Come è cambiata la Comunicazione nell’era dei Social Media? Gli strumenti per comunicare sono di più o di meno? Sicuramente molto è cambiato e cambierà ancora. Ma vediamo come si comunica oggi.
Come è cambiata la Comunicazione nell’era dei Social Media? Direi tanto, anzi più che cambiata la comunicazine oggi si è allargata, nel senso che si hanno a disposizione molti più mezzi di quanti ce ne fossero solo qualche anno fa. Non abbiamo mai smesso di comunicare, siamo andati sempre più alla ricerca di altri modi per farlo, allargando di consegienza le nostre conoscenze. Facebook o twitter hanno contribuito molto a questo arricchimento della comunicazione, creando molte opportunità, ma anche lanciando delle nuove sfide. In passato i nostri contatti li gestivamo usando il telefono, la posta elettronica, o anche la posta tradizionale; oggi invece abbiamo una serie più ampia di modi attraverso i quali i nostri contatti ci possono raggiungere, che da un lato possono diventare delle vere e proprie perdite di tempo, ma dall’altro lato possono aiutarci in maniera efficace a comunicare e a condividere. (altro…)
Facebook ieri ha compiuto 6 anni e ha superato, a livello mondiale, i 400 milioni di utenti registrati. Un bel risultato e un bel regalo per Mr. Zuckerberg.
Proprio ieri, 4 Febbraio, Facebook ha festeggiato i suoi sei anni. Infatti l’avventura di Mark Zuckerberg cominciò esattamenmte il 4 febbrazio 2004 quando lo stesso facebook veniva concepito come un network solo per gli studenti di Harvard. A distanza di sei anni Facebook ha macinato tutto ciò che si è trovato sulla sua strada. Ha letteralmente modificato e cambiato un certo modo di vivere il web fino a quel momento, e ancora oggi. Parlare di social network non ha senso se non ci si riferisce al sito di Zuckerberg. (altro…)
Secondo Jaron Lanier, colui che ha coniato il termine realtà virtuale, il web 2.0 è ormai sul punto di scoppiare, essendo ormai piatto e ridotto quasi ad una poltiglia di informazioni. Mi chiedo, perchè?
Jaron Lanier
Jaron Lanier, da molti considerato un guru del web e dei new media, colui che ha inventato la frase “realtà virtuale“, famosa firma di Wired, il Wall Street Journal lo definisce “online pioneer”, ha da poco pubblicato un nuovo libro “You Are Not A Gadget” nel quale lamenta il fatto che ad oggi il web 2.0 non è altro che “un coro di voci appiattite su su stesse”, un “collettivismo”, come lo definisce, che non produce altro che la sensazione di partecipare a dei contenuti vuoti. Il fatto che tutti possano contribuire secondo Lanier non è da considerarsi un arricchimento. Al contrario. Sostiene che:
Quando si da modo a tutti di collaborare su tutto, si genera un sordo, risultato medio in tutte le cose. Non si ottiene l’innovazione. Se si vuole stimolare la creatività e l’eccellenza, è necessario introdurre alcuni paletti.
E pensare che il web 2.0 si muove su principi quali la condivisione e la collaborazione. Ora, è chiaro che nel caso in cui ci si apre a spazi sempre più estesi prima o poi bisogna porsi il problema di creare un limite, ma credo che questo, trattandosi poi della rete, sia un concetto già assodato. Pensare che quanto creato e realizzato fino ad ora, anche in termini di diffusione dei concetti che stanno alla base di internet e del web 2.0, non sia altro che un collettivismo senza senso, mi sembra veramente riduttivo.
Se è vero, come è vero, che la rete è libera, bisogna prendere coscienza del fatto che all’interno di esse si puà trovare tutto. Ma veramente tutto. E non c’è da scandalizzarsi. E questo non significa che non si possa fare “cultura web 2.0” solo perchè in giro vi sono “blog anonimi che con inutili commenti e scherzi frivoli” hanno appiattito i contenuti del web. Mi sembra un giudizio che non tiene conto di quanto sia vasta e varia la rete. Forse in tutto questo Lanier vuole intendere che tutto quello che gira sul web è appannaggio di un soggeto unico che decide un pò le sorti di tutto il web. E questo si che è un argomento interessante da trattare.
«Ai tempi della rivoluzione internet io e i miei collaboratori venivamo sempre irrisi, perché prevedevamo che il web avrebbe potuto dare libera espressione a milioni di individui. Macché, ci dicevano, alla gente piace guardare la tv, non stare davanti a un computer. Quando la rivoluzione c’è stata, però, la creatività è stata uccisa, e il web ha perso la dignità intellettuale. Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta. Altrimenti la gente finisce nella bolla dei siti arrabbiati, degli ultras, dove ascolta solo chi rafforza le sue idee».
Il problema è quindi come poter far prevalere la qualità e la veridicità dei contenuti senza che questi ossano essere inquinati da teppisti internauti. Pensare oggi che l’internauta sia molto più evoluto di ieri è un dato di fatto. E’ vero che esiste gente che guarda al web con una certa diffidenza e superficialità, ma ne esiste un’altra, ed è la maggioranza, che in questi anni è cresciuta, è maturata, è riuscita a costruirsi una coscienza capace di distinguere da ciò che va bene sul web e ciò che non lo è. E’ capace già da sè di fare una riflessione simile. E la fa tutti i giorni andando a scegliersi, da google, da wikipedia, dai social network, dai blog, ciò che vuole sapere, ciò che vuole leggere, ciò di cui ha bisogno per informarsi. Non credo al declino della rete. Credo il contrario. e credo anche che l’opinione di un pioniere com Larnier faccia solo bene, per quanto essa possa essere criticabile. Perchè da questa si può misurare il livello di maturità che ha raggiunto la rete. Lasciarsi sopraffare da opinioni di questo livello testimonierebbe, al contrario, una evidente fragilità, dando ragione a questa corrente di pensiero.
Il popolare social network ormai sta battendo tutti i record. Da un recente studio facebook risulta essere il più letto per numero di pagine in assoluto e la notte scorsa ha vinto per la terza volta i “Crunchies” come miglior prodotto per il 2009.
Facebook batte tutti!
Facebook ormai sta diventando un fenomeno inarrestabile sotto ogni punto di vista. Dopo aver raggiunto e superato i 300 milioni di iscritti nel mondo, non vi è giorno che non si registri qualche altro nuovo risultato ottenuto dal sito azzurro di Mark Zuckerberg. Infatti da uno studio condotto da una società svedese che ha preso in esame, tra gli altri, facebook, twitter, linkedin, hi5, last.fm, friendster, myspace, digg, stumbleupon, xanga, delicious, tanto per citarne alcuni, risulta che facebook è il più letto con 260 miliardi di pagine viste ogni mese; 8,6 miliardi al giorno; 6 milioni ogni minuto. (altro…)
Ne avete abbastanza della vostra vita sui social network? Siete stufi dei vostri amici virtuali che vi tempestano con inviti a messaggi da voi non graditi? Per mettere fine a tutto questo ci pensa «The Web 2.0 Suicide Machine», ovvero come cancellarsi dai social network. Facebook non ci sta.
In sostanza «The Web 2.0 Suicide Machine», sul sito suicidemachine.org, permette a chiunque si sia stufato della propria vita creata sul we 2.0, attraverso la registrazione su facebook, twitter, linkedin o myspace, di cancellarsi definitivamente, o meglio ancora per usare il termine sutao porprio dal sito, di “suicidarsi” dalla vita targata web 2.0.
Ultimamente si parla molto di informazione soprattutto in chiave web 2.0. La crisi dei giornali e dell’editoria in generale è stata aggravata dalla nascita dei social network e dal ruolo sempre più importante dei blog. Parola d’ordine: Diversificazione.
Social Media
I giornali e gli editori ultimamente stanno soffrendo molto la crisi, come tutti del resto, mostrando soprattutto l’incapacità di potersi rigenerare di fronte a situazioni complicate come queste. Ne è esempio il caso creato intorno a Google News, dove gli editori hanno lamentato una posizione dominante sulle notizie da parte del colosso californiano. Ma rimane il fatto che l’informazione in generale è rimasta abbastanza lontana da ciò che invece avviene sul web, salvo in alcuni casi, accorgersi in manioera tardiva della situazione. (altro…)
Finalmente twitter è accessibile anche in lingua italiana. E questa è proprio una bella notizia. Da oggi nessuno nel nostro paese potrà più dire che twitter non è comprensibile perchè solo in inglese.
Twitter in italiano
E’ una bella notizia questa: finalmente anche twitter è in italiano! Ci voleva anche perchè uno dei maggiori ostacoli che incontravano tanti utenti era proprio il fatto che il social network dei “cinguettii” era solo in inglese. Ed è proverbiale la dimestichezza degli italiani con la lingua inglese.
E poi se lo guardiamo da un altro punto di vista, a me sembra un piccolo riconoscimento verso il nostro paese. Nel senso che inserendo anche la lingua italiana vuol dire valorizzare il pubblico italiano con la consapevolezza di rafforzare e di accrescere la presenza nel nostro paese. (altro…)
Una recente ricerca eseguita da due ricercatori della Bocconi evidenzia che l’uso del web nelle aziende italiane sta aumentando. Blog e social network sembrano essere più usati
Social Enterprise
Questo è un argomento che mi sta molto a cuore e proprio recentemente avevo scritto qui, riportando i risultati di un’indagine di McKinsey, proprio che l’utilizzo del blog e anche dei social network come strumenti di lavoro e di business per le aziende, stesse aumentando. Ovviamente, come tra l’altro mi è stato fatto notare, a ragione devo dire, quelli erano risultati, utili si, ma non rispecchiavano la realtà italiana. Ed ecco allora che questa indagine condotta su 100 aziende, dal titolo “Social Media Monitor: cento aziende nella Rete”, da Paola Dubini e Martino Garavaglia dell’Osservatorio business tv dell’Università Bocconi, mette in evidenza come l’utilizzo di blog, community, web tv, web radio e social network da parte delle imprese nel dialogo con gli utenti è in crescita. (altro…)
Recentemente mi sono imbattuto per caso in Topsy, tutto sommato un motore di ricerca, ma che possiede un particolare molto interessante. Infatti ricerca tra i links degli utente registrati su Twitter, anzi ricerca proprio i retweet. Risultato oltre che interessante, anche sbalorditivo.
Topsy
Cercando qualche informazione in più su questo nuovo motore, sono risalito a questo post di Michael Arrington su TechCrunch che da una bella descrizione di come lavora Topsy. Stiamo parlando di un motore di ricerca, ma di un motore di ricerca particolare, non proprio alla Google. Infatti a differenza di Google che vede il web come documenti e analizza il comportamento dei link in modo tale da preferire i documenti meglio linkati piuttosto che quelli che concorrono tra loro con le stesse keywords o argomenti. E con l’arrivo dei blog che si aggiornano in maniera poco regolare, Google finisce per indicizzare meglio quelli più diffusi e popolari. Tutta questa attività genera una massa enorme di contenuti a tal punto che Google, come gli altri motori molto meno attrezzati, fanno difficoltà a starvi dietro. (altro…)
Sapevate che nonostante i milioni di utenti quotidianamente collegati facebook in alcuni paesi è poco usato? Se navigate la mappa realizzata da Vincenzo Cosenza, profondo conoscitore del web e di facebook in particolare, avrete delle sorprese proprio relativamente al social network di Mark Zuckerberg.
Il social network con il più alto numero di utenti iscritti, oltre 300 milioni, è cinese e si chiama Qq. E pensare che facebook ha superato i 250 milioni di iscritti nel mondo proprio in questi giorni. Sempre consultando la mappa si scopre che in Russia il social network più diffuso si chiama VKontakte, mentre per la popolazione di lingua araba la comunità più importante e diffusa è Maktoob.
Orkut rimane forte in India e Brasile e HI5 resiste in Peru, Colombia, Ecuador e in altre nazioni come il Portogallo, la Mongolia e la Romania. Alla fine se guardiamo bene ci accorgiamo che oltre facebook c’è altro.
Per chi volesse navigare la mappa può collegarsi qui.
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