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  • Spotify, ecco la mappa geografica delle canzoni più ascoltate

    Spotify, ecco la mappa geografica delle canzoni più ascoltate

    Spotify, il popolare servizio di musica in streaming, ha realizzato una mappa navigabile delle canzoni più ascoltate in diverse città del mondo. Cliccando infatti su una città appare un link collegato alla playlist del posto. Un grande atlante musicale per ascoltare musica di altri posti, spesso poco conosciuta.

    Come sapete la battaglia dei servizi di musica in streaming è ormai entrata nel vivo con l’entrata in campo anche di Apple Musica, dal 30 giugno scorso. Ed è quindi facile attendersi continui colpi da una parte e dall’altra. Ed proprio quello che vi presentiamo oggi. Spotify ha realizzato una mappa navigabile (la trovate in basso) segnalando le canzoni più ascoltate in diverse città del mondo. Si tratta di un vero atlante della musica online che permette di scoprire canzoni di altri paesi che spesso restano sconosciute.

    spotify-mappa

    Nel presentare la mappa Spotify garantisce che ogni playlist è distintiva del posto indicato sulla mappa. In pratica navigando sulla mappa scegliete la città di cui vorreste conoscere i gusti musicali, magari anche la vostra città in modo da scoprire cantanti e band più ascoltati. Una volta cliccata sulla città preferita vi compare il link della playlist su Spotify, a questo punto non dovete fare altro che ascoltare la selezione realizzate per quella città. Si tratta quindi di musica in genere più ascoltata in certi posti e meno in altri, la curiosità sta a questo punto nel navigare questa sorta di atlante della musica alla scoperta di nuovi gusti musicali di altre città.

    Il progetto evidenzia la portata globale che ha oggi Spotify, il più usato (almeno fino ad ora) servizio di musica in streaming. Dalla mappa noterete che si sono ampie zone senza segnalazioni, sono appunto quelle zone in cui Spotify ancora non è presente. E quindi non ci sono segnalazioni in Africa, in Asia dove mancano infatti la Cina, il Giappone, l’India. Manca anche la Russia.

    Spotify oggi è presente in 58 mercati e altri ne arriveranno prossimamente, specie in virtù della battaglia a cui facevamo riferimento prima.

    Le playlist della mappa verranno aggiornate due volte al mese e ogni aggiornamento proviene dalla selezione fatta su 20 miliardi di brani.

    Allora, che ve ne pare?

  • Spotify, nuova app desktop e integrazione con Musixmatch

    Spotify, nuova app desktop e integrazione con Musixmatch

    Spotify, il servizio di musica in streaming on demand più usato sulla rete, ha lanciato la nuova versione del’applicazione per desktop. E una delle novità è che l’integrazione dei testi sulla piattaforma viene fatta in collaborazione con la startup bolognese Musixmatch.

    Spotify, il servizio di di musica in streaming on demand più usato sulla rete, ha lanciato la nuova versione del’applicazione per desktop con nuove funzionalità e aggiornamenti. Ma la grossa novità annunciata dalla società fondata da  da Daniel Ek e da Martin Lorentzon (tra l’altro, cofondatore di TradeDoubler) riguarda i testi delle canzoni che diventeranno sempre più parte integrante della piattaforma. E questa integrazione sarà resa possibile con la collaborazione di Musixmatch, il più grande catalogo di testi musicale del mondo, la cui startup è stata fondata dal bolognese Massimo Ciociola nel 2010.

    Come spiega Spotify, attivare la funzionalità sarà semplicissimo. Basta far partire una canzone dall’applicazione desktop e premere il tasto “Testo” della canzone. Si possono anche cercare e sfogliare i testi delle canzoni più famose su Spotify utilizzando la funzione “Esplora”.

    Ma le novità annunciate da Spotify non si esauriscono qui. E riguardano una nuova sezione “Cerca Amici” con la quale adesso è più facile scoprire cosa ascoltano le persone che state seguendo. E’ sufficiente scorrere la barra laterale per guardare le loro playlist, canzoni e artisti preferiti.

    E sono state introdotte anche le nuove Viral Chart giornaliere, grazie alle quali Spotify presenta le canzoni più suonate nel mondo e nella vostra area. In più, tutte le classifiche evidenziano la nuova musica aggiunta e quali canzoni salgono e scendono nella chart.

    L’integrazione di Musixmatch porta una delle applicazioni più popolari all’interno di Spotify insieme ad altre come Songkick e Topspin. Inoltre, Spotify ha lavorato con BBC Playlister, Swarm, Digster, Filtr e altri partner per offrire ai propri utenti una esperienza musicale sempre più ricca sulla piattaforma.

    Con l’introduzione di queste novità, Spotify fa sapere che gradualmente sarà disabilitata la funzione “Cerca app” e le altre applicazioni di terze parti per la versione desktop.

  • Spotify continua crescere e assume 500 lavoratori

    Spotify continua crescere e assume 500 lavoratori

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    Spotify, il servizio di musica in streaming più usato al mondo, continua ormai la sua crescita inarrestabile. E Martin Lorentzon, co-founder di Spotify, intervenendo a Slush, evento dedicato alle tecnologie e alle startup che si sta tenendo ad Helsinki, ha detto che presto verranno assunte 500 persone per potenziare la presenza a New York e Stoccolma

    Spotify, il servizio di musica in streaming più usato al mondo, continua ormai la sua crescita inarrestabile e in virtù di nuovi programmi di sviluppo, orientati soprattutto a potenziare la sua presenza a New York e Stoccolma, sta assumendo nuove persone. Obiettivo è quello di arrivare ad aumentare la propria forza lavoro del 33%.

    Ad affermarlo è il co-founder di Spotify, Martin Lorentzon che ha parlato a Slush, uno degli eventi dedicati alle tecnologie e alle startup tra i più importanti in Europa che si sta tenendo ad Helsinki. Lorentzon ha dichiarato che la compagnia conta ad oggi 1.500 lavoratori e che ne sta reclutando altre 500 per arrivare a 2.000 impiegati. Al momento non si conoscono altri dettagli, soprattutto per quel che riguarda la tempistica con cui si procederà alle assunzioni e ancora meno si conosce quali saranno i profili ricercati.

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    Una notizia che conferma l’ottimo stato di salute di Spotify che da poco, praticamente da ieri, ha suggellato una nuova partnership questa volta con Uber, grazie alla quale gli utenti potranno scegliere la propria colonna sonora anche quando viaggeranno in auto.

    Attivarlo è molto semplice, basta collegare il proprio account sulla schermata del profilo Uber; richiedere l’auto; toccare la barra della musica e selezionare i brani dalla playlist già pronta; si può controllare la musica dall’app Uber o da Spotify. L’integrazione tra Uber e Spotify sarà lanciata sulle auto abilitate per Spotify il prossimo 21 novembre in 10 città: Città del Messico, Londra, Los Angeles, Nashville, New York, San Francisco, Singapore, Stoccolma, Toronto e Sydney. Il lancio globale seguirà nelle settimane successive.

    Spotify conta ad oggi oltre 50 milioni di utenti attivi ogni mese, dei quali più di 12,5 milioni hanno sottoscritto un abbonamento E’ il servizio di musica in streaming più popolare anche se non mancano rivali importanti come Deezer a Rhapsody a Beats Music. E nel settore è da poco sbarcato anche YouTube che nei giorni scorsi ha lanciato un servizio musicale a pagamento chiamato Music Key. E anche su questo Lorentzon ha detto la propria, sostenendo che ”è una buona cosa, mi spinge a correre più veloce”.

  • Playlist Contest, il concorso di Ford insieme a Spotify

    Playlist Contest, il concorso di Ford insieme a Spotify

    Ripercorrere la musica degli ultimi trent’anni e riscoprire il piacere della musicassette e dei CD è davvero affascinante. Ma oggi la musica è cambiata ed è davvero a portata di mano, anche sui nostri smartphone. Ford, insieme a Spotify, lancia Playlist Contest, il concorso che ti permette di creare la tua playlist e vincere 10 abbonamenti Premium su Spotify

    Ripercorrere la musica degli ultimi trent’anni è davvero affascinante. Specie se si rispolvera le vecchie musicassette, quelle che mettevamo nei “walkman” per scoprire, per la prima volta, il fascino di portarsi la musica preferita con sè, solo che non era così comodo. Poi sono arrivati i CD, il primo vero supporto digitale che ha cambiato profondamente il modo di ascoltare la musica. Leggeri e facilmente manovrabili, era un piacere avere a disposizione tanto spazio per costruire quello che poteva essere il primo esempio di playlist. Poi la Musica ha continuato ad evolversi e ad assumere una dimensione sempre più infinita, nel senso che davvero oggi è possibile portare la propria musica con sè, ovunque ci troviamo. In questo modo la musica diventa davvero la colonna sonora di momenti importanti o semplicemente riesce a farci compagnia mentre siamo in palestra o andiamo a correre.

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    Ebbene, fatta questa dovuta premessa, il concorso che vi presentiamo oggi ha molto a che fare con questo contesto. Infatti, Ford, insieme a Spotify, lancia Playlist Contest, il concorso che vi permette di creare la vostra playlist, magari mettendo insieme la vostra vecchia musica con quella che ascoltate oggi, facendola diventare la vostra colonna sonora dell’estate. Potete prendere parte al concorso entro il 23 Settembre 2014 e vi basta andare su playlistcontest.it, oppure attraverso l’app via Facebook che trovate sulla pagina ufficiale di Ford, e registrarvi. Si possono vincere 10 abbonamenti Premium su Spotify con queste modalità: dal 1° al 3°, un anno di Spotify Premium; dal 4° al 10°, potete vincere 6 mesi di Spotify Premium.

    E con il sistema SYNC with Applink di Ford, disponibile sulla nuova Ford EcoSport, oggi è possibile creare e riprodurre le proprie playlist con il solo uso della voce, così la musica di tutto il mondo è sempre con noi, ovunque.

    Insomma, non aspettate oltre e correte a creare la vostra playlist per l’estate, un abbonamento Premium su Spotify potrebbe essere vostro!

  • E se Spotify si quotasse… dando vita ad un nuovo mondo?

    E se Spotify si quotasse… dando vita ad un nuovo mondo?

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    Qualche settimana è cominciata a circolare la voce che anche Spotify stia cominciando a guardarsi intorno per quotarsi in borsa. Vediamo quindi come la società ha cambiato il mondo della Musica che sta ormai transitando dal concetto di musica digitale a quella in live streaming

    Ho avuto la fortuna fino ad oggi di scrivere qui su InTime di due argomenti che mi stanno molto a cuore, finanza e tecnologia. Ho parlato di nuove società quotate o in procinto di farlo. Oggi mi permetto di dare una mia personale opinione in merito al possibile ingresso di Spotify in Borsa, in considerazione dei numeri fatti grazie alla sua forma in abbonamento.

    Sono passati circa cinque anni dalla fine della mia vita da studente di Sound Design, presso lo IED di Milano. Ma ricordo ancora come se fosse oggi che ognuna di quelle tesi finite per il rotto delle cuffia erano salvate su dei supporti fisici, CD o HD che dir si voglia. Il cloud era quella cosa, nuvolosa appunto, di cui avevo sentito parlare una volta dal mio beneamato Prof. Sergio Messina… E che ancora mi sembrava un lontano, inarrivabile futuro.

    Figuriamoci la musica in streaming!

    Oggi invece non solo la musica digitale, contenuta fisicamente sugli iPod o sui supporti, non è più il futuro, ma si è improvvisamente trasformata in un passato che pian piano si sta avvicendando con la realtà di cui appunto parlavo un attimo fa: la musica “istantanea”, in abbonamento, in streaming.

    Per pochi euro al mese posso ormai avere tutta la musica che voglio, online e offline, scaricando i brani che preferisco sul telefono. Vi direte voi:

    quindi cade il discorso fatto prima sulla musica scaricata e posseduta?

    Ebbene, in realtà no. In realtà i brani con app tipo Spotify non si scaricano per sempre, ma solo finché non decidiamo di sostituirli con altri, finché per esempio la memoria del telefono non è piena o altre amenità simili. Insomma, oggi i problemi sono di altra natura.

    Ma queste righe sono una premessa che serve ad introdurre un discorso ben più ampio. Andiamo a vedere infatti i numeri con una interessante infografica trovata in rete.

    La Rivoluzione Musicale Digitale
    La Rivoluzione Musicale Digitale

    Ci sono infatti molti esempi sulla falsa riga della musica e il primo che mi viene in mente è l’editoria, dove ancora nessuno ha pensato di fare uno “Spotify Libri“. Ma su larga scala mi chiedo, probabilmente un po’ ingenuamente ammetto, perché non ci possa essere uno “Spotify Benzina“? Può sembrare follia pensata così, ma facendo nomi e cognomi la Renault oggi vende l’elettrica Twizy ai propri clienti con un piccolo abbonamento mensile, non per coprire il costo dell’elettricità [ridicolo rispetto ai prezzi della benzina], bensì per sostituire la batteria dell’autovettura, qualsiasi cosa succeda!

    Stiamo vivendo un periodo di crisi, che è allo stesso tempo anche di rinascita sotto certi aspetti. Nuove soluzioni per veicolare vecchi clienti, scovare nuovi clienti, ma anche gli indecisi da indirizzare verso i prodotti in maniera più massiccia, con un abbonamento che aumenterebbe la produzione e darebbe una costante alla linea produttiva.

    I risultati per la musica sono stati questi:

    Il Web Salverà La Musica
    Il Web Salverà La Musica?

     

    Insomma, l’entrata in Borsa di Spotify non sarà l’ennesimo ingresso dovuto a tonnellate di pubblicità che riempiono le casse, bensì ad utenti felici di pagare il loro abbonamento per ascoltare gli artisti preferiti, seguire i loro amici e le playlist del cuore piuttosto che i loro artisti preferiti. Sicuramente qualcosa è cambiato.

    Cambierà qualcosa anche negli altri media? Voi che ne pensate?

  • Spotify festeggia il primo anno di musica in Italia, in Infografica

    Spotify festeggia il primo anno di musica in Italia, in Infografica

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    Spotify oggi compie il primo anno di musica in Italia. Sono infatti passati dodici mesi dal lancio ufficiale nel nostro paese del popolare servizio di musica in streaming on demand. E sono oltre 65 milioni le ore di musica ascoltate dagli italiani, pari a qualcosa come 7.500 anni. Più di 15 milioni le playlist create, di cui 340 dedicate all’amore. Daft Punk i più ascoltati

    Sono già passati dodici mesi dal lancio ufficiale di Spotify in Italia, il popolare servizio di musica in streaming on demand, il più usato sulla rete. E per l’occasione Spotify ha raccolto dei dati interessanti su come noi italiani abbiamo usato il servizio, scoprendo gusti e particolarità in musica di tantissimi utenti che ormai quasi non rinunciano più ad ascoltare musica mentre studiano, lavorano o, e soprattutto, durante il tempo libero.

    E allora diciamo subito che la passione italiano per la musica e per Spotify la si capisce già in questo primo dato. Dal momento del lancio a oggi gli utenti italiani hanno ascoltato oltre 65 milioni di ore di musica, l’equivalente a qualcosa come 7.500 anni, e hanno creato oltre 15 milioni di playlist.

    Il successo con cui Spotify è stato accolto in Italia ci ha accompagnati nel corso di tutto il primo anno e siamo entusiasti di avere avuto questa risposta da parte del mercato”, dichiara Veronica Diquattro, Responsabile del Mercato Italiano di Spotify. “Gli utenti italiani, infatti, si sono tuffati nel nostro catalogo di oltre 20 milioni di brani, scoprendo nuova musica, creando playlists e facendo di Spotify la colonna sonora della loro vita.”

    Ma l’arrivo di Spotify in Italia ha dato anche un forte impulso all’industria musicale digitale, come evidenziano i dati FIMI. La musica digitale, infatti, mostra una crescita del 18% con un +182% segnato dai servizi di abbonamento in streaming che rappresentano complessivamente il 18% del segmento digitale.

    Crediamo fortemente che Spotify possa dare un grande contributo al mercato musicale, aiutando a combattere la pirateria e avvicinando sempre più utenti allo streaming e al consumo legale di musica. I dati mostrano chiaramente che in Italia siamo sulla strada giusta”, continua Veronica Diquattro.

    Adesso vediamo nel dettaglio cosa ci piace ascoltare su Spotify.

    Tra gli artisti internazionali più ascoltati dominano i Daft Punk, seguiti da Avicii e Macklemore & Ryan Lewis, mentre tra gli italiani Jovanotti ha la meglio su Fedez e Ligabue.

    Sulla scia del successo internazionale, la canzone più riprodotta è stata Can’t Hold Us di Macklemore & Ryan Lewis – feat. Ray Dalton, seguita da Wake Me Up di Avicii e da Get Lucky dei Daft Punk. Per quanto riguarda gli album, gli utenti hanno premiato un artista di casa nostra: è Fedez con Sig. Brainwash – L’arte di accontentare a vincere la battaglia con l’onnipresente duo francese e il loro Random Access Memories e Night Visions degli Imagine Dragons.

    Per quanto riguarda invece le playlist, i tanti appassionati si sono sbizzarriti nella creazione di 340 mila palylist per “parlare” d’amore, 120 mila sono state realizzate per viaggi e vacanze, 63 mila per rilassarsi, 52 mila per allenarsi; mentre 20 mila sono state dedicate al tema del lavoro.

    Se vi state a questo punto chiedendo quale sia il profilo degli utenti italiani su Spotify, possiamo dire che sono soprattutto innovatori e influencer all’interno del loro mondo social e sono maggiormente propensi a spendere più soldi rispetto alla media per abbigliamento, musica e tecnologia. Inoltre, chi utilizza Spotiy è molto attivo sui diversi social network, accede agli account con una frequenza maggiore e con un maggior numero di interazioni.

    Ora se volete ascoltare tutto ciò che abbiamo ascoltato in questo primo anno di Spotify in Italia, non vi resta che seguire questo link Un anno di Spotify.

     
     
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  • In calo la Musica Digitale nel 2013, crescono i servizi in streaming

    Per la prima volta, da dieci anni a questa parte, le vendite di brani musicali online fanno registrare nel 2013 un segno negativo. Secondo quanto rilevato da Billboard, citando i dati Nielsen SoundScan, il mercato della musica digitale negli Usa è calato del 5,7% per quanto riguarda i singoli brani e dello 0,1% per quanto riguarda gli album digitali.

    Dal 2003 a questa parte, anno in cui iTunes di Apple aprì i battenti, la musica digitale nel 2013 ha conosciuto un moneto negativo dal punto di vista delle vendite. E sebbene il calo delle vendita dei brani fosse dato ormai come dato certo, viste le vendite deboli dei primi nove mesi dell’anno, il calo che sorprende di più, anche se contenuto, è quello relativo anche agli album digitali, anche perchè nei primi tre mesi dell’anno le vendite sono andate molto bene.

    Nel dettaglio e complessivamente il calo della vendita dei brani online è stato del 5,7%, passando da 1,34 miliardi di singoli venduti a 1,26 miliardi; le vendite degli album digitali hanno fatto dunque registrare un calo dello 0,1%, passando infatti da 117,7 milioni di album a 117,6 milioni. Questi i dati rilevati da Nielsen SoundScan e riportati nei giorni scorsi da Billboard, la rivista di musica più conosciuta al mondo.

    Di chi è la colpa di questo calo? Facile pensare ai servizi di streaming online che consentono di ascoltare e acquistare musica anche con modalità vantaggiose. E all’iniziale tendenza a negare l’evidenza, ora anche l’industria musicale ammette che i cali delle vendite di brani e album digitali online sono da addebitarsi a servizi come Spotify, SoundCloud o Xbox Music, per citarne alcuni. E infatti di fronte al calo delle vendite della musica digitale, si registra una forte crescita di fruizione di musica proprio attraverso questi servizi, quasi a compensare le perdite delle vendite. Certamente sarà un fenomeno, questo dei servizi in streaming online, che crescerà ulteriormente e che costringerà l’intera industria musicale ad una seria riflessione.

    D’altronde, le vendite di CD musicali, singoli e album, sono in calo ormai da tempo. E nel 2013 il calo della vendita di CD è del 14,5%. Dato in controtendenza è quello del vinile che continua la sua crescita arrivando a 6 milioni di dischi venduti, rispetto ai 4,5 del 2012.

    C’è da registrare però che nonostante il calo delle vendite di brani e album digitali, iTunes negli Usa è in crescita del 40%, mentre Target e Wallmart cedono oltre il 16%. Cresce anche Amazon nella vendita di CD.

    Insomma, la Musica è forse quella che più di tutti con l’avvento del Web ha visto rivoluzionare radicalmente il modello di diffusione e di vendita dei brani. Dopo il passaggio dal vinile alle cassette, poi ai CD, poi ancora ai lettori MP3, ora siamo giunti in un fase davvero molto delicata dove lo streaming online comporterà una nuova rivoluzione, comunque già in atto. Sarà interessante vederne gli sviluppi di come l’industria della musica saprà rapportarsi a questa nuova rivoluzione.

    E voi che ne pensate? Anche voi fruite di servizi di streaming online per ascoltare la vostra musica? E quali servizi preferite? raccontateci la vostra esperienza.

  • La musica social di Spotify arriva in Italia

    La musica social di Spotify arriva in Italia

    Molti lo usano e lo conoscono da tempo, ma per tanti altri questa potrebbe essere l’occasione per conoscerlo. Spotify consente di ascoltare musica in streaming da qualsiasi dispositivo desktop e mobile e ora sbarca anche nel nostro paese

    Sicuramente tanti di voi lo usano già e ne hanno apprezzato le potenzialità, ma adesso tanti altri potranno farlo. Spotify, servizio che consente di ascoltare musica in streaming da pc, smartphone, tablet, insomma da qualsiasi dispositivo, arriva anche in Italia e questo consentirà a tanti di avvicinarsi a questo strumento pensato per gli amanti della musica che vogliono a vere sempre e ovunque la propria playlist.

    A fare da eco al lancio italiano contribuirà l’inizio del Festival di Sanremo che proprio stasera parte con la prima serata, occasione per dare il lancio ufficiale. Le canzoni che gli artisti presenteranno sul palco del Teatro Ariston saranno infatti disponibili in streaming su Spotify presumibilmente entro le 48 ore dopo l’esibizione. Quindi un’occasione per scaricare al app e cominciare a provarla, vedrete che non ve ne pentirete.

    Spotify nasce in Svezia nel 2008 e rapidamente è diventato un fenomeno nel Nord Europa. Ad oggi conta 20 milioni di utenti attivi, di cui 5 milioni abbonati in 17 paesi. Al momento si ha la possibilità di scegliere tra ben 20 milioni di brani.

    Ecco le formule previste, una free e due a pagamento:

    • Spotify Free – accesso gratuti e immediato a milioni di brani musicali, con la presenza di annunci pubblicitari.
    • Spotify Unlimited – si può ascoltare la musica che si preferisce dal proprio computer senza limiti e senza pubblicità, al costo di 4,99 euro al mese.
    • Spotify Premium – accesso senza limiti, su tutti i dispositivi al costo di 9,99 euro al mese.

    Di recente Spotify è stato reso disponibile tra le app di Windows 8 con un periodo di trial di 30 giorni. C’è da dire che la stessa piattaforma di Microsoft comprende già Xbox Music che funziona praticamente allo stesso modo di Spotify.

    veronica diquattro spotify

    A guidare la sede italiana col compito di diffondere Spotify sul territorio italiano come Country Manager è stata chiamata Veronica Diquattro, 30 anni, bolognese, con un passato in Google dove ha lavorato nella sede di Dublino ricoprendo diversi ruoli prima di contribuire al lancio del mercato Android e di Google Play in Italia. Laureata in Economia all’Università di Bologna e con un master conseguito presso l’Università Bocconi, Veronica Diquattro ha iniziato la sua carriera come marketing manager nel settore alberghiero in Perù.

  • Facebook, al via la nuova Timeline ed altre novità

    Grande attesa per la facebook F8 ieri, attesa che ha mantenuto le promesse e infatti è stata l’occasione per conoscere da Mark Zuckerberg quelle che saranno le prossime novità. La più importante è la Timeline, il nuovo modo di intendere la bacheca dei profili.

    Mark Zuckerberg, f8 TimelineC’era grande attesa ieri, era la serata da noi, per la F8 di facebook, la conference che avrebbe dovuto annunciare le prossime novità riguardo al più popolare social network del pianeta. E infatti le attese sono state soddisfatte con l’annuncio di quella che è la più importante delle novità previste. E cioè il cambiamento della bacheca dei profili degli utentiu iscritti che diventerà una Timeline, capace di integrare anche altri elementi. Quello che finora è stato il fiore all’occhiello di tutta la piattaforma, si migliora e cerca di riprendere il suo posto dopo che si è capito che Google+ non solo non scherza, ma comincia seriamente a dare fastidio. Infatti molti leggono queste modifiche, che non finiscono con la Timeline, come vedremo più avanti, come la risposta di Zuckerberg a quello che adesso sembre essere il vero concorrente. Anche perchè finora Facebook non ne ha avuto alcuno. Di conseguenza si apre un nuovo scenario. (altro…)

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