Autore: Franz Russo

  • Roger Federer e la creatività dei suoi followers con #PhotoshopRF

    Roger Federer e la creatività dei suoi followers con #PhotoshopRF

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    Ecco una Twitter Story interessante che val la pena di essere raccontata. Ieri Roger Federer ci ha fornito un esempio fantastico di come si possa interagire con una fanbase globale su Twitter in maniera originale. E la risposta è stata tale da far nascere l’hashtag #PhotoshopRF

    La Twitter Story che vi proponiamo oggi è davvero interessante, un esempio di come una base di followers può essere coinvolta nella maniera corretta e anche in un modo davvero originale, per generare interazione e condivisione. E la risposta non poteva essere che entusiasta. Certo, stiamo parlando di Roger Federer, campione del tennis mondiale, leader incontrastato per lunghi anni, con più di 2 milioni di followers ed anche uno dei 5 tennisti più seguiti su Twitter.

    In pratica, in occasione dell’International Premier Tennis League, che si terrà il prossimo 7-8 dicembre 2014, dovrà recarsi in India. E dato il poco tempo a disposizione per la visita, Federer ha pensato bene di chiedere direttamente ai suoi followers, su Twitter, un consiglio su quali attrazioni turistiche non dovrebbe perdersi una volta arrivato a Delhi:

    Tramite l’hashtag #PhotoshopRF, i fan sono stati invitati a condividere dei fotomontaggi in cui mostrare l’immagine del campione davanti ai panorami più celebri:

    E i followers non si sono fatti attendere, accogliento con entusiasmo la richiesta del campione e non hanno assolutamente deluso le sue aspettative. In questa Custom Timeline una selezione dei migliori Tweet:

    Twitter è molto seguito in occasione di eventi sportivi è infatti è attivo anche un account dedicato, @Twittersports. E abbiamo visto anche nei recenti Mondiali di Calcio in Brasile, quanto Twitter siano uno strumento preferito per seguire eventi di questo tipo. E il tennis non è da meno, durante il torneo di #Wimbledon di questa estate, l’85% dei giocatori teste di serie del singolare maschile e femminile erano su Twitter.

    Come dicevamo prima, Federer è uno dei 5 tennisti più seguiti su Twitter, ecco gli altri nomi:

    1. Rafael Nadal (@RafaelNadal) — 6,75 milioni di follower
    2. Serena Williams (@serenawilliams) — 4,4 milioni di follower
    3. Novak Djokovic (@DjokerNole) — 3,45 milioni di follower
    4. Andy Murray (@andy_murray) — 2,7 milioni di follower
    5. Roger Federer (@rogerfederer) — 2,2 milioni di follower

    Insomma, Twitter offre diverse modalità di interazione e offre allo stesso modo, agli utenti la possibilità di esprimersi in tanti modi. Twitter è un social network e come tale permette di vivere esperienze di condivisione al pari di qualsiasi altro. Con un nato hashtag sul momento, Federer è stato bravo a suscitare la curiosità, e la creatività, dei suoi followers. Ecco, questo piccolo esempio che vi abbiamo raccontato, grazie ai datti messi a disposizione da Twitter, rende bene l’idea di come alle volte basti veramente poco per suscitare la voglia di partecipazione e di condivisione da parte degli utenti.

    E voi che ne pensate di questo esperimento?

  • Enjore, quando i tornei diventano social

    Enjore, quando i tornei diventano social

    enjore

    Enjore è la piattaforma che permette di gestire e vivere competizioni di ogni tipo, in un modo nuovo e semplice. Nata nel 2012 da un’idea di Nicola Taranto, in poco tempo la piattaforma si diffonde in tutto il mondo. E quest’estate la Rugby League Commonwealth Championship decide di usarla per la gestione del campionato, un evento che ha attirato migliaia di visitatori da tutto il mondo

    Enjore è una piattaforma che permette di gestire e vivere competizioni attraverso un sistema organizzativo estremamente semplice. La potenzialità della piattaforma è legata alle possibilità di condividere informazioni e contenuti multimediali, all’interno della propria community. Si tratta quindi di un vero social network che, grazie alle sue caratteristiche, da modo a organizzatori, giocatori e tifosi, di vivere on-line le loro passioni. Su Enjore è possibile organizzare qualsiasi tipo di torneo: da quello sportivo, come tornei di calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano, pallanuoto, rugby, tennis, hockey, tennis tavolo, baseball e football americano; a quelli legati al mondo dei videogame, specie di FIFA e PES, registrando un forte interesse da parte degli utenti. Ma si possono organizzare anche tornei di calciobalilla e di subbuteo.

    Grande successo in pochi mesi

    Enjore nasce da un’idea di Nicola Taranto, oggi founder e CEO della startup, nel settembre del 2012, quando dopo aver realizzato un sito per la gestione di un torneo di calcio del proprio paese, si accorge che il suo stesso sito veniva già molto consultato da tanti giovani che commentavano anche le singole prestazioni dei giocatori. Da lì scattò la scintilla che convinse Nicola a realizzare una piattaforma che permettesse agli appassionati di vivere le competizioni, quindi un vero social network che desse l’opportunità di reperire facilmente le informazioni relative ai tornei di proprio interesse, di commentarne i risultati, di votare le squadre o le prestazioni dei giocatori, condividere foto e video. Tutto questo è Enjore che ha come obiettivo quello di trasmettere, anche sul web, l’entusiasmo e il divertimento che ruotano intorno ai tornei sportivi, di videogame e o altre competizioni in genere.

    enjore-team

    In breve tempo la startup creata da Nicola Taranto fa passi da gigante. E un primo seed da 150 mila euro, ottenuto nel marzo del 2013, permette di accrescere il team attorno all’idea e di migliorare sempre più la piattaforma che mese dopo mese registra numeri crescenti. Ad oggi, i tornei organizzati attraverso Enjore sono triplicati rispetto all’anno precedente, coinvolgendo più di mezzo milione di utenti. Un elemento che indica quanto la piattaforma si stia diffondendo, riuscendo ad agganciare il forte interesse degli organizzatori nell’adottarla come strumento per gestire e organizzare tornei nel proprio paese di riferimento.

    Enjore oggi si pone come leader in Italia e in forte ascesa in altri paesi

    Gli utenti registrati sono oltre 33 mila, con oltre 120 mila visitatori unici al mese. Questi numeri evidenziano la forte crescita del sito, tanto che comincia ad essere conosciuto in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, in America Latina e in Europa in generale. Forte crescita anche in Bulgaria, dove multinazionali come Hewlett Packard, Unicredit, Carlsberg, Adecco hanno usato la piattaforma Enjore per organizzare i propri tornei aziendali e interaziendali.

    L’ascesa di Enjore e la qualità del servizio offerto vengono confermate nell’estate 2014, quando anche la Rugby League Commonwealth Championship decide di avvalersi ufficialmente della piattaforma per la gestione del campionato, un evento importante al quale hanno preso parte le nazionali di Inghilterra, Australia, Canada, Jamaica, Galles, Scozia, Papua Nuova Guinea e Sud Africa, con migliaia di visitatori da tutto il mondo.

    Enjore è anche disponibile per iOS e, da pochi giorni, anche per Android. Il team sta lavorando per permettere la totale gestione dei tornei in mobilità.

  • Brands & Social Media, analisi del settore GDO in Italia [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore GDO in Italia [Infografica]

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    Ed eccoci con un nuovo report della seconda edizione di “Osservatorio Brands e Social Media”, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica. Questa volta l’analisi è sul settore GDO in Italia, settore poco social ma attento al Mobile, in cui spiccano brand come Carrefour e Lidl

    Nuovo rapporto dell’Osservatorio Brands s Social Media, progetto realizzato da Digital PR e OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica. Quello che vi presentiamo oggi, il sesto della seconda edizione del progetto, è sull’analisi del settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) in Italia. Un settore importante per la nostra economia, ma che dall’analisi risulta poco attento ai social media, mentre mostra più attenzione verso il Mobile. L’analisi ha preso in considerazione venti brand del settore, verificando quale sia il loro rapporto e il loro modo di usare i Social Media.

    Ebbene, leader della classifica complessiva è Carrefour, brand GDO francese, che totalizza 55,2 punti, mentre in seconda posizione troviamo Lidl, brand tedesco fondato nel 1930 dalla famiglia Schwarz, che totalizza 43,1 punti. In terza posizione troviamo il primo brand italiano, si tratta di Coop che totalizza 38,7 punti. Come potete notare guardando la classifica (la trovate nell’infografica in basso), dopo Iper, quarto brand in classifica con 32,7 punti, si nota una lunga lista di brand che non supera i 30 punti, segno che la gran parte delle aziende del settore non ha ancora approntato un uso continuo e armonizzato dei Social Media, a differenza dei brand citati prima come Carrefour, Lidl e Coop.

    La piattaforma utilizzata maggiornemte, come giù visto in altri report dello stesso studio, è ovviamente Facebook, mentre sia Twitter che YouTube non sono ancora utilizzati al meglio dai brand analizzati per entrare in contatto e comunicare con i propri clienti di riferimento. Da notare, invece, una diffusa tendenza a utilizzare le applicazioni per smartphone e tablet, offrendo servizi di geolocalizzazione e informazione sui punti vendita, ma anche cataloghi di prodotto, nella maggior parte dei casi in forma di volantini digitali, e funzioni di lista della spesa virtuale o di consultazione dei dati della propria carta fedeltà.

    Carrefour

    Carrefour è alla guida di questa classifica grazie a un presidio intensivo di tutte e tre le piattaforme su cui è presente il brand, e cioè Facebook, Twitter e YouTube, sfruttando anche quegli eventi, come i “Mondiali di Calcio”, in grado di coinvolgere un ampio pubblico per proporre offerte speciali e contenuti ad hoc. Se guardiamo all’interazione, i profili registrano un numero molto elevato di commenti, condivisioni e like. Lo stesso si può dire di Twitter, che registra un numero di retweet mediamente molto elevato rispetto agli altri brand, mentre YouTube viene presidiato in modo costante, aggiornando frequentemente i video. Carrefour sembra quindi in grado di sfruttare i social media senza relegarne nessuno allo status di vetrina, anche in assenza di un adattamento forte dei contenuti alle specificità di ogni piattaforma.

    Lidl

    Seconda in classifica Lidl, che eccelle nel presidiare Facebook grazie a un’interazione molto elevata sia in termini di like che di commenti. Mentre YouTube appare come un archivio di contenuti ancora da sfruttare appieno, il presidio intensivo del più diffuso Facebook e le elevatissime performance ottenute sono in grado di far emergere il brand come una delle community di utenti più attive: si assiste infatti sia a una risposta frequente degli utenti alle domande e agli stimoli anche ludici del brand, sia a un’intensa relazione tra gli utenti stessi.

    E sempre per quanto riguarda Facebook, SocialBakers a febbraio di quest’anno ha rivelato che proprio Lidl è il brand più forte in Europa, nel settore retail, con oltre 10 milioni di fan, superando anche Carrefour. Lidl è forte anche in termini di interazioni con gli utenti e anche in termini di customer care

    Coop

    Primo tra i marchi nazionali e terzo nella classifica generale, Coop è una delle poche grandi realtà di questo campione che dimostra di avere una comunicazione strutturata. Il brand pubblica post a cadenza quasi quotidiana e interviene frequentemente nelle conversazioni. I contenuti vertono meno sulla promozione di prodotto e più sulla tematizzazione della comunicazione: dalle iniziative ecologiche e sociali alla celebrazione di eventi nazionali. Va sottolienato anche un uso peculiare di Twitter, che, nel periodo di analisi, vede il brand più come osservatore e amplificatore dei contenuti proposti dagli utenti. Oltre che per la coerenza complessiva della comunicazione, Coop eccelle sulla piattaforma video di YouTube attraverso contenuti ad hoc, come le video pillole e il coinvolgimento degli utenti intervistati per la campagna promozionale in corso.

    Rispetto a tutti i settori analizzati fino a oggi, la GDO si presenta peculiare per due ordini di motivi: da una parte per l’uso di un numero molto ridotto di piattaforme, ascrivibile alla necessità di raggiungere un target nazionale o locale ampio e generalista di consumatori, dall’altra per un utilizzo spiccato del mobile che consente ai marchi di rimanere sempre connessi con gli utenti-consumatori – ci spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. La diversità delle performance ottenute tuttavia, non si spiega soltanto con la diversità dei mercati di riferimento, ad esempio nei casi di catene più legate alla dimensione locale, ma anche con la capacità di adattare la propria comunicazione alle forme e logiche di queste piattaforme”.

    Quello della GDO – dichiara Nicolò Michetti – è un settore che mostra ampi margini di crescita e sviluppo nella comunicazione con i social media. Le opportunità di connessione offerte sono molteplici, e alcuni brand si dimostrano particolarmente attivi e capaci di sfruttarle; restano tuttavia molti marchi, come Esselunga, Famila, A&O, PAM e Sisa, solo per citarne alcuni, che potrebbero presidiare in modo efficace queste piattaforme, attuando strategie che siano in grado di coinvolgere gli utenti per formare comunità di consumatori che si scambiano informazioni e consigli sui prodotti e sulle offerte all’interno degli spazi della marca.”

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand della GDO più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati dei maggiori gruppi, selezionando all’interno dei principali gruppi quei marchi con almeno un profilo ufficiale sui social media. La rilevazione dei dati è relativa al mese di maggio 2014 e sono stati analizzati i profili rivolti al mercato italiano.

    Allora, che ne pensate di questi dati? C’è qualche brand che vi ha sorpreso di più e qualche brand meno? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

    Brands Social-Media---GDO---Infografica

  • Google ci ricorda che è Autunno, con un doodle

    Google ci ricorda che è Autunno, con un doodle

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    E alla fine è arrivato l’Autunno e ce lo ricorda anche Google con un doodle. Alle 2:29 di oggi nell’emisfero boreale, inizia il giorno dell’equinozio d’Autunno, 23 settembre, e terminerà il 21 dicembre

    Ed è arrivato anche l’Autunno. Dopo un estate che per lunghi periodi sembrava, in verità, proprio novembre inoltrato, ecco che da oggi inizia davvero la stagione. E ce lo ricorda anche Google con un doodle animano, visibile , oltre che in Italia, anche negli Usa e in Canada (fra qualche ora), in gran parte dell’Europa, in Giappone e in Corea del Sud.

    Da sempre sappiamo che il 21 di Settembre arriva l’Autunno, ma quest’anno la stagione arriva oggi, 23 Settembre. Infatti, alle 2:29 di questa mattina, nell’emisfero boreale, è iniziato il giorno dell’Equinozio d’Autunno. Il primo effetto che si noterà è che le ore di luce si ridurranno, oltre che una progressiva riduzione delle temperature. E questo punto è tutto da verificare.

    E sono tanti i riferimenti, nella storia della letteratura, italiana e internazionale, a questa stagione e vogliamo riproporne qualcuno:

    Come d’autunno si levan le foglie | l’una appresso dell’altra, fin che ‘l ramo | vede alla terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d’Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo” – Inferno (Dante Alighieri)

    Se io preferisco tanto l’autunno alla primavera, è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra.” – (Søren Kierkegaard)

    Si sta come | d’autunno | sugli alberi | le foglie” – Soldati (Giuseppe Ungaretti)

    I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno feriscono il mio cuore d’un monotono languore.” – (Paul Verlaine)

    Come un sentiero d’autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche.” –  (Franz Kafka)

    D’autunno l’infermità si addensa, come le nuvole in cielo, e molti mali che l’estate aveva assopito si risvegliano.” –  (Theodore Francis Powys)

     

  • Mobile, l’accesso al Web è cresciuto del 67% a livello globale

    Mobile, l’accesso al Web è cresciuto del 67% a livello globale

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    Secondo un ultimo rapporto di StatCounter Global Stats, l’accesso a Internet da Mobile, a livello globale, è cresciuto nell’ultimo anno del 67%. In Italia, secondo questi dati, la crescita è del 118%! E ci sono paesi, come India o Sud Africa, dove l’accesso da Mobile supera quello da Desktop

    L’utilizzo dei dispositivi mobili è in continua ascesa un po’ ovunque e il nostro paese da questo punto di vista non è da meno. E’ un tema che seguiamo spesso qui sul nostro blog e oggi vogliamo ritornarci perchè StatCounter Global Stats ha rilasciato nei giorni scorsi un nuovo e interessante rapporto che dimostra come davvero l’utilizzo del Mobile cresce sempre di più. Negli ultimi 12 mesi, precisamente da Agosto 2013 ad Agosto 2014, l’accesso a internet da dispositivi mobili è cresciuto, a livello globale, del 67%. Un numero comunque impressionante. Ed è ancora più interessante vedere l’evoluzione nei singoli paesi. E’ vero che l’accesso da desktop rimane ancora quello preponderante, al 64%, l’accesso da Mobile passa in un anno da 17,1% a 28,5%.

    accesso internet mobile globale

    Ma il dato davvero rilevante è che ci sono paesi dove il sorpasso del Mobile sul Desktop è già avvenuto. E lo vedete bene in questa grafica realizzata sempre da StatCounter.

    world-map-platform

    In paesi come il Sud Africa, l’India o l’Indonesia, l’accesso al web si opera più da Mobile che da Desktop. Una tendenza questa destinata a crescere e sicuramente, da qui a qualche anno, le aziende dovranno essere in grano, per davvero , di farsi trovare pronte per cogliere al meglio le opportunità che si presenteranno. Ed una evoluzione che sta avvenendo in tempi veloci, se pensiamo che solo fino a tre anni fa l’accesso dal desktop era quello principale.

    Diamo un’occhiata anche ad altri paesi per vedere come evolve l’accesso da Mobile.

    accesso internet mobile italia

    In Italia, ad esempio, l’accesso a Internet da Mobile passa dal 10,15%, ad Agosto 2013, al 22,2%, ad Agosto 2014. Di conseguenza la crescita è del 118%, una delle percentuali più alte riscontrate a livello globale. E notate che a Maggio di questo anno la percentuale era addirittura del 33%, con una diminuzione corrispondente dell’accesso via desktop che toccava il suo punto minimo, 59%. Da Maggio ad Agosto, si registra però una ripresa da desktop, con un corrispondente calo dell’accesso al Web da Mobile. Vedremo se nei prossimi mesi quale direzione prenderà il fenomeno.

    Negli Usa l’accesso da Mobile cresce in un anno del 73%, arrivando al 24,4%, mentre in Uk la crescita è del 69%, arrivando ad essere del 23,2%.

    L’accesso a internet via smartphone cresce più di quello effettuato via tablet, dovuta al fatto che ormai il mercato è invaso da smartphone con schermi più grandi. E da questo punto di vista sarà anche interessante vedere l’evoluzione con l’ingresso sul mercato dell’iPhone 6 Plus.

    I dati di StatCounter si basano su tre milioni di siti monitorati e su 15 miliardi di pagine visitate al mese.

  • Referendum in Scozia, ecco come sono andate le conversazioni su Twitter

    Referendum in Scozia, ecco come sono andate le conversazioni su Twitter

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    Il 18 Settembre comunque in Scozia sarà ricordata come una data storica. Il referendum ha visto prevalere i NO, 55%, alla separazione dal Regno Unito, contro i SI, 45%. E vediamo come sono andate, a livello globale, le conversazioni su Twitter. Il picco, al momento del risultato ufficiale, è stato di 5.212 tweet al minuto (TPM)

    La Scozia ha deciso di restare unita al Regni Unito, questo il risultato del referendum che comunque passerà alla storia del paese. Gli scozzesi che si sono espressi per il NO sono stati il 55%, mentre quelli per il SI sono stati il 45%. Un risultato che per molto versi è arrivato a sorpresa, vista la massiccia campagna fatta da Alex Salmond, leader indipendentista scozzese, e anche per via dei tanti sondaggi che davano in vantaggio il fronte del SI, anche se di misura. E oggi vogliamo dare un’occhiata, grazie ai dati che Twitter ci mette a disposizione, a come sono andate le conversazioni a livello globale sulla piattaforma a 140 caratteri.

    Sin dall’apertura delle votazioni, avvenuta giovedì alle 08.00 (ora italiana), fino alle 08.00 di ieri mattina (ora italiana), gli utenti Twitter hanno condiviso 2.603.497 Tweet, nell’ambito di una campagna che ha catturato l’attenzione del mondo intero. Quando il risultato è stato finalmente confermato, gli utenti hanno continuato a twittare sia per festeggiare che per mostrare la loro delusione, fino a generare un picco di
    5.212 tweet al minuto (TPM). E’ il picco più alto dall’inizio dell’intera campagna, che ha battuto quelli registrati durante i dibattiti del 5 agosto (2.019 TPM) e del 25 agosto (2.213 TPM).

    Twitter Reverb ha realizzato un’infografica attraverso la quale è possibile scoprire come siano aumentate le menzioni del ‘No’ subito dopo l’annuncio del risultato.

    Non appena confermata la notizia, i leader politici di entrambi gli schieramenti hanno usato Twitter per comunicare con i loro follower in Scozia e non solo. Allo stesso modo, altre voci celebri hanno voluto condividere il loro pensiero in 140 caratteri, a questo link potete visualizzare la timeline del dopo risultato.

    Con un affluenza dell’84,6% e oltre 3 milioni di voti, questo referendum è stato sicuramente molto sentito. Sia la campagna per il ‘Sì’ che quella per il ‘No’ si sono giocate su Twitter, così come le iniziative neutrali, un esempio è stato quello dello Scottish Youth Parliament, #YourVoteMatters. Anche in questa occasione Twitter si conferma dunque come piattaforma di dibattito globale in cui politici e cittadini si incontrano per discutere e trattare questioni di politica, senza alcun tipo di barriera. Di seguito alcuni dati e statistiche, aggiornati al 19 settembre 2014 alle 00:27 ora italiana, che mostrano come il dibattito #IndyRef si sia sviluppato su Twitter. A partire dal primo dibattito televisivo sull’#IndyRef del 5 agosto, sono stati condivisi più di 7 milioni di Tweet sul referendum con i sostenitori di entrambe le posizioni che hanno utilizzato Twitter per far sentire la loro voce. Dal 5 agosto sono stati 1,55 milioni i Tweet che hanno menzionato hashtag relativi al ‘Sì’, rispetto ai 500.000 collegati al ‘No’. Una differenza di oltre un milione di Tweet fra le due posizioni.

    Questi gli hashtag più usati:

    1. #IndyRef: 3,75 milioni
    2. #VoteYes: 1,1 milioni
    3. #Scotland: 439.000
    4. #ScotDecides: 272.000
    5. #BetterTogether: 224.000

    A questo link potete visualizzare una mappa interattiva legata all’hashtag #IndyRef. E sempre da Twitter Reverb, ecco un’altra infografica mostra l’andamento delle conversazioni sull’#IndyRef per tutta la giornata del voto, durante la quale le persone si sono riversate
    su Twitter per condividere il proprio punto di vista e discutere della propria decisione.

    scozia-#Indyref

    E vediamo adesso i tweet più condivisi della giornata. Ed è quello di @Andy_Murray, che ha voluto condividere la propria posizione con i suoi 2,7 milioni di follower. Il Tweet ha ottenuto oltre 19 mila Retweet e oltre 14 mila preferiti:

    Il referendum è stato anche l’occasione in cui, per la prima volta nella storia, nel Regno Unito anche i minori di 18 anni hanno potuto esprimere il proprio voto su un’importante questione nazionale. Lo Scottish Youth Parliament ha utilizzato Twitter per promuovere l’attività di voto nella fascia di età 16-24 con l’hashtag dell’iniziativa #YourVoteMatters, che è stato nei trending topics durante tutta la giornata di voto.

    E questo era tutto quello che Twitter ha raccolto attorno a questo importante evento.

    E voi che ne pensate? Avete seguito su Twitter l’evento?

    (cover image via Fotolia)
  • Ufficio stampa e PR online nell’era dei Social Media [Formazione]

    Ufficio stampa e PR online nell’era dei Social Media [Formazione]

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    Gestire le relazioni e in particolar modo l’Ufficio Stampa sono attività che oggi non possono più prescindere dal ruolo importante che gioca il Web, in particolar modo i Social Media e i Blog. E spesso non è facile approcciare a questi nuovi strumenti. Un percorso formativo come quello che si terrà a Bologna il 16 e 17 ottobre prossimo è quindi da consigliare

    L’era del Digitale, quella che stiamo vivendo, sta ormai cambiando i paradigmi comunicativi per come li abbiamo sempre usati e conosciuti. Il Web, in special modo i Social Media e i Blog, hanno imposto nuovi modi di comunicare e nuovi paradigmi, basati sul dialogo, sul confronto e sull’ascolto continuo. Attività che trovano difficile connessione con i modi “tradizionali”, basati su modelli filtrati, senza un approccio diretto. Ecco, tutto questo si riflette anche nella gestione delle relazioni online, che va sotto l’etichetta di PR online, e anche nella gestione dell’Ufficio Stampa. Queste due attività si evolvono nell’era del digitale e devono considerare nuovi attori su cui contare, come blogger, le varie community e anche i giornalisti di portali online. Non sono attività semplici da portare avanti, anche perchè richiedono conoscenze e competenze che non sempre si riescono a sviluppare in modo autonomo.

    Ecco perchè siamo lieti di suggerirvi un momento formativo davvero interessante come quello che si terrà a Bologna, il 16 e 17 Ottobre 2014, presso Noetica, in via Rimini 10. Due giornate di formazione durante le quali  si tratterà di come è cambiato il concetto di pubbliche relazioni e come, di conseguenza, è mutato il ruolo dell’addetto stampa 2.0. Inoltre verranno approfonditi i nuovi strumenti a disposizione dell’ufficio stampa 2.0 con particolare attenzione al comunicato stampa 2.0 e alla redazione di un piano editoriale cross mediale. E, ancora, si tratterà di article marketing e comment marketing, e della loro importanza per la link popularity. Ci sarà anche modo di vedere insieme come individuare, intercettare e coinvolgere i blogger di settore. Una parte del corso sarà dedicata alla gestione dei social network funzionali all’attività di ufficio stampa, come Facebook, Twitter e Pinterest.

    La docenza del corso sarà a cura di Simona Bonciani e Sara Mariani.

    Per le offerte in corso e per tutte le altre informazioni, potete consultare la pagina dedicata al corso.

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  • Buzzoole rappresenterà l’Europa all’Intel Global Challenge

    Buzzoole rappresenterà l’Europa all’Intel Global Challenge

    buzzoole

    Buzzoole, la startup italiana in grado di identificare gli influencer sul web, degli incubatori 56CUBE e Digital Magics, è stata premiata per la categoria ICT e rappresenterà l’Europa alla finale della competition, Intel Global Challenge, a Berkeley in California, dal 3 al 6 Novembre

    Buzzoole, la startup innovativa in grado di identificare gli influencer sul web, si è aggiudicata un premio importnate all’Intel Business Challenge Europe 2014 in Lituania per la categoria ICT e, in virtù di questo risultato, parteciperà alle finali dell’Intel Global Challenge 2014 a Berkeley in California. I vincitori sono stati selezionati dopo 8 mesi fra 25.000 provenienti da 12 Paesi (Israele, Norvegia, Italia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Romania, Regno Unito, Bulgaria, Irlanda, Danimarca e Polonia). Sono 5 i team che porteranno i colori dell’Europa dal 3 al 6 novembre negli Usa e Buzzoole è una delle due startup italiane vincitrici dell’edizione europea, candidate entrambe alla finale mondiale.

    Buzzoole è la neoimpresa digitale di 56CUBE, venture incubator di startup nel Sud Italia nato all’interno di Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative quotato su AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM). Buzzoole è la prima piattaforma italiana, basata su un algoritmo e una tecnologia proprietari, che permette alle imprese di identificare qualitativamente gli influencer del proprio mercato e, grazie a loro, di generare passaparola online. A febbraio 2014 Buzzoole ha lanciato Finder, il motore di ricerca che permette di trovare gli influencer grazie a specifiche ricerche, da un bacino di più di 2 miliardi di utenti.

    La cerimonia di premiazione si è svolta nel Teatro d’Opera Nazionale e del Balletto Lituano a Vilnius e i vincitori sono stati premiati da Evaldas Gustas, Ministro dell’Economia della Repubblica di Lituania. La giuria era composta da importati venture capitalist, accademici e imprenditori fra cui Jakub Probola Managing Director di Hub:raum, Julie Meyer CEO di Ariadne Capital, e Mindaugas Glodas General Manager di Nextury Ventures.

    Molto soddisfatto Fabrizio Perrone, Fondatore e CEO di Buzzoole, che dichiara:

    Partecipare all’‘Intel Business Challenge Europe 2014’ è stata un’opportunità importantissima per noi. Durante la selezione e i giorni dell’evento ci siamo confrontati con esperti internazionali del mondo digitale e abbiamo presentato Buzzoole a molti investitori, università e imprese interessati a sviluppare il nostro progetto e a collaborare con la nostra startup. Siamo entusiasti di essere stati scelti come rappresentati europei alla finale negli Stati Uniti, per il modello di business originale e scalabile e per lo spirito imprenditoriale. Speriamo che a Berkely andrà ancora meglio

    La competition promossa da Intel è nata per motivare i giovani imprenditori europei a sviluppare tecnologie innovative in grado di risolvere le sfide del mondo reale, sviluppare modelli di business realizzabili e trasferire la tecnologia dai talenti al mercato.

    Ad oggi, la startup registra, senza alcuna operazione di marketing, 13.000 utenti attivi e 5.000 like su Facebook. Buzzoole ha 90.000 Euro di fatturato negli ultimi 3 mesi e mezzo, quando ha iniziato la propria attività commerciale. Conta oltre 20 clienti fra cui Fastweb, Ferrero, Ford, Henkel, Iveco, MailUp, MSC Crociere, Redbull, Vernel, Wind.

  • App4Mi si aggiudica il “Premio dei Premi per l’Innovazione”

    App4Mi si aggiudica il “Premio dei Premi per l’Innovazione”

    Quolimi App4Mi

    App4Mi, il progetto in ambito smart city del Comune di Milano e RCS MediaGroup, con il supporto dell’incubatore Digital Magics, ha ricevuto ieri il “Premio dei Premi per l’Innovazione” istituito dalla Fondazione per l’Innovazione Tecnologica Cotec

    App4Mi, il progetto in ambito smart city del Comune di Milano e RCS MediaGroup, con il supporto dell’incubatore Digital Magics, che abbiamo molto seguito anche noi di InTime, ha ricevuto ieri il “Premio dei Premi per l’Innovazione” istituito dalla Fondazione per l’Innovazione Tecnologica Cotec, nella categoria Grandi Gruppi.

    Conferito dal Presidente della Repubblica italiana e consegnato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca, On. Stefania Giannini, il premio è stato assegnato a RCS con la seguente motivazione: “Per essere stata, unitamente al Comune di Milano, promotrice e organizzatrice di App4Mi, il programma volto a valorizzare gli open data del Comune tramite un concorso per la realizzazione di app basate sui dati della municipalità e un campus formativo per giovani sviluppatori e designer, incentivando l’imprenditorialità digitale.”

    Il premio è stato ritirato da Alceo Rapagna, Chief Digital Officer di RCS MediaGroup e per il Comune di Milano dal Direttore Generale Giuseppe Tomarchio, e dall’Assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua Pubblica, Energia Pierfrancesco Maran.

    Sono molto lieto di questo prestigioso riconoscimento. Compito di un’azienda è anche quello di promuovere in maniera concreta l’innovazione dialogando con istituzioni e cittadinanza, e di favorire la nascita e lo sviluppo di una imprenditorialità di successo. App4Mi è l’esempio di una efficace collaborazione tra RCS e il Comune di Milano che ha valorizzato le capacità progettuali presenti sul territorio su argomenti di interesse per la collettività”, ha detto il presidente di RCS MediaGroup Angelo Provasoli.

    La prima edizione di App4Mi, che ha registrato un importante coinvolgimento della cittadinanza con più di 1.000 iscritti ai corsi gratuiti di App4Mi Open Campus organizzati da Digital Magics, ha messo a disposizione di giovani, studenti, laureandi e micro imprese gli Open Data dell’Amministrazione comunale premiando le migliori 10 nuove app con riconoscimenti per un totale di 20.000 euro, e ha messo in palio per i concorrenti del concorso alcuni stage. Le app premiate hanno sviluppato soluzioni nei campi di turismo e tempo libero, cultura ed education, mobilità, traffico e trasporti, green, sociale e sanitaria, e disabilità.

    Anche il numero delle app che hanno partecipato al contest è stato significativo con 75 App, delle quali 64 ammesse nella gallery di valutazione finale. Si è trattato di un risultato di notevole importanza, confrontato per esempio con l’analoga esperienza di New York, che ha selezionato 57 App concorrenti nella prima edizione del contest, nel 2010, 96 nel 2011 e 54 nel 2012.

  • Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Conversazione a due oggi, insieme a Salvatore Russo, @WMSaver, proviamo a vedere come Twitter potrebbe migliorare ancora, aggiungendo alcune funzionalità, adesso necessarie. Rinfrescando anche alcune funzioni poco usate e poco conosciute

    E’ davvero un piacere oggi avere ospite qui Salvatore Russo, che tutti voi già conoscete, esperto di Web e Social Media Marketing e da poco lo trovate in libreria con il suo masterpiece “Scopri Google Plus e conquista il Web” (edito da Dario Flaccovio Editore, con la copertina rossa, e quale se no?). Insieme a Salvatore da alcuni giorni ragionavamo su come Twitter potesse migliorare alcune funzionalità, specie nel momento in cui accelera su azioni tese a monetizzare, una novità assoluta. E quello che segue è un post a 4 mani con 2 Russo. Un caso a dir poco eccezionale.

    twitter consigli

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    salvatore-russo

    Salvatore Russo

    Mi occupo di Marketing, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani. Dal 2011 mi occupo della direzione marketing di 6sicuro di cui sono anche l’ideatore del blog, coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di blogger e giornalisti.

    Google+, Facebook, Twitter e LinkedIn

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    Da alcuni mesi, Twitter ha un po’ rivoluzionato la propria piattaforma cercando di migliorare il suo livello di coinvolgimento e, soprattutto, il tempo di utilizzo da parte degli utenti. Per questo motivo ha introdotto delle novità per rendere la piattaforma più adatta ad un coinvolgimento maggiore, basti pensare al redesign del layout dei profili.

    Ma Twitter, di recente e su forte richiesta degli investitori, ha cominciato a mettere in atto delle azioni rivolte a monetizzare, e vediamo quali.

    Twitter Analitycs

    È disponibile a tutti gli account una dashboard con cui è possibile verificare quanto siano apprezzati i propri tweet! Ad esempio è possibile fare clic su uno qualsiasi dei tuoi tweet per visualizzarne le statistiche generali in tempo reale (retweet, follows, grattini, click su hashtag e click su link), così come tracciare la vostra attività nel corso dell’ultimo mese. Questi sono utilissimi per coccolare il tuo ego, ma ancora di più per giustificare e misurare gli investimenti pubblicitari eseguiti su Twitter.

    ADS Twitter

    E’ ora possibile anche in Italia (Dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Irlanda) creare campagne Advertising. Sono sostanzialmente di tre tipi: sponsorizzazione di un tweet, aumentare i follower ed incentivare il download di un app. Fighissimo. Ti consiglio di leggere gli ottimi post di Leonardo Bellini e Giuliano Ambrosio che ti spiegano come creare la tua prima campagna Twitter.

    Timeline

    Twitter è come una doccia. Entri, ti fai una lavata di informazioni, esci e sei fresco come una rosa. Un sistema fluido di dati con una vita brevissima, pochi secondi . Problema: se aumentano gli inserzionisti questi vorranno avere maggior visibilità e semmai qualche sistema di targetizzazione. Come facciamo?
    Mr. Anthony Noto, CFO di Twitter, ci sta pensando, come tutto il suo team. Rumors vorrebbero che nel prossimo futuro la Timeline storica, basata sulla cronologia dei tweet, sia stravolta da logiche ben diverse, alla Facebook per intenderci. Una Timeline in cui i tweet vengono filtrati e mostrati agli utenti secondo un algoritmo votato al #TiFaccioVedereQuelloCheCredoTiPossaInteressareDiPiùMaSoprattuttoGeneriPiùFatturatoInAdv.

    Molti vedono in questa soluzione il MALE ASSOLUTO, la fine di Twitter, in quanto sarebbe snaturato e reso così simile a Facebook da domandarsi perché continuare ad utilizzarlo. Un’osservazione lecita. Una piattaforma ha senso di esistere se ha una peculiarità che lo rende unico, altrimenti risulta solo una perdita di tempo.

    twitter-consigli

    Sii Propositivo

    Invece di star vicino alle transenne del cantiere a giudicare i lavori, sii propositivo e suggerisci possibili soluzioni alternative allo stravolgimento della timeline.  L’introduzione di semplici features  potrebbero avere un impatto efficace, migliorare l’utilizzo della piattaforma e andare quindi nella direzione di un maggiore coinvolgimento degli utenti. Ecco alcune ideuzze che mi sono venute in mente:

    Eliminare il bottone “Preferiti”

    Oramai è chiaro, tutti lo usano come “mi piace” e non produce nessun dato utile per Twitter. Va detto che Twitter sta sperimentando la visualizzazione anche dei preferiti sulla timeline, come già succede con RT, ma questo non avrebbe un impatto significativo.

    Creazione di nuove funzioni:

    1. Bottone “Mi piace”
      con cui appagare la voglia irrefrenabile di grattini digitali.
      Un “mi piace” è chic e non impegna, a differenza di un ReTweet.
    2. Bottone “Salva”
      prende il posto di “preferiti” e serve appunto per salvare quel specifico Tweet. Utile sia per l’utente che per Twitter, infatti in questo modo potrebbe sapere esattamente cosa interessa e fornire questa informazione ai vari brand.
      Scenario: Salvi un tweet sulle mozzarelle di bufala, quando lo riapri trovi la pubblicità di un caseificio.
    3. Condividi conversazione
      quante volte hai visto screenshot di conversazioni avvenute su Twitter postate su Facebook? Farlo ora è un po’ macchinoso e potrebbe essere un ostacolo per chi non è pratico di queste cose. Un bel tasto risolverebbe il problema. Basta Screenshot sgranati, tagliati male e perdite di tempo, un click e tutto viene postato meravigliosamente.
      Se una conversazione ricondivisa dovesse ricevere diverse visite, potrebbe attivarsi dell’adv.
    4. Modifica
      Un tasto per modificare un tweet, che bello! Ne gioverebbe la comunicazione,  l’efficienza e diminuirebbero gli #EpicFail che piacciono tanto ai saccenti, saputi e saputelli. Semmai a tempo, non puoi modificare il tweet dopo 15 minuti.

    E sempre nell’ottica di migliorare l’utilizzo della piattaforma, val la pena ricordare alcune features poco conosciute dagli utenti, ma che aiutano molto.

    • Custom Timeline
      Tramite Tweetdeck è possibile realizzare una propria Timeline personalizzata contenente solo i tweet che volete visualizzare. Un passaggio ulteriore rispetto a quello che permette la creazione e l’ottimizzazione delle liste.
    • Ti de-followo, perché ti amo troppO
      Capita a tutti di non voler più seguire qualcuno, ma come si fa? Questa operazione viene tracciata tramite diversi tool e l’utente de-followato potrebbe, forse, accorgersene e rimanerci, sicuramente, male! Allora, da qualche mese, Twitter ha inserito il tasto “Mute” (lo trovi nelle impostazione del tuo account) che ti permette di “silenziare” l’utente del quale non vuoi leggere più niente, ma senza fargli sapere che non lo seguite più. Nella versione italiana trovate, la non certamente elegante, “Togli voce a @taldeitali”.
    • Eppur si Retwitta
      Se sei un utente che twitta poco, ma retwitta molto, devi sapere che questo può risultare fastidioso ai tuoi teneri follower. Questi potrebbero brutalmente de-followarti, semmai in modo silente come visto nel punto precedente. A questo punto meglio utilizzare la funzione “Disabilita i Retweet”, con cui appunto si possono silenziare i tuoi continui Retweet dei vostri followers! Datti delle regole, 3 retweet al giorno, se ne vuoi fare di più, devi scrivere qualcosa di tuo! Non vale citare aforismi oppure trenini tipo “Buongiorno Twitterini”, “Buon Pranzo Passerotti” e “Buona notte batuffoli twittosi”. NO!

    Bene, adesso non ci resta che chiedervi cosa ne pensate e se volete suggerire qualche altra funzionalità che in due non siamo riusciti ad aggiungere in più.

    [cover image: @WMSaver]
    (image via Fotolia)