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  • Social Tv, ecco i programmi più seguiti negli ultimi tre mesi

    Social Tv, ecco i programmi più seguiti negli ultimi tre mesi

    Blogmeter, azienda leader in Italia per nel social media analytics, ha presentato durante un workshop al World Communication Forum i programmi di maggior successo in rete nei primi tre mesi del 2013 per quanto riguarda la Social Tv. Il Festival di Sanremo è il più commentato in Rete, mentre Servizio Pubblico è la più seguita su Twitter e Le Iene è quella più seguita su Facebook

    Il Festival di Sanremo siede solitario sullo scranno più alto, ma l’appuntamento settimanale di Santoro fa il pieno su Twitter, mentre su Facebook sono Le Iene a primeggiare su una folta concorrenza. Sono queste alcune delle evidenze emerse dall’indagine presentata da Blogmeter all’interno di un workshop organizzato durante il recente World Communication Forum. La ricerca, che ha fatto leva sull’analisi di 11 milioni di conversazioni e interazioni avvenute in rete su Twitter e Facebook, ha voluto mettere a fuoco lo scenario della social tv in questi primi tre mesi del 2013, mesi che hanno visto aumentare l’interesse verso questa nuova forma di fruizione dei programmi televisivi.

    Ce ne siamo accorti durante le nostre rilevazioni, seguendolo giorno per giorno proprio per quanto riguardava le conversazioni su Twitter e questi dati lo confermano, dunque il programma in assoluto più commentato in rete è stato il Festival di Sanremo dello scorso febbraio che ha registrato 1.476.114 menzioni su Facebook e Twitter, con una media di quasi 300.000 messaggi a puntata. Ma al di là di questo evento che vanta una particolare forza aggregante dovuta anche alla sua storia e alla sua unicità, è Servizio Pubblico la trasmissione più chiacchierata su Twitter (686.488 menzioni spontanee, merito anche della puntata con ospite Silvio Berlusconi che da sola ha ottenuto oltre 200.000 commenti). Seguono Ballarò con 268.179 citazioni e i talent show The Voice of Italy (233.485), Italia’s Got Talent (232.144) e Masterchef (213.746). Interessanti le posizioni raggiunte dallo spettacolo comico di Crozza su La7 (Crozza nel Paese delle meraviglie“, 165.077) e da Mistero (134.875), il programma di Italia 1 dedicato a leggende popolari, esperimenti scientifici e fenomeni paranormali, che in rete genera reazioni controverse.

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    Spostando lo sguardo alle sole menzioni degli account specifici delle trasmissioni su Twitter (ad es. @raiballaro e non Ballarò) si nota come i talk politici occupino le prime quattro posizioni: Servizio Pubblico (82.977) e Ballarò (45.488) si piazzano rispettivamente al primo e al secondo posto, ma in questo caso la performance più significativa va attribuita a Piazza Pulita (43.570) ed Agorà (43.107) che sono riusciti a scalare la classifica grazie alla capacità di coinvolgere il proprio pubblico durante la messa in onda.

    [dropcap]Q[/dropcap]uesto significa – spiega Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter – che la sola presenza in rete è insufficiente a generare risultati importanti, al contrario vengono premiati gli show capaci di innescare un circuito virtuoso on-air/online”

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    Chi invece punta su Facebook per comunicare con gli spettatori è la trasmissione Le Iene che non solo è tra le pagine italiane che hanno guadagnato più fan, 2.145.458, ma è anche quella col maggior numero di interazioni nei tre mesi considerati, ben 1.362.234. Sul social network più generalista del mondo vanno forte anche le trasmissioni più mainstream. E’ il caso di Amici, 687.601 interazioni, e Uomini e Donne, 448.317, entrambe figlie di Maria De Filippi. Molto coinvolgenti anche le pagine de La prova del cuoco (261.092), Mistero (200.679) e Zelig (162.342). Si tratta di show che riescono a creare un forte senso di community grazie ad una gestione che invece di limitarsi alla fascia della messa in onda, tende ad estendere l’esperienza del pubblico attraverso attività di teasing, la realizzazione di speciali (i dietro le quinte o le ricette de “La prova del cuoco”) e l’inserimento di contenuti inediti (ad es. il servizio de Le Iene su Barbareschi, mai andato in onda, è diventato il contenuto online più virale in assoluto con quasi 114.000 interazioni).

    [dropcap]Q[/dropcap]uesti esempi dimostrano – conclude Vincenzo Cosenza – che ogni programma deve costruire un rapporto continuativo con le proprie audience attive partendo dalla comprensione delle loro abitudini. Di conseguenza è necessario affiancare alle metriche più tradizionali, nuovi indicatori in grado di far emergere informazioni utili a migliorare le performance”.

     

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  • Sul web vince il MoVimento 5 Stelle secondo Blogmeter [Instant Poll]

    Sul web vince il MoVimento 5 Stelle secondo Blogmeter [Instant Poll]

    Ecco gli instant-poll, le intenzioni di voto, dalla rete secondo i dati raccolti da Blogmeter. L’esito, stando alle intenzioni, vincerebbe il MoVimento 5 Stelle, Bersani e il PD al secondo posto, seguono Monti, Giannino e Ingroia

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    Questa è stata la prima campagna elettorale nella quale il web ha avuto un ruolo, sia come luogo delle tattiche politiche che della manifestazione del pensiero dei cittadini. E questa volta gli italiani si sono espressi non solo scrivendo messaggi di dissenso, ma anche rivelando pubblicamente le proprie intenzioni di voto.

    Blogmeter, azienda leader nell’analisi delle conversazioni e interazioni in rete, ha raccolto 34.017 intenzioni elettorali provenienti da 22.456 autori unici, nel periodo dall’11 al 25 febbraio (da un’analisi più ampia di 23 milioni di dati, 7 milioni di conversazioni e 16 milioni di interazioni sui social network).

    La rilevazione delle intenzioni di voto non è un’analisi del mood dei messaggi basato su termini positivi e negativi presenti nel testo, ma va più in profondità catturando proprio le preferenze esplicite raccontate online con linguaggio naturale (esempio “voterò X” o “io scelgo Y”).

    Beppe Grillo e il suo Movimento hanno raccolto il maggior numero di “voti virtuali” provenienti da autori unici ossia 10.311, con dei tassi di crescita col l’approssimarsi del voto, che sono stati molto superiori a quelli degli altri. Al secondo posto Bersani e il PD con 4.564 intenzioni di voto uniche, al terzo Berlusconi ed il PDL con 3.031. Seguono Monti (1.720), Giannino (1.434) e Ingroia (1.241).

    “Sarebbe semplicistico far derivare da queste informazioni una previsione di voto, soprattutto perché i “navigatori” italiani non sono rappresentativi dell’intera popolazione – ha dichiarato Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter – ma ciò che si può evincere non è meno interessante.  Anche se il peso delle intenzioni di voto verso Grillo può risultare sovrastimato, in ragione di una possibile maggiore propensione alla condivisione dei suoi sostenitori, la loro ampiezza e nettezza, anche molti giorni prima del voto, indica sicuramente un elemento di novità che avrà un impatto evidente sul risultato elettorale”.

  • Elezioni 2013, ecco come sono andati i partiti e i politici sul Web e sui Social Media

    Elezioni 2013, ecco come sono andati i partiti e i politici sul Web e sui Social Media

    Appena pubblicato da Vincenzo Cosenza un bel resoconto su quella che è stata l’attività dei politici sul web negli ultimi tre mesi. Dall’inizio dell’anno al 23 Febbraio il politico più discusso è stato Silvio Berlusconi, mentre PD (37%), MoVimento 5 Stelle (27%) e PDL (20%) sono i partiti più citati. Nel complesso oltre 23 milioni di conversazioni e interazioni registrate

    Come abbiamo già ricordato, questa campagna elettorale appena terminata sarà ricordata come la più social della storia, o comunque verrà ricordata per il fatto che la politica ha usato il web per cercare di interloquire coi propri elettori come mai era accaduto prima nel nostro paese. E di fronte a questo dato inconfutabile, è interessante allora riportare l’analisi da poco pubblicata da Vincenzo Cosenza, attraverso gli strumenti di Blogmeter, che fa il punto della situazione sull’attività dei politici sul web e sui social media, con un focus specifico nel periodo che va dall’inizio dell’anno fino al 23 febbraio 2013. L’attività nel suo complesso ha fatto registrare ben 23 milioni di conversazioni e interazioni, un dato molto alto che ci conferma il livello alto di attività dei politici per queste Elezioni 2013.

    Ma vediamo adesso tutti i dati.

    Nel periodo compreso tra ottobre e dicembre 2012 le attività registrata dalla politica sono state 7 milioni, sotto forma di articoli, post, tweet, commenti apparsi su forum, social network, blog e newsgroup. Identico livello di attività è stato poi registrato tra l’inizio dell’anno e il 23 Febbraio, nel pieno della campagna elettorale. Forse in questo periodo ci si sarebbe atteso un livello maggiore, ma comunque rimane sempre un dato rilevante.

    Con oltre 2 milioni di messaggi  è Silvio Berlusconi il politico che è stato più discusso nell’ultimo periodo di rilevazione di questi dati e i momenti che hanno caratterizzato questo dato sono stati la sua partecipazione a Servizio Pubblico, momento giudicato dagli analisti come quello in cui Berlusconi ha visto crescere il suo consenso, e quando ha annunciato, a pochi giorni dal voto, l’intenzione, una volta eletto, di volere restituire l’IMU, la tassa sulla casa. Mentre i partiti più discussi sono stati il PD, per il 37% sul totale, MoVimento 5 Stelle, 27% e PDL, 20%. Via via tutti gli altri partiti. La torta che vedete in basso potrebbe essere un presagio per oggi? Per saperlo bisognerà attendere i risultati e già nel pomeriggio sarà interessante vedere i risultati di un inedito esperimento di raccolta delle intenzioni di voto espresse online.

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    Politici su Facebook

    Premettendo che per ciò che riguarda l’analisi del comportamento dei singoli politici sui Social Media, c’è da specificare che il volume di interazioni più alto si è registrato su Facebook, 14 milioni, mentre è stato sensibilmente più basso su Twitter, 2,3 milioni, a conferma del fatto che Facebook per i politici è lo strumento più adatto per interagire coi propri elettori.  Dall’analisi delle interazioni su Facebook Beppe Grillo risulta essere il politico più “coinvolgente”, ottenendo il più alto di valore engagement, calcolato dal numero di like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca collezionati, quasi 6 milioni in totale, 5,933,393. Vedete anche la presenza del PTA, People Talking About, ossia il numero di utenti che ha compiuto un’azione sui contenuti pagina. Quello di Grillo è il più alto, mentre il valore più basso lo fa registrare Rivoluzione Civile, anche se con un valore di engagement più alto dell’ultimo che è Nichi Vendola.

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    Politici su Twitter

    Su Twitter la situazione è completamente diversa, infatti qui risultano essere presenti e ben piazzati politici che come abbiamo visto su Facebook non fanno registrare risultati notevoli. Come ad esempio Pierluigi Bersani primo per mentions, 300,667 da 48,249 accounts. Segue poi Mario Monti, Presidente del Consiglio uscente, la cui presenza su Twitter ha fatto molto discutere a tal punto da fa registrare il suo tweet, in cui rispondeva con un insolito “Wow”, come il più coinvolgente con 2,381 condivisioni. Nella classifica, segue poi Oscar Giannino, che su Twitter è stato molto attivo così come il suo movimento “Fare per fermare il Declino”, presente infatti in quinta posizione. Quarto Grillo, a testimoniare come i due strumenti, Facebook e Twitter, sono capaci di dare risultati diversi che possono dare anche indicazioni diverse. E’ chiaro che questo vale sulla base di quello che si vuole ottenere.

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    Questo il resoconto dell’attività dei politici sui Social Media e sul Web in generale. Un’attività che comunque ha avuto come caratteristica di base il fatto di essere molto legata alla comunicazione fatta in televisione e questo dato vale per tutti. Ci piacerebbe che da domani in avanti la politica possa davvero fare tesoro di questa esperienza, cercando però di trovare davvero la via del dialogo e del confronto anche sui Social Media che abbiano visto non essere impossibile. Però, perdonateci, siamo davvero molto scettici.

    E voi che ne pensate?

  • E Twitter raggiunge i 200 milioni di utenti attivi

    E Twitter raggiunge i 200 milioni di utenti attivi

    Twitter fa un ulteriore passo in avanti e arriva a raggiungere i 200 milioni di utenti attivi ogni mese, anche se rimane il fatto che il dato rimane più basso di quelli registrati. E in Italia è sorpassato da Google Plus

    Qualche mese fa, esattamente quattro, avevamo visto che Twitter aveva raggiunto i 170 milioni di utenti attivi, su una base di 500 milioni di utenti registrati, in pratica solo il 27% twitta in realtà e tutti gli altri stanno a guardare. Ora, come ha ufficializzato lo stesso Tony Wang, general manager di Twitter in UK e responsabile per l’Europa, con un tweet, gli utenti attivi mensilmente sono 200 milioni. Non è dato sapere al momento quanti siano i registrati, ma per logica e probabile che sia più alta e se fosse simile la stessa percentuale del 27% allora i registrati potrebbero essere poco più di 740 milioni.

    Twitter 200 milioni - Tony Wang

    Se fosse confermato quel dato, sarebbe un bel risultato. Pare che a trainare questa crescita sia stata il forte aumento di utenti in Francia, ma anche eventi importanti che hanno caratterizzato questo 2012 ormai agli sgoccioli, come le Olimpiadi di Londra, le elezioni presidenziali Usa, la vicenda della Syria che sicuramente hanno spinto molti utenti a utilizzare lo strumento.

    Ma non dimentichiamo il grande successo che stanno ottenendo i Social Media nei BRIC, ossia Brasile, Russia, India e Cina paesi molto popolati che stanno conoscendo un momento di rilancio dal punto di vista economico che si riflette anche in una maggiore diffusione dell’uso delle nuove tecnologie. E’ di questi giorni la notizia, ma anche la conferma come abbiamo in altre occasioni sottolineato, che Facebook continua a crescere e solo in quei paesi. Quindi ci sentiamo di dire che il 2013, almeno da l punto di vista del numero di utenti sui social network, sarà l’anno dei BRIC. Anche se non vanno sottovalutate le potenzialità di altri paesi come Messico o Indonesia.

    E intanto in Italia Twitter viene sorpassato da Google Plus, una notizia non da poco, come rilevato dal buon Vincenzo Cosenza che ha riportato in una sua ricerca a che punto sono i social network in Italia in termini di users. Ovvio che sorprende il sorpasso, più volte si è parlato di Google Plus come una piazza deserta, a livello globale, ma da adesso in poi non sarà più così. A inizio del 2012 avevamo scommesso che Google Plus sarebbe stata la sorpresa dell’anno, non è stato così ma senza dubbio in questi ultimi mesi ha ripreso vigore e i dati raccolti da Vincenzo Cosenza lo confermano.

    social_media_italia_2012

    Ma vediamo in breve anche gli altri dati. Facebook a parte, leader incontrastato, che cresce del 10%, va rilevato proprio la forte ascesa di Google Plus, +95%, di Tumblr, +87% e soprattutto di Pinterest, la vera sorpresa del 2012, +1260% anche se conta su un bacino di utenti di 667 mila. Twitter in Italia conta 3 milioni e 370 mila utenti e sicuramente negli ultimi mesi ha conosciuto una nuova grande popolarità grazie alla scoperta anche in Italia della #SocialTV che con programmi come X Factor ha avvicinato molti utenti ad avvicinarsi allo strumento. Senza dimenticare anche fenomeni politici come le Primarie del centrosinistra e sicuramente le prossime elezioni Politiche del 2013 daranno nuovo impulso e allora sarà interessante conoscere qualche dato in più.

  • La Società dei Dati. Intervista a Vincenzo Cosenza

    La Società dei Dati. Intervista a Vincenzo Cosenza

    E’ uscito da pochi giorni il nuovo ebook di Vincenzo Cosenza, uno dei più autorevoli e preparati social media analyst in Italia, dal titolo “La Società dei dati”, un breve ma esaustivo saggio sulla enorme quantità di dati, i Big Data, che produciamo spesso senza neanche interpretarli. Per l’occasione, abbiamo fatto qualche domanda all’autore

    la_società_dei_dati_vincenzo_cosenzaE’ un tema che da un pò di tempo  comincia ad appassionare, specialisti e non, proprio per il fatto che ormai viviamo in un’era in cui si producono, quindi produciamo, una mare di dati che spesso non vengono analizzati e interpretati a dovere, ma che solo a guardarli fa impressione. Vincenzo Cosenza nel suo nuovo ebook, La Società dei Dati, prova a fare un pò di chiarezza sull’argomento partendo da questo assunto. Solo due anni fa sono stati prodotti “800 exabyte di dati, ossia 800 miliardi di gigabyte (…), nel 2003 ne avevamo creati appena 5. Un fiume di dati che oggi produciamo ogni due giorni e che nel 2011 ha raggiunto 1,8 zettabytetrilioni di gigabyte” (La Società dei Dati, V. Cosenza 2012). Per l’occasione, abbiamo fatto qualche domanda a Vincenzo Cosenza:

    Partiamo da una domanda generale, che cosa si intende per Big Data? E cos’è la “quinta dimensione” che tu citi nel testo?

    Col termine “Big Data” si intendono base dati che hanno tre caratteristiche peculiari: volume, velocity, variety.

    – Volume: nel senso di ingenti quantitativi di data set non gestibili con i database tradizionali;

    – Velocity: dati che affluiscono e necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale;

    – Variety: ossia dati di diversa natura e non strutturati come testi, audio, video, flussi di click, segnali provenienti da RFID, cellulari, sensori, transazioni commerciali di vario genere.

    La quinta dimensione è una dimensione informativa, che deriva dalla conoscenza e dell’analisi di dati prima difficili da raccogliere

    Vincenzo CosenzaE’ ormai dato di fatto che l’uso delle tecnologie si rivela sempre più utile e anche provvidenziale in molto ambiti, ma per questo siamo costretti a fare qualche “cessione” in termini di Privacy. Ma siamo davvero convinti di questo? C’è secondo te da parte dei cittadini/utenti/clienti una reale coscienza del problema?

    Difficile generalizzare, ci sono fasce della popolazione consapevoli delle problematiche connesse ed altre completamente all’oscuro  Quindi ci sarebbe molto da fare per divulgare questi temi, evitando allarmismi. Purtroppo anche in tema di Big Data c’è tanta disinformazione al punto che un giornalista come Riotta ha dato l’impressione che si tratti di una specie di Big Brother. www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10556

    L’aumento esponenziale di dati coincide con la nascita dell”’Era dei Social Network”. Sono questi i veri responsabili di questo fenomeno?

    No, più giusto dire che il fenomeno è dovuto al combinato disposto di social network, dispositivi mobili, carte di credito, e altri sistemi tecnologici di tracciamento applicati alla produzione e distribuzione di merci.

    Nel testo sottolinei la scarsa capacità delle imprese di analizzare la grossa mole di dati  che ricevono, affidandosi a metodi ormai superati, a fronte delle soluzioni più adeguate che offre la tecnologia di oggi. E citi anche esempi lungimiranti, all’estero? E in Italia come siamo messi?

    Non mi risultano progetti di questo tipo, spero qualcuno stia sperimentando, almeno.

    Ovviamente un’analisi e una migliore interpretazione dei Big Data potrebbe portare notevole vantaggio anche per i cittadini, parlando della vita pubblica. Un vantaggio misurabile tra l’altro e in questo senso molte città si stanno adoperando, parliamo di Smart City. Ma rimane ancora un pesante “freno” di tipo culturale e infrastrutturale. Come la vedi la situazione italiana?

    Si il freno culturale è molto forte soprattutto nella pubblica amministrazione, dove singoli dipendenti illuminati vengono bloccati dal Moloch della burocrazia. Si può sperare solo in un ricambio generazionale e in un governo che dia impulso all’innovazione.

    Come dicevamo all’inizio, è un argomento che interessa sempre di più, semplici cittadini e aziende, e sul quale non c’è ancora molta chiarezza. Ecco perchè vi parliamo di questo testo, perchè di fronte ad un certa superficialità in questo caso Vincenzo Cosenza spiega meglio come stanno le cose. D’altronde, la massa di dati che si producono è destinata ad aumentare, ma da oggi diventa importante cominciare ad analizzarli, ad interpretarli. Insomma, dobbiamo cominciare a mettere un pò d’ordine e cominciare a dare un senso a questi dati con gli strumenti che le tecnologie ci mettono a disposizione. Pur mantenendo sempre, o comunque cercando di averla a mente, la consapevolezza che questi dati richiedono un prezzo sulla Privacy, assolutamente gestibile se si imparano le regole.

    La Società dei Dati – Vincenzo Cosenza, 2012. Edito da 40K Unofficial e disponibile su: 
  • Lo stato di Pinterest in Italia a Maggio 2012, più visite durante la settimana

    Lo stato di Pinterest in Italia a Maggio 2012, più visite durante la settimana

    Circa due mesi fa avevamo visto la popolarità di Pinterest nel mondo e in particolar modo in Italia. Quello che ormai si può considerare davvero il fenomeno social del 2012 ha conquistato il nostro paese. Ma allo stato attuale quanto è popolare Pinterest in Italia? Anche da noi il terzo social network più famoso al mondo è così visitato e usato?

    pinterest-logoDi Pinterest non si finisce mai di parlare, di discutere. Già solo per le diverse considerazioni e interpretazioni che ogni giorno se ne fanno, è a buon diritto davvero il fenomeno social media del 2012. Nonostante molti attendevano l’exploit di Google Plus, noi compresi, il social network per i pinners ha davvero spopolato, conoscendo un livello di popolarità altissima nei primi mesi del 2012. Poi, in maniera abbastanza normale, ha conosciuto un momento di stabilità, da molti vista come una possibile crisi, ma ricordiamo che stiamo parlando non di un social network di massa, ma di quello che amiamo definire “social network per interessi“. L’Italia ha subito dimostrato di apprezzare molto questo nuovo modo di condividere i contenuti, per la maggior parte immagini. E dopo aver visto la Mappa dei Social Network aggiornata di Vincenzo Cosenza ci chiediamo: “Ma quanto è popolare invece Pinterest nel nostro paese?” Già circa due mesi fa avevamo visto dei primi dati. Oggi vi proponiamo quelli raccolti con Google AdPlanner, Google Trends e Alexa. Volete sapere i risultati? (altro…)

  • Facebook, il social network preferito dagli italiani

    Facebook, il social network preferito dagli italiani

    Facebook in Italia è sempre il social network preferito e la conferma autorevole ce la fornisce Vincenzo Cosenza che ha aggiornato la Mappa dei Social Network nel Mondo al mese di dicembre 2011. Ed è il preferito il 127 paesi su 136

    Mappa Social Network - dicembre 2011Facebook è sempre di più il social network preferito dagli italiani, con 21 milioni di iscritti, e ormai questa è diventata una certezza e ne abbiamo una recente e autorevole conferma. Vincenzo Cosenza, autore de La Mappa dei Social Network nel Mondo, ha aggiornato i dati, operazione che viene effettuata ogni sei mesi, e la conferma è che il social network creato da Mark Zuckerberg rimane il preferito in Italia e in altri 126 paesi, con i suoi 800 milioni (e forse più) di iscritti nel mondo, di cui 223 milioni solo in Europa affermandosi come il continente con il maggior numero di facebook users.  (altro…)

  • Rapporto Censis, oltre la metà degli italiani usa la rete

    Rapporto Censis, oltre la metà degli italiani usa la rete

    E’ stato presentato oggi a Roma il 45° Rapporto Annuale Censis che da un’attenta analisi e interpretazione dei fenomeni socio-economici del nostro paese. Secondo il Censis, l’utenza del web in Italia nel 2011 ha superato la fatidica soglia del 50% della popolazione italiana

    world connectionPresentato oggi a Roma il 45° Rapporto Annuale Censis, una raccolta di dati e interpretazione dei fenomeni socio-economici dell’Italia 2011. Accanto alle analisi che mostrano evidentemente un periodo di difficoltà del nostro paese, c’è da sottolineare, ed è un dato che ci interessa molto, che nel 2011, per la prima volta secondo il Censis, l’utenza web italiana ha superato la soglia del 50%, arrivando a 53,1%, facendo registrare un aumento, rispetto al 2009, del 6,1%. Il dato complessivo si fraziona tra l’87,4% dei giovani e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% dei soggetti più istruiti e il 37,7% di quelli meno scolarizzati. (altro…)