Tag: Spotify

  • COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    La distanza sociale e il lockdown da Coronavirus possono avere delle conseguenze anche per ciò che riguarda l’intimità col brand. È quello che viene fuori dalla nuova edizione del Brand Intimacy Study di MBLM, al primo posto tra i brand “App & Social Platforms” troviamo Spotify.

    La distanza sociale e il lockdown, esperienze che abbiamo imparato a conoscere con la diffusione del Coronavirus possono avere conseguenze anche sulla relazione con brand, sulla familiarità e, quindi, sulla intimità. Sta avvenendo un cambiamento a livello generale, ci troviamo di fronte ad una situazione mai vissuta prima e, come tale, capace di cambiare e influenzare la nostra vita più di quanto si potesse immaginare.

    Un chiaro esempio lo possiamo vedere con il nuovo Brand Intimacy Study 2020 di MBLM (Emblem), agenzia che analizza la relazione brand/consumatore dal punto di vista delle emozioni. E, in effetti, i risultati che emergono nella sezione “App & Social Platforms“, sebbene riferiti agli Usa, ci danno la dimensione che qualcosa sta in effetti cambiando.

    spotify sintonia brand franzrusso.it 2020

    È evidente che le applicazioni e i social media stanno giocando un ruolo fondamentale in questa fase storica. Lo hanno sempre avuto da quando esistono, ma in questa fase questo ruolo di relazione è fondamentale, al punto da modificare i comportamenti dei consumatori.

    Ed ecco che in prima posizione, in questa sezione, troviamo Spotify al primo posto (era secondo lo scorso anno), seguito da Pinterest (che era primo lo scorso anno) e da Apple Music. Nel cercare di interpretare questo podio, si potrebbe dire che in effetti queste tre aziende rispecchiano il ruolo dei brand in questa fase, ruolo che viene premiato dai consumatori, alla ricerca di marchi che aiutino ad affrontare questa fase nel modo più congeniale.

    spotify brand intimacy 2020

    L’intimità e la familiarità è quindi data dal fatto che i consumatori si “affidano” a marchi verso i quali sentono più vicinanza in questo momento. Spotify,in questa fase, riesce ad esprimere al meglio il suo valore e ad intercettare meglio di altri l’esigenza degli utenti, sapendo che in questo momento il consumo di musica aumenta in modo esponenziale. Gli utenti vogliono restare impegnati e la musica è un modo ideale per farlo.

    Pinterest, altro brand molto amato, in questo periodo, considerato il momento, ha lanciato un nuovo programma per vendere online chiamato Verified Merchant che rende possibile la possibilità di realizzare delle Boards con la possibilità di acquistare direttamente.

    Apple Music ha realizzato un fondo di garanzia di 50 milioni di dollari da destinare a tutti i musicisti “indie”, in modo da permettergli di non perdere guadagni durante questa fase difficile.

    Ecco, in questo momento il brand comunica non tanto il proprio prodotto, quanto i propri valori e il proprio modo di affrontare questa crisi da Coronavirus. Il consumatore si sente più legato quindi su una scala di valori emozionali. Da qui nasce una relazione ancora più diretta e ancora più intima.

    Qualche considerazione che ci offre MLBM a corollario di quanto evidenziato fino ad ora:

    • Apple Music è preferito dagli uomini, mentre le donne, i Millennials e coloro che guadagnano intorno ai 100 mila dollari l’anno preferiscono Spotify.
    • Gli intervistati di età superiore ai 35 anni e coloro che guadagnano più di 100 mila dollari l’anno indicano Pinterest come loro brand preferito.
    • Anche Facebook ha guadagnato preferenze in questo anno, nonostante sia lontana dal podio (lo scorso anno era in sesta posizione).
    • Il miglioramento attraverso l’udo del marchio è un valore molto sentito e anche quest’anno Pinterest vene premiato da questo punto di vista.

    Ecco, questo il nostro resoconto su questo interessante report che potete trovare, completo, a questo indirizzo: mblm.com/lab/brandintimacy-study.

  • Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    La musica si affaccia sempre più prepotentemente sulle Stories. E così, a distanza di pochi giorni, Tidal, prima, e Spotify, dopo, annunciano la possibilità di condividere musica dalle app direttamente sulle stories. Tidal su entrambe le modalità e Spotify adesso anche sulle Facebook Stories.

    Se le Stories stanno diventando sempre più un canale attraverso cui gli utenti raccontano le proprie giornate, anche se in modalità effimera, allora la musica può essere un ulteriore elemento di narrazione, soprattutto delle emozioni e delle sensazioni. Ebbene, la musica può essere condivisa anche sulle Instagram e le Facebook Stories. In questi giorni sia Tidal, prima, che Spotify, dopo, hanno annunciato la possibilità di poter condividere la musica che si ascolta dalle app direttamente sulle Stories.

    E così, a distanza di pochi giorni, Tidal e Spotify hanno annunciato importanti novità che a molti potrebbere risultare molto interessante.

    musica stories tidal spotify franzrusso.it 2019

    La musica da Tidal verso le Instagram e Facebook Stories

    Il 21 agosto scorso Tidal, l’app di musica in streaming di proprietà della Project Panther Bidco Ltd. di Jay-Z dal 2015, ha annunciato la possibilità di condividere i brani che si ascoltano dall’app direttamente sulle Instagram e Facebook Stories. Interessante la possibilità di condividere anche 15 dei video musicali, la clip sarà visibile solo sulle Instagram Stories mentre sulle Facebook Stories comparirà un’immagine statica. La condivisione da Tidal è possibile sia dall’app iOS che da quella Android.

    Un aspetto importante questo per Tidal che punta a catturare l’attenzione di un pubblico molto attento alla musica, come è quello che usa le Stories. Una modalità utile per cercare di accrescere il numero degli utenti iscritti. L’app oggi conta quasi 4,5 milioni di utenti abbonati e il valore dell’azienda si avvicina ai 600 milioni di dollari. Tidal ha in catalogo licenze per oltre 60 milioni di brani e oltre 250 mila video musicali.

    Spotify permette la condivisione anche sulle Facebook Stories

    Diverso il discorso di Spotify che già da qualche mese permette agli utenti la condivisione di musica dall’app sulle Instagram Stories. La notizia è infatti che Spotify adesso estende la condivisione anche sulle Facebook Stories.

    In pratica, gli utenti hanno la possibilità di condividere anche sulle Facebook Stories 15 secondi del brano preferito in quel momento. A differenza di Tidal (che permette anche la condivisione delle playlist), solo i singoli brani possono essere condivisi.

    Ad aprile Spotify ha superato i 100 milioni di utenti abbonati, arrivando a 217 milioni di utenti attivi al mese.

  • YouTube Music disponibile in Italia anche nella versione Premium. Si apre la sfida a Spotify

    YouTube Music disponibile in Italia anche nella versione Premium. Si apre la sfida a Spotify

    YouTube lancia la sfida a Spotify e da oggi YouTube Music e YouTube Music Premium sono disponibili anche in Italia. Dopo il lancio del mese scorso in Usa e in altri quattro paesi, il servizio di musica in streaming, quindi non solo in video, viene reso disponibile in altri 11 paesi. YouTube Music è disponibile nella versione gratuita e in quella a pagamento a partire da 9,99 euro al mese.

    Questo è un giorno importante per YouTube e Google in generale. Annunciato il mese scorso, e disponibile solo per alcuni utenti negli Usa e in altri quattro paesi, il colosso di Mountain View lancia la sua sfida a Spotify, leader incontrastato della musica in streaming, da pochi mesi quotato anche in borsa, con YouTube Music. E da quello che si vede, questa sembra essere davvero una piattaforma che potrebbe rosicchiare qualche utente all’app di Daniel Ek.

    Per YouTube si tratta di una svolta importante, per la prima volta la piattaforma video più grande e seguita al mondo (in termini di utilizzo è la piattaforma più usata in italia) punta anche anche lo streaming della musica in audio, quindi non solo in video. E’ un modo per agganciare sotto un altro profilo quella fascia di utenti che preferisce non solo “vedere” la musica, ma ascoltarla. YouTube Music può essere una carta vincente per Google per il fatto che la piattaforma in sè è già molto seguita dai giovani, basti ricordare i recenti dati di Pew Research che danno Facebook sempre meno usato dagli utenti più giovani che preferiscono proprio YouTube e Instagram. E poi, YouTube Music è vincente per l’offerta musicale che può mettere in campo, forse più completa e più varia di Spotify, avendo la possibilità di offrire agli utenti anche versioni diverse di uno stesso brano.

    youtube music italia

    Prima di passare a vedere come funziona e quali le proposte per il pubblico italiano, bisogna dire che ilmodo in cui Google è riuscita ad arrivare a YouTube Music non è stato certo semplice. Da Mountain View hanno faticato non poco, ricorderete certamente l’esperienza non felicissima con YouTube Red, adesso sostituito proprio da YouTube Music Premium.

    Bene, fatta questa doverosa premessa e presentazione del contesto, passiamo a vedere un po’ meglio come funziona YouTube Music.

    Il servizio è presente da oggi anche in Italia e in altri 11 paesi, lo scorso mese era stato lanciato negli Usa e in altri 4 paesi, ma solo per pochi utenti. Oggi il lancio ufficiale della piattaforma ci permette di scoprire anche il modo con cui si presenta il servizio.

    youtube music italia android franzrusso.it 2018

    YouTube Music ad un primo sguardo ricorda molto Spotify, le categorie “Buonumore”,”Ricarica Musicale”, “Tendenze” e altre, riprendono molto lo schema dell’app di musica in streaming più usata (ancora per il momento). In più esiste la categoria “Performance dal vivo” che potrebbe trasformarsi in uno dei punti di forza della piattaforma.

    Il servizio si presenta quindi con un’app mobile, per iOS e per Android, e una versione desktop, e due versioni:

    • la versione gratuita con annunci pubblicitari;
    • una versione YouTube Music Premium a 9,99 euro al mese;
    • una versione YouTube Music Premium Family (fino a 6 utenti) a 14,99 euro al mese.

    Come vedete l’offerta è altamente competitiva. Inoltre, per la versione YouTube Music Premium è possibile avere da subito 3 mesi gratis. Gli utenti che già sono iscritti a Google Play Music possono già da subito usare YouTube Music Premium.

    Google promette poi di ottimizzare YouTube Music con l’Intelligenza Artificiale che renderà più semplice per l’utente la ricerca di brani correlati e la scoperta di nuova musica.

    Allora, il consiglio è quello di scaricare l’app o usare da subito la versione desktop e di raccontarci le vostre impressioni.

  • Spotify raggiunge il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati

    Spotify raggiunge il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati

    Spotify ha annunciato su Twitter che la piattaforma di musica in streaming on demand ha raggiunto il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati. Una crescita che porta il numero degli utenti complessivi, quindi compresi quelli che la usano in modalità gratuita, a oltre 140 milioni. E intanto si lavora per la prossima IPO.

    Spotify ha raggiunto il traguardo dei 70 milioni di utenti abbinati, un annuncio importante che l’azienda guidata da Daniel Ek, co-fondatore e CEO, ha fatto su Twitter. Nel mese di marzo erano 50 milioni gli utenti abbonati, a luglio dello scorso anno erano 60 milioni e oggi sono cresciuti di altri 20 milioni. Una crescita che porta la piattaforma di musica in streaming on demand, la più usata, a toccare gli oltre 140 milioni di utenti complessivi (dato fermo a giugno 2017), considerando quindi anche gli utenti (quindi più di 70 milioni) che usano la piattaforma in modalità gratuita, quella con gli spot pubblicitari.

    Un traguardo che rafforza la posizione di Spotify rispetto ai suoi concorrenti. Apple Music, ad esempio, conta 30 milioni di abbonati, secondo l’ultimo dato del settembre dello scorso anno. Di altri, a dire il vero, non si conoscono dati più precisi.

    Un risultato che rafforza anche la posizione aziendale di Spotify che è ormai prossima ad entrare nella borsa di New York. Nei giorni scorsi l’azienda svedese ha presentato la documentazione presso la SEC (la Consob italiana) segno che tutto comincia ad orientarsi verso un’offerta pubblica “non usuale”. Infatti, non ci sarà il classico road show.

    spotify utenti globali 2017

    E sempre nei giorni scorsi Spotify è stata citata per danni dalla Wixen Music per violazione del diritto d’autore. L’azienda ha citato Spotify per 1,6 miliardi di dollari per aver messo a disposizione degli utenti brani musicali dei suoi artisti, come Neil Young, Doors, Tom Petty e altri, senza la licenza.

    Intanto, a proposito di licenze, Spotify ha rinegoziato gli accordi con Sony Music, Universal Music Group e Warner Music Group ottenendo una pausa sul pagamento delle royalties. E le etichette hanno ottenuto di tenere fuori dalla modalità gratuita gli album dei propri artisti per un certo periodo.

     

  • Spotify è pronta per Wall Street ma Wixen Music la cita per 1,6 miliardi di dollari

    Spotify è pronta per Wall Street ma Wixen Music la cita per 1,6 miliardi di dollari

    Secondo quanto diffuso da Axios, Spotify è ormai pronta ad entrare a Wall Street e ad avviare la sua IPO nei primi tre mesi del 2018. Una notizia che era nell’aria da tempo, ma che trova conferma ora nella documentazione consegnata alla SEC nei giorni scorsi. Intanto l’azienda di Daniel Ek deve affrontare una citazione per danni da 1,6 miliardi da parte della Wixen Music per violazione di del diritto d’autore.

    Sono almeno quattro anni che si parla di Spotify e del suo ingresso a Wall Street. E negli ultimi anni la IPO era pronta per essere lanciata, ma poi non partiva mai. Ma adesso le cose sembrano aver preso una strada concreta. Infatti, secondo quanto riportato da Axios poco fa, Spotify ha, nei giorni scorsi, consegnato la documentazione necessaria presso la SEC (la Consob italiana) e tali documenti restano ancora segreti. Il sito prova a ipotizzare che la IPO (l’Offerta Iniziale di Acquisto) potrebbe essere avviata entro i primo trimestre del 2018.

    Ad assistere l’azienda di Daniel Ek ci sarebbero Morgan Stanley, Goldman Sachs e Allen & Co. Intanto si profila una iscrizione alla IPO in maniera “non convenzionale” e questo, secondo Axios, potrebbe creare un precedente nel mondo in cui le aziende potranno entrare a Wall Street nel prossimo futuro. Questa modalità infatti, definita “iscrizione diretta”, non prevede il classico road show, anche se la tempistica non dovrebbe cambiare. Non ci sono comunque conferme ufficiali da parte di Spotify, anche se la notizia ormai sta facendo il giro del mondo.

    spotify IPO wixen music

    Ma oggi Spotify è stata al centro dell’attenzione per un altro motivo. E’ notizia di oggi infatti che la Wixen Music, azienda fondata nel 1978 che gestisce i diritti di artisti del calibro di Neil Young, Tom Petty, Beach Boys, Missy Elliott, Doors e Janis Joplin, ha citato l’azienda della musica in streaming per aver usato migliaia di brani senza averne i diritti di riproduzione e senza pagare quanto dovuto. Secondo quanto si legge nei documenti depositati venerdì scorso presso un tribunale della California, Spotify avrebbe messo a disposizione dei suoi utenti (oltre 50 milioni gli abbonati al servizio) canzoni senza invece averne il diritto di farlo. Si parla di brani come “Light My Fire” dei Doors o “Free Fallin’” di Tom Petty, per citarne solo un paio. Il danno richiesto dalla Wixen Music è di 1,6 miliardi di dollari. Ma questa non è la sola citazione di Spotify.

    L’azienda svedese nel mese di maggio dello scorso anno si è accordata per un pagamento da 43 milioni di dollari volto a evitare una class action capitanata dagli autori David Lowery e Melissa Ferrick. A luglio, invece, sempre per via dei diritti sono arrivate le cause di due editori musicali di Nashville, Rob Gaudino e Bluewater Music.

  • Ecco Amazon Music Unlimited, la sfida di Amazon a Spotify

    Ecco Amazon Music Unlimited, la sfida di Amazon a Spotify

    Il mondo della musica in streaming, dove Spotify è il servizio più usato, si arricchisce di un nuovo probabile protagonista. Si tratta di Amazon che lancia Amazon Music Unlimited, un servizio disponibile anche nel nostro paese con oltre 50 milioni di canzoni. Gratis i primi 30 giorni, poi abbonamento a 9,99 euro al mese.

    Il mondo della musica in streaming si arricchisce di un nuovo, forse, grande protagonista. Grande perchè in effetti è il più grande sito di e-commerce, quale è appunto Amazon, e decide di lanciare la sfida ad un altro grande come è Spotify, il servizio di musica in streaming più usato sul web. Jeff Bezos quindi non vuole lasciarsi sfuggire la presenza in un settore, quello della musica, che grazie ai servizi in streaming ha visto aumentare i ricavi del 40% in 15 anni, arrivando fino a 16 miliardi di dollari solo nel 2016.

    Il servizio che Amazon ha lanciato anche in Italia è Amazon Music Unlimited, un servizio di musica on-demand che mette propone un catalogo di oltre 50 milioni di canzoni, centinaia di playlist e radio personalizzate. L’impatto grafico, da desktop come da mobile, e la stessa organizzazione dell’app, ricorda molto proprio Spotify. E’ possibile ascoltare le ultime novità, come i brani consigliati e condividerli con gli amici via mail o via social media. Nella parte destra dell’app Amazon Music prevede una sezione dove di volta in volta proporrà musica sulla base di quella che si ascolta. Amazon Music basa tutto sul fatto che siate già utenti Amazon, o Amazon Prime. E, come Spotify, prevede una versione sfruttabile da browser e l’app da scaricare sul desktop e l’app da scaricare sul vostro dispositivo mobile. Senza dimenticare la sezione Store che permette di acquistare musica su Amazon e di averla disponibile su Amazon Music.

    amazon music unlimited

    Tra gli artisti nel catalogo ci sono Fabio Rovazzi, Francesco Gabbani, Fedez, Baby K, Taylor Swift, Ed Sheeran, Katy Perry e Coldplay, insieme ad altri artisti importanti come Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Zucchero, Fabrizio de André, Elvis Presley e David Bowie.

    Gli utenti iscritti ad Amazon Music Unlimited possono scegliere esattamente quali canzoni e album ascoltare oppure scoprire nuove canzoni in modo semplice e immediato grazie ai suggerimenti personalizzati di Amazon.

    Sarà quindi possibile organizzare una festa, allenarsi o prendersi una pausa e rilassarsi con centinaia di playlist curate appositamente per loro dagli esperti di musica italiani di Amazon Music. Saranno inoltre disponibili radio personalizzate e prive di contenuti pubblicitari basate su diversi generi come pop e rap ma sarà anche possibile godersi la musica a seconda del proprio mood, scegliere quella adatta all’allenamento o al relax, o ancora semplicemente scegliere l’artista preferito o le hit del decennio. Sarà possibile scaricare le canzoni, gli album e le playlist dal catalogo di Amazon Music Unlimited sui propri dispositivi per ascoltarli in modalità offline su aerei, treni e in qualsiasi luogo si trovino senza una connessione internet.

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    Ci si potrà iscrivere ad Amazon Music Unlimited al prezzo di 9,99€ al mese. Al lancio, i clienti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ (equivalente a un mese di uso gratuito) iscrivendosi all’abbonamento mensile. L’abbonamento annuale è disponibile per i clienti Amazon Prime al prezzo di 99€ in un’unica soluzione di pagamento, corrisponde al costo di soli 8,25€ al mese, equivalente ad un risparmio di oltre 20€ l’anno. I clienti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ anche iscrivendosi all’abbonamento annuale.

    Amazon Music Unlimited prevede anche un abbonamento Family a cui sarà possibile iscriversi consentendo l’accesso al servizio a sei componenti della famiglia al costo di 14,99€ al mese. Gli utenti Amazon Prime avranno inoltre la possibilità di iscriversi all’abbonamento annuale Family di Amazon Music Unlimited al prezzo di 149€ in un’unica soluzione di pagamento, che corrisponde al costo di soli 12,42€ al mese e con un risparmio di oltre 30€ l’anno. Anche in questo caso, gli utenti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ anche sull’abbonamento Family sia mensile che annuale. Con l’abbonamnto Family tutti i membri potranno ascoltare in streaming la musica che desiderano, in qualsiasi momento e in diversi luoghi contemporaneamente.

    Ovviamente Amazon Music Unlimited è anche su mobile. Tra le funzionalità più importanti dell’app, “Home” mostra le selezioni degli esperti di Amazon Music per consentire ai clienti di rimanere aggiornati sulla musica che amano, sulle novità o sulle tendenze, mentre “Consigliato” permette ai clienti di trovare i consigli musicali personalizzati offerti dalla tecnologia alla base dei suggerimenti di Amazon. Amazon Music è disponibile per dispositivi Fire, iOS, Android, Web, PC e Mac.

    Allora, provatela e poi raccontateci cosa ne pensate.

  • Taylor Swift ci ripensa e ritorna con l’intero catalogo sui servizi in streaming

    Taylor Swift ci ripensa e ritorna con l’intero catalogo sui servizi in streaming

    Dopo aver abbandonato Spotify nel 2014, Taylor Swift, in occasione delle 10 milioni di copie vendute per il suo album “1989”, ritorna sui servizi in streaming, mettendo a disposizione degli utenti il suo intero catalogo. L’artista ritorna dunque su Spotify ma anche su Google Play, Amazon Music e altri.

    Era il 2014 quando Taylor Swift decise, un po’ a sorpresa, di voler abbandonare Spotify e altri servizi di musica in streaming. Una scelta che fece arrabbiare anche i suoi tantissimi fans, il suo account è uno trai più seguiti su Twitter con quasi 85 milioni di followers. Ma la scelta di abbandonare i servizi di musica in streaming, la Swift entrò in contrasto anche con Apple Music, aveva uno scopo ben preciso. L’album era uscito da poco e la strategia della casa discografica dell’artista era di abbandonare tutti i servizi per incentivare le vendite. Una scelta che molti credettero bizzarra e anche fuori luogo: i servizi in streaming aiutano gli artisti nelle vendite.

    taylor swift

    taylor swift twitter account

    E invece, a conti fatti, ebbe ragione la casa discografica, stando alla motivazione con cui Taylor Swift ritorna sui servizi di musica in streaming. L’album 1989 ha raggiunto il traguardo delle 10 milioni di copie vendute e 100 milioni di canzoni totali, quindi ci sarebbe un nesso tra questo risultato e la decisione di abbandonare Spotify e altri. Il tweet in basso è del management che cura gli interessi di Taylor Swift:

    La cantante dal suo account non ha twittato nulla al momento su questa decisione.

    taylor swift streaming spotify
    Taylor Swift su Spotify

    Rispetto a tre anni fa Spotify è cambiato, non c’è più quella pubblicazione libera di album che aveva spaventato lei e il suo entourage. Questa, forse, può essere l’occasione per comprendere che questi servizi di musica in streaming oggi sono degli strumenti promozionali sui quali si può puntare per aumentare le vendite dei dischi ma anche dei concerti e del merchandise che si sviluppa attorno.

    Il catalogo di Taylor Swift è tornato disponibile su tutti i servizi di musica in streamig dalla mezzanotte di oggi. Chissà, forse questo è solo una mossa che anticipa l’uscita del nuovo album.

     

  • Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify raggiunge un nuovo importante traguardo, dopo quello di settembre dello scorso anno quando annunciò i 40 milioni di utenti abbonati. E oggi la società fondata da Daniel Ek fa sapere, attraverso un tweet dall’account ufficiale, di aver raggiunto il traguardo dei 50 milioni di utenti paganti. Una crescita del 25% in sei mesi.

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha raggiunto un nuovo importante traguardo. Dopo quello di settembre scorso, quando raggiunse i 40 milioni di utenti abbonati, la società fondata da Daniel Ek, con un tweet dall’account ufficiale, fa sapere di aver raggiunto i 50 milioni di utenti abbonati. Questo significa che la base utenti è cresciuta del 25% negli ultimi sei mesi, vale a dire 600 mila nuovi utenti che ogni mese hanno sottoscritto un abbonamento sulla piattaforma di musica in streaming.

    spotify 50 milioni utenti paganti globali

    Di questo passo, con un ritmo di crescita così costante, Spotify potrebbe dare luogo ad una quotazione a Wall Street, uun’idea che la società accarezza ormai da due anni, come avevamo infatti prospettato in questo articolo. Non è certo, ma potrebbe essere.

    E Spotify, con questi ritmi, si impone sempre di più come piattaforma leader sul mercato. Infatto se si guarda ai competitor diretti, notiamo che Apple Music è “fermo” a 20 milioni di utenti abbonati, erano 11 milioni a febbraio del 2016.

    Nei giorni scorsi Spotify ha iniziato a testare su un piccolo numero di utenti un nuovo servizio, chiamato Spotify Hi-Fi, che offre musica con una qualità audio superiore a un prezzo di 5-10 dollari al mese in aggiunta all’abbonamento mensile da 10 dollari. Un servizio che va a contrastare Tidal, il servizio di musica in streaming di Jay Z che fa della qualità audio elevata il suo punto di forza. E oggi Tidal ha poco più di 1 milione di abbonati.

    E pensare che nel 2011 Spotify poteva contare 2 milioni circa di abbonati, che arrivarono poi ad essere 5 milioni l’anno successivo, nel 2012; tra il 2014 e il 2015 Spotify cresce tra i 10 e i 20 milioni; fino ad arrivare ai numeri di oggi. Ma quanti potrebbero essere gli utenti registratti complessivi. Ecco, questo è un dato che non viene confermato da nessuna fonte, ma si sa quasi per certo che a giugno del 2016 erano 100 milioni a livello globale. Un numero che nel corso dei mesi potrebbe essere cresciuto anche ad un ritmo più elevato.

  • Spotify, gli utenti abbonati sono 40 milioni a livello globale

    Spotify, gli utenti abbonati sono 40 milioni a livello globale

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha superato i 40 milioni di utenti abbonati a livello globale. L’annuncio è stato dato dal CEO e founder, Daniel Ek. Negli ultimi 6 mesi gli utenti sono poi cresciuti di 10 milioni.

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha superato il traguardo dei 40 milioni di utenti abbonati, quindi utenti che usano il servizio con la sottoscrizione di un abbonamento. L’annuncio è stato dato da Daniel Ek, fondatore e CEO di Spotify, tra l’altro convolato da poco a nozze sul Lago di Como con ospite Mark Zuckerberg.

    L’annuncio arriva dopo che tre mesi fa era stato annunciato il traguardo dei 100 milioni di utenti globali che utilizzano il servizio. Mentre sei mesi fa gli utenti paganti erano 30 milioni. A questo risultato ha contribuito anche l’estensione dell’abbonamento famiglia passato adesso da 5 a 6 membri e abbassando il costo dell’abbonamento da 30 a 15 dollari.

    A gennaio 2015 gli abbonati erano 15 milioni, ci sono voluti quindi un anno e due mesi prima di raddoppiarli, anche se poi la crescita è infatti cresciuta in modo più spedito. Un tasso di crescita che potrebbe portare a 50 milioni di utenti il prossimo marzo 2017.

    daniel ek spotify

    Quindi, ad oggi, più o meno il 40% degli utenti totali di Spotify utilizza la piattaforma di musica in streaming in abbonamento e che il più utilizzato è quello da 10 euro. Un dato che spiega come le persone alla fine sono sempre più intenzionate a pagare per avere a disposizione una vasta scelta di musica da ascoltare. Anche questo è uno specchio dei tempi che viviamo e che spiega bene quale sia lo stato della musica oggi.

    Va detto anche che non tutti i musicisti sono felici di servizi come questi, basti pensare alla lotta che ha intrapreso Taylo Swift con tutti i servizi analoghi, Apple Music compreso.

    E a proposito del servizio di musica in streaming della casa di Cupertino, la settimana scorsa sono stati ufficializzati i numeri del servizio che dicono che ad oggi gli abbonati sono 17 milioni.

    E voi usate Spotify in abbonamento? Raccontateci la vostra esperienza.

  • I Beatles da oggi in streaming, un grande regalo di Natale

    I Beatles da oggi in streaming, un grande regalo di Natale

    Da oggi la musica dei Beatles è in streaming su nove servizi online di musica in streaming. Una grande notizia che farà felici i tanti appassionati della musica della band più celebre della storia. Un grande regalo di Natale.

    Dalla mezzanotte e un minuto di oggi è possibile ascoltare i Beatles in streaming, è quello che si può definire, senza esagerazione, un vero evento musicale. Sì perchè stiamo parlando di una delle band più amate, la più celebre in assoluto nel panorama della musica mondiale.

    beatles streaming natale 2015

    Un pezzo di storia musicale che va online in streaming disponibile per l’ascolto da ben nove servizi di musica in streaming online. E sono:

    • Apple Music
    • Deezer
    • Google Play
    • Microsoft Groove
    • Napster / Rhapsody
    • Amazon Prime Music
    • Slacker Radio
    • Spotify
    • Tidal

    A disposizione di tutti gli appassionati della band guidata da John Lennon ci sono i 13 album rimasterizzati e 4 collezioni speciali.

    E’ la prima volta che il catalogo musicale dei Beatles va completamente online dopo una prima apparizione su iTunes nel 2010. Ecco, quella fu una grande occasione sprecata, visto anche l’ingente investimento che fecero da Cupertino.

    beatles streaming

    E’ dunque un passaggio epocale all’interno di un’operazione che mira a rendere ancora più immortale la musica di questa mitica band. E questo comporta anche il fatto di rendere l’ascolto disponibile a tutti via streaming online.

    I Beatles nascono nel 1960 e la loro carriera dura dieci anni, si sciolsero infatti nel 1970, e con la loro musica segnarono un’epoca non solo nella musica, ma anche nel costume, nella moda, nel modo di relazionarsi col pubblico e quindi di comunicare. A distanza di tanti anni la loro musica continua ad essere ascoltata, nel 2001 la musica dei Beatles otteneva il maggior consenso commerciale superano il miliardo di album, dischi e musicassette. Per la rivista specializzata come The Rolling Stone, i Beatles sono “i più grandi artisti di tutti i tempi”. E secondo la RIAA, nessun altro artista ha venduto più album negli Stati Uniti (178 milioni).

    Insomma da oggi sarà possibile ascoltare brani celebri come “Ticket to Ride“, “Love me do“, “Help!“, “Eleanor Rigby“, “All you need is Love“, “Hey Jude“, “Let in Be” e tanti altri.

    Non ci resta allora che augurarvi Buon Natale e buon ascolto!

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