Sfogliando per caso il sito de “il Manifesto” scopro con grande sorpresa che anche loro si sono accorti del web e soprattutto di facebook, avviando una riflessione a riguardo. Dopo che un lettore del quotidiano ha criticato una rubrica del giornale paragonandola nei toni a “Porta a Porta” ecco la risposta del quotidiano che riporto per intero, aprendo un dibattito qualora vogliate commentarlo:
* Quando Facebook scende in politica
“Un visitatore di questo sito, molto arrabbiato con noi, ci ha scritto ieri che le “letterine” di cui si compone il dibattito al quale vi chiamiamo quasi ogni giorno “somigliano tanto a Porta a Porta”. Gli lasciamo la sua opinione, ci mancherebbe, ma abbiamo come l’impressione che quelle “letterine” (contenuti a parte) siano oggi la sostanza della Rete in versione 2.0 come dice chi se ne intende, e cioè la sostanza del dibattito permanente in cui si va trasformando la Rete. Noi siamo a metà strada. Ma questo dovrebbe interessare tutti quelli che lamentano la fine della politica, la ristrettezza di spazi pubblici, la mancanza di dibattito. E, perchè no, la chiusura delle sedi di partito, la trasformazione dei comizi in piccoli show, la fine delle forme della politica così come la conoscevamo. Il fenomeno Facebook, in questo, fa scuola. Velocemente il social network sta arrivando dovunque, anche qui da noi. Da quando si è scoperto che è stato una delle carte vincenti dell’elezione di Obama (Chris Hugues, uno dei fondatori di Facebook è stato tra i consulenti elettorali del neopresidente Usa), Facebook è pieno di politici, e di politica. Walter Veltroni, con i suoi 35.000 sostenitori è stato il primo a muoversi. Gli altri lo hanno seguito, dalla Gelmini a D’Alema. Ieri, solo per fare un esempio, la “Repubblica” ricordava che su Facebook da qualche giorno due gruppi contrapposti dibattono il caso D’Alfonso, il sindaco di Pescara fermato e poi scarcerato. E così via. Ma lo stesso Veltroni, che ha chiamato i suoi sostenitori a una festa in un locale di Roma, ha già provato la distanza tra il reale e il virtuale, dal momento che dei 35.000 sostenitori solo 1300 si sono presentati all’appuntamento. “Il social networking, dicono gli esperti americani, indica la strada da percorrere per le prossime campagne elettorali”. Magari. Riusciremo così a dimenticare i danni che la politica italiana ha fatto alla televisione, e viceversa? D’altra parte il social networking – e questa la sensazione di chi pure lo frequenta – difficilmente riuscirà a scalfire la politica del “Porta a porta” (a proposito…). Forse indica la strada di un’altra politica, definitivamente più light, più ancora liquida di quanto non sia quella di oggi? E noi a che punto siamo? Abbandoneremo i cortei e la piazza per lo schermo del nostro pc?”


La lista del settimanale fotografa il punto di vista americano, che poi influenza il resto del pianeta. Si perchè di sorprese ce ne sono. Fatto salvo il personaggio numero uno, Barack Obama, neo Presidente Eletto degli Usa verso il quale gli stessi cittadini americani ripongono tutte le loro speranze (basti pensare che ad oggi la popolarità di Obama negli Usa secondo gli ultimi sondaggi è oltre l’80%), dietro ci sono molti volti che nessuno avrebbe pensato essere così influenti. Perchè poi quel che conta per il Newsweek è di indicare personaggi in grado di segnare il tempo, senza alcuna distinzione di sesso, razza o religione. E allora ecco che dietro Obama troviamo Hu Jintao il Presidente della Repubblica Popolare della Cina e poi subito dopo il Presidente della Francia Nicolas Sarkozy, il primo politico e personaggio europeo presente nella lista, ad indicare che comunque la si pensi per il prossimo futuro il presidente francese avrà il suo peso, così come lo avranno Angela Merkel, Cancelliere tedesco, e prima donna in lista, e Gordon Brown, Primo Ministro britannico, che nonostante il suo periodo non entusiasmante il patria, continua ad essere un personaggio importante per la politica europea e non solo. Politici italiani: zero! Neanche l’ombra, nonostante il gran parlare che si fa sul fatto che l’Italia sta aumentando il suo prestigio internazionale. E’ vero che il metro di misura non sia questa lista nel Newsweek, ma comunque ci da il polso di cosa avvertono di noi all’estero, cioè un Bel NIENTE!
Qualche settimana fa anche su questo blog segnalavo la decisione presa da Poste Italiane di inibire l’uso di Facebook dai pc aziendali in uso ai dipendenti e che da lì a poco questa decisione sarebbe stata imitata dalla Regione Veneto e dal Comune di Napoli, che in verità hanno provveduto solo a limitarne l’uso. Se da più parti si parla di aprire anche le aziende all’uso delle nuove tecnologie e quindi anche all’utilizzo di nuove forme di comunicazione legate al web, ecco che questi provvedimenti vanno nel senso praticamente opposto, rivelando tutta la difficoltà che esiste nel cercare un approccio alle nuove tecnologie. Adesso pare che in questo divieto sia incluso anche
Da quando è stato eletto lo scorso 4 novembre Barack Obama si è messo subito al lavoro, creando la propria squadra con nomi importanti per rilanciare l’economia per contrastare la crisi, ma soprattutto non ha mai perso di vista la caratteristica che più lo ha contraddistinto durante tulla la campagna elettorale. E cioè, mantenere vivo il suo rapporto coi cittadini che sono stati i grandi protagonisti che lo hanno portato ad essere il primo Presidente degli Usa nero. Ha continuato a privilegiare il web come strumento ideale per dare spazio alle richeste dei cittadini americani, sin da subito ha realizzato il sito Change.gov col quale ha descritto le azioni che prenderà nell’immediato parlando a tutti tant’è che pronunciato il suo primo discorso da Presidente eletto proprio su Youtube, sucitando entusiasmo e stupore, soprattutto dai grigiasti della nostra politica.
