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  • Meta, crescono gli investimenti su IA e calano gli utenti sulle app

    Meta, crescono gli investimenti su IA e calano gli utenti sulle app

    Il primo trimestre 2026 per Meta si chiude con ricavi a 56,31 miliardi di dollari, ma per la prima volta gli utenti giornalieri delle sue app calano. E intanto gli investimenti sull’IA salgono a 145 miliardi e si profila il rischio delle cause sui minori.

    Per la prima volta da quando Meta misura i suoi utenti con la metrica dei Daily Active People, il numero delle persone che usano ogni giorno almeno una delle sue app è sceso. Non è un crollo, diciamolo subito, però è un dato che va registrato.

    Si tratta di un passaggio da 3,58 miliardi di utenti giornalieri nel quarto trimestre 2025 a 3,56 miliardi nel primo trimestre 2026. È una soglia simbolica e cade nel momento in cui Mark Zuckerberg sta chiedendo agli azionisti di sottoscrivere il più grande investimento infrastrutturale nella storia dell’azienda.

    La trimestrale del primo trimestre 2026 è costruita interamente intorno a una promessa. E questa promessa si chiama superintelligenza personale, e dovrebbe raggiungere, parole testuali di Zuckerberg, “miliardi di persone”.

    Attorno a questa promessa, però, si muovono numeri che raccontano una storia più articolata: ricavi in fortissima crescita, un piano di investimenti che sale ancora una volta, una divisione hardware che continua a perdere miliardi, una flessione storica nella base utenti, e l’ammissione esplicita che i processi sui minori negli Stati Uniti potrebbero costare cari.

    I numeri che si vedono, intanto, raccontano di un’azienda in piena salute.

    Meta, nel primo trimestre 2026 i ricavi continuano a salire

    I ricavi sono saliti a 56,31 miliardi di dollari, con una crescita del 33% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’utile netto ha toccato i 26,77 miliardi, l’EPS diluito è arrivato a 10,44 dollari. Le impressioni pubblicitarie sono cresciute del 19%, il prezzo medio per inserzione del 12%.

    La macchina della pubblicità, in buona sostanza, non solo funziona ma accelera. Solo che il titolo, nelle contrattazioni successive alla chiusura del mercato, ha perso oltre il 6%. E qui sta il punto interessante della trimestrale, quello che cerchiamo di osservare qui insieme.

    Meta, crescono gli investimenti su IA e calano gli utenti sulle app

    Meta e la prima frenata degli utenti

    Nel primo trimestre 2026, la media giornaliera degli utenti attivi sulla famiglia di app di Meta è scesa di circa venti milioni rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 3,56 miliardi. Su base annua il dato è ancora positivo, con una crescita del 4%. Ma il confronto trimestre su trimestre è negativo, e Meta stessa, nel comunicato ufficiale, ha riconosciuto la flessione.

    La spiegazione fornita dall’azienda riconduce il calo a due fattori specifici, entrambi di natura geopolitica.

    Il primo sono le interruzioni di internet in Iran, dove il conflitto in corso ha pesato sulla connettività. Il secondo è la decisione della Russia di limitare l’accesso a WhatsApp, nel quadro della spinta del Cremlino a obbligare i propri cittadini a usare un servizio di messaggistica statale.

    Le piattaforme social statunitensi, in questa fase, sono diventate ostaggio delle decisioni dei governi. Quando un Paese decide di interrompere internet o di bloccare un’app, milioni di utenti escono dai conti trimestrali di Meta nel giro di poche settimane. È un’esposizione strutturale che, fino a pochi anni fa, non aveva un peso così visibile sui dati finanziari, ma oggi questi contano eccome. E di questo ne abbiamo parlato a lungo qui su InTime Blog.

    Va aggiunto un terzo elemento, che la spiegazione ufficiale di Meta non considera ma che invece va rilevato. L’Australia, dal dicembre 2024, ha approvato il divieto di accesso ai social per gli under 16, una misura che da inizio 2026 sta entrando pienamente in vigore. Questo, sommato alle restrizioni greche per gli under 15 e ai dibattiti analoghi in corso in Spagna e in altri Paesi UE, sta sottraendo a Meta una fascia di utenti giovani che fino a ieri era data per acquisita.

    Meta e gli investimenti per il 2026

    Meta ha rivisto al rialzo le stime degli investimenti per il 2026, inserendoli in una forchetta tra 125 e 145 miliardi di dollari, dai precedenti 115-135 miliardi.

    La motivazione ufficiale, riportata nel comunicato firmato dalla CFO Susan Li, parla di un rialzo dei prezzi delle componenti, in particolare la memoria, e in misura minore di costi aggiuntivi per i data center necessari a sostenere la capacità di calcolo degli anni futuri.

    Per dare la dimensione di quanto stia accadendo, basta un semplice confronto. Nel 2025 il conto investimenti di Meta era stato di 72,2 miliardi di dollari. In due anni, in sostanza, l’azienda sta quasi raddoppiando l’investimento infrastrutturale. È una traiettoria che non riguarda solo Meta, ma tutte le Big Tech impegnate in una corsa parallela a costruire data center, ad accumulare GPU, a stipulare contratti pluriennali per l’energia.

    Resta il fatto che, in valori assoluti, Meta si conferma uno degli attori più aggressivi di questa fase.

    Nel primo trimestre, le spese in conto capitale sono già state pari a 19,84 miliardi di dollari. È una cifra che, proiettata sull’intero anno, dà la misura concreta della pressione finanziaria che la corsa all’IA sta esercitando sui bilanci.

    Il messaggio implicito ai mercati è che questa traiettoria di spesa non sia transitoria, ma strutturale. E la reazione degli investitori, con il titolo in calo nell’after-hours, lascia intendere che la pazienza, anche per un’azienda che cresce a doppia cifra, non è infinita.

    La narrazione della superintelligenza personale

    L’apertura del comunicato di Zuckerberg è stata costruita per fissare un concetto e cioè: “Abbiamo avuto un trimestre di svolta, con un forte slancio nelle nostre app e il rilascio del primo modello da Meta Superintelligence Labs”, ha dichiarato. E ancora: “Siamo sulla strada per portare la superintelligenza personale a miliardi di persone”. È la tesi che dovrebbe giustificare, agli occhi degli azionisti, il livello di investimento fin qui descritto.

    Il primo modello di cui Zuckerberg parla è Muse Spark, presentato all’inizio di aprile. Muse Spark rappresenta il tentativo di Meta di rientrare in una corsa che, almeno sul piano dei modelli di frontiera, vede oggi in vantaggio OpenAI, Anthropic e Google.

    Va detto che le valutazioni esterne sul modello sono state contrastanti, e che la stessa Meta, attraverso un suo dirigente intervistato da Bloomberg, ha ammesso che Muse Spark non è in grado di competere con i modelli di punta dei concorrenti.

    Eppure, la narrazione della superintelligenza è ormai diventata l’asse portante della comunicazione finanziaria di Meta. È un cambio di scenario rispetto al biennio 2022-2024, quando l’asse era il metaverso. Allora si parlava di mondi virtuali, oggi si parla di assistenti personali alimentati da modelli di IA.

    Reality Labs, l’archiviazione di un sogno

    Mentre la superintelligenza prende il centro della scena, la divisione che doveva costruire il metaverso continua a perdere miliardi.

    Nel primo trimestre 2026, Reality Labs ha registrato ricavi per 402 milioni di dollari e una perdita operativa di 4,03 miliardi. Sono numeri che, se proposti per qualunque altra divisione di qualunque altra azienda, farebbero scattare l’allarme rosso. Per Meta, ormai, sono diventati, quasi, ordinaria amministrazione.

    La somma dei conti è impressionante. Da quando, alla fine del 2020, Meta ha iniziato a separare in bilancio i conti di Reality Labs, le perdite cumulate hanno superato gli 83 miliardi di dollari. La media trimestrale, nel periodo, è di circa quattro miliardi. In altre parole, la divisione che doveva incarnare la visione del futuro di Zuckerberg ha bruciato in poco più di cinque anni una cifra equivalente al PIL annuale di un piccolo Paese europeo.

    Il metaverso, come progetto strategico, è stato di fatto già archiviato. A gennaio 2026 Meta ha tagliato circa mille posti di lavoro proprio in Reality Labs, riallocando le risorse verso i dispositivi indossabili alimentati dall’intelligenza artificiale, in particolare i Ray-Ban Meta.

    La forza pubblicitaria di Meta e la sua dipendenza dall’IA

    Sul fronte delle piattaforme social media, i numeri della trimestrale sono robusti, e questo nonostante la flessione degli utenti di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo.

    La crescita delle impressions del 19% e del prezzo per inserzione del 12% indica che i sistemi di raccomandazione e di targeting pubblicitario, alimentati sempre di più da modelli di intelligenza artificiale, stanno continuando a migliorare la monetizzazione.

    In altre parole, anche con qualche utente in meno, Meta riesce a estrarre più valore da ciascuno di loro.

    È un meccanismo che ci mostra bene la fase attuale del capitalismo delle piattaforme. La crescita non passa più tanto dall’acquisizione di nuovi utenti, quanto dalla capacità di intensificare la monetizzazione di quelli esistenti.

    Più tempo speso sulle app, più annunci visualizzati, prezzi più alti per ciascun annuncio. Tutto questo è reso possibile dall’evoluzione degli algoritmi di raccomandazione, che diventano sempre più precisi nell’incrociare i dati comportamentali degli utenti con gli interessi degli inserzionisti.

    Il punto, però, è un altro. La forza pubblicitaria di Meta dipende ormai in modo strutturale dai modelli di IA che governano le raccomandazioni e l’asta degli annunci. In buona sostanza, una parte dei 125-145 miliardi di investimenti annunciati per il 2026 serve a sostenere proprio questa dipendenza.

    È una circolarità che si spiega così: l’IA costa moltissimo, ma è anche la leva che giustifica il prezzo per inserzione in crescita e l’efficacia del targeting. Da una parte la spesa, dall’altra il ritorno. Il rischio, per Meta, è che il rapporto tra le due grandezze si deteriori prima che la promessa della superintelligenza si traduca in nuovi flussi di ricavo.

    Meta ammette il rischio dei processi sui minori

    La trascrivo in italiano: “continuiamo a vedere una situazione particolare sulle questioni legate ai minori e abbiamo ulteriori processi previsti quest’anno negli Stati Uniti, che potrebbero in ultima istanza tradursi in una perdita rilevante”. È un’ammissione che, inserita in un comunicato finanziario, vale come un campanello di allarme.

    A marzo 2026 Meta ha perso due cause, entrambe relative ad accuse di aver ingannato i consumatori sui rischi dei propri prodotti. Proprio qui su InTime Blog ho raccontato la sentenza nel caso KGM, che è stata la prima decisione a riconoscere la responsabilità di una piattaforma per il design del prodotto in relazione ai danni subiti da un utente minorenne.

    Meta è costretta oggi a riconoscere un rischio finanziario concreto.

    Nelle trimestrali precedenti, Meta aveva accennato in modo generico ai rischi legali e regolatori. Ma questa volta la formulazione è più diretta, e parla esplicitamente di “perdita rilevante”.

    Nel linguaggio dei comunicati finanziari, una formula del genere serve a tutelare l’azienda dal rischio di accuse di omessa informazione agli azionisti. E segnala che i legali interni considerano l’esito dei processi sufficientemente incerto da giustificare una preventiva messa in guardia.

    In altre parole, l’azienda sta dicendo ai mercati che i contenziosi sui minori non sono più una preoccupazione remota, ma un fattore che potrebbe incidere sui conti in modo rilevante.

    Il beneficio fiscale che gonfia l’utile

    Un ultimo elemento da considerare su questa prima trimestrale 2026 di Meta.

    L’utile netto del primo trimestre, pari a 26,77 miliardi di dollari, incorpora un beneficio fiscale una tantum di 8,03 miliardi, legato all’applicazione del cosiddetto “One Big Beautiful Bill Act” e al Treasury Notice 2026-7. La stessa Meta, nel comunicato, ha precisato che senza questo beneficio l’EPS diluito sarebbe stato inferiore di 3,13 dollari.

    In buona sostanza, una porzione significativa della forza dei conti deriva da una variazione fiscale, non dalla performance operativa. È un dato tecnico, ma è anche un dato che gli analisti hanno immediatamente sottratto dal calcolo degli utili ricorrenti. Nelle prossime trimestrali, senza un effetto analogo, l’asticella sarà più alta. E il margine di errore, per un’azienda che continua ad accelerare sulla spesa, si restringe.

    Cosa osservare nei prossimi trimestri

    La trimestrale Q1 2026 di Meta racconta un’azienda che si trova esattamente nel punto in cui due forze opposte si incontrano. Da una parte, la macchina pubblicitaria dei social, che cresce, monetizza meglio, e produce la cassa necessaria a finanziare tutto il resto.

    Dall’altra, una scommessa industriale sull’intelligenza artificiale che richiede un livello di investimento senza precedenti, una divisione hardware che continua a perdere miliardi a ritmo costante, una base utenti che per la prima volta segna una flessione, e un perimetro di rischi legali che l’azienda stessa, nel proprio materiale ufficiale, non nasconde più.

    Per il secondo trimestre 2026 le previsioni indicano ricavi tra 58 e 61 miliardi di dollari. Le spese complessive per l’intero 2026 restano confermate nella forchetta tra 162 e 169 miliardi.

    Sono numeri che, presi insieme, descrivono un’azienda che continuerà a crescere, ma che lo farà comprimendo i margini per finanziare la propria trasformazione.

    Bisognerà attendere i prossimi due o tre trimestri per capire se la flessione degli utenti rientrerà, se la promessa della superintelligenza personale comincerà a tradursi in nuovi flussi di ricavo, e se i processi sui minori produrranno l’impatto economico che Meta stessa, ormai, mette in conto.

  • Meta, 2025 da record verso la superintelligenza personale

    Meta, 2025 da record verso la superintelligenza personale

    I risultati di Meta del Q4 2025 confermano la crescita delle piattaforme social, con oltre 3,5 miliardi di utenti giornalieri. Per il 2026 si prevedono investimenti fino a 135 miliardi di dollari in infrastrutture IA.

    Meta ha rilasciato i risultati finanziari del quarto trimestre e dell’intero anno fiscale 2025. Numeri che superano le aspettative degli analisti finanziari su tutti i principali indicatori.

    Ma al di là dei numeri puramente finanziari, quello che emerge dalla conference call di Mark Zuckerberg è una visione chiara e ambiziosa per il futuro dell’azienda, che passa attraverso l’intelligenza artificiale e una riorganizzazione profonda delle proprie piattaforme.

    Meta numeri del trimestre Q4 2025

    I ricavi del Q4 2025 hanno raggiunto i 59,89 miliardi di dollari, in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    L’utile netto si è attestato a 22,8 miliardi di dollari con un EPS di 8,88 dollari, superando le stime degli analisti che si fermavano a 8,23 dollari.

    Per l’intero anno fiscale 2025, Meta ha generato ricavi per 200,97 miliardi di dollari, con una crescita del 22% rispetto al 2024.

    La società ha chiuso l’anno con 81,59 miliardi di dollari in liquidità e titoli negoziabili.

    Meta, 2025 da record verso la superintelligenza personale
    Meta, 2025 da record verso la superintelligenza personale

    Le piattaforme Meta: Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads

    Sono i numeri delle piattaforme a raccontare la storia più interessante per noi e chi legge InTime Blog.

    Meta ha chiuso il 2025 con oltre 3,5 miliardi di persone che utilizzano almeno una delle sue app ogni giorno. Facebook e WhatsApp hanno entrambe superato i 2 miliardi di utenti attivi giornalieri, mentre Instagram si attesta poco sotto questa soglia.

    Rispetto al Q4 2024, gli utenti attivi giornalieri complessivi sono cresciuti del 7%, raggiungendo i 3,58 miliardi a dicembre 2025.

    Su Instagram, il tempo di visualizzazione dei Reels è aumentato di oltre il 30% anno su anno negli Usa, mentre la prevalenza di contenuti originali è cresciuta di 10 punti percentuali nel Q4, con il 75% delle raccomandazioni che ora proviene da post originali.

    Su Facebook, il tempo dedicato ai video è cresciuto a doppia cifra anno su anno negli USA, con le ottimizzazioni del Q4 che hanno prodotto un aumento del 7% nelle visualizzazioni di post organici nel feed e nei video.

    Threads continua a mostrare una crescita sostenuta, con 150 milioni di utenti attivi giornalieri a fine ottobre 2025 e oltre 400 milioni di utenti attivi mensili.

    Le ottimizzazioni delle raccomandazioni nel Q4 hanno generato un aumento del 20% nel tempo trascorso sulla piattaforma.

    Zuckerberg ha dichiarato che Threads è sulla buona strada per diventare leader nella sua categoria, quella del social testuale di breve formato dove compete direttamente con X.

    Meta AI e la visione della superintelligenza personale

    Meta AI ha superato il miliardo di utenti attivi mensili (erano 600 milioni a ottobre 2025), diventando una delle piattaforme AI a più rapida crescita nella storia.

    Ma Zuckerberg continua a guardare oltre. Durante la conference call ha delineato quella che definisce una “major AI acceleration” per il 2026, con l’obiettivo dichiarato di costruire quella che chiama “personal superintelligence”.

    L’azienda sta lavorando per fondere i modelli linguistici di grandi dimensioni con i sistemi di raccomandazione che alimentano Facebook, Instagram e Threads. Zuckerberg ha spiegato che i sistemi attuali sono primitivi rispetto a quello che sarà possibile a breve, quando l’AI sarà in grado di comprendere gli obiettivi personali unici di ogni utente e personalizzare i feed per mostrare contenuti che aiutino le persone a migliorare la propria vita.

    Nel 2025 Meta ha ricostruito le fondamenta del proprio programma AI, portando Alexandr Wang, CEO di Scale AI, a guidare i Meta Superintelligence Labs attraverso un accordo da 14,3 miliardi di dollari.

    Nei prossimi mesi l’azienda inizierà a rilasciare nuovi modelli AI. Zuckerberg si aspetta che i primi modelli siano buoni, ma soprattutto che dimostrino la rapida traiettoria su cui si trova l’azienda, con l’obiettivo di spingere costantemente la frontiera nel corso dell’anno.

    Meta, investimenti IA fino a 135 miliardi per il 2026

    Per sostenere questa visione, Meta prevede spese in conto capitale tra 115 e 135 miliardi di dollari nel 2026, quasi il doppio rispetto ai 72,2 miliardi spesi nel 2025.

    L’aumento è destinato principalmente agli sforzi dei Meta Superintelligence Labs e al core business. Come ha sottolineato la CFO Susan Li, la domanda continua a superare la capacità disponibile e l’azienda si aspetta di rimanere vincolata dalla capacità per gran parte del 2026 fino a quando le nuove strutture non entreranno in funzione.

    Meta ha anche annunciato un accordo pluriennale fino a 6 miliardi di dollari con Corning per la fornitura di cavi in fibra ottica per i propri data center.

    Nadella e gli altri big del tech stanno correndo tutti nella stessa direzione. Ossia costruire i data center del futuro e accumulare capacità computazionale.

    Reality Labs e gli occhiali Ray-Ban

    Reality Labs ha registrato una perdita operativa di 6 miliardi di dollari nel Q4, ma Zuckerberg ha indicato che si aspetta che questo sia l’anno di picco delle perdite della divisione, che inizieranno a ridursi gradualmente.

    La notizia più interessante riguarda gli occhiali Ray-Ban con AI integrata: le vendite sono più che triplicate nell’ultimo anno. Zuckerberg vede questo come un momento simile all’arrivo degli smartphone, quando era solo questione di tempo prima che tutti i telefoni a conchiglia diventassero smartphone. Gli occhiali, ha detto, sono l’incarnazione definitiva della visione dell’azienda.

    L’IA come strumento di trasformazione interna

    Meta sta anche investendo in strumenti AI per la propria forza lavoro.

    Zuckerberg ha annunciato che l’azienda eleverà i contributori individuali e appiattirà i team. E cioè che quello che oggi fanno molti grandi team può essere realizzato da una singola persona molto talentuosa con l’ausilio dell’AI.

    Meta contava 78.865 dipendenti a fine 2025, in crescita del 6% anno su anno, ma ha anche effettuato 1.500 licenziamenti a Reality Labs a inizio gennaio.

    Meta, le sfide e rischi all’orizzonte

    La società ha segnalato che i venti contrari che arrivano dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti potrebbero avere un impatto significativo sul business. Precisamente per l’UE ci si riferisce all’impianto di norme per regolare la IA e non solo.

    Diversi processi ad alto profilo sui social media inizieranno nel corso dell’anno e potrebbero sfociare in perdite materiali. Ma la fiducia degli investitori resta alta. Infatti, il titolo è balzato di oltre il 10% nell’after-hours dopo l’annuncio dei risultati.

    Secondo Zuckerberg, il 2025 è stato un anno di ricostruzione delle fondamenta mentre il 2026 sarà l’anno dell’accelerazione.

    La domanda da farsi adesso è se la corsa agli armamenti IA tra i giganti tech porterà effettivamente ai benefici promessi per gli utenti, o se rappresenterà principalmente un trasferimento di valore verso i produttori di chip e infrastrutture.

    Meta sembra convinta della prima ipotesi. Vedremo se sarà così.

  • Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Secondo quanto riporta The Information, Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con una perdita dei ricavi del 35%. Intanto oltre 500 investitori hanno smesso di fare advertising sulla piattaforma.

    Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con i ricavi in calo. Si tratta proprio del periodo di gestione di Elon Musk che ha acquisito in maniera formale la società il 27 ottobre dello scorso anno. Come sapete, Twitter è ormai una società privata e i conti trimestrali non sono resi più pubblici. Questi dati sono stati riportati da The Information dopo aver avuto modo di visualizzare i report e di leggere le annotazioni di Chris Riedy, Sales e Marketing di Twitter.

    E i numeri dicono che nell’ultimo trimestre del 2022 Twitter ha fatto registrare un calo dei ricavi del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo evidente che ci mostra quale sia l’esito della gestione da parte di Elon Musk dell’azienda Twitter.

    Twitter, in pratica, ha registrato entrate per 1,025 miliardi di dollari, pari ad appena il 72% dell’obiettivo interno dell’azienda per l’ultimo trimestre targato 2022. Informazioni che sono state estrapolate da una diapositiva mostrata da Riedy ai suoi collaboratori.

    Secondo quanto riporta The Information, prima che Musk assumesse la direzione di Twitter nell’ottobre 2022, le entrate dell’azienda erano pari al 98% delle proiezioni iniziali, come ha dichiarato lo stesso Riedy durante la riunione di presentazione dei risultati.

    Twitter calo entrate 2023 franzrusso.it

    Volendo fare un minimo di paragone, l’ultima trimestrale pubblica, quella di fine luglio 2022, le entrate erano state di 1,18 miliardi di dollari contro 1,32 miliardi di dollari.

    Ora, martedì scorso, e se ne è parlato moltissimo sui social media e non solo, le entrate giornaliere di Twitter erano inferiori del 40% rispetto allo stesso giorno di un anno fa.

    Una tendenza, questa, che se dovesse essere confermata, il fatturato del primo trimestre dell’azienda potrebbe scendere a circa 720 milioni di dollari. E, a quanto pare, i numeri forniti da Riedy sembrano confermare questo andamento. Anche se, secondo le previsioni interne, si ambisce ad arrivare a 732 milioni di dollari.

    Le previsioni, purtroppo, per Twitter non sono rosee. Infatti, sono ormai più di 500 gli inserzionisti di Twitter che hanno smesso investire in advertising sulla piattaforma da quando Elon Musk ha preso il controllo della società.

    A questo bisogna aggiungere che anche gli editori americani stanno rivedendo la propria posizione su Twitter. L’American Press Institute ha recentemente intervistato 50 redazioni giornalistiche e da queste interviste è derivato che il 67% non intende pagare per mantenere o aggiungere account verificati su Twitter; il 28,3% ha dichiarato di non essere sicuro della nuova gestione e solo il 4,3% ha detto che avrebbe pagato.

    Alla domanda se intendessero continuare ad usare Twitter come piattaforma di distribuzione, il 59% ha risposto che lo userà più o meno allo stesso modo, mentre il 20,5% ha detto che prevede di usarlo meno.

    Insomma, da quello che si intravede, lo scenario economico-finanziario di Twitter è tutt’altro che roseo e, per certi versi, si tratta di dati che non sorprendono, anzi. Si tratta di dati che confermano quello che era abbastanza facile da prevedere.

    In questa situazione, pensare che Twitter Blue, di cui si comincia ad offrire addirittura l’abbonamento annuo a 84 dollari, possa risollevare le sorti dell’azienda è un pensiero abbastanza arduo.

    Al momento, pe quelle che sono le condizioni reali, è difficile pensare che la modalità a pagamento attraverso Twitter Blue possa spingere gli utenti ad abbonarsi. Molto difficile per come oggi la piattaforma viene percepita e per come è stata gestita.

    Twitter non è arrivata alla fine dei suoi giorni, ma di certo è necessario un modello chiaro, inclusivo e sicuro per provare seriamente a crescere.

  • Twitter, i ricavi deludono anche per colpa di Musk

    Twitter, i ricavi deludono anche per colpa di Musk

    Twitter ha presentato i dati della sua trimestrale, la seconda del 2022 e non poteva essere diversamente. I ricavi sono in calo, per colpa anche di Elon Musk, spiega la società. Timido aumento del numeri degli utenti giornalieri.

    Comunque la vogliamo vedere, la trimestrale di Twitter, la seconda dell’anno, non ha certamente nulla di sorprendente. Era già abbastanza chiaro che i dati finanziari della società di San Francisco fossero influenzati dall’acquisizione, poi ritirata, da parte di Elon Musk. Sarebbe stata la stessa cosa per qualsiasi azienda, figurarsi per un’azienda come Twitter.

    Questo è il riassunto, in sintesi,, di ciò che è stato presentato oggi. Presentazione a cui non è seguita nessuna call e nessuna previsione per il prossimo trimestre, proprio per via della causa legale tra la società e Elon Musk, sulla mancata acquisizione da 44 miliardi di dollari, che sarà discussa a partire dal mese di ottobre presso la Corte del Delaware.

    I numeri sono in calo:

    • Utile per azione: in calo di 8 centesimi, rettificata, contro un utile previsto di 14 centesimi, secondo un sondaggio Refinitiv;
    • Entrate: 1,18 miliardi di dollari contro 1,32 miliardi di dollari;
    • Utenti attivi giornalieri monetizzabili (mDAU): 237,8 milioni contro i 238,08 milioni previsti, sempre secondo Refinitiv. Anche se Zack Consensus prevedeva 236 milioni.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1550450907384406017

    I ricavi sono in calo dell’1% rispetto allo steso periodo dello scorso anno, fermandosi, appunto, a 1,18 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2022.

    Nello spiegare la situazione finanziaria che si è creata, Twitter ha imputato il calo dei ricavi in parte al calo generalizzato legato al settore pubblicitario, in parte al difficile contesto macroeconomico generale e, quindi, all’”incertezza legata all’acquisizione di Twitter da parte di un affiliato di Elon Musk“.

    La spiegazione non è lontana dalla realtà e non fugge da essa. Il complicato contesto economico a livello globale che stiamo vivendo, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina e i suoi effetti a livello mondiale influenzano la vita anche della grandi aziende tecnologiche. Un esempio è anche la trimestrale di Snap, la società proprietaria della piattaforma Snapchat che ha presentato risultati deludenti al punto da far crollare il titolo in borsa del 25%.

    E il tiolo Twitter non poteva reagire in maniera diversa anche oggi. Il TWTR è in calo dello 0,7% attestandosi intorno ai 39,2 dollari per azione.

    Twitter poi elenca come la società ha visto, nel secondo trimestre, aumentare i costi e le spese di ben il 31%, raggiungendo la cifra di 1,52 miliardi di dollari. I costi relativi ai licenziamenti, e qui la mano di Elon Musk è evidente, sono stati pari a 19 milioni di dollari. Ricordiamo che Twitter in questi tre mesi ha licenziato un terzo del team delle acquisizioni dei talenti.

    Twitter elon musk calo ricavi

    La perdita netta registrata da Twitter è di 270 milioni di dollari, in calo rispetto all’utile di 66 milioni di dollari rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.

    Il dato relativo agli utenti giornalieri monetizzabili è in crescita rispetto ai 229 milioni dello scorso trimestre. Adesso sono 237,8 milioni. Un dato che Twitter spiega essere conseguenza dei “continui miglioramenti del prodotto”. Non si è riusciti ad agganciare la previsione degli analisti ma, comunque, si registra un timido aumento, anche se è +16% in un anno. Un segnale, sebbene piccolo, che dovrebbe essere messo in evidenza proprio a Elon Musk.

    Cosa ne sarà dei dati finanziari per i prossimi tre mesi? Davvero rispondere ad una domanda come questa, quando mancano poco meno di tre mesi all’inizio della discussione della causa a Elon Musk presso la Corte del Delaware, è quasi impossibile.

    Di certo, saranno tre mesi molto duri che coincideranno con l’avvicinarsi a questa data molto importante. E c’è da scommettere che la voce di Elon Musk su Twitter, forte dei suoi 102 milioni di follower, si farà sentire.

  • Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Dalla terza trimestrale di Twitter emerge che il brand advertising, che pesa l’85% sulle entrate dell’azienda, ha finito per proteggerla dalle modifiche della Apple.

    Il titolo è estremamente sintetico ma utile, almeno speriamo, per farsi un’idea di quella che è stata la terza trimestrale di Twitter (Q3 2021 – $TWTR). In effetti, dai dati finanziari emersi e presentati dall’azienda guidata da Jack Dorsey, Twitter è una di quelle aziende che ha sofferto meno delle modifiche della Apple avviate proprio nel terzo trimestre di quest’anno con l’aggiornamento dell’iPhone iOS 14.5. L’impatto è stato minimo e questo è stato possibile grazie al brand advertising che persa l’85% sulle entrate dell’azienda di San Francisco.

    E pensare che questo dato era stato sempre considerato come una sorta di “tallone d’Achille” che, invece, si è dimostrato utile in questa fase in cui aziende come Facebook o Snapchat stanno soffrendo molto le mosse del colosso di Cupertino.

    Twitter brand advertising franzrusso intime blog

    I dati nello specifico ci dicono che nel terzo trimestre Twitter ha realizzato fatturato e crescita della base utenti in linea con le previsioni degli analisti finanziari e questo è sicuramente un buon segnale. Il fatturato totale è stato di 1,28 miliardi di dollari, in crescita del 37% rispetto allo scorso anno.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092738233036800

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092917543800833

    Nel terzo trimestre però Twitter registra una perdita di 0,54 centesimi di dollari per azione, questo si spiega perché l’azienda ha dovuto pagare oltre 700 milioni di dollari per la causa aperta dagli investitori per via del numero falsato relativo alla base utenti.

    Gli utenti giornalieri monetizzabili sono stati 211 milioni (a fronte di una previsione di 211,9 milioni), in crescita di 5 milioni rispetto al trimestre precedente e di 24 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: +13%. Ricordiamoci che Twitter non pubblica ormai da tempo il dato relativo agli utenti attivi mensili, ma rilascia solo il dato riferito agli utenti giornalieri.

    Le entrate pubblicitarie sono state 1,14 miliardi di dollari, con una crescita del 41% e il coefficiente di engagement cresciuto del 6%.

    Il titolo $TWTR ieri ha guadagnato il 3%, salvo perdere oggi, invece, circa il 9% nel momento in cui scriviamo a mercati aperti.

    Riportiamo questi dati su Twitter, come sulle altre aziende in periodi di trimestrale, perché siamo convinti che questi dati aiutino sempre a comprendere lo stato di salute di un’azienda, specie queste aziende proprietarie di piattaforme social media. E questi dati, come abbiamo ormai imparato, dicono molto sulle prossime strategie e sulle prossime mosse di un’azienda, per comprendere meglio i passaggi.

    Certo, tutto questo ha poi molto più valore per Twitter, azienda che vede come principale azionista il Fondo Elliott (quello che possiede il Milan) con il CEO Jack Dorse che si gioca tutto entro i prossimi 3 anni. E vedremo come andrà, ovviamente ve lo racconteremo.

  • Facebook, nonostante tutto gli investitori ci credono ancora

    Facebook, nonostante tutto gli investitori ci credono ancora

    Nonostante tutto, gli investitori credono ancora in Facebook. L’azienda di Mark Zuckerberg nel terzo trimestre 2021 registra una contrazione nelle entrate, ma aumentano i guadagni. Dal prossimo trimestre via al Facebook Reality Labs.

    Nonostante tutto quanto successo in questi ultimi mesi, si può tranquillamente affermare che gli investitori credono ancora in Facebook. Lo dimostrano i dati del terzo trimestre di quest’anno che ci restituiscono un’azienda che sta rimodulando il suo business, ben consapevole che ci sono diversi situazioni da chiarire. Si potrebbe sintetizzare in questo modo l’esisto del Q3 2021 di Facebook.

    Da Facebook Files a Facebook Papers

    Tra “Facebook Files” del Wall Street Journal, a cui è seguita l’entrata in scena di Frances Haugen (che si appresta a testimoniare di fronte al Parlamento Uk), e Facebook Papers, l’evoluzione dell’azione del Wall Street Journal, con la pubblicazione di documenti segreti, quelli portati a conoscenza dalla Haugen, che dimostrano come Facebook facesse poco per contenere la disinformazione, contenuti di incitamento all’odio e violenza. Protocol ha cominciato a raccogliere tutti gli articoli apparsi finora, aggiornando la lista di continuo. Dalla pubblicazione continua di questi documenti è nato il filone denominato, appunto, “Facebook Papers”.

    Tutta questa operazione è iniziata verso la fine dell’estate ed è proseguita per tutte le settimane successive, fino ad arrivare alla pubblicazione dei dati finanziari del terzo trimestre. E gli effetti di tutto questo, per ora, sembrerebbero nulli.

    Facebook Q3 2021, contrazione nelle entrate ma crescono i guadagni

    Dai dati finanziari resi noti dal colosso di Menlo Park, viene fuori che Facebook ha mancato le previsioni degli analisti sulle entrate, facendo registrare 29,01 miliardi di dollari contro i 29,57 miliardi dollari attesi. Ma, al tempo stesso, ha superato le attese per quanto riguarda i guadagni (EPS) realizzando 3,22 dollari per azione contro i 3,19 dollari previsti dagli analisti finanziari.

    facebook investitori q3 2021 intime blog

    La spiegazione di questi due dati principali sta nel fatto che le entrate sono calate in relazione alle modifiche sulla privacy che Apple ha apportato e reso pratiche. Questo ha fatto sì che Facebook nei fatti guadagnasse di meno. L’azione di Cupertino ha coinvolto anche Snapchat con relativo crollo del 25% in borsa. A differenza di altre situazione, va detto, Facebook in questo caso è stata furba ad anticipare il calo delle entrate, in modo da evitare contraccolpi pesanti.

    I guadagni sono giustificati dal fatto che, nonostante tutto quanto successo in questo periodo, gli investitori sono ancora dalla parte di Facebook e hanno fiducia.

    Facebook, ecco il Facebook Reality Labs

    E a proposito di investimenti, Facebook ha informato che dal prossimo trimestre diventerà più concreto il Facebook Reality Labs (FRL) che raggrupperà tutte le attività di Menlo Park nella direzione di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale (AR e VR) con un investimento di 10 miliardi di dollari. Queste attività quindi saranno rendicontate separatamente dalle altre attività, ossia Instagram, Messenger e WhatsApp.

    A fronte di questo investimento, Facebook è ben consapevole della fuga dei giovani da Facebook, così come ammesso dallo stesso fondatore Mark Zuckerberg nella conferenza di presentazione dei dati finanziari. Zuckerberg ha riconosciuto che gran parte degli strumenti disponibili non sono attraenti per i giovani e ha riconosciuto in TikTok come il competitor più agguerrito.

    Facebook, piccolo calo tra gli utenti mensili: 2,91 miliardi

    E, infine, a proposito di utenti, i dati del terzo trimestre ci dicono che gli utenti attivi mensili sono 2,91 miliardi (invece di 2,93 miliardi secondo le previsioni) e gli utenti giornalieri sono 1,93 miliardi, in questo caso previsione confermata. Da notare, infine, che (ancora una volta “nonostante tutto”) Facebook ha guadagnato utenti nel Nord America che, probabilmente, fornirà ancora elementi dei fiducia per gli investitori.

    Tutti i dati finanziari Facebook Q3 2021 li potete consultare a questo link.

  • Twitter, bene i ricavi ma gli utenti non aumentano

    Twitter, bene i ricavi ma gli utenti non aumentano

    Twitter ha presentato i dati del terzo trimestre di quest’anno. Se i ricavi, rispetto allo scorso anno, sono aumentati del 14%, lo stesso non si può dire degli utenti attivi giornalieri, cresciuti solo del 29%. Appena 1 milione nell’ultimo trimestre.

    Come abbiamo sempre raccontato qui sul nostro blog, il problema numero uno che attanaglia Twitter, da anni ormai, è la crescita piatta della base utenti. Abbiamo sempre ritenuto che questo problema derivasse da una scarsa innovazione sulla piattaforma. Ma, a vedere quanto fatto nell’ultimo anno, non si può negare che molto è stato fatto.

    Solo che, a fronte di tante iniziative intraprese sulla piattaforma, Twitter continua a soffrire di questo problema.

    twitter q3 utenti giornalieri

    La società guidata da Jack Dorsey ha presentato gli ultimi dati finanziari che si riferiscono all’ultimo trimestre, il terzo del 2020 (Q3 2020). Si tratta di dati contrastanti, come contrastanti lo erano stati nel secondo trimestre, il Q2 2020. Con la differenza che. Infatti, se a giungo 2020 si era registrata una crescita del numero degli utenti giornalieri e un calo dei ricavi, nell’ultimo trimestre si è registrato il contrario, e cioè una crescita dei ricavi e una crescita piatta del numero degli utenti giornalieri.

    Questo terzo trimestre non è stato facile per nessuna società tech che hanno dovuto affrontare ancora gli effetti del Covid-19, la restrizione della pubblicità in vista delle elezioni presidenziali Usa, come ha fatto Twitter e tutta una serie di complicazioni legate alla rimodulazione degli eventi.

    Tutto questo alla fine ha fatto bene a Twitter che, appunto, ha visto crescere i ricavi del 14% su base annua, arrivando a 936 milioni di dollari, gli analisti si aspettavano un dato vicino ai 778 milioni di dollari. Sono cresciuti anche i ricavi pubblicitari del 15%, sempre rispetto all’anno scorso, arrivando a 808 milioni di dollari.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1321907213829505024

    Se invece guardiamo il dato relativo alla base utenti, allora in discorso cambia, ed è l’elemento che ha provocato -15,6% sul titolo nell’after hours a Wall Street, dopo che il titolo aveva chiuso le contrattazioni ordinarie a +8%.

    La base degli utenti attivi giornalieri “monetizzabili” (ricordiamo che Twitter ormai dal Q4 2018 rende noto solo ed esclusivamente questo dato rispetto alla propria base utenti) è cresciuta, rispetto allo scorso anno (quando erano 145 milioni), “solo” del 29%, fermandosi a 187 milioni di utenti giornalieri. Un dato che è al di sotto delle attese degli analisti che si aspettavano 195 milioni di utenti, quindi +35%. Pensate che, rispetto all’ultimo trimestre, il dato riporta una crescita di 1 milione di utenti: 1 milione di utenti in tre mesi. Davvero poca roba rispetto alle tante iniziative messe in campo.

    Quella crescita sostenuta e costante, che sembrava alla portata della piattaforma, non si è verificata, nonostante tutto quanto fatto per informare sul Covid-19, per aggiornare e tenere “pulito” il dibattito sulle elezioni presidenziali Usa di martedì 3 novembre 2020.

    Non ci sono segnali di crescita particolari negli Usa, con 36 milioni di utenti giornalieri il mercato più grande (30 milioni nello stesso periodo dello scorso anno), lo stesso numero del trimestre precedente, e non ci sono segnali particolari neanche a livello internazionale con 152 milioni di utenti giornalieri (115 milioni lo scorso anno) ed erano 150 milioni lo scorso trimestre.

    twtr twitter q3 2020

    Il riflesso di tutto questo è che il titolo in questo momento perde quasi il 20% a Wall Street, un tonfo che rischia di mangiarsi le buone performance degli ultimi tempi. Infatti quest’anno le azioni TWTR erano cresciute del 60%. Peccato.

    Ma di buono c’è che i ricavi sono in crescita, anche se il tessuto della società resta ancora molto fragile. Le prospettive e le previsioni per la prossima trimestrale, l’ultima del 2020, sono comunque positive, vedremo se sarà così.

  • Twitter: crescono gli utenti giornalieri, ma calano i ricavi

    Twitter: crescono gli utenti giornalieri, ma calano i ricavi

    I dati relativi al secondo trimestre del 2020 sono per Twitter contrastanti. Da un lato si registra un balzo degli utenti giornalieri “monetizzabili”, +34% in un anno. Dall’altro si registra un calo dei ricavi del 23%.

    C’era molta attesa per i risultati di Twitter, relativi al secondo trimestre di questo 2020, per tanti motivi. Primo fra tutti per comprendere quale effetto potesse avere avuto sulla piattaforma e sull’azienda. E poi per capire quale impatto avesse avuto l’esposizione di Twitter nelle ultime settimane, soprattutto dopo l’uccisione di George Floyd.

    Ebbene, come detto all’inizio, l’esito della trimestrale è contrastante perché da una parte da e da una parte toglie.

    L’aspetto positivo, su cui la società di Jack Dorsey sta enfatizzando molto, riguarda il balzo in avanti degli utenti giornalieri “monetizzabili”: +34% che tradotto significa un aumento di 20 milioni di utenti. Il dato rispetto all’ultimo trimestre è di +12%. Quindi il totale fa 186 milioni contro i 172,8 milioni che ci si attendeva.

    twitter crescita utenti giornalieri 2020

    Quindi potremmo dire che questo risultato deriva proprio dal fatto che Twitter, dopo aver deciso di impostare una comunicazione a sostegno della comunità, in segno di solidarietà per la barbara uccisione di Floyd, ha guadagnato nuovi utenti giornalieri. E in quel periodo ha fatto anche segnare il record di download dell’app come mai prima.

    Questo il dato positivo, a testimonianza che quando un brand decide di prendere posizione su certi temi, il riscontro positivo c’è, eccome.

    Il caso Twitter, quando prendere posizione serve al brand

    Dall’altro, il dato negativo mette ancora Twitter in una situazione non facile.

    Nel secondo trimestre, i ricavi totali sono in calo del 19%, cioè 683 milioni di dollari, mentre i ricavi pubblicitari sono in calo del 22%. certo, sono dati questi che vanno considerati nel periodo della pandemia da Covid-19. Twitter poi ha comunicato il dato delle perdite operative pari a 124 milioni di dollari, in rialzo rispetto ai 7 milioni di dollari del trimestre precedente. E forse questo dato è quello più significativo che ci da la dimensione del calo che Twitter ha patito durante la pandemia.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1286289299537723392

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1286262006102728705

    Sono dati che da una parte fanno ben sperare, il titolo è in rialzo in questo momento a Wall Street di oltre il 5%, segno che gli investitori comunque continuano a credere nella società, anche dopo il terribile incidente dei giorni scorsi.

    Dall’altro, sono dati che, soprattutto dal punto di vista finanziario, mettono in chiaro che Twitter non è ancora una società solida, con un programma di advertising forte.

  • Twitter: il bug sugli annunci penalizza la trimestrale, ma crescono gli utenti

    Twitter: il bug sugli annunci penalizza la trimestrale, ma crescono gli utenti

    Twitter ha annunciato i dati dell’ultima trimestrale, la Q3 2019, ed è venuto fuori un quadro tutt’altro che roseo, almeno dal punto di vista finanziario. La società di Jack Dorsey annuncia numeri al di sotto delle aspettative per via di un bug sugli annunci. Anche se il numero degli utenti giornalieri è in crescita.

    Twitter ha annunciato i dati dell’ultima trimestrale, la Q3 2019, e tutti si attendevano qualcosa di più, anzi molto di più. Il risultato è stato che la società di Jack Dorsey ha mancato clamorosamente le aspettative, con risultati che poi hanno portato il titolo TWTR in perdita a Wall Street, con un tonfo, uno dei peggiori dell’anno, del 20%. Ma c’è poi un altro grande problema che riguarda la piattaforma, ossia quello dei tweet abusivi, quindi quelli che non rispettano la policy della piattaforma. Un problema che ha finito per allontanare, nel tempo, utenti di lunga data e impedito a nuovi utenti di unirsi alla piattaforma. Twitter dice che oggi il 50% di questi tweet viene individuato prima ancora che l’utente lo segnali con una capacità di segnalazione cresciuta del 43% rispetto all’ultimo trimestre.

    Ma ora guardiamo i dati finanziari.

    Fatturato e utili in calo, mancando le aspettative

    Twitter ha realizzato nel terzo trimestre, Q3 2019, conclusosi il 30 settembre di quest’anno, 824 milioni di dollari di fatturato (in crescita del 9% su base annua) con un EPS, guadagno per azione, di soli 0,5 centesimi di dollaro. Un risultato di molto al di sotto delle attese che prevedevano un fatturato di 883 milioni di dollari e 0,20 centesimi di dollari di EPS. Dati che hanno provocato un tonfo a Wall Street del 20%, uno dei peggiori da inizio anno e ancora oggi il titolo perde (-1.3% mentre scriviamo).

    twitter calo wall street 2019

    La società di Jack Dorsey fa sapere che questo dato è influenzato dal bug che ha colpito la Mobile Application Promotion che ha finito per fornire dati sbagliati. Il tutto si è quindi tradotto in un calo degli utili operativi del 52%, arrivando a 44,1 milioni di dollari (erano 92 milioni di dollari lo scorso anno). Questo dato ha finito per creare sfiducia dei mercati facendo crollare il titolo in borsa.

    Crescono gli utenti giornalieri monetizzabili

    Dal punto di vista degli utenti, come sappiamo Twitter non rilascia più il numero degli utenti mensili, ma solo di quelli “giornalieri monetizzabili“, i dati sono in senso positivo. Infatti, nell’ultimo trimestre si registra una crescita del dato del 17%, arrivando quindi ad essere 145 milioni di utenti giornalieri, rispetto ai 124 milioni dello stesso periodo del 2018, e rispetto ai 139 milioni dell’ultima trimestrale. Snapchat ne conta 210 milioni al giorno, però.

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    A differenza dei buoni risultati ottenuti negli Usa, in termini di advertising, lo stesso non può dirsi a livello internazionale. In questo caso Twitter è stata penalizzata anche dalla scarsità di eventi internazionali. E’ quindi lecito pensare che il 2020 sarà un anno potenzialmente positivo per la piattaforma, vista anche la recente partnership annunciata proprio in relazione ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

    twitter calo fatturato q3 2019

    Twitter, come già detto in relazione alla scorsa trimestrale, è sulla buona strada, sta lavorando bene nel cercare di innovare la piattaforma e di rendere le conversazioni sempre più coinvolgenti. Il dato finanziario può forse dirsi come un incidente di percorso, ci riferiamo al bug che ha colpito la piattaforma di advertising, anche se sono quelle cose che per una azienda come questa non dovrebbero succedere. Basta veramente poco per minare la fiducia dei mercati.

    Ma Twitter è anche una delle poche piattaforme che sta davvero contrastando l’utilizzo abusivo della piattaforma, ammettendo i proprio errori e cercando di migliorare il modo di rendere la piattaforma sempre più un luogo vivibile. Da questo punto di vista, la funzionalità “nascondi tweet”, quella che permette di nascondere tweet molesti in risposta ad un tweet, non ancora attiva nel nostro paese, potrebbe dare una spinta positiva.

  • Twitter secondo trimestre 2019, sono 139 milioni gli utenti giornalieri monetizzabili

    Twitter secondo trimestre 2019, sono 139 milioni gli utenti giornalieri monetizzabili

    Twitter ha pubblicato oggi i dati relativi alla seconda trimestrale del 2019 e sono dati molto positivi. I ricavi sono 841 milioni di dollari, in crescita del 18% rispetto allo scorso anno. E anche gli utenti giornalieri “monetizzabili” sono in crescita, arrivando ad essere 139 milioni.

    Twitter, come dicevamo presentando la prima trimestrale del 2019, potrebbe davvero aver iniziato la tanto attesa risalita, dopo un periodo buio di diversi mesi. E, dopo i primi segnali positivi visti nei primi tre mesi dell’anno, possiamo dire che anche questa seconda trimestrale presenta dati in positivo, da diversi punti di vista. Un segnale incoraggiante per il Chief Executive Officer, Jack Dorsey, e il suo team, intenti in questi mesi a ridisegnare ed implementare la piattaforma con nuove funzionalità, che vedremo presto, con un nuovo design per la versione web, lanciato di recente. Ma passiamo a vedere qualche dettaglio in più sulla seconda trimestrale del 2019 di Twitter.

    I ricavi sono cresciuti del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e sono arrivati a 841 milioni di dollari. Si registra anche un incremento del 5% rispetto alla trimestrale precedente, quando i ricavi erano stati 787 milioni di dollari. Da registrare un utile netto di 156 milioni di dollari, leggermente inferiore al trimestre precedente. I ricavi pubblicitari sono stati 721 milioni di dollari, in crescita del 21% su base annua.

    twitter secondo trimestre 2019 franzrusso.it

    Ma visti questi numeri, che in certo qual modo lasciano intravedere una inversione di tendenza, soprattutto dal punto di vista finanziario per una migliore sostenibilità aziendale, c’era molta attesa però sulla vera novità che viene introdotta in questa trimestrale.

    Come già ricordato, da questa trimestrale Twitter non renderà più noto il dato degli utenti mensili totali, che ricordavamo essere fermi a 330 milioni. E questo per due motivi: il primo perché Twitter ha mancato per due trimestri consecutivi le previsioni degli analisti finanziari, ha deciso quindi di mostrare solo il dato giornaliero; il secondo, faccia della stessa medaglia, è che a Twitter conviene rendere noto solo il dato giornaliero perché è il dato su cui sta lavorando e sui cui sono attesi maggiori progressi.

    Infatti, l’introduzione della nuova veste grafica per la versione desktop va letta in questa ottica. Twitter sta lavorando su nuovi formati pubblicitari più grandi, ecco perché spiegato in parte il nuovo design.

    Twitter, ecco gli utenti giornalieri “monetizzabili”

    Il nuovo dato degli utenti è quindi quello relativo agli utenti giornalieri “monetizzabili”, ossia quegli utenti a cui sono stati sottoposti annunci pubblicitari, il dato più significativo per gli inserzionisti. Questo anche per dare meno enfasi al dato mensile che tanti problemi ha creato a Dorsey & Co.

    Ebbene, rispetto all’ultima trimestrale gli utenti giornalieri sono 139 milioni in crescita di 5 milioni rispetto all’ultima trimestrale. Un dato tutto sommato positivo che però, come specificato anche dal CFO di Twitter, Ned Segal, non si tratta di un dato standardizzato.

    Intanto, se pur positivo, non è paragonabile ancora al dato di Snapchat, che nel secondo trimestre ha dichiarato 203 milioni di utenti giornalieri, o a quello di Facebook, con 1,59 miliardi di utenti giornalieri. Twitter non è in competizione con servizi come questi, ma, in ogni caso, resta un dato nettamente inferiore che ci dice che la piattaforma resta ancora poco presidiata. E’ lecito pensare che le nuove funzionalità, tese per lo più a migliorare la conversazione tra gli utenti, possano trainare Twitter ancora più in alto.

    Come sappiamo, e abbiamo raccontato anche qui sul nostro blog, Twitter ha passato gli ultimi mesi a cercare di contrastare il crescente fenomeno dello spam e degli atteggiamenti malevoli. Di fronte a questi sforzi, Twitter dice che i fenomeni sono in calo del 18%.

    A fronte di questi dati, il titolo “twtr” a Wall Street ha fatto segnare subito un balzo del 30% e ha chiuso con +8,9%.

    Insomma, sono dati che per certi versi incoraggianti e sarà davvero interessante osservare l’evoluzione della piattaforma nei prossimi messi, soprattutto alla luce delle funzionalità che stanno per arrivare, tuttora in test pubblico.

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