Tag: web 2.0

  • Blog, strumento per Comunicare

    Strumento per eccellenza del web 2.0, i blog, corporate blog, stanno prendendo piede anche all’interno delle aziende per poter meglio gestire la comunicazione con i propri clienti, al proprio interno e anche gestire al meglio i rapporti coi propri partners.

    Blog, strumento per comunicare
    Blog, strumento per comunicare

    Leggendo, come di solito faccio, il blog di Mauro Lupi, e come spesso accade, trovo questo post interessante che riporta una parte dell’indagine di McKinsey, How companies are benefiting from Web 2.0: McKinsey Global Survey Results, in cui si nota che, sulla base delle interviste effettuate a 1700 managers di aziende, si nota che i blog risultano essere un valido strumento all’interno dell’organizzazione, per attività rivolte ai clienti, e per quelle dedicate ai partner e fornitori.  (altro…)

  • Perchè un sito Web?

    Già perchè? A che serve? Molti pensano che aprire un sito web sia un costo inutile, sopratutto le aziende che, come si sa, dedicano poco tempo ad implementare strumenti web, quelli web 2.0, che consentirebbero di poter meglio comunicare ma soprattutto aumentare il proprio business. Ebbene molti non credono a tutto questo, o ci credono poco se non pochissimo.

    Avere un sito web o anche un blog oggi è importante per comunicare meglio costruendo relazioni personali/professionali sfruttando strumenti diretti che ci permettono di restare in contatto in qualsiasi momento. Per le aziende è ancora più importante dotarsi di un sito per avere una relazione sempre più profonda coi propri clienti che possono interagire direttamente anche per migliorare i servizi e prodotti che si utilizzano. O ancora, per migliorare e incrementare le proprie relazioni professionali, il che significa incrementare il proprio raggio d’affari.

    Ma come? Ovviamente non basta avere un sito e pretendere che quello faccia tutto da solo. Ci sono delle regole, semplici, ma che andrebbero seguite per avere un sito efficace. In queste slides che vi propongo oggi sono descritte alcune semplici regole che servono per poter incominciare a dotarsi di un sito web efficace. Una regola secondo me fondamentale è avere dei contenuti da inserire all’interno del sito. E per contenuti intendo “cose da dire” sul proprio sito, non alla rinfusa, ma consoni all’attività o argomento che si va a trattare. Questa è una strada importante da seguire perchè sarà quella premiante sotto tutti i punti di vista. Avere un sito che ha cose da dire, strutturate e in linea con la propria attività o pensiero, se si tratta di un blog, è una regola di successo fondamentale. Questo si traduce in un’altra parola importante per un sito che è la visibilità. Contenuti, efficaci, portano inevitabilmente visibilità che significa essere più facilmente rintracciabili e visti. Rimanere nascosti con il proprio sito sebbene sia ben fatto, con immagini bellissime e tutto il resto, non porta a quello cui aspiriamo e cioè essere visibili ed essere visitati per dire chi siamo.

    Da questo punto in poi si va a toccare argomenti più tecnici che coinvolgono tecniche e strumenti più riconducibili alle attività del Seo. Ma quello che ho detto prima è, ribadisco, fondamentale per iniziare.

    Domanda. Ma voi perchè avete un sito? Cosa vi ha spinto a farlo? E se non l’avete cosa state aspettando?

  • La Privacy e il Web 2.0

    Il Web 2.0 è caratterizzato dalla condivisione, dalla partecipazione delgi altri verso tutto ciò che noi vogliamo far sapere della nostra vita. Ma è davvero così? E la nostra Privacy dove va finire? Pizzetti, Garante della Privacy, dice che le nostre vite sono a rischio privacy

    Privacy e Web 2.0
    Privacy e Web 2.0

    I social network hanno cambiato il nostro modo di rapportarci agli altri e anche a noi stessi. Nella vetrina del web, quindi virtuale, mettiamo pezzi delle nostra vita in mostra da far vedere agli altri forse nel suo aspetto più bello, ma in realtà rimangono pur sempre parti di noi stessi esposti nello spazio virtuale di Internet. Francesco Pizzetti, partecipando qualche settimana fa a Roma ad una tavola rotonda, ha dichiarato che corriamo il rischio di essere la prima generazione destinata a portarsi dietro tutto il nostro passato, perchè i dati personali che vengono immessi su Internet e in particolare sui social network sono destinati a rimanere incancellabili, e addirittura arrivando a configurare un pericolo facebook.

    “Estendendo l’uso della rete e dei social network come Facebaook, attraverso i quali la gente mette sul web informazioni sui propri comportamenti – ha detto Pizzetti  – cresce sempre più il rischio che utilizzando un semplice motore di ricerca in qualunque momento chiunque possa venire a conoscere queste informazioni”. (altro…)

  • Zapatero 2.0

    Zapatero si lancia nell’era del web 2.0 e lancia “Plan E”, un sito attraverso il quale spiegherà come la Spagna potrà superare la crisi di questo periodo e spiegherà anche tutte le iniziative che hanno prodotto risultati e quelle ancora da mettere in atto. Ancora una volta la politica si rende conto delle potenzialità del web. E da noi?

    Per Zapatero in realtà questa non è la sua apparizione sul web, durante l’ultima campagna elettorale in Spagna erano circolati alcuni video di alcuni suoi interventi, ma è la prima volta che in Spagna un poltico si rivolge alla popolazione utilizzando gli strumenti di comunicazione che oggi offre la tecnologia. Durante quei pochi minuti, visibili anche qui, il Primo Ministro Zapatero spiega qual è la sua ricetta per affrontare la crisi attraverso l’attuazione del “Plan español de estimulo de la economia y del empleo”. Il principale scopo è quello di ottenere un pieno coinvolgimento dei cittadini ed è per questo che sono stati realizzati dei cortometraggi, visibili sul sito, che hanno per tema la famiglia, le aziende, l’occupazione, la finanza e la modernizzazione dell’economia. Ed è propio attraverso questi video che vengono presentate in maniera pratica le idee messe in campo. Un modo più esplicito per rendere visibile a tutti il piano da mettere in pratica.

    I paragoni con Obama sono d’obbligo. Ma mentre il prossimo Presidente degli Usa ha capito sin dalla sua campagna elettorale quale fosse il potenziale del web per ottenere la sua elezione, Zapatero vi arriva in pò più tardi, ma almeno ci arriva, e quello che forse lo caratterizza maggiormente è il periodo scelto. E cioè in occasione delle presentazione del Plan E. Quasi a lanciare un messaggio ancora più profondo e coinvolgente, vista anche la situazione. E ioci leggo anche un messaggio positivo, e cioè che il web possa essere anche secondo Zapatero un modo per raccogliere tutte le energie positive per affrontare la crisi. Tant’è che la sua presenza online avrà un cadenza periodica instaurando un canale di comunicazione coi cittadini costante. Inoltre, gli aggiornamenti che via via saranno apportati al piano saranno comunicati anche utilizzando Twitter, servizio di microblogging usato per inviare messaggi per aggiornare il proprio stato.

    Ma perchè questo non succede anche da noi? Perchè ci ritroviamo a destra e a sinistra politici miopi, oltre che su altro, anche su questo. E’ una felice intuizione quella di Zapatero e dà anche una ulteriore testimonianza di quanto la Spagna in questi anni sia cambiata, forse più di quello che riusciamo a percepire da lontano. Invece il nostro paese non solo non va avanti, ma rischia anche di ritrovarsi con una classe politica, da destra a sinistra senza distinzioni, incapace di leggere i cambiamenti del momento senza avere la flessibilità giusta per adeguarsi. Speriamo sempre di essere smentiti.

  • Il futuro dei Social Media

    I Social Media, Facebook e MySpace per intenderci,  non sono più da considerarsi solo una moda, sono ormai una realtà ben definita con milioni di  iscritti che stanno suscitando enorme clamore soprattutto per il successo che stanno ottenendo nel nostro paese.

    smm-logosnewMa bisogna fare delle considerazioni. Prima di tutto che  cosa rappresentano questi siti e come mai tutto questo successo? Innanzitutto, e questo vale soprattutto per Facebook, sono dei luoghi attraverso i quali poter interagire con altre persone. Dove poter scambiare informazioni, esperienze, ricercare e trovare amici di cui non si aveva più notizia. E questa è proprio la natura stessa di Facebook. Così come MySpace, partendo dalla condivisione di dati e di esperienze, ha sviluppato sempre di più la funzione di mettere in contatto artisti emergenti che attraverso questo sito, condividendo le loro canzoni ad esempio, sono anche diventati famosi. Da qui il grande coinvolgimento di pubblico in tutto il mondo e da ultimo nel nostro paese, con l’esplosione del fenomeno Facebook che ha sorpreso un pò tutti. Ma che altri invece hanno letto in questo successi la nornale evoluzione di quegli strumenti di contatto, come le chat, che nel nostro paese hanno avuto sempre un enorme pubblico. La domanda che ci si pone ora è: ma fino a quando durerà? Credo ancora per molto, anche se la crisi si fa sentire anche per siti di questo tipo, di cui proprio qui abbiamo trattato. (altro…)

  • E lo spot lo fai tu!

    In tema di web 2.0 non si può non registrare quello che propone zooppa.com, cioè un diverso modo di concepire il marketing, quello nuovo, realizzato dagli utenti stessi. Il risultato è strabiliante e innovativo. Nasce così un nuovo concetto di marketing, quello 2.0

    Proprio ieri sul blog del mio amico Andreas leggevo un suo articolo su un sito www.zooppa.com che dà la possibilità di partecipare alla creazione di spot pubblicitari. Detto così sembra un giochetto, ma la cosa è veramente interessante. Qualche giorno fa, qui su questo blog, parlavo della crisi e delle conseguenze che questa comportasse per tutti quei siti come Facebook che rischiano addirittura la chiusura. Ecco allora che la risposta a tutto  questo,  almeno in termini di marketing e quindi di pubblicità,  possa essere questa che propone Zooppa. Un sito che è  a tutti gli effetti catalogabile tra i social network e che lancia l’idea dello “user generated advertising”, cioè offre la possibilità agli utenti di realizzare spot pubblicitari. In pratica funziona in questo modo: un’azienda propone una gara per promuovere il proprio marchio, gli utenti registrati sulla base degli obiettivi che l’azienda si propone possono scrivere un’idea sulla quale sviluppare una sceneggiatura oppure realizzare un vero e proprio video. Poi si viene sottoposti a giudizio della stessa community e se il progetto piace, l’azienda paga l’ideatore del progetto stesso. Quello che vi presento oggi è lo spot realizzato per Negroni che trovo molto bello e che non a caso è tra i best video. A sorpresa, sono tante e importanti le aziende che finora hanno realizzato spot utilizzando zooppa, segno che qualcosa nell’advertising sta cambiando. Oltre a Negroni, ci sono Figurella, Best Western, TomTom, Festival della creatività di Firenze, Ing Direct, Mini, KitKat, Agos, Invicta, Enel.

    Insomma, Zooppa è la felice combinazione tra i metodi utilizzati dai socialnetwork e la creatività degli utenti stessi registrati, che altrimenti non avrebbero modo di poter esprimere la loro stessa verve creativa. E’ quindi un’opportunità per tutti coloro che vogliono esprimere le loro competenze e per contribuire a realizzare un nuovo modo di concepire il Marketing del futuro, non tanto lontano, slacciato definitivamente da vecchi metodi ormai superati e destinati al tramonto. Allora non ci resta che dire “benvenuti nel nuovo marketing!”

  • Comunicazione in Italia 2008

    Visto che ci avviciniamo a gradi passi verso la fine del 2008, come si sa è tempo di fare un pò di conti, valutazioni che ci possono tornare utili per il nuovo anno. Come primo step, perchè voglio riservarmi ancora la possibilità di discutere di questo 2008, voglio commentare i dati Censis sulla comunicazione in Italia nel 2008, dove non c’è da essere entusiasti.

    Come ormai saprete, la comunicazione è un argomento che mi sta molto a cuore e lo scopo di questo blog è quello di analizzare a fondo come la comunicazione stia cambiando oggi nell’era del web 2.0. Abbiamo già detto di quanto il nostro paese fatichi a stare al passo coi tempi e più volte abbiamo segnalato una forma di arretratezza mentale che ci impedisce di vedere occasioni che sono veramente a portata di mano e alla portata di tutti. Ma per procedere nel solco di questo argomento, bisogna comunque dare un’occhiata alla fotografia che il Censis fa sullo stato della comunicazione in Italia. E c’è da dire subito che per quanto riguarda il web non c’è da stare allegri. Infatti solo il 38,3% degli italiani pensa o crede che questo sia uno strumento da utilizzare per la comunicazione, quindi per reperire notizie e altro. Dove invece la fa da padrona la televisione che con l’85,5% è ancora il mezzo preferito degli italiani, proprio nel momento in cui sta perdendo il suo valore di socializzazione. Per il web, a parte il risultato risicato che ho indicato prima, c’è comunque da segnalare che tra i giovani, nella fascia di età compresa tra i 14 e i 29 nel periodo tra il 2003 e il 2007 ha registrato un aumento considerevole passando dal 61% all’83%. Un bel salto direi che comunque non basta. C’è ancora molto da fare e speriamo che già dal 2009 il web possa essere più utilizzato dagli italiani.

    Vorrei spendere anche due parole per i giornali. Si sa che si sta andando verso il formato online e a fare da maestro in questo senso è il New York Times, che proprio in questi giorni sta migliorando il suo formato online dato anche il periodo di crisi che la stampa americana sta soffrendo. Ma in Italia le cose sono un pò diverse. Secondo il Censis, poco più della metà degli italiani legge quotidiani acquistati nelle edicole e soprattutto, sottolineo, non ci sono idee valie per andare diritti al formato online abbandonando la carta stampata. Tutti i maggiori quotidiani italiani hanno un sito che riporta ne più e ne meno il formato stampato, ma nessuno ha ancora iniziato ad affrontare il problema della scarsità dei risultati in termini di lettori; nessuno e neanche i grandi giornali,  si è posto il problema che è tempo di cambiare. Eppure i contributi statali ci sono, quesgli stessi contributi che mantengono a galla quotidiani con poche decine di lettori. Mi fermerei qui anche perchè ci sarebbe da dire troppo e non sarebbe questo il modo chiudere questa riflessione. Buona comunicazione a tutti intanto

  • In che paese viviamo!

    Giusto il tempo di raccontare quante opportunità offra il mondo del web targato 2.0, nel quale sono sbocciate idee, nuovi modi di comunicare senza più limiti e format prestabiliti, condivisioni di opinioni; insomma tutto all’insegna della innegabile libertà di parola, di espressione assolutamente necessaria perchè queste nuove forme di comunicazione abbiano efficacia.

    Ebbene è di questi giorni la notizia che è tornato nuovamente sui banchi del nostro Parlamento il DDl ormai definito “ammazza-blog”, il quale prevede che i blog si debbano registrare presso il Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC)! Il che sarebbe allucinante! Intanto confermerebbe l’idea maturata anche su questo blog, dell’arretratezza del nostro paese verso le nuove tendenze, generalmente verso tutto ciò che è nuovo. Si continua a legiferare come se si fosse negli anni ‘30 senza tener conto che i tempi sono cambiati e che le persone si sono adeguate. Se mai si approvasse un provvedimento del genere sarebbe una vera mortificazione della libertà di espressione e di parola. Si perché si vuole presumere che il blog, strumento attraverso il quale ogni individuo esprime le sue idee condividendole con altri, sia come un giornale. Niente di più aberrante e sbagliato: si palesa una deviata considerazione delle realtà di oggi. I giornali liberi in Italia sono pochi, si sa che sono tutti politicizzati. Nei blog il colore politico non ha alcun valore.

    Per questo motivo ho sottoscritto la petizione che dice “No al DDL che limita la democrazia in Rete” e invito tutti coloro che hanno a cuore questi temi ma anche chi semplicemente è contrario a limitare la libertà di espressione a fare la stessa cosa cliccando qui.

  • Web meets world

    Era questo il tema dell’ ultimo “Web 2.0 Summit”, il massimo evento mondiale sul mondo del web, che si è tenuto a San Francisco dal 5 al 7 novembre scorso. Il Web incontra il mondo. Si perchè l’attenzione si è concentrata sopratutto sul fatto che la realtà virtuale, quella online, e la reale, quella offline, sinora hanno proceduto per vie parallele, senza mai incontrarsi di fatto. Lo scopo del Summit è stato proprio quello di trovare possibilità dii incontro o di applicazioni tra i due mondi. Perchè proprio di mondi parliamo. L’era del web 2.0 ha scatenato il fenomeno del socialnetwork, della condivisione della conoscenza attraverso il web, della diffusione di mezzi di comunicazione moderni, alternativi, ma molto più efficaci. Un esempio su tutti le ultime elezioni americane che, grazie alla lungimiranza di Obama, hanno fuso le due realtà in una veramente globale. Ora si tratta di tradurre quanto fatto in qualcosa di concreto, di tangibile per il mondo offline. (altro…)