Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Periscope compie un anno con 200 milioni di live broadcast

    Periscope compie un anno con 200 milioni di live broadcast

    Periscope, l’app di Twitter per il live broadcasting ha compiuto in questi giorni il suo primo anno di età. E nei primi 12 mesi i live degli utenti sono stati ben 200 milioni per un totale di tempo trascorso per osservarli pari a 110 anni. Diamo un’occhiata all’andamento dei download su iOS e Android in questi 12 mesi.

    Periscope, l’applicazione di proprietà di Twitter per i live broadcasting, disponibile per iOS e Android, ha compiuto il suo prima anno di età. Fece infatti il suo debutto il 26 marzo del 2015 solo per la versione iOS, due mesi dopo, il 26 maggio dello stesso anno fu resa disponibile anche per Android. Sin dal suo debutto abbiamo sempre seguito con molta attenzione l’evoluzione dell’applicazione che, nonostante un avvio molto lento, ha avuto sicuramente il merito di sdoganare completamente il live broadcasting via app. Come più volte abbiamo sottolineato, Periscope avrebbe meritato un supporto maggiore specie da parte di Twitter, inteso come piattaforma, avrebbe sicuramente giovato ad una espansione maggiore dell’utilizzo dell’app.

    periscope un anno

    Il team di Periscope per l’occasione ha diffuso alcuni dati relativi ai primi 12 mesi dell’app e di come gli utenti l’anno usata. Il dato più rilevante è che i live su Periscope nel primo anno sono stati ben 200 milioni e il tempo trascorso a guardarli, da iOS e da Android, è pari alla durata di 110 anni. Oltre un secolo di dirette.

    Il primo fine settimana dell’app lo scorso anno fu spumeggiante, infatti dopo pochi giorni dal lancio i live erano già 100 mila, il 28 marzo si toccò il picco di 58 mila live. Ad agosto del 2015 gli utenti erano già 10 milioni. Oggi abbiamo il dato relativo ai live totali anche se non si conosce ancora il dato relativo agli utenti complessivi che utilizzano l’app.

    periscope 200 milioni live un anno

    Noi, come già abbiamo fatto in altre occasioni, ci siamo basati sui dati del download dell’app, ossia i dati che conteggiano l’evoluzione dell’espansione dell’app tra gli utenti. E, come possiamo vedere, dai dati che abbiamo rilevato grazie ad App Annie, per quanto riguarda iOS si osserva un evoluzione calante. Il 5 aprile del 2015 l’app è al top essendo la quarta applicazione più scaricata in assoluto poi un calo altalentante, fino al minimo toccato il 2 gennaio scorso quando era la 23° app più scaricata nella categoria Social Networking, la 356° in assoluto. Come potete notare dal grafico, si è registrata una risalita proprio nelle ultime settimana, lo scorso 18 marzo era la 7° app più scaricata nella categoria Social Networking e la 54° in assoluto, salvo poi ricadere di nuovo.

    periscope italia ios un anno

    Questo invece il grafico che ci evidenzia l’evoluzione di Periscope su Android sin dal suo debutto, avvenuto il 26 maggio scorso. Anche in questo caso potete notare, dopo un avvio sfrecciante, una evoluzione in calo. Il 3 giugno, quindi dopo pochi giorni dal debutto, l’app era la 3° app più scaricata nella categoria Social, la 36° in assoluto da Google Play. Il punto minimo lo si tocca il 15 dicembre scorso quando era la 18° app più scaricata della categoria Social, la 537° in assoluto. Il 20 marzo scorso, quindi pochi giorni prima del compleanno, c’è stata una risalita, diventando la 14° più scaricata della categoria Social e la 285° in assoluto, per poi ricadere di nuovo.

    periscope italia android un anno

    Questi dati ci indicano, ripetiamo, l’andamento dei download dell’app, quindi quante volte viene scaricata e come viene posizionata dai market di riferimento. Ci offre quindi un dato dal punto di vista dell’interesse verso l’app.

    A distanza di 12 mesi Periscope è ancora un’app viva, da poco i live sono stati inglobati nei tweet e ora Twitter sembra voler puntare molto su questa app. L’osservazione che possiamo fare però è che questo impegno magari sarebbe stato più vantaggioso qualche mese fa. Uno dei meriti, o svantaggi (a seconda dei punti di vista) di Periscope è quello di aver aperto il mercato, non è un caso infatti che anche Facebook abbia deciso in questi mesi di puntare al live broadcasting lanciando i suoi Live Video, supportati direttamente dalla piattaforma, quindi non facendoli vivere come app separata. E non è un caso che anche Google adesso voglia introdursi nel mercato con YouTube che da poco permette di realizzare i video dal vivo.

    Periscope deve quindi adesso giocare la sua partita sapendo che il vantaggio competitivo, l’essere arrivata (quasi) prima non è stato sfruttato. Però adesso ha una community molto più forte e i 200 milioni di live lo dimostrano. Twitter ovviamente dovrà fare la sua parte.

    Staremo a vedere. E voi la utilizzate?

  • Al via la #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata ai Musei

    Al via la #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata ai Musei

    La #MuseumWeek 2016 sta per arrivare. La settimana dedicata ai Musei su Twitter, giunta alla terza edizione, prenderà il via il prossimo 28 marzo fino al 3 aprile. E sono già più di 3 mila i musei che vi prenderanno parte, 290 dall’Italia. Ecco tutti i temi e gli hashtag da usare durante la settimana.

    La #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata su Twitter ai Musei e quindi all’Arte e alla Cultura, sta per prendere il via. Giunta alla terza edizione, quella di quest’anno prenderà il via il prossimo 28 marzo e durerà fino al 3 aprile. Questa del 2016 si annuncia come un’edizione di successo e per questo è sufficiente guardare il numero dei musei che ha aderito rispetto allo scorso anno. Per la #MuseumWeek fino a ieri si sono registrati 3 mila musei a livello globale, 290 dall’Italia, numeri che potrebbero salire ancora. La partecipazione è quindi più alta rispetto all’edizione del 2015 quando i musei furono poco meno di 2 mila e dall’Italia si arrivò a 250.

    #museumweek 2016

    Lo scorso anno i tweet complessivi furono 600 mila, quest’anno possiamo tranquillamente prevedere che saranno molti di più.

    #UPDATE

    Prende il via oggi la #MuseumWeek e i musei che vi partecipano globale sono aumentanti in questi ultimi due giorni e sono 3.100 a livello globale, 311 i musei dal nostro paese, 20% rispetto all’edizione dello scorso anno.

    Altra novità di quest’anno è che Su Twitter, ogni volta che si Twitterà con l’hashtag #MuseumWeek o con uno dei 7 hashtag giornalieri, apparirà automaticamente una Twitter emoji con il logo della MuseumWeek nel Tweet.

    #museumweek 2016 cover

    Su Periscope, i musei più rappresentativi trasmetteranno video live per teletrasportare gli spettatori all’interno delle loro mura. E durante la settimana, i cuori di Periscope si trasformeranno in cornici ogni volta che si aggiungerà #MuseumWeek al titolo del broadcast.

    I temi della #MuseumWeek 2016 saranno legati alla tutela e alla celebrazione della cultura, alla memoria e al patrimonio culturale, ma anche alla tolleranza, al vivere insieme e alla libertà d’espressione, valori duramente colpiti dai fatti di attualità più recenti. E per scoprire i musei coinvolti sarà sufficiente seguire gli hashtag che caratterizzeranno i giorni della settimana con temi diversi, uno per ciascun giorno, e sono:

    Lunedi 28 marzo – #secretsMW per fare scoprire al pubblico il dietro le quinte della vostra istituzione e, perché no, anche qualche segreto ben custodito;

    Martedì 29 marzo – #peopleMW  – giornata dedicata a tutte le persone (famose o no) che hanno reso o rendono oggi la vostra istituzione quella che è. È l’occasione ideale per parlare dei fondatori della vostra istituzione, delle sue figure emblematiche, ma anche di coloro che vi lavorano tutti i giorni e delle loro occupazioni.

    Mercoledì 30 marzo – #architectureMW  – giornata per raccontare la storia del vostro edificio, dei suoi giardini, del suo quartiere e dei suoi luoghi emblematici. Un modo per presentare la vostra istituzione sotto un’altra angolatura.

    Giovedì 31 marzo – #heritageMW  – giornata dedicata al patrimonio culturale, ai tesori e alle riserve (materiali e immateriali). L’occasione perfetta per far scoprire al pubblico, sia in loco che sul sito web, quello che offre la vostra istituzione.

    Venerdì 1 aprile – #futureMW – giornata per condividere con il pubblico i vostri programmi innovativi, le sfide, i progetti di ricerca, gli obiettivi istituzionali e tutto ciò che illustri i vostri sviluppi futuri!

    Sabato 2 aprile – #zoomMW  – giornata dedicata ai dettagli e agli aneddoti, un approccio interessante per scoprire contenuti e opere in modo alternativo: particolari delle mani, cornici di quadri, aneddoti sulla nascita di un libro, …fate uno zoom sui vostri tesori.

    Domenica 3 aprile – #loveMW  – è la giornata dei colpi di fulmine al museo! Approfittatene per mettere in risalto le punte di diamante della vostra istituzione (opere, mostre, spazi…) e usate Twitter per fornire consigli sulla visita.

    https://twitter.com/FondVOLUME/status/713163780142837761

    E sono tante le iniziative legate all’evento come quella organizzata all’interno del MUBA di Milano (@MUBA_Milano), il Museo dei Bambini, sabato 2 aprile. Chiamata #TwLab, l’attività propone ai giovani ospiti una breve ma significativa esperienza di scrittura creativa ispirata a Gianni Rodari e alla sua “Insalata di Favole”: tramite lo scambio di “paper tweet”, i bambini giocano a smontare e rimontare in modo alternativo favole già esistenti, facendo incontrare personaggi appartenenti a storie diverse e generando così nuove, inedite e buffissime narrazioni.

    Il meccanismo del gioco proposto da #TwLab, che nasce da un’idea dell’insegnante Stefania Bassi e s’inserisce nel contesto di @TwLetteratura, può essere riproposto ai bambini anche a casa, a scuola e sulla rete, come modo per educare i più piccoli all’uso graduale e consapevole dei social.

    #museumweek #twlab

    In occasione della #MuseumWeek 2016, #TwLab sarà ospitato dal MUBA, sabato 2 aprile, in due appuntamenti, il primo alle ore 10 e il secondo alle ore 11. Sarà aperto ai bambini dai 5 agli 11 anni e per parteciparvi è richiesta la prenotazione telefonica da effettuare direttamente presso il MUBA al numero 02 43980402. L’iniziativa è sostenuta da Twitter Italia, MUBA, TwLetteratura, Nòva24, CampusStore e @wlascuolaviva.

    Durante la settimana cercheremo di seguire l’evento segnalandovi i contenuti più interessanti e anche alcuni dati. Intanto c’è ancora tempo per iscriversi sul sito della #MuseumWeek 2016.

  • Instagram, le notifiche da oggi sono visibili anche via web

    Instagram, le notifiche da oggi sono visibili anche via web

    A pochi giorni dalla notizia dell’inizio della fase test che riguarderebbe l’introduzione di un algoritmo sulla piattaforma, Instagram introduce da oggi un’altra interessante novità. Da oggi infatti le notifiche vengono visualizzate anche sulla modalità web dell’app.

    Come fatto notare da VentureBeat, Instagram ha cominciato a rilasciare una nuova feature puntando decisamente, stavolta, sulla modalità web. Infatti da oggi tutti gli utenti che accedono a Instagram dalla modalità web potranno visualizzare anche le notifiche. Le trovate in alto alla sinistra dell’icona “account”, rappresentata da un cuoricino in una nuvola di conversazione. Una volta cliccato sull’icona potrete vedere gli utenti che hanno cominciato a seguirvi e gli utenti che hanno messo “like” sulle vostre foto.

    instagram notifiche web

    E’ una notizia che verrà molto apprezzata dagli utenti che adesso avranno la possibilità di visualizzare come i contenuti vengono condivisi anche accedendo via web da desktop. Una modalità che verrà apprezzata, immaginiamo, in una ottica di business, per esempio. Avere adesso anche la possibilità di consultare come un contenuto viene condiviso dai propri follower mentre si sta lavorando al computer perchè non si ha la possibilità in quel momento di consultare il proprio dispositivo mobile, è senza dubbio comodo. Pensate alla scena nel momento in cui viene richiesta un feedback da un cliente e voi siete al computer nella impossibilità di usare lo smartphone. Ecco, proprio in quel momento, mentre stavate scrivendo una e-mail, accedete all’account e potete dare un riscontro anche da desktop. Esempio banale, però era solo per rendere l’idea.

    Ovviamente, tutte le altre funzionalità di pubblicazione dei contenuti, di editing restano relegate all’uso esclusivo da mobile. Qui si tratta solo di estendere al web la modalità di consultazione.

    instagram logo notifiche web

    Instagram, che come sappiamo è di proprietà di Facebook, si unisce alle altre applicazioni della casa di Menlo Park che nell’ultimo anno hanno iniziato un maggiore presidio anche per quel che riguarda la modalità web. E’ stato il caso, lo scorso anno, di WhatsApp che ha lanciato la modalità di utilizzo dell’app di instant messaging anche via web, e lo scorso anno è stata lanciata anche la versione web di Messenger, per ora in uso solo per gli utenti di lingua inglese.

    E questa notizia arriva dopo l’annuncio dei giorni scorsi dell’inizio di una fase di test per l’introduzione di un algoritmo all’interno della piattaforma che regola la visualizzazione dei contenuti, il feed, sulla base degli interessi degli utenti. Al momento non si conosce molto sulla fase di test e quanti utenti sono coinvolti, di certo la notizia non è stata accolta bene dagli utenti più affezionati che reclamano il mantenimento dell feed attuale impostato sulla modalità cronologica.

  • Twitter compie 10 anni, ecco i momenti storici in Italia

    Twitter compie 10 anni, ecco i momenti storici in Italia

    Oggi 21 Marzo 2016 Twitter compie 10 anni, un traguardo importante per la piattaforma da 140 caratteri che ha sicuramente cambiato il nostro modo di comunicare. E per l’occasione, ripercorriamo qualche momento storico che riguarda il nostro paese.

    Il 21 marzo del 2006 Jack Dorsey mentre si trovava in un parco mangiando cibo messicano, inviava il suo primo tweet su quella piattaforma che era stata pensata per inviare messaggi tipo SMS ad un ristretto gruppo di persone. E oggi quella che originariamente era stata chiamata “twttr”, fortunatamente si chiama Twitter e compie 10 anni, un traguardo fondamentale per la piattaforma da 140 caratteri che ha cambiato, comunque la si pensi, il modo in cui comunichiamo.

    Su Twitter, specie in questi ultimi mesi e settimane, si è scritto e abbiamo scritto molto, dei problemi, delle possibili soluzioni, ma anche delle trasformazioni in atto. Ma oggi vogliamo sottolineare il valore che questa piattaforma ha avuto e ha acquisito nel corso di questi anni, un valore enorme che oggi va festeggiato.

    https://twitter.com/twitter/status/711658625924620288

    Provate per un attimo a pensare a come avete usato Twitter in questi anni e cosa ha comportato tutto questo. Sicuramente l’aver conosciuto tante persone, aver interagito con esse, l’aver anche iniziato un’amicizia, una collaborazione professionale, insomma una Relazione. Twitter è un social network, ma è diverso da tutti gli altri, gioca molto sulla dinamicità, sulla sintesi.  Ma al tempo stesso lascia spazio all’approfondimento di argomenti, di contatti e di relazioni che lo rende particolare. Ecco perchè l’hashtag scelto per la giornata di oggi #LoveTwitter è assolutamente giusto. Avrete certamente notate che cliccando il cuoricino del “Like” vengono fuori i coriandoli.

    twitter compie dieci anni

    E diamo un’occhiata ai momenti più importanti che hanno riguardato Twitter in Italia.

    Nel 2010 Lorenzo Jovanotti apre il suo account e ben presto diventerà uno degli account più seguiti su Twitter con oltre 3 milioni di followers. Questo il suo primo tweet:

    In occasione dell’alluvione in Liguria, nel 2011, che ha colpito le zone di Val di Vara, Cinque Terre, Lunigiana e la città di Genova, Twitter dimostra di essere essere lo strumento più adatto a diffondere e richiedere informazioni e, poi, a diffondere e richiedere aiuto nelle zone più duramente colpite. L’hashtag #AllertaMeteoLG.

    Il 2012 è stato poi l’anno della liberazione di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita in Algeria e rilasciata nel luglio del 2012 dopo quasi un anno di prigionia. Durante l’ultima serata del festival di Sanremo Geppi Cucciari parlò della sua storia e attirò l’attenzione dei mezzi di comunicazione e dell’opinione pubblica con#freerossellaurru.

    E sempre nel 2012 Twitter si rivelò strumento essenziale per sapere cosa stava avvenendo nelle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia. A mezzogiorno del 20 maggio i trending topic era tutti per #terremoto e per i nomi dei paesi colpiti.

    E nel 2012 Papa Benedetto apre l’account su Twitter @pontifex_it.

    Nel 2013 abbiamo conosciuto #PapaFrancesco, dibattuto sulle vicende politiche del Paese, e abbiamo ripetuto #ForzaSardegna nei giorni dell’alluvione. Non solo: ci siamo emozionati con le foto di @astro_luca in diretta dallo Spazio ed abbiamo seguito con apprensione le proteste a Istanbul e in Egitto.

    Il 2014 è stato l’anno della vittoria di Paolo Sorrentino e della sua “Grande Bellezza” ai Golden Globe (@GoldenGlobe) e agli Oscar (@TheAcademy), delle secchiate ghiacciate dell’#IceBucketChallenge, della nomina del premier Matteo Renzi (@matteorenzi) e dei Mondiali di calcio in Brasile.

    Sempre nel 2014, Twitter è il gruppo d’ascolto e commento degli show preferiti, dai talent show quali #amici13 The Voice of Italy (#tvoi) e X Factor (#XF8) ai talk show come #ServizioPubblico e#Piazzapulita, fino alle serie italiane o straniere, come #BraccialettiRossi o Pretty Little Liars (#PLLitalia1). Twitter è il second screen d’eccellenza per tutti coloro che si appassionano ai programmi televisivi e, twittando in tempo reale, condividono come da un grande “divano nazionale” i momenti più divertenti e drammatici, insieme ad altri fan del piccolo schermo.

    Nel 2015 su Twitter in Italia gli utenti hanno raccontato la loro esperienza legata ad Expo 2015 (@Expo2015Milano), aggiornandoci sui tempi di attesa, e raccontando la bellezza e la vita dei padiglioni. Attraverso Twitter in migliaia hanno interrogato @AskExpo, il primo servizio di social customer care creato da Twitter per una manifestazione di questa importanza, ottenendo risposte precise e puntuali.

    Nel corso del 2015, Twitter ha continuato ad affermarsi quale companion della TV, luogo d’elezione per commentare in tempo reale gli show del piccolo schermo, fino a dar vita a conversazioni originali diventate a volte veri e propri tormentoni. Ma non è tutto: Twitter è stato anche uno strumento prezioso per diffondere informazioni importanti e aggregare la solidarietà delle persone intorno ad alcune tematiche sociali, come nel caso di #messinasenzacqua.

    Ma anche #SaveRummo, la vittoria agli Us Open della coppia Pennetta-Vinci.

    Per quanto riguarda nuovi account famosi, dal mondo dello spettacolo italiano troviamo Geppi Cucciari (@GeppiC), Cristina D’Avena (@CristinaDAvena) e Marco Bocci(@MarcoBocci) e anche la sfera istituzionale rivela qualche sorpresa con Equitalia (@equitalia_it), l’Arma dei Carabinieri(@_Carabinieri_) o la Guardia di Finanza (@GDF). Per il calcio, fra i nuovi arrivati troviamo il portiere della Nazionale italiana, Federico Marchetti (@fmarchetti22).

    E il 2016? Vedremo cosa accadrà e noi saremo sempre qui a raccontarvelo grazie a Twitter.

  • InTime presto avrà una nuova casa, più spaziosa

    InTime presto avrà una nuova casa, più spaziosa

    Qualcuno si sarà già accorto da stamane che sono in atto operazioni di trasferimento del sito. Sì, InTime ha preso una nuova casa, più grande e più confortevole per continuare a crescere.

    intime nuova casa

    In questi (quasi) otto anni ci avete sempre supportato e avete fatto in modo che InTime crescesse sempre di più con il vostro incoraggiamento e sostegno. Oggi è arrivato il momento di fare un altro grande e importante come è appunto la scelta di una nuova casa, il luogo che più di ogni altro è sinonimo di familiarità, di calore, di umanità, di valori. E in questo viaggio ci accompagna un’azienda che ha segnato la vita stessa, almeno nella prima fase, di InTime e parliamo di Innovando GmbH, adesso gruppo internazionale con sede in Svizzera, con cui da sempre condividiamo idee e, appunto valori. Ed è come un ritornare a casa.

    Il sito procederà nella sua fase di trasferimento in questi giorni e vi preghiamo di segnalarci eventuali disagi possibilmente sulla pagina Facebook di InTime oppure contattando @franzrusso, @franciungaro e @andreacreativo via Twitter.

    Grazie per tutto il vostro sostegno e vi invitiamo a sostenerci ancora e sempre più numerosi. Un nuovo corso avrà inizio e ci piacerebbe avervi ancora al nostro fianco!

    #UPDATE

    Il sito è già stato trasferito alla velocità della luce ed è già operativo nella nuova casa. Grazie ad Innovando per il prezioso supporto!

  • Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram ha annunciato ieri l’inizio della sperimentazione di un algoritmo che mostrerà agli utenti i contenuti più interessati. E in contemporanea Quintly ha pubblicato uno studio che dimostra come nel corso del 2015 il coinvolgimento sui contenuti sia calato.

    La notizia interessante di oggi è che Instragram ha annunciato con un post sul blog ufficiale che sta cominciando a sperimentare, da ieri, l’introduzione di un algoritmo che regolerà la visualizzazioni dei contenuti in base a quello che l’utente ritiene essere più interessante.

    La visualizzazione sarà quindi centrata sulla qualità dei contenuti e potremo dire quindi addio alla visualizzazione cronologica che fino ad ora aveva caratterizzato la piattaforma. Al momento non si conosce il numero degli utenti che stanno sperimentando la novità.

    È una modifica sostanziale per quanto riguarda la piattaforma, una di quelle modifiche che gli addetti ai lavori sapevano benissimo che sarebbe arrivata, era infatti solo questione di tempo.

    Instagram in questo modo di allinea alle recenti modifiche apportate da Facebook a da Twitter, ad esempio, che un mese fa ha introdotto la visualizzazione della timeline sulla base degli interessi degli utenti, modalità comunque opzionabile.

    Cosa comporta la modifica dell’algoritmo per Instagram? E’, come dicevamo prima, una modifica notevole, attesa anche per via delle dimensioni crescenti della piattaforma. Ricordiamo che la base utenti ad oggi supera i 400 milioni di utenti. Ma non è solo questa la motivazione.

    Nel post ufficiale Instagram fa sapere che il 70% degli utenti, in media, rischia di perdere contenuti interessanti dal proprio feed. Con questa sperimentazione il risultato sarà quello di vedere in alto contenuti degli account che seguiamo più in alto di quelli che ci interessano meno.

    Si capovolge quindi la visualizzazione dei contenuti, quindi il feed a cui eravamo stati abituati. Del resto il fondatore Kevi Systrom al New York Times ha detto che quello che si punta a fare “è che il 30% che si vede sia il 30% migliore possibile”.

    Ma quasi in contemporanea con l’annuncio di Instagram è stato pubblicato uno studio di Quintly che in effetti aiuta a capire meglio sul perchè Instagram abbia deciso di introdurre un algoritmo per fare in modo che gli utenti possano visualizzare il contenuto migliore possibile in base ai suoi interessi.

    instagram calo coinvolgimento algoritmo

    E dall’interessate studio, realizzato sull’analisi di 10 mila account, viene fuori che nel corso del 2015 se da un lato i brand hanno aumentato la frequenza a il numero di post pubblicati, dall’altro viene rilevato che il coinvolgimento è in calo.

    Quindi, se in media si pubblicano 1,04 messaggi al giorno (in crescita dallo 0,84), l’engagement passa dal 4,96 al 3,10 nel corso dell’anno. Lo studio rivela che l’interazione sembra diminuire anche in relazione ad un aumento dei follower da parte di un account.

    Una modifica della visualizzazione del feed potrebbe aiutare i brand a recuperare il coinvolgimento perso in questi ultimi 12 mesi.

    Instagram con l’introduzione dell’algoritmo dimostra di essere diventato più maturo, quasi adulto, e il calo progressivo dell’engagement è il segnale inconfutabile.

    È evidente che la pubblicazione dello studio non faccia altro che confermare quello che Instagram sapeva già, e l’annuncio di ieri lo dimostra benissimo.

    Gli utenti più affezionati al feed cronologico resteranno inizialmente scontenti, forse incentivati anche a migliorare i propri contenuti.

    E voi che ne pensate?

  • Talent Garden Roma, dove nasce l’Innovazione

    Talent Garden Roma, dove nasce l’Innovazione

    Talent Garden apre a Roma e non è certo un segreto, ne hanno parlato in tanti perché nella capitale non poteva mancare, era atteso da tempo. Imprenditori e professionisti del digitale hanno finalmente a Roma il loro habitat naturale, un campus dove incontrare altri talenti, un “giardino” dove coltivare le idee e farle maturare. Dove fare innovazione.

    talent garden 3Oltre 1.000 mq, 100 postazioni, 100 eventi all’anno, aperto 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Sono questi i numeri con cui Nicola Mattina ci presenta il nuovo Talent Garden di Roma. L’apertura è prevista per lunedì 14 marzo 2016 ma non abbiamo resistito alla curiosità e siamo andati a visitarlo. Seguiamo Nicola negli ampi spazi, dove fervono gli ultimi preparativi. La cosa che maggiormente colpisce è la luce che riempie gli ambienti, grazie alle grandi finestre e alla complicità di una splendida giornata di sole. La conformazione e l’esposizione dell’edificio della storica sede delle Poste di viale Mazzini, fa sì che l’illuminazione naturale non manchi mai. TAG è al secondo piano, con accesso al civico 9 di via Giuseppe Andreoli.

    Il perché di questa sede? Perché questo Campus apre a Roma grazie alla collaborazione tra Digital Magics e Poste Italiane, nell’ambito della strategia di innovazione e trasformazione di quest’ultima, prevista dal Piano industriale Poste 2020.talent garden 5

    Continuiamo la visita nei grandi spazi dove si stanno allestendo le postazioni di coworking e in cui si affacciano le meeting room e gli uffici privati, in uno dei quali incontriamo i ragazzi della startup Deliveroo già al lavoro. talent garden 1Nicola ci spiega come saranno allestiti tutti gli ambienti, compresa l’area cucina, mentre ci accompagna nella zona riservata agli eventi. Prima di entrare nella sala usciamo nel terrazzo, dove si può passeggiare su un prato verde, su cui a breve saranno sistemati ombrelloni e altri allestimenti per poter godere appieno di questo spazio aperto. Infine entriamo nella grande sala che sarà attrezzata per ospitare gli eventi. È tutto in divenire ma a breve sarà pronto per essere vissuto. Ogni giorno.

    talent garden 4

    E a viverlo ogni giorno in prima persona sarà anche Nicola Mattina, a cui abbiamo chiesto di raccontarci il motivo che l’ha spinto ad affrontare questa bella avventura.

    Sono due i motivi per cui ho deciso di co-fondare, con Davide Dattoli ed Emanuele Pepe, Talent Garden Roma e ho accettato di assumere il compito di gestirlo in prima persona.
    Innanzitutto l’innovazione non accade a caso e uno dei modi migliori per favorirla è creare luoghi dove sia naturale l’incontro, il confronto e la contaminazione delle idee. TAG Roma è uno di questi, con i suoi oltre 100 talenti che condivideranno un ambiente stimolante.
    Il secondo motivo è legato alle esperienze fatte negli anni passati: ho diretto un chapter del Founder Institute, ho lavorato con Microsoft e Nokia sul programma di Appcampus, ho partecipato ai programmi di accelerazione di Seedcamp e 500 Startups con la mia startup Stamplay incontrando persone che come me e Giuliano Iacobelli, erano impegnate ad avviare la propria azienda e altre decine di persone che le aiutavano a farlo. Lo scorso anno ho condensato queste esperienze nel programma di un corso universitario che ho tenuto all’Università Roma Tre. Talent Garden Roma è oggi il posto perfetto per condividere queste esperienze con un numero maggiore di persone contribuendo a far fare loro i primi passi da imprenditore»

    talent garden 6E sono già in tanti coloro che tra pochi giorni animeranno la nuova sede di TAG Roma; tra questi, oltre a Deliveroo qui potremo incontrare i team delle startup Scuter, Med in Action e Stamplay. Anche le agenzie H-Art e Healthware International hanno scelto di lavorare in questo Campus.

    talent garden 2Entrare in TAG non è chiudersi in uno spazio limitato ma aprirsi alle opportunità che può offrire una rete di 16 campus sparsi in diverse nazioni, che coinvolge 85000 persone ogni anno. E la sfida di Talent Garden Roma sarà oggi quella di riuscire ad avvicinare il mondo dell’imprenditoria tradizionale a quello dei professionisti del digitale.

  • Peeple, ecco l’app che sembra Yelp per le persone

    Peeple, ecco l’app che sembra Yelp per le persone

    Lanciata lo scorso anno, da qualche giorno si torna a parlare di Peeple, definità Yelp per le persone, in occasione del suo ri-lancio con delle novità rispetto alla prima versione. L’app ideata da Julia Cordray e da Nicole McCullough serve a raccomandare le persone in tre ambiti: professionale, personale e “dating”. E’ necessario un account Facebook e 21 anni di età.

    Da qualche giorno si torna a parlare di Peeple, l’app che serve a raccomandare le persone lanciata lo scorso anno che, in verità, non venne accolta benissimo. L’avvio era stato permesso grazie ad un finanziamento di oltre 400 mila dollari. Molte furono le critiche negative, alcuni la definirono “l’app per i bulli”, ma Julia Cordray e Nicole McCullough, le co-fondatrici hanno comunque deciso di andare avanti e di lanciare, anzi di ri-lanciare, l’app lo scorso 7 marzo in Usa e in Canada per ora solo in versione iOS. E in questi mesi non ha certo aiutato a migliorare le attese verso l’app che proprio nell’articolo del WP era stata definita  come “il Yelp delle persone“, una definizione sfortunata che non ha aiutato. Ma adesso ci riprovano con alcune novità e sono già 10 mila gli utenti per testare la versione “beta”.

    peeple app

    La vera novità è che nella nuova versione viene abbandonato il sistema di valutazione a “stellette”, quello che in effetti aveva fatto molto discutere, e viene rimpiazzato dalle “raccomandazioni”, adesso gestibili direttamente dall’utente e i profili possono essere disattivati. La valutazione quindi viene definita per il numero di raccomandazioni ricevute e appare al’interno dell’avatar dell’utente. Sembra quasi una sorta di Klout che in questo caso determina l’affidabilità di un utente. E’ come se fosse anche LinkedIn, nel senso viene ripreso il sistema delle raccomandazioni anche se le stesse valgono per le persone con cui si lavora. Tutte queste informazioni possono poi essere condivise sui social media.

    Non è possibile registrarsi a Peeple in maniera anonima, infatti è necessario avere 21 anni e un account Facebook attivo da almeno sei mesi. L’attivazione sicura dell’account viene poi garantita dall’invio di un codice sul proprio numero di telefono.

    Con Peeple è possibile anche cercare l’anima gemella infatti è possibile costruire relazioni in questo senso ed è anche attiva la ricerca geolocale per trovare persone entro un raggio di 10 miglia (16 km circa). E’ possibile poi cercare altre persone e anche chattare.

    peeple cordray

    Il mese prossimo verrà poi rilasciata una feature premium, al costo di 1 dollaro, “The Truth License” che permetterà di vedere tutto ciò che è stato scritto su un dato utente, una sorta di documento che rivela tutto quello che si dice su quella persona.

    Al momento, anche in questa seconda versione, l’app è stata accolta con un certa freddezza, certamente non ha entusiasmato come forse Julia Cordray e Nicole McCullough si aspettavano, pesa certamente il lancio non felicissimo della prima versione. Peeple si presenta come l’app che dovrebbe aiutare gli utenti a gestire meglio la propria reputazione, mettendo insieme aspetti professionali e personali che in realtà servono solo a confondere e non a fare chiarezza. L’idea di mettere insieme una sorta di LinkedIn più una sorta di Tinder e sulla base di questo ricevere delle raccomandazioni è solo un modo per confondere e non specializzarsi. Che vuole cercare persone con cui fare business probabilmente non la userà perchè non specifica, idem per chi cerca l’anima gemella. Quindi? La raccomandazione in versione “estesa” non sembra essere una buona idea. Per ora il lancio è solo negli Usa e in Canada e difficilmente l’app potrà andare oltre oceano.

    E voi che ne pensate?

  • Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, WhatsApp permette la condivisione di documenti, per ora solo informato PDF. L’applicazione più amata dagli italiani, che da poco ha raggiunto 1 miliardo di utenti, dopo le telefonate aggiunge un’altra funzionalità che sarà molto apprezzata.

    WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea, la più amata dagli italiani (potrebbe essere un “claim” non da poco questo!) che da poco ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti, introduce una nuova funzionalità che sarà molto apprezzata dagli utenti. Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, da oggi è possibile condividere anche documenti, per ora solo in formato PDF. Una funzionalità attesa dagli utenti e che si rivelerà molto utile, per il fatto che l’app viene sempre più spesso utilizzata anche in ambito lavorativo. Di conseguenza, come un messaggio può essere istantaneo, allo stesso modo lo sarà anche l’invio di un documento.

    whatsapp documenti pdf

    Come inviare documenti su WhatsApp da Android e iOS

    Inviare e ricevere documenti sarà molto facile sia da Android che da iOS.

    Da Android, quando vi trovate in una chat, è sufficiente toccare l’icona a “graffetta”, tra quella del telefono e tra i tre puntini delle impostazioni, per vedere poi le funzionalità a disposizione. La prima da sinistra verso destra è “Documenti”, una volta toccata potrete allegare il vostro documento in PDF. Su iOS è altrettanto semplice, basta toccare l’icona a freccia e poi “Condividi documento” dal menù.

    Una volta inviato il documento, nella chat vi comparirà l’anteprima del documento stesso, insieme al numero di pagine, dimensione del file e tipo.

    Un suggerimento che potrà sembrare scontato ma non lo è, se dalla vostra app non visualizzate nulla di tutto questo, allora dovrete effettuare un aggiornamento dell’applicazione scaricandola dal vostro market di riferimento.

    Altro elemento interessante, così come accade per le telefonate, se un utente al quale state inviando il vostro PDF non ha una versione aggiornata dell’app, vi comparirà un pop-up che vi avviserà del mancato invio.

    WatsApp permette la condivisione di documenti anche da Dropbox, Google Drive, iCloud e altre app, oltre ai vostro documenti già visualizzabili.

    Insomma, con questa nuova funzionalità WhatsApp da seguito a quello che Jan Koum, fondatore e CEO, diceva a gennaio quando preannunciava il lancio di strumenti che avrebbero agevolato la comunicazione e la condivisione dal lato business. E la condivisione dei documenti va decisamente in questa direzione.

  • Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?

    Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?

    Oggi non potremmo più fare a meno dei nostri device e delle piattaforme Social per ricordarci tutto. Siamo facilitati dai motori di ricerca e dalle notifiche. La nostra Memoria conserva, tuttavia, dei Ricordi che appartengono alla nostra Personalità: perdere questi sarebbe come smarrire la nostra Essenza Umana.

    Se perdiamo il nostro cellulare, siamo persi noi.
    Se non facciamo il back up dei dati del nostro pc e li perdiamo, perdiamo noi.
    Non è nulla di nuovo.
    Lavoriamo con la tecnologia e questa è la prima cosa da fare: salvaguardare gli strumenti che conservano il nostro lavoro e le informazioni della nostra vita.
    Spostando il nostro lavoro e il nostro pensiero su device, computer, o molto più semplicemente su piattaforme Web, abbiamo sottoscritto un tacito accordo, moltissimo tempo fa.
    Non abbiamo solo accettato di fornire i nostri dati personali.
    Di più: abbiamo delegato alla Rete una delle funzioni più artistiche e intelligenti del nostro cervello.
    La Memoria.

    internet memoria social network

    Quando è successo? Non potremmo dirlo.
    Di sicuro progressivamente, giorno dopo giorno, ma comunque in un processo inesorabile.
    E come sempre non si tratta di incolpare in qualche modo Internet o i Social Network, ma di essere consapevoli di quanto potenti siano questi mezzi di comunicazione e di usarli al meglio.

    Il dibattito su quanto Internet faccia bene alla nostra Intelligenza, all’intelletto e alle emozioni – Intelligenza Razionale ed Emotiva – è sempre aperto.
    E personalmente credo sia giusto che rimanga così. Aperto.
    Perché solo parlandone e continuando a discuterne possiamo rimanere coscienti del Costo sociale e culturale, ma anche intellettivo ed emotivo, che stiamo pagando.
    Un Costo decisamente alto.

    Che cos’è la Memoria?
    Secondo la definizione di Wikipedia si tratta della “capacità del nostro cervello di conservare informazioni.”
    Una funzione psichica e mentale che ci permette di assimilare, ritenere e richiamare – sotto forma di ricordo – le informazioni apprese durante l’esperienza intellettiva e sensoriale.
    Si tratta di un esercizio intellettivo, dunque, ma anche puramente psichico.
    E’ questa conservazioni di nozioni e di emozioni che ci permetterà di formare nel tempo la nostra Esperienza, la nostra Cultura, le Associazioni Psichiche e, di fatto, la formazione della nostra Personalità.
    Qui si aprono capitoli immensi di discussione, a partire dalle Teorie della Psicologia che posizionano intorno ai nostri 4 anni di età i primi ricordi che influenzano il nostro carattere.

    Quello che su cui ci interessa fare chiarezza ora è che la Memoria si distingue in due tipi: a Breve e a Lungo Termine in base alla durata della ritenzione del ricordo.
    Perché nel mondo sempre più veloce in cui viviamo, con un flusso di informazioni costante e continuo e un’overload di dati, ricorriamo a Internet proprio per salvaguardare la nostra funzione intellettiva.
    Non potremmo mai ricordarci tutti i numeri di telefono dei nostri contatti.
    Non potremmo mai ricordarci tutte le date dei compleanni e degli anniversari.
    Non potremmo mai ricordarci come si scrivono tutte le parole difficili.
    E gli indirizzi, la lista della spesa, l’agenda degli appuntamenti…
    Deleghiamo il ricordo a motori di ricerca fenomenali, che in una manciata di secondi, recuperano l’informazione che vogliamo.

    Certo, è tutto più semplice.
    Io che non ho mai imparato a fare le divisioni ci metto un attimo a non fare figuracce.
    Mia madre è mille volte più brava di me a ricordarsi i nomi delle persone, per non parlare delle parole crociate.
    Una recente ricerca universitaria, per altro, conferma che più del 70% delle persone che quotidianamente usano Internet non conosce a memoria il numero di telefono del partner, mentre il 49% utilizza applicazioni e note sul device per ricordare password e numeri di sicurezza personali delle carte di credito e dei bancomat (PIN).

    La Memoria a Breve Termine non ci serve più.
    Abbiamo strumenti più affidabili del nostro stesso cervello per procedere nella vita quotidiana e nel lavoro quotidiano senza l’ansia di dover ricordare tutto.
    Possiamo concederci di non ricordare, perché in ogni caso recuperiamo le informazioni utili in pochissimo tempo.

    Grazie alla tecnologia oggi – e domani sempre di più con la Realtà Aumentata – si è realizzata un’Evoluzione culturale, sociale, intellettiva e psicologica che non avremmo mai raggiunto altrimenti.
    Che è esattamente quel Costo di cui parlavamo.
    L’altra faccia della medaglia, infatti, è che abbiamo progressivamente perso l’allenamento e la sensibilità che mantengono Umani i nostri Ricordi.
    E Ricordo fa rima con Essere Umano.
    Non con cercare su Google qualsiasi informazione che non ci torna in mente.
    Non con il condividere l’Accadde Oggi di Facebook.

    Ben altro discorso è parlare della Memoria a Lungo Termine.
    Ecco, perdere quella sarebbe decisamente un Costo eccessivo.
    Un Costo intellettivo e psicologico, ma anche sociale e culturale, che non ci possiamo assolutamente permettere.

    Perché vorrebbe dire alterare l’Essenza Umana, i Ricordi della propria Vita e non essere più capaci di Crescere.
    Perché solo grazie alla Memoria, ai processi di ritenzione e immagazzinamento delle informazioni vitali e ai processi di recupero e riconoscimento di queste informazioni, ognuno di noi nasce, cresce e costruisce Se Stesso.
    Solo grazie alla Memoria siamo noi stessi, autentici e genuini proprio per i ricordi che abbiamo. 

    Si tratta di quel passato che ha costruito il nostro presente, la nostra persona, la nostra realtà.

    I ricordi della Memoria a Lungo Termine fanno parte di noi, sono la nostra ricchezza. Sono la nostra storia.
    Perderla non equivale a perdere solamente un cellulare, ma a non riconoscere più se stessi.
    Né dentro né fuori dal Web.

     

     

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