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  • L’UE accusa Meta di abuso di posizione dominante su WhatsApp

    L’UE accusa Meta di abuso di posizione dominante su WhatsApp

    La Commissione UE contesta a Meta l’esclusione dei chatbot AI concorrenti da WhatsApp e prepara misure provvisorie per evitare danni irreparabili al mercato degli assistenti di intelligenza artificiale in UE.

    La Commissione Europea ha inviato oggi, 9 febbraio 2026, una comunicazione formale a Meta Platforms, contestando formalmente la violazione delle norme antitrust dell’Unione Europea.

    Al centro della vicenda c’è la decisione di Meta di escludere da WhatsApp tutti gli assistenti di intelligenza artificiale concorrenti di Meta AI, il proprio servizio proprietario.

    Con questa comunicazione, la Commissione intende imporre misure provvisorie per evitare quelli che definisce “danni gravi e irreparabili al mercato”.

    Ma come si è arrivati fin qui? Per capirlo bisogna fare un passo indietro di qualche mese.

    Cosa ha fatto Meta e perché l’UE si è mossa

    Nell’ottobre 2025, Meta ha annunciato un aggiornamento dei termini della WhatsApp Business Solution, il sistema attraverso cui le aziende comunicano con i propri clienti sulla piattaforma di messaggistica.

    La modifica, in sostanza, ha introdotto un divieto per i fornitori di intelligenza artificiale di utilizzare le API di WhatsApp Business quando l’AI rappresenta il servizio principale offerto.

    Per le imprese già presenti sulla piattaforma, la nuova regola è diventata pienamente operativa dal 15 gennaio 2026. Per i nuovi ingressi, il divieto era già in vigore dal 15 ottobre 2025.

    Il risultato concreto è che dal 15 gennaio 2026 l’unico assistente AI disponibile su WhatsApp nello Spazio economico europeo è Meta AI.

    Servizi come ChatGPT di OpenAI, Copilot di Microsoft, Perplexity e la startup spagnola Luzia, che conta oltre 85 milioni di utenti a livello globale, si sono trovati esclusi dal canale.

    E qui sta il punto critico rilevato dalla Commissione, perché l’azienda non ha vietato ogni forma di AI sulla piattaforma. Le imprese possono ancora usare strumenti di intelligenza artificiale per funzioni di supporto, come l’assistenza clienti automatizzata.

    Ciò che è stato eliminato è la possibilità per i chatbot generalisti di terze parti di raggiungere gli utenti attraverso WhatsApp.

    L'UE accusa Meta di abuso di posizione dominante su WhatsApp
    L’UE accusa Meta di abuso di posizione dominante su WhatsApp

    La posizione della Commissione Europea

    Nella comunicazione a Meta, la Commissione ha espresso la propria opinione preliminare secondo cui la condotta dell’azienda sembra, a prima vista, come ricordato in apertura, violare le norme antitrust dell’UE.

    Bruxelles ha concluso in via preliminare che è probabile che Meta occupi una posizione dominante nel mercato delle applicazioni di comunicazione per consumatori nello Spazio economico europeo, in particolare tramite WhatsApp. Una piattaforma che conta oltre 2 miliardi di utenti a livello globale e che solo in Italia raggiunge circa 37 milioni di utenti attivi mensili, pari a circa il 90% della popolazione connessa.

    La Commissione ritiene che WhatsApp rappresenti in questa fase “un importante punto di ingresso” per consentire agli assistenti AI generici di raggiungere i consumatori. E la condotta di Meta, sempre secondo la Commissione, “rischia di innalzare barriere all’ingresso e all’espansione, e di marginalizzare irreparabilmente i concorrenti più piccoli sul mercato degli assistenti di intelligenza artificiale generici“.

    La vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, responsabile della Concorrenza, ha dichiarato che non si può permettere alle grandi aziende tecnologiche “di sfruttare illegalmente la propria posizione dominante per ottenere un vantaggio sleale” e che i mercati dell’AI si stanno sviluppando a ritmo accelerato, motivo per cui anche l’azione regolatoria deve essere altrettanto rapida.

    Misure provvisorie e il precedente italiano

    La Commissione intende imporre misure provvisorie che obbligherebbero Meta a mantenere l’accesso degli assistenti AI di terze parti a WhatsApp alle condizioni precedenti la modifica contrattuale dell’ottobre 2025, e quindi a ripristinare lo status quo ante mentre l’indagine prosegue.

    Si tratta di uno strumento che l’esecutivo comunitario può adottare d’ufficio a indagine in corso, a titolo precauzionale. Meta ha ora la possibilità di rispondere alle obiezioni della Commissione e di chiedere un confronto.

    Se al termine di questa fase i servizi dell’esecutivo dovessero concludere che sussistono le condizioni necessarie, la Commissione UE potrà adottare una decisione vincolante.

    Va detto che l’Italia ha giocato d’anticipo su questa vicenda.

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) aveva già avviato un’istruttoria a luglio 2025 per possibile abuso di posizione dominante legato alla pre-installazione di Meta AI su WhatsApp. A novembre 2025 l’indagine è stata ampliata per includere i nuovi termini contrattuali e, il 22 dicembre 2025, l’AGCM ha imposto a Meta misure cautelari, ordinando la sospensione immediata dei WhatsApp Business Solution Terms sul territorio italiano.

    Non a caso, l’indagine formale della Commissione Europea copre l’intero Spazio economico europeo a eccezione dell’Italia, proprio per evitare sovrapposizioni con il procedimento nazionale. Le due autorità stanno lavorando in coordinamento.

    L'UE accusa Meta di abuso di posizione dominante su WhatsApp
    L’UE accusa Meta di abuso di posizione dominante su WhatsApp

    La posizione di Meta

    Meta ha respinto le contestazioni in modo deciso. Un portavoce dell’azienda ha affermato che non esiste motivo per l’intervento dell’UE, perché le opzioni per accedere ai servizi AI sono numerose: app store, sistemi operativi, siti web, partnership industriali.

    La logica della Commissione, secondo Meta, “presuppone erroneamente che la WhatsApp Business API sia un canale di distribuzione chiave per questi chatbot”.

    Già a dicembre, in risposta all’intervento dell’Antitrust italiano, WhatsApp aveva definito la decisione “fondamentalmente viziata, sostenendo che la propria API non è stata progettata per supportare la distribuzione di chatbot AI di terze parti e che l’emergere di questi servizi sulle Business API aveva messo sotto pressione sistemi non concepiti per tale utilizzo.

    Una vicenda che riguarda i confini della IA

    Quello che si sta delineando tra Bruxelles e Meta va oltre la singola disputa commerciale. Si tratta di un caso che definirà i confini entro cui le grandi piattaforme digitali potranno integrare i propri servizi di intelligenza artificiale nei propri ecosistemi, senza escludere la concorrenza.

    Il mercato dell’AI generativa nell’Unione Europea, secondo i dati citati dall’AGCM, valeva circa 4,4 miliardi di dollari nel 2024, è cresciuto a 7,3 miliardi nel 2025 e si stima possa raggiungere gli 11,7 miliardi nel 2026.

    Siamo ancora in una fase iniziale, ma la velocità di crescita è tale che le scelte regolatorie compiute oggi avranno effetti strutturali nel medio e lungo periodo.

    Può una piattaforma di messaggistica con oltre 2 miliardi di utenti, che viene utilizzata quotidianamente per comunicazioni personali e professionali, trasformarsi in un canale di distribuzione esclusivo per il servizio AI del suo proprietario?

    Secondo la Commissione Europea e l’Antitrust italiano la risposta è no, perché una scelta del genere rischia di cristallizzare il mercato attorno a pochi operatori dominanti prima ancora che la competizione possa dispiegarsi sui meriti.

    Potrebbe essere un precedente per tutto il settore IA

    Se il provvedimento dovesse essere confermato, si consoliderebbe un precedente rilevante per l’intero ecosistema digitale europeo.

    La competizione nei mercati dell’intelligenza artificiale non potrà più essere condotta sfruttando asimmetrie di accesso agli utenti e ai dati, ma dovrà fondarsi sulla qualità dei servizi offerti.

    Un principio che, se affermato, contribuirebbe a mantenere aperti e contendibili mercati che, senza intervento, rischiano di chiudersi rapidamente.

    In caso di violazione accertata delle norme antitrust, Meta rischia una sanzione fino al 10% del fatturato annuo globale. Stiamo parlando di una cifra che si aggira attorno ai 20 miliardi di euro, sarebbe quindi la multa più alta mai comminata. E, inoltre, finirebbe per rendere ancora più aspre le relazioni Usa-UE di quanto non lo siano oggi.

    Ma al di là delle cifre, la posta in gioco è il modello stesso di regolazione della concorrenza nell’era dell’intelligenza artificiale. E l’UE, ancora una volta, si propone come il regolatore di riferimento.

  • Meta rischia di perdere Instagram e WhatsApp, ecco perché

    Meta rischia di perdere Instagram e WhatsApp, ecco perché

    Il processo antitrust che vede FTC contro Meta è senza dubbio storico. Al centro le acquisizioni di Instagram e WhatsApp, con l’obiettivo di separarle dall’azienda. Un caso che potrebbe cambiare il futuro dei social media.

    È iniziato in questi giorni, a Washington, uno dei più importanti, proprio per la sua natura, processi antitrust della storia recente.

    Infatti, si è di fronte ad un processo il cui risultato potrebbe cambiare radicalmente lo scenario dei social media. Quelle piattaforme digitali che ormai stanno plasmando le nostre esistenze.

    Il caso investe direttamente Meta Platforms, l’azienda guidata – e co-fondata – da Mark Zuckerberg, chiamata a rispondere in tribunale alle accuse mosse dalla Federal Trade Commission (FTC).

    L’obiettivo dichiarato dell’agenzia governativa per il commercio è quello di spezzare il colosso dei social media, forzando la separazione delle sue due più celebri acquisizioni, Instagram e WhatsApp.

    Una vicenda che rimette al centro del dibattito il tema della concentrazione di potere tecnologico e che potrebbe ridefinire, come dicevamo prima, il nostro rapporto con le piattaforme digitali.

    Meta rischia di perdere Instagram e WhatsApp, ecco perché
    Meta rischia di perdere Instagram e WhatsApp, ecco perché

    Una lunga battaglia che arriva in aula

    Le acquisizioni di Instagram nel 2012 e di WhatsApp nel 2014 sono state approvate all’epoca senza opposizioni rilevanti. Ma nel corso dell’ultimo decennio, la crescente preoccupazione per il potere esercitato dalle big tech ha spinto le autorità a rivedere il passato con occhi diversi.

    La vicenda ha origine nel dicembre 2020, quando la Federal Trade Commission avvia la sua prima azione legale contro Meta (allora ancora Facebook), accusandola di pratiche anticoncorrenziali legate alle acquisizioni di Instagram e WhatsApp.

    Dopo un primo rigetto nel 2021, la FTC presenta una versione aggiornata della denuncia che viene accolta, aprendo così la strada al processo odierno.

    Ricorderete anche che nel 2020 c’era Donald Trump alla Casa Bianca. I rapporti all’epoca tra il presidente Usa e il fondatore di Facebook non erano idilliaci.

    La FTC accusa Meta di aver agito in modo deliberato per soffocare la concorrenza, acquisendo quelle che già allora erano considerate minacce emergenti.

    A sostegno di questa tesi, l’agenzia ha portato in aula messaggi interni in cui Zuckerberg scriveva: “Meglio comprarli che competere”- Buy or bury.

    Un passaggio che potrebbe diventare il simbolo stesso del caso.

    Secondo la FTC, quelle acquisizioni non hanno avuto lo scopo di innovare, ma di impedire che altri potessero farlo. Una visione che, se accolta dal tribunale, potrebbe portare a una sentenza storica: la separazione forzata di Instagram e WhatsApp da Meta.

    In buona sostanza, FTC contesta a Meta il fatto che questa espansione dell’azienda e delle piattaforme è andata oltre

    La difesa: “Non siamo un monopolio”

    Dal canto suo, Meta respinge ogni accusa. La linea difensiva è chiara: il mercato dei social media è oggi più competitivo che mai. TikTok, YouTube, X (l’ex Twitter), iMessage e nuove piattaforme emergenti rendono lo scenario attuale molto diverso da quello del 2012.

    Meta insiste anche sul fatto che le acquisizioni abbiano prodotto valore per i consumatori. Instagram, ad esempio, ha evoluto le proprie funzionalità, introducendo Stories, Reels, funzioni di e-commerce e strumenti per creator che difficilmente avrebbe potuto sviluppare in autonomia. WhatsApp è diventata una piattaforma globale, sicura e affidabile anche grazie agli investimenti di Meta.

    La difesa punta inoltre il dito contro la revisione postuma delle acquisizioni: “All’epoca furono approvate, ora vengono messe in discussione. Come possono le aziende operare in un clima simile di incertezza normativa?”, è l’obiezione di fondo.

    Una partita anche politica

    Non è un caso che il processo arrivi in un momento delicato anche dal punto di vista politico. L’amministrazione Trump ha rimosso recentemente due commissari democratici dalla FTC, alterandone l’equilibrio interno. Contestualmente, Meta ha intensificato le attività di lobbying, cercando un’intesa che potesse evitare il processo.

    Ma l’attuale presidente della FTC, Andrew Ferguson, ha deciso di andare avanti, dichiarando l’intenzione di portare fino in fondo la battaglia legale. A presiedere il caso è il giudice James Boasberg, che in passato si era mostrato scettico verso alcune argomentazioni della FTC, ma ha deciso di non bloccare il procedimento, ritenendo le accuse meritevoli di un processo completo.


    Guarda il video


    Le parole di Sheryl Sandberg

    Il dibattimento si annuncia lungo e articolato. Era attesa la testimonianza di Mark Zuckerberg, ma anche quella di Sheryl Sandberg (ex COO di Meta) e di altri alti dirigenti dell’azienda.

    Alla Sandberg, nella sua prima comparsa davanti alla commissione, è stato chiedo conto delle email in cui si parlava di Google+, oggi non più attivo. Nel 2011 Google voleva fare pubblicità su Facebook del suo social network, ma dalle email risulta che la Sandberg abbia scritto: “Bloccherei Google”.

    Tutte frasi ed espressioni che in questi contesti vengono usate contro dalla controparte e che possono delineare scenari evocati proprio dalla controparte. La Sandberg è attesa di nuovo davanti al giudice.

    Verranno poi ascoltate anche aziende concorrenti come Snap, Pinterest e TikTok, chiamate a spiegare come l’influenza di Meta abbia modellato — o limitato — l’ecosistema dei social media.

    Il processo proseguirà nei prossimi mesi e si prevede che durerà fino a luglio 2025. Una sentenza che imponga lo spacchettamento di Meta rappresenterebbe un evento senza precedenti dai tempi delle storiche battaglie antitrust contro AT&T e Microsoft.

    Una questione che va oltre Meta

    Ma al di là del destino di Instagram e WhatsApp, questo processo è anche un banco di prova per la regolamentazione delle grandi piattaforme tecnologiche. Quali limiti deve avere il potere di aziende private nel plasmare le nostre interazioni digitali? Quando un’acquisizione diventa un abuso? E quanto possiamo contare sulle istituzioni per vigilare su un settore che si evolve più rapidamente delle leggi?

    Il processo FTC contro Meta non è solo una questione giuridica.

    Rappresenta un serio momento di riflessione sul futuro dell’equilibrio tra innovazione, concorrenza e libertà digitale. Una riflessione che ci riguarda tutti.

  • WhatsApp, nuove formattazioni per gli elenchi

    WhatsApp, nuove formattazioni per gli elenchi

    WhatsApp introduce quattro nuove formattazioni di testo: elenchi puntati e numerati; virgolette; codice in linea. Funzioni che migliorano la chiarezza dei messaggi, rendendo l’app più versatile.

    Disponibili da oggi quattro nuove formattazioni di testo su WhatsApp. Sia nella versione mobile, iOS e Android, che nella versione web.

    Si tratta di formattazioni che aiuteranno gli utenti a realizzare elenchi puntati e numerati, virgolette e codice incorporato. Tutto per evidenziare e organizzare meglio i propri messaggi.

    WhatsApp afferma che i nuovi formati “aiuteranno a risparmiare tempo; aiuteranno le persone a comunicare in modo più efficace tramite i propri messaggi, soprattutto nelle chat di gruppo“.

    Le nuove opzioni saranno disponibili anche per gli amministratori di canale, per consentire una comunicazione più chiara.

    Le formattazioni lanciate oggi si aggiungono alle opzioni già disponibili: grassetto; corsivo; barrato; spaziatura.

    whatsapp 4 formattazioni elenchi 2024 franzrusso

    Come ottenere le nuove formattazioni di testo su WhatsApp

    Ciascuno dei quattro nuovi formati ha una modalità specifica che gli utenti devono aggiungere nei loro messaggi.

    Ad esempio, l’elenco puntato. Questa formattazione aggiunge punti elenco al testo o aiuta ad evidenziare i punti chiave. Per ottenerlo basta aggiungere semplicemente un “-” (trattino) seguito da uno spazio prima di digitare il messaggio.

    A quel punto il testo verrà elencato con il punto immediatamente.

    Lo stesso vale per le altre formattazioni. Vediamo meglio le istruzioni di seguito.

    Elenchi puntati. Adesso su WhatsApp è possibile aggiungere elenchi puntati ai messaggi per suddividere le informazioni in liste. Come la lista della spesa. Per ottenerlo basta posizionare un simbolo “-” (trattino) all’inizio del testo, seguito da uno spazio.

    Elenchi numerati. Dopo gli elenchi puntati, ecco quelli numerati. Per utilizzare questo formato basta aggiungere una o due cifre, seguite da un punto e uno spazio intero, come ad esempio “1. “.

    whatsapp formattazioni elenchi franzrusso

    Virgolette in blocco. Con questa modalità è possibile bloccare il testo della citazione per evidenziarlo e farlo risaltare all’interno di messaggi più lunghi. Per ottenerlo basta digitare il simbolo “>” seguito da uno spazio prima del testo che si desidera evidenziare.

    Codice in linea. Evidentemente, si tratta di un formato utile per i programmatori. Ma può risultare un buon modo per evidenziare informazioni specifiche nel testo. Per ottenerlo, bisogna racchiudere il testo con il simbolo ‘`’ per utilizzare questo formato: `cos’`.

    Con queste nuove formattazioni WhatsApp vuole offrire più possibilità di personalizzazione del testo agli utenti. WhatsApp, a questo punto, va ben oltre il concetto stesso di app di messaggistica. È molto di più.

    Oltre agli utilizzi quotidiani che si possono fare con queste formattazioni, pensiamo anche all’uso in ambito professionale dell’app. E di come queste formattazioni possono tornare effettivamente molto utili.

    [Immagine realizzata da ChatGPT di OpenAI con Dall-E 3]

     

  • WhatsApp, ecco 15 minuti per modificare i messaggi

    WhatsApp, ecco 15 minuti per modificare i messaggi

    WhatsApp, a distanza di qualche giorno dalle prime anticipazioni circolate, ha ufficializzato l’arrivo della possibilità di modificare i messaggi entro 15 minuti dall’invio.

    Lo avevamo anticipato qualche giorno fa, raccontando dell’anticipazione fatta da WABetainfo che aveva intercettato la funzionalità di modifica dei messaggi.

    Come già ricordato, siamo tutti umani e come tali, a volte commettiamo errori, specialmente quando scriviamo in fretta. E specialmente su WhatsApp. Teniamo presente che, nell’era del digitale e dei social media, WhatsApp è una delle ultime app, o piattaforme, che abilita al suo interno la possibilità di modificare i testi/messaggi.

    Questo è il messaggio di base che la piattaforma di proprietà di Meta vuole lanciare. La nuova funzionalità è pensata per correggere quei piccoli refusi o per aggiungere contesto laddove necessario.

    Dettagli sulla funzionalità di modifica: 15 minuti di tempo

    A partire da ora, avrai la possibilità di modificare un messaggio inviato entro un lasso di tempo di 15 minuti dalla sua spedizione. L’operazione è semplice: tieni premuto il messaggio che desideri cambiare, poi seleziona “Modifica” dal menu che apparirà.

    Indicatori di modifica e trasparenza

    Per garantire trasparenza e chiarezza, ogni messaggio che viene modificato avrà accanto l’etichetta “Modificato”. In questo modo, i destinatari dei messaggi saranno consapevoli della modifica del testo, senza però poter visualizzare la cronologia delle modifiche.

    Sicurezza e crittografia

    Come già accade per tutte le modalità su WhatsApp, la privacy e la sicurezza dei dati degli utenti saranno comunque garantite. Pertanto, anche i messaggi modificati saranno protetti dalla crittografia end-to-end, come avviene per tutti i messaggi personali, i file multimediali e le chiamate.

    Disponibilità della modifica dei messaggi su WhatsApp

    WhatsApp ha iniziato a implementare questa funzione a livello globale. L’obiettivo è di renderla disponibile per tutti gli utenti nelle prossime settimane, in modo da poter permettere a tutti gli utenti di sperimentare la modifica.

    In conclusione, WhatsApp si augura che questa funzionalità di modifica possa aiutare a rendere le conversazioni più precise, consentendo una maggiore flessibilità nel modo in cui si interagisce attraverso i messaggi. E ce lo auguriamo anche noi.

    Ma voi che ne pensate?

  • WhatsApp, presto si modificheranno i messaggi inviati

    WhatsApp, presto si modificheranno i messaggi inviati

    Presto su WhatsApp sarà possibile modificare i messaggi inviati. Questa funzionalità è attualmente in fase di beta test su iOS e Android e permetterà la modifica del testo entro 15 minuti dall’invio del messaggio originale.

    Secondo il sito WABetaInfo, specializzato in notizie di questo tipo, presto su WhatsApp si potranno modificare i messaggi inviati. “Presto”, perché l’aggiornamento rilasciato nei giorni scorsi riguarda la versione beta dell’app, sia per iOS (la 23.10.0.70) che per Android (la 2.23.10.10).

    Ormai è quasi diventata un’esigenza, quella di modificare un messaggio, o anche una mail (Gmail, ad esempio, lo permette). Un tempo, quello che veniva inviato restava tale, creando spesso incomprensioni se non disagi.

    Ma negli ultimi anni si fa sempre più forte la necessità di correggere, e in alcuni casi, di riscrivere un messaggio. Basta pensare alle possibilità offerte dalle piattaforme di social media, sia gratuitamente che a pagamento.

    WhatsApp modifica messaggi inviati franzrusso.it

    Tutto questo per dire che anche su WhatsApp, presto, si potranno modificare i messaggi inviati. WhatsApp, forse anche per l’immediatezza che la caratterizza, è spesso teatro di incomprensioni e imbarazzi.

    La funzione di modifica dei messaggi inviati su WhatsApp sarà possibile entro una finestra temporale di 15 minuti.

    Come funziona la modifica dei messaggi inviati su WhatsApp

    Ecco come funziona, in maniera abbastanza semplice, la modifica dei messaggi inviati su WhatsApp

    Una volta inviato il messaggio, si hanno 15 minuti per poterlo modificare. Se vi accorgete di aver scritto qualcosa di sbagliato, entro il lasso di tempo concesso, basta evidenziare il messaggio (come quando si desidera inoltrarlo ad un’altra chat) e, in alto, selezionare la voce “Modifica”.

    Una volta apportate le modifiche, il messaggio sarà contrassegnato con l’etichetta “modificato”, in modo che sia chiaro a tutti che non si tratta del messaggio originale inviato.

    Da sapere: il messaggio si può modificare tutte le volte che si vuole, sempre all’interno dei 15 minuti di tempo stabiliti.

    Ecco, la procedura è abbastanza semplice e forse i 15 minuti sono sufficienti per apportare una modifica al messaggio inviato.

    Insomma, anche WhatsApp si unisce al club delle piattaforme che permettono la modifica dei testi.

  • Su WhatsApp arrivano i Canali in stile Telegram

    Su WhatsApp arrivano i Canali in stile Telegram

    Su WhatsApp arrivano i Canali in vero stile Telegram. Da quello che si vede dalla versione beta per Android, ognuno potrà creare il proprio canale per condividere informazioni e aggiornamenti. La sezione comprenderà gli status che appariranno come le Stories su Instagram.

    WhatsApp si evolve sempre di più mantenendo fede al progetto iniziale, quello voluto da Mark Zuckerberg, di trasformare l’app in una sorta di utility app. L’evoluzione corre e dopo gli avatar lanciati qualche mese fa, adesso si comincia a sapere qualcosa di più sui canali broadcasting di cui si parla da fine dell’anno scorso.

    Grazie a quanto scoperto da WaBetaInfo, scopriamo che dalla versione beta 2.23.8.6 per Android, disponibile su Play Store, appaiono quelli che vengono definiti, appunto, Canali.

    Si tratta di una funzionalità, one-to-many (uno a molti), che potrà essere usata per trasmettere informazioni, permettendo agli utenti di ricevere aggiornamenti da altri. Se si è pratici di Telegram, noterete che le similitudini con i canali dell’app di messaggistica concorrente sono tante. Per non dire identiche.

    Parliamo di canali ma si potrebbe parlare anche di newsletter inviate sempre all’interno di WhatsApp.

    Qualche informazione in più per inquadrare la funzionalità e spiegare meglio alcuni passaggi.

    canali whatsapp beta android franzrusso.it

    I Canali su WhatsApp sono strumenti ad uso privato, significa che le informazioni dell’utente e i numeri di contatto non saranno visibili ad altri all’interno del canale.
    I canali non saranno crittografati end-to-end. Questo è comprensibile, dato che ogni canale avrà diversi iscritti. Le chat e le chiamate di WhatsApp continueranno a essere crittografate end-to-end, e quindi nessuno potrà spiare le vostre conversazioni.

    All’interno dei Canali, nessuno sarà in grado di vedere chi seguite, indipendentemente dal fatto che faccia parte o meno dei vostri contatti. Un aspetto interessante è che non ci saranno raccomandazioni algoritmiche che suggeriscono contenuti correlati.

    Secondo quanto riferito, i canali di WhatsApp saranno contrassegnati da maniglie. Quindi, per cercare un canale WhatsApp specifico basterà inserire il nome utente all’interno dell’app. In questo modo sarà più facile trovare un canale particolare, eliminando la necessità di affidarsi a siti web esterni per raggiungere il canale desiderato.

    È necessario sottolineare che si tratta di una funzionalità in beta, ancora invia di sviluppo, e non disponibile per tutti gli utenti. Questa versione di cui stiamo parlando è solo per Android. Probabile che la versione per iOS possa subire qualche piccola modifica di design.

    Da quello che si vede dagli screenshot diffusi da WaBetaInfo, i Canali appariranno sottoforma di “Aggiornamenti” tra “Chat” e “Chiamate”. Accedendo ai Canali, la parte superiore sarà occupata dagli Status che verranno visualizzati come le Stories su Instagram.

    Ora, dopo aver spiegato tutto, si può assolutamente affermare che questa è una funzionalità del tutto simile ai Canali di Instagram. Una funzionalità che permetterà quindi di condividere gli aggiornamenti del proprio sito web, del proprio blog.

    Con la differenza che stiamo parlando di un’app, WhatsApp, che è molto usata dagli italiani. Stiamo parlando di oltre 33 milioni di utenti, secondo gli ultimi dati del 2022.

  • Su WhatsApp arrivano anche gli avatar, la porta verso il Metaverso

    Su WhatsApp arrivano anche gli avatar, la porta verso il Metaverso

    Su WhatsApp arrivano gli avatar, un passaggio quasi obbligato per l’app di Meta. Ma si tratta di qualcosa di più per l’app di messagistica, è la porta verso il metaverso.

    Come era del tutto prevedibile, su WhatsApp stanno per arrivare gli avatar, ossia la possibilità di trasformare in avatar la propria immagine e impostarla come foto profilo oppure inviarla nei messaggi. Prevedibile perché la stessa modalità è già attiva all’interno delle altre app di casa Meta, come Facebook e Instagram.

    Se ne parla ormai da circa un paio di mesi, ma oggi WhatsApp ne ha dato conferma anche sul suo blog ufficiale. La funzione sarà disponibile dai prossimi giorni nelle versioni aggiornate dell’app per iOS (la 22.23.77) e Android (la 2.22.24.73).

    La funzionalità è comunque in beta, attiva già per alcuni utenti; quindi, si tratterà di attendere ancora qualche giorno per essere disponibile per tutti gli utenti.

    Lo stile adottato ricorda molto quello di Bitmoji, già usato su Snapchat, ma, come molti di voi già sanno, gli avatar sono comunque disponibili su dispositivi Apple, attraverso Memoji, e sui dispositivi Samsung con l’app AR Emoji.

    whatsapp avatar metaverso franzrusso.it

    Inviare un avatar è un modo veloce e divertente per condividere stati d’animo con amici e familiari” – si legge su blog di WhatsApp. “Può essere anche un modo per mostrarsi agli altri senza usare foto reali e avere maggiore privacy. Per molte persone sarà la prima esperienza con la creazione di un avatar e noi continueremo a offrire miglioramenti di stile, tra cui luci, ombreggiature, texture per capelli e altro ancora che nel tempo renderanno gli avatar sempre più realistici“.

    Come detto prima, si potranno realizzare degli avatar, sotto forma di stickers, da inviare anche nei messaggi. Se ne potranno realizzare fino a 36 con espressioni diverse.

    Ma questa di WhatsApp in realtà non è da vedersi come un semplice allineamento aziendale, in realtà questo rappresenta molto di più. Proprio trattandosi di Meta, per WhatsApp si tratta della possibilità di fornire ai propri utenti un accesso diretto al metaverso. Anche se, va detto, questa nuova modalità realtà super aumentata in 3D non è ancora in grado di raccogliere grande interesse da parte del pubblico.

    Al momento si registrano grandi investimenti, come quelli di Meta, ma ancora poco coinvolgimento da parte degli utenti.

    Quindi, si tratta di un passaggio che va ben oltre la possibilità di fornire nuove modalità di conversazione e coinvolgimento.

  • Italiani e messaggistica, 33 milioni di utenti usano WhatsApp

    Italiani e messaggistica, 33 milioni di utenti usano WhatsApp

    Gli italiani continuano a preferire WhatsApp. L’app di Meta è usata da 33,1 milioni di italiani per 10 ore e 50 minuti al mese. Telegram diventa la terza app di messaggistica più usata con 15,5 milioni di utenti.

    Agli italiani piacciono le app di messaggistica, da sempre. Già nel 2013 il 56% degli utenti dichiarava di mandare oltre 5 messaggi al giorno, eleggendo poi WhatsApp come l’app preferita. Negli anni l’apprezzamento degli italiani verso le app di messaggistica è cresciuto costantemente e l’app di Meta è saldamente l’app più usata, anche se, nel frattempo, si sono affacciate altre app che hanno fatto breccia tra gli utenti italiani, soprattutto per quanto riguarda il tema della privacy.

    Tutta questa considerazione per arrivare a fare il punto di quale siano le app di messaggistica più usate dagli italiani nel 2022 e lo facciamo grazie ai dati pubblicati di recente da Vincenzo Cosenza. WhatsApp sarà ancora la più usata e amata? Di sicuro, come avevamo visto qualche mese fa, risulta ad essere ancora molto scaricata. Ma vediamo insieme i dati raccolti da Vincos.

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    Iniziamo subito col dire, senza grandi sorprese, che sì WhatsApp è ancora l’app di messaggistica più amata dagli italiani. Nella prima metà di quest’anno gli utenti che l’ano usata sono stati 33,1 milioni, toccando il livello di 35 milioni di utenti nel mese di giugno, Ma se confrontiamo questi dati rispetto allo stesso periodo del 2021 allora notiamo che WhatsApp, come dato generale, perde appena l’1,4%. Da notare che tre anni fa la media era di 31,8 milioni di utenti.

    Dal punto di vista del tempo impiegato sull’app da parte degli utenti, i dati ci dicono che questo si attesta alle 10 ore e 50 minuti, con un picco di alle 11 ore e 29 minuti ad inizio di quest’anno. Sono dati che restano sostanzialmente uguali allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’app che sicuramente continua a perdere terreno è l’alta app di messaggistica di casa Meta e cioè Facebook Messenger. Destinata a diventare un’app di utilità, in realtà non è mai riuscita del tutto a far innamorare gli utenti italiani. Gli italiani che l’usano sono 17,3 milioni ma il calo che si registra rispetto allo scorso anno è davvero pesante: -21%, ossia 4,5 milioni di utenti in meno. Il tempo di utilizzo di Messenger nei primi sei mesi dell’anno è stato di 50 minuti, in calo del 34% se paragonato a quello registrato nel 2021.

    app messaggistica italia 2022

    E veniamo a Telegram.

    L’applicazione di Pavel Durov conta in Italia 15,5 milioni di utenti e di fatto diventa la terza applicazione di messaggistica più usata dagli italiani. C’è da rilevare che, nonostante la grande crescita degli ultimi due anni, se paragonati allo stesso periodo dello scorso anno, la ricerca di Cosenza ci dice che Telegram ha perso il 7% degli utenti.

    Dal punto di vista del tempo trascorso sull’app, gli utenti italiani usano Telegram per 2 ore e 9 minuti al mese, un dato in crescita del 16% rispetto al 2021.

    Telegram, ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp

    Da annotare la crescita di Discord che nella prima parte dell’anno conta 1,9 milioni di utenti al mese con una crescita del 29% rispetto all’anno scorso e un tempo di utilizzo pari a 1 ora e 20 minuti per utente.

    Tutte le altre applicazioni rilevate dalla ricerca di Vincenzo Cosenza segnano un netto calo, segno che il settore va ormai uniformandosi attorno alle app che abbiamo fin qui citato. Una menzione particolare merita Skype, che per anni è stata una delle app più usate, che ormai è sempre più sulla via del tramonto. I dati dicono che in un anno l’app ha perso il 14% degli utenti, pure mantenendo 3,1 milioni di utenti al mese. In netto calo il tempo di utilizzo: -40% e soli 27 minuti per utente.

    Altra app che merita una menzione particolare è Signal. L’app di cui molto si è parlato e che sembrava dovesse decollare anche nel nostro paese invece non fa registrare numeri brillanti, anzi. Gli utenti sono poco più di mezzo milione in calo del 48% in un anno, con appena 1 ora di tempo di utilizzo.

  • Su WhatsApp si inviano 7 miliardi di vocali al giorno

    Su WhatsApp si inviano 7 miliardi di vocali al giorno

    Croce e delizia delle app di messaggistica, i vocali sono sempre più diffusi. Su WhatsApp se ne inviano 7 miliardi al giorno e ci sono nuove funzionalità.

    I messaggi vocali sono croce e delizia di coloro (quindi quasi tutti) che usano app di messaggistica. E come sappiamo bene, tra queste app, la stragrande maggioranza usa WhatsApp. E proprio oggi, l’app di messaggistica più usata al mondo, di proprietà di Meta, ha fatto sapere che ogni giorno si inviano sull’app ben 7 miliardi di messaggi vocali.

    Nella nota, WhatsApp spiega che questa modalità di invio di messaggi vocali, lanciata nel 2013, è popolare perché permette alle persone di adottare “una comunicazione più espressiva“..

    Con la voce, le emozioni traspaiono in modo più naturale rispetto ai messaggi di testo. E in molte situazioni i messaggi vocali sono la forma di comunicazione prediletta su WhatsApp“.

    Sulla facilità d’uso siamo tutti d’accordo. Ed è sicuramente questa facilità a renderli così popolari al punto che se ne inviano miliardi al giorno.

    WhatsApp, 7 miliardi di vocali al giorno

    In alcuni come l’India e altri del sud est asiatico, si sta pian piano abbandonando la modalità di messaggistica scritta. E si da spazio ai messaggi vocali.

    WhatsApp e i messaggi vocali, le funzionalità

    In aggiunta, WhatsApp rilascia alcune nuove funzionalità per migliorare l’esperienza con i messaggi vocali.

    E sono:

    • Riproduzione in background. Ti consente di continuare ad ascoltare un messaggio vocale anche se la pagina della relativa chat è chiusa, così puoi fare altro nel frattempo.
    • Metti in pausa/riprendi registrazione. Se necessario, puoi mettere in pausa la registrazione di un messaggio vocale e riprenderla quando ti è più comodo.
    • Visualizzazione a forma d’onda. La rappresentazione visiva dell’intensità del suono del messaggio vocale aiuta a seguire la registrazione.

    • Ascolta anteprima: riascolta i tuoi messaggi vocali prima di inviarli.
    • Continua riproduzione: se metti in pausa un messaggio vocale, puoi ricominciare ad ascoltarlo dallo stesso punto in cui l’avevi lasciato quando riapri la chat.
    • Riproduzione veloce per i messaggi inoltrati: riproduci a velocità 1,5x o 2x anche i messaggi vocali inoltrati.

    WhatsApp vocali 7 miliardi WhatsApp vocali 7 miliardi

    Tutte le funzionalità saranno disponibili progressivamente per tutti gli utenti nei prossimi giorni. Anche se alcune, come la modalità di visualizzazione a forma d’onda, sono attive da qualche giorno. Ricordatevi di aggiornare sempre la vostra applicazione.

  • WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    Novità in casa WhatsApp. Tra pochi giorni sarà attiva per tutti gli utenti la modalità “Visualizza una volta” che permetterà l’invio di foto o video che scompaiono una volta visualizzati.

    Novità da WhatsApp che va nella direzione di rendere sempre più sicure le conversazioni tra gli utenti. L’app di proprietà di Facebook fa sapere, attraverso un post sul blog ufficiale, che presto gli utenti potranno inviare foto e video con una nuova modalità: “Visualizza una volta“. Ammesso che resti così la denominazione in italiano, questa funzionalità permetterà presto agli utenti di inviare foto e video che scompaiono una volta visualizzati.

    Come funziona “Visualizza una volta” su WhatsApp

    whatsapp visualizza una volta franzrusso.it

    Come già accade per tutte le conversazioni su WhatsApp coperte da crittografica E2E (qui potete leggere un approfondimento sul tema crittografia), anche i contenuti multimediali sono garantiti dalla possibilità di non poter essere visualizzati da esterni. Solo che WhatsApp adesso include una possibilità in più.

    Quando si invia una immagine o un video sarà possibile renderlo visualizzabile una sola volta toccando il pulsante “1”. Una volta che il destinatario aprirà il contenuto, questo scomparirà.

    WhatsApp ritiene che questa funzionalità ossa tornare utile in tutti quei casi in cui si è ben consapevoli che uno screenshot è meno sicuro, e quindi si opta per una modalità che scompare da subito, senza la possibilità di essere consultata nuovamente.

    L’esempio che fa WhatsApp è quello della password Wi-Fi, situazione che sarà capitata sicuramente a molti di voi che state leggendo. Fare una foto e inviarla con la modalità “visualizza una volta” garantisce maggiore sicurezza.

    Se viene usata questa modalità, non sarà possibile, come abbiamo già sottolineato, rivedere il contenuto; se abilitata questa modalità, non sarà possibile salvare, classificare o condividere foto inviate o ricevute; sarà possibile vedere se il destinatario ha visualizzato il contenuto solo se ha le conferme di lettura attive; l’impostazione “visualizza una volta” deve essere attivata ogni volta che si vuole inviare un contenuto multimediale con questa modalità.

    Ovviamente, si tratta di una novità importante per WhatsApp, anche se qualcosa di simile esiste già in alcune app come Telegram, all’interno di conversazioni segrete, e anche con la modalità “Vanish Mode” su Instagram e Messenger, non attiva ancora in Italia. E ancora, una modalità simile esiste anche su Snapchat e, volendo estendere il raggio, esiste anche su Gmail, permettendo di impostare la data di scadenza di una e-mail.

    La modalità “visualizza una volta” sarà disponibile nei prossimi giorni (si parla di una settimana) per tutti gli utenti a livello globale.

    E voi che ne pensate?