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  • Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

    Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

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    Twitter fa un passo in più nella direzione dell’e-commerce. Da poco è stato presentato sul blog ufficiale Twitter Offers, un modo attraverso il quale agganciare un’offerta direttamente dalla timeline, aggiungerla alla propria carta di credito o di debito e poi riscattare il tutto presso il negozio. Twitter Offers è per adesso solo disponibile negli Usa

    La tendenza, evidente in questa fase dell’anno con il Black Friday e Cyber Monday in arrivo, per non parlare del Natale, è quella di agganciare gli interessi e le conversazioni sui socia media per tramutarli in vendite. Una tendenza che sicuramente avrà modo di consolidarsi meglio nel 2015. E Twitter oggi compie un altro passo in questa direzione, verso l’e-commerce per permettere agli utenti di agganciare offerte direttamente dalla timeline. Ed ecco che negli Usa arriva Twitter Offers, un esperimento che consentirà agli inserzionisti di connettersi con i propri utenti, potenziali acquirenti, su Twitter per poi trasformarli in clienti affezionati sul proprio sito o sulle loro app. L’annuncio è stato dato dal blog ufficiale a firma di Tarun Jain (@tarunkj) responsabile commerce di Twitter.

    Il funzionamento di Twitter Offers è molto semplice.

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    Quando gli utenti vedranno un’offerta sulla loro timeline, la stessa offerta (parliamo di sconti) la potranno agganciare alla loro carta di credito o alla loro carta di debito (una carta prepagata, ad esempio) e riscattare il tutto presso il negozio. Quindi se l’offerta reclama uno sconto di 2€ su un servizio o un prodotto che ne costa 5€, basta pagare con la stessa carta che si utilizza per agganciare l’offerta per pagare il prezzo scontato. Non c’è bisogno quindi di coupon o altro.

    Twitter Offers da quindi la possibilità alle aziende di misurare in maniera rapida il ROI di quella campagna, cosa non da poco. Il tutto senza che l’azienda sia costretta ad usare software particolari o che abbia bisogno di fare una formazione particolare ai propri collaboratori.

    I dati saranno criptati, quindi saranno resi sicuri e gli utenti avranno anche la possibilità di rimuoverli in qualsiasi momento.

    Al momento Twitter Offers è in fase sperimentale negli Usa per il web e per il mobile e Twitter sta lavorando con una serie di brand dei quali ancora non si conoscono i loro nomi, ma verranno rivelati presto.

    Twitter Offer segue a pochi mesi dall’introduzione di Buy, il tasto Compra, che Twitter introdusse nel mese di settembre, sempre solo per gli Usa, la modalità con cui formulare l’acquisto direttamente cliccando il tasto Buy all’interno del tweet.

    La dimostrazione che Twitter vuole agganciare il treno dell’e-commerce, il trend che determinerà il prossimo futuro dei social media, che nel 2015 prenderà una forma più consistente. Dopo la fase delle conversazioni, una volta in grado di conoscere meglio l’utente attraverso le informazioni a disposizione, la fase successiva è quella di agganciare gli interesse per proporre occasioni di acquisto interessanti. Non è un caso che la sperimentazione parta dagli Usa dove risiede la grande maggioranza della base utenti della piattaforma.

    Allora che ne pensate di Twitter Offers?

  • Twitter, i tweet si possono condividere in DM

    Twitter, i tweet si possono condividere in DM

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    Twitter rilascia una nuova funzionalità che permette di condividere i tweet anche attraverso i DM, i messaggi privati. Le conversazioni quindi si possono sviluppare anche privatamente sulla piattaforma da 140 caratteri. I cambiamenti che Dick Costolo aveva promesso cominciano ora a vedersi

    Twitter comincia a dare seguito a quelle che la settimana scorsa Dick Costolo aveva annunciato come prossime novità. E tra quelle annunciate c’era proprio quella di introdurre una funzionalità che potesse migliorare la messaggistica privata all’interno della piattaforma. Una mancanza sottolineata dallo stesso CEO di Twitter e che doveva essere colmata. Ed eccola arrivata, appunto.

    Con un post sul blog ufficiale Twitter annuncia l’avvio della possibilità di condividere i tweet anche attraverso i DM, i Direct Messages, ossia i messaggi privati. La funzione è già attiva su Twitter.com, via web, su TweetDeck per Chrome e Windows, per Mac arriverà presto. Ed è possibile anche via mobile su Android e iOS dopo aver effettuato l’aggiornamento dell’applicazione.

    tweet in dm

    Per condividere i vostri tweet in DM da Twitter.com e TweetDeck basta semplicemente selezionare il tweet, cliccare su “Altro” (i tre pallini) e selezionare “Condividi via Messaggio Diretto“. Da mobile è ancora più semplice perchè dopo aver selezionato il tweet è sufficiente premere a lungo sul tweet stesso e poi cliccare “Condividi via Messaggio Diretto”. La persona a cui invierete il tweet riceverà una normale notifica di messaggio.

    Con questa nuova funzione Twitter si concentra sulla messaggistica, la parte che in effetti mancava sulla piattaforma. Ovviamente sarà da verificare quanto questa fosse necessaria e se poi gli utenti ne faranno uso. Il tutto si colloca all’interno di una strategia che più volte abbiamo sottolineato, ossia quella di incrementare il coinvolgimento degli utenti, soprattutto dei nuovi utenti, quelli che si avvicinano per la prima volta alla piattaforma. In pratica gli utenti hanno adesso la possibilità di sviluppare conversazioni in privato in quanto troverebbero difficoltoso farlo in pubblico, difficoltà in effetti tutta da verificare.

    Se la vogliamo dire tutta, per quanto sia presentata come novità, questa non lo è affatto. Si ripropone uno schema già visto non solo in epoca recente ma addirittura nelle prima chat degli anni ’90, quando si selezionava l’utente con cui poi conversare “a parte”.

    Oggi Twitter ha bisogno di utenti, un grande bisogno, e ha necessità che gli stessi trascorrano sulla piattaforma più tempo possibile. Vedremo se gli effetti andranno in questa direzione.

    In attesa di altre novità che non tarderanno ad arrivare, che ne pensate voi? Raccontateci la vostra impressione.

  • Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

    Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

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    Twitter in un post sul blog ufficiale annuncia che da oggi tutti i tweet, si parla di centinaia di miliardi, sono ricercabili. In verità lo erano già prima ma con forti limiti. Adesso sono rintracciabili dal 2006 ad oggi. E’ quindi possibile risalire a tutti i tweets del terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, oppure delle Elezioni Usa del 2012, #Election2012

    Twitter ha annunciato attraverso un post sul blog ufficiale, a firma di Yi Zhuang, ingegnere che si occupa della parte search della piattaforma, che da oggi tutti i tweet dal 2006 ad oggi sono ricercabili. Un bel passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Sì perchè i tweet che noi ogni giorno inviamo sono già rintracciabili, ma solo fino ad una settimana indietro, quelli più vecchi venivano rintracciati sono se avevano ottenuto un forte livello di condivisione, quindi molti RTs e preferiti. Stiamo parlando di una enorme massa di tweet che si potrebbe definire come centinaia di migliaia, l’intero indice sarebbe di “mezzo trilione di documenti” che cresce al ritmo di diversi miliardi di tweet a settimana.

    Con questa nuova possibilità, sarà possibile quindi rintracciare tutti i tweet durante il terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, i tweet delle elezioni Usa del 2012, #Election2012, oppure ancora rintracciare i tweets relativi al recente referendum in Scozia, #ScotlandDecides, e tanti altri ancora. Come ricorda Zhuang, questa possibilità sarà disponibile per tutti gli utenti nei prossimi giorni.

    L’operazione è frutto di un lavoro iniziato nel 2012 quando l’indice 2 miliardi di tweet, tra quelli più condivisi, nel 2013 venne poi esteso e poi in questo anno l’indice è stato esteso ancora di più. Il post di Zhuang si spinge poi nello spiegare tutto il meccanismo che portato alla costruzione dell’indice che è quindi in grado di sostenere una tale mole di dati.

    Ecco questa è una nuova funzione che renderà Twitter ancora più completo, sempre nell’ottica di migliorare l’esperienza di utilizzo degli utenti. Come detto all’inizio, la rintracciabilità esisteva già prima ma per periodi francamente ridotti che non esaudivano le effettive richieste degli utenti. E quasi sempre bisognava ricorrere a applicazioni di terze parti per poter avere un minimo di ricerca più approfondita (basti pensare a Topsy), se non rivolgersi qui https://twitter.com/search-home.

    E voi che ne pensate?

  • Philae sbarca sulla cometa 67P, la missione Rosetta su Twitter

    Philae sbarca sulla cometa 67P, la missione Rosetta su Twitter

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    Per la prima volta nella storia una missione spaziale riesce ad approdare su una cometa. Alle ore 17:04 il lander della missione Esa, Rosetta, ha toccato il suolo della Cometa 67p dopo un’operazione di #CometLanding durata 7 ore. E su Twitter il racconto dell’evento è stato in tempo reale attraverso @ESA_Rosetta, account ufficiale della missione, e @Philae2014, account ufficiale del lander

    Dopo aver accompagnato per mesi la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in orbita solare, alle ore 17:04 la missione spaziale Rosetta è riuscita nella missione di far atterrare il lander Philae sulla superficie del corpo celeste. E come spesso accade, anche evento straordinario è accaduto e sta ancora accadendo su Twitter. Lo sbarco, infatti, è stato raccontato in tempo reale attraverso un live-tweeting dagli account Twitter @ESA_Rosetta, account ufficiale della missione, e @Philae2014, account ufficiale del lander, che hanno interagito fra di loro dialogando in diretta durante la manovra di atterraggio. Una missione complessa e storica, controllata dal Centro Europeo per le Operazioni Spaziali @Esa (@Esa_Italia nella versione italiana).

    Ecco un esempio di interazione tra i due account:

    Questa foto che vedete nel tweet in basso è la prima cartolina che il lander invia dalla cometa:

    L’annuncio del lander anche in italiano:

    Gli utenti da tutto il mondo stanno seguendo e commentando questo emozionante evento attraverso gli hashtag ufficiali:

    #CometLanding
    #Rosetta
    #67p

    Di seguito alcuni momenti salienti di questo evento raccontato segnalandovi alcuni momenti tra i più condivisi su Twitter:

    – il momento della separazione del lander

    – il momento che segna le operazioni di discesa sulla Cometa:

    – questa è l’immagine del lander nello spazio:

    Questa è l’intera lista degli account ufficiali coinvolti nella missione Rosetta.

    Questo è il tweet con il messaggio video del Capitano Kirk di Star Trek, William Shatner, che fa gli auguri alla missione Rosetta.

    In questi mesi abbiamo imparato a conoscere astronauti che hanno fatto grande uso di Twitter nelle loro missioni, l’italiano Luca Parmitano ci ha regalato immagini mozza fiato, così come gli altri astronauti. Ecco allora una lista di account di astronauti ESA:

    • ESA @esa – 237k followers
    • @astro_andre – 342k followers
    • @Astro_Alex – 190k followers
    • @astro_luca – 136k followers
    • @AstroSamantha – 76k followers
    • @astro_timpeake – 33k followers
    • @Astro_Andreas – 16k followers
    • @Thom_astro – 16k followers

    E questa è una lista di account, tra i più seguiti, di astronauti NASA:

    • @MarsCuriosity – 1,71 mln followers
    • @AsteroidWatch – 1,23 mln followers
    • @NASAJPL – 675k followers
    • @CassiniSaturn – 443k followers
    • @MarsRovers – 263k followers
    • @NASAVoyager – 133k followers
    • @NASA_Orion – 103k followers
    • @NASA_Hubble – 73k followers
    • @NASA_MMS – 5k followers

    Il New York Times ha pubblicato una galleria di immagini di Rosetta imperdibili, facendo anche una comparazione delle dimensioni della cometa con la superficie di Manhattan a New York:

    NYT_comet_manhattan_comparison Rosetta

    The Guardian ha dato invece una copertura dell’evento live che trovate qui.

    Quello che è accaduto oggi ha il sapore di storico e di straordinario allo stesso tempo. Oltre al grande valore scientifico della missione, quello che colpisce è come il web e le nuove tecnologie sono riuscite ad irrompere anche in un evento come questo. Non è fuori luogo paragonare questo evento allo sbarco sulla Luna del 1969, sono infatti due eventi unici nella storia. E mentre allora gli italiani restavano incollati alle tv (per chi l’aveva in casa) a sentire l’annuncio di Tito Stagno, oggi questo racconto avviene sul web e su Twitter in particolare. Anche questo è un segno dei nostri tempi.

  • Utilizzare Twitter per l’Ufficio Stampa [Formazione]

    Utilizzare Twitter per l’Ufficio Stampa [Formazione]

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    Twitter per le notizie è considerato un canale preferenziale, date le sue caratteristiche di dinamicità e di capacità di diffusione. Allora perchè non imparare ad usarlo bene anche per l’attività di Ufficio Stampa? Ecco un corso che si terrà a Bologna il prossimo 19 Novembre

    Twitter e notizie, un legame quasi indissolubile. Per le sue caratteristiche di dinamicità e di capacità di diffusione la piattaforma a 140 caratteri risulta il canale più performante attraverso il quale veicolare informazioni e notizie. Ma allo stesso tempo, Twitter garantisce un livello di fidelizzazione con la propria community di riferimento ideale per questo tipo do attività. E oltre a crearla e a fidelizzarla, Twitter permette di estendere la propria community, grazie ad un’attività costante sulla piattaforma.

    In una strategia di Digital Pr gli strumenti tecnologici hanno un’importanza fondamentale e Twitter è il canale che meglio si presto all’attività di informazione.

    Fatta questa premessa, allora perchè non utilizzare Twitter per attività di Ufficio Stampa? E quindi perchè non imparare ad usare Twitter focalizzandosi proprio su questa attività? In risposta a queste due domande arriva il corso organizzato da Noetica Formazione, sempre attenta a fornire strumenti e basi per usare al meglio gli strumenti digitali. Il corso della durata di 8 ore si terrà il prossimo 19 Novembre presso la sede del centro che si trova in via Rimini 10 a Bologna.

    La giornata fornirà ai partecipanti dunque strumenti per usare al meglio Twitter in un’attività di Ufficio Stampa e per creare un network di giornalisti a supporto della stessa attività.

    Di cosa si parlerà al corso? I temi che saranno trattati sono:

    • Funzioni base di Twitter
    • Perchè un’azienda dovrebbe utilizzare Twitter
    • Come scrivere un tweet efficace e farsi condividere
    • Come utilizzare Twitter per l’ufficio stampa
    • La netiquette su Twitter: errori da evitare e buone abitudini
    • Analisi di case histories di successo.

    Il corso sarà tenuto da un valido docente come Angelo Valenza e per maggiori info vi consigliamo di consultare la pagina dedicata al corso sul sito di Noetica Formazione. E non perdete due promozioni interessanti come che se portate con un amico o un collega la seconda iscrizione è scontata del 50%; e quella dedicata agli ex studenti di Noetica che hanno diritto ad uno sconto del 10%.

  • Facebook continua ad essere il principale social referral

    Facebook continua ad essere il principale social referral

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    Periodo di chiusura delle trimestrali questo e anche Shareaholic fa il punto della situazione sui social network che nell’ultimo trimestre del 2014, il Q3, sono stati in grado di trainare traffico verso i siti. Inutile dire che Facebook è in assoluto il leader incontrastato, segue Pinterest, mentre Twitter continua a perdere terreno. Segnali positivi da Google Plus

    Nuovo rapporto da Shareaholic che nel periodo delle trimestrali, le terze dell’anno, ci offre un quadro su quali sono stati i social network che negli ultimi tre mesi, da giugno a settembre 2014, sono stati in grado di trainare traffico verso i siti di publishers. Il rapporto prende in considerazione due periodi, l’ultimo trimestre, sulla base di 300 mila di siti web monitorati con una audience di oltre 400 milioni di utenti unici mensili, e poi quello su base annua, settembre 2013-settembre 2014, con 200 mila siti web monitorati che hanno raggiunto una audience di 250 milioni di utenti unici per mese. I social network considerati sono Facebook, Pinterest, Twitter, StumbleUpon, Reddit, Google Plus, YouTube, e LinkedIn. Ed è ancora una volta Facebook il leader in assoluto tra i social referral, anche se è calato un pochino, ma niente di importante. Il social network più usato del web riesce a trainare traffico nella misura di quattro volte tanto di quello che riesce a fare Pinterest, il secondo nella classifica a otto. Twitter continua ad essere staccato e anche in relazione all’ultima trimestrale evidenzia che il social network continua ad avere un problema di utenti e un problema relativo al coinvolgimento degli stessi in piattaforma. Ma diamo un’occhiata ai dati nello specifico.

    Traffic referral facebook

    Relativamente ai dati raccolti per l’ultimo trimestre, come potete vedere nel grafico in alto, tutti perdono un po’ di quota, solo LinkedIn e Google+, fanno segnare numeri positivi, rispettivamente +113,43% e +9,52%. Facebook perde un punto percentuale, ma si attesta comunque con una quota maggioritaria del 22,36% del traffico referral; Twitter perde il 14,34% e si ferma ad una quota dello 0,88% del traffico referral; Pinterest perde il 3,53%, fermandosi al 5,52%, in calo dello 0,2 rispetto al Q2 2014; YouTube perde nell’ultimo trimestre il 39,4% di traffico fermandosi ad una quota dello 0,04%. Presi insieme, gli otto social network considerati costituiscono il 29,5% del traffico referral totale (era il 16,4% lo scorso anno), di cui più del 99% è rappresentato da Facebook.

    Traffic referral facebook 2014

    Uno sguardo al dato negli ultimi 13 mesi ci dice, infatti, che sono tre i social network che sono cresciuti e cioè Facebook (115,63%), Pinterest (50,07%) e Google Plus (57,02%). Tutti gli altri sono in calo, YouTube addirittura perde l’87,27%.

    Insomma, volendo tirare qualche conclusione di fronte a questi dati, certamente non sorprendenti, Facebook continua ad essere il social network che più attrae traffico, un dato che alla luce delle ultime trimestrali e delle novità introdotte in questi mesi, pensiamo al click baiting, assume una certa rilevanza. E dietro di lui non c’è nessuno. E quello che sorprende è che ha ancora margini per crescere. Pinterest è saldamente in seconda posizione e con oltre 70 milioni di utenti non è possibile poter pensare di fare meglio, certamente anche in relazione alle tante novità viste in questi mesi, anche in questo caso i margini di crescita sono enormi.

    Resta poi il caso Twitter che continua a perdere terreno e non è in grado di risalire la china. Dalla quotazione in borsa sono tante le problematiche emerse, anche perchè adesso gli investitori vogliono qualcosa di più. Il punto è che a Twitter servono utenti per poter poi innescare tutta una serie di dinamiche, pensiamo alla pubblicità, ma fino a quanto il flusso degli utenti resta legato solo a particolari eventi che Twitter riesce a veicolare meglio, pensiamo alla recente Coppa del Mondo di Calcio, allora il limite sarà sempre difficile da superare. E le ultime trimestrali lo hanno evidenziato bene, con un conseguente crollo del titolo del 10% a Wall Street. Resta da capire quali esiti darà la modifica del nuovo algoritmo, quella per cui la timeline degli utenti potrà visualizzare anche tweet di persone che non si seguono ma che sono in linea con gli interessi, una modifica che ha fatto gridare, ancora una volta, alla “facebookizzazione” di Twitter. Twitter è alla ricerca di un proprio modello che dia margini per crescere, ma la stra da è ancora molto lunga.

    Google Plus, nonostante il dato positivo rilevato,anche se timido, resta ancora un punto interrogativo, anche perchè non è chiaro quale sarà il suo futuro. Da Mountain View non si riesce a decifrare quale strategia adottare per questo “social layer” e il tutto rischia di tramutarsi in un misero “nulla di fatto”. Se è verp che i numeri ci sono, allora sarebbe meglio migliorare o, forse, ripensare la strategia. Tra l’altro, i mezzi non mancano.

  • Fabric, la nuova piattaforma di Twitter per app Mobile

    Fabric, la nuova piattaforma di Twitter per app Mobile

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    Lanciata ieri in occasione di Flight, la conferenza dedicata agli sviluppatori per mobile, Twitter annuncia Fabric, la nuova piattaforma per app Mobile composta da tre kit leggeri e modulari che faciliteranno la creazione di ottime app mobile, migliorando notevolmente l’esperienza d’uso degli utenti

    In occasione della prima conferenza per sviluppatori mobile che si è tenuta ieri a San Francisco, Flight, alla presenza del CEO Dick Costolo, Twitter lancia la piattaforma Fabric, composta da tre Kit modulari che affrontano alcune delle sfide più comuni e diffuse che ogni sviluppatore deve affrontare: stabilità, distribuzione, ricavi e identità. Fabric combina i servizi di Crashlytics, MoPub, Twitter e altri ancora per assistere gli sviluppatori nella creazione di app più stabili, generare ricavi all’interno dell’ad exchange mobile più grande al mondo, nonché sfruttare i sistemi di login di Twitter e il suo ricco flusso di contenuti in tempo reale, e ottenere quindi una maggiore diffusione dell’app e una creazione più semplice dell’identità degli utenti. L’installazione di Fabric richiede pochi minuti e la maggior parte delle features necessita solo di poche stringhe di codice. Fabric è oggi disponibile per tutti i partecipanti al Flight, mentre nelle prossime settimane Twitter lo renderà disponibile anche agli attuali clienti di Crashlytics e MoPub e, più in generale, alla comunità degli sviluppatori mobile. E’ possibile iscriversi su dev.twitter.com/fabric per ricevere ulteriori aggiornamenti.

    Crashlytics

    Come si sa, tutte le app crashano e gli stessi crash hanno un impatto molto concreto sull’adozione e la diffusione di un’app. Dal momento che esistono milioni di applicazioni fra le quali scegliere, le persone tendono a ignorare le app che hanno una valutazione scarsa all’interno degli app store. Individuare e risolvere i crash può essere per un processo che può essere complicato e frustrante. Crashlytics potrebbe essere la soluzione a questo problema. Velocizza i processi di individuazione, accesso e risoluzione dei bug, in modo che gli sviluppatori possano sprecare meno tempo nei debug e focalizzarsi sulla creazione di ottime app. Poi c’è l’usabilità, altra componente cruciale nel lancio di un’applicazione di successo. Con Beta by Crashlytics, si potranno ricevere feedback dagli utenti ancor prima che l’app venga mandata in produzione, e con Answers by Crashlytics, avere analytics in tempo reale ottimizzate per l’app. Il Crashlytics Kit di Fabric, ossia Crashlytics, Beta e Answers, non aiuta solo a produrre app stabili e di alta qualità, ma fornisce anche un quadro a 360° e sempre aggiornato sullo stato di salute delle app. @Spotify sta, ad esempio, utilizzando Crashlytics per creare e testare al meglio i propri prodotti.

    Spotify è il più vasto servizio di streaming musicale a pagamento al mondo: è disponibile in 58 mercati, conta più di 40 milioni di utenti attivi e oltre 10 milioni di abbonati a pagamento. Le persone si aspettano che il servizio di streaming musicale sia affidabile e Crashlytics ci aiuta a fornire app della migliore qualità possibile”, dice Jorge Espinal, Head of Business Development di Spotify.

    Il Twitter Kit

    Twitter ha annunciato il Twitter Kit, che include 3 nuovi prodotti.

    • Embedding nativo dei Tweet
 – Fino ad ora, includere i Tweet in un’ app voleva dire centinaia di ore di lavoro. Ora, semplicemente con qualche stringa di codice, è possibile inserire i Tweet direttamente nell’app e perfino personalizzarli in modo che siano in linea con lo stile dell’applicazione. Per esempio, @WSJ già supporta i Tweet nel proprio sistema back-end di gestione di contenuti. Per anni, questo ha permesso al Wall Street Journal di portare la conversazione globale di Twitter all’interno delle sue storie sul web
    • Compositore di Tweet – Il compositore di Tweet permette alle persone di condividere momenti importanti – un punteggio sportivo, un traguardo nell’allenamento, un nuovo artista o una nuova canzone preferita – con i propri follower su Twitter direttamente dall’app. Si tratta di momenti che le persone amano condividere, e Fabric rende questa azione più semplice che mai. Anche @Spotify usa il nuovo compositore di Tweet per far condividere con i propri follower la musica preferita.
    • Accesso tramite l’account Twitter
 – E’ stato inoltre aggiornato l’accesso via Twitter per rendere l’autenticazione tramite il proprio account ancora più semplice. Dopo l’autenticazione, è possibile importare i profili Twitter all’interno della propria app, permettere agli utenti di condividere link e foto e aiutarli a connettersi con i propri amici e i propri interessi.

    Il Kit MoPub

    MoPub è la piattaforma leader di monetizzazione per gli sviluppatori di app mobile, pensata per ottimizzare i ricavi delle app. A differenza di altre piattaforme di monetizzazione, con questa piattaforma non ci si limita a un numero ristretto di inserzionisti. E’ possibile lavorare con più network pubblicitari ed entrare in contatto con centinaia di inserzionisti del marketplace di MoPub che fanno a gara fra di loro per essere scelti. MoPub assicura la massimizzazione dei ricavi mostrando le ads provenienti dagli inserzionisti disposti a pagare di più. MoPub supporta tutti i principali formati pubblicitari, banners, interstitial, video e native ads, e ha recentemente annunciato una serie di nuove funzionalità che renderanno ancora più facile creare e sperimentare ads native. Con il location control nativo di MoPub adesso è anche possibile scegliere la posizione e la frequenza con cui appariranno gli annunci pubblicitari direttamente dall’interfaccia utente di MoPub, in modo da trovare il giusto equilibrio fra le pubblicità e i contenuti della tua app.

    Digits

    Qualunque sia l’utilizzo dell’app, l’identità dell’utente è fondamentale. Sempre più il numero di telefono, o l’indirizzo email, sono il primo elemento per identificare un individuo e in alcuni casi, il numero di telefono è l’unico elemento che identifica i possessori di smartphone, poiché non sempre l’utente ha una e-mail. Digits, cioè una parte del Twitter Kit, permette di accedere direttamente con il numero di telefono ed è integrato all’interno dell’infrastruttura Twitter. Digits è completamente personalizzabile in modo da essere in linea con l’esperienza d’uso progettata per l’app. Digits non posterà nulla per conto dell’utente poiché non sarà collegato direttamente agli account social, inclusi gli account Twitter. E, con Digits, le app sono pronte per essere adottate a livello globale: è immediatamente disponibile in 216 paesi e in 28 lingue per iOS, Android e il web.

    Digits risolve inoltre una serie di problemi per gli utenti. Poiché Digits usa un numero di telefono, non c’è bisogno che gli utenti ricordino username o password complicate. @McDonaldscorp usa Digits nella sua app Alarm. L’app permette di condividere con i propri amici offerte speciali su alimenti e bevande McDonald. Per poter usufruire dell’offerta, la persona deve autenticarsi come utente reale. McDonald ha pensato che un login social sarebbe stato un peso eccessivo per gli utenti, che avrebbero dovuto consentire l’accesso a dettagli personali e intimi, senza contare che e-mail e password spesso sono dimenticate con facilità. Con Digits invece, le persone possono autenticarsi velocemente come utenti reali ed accedere all’app in modo semplice.

    Fabric è leggero

    E’ possibile selezionare semplicemente il Kit da includere nella propria app. Twitter rilascia il Crashlytics Kit, il Twitter Kit, e il MoPub Kit e integrarli fra loro è molto semplice. E una volta installato, non ci sarà bisogno di preoccuparsi di avere o meno l’ultima versione di un Kit, sarà Fabric ad avvisare quando saranno disponibili nuovi aggiornamenti.

    Fabric è disponibile per tutti i partecipanti a Flight e presto sarà rilasciata anche per la community degli sviluppatori mobile in generale.

    Per ottenere Fabric è necessario iscriversi su dev.twitter.com/fabric per essere messo poi in lista.

  • E’ Torino la città che usa meglio Twitter – #SocialPA

    E’ Torino la città che usa meglio Twitter – #SocialPA

    L’indagine effettuata da FORUM PA, che sarà presentata giovedì 23 Ottobre alla Smart City Exhibition 2014 a Bologna, ci mostra come la Pubblica Amministrazione usa Twitter. Il 57% dei capoluoghi di provincia ha un account su Twitter e la città che sa usare meglio lo strumento è Torino ed è anche la più seguita. Bologna è la città che twitta di più

    L’analisi effettuata da FORUM PA ci mostra come la Pubblica Amministrazione, in questo caso i capoluoghi di provincia, usano Twitter per informare e comunicare con i cittadini. Intanto c’è da dire che il 57% delle 110 città capoluogo ha un account su Twitter. E sulla base di una serie di parametri che vanno dal rapporto tra followers e popolazione, utilizzo delle mention (@) e dei link nei tweets, successo di ogni singolo tweet (calcolato sul numero di volte che viene retwittato), la città che sa utilizzare meglio il social network e con maggior successo è Torino, che si posiziona prima due volte e due volte seconda su sei parametri. A seguire Milano, Roma, Napoli, Firenze e Palermo.

    La ricerca si è poi spinta a confrontare le nostre città con il contesto europeo. Interessante notare che il fenomeno sembra aver “attecchito” solo in alcune nazioni. Molto diffuso ed utilizzato dalle città francesi e spagnole, twitter non è uno strumento amato dalle amministrazioni britanniche o tedesche, né dalle ben più tecnologiche capitali scandinave.

    La ricerca è stata realizzata grazie al supporto e al contributo di Giovanni Arata già autore delle ricerche #TwitterPA e #Facebookpa e realizzata analizzando i dati di twitonomy.com. La ricerca verrà presentata a il 23 ottobre ore 9.30 nel corso dell’evento “ICity Rate 2014: uno strumento per la gestione delle città” a Smart City Exhibition, la manifestazione di FORUM PA e Bologna Fiere, realizzata d’intesa con ANCI, che si tiene dal 22 al 24 ottobre presso la Fiera di Bologna – #SCE2014.

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    Torino prima per numero di followers

    Se guardiamo la lista delle città capoluogo di provincia per numero di followers troviamo Torino sul podio con più di 82 mila followers. Torino è anche una delle prima città ad aprire un account su Twitter essendosi iscritta nel 2008; fa meglio Rimini, prima fra i capoluoghi italiani a sposare la piattaforma nel 2007. Al secondo posto, con uno stacco di circa 30 mila followers, seguono Milano e Roma, quasi a pari merito con circa 50 mila followers (rispettivamente 49.700 e 48.900). Seguono Napoli con35.500, Firenze con 26.600 e Bologna con 18.000. Le meno seguite sono Lecce e Brindisi con meno di 300 seguaci e Trento che ne ha ancor meno, anche se va detto che si è iscritta solo pochi mesi fa.

    Bologna è la città che twitta di più

    Bologna è in assoluto la città più cinguettante, vantando una media di 24 tweets al giorno. A seguire Parma con circa 18 cinguettii giornalieri, Roma con 17,11, Milano con 16,24, Torino con 11,33 e Cagliari con 10,8. Mentre Napoli, nella top five delle più seguite in assoluto, cinguetta poco, con una media di circa 3 tweets ogni 24 ore, molto meno di Aosta (7,42) e di Potenza (6,19).  Tra le più silenziose Teramo (0,01), Brindisi e Lecce (0,04), e Catania (0,4). Complessivamente è l’Emilia Romagna la regione italiana che cinguetta di più.

    Ma ci sono città che non hanno sfruttato appieno lo strumento e si limitano a fare semplicemente presenza come Lecce (0,04 tweets/day) e Teramo (0,01 tweets/day) che sono iscritte da quasi due anni e twittano pochissimo. Non utilizzano né mentions, né links.

    Mancano ancora all’appello città come Verona, Salerno, Latina e Padova, Pescara e Messina. Queste amministrazioni non hanno un profilo twitter.

    Torino la città che dialoga di più

    Con una media di 0,85 mentions per tweets Torino è ancora una volta al primo posto tra le realtà che dialogano di più. A seguire Milano a pari merito con Pistoia (0,76%) e subito dopo Gorizia (0,68%), Palermo (0,62%) e Bologna (0,53%). Analizzando l’utilizzo delle mentions salta all’occhio che la maggior parte delle città dialoga con il proprio vicinato: le amministrazioni faticano a tessere ponti di dialogo cinguettanti tra loro e complessivamente i cinguettii rimangono confinati entro i margini urbani locali. L’utilizzo delle mention ci da una indicazione su come una città utilizza a pieno le potenzialità di Twitter, molto più del solo dato quantitativo. Potenza ad esempio (6,20 tweets/day) twittamolto più di Genova, Palermo e Napoli, ma fa poco o niente utilizzo di mentions (0,01%) è, quindi, un utente con scarsa relazionalità.

    Caserta la città che twitta più links

    Caserta (1,7), L’Aquila (1,01), Siena (1) e Grosseto (0,97) sono le città che condividono il maggior numero di tweet contenenti link che rimandano ad altre news, informazioni, utilizzando la piattaforma come eco di notizie. Se l’utilizzo della mention ci indica il grado di relazionalità, l’uso dei link mostra quanto un utente lavora per “informare” piuttosto che “dialogare”. Venezia, ad esempio, ha scelto di usare twitter soprattutto per promuoversi, linkando articoli e info che rimandano ai propri siti. La Serenissima, infatti, non fa minimamente uso di mentions, ma è nella top ten per utilizzo di links (0,93 links per tweet).

    Palermo la città più retwittata

    L’analisi del FORUM PA rivela che ci sono città molto seguite con passione e ritweettate dai cittadini, tra queste Palermo è la prima in assoluto con l’80% di tweet retwittati. Evidentemente i post generano un certo interesse tra la popolazione che replica e condivide, così come accade nel caso di Torino (74,24%), seconda in classifica, seguita da Roma (66,38%), Napoli (61,86%) e Bologna (59%).

    Un’occhiata alle città europee

    L’analisi ci offre anche uno sguardo La città di Vienna è stata su twitter solo da dicembre 2009 a febbraio 2010, due mesi in cui ha twittato due volte, oggi l’account è ancora attivo, anche se silente, e vanta un numero di followers di poco superiore al comune di Vercelli. Sorprendentemente la città di Londra ha soltanto poco più di 13mila followers, e cinguetta con una media di 3,8 tweets al giorno, come Siena e Ascoli Piceno per intenderci. Stoccolma, al confronto con Londra una piccola cittadina, ma supera per followers la capitale britannica con circa 15.000 followers, 3.000 in meno di Bologna (VI° in classifica per followers tra le città Italiane). Inoltre il cinguettio della città di Bari (3,92 tweets/day), tra le meno loquaci nel panorama delle città italiane, supera il ritmo dei tweets al giorno della capitale svedese (3,46 tweets/day). I profili di Barcellona e di Parigi, invece, raccolgono ampi bacini di followers ben superiori ai trend italiani. La città catalana ha circa 116mila followers, mentre la Ville Lumière oltre 212mila, nonostante abbiano entrambe aderito a Twitter solo nel 2009, ben più tardi della precoce Torino che ha iniziato a cinguettare nel 2007.

  • Twitter, il nuovo flusso dei tweet è in base agli interessi

    Twitter, il nuovo flusso dei tweet è in base agli interessi

    twitter-nuovo-flusso

    Twitter continua a rilasciare novità ma stavolta si è di fronte ad una modifica sostanziale e non una semplice feature. Dopo una fase di testing, Twitter annuncia che il flusso dei tweet che visualizziamo sulla nostra timeline comprenderà anche tweet di persone che non seguiamo ma che comunque ci interessano. Addio al flusso cronologico?

    Questa di Twitter di cui parliamo oggi non è una delle tante features che vengono rilasciate per un uso più completo ed esteso della piattaforma, no. E’, da quando Twitter è nato, nel “lontano” 2006, la prima sostanziale modifica sostanziale che rischia anche di stravolgere la piattaforma per come l’abbiamo sempre conosciuta. Esagerazione? Forse no. Come si sa e come abbiamo scritto spesso anche qui, il problema che ha riscontrato Twitter negli ultimi mesi è quello relativo al coinvolgimento degli utenti. Twitter non è uno strumento semplice, ad un primo sguardo risulta complesso e di difficile comprensione e per tanti risulta complicato seguire il flusso dei tweet che spesso viene paragonato ad un “fiume in piena“. Ovviamente queste estremizzazioni, molto comuni, ma che possono essere facilmente superate con la qualità degli account che si seguono, sempre più vicini ai nostri interessi, con le liste che ci aiutano a fare un po’ di ordine, e con gli hashtag per meglio “centrare” gli argomenti. Strumenti di base questi, il tutto deve essere poi completato con l’utilizzo della piattaforma e quindi con la capacità di twittare a 140 caratteri.

    Bene, come annunciato da Trevor O’Brien, ex Google ed ex YouTube, in un post sul blog ufficiale di Twitter, dopo un periodo di esperimenti su un numero ristretto di account, il flusso dei tweets verrà visualizzato ora non più in senso cronologico, quello che (a fatica) abbiamo imparato a conoscere ed usare, ma secondo i nostri interessi e quindi sarà possibile visualizzare anche tweet di account che non seguiamo.

    https://twitter.com/twitter/status/522902216303075328

    Questo dovrebbe migliorare di molto il coinvolgimento degli utenti perchè, come scrive O’Brine, spesso gli utenti “si perdono contenuti che potrebbero risultare interessanti” anche da account che non si seguono. E’ chiaro che se seguiamo degli account di persone che reputiamo interessanti allora siamo già sincronizzati con i nostri interessi, ma può succedere che ci siano dei contenuti che ottengano un forte interesse e che provengano da utenti che non seguiamo. Questo nei fatti potrebbe provocare una maggiore coinvolgimento e potrebbe risultare un prezioso aiuto per coloro che spesso si perdono in una timeline che risulta dispersiva. Ma, secondo il mio modesto punto di vista, abbandona una delle principali caratteristiche più apprezzate, ossia il carattere cronologico, per molti elemento essenziale. In tanti erano abituati a seguire il flusso “in tempo reale”, ora resteranno molto delusi.

    Resterà da capire se questa modalità sarà definitiva o se lascia invece la possibilità di poter ritornare al senso cronologico. Da quello che si sa fino a questo momento, la modifica resta proprio definitiva senza possibilità di poter tornare indietro.

    E come ogni grossa modifica, sostanziale, che si rispetti, anche questa è stata accolta certamente non con grande entusiasmo, anzi. I più critici si sono affrettati a dire che questa è la vera “facebookizzazione” della piattaforma a 140 caratteri. E qui ritorniamo al cruccio di Twitter, ossia il coinvolgimento reale degli utenti sulla piattaforma e questo renderà certamente più appetibile Twitter a chi oggi lo ha usato poco.

    Provocazione, se stiamo assistendo alla “facebookizzazione” della piattaforma, allora la prossima novità sarà il superamento del limite dei 140 caratteri?

    Ma adesso mi piacerebbe conoscere il vostro parere, che ne pensate? Credete davvero che questa nuova modifica renderà la piattaforma più coinvolgente?

    [special thanks to Fotolia for the cover image]
  • Twitter Audio Card, la musica arriva sulla timeline

    Twitter Audio Card, la musica arriva sulla timeline

    twitter-audio-card

    Twitter introduce da oggi le Twitter Audio Card e completa i formati dedicate alle cards. Infatti dopo foto e video la piattaforma implementa una nuova funzionalità dedicata ai contenuti audio. Basta un semplice tap per ascoltare musica direttamente dalla timeline

    Twitter continua a sviluppare l’app e a introdurre novità sempre nell’ottica di incrementare l’engagement degli utenti sulla piattaforma, il vero obiettivo di tutte le novità che sono state introdotte negli ultimi mesi.

    Con le Twitter Audio Card su permetterà agli utenti di poter ascoltare musica direttamente dalla propria timeline. Basterà infatti un semplice tap per scoprire e ascoltare prodotti audio direttamente dall’app. Una volta partita la riproduzione, si può continuare ad ascoltare la musica anche mentre si sta twittando, trascinando il player verso il basso nell’app. Attraverso la partnership con servizi di streaming di terze parti come @SoundCloud, è stato invitato un gruppo di artisti, autori e testate musicali a testare la nuova Audio Card sui dispositivi iOS e Android con diversi tipi di contenuti quali podcast, brani musicali e altri tipi di prodotti audio. Mentre il brano è in riproduzione, è possibile installare l’app nativa SoundCloud e scoprire ulteriori contenuti.

    Questi i partner e gli artisti coinvolti:

    
 • @ThatKevinSmith
    • @WhiteHouse
    • @NASA
    • @CricketAUS
    • @TheWorldGame
    • @ThisAmerLife
    • @NPR
    • @planetmoney
    • @neiltyson
    • @glennbeck
    • @washingtonpost
    • @EW / @EWLive
    • @BleacherReport & @BR_Radio
    • @radiobandnewsfm
    • @bandnewsfmrio
    • @R_Bandeirantes
    • @rstnoar
    • @radioesportesfm
    • @NFSAonline
    • @serial
    • @EBCnaRede
    • @pitchfork
    • @abexlumberg@bbcworldservice
    • @MadDogRadio
    • @odesza
    • @laidbackluke
    • @cashcash
    • @mau5trap / @deadmau5
    • @alt_J

    • @sigurros
    • @gilbertogil
    • @PartyOMO
    • @MajidJordan
    • @steveaoki
    • @feedme
    • @sizerecords / @maxvangeli
    • @MartinGarrix
    • @Coldplay
    • @whoszed
    • @davidguetta
    • @madeon
    • @GuySebastian
    • @cashtimelife
    • @chancetherapper
    • @RickRubin
    • @mikecaren
    • @ollyofficial
    • @george_ezra
    • @Savagesband
    • @Chromeo
    • @portugaltheman
    • @Prioryband
    • @DillonFrancis
    • @OnBandstand
    • @MigosATL

    twitter-audio-card_blog

    Ad esempio, @DavidGuetta  ha appena rilasciato un nuovo remix in esclusiva per i suoi 15,6 milioni di follower su Twitter:

    Anche l’astro nascente del Rap di Chicago @ChanceTheRapper ha offerto agli appassionati di hip hop il suo nuovo singolo “Hate”, con un Tweet:

    E come dicevamo prima, sono stati diversi i prodotti e le funzionalità implementate lanciati da Twitter per  rendere i contenuti sempre più multimediali e migliorare l’esperienza degli oltre 271 milioni di utenti sulla piattaforma. Oggi su Twitter è possibile caricare fino a un massimo di 4 immagini per Tweet e taggare fino a 10 persone senza che questo influisca nel conteggio dei 140 caratteri; arricchire un Tweet con un’immagine animata (GIF), o con un Vine, un video-loop di 6 secondi; riprodurre i video con un solo tap e senza dover uscire dall’app di Twitter, grazie alle Twitter Video Card.

    Insomma, alla fine Twitter è riuscita a raggiungere l’obiettivo di portare la musica direttamente sull’app.

    Ma voi twitteri che ne pensate? Vi piace ascoltare musica mentre twittate?

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