Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • NFL su Twitter, buona la prima con oltre 2 milioni di utenti

    NFL su Twitter, buona la prima con oltre 2 milioni di utenti

    Giovedì scorso è stata trasmessa su Twitter la prima di dieci partite della NFL e a vedere i risultati diffusi proprio dalla lega americana la prima è andata più che bene: 2,1 milioni di persone hanno seguito la diretta su Twitter con una media ti tempo di 22 minuti. Un investimento riuscito per Twitter, anche per operazioni future.

    Quando Twitter diede l’annuncio lo scorso aprile di aver investito 10 milioni di dollari per trasmettere 10 partite della NFL in molti, forse, non si aspettavano il risultato ottenuto giovedì scorso. E si può ben dire “buona la prima!”. A vedere i dati che ha diffuso proprio la NFL, la prima partita che gli americani hanno potuto seguire su altre piattaforme, quindi anche su Twitter è andata molto bene.

    twitter nfl tnf

    Su Twitter (TNF.twitter.com) sono stati 2,1 milioni gli utenti che hanno seguito in diretta sulla piattaforma il match tra Buffalo Bills e New York Jets (vinta di Jets per 37-31). La media che si è registrata su Twitter è stata di 243 mila utenti, a fronte della media di 15 di americani che l’hanno vista in tv (in totale 48 milioni). L’utente medio ha trascorso su Twitter in media 22 minuti, a fronte dei 25 minuti della media vista in tv.

    Questi numeri relativi a Twitter possono sembrare bassi se paragonati a quelli della tv, ma in realtà sono davvero un grande successo per Dorsey & Co. perchè da questa esperienza possono nascere altre occasioni simili per riportare attenzione sulla piattaforma. I commenti dei media americani, specializzati e non, entusiasti, vuol dire che questa può tramutarsi in un’esperienza, non solo da ripetere, ma dalla quale possono nascere nuove opportunità. Anche se alcuni lamentano la modalità di visualizzazione dei tweet, e su questo ci lavoreranno anche in base ai feedback di questa prima esperienza. Senza dimenticare l’alto valore coinvolgente che questa esperienza offre. E cioè: uno degli sport più amati e seguiti negli Usa, da un lato; la modalità video sula piattaforma che è quanto di più coinvolgente ci possa essere in questo momento.

    twitter nfl apple tv tnf


    Qualche giorno fa Twitter ha anche annunciato un altro passo avanti nella direzione di coinvolgere attraverso i video, con la possibilità di poter visualizzare l’app di Twitter anche su Apple TV, Amazon Fire TV e Microsoft’s Xbox One. Un annuncio finalizzato anche questo alla NFL, infatti gli utenti avevano la possibilità di seguire il match, della Thursday Night Football Game, anche in tv.

    Il prossimo match è quello del 22 settembre tra Houston Texans e New England Patriots.

    Twitter da questa esperienza ha molte opportunità per crescere.

  • Spotify, gli utenti abbonati sono 40 milioni a livello globale

    Spotify, gli utenti abbonati sono 40 milioni a livello globale

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha superato i 40 milioni di utenti abbonati a livello globale. L’annuncio è stato dato dal CEO e founder, Daniel Ek. Negli ultimi 6 mesi gli utenti sono poi cresciuti di 10 milioni.

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha superato il traguardo dei 40 milioni di utenti abbonati, quindi utenti che usano il servizio con la sottoscrizione di un abbonamento. L’annuncio è stato dato da Daniel Ek, fondatore e CEO di Spotify, tra l’altro convolato da poco a nozze sul Lago di Como con ospite Mark Zuckerberg.

    L’annuncio arriva dopo che tre mesi fa era stato annunciato il traguardo dei 100 milioni di utenti globali che utilizzano il servizio. Mentre sei mesi fa gli utenti paganti erano 30 milioni. A questo risultato ha contribuito anche l’estensione dell’abbonamento famiglia passato adesso da 5 a 6 membri e abbassando il costo dell’abbonamento da 30 a 15 dollari.

    A gennaio 2015 gli abbonati erano 15 milioni, ci sono voluti quindi un anno e due mesi prima di raddoppiarli, anche se poi la crescita è infatti cresciuta in modo più spedito. Un tasso di crescita che potrebbe portare a 50 milioni di utenti il prossimo marzo 2017.

    daniel ek spotify

    Quindi, ad oggi, più o meno il 40% degli utenti totali di Spotify utilizza la piattaforma di musica in streaming in abbonamento e che il più utilizzato è quello da 10 euro. Un dato che spiega come le persone alla fine sono sempre più intenzionate a pagare per avere a disposizione una vasta scelta di musica da ascoltare. Anche questo è uno specchio dei tempi che viviamo e che spiega bene quale sia lo stato della musica oggi.

    Va detto anche che non tutti i musicisti sono felici di servizi come questi, basti pensare alla lotta che ha intrapreso Taylo Swift con tutti i servizi analoghi, Apple Music compreso.

    E a proposito del servizio di musica in streaming della casa di Cupertino, la settimana scorsa sono stati ufficializzati i numeri del servizio che dicono che ad oggi gli abbonati sono 17 milioni.

    E voi usate Spotify in abbonamento? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Twitter: dai prossimi giorni i tweet saranno più lunghi di 140 caratteri

    Twitter: dai prossimi giorni i tweet saranno più lunghi di 140 caratteri

    Molti di voi ricorderanno quando nel maggio scorso Twitter annunciò che presto immagini, video, gif e sondaggi non sarebbero stati più conteggiati nei 140 caratteri. Così come gli @handle in risposta ad un tweet. Secondo The Verge questa novità sarà attiva nei prossimi giorni, a partire da lunedì 19 settembre 2016.

    Nel maggio scorso certamente ricorderete quando vi avevamo dato la notizia che Twitter avrebbe di lì a poco eliminato dal conteggio dei 140 caratteri contenuti come immagini, video, gif e sondaggi. Allo stesso modo non sarebbero più stati compresi anche gli @handle in risposta ad un tweet. In questo modo i tweet sarebbero stati più lunghi dei 140 caratteri. Solo che da allora non si seppe più nulla, nessuna notizia ufficiale sulle tempistiche.

    Ebbene, secondo quanto raccolto da The Verge, attraverso una fonte vicino a Twitter, i tweet più lunghi di 140 caratteri diventeranno effettivi dal prossimo lunedì 19 settembre 2016. Una notizia non da poco, anche se ancora non vi è alcuna conferma ufficiale da Twitter.

    twitter 140 caratteri tweet lunghi

    Questo significa che ogni qual volta inseriremo in un tweet un’immagine o un video questo contenuto non verrà conteggiato nei 140 caratteri e quindi non toglierà spazio (come accade attualmente) al testo che vogliamo scrivere. Lo stesso vale per i sondaggi e anche per tutte quelle risposte che contengono gli @handle del tweet precedente. Anche in questo caso, il teso non verrà conteggiato e la risposta potrà essere quindi più lunga ed esaustiva.

    Al momento non è chiaro se le novità verranno rilasciate tutte insieme oppure se cominceranno ad essere integrate a partire da lunedì 19.

    Si tratta di una delle novità più importanti da quando Twitter è stato lanciato, quindi da 10 anni a questa parte. Perchè di fatto consente agli utenti di inserire forme di contenuto molto coinvolgenti, come sono appunto le immagini o i video, senza dover rinunciare ad una descrizione più lunga. Immaginiamo come verrà semplificato il lavoro di chi opera spesso con il live tweeting, situazione classica in cui buona parte dei contenuti sono costituiti da immagini o video allegati.

    Ovvio che tutto questo richiama la grande discussione iniziata ad inizio di quest’anno quando girò voce che sarebbe stato superato il limite dei 140 caratteri per passare ad uno spazio di composizione fino a 10 mila caratteri. Una notizia che fece molto discutere e che venne poi smentita dallo stesso Jack Dorsey, co-founder e attuale CEO di Twitter.

     A partire da lunedì allora avremo un po’ di spazio in più, nel senso che il limite varrà solo ed esclusivamente per il testo.

    Allora che ne pensate?

  • Twitter: attiva la notifica quando un account è live su Periscope

    Twitter: attiva la notifica quando un account è live su Periscope

    Dopo la “soffiata” di qualche giorno fa di BuzzFeed, Twitter ufficializza la nuova notifica che compare di fianco al tasto “follow” di ogni account. Il simbolo è quello di una campanella e una volta attivo ci avviserà tutte le volte che quell’account che seguiamo sarà in diretta su Periscope.

    Twitter spinge sempre di più verso i video e sempre di più verso una completa integrazione con Periscope, l’applicazione di live broadcasting lanciata nel marzo del 2015. E in questa direzione si spiega l’ultima novità che è stata ufficializzata poco fa con un tweet dall’account ufficiale di Twitter. In realtà sono giorni che se ne parla dopo che BuzzFeed aveva anticipato tutto giovedì scorso e oltre ad averlo anticipato lo aveva anche smentito. Insomma, alla fine la conferma ufficiale è arrivata.

    https://twitter.com/twitter/status/775348462158163969

    Twitter, adesso si può sapere quando un account è in diretta su Periscope

    Twitter ha attivato una nuova funzionalità che permette di sapere quando quell’account che stiamo seguendo sarà live su Periscope. La nuova feature si presenta come una campanella ed è posizionata di fianco al tasto follow che si vede su ogni account. Una volta attivata la campanella, compare un menù che vi permetterà di selezionare l’opzione che vi consentirà di essere avvisati ogni qual volta l’account starà avviando una diretta su Periscope.

    twitter diretta account periscope

    Nel momento in cui l’account avvia un live, comparirà una dicitura che “@handle è al momento live su Periscope“. Cliccando su questa dicitura verrete riportati sul tweet che vi permetterà poi di seguire il link della diretta. In questo modo non perderete mai la possibilità di seguire de dirette dei vostri account preferiti.

    Una funzionalità che si avvicina molto a quella già attiva su Facebook, ad esempio. Anche se nel caso del social network di Zuckerberg, la notifica avviene comunque, senza opzione di scelta.

    Twitter dunque spinge ancora una volta sul video e sulla modalità live, modalità che offre possibilità di coinvolgimento molto alte e lo fa creando una sempre più stretta integrazione con la sua app, lanciata il 26 marzo del 2015 (due mesi dopo avvenne il lancio di Android).

    Il futuro di Twitter passa necessariamente dal video, modalità che, come sappiamo, sarà sempre più usata nel prossimo futuro, vista il suo alto livello di coinvolgimento. E il futuro di Periscope passa da una maggiore integrazione con la piattaforma madre, integrazione troppo a lungo rimandata e che ora si fa sempre più necessaria.

  • Gli Italiani appassionati di smartphone, ma anche di droni e IoT

    Gli Italiani appassionati di smartphone, ma anche di droni e IoT

    Saremo pure più poveri o anche più vecchi, ma in fatto di tecnologia non ci supera nessuno. E’ questo uno degli elementi che emerge dal recente Rapporto Coop 2016. Gli acquisti online si affermano sempre di più e lo smartphone è davvero l’amico degli italiani.

    E’ sempre interessante osservare e conoscere quali riflessi ha il cambiamento che stiamo vivendo oggi. Il digitale è sempre più parte della nostra vita, da qualsiasi punto la osserviamo, siamo sempre, in ogni momento della giornata, connessi alla rete attraverso i dispositivi che più usiamo, cioè gli smartphone. L’occasione di osservare questi riflessi ce la offre anche il recente Rapporto Coop 2016 che offre uno sguardo molto più ampio sullo stile di vita degli italiani. Ma noi vogliamo concentrarci sull’aspetto che più riguarda i temi che solitamente trattiamo qui sul nostro blog, e quindi quelli legati al digitale e alla tecnologia.

    italiani rapporto coop2016 smartphone franzrusso.it

    Il Rapporto Coop delinea un profilo degli italiani più poveri e anche più vecchi, ma restiamo sempre molto attenti a tutto quello che ci offre la tecnologia e il digitale. Il rapporto fa riferimento ai “nuovi italiani” quindi i figli di quelli che hanno visto la recessione e la crisi, oggi più attenti ai temi legati alla tecnologia, anche se emerge il forte interesse verso questi temi da parte degli italiani che hanno un’età più matura.

    Oggi lo smartphone è davvero il vero amico degli italiani. Nell’ultimo anno nel nostro paese ne sono stati venduti 15 milioni con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Per avere un’idea di quanto lo usiamo, siamo tra i primi al mondo ad accenderlo per primi al mattino, ci battono per soli 2 minuti i giapponesi (e chi altri?) e siamo gli ultimi a spegnerlo. Bisogna dire che esiste una  larga fetta di popolazione che il proprio smartphone non lo spegne mai, o quasi (vero?).

    italiani oggi rapporto coop 2016 smartphone

    E siamo talmente amanti della tecnologia che superiamo gli americani in fatto di dispositivi indossabili. Infatti, un italiano su 10 ha al polso un dispositivo wearable (tipo gli smartwatch per intenderci) tanto che solo gli Usa ci sorpassano e a seguire gli inglesi, i tedeschi e i francesi. Siamo anche più smart e amanti dell’Internet delle Cose, infatti l’80% degli italiani vorrebbe rendere più connessa la propria casa. Un dato, quest’ultimo, che avevamo riscontrato nella ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che rilevava il mercato dell’IoT in Italia con un valore di 2 miliardi di euro e che gli italiani sono sempre più interessati al fenomeno della smart home.

    Ma agli italiani piace sempre di più fare acquisti online, un fenomeno che si lega anche alla ricerca di modi per poter risparmiare. E infatti il rapporto rileva che la rete e le tecnologie digitali hanno dissolto circa il 2% della spesa ovvero 20 miliardi di euro. In sostanza oggi una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 1.400 euro all’anno.

    Siamo talmente amanti della tecnologia che ci appassioniamo anche ai droni, nell’ultimo anno ne sono stati venduti ben 100 mila. Stiamo anche cominciando ad appassionarci alla sharing economy con un 5% degli italiani che usa piattaforme appartenenti a questa tipologia.

    Insomma, gli italiani di oggi, e quindi quelli del futuro, sono sempre più tecnologici e attenti alle opportunità che la tecnologia offre. Un atteggiamento che cambia notevolmente lo stile degli italiani visto negli ultimi vent’anni, e non era tanto scontato che ciò accadesse.

    E voi che ne pensate? Vi riconoscete in questi dati?

  • Twitter e messaggistica: ora nei DM è indicata la conferma di lettura

    Twitter e messaggistica: ora nei DM è indicata la conferma di lettura

    Twitter è sempre più orientata a far diventare la modalità di comunicazione dei DM (i messaggi diretti tra account) come un servizio di messaggistica. E le novità appena lanciate vanno in questa direzione, tra cui anche la conferma di lettura.

    Non è la prima volta che ci sbilanciamo del dire che Twitter sta cercando di orientare il servizio di comunicazione interno dei DM (i messaggi diretti tra account) verso una modalità molto simile a quella di qualsiasi altro servizio di mesaggistica istantanea. Una forma che non guasterebbe. E le novità appena lanciate vanno effettivamente in questa direzione.

    Da poco Twitter ha ufficializzato alcune novità interessanti con questo tweet:

    https://twitter.com/twitter/status/773913816740409345?ref_src=twsrc%5Etfw

    Come avrete certamente intuito dal video, si tratta di novità che appartengono al mondo della messaggistica istantanea. E sono:

    • la conferma di lettura, in effetti utilizzando spesso i DM gli account si rendevano ben preso conto che questa era una funzionalità che mancava. Ed ecco quindi accontentati. Del resto no poteva essere altrimenti;
    • l’indicatore di digitazione, adesso, come avviene su altri servizi come Messenger i WhatsApp, anche sui DM sarà possibile visualizzare quando l’utente sta scrivendo;
    • sarà possibile anche visualizzare l’anteprima del collegamento web.

    twitter dm messaggistica

    Twitter ha necessità, come abbiamo sostenuto altre volte, di creare più coinvolgimento sulla piattaforma. E la strada dei DM può essere quella giusta. Del resto Twitter solo di recente ha preso a valorizzare un servizio che prima era poco considerato. E lo ha fatto quando ha cominciato ad eliminare il limite dei 140 caratteri, un momento che di fatto ha spinto molti utenti a rivalutare il servizio interno.

    Dopo quella si sono succedute anche altre novità, ultima quella di condividere da mobile i tweet in DM. Senza dimenticare il grande valore che proprio il servizio dei DM ha per Twitter in ottica di social care, ossia la possibilità che hanno le aziende di offrire assistenza diretta agli utenti con messaggi diretti. Da questo punto di visto la modalità è perfetta.

    Ma Twitter oggi apporta qualche novità in più perchè è decisa a creare più coinvolgimento e, si spera, crescita di nuovi utenti, rendendo più appetibile il servizio del DM.

    Allora che ne pensate?

  • Shoppable Video, l’evoluzione interattiva del Video Advertising

    Shoppable Video, l’evoluzione interattiva del Video Advertising

    I dati di una recente ricerca ci hanno spinto a conoscere e approfondire nuovi formati di video advertising. Si parla quindi di Shoppable Video, un formato che mette insieme il grande potenziale del contenuto video con la possibilità di acquistare direttamente. E l’azienda leader del settore è italiana e si chiama SHAA.

    Una recente ricerca di BuzzMyVideos ha messo in evidenza come il 94% dei Millennials, ossia la fascia di età compresa tra i 18-35 anni, è più propenso all’acquisto dopo aver visto una video recensione; mentre il 90% cerca informazioni e recensioni video online prima di procedere ad un acquisto su Internet. Tutti dati interessanti che ci confermano quanto ormai il video stia diventando un contenuto sempre più diffuso e di quanto possa essere efficace anche in relazioni agli acquisti. Da questo punto di vista, un dato della ricerca citata prima che ci è parso interessante è che l’83% degli intervistati dichiara di gradire la presenza di video promozionali ben fatti, in questo caso la pubblicità non viene percepita come un elemento invadente. E, sempre tra i dati che hanno colpito la nostra attenzione, l’82% degli intervistati vorrebbe poter cliccare direttamente su un prodotto visto in un video online, una funzionalità questa ad alto tasso di coinvolgimento che potrebbe convertirsi in un format molto interessante per gli inserzionisti.

    shoppable video shaa @franzrusso.it 2016

    Ebbene, presi da grande interesse verso questo dato abbiamo voluto approfondire e quello che sappiamo è che questa possibilità esiste già. E in questo caso si parla di Shoppable Video, un formato che vuole coniugare l’alto potenziale del contenuto video con la grande possibilità di poter acquistare direttamente. Rappresenta la naturale traduzione relativa al dato dell’83% dei Millennials che vorrebbero poter acquistare direttamente dopo aver visto un video.

    Nel nostro intento di approfondire l’argomento, abbiamo scoperto questo video della linea Garnier Olia, la linea di prodotti per la colorazione dei capelli, che vede la partecipazione interattiva di Vittorio Masciarelli il quale accompagna l’utente a scegliere il prodotto che più si avvicina alle vostre caratteristiche. In pochi click, andando avanti rispondendo a semplici domande, interagendo con il video stesso, al termine, vi troverete davanti i prodotti consigliati e la possibilità di poterli acquistare direttamente, cliccando sopra al tasto “Acquista ora“. E’ un bell’esempio di Shoppable Video, rende perfettamente l’idea di cosa significa “poter acquistare direttamente” ed è molto coinvolgente.

    Perseguendo l’interesse verso questo formato innovativo, abbiamo scoperto che l’azienda che riesce a realizzare campagne di questo tipo è italiana ed è una delle più importanti del settore, anche a livello internazionale. L’azienda si chiama SHAA, ha sede a Milano, ed è stata fondata nel 2011 da Luca Sepe, oggi CEO dell’azienda, e dal 2012 realizza questi video.

    SHAA è stata la prima azienda in Italia a presentare sul mercato soluzioni di video&photo-interaction applicate all’advertising e ad offrire alle aziende una modalità innovativa e strategica di presentare e vendere i propri servizi e prodotti, sviluppando per loro interactive web-tv, interactive video advertising, photo-tagging e, quindi, shoppable video.

    Questa tipologia di Video, applicata al formato adv, si rivela essere molto efficace con 5% di CTR e un tasso d’interazione pari all’8%. Numeri che dimostrano l’assoluta superiorità di questo prodotto rispetto a qualsiasi altro presente sul mercato, specialmente se confrontati con le medie fornite da Doubleclick sulla performance dei formati adv in Italia, ossia cifre inferiori allo 0,1%.

    Quindi, se dal un lato l’utente avrebbe sicuramente più interesse ad interagire con un contenuto di questo tipo, come lo Shoppable Video, lo stesso, se non di più, vale per le aziende che adesso hanno la possibilità di rendere più efficaci gli investimenti in video adv, spesa in crescita tra l’altro come rilevato di recente anche da IAB. L’invito è quello di cominciare a prendere in seria considerazione questa modalità per cominciare a rendere più efficaci e concrete le proprie campagne video adv. Anche per poter agganciare tipologia di utenti, come abbiamo visto prima, che apprezzano questo tipo di contenuto e questo tipo di interazione finalizzata a compiere un acquisto.

    Lo strumento tecnologico che ha permesso a SHAA di conquistare la leadership nella web interaction si chiama SHAA Media Interactive Platform (SHAA MIP), un tool proprietario che consente di intervenire su un contenuto video o foto, introducendo elementi multimediali interattivi (call to action) che stimolano l’engagement degli utenti, in quanto possono navigare al loro interno, permettendo all’advertiser di inserirvi photo/video gallery, localizzazione dello store o del dealer, form di raccolta dati, downloading e feed social. L’integrazione dello strumento con il database del sistema e-commerce delle aziende offre, appunto, l’opportunità di trasformare una normale presentazione video in un video-commerce altamente evoluto e interattivo e, soprattutto, di monetizzare i contenuti online, attraverso specifiche call to actions.

    Ecco, questo il nostro piccolo approfondimento alla scoperta di contenuti e formati video coinvolgenti al punto da estendere anche l’esperienza d’acquisto fino a renderla più diretta e immediata.

    E voi cosa ne pensate? Raccontateci la vostra opinione e se avete già visto e interagito con questa modalità di contenuto.

  • In Italia nel 2016 è in crescita il fenomeno dei pagamenti digitali

    In Italia nel 2016 è in crescita il fenomeno dei pagamenti digitali

    Secondo gli ultimi dati del rapporto “I Pagamenti Digitali in Italia” dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, in Italia sono in crescita i pagamenti digitali. Nel 2015 si è registrato un aumento del 22% per quel che riguarda i consumi degli italiani, per un valore complessivo di 175 miliardi di euro. Nel 2016 la crescita è prevista tra il 22% e il 25%.

    In un paese dove il contante è ancora la principale forma di pagamento gli ultimi dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, elaborati in collaborazione con CartaSi, Consorzio CBI, Intesa Sanpaolo, PayPal e TIM, nel rapporto “I Pagamenti Digitali in Italia“, fanno ben sperare per quel che riguarda i pagamenti digitali. Su questo blog ci siamo sempre interessati all’argomento rilevando che in Europa l’Italia da questo punto di vista è ancora molto indietro, ma i dati resi pubblici oggi dimostrano come i pagamenti digitali sono in aumento anche nel nostro paese e che il contante comincia ad essere sostituito come forma di pagamento. Certo ci vuole ancora tempo per raggiungere risultati notevoli, ma intanto guardiamo i nuovi dati. E’ la prima volta che in Italia si registra una crescita a due cifre.

    Secondo quanto rileva Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, nel 2015 i pagamenti digitali con carta a livello nazionale hanno raggiunto quasi i 175 miliardi di euro (+12,2% rispetto al 2014), pari ad oltre il 22% dei consumi delle famiglie. La stima degli analisti è che nel 2016 la forma dei pagamenti digitali cresca ancora in una forbice di valore compresa tra il 22 e il 25%.

    pagamenti digitali italia 2016-mobile-franzrusso.it-2016

    I pagamenti attraverso Pc, tablet, Mobile e i pagamenti in punto vendita attraverso carte contactless o su Mobile POS a fine 2015 hanno raggiunto un valore di transato di circa 21,5 miliardi di euro (+22% rispetto al 2014 e 12,2% del transato complessivo con carte); mentre i pagamenti digitali più tradizionali – pagamenti con carta in negozio – raggiungono i 153,4 miliardi di euro (+11% rispetto al 2014). Per il 2016 si prevede un volume di 26 miliardi.

    pagamenti digitali in italia 2015 2016

    pagamenti digitali italia metodi uso

    La crescita dei pagamenti digitali è spinta dalla componente di Mobile Payment e E-commerce, che prosegue nel trend positivo riscontrato nel 2015: +50% rispetto al 2014, arrivando a toccare quota 3 miliardi di euro. Cresce anche la componente dovuta a Mobile POS e Contactless Payment, arrivando a 1,2 miliardi nel 2015.

    A trainare è quindi il fenomeno E-commerce, il transato degli acquisti online vale, nel 2015, 17,3 miliardi di euro. Di conseguenza aumentano anche i metodti di pagamenti digitali legati al fenomeno degli acquisti online: l’e-payment nel 2015 vale 3 miliardi di euro ed è cresciuto del 20%. Gli acquisti da mobile nel 2015 valgono quasi 3 miliardi di euro.

    Infine, va ricordato, che nonostante tutto il metodo di pagamento preferito dagli italiani è il contante che nel 2015 vale 430 miliardi di euro.

  • Facebook punirà gli advertiser per i siti web lenti ad aprirsi da mobile

    Facebook punirà gli advertiser per i siti web lenti ad aprirsi da mobile

    Facebook punta sempre di più sul mobile e ora avvisa gli advertiser che presto verranno penalizzati quando promuoveranno siti che impiegheranno molto tempo a caricarsi da mobile. L’azienda di Zuckerber spiega che questa decisione deriva anche dal fatto che oltre il 40% degli utenti abbandona un sito dopo tre secondi.

    Facebook stavolta prende di mira gli advertisers avvisandoli di fare attenzione ai siti che promuovono, lenti a caricarsi da mobile. L’azienda di Zuckerberg tiene molto alla mobile experience dei propri utenti, sono ormai quattro anni che Facebook ha orientato buona parte della sua strategia di business sul mobile, e ora pretende che anche chi fa pubblicità sul social network debba promuovere siti che siano all’altezza della migliore esperienza mobile. Quindi devono essere veloci.

    Una decisione che farà certamente discutere e che susciterà qualche polemica tra le aziende e gli advertiser che abitualmente utilizzano Facbook per promuovere i propri servizi e prodotti. Ma Facebook spiega che la decisione è frutto anche di un dato che assume, in questo contesto, una certa rilevanza. E cioè che oltre il 40% degli utenti abbandona un sito web dopo appena tre secondi, perchè troppo lento a caricarsi da mobile. E il 37% degli utenti che naviga un sito dall’app di Facebook, abbandona la navigazione nel tempo che passa tra l’inizio del caricamento e la fine del loading.

    facebook mobile advertiser

    Sappiamo bene, per quanto riguarda il contesto italiano, che esistono ancora oggi molti siti non ottimizzati per mobile, nonostante Google abbia fatto una grande campagna proprio su questo tema, penalizzando i siti non “mobile-friendly” tra i risultati di ricerca.

    E come potrebbe Facebook punire gli advertisers? In un modo molto semplice: non facendo visualizzare l’annuncio. Il parametro per cui verranno valutati gli annunci sarà quindi anche la velocità di caricamento di un sito da mobile. Per questo motivo, oltre ad offrire alcune linee guida per migliorare il caricamento, Facebook fornirà agli advertiser anche un servizio di pre-fetching che provvederà a caricare il contenuto prima che venga diffuso attraverso l’annuncio. Facebook afferma che questo dovrebbe contribuire ad un miglioramento del tempo di caricamento fino al 30%.

    E’ vero che gli utenti sono sempre più esigenti ed è per questo che le aziende e gli advertiser devono cominciare a considerare questo aspetto come tra i più rilevanti. Un sito lento da mobile finirebbe per vanificare tutto lo sforzo fatto per la campagna di advertising.

    E voi che pensate? Quali conseguenze potrà avere questa decisione?

  • Facebook rilancia e migliora la creazione di Offerte per mobile

    Facebook rilancia e migliora la creazione di Offerte per mobile

    Facebook rilancia la possibilità di creare Offerte, ora migliorate per aiutare gli advertiser e i gestori di pagine a gestirle per mobile. La funzionalità di creare Offerte risale a quattro anni fa, ma ora Facebook punta a creare nuovi strumenti per permettere alle aziende di entrare in contatto con gli utenti, via mobile appunto.

    Per chi gestisce pagine su Facebook questa potrebbe non sembrare una grossa novità, in effetti ad un primo sguardo non sembra introdurre niente di nuovo. Infatti si tratta per lo più di un rilancio di una funzione, quella di creare Offerte, che su Facebook esiste ormai dal 2012, ossia da quattro anni, e che molti di voi già conoscono. Ma la novità comunque c’è e consiste nel fatto che questa funzione viene rilanciata e rinnovata per dare la possibilità agli advertisers e ai gestori di pagine di creare Offerte per gli utenti ottimizzate per mobile.

    Nel post con cui viene data la notizia, Facebook spiega il rilancio delle Offerte proprio accentuando il fatto che oggi gli utenti passano molto tempo su Facebook e sui dispositivi mobili, sicuramente più del 2012.

    facebook offerte mobile

    Le aziende oggi possono gestire le Offerte con nuove possibilità, come quella di:

    • impostare il tempo per la durata delle Offerte;
    • decidere se impostare un coupon online oppure indirizzarlo verso un negozio off-line;
    • impostare formati di annunci creativi come le inserzioni carosello.

    Le Offerte verranno visualizzate all’interno del news feed degli utenti, le aziende possono quindi raggiungere nuovi utenti attraverso di formati pubblicitari oppure attraverso la pubblicazione di Offerte all’interno della propria pagina, attraverso lo strumento di composizione che si trova sulla pagina stessa.

    Il miglioramento sostanziale della creazione di Offerte riguarda, come dicevamo prima, l’aspetto mobile. Le aziende hanno la possibilità di monitorare meglio l’andamento delle promozioni e gli utenti hanno la possibilità di acquisire in maniera più diretta lo sconto che viene offerto.

    facebook offerte mobile codice

    Ora, una volta che l’utente clicca su un’offerta riceve subito una mail che contiene un codice a barre o un QR code, codice che verrà poi fornito al momento di ricevere lo sconto anche in modalità off-line, quindi direttamente nello store. Tutte le promozioni saranno comunque salvate anche su Facebook per dare modo all’utente di rintracciare facilmente lo sconto.

    Si tratta dunque di un aggiornamento significativo per una funzionalità che forse è stata per molto tempo abbandonata. In questo modo Facebook rende più interessante uno strumento che offre alle aziende nuove possibilità per interagire con gli utenti, anche, e soprattutto, via mobile.

    A questo link trovate tutte le informazioni sulle Offerte e su come crearle.

    Allora, voi che ne pensate?

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