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Nel doodle di Google oggi troviamo il Test di Hermann Rorschach

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

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Nuovo doodle interattivo quello che vediamo sulla homepage di Google oggi. Quello che si vede è il Test di Hermann Rorschach, dedicato proprio allo psichiatra svizzero di cui oggi si ricordano i 129 anni dalla nascita

Dopo un paio di doodle non visibili nel nostro paese, torniamo a vedere i tanto amati doodle di Google. Quello che si vede oggi sulla homepage di Google è il Test di Hermann Rorschach, in occasione dei 129 anni dalla nascita del psichiatra svizzero.

Non è un nome conosciuto ai più quello di Hermann Rorschach, però è sicuramente colui che ha in un certo senso rivoluzionato la psichiatria. Vista la sua passione per il disegno, a scuola lo chiamavano appunto Kleck, “inchiostro”, avvicinatosi agli studi medici, comincia a sperimentare le differenti percezioni che soggetti diversi hanno davanti a macchie colorate derivanti da esperimenti di Kleksografia. In questo contesto, inizia a chiedersi se il diverso modo di percepire le macchie possa essere legato a differenti dinamismi di personalità o problematiche psicopatologiche dei soggetti che vi si sottopongono. Avvia quindi un estensivo programma di ricerche sperimentali durato molti anni, provando vari tipi e sequenze di macchie, e raccogliendo sistematicamente i risultati ottenuti.

Nel 1921 pubblica la sintesi delle sue ricerche ed una relativa proposta di standardizzazione del sistema in un volume, Psychodiagnostik (1921), che all’inizio passa quasi inosservato. L’anno successivo, a soli 38 anni, muore a causa di una peritonite mal diagnosticata.

Nel corso del decennio successivo, diversi psichiatri e psicoanalisti, europei e statunitensi, iniziano a sperimentare l’uso delle sue macchie standardizzate in ambito psicodiagnostico, ottenendo risultati clinicamente molto interessanti; nel corso degli anni ’30 e ’40 iniziano ad essere quindi poste le prime basi dei diversi sistemi di “siglatura” attualmente esistenti del suo test, conosciuto come il Test di Rorschach.

Hermann-Rorschach---Brad-Pitt

Il Test si avvale di una serie di dieci tavole, 5 monocromatiche, 2 bicolori e 3 colorate, coperte di macchie d’inchiostro nere o policrome che vengono sottoposte al paziente e che questi deve interpretare.

Curiosità, sulla rete troverete spesso associata l’immagine di Hermann Rorschach a quella di Brad Pitt, vista la evidente somiglianza.

Google oggi vi dà la possibilità di vedere le tavole e poi di condividere sui social network quello che vedete. Mi raccomando, fateci sapere cosa vedete.

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