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  • Ecco perché Instagram lancia Instants dall’Italia e dalla Spagna

    Ecco perché Instagram lancia Instants dall’Italia e dalla Spagna

    Instagram lancia Instants, nuova app per foto effimere senza filtri, partendo da Italia e Spagna. È l’ennesimo tentativo di Meta di sfidare Snapchat dopo oltre dieci anni di tentativi falliti.

    Cambia il mondo, ma a distanza di 10 anni Mark Zuckerberg resta ancora in fissa con Snapchat.

    E come già visto in passato, pur di riuscire a riproporre una funzionalità sulla sua piattaforma, ecco che la copia, la integra nelle sue app principali.

    È una strategia che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, sempre con lo stesso obiettivo sullo sfondo e, soprattutto, con lo stesso bersaglio. Ovvero, Snapchat.

    E seguendo questa stessa logica ecco che arriva Instants, la nuova app stand-alone che Instagram ha lanciato ieri, 23 aprile 2026.

    E si tratta di un test di un’app che parte da due paesi nello specifico, ossia Italia e Spagna.

    Una volta aperta, l’app si apre sulla fotocamera e permette di inviare foto che scompaiono dopo una singola visualizzazione, promettendo una condivisione senza ritocchi.

    Promette quasi esattamente quello che già promette Snapchat dal 2011.

    Ma a guardar bene, è una modalità che ricorda molto anche BeReal, non so se la ricordate ancora.

    Ecco perché Instagram lancia Instants dall'Italia e dalla Spagna
    Ecco perché Instagram lancia Instants dall’Italia e dalla Spagna

    Instants, condivisione effimera senza filtri

    L’app Instants promette di condividere momenti reali senza alcun tipo di modifica. Niente filtri, niente ritocchi, una foto che la persona a cui la inviate può vederla una sola volta prima che poi sparisca.

    L’immagine, infatti, resta disponibile per 24 ore, poi sparisce definitivamente. L’idea, almeno nelle intenzioni, è quella di spingere una condivisione più grezza, meno strutturata, più vicina alla conversazione quotidiana che al post costruito per il feed.

    Nulla di originale, sia chiaro, lo si ricordava anche prima.

    Il funzionamento è costruito per impedire quasi ogni forma di editing. Una foto si scatta con un solo tocco, non è possibile caricare immagini dalla galleria del telefono, si può usare esclusivamente la fotocamera interna dell’app.

    L’unica modifica permessa è l’aggiunta di testo sopra l’immagine. Tutto il resto è precluso. La condivisione, poi, avviene con i propri follower o con la lista “Amici più Stretti” e le liste sono sincronizzate tra le due app, quindi non va ricostruita da zero la propria cerchia.

    Meta ha accompagnato il lancio con una dichiarazione: «Per dare alle persone modi a bassa pressione per connettersi con gli amici, stiamo testando un’app chiamata Instants per condividere foto e video casuali nel momento. Stiamo esplorando più versioni di Instants per vedere cosa piace, e ascolteremo la nostra comunità

    Il linguaggio insomma è quello del test aperto, non del lancio definitivo.

    Tanto per essere più precisi, Instants non nasce dal nulla, ma è la versione rinominata e resa autonoma di Shots, la funzione che Meta aveva provato dentro Instagram nel 2025.

    Shots aveva le stesse caratteristiche di Instants, quindi nessun filtro, una sola visualizzazione e poi l’immagine spariva. Funzionava, ma funzionava dentro un’app che ormai è percepita come vetrina e non come spazio di conversazione privata. E quindi, adesso, il tentativo è quello di estrarla dal contesto in cui era nata e darle una vita propria.

    Perché il test di Instants parte dall’Italia e dalla Spagna

    Il fatto che l’esperimento cominci in Italia e in Spagna non è casuale. Si tratta di due mercati europei di dimensione intermedia, con un uso molto intenso dei social media e con un pubblico giovane relativamente attivo su piattaforme di condivisione visual.

    Sono mercati, possiamo dirlo, abbastanza reattivi per offrire dati significativi su test come questi, ma non così centrali da rendere un fallimento irreparabile sul piano reputazionale.

    C’è da aggiungere poi che Snapchat, in Italia e in Spagna, non ha mai davvero sfondato. La sua penetrazione in questi paesi è storicamente inferiore rispetto agli Stati Uniti o al Regno Unito, dove invece è radicato soprattutto tra il pubblico adolescente.

    Partire da questi due paesi significa, in pratica, provare il prodotto su un terreno dove il concorrente principale è più debole e dove i più giovani tendono a usare Instagram e WhatsApp come strumenti primari di conversazione privata e visual.

    Va detto, poi, che l’Italia e la Spagna condividono anche una caratteristica demografica e culturale che Meta conosce bene: un uso molto diffuso di Instagram come infrastruttura di messaggistica informale, ben oltre la funzione originaria di vetrina. In questo senso, Instants si innesta su un’abitudine già consolidata, provando a strutturarla con un’app dedicata.

    L’identità agganciata a Instagram e il nodo dei più giovani

    Instants eredita il grafo sociale di Instagram, ovvero la rete dei contatti che abbiamo già costruito sull’app madre. Da un lato, questo aiuta il lancio, perché non richiede all’utente di ricostruire la propria cerchia di amici da zero, come ricordavamo prima.

    Dall’altro, però, si porta dietro proprio quello che i più giovani cercano di evitare quando usano Snapchat, ossia mescolare la conversazione privata e l’identità pubblica.

    Snapchat ha avuto successo, in fondo, anche per questa ragione. È stato percepito come uno spazio separato, dove la propria identità non era il profilo costruito, ma un luogo più leggero in cui parlare con pochi amici selezionati.

    Instants, invece, entra in scena con il profilo Instagram già addosso. E questo, per molti adolescenti, potrebbe rivelarsi un problema più che una soluzione.

    Ecco perché Instagram lancia Instants dall'Italia e dalla Spagna
    Ecco perché Instagram lancia Instants dall’Italia e dalla Spagna

    La vecchia ossessione di Zuckerberg contro Evan Spiegel

    Per capire perché Meta insista, dopo oltre dieci anni, su questo stesso terreno, bisogna tornare indietro al 2013.

    In quell’anno, come riportato dal Wall Street Journal, Mark Zuckerberg offrì tre miliardi di dollari per comprare Snapchat. Evan Spiegel, l’allora giovane CEO dell’azienda, rifiutò. Spiegel ha raccontato in seguito che Zuckerberg, di fronte al no, sembrò prendere la cosa sul piano personale.

    Da quel momento, Meta ha provato sistematicamente a erodere il territorio di Snap con una serie di cloni e varianti. È arrivato Poke, app stand-alone lanciata sempre nel 2013 e chiusa diciassette mesi dopo. È arrivato Slingshot, provato nel 2014 e spento dopo soli sei mesi. Sono arrivati i Quick Updates di Facebook nel 2016, pensati per spingere la condivisione rapida. Nessuno di questi esperimenti ha mai davvero funzionato.

    L’unica eccezione, come ricorderete, sono state le Stories di Instagram, lanciate nel 2016 con una formula di scadenza a ventiquattro ore che ricalcava in modo piuttosto evidente il formato di Snapchat. Quelle hanno funzionato, eccome.

    E hanno finito per rallentare la crescita di Snap per anni, diventando una parte centrale dell’esperienza di Instagram. Ma il punto è proprio questo, le Stories su Instagram hanno funzionato perché integrate nell’app principale, non perché lanciate come prodotto separato.

    Perché Meta rilancia proprio adesso

    Ma perché Meta sceglie di muoversi di nuovo in questo modo, e soprattutto, perché lo sceglie proprio adesso?

    La risposta più plausibile ha a che fare con lo stato di salute dell’avversario. Snap, la società madre di Snapchat, sta attraversando una fase decisamente difficile. La crescita della piattaforma si è fermata e in alcuni mercati è addirittura arretrata. A inizio aprile di quest’anno, Snap ha annunciato il licenziamento del 16% della sua forza lavoro e il CFO si è dimesso.

    In un quadro del genere, Meta vede un’opportunità.

    Se Snap è costretta a ridurre gli investimenti in promozione e a concentrare le risorse sul lancio dei suoi occhiali in realtà aumentata, ci sono mercati in cui la competizione si fa meno aggressiva. E in quei mercati, una nuova app che replica le stesse funzioni con dietro la potenza di fuoco di Meta potrebbe trovare uno spazio che altrimenti non avrebbe avuto.

    Italia e Spagna, da questo punto di vista, sono anche un campo di prova ideale, perché Snap è storicamente meno presente.

    Criticabile, ovviamente, ma va vista anche come una mossa di pressione competitiva. Meta non deve vincere dappertutto. In realtà, alla società di Zuckerberg basta rubare quote in quei paesi in cui Snap non è ancora radicato, o in quelli in cui sta perdendo terreno, per indebolire ulteriormente un concorrente già in difficoltà.

    Un tempismo che arriva forse troppo tardi

    Altra considerazione, restando sul tempismo, va fatta.

    L’onda della condivisione non filtrata, autentica, a bassa pressione, ha avuto il suo momento di grande popolarità qualche anno fa con BeReal, evocata prima. L’app francese che a un certo punto sembrava destinata a ridefinire il modo in cui i più giovani usano i social. Oggi, quella popolarità si è nettamente ridimensionata e BeReal non è più l’app che prometteva di diventare.

    Il punto è che Instants si inserisce in uno spazio che non è più in crescita come lo era due o tre anni fa. E qui entra in gioco un secondo problema, ancora più sostanziale: molti utenti, per la condivisione rapida e informale, usano già le Stories di Instagram.

    Sono utenti che hanno cioè uno strumento integrato nell’app principale che copre buona parte del bisogno a cui Instants risponde. Perché mai dovrebbero scaricare e gestire un’altra app?

    In teoria, Instants promette qualcosa di diverso dalle Stories, cioè la condivisione uno-a-uno o a piccoli gruppi senza pubblicazione sul feed pubblico.

    In pratica, però, per quella funzione esistono già i messaggi diretti di Instagram, WhatsApp, Messenger. Lo stesso bisogno è coperto, magari in modo meno elegante, da strumenti che l’utente ha già installati e aperti decine di volte al giorno.

    La storia dei cloni Meta e cosa ci dice davvero

    Se guardiamo la sequenza degli esperimenti Meta in chiave anti-Snapchat, il dato più interessante non sono i singoli tentativi, ma la continuità. Zuckerberg non ha mai smesso.

    Per oltre un decennio, la sua azienda ha dedicato risorse, tempo e ingegneri a un obiettivo che dal punto di vista industriale è marginale, perché Snap non è mai stato un concorrente diretto di Facebook o di Instagram. Lo è solo parzialmente, e solo su un segmento specifico di pubblico, quello più giovane.

    Eppure la persistenza è lì, visibile.

    Per Meta non si tratta solo di difendere il proprio mercato, ma di erodere quello degli altri fino a renderlo non più difendibile. Una cosa è costruire un prodotto migliore, un’altra è costruire tanti prodotti simili nella speranza che almeno uno attecchisca. Sono due strategie diverse, e quella che vediamo applicata qui è la seconda.

    Resta da vedere se Instants avrà un destino diverso dai suoi predecessori. La storia, in questo caso, suggerisce di no.

    Le app stand-alone di Meta pensate per sfidare Snapchat hanno quasi sempre fallito, e quando hanno avuto successo è stato perché integrate in un prodotto già esistente. Instants ripete esattamente lo schema che finora non ha pagato.

    La partita vera si gioca sugli occhiali connessi e IA

    Mentre Meta lancia l’ennesimo clone di Snapchat, il terreno vero dello scontro si è spostato altrove.

    Snap sta puntando tutto sui suoi occhiali in realtà aumentata, in arrivo nel 2026. Meta, dal canto suo, sta investendo pesantemente sull’intelligenza artificiale e su nuove infrastrutture, con il ventottesimo data center statunitense appena avviato.

    Le foto effimere, in questo scenario, sono quasi un campo di battaglia residuale.

    E allora la domanda è se valga davvero la pena, per Meta, insistere su un prodotto che probabilmente non cambierà gli equilibri di mercato. La risposta, forse, ha meno a che fare con la logica industriale e più con una dinamica che Meta ha costruito nel tempo. Quando un concorrente si indebolisce, allora ecco che si colpisce. Anche con un’app che, probabilmente, non verrà ricordata più tra qualche anno.

    In buona sostanza, un’azienda che controlla le principali app di messaggistica e social media del pianeta può permettersi di lanciare un prodotto derivativo dopo l’altro, finché uno non funziona. Ecco, chi non ha quelle dimensioni, semplicemente, non può.

    E questo è un aspetto del mercato digitale su cui, prima o poi, toccherà tornare. Il fatto che il primo banco di prova sia l’Italia ci riguarda da vicino, e ci offre una buona occasione per osservare la vicenda direttamente.

    Staremo a vedere, come sempre.

  • Snap pronta a licenziare il 20% dei dipendenti

    Snap pronta a licenziare il 20% dei dipendenti

    Snap ha comunicato che a partire da oggi, e per i prossimi giorni, è pronta a licenziare il 20% dei suoi dipendenti. Si tratta di 1.280 dipendenti su 6.400 di diversi reparti, tra cui una parte del team di sviluppo degli Spectacles.

    La notizia sta facendo molto discutere e, ovviamente, risolleva il grande tema della recessione all’interno del panorama dei social media, una situazione ormai non tanto celata.

    Snap ha comunicato che nei prossimi giorni, a partire da oggi, licenzierà il 20% dei suoi dipendenti. Stiamo parlando di 1.280 dipendenti su 6.400, un numero considerevole. Si tratta di un piano di ridimensionamento dell’azienda programmato ormai da settimane, visto che i problemi dell’azienda di Evan Spiegel non iniziato certo oggi.

    Saranno diversi i reparti ad essere colpiti da questo forte ridimensionamento, primo tra tutti il team di sviluppo delle mini applicazioni di giochi. Ad essere colpito sarà anche Zenly, l’app di social mapping che Snap ha acquisito cinque anni fa e che da allora gestisce separatamente.

    Snap licenziamenti

    Verrà fortemente ridimensionato anche tutto il reparto che lavora all’hardware di Spanchat, vale a dire il gruppo di lavoro che sviluppa gli occhiali in realtà aumentata, Spectacles, e il drone con fotocamera Pixy, da poco cancellato dopo essere stato in vendita solo per pochi mesi.

    Non verrà risparmiato neanche il team di vendita degli annunci pubblicitari dell’azienda che è in fase di grande ristrutturazione. Stiamo parlando di un team che lavoro in uno dei reparti più problematici dell’azienda e questo dell’advertising non è solo un problema di Snapchat.

    È poi notizia delle ultime ore il passaggio di Jeremi Gorman, chief business officer di Snap, e Peter Naylor, vice president Ad Sales di Snapchat, verso Netflix dove andranno a sviluppare il nuovo team per la vendita di pubblicità e il relativo team di vendite.

    Possiamo dire che tutta questa vicenda, per certi versi non sorprende. L’azienda di Spiegel negli ultimi mesi ha perso in borsa l’80% del suo valore e proprio la società a maggio aveva annunciato un rallentamento sulle assunzioni.

    Va detto che proprio durante la pandemia Snapchat ha avviato un programma di assunzioni massiccio, un programma che viste le condizioni di due anni fa poteva reggere. Ma poi, alla prova nella fase post-pandemia, quel progetto di espansione si è ridimensionato, scontrandosi con un’altra realtà.

    A marzo 2020 l’azienda contava 3.427 dipendenti, arrivando ai 6.446 dello scorso trimestre, questa è la situazione.

    Le aziende tech e social media alla prova della recessione

    Snapchat, come altre aziende del settore, non è uscita bene dal periodo della pandemia e, sicuramente, tra i vari fattori ha pesato anche la stretta di Apple sul tracciamento degli annunci pubblicitari nelle app iOS, stretta che ha colpito pesantemente anche Facebook.

    In tutto questo, la base utenti giornaliera della piattaforma ha continuato a crescere arrivando a 347 milioni di utenti, più di quanto ne abbia Twitter.

    Ma, al di là di tutto, ci sarebbe da fare qualche considerazione in più a questo punto, specie se consideriamo il fatto che Snapchat, da quando è quotata in borsa, dal 2017, ha realizzato profitti soltanto una volta. Forse su questo si dovrebbe riflettere, visto che il problema non riguarda soltanto Snapchat e che il fenomeno potrebbe essere molto più vasto.

  • Anche Snapchat ha la sua versione web e desktop

    Anche Snapchat ha la sua versione web e desktop

    Snapchat lancia la sua versione web e desktop. Ma non per tutti, questo primo lancio è disponile per gli utenti abbonati a Snapchat Plus, la versione premium dell’app in fase di test in pochi paesi.

    In Italia Snapchat non ha mai del tutto convinto, anche se ad oggi poco meno del 10% degli utenti social media italiani sostiene di usarla. Eppure, conta 332 milioni di utenti giornalieri con una strategia che è sempre più oriente alla realtà aumentata.

    Ma perché parliamo di Snapchat? Perché la piattaforma di Evan Spiegel ha lanciato oggi la sua versione web, quindi utilizzabile anche da desktop. Si tratta, nel contesto, di qualcosa di straordinario, quasi impensabile solo qualche mese fa. Sarà quindi possibile accedere con il proprio account Snapchat, da desktop, e inviare messaggi privati o chiamare i propri contatti.

    Intanto, c’è da dire che la versione web e desktop di Snapchat non sarà disponibile per tutti. Questa prima fase di lancio è disponibile solo per gli utenti che sottoscrivono la versione premium, Snapchat Plus. Annunciata il mese scorso, Snapchat Plus è disponibile negli Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Gli utenti abbonati di questi paesi saranno i primi ad usare la versione web e desktop di Snapchat.

    Ma cosa c’entra una versione web e desktop per una app, come Snapchat, che ha il mobile come suo terreno nativo? Secondo quanto afferma Nathan Boyd, responsabile della messagistica di Snapchat, offrire una versione web ai suoi utenti ha senso perché spesso gli utenti Snapchat usano anche i computer. Questo è vero per chiunque, per la verità.

    snapchat web desktop

    Secondo Snapchat, sempre nella figura di Nathan Boyd, questa versione di Snapchat vuole permettere agli utenti di usare il proprio desktop anche per chattare e telefonare, usando sempre la propria app preferita.

    Snapchat, ad esempio negli Usa, ma come negli altri paesi in cui è molto usata, ha utenti molto giovani, una media molto vicina a quella degli utenti TikTok. E molti di questi usano l’app proprio per inviare messaggi e fare telefonate.

    Obiettivo di Snapchat è quindi quello di approdare sul web e sul desktop per contrastare non tanto Instagram, che ha già la sua versione desktop, ma mettersi in concorrenza con WhatsApp, l’app di Meta per la messagistica istantanea.

    100 milioni di utenti usano Snapchat per telefonare, in media per 30 minuti

    Infatti, sempre Nathan Boyd ha affermato che Boyd afferma che sono 100 milioni le persone che si chiamano su Snapchat ogni mese, trascorrendo in media più di 30 minuti al giorno, e che la chat è in genere l’ultima cosa che le persone fanno prima di chiudere l’applicazione.

    Ora, a livello di strategia aziendale, offrendo questa opportunità agli utenti abbonati alla versione premium, Snapchat vorrebbe puntare ad aumentare i suoi introiti che sono sempre più arroccati negli Usa. Tutta la crescita economica, seppure non fortissima, è allocata negli Usa e non in altri paesi dove l’app continua a crescere dal punto di vista degli utenti, come in India ad esempio.

    È quindi molto probabile che Snapchat proverà ad estendere il lancio della versione web e desktop anche in altri paesi proprio per cercare di provare ad aumentare gli introiti provandoli a renderli sempre più distaccati dall’advertising che, visti i numeri, produce relativamente poco.

  • Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Snapchat, nella speranza di innescare una nuova crescita (di cui avrebbe grande bisogno), renderà possibile la condivisione delle Snapchat Stories al di fuori dell’app. Infatti, Snap comunica che, con il rilascio della nuova app, sarà possibile condividere le Stories su Facebook e su Twitter, sia da iOS che da Android.

    Le recenti performance di Snap, la società che gestisce Snapchat, hanno fatto temere il peggio per l’azienda di Evan Spiegel, disposta a tentare qualsiasi cosa pur di far crescere nuovamente l’app e di conseguenza l’azienda. E forse la mossa che servirebbe in questo momento potrebbe essere questa appena annunciata. Infatti, Snap annuncia che con il rilascio della nuova app Snapchat, completamente ridisegnata, sarà possibile condividere le Snapchat Stories anche al di fuori dell’app.

    Gli utenti, pochi (Canada e Australia) per il momento in vista di un rilascio globale, avranno quindi la possibilità di portare le loro Stories anche su Facebook e su Twitter, e sarà possibile sia da iOS che da Android. Sarà quindi come condividere un link da web oppure un tweet. Un’azione che, si spera, dovrebbe contribuire a fa ricrescere l’app.

    snapchat stories facebook twitter

    Al momento è quindi una feature per pochi, ma potrebbe dare nuova linfa ad un app che vede, comunque, ancora 178 milioni di utenti attivi che si scambiano 3,5 miliardi di scatti al giorno.

    Potrebbe essere questa la risposta di Snap ai propri investitori, preoccupati delle recenti performance negative dell’azienda a Wall Street.

    In ogni caso, è la prima volta che un contenuto esce fuori dall’app per vivere le sue 24 ore di durata (che restano) sul web e sui social media. In particolare su Facebook che ha preso in prestito molte delle funzionalità di Snap, a partire proprio dalle Stories.

    Vedremo, nel giro di qualche mese se questa mossa otterrà i frutti sperati.

  • Facebook copia (ancora) da Snapchat la funzione Streak e avvia i test su Messenger

    Facebook copia (ancora) da Snapchat la funzione Streak e avvia i test su Messenger

    Facebook continua a copiare funzionalità da Snapchat. Dopo aver preso di mira le Stories, e portandole su Instagram, WhatsApp, Messenger, e i filtri, adesso è la volta di Streak, la funzionalità che mostra quanti giorni consecutivi si chatta con un amico. Alcuni utenti hanno segnalato la funzionalità su Messenger e Facebook ha confermato i test.

    Facebook continua a guardare a Snapchat, rubando (è il caso di dire) quelle funzioni che hanno caratterizzato e fatto conoscere l’app di Evan Spiegel al grande pubblico di giovani. Dopo aver preso di mira le Stories ed averle portate, con grande successo, prima su Instgram e poi su WhatsApp e su Messenger, adesso nel mirino dell’azienda di Menlo Park vi è la funzionalità che mostra quanti giorni consecutivi si chatta con un amico proprio su Messenger. Alcuni utenti nei giorni scorsi hanno segnalato la funzionalità attiva su Messenger, l’app di messaggistica di Facebook che conta più di 1,3 miliardi di utenti ormai.

    Questa funzionalità, che quindi ha come obiettivo quello di spingere l’utente a chattare di più, su Snapchat va sotto il nome di streak (striscia) e appare con l’emoji del fuoco. Si legge sul servizio di supporto di Snapchat: “Se tu e un tuo amico siete Infuocati, significa che vi siete scambiati Snap (non messaggi in Chat) nell’arco di 24 ore per più di tre giorni consecutivi“. A fianco di questa emoji può apparire anche un numero che sta ad indicare i giorni in cui si è rimasti “infuocati.

    facebook messenger streak snapchat

    Bene, su Messenger, come appunto segnalato da alcuni utenti, apparirebbe l’emoji del tuono ad indicare quanti giorni consecutivi si è chattato con un amico. E anche in questo caso, di fianco all’iconcina apparirebbe un numero, ad indicare proprio i giorni consecutivi di conversazione sull’app.

    Facebook ha confermato questi test a Mashable, un portavoce ha dichiarato che questa funzionalità darà un colpo d’occhio sui “fatti divertenti sulle persone con cui si chatta”.

    Al momento non è chiaro quando questa funzionalità sarà attiva per tutti gli altri utenti, certo è che Facebook no perde il vizio, anzi. Ed è molto probabile che questa funzione sarà poi attiva su Instagram e WhatsApp, con l’obiettivo di incrementare il coinvolgimento su tutte le app dell’ecosistema Facebook.

  • Instagram Stories ha 300 milioni di utenti, quasi il doppio di Snapchat

    Instagram Stories ha 300 milioni di utenti, quasi il doppio di Snapchat

    Instagram Stories, la funzionalità aggiunta nel 2016 su Instagram, raggiunge il traguardo dei 300 milioni di utenti. Un risultato che è pari al doppio degli utenti di Snapchat che ha 173 milioni di utenti al giorno. E intanto Instagram continua ad arricchire le Stories con nuove opzioni, come il Superzoom, lo Stop Motion e un nuovo formato sul news feed.

    Avreste mai pensato, un anno fa, che Instagram Stories sarebbe stato un successo? Per la verità non sono tanti quelli che lo credevano, proprio per il fatto che era palese che Instagram (leggi Facebook) aveva copiato la funzionalità da Snapchat. Era sembrato un colpo basso, una mossa non chiara al momento. E invece non è stato così, qui sul blog avevamo spiegato subito che quella sarebbe stata, nel tempo, una bella mossa. E infatti.

    In occasione della terza trimestrale del 2017 Facebook ha fatto sapere, dalla diretta voce del suo CEO e fondatore, Mark Zuckerberg, che Instagram Stories ha raggiunto il traguardo di 300 milioni di utenti. Quindi, la funzionalità cresce, erano 250 milioni ad agosto di quest’anno, quando Instagram Stories ha compiuto un anno, e mette in ulteriore difficoltà proprio Snapchat.

    instagram stories 300 milioni utenti

    Andando a paragonare gli utenti che usano le Stories e gli utenti (giornalieri) di Snapchat, si nota che quelli di Instagram Stories sono quasi il doppio dell’app di Evan Spiegel: 300 milioni contro 173 milioni.

    E Instagram, proprio in relazione a questo dato e con l’obiettivo di aumentare il numero degli utenti e anche il coinvolgimento degli stessi, continua ad introdurre nuove opzioni. Ultime, in ordine di tempo, sono il Superzoom, che permette di usare le Stories con un tocco ancora più divertente, e lo Stop Motion, una funzione che permette di realizzare un gif mettendo insieme più scatti. E poi, novità che è ancora allo studio e che ancora non è neanche in fase di test, ma lo sarà presto, presto le Instagram Stories compariranno sul news feed dell’app con una scheda/anteprima della storia, con all’interno la foto dell’account dell’autore. Una modalità che accrescerà senz’altro l’attenzione verso le Stories.

    Il traguardo dei 300 milioni poi non riguarda solo Instagram Stories, ma anche WhatsApp Status, l’equivalente delle Stories per l’app di instant messaging sempre di proprietà di Facebook, tocca i 300 milioni di utenti. Un dato, questo sì, sorprendente.

  • Instagram Stories, a distanza di un anno Instagram ha vinto la sua scommessa

    Instagram Stories, a distanza di un anno Instagram ha vinto la sua scommessa

    Instagram Stories compie un anno, la funzionalità gemella delle Stories di Snapchat venne infatti lanciata il 2 agosto del 2016. E oggi si conosce qualche dato in più. La funzionalità è usata per 32 minuti al giorno di media dagli under 25, mentre gli over 25 anni la usano per 24 minuti. L’hashtag più usato dell’anno è #GOODMORNING.

    E’ passato un anno da quando Instagram lanciò Instagram Stories, la funzionalità gemella delle Stories di Snapchat ed è quindi il momento di tirare un po’ di somme. Sul blog ufficiale di Instagram ci sono tutti i dati, ma prima di vederli è il caso di fare qualche considerazione. Partiamo proprio da quello che scrivemmo un anno fa, e cioè che in effetti Instagram Stories si è rivelata una buona mossa. Una mossa azzeccata, al punto da mandare in crisi, proprio sul punto forte di Snapchat, l’app di Evan Spiegel nell’anno della quotazione in borsa. Un risultato non scontato quello raggiunto da Instagram, una bella scommessa, oggi vinta, su cui molti in realtà dubitarono.

    Il dibattito di 12 mesi fa ruotò molto sul fatto che Instagram aveva copiato e che forse per questo non sarebbe stata una buona idea. Invece, grazie anche ai numeri che Instagram può vantare (diciamolo), Instagram Stories si rivela la carta vincente per raggiungere l’obiettivo che Facebook si era prefissato. E cioè fare in modo che quel pubblico solitamente attratto da Snapchat, quindi un pubblico molto giovane, cominciasse ad usare Instagram grazie proprio alle Stories.

    Non è un caso che, dai dati diffusi oggi proprio da Instagram, si scopre che sono proprio gli under 25 ad usare di più la funzionalità Instagram Stories con un tempo medio, al giorno, di 32 minuti. Ecco la scommessa vinta, già da questo dato. Un anno fa la fascia più presente su Snapchat era quella 18-24 anni che costituiva il 37% sul totale. Ora, come abbiamo visto nel corso di questo ultimo anno, Snapchat è andato in crisi proprio su questo, con un calo delle visualizzazioni, delle Stories, dal 15% fino al 40%, il calo del 20-30% è stato poi nel periodo che va da agosto 2016 a gennaio 2017. Insomma, Instagram un anno dopo può dire che la mossa è stata azzeccata è che la mossa è stata vinta. E ad oggi gli utenti complessivi sono 250 milioni.

    instagram stories un anno dopo

    Bene, adesso vediamo qualche dato riguardo a Instagram Stories in questo primo anno di vita.

    Intanto Instagram rivela che le Stories cominciano ad interessare anche le aziende, in questo ultimo mese oltre il 50% delle imprese presenti su Instagram ha prodotto una Stories.

    Le Location più taggate nel corso del primo anno sono state:

    • Jakarta, Indonesia
    • San Paolo, Brasile
    • New York
    • Londra, Regno Unito
    • Madrid, Spagna

    Gli hashtag più utilizzato nelle Instagram Stories in questo primo anno sono stati:

    • #GOODMORNING
    • #WORK
    • #GOODNIGHT
    • #MOOD
    • #HAPPYBIRTHDAY
    • #TBT
    • #LOVE
    • #HOME
    • #BOMDIA (“ciao” o “buongiorno” in portoghese)
    • #RELAX

    Gli sticker più usati sono stati:

    • Vibrant Location
    • Digital time
    • “Like”
    • Hashtag
    • Weather

    E, infine, i “face filters” più usasi sulle Instagram Stories sono stati:

    • Orecchie da cucciolo
    • Faccia di sonno
    • Orecchie da coniglio
    • Amore con freccette a forma di cuore
    • Orecchie di Koala

    Allora, avete usato anche voi le Instagram Stories in questo anno? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Snapchat, ecco i primi problemi dopo la quotazione a Wall Street

    Snapchat, ecco i primi problemi dopo la quotazione a Wall Street

    Snapchat ha presentato i suoi primi risultati finanziari dalla quotazione a Wall Street nel marzo scorso. E non sono buone notizie. L’azienda ha perso 2,2 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali derivanti dai costi di compensazione per la IPO, e la base utenti è cresciuta del 5% dal dicembre dello scorso anni. Gli utenti attivi sono adesso 166 milioni. E’ una situazione di incertezza, che non deve durare a lungo.

    Snap Inc. ha diffuso ieri i suoi primi risultati finanziari dalla quotazione in borsa, avvenuta nel marzo scorso facendo registrare una IPO tra le più alte degli ultimi tempi. I dati però non sono stati così entusiasmanti, per la verità, è dal punto di vista finanziario e dal punto di vista della piattaforma. Si può dire che tutto il buono che si era visto con la IPO, molto promettente, è stato spazzato via in pochi mesi. E ora, regna una situazione di incertezza che deve assolutamente essere superata nel breve periodo, altrimenti la situazione può precipitare ancora.

    snapchat q1 2017 franzrusso.it

    A fronte di 149 milioni di dollari di ricavi (erano 38,8 milioni di dollari nel 2016), Snap Inc. fa registrare 2,2 miliardi di dollari di perdite, da 104 milioni dello scorso anno. Una perdita enorme che, per precisazione, dipende molto dai costi di compensazione derivanti proprio dallo sbarco in borsa. Solo Evan Spiegel ha incassato 750 milioni di bonus.

    Resta, però, il fatto che si tratta comunque di una grossa perdita, al netto delle compensazioni per l’appunto. Se guardiamo i dati dello scorso anno, 28 milioni di dollari di ricavi con 104 milioni di perdite, allora la situazione non è cambiata affatto, è solo peggiorata. Infatti per perdite ammontano a 208 milioni di dollari, il doppio rispetto ad un anno fa.

    Il momento della verità per Snapchat è dunque arrivato prima del previsto ed è subito ora di tirar fuori qualche soluzione prima che la situazioni si complichi. Adesso regna l’incertezza, ma serve trovare subito una strada che possa proiettare Snap Inc. verso acque più tranquille. Come fece Facebook nel 2012, il compito che ha di fronte adesso Snpachat è quello di incuriosire e invogliare gli investitori, deve sorprenderli con soluzioni pubblicitarie nuove e alternative. Questo deve fare, e subito.

    Dal punto di vista della base utenti la situazione non è buona. La base utenti in un anno è cresciuta del 36%, ma solo del 5% negli ultimi tre mesi, passando da 158 milioni di utenti a 166 milioni attuali. Quello che preoccupa gli analisti ed esperti è che Snapchat in casa sua, cioè negli Usa, è cresciuta pochissima: 3 milioni nel Nord America per raggiungere 71 milioni di utenti complessivi. In Europa gli utenti sono adesso 55 milioni con una crescita di 3 milioni. Nel resto del mondo ha raggiunto solo 1 milione di utenti in più, arrivando a 40 milioni totali.

    snapchat utenti 2017 franzrusso-it

    E’ evidente che la forte concorrenza di Facebook in questi mesi ha pesato su Snapchat. Instagram Stories ha oggi un numero di utenti che è più grande della stessa base utenti complessiva di Snapchat: 200 milioni contro 166. E Instagram continua a crescere, come abbiamo visto proprio in questo Q1 2017 con il traguardo dei 700 milioni di utenti.

    Quando Snapchat si è quotata in borsa avevamo ipotizzato che l’azienda fondata da Evan Spiegel, oggi CEO, e Bobby Murphy avesse due possibilità di fronte ad essa: o essere un nuovo fenomeno Facebook oppure essere un nuovo caso Twitter. Da quello che stiamo vedendo, al momento la situazione somiglia molto alla nostra seconda ipotesi e cioè che siamo di fronte ad un nuovo caso Twitter. Fino ai prossimi dati.

    UPDATE

    Dopo i dati del Q1 2017 il titolo SNAP sta perdendo il 19,2% a Wall Street, quotato a 18,5 dollari per azione, un valore di capitale intorno ai 21,4 miliardi di dollari, 7 in meno rispetto alla IPO del marzo scorso:

    snapchat wall street snap 11052017

    E voi che ne pensate?

  • E intanto i Millennials preferiscono (ancora) le Snapchat Stories

    E intanto i Millennials preferiscono (ancora) le Snapchat Stories

    Lo scontro tra Snapchat Stories e Instagram Stories si arricchisce di un’altra puntata. Secondo una recente ricerca di Whatsgoodly, condotta su un campione di circa 2 mila Millennials, le Stories su Snapchat sono preferite dal 78%, anche se il dato è in calo del 10%. Il 16% dichiara di non usare nessuna delle due e solo il 4% dichiara di usare Instagram Stories.

    Ad agosto 2016, quando Instagram, a sorpresa, introdusse le Instagram Stories, affermammo che quella poteva essere una bella mossa, soprattutto se l’obiettivo di Instagram fosse stato quello di portare verso la propria app i Millennials. Nei numeri l’obiettivo sembrava essere proprio questo. Ora, non è detto che non lo sia e che qualcosa in questo senso non si stia già muovendo, ma forse per capirne di più è il caso di dare un’occhiata a qualche dato, perchè potrebbe rivelarci qualche sorpresa.

    E i dati ce li fornisce una recente indagine condotta da Whatsgoodly che ha chiesto a quasi 2 mila Millennials, 1.991 per l’esattezza, quale modalità di racconto usassero di più: Spachat Stories o Instagram Stories?

    snapchat stories instargram stories millennials

    Ebbene, nel periodo che va dal 5 al 18 aprile 2017, i Millennials hanno risposto di preferire le Snapchat Stories nel 78% dei casi. Un numero altissimo e forse quasi inaspettato, vuol dire che da agosto 2016 ad aprile 2017 non si è registrata ancora una preferenza marcata da parte dei Millennials verso Instagram Stories, come ci si attendeva. Abbiamo detto “ancora” non a caso. Sì, perchè che diamo un’occhiata all’indagine condotta quattro mesi prima, e cioè dal dal 15 novembre al 15 dicembre 2016, notiamo che la preferenza verso le Snapchat Stories da parte dei Millennials era dell’88%, 10 punti percentuali in più rispetto al dato rilevato ad aprile 2017. Si è verificato quindi un leggero calo, le Snapchat Stories restano ancora la modalità preferita dei Millennials rispetto alle Instagram Stories, ma la preferenza si riduce.

    snapchat stories instargram stories millennials aprile 2017

    E dove è andato a finire quel 10% che in quattro mesi ha smesso di preferire Snapchat Stories? Avrà scelto Instagram Stories? No, ha finito, invece, per non sceglierne alcuna. E’ andato ad alimentare il dato che riporta quei Millennials che non usano nè Snapchat Stories e nè Instagram Stories. Infatti, se ci fate caso, il dato del 4% dei Millennials che scelgono a dicembre 2016 Instagram Stories è rimasto identico anche quattro mesi dopo, cioè ad aprile 2017. Così come è rimasto identico il 2% dei Millennials che affermano di usarle entrambe.

    snapchat stories instargram stories millennials dicembre 2016

    Come abbiamo visto in questi mesi, le Stories rappresentano per Facebook un’importante arena di scontro con Snapchat per accaparrarsi quegli utenti che ancora non riescono ad entrare in sintonia con Snapchat. E’ anche vero che l’obiettivo di Facebook è quello di arrivare a quella fascia di età che tutti i brand hanno sotto mira, che è proprio quella dei Millennials, più flessibili nelle loro scelte, dinamici e che sono alla ricerca di modalità nuove e sempre più coinvolgenti. questa ricerca ci dimostra che, lentamente, i Millennials abbandonano Snapchat Stories ma non abbracciano ancora del tutto Instagram Stories. Di conseguenza, Facebook ha tutto l’interesse a non mollare la presa e a giocare tutto sull’innovazione di Instagram, la vera chiave di volta in questo scontro. Vince chi saprà innovare di più. E da questo punto di vista, con i mezzi a dispozione, Instagram è avvantaggiato.

    E voi cosa ne pensate? Quale preferite tra Snapchat Stories e Instagram Stories?

  • La crescita di Instagram alimenta quella di Facebook, per contrastare Snapchat

    La crescita di Instagram alimenta quella di Facebook, per contrastare Snapchat

    Instagram supera il traguardo dei 700 milioni di utenti attivi al mese, una crescita alimentata certamente dalle Stories modalità che gli utenti apprezzano. E, ovviamente, la crescita di Instagram significa anche crescita di Facebook con cui può davvero contrastare Snapchat.

    Instagram continua a crescere e l’annuncio del superamento del traguardo dei 700 milioni di utenti attivi al mese ne è la conferma. Una crescita che risulta essere, per certi versi, trainata dalle ultime novità introdotte sulla piattaforma, una su tutte le Instagram Stories, modalità di racconto effimero molto apprezzata dagli utenti. E sono proprio le Stories a trainare questa crescita, affermazione che sta proprio nei numeri. Pensate, Instagram impiega 9 mesi per passare dai 400 milioni di utenti attivi, al superamento dei 500 milioni di utenti; mentre ne impiega 6 di mesi per passare dai 500 ai 600 milioni, rilevati lo scorso dicembre. E ne impiega quindi quattro mesi per arrivare a superare i 700 milioni di utenti attivi. 

    instagram 700 milioni di utenti

    Una crescita che di fatto alimenta anche la crescita di Facebook che possiede Instagram dal 2012, quando l’acquisì per 1 miliardo di dollari. Da allora l’app ha conosciuto una nuova vita e oggi rappresenta per Facebook l’arma per contrastare Snapchat. Perchè il vero obiettivo di Facebook era quello di realizzare una modalità che potesse permettere a Instagram di intercettare proprio gli utenti che usano Snapchat, solitamente più giovani. E pare esserci riuscito.

    Instagram quindi punta ad entrare nel club delle piattaforme da 1 miliardo di utenti in su, e fanno parte proprio della famiglia che ha sede a Menlo Park. E ci troviamo WhatsApp, Messenger, che da poco ha superato 1,2 miliardi di utenti, e, ovviamente, Facebook, abbondantemente oltre 1,9 miliardi di utenti, con il traguardo dei 2 miliardi di utenti ormai vicino. Traguardo mai toccato da nessun’altra piattaforma prima d’ora.

    Per Instagram sono sufficienti, stando agli ultimi ritmi di crescita, 12 mesi (100 milioni ogni 4 mesi) per superare il traguardo di 1 miliardo di utenti. Quindi, vedremo ad aprile 2018 se la previsione sarà azzeccata. Sempre che non succeda prima, cosa molto probabile.

    E in Italia quanti sono? Sicuramente più dei 9 milioni che sappiamo, molto probabile che siano 11 milioni (dati Blogmeter, aprile 2017).