliamo presentarvi i dati di questo report realizzato da L2 che mette a confronto le due app, evidenziando alcune caratteristiche e quali sono i settori che preferiscono l’una o l’altra. Sulla base di 280 brand monitorati tra luglio 2015 e aprile 2016, appartenenti a 9 categorie, emerge che le due piattaforme sono tra le più coinvolgenti con tassi di crescita elevati. I Millennials sono quelli che apprezzano molto le due app, un dato che alla fine anche le aziende devono cominciare a considerare, anche se è importante che le aziende comincino a usare il giusto mix di creatività e contenuti su entrambi le app per riuscire ad agganciare sia il pubblico dei giovanissimi che dei meno giovani.

    Parliamo quindi di app, o social network, che appartengono al settore visual, un settore che è ancora di nicchia all’interno del grande movimento che fanno le condivisioni di contenuti. Il rapporto rileva che, a dicembre del 2015, il 77% dei post delle aziende sui social media era condiviso attraverso Twitter, solo il 10% attraverso Instagram e il 2% attraverso Snapchat. Ma questo è dimostrato dal fatto che le aziende non sono ancora del tutto pronte di fronte ad una tipologia che si basa tutto sul visual, quindi serve molta creatività. E la creatività è impegno, costante.

    Ma guardando i dati rilevati dalla ricerca, si nota che:

    • Instagram è una piattaforma per contenuti curati, studiati, mentre Snapchat lascia spazio anche alla casualità;
    • Oltre il 50% dei contenuti delle aziende su Snapchat sono video, mentre su Instagram il video sono appena il 10%;
    • Le possibilità legate all’ecommerce sulle due piattaforme sono ancora molto limitate, i brand usano le due piattaforme per fare ancora brand equity e brand awarness;
    • Guardando al futuro, Chat 2.0 di Snapchat, la funzionalità che offre la possibilità di condividere messaggi anche in video e audio, potrà competere anche con app di messaggistica istantanea più evoluti; mentre Instagram sembra aver intrapreso la strada di Facebook, apportando le modifiche sulla timeline.

    Su Snapchat il 37% ha un’età compresa tra i 18-24 anni; la fascia di età più rilevante su Instagram è quella 25-34 anni al 26% (poco staccata al 24% quella 35-54 anni). Se invece guardiamo i settori dei brand più presenti, allora notiamo davvero che Instagram è quello più presidiato. Per esempio, il 100% dei brand del settore automotive è su Instagram, su Snapchat è presente solo il 25%; e ancora, il 95% dei brand che fa riferimento al settore alberghiero è su Instagram, solo il 13% è su Snapchat. Il settore più presente su Snapchat è quello dell’abbigliamento sportivo (71%), segue poi il beauty (57%) e il fashion (54%). Gli ultimi due settori sono quelli più performanti proprio su Instagram.

    instagram snapchat contenuti

    Instagram Snapchat età

    Instagram Snapchat settori brand

    Se guardiamo a quanto pubblicano i brand sulle due piattaforme, notiamo che da questo punto di vista su Snapchat i brand pubblicano, alla settimana, di più che su Instagram: per fare un esempio i brand dell’elettronica di consumo pubblica 39 volte su Snapchat contro le 9 su Instagram. Ma se guardiamo i giorni di attività, allora in questo caso i brand sono più attivi su Instagram che su Snapchat.

    In sintesi, i brand stanno cominciando a comprendere che il visual è una forma di contenuto altamente coinvolgente e che necessita di impegno e tanta creatività. Nella situazione attuale Instagram ha un vantaggio su Snapchat da questo punto di vista, vuoi anche perché le aziende ancora non si sentono prontissime per una piattaforma come Snapchat. Di certo, sarò necessario essere presenti pur tenendo ben distinte le modalità di ingaggio, in termini di contenuti e creatività se vi suole entrare in contatto con utenti giovani e molto giovani, ossia quelli che maggiormente frequentano le due piattaforme.

  • Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter sta cominciando a testare gli stickers su immagini e video, così come accade già su Snapchat e Facebook. Durante gli MTV VMA 2015 si è notato che alcuni cantanti come Taylor Swift o Pharrell Williams condividevano foto e video con stickers, anche personalizzati. Lo stesso si è notato con l’inizio del torneo US Opens.

    Twitter, nel continuo tentativo di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, sta testando in questi giorni nuovi filtri, molto simili a quelli che hanno caratterizzato Snapchat e simili anche a quelli introdotti da Facebook. Stiamo parlando per lo più di stickers che alcuni cantanti hanno utilizzato durante gli ultimi MTV VMA 2015. Al momento infatti lo strumento fotografico presente su Twitter permette solo l’aggiunta di qualche filtro per modificare le immagini senza la possibilità di aggiungere altro. Quindi Twitter ha pensato bene di sfruttare un evento così importante, molto seguito tra l’altro da un pubblico giovane, offrendo la possibilità ad alcuni utenti verificati, di poter “giocare” con le immagini arricchendole con alcuni stickers personalizzati, in alcune occasioni. Quale occasione migliore per testare questa nuova funzionalità?

    twitter-filtri-stickers

    Basta dare un’occhiata ai tweet di Taylow Swift, seguitissima su Twitter con ben 63 milioni di followers, che ha condiviso alcuni tweet inserendo sticker con la scritta “Bad Blood” il titolo della canzone il cui video ha spopolato proprio agli MTV VMA 2015:

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638194847057244160

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638199601808338944

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638121494405496833?ref_src=twsrc%5Etfw

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638152747708100608?ref_src=twsrc%5Etfw

    Pharrel Williams invece ha usato solo l’hashtag ufficiale della manifestazione in un suo tweet:

    E lo stesso lo si è notato con alcuni tennisti, quelli più forti, che in occasione dell’inizio degli US Opens hanno cominciato a condividere contenuti inserendo appunto stickers.

    E’ evidente che l’obiettivo è quello di allargare la base utenti (obiettivo sempre più necessario) e anche quello di provare a misurarsi con piattaforme, come appunto Snapchat e anche Facebook, più di recente, per cercare di incrementare il livello di coinvolgimento degli utenti, inserendo appunto sulle proprie foto e sui propri video emoji e stickers.

    Ancora per la verità non si sa nulla su come questi strumenti saranno implementati sulla piattaforma, nel senso se andranno ad incrementare gli strumenti già esistenti  o se saranno impiegati all’interno di una soluzione nuova.

    Volendo fare una veloce considerazione, Twitter sta cercando di “inseguire”i servizi di messaggistica. Dopo le ultime novità che hanno riguardato per lo più i DM (via il limite dei 140 caratteri e poi le notifiche dei DM sono visibili anche in modalità desktop), con questa novità, tipica tra l’altro di una tipologia di contenuti privati, sembra voler inseguire questa tendenza. Anche se è ancora tutto da vedere quale sarà il vero impiego di questi nuovi strumenti.

    Da questo punto di vista, si continua a rimandare il problema, anche perchè la vera vocazione di Twitter, sin dalla sua nascita, è pubblica. E quella deve restare. Pensare di introdurre cose già viste sperando che gli utenti possano trascorrere più tempo sulla piattaforma non sembra essere questa la soluzione.

    E voi che ne pensate?

  • Snapchat vale 10 mld di dollari e ha 100 milioni di utenti attivi

    Snapchat vale 10 mld di dollari e ha 100 milioni di utenti attivi

    Snapchat-Logo

    Snapchat, il servizio di messaggistica istantanea che consente di inviare foto ad amici solo per pochi secondi, ha annunciato che Kleiner Perkins Caufield & Byers ha accettato di investire nella società. Di conseguenza, il valore arriva ad essere di 10 miliardi di dollari e gli utenti attivi sono già 100 milioni

    Il settore della messaggistica istantanea si conferma essere di grande interesse per gli investitori e per le grandi società di capitali di rischio e oggi ne abbiamo una nuova conferma. Tutti voi conoscete, più o meno Snapchat, il servizio di messaggistica istantanea che permette di condividere foto con amici per pochi secondi, trascorsi i quali le foto scompaiono. Un servizio mobile che negli Usa ha ottenuto subito un grande successo. Ora, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la startup, nata nel 2011 e fondata da Bobby Murphy ed Evan Spiegel, ha annunciato che una delle più importanti società di venture capital, Kleiner Perkins Caufield & Byers, KPCB, ha accettato di investire nell’azienda. Un passaggio importante questo che dovrebbe tradursi in un investimento di 20 milioni di dollari entro maggio. E questo basta per far lievitare il valore dell’azienda fino a 10 miliardi di dollari.

    Va tenuto presente che stiamo parlando di un’azienda che al momento non ha un chiaro modello di business e dunque non ha ricavi da presentare. Ma a quanto pare i rumors che circolano da tempo trovano conferma, infatti da circa due mesi a questa parte i due fondatori hanno colloquiato con diversi investitori per raccogliere investimenti. Appare evidente che l’ingresso di questo importante partner permetterà a Murphy e a Spiegel di affinare il loro progetto di advertising che pare possa iniziare già entro la fine di questo anno. Snapchat solo lo scorso anno era valutata poco più di 2 miliardi di dollari e quindi con questo nuova valutazione entra a far parte dell’Olimpo delle startup del settore “tech” più “preziose”. E tra queste figurano Uber (18 mliardi di dollari), Airbnb, Dropbox, Xiaomi, e adesso Snapchat, (10 miliardi di dollari), Palantir (9,3 mld di dollari), Jingdong (7,3 mld di dollari), Pinterest (5 mld di dollari), Zalando (4,9 mld di dollari), e via tutte le altre.

    Evan Spiegel e Bobby Murphy
    Evan Spiegel e Bobby Murphy

    Per dare qualche informazione su Kleiner Perkins Caufield & Byers, bisogna ricordare che l’azienda è stata fondata nel 1972, ed in passato ha avuto modo di investire in Google e anche in Amazon. KPCB ha acquisito pacchetti di azioni anche di Facebook e Twitter, ma solo dopo che le due aziende hanno superato un certo valore di diversi miliardi di dollari.

    E sempre oggi, Snapchat fa sapere che gli utenti attivi sono più di 100 milioni e i due terzi di questi effettuano accesso giornaliero. Solo un paio di giorni fa WhatsApp, acquisita da Facebook per 19 miliardi di dollari,  ha fatto sapere di aver superato i 600 milioni di utenti attivi. Twitter ne ha ad oggi 271 milioni di utenti attivi.

    Solo qualche mese fa, Evan Spiegel, uno dei co-fondatori di 24 anni, aveva rifiutato la cifra di 3 miliardi di dollari che Mark Zuckerberg aveva offerto per l’acquisizione. Adesso si parla di trattative con Microsoft, ma adesso non c’è nulla di concreto.

  • Il WWF lancia la campagna #LastSelfie e si affida a Snapchat

    Il WWF lancia la campagna #LastSelfie e si affida a Snapchat

    Il WWF per sensibilizzare i giovani sulle specie animali in via d’estinzione ha deciso di puntare sui Social Media, in special modo su Snapchat, app molto popolare tra i giovani. La campagna, denominata #LastSelfie, è stata realizzata da Grey, agenzia americana, e al momento è attiva solo per la Turchia e la Danimarca

    Il WWF, la più grande organizzazione al mondo per la salvaguardia della natura, ha deciso di lanciare una nuova campagna, #LastSelfie, e di puntare su Snapchat, applicazione mobile molto usata dai giovani. L’idea di puntare su Snapchat è motivata dal fatto che la campagna punta a sensibilizzare i giovani sulle specie animali che ad oggi sono considerate in via d’estinzione. Gli animali considerati in pericolo sono le tigri, i rinoceronti, gli orango, i panda e gli orsi polari. La motivazione di puntare su questa applicazione è anche legata al fatto che un post, sia essa un’immagine o un video, su Snapchat dura pochi secondi, quindi pochissimo tempo, tanto quanto basterebbe perdere per sempre questi animali. Le immagini che vengono scattate attraverso Snapchat non possono essere salvate e di conseguenza sono visualizzabili solo per pochi secondi.

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    #LastSelfie punta proprio su questo. Il WWF ha realizzato una serie di selfies che mostrano una specie in pericolo di estinzione, agli utenti viene chiesto proprio di far girare il più possibile questi selfie prima che sia davvero l’ultimo, appunto #LastSelfie. La campagna vuole sottolineare proprio il fatto che se non si interviene presto e per davvero, questi animali spariranno.

    La campagna attualmente è attiva solo in Danimarca e in Turchia. Gli utenti possono prendere parte all’iniziativa seguendo gli account wwf_dk e wwf_turkiye, per poi condividere i selfie e aiutare a sostenere il WWF su panda.org.

    Approccio innovativo quello che il WWF mette in pratica e al tempo stesso coglie l’effettiva capacità dei social media e delle nuove tecnologie in generale di penetrare a fondo e di poter essere assolutamente in grado di veicolare messaggi e iniziative così importanti. E colpisce anche la novità di voler puntare su una delle mobile app del momento, come appunto è Snapchat, molto usati dai giovani specie in età compresa tra i 16 e i 23 anni. Certo merito è dell’agenzia Grey, agenzia di comunicazione americana, una delle più grandi con 96 uffici distribuiti in tutto il mondo. Ma merito va proprio al WWF nel voler sperimentare nuovi canali di comunicazione.

    Snapchat ad oggi conta circa 60 milioni di utenti, di cui 30 milioni sono quelli attivi ogni mese. L’80% proviene dagli Usa. Ricorderete tutti quando nel novembre del 2013 Evan Spiegel, 23enne fondatore di Snapchat, rifiutò un’offerta di 3 milioni di dollari da parte di Mark Zuckerberg per diventare parte della galassia Facebook.

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