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  • Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo

    Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo

    Ecco l’atteso Spotify Wrappred 2025, il racconto musicale dell’anno. Bad Bunny è l’artista più ascoltato al mondo, Sfera Ebbasta in Italia. C’è molto Sanremo negli ascolti e infatti Olly domina canzoni e album. Tra i podcast, Elisa True Crime si conferma al primo posto.

    Spotify ha lanciato oggi, 3 dicembre 2025, il Wrapped 2025, l’atteso appuntamento annuale che restituisce agli utenti una fotografia personalizzata del proprio anno di ascolti.

    La piattaforma di streaming musicale conferma numeri significativi: oltre 700 milioni di utenti in tutto il mondo hanno contribuito a definire le tendenze musicali e podcast dell’anno appena trascorso.

    L’esperienza in-app, disponibile da oggi direttamente nell’applicazione aggiornata per iOS e Android, offre un percorso immersivo e personalizzato che mette in relazione i gusti individuali con i trend globali. Una formula che si conferma vincente e che trasforma le scelte di ascolto individuali in tendenze collettive.

    Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo
    Spotify Wrapped 2025, ecco artisti e classifiche in Italia e nel mondo

    Wrapped 2025, il panorama italiano: rap in cima, Sanremo motore del successo

    La classifica degli artisti più ascoltati in Italia nel 2025 vede il ritorno in vetta di Sfera Ebbasta, seguito da Shiva, Guè, Geolier e Marracash.

    Il rap si conferma genere dominante, ma con sfumature sempre più diversificate: dal mumble rap di Tony Boy (artista selezionato in Spotify RADAR Italia 2024) all’emergente Glocky, parte di Spotify RADAR Italia 2025 e già alla posizione 50 della classifica generale.

    Il dato più rilevante riguarda tuttavia il ruolo di Sanremo come fucina di successi. Ben quattro brani su dieci nella top 10 delle canzoni più ascoltate provengono direttamente dal Festival: “Balorda nostalgia” di Olly e Juli al primo posto, seguita da “Incoscienti Giovani” di Achille Lauro, “LA CURA PER ME” di Giorgia e “BATTITO” di Fedez.

    La canzone e l’album più ascoltati in Italia sono entrambi di Olly: “Balorda nostalgia” (con Juli) e “TUTTA VITA (SEMPRE)” segnano l’affermazione di una nuova generazione di cantautori che affianca il dominio del rap.

    ANNA regina delle artiste per il terzo anno consecutivo

    Nella classifica delle artiste più ascoltate, ANNA si conferma al primo posto per il terzo anno di fila, seguita da Elodie e Rose Villain. Taylor Swift e Lady Gaga completano la top 5, mentre tra le italiane si distinguono Annalisa, Elisa e Giorgia.

    Sonorità latine e contaminazione: il caso La Plena

    Il panorama musicale italiano mostra una crescente apertura alle influenze internazionali. “La Plena – W Sound 05” di W Sound, Beéle e Ovy On The Drums si piazza al quarto posto tra le canzoni più ascoltate, mentre “DtMF” di Bad Bunny entra in quinta posizione. L’album “DeBÍ TiRAR MáS FOToS” dello stesso Bad Bunny raggiunge il quarto posto nella classifica album Italia, a testimonianza di come le sonorità latine siano ormai parte integrante della colonna sonora del Paese.

    Wrapped 2025, gli italiani che conquistano il mondo

    I Måneskin si confermano gli artisti italiani più ascoltati all’estero per il quarto anno consecutivo. Al secondo posto la dance di Gabry Ponte, seguita dal neoclassicismo-minimalista di Ludovico Einaudi. Damiano David, voce dei Måneskin, conquista il quarto posto grazie al lancio del suo album solista “FUNNY little FEARS (DREAMS)”, mentre Laura Pausini chiude la top 5.

    Wrapped 2025, lo scenario globale: Bad Bunny domina con 18,8 miliardi di ascolti

    A livello mondiale, Bad Bunny torna a essere l’artista più ascoltato per la quarta volta nella storia di Wrapped (dopo 2020, 2021 e 2022), con oltre 18,8 miliardi di ascolti. Sul podio anche Taylor Swift e The Weeknd, seguiti da Drake e Billie Eilish.

    “Die With A Smile” di Lady Gaga e Bruno Mars è la canzone più ascoltata al mondo nel 2025, con oltre 1,7 miliardi di riproduzioni. Seguono “BIRDS OF A FEATHER” di Billie Eilish, “APT.” di ROSÉ e Bruno Mars, “Ordinary” di Alex Warren e “DtMF” di Bad Bunny.

    L’album più ascoltato a livello globale è “DeBÍ TiRAR MáS FOToS” di Bad Bunny con oltre 7,7 miliardi di riproduzioni totali, seguito dalla colonna sonora del film Netflix “KPop Demon Hunters” e da “HIT ME HARD AND SOFT” di Billie Eilish.

    Wrapped 2025, podcast: il true crime non conosce crisi

    In Italia il true crime si conferma il genere podcast più ascoltato. “Elisa True Crime” di Elisa De Marco raggiunge il primo posto per il terzo anno consecutivo, seguito da “Indagini” di Stefano Nazzi. A completare la top 5 ci sono “Stories” di Cecilia Sala, “Passa dal BSMT” di Gianluca Gazzoli e “ONE MORE TIME di Luca Casadei”. Dato interessante: il 50% dei podcast nella top 10 italiana sono video podcast, a conferma di un formato in crescita.

    A livello globale, “The Joe Rogan Experience” si riconferma il podcast più ascoltato per il sesto anno consecutivo, seguito da “The Diary of a CEO with Steven Bartlett” e “The Mel Robbins Podcast”.

    Le novità dell’esperienza Wrapped 2025

    Spotify Wrapped 2025 introduce diverse nuove funzionalità nell’esperienza in-app. Tra le novità principali: “Età in base agli ascolti”, uno strumento che confronta i gusti musicali con quelli di altri ascoltatori della stessa fascia d’età; la visualizzazione dell’album più ascoltato dell’anno; la possibilità di ricevere clip personalizzate dal proprio podcaster preferito; la classifica dei “top fan” che permette di scoprire la propria posizione nella classifica mondiale degli ascoltatori del proprio artista preferito.

    Interessante anche la novità dei “Club in base agli ascolti”, sei categorie che rappresentano diversi stili di ascolto, e “Wrapped Party”, un’esperienza interattiva per rivivere il proprio anno musicale in tempo reale con altri utenti.

    Spotify ha inoltre lanciato la Wrapped Creator Experience 2025, dedicata a podcaster, artisti, inserzionisti e, per la prima volta, anche agli autori, permettendo di esplorare come i fan hanno interagito con i propri contenuti durante l’anno.

    I numeri di Spotify

    Spotify conta attualmente una community di oltre 713 milioni di utenti, di cui 281 milioni abbonati a Spotify Premium, distribuiti in più di 180 paesi. La piattaforma ospita più di 100 milioni di brani, quasi 7 milioni di podcast e oltre 350 mila audiolibri.

    Le classifiche Wrapped 2025

    Artisti Italia Artiste Italia Italiani all’estero
    1. Sfera Ebbasta 1. ANNA 1. Måneskin
    2. Shiva 2. Elodie 2. Gabry Ponte
    3. Guè 3. Rose Villain 3. Ludovico Einaudi
    4. Geolier 4. Taylor Swift 4. Damiano David
    5. Marracash 5. Lady Gaga 5. Laura Pausini
    6. Tony Boy 6. Annalisa 6. MEDUZA
    7. Olly 7. Elisa 7. Eros Ramazzotti
    8. Lazza 8. Billie Eilish 8. Andrea Bocelli
    9. Artie 5ive 9. Giorgia 9. Gigi D’Agostino
    10. Kid Yugi 10. Rihanna 10. Baby Gang
    Canzoni Italia Album Italia Podcast Italia
    1. Balorda nostalgia – Olly, Juli 1. TUTTA VITA (SEMPRE) – Olly, Juli 1. Elisa True Crime
    2. Incoscienti Giovani – Achille Lauro 2. DIO LO SA – Geolier 2. Indagini
    3. NEON – Sfera Ebbasta, Shiva 3. SANTANA MONEY GANG – Sfera Ebbasta, Shiva 3. Stories
    4. La Plena – W Sound 05 – W Sound, Beéle, Ovy On The Drums 4. DeBÍ TiRAR MáS FOToS – Bad Bunny 4. Passa dal BSMT
    5. DtMF – Bad Bunny 5. LA BELLAVITA – Artie 5ive 5. ONE MORE TIME di Luca Casadei
    6. LA CURA PER ME – Giorgia 6. LOCURA – Lazza 6. La Zanzara
    7. Ora che non ho più te – Cesare Cremonini 7. Tropico Del Capricorno – Guè 7. Il podcast di Alessandro Barbero
    8. Per due come noi – Olly, Angelina Mango, Juli 8. Tutti i Nomi del Diavolo – Kid Yugi 8. SUPERNOVA
    9. BATTITO – Fedez 9. VERA BADDIE – ANNA 9. PULP PODCAST
    10. Scarabocchi – Olly, Juli 10. Hello World – Pinguini Tattici Nucleari 10. The Essential
    Artisti Globale Canzoni Globale
    1. Bad Bunny 1. Die With A Smile – Lady Gaga, Bruno Mars
    2. Taylor Swift 2. BIRDS OF A FEATHER – Billie Eilish
    3. The Weeknd 3. APT. – ROSÉ, Bruno Mars
    4. Drake 4. Ordinary – Alex Warren
    5. Billie Eilish 5. DtMF – Bad Bunny
    6. Kendrick Lamar 6. back to friends – sombr
    7. Bruno Mars 7. Golden – HUNTR/X, EJAE, Audrey Nuna, Rei Ami, KPop Demon Hunters Cast
    8. Ariana Grande 8. luther (with sza) – Kendrick Lamar, SZA
    9. Arijit Singh 9. That’s So True – Gracie Abrams
    10. Fuerza Regida 10. WILDFLOWER – Billie Eilish
    Album Globale Podcast Globale
    1. DeBÍ TiRAR MáS FOToS – Bad Bunny 1. The Joe Rogan Experience
    2. KPop Demon Hunters (Soundtrack) – KPop Demon Hunters Cast, HUNTR/X, Saja Boys 2. The Diary Of A CEO with Steven Bartlett
    3. HIT ME HARD AND SOFT – Billie Eilish 3. The Mel Robbins Podcast
    4. SOS Deluxe: LANA – SZA 4. Call Her Daddy
    5. Short n’ Sweet – Sabrina Carpenter 5. This Past Weekend w/ Theo Von
    6. MAYHEM – Lady Gaga 6. Huberman Lab
    7. You’ll Be Alright, Kid – Alex Warren 7. Crime Junkie
    8. I’m The Problem – Morgan Wallen 8. Modern Wisdom
    9. GNX – Kendrick Lamar 9. On Purpose with Jay Shetty
    10. Un Verano Sin Ti – Bad Bunny 10. The Tucker Carlson Show
  • Spotify Wrapped 2024: dieci anni di musica e connessioni

    Spotify Wrapped 2024: dieci anni di musica e connessioni

    Spotify Wrapped 2024 segna il decimo anniversario con una campagna celebrativa che unisce fan e artisti, evidenziando trend globali, successi italiani. Taylor Swift è sempre l’artista più ascoltata.

    Questo è quel momento dell’anno in cui ormai c’è tanta attesa per fare i conti rispetto all’anno che sta per finire. E tra i momenti più attesi c’è proprio quello che oggi celebra il suo decimo anno.

    E sì, lo Spotify Wrapped 2024 è tornato, e questa volta non celebra solo un anno di musica, ma anche un decennio di emozioni condivise.

    L’edizione di quest’anno, rilasciata oggi 4 dicembre, segna infatti il decimo anniversario di Spotify  Wrapped, un format diventato ormai un appuntamento iconico per fan, artisti e creator di tutto il mondo.

    Dieci anni fatti di storie di ascolti, tendenze emergenti e dello straordinario potere della musica di unire persone e culture.

    Spotify Wrapped 2024 evolve con la musica

    La campagna di Wrapped 2024 si distingue per la sua forza creativa ispirata alla ciclicità e alla continua evoluzione della cultura pop. Generi che si mescolano, influenze senza tempo che incontrano nuove idee, e tendenze di nicchia che esplodono fino a ridefinire la cultura mainstream.

    spotify wrapped 2024 franzrusso
    spotify wrapped 2024 franzrusso

    È in questo contesto che Spotify ha dato vita a un design vibrante e trasformativo. Colori audaci, layout dinamici e animazioni accattivanti raccontano un anno fatto di scoperte musicali e connessioni globali.

    Spotify Wrapped 2024 l’Italia al centro della scena

    Milano si conferma protagonista di questa celebrazione globale con un’installazione OOH straordinaria: la stazione di Cadorna è stata trasformata in una “station domination” che omaggia i successi di 28 artisti, di cui ben 26 italiani.

    Tra i protagonisti ci sono brani che hanno definito l’anno, come “Sesso e Samba” di Tony Effe con Gaia, “Sinceramente” di Annalisa e “Tuta Gold” di Mahmood.

    Una celebrazione che dimostra come la musica italiana abbia conquistato non solo le classifiche nazionali, ma anche il cuore degli ascoltatori a livello internazionale.

    Spotify Wrapped 2024, Taylor Swift la regina indiscussa

    Con oltre 26 miliardi di streaming, Taylor Swift si riconferma l’artista più ascoltata al mondo per il secondo anno consecutivo.

    Spotify ha deciso di celebrare questo traguardo con iniziative uniche pensate per i suoi fan, gli Swifties. Una delle novità più intriganti è il Badge Global Top Artist, che sarà assegnato sul profilo della cantante, dando il via a un riconoscimento annuale per gli artisti più ascoltati.

    Inoltre, gli appassionati potranno scoprire Easter Egg speciali nell’app: animazioni che richiamano le diverse ere discografiche della carriera di Taylor Swift, dai brillantini di Fearless ai gabbiani di 1989.

    Dieci anni di Wrapped: il commento di Spotify

    Wrapped 2024 segna un decennio di celebrazione della musica su Spotify” ha dichiarato Ester Gazzano, Head of Consumer Marketing Europe. “Con questa edizione vogliamo rendere omaggio al potere della musica di connettere le persone, andando oltre i trend per coinvolgere direttamente i nostri 640 milioni di utenti. Wrapped è diventato un evento culturale che non solo celebra l’anno musicale degli utenti, ma li rende parte di una narrazione più ampia e sempre in evoluzione”.

    Cosa aspettarsi dallo Spotify Wrapped 2024

    Spotify Wrapped non è solo una festa musicale. È un viaggio attraverso i trend globali, le top list di artisti, canzoni, album e podcast più ascoltati. È, inoltre, una celebrazione del ruolo centrale degli ascoltatori.

    Per esplorare tutte le novità e curiosità di quest’anno, Spotify ha messo a disposizione l’hub ufficiale Wrapped 2024 su Spotify For the Record, un punto di riferimento per immergersi in questa esperienza collettiva.

    Con Wrapped 2024, Spotify non solo celebra i primi dieci anni di una tradizione amata, ma rinnova il suo impegno nel rendere la musica un elemento chiave della cultura contemporanea. Un appuntamento imperdibile per chi, come milioni di utenti in tutto il mondo, vede nella musica non solo una passione, ma un linguaggio universale.


    La Campagna di Spotify Wrapped 2024

    Head of Marketing Spotify: Ester Gazzano

    Marketing Manager Italia Spotify: Ginevra Caprino, Valeria Spinelli

    Agenzia creativa: Dentsu

    Agenzia media: Publicis Media

    La campagna è stata realizzata in collaborazione con le Brand Solutions di IGPDecaux.

  • Spotify lancia la traduzione vocale dei podcast con OpenAI

    Spotify lancia la traduzione vocale dei podcast con OpenAI

    Spotify lancia la traduzione vocale per i podcast. In collaborazione con OpenAI, sarà possibile avere una traduzione vocale in più lingue. In questa fase di lancio è coinvolto un ristretto gruppo di podcaster con la traduzione dall’inglese allo spagnolo all’interno di episodi disponibili da oggi.

    Per chi fa podcast la possibilità di poter raggiungere un pubblico sempre più ampio è una delle tante ambizioni. Specialmente la possibilità di poter raggiungere persone di altre nazioni. Ma, come potete immaginare, non è semplice poter registrare un episodio in lingue diverse.

    Ed è proprio su questo punto che Spotify ha indirizzato il suo interesse, forte del fatto che ad oggi sono oltre 100 milioni le persone che ascoltano podcast sulla piattaforma di Daniel Ek, un dato che è in crescita.

    Infatti, Spotify ha collaborato con un gruppo di podcaster per tradurre i loro episodi in dall’inglese allo spagnolo con il suo nuovo strumento, e ha in programma di implementare le traduzioni in francese e tedesco nelle prossime settimane.

    Gli episodi pilota arriveranno da alcuni grandi nomi, tra cui Dax Shepard, Monica Padman, Lex Fridman, Bill Simmons e Steven Bartlett. Spotify prevede di espandere il gruppo andando ad includere The Rewatchables di The Ringer e il prossimo spettacolo di Trevor Noah.

    Ma in che modo Spotify riesce a garantire la traduzione del parlato dei podcast?

    spotify traduzione vocale openai franzrusso

    La funzionalità della traduzione è resa possibile grazie allo strumento di trascrizione vocale di OpenAI, Whisper, che può sia trascrivere il parlato inglese che tradurre altre lingue in inglese.

    Lo strumento di Spotify va oltre la traduzione da parlato a testo: la funzione tradurrà un podcast in una lingua diversa e lo riprodurrà con una versione sintetizzata della voce dei podcaster.

    L’intelligenza artificiale alla base dello strumento, attraverso il processo di traduzione e di elaborazione della voce, sarà in gradi di avvicinarsi allo stile del podcaster.

    Tutto questo, secondo Spotify, si traduce in una “esperienza di ascolto più autentica” che diventa “più personale e naturale rispetto al doppiaggio tradizionale“.

    Gli episodi tradotti a voce dai creatori del progetto pilota di Spotify saranno disponibili per l’ascolto sulla piattaforma in tutto il mondo.

    I primi episodi inizieranno a essere distribuiti all’interno della visualizzazione “In riproduzione” a partire da questo lunedì 25 settembre, inizialmente in spagnolo. Le traduzioni in francese e tedesco verranno implementate nelle prossime settimane.

    Come dicevamo all’inizio, attualmente Spotify ha più di 100 milioni di ascoltatori di podcast a livello globale, e più di 5 milioni di titoli di podcast disponibili in oltre 170 mercati.

    E proprio oggi OpenAI ha fatto alcuni annunci, tra i quali il lancio di uno strumento in grado di creare “audio simile a quello umano solo da testo e pochi secondi di discorso campione“. OpenAI afferma che sta intenzionalmente limitando la diffusione di questo strumento a causa delle preoccupazioni relative alla sicurezza e alla privacy che questo strumento comporta.

    Probabilmente, è questo uno dei motivi per cui Spotify afferma che la tecnologia di traduzione per ora viene testata solo attraverso un “gruppo selezionato” di podcaster.

    Al momento, Spotify non ha fornito altri dettagli su come intende rendere disponibile lo strumento o quando aspettarsi un’espansione.

    Intanto, possiamo tranquillamente dire che con questo si è fatto un notevole passo in avanti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la voce, in ottica massiva.

  • TikTok con Resso è pronta a sfidare Spotify a livello globale

    TikTok con Resso è pronta a sfidare Spotify a livello globale

    TikTok vuole sviluppare il suo servizio di musica in streaming Resso e prova a sfidare Spotify. Il servizio, in modalità freemium, è disponibile attualmente in India, Indonesia e Brasile ma l’intento è di renderlo disponibile a livello globale.

    TikTok ormai ha ormai il desiderio di provare a massimizzare il suo momento d’oro e di tentare a sviluppare nuove funzionalità e strumenti. E stavolta ad essere presa di mira è Spotify, leader nel mondo della musica in streaming.

    Sì, TikTok ormai, come ha riportato il Wall Street Journal, la piattaforma di video brevi di ByteDance è in trattativa con le case discografiche per espandere il suo servizio di musica in streaming, che si chiama Resso, e provare ad entrare in concorrenza diretta con Spotify, leader assoluto del mercato.

    Ma, ovviamente, entrare in competizione con Spotify, passaggio assolutamente non semplice, significa anche entrare in competizione con Apple Music e tutti gli altri servizi di musica in streaming.

    tiktok musica streaming resso

    Resso al momento è disponibile in India, Indonesia e Brasile e, una volta superate le difficoltà incontrate con le case discografiche, l’obiettivo è rendere il servizio disponibile a livello globale. Anche se gli Usa non rientrerebbero nella prima fase di espansione del servizio.

    A pensarci, l’idea di sviluppare un servizio di musica in streaming interno a TikTok non è male. Basti pensare al ruolo che la musica ha per la piattaforma, sin dalle sue origini. Come ricorderete certamente, TikTok nasce da musical.ly, la piattaforma che divenne famosa per i brevi video in cui si provava a mimare le canzoni con balletti. Senza dimenticare quante volte, in questi quattro anni, TikTok ha giocato un ruolo importante nel portare alla ribalta canzoni nuove, semplicemente diventare virali all’interno della piattaforma.

    Ecco, tutto questo oggi potrebbe essere massimizzato e diventare un servizio di musica in streaming a tutti gli effetti.

    In questo senso, il Wall Street Journal ricorda come “Heat Waves” dei Glass Animals, brano emerso proprio da TikTok, abbia trascorso cinque settimane al n. 1 delle Billboard Hot 100 e ha recentemente pareggiato il record di settimane trascorse in classifica. Anche “Blinding Lights” di Weeknd ha avuto un grande successo su TikTok.

    E proprio perché si parla di servizio di musica in streaming, Resso comunque prevede, e prevederà, un abbonamento in-app. Questo permetterà a TikTok di realizzare una fonte di guadagno alternativa non di poco conto, essendo la musica, come ricordavamo prima, l’ingrediente di base per creare video virali sulla piattaforma.

    Il modello adottato è comunque quello che offre già Spotify, ossia una modalità freemium che permette l’ascolto e la fruizione della musica gratis con possibilità ridotte che possono essere estese con il pagamento di un abbonamento mensile. Ovviamente la parte free è supportata dalla pubblicità.

    Insomma, al momento le difficoltà principali sono rappresentate dalle trattative con le case discografiche e i diritti musicali e, allo stesso tempo, la modalità ideale attraverso cui integrare Resso all’interno di TikTok.

    Si tratta comunque di una evoluzione interessante che merita di essere monitorata e raccontata. E noi la seguiremo.

  • Cosa è successo davvero tra Spotify e Neil Young

    Cosa è successo davvero tra Spotify e Neil Young

    Lo scontro tra Spotify e Neil Young ha provocato delle conseguenze ben evidenti. Vediamo di capire bene cosa è successo e forse la vicenda poteva essere gestita meglio, da tutti.

    Lo scontro che si è consumato nei giorni scorsi tra Neil Young e Spotify ha avuto delle conseguenze inevitabili, sotto diversi profili. E c’era da aspettarselo, ovviamente.

    Piccolo riassunto: Neil Young mercoledì scorso si rivolge a Spotify chiedendo di rimuovere il suo catalogo musicale dall’app, in contrasto con i contenuti podcast di Joe Rogan che, secondo il grande rocker, “diffondono disinformazione sul Covid“. La risposta di Spotify non si fa attendere ed elimina tutto il catalogo del rocker di Toronto con oltre 6 milioni di stream ogni mese.

    E a stretto giro, anche la cantautrice di Neil Young, Joni Mitchell, ha chiesto la stessa cosa, come segno di solidarietà con il suo conterraneo.

    Spotify rimuove i contenuti di Neal Young

    Quindi Spotify, prima ancora di dare una risposta nel merito, senza neanche provare a preservare il vasto catalogo musicale che avrebbe perso, opera dei due grandi artisti, rimuove da subito scegliendo la strada più immediata che è quella di tenere invece i contenuti di Rogan.

    Cosa è successo davvero tra Spotify e Neil Young

    Ora, al di là di quello che si pensi, sembra improbabile che dopo tutto quello che abbiamo visto in questi due anni Spotify abbia tardato ad annunciare policy più precise da seguire sui contenuti a riguardo.

    Le regole arrivano qualche giorno dopo, quando ormai i giochi erano fatti, con l’app che non potrà più contare sulla musica di due grandi come Neil Young e Joni Mitchell. Una scelta adottata quindi senza pensare alle conseguenze.

    Già, le conseguenze.

    Le conseguenze della scelta per Spotify

    Diversi analisti finanziari hanno stimato che il titolo a Wall Street abbia perso, in valore di capitalizzazione, qualcosa come 4 miliardi di dollari dall’inizio del mese di gennaio e 2,8 miliardi solo negli ultimi giorni. Il titolo, tra il 26 e il 28 gennaio, ha perso il 6%.

    Quindi, quella che doveva essere una scelta facile e veloce, scegliendo Joe Rogan e i suoi, circa, 190 milioni di download al mese, senza dimenticare i 100 milioni di dollari pagati da Spotify per assicurarsi, in esclusiva, gli episodi di Rogan, ha comunque creato dei danni.

    È vero che ieri il titolo a Wall Street ha recuperato, anche in seguito alla pubblicazione delle nuove regole, ma resta ancora da recuperare -19,6% nel mese di gennaio.

    Il messaggio di Rogan

    Joe Rogan su Instagram ha voluto far sapere di essere dispiaciuto di quanto è accaduto sostenendo che il suo show “è cresciuto in modo esponenziale, non ero preparato“. Vedendo aumentare la sua audience e non esistendo delle regole precise, ecco che dal punto di vista di Rogan poteva succedere di tutto, anche che si infilassero informazioni fuorvianti su Covid e vaccini. E così è successo infatti.

     

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    Un post condiviso da Joe Rogan (@joerogan)

    Spotify da tutta questa vicenda ha qualcosa da recriminarsi. Una maggiore chiarezza sulle regole e una comunicazione tempestiva su quanto fatto sulla piattaforma, avrebbe sicuramente limitato i danni.

    Vogliamo che tutta la musica e i contenuti audio del mondo siano disponibili per gli utenti di Spotify” – spiega la società guidata da Daniel Ek -. “Da ciò deriva una grande responsabilità nel bilanciare sia la sicurezza per gli ascoltatori che la libertà per i creatori. Abbiamo adottato politiche dettagliate sui contenuti e dall’inizio della pandemia abbiamo rimosso oltre 20.000 episodi di podcast relativi a COVID-19. Ci dispiace che Neil abbia deciso di rimuovere la sua musica da Spotify, ma speriamo di poterlo accogliere presto sulla nostra piattaforma“.

    Spotify punta su Joe Rogan

    Da una attenta analisi, sembra che nessun episodio di Joe Rogan non abbia mai superato la soglia di avvertimento e quindi nessuno di essi sarebbe da sospendere per aver violato le policy. Resta comunque il fatto che Spotify avrebbe potuto spiegare prima, e meglio, lo stato delle cose, evitando di esaudire subito la richiesta di Neil Young.

    Si fosse intervenuto prima, si sarebbe anche placata la preoccupazione degli investitori, preoccupati che il gesto di Neil Young potesse essere seguito anche da altri. Preoccupazione legittima e che ha avuto, in effetti qualche riscontro.

    Ovviamente, Questa nostra breve analisi non è assolutamente una critica negativa verso Spotify che adesso ha le carte in regola per poter evitare situazioni simili e garantire ad artisti e ascoltatori la possibilità di ascoltare, e creare, musica e contenuti audio nel rispetto delle regole e della libertà, limitando al minimo le situazioni estreme.

    Anche Young avrebbe qualcosa da recriminarsi

    Prima di segnalarvi una piccola curiosità, val la pena evidenziare però l’uscita poco felice di Neil Young quando critica, con parole piuttosto colorite, la scarsa qualità dello streaming di Spotify. Poco elegante e assolutamente inopportuna, soprattutto se da quella piattaforma, per sua stessa ammissione, deriva il 60% dell’ascolto totale della sua musica.

    Ed ecco la curiosità. James Blunt, celebre cantante britannico, su Twitter ha scherzato sull’accaduto, nel tentativo di stemperare un po’ gli animi. E a quanto pare ci è anche riuscito:

    “Se Spotify non rimuove immediatamente Joe Rogan, allora rilascerò nuova musica sulla piattaforma”. Forse qualcuno alla lettura di questo tweet si sarà preoccupato (si scherza!), ma va riconosciuto che è molto autoironico.

  • Anche Spotify guarda a TikTok e testa Discover

    Anche Spotify guarda a TikTok e testa Discover

    Nel panorama social media, Spotify era rimasta una delle poche a non aver implementato una funzionalità simile a TikTok. Ma ecco che Chris Messina ha scoperto che in realtà l’app di musica in streaming sta testando Discover.

    Spotify era rimasta una delle ultime piattaforme social media a non implementare ancora una funzionalità simile a TikTok, per farla più semplice. Ma ora questo primato sta per vacillare e anche la piattaforma di musica in streaming più usata al mondo sta per capitolare al fascino del forma in verticale.

    Di cosa stiamo parlando? La notizia è stata diffusa TechCrunch dopo che Chris Messina (sì, quello del primo hashtag su Twitter) ha condiviso un tweet (appunto!) in cui si vede questa nuova funzionalità di Spotify, denominata Discover, che ricorda molto la modalità di visualizzazione dei video su TikTok. La stessa che su Instagram è diventata Reels e tanta altre cose su altre piattaforme.

    Ecco Discover di Spotify

    Discover di Spotify, per come appare nel test, si trova tra il tasto home e quello Search dell’app e, una volta cliccato su di essa, l’utente avrà la possibilità di navigare tra i video, sfogliandoli appunto in senso verticale, dal basso verso l’alto, con a possibilità di mettere anche like.

    Spotify testa Discover

    Da quello che si vede, Discover ricorda molto Canvas, ossia la modalità che viene tutt’ora visualizzata quando si passa all’ascolto di un brano e viene visualizzata una porzione di un video (della durata massima di 8 secondi) al posto della copertina.

    Quindi, partendo da Canvas, sulla quale modalità Spotify ha notato un certo coinvolgimento degli utenti, Discover sembra essere quindi la modalità estesa in senso verticale.

    https://twitter.com/chrismessina/status/1463542273216446472

    Al momento si sa solo questo e non si conosce la tempistica riguardo a questo test e nemmeno se lo stesso diventerà poi una funzione stabile su iOS o Android.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Di certo, Spotify andando alla ricerca di una modalità che possa coinvolgere ancora di più gli utenti, guarda, come già hanno fatto altre piattaforme, a TikTok. Non è un male, ma la conferma che quella modalità lanciata da TikTok è stata una mossa vincente.

  • Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi delle canzoni in tempo reale, grazie alla collaborazione con Musixmatch.à

    Gli utenti di Spotify, che solo due giorni fa hanno patito un down pesante (chissà, forse per questo!) ne saranno felici. E per utenti intendiamo tutti, sia quelli paganti che quelli free. La notizia è che finalmente, è il caso di dire, su Spotify arrivano i testi in tempo reale sulle canzoni. Una funzionalità che a molti appariva quasi naturale ma che per molti versi non si era mai messa in pratica. Ma adesso è un’altra storia.

    La funzionalità viene lanciata in collaborazione con Musixmatch, l’azienda fondata a Bologna nel 2010 da Max Ciociola e Gianluca Delli Carri che già offre testi per 8 milioni di canzoni. Sapete che Musixmatch è già presente su Apple Music, Amazon Music, Shazam, Vevo e Facebook. Mancava, appunto, solo Spotify.

    Su Spotify arrivano i testi con Musixmatch

    Si potranno visualizzare i testi delle canzoni

    Grande novità è anche quella di poter visualizzare i testi in tempo reale da qualsiasi dispositivo. Infatti, li si potrà visualizzare dall’app di Spotify su iOS e Android, ma anche da desktop, da smart tv e da console per giochi.

    Dall’applicazione mobile, nella visualizzazione del titolo del brano, noterete che prima del nome dell’artista compare una targhetta “Lyrics”. Significa che di quella canzone potrete visualizzare il testo. Ma non solo, la visualizzazione del testo in tempo reale si può trasformare in una esperienza da condividere anche sui social media. Per visualizzare il testo basta scorrere verso l’alto.

    Infatti, nel riquadro della visualizzazione, in basso, compare una voce “Condividi“. Da lì potrete portare un pezzo di testo della vostra canzone preferita ovunque vogliate.

    Si potrà seguirli anche da desktop

    La modalità di visualizzazione è molto simile anche sugli altri dispositivi. Basta attivare “Now Playing View“. Da desktop basta cliccare sul microfono, lo stesso vale anche sulle smart tv.

    La modalità Lyrics è disponibile su Playstation 4, Playstation 5 e XBox One, oltre che su Android TV, comprese FireTV, Samsung, Roku, LG, Sky e Comcast.

    In realtà questa collaborazione tra Spotify e Musixmatch era stata già tentata, si era conclusa infatti nel 2016. Infatti da allora compariva la funzione “Behind the Lyrics” che permetteva all’utente di visualizzare il testo del brano e anche notizie di contesto.

  • Greenroom, ecco la risposta di Spotify a Clubhouse

    Greenroom, ecco la risposta di Spotify a Clubhouse

    Greenroom è la risposta di Spotify a Clubhouse. Si tratta di un’applicazione stand-alone che permette la creazione di stanze in audio. L’obiettivo è creare una esperienza estesa tra le due app dell’azienda svedese.

    L’avevamo annunciata a fine marzo scorso, ed eccola qui. La proposta di chat audio di Spotify si chiama Greenroom ed è disponibile da un paio di giorni sia su iOS che su Android, e questo è già un dato molto interessante. Come già detto la volta scorsa, Greenroom è un’app stand-alone e nasce sulla base di Locker Room, l’app di audio dal vivo dedicata interamente allo sport. L’idea di Spotify è stata quindi quella di acquisire Betty Labs, la società sviluppatrice dell’app e dare vita alla sua proposta di chat audio, in risposta al fenomeno Clubhouse. Abbiamo iniziato subito ad usare l’app è questa è una prima veloce considerazione.

    Intanto, bisogna dirlo, che con l’arrivo di Spotify le audio room sono diventate davvero “mainstream”, nel senso che la modalità resa celebre ha Clubhouse è entrata a pieno titolo nel panorama social media come strumento di racconto, confronto, incontro e condivisione. Tutto attraverso la voce.

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    Greenroom, come funziona e primo contatto

    Il primo contatto con Greenroom lascia l’impressione che il cantiere non sia ancora del tutto terminato. Una volta scaricata la versione Android, abbiamo notato subito una certa lentezza nel processo di iscrizione. Ma poi superato via via nella nostra breve e veloce prova.

    Essendo un prodotto Spotify i colori sono quelli dell’app di musica in streaming, quindi nero da sfondo con il verde tipico che contorno ed evidenzia i contenuti. La registrazione può essere completata in maniera veloce associando il proprio account Spotify (anche se non è necessario) e questo è un grande punto a favore, tipico delle app stand-alone del resto. Col tempo, si sta studiando un modo per riportare anche gli interessi da Spotify, in modo da realizzare un’esperienza più unitaria tra le due app.

    Una volta completata la registrazione, e una volta scelta la griglia di argomenti, si arriva in quella che è la home dell’app, con le “room” attive e quelle che stanno per arrivare. Prima nota: davvero non c’era modo di usare un termine alternativo a room? Già perché già dal nome, l’app di Spotify ricorda molto Clubhouse, nonostante i colori diversi. Un elemento su cui Twitter Spaces, invece, si distingue in qualche modo.

    Ovviamente, le prime stanze non potevano che ospitare discussioni per fare considerazioni tra Greenroom e Clubhouse. Le room, come già succede su Clubhouse e Twitter Spaces, mettono in alto l’host e gli speaker. Le stanze possono ospitare fino a 1000 persone e Spotify fa sapere che presto questo limite potrà essere superato. Gli utenti che ascoltano la stanza vengono visualizzate più in basso, anche se poi vi è un modo per visualizzarli sotto forma di lista. Come nelle altre proposte audio, anche su Greenroom l’host ha strumenti per moderare la stanza, quindi silenziare o accettare come speaker un ascoltatore.

    Su Greenroom gli ascoltatori possono esprimere il proprio parere positivo delle gemme, una specie di “like”, le stesse che verranno visualizzate all’interno del profilo di chi organizza la stanza. Le gemme indicano quindi il successo dell’utente come host o come speaker, e quindi il successo della stanza. Questo perché anche Spotify sta studiando un modo per remunerare i creator proprio sulla base del successo della stanza. Si tratta ancora un progetto di cui non si conoscono i dettagli, come non si conoscono i margini di guadagno, anche se la modalità di pagamento potrebbe essere quella già vista su Clubhouse o su Twitter.

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    Greenroom rimane quindi una proposta interessante, da scoprire meglio, nata soprattutto per gli artisti che vogliono entrare in contatto coni propri fans dopo una live session, idea molto interessante. Date le premesse, nasce, tutto sommato, con una forma abbastanza completa, sebbene sia ancora un cantiere aperto e Spotify ha saputo sfruttare bene le potenzialità di Locker Room e girarle a suo favore.

    Da sottolineare, come vero elemento distintivo rispetto alle altre proposte in audio, la possibilità di poter chattare tra gli utenti che seguono una stanza, un modo per scambiarsi opinioni rispetto ai temi trattati. Molto interessante.

    Del resto, Greenroom non nasce per spodestare Clubhouse, Twitter Spaces o le Live Audio Room di Facebook in arrivo, no. Ormai il settore è già molto frastagliato, composto da tante proposte molto simili tra loro. Il vero obiettivo di Spotify è quello di abilitare una esperienza d’uso tra le due app, Spotify e Greenroom, al fine di unificare gli interessi degli utenti tra le due proposte per poi offrire l’occasione di “incontrarsi” in una room per parlarne. Se ci pensate, era proprio quello che faceva Locker Room con le stanze in cui si discuteva della partita appena conclusa.

    Ecco queste le nostre rime impressioni su Greenroom, in attesa di sperimentare qualche stanza.

    E voi che ne pensate? L’avete già scaricata e usata?

  • Anche LinkedIn e Spotify pronti a sfidare Clubhouse sulle chat audio

    Anche LinkedIn e Spotify pronti a sfidare Clubhouse sulle chat audio

    Anche LinkedIn e Spotify si apprestano a sfidare Clubhouse sulle chat audio. Due nuove occasioni per gli utenti di creare contenuto audio coinvolgente.

    Da quando Clubhouse è approdato nel mondo dei social media, mettendo la voce al centro della propria piattaforma, diversamente da quanto fatto dalle altre piattaforme in precedenza, non passa giorno che l’elenco dei potenziali competitor si aggiorni. Stavolta è il turno di LinkedIn, l’ultima grande piattaforma social media ad approdare alla forma di contenuto vocale, e di Spotify che, con l’acquisizione di Betty Labs, si appresta ad ospitare anche le conversazioni dal vivo, dopo aver molto investito sui podcast.

    Allora, andiamo con ordine e cerchiamo di capire come le due piattaforme si stanno attrezzando ad entrare nel grande mondo delle chat audio. Prima però è necessario ribadire che ci troviamo di fronte ad un fenomeno, per certi versi, inarrestabile e inevitabile. Certo, siamo ancora qui a raccontare dell’ennesimo esempio di “copia-incolla”, ma non poteva essere che così. I social media costituiscono l’unica, vera e grande, rivoluzione all’interno della comunicazione digitale ed è, appunto, inevitabile che questo fenomeno “copy-pasta” (da copy and paste) continui. D’altronde, tutti copiano la Coca-Cola, ma solo la Coca-cola è unica. Arriveremo, ad un certo punto, che sapremo riconoscere l’unicità come un valore per il fatto che una piattaforma riesce ad interpretare quella novità meglio di chiunque altra. Ed è quello che è successo per le Instagram Stories, meglio riuscite che su Snapchat e che tutti, più o meno, oggi associamo all’idea “contenuto effimero”.

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    Bene, detto questo, passiamo a conoscere le idee di LinkedIn e Spotify rispetto alle chat audio.

    Anche LinkedIn avrà le sue chat audio

    Come anticipato da Alessandro Paluzzi, il nostro revers engineering a cui nulla sfugge, anche LinkedIn sta sviluppando la sua versione di chat audio. Nell’ottica di offrire sempre nuove modalità di creazione del contenuto, LinkedIn ha poi confermato quello che Paluzzi aveva scoperto dall’app LinkedIn su Android. L’idea della piattaforma di proprietà di Microsoft è quella di offrire la possibilità di creare contenuti audio dall’identità professionale degli utenti. Si tratta quindi di un passo avanti ulteriore, rispetto alle altre piattaforme che si stanno cimentando sulla forma di contenuto vocale, come Twitter con Twitter Spaces (che dovrebbe essere presto disponibile per tutti gli utenti) o Facebook, di cui ancor non si conosce nulla.

    LinkedIn quindi, dopo i video e i video live, la newsletter, le stories, si lancia anche nelle chat audio e conferma di stare lavorando ad un format audio a TechCrunch, offrendo anche un’immagine di come sarà la chat audio sulla piattaforma. Come si vede dall’immagine, a differenza delle altre versioni, qui si differenziano visivamente gli speaker dagli ascoltatori, mettendoli ben in evidenza insieme all’host.

    Cosa offre di più LinkedIn? Di certo la possibilità di estendere la modalità di contenuto in chiave di networking, il vero core della piattaforma. E il contenuto audio può essere poi impiegato anche negli eventi. Come confermato dalla stessa società, il 2020 per LinkedIn è stato l’anno in cui gli utenti hanno usato di più la piattaforma per connettersi con gli altri (+30%), totalizzando 4,8 miliardi di connessioni, considerando che il 60% degli utenti si è spostato verso lo smart working, rispetto all’8% pre pandemia.

    Spotify pronta a lanciarsi negli audio live

    E anche Spotify, piattaforma audio musicale per eccellenza, dopo aver investito molto sui podcast, decide di lanciarsi nella sfida a Clubhouse puntando sugli audio live, andando a completare l’offerta di contenuto che viene messa a disposizione degli utenti. E questo perché la società guidata da Daniel Ek, CEO e co-founder, ha deciso di acquisire Betty Labs, la società che sviluppa Locker Room, l’app audio dal vivo dedicata allo sport. L’app è stata finora disponibile solo all’interno dell’Apple Store per iOS, probabile pensare, a questo punto, che l’app verrà sviluppata anche per Android aprendosi anche ad altri generi (con un altro nome), in modo da permettere agli utenti di creare contenuti audio anche su altri generi, oltre allo sport.

    Sebbene le due app rimarranno separate nella fase iniziale, non è escluso che poi, anche sulla base di come gli utenti useranno l’app per conversare dal vivo, le due possano fondersi un qualche modo. Di certo, lo sviluppo di Spotify verso i contenuti audio dal vivo è molto interessante.

    Come abbiamo visto, da qui in avanti la possibilità di usufruire e creare, soprattutto, contenuti audio sarà alla portata di tutti. Sarà poi l’utente, in base all’argomento, al pubblico a cui vuole parlare, a decidere dove realizzare la sua chat audio.

    A differenza di Clubhouse e di Twitter, LinkedIn e Spotify non hanno specificato se verrà sviluppata una modalità tale da permettere ai creator la possibilità di guadagnare creando degli eventi. Ma siamo certi che anche questa possibilità verrà replicata.

    E voi che ne pensate?

  • Spotify, ecco le classifiche dei podcast anche in Italia

    Spotify, ecco le classifiche dei podcast anche in Italia

    Spotify continua a credere nei podcast. E dopo quasi due anni, lancia le classifiche dei podcast più popolari, in base all’audience. La classifica saranno due: “Top Podcast” e “Podcast di Tendenza” al momento disponibili in 26 paesi, Italia compresa.

    Spotify continua a credere nei podcast e, a distanza di due anni dal lancio ufficiale, era ottobre del 2018, ecco che arriva una funzionalità che in molti attendevano. Da oggi saranno disponibili le classifiche dei podcast più popolari, in base all’audience. In pratica, vi saranno due classifiche: “Top Podcast” e “Podcast di Tendenza“. Ogni classifica potrà essere poi diversificata in base ai vari temi dei podcast, come business, tech e altro. Ad oggi la funzionalità è presente in 26 paesi, tra cui Stati Uniti, Messico, Regno Unito, Brasile, Germania e anche Italia.

    I podcast, come sappiamo, stanno vivendo un momento d’oro e, ovviamente, anche Spotify non vuole perdere l’occasione di agganciare un fenomeno in grande crescita che porterebbe ancora più ascoltatori sulla piattaforma. L’idea della classifica può essere quindi utile per conoscere quali sono i canali più ascoltati in ogni paese, ma anche essere l’occasione per scoprirne di nuovi.

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    Le classifiche si divideranno in Top Podcast e Trending Podcast, facili da rintracciare Cerca > Podcast > Classifiche Podcast sia su iOS che su Android. Top Podcast considera i 200 canali più ascoltati, mentre Podcast di Tendenza considera i 50 canali lanciati di recente.

    Le classifiche verranno redatte sulla base dei “podcast più popolari“, ossia in base al “numero recente degli ascoltatori“. La classifica verrà poi aggiornata mensilmente.

    Come sottolinea The Verge, il tema classifica su Spotify non ha avuto dei buoni trascorsi. Nel senso che le classifiche vengono generate da algoritmi che rilevano in automatico gli ascolti per ciascun canale. In passato è capitato, per quanto riguarda le classifiche musicali, che queste stesse venissero un po’ falsificate per via di ascolti “gonfiati”. Gli ascoltatori venivano pagati in modo tale che il brano potesse scalare la classifica.

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    In questo caso, con le classifiche dei podcast questo non dovrebbe verificarsi, in quanto siamo sicuri che chi ascolta i podcast non viene pagato da nessuno.

    Anche se proprio nel 2018, John Perotti, podcaster americano, aveva pagato gli utenti 5 dollari ciascuno per arrivare alla posizione 55 della classifica dei podcast più ascoltati sulla piattaforma Apple.

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    Al momento non si può escludere a priori che questo possa succedere anche su Spotify, ma siamo sicuri che adesso questo non succede.

    Allora, che ne pensate? Quali sono i vostri podcast preferiti?

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