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  • Da eBay la piramide di Maslow in versione tech

    Da eBay la piramide di Maslow in versione tech

    La tecnologia e il digitale, e tutti i relativi dispositivi, son ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. eBay, in occasione del lancio della Tech Week, con tantissimi prodotti in sconto, ha presentato i dati di una ricerca presentando la piramide dei bisogni di Maslow in versione tech. Ed ecco cosa ne è venuto fuori.

    La tecnologia e il digitale sono ormai parte integrante della nostra vita e, di conseguenza, lo sono anche i vari dispositivi tecnologici che ci permettono di fare cose che, solo fino a qualche anno fa, erano impossibili. Pensate a come vi sentireste solo al pensiero di dimenticare lo smartphone a casa mentre uscite per andare al lavoro, vi sembra quasi che vi manchi un pezzo della vostra vita perchè sentite il bisogno di fare attività che, senza quel dispositivo, non riuscireste a fare, almeno con la stessa velocità.

    eBay, leader globale nel mondo dell’e-commerce, ha presentato i dati di una interessante ricerca che ci mostra quale sia il rapporto, oggi, degli italiani con la tecnologia e il digitale, prendendo in prestito la piramide dei bisogni di Maslow (del 1954) rivisitandola in versione tech. L’occasione è data dal lancio della Tech Week che sul sito di eBay durerà fino al prossimo 28 febbraio durante la quale avrete la possibilità di trovare migliaia di prodotti in sconto su prodotti tecnologici e, utilizzando il codice coupon che vedete n questo post potrete avere un ulteriore sconto del 5% da usare due volte su una spesa massima di 50 euro, il risparmio è quindi di 100 euro. Date queste informazioni interessanti, passiamo a vedere i risultati della ricerca e come questi li possiamo vedere nella piramide di Maslow.

    La piramide di Maslow in versione tech

    eBay ha  chiesto a un campione di popolazione italiana di mettere in ordine di priorità su una scala da 1 a 7 – dove 1 indica i prodotti essenziali e 7 i prodotti non strettamente necessari, ma desiderati – le seguenti categorie merceologiche, individuate da un’analisi degli andamenti degli acquisti online e delle nuove tendenze del mercato: smartphone, PC portatili, videogiochi e console, dispositivi intelligenti per gestione domestica, elettrodomestici smart, smart TV e auricolari wireless.

    piramide maslow tech eBay

    Smartphone e PC portatili sono alla base della piramide dei bisogni tech, sono essenziali qualsiasi sia l’età o il genere delle persone. Considerati vere e proprie appendici del corpo e indicati come indispensabili, possono essere paragonati ai bisogni primari dello schema di Maslow. Il 48% degli intervistati, vale a dire quasi 25,5 milioni di italiani, identifica proprio il smartphone come bisogno primario, mentre il 26,2% mette il pc portatile sul gradino immediatamente sopra. Un trend questo che trova conferma anche su da eBay.it, che nel 2018 ha visto la categoria cellulari e smartphone crescere del 14%, con 1 prodotto di telefonia mobile venduto ogni 6 secondi.

    Restando sempre in tema di elettrodomestici che nel risultato generale sono posizionati al quarto gradino della piramide, è interessante inoltre evidenziare come, tra i Millennials, questi siano ritenuti più essenziali e desiderati delle console o dei dispositivi intelligenti per la gestione domestica. Questi ultimi sicuramente in forte crescita ma ancora non entrati a far parte della routine di tutti noi. Dato confermato da eBay, che negli ultimi sei mesi ha registrato una crescita delle vendite dell’80% su prodotti intelligenti per gestione domestica con il Google Home mini come best seller.

    Fa riflettere anche come ben 10.8 milioni d’italiani diano, ancora oggi, un’importanza così forte alla televisione, qui declinata nell’accezione più evoluta. Solo se ci sofferma sullo spaccato esclusivamente femminile la necessità della Smart TV diventa meno impellente e cede il posto all’esigenza più concreta di avere elettrodomestici smart in grado di agevolare e supportare i lavori domestici”, ha spiegato Salvatore Aranzulla, esperto di innovazione e uno dei principali divulgatori italiani di temi tecnologici che durante lo speciale evento di presentazione eBayLovingTech è stato l’ospite d’eccezione della serata illustrando i risultati della survey.

    Restando sempre in tema di elettrodomestici che nel risultato generale sono posizionati al quarto gradino della piramide, è interessante inoltre evidenziare come, tra i Millennials, questi siano ritenuti più essenziali e desiderati delle console o dei dispositivi intelligenti per la gestione domestica. Questi ultimi sicuramente in forte crescita ma ancora non entrati a far parte della routine di tutti noi. Dato confermato da eBay, che negli ultimi sei mesi ha registrato una crescita delle vendite dell’80% su prodotti intelligenti per gestione domestica con il Google Home mini come best seller.

    Il mondo del gaming è quello che registra le maggiori differenze a livello di percepito in base all’età e al sesso. Ed è così che, se si considerano solo gli uomini coinvolti, console e video giochi arrivano subito dopo la Smart Tv, mentre se osserviamo i risultati in base alla fascia di età, gli Over 45, sia uomini che donne, mettono il gaming sulla punta della piramide, là tra gli articoli desiderati ma non necessari. Comparto questo in forte sviluppo su eBay.it, con un prodotto gaming venduto ogni 3 minuti e una crescita del 44% nel 2018.

    Il rapporto degli italiani con la tecnologia e il digitale

    La survey online condotta da eBay è stata anche l’opportunità per conoscere come gli italiani si rapportano e utilizzano i dispositivi tecnologici, sopratutto gli smartphone. Vediamo quindi quali sono le app più usate. Iniziando dal risveglio, oltre un italiano su due (52%) appena sveglio al mattino, ancora a letto, dichiara di guardare il telefono per controllare notifiche /news. Sono decisamente più le donne rispetto agli uomini che, ancora tra le coperte, guardano il proprio smartphone (il 43% di esse dichiara di immedesimarsi “completamente” con questa situazione rispetto al 28% degli uomini), mentre ragionando sulle fasce di età emerge con forza come questo sia un gesto automatico del 41% dei Millennials e della Generazione X (35-44), rispetto agli Over 45 (25%).

    La tendenza attuale di voler essere parte attiva in situazioni impreviste che ci vedono testimoni è sempre più forte e amplificata anche dalla rivoluzione digitale: quasi 1 italiano su 3 si dichiara molto o completamente concorde con l’affermazione “Davanti a un evento non comune, la prima cosa che faccio è riprenderlo con lo smartphone”.

    italiani tecnologia eBay

    Se tra uomini e donne non sembra spiccare una differenza particolare, curioso invece è il dato che emerge guardando le fasce di età. Sono i più giovani, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i meno sensibili ad immortalare le situazioni particolari che li vedono spettatori involontari: il 24% dei Millennials si dichiara per niente interessato, contro il 18% degli over 45 e il 15% degli intervistatori tra i 35 e 44 anni.

    Se si parla di shopping, per la metà degli italiani (51%) la prima scelta è l’online, non solo per l’acquisto effettivo ma anche per la ricerca di consigli e recensione prima di effettuare l’acquisto. Il 56% dichiara di fidarsi molto (31%) o completamente (25%) delle recensioni degli utenti. Sono le donne a dichiarare di fidarsi completamente (30% vs il 19% degli uomini), mentre considerando le fasce d’età, è la Generazione X, dai 35 ai 44 anni, quella più sicura delle opinioni degli utenti in rete: il 31% di essi dichiara di fidarsi completamente, contro il 23% dei Millennials e il 24% degli Over 45.

    Infine i social media, ormai diventati il “prolungamento della nostra esistenza”. Ben il 39,5% afferma di controllare più di 5 volte al giorno i propri account. Sono le donne le più attente. È infatti il 48% delle intervistate che alla dichiarazione “Controllo più di 5 volte a giorno i mie account Instagram, Facebook e gli altri social media” ha scelto l’opzione di risposta completamente. Se tra i più giovani non sorprende la loro maggiore sensibilità al mondo dei social, con oltre 1 Millennials su 2 che si dichiara completamente d’accordo alla frase, più curioso è invece osservare come, anche tra gli Over 45, la vita sui social sia diventata consuetudine: quasi 1 su 3 di essi si rispecchia completamente nell’affermazione presa in esame.

    Le app degli italiani

    Se lo smartphone è diventato ormai un bisogo primario per gli italiani, allora è il caso di scoprire anche quali sono le app più utilizzate. La survey di eBay ci mostra quelle che sono le categorie di app più usate, eccole:

    • Informazioni in tempo reale (attualità, meteo)
    • Internet Banking
    • e-commerce per fare shopping
    • Mappe e Gps
    • Organizzazione Viaggi
    • Food delivery
    • Sport&Fitness

    italiani tecnologia app

    Di base le donne danno più importanza alle app legate a servizi di shopping, quest’ultimi inseriti nella top 3 al femminile, rispetto agli uomini che invece mettono al terzo posto le applicazioni per mappe e Gps. Guardando la parte bassa della classifica, gli uomini mettono Sport & Fitness al sesto e lasciano il food delivery all’ultimo posto, l’opposto invece fanno le donne.

    Confrontando i target d’età, se i Millennials e gli over 45 pongono in cima alla classifica le app per ricevere informazioni in tempo reale, la generazione X sceglie i servizi di internet banking. L’e-commerce è per tutte le generazioni al terzo posto. Balza agli occhi infine come i servizi legati a mappe e Gps siano decisamente essenziali per i più giovani (secondo posto) mentre perdano di importanza, scendendo al quarto, per le altre fasce d’età.

    E allora, vi riconoscete anche voi in questi dati?

    codice coupon ebay tech

    Ma prima, è opportuno ricordarvi la Tech Week di eBay fino al 28 febbraio. In questo periodo sul sito sarà disponibile una selezione di migliaia di prodotti di diverse categorie a prezzi imperdibili, tutti con spedizione rapida e gratuita senza abbonamento, a cui si aggiunge un coupon del -5% utilizzabile due volte durante la settimana su tutta l’offerta tecnologica.

    [In collaborazione con eBay]

  • Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    L’anno che è appena iniziato si prospetta ricco di novità tech e digital, a cominciare dal 5G che sarà disponibile per tutti. Ma c’è attesa anche su Facebook in relazione alle sentenze in seguito alle audizioni dello scorso anno; c’è attesa per nuovi progetti in streaming come Disney+; e c’è attesa anche per lo smartphone pieghevole. Insomma, ce ne saranno delle belle, scopriamole insieme.

    Il 2019, l’anno che è appena iniziato, sarà un anno molto tech e digital. Come molti di voi già sapranno, specie se appassionati del genere, il 2019 è l’anno in cui è ambientato Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott del 1982, in cui si vedevano alcune tecnologie che oggi sono davvero realtà. Basti pensare ai cartelloni pubblicitari digitali, alle machine controllabili attraverso la voce, alle videochiamate. L’anno appena iniziato si prospetta quindi un anno molto interessante da questo punto di vista e ci sembrava quindi giusto partire da questo elencando, grazie al Wall Street Journal, tutte le novità che ci attenderanno nei prossimi 12 mesi.

    La privacy su Facebook

    Il 2018 è stato per Facebook e Mark Zuckerberg un anno orribile, al punto che lo stesso fondatore del colosso di Menlo Park ha scritto i un post, a fine anno, che l’azienda ha “cambiato il suo DNA” e che, comunque, ci vorranno anni prima di rimediare ai gravi errori come fake news e Cambridge Analytica, per intenderci. Il 2019 sarà per Facebook cruciale per il fatto che sono attese le sentenze in seguito alle audizioni presso il Congresso americano e la Commissione Europea. Da qui potranno anche scaturire multe salate per Zuckerberg che deve affrontare un lento e progressivo abbandono della piattaforma da parte degli utenti più giovani.

    novità tech digital 2019 franzrusso.it

    Nuovo software per iPhone

    C’è molta attesa per il nuovo lifting dell’iPhone che dovrebbe cambiare radicalmente rispetto alla versione del software attuale, fermo ormai da 12 anni con la “home” centrale. Un format che è stato poi ripreso anche da Android. Nel 2019 potrebbe arrivare un aggiornamento che potrebbe riportare iPhone ai fasti iniziali, sarà quindi interessante vedere anche come si muoverà la concorrenza.

    Il 5G si diffonderà su larga scala

    Nei giorni scorsi Vodafone Italia ha annunciato ormai l’avvio a Milano del 5G per l’80% dei milanesi, diventando capitale europea della connessione veloce. Ma il 5G si estenderà presto in altre città italiane e in tutti i paesi del mondo, al punto che molti produttori di dispositivi mobili stanno realizzando modelli compatibili. Il 5G sarà la vera rivoluzione del 2019.

    Harry Potter in realtà aumentata

    Niantic, società che oggi vale 4 miliardi di dollari e che ha lanciato il gioco in realtà aumentata Pokemo Go, sarebbe ormai pronta al lancio di “Harry Potter: Wizards Unite“, il gioco in realtà aumentata ispirato al famoso maghetto creato da J. K. Rowling che potrebbe addirittura superare il successo di Pokemon Go, e diventare quindi la nuova mania dell’anno.

    Il modello Amazon Go si estenderà ancora

    Amazon Go, il punto vendita fisico del colosso Amazon senza cassiere, sarà lanciato anche in altre città, sicuro New York e si parla anche di una apertura anche a Londra. Ma nel 2019 vedremo questo modello estendersi ancora di più. Microsoft ha già fatto sapere di essere all’opera su l’attuazione di un modello analogo che potrebbe vedere la luce già nel 2019. Ma altri sono pronti a fare lo stesso.

    Auto a guida autonoma

    Tra le novità tech attese nel 2019 non può non esserci l’auto a guida autonoma, che proprio novità non è. Ma in questo nuovo anno vedremo il diffondersi di auto senza guidatore impiegate nella consegna di prodotti anche freschi. C’è attesa anche di prossimi modelli che verranno lanciati al CES di Las Vegas nei prossimi giorni.

    Nuovi progetti in streaming

    Il 2019 sarà certamente anche l’anno della concorrenza a Netflix che dovrà affrontare un anno in cui verranno lanciati nuovi progetti streaming. Uno su tutti è Disney+, il servizio streaming del colosso dell’intrattenimento, con un’offerta che spazierà dalla Marvel a Star Wars, fino alla Pixar. Insomma, per Netflix si tratterà di un nuovo concorrente non facile.

    L’Intelligenza Artificiale fuori dalle nuvole

    Il 2019 sarà certamente anche l’anno dell’Intelligenza Artificiale, nel senso di nuovi sviluppi. E infatti, parlare di Intelligenza Artificiale fuori dalle nuvole sarà una novità molto interessante. Come sappiamo, ogni volta che diamo un’ordine ad Alexa o a Google Home, la nostra voce è registrata e inviata ad un servizio cloud. Ora, per ovvi problemi di privacy, il prossimo passo sarà di “trattenere” tutto al livello del proprio dispositivo: si potranno avere consigli dall’assistente vocale, ad esempio, anche con il telefono in modalità aeroplano.

    Fortnite cambierà il mondo gaming

    Fortnite sarà ricordato sicuramente come il fenomeno gaming del 2018. Ma l’incredibile successo del videogioco ad oggi più popolare al mondo cambierà il mercato inevitabilmente, introducendo con il concetto di videogame sempre più social network. Nel 2019 non mancherà quindi il lancio di giochi simili.

    La salute a portata di smart watch

    Il settore health, quello della salute, sarà sempre di più, nel 2019, nel mirino dei grandi colossi tech che già nel 2018 hanno puntato decisamente a questo settore, basti pensare solo al nuovo modello di Apple Watch. Saranno quindi molti i dispositivi che lanceranno nuovi software per dispositivi indossabili che gestiranno una mole crescente di dati personali. E questa sarà la vera sfida, staremo a vedere.

    Lo smartphone pieghevole da portare in tasca

    Il 2018 ha visto una leggera contrazione del mercato degli smartphone e anche un rialzo dei prezzi. Il 2019 dovrà essere un nuovo anno id svolta che ormai sembra prefigurare lo smartphone tascabile. Il fatto che negli anni siano cresciuti di dimensioni da un lato ha aumentato le loro performance, a ma dall’altro ha creato un problema “di spazio”. Potrebbe arrivare la soluzione a questa dicotomia con i primi telefoni pieghevoli, all’inizio forse un prodotto di nicchia per gli amanti della fantascienza, ma poi progressivamente alla portata di tutte le tasche. Samsung è ormai pronta al lancio del 2019.

    Ecco queste saranno le novità tech e digital che ci attenderanno nel 2019, ovviamente vi racconteremo anche gli sviluppi qui sul nostro blog e continuare a seguirci.

  • Tokyo è la città più high tech al mondo, Milano e Roma sono indietro

    Tokyo è la città più high tech al mondo, Milano e Roma sono indietro

    Si è sempre pensato che la Silicon Valley fosse l’area più tecnologica e innovativa al mondo, con capitale San Francisco. In realtà, secondo l’Innovation Cities Index 2018, elaborato dalla società 2thinknow, è Tokyo la città più high tech al mondo. Seconda, e prima città europea, è Londra. Milano e Roma sono invece molto più indietro.

    Siamo sempre stati portati a pensare che l’area più tecnologica e innovativa al mondo fosse la Silicon Valley, con capitale San Francisco, ma in realtà non è più così. Nel senso che sì, la Silicon Valley è ancora una delle zone più innovative al mondo, culla delle startup e di grandi colossi tech come Google, Facebook, Twitter e tanti altri, ma non è più la prima, perchè nel corso degli anni altre zone del mondo hanno cercato di migliorarsi o addirittura di creare la propria area tecnologica prendendo spunto dell’esperienza californiana.

    Ebbene, secondo il recente studio, elaborato da 2thinknow prendendo in considerazione 162 indicatori, dal nome “Innovation Cities Index 2018” (che comprende 500 città), la città più tecnologica e innovativa al mondo è Tokyo, la capitale del Giappone che, secondo lo studio, “è riuscita ad abbracciare la tecnologia smart e a diventare avanguardia nello sviluppo dell’industria robotica e 3D“. Un risultato che, per certi versi, non sorprende vista la grande fama tecnologica che da sempre accompagna la città di Tokyo. In seconda posizione, prima città europea, troviamo Londra che quindi si conferma come forte hub tecnologico, oltre che come grande centro finanziario a livello globale. In terza, appunto, troviamo la Silicon Valley, la zona di San Francisco e San Jose che, comunque, resta sul podio.

    Tokyo high tech innovazione

    Nelle prime dieci troviamo anche New York, Los Angeles (dove hanno sede Spanchat e SpaceX di Elon Musk), Singapore, Boston, Toronto, Parigi (nona posizione e seconda città europea) e Sidney.

    città tech innovazione tokyo

    Come avrete certamente notato, nelle prime posizioni non ci sono città italiane. Infatti per rintracciare la prima città italiana bisogna scendere alla 40esima posizione dove troviamo Milano, in cui hanno sede aziende, segnalate dallo studio, come UniCredit, Pirelli e 505 Gamese; poco lontano dalla città meneghina troviamo la nostra capitale, infatti Roma si trova nella 47esima posizione, e qui, segnalate sempre dallo studio, hanno sede aziende che molto hanno investito sull’innovazione come Enel e Leonardo. Insomma, le principali città italiane arrancano ancora in questo contesto e questo tipo di studio, a livello globale che considera tanti indicatori, aiutano ad avere più chiara la situazione dal punto di vista della tecnologia e dell’innovazione del nostro paese.

    Banalmente, lo abbiamo notato nelle zone più alte della classifica, l’innovazione e la tecnologia si realizzano solo se ci sono investimenti, altrimenti nulla avviene per magia. Le grandi aziende, quindi le grandi idee, nascono e crescono se trovano contesti e situazione dove questo può avvenire.

    Se guardiamo la classifica da un’ottica Europea non va neanche tanto bene perchè Milano si piazza in 13sima posizione e Roma in 17esima.

    Restando sempre sulle città italiane nella classifica globale, dopo Roma troviamo Napoli (136°, 51° in Europa), Torino (164°, 64° in Europa), Firenze (211°, 80° in Europa), Bologna (231°, 89° in Europa), Venezia (277°, 105° in Europa), Parma (295°, 111° in Europa), Padova (318°, 121° in Europa), Verona (319°, 122° in Europa), Modena (333°, 127° in Europa) e poi chiude Trieste (339°, 130° in Europa).

  • Ecco 4 lezioni da imparare dalla Silicon Wadi, la nuova valle delle startup

    Ecco 4 lezioni da imparare dalla Silicon Wadi, la nuova valle delle startup

    Quando si parla di aree tecnologicamente avanzate e di startup si è soliti pensare, a ragione, alla Silicon Valley. Ma esiste anche un altra “Silicon”, dall’alta parte del mondo ed è la Silicon Wadi, in Israele, più precisamente nei dintorni di Tel Aviv. Vediamo allora insieme 4 lezioni che noi italiani potremmo imparare dall’ecosistema israeliano.

    Quando si parla di tecnologia all’avanguardia, di startup di successo o di dispositivi intelligenti, spesso si pensa e si fa riferimento alla fervente Silicon Valley, soprannome dato alla porzione meridionale della Bay Area di San Francisco, nella parte nord della California. Esiste, però, dall’altra parte del mondo, un altro luogo noto per l’aggettivo “Silicon” che pur essendo collocato a centinaia di chilometri di distanza, concorre con la celebre valle americana.

    Si tratta della Silicon Wadi, e si trova in Israele, più precisamente nei dintorni di Tel Aviv – Wadi, infatti, in ebraico significa valle.

    Oggi, la Silicon Wadi risulta essere uno dei distretti mondiali con la maggiore concentrazione di startups e di aziende tech – ad oggi si contano quasi 8.000 startups attive in Israele, la maggior parte ha sede a Tel Aviv. Nonostante queste cifre siano già abbastanza impressionanti, ciò che fa ulteriormente riflettere è la rapidità con la quale la Silicon Wadi è cresciuta ed ha continuato ad espandersi. Nata solamente negli anni ‘60 e cresciuta esponenzialmente grazie, soprattutto, agli incentivi statali ricevuti a partire dagli anni ‘90, l’industria tech israeliana oggi è una tra le più promettenti a livello mondiale.

    I dati e numeri dell’ecosistema hi-tech italiano, purtroppo, sono ancora molto lontani dal competere con quelli israeliani. Le startup hi-tech italiane stanno, infatti, ancora muovendo i primi passi sia per quanto riguarda le possibilità di innovazione sia per ciò che concerne la capacità di attirare effettivi finanziamenti.

    Nonostante, infatti, il numero di aziende sparse sul territorio nazionale sia promettente – ad oggi ve ne sono più di 7mila – il vero tasto dolente è rappresentato dalle dimensioni della maggior parte di esse e dai principali settori nei quali queste aziende operano. Tra le 7mila aziende italiane, infatti, sono pochissime quelle che presentano un fatturato degno di nota e meno di una su tre startup sono attive nella produzione di software e nell’informatica. I problemi principali annessi all’ecosistema startup italiano sembrano quindi essere legati alla crescita e all’innovazione. L’ecosistema hi-tech israeliano può diventare quindi uno spunto di riflessione e, magari, anche un esempio per l’ancora giovane industria tecnologica italiana.

    silicon wadi startup tel aviv israele

    Ecco quindi, di seguito elencate, 4 preziose lezioni che l’Italia può imparare dall’industria hi-tech israeliana:

    1 – Nessuna circostanza esterna, di qualunque entità essa sia, deve essere considerata motivo di interruzione

    Durante la vasta esplosione tecnologica israeliana che ha caratterizzato i due decenni appena trascorsi, il paese è stato tormentato da una situazione socio-politica del tutto avversa – attacchi terroristici e conflitti politico-militari sono infatti all’ordine del giorno in queste terre.

    È stato, ed è tuttora, indispensabile che tutto proceda nella norma anche e, a maggior ragione, durante momenti altamente critici come questi. Nello specifico, durante i numerosi conflitti in Israele, gran parte delle nascenti startup israeliane si sono viste privare di figure chiave all’interno dell’azienda, essendo questi ultimi chiamati a prestare servizio militare. Tuttavia, questi due decenni di instabilità socio-politica, hanno portato ad una crescente innovazione ed aumento di capitali investiti che hanno ecceduto un miliardo di dollari per trimestre. Inoltre, la costante paura causata dalle tensioni militari in atto, ha contribuito a creare una mentalità fondata sul “carpe diem” che influenza l’atteggiamento collettivo nei confronti della vita e che spiega la maggiore predisposizione al rischio, tipica degli israeliani, sia sul mondo del lavoro che nella vita privata.

    Morale della favola: considerare qualsiasi sfida come fonte di motivazione, non come un’occasione per gettare la spugna. So che suona scontato e più facile da dirsi che a farsi, ma è una lezione che spesso si dimentica con troppa facilità.

    2 – Ricaricare le batterie è una necessità, non un lusso

    Lo stereotipo dell’italiano all’estero è spesso costruito intorno alla capacità di godersi a pieno le proprie giornate, facendo passare l’aspetto lavorativo in secondo piano rispetto all’amore per il buon cibo, il caffè ed il calcio. Se, da una parte, è dura contraddire lo stereotipo dell’italiano che  apprezza le piccole gioie della vita, dall’altra mi riesce difficile pensare all’Italia come un paese che “non lavora abbastanza”. Lo stacanovismo sul lavoro in Italia è di casa, sia quando si tratta di far funzionare aziende di una certa entità, sia quando è necessario impiegare tutte le forze in campo per far muovere i primi passi ad una nascente startup. Questo porta, molto spesso a lavorare più del dovuto, dimenticandosi del vero senso della domenica per esempio, come giorno di riposo, o delle altre festività nelle quali si dovrebbe semplicemente imparare a staccare la spina per qualche giorno.

    Nella cultura ebraica d’Israele, tuttavia, il riposo non è un lusso che solo in pochi si possono permettere, ma una regola che viene rispettata collettivamente. Lo Shabbat – ovvero le 25 ore che vanno dal tramonto del venerdì fino a alla sera del sabato – in Israele viene da tutti, religiosi e non, rispettato come un vero e proprio giorno di riposo ed è difficile trovare qualche azienda aperta durante queste ore “sacre”. Lo stesso vale per le principali festività ebraiche, che vengono considerate un’importante occasione per passare del tempo con la propria famiglia, lontani il più possibile dal lavoro. Il riposo “forzato”, secondo la mentalità israeliana, favorirebbe un’aumentata produttività sul lavoro, poiché si sa che le soddisfazioni nella vita privata hanno un’enorme influenza su creatività ed ingegno nella vita professionale.

    3 – Ogni voce è importante

    L’Italia è, tuttora, fondata su solide strutture burocratiche che ne determinano l’organizzazione sociale e politica. Lo stesso vale per le aziende che in Italia, per la maggior parte, sono ancor oggi fortemente strutturate e fondate su protocolli formali. L’ecosistema hi-tech Israeliano, però, ci insegna che per abbattere ostacoli di tipo burocratico, bisogno innanzitutto alleggerire le strutture interne all’azienda. Le startup israeliane, infatti, si caratterizzano per l’essere il meno strutturate possibile – anche se, ovviamente, una struttura base è necessaria per definire funzioni e ruoli – ed il meno dipendenti possibile da protocolli burocratici e formalità.

    Oltre ad avere un’organizzazione interna più semplificata, le startup israeliane spronano ciascun collaboratore a dare voce alle proprie idee, anche nel caso in cui le opinioni di quest’ultimi dovessero essere in contrasto con quelle di manager aziendali o di collaboratori che si trovano in posizioni di livello più alto rispetto alla loro.

    Questo tipo di cultura, meno gerarchica e più terra-a-terra rispetto a quella italiana, garantisce innanzitutto un contesto lavorativo più armonioso e, inoltre, riduce le probabilità che i dipendenti si astengano dal condividere le loro idee, spesso preziose, per la semplice paura di essere criticati.

    4 – L’unione fa la forza

    Che “l’unione faccia la forza” è un concetto ormai assodato. Il problema legato a quest’idea, però, è che invece di diventare un fatto spesso rimane piuttosto un bel modo di dire. Alcuni appartenenti a determinate culture o paesi sono intrinsecamente più legati l’un l’altro rispetto ad altri nel resto del mondo. Le cause sono molteplici – la loro storia, un senso di patriottismo più consolidato, il sentirsi una minoranza rispetto al resto del mondo, ecc. Purtroppo, in Italia il senso di appartenenza non è così forte come lo è in altre culture e la società tende ad essere per lo più individualistica. Se questo orientamento all’individualismo può giovare ad alcuni aspetti della vita privata, non porta invece beneficio quando influenza il contesto lavorativo. Essere più legati agli altri nella vita privata, ha degli effetti positivi anche sul mondo del lavoro.

    Israele è proprio uno di quei paesi dove i legami interpersonali sono molto forti, innanzitutto nella sfera privata, traducendosi poi in legami lavorativi duraturi. Si dice che ci siano solo due gradi di separazione tra un israeliano ed un altro, e non è una affatto una leggenda. Questi legami consolidati non sono semplicemente dovuti al fatto che Israele sia un paese molto piccolo, ma dipendono in primo luogo dal servizio militare obbligatorio, dove i ragazzi israeliani si trovano a prestare servizio con connazionali provenienti da città e gruppi sociali estremamente diversi. Questo si traduce nella creazione di legami interpersonali tra gruppi sociali totalmente opposti, che si traduce in una minore distanza tra gli individui.

    I legami interpersonali sono alla base di tutto, bisogna semplicemente essere in grado di collegare tutti gli elementi a disposizione se si vuole dare vita a qualcosa di nuovo.

  • Ecco i brand Tech più forti sui Social Media

    Ecco i brand Tech più forti sui Social Media

    Blogmeter torna ad elaborare la classifica dei brand del settore technology più forti sui Social Media nel mese scorso. Da evidenziare tra i vari brand le performance su Twitter di Samsung, mentre su Facebook si segnalano le ottime performance di Intel e Huawei.

    Grazie alla classifica elaborata da Blogmeter, vediamo quali sono stati, durante il mese scorso, i brand del settore technology più forti sui Social Media. La classifica è stata realizzata basandosi su due metriche principali, vale a dire coinvolgimento e capacità di attrarre nuovi fan durante il periodo monitorato. Ne viene fuori che in questo settore i contenuti che permettono ai brand di collezionare il maggior numero di interazioni e il più alto livello di visibilità sono i grandi eventi e, soprattutto, il lancio di nuovi prodotti. E durante il mese scorso di eventi e annunci di lanci di nuovi prodotti ce ne sono stati un bel po’.

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    Su Facebook, spiccano Intel e Huawei

    Per quanto riguarda l’engagement, su Facebook, leader è la fanpage italiana della multinazionale Intel che, sebbene risulti poco attiva durante tutto il mese di agosto, conquista un alto livello di interazioni durante l’Intel Developer Forum che si è tenuto il 22 agosto a San Francisco. Al secondo posto si posiziona Nikon con il suo #NFPC2015, il contest fotografico che dagli inizi di agosto coinvolge gli utenti di Facebook. Da segnalare le ottime performance di Nvidia e Philips. In terza posizione per engagement e in prima per numero di nuovi fan, si piazza Huawei che raggiunge il picco di interazioni e new fan in occasione della premiazione di #HuaweiP8 agli EISA Awards 2015.

    Nelle prime tre posizioni per quanto riguarda nuovi fan si posizionano Samsung Mobile e Asus: la crescita della fan base dei due brand dipende nel primo caso dall’iniziativa concorsuale attivata in occasione del lancio del nuovo #GalaxyS6edge+; nel caso di Asus invece è frutto della pubblicazione frequente di post divertenti e spiritosi per promuovere i propri prodotti.

    Da segnalare, inoltre, quarto nella classifica per i nuovi fan, Bimby che si distingue per aver la più alta percentuale di donne che interagiscono con la pagina.

    Su Twitter trionfa Samsung

    Su Twitter leader indiscusso è invece Samsung. Alla base di questo successo, sia in termini di engagement che di new follower, è il lancio del #GalaxyS6edge+ che è stato comunicato sui social media, specie su Twitter, con grande entusiasmo e con immagini estremamente emozionali. E un buon numero di interazioni è relativo anche ai tweet che promuovono #IFA15, il grande evento di elettronica di Berlino.

    Su Twitter si distingue anche Lumia che con i suoi tweet estivi e colorati si piazza al quinto posto per engagement e al secondo posto per nuovi follower. Microsoft si posiziona terzo sia per capacità di coinvolgere gli utenti che per nuovi seguaci, grazie ai numerosi tweet relativi a #Windows10, e grazie all’anniversario dei 20 anni di #Windows95, il 24 agosto, che, oltre a diventare trending topic, ha generato un boom di interazioni tra i più nostalgici.

    Un’occhiata alla classifica generale

    Velocemente diciamo anche che, per quanto riguarda la classifica generale elaborata da Blogmeter, tenendo conto dei brand più forti sui social media in tutti i settori, su Facebook i migliori di agosto sono PaesiOnline per page engagement, Amazon.it per new fan e Wind per response time. Interessante notare l’ingresso in top 3 per crescita della fan-base della pagina di Lidl Italia, la quale durante tutto il periodo estivo è stata animata costantemente con concorsi, sondaggi e promozioni.

    Su Twitter invece è il profilo di Juventus FC che continua a sbancare sia per engagement che per nuovi seguaci, seguito da Serie A TIM: tutte le novità calcististiche relative alla nuova stagione di campionato non possono che portare nuovi follower a entrambi i profili. Tra le novità di agosto, c’è l’ingresso di Ikea Italia in classifica per new follower, grazie alla promozione del nuovo catalogo 2016. Infine, il brand migliore nel social caring si conferma Infoatac, il profilo ufficiale dell’azienda di trasporti romana.

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  • Dropbox, nuovo finanziamento da 250 milioni di dollari. IPO vicina?

    Dropbox, nuovo finanziamento da 250 milioni di dollari. IPO vicina?

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    Dropbox, il popolare software di cloud storage, ha ottenuto un nuovo round di finanziamenti di 250 milioni di dollari, facendo crescere così il valore dell’azienda, Dropbox Inc., a 10 miliardi di dollari. E’ quanto riporta il Wall Street Journal, il primo a riprendere la notizia. La IPO adesso non è così lontana

    Dropbox, il popolare software che consente il cloud storage, ha chiuso un nuovo round di finanziamenti di 250 milioni di dollari. E tale finanziamento accresce il valore di Dropbox Inc. fino a 10 miliardi di dollari, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, primo a dare la notizia. In effetti questa non la prima volta che Dropbox riceve un finanziamento di questo valore, era già accaduto nel 2011 a cui partecipava anche Goldman Sachs. Stavolta il nuovo round è per mano di BlackRock Inc., una delle più grandi società di investimento al mondo e presente anche nel settore finanziario italiano. Infatti dalla fusione con Barclays Global Investors, BlackRock Inc. detiene dei pacchetti azionari di Bulgari, Enel, Eni, Finmeccanica, Telecom, Mediaset, per citarne solo alcune.

    La quotazione di Dropbox Inc, come dicevamo, cresce arrivando ad essere un decimo di quella di Facebook, o un terzo di quella di Twitter, o comunque poco meno della metà di LinkedIn, tanto per citare alcune società legate al web le cui IPO sono state molto discusse. E il valore stesso di Dropbox raddoppia rispetto solo al 2011, quando era quotata 4 miliardi di dollari. Ma per restare a valori simili, nel 2013 Spotify venne valutata 4 miliardi di dollari oppure Uber venne valutata 3,8 miliardi di dollari

    Il nuovo round di finanziamenti sarà certamente di aiuto per Drew Houston, fondatore e CEO di Dropbox, a spingere il proprio software dal punto di vista business. Ad oggi sono più di 4 milioni le aziende che usano Dropbox per il file storage. Sempre da quanto riporta il WJS, Dropbox nel 2012 ha realizzato 116 milioni di dollari dalla vendita di soluzioni di storage.

    Che sia arrivato anche per Dropbox il tempo di pensare a una IPO? Probabile, ma solo qualche mese fa Drew Houston al Web Summit di Dublino disse che:

    Sarà un passaggio da prendere in considerazione nel futuro, ma prima è necessario concentrarsi su nuovi prodotti e costruire basi solide”.

    Quindi a fronte di questo nuovo grosso finanziamento ci sono tutte le condizioni per la costruzione di basi solide. E non passerà molto che si parlerà di Dropbox per una IPO. Sarà nel 2015? Staremo a vedere.

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