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  • Threads come Twitter limita il numero di post da vedere

    Threads come Twitter limita il numero di post da vedere

    Meta ha annunciato che limiterà il numero di post che gli utenti possono vedere su Threads, la sua app di social media. Questa decisione è stata presa in risposta all’aumento degli attacchi di spam sulla piattaforma.

    Threads, l’app di social media di Meta che ha un po’ movimentato il panorama dei social media, sembra iniziare a imitare Twitter limitando il numero di post che gli utenti possono vedere.

    Adam Mosseri, CEO di Instagram, lo ha annunciato in un post su Threads, dicendo che “gli attacchi di spam sono aumentati, quindi dovremo essere più severi con le cose come i limiti di frequenza, il che significa che limiteremo inavvertitamente più persone attive (falsi positivi)“.

    Come sapete, Twitter è stato ampiamente criticato per aver limitato, qualche settimana fa, il numero di post che gli utenti potevano visualizzare. In mezzo a quelle critiche, Threads è stato lanciato e in pochi giorni è diventato una delle app di social media più scaricate negli Stati Uniti.

    Ma Threads, nel dare la colpa agli spammer, ha citato la stessa ragione che Twitter ha usato in precedenza quando ha istituito i limiti.

    Elon Musk, il proprietario di Twitter, aveva inizialmente detto che Twitter avesse fato ricorso  ai limiti di frequenza per fermare lo “scraping dei dati”, ma la società ha poi affermato in una dichiarazione che lo scopo era “rilevare ed eliminare i bot e altri attori dannosi che stanno danneggiando la piattaforma“. I limiti di frequenza rigorosi di Twitter sono stati in vigore solo per pochi giorni.

    Nel caso di Threads, non c’è un calendario che preveda quanto tempo i limiti di frequenza su Threads rimarranno in vigore.

    In un tweet di risposta a uno screenshot del post di Mosseri, Musk sembrava divertito, come al suo solito in casi come questi.

    Threads ha raggiunto 100 milioni di utenti la scorsa settimana più velocemente di qualsiasi altra app, solo cinque giorni dopo il suo lancio. Ma deve ancora dimostrare molto per essere un concorrente a lungo termine di Twitter.

    I dati di Google Trends hanno mostrato che l’interesse di ricerca per la piattaforma è diminuito dai primi giorni del suo lancio. Ma oltre a questi ci sono altri risultati che dimostrano come l’engagement sulla piattaforma si sia ridotto, se non addirittura dimezzato.

    I numeri dicono che Threads è sceso a 23,6 milioni di utenti attivi.

    Ricordiamo che Threads non è ancora disponibile per il download in Europa a causa delle normative sulla privacy dei dati dell’Unione Europea.

  • La minaccia di Twitter non è Threads, è Twitter stesso

    La minaccia di Twitter non è Threads, è Twitter stesso

    A differenza da quello che si può pensare, Twitter non è minacciato da Threads, ma da Twitter stesso. Elon Musk, TikTok e la perdita dell’essenza della piattaforma ne stanno segnando la sua fine.

    A leggere il titolo si pensa che il tema sia l’arrivo di Threads che mette a rischio Twitter. In realtà le cose sono un po’ diverse e un po’ più semplici. Twitter stesso ha firmato la sua fine.

    So che in molti (spero) che leggeranno questo articolo pensano che questo sarebbe dovuto essere il titolo, ma permettetemi un esercizio di retorica. Un altro titolo potrebbe essere: “L’attesa della fine di Twitter, è essa stessa la fine”.

    Insomma, ci siamo capiti dove si va a parare.

    Ma in tutto questo parlare di Twitter e di Threads, come se l’app di Meta avesse sferrato il colpo finale verso la piattaforma di Elon Musk, beh, permettetemi di non trovarmi d’accordo verso questa conclusione un po’, a mio modo di vedere, troppo frettolosa.

    twitter minaccia threads 2023 franzrusso.it

    Il punto è che è Twitter stesso ad aver firmato la sua fine e Threads non sortirà alcun effetto su questo esito. Vuoi perché l’app di Meta non è ancora disponibile in UE, un mercato cospicuo per riuscire ad attrarre un pubblico più esteso, vuoi perché Threads, al momento, non ha caratteristiche particolari da essere preferito a Twitter. Al momento.

    Gli utenti Threads sono già 100 milioni

    Intanto, è notizia di oggi che gli utenti su Threads sono già 100 milioni. Un record, se ci pensate. Ma, se ci pensiamo ancora meglio, è un dato che non desta particolare sorpresa, dato che gli utenti Instagram sono gli stessi che accedono a Threads. Se non tutti, lo sono nella maggior parte dei casi.

    La fine di Twitter, per come lo abbiamo sempre usato e conosciuto, e amato, risiede in altri momenti e qui cercherà, brevemente, di riportarli alla memoria di tutti.

    Come sapete, Twitter è sempre stato un social network un po’ atipico, spesso veniva definito un “non” social network, forse neanche un “microblogging”, appellativo molto amato ai media. Ma Twitter, da subito, è sempre stato altro.

    Anzi, nel panorama che si è poi trasformato, via via, in social media (per il fatto che oltre a condividere preferenze, luoghi più amati, piatti più amati, foto di parenti e amici, venivano condivide anche informazioni e notizie) Twitter è la piattaforma più rappresentativa di questo filone.

    Twitter ha segnato tanti momenti della storia recente

    La sua presenza è stata determinante in tanti momenti della nostra storia recente che ci ha permesso di apprezzarla, e lodarla in certi casi, come nel caso della Primavera Araba, nel caso dell’uccisione di Osama Bin Laden (lo si seppe prima via Twitter), nel caso del terremoto di Fukushima, unico moto per poter restare in contatto e attivare i soccorsi.

    Di fatti ce ne sarebbero tanti, ma come dimenticare la capacità di Twitter di smuovere le coscienze e invitare tutti a prendere una posizione, al di là di quello che può essere il perseguimento di un interesse commerciale. Un caso di storia, da questo punto di vista è stato il barbaro assassinio di George Floyd.

    Ma tutto questo è stato possibile grazie agli utenti, alle persone, prima ancora che all’algoritmo. Le scelte degli utenti, gli interessi, hanno fatto sì che la piattaforma venisse modellata dalle persone stesse. Twitter, per lungo tempo, ha rappresentato questo momento che, diciamolo pure, non è stato compreso fino in fondo. Ce ne stiamo accorgendo solo adesso.

    La grande innovazione di Twitter: l’hashtag

    Basti pensare alla geniale trovata degli hashtag, non deciso da Dorsey e compagni, ma dagli utenti e avallato da chi gestiva la piattaforma, cogliendo il fatto che quella potesse essere una caratteristica per far crescere la grande comunità di Twitter.

    Ricorderete, e qui su InTime Blog, è stato raccontato e riportato diverse volte, quante volte Twitter veniva indicata come “difficile da usare” rispetto alle altre piattaforme. Certamente, lo era per una parte, abituata ad altri meccanismi, ma non lo era per tutta quella grande comunità che, invece, aveva contribuito a svilupparla.

    Per anni Twitter è andata avanti così ed è stato quello il momento in cui sono iniziati i veri problemi.

    Anche questo aspetto abbiamo raccontato qui su questo blog, sottolineando come la scarsa capacità di innovare abbia complicato ancora di più la percezione della piattaforma.

    Jack Dorsey, l’unico dei fondatori a restare a lungo come CEO della società, salvo poi espletare le sue funzioni in modalità part-time, in quanto CEO, contemporaneamente, di Square, ha commesso uno e un solo errore. Non dedicarsi ad uno sviluppo concreto della piattaforma. Una situazione che ha finito per creare delle grosse crepe e, in una di queste, ci si è infilata proprio Elon Musk. E, una volta entrato, ha mandato all’aria tutto. Legittimamente, ma non si è fatto scrupoli e ha letteralmente ignorato cosa fosse Twitter al momento del suo arrivo.

    Ma il momento finale di Twitter non è stato proprio l’arrivo di Musk, la fine, o comunque il percorso verso la fine di Twitter, ripeto, per come lo abbiamo conosciuto e amato in questi anni, è stato il voler rincorrere TikTok e modellare l’algoritmo sulla scia dell’app di video.

    Quello è stato il momento in cui tutto si è rotto e Twitter ha smesso di essere Twitter.

    Mettere mano all’algoritmo significa ridisegnare tutti i nodi del grafo che ognuo di noi ha costruito nel corso degli anni. La prova tangibile la vediamo nella sezione “Per te” che mostra contenuti di account che non seguiamo e che, forse, non avremmo mai voluto vedere.

    Tutto questo ci allontana dai nostri nodi, dai nostri contatti, dai nostri follower, trasmettendoci una sensazione di sbandamento, di non riconoscere più il luogo che abbiamo tanto amato. Spingendoci ad usarlo di meno.

    Questo perché Twitter non è TikTok e, forse, non lo sarà mai.

    Altro momento è stato quello di voler spingere verso il livello a pagamento con Twitter Blue, tagliando via una fetta cospicua di persone che hanno avvertito ancora di più la sensazione di non essere più nel luogo dove erano soliti informarsi. Subendo un trattamento ancora meno rispettoso.

    Sono tanti gli episodi in cui Twitter targato Elon Musk ha dato una visione distorta di ciò che è libertà di parola e ciò che viene spacciato come libertà. L’odio, la violenza, il sessismo, il razzismo non può essere giustificato come libertà di dire ciò che si vuole, eppure Musk ha instillato questa sensazione. Non solo l’ha instillata, l’ha pure alimentata.

    Per non parlare degli insulti e delle espressioni poco consone al ruolo che ricopre che Elon Musk sta indirizzando da giorni a Meta e a Mark Zuckerberg. Uno spettacolo indecoroso e indegno. Un esempio di cose sia per lui la libertà di espressione, per chi non lo avesse ancora chiaro.

    Ora, per cercare anche di concludere, questo articolo non è contro Twitter o contro Musk. Musk, come scritto prima non è che una conseguenza di una gestione non brillante in un momento topico per la piattaforma. Forse è un po’ contro di noi utenti, non troppo consapevoli del fatto che siamo noi che contribuiamo al successo o meno di una piattaforma. E adesso ci ritroviamo in questa condizione.

    Il futuro non è Threads, per quanto possa rappresentare un esempio positivo, ma non è una novità e non determinerà la fine di Twitter.

    Certo, dobbiamo poi riflettere su cosa potrebbe significare relegare a Meta le varie diramazioni di che cosa siano oggi i social media, incorporando all’interno di essa tutte le caratteristiche principali di questa diversità, sempre più accentrata in una sola realtà.

    E poi, va detto che, come atto finale, anche il nome Twitter sparirà, forse a brevissimo, e, a quel punto, la fine di quell’app da 140 caratteri sarà segnata definitivamente.

    Tutta questa storia, un giorno, potrà servirci come monito, in qualche modo, avendo anche l’esperienza accumulata in questi anni a renderci un po’ più vigili e attenti. Forse non sarà così, ma solo la storia ce lo dimostrerà.

  • Meta pronta a lanciare Threads, la sua alternativa a Twitter

    Meta pronta a lanciare Threads, la sua alternativa a Twitter

    Meta lancia Threads, la sua alternativa a Twitter, progettato per facilitare la discussione tra comunità. Nonostante le critiche su privacy e sicurezza dei dati, potrebbe imporsi nel panorama dei social media.

    La domanda che tutti si stanno ponendo sulle piattaforme social media è: “ma siamo di fronte ad una nuova svolta?”.

    Ecco, alla luce di quello che è accaduto negli ultimi giorni, a proposito di Twitteralla luce di quello che è accaduto negli ultimi giorni, a proposito di Twitter che ha sospeso la visualizzazione dei tweet agli utenti non loggati e imposto dei limiti, questa domanda potrebbe avere senso.

    Già, perché da domani quello che tante volte é stato paventato come “esodo da Twitter”, mai verificatosi del tutto, potrebbe essere possibile. Anche se non del tutto.

    Ma perché parliamo di domani, 6 luglio 2023?

    Meta lancia Threads, la sua alternativa a Twitter

    Perché sta per arrivare Threads, la tanto attesa risposta di Instagram a Twitter, e dovrebbe debuttare proprio domani, 6 luglio, come indicato dalla scheda dell’app sull’App Store. Questo lancio arriva, come ricordavamo prima, in un momento in cui Twitter sta affrontando diversi problemi tecnici, offrendo a Instagram una potenziale opportunità di rafforzare la propria posizione nel contesto dei social media.

    Threads, al contrario di altre piattaforme emergenti come Bluesky e Post, avrà un vantaggio significativo: gli utenti potranno portare direttamente i loro follower e le persone seguite su Instagram. In questo modo, non dovranno ricostruire la loro comunità da zero, aspetto non di poco conto.

    L’app si descrive come un luogo dove le comunità possono riunirsi per discutere di argomenti di interesse, creare e condividere idee, opinioni e creatività.

    Sebbene Threads sia strettamente connessa a Instagram, sarà una sua app indipendente. Nonostante non siano disponibili molte informazioni sull’App Store, sembra che gli utenti potranno mettere mi piace, commentare, ripubblicare e condividere post. Le schermate dell’App Store mostrano anche che si potrà scegliere l’audience a cui permettere di rispondere ai propri post.

    Update

    L’app è stata lanciata ufficialmente in 100 paesi. Per il momento, non è previsto il lancio nella UE.

    Threads permette di condividere post, della lunghezza di 500 caratteri, immagini e video, della lunghezza massima di 5 minuti.

    Questo lancio non sorprende del tutto, dato che nei mesi scorsi sono trapelate diverse informazioni sull’app. Un portavoce di Instagram ha descritto Threads come “decentralizzata” e sembra che sarà compatibile con Mastodon, che utilizza la rete decentralizzata ActivityPub. Rimane però da capire come questa decentralizzazione si coniugherà con Instagram, un’app,invece, molto centralizzata.

    Nel frattempo, il principale concorrente di Threads, Twitter, ha vissuto giorni piuttosto tumultuosi. Nei giorni scorsi la piattaforma di proprietà di Elon Musk ha bloccato agli utenti non registrati la possibilità di visualizzare i tweet, e ha impostato limiti temporanei per gli utenti registrati che potrebbero bloccarti dopo aver letto centinaia o migliaia di post in un giorno. Queste modifiche hanno causato problemi diffusi, con utenti impossibilitati a navigare nel servizio.

    Di fronte alla notizia del lancio di Threads, Elon Musk ha risposto con sarcasmo alle preoccupazioni sollevate sulla quantità di dati che l’App Store di Meta per Threads potrebbe raccogliere sugli utenti.

    L’arrivo di Threads potrebbe rappresentare una grande occasione per Meta, riuscendo ad imporsi in un contesto dove finora non c’erano mai state occasioni di inserimento.

    Resta da capire se davvero gli utenti vogliono che Meta controlli un altro aspetto della loro esperienza sui social media.

    Threads dovrà da subito registrare un’impressione positiva tra gli utenti, altrimenti rischia di essere uno dei tanti progetti che Meta ha lanciato in questi ultimi anni, senza particolare successo.

    L’obiettivo di Threads è evidente: facilitare la comunicazione e la discussione tra le comunità, avvicinando i creator di contenuti ai loro fan in un modo più diretto e personale rispetto a quanto permesso da altre piattaforme. L’integrazione diretta con Instagram potrebbe rivelarsi un punto di forza, considerando il vasto numero di utenti che potrebbe essere potenzialmente interessato a un’esperienza di social media più focalizzata.

    Ma, l’aspetto critico è la questione della privacy e della sicurezza dei dati. I detrattori, tra cui Elon Musk e l’ex CEO di Twitter Jack Dorsey, hanno espresso preoccupazione per la quantità di dati che Meta, la società madre di Instagram, raccoglie sugli utenti. Questo aspetto potrebbe ostacolare l’adozione di Threads da parte di un’ampia base di utenti preoccupata per la sicurezza dei propri dati personali.

    In ogni caso, Threads, come dicevamo prima, arriva in un momento opportuno. Potrebbe sfruttare le difficoltà di Twitter e cercare di posizionarsi come una valida alternativa. Le dinamiche del mercato dei social media sono in costante evoluzione, e Threads potrebbe giocare la sua parte.

    Domani, dunque, sarà una data importante per i social media e Meta potrebbe ridefinire le regole del gioco, dando vita a una nuova era di interazione social.

    Come sempre, il successo dell’app dipenderà da come gli utenti percepiranno e adotteranno questa nuova piattaforma.

    Anche perché, come abbiamo sempre visto, specialmente in questo ultimo anno, sono sempre gli utenti che decidono il successo di una piattaforma o di una app.

  • Facebook: ecco Threads, l’app di Instagram per gli amici più stretti

    Facebook: ecco Threads, l’app di Instagram per gli amici più stretti

    Alla fine di agosto The Verge aveva annunciato l’avvio di un test, ma oggi Facebook dà notizia del lancio ufficiale. Disponibile per iOS e Android, ecco Threads da Instagram l’app per gli amici più stretti.

    Se ricordate, alla fine di agosto The Verge aveva dato notizia che Facebook stesse sperimentando una nuova app istantanea per Instagram con cui condividere, oltre alla possibilità di contenuti come video e immagini, anche la posizione, velocità e, addirittura, l’autonomia della batteria. Ecco, Facebook oggi ha ufficializzato il lancio di Threads da Instagram, disponibile per iOS e Android. Si tratta di un’app che permette di “scambiarsi messaggi con gli amici più stretti in uno spazio privato dedicato”.

    Attraverso questa app è possibile condividere foto, video, messaggi, Storie e altro con la lista di amici Instagram più stretti, l’utente gestisce direttamente i contatti per Threads, con la possibilità di personalizzare l’esperienza in base alle persone che ritiene più importanti.

    instagram threads android

    Cosa si può fare con Threads di Instagram?

    Inviare messaggi solo agli amici più stretti

    Gli utenti potranno usare Threads per scambiare messaggi con persone inserite nella lista di amici più stretti su Instagram e sarà disponibile anche una inbox e notifiche dedicate solo a quella lista di amici. Creare la lista è facile, basta scaricare l’app, per iOS e Android, e scegliere i propri contatti da Instagram.

    Condividere foto e video istantaneamente

    Threads permette di condividere foto o video con gli amici più stretti su Instagram. Apre direttamente la fotocamera e consente di aggiungere collegamenti rapidi per condividere quello che stai facendo in due mosse.

    Scopri cosa stanno facendo i tuoi amici con ”Stato”

    All’interno di Threads è stata creata la funzione “Stato”, permette di scegliere tra uno Stato suggerito (ad esempio 📚 Sto studiando), crearne uno ex novo (😅 Sto procrastinando) o attivare uno Stato automatico (🚗 In giro), che automaticamente mostra alcune informazioni su dove si trova l’utente, ma senza alcuna coordinata di localizzazione. Solo gli amici più stretti possono vedere lo Stato, che ha comunque la discrezione di attivare o disattivare.

    Facebook sostiene che la funzione “Stato” è stata creata con un’attenzione particolare alla tua privacy: resta sempre l’utente che ha il controllo e decidere se condividere il suo stato e con chi.

    Continuare a usare Instagram Direct

    Threads offre un nuovo spazio dedicato per le conversazioni preferite. I messaggi provenienti dagli amici inclusi nella cerchia ristretta appariranno sia in Threads sia in Direct.

    instagram threads status android

    Threads di Instagram e la privacy

    L’aspetto che più desta attenzione resta quello della privacy, al punto che Facebook ha dedicato a questo delicato tema un comunicato a parte. Quello che interessa maggiormente è come viene gestita, da Facebook, l’auto Status, la modalità che, una volta individuata le coordinate geografiche dell’utente, invia un post automatico agli amici, come abbiamo descritto sopra. E quei dati che fine fanno? Facebook, sempre all’interno del comunicato dedicato, specifica che i dati non verranno memorizzati all’interno dei suoi server. Le informazioni resteranno sul dispositivo per un periodo limitato, trascorso il quale, si cancelleranno.

    Facebook è quindi costretta a rinunciare ad una mole di dati rilevante, anche per via degli scandali che hanno caratterizzato gli ultimi tempi. Anche se, va detto, altre applicazioni simili (leggi Snapchat) non generano alcuno status automatico.

    Dopo l’esperienza poco felice con Direct, in formato stand alone, Facebook ci riprova a creare un’app di messaggistica istantanea per Instagram, una carenza che andava assolutamente colmata, soprattutto per la ricaduta in termini di conversazioni e quindi di dati. Threads è forse la prima rappresentazione di quello che sosteneva Mark Zuckerberg qualche mese fa, quando sosteneva che Facebook (inteso nel suo insieme) sarebbe diventato via via un luogo più privato. Ecco, questa app che viene lanciata a livello globale, è un tentativo in quella direzione. Resta da capire se gli utenti apprezzeranno.

    E voi? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Instagram potrebbe lanciare Threads, l’app di condivisione intima istantanea

    Instagram potrebbe lanciare Threads, l’app di condivisione intima istantanea

    Secondo quando riportato da The Verge, Facebook sta sviluppando una nuova app di messaggistica chiamata Threads, fortemente legata a Instagram. L’app potrebbe permettere la condivisione immediata della posizione dell’utente e anche della durata della batteria. Sembra un nuovo attacco a Snapchat.

    In molti avevano previsto che il pensionamento anticipato dell’app Direct, quell’app stand-alone che avrebbe dovuto fungere da costola per la messaggistica di Instagram, potesse dare seguito a qualche altra soluzione. E, in effetti, da quello che riporta The Verge, che ha dato per primo la notizia, sembra essere così. Facebook avrebbe avviato un test su una nuova app chiamata Threads, si tratterebbe di una app di messaggistica istantanea, quasi in tempo reale, con cui condividere, oltre alla possibilità di contenuti come video e immagini, anche la posizione, velocità e, addirittura, l’autonomia della batteria. Proprio quest’ultimo elemento è caratteristico di un’app che vuole essere uno strumento di comunicazione più intimo, più circoscritto e meno generale. Attenzione, usiamo il condizionale perché nè Facebook, il dominus di Instagram, e nè Instagram hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.

    Quindi, restiamo su quanto riportato da The Verge sapendo che non ci sono conferme ufficiali, anche se, a ben vedere, questa è un’app, per come si presenta, che risponde a quanto Zuckerberg diceva qualche mese fa, e cioè che Facebook, intendendo tutto la galassia intorno, dovesse diventare uno spazio più intimo per il futuro. Si riferiva ad un luogo in cui la persona che deve comunicare, appunto, restando sull’app Threads, di avere lo smartphone scarico, lo possa fare a quel ristretto gruppo di persone che devono saperlo. E non, come accade oggi, direttamente su Facebook, intesa come piattaforma adesso, facendolo sapere, più o meno, al mondo intero.

    threads app facebook

    Attenzione, perché quando Zuckerberg, sempre qualche mese fa, parlava di rendere Facebook uno spazio più intimo, lo intendeva anche più sicuro, più attento alla privacy. E’ chiaro che alcune informazioni come la posizione, una di quelle che sarebbe immediatamente condivisa attraverso Threads con un ristretto numero di persone, deve essere fatta in un luogo ristretto, e non in luogo generalista aperto a tutti.

    Anche la condivisione di immagini e video, l’app supporta la fotocamera sarà più “intima” e immediata. E su questo aspetto ci sarà molto da discutere.

    Prima di trarre una considerazione conclusiva su Threads, è utile ricordare che questa è l’evoluzione di quella che doveva essere Direct, ricordate, l’app stand-alone che avrebbe dovuto essere l’app di messaggistica istantanea di Instagram che poi, dopo un periodo di test infinito, è stata mandata letteralmente in pensione e i messaggi sono stati convogliati all’interno dell’app Instagram, come accadeva un tempo. Già, Direct era stata progettata dal vecchio team di Instagram, quello che faceva capo ai due co-fondatori, Kevin Systrom e Mike Krieger, quindi doveva essere riprogettata una nuova app che rispondesse al nuovo filone di pensiero voluto dal dominus.

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    E non sono mancati i tanti, come ha fatto inizialmente un altro blog tech, molto seguito come 9to5, nella versione 9to5Mac, che praticamente dice che questo è un nuovo tentativo di Instagram (leggi Facebook) di “copiare” (senza mezzi termini) Snapchat, già a sua volta copiato quando furono lanciate le Instagram Stories nell’agosto di tre anni fa. E’ chiaro che Facebook guarda ad altra situazioni per cercare di intercettare segmenti di pubblico dove è meno presente, come appunto i giovanissimi, cercando di carpire quanto di buono fanno altri. E’ un dato di fatto.

    A proposito, le Instagram Stories saranno visibili anche da questa nuova app Threads.

    Ora, cerchiamo di arrivare ad un conclusione, pur consapevoli di ragionare su una ipotetica app, nel senso che non esiste e non ci sono commenti ufficiali. Ma una considerazione finale va fatta, ed è questa.

    E’ vero che, forse, l’evoluzione dei social media, dei social network per usare la definizione originale, siano verso una dimensione più intima, più privata, e su questo non ci sono molti dubbi. Una sorta di “fase 2” è alle porte. Ma è anche vero che chi propone una migliore gestione delle conversazioni, nel senso di più private, più circoscritte, più sicure, è sempre quello che ha dato vita a uno dei più grandi scandali legati alla privacy come è stato lo scandalo Cambridge Analytica. Tutto molto bello, ma ci deve essere davvero un segnale concreto di cambiamento.

    Infine, non essendoci conferme ufficiali, non si sa neanche quando questa app verrà rilasciata ufficialmente.