Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Facebook, i Live Video saranno in alto nel news feed

    Facebook, i Live Video saranno in alto nel news feed

    Facebook ha annunciato in un post ufficiale che sta per modificare l’algoritmo che regola il news feed per fare in modo che i Live Video vengano posizionati più in alto. Si punta al momento live per offrire agli utenti esperienze di contenuto in tempo reale. La prossima modifica sarà per la Realtà Virtuale?

    Non è un mistero che Facebook punti sempre di più al contenuto video. Negli ultimi due mesi abbiamo visto come l’esperienza di test dei Live Video sia diventata, in poco tempo, il momento principale, la forma di contenuto su cui da Menlo Park si vuole investire. Modificando, in questa ottica, anche l’algoritmo che regola il news feed, il flusso di notizie, di immagini e di video (quelli non registrati, fino ad oggi) impostato sul concetto di rilevanza, ossia regolato da quelle che sono le interazioni dei nostri amici in relazione ad un dato contenuto. Quindi è facile trovare in alto un contenuto non freschissimo ma che ha ottenuto un livello di interazione per cui l’algoritmo ritiene che quello per noi sia un contenuto interessante.

    facebook live video news feed

    E oggi Facebook, con un post ufficiale, annuncia che sta per modificare (e non è certo la prima volta che accade) il proprio algoritmo per fare in modo che in alto si visualizzino sempre di più i Live Video, il nuovo formato di video in live streaming che gli utenti possono utilizzare per condividere momento in tempo reale e condividerli con i propri amici.

    Rispetto a tutte le altre modifiche effettuate nel corso di questi anni, questa è forse quella più significativa, semplice ma più vicina a delineare la nuova strategia di Facebook. Per la prima volta (o comunque è una delle rare volte che succede), e guardiamola in relazione ai video ma provando anche a ragionare guardando le altre tipologie di contenuti, Facebook ritiene più importante il concetto della tempestività rispetto a quello della rilevanza, che ha di fatto caratterizzato il news feed degli utenti. Il contenuto video live diventa più importante del contenuto video “registrato”. L’esperienza in tempo reale degli utenti diventa più importante del video realizzato precedentemente. E’ un cambio di passo non da poco, che evidenza come Facebook metta al centro sempre di più le esperienze degli utenti. E quando si scrive Esperienza per Facebook si legge Coinvolgimento, quindi Engagement.

    Di recente anche Twitter ha modificato la propria timeline, dando la possibilità agli utenti di visualizzare in alto alcuni contenuti interessanti che all’interno di una timeline cronologica sarebbero andati persi. Anche se l’esempio non è paragonabile, da diversi punti di vista, è pur sempre una dimostrazione di quanto sia importante coinvolgere gli utenti offrendo loro esperienze sempre più coinvolgenti.

    Non è un caso che questo dei Live Video sia stato uno dei punti su cui Mark Zuckerberg ha creduto e ha voluto investire, nel breve tempo. Come non è un caso, e lo abbiamo visto di recente, che lo stesso fondatore di Facebook punti alla Realtà Virtuale, ad una forma di esperienza sempre più coinvolgente, sempre più diretta tra gli utenti. E non sorprenderebbe se tra qualche anno (due? tre?) il news feed venisse modificato proprio per mettere in evidenza la Realtà Virtuale. No?

  • Attenzione ad offendere su Facebook, è Diffamazione

    Attenzione ad offendere su Facebook, è Diffamazione

    La Quinta sezione penale della Cassazione ha ricordato, occupandosi della vicenda di Francesco Rocca, presidente della CRI, che le offese fatta anche via Facebook sono molto gravi, tali da configurare il reato di diffamazione aggravata.

    Come tutti noi sappiamo Facebook è comunque un luogo dove si condivide e si chiacchiera molto e, alle volte, il tono delle conversazioni può assumere livelli per cui è facile spingersi in espressione pesanti verso gli utenti. A chi di voi non è capitato. E, anche di fronte a situazioni davvero particolari, ci si è sempre chiesti se quelle espressioni potessero avere una certa rilevanza penale, senza avere un riscontro oggettivo da questo punto di vista. Ecco perchè pensiamo sia utile riportare anche in un blog come questo informazioni di questo tipo.

    Facebook diffamazione

    Ebbene, se anche voi vi siete posti questa domanda, perchè siete incorsi in situazioni davvero spiacevoli, da oggi sappiamo con certezza che quelle situazioni posso essere considerati anche dal punto di vista penale. E a far un po’ di luce su questo tema molto delicato arriva il parere della Quinta sezione penale della Cassazione che, occupandosi del caso di Francesco Rocca, attuale presidente della CRI, che era stato preso di mira da un suo ex dipendente, quando era commissario straordinario della CRI, che lo aveva offeso pesantemente su Facebook, accompagnando le offese con delle foto. Tutto questo accadeva nel 2010 e alcuni messaggi erano sfociati “in palesi offese al decoro personale”.

    La Cassazione ha quindi evidenziato che:

    La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso della bacheca ‘Facebook’ integra un’ipotesi di diffamazione aggravata poichè la diffusione di un messaggio con le modalità consentite dall’utilizzo per questo di una bacheca Facebook, ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone”.

    La diffamazione via Facebook è aggravata dal fatto che

    Per comune esperienza, bacheche di tale natura” – scrive sempre la Suprema Corte – “racchiudono un numero apprezzabile di persone, sia perchè l’utilizzo di Facebook integra una delle modalità attraverso le quali gruppi di soggetti socializzano le rispettive esperienze di vita, valorizzando in primo luogo il rapporto interpersonale che, proprio per il mezzo utilizzato, assume il profilo del rapporto interpersonale allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione”.

    A colui che ha diffamato Francesco Rocca è stata comminata una pena pecuniaria di 1.500 euro per diffamazione aggravata.

    E’ un pronunciamento che sicuramente fa chiarezza su un tema delicato e certamente avvalora il fatto che ciò che accade su Facebook è ciò che accade nella realtà di tutti i giorni. Siete d’accordo? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

  • Ecco la Notte degli Oscar 2016 sui Social Media

    Ecco la Notte degli Oscar 2016 sui Social Media

    Gli Oscar 2016 hanno visto il trionfo del maestro Ennio Morricone, miglior colonna sonora per “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, e il trionfo di Leonardo Di Caprio che ha conquistato il suo agognato premio come miglior attore. Sui Social Media le conversazioni totali sono state 10 milioni, quasi tutte su Twitter.

    C’era molta attesa per la Notte degli Oscar 2016 e i pronostici che giravano sul web e sui Social Media fino a poche ore dall’inizio della grande serata di Hollywood sono stati parzialmente confermati. Per quel che ci riguarda, la grande notizia è che il maestro Ennio Morricone ha ottenuto la sua prima statuetta della sua lunghissima carriera per la miglior colonna sonora per The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Ma è stato anche il trionfo di Leonardo Di Caprio che conquista, finalmente, il suo agognato Oscar come miglior attore per il film The Revenant. E come sempre, grazie al supporto tecnico di Talkwalker, abbiamo visto come i Social Media hanno raccontato la diretta della premiazione numero 88 degli Oscars verificando che, dalle 8 di sera alle 8 del mattino successivo (ora italiana) le conversazioni totali sono state 10 milioni.

    #oscars oscar 2016 social media

    Nel nostro monitoraggio abbiamo preso in considerazione i tre hashtag più usati per la manifestazione, compreso quello ufficiale: #Oscars con 8,9 milioni di citazioni; #Oscar con 818 mila citazioni e #Oscar2016 con 196 mila citazioni.

    #oscars conversazioni totali oscar

    Le conversazioni, come sempre accade in questi casi, si sono svolte per oltre il 99% su Twitter. Il picco della manifestazione si è ottenuto quando in Italia erano le 6 del mattino con 808 mila tweet, un momento tra la premiazione di Leonardo Di Caprio e l’annuncio del miglior film The Spotlight. Twitter comunque rileva che 404 mila sono stati i tweet alla nomina di Di Caprio, @LeonardoDiCaprio.

    E come potete vedere, proprio nel momento di picco si registra il livello di sentiment più positivo della manifestazione, segno che i Social Media approvano.

    Il 52,8% degli account sono donne, notare la loro presenza maggiore proprio nel momento di picco, gli uomini sono stati il 47,2%.

    #oscars conversazioni totali genere oscar

    Ovviamente, a livello globale, il più citato tra i premiati è stato proprio Leonardo Di Caprio, vista la grande attesa che c’era per questa premiazione tante volte sfilatagli di mano proprio all’ultimo momento. Sommando le varie citazioni, tra hashtag e nome esteso o frazionato, supera le 2,9 milioni di citazioni.

    #oscars temi totali di caprio oscar

    Questi intanto sono gli hashtag più citati durante la premiazione:

    #oscars hashtag globali oscar

    In Italia i tweet totali sono stati 228.800 sommando anche #SkyCinemaOscar che ha totalizzato 85.700 citazioni.

    #oscars tweet totali italia oscar

    E questi sono gli hashtag più citati in Italia durante la premiazione:

    #oscars hashtag italia oscar

    E come sempre, vi mostriamo anche i contenuti più condivisi durante tutta la serata americana, notte fonda in Italia.

    Questo il contenuto più condiviso in assoluto ed è su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BCWlyQ7hQQp/

    Ma vediamo i contenuti più condivisi su Twitter. E quello più condiviso è proprio quello di Leonardo di Caprio che ringrazia l’Academy e il cast e team di The Revenant:

    https://twitter.com/pettyyonceh/status/704070685614743552

    https://twitter.com/barstoolsports/status/704168236754018307

    Questo un resoconto della Notte degli Oscar 2016. E voi che pensate? Contenti che abbia vinto Di Caprio?

  • Facebook, i Live Video arrivano su Android e in 30 paesi su iOS

    Facebook, i Live Video arrivano su Android e in 30 paesi su iOS

    Facebook continua a rilasciare la modalità dei Live Video che permette di realizzare video dal vivo e condividerli con i propri amici. Questa volta tocca ad Android, solo negli Usa per ora, e continua il rilascio della funzionalità su iOS esteso in altri 30 paesi. Dai dati GlobalWebIndex il 30% degli utenti preferisce i live video degli amici.

    A distanza di un paio di mesi dalla fase di test e dopo un mese dal rilascio più esteso negli Usa per iOS,Facebook continua a rilasciare la modalità dei Live Video con l’obiettivo di raggiungere tutti gli utenti sulle diverse piattaforme mobile. E questa volta tocca ad Android, infatti Facebook ha annunciato che da oggi la funzionalità, che permette agli utenti di realizzare video in tempo reale da condividere direttamente sul news feed con i propri amici, negli Usa sarà utilizzabile anche da dispositivi con sistema operativo mobile di Google.

    Lo sbarco dei Live Video su Android, già ampiamente previsto, è giustificato dal fatto che più del 50% degli utenti che usano dispositivi Android amano guardare e interagire con i video live. E, visto che Android è il sistema operativo mobile più usato, questa operazione contribuirà a rendere ancora più massiccia, nei prossimi mesi l’utilizzo di questa nuova funzionalità. Il rilascio negli Usa si completerà entro la prossima settimana e poi sarà la volta di altri paesi.

    facebook live video android

    E intanto, contemporaneamente a questo annuncio, Facebook fa sapere che dopo il rilascio completo negli Usa su iOS adesso si aggiungono altri 30 paesi da cui sarà possibili utilizzare i Live Video dal social network.

    Come usare Live Video su Facebook

    Per usare i Live Video è molto semplice. Dalla sezione dove di solito si inseriscono i contenuti, quella dove c’è scritto “A cosa stai pensando?“, sarà sufficiente toccare l’icona “Live Video” per avviare il vostro video il live streaming, accompagnato da una breve descrizione. E’ possibile selezionare anche il pubblico con cui condividere il vostro Live Video. Durante la trasmissione dal vivo di vedrà il numero delle persone che stanno seguendo il video, in nome delle persone e si potrà rispondere in tempo reale ai commenti che arriveranno. Al termine della trasmissione, sarà poi possibile salvare il video come qualsiasi altro, conservarlo e condividerlo con gli amici, oppure eliminarlo. Sarà possibile anche attivare le notifiche così da non perdere i live streaming di quell’utente che state seguendo.

    La crescita del fenomeno e le opportunità del Live Streaming

    live video facebook globalwebindex

    Insomma, Facebook non vuole lasciarsi sfuggire le opportunità che offrono i video e, soprattutto, la crescita in atto del fenomeno del live streaming. GlobalWebIndex a inizio di quest’anno dava qualche numero sulla crescita del fenomeno, evidenziando che, a fronte di un pubblico fruitore ancora molto esiguo (1,5% Meerkat e 2% Periscope), le app e le funzionalità come Live Video di Facebook hanno un grande potenziale da sviluppare. Per il fatto che comunque i video sono tra i contenuti più seguiti su Facebook e su Twitter. E anche per il fatto che l’ad-blocking sul mobile avrà come conseguenza che il native advertising dovrà concentrarsi di più sul coinvolgimento degli utenti.

    Per dare qualche dettaglio, il 40% dei giovani dice di guardare più video da mobile rispetto ad un anno prima e preferiscono sempre di più i live broadcast. Il 53% degli utenti di età 16-34 anni dice di preferire live video divertenti; il 41% preferisce le news in diretta; il 38% preferisce la musica o gli eventi dal vivo; e poi il 30% preferisce i video dal vivo dei propri amici o dei propri familiari.

    A guardare questi dati, Facebook completando il rilascio su Android offrirà agli utenti nuove esperienza da fare sempre all’interno del social network, quindi maggiore coinvolgimento. Un dato importante anche per le aziende che potranno sfruttare questo potenziale.

  • Facebook, i tasti Reactions disponibili a livello globale

    Facebook, i tasti Reactions disponibili a livello globale

    Dopo la fase di test dei mesi scorsi in Spagna e in Irlanda, Facebook da oggi rende disponibili i tasti Reactions a livello globale. Quindi il semplice tasto usato per interagire con i contenuti sarà sostituito dai tasti Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato.

    Vi ricordate quando a settembre si era sollevato quel polverone a proposito di un possibile arrivo del tasto “dislike”? Tutti a parlarne salvo poi scoprire che Zuckerberg faceva riferimento all’integrazione di una serie più vasta di tasti per esprimere al le emozioni in relazioni ad un contenuto. E dopo un mese Facebook iniziò una fase di test in Spagna e Irlanda per poi passare ad un uso dei nuovi testi Reactions a livello globale. E quel giorno e infatti arrivato, forse un po’ più tardi di quello che si poteva prevedere.

    facebook reactions @franzrusso.it-2016

    Da oggi dunque i tasti Reactions sono disponibili a livello globale. Quindi i il semplice tasto usato per interagire con i contenuti sarà sostituito dai tasti Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato.

    Da mobile per interagire con un contenuto si dovrà premere il tasto Like per accedere alle Reazioni, da desktop sarà sufficiente passarci sopra con il mouse.

    Facebook in un post, dando l’annuncio ufficiale, fa sapere che si è giunti a questa soluzione dopo un anno trascorso ad osservare come gli utenti interagivano con i contenuti arrivando alla conclusione che il semplice tasto Like non era più (forse non lo è stato mai) sufficiente ad esprimere una emozione. Anche se proprio il tasto Like mantiene la sua posizione predominante, per il fatto che gli altri bottoni si attivano solo dopo una pressione prolungata sullo stesso Like.

    E Facebook comunque manterrà una sorte di controllo per verificare le Reazioni ai singoli contenuti, per verificare se quella emozione espressa con quel bottone sia effettivamente in line con il contenuto.

    I nuovi tasti Reactions stanno cominciando a popolare il News Feed anche qui nel nostro paese, come sempre il rilascio avviene gradualmente e man mano lo sarà anche per le pagine aziendali. Sono disponibili per facebook.com e per le app iOS e Android.

    Da oggi insomma cambia il modo con cui abbiamo sempre misurato le interazioni su Facebook, dovremo per forza tenere conto dell’espressione degli utenti che non avverrà più solo e soltanto con un Like, ma sarà più vasta. Da questo punto di vista sarà interessante vedere le conseguenza che questo aggiornamento avrà soprattutto in relazioni ai contenuti aziendali.

    E voi che ne dite, vi piacciono i nuovi tasti Reactions?

    (l’immagine di copertina è stata realizzata liberamente da @franzrusso, in caso in cui il proprietario dei loghi lo richiedesse verrà rimossa immediatamente)

  • Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Mark Zuckerberg dall’acquisizione di Oculus VR, avvenuta due anni per 2 miliardi di dollari, non ha mai fatto mistero che quello era il segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato la Realtà Virtuale. E quel futuro è già qui. A Barcellona proprio Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione. E a guardare quella foto un po’ di inquietudine sale.

    Due anni fa, a sorpresa, Facebook acquisiva per 2 miliardi di dollari Oculus VR, startup americana che aveva realizzato lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. Era il chiaro segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato proprio nella Realtà Virtuale, quella social, anche se ancora non si conosceva quando quel futuro sarebbe arrivato. Questo fino a due giorni fa quando dal Mobile World Congress di Barcellona, Zuckerberg irrompe sulla scena in occasione della presentazione aperta alla stampa di Samsung, in una platea di giornalisti tutti dotati del visore per la Realtà Virtuale.

    La foto che lui stesso ha condiviso su Facebook è la prova più evidente che ormai quel futuro è già qui. Una foto che a guardarla bene fa un certo effetto.

    Dal corridoio della sala, in mezzo ai giornalisti (i quali non sapevano nulla) dotati di visore, si vede Zuckerberg che ha un’espressione certamente soddisfatta, ma tutti non si curano della sua presenza, immersi in un altro mondo. Lui passa alla loro destra, mentre quasi tutti sono girati dalla parte opposta.

    Una scena quasi surreale che in molti hanno paragonato a Matrix. Una scena che dà l’idea di quello che sarà la Realtà Virtuale Social, un networking di persone riprodotto in un mondo non reale, totalmente ricostruito, simulato.

    Zuckerberg realtà virtuale
    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    Ed è questo il punto su cui si discute, la simulazione, la realtà non reale attraverso la quale instaurare relazioni tra persone. Se proviamo a pensarci meglio, un passaggio totalmente lontano dalla realtà dell’oggi. Attraverso Facebook instauriamo relazioni che poi sfociano in relazioni dirette, personali nella realtà di tutti i giorni. Come sarà dunque una relazione tra persone in una realtà simulata?

    Zuckerberg ha annunciato che si sta costituendo un team per lavorare proprio sulla realtà virtuale social, anche se non ha rilasciato altre informazioni riguardo alle app al momento allo studio.

    Nell’articolo di presentazione del nuovo corso di Facebook si legge che questo sarà il terreno su cui verranno canalizzati i prossimi investimenti, dopo aver connesso le persone in maniera diretta attraverso Messenger e WhatsApp.

    Con la Realtà Virtuale Social le opportunità di connessione tra amici saranno molte di più al punto da vivere insieme, quindi virtualmente, esperienze che si svolgono in parti del mondo diverse.

    C’è da dire che Facebook non è il solo a puntare sulla Realtà Virtuale, lo stanno facendo anche Google e Microsoft, solo che portare la realtà virtuale in un social network fatto di relazioni e di persone apre effettivamente scenari del tutto nuovi. Quello che era quindi il pallino di Zuckerberg sta per arrivare. E, dopo aver inventato il social network, Zuckerberg vuole passare alla storia come il pioniere della Realtà Virtuale Social.

    Ma voi che ne pensate? Vi affascina o vi inquieta?

  • Facebook apre Instant Articles a tutti. Cosa cambia per i blog

    Facebook apre Instant Articles a tutti. Cosa cambia per i blog

    Facebook ha annunciato che dal prossimo 12 aprile, in occasione della conferenza F8, Instant Articles sarà aperto a tutti gli editori, blog compresi. La modalità di pubblicazione dei contenuti direttamente su Facebook permette anche di guadagnare fino al 100%. Ma cosa cambia per i blogger?

    A meno di un anno dal lancio ufficiale, Facebook ha annunciato che dal prossimo 12 aprile, in occasione della conferenza annuale per gli sviluppatori F8, renderà accessibile Instant Articles a tutti, quindi anche ai blog. In occasione del lancio dello scorso maggio, Instant Articles era stato dato in uso ad un ristretto numeri di editori, tra i quali vi erano New York Times, BuzzFedd, National Geographic e altri. Dallo scorso ottobre hanno avuto accesso anche alcuni editori italiani. L’annuncio di estendere a tutti questa nuova modalità di distribuzione dei contenuti direttamente in un’area dedicata su Facebook ha sicuramente colto di sorpresa un po’ tutti, e quindi anche i bloggers che non si credeva potessero avere accesso a questa nuova feature.

    facebook instant articles blog

    Come funziona Instant Articles di Facebook 

    Prima di passare a vedere cosa può significare per i blogger e per gli altri editori, è necessario fare un piccolo passo indietro per spiegare meglio cosa siano gli Instant Articles. Intanto vale la pena dire subito che Facebook punta a diventare punto di riferimento per quanto riguarda la distribuzione dei contenuti, viste ormai le considerevoli dimensioni e il costante utilizzo da parte degli utenti, arrivati ad essere ormai 1,6 miliardi. E visto che anche gli editori utilizzano ormai sempre di più Facebook come canale di diffusione dei propri contenuti, nel tentativo (quando accade) di creare un coinvolgimento più diretto con il lettore, Facebook a maggio decide di lanciare una sezione dedicata, all’interno dell’applicazione mobile di Facebook, per dare modo agli editori di ovviare ai classici problemi di lentezza nel caricare i link, infatti la promessa è quella di essere il 10 volte più veloce. Di fatto, con questa nuova modalità, il lettore non si troverà più di fronte ad un post con un link di rimando alla notizia completa, la novità è che il lettore si troverà di fronte alla notizia completa direttamente su Facebook.

    C’è poi l’aspetto dell’advertising da considerare, infatti Facebook non dovrebbe guadagnare nulla dalla vendita dei spazi pubblicitari, il 100% degli introiti dovrebbe restare agli editori. Se poi, come evidenzia il WSJ, a vendere lo spazio è Facebook direttamente, allora all’editore resta in mano il 70% e Facebook trattiene il 30%. Una condizione tutto sommato accettabile.

    Cosa cambia per i Blog con Instant Articles

    Ma visto che dal punto di vista degli editori, considerandoli nell’accezione classica (quindi giornali e siti di informazione), le considerazioni abbondano, dopo questo annuncio ci piacerebbe scoprire insieme a voi cosa potrebbe cambiare per un blog l’accesso ad Instant Articles.

    Anche qui, vale la pena di fare un’altra considerazione. Facebook sa benissimo che gli utenti sono sempre alla ricerca di notizie, di conseguenza Instant Articles è una modalità che risponde a questa esigenza e che prova a rendere l’esperienza dell’utente ancora più estesa. Lo è stata, e lo sarà ancora con i Live Video, lo sarà ancora di più con gli Instant Articles. L’utente è sempre più spinto a restare sulla piattaforma per condividere e leggere. Ma Facebook è cosciente anche del suo potenziale, e non potrebbe essere diversamente. E lancia la sfida a Google, proponendosi come motore di contenuti. Fermiamoci qui, perchè ci sarebbe da scrivere molto, e non è detto che lo si faccia nella maniera opportuna.

    E ora arriviamo alla domanda che si siamo posti all’inizio. Cosa cambia per i blogger con Instant Articles?

    Certamente è una grossa opportunità anche per i blogger che possono contare ad entrare in contatto diretto con i lettori. Anche se il blogger, per definizione, è già in grado di sfruttare al meglio Facebook ora. Il blogger ha necessità che il suo post venga letto sul suo blog e che l’interazione nasca già sul blog stesso, attraverso un contenuto interessante, come quasi sempre accade. Il blogger vede Facebook, e i social media in generale, come strumento di distribuzione e di diffusione dei propri post. Vede Facebook come strumento per costruire attorno una community con cui intavolare una relazione. Una modalità come Instant Articles potrebbe risultare interessante, e questo è innegabile, dal punto di vista dell’advertising. La possibilità di guadagnare dalla pubblicazione dei contenuti potrebbe essere un motivo interessante per i blogger.

    Diciamo anche che per il blogger non sarebbe un problema agganciarsi ad Instant Articles, sarebbe visto come uno strumento in più per crescere. 

    E voi che ne pensate? Raccontateci il vostro punto di vista.

  • Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Uno studio di Burson-Marsteller, “World Leaders on Instagram Full Study”, rileva che tra i leader mondiali presenti su Instagram, il presidente degli Usa, Barack Obama, è il più seguito, con oltre 6 milioni di followers. Al secondo posto si piazza il presidente russo Dimitry Medvedev, con oltre 2 milioni di followers.

    Burson-Marsteller, una delle più importanti agenzie di comunicazione e di pr a livello globale, fa reso noti i dati di uno studio dal titolo “World Leaders on Instagram Full Study” che ci illustra come i leader mondiali usano il canale Instagram. Ad oggi più del 70% dei governi a livello mondiale ha un account, ma quasi un terso dei 305 account sono dormienti o inattivi. Lo studio, che fa parte dello studio Twiplomacy 2016 (che analizza come i leader politici mondiali usano i social media), è stato realizzato sulla base dei dati raccolti durante quest’ultimo mese, scoprendo anche che 136 dei 193 membri delle Nazioni Unite possiede un account su Instagram.

    account Obama Instagram

    Alla data del 2 febbraio scorso tutti i leader mondiali avevano un totale di quasi 23 milioni di followers, pubblicando di 76 mila post e ricevendo più di 160 milioni di like. L’ultimo accoun aperto è quello del numero di 10 Downing Street.

    Ma guardando nel dettaglio la classifica dei leader mondiali più seguiti su Instagram, al primo posto si piazza il presidente degli Usa, Barack Obama, che totalizza più di 6 milioni di followers e di conseguenza è il leader politico mondiale più seguito al mondo. Obama guida anche la classifica relativa alle interazioni, infatti ha una media di 56 mila interazioni (tra commenti e like) per ogni post pubblicato.

    leader mondiali obama instagram

    In seconda posizione, molto lontano da Obama, si piazza il presidente della Russia Dimitry Medvedev con oltre 2 milioni di followers e una media di 25 mila interazioni per post. Al terzo posto troviamo il primo ministro indiano Narendra Modi con 1 milioni e 787 mila followers; la sua media di interaioni per post è di 42 mila con solo 37 immagini pubblicate. Segue poi di poco l’account della Casa Bianca con 1 milione e 736 mila followers.

    La regina Rania di Giordania e il primo ministro degli Emirati Arabi hanno 1,4 milioni di followers. Più distaccato è il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan con 762 mila followers, segue poi Khamenei, leader supremo dell’Iran, con 607 mila followers; poi troviamo il neo presidente dell’Argentina Mauricio Macri con 563 mila followers e chiude la classifica dei 1o leader mondiali più seguiti Abdel Fattah el-Sisi , presidente dell’Egitto, con 556 mila followers.

    Da segnalare che l’account del Dipartimento Informazione del governo del Brunei è quello più attivo arrivando a pubblicare in media 4 post al giorno. E c’è anche sa evidenziare che sono pochi i leader che gestiscono il proprio account autonomamente e quello che vi riescono pubblicano anche i selfie fatti con le persone incontrate e con la propria famiglia.

  • I Blog non sono Morti, stanno solo cambiando Forma

    I Blog non sono Morti, stanno solo cambiando Forma

    Qualche anno fa li avevano dati per morti, l’arrivo dei Social Media, dicevano, avrebbero spazzato via i Blog. E invece eccoli ancora presenti, infatti non sono mai spariti del tutto, hanno solo cambiato la loro forma. Vediamo adesso cosa è successo in questi ultimi anni e quale piattaforma scegliere per fare blogging oggi.

    Era il 2011 quando cominciava a circolare la voce che i Blog erano morti, tutti sembravano esultare e pochi erano quelli che quasi piangevano la prematura dipartita. Tranne quegli irriducibili e radicali che vanno sotto il nome di “blogger”, parola che ultimamente pochi sanno davvero pronunciare. A parte questo inizio non certo coloratissimo, il tema di oggi è molto serio ed certamente più allegro. Sì, perchè la bella notizia è che i Blog non sono mai morti, hanno solo cambiato la loro forma. Più di altri, in questi ultimi 5 anni almeno, hanno saputo cambiare pelle e adeguarsi ai tempi.

    blog blogging social media franzrusso.it 2016

    Blog, alcuni cenni storici

    Come forse buona parte di voi sanno, il Blog nasce nel 1997, anche se ci sono altri che indicano la data al 1994, quindi molto prima del Web 2.0 e dei Social Network. La piattaforma di quell’anno era stata realizzata da Dave Winer insieme a Microsoft (si quello di Redmond) e con quella piattaforma Jorn Barger, un cacciatore americano diede diario online, “Robot Wisdom”, ad oggi indicato come il primo Blog. A quel tempo (sembra di parlre di centinaia d’anni, ma sono solo qusi 20 anni) si chiamava “Web-log” e solo nel 1999 gli venne dato il nome Blog e il primo a farlo fu Peter Merholz. E, restando in qualche cenno storico, sempre nel 1999 nasceva “Blogger” piattaforma realizzata da Pyra Labs, successivamente comprata da Google nel 2003. E sempre nel 2003 nasceva WordPress, la prima vera piattaforma di blogging e in quell’anno i blog attivi erano poco più di 2 mila. Sempre restando nei numero di diffusione, nel 2006 i Blog erano 50 milioni secondo i dati che forniva Technorati. E nel 2011 erano 173 milioni, in 5 anni si erano più che triplicati. E fin qui i numeri ufficiali perchè poi Nielsen chiuse quel servizio utile che era Incite, sviluppando verso i social media.

    blog 2011

    Intanto era nato il Web 2.0 nel 2004, lo stesso anno in cui erano nato Facebook. Ma a pensarci bene il Blog anticipa il concetto della condivisione alla base del Web 2.0 e dei social network, il contenuto era elemento di condivisione già nel 1997.

    Passaggio storico doveroso, sintetico (ci sarebbe poi da tanto altro da dire) ma necessario per inquadrare meglio l’argomento e ribadire il concetto che i Blog non sono morti.

    Blog: Hosted o Self-Hosted?

    Altro passaggio necessario riguarda una distinzione che è utile fare per non entrare in confusione. Oggi chiunque, e in pochi minuti, può aprire il suo blog e di piattaforme (che adesso vedremo) ce ne sono. Parliamo in questo caso di “hosted”, ossia di blog che si attivano in pochi minuti senza avere problemi di ricercare il servizio di hosting migliore. L’altra categoria è poi quella del “self-hosted” e in questo caso la scelta di fare blogging è molto più impegnativa. E’, quasi sempre la scelta che fa chi vuol fare il blogger per mettere in pratica un suo progetto stabile dal quale scaturisce un vero e proprio lavoro.

    Ecco, avendo più chiaro questo passaggio, diamo una ulteriore prova che i Blog non sono morti. Perchè chi vuole oggi aprire un proprio Blog in pochi e veloci passaggi non ha che l’imbarazzo della scelta in termini di piattaforma tra:

    • WordPress.com – la piattaforma offre una vasta scelta di temi ma non offre nulla dal punto di vista dei plug-in e dal punto di vista della pubblicità. E’ una piattaforma con cui è davvero facile, con pochi click, cominciare a pubblicare.
    • Medium – è la piattaforma di blogging del momento, lanciata nel 2012 da Evan Williams (co-fondatore ed ex CEO di Twitter), è semplice da usare, infatti si apre subito con il proprio account Twitter. E’ forse la dimostrazione di quanto i Blog siano cambiati nel tempo, avendo questa una chiara connotazione social.
    • Blogger – la piattaforma di Google resiste ancora oggi, anche se non ha mai conosciuto nel tempo una grande diffusione. Si può integrare con il proprio account Google ed è possibile monetizzare utilizzando AdWords. Offre diversi temi da scegliere, ma è anche la dimostrazione di come Google non abbia mai investito seriamente su questa piattaforma.
    • Tumblr – la piattaforma nata nel 2007 e oggi di proprietà di Yahoo! è molto diffusa anche nel nostro paese. E’ una piattaforma per il blogging veloce, dinamico e social. Se avete interesse a fare blogging di altro tipo, allora è meglio scegliere altre piattaforme.

    Le piattaforma self-hosted sono invece scelte, come dicevamo prima, da chi ha in mente di aprire un blog con l’idea di avviare un progetto nuovo che quasi sempre, con un adeguato percorso di crescita, fatto di costanza e impegno, finisce per diventare un vero e proprio lavoro. Certo, non mancano gli esempi di blog hosted che poi passano alla modalità self-hosted, ma diciamo che questa modalità è quella che richiede più impegno.

    E tra le piattaforme (e non sono poi tantissime) più facile da usare, a differenza di Joomla o Drupal più orientate ad un pubblico di sviluppatori, si possono citare:

    • WordPress.org – a differenza della piattaforma .com, questa offre molti più strumenti, da accesso all’utilizzo dei plug-in, è customizzabile. Tra le versione self-hosted è certamente la più usata.
    • Ghost – è una piattaforma più recente, facile da usare e sta cominciando ad essere usata da diversi blogger. Semplice da usare, stile pulito e backend di facile intuizione. La community è ancora piccola e non paragonabile a quella di WordPress, la si segnala di certo per la facilità d’uso.
    • Movable Type – piattaforma di blogging molto conosciuta, a differenza di WordPress e Ghost è un CMS a pagamento. Facile da usare, con diverse features a disposizione, conta ancora su una community molto ristretta e questo può essere un limite.

    Se dovessimo dare dei consigli, allora è opportuno orientarsi su WordPress, per la sua facilità e per la sua diffusione. Qualche mese fa scrivevamo che il 25% dei siti web nel mondo sono su piattaforma WordPress e che tra i CMS la percentuale sale al 58%.

    Ma l’importante, prima di scegliere la piattaforma, è capire bene cosa si vuole fare e con quale impegno si decide di aprire un Blog.

    Spero che l’obiettivo di dimostrare che ad oggi i Blog sono ancora vivi e vegeti sia riuscito. In ogni caso, mi piacerebbe molto conoscere anche la vostra opinione.

    Molte di queste opinioni le trovare anche in questo video al DigitalicX dello scorso dicembre presso la Rai di Milano.

  • Nel 2015 cresce il web advertising, trainato dal social e dal search

    Nel 2015 cresce il web advertising, trainato dal social e dal search

    Nielsen ha diffuso i dati relativi al mercato pubblicitario nel 2015 e la crescita rispetto all’anno precedente è stata dell’1,7%. E il web advertising si distingue dagli altri mezzi per aver fatto registrare una crescita dell’8,5%.

    Nielsen ha diffuso i dati sul mercato pubblicitario in Italia nel 2015, un’occasione per fare il punto sul mercato e sui mezzi, ma soprattutto per comprendere in quale direzione sta andando il mercato degli investimenti pubblicitari. Allora, complessivamente il mercato nel 2015, rispetto all’anno precedente è cresciuto dell’1,7%, un risultato che potrebbe sembrare poca cosa ma invece segna un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni. Quindi un risultato da considerare molto positivo. Osservando il mercato tradizionale, quindi escluso il web, Nielsen registra una performance dello 0,5%.

    E per comprendere meglio come è andato il mercato pubblicitario nel 2015 è bene dare un’occhiata ai mezzi. E qui è il caso di mettere in evidenza che a trainare proprio il mercato verso performance positive e proprio il web advertising. E Nielsen rileva che la crescita degli investimenti pubblicitari sul web in Italia nel 2015 sono cresciuti dell’8,5% rispetto al 2014. E se si prova ad escludere i social e il search, allora anche il web segue la tendenza generale con una performance di -0,7%. Quindi la considerazione da fare è che il social media advertising e i search advertising trainano positivamente l’intero web advertising.

    Tra gli altri mezzi, la TV chiude il 2015 con una crescita dello 0,7%, grazie a un secondo semestre a +5,3%. Confermano  il segno negativo i quotidiani e i periodici che chiudono rispettivamente a -6,6% e –4,1% l’intero  anno. Il mezzo radio si distingue nel 2015 per la crescita sensibilmente sopra la media del mercato: +8,8%.

    Cresce sensibilmente l’out of home che grazie a Expo 2015 chiude con: outdoor +3,3%, transit +15,6% e out of home TV +13,1%.

    A dicembre il mercato fa registrare un dato positivo in crescita del 4,5%, con TV e radio che salgono con 7,3% e 5,1%. Negativi il direct mail e il cinema con -8,3% e -5,1%.

    Tra i settori merceologici si segnalano farmaceutici (+8,6% con 25,8 milioni di euro), alimentari (+6,5% con 51,7 milioni di euro). Negativi assicurazioni/finanza (-8,7%), telecomunicazioni (-7,7%). I maggiori apporti alla crescita arrivano da servizi professionali (+7,9%), bevande/alcolici (+9,3%) e gestione casa (+8,5%).

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