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  • Il nuovo Facebook sarà più privato, ecco i pareri degli esperti

    Il nuovo Facebook sarà più privato, ecco i pareri degli esperti

    Mark Zuckerberg alla F8, la conferenza di Facebook per gli sviluppatori, ha delineato quello che sarà il futuro di Facebook, molto più “privato”. Il social network dopo 15 anni cambia rotta, offrendo agli utenti uno spazio più “intimo”. Per cercare di capirne di più, abbiamo chiesto un parere ad esperti della comunicazione online tra i più conosciuti in Italia.

    Il nuovo corso di Facebook sarà sempre più “privato”. Mark Zuckerberg alla F8, la conferenza annuale di Facebook dedicata agli sviluppatori, ha dato seguito a quello che aveva già in qualche modo anticipato nel mese di marzo di quest’anno, quando aveva annunciato un cambio di passo, d’obbligo per certi versi dopo gli ultimi due anni in cui la piattaforma è stata travolta da scandali, su tutti Cambridge Analytica, e difficoltà a gestire la privacy degli utenti. Durante il suo discorso, è comparso alle sue spalle quello che rappresenta il nuovo “claim” di Facebook: “The Future is Private“. Il futuro di Facebook è quindi sempre più privato, sempre più orientato ad offrire agli utenti spazi più ridotti e gestibili, all’interno dei quali dare seguito alle relazioni nate proprio sulla piattaforma in base agli interessi condivisi. Ad alcuni, visti i recenti trascorsi, è sembrata anche una visione quasi “paradossale”. Se osserviamo questo cambio di passo, per certi versi rappresenta un ritorno al passato, all’epoca di mIRC, il client che permetteva di chattare proprio con un utente in delle stanze contraddistinte dal “cancelletto” #, quello che è poi diventato celebre su Twitter per individuare un tema specifico da seguire. Un ritorno al passato di quasi 20 anni.

    mark zuckerberg facebook privato

    Ma per cercare di capirne di più, abbiamo chiesto ad illustri personaggi, professionisti della comunicazione online con esperienze diverse, di darci il loro parere, la loro opinione a riguardo, cercando di rispondere a questa domanda: “E‘ questa la strada di Facebook per superare i problemi legati alla privacy sulla piattaforma, per come li abbiamo visti in questi ultimi due anni?“. Ne è nata una “tavola rotonda” con opinioni che potrebbero in apparenza sembrare simili, ma proprio grazie alle esperienze diverse, questi professionisti hanno offerto spunti diversi tra loro. Scopriamo insieme quali.

    vincenzo cosenzaLe idee che Zuckerberg ha portato alla F8 erano già state anticipate lo scorso mese di marzo quando in un suo post aveva delineato il nuovo corso, orientato a: Interazioni private, Sicurezza e cifratura end-to-end, Permanenza ridotta, Interoperabilità, con l’obiettivo di riunire le app di messaggistica sotto un unico cappello, Conservazione di cura dei Dati. Si tratta di una mossa necessaria e coraggiosa. Questi buoni propositi, infatti, comportano diverse sfide, non solo tecnologiche, che sono finalizzate a due obiettivi principali: riconquistare la fiducia delle persone e permettere la costruzione di nuovi servizi al di sopra di questa nuova infrastruttura di comunicazione, quelli legati all’ecommerce e alle transazioni finanziarie. Vincenzo Cosenza

    vera ghenoA me quella sulla privatezza di Facebook non è sembrata per niente un’affermazione quasi paradossale. Io penso che se ne possa dare una lettura meramente utilitaristica (questo è il modo pensato da Zuckerberg per superare i molti scandali legati all’apparente incapacità di FB di gestire i dati degli iscritti in maniera rigorosa), oppure una lettura più “relazionale”, se così si può dire. Ossia: i social network sono sempre più specchio della nostra realtà, anzi, sono in continuità con essa; vivono in una relazione di permeabilità reciproca (una cosa che faccio in rete ha conseguenze nella vita reale; una cosa che faccio nella vita reale ha conseguenze in rete), e sempre di più dobbiamo imparare a gestirli come parte integrante e organica delle nostre vite; d’altro canto, come offline viviamo in spazi pubblici e privati, è giusto che anche la nostra vita online si strutturi in queste due modalità differenti. Faccio notare due cose: da anni parlo di cosiddetto “effetto-tinello”, cioè dell’incapacità di molti utenti di rendersi conto del fatto che stare in rete equivale a stare in pubblico, per cui si comportano sui social come se fossero nel salotto di casa loro, con tutte le conseguenze nefaste del caso (“Ho mandato Laura Boldrini a quel paese sul suo profilo, ma non pensavo che così tante persone mi avrebbero letto”). Una delle prime diapositive proiettate da Zuckerberg raffigurava, se non ricordo male, una situazione pubblica all’aria aperta da una parte e un salotto con le persone sedute sui divani dall’altra, mentre faceva notare come nella nostra vita reale ci muoviamo tra spazi pubblici e privati. Se una maggiore differenziazione tra pubblico e privato venisse implementata anche su Facebook, questo forse porterebbe al miglioramento delle interazioni social delle persone, che con il tempo potrebbero imparare a “relegare” a contesti “più privati” certi tipi di dichiarazioni (ovviamente sempre cum grano salis, che comunque io su Facebook eviterei di mettere, anche in un contesto privato, i miei pensieri più intimi). Insomma, questo aspetto delle novità presentate da Zuckerberg mi sembra in linea con i tempi e anche con le attese dei suoi “clienti”. Vera Gheno

    stefano epifaniChe il futuro di Facebook sia negli scambi privati Zuckerberg lo ha già detto più volte. Ribadirlo durante la F8 Conference conferisce a questa affermazione una dimensione “programmatica” più forte, ma non è esattamente una novità (basta guardare a questo post del 6 marzo, dove spiega meglio di quanto abbia fatto sia palco il suo punto di vista sul futuro dei social media. E d’altro canto questa “svolta” – se così può definirsi – risponde a due grandi motivazioni: da una parte è un tentativo di reazione a due anni di fatti, eventi e scandali che hanno minato la credibilità del social network site sul fronte della privacy (lo ammette Zuckerberg stesso). Dall’altra è in qualche modo una naturale evoluzione del percorso di sviluppo del sistema: una volta ritrovati tutti i vecchi amici delle elementari è evidente che il focus debba essere farli parlare tra di loro! Può sembrare una battuta, ma non lo è del tutto: nella continua ricerca di modi attraverso i quali aumentare il tempo in piattaforma, enfatizzare le dinamiche di gruppo e quelle private è un buon modo per rendere sempre più fitto il grafo delle relazioni degli utenti, rispondendo inoltre alla naturale tendenza degli utenti a relazionarsi tra loro al di fuori del flusso pubblico. È inoltre, quello di incrementare gli scambi privati, anche un buon modo per abbattere il carico di lavoro sul fronte delle interazioni pubbliche (anche in questo caso, le recenti evoluzioni sul fronte del copyright e delle responsabilità delle piattaforme non sono certo secondarie). Facebook deve riacquistare credibilità e fiducia da parte degli utenti, per questo viene evidenziato come le conversazioni saranno private (e codificate) ed i dati saranno conservati per meno tempo. Deve inoltre creare un contesto più fluido – a tendere probabilmente del tutto seamless – tra i diversi mondi che gestisce (primi tra tutti Messenger e Whatsapp che, per inciso, aveva promesso di non fondere mai) per creare un contesto ove l’utente possa muoversi in libertà avendo la consapevolezza (o l’impressione) che la sua privacy non venga violata. Sarà interessante vedere tanto quanto questo impatterà sul modello di business (con la comparsa degli add su whatsapp, ad esempio), tanto quanto modificherà le abitudini degli utenti anche se, è il caso di evidenziarlo, in molte situazioni una larga parte dell’utenza non si rende pienamente conto della pubblicità degli scambi che sviluppa: l’esempio dei dati e delle dichiarazioni fornite nei messaggi pubblici della pagina “INPS per la Famiglia” penso sia particolarmente istruttivo in tal senso. Non so (e nessuno può saperlo con certezza) quale sarà il punto di caduta di questa nuova fase del Social Network: certo è che il tema della privacy e quello della gestione del patrimonio di informazioni degli utenti – non solo per quanto riguarda Facebook – saranno al centro del dibattito pubblico dei prossimi anni. La sfida è quella di sviluppare una società in cui gli utenti saranno sempre più consapevoli delle questioni in gioco. Stefano Epifani

    veronica gentiliIl vero vantaggio di Facebook, quello che ne ha fatto l’ecosistema social più abitato al mondo, è sempre stato quello di adattarsi ai desideri/bisogni degli utenti se non anticiparli e con gli annunci dell’F8 continua a mostrarlo. Stiamo entrando in una nuova era dei Social Network, in cui dopo anni passati a raccontarci, informarci e relazionarci “in piazza” sentiamo il bisogno di ritornare alla dimensione più intima e autentica delle relazioni e a un racconto di noi stessi che non lasci tracce, trasformandosi in ciò che le persone chiedono di più: un ambiente sicuro e protetto. Sicuramente non sarà una transizione semplice e le aziende dovranno imparare a comprendere e valorizzare il prima possibile il nuovo ruolo che avranno, ma una cosa è sicura: Facebook inc. ha preso molto seriamente i problemi che si sono verificati negli ultimi anni e sta facendo il possibile per recuperare la fiducia degli utenti. Veronica Gentili

    giovanni boccia artieriLe dichiarazioni di Zuckerberg assecondano strategicamente due tendenze sociali e culturali in atto: la percezione di Facebook come luogo problematico per la privacy (nel post Cambridge Analytica) e la crescita di uso da parte degli utenti di quegli spazi che sono da considerare più privati, come chat, DM, ecc. Ci troviamo cioè in una condizione in cui gli utenti dei social media – in particolare le nuove generazioni – producono più contenuti in (e dedicano più tempo a) spazi privati (anche collettivi, come chat multiutente e gruppi chiusi) che nella costruzione della loro immagine pubblica. Il futuro sarà privato vuol dire, per citare la conferenza che stiamo organizzando a Urbino, che avremo a che fare con realtà online sempre più fatte di gruppi privati, piattaforme chiuse e contenuti effimeri. Giovanni Boccia Artieri

    Domitilla FerrariCredo che a Facebook siano state imputate alcune colpe che, in realtà, non sono sue. Mi spiego meglio. E’ vero, Facebook è stata accusata di leggere più dati sulla piattaforma e, di conseguenza, manipolare l’opinione pubblica, indirizzando l’advertising verso persone specifiche di cui, praticamente, sapeva tutto. Ma il punto qual è? Il punto è che siamo noi che condividiamo qualunque cosa. Quindi Facebook sta facendo una considerazione come questa: “Visto che voi non siete capaci, e noi poi usiamo la vostra incapacità, dobbiamo rendere questa piattaforma, in qualche modo, più “privacy based”, perché voi non ce la potete fare”. Si tratta quindi di un’operazione che, per certi versi, toglie a Facebook delle possibilità, come quella di utilizzare altri dati, pur di continuare a restare sul mercato. Perché altrimenti, se l’analisi sul sentiment di Facebook continua ad essere negativa, potrebbe continuare a non diffondersene l’uso, cosa che nei fatti è. La piattaforma è cresciuta tantissimo tra gli utenti over 50, ma i ragazzi la usano sempre meno. Facebook è ormai considerata la piattaforma in cui ci sono i genitori, non ci sono i figli. Quindi, Facebook in questo modo evidenzia questa capacità degli utenti di discernere cosa è pubblico e cosa è privato, facendo un passo indietro permettendo agli utenti di continuare ad usare la piattaforma. Domitilla Ferrari

    Rudy BandieraQuesto nuovo corso di Facebook si sapeva da tempo, come si sapeva da tempo che il futuro dei social, sarebbe stato privato. Proprio un paio di mesi fa, come è stato già ricordato, Zuckerberg aveva detto che lo scambio di informazioni e di conversazioni sulle app di messaggistica come Messenger o WhatsApp superava di gran lunga quello che avveniva in pubblico. Secondo me si sta andando nella direzione di creare ambienti grandi, ma sempre lasciando il controllo di chi entra ed esce e di chi dice cosa. E non è male questa cosa. Resta da capire, dal punto di vista comunicativo, come sarà questo nuovo corso. E poi c’è un dato di fatto ed è che la gente si è abbastanza stufata della socialità totale, vuole parlare con tanta gente ma in ambienti protetti. Facebook quindi gli da questo. Privato inteso quindi come spazi dove poter parlare con altri serenamente senza intromissioni esterne. E’ vero quello che dicevi all’inizio, si sta tornando indietro a quel tempo in cui l’utente poteva, appunto, controllare chi diceva cosa e dove, anche se si usavano dei nick, ma si era in pochi e ci si conosceva. Si torna a quella forma in una veste se vuoi più attinente ai tempi che viviamo. Rudy Bandiera

    Fjona CakalliNon mi sembra un “abbiano capito che la privacy è il futuro” quanto un correre ai ripari dopo i pesanti avvenimenti dopo Cambridge analytica in poi. Insomma si sono accorti che c’erano delle voragini nel sistema della privacy dei contenuti e questo a mio avviso li ha obbligati a cambiare rotta. Una rotta che stava già cambiando visto il tipo di pubblico nuovo che popola Facebook e visto anche il fuggi fuggi di giovani e giovanissimi che sono migrati verso Instagram. Probabilmente è più sensato tracciare una rotta con un cambiamento così drastico di facebook piuttosto che rimanere in balia di ciò in cui Facebook si stava trasformando. Diciamo che come un essere vivente, Facebook si è autoplasmato, adattato, evoluto sfuggendo un po’ al controllo. Questa soluzione probabilmente sarà impopolare ma forse è l’unica soluzione per riportare in porto una nave ormai alla deriva. Fjona Cakalli

    Ecco questa la nostra tavola rotonda con tanti pareri e tanti spunti interessanti che meriterebbero un approfondimento maggiore. E’ evidente che tutti hanno colto un elemento comune che questo passaggio per Facebook resta obbligato e che non ci resta da vedere come verrà gestito. E noi seguiremo a farlo.

    Ringraziamo davvero tutti gli amici e i professionisti che hanno dedicato parte del loro tempo per partecipare, non per nulla scontato, grazie davvero a tutti per aver arricchito al conversazione nel tentativo di capire meglio.

  • Ecco la Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2019

    Ecco la Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2019

    L’ultima versione della Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza, aggiornata a gennaio 2019, non presenta grandi novità. Facebook cresce, oggi conta 2,32 miliardi di utenti ed è il social network preferito in 153 su 167 paesi nel mondo. E restando sempre nella famiglia Facebook, nell’ultimo anno è cresciuto Instagram, secondo in 44 paesi.

    Ormai è quasi un rito quello della pubblicazione della Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza che, ormai da anni, studia e analizza i social network presentandoceli sotto forma di mappa geografica, mostrandoci la loro avanzata, o arretramento, su scala mondiale. Nell’ultima versione, quella aggiornata a gennaio 2019, non si notano grosse differenze rispetto alla versione di gennaio 2018. Dal punto di vista grafico sono molto simili. Ma ci sono alcuni aspetti che vanno sottolineati.

    Come abbiamo visto di recente, dall’ultima trimestrale, quella che ha chiuso il 2018, Facebook continua a crescere, arrivando a contare adesso 2,32 miliardi di utenti con una crescita, su base annua, del 9%. Dal punto di vista della mappa, Facebook risulta essere il social network preferito in 153 paesi su 167, vale a dire che è il preferito sul 92% del globo. E Facebook, rispetto alla mappa versione 2018, riesce pure a sottrarre dei territori a Odnoklassniki, piattaforma social russa nata nel 2006, e cioè Azerbaijan, Georgia, Moldova. Significa che la piattaforma di Zuckerberg in quelle zone potrebbe presto superare anche l’altra piattaforma russa, molto più usata come VKontakte (VK), anch’essa nata nel 2006, che a dicembre 2017 contava 81 milioni di utenti attivi da mobile.

     

    mappa social network gennaio 2019
    La mappa dei social network a gennaio 2019
    mappa dei social network gennaio 2018
    La mappa dei social network a gennaio 2018

    Dietro Facebook si conferma l’avanzata dell’altra app di casa Menlo Park, e stiamo parlando di Instagram. Nelle 58 nazioni che Cosenza è riuscito ad analizzare, attraverso SimilarWeb e Alexa, Instagram si piazza secondo in 44 paesi. Ed è anche una delle poche piattaforme che riesce a piazzarsi anche in Iran, dove sappiamo vige la censura di stato.

    Dando un’occhiata alle altre piattaforme, Twitter resiste ancora i 9 paesi, quali Spagna, Irlanda, Arabia Saudita, mentre Reddit solo in Canada, Nuova Zelanda, Norvegia.

    mappa dei social network gennaio 2019 seconde piattaforme

    Insomma, il blocco Facebook è sempre più forte e definito, con l’avanzata di Instagram che diventa la seconda piattaforma più diffusa al mondo. Sarà interessante, come nota lo stesso Vincenzo Cosenza, notare come lo scenario cambierà con l’avanzata di piattaforme come Tik Tok che conta già più di 700 milioni di utenti in tutto il mondo. Per saperlo non ci resta che attendere un nuovo aggiornamento della mappa.

    E voi cosa ne pensate?

     

  • Instagram, gli utenti complessivi in Italia sono 19 milioni

    Instagram, gli utenti complessivi in Italia sono 19 milioni

    Secondo i dati rilevati da Vincenzo Cosenza, gli italiani che usano Instagram sono 19 milioni, in crescita di 5 milioni rispetto allo scorso anno, +35,7%. Sarebbero poi stimati a 11 milioni gli utenti giornalieri. Dato ancora più interessante è che gli italiani amano le Stories: con questa modalità sono raggiungibili 14 milioni di utenti.

    Abbiamo più volte sostenuto quanto gli italiani amino Instagram e i nuovi dati elaborati da Vincenzo Cosenza ne sono una ulteriore conferma. Il tema Instagram nel nostro paese è sempre più al centro delle conversazioni che riguardano il social media marketing, è la piattaforma che gli italiani stanno apprezzando sempre di più. L’andamento dell’interesse, appunto, se osservato negli ultimi due anni, è sempre in grande crescita. I dati rilevati da Cosenza ci dicono che ad oggi gli italiani che usano Instagram sono 19 milioni, un dato in crescita rispetto ai 14 milioni rilevati a giugno del 2017. Si tratta di una crescita del 35,7% in un anno, un dato anche più alto di quello rilevato tra il 2016 e il 2017, quando la crescita fu del 27%. Le stime di Cosenza dicono anche che 11 milioni sono gli utenti che usano la piattaforma ogni giorno.

    instagram italia 2018 generazione z franzrusso.it

    Prima di passare a vedere i dati più in dettaglio, conoscendo meglio l’utente Instagram italiano dal punto di vista demografico, è utile dire che Instagram Stories alla fine si è dimostrata una modalità utile. Dai dati rilevati, attraverso lo strumento advertising, emerge che gli italiani raggiungibili attraverso le Stories sono 14 milioni. Un dato che piacerà molto alle aziende.

    Ecco chi è l’utente italiano che usa Instagram

    Ma chi è l’utente Instagram italiano? Instagram in Italia è usato più dalle donne che dagli uomini, anche se non si registra un vero predominio. Infatti si tratta del 51% di donne contro il 49% di uomini, quasi parità. Instagram piace a tutti. Dal punto di vista dell’età, il 59%, quindi più della metà ha un’età non superiore ai 35 anni. Un dato che può essere messo in relazione con Facebook che, come abbiano visto di recente, sembra non essere più una piattaforma per giovani, come accadeva un tempo.

    Instagram Italia 2018 vincenzo cosenza franzrusso.it

    La fascia di età più rilevante su Instagram è quella 19-24 anni, il 20,6% del totale. La fascia 25-29 anni rappresenta circa il 16%, quella 30-35 anni circa il 13%, quella 36-45 anni il 18% e quella 46-55 anni il 14%. Solo il 9% la fascia di età degli over 56. Cosenza fa notare che, nell’ultimo anno, le fasce di età cresciute maggiormente sono quelle degli ultra 35 anni. In particolare le fasce 36-45 anni del 42%, 46-55 anni del 69% e degli over del 97%. E’ normale che anche Instagram venga sempre più usato da fasce di età più mature diventando sempre più popolare.

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    Leggi anche:

    Facebook in Italia non è più un social per giovani come un tempo

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    La fascia di età più giovane, quella che va dai 15 ai 24 anni, solitamente definita “Generazione Z”, resta comunque quella più affezionata alla piattaforma, usandolo almeno una volta al giorno.

    Sono dati quindi che da una parte ci offrono dettagli interessanti riguardo all’utente italiano che usa Instagram, ma sono anche dati che possono essere di grande aiuto per le aziende e ai marketer per meglio tarare le loro strategie di advertising, sempre tenuto conto degli obiettivi che ci si prefigge.

    E voi che ne pensate? Siete anche voi tra gli utilizzatori di Instagram? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Facebook in Italia non è più un social per giovani come un tempo

    Facebook in Italia non è più un social per giovani come un tempo

    Facebook non piace più ai giovani utenti italiani come un tempo. Lo dimostrano i dati che qualche giorno fa ha pubblicato Vincenzo Cosenza, evidenziando che, in un anno, gli utenti della fascia di età 13-29 anni diminuiscono di 2 milioni. Inoltre, la fascia di età 13-18 anni fa registrare un calo del 40%.

    Facebook, in Italia, non è più un social per giovani. E’ questo il titolo che viene naturale per questo post, parafrasando il titolo del film del 2017 di Giovanni Veronesi, “Non è un paese per giovani” (che a sua volta si rifaceva al film dei fratelli Cohen “Non è un paese per vecchi”, 2007). E non ci poteva essere titolo diverso guardando i dati che Vincenzo Cosenza ha pubblicato qualche giorno fa, evidenziando proprio come la fascia degli utenti più giovani abbia abbandonato Facebook nell’ultimo anno. E pensare che fino a qualche anno fa, dal 2011 al 2016 circa, le cose stavano diversamente. Nel 2011 la fascia 18-34 anni costituiva oltre il 50%, poi nel 2013 la fascia 19-45 costituiva il 39%, fino ad arrivare ai dati di oggi.

    Un movimento in uscita dei giovani dalla piattaforma, che resta comunque la più usata in Italia, che testimonia un cambio di passo notevole. Gli utenti più giovani hanno oggi più opportunità di condivisione rispetto a qualche anno fa, più dinamiche e più effimere, basti pensare al grande successo di Instagram Stories.

    facebook giovani italia 2018

    I dati, rilevati da Cosenza, ci dicono che gli italiani su Facebook sono 31 milioni, il 91% degli utenti complessivi che accedono a Internet, secondo quanto rileva Audiweb. Una percentuale che si è mantenuta comunque costante nel tempo. E sono 25 milioni gli utenti italiani che accedono su Facebook ogni giorno, sono poi 24 milioni gli utenti che accedono sulla piattaforma da Mobile. Nel 2013 erano 15 milioni ma una volta al mese.

    Facebook Italia utenti 2018

    Qualche settimana fa avevamo riportato i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom che riportava Facebook come la piattaforma più usata dagli italiani, con la grande crescita di Instagram che si piazzava come seconda. I dati dell’Osservatorio rilevavano un calo nelle ore di navigazione di Facebook: oltre 25 ore mensili al mese, ma, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si evidenziava una flessione pari a 2 ore in meno. Il dato che aveva appassionato tutti era quello legato alla crescita dell’audience: +11% in anno. Un dato che ha fatto discutere i nostri lettori sui social media, facendo notare, la maggior parte, che mancava il dato analitico della composizione dell’audience, ossia età, sesso, posizione geografica. Ma oggi possiamo, in parte, spiegare quel +11% grazie a questi dati.

    Cosenza ha rilevato che la fascia di età 13-29 anni ha subito un calo, in un anno, di 2 milioni di utenti. La fascia 13-18 anni ha poi fatto registrare un calo del 40%, un vero esodo. Più contenuti i cali rilevati nelle altre fasci di età: 19-24 anni in calo del 17%; 25-29 in calo del 12%. E quindi, a crescere sono le fasce più mature: quella dei 46-55 anni e quella degli ultra 55enni che fa un salto del 17%.

    Facebook Italia età 2018

    Ecco, forse questi dati ci spiegano la crescita, in un contesto di calo a livello globale, sebbene minimo, della piattaforma. Escono gli utenti più giovani ed entrano gli utenti più maturi. Escono i figli ed entrano i genitori, se vogliamo usare questa immagine non tanto lontano dalla realtà. Sta accadendo che gli utenti giovani italiani non trovano più interessante Facebook come un tempo, preferendo altre piattaforme più dinamiche ed effimere, dove ancora la presenza di utenti più maturi è minima.

    Non scordiamoci che questo dato spiega anche perchè Facebook sia in Italia la piattaforma social più consultata attraverso cui informarsi. Ora, prendiamo questi dati, degli utenti maturi che cercano informazioni per lo più su Facebook, e raffrontiamoli con i dati di Infosfera, che abbiamo pubblicato qualche giorno fa qui sul nostro blog. Quei dati ci dicono che l’82,83% non è in grado di identificare la pagina Facebook di un sito di fake news. E il 70,28% non sa distinguere un fake news su Twitter. Ma non è tutto, perchè per l’87% degli italiani sui social media non ci sono più opportunità di apprendere notizie credibili. Quindi i social media, per la gran parte degli italiani, non sono fonti attendibili.

    Insomma, Facebook non è più un social per giovani, ma bisogna lavorare e vigilare molto perchè non diventi un social per fake news.

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  • WhatsApp è sempre l’app di messaggistica più amata, ma il boom lo fa Telegram

    WhatsApp è sempre l’app di messaggistica più amata, ma il boom lo fa Telegram

    Come sempre interessante l’analisi che fa Vincenzo Cosenza a proposito delle app di messaggistica più usate dagli italiani. WhatsApp resta l’app più usata dagli italiani, la usano 22 milioni di utenti con +19% in un anno. Ma è Telegram a fare il boom: è usata da 3,5 milioni di italiani con +150% in un anno.

    Gli italiani amano le app di messaggistica istantanea e amano WhatsApp, un fenomeno che è andato avanti, in crescendo ormai dal 2013. E a questa conclusione è giunto anche Vincenzo Cosenza con la sua interessante analisi su quali applicazioni di messaggistica istantanea usano gli italiani per messaggiare. L’avanzata di queste app è po’ uno dei segni dei tempi che viviamo, ormai i messaggi si inviano sempre di più da app di questo tipo e sempre meno attraverso gli SMS. Ed è un po’ anche la conseguenza del fatto che gli italiani, in generale, sono appassionati proprio di Mobile, e quindi le due cose sono di fatto cresciute sempre insieme.

    app messaggistica istantanea whatsapp telegram-italia

    Allora, cominciamo a vedere qualche dato nel dettaglio.

    Come dicevamo prima, WhatsApp, secondo i dati raccolti da Vincenzo Cosenza, è usata in Italia da 22 milioni di italiani con un tasso di crescita del 19% rispetto al 2016. La media di tempo di utilizzo al mese dell’app è di 11 ore e mezza e conta una base utenti molto ampia che include fasce più giovani e meno giovani. Anche se la fascia 15-24 anni resta la più attiva.

    Facebook Messenger, l’app di messaggistica di Facebook che dal 2014 è diventata un’app stand-alone, è usata da 15 milioni di italiani e fa registrare una crescita del 25% rispetto al 2016. Il tempo di utilizzo medio al mese degli utenti italiani è di 1 ora. Tempo quindi decisamente ridotto rispetto a WhatsApp e c’è da dire che Messenger è l’unico modo poi per poter leggere un messaggio privato che arriva da Facebook. Quindi, per poter leggere un messaggio è necessario scaricare l’app sul proprio dispositivo mobile.

    app messaggistica istantanea whatsapp telegram italia 2017

    Di seguito,  in termini di numero di utenti, troviamo Skype, usata da 8 milioni di utenti ed è l’app che fa segnare il segno meno. Infatti perde il 16% nel 2016, un dato che non sorprende in realtà.

    Ed eccoci arrivati alla vera sorpresa dell’analisi di Vincenzo Cosenza. Dopo Skype troviamo Telegram, l’app di messaggistica che viene sempre indicata come una valida alternativa di WhatsApp per il fatto che le conversazioni sono più protette, grazie alla crittografia dei messaggi tra Client e Server. Per non parlare poi del Bot che aiutano ad automatizzare l’invio dei messaggi. Gli italiani che usano Telegram sono 3,5 milioni (nel mondo sono 100 milioni) con un tempo medio al mese di 2 ore e mezza e il tasso di crescita è la vera sorpresa di questa analisi: +150% in un anno, un vero boom.

    Tra le app di messaggistica più usate dagli italiani, Cosenza rileva anche Viber, usata da 1 milione di utenti con un calo del 40% rispetto allo scorso anno. Il tempo medio al mese è di 1 ora e 50 minuti.

    Infine troviamo WeChat, l’app di messaggistica cinese usata da 280 mila italiani, in calo del 25% con un tempo di utilizzo medio mensile di 5 ore, e Windows Live Messenger, usato da 150 mila utenti italiani con un tempo medio mensile di 5 minuti.

    Insomma, questi sono tutti i dati raccolti dall’analisi. E voi che ne pensate? Quali app di messaggistica usate di più?

  • La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza, che la redige dal 2009, in questi giorni è stata rilasciata nella nuova versione “gennaio 2017”. Facebook ormai la fa da padrone ovunque, è il social network preferito in 119 paesi su 149. La sfida si gioca tra Instagram, in crescita, e Twitter.

    Era il 2009 quando Vincenzo Cosenza cominciò a stilare, e a curare, la Mappa dei Social Network, una vera e propria mappa attraverso la quale osservare come i social network si diffondono nel mondo. Se volete, potete guardare qui quando scrivemmo della mappa la prima volta proprio nel 2009, epoca in cui c’erano piattaforme come hi5, Orkut e Facebook aveva da poco raggiunto i 250 milioni di utenti iscritti. Davvero un’epoca fa. E quindi è arrivato il momento di sapere come le piattaforme sono evolute nel tempo e come queste hanno conquistato il mondo. Una considerazione generale che si può fare subito è che nel corso degli anni si è assistito ad una progressiva scomparsa delle decine di piattaforme che popolavano il web solo 7/8 anni fa, con la conseguente crescita quasi monopolistica di Facebook. L’analisi per arrivare a realizzare la mappa viene fatta attraverso i dati di  SimilarWeb e Alexa “che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari“, dice Vincenzo Cosenza.

    mappa dei social network gennaio 2017 vicenzo cosenza

    La nuova versione aggiornata a gennaio 2017 della Mappa dei Social Network di mostra il ruolo incontrastato di Facebook, non che fosse una novità, ma fa specie vedere come la piattaforma di Mark Zuckerberg sia la più usata in 119 paesi su 149 monitorati. Un vero monopolio, verrebbe da dire. Nonostante il forzato indietreggiamento in 5 paesi, dove è stato fermato da: Odnoklassniki, piattaforma russa nata nel 2006; in 2 da Vkontakte e in altri 2 da LinkedIn. Facebook fa qualche passo indietro anche in Iran e in Indonesia, paesi dove invece crescono Instagram e LinkedIn. Dall’analisi di Vincenzo Cosenza emerge quindi che LinkedIn conquista 9 paesi mentre Instagram prevale in 7. VKontakte e Odnoklassniki, entrambi facenti parte del gruppo Mail.ru, accrescono la loro presenza, rispettivamente, in 7 e 5 territori sovietici.

    QZone, il social network creato da Tencent nel 2005, continua ad essere la piattaforma più usata in Cina.

    E Twitter? La piattaforma di Jack Dorsey continua ad avere la meglio in Giappone, ormai da qualche anno, anche se qui, sottolinea Cosenza, “c’è una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione“. Restando ad osservare la piattaforma a 140 caratteri, quello che emerge dalla nuova versione della Mappa dei Social Network è che adesso Twitter ha come diretto competitor non più Facebook, come era stato fino a poco tempo fa, non più. Adesso il rivale numero uno si chiama Instagram che già ha superato la piattaforma di Dorsey per numero di utenti attivi al giorno, per non parlare del numero di utenti attivi al mese.

    Nelle 57 nazioni che Cosenza non è riuscito ad analizzare, Instagram è la seconda piattaforma più usata in 37 paesi, mentre Twitter è presente in 8 paesi. Il primo, in questo anno, è cresciuto fino a conquistare 600 milioni di utenti mensili, mentre il secondo è rimasto fermo a 319 milioni.

    Da segnalare l’outsider di questa nuova versione della Mappa dei Social Network che è Reddit, piattaforma lanciata nel 2005 di social news e intrattenimento, dove gli utenti registrati (chiamati “redditors”) possono pubblicare contenuti sotto forma di post testuali o di links. E’ molto forte negli Usa e a quanto pare comincia ad affermarsi in altri paesi conquistando la seconda posizione in Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda.

    Allora, che ne pensate?

  • Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/11/FacebookThumbOk2013.png” ]Beatrice Nolli [follow id=”bnolli” count=”true” ][/author]

    Cosa sono i Big Data, da dove vengono e a cosa servono? Quali scenari dobbiamo aspettarci in chiave social media nel 2014? La IPO di Twitter cambierà il mondo dell’advertising? Ne abbiamo parlato con il massimo esperto italiano in fatto di dati: Vincenzo Cosenza

    Ed eccoci, come sempre, a rilasciarvi qui qualche piccola anticipazione di quello che sarà il prossimo episodio di Socializer, il primo podcast dedicato ai Social Media in Italia, che sarà online da lunedì 27 Gennaio 2014. In questo episodio, abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere con noi Vincenzo Cosenza, uno dei massimi esperti in Italia di un tema di primaria importanza come quello dei Big Data, ma anche uno dei più importanti social media analyst del nostro paese, creatore de “La Mappa dei Social Network“, con cui ogni sei mesi ci aggiorna sullo stato di diffusione dei vari social network nel mondo, ma anche fondatore dell’Osservatorio Facebook in Italia. Vincenzo Cosenza è, tra le altre cose, anche autore di libri di successo, come “Social Media Roi” e “La Società dei Dati“.

    InTime ha avuto l’occasione di intervistarlo proprio in occasione dell’uscita de “La Società dei Dati“, il cui tema di base è quello dei Big Data, argomento che sarà alla base della nostra intervista su Socializer. E in attesa di ascoltarlo dalla viva voce, vi riportiamo qui la definizione che Vincenzo Cosenza diede alla domanda “Che cosa si intende per Big Data?” nell’intervista rilasciata su questo blog:

    Col termine “Big Data” si intendono base dati che hanno tre caratteristiche peculiari: volume, velocity, variety.

    Volume: nel senso di ingenti quantitativi di data set non gestibili con i database tradizionali;

    Velocity: dati che affluiscono e necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale;

    Variety: ossia dati di diversa natura e non strutturati come testi, audio, video, flussi di click, segnali provenienti da RFID, cellulari, sensori, transazioni commerciali di vario genere.

    La quinta dimensione è una dimensione informativa, che deriva dalla conoscenza e dell’analisi di dati prima difficili da raccogliere

    Siamo sicuri di avervi incuriosito e quindi vi invitiamo ad ascoltare la nostra intervista lunedì prossimo su Socializer, la quale sarà l’occasione anche per tracciare qualche trend per quanto riguarda i Social Media nel 2014.

    Vi ricordiamo che se volete potete suggerirci qualche argomento ma potete anche per indicarci qualche ospite che vi piacerebbe ascoltare durante la nostra trasmissione, e quindi non dovete fare altro che andare sul nostro sito e scriverci subito! 

    Come abbiamo detto prima in apertura dell’anticipazione del sesto episodio, Socializer è il primo podcast italiano dedicato al mondo dei Social Media, che ci accompagnerà alla conoscenza dei tanti aspetti che compongono l’era che stiamo vivendo con la viva voce dei protagonisti. In ogni puntata cercheremo infatti di raccontare, con la collaborazione di un ospite, come i Social Media stanno cambiando la nostra vita, quella di tutti i giorni.

    Socializer vuole essere quindi un luogo attraverso cui esplorare questi preziosi strumenti utilizzando proprio la voce di chi li vive e li interpreta giorno per giorno.

    Ringraziamo sinceramente i tanti utenti che hanno determinato il successo del primo episodio ed i molti che continuano ad inviarci richieste e feedback preziosi, alcune delle vostre osservazioni sono diventate pratica in Socializer e ve ne accorgerete già in questo episodio.

    Vi ricordiamo che Socializer è disponibile sul sito www.socializer.it sia in streaming che in download, su iTunes e su Spreaker (in differita di qualche giorno) per chi volesse abbonarsi. Per chiacchierare con noi o semplicemente per “volerci bene” potete utilizzare #socializerIT oppure utilizzate la pagina Facebook.

    Buon ascolto e stay tuned! ;)

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  • Social Media in Italia e nel Mondo, breve panoramica di inizio anno

    In questi primi giorni dell’anno, come era prevedibile, sono stati resi noti molti dati sui Social Media che riguardano l’ultimo periodo del 2013 e un primo sguardo sul 2014. Da We Are Social a GloalWebIndex fino ai dati raccolti da Vincenzo Cosenza sui “Social Media nel Mondo a Gennaio 2014”. E vediamoli questi dati: dai più attivi, dai dati sulla penetrazione in Italia, al tempo trascorso

    Questo periodo dell’anno è tipico per tirare le somme di quello che è stato l’anno precedente anche perchè è il periodo in cui gli analisti del settore hanno a che fare con i dati Q4, i dati relativi all’ultimo trimestre dell’anno appena trascorso. Ma è anche il periodo in cui si riesce anche a tracciare una primissima panoramica di quello che è e sarà il 2014. Noi abbiamo voluto raccogliere quelli che sono i dati che, appunto, sono stati diffusi in questi giorni relativi ai Social Media, nello specifico, anche perchè crediamo che siano utili, sempre, da conoscere, ma anche utili a tutti coloro che sono chiamati ad operarci; quindi, tutti gli addetti ai lavori e anche tutte le persone che vogliono essere informate su questi temi per poi utilizzarli per vari approfondimenti. E per fare questo abbiamo attinto al grosso pubblicato da We Are Social, uno sguardo completo e globale su Internet, Social Media e Mobile. Abbiamo attinto ai dati quotidiani che diffonde GlobalWebIndex sui Social Media, nello specifico sugli utenti più attivi per fascia di età. E abbiamo attinto anche da Vincenzo Cosenza, per tutti @vincos, che oggi sul suo blog ha raccolto un po’ di dati, “Social Media nel Mondo, Gennaio 2014”.

    Allora cominciamo a guardare subito questi dati partendo dai dati di We Are Social. Il report è di ben 183 pagine, un dettaglio globale su Internet, Social Media e Mobile nel mondo. Noi ci siamo concentrati sui Social Media in riferimento al nostro paese, ma per iniziare è opportuno fare qualche riferimento a quella che è la penetrazione di Internet nel nostro paese. Ebbene, dato che comunque ai più era abbastanza noto, la penetrazione Internet nel nostro paese è al 58% e non basterebbe certamente un post a trattare i motivi per cui paesi come la Polonia (senza nulla togliere a quel paese ovviamente!) sia avanti a noi con il 65%. Come vedete il dato più alto appartiene al Regno Unito con l’87%, seguito da Canada e dalla Germania (84%). La media mondiale è al 35%.

    penetrazione-internet-italia-gennaio-2014

    Bene, adesso vediamo la penetrazione dei Social Media nel nostro paese. E in questo caso abbiamo due dati. Il primo, basato sul numero di utenti attivi, vede per l’Italia un dato del 42%, uguale a quello della Francia. Notate che gli Emirati Arabi hanno il dato più alto, ben l’80% di penetrazione dei Social Media. I principali paesi del Sud America ci sono davanti. Nel secondo dato, che viene fuori dal sondaggio periodico che GlobalWebIndex conduce a livello globale, la penetrazione social nel nostro paese è pari al 54%, dato più alto del precedente. Al vertice troviamo il Canada e non gli Emirati Arabi, comunque secondi. I principali paesi sudamericani sono dietro, ma Francia, Germania e Uk sono comunque avanti. E’ una classifica molto simile alla penetrazione Internet.

    penetrazione-social-media-italia-gennaio-2014

    penetrazione-social-media-italia-gennaio-2014-2

    Ora vediamo i dati sul tempo trascorso sui Social Media. E anche in questa classifica l’Italia mantiene una posizione centrale con un tempo medio trascorso di 2,5 ore. Poco inferiore a noi è il Canada, 2,3 ore di media, pur avendo la penetrazione social molto più alta a livello globale. Dietro all’Italia anche gli Usa (2,3 ore), Uk (1,9 ore), Francia (1,5 ore) e anche la Germania (1,4 ore). Il dato più alto lo fa registrare l’Argentina con 4,3 ore di media.

    tempo-trascorso-social-media-italia-gennaio-2014

    Infine, sempre attingendo ai dati di We Are Social, guardiamo i Social Media che più siamo soliti usare. E vediamo che l’uso in generale dei Social Media in Italia è pari al 61%, quindi li usiamo molto, e che il 92% degli utenti in Italia possiede un account. Quindi, Facebook è il social network più usato, 83% possiede un account, 49% lo usa; segue Google + (e qui immaginiamo un’esclamazione di sorpresa da parte di molti di voi) 53% possiede un account, 16% lo usa; poi troviamo Twitter, 41% possiede un account, il 15% lo usa; poi LinkedIn, 24% ha un account, 9% lo usa; infine, Instagram, 17% possiede un account, il 9% lo usa.

    uso-social-media-italia-gennaio-2014

    Ora, vista questa panoramica riferita ai dati sui Social media nel nostro paese, diamo un’occhiata a chi è il più attivo sui Social Media per classi d’età. E per fare questo attingiamo dai dati di GlobalWebIndex e notiamo che su Facebook i più attivi sono quelli della fascia d’età 25-34 anni. E questa fascia d’età è la più attiva anche su Google+, Twitter, LinkedIn, Pinterest. Mentre la fascia d’età 16-24 anni è la più attiva su YouTube, Instagram, Tumblr.

    E siamo giunti al termine di questa nostra breve panoramica e lo facciamo coi dati che Vincenzo Cosenza ha raccolto raccolto e pubblicato oggi, “Social Media nel Mondo [Gennaio 2014]”. Questa è comunque una sezione del suo blog dove raccoglierà i dati sui numeri degli utenti che popolano i Social Media. E come ben sappiamo questi dati non sono sempre reperibili e c’è sempre la distinzione tra iscritti e quelli effettivamente attivi, da considerare. In questo caso Cosenza ci offre il dato degli utenti attivi nel mese (MAU), rappresentati dai quadrati colorati, e notiamo che Facebook è quello più popolato e che al secondo posto troviamo QZone, social network cinese. In terza posizione troviamo Google+, poi Tencent Weibo, di proprietà del colosso cinese che possiede QZone e anche WeChat; poi troviamo Twitter, Instagram e infine Foursquare.

    social-media-mondo-2014-vincos

    Da questi dati restano fuori LinkedIn e Pinterest che non danno questo tipo di informazioni.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Quali vi hanno sorpreso di più? Raccontateci tra i commenti cosa ne pensate.

  • Ecco gli Italiani su Facebook: sono 15 milioni via Mobile

    Ecco gli Italiani su Facebook: sono 15 milioni via Mobile

    Ecco quanti sono ad oggi gli Italiani su Facebook, grazie ai dati che Vincenzo Cosenza ha da poco reso noti, in via esclusiva per l’Italia. Sono 24 milioni gli italiani che vi accedono almeno una volta al mese, in aumento. Salgono a 17 milioni gli italiani connessi nel giorno medio e sono 15 milioni quelli che vi accedono al mese via Mobile

    Quanti sono gli italiani su Facebook? E’ una domanda che ci poniamo spesso e che si pongono spesso gli addetti ai lavori e gli stessi inserzionisti che vorrebbero fare advertising su Facebook. Ecco che allora i dati che Vincenzo Cosenza ha da poco reso noti, in via esclusiva per l’Italia, sono davvero preziosi, utili per avere un quadro completo della situazione. Da sottolineare che, nonostante in alcuni paesi si comincia a parlare di stallo, in Italia Facebook invece è in crescita costante, anche se inferiore rispetto ai dati precedenti.

    Allora, cominciamo col dire che sono 24 milioni gli italiani che si connettono a Facebook almeno una volta al mese, dato che mette in evidenza una crescita del 7% rispetto al 2012. Volendo rapportare ai dati degli italiani che almeno una volta al mese si connette a internet, significa l’86% di essi. Quindi è vero quando sosteniamo che la stragrande maggioranza degli italiani che si connettono alla rete è perchè si connettono a Facebook. Anche volendo seguire il suggerimento di Cosenza, ossia di voler applicare una correzione del 6%, si tratta comunque di un numero enorme.

    Gli uomini sono il 52%, mentre le donne sono il 47%. Le fasce d’età più rappresentate sono quella 19-24 (19%) e 36-45 (20%). La città più rappresentata è Roma (2 milioni e 600 mila utenti), poi Milano (1 milione e 680 mila utenti), Napoli (1.020.000), Torino (500 mila), Bologna(340 mila), Firenze (300 mila).

    Aumentano anche gli italiani che si connettono al più grande social network della rete. Sono adesso 17 milioni nel giorno medio, erano 15 milioni solo ad aprile.

    Ma il dato che più ci interessa è quello relativo al mobile. E ci interessa per verificare se la massiccia strategia che Facebook ha avviato con l’acquisto di Instagram ha avuto qualche effetto da questo punto di vista. E pare proprio che per quanto riguarda il nostro paese gli effetti ci sono, evidenti, e positivi. Dunque, sono 15 milioni gli italiani che si connettono almeno una volta al mese via Mobile. Un dato impressionante, e in linea con la crescita esponenziale del mobile nel nostro paese. Infatti, solo due anni fa gli utenti Facebook via mobile in Italia erano 7,5 milioni; 10 milioni solo ad Aprile 2013. Quindi nel giro di pochi mesi si è aumentati di ben 7 milioni!

    Insomma a vedere questi dati, sembra proprio che la strategia di Facebook sul Mobile sia sulla strada giusta.

    E voi che ne pensate di questi dati? Raccontateci tra i commenti il vostro punto di vista.

    Facebook-italia-2013-vincos

    (l’immagine di copertina è di © mdesignstudio)
     
  • Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Interessante studio di Blogmeter, presentato da Vincenzo Cosenza durante l’ultimo “State of the Net 2013”. Inserito in quadro più generale, dal focus su Twitter si evince che gli italiani lo usano e che la Social Tv ha avuto un effetto evidente. Infatti l’orario di picco do scrittura dei tweets si è spostato più in avanti. In 4 mesi, sono 71,6 milioni i tweets e cresce del 22% l’uso dell’hashtag

    twitter-italia-2013

    Non poteva non essere interessante lo studio di Blogmeter che Vincenzo Cosenza ha presentato al recente “State of the Net 2013” di Trieste. Lo studio riguarda proprio come gli italiani conversano sulla Rete e dal focus su Twitter, quello di cui vi parliamo in questo post, viene fuori che gli italiani lo strumento lo usano, lo fanno con maggiore consapevolezza e conoscenza e la Social Tv ha fatto registrare degli effetti molto evidenti a tal punto da cambiare un p0′ gli scenari.

    “C’è una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo”, spiega il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza che lo scorso venerdì ha “aperto” il terzo appuntamento con State of the Net a Trieste. “E la tv ha spostato in avanti l’orario di picco della scrittura”

    Nel corso del suo intervento di apertura del terzo appuntamento con State of the Net, il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza ha, tra le altre cose, tratteggiato i cambiamenti delle abitudini degli “internauti” italiani, presentando una inedita analisi delle opinioni e degli umori che emergono da Twitter. Oltre  a registrare segnali di un uso più consapevole del mezzo, l’analisi di 71,6 milioni di cinguettii emessi dagli italiani nei primi quattro mesi dell’anno ha evidenziato un flusso di tweet  spalmato uniformemente su tutti i giorni della settimana, mentre nel 2012 si registravano giornate più intense e altre meno. Inoltre aumentano del 22% i tweet che contengono un hashtag, del 7% i retweet e del 2% i geolocalizzati.

    “Segno di una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo, utili a stimolare o ad entrare in conversazione”, spiega Vincenzo Cosenza.

    hashtag_italia_2013 twitter_umori_italiani

    Un cambiamento si registra anche nelle ore utilizzate per scrivere. Il picco massimo si sposta di un’ora in avanti, tra le 20 e le 22. È il riflesso della nuova abitudine di commentare in diretta le trasmissioni televisive, le quali sono diventare uno degli argomenti di maggiore dibattito tra gli utenti. Tra i programmi più twittati c’è Sanremo, ma vanno forte anche Servizio Pubblico, soprattutto la puntata che ha visto in ospite in studio Silvio Berlusconi, il talent The Voice of Italy, Piazza Pulita e Ballarò. Ma Twitter si rivela anche luogo in cui digerire collettivamente i fatti di cronaca. Quelli che hanno catalizzato maggiormente l’attenzione sono state le elezioni politiche e i suoi protagonisti, su tutti Berlusconi e il Movimento 5 Stelle, ma anche il travaglio che ha coinvolto Bersani e il PD.

    Va poi aggiunto che le parole nascondono un mood, un umore che si può analizzare attraverso software di analisi semantica. Se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono degli scostamenti rispetto alla media. In questa direzione il periodo considerato dall’analisi è caratterizzato da un sentimento negativo determinato dagli eventi politici, con due profondi picchi durante i lunghi giorni dello stallo istituzionale e la rielezione di Napolitano. Solo a Capodanno e a San Valentino il mood espresso è stato mediamente più positivo. Ovviamente dietro all’umore si nascondo le emozioni delle persone. Applicando l’analisi semantica alla psicologia delle emozioni, sono stati analizzati alcuni eventi specifici. Se durante uno spoglio elettorale si affastellano emozioni contrastanti, all’elezione del Papa emergono gioia e amore, mentre la giornata della rielezione del Capo dello Stato vede prevalere disgusto, tristezza e rabbia.