Tag: web 2.0

  • Smau e Working Capital, grandi eventi a Bologna

    Giornate di grandi eventi oggi e domani a Bologna. Oggi apre lo Smau fino a domani e sempre oggi ha luogo il Working Capital. Per due giorni Bologna al centro del web.

    Bologna capitale del business e del web per due giorni grazie a due eventi di grande importanza, lo Smau Bologna 2010 e il Working Capital, che proprio da Bologna inizia il suo tour. (altro…)

  • Festival Internazionale del Giornalismo, le notizie nell’era del web

    Da domani fino al 25 Aprile si terrà a Perugia la quarta edizione dell’International Journalism Festival. Un’occasione per discutere di come il giornalismo si trasforma nell’era di internet.

    E’ sicuramente l’appuntamento più importante a livello internazionale legato al giornalismo, basta dare un’occhiata ai giornalisti e ai personaggi che saranno presenti a Perugia dal 21 al 25 Aprile. L’International Journalism Festival sarà l’occasione per interrogarsi ma anche per chiedersi come il giornalismo, quello targato “tradizionale”, può sopravvivere nell’era del web 2.0, col fenomeno dei social media che ha evidenziato come avere notizie non sia necessario leggere il giornale. Oggi i tempi sono cambiati. E l’editoria, in evidente crisi economica, deve affrontare necessariamente questo tema senza ignorarlo. Il Festival sarà, come dicevo, occasione per mettere in campo nuove idee e per conoscere nuovi modi di fare giornalismo. Per questa edizione infatti è stato creato il Journalism Lab, un contenitore fisico e concettuale di persone, eventi ed incontri legati al mondo del giornalismo digitale, dei nuovi media, delle scuole di giornalismo, del citizen journalism, dei giornali universitari, delle webradio, delle webtv, di internet e del web 2.0. Un cantiere aperto dal quale tirar fuori i nuovi modelli del giornalismo che verrà. (altro…)

  • 4comm, Comunicazione e PMI

    Sabato 10 e domenica 11 Aprile a Bologna si terrà il Salone della Comunicazione dedicato alle PMI. Si parlerà di social network, di nuovi media e anche di fotografia.

    4comm

    Di fronte alla continua evoluzione dei modi di comunicare oggi nell’era del web 2.0, di certo le PMI non possono stare a guardare. Le opportunità e gli strumenti a disposizione oggi sono tanti e tali da poter offrire soluzioni di crescita e di sviluppo. Ma a questo va accompagnata una comunicazione che sia capace di adeguarsi ai tempi e che sia soprattutto efficace. Ecco che eventi come 4comm, la due giorni bolognese (10 e 11 aprile 2010) organizzata da CNA ed ora anche on line all’indirizzo www.4comm.it, un portale il cui biglietto da visita è “Più forza alla piccola impresa”, danno possibilità di confronto e di approfondimento essenziali per sapere come fare per adeguarsi, per sapere a che punto siamo oggi e come affrontano le PMI le sfide che verrano in termini di web 2.0. (altro…)

  • Un e-commerce in linea con il web 2.0

    Nasce da una costola di eBizLab srl, il nuovo sito e-commerce eGlem.com che si propone come una ricca vetrina di prodotti elettronici, accessori, ricambi e gadget tecnologici molto ricercati.

    eBizLab si occupa di importazione e commercializzazione di prodotti di difficile reperibilità, ma di altissima qualità perfettamente in linea con i più rigorosi test di mercato e con le normative CEE. Dispone di un marchio prorprio: Eglemtek. (altro…)

  • iPad, questo è il futuro

    Da domani l’ultimo gioiello di Steve Jobs sarà finalmente in vendita negli Usa. Per averlo in Italia la fine di questo mese. Ma vediamo più da vicino l’iPad

    iPadBisogna comunque dire, in premessa, che Steve Jobs ancora una volta ha fatto centro. E forse ha realizzato quello che è il suo sogno non tanto nascosto, cioè avere uno strumento che faccia tutto. Ci sarà riuscito? Già con l’iPhone si è creato un apparecchio versatile e altamente tecnologico tale da determinare un totale stravolgimento del mercato che da quel momento in poi è stato tutto orientato a lanciare prodotti anti-iPhone. Stavolta è diverso, perchè l’iPad arriva dopo il Kindle di Amazon che ha messo in confusione, più di quanto non lo fosse già, l’intero mondo dell’editoria, che si è trovato sulla propria strada un altro ostacolo, oltre alla crisi profonda in cui giace. iPad però è molto di più di Kindle. (altro…)

  • Fare impresa nel sociale conviene

    Segnalo questo interessante convegno che si terrà a Milano il 6 e il 20 Marzo 2010.

    Il convegno, che si terrà presso il Consorzio Mestieri a Milano dalle ore 9,00 alle 12,30, si prefigge la mission di avvicinare gli interessati  alla costituzione di un’Impresa sociale a tutte le realtà del terzo settore, approfondendo la conoscenza delle caratteristiche peculiari della qualifica di impresa sociale alla luce della normativa oggi in vigore (D. Lgs. 155/2006, Decreti attuativi ministeriali del gennaio 2008 e linee guide dell’Agenzia delle Onlus). (altro…)

  • Il web 2.0 secondo Jaron Lanier

    Il web 2.0 secondo Jaron Lanier

    Secondo Jaron Lanier, colui che ha coniato il termine realtà virtuale, il web 2.0 è ormai sul punto di scoppiare, essendo ormai piatto e ridotto quasi ad una poltiglia di informazioni. Mi chiedo, perchè?

    Jaron Lanier

    Jaron Lanier, da molti considerato un guru del web e dei new media, colui che ha inventato la frase “realtà virtuale“, famosa firma di Wired, il Wall Street Journal lo definisce “online pioneer”, ha da poco pubblicato un nuovo libro “You Are Not A Gadget” nel quale lamenta il fatto che ad oggi il web 2.0 non è altro che “un coro di voci appiattite su su stesse”, un “collettivismo”, come lo definisce, che non produce altro che la sensazione di partecipare a dei contenuti vuoti. Il fatto che tutti possano contribuire secondo Lanier non è da considerarsi un arricchimento. Al contrario. Sostiene che:

    Quando si da modo a tutti di collaborare su tutto, si genera un sordo, risultato medio in tutte le cose. Non si ottiene l’innovazione. Se si vuole stimolare la creatività e l’eccellenza, è necessario introdurre alcuni paletti.

    E pensare che il web 2.0 si muove su principi quali la condivisione e la collaborazione. Ora, è chiaro che nel caso in cui ci si apre a spazi sempre più estesi prima o poi bisogna porsi il problema di creare un limite, ma credo che questo, trattandosi poi della rete, sia un concetto già assodato. Pensare che quanto creato e realizzato fino ad ora, anche in termini di diffusione dei concetti che stanno alla base di internet e del web 2.0,  non sia altro che un collettivismo senza senso, mi sembra veramente riduttivo.

    Se è vero, come è vero, che la rete è libera, bisogna prendere coscienza del fatto che all’interno di esse si puà trovare tutto. Ma veramente tutto. E non c’è da scandalizzarsi. E questo non significa che non si possa fare “cultura web 2.0” solo perchè in giro vi sono “blog anonimi che con inutili commenti e scherzi frivoli” hanno appiattito i contenuti del web. Mi sembra un giudizio che non tiene conto di quanto sia vasta e varia la rete. Forse in tutto questo Lanier vuole intendere che tutto quello che gira sul web è appannaggio di un soggeto unico che decide un pò le sorti di tutto il web. E questo si che è un argomento interessante da trattare.

    «Ai tempi della rivoluzione internet io e i miei collaboratori venivamo sempre irrisi, perché prevedevamo che il web avrebbe potuto dare libera espressione a milioni di individui. Macché, ci dicevano, alla gente piace guardare la tv, non stare davanti a un computer. Quando la rivoluzione c’è stata, però, la creatività è stata uccisa, e il web ha perso la dignità intellettuale. Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta. Altrimenti la gente finisce nella bolla dei siti arrabbiati, degli ultras, dove ascolta solo chi rafforza le sue idee».

    Il problema è quindi come poter far prevalere la qualità e la veridicità dei contenuti senza che questi ossano essere inquinati da teppisti internauti. Pensare oggi che l’internauta sia molto più evoluto di ieri è un dato di fatto. E’ vero che esiste gente che guarda al web con una certa diffidenza e superficialità, ma ne esiste un’altra, ed è la maggioranza, che in questi anni è cresciuta, è maturata, è riuscita a costruirsi una coscienza capace di distinguere da ciò che va bene sul web e ciò che non lo è. E’ capace già da sè di fare una riflessione simile. E la fa tutti i giorni andando a scegliersi, da google, da wikipedia, dai social network, dai blog, ciò che vuole sapere, ciò che vuole leggere, ciò di cui ha bisogno per informarsi. Non credo al declino della rete. Credo il contrario. e credo anche che l’opinione di un pioniere com Larnier faccia solo bene, per quanto essa possa essere criticabile. Perchè da questa si può misurare il livello di maturità che ha raggiunto la rete. Lasciarsi sopraffare da opinioni di questo livello testimonierebbe, al contrario, una evidente fragilità, dando ragione a questa corrente di pensiero.

    Non siamo gadget e non miriamo ad esserlo.

  • Ma cos’è il Web 2.0?

    Sin dall’inizio, mi sto interessando al mondo del web 2.0 guardandolo dal punto di vista della comunicazione e della condivisione che ne sono un pò le keywords. Ma cos’è in effetti il web 2.0? Apriamo un dibattito confrontando anche le proprie esperienze

    Web 2.0A proposito del rapporto tra le piccole e medie imprese italiane e il web 2.0 vale la pena di soffermarsi proprio sul signicato, già a partire dalla definizione, del web 2.0. Questo ci dovrebbe aiutare a capire meglio le cose. E comincio proprio con la definizione che da wikipedia:  (altro…)

  • Le Imprese e il Web

    Una recente ricerca eseguita da due ricercatori della Bocconi evidenzia che l’uso del web nelle aziende italiane sta aumentando. Blog e social network sembrano essere più usati

    Social Enterprise
    Social Enterprise

    Questo è un argomento che mi sta molto a cuore e proprio recentemente avevo scritto qui, riportando i risultati di un’indagine di McKinsey, proprio che l’utilizzo del blog e anche dei social network come strumenti di lavoro e di business per le aziende, stesse aumentando. Ovviamente, come tra l’altro mi è stato fatto notare, a ragione devo dire, quelli erano risultati, utili si, ma non rispecchiavano la realtà italiana. Ed ecco allora che questa indagine condotta su 100 aziende, dal titolo “Social Media Monitor: cento aziende nella Rete”, da Paola Dubini e Martino Garavaglia dell’Osservatorio business tv dell’Università Bocconi, mette in evidenza come l’utilizzo di blog, community, web tv, web radio e social network da parte delle imprese nel dialogo con gli utenti è in crescita. (altro…)

  • Enterprise 2.0

    Quando si parla di web 2.0 per le aziende allora si parla di Enterprise 2.0. Identifica tutta una serie di strumenti che le aziende possono utilizzare per la proprià attività lavorando con il web 2.0. Per quel che riguarda le nostre PMI c’è ancora molto da fare, ma qualche esempio positivo c’è.

    Enterprise 2.0
    Enterprise 2.0

    E’ da tempo che cerco di approfondire meglio la relazione che sta tra web 2.0 e aziende e per spiegare questo è ilcaso identificare meglio il termine 2.0. L’esigenza di parlare del web 2.0 scaturisce anche da un’indagine del Centro di ricerca TeDIS condotta su un campione di PMI che rivelavano la quasi totale assenza di tecnologia web 2.0 nelle aziende. Ma parlare di web 2.0 nelle aziende si intende più precisamente di Enterprise 2.0. Ma che cos’è?

    Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione.
    Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione.
    Dal punto di vista tecnologico l’Enterprise 2.0 comprende l’applicazione di strumenti di social computing riconducibili al cosiddetto Web 2.0 – ovvero blog, wiki, RSS e folksonomie – e, in un’accezione allargata, l’adozione di nuovi approcci tecnologici ed infrastrutturali come SOA, BPM, RIA e di nuovi modelli di offerta come il Software-as-a-Service. (fonte: wikipedia) (altro…)