Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Twitter, addio alle Stelline e spazio ai Cuoricini

    Twitter, addio alle Stelline e spazio ai Cuoricini

    Se ne parlava da un po’ per la verità, ma da oggi Twitter dice addio alle stelline, i Preferiti, per fare spazio ai Like, ai Cuoricini. Quindi anche Twitter si uniforma ai Like, seguendo Facebook. La stessa novità riguarda anche Vine. Ma era davvero necessario?

    Da mesi vi raccontiamo che Twitter ha dei problemi non solo dal punto di vista degli utenti, ma anche di coinvolgimento, quindi di utilizzo. Twitter ha un potenziale che vale forse tre volte l’ammontare dei suoi utenti attivi, che oggi sono 320 milioni. Vuol dire che in effetti tanti utenti preferiscono non usarlo perchè risulta ancora complicato. E sulla complessità della piattaforma si trova d’accordo anche il nuovo CEO Jack Dorsey che in occasione della presentazione dei dati del secondo trimestre di quest’anno aveva dichiarato che Twitter in effetti risulta ancora complicato da usare.

    twitter-cuoricini

    E mentre tutti si attendevano l’avvio di Moments in Europa, quindi anche in Italia, Twitter decidere di avviare un aggiornamento di cui da mesi si parla, in verità. Infatti da oggi Twitter dice addio alle stelline dei Preferiti per fare spazio ai Cuoricini dei Like. Una mossa che ovviamente sta facendo molto discutere gli utenti, soprattutto per il fatto che ora l’apprezzamento del contenuto, quando non è RT (che appunto non sempre sta ad indicare apprezzamento) passa per un Cuoricino, ossia un Like. Proprio come succede per Facebook, il primo a lanciare i Like.

    Che le stelline avessero forse compiuto il loro corso era praticamente chiaro a tutti. Nell’introdurre questa novità Twitter spiega che il Cuoricino adesso appare come un simbolo “gratificante”. Con questa novità Twitter vuole davvero rendere più chiaro il concetto di ciò che ci piace, a differenza delle stelline. A giustificazione di tutto, Twitter fa sapere anche che i test fatti in precedenza evidenziano che il Cuoricino è piaciuto agli utenti.

    twitter cuoricino italiano

    Come certamente saprete, non è la prima volta che Twitter si misura con i Cuoricini, basta vedere Periscope per verificarlo. Lo scopo, fa sapere sempre Twitter, è quello di rendere il Cuoricino un simbolo che accomuni tutte le piattaforme, quindi anche Twitter e Vine.

    Sinceramente, ci si sarebbe aspettati qualcos’altro rispetto al Cuoricino, che certamente diventerà uno strumento in più per Twitter al fine di misurare l’interazione sui contenuti condivisi. Dopo gli RT, praticamente anche su Twitter parleremo di Like, come accade, di nuovo, su Facebook.

    Si poteva fare altro? Si, per esempio si poteva, per ottimizzare l’uso della piattaforma, introdurre la possibilità di modificare i tweet, proprio come succede su Facebook. Avrebbe aiutato di a dal punto di vista del coinvolgimento, quindi utilizzo, sia dal punto di vista dell’apprezzamento stesso della piattaforma, già limitati dai 140 caratteri che inducono in errore.

    Si poteva rilasciare prima Moments per provare a vedere se effettivamente la base utenti apprezzava e di conseguenza partecipava attivamente. Ma si è voluto passare per la via più facile.

    E ora cosa ci attenderemo? L’addio al limite dei 140 caratteri per i tweet? Ormai niente appare più sacro, quindi un cambiamento del genere è assolutamente da mettere in conto.

    Il rilascio dei cuoricini sarà anche per mobile e tutte le altre piattaforme, oltre che su desktop.

    E voi che ne pensate? Stelline o Cuoricini?

     

  • Con Amazon Prime Now arrivano le consegne in un’ora

    Con Amazon Prime Now arrivano le consegne in un’ora

    Amazon lancia Prime Now, servizio disponibile da oggi a Milano, e le consegne saranno effettuate in un’ora. Il servizio verrà poi esteso nel corso del 2016 anche in altre città. I prodotti saranno consegnati in un’ora o in finestre di due ore, dalle 8 del mattino a mezzanotte.

    Amazon fa un ulteriore passo in avanti e punta a velocizzare le consegne. E’ di oggi infatti la notizia del lancio di Prime Now, il servizio che permette di ricevere i prodotti acquistati entro un’ora dall’acquisto. Il servizio per ora sarà attivo a Milano e nei comuni limitrofi, ma verrà esteso nel corso del prossimo anno anche in altre città italiane. Da precisare che l’Italia è il secondo paese in Europa dove viene attivato il nuovo servizio

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    Prime Now è dunque un’app (disponibile per iOS e Android) attraverso la quale gli utenti possono beneficiare di consegne in un’ora o in finestre di due ore su oltre 15 mila prodotti, alcuni dei quali sono disponibili solo tramite il nuovo servizio, per esempio pane, yogurt, gelato o minestrone surgelato. Facendo un ordine minimo di 19 euro, i clienti Prime di Milano, Cinisello Balsamo, Paderno Dugnano e diverse altre città dell’hinterland milanese possono acquistare prodotti di uso quotidiano come pasta, caffè, pannolini e prodotti per l’infanzia, per la bellezza e la cura della persona, vini e alcolici, ma anche altri prodotti bestseller come videogiochi per console, giocattoli ed attrezzatura sportiva, che saranno consegnati direttamente a casa.

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    La “spedizione in un’ora” è disponibile per i CAP raggiunti da questa modalità di spedizione al costo di 6,90 euro; la spedizione è invece gratuita scegliendo di ricevere il proprio ordine in finestre di due ore. Il servizio è attivo dalle 8 di mattina a mezzanotte, sette giorni su sette.

    E’ sicuramente quel servizio che proietta Amazon come punto di riferimento per gli acquisti online anche per prodotti freschi, in un contesto, da punto di vista anche dei competitor, non molto affollato. Questo il vero obiettivo dell’azienda di Seattle. Riuscire ad offrire un servizio alternativo al modo di fare la spesa, offrendo velocità nella consegna in un contesto in cui i ritmi della giornata sono sempre più frenetici, tra lavoro e famiglia, può essere davvero il valore aggiunto.

    E voi che ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza con Amazon.

  • Creo quindi Sono: l’identità creativa sul Web

    Creo quindi Sono: l’identità creativa sul Web

    Il concetto di Creatività è difficilissimo da definire, eppure è parte integrante del nostro stesso Essere Vivi. Creare è Dare Vita a qualcosa, è un processo istintivo e al tempo stesso dettato dall’Intelligenza. La Creazione sul Web è particolarmente importante e saper mantenere in sé la capacità di dare vita, luce, innovazione, ispirazione è essenziale nel lavoro in Rete.  

    E’ pressoché impossibile dare una definizione univoca e completa alla Creatività, eppure tutti gli studiosi che se ne sono occupati l’associano al concetto stesso di Essere Vivi.

    Per essere creativa, una persona deve esistere, ovvero differenziarsi e agire come individuo a se stante all’interno della società e dell’ambiente in cui vive.
    Donald W. Winnicot – fra i maggiori psicoanalisti post-freudiani (1896 – 1971) – scrisse, infatti, che “la Creatività è l’Azione che deriva dall’Essere. E’ il Fare dell’individuo esistente”.

    A leggere frasi di questo genere – se non si è del settore – non si capisce un granché o, per lo meno, è tutto molto astratto.
    Vediamo insieme, allora, in maniera facile e concreta quanto sia importante per l’essere umano, a qualsiasi età, mantenere viva la creatività.

    creatività-web

    Il bambino in età neonatale capisce di essere altro rispetto alla madre nel momento in cui avverte dei confini fisici sulla pelle. Allora sì che sente di avere una propria specifica identità.
    Come è possibile che sia anche creativo?
    Quando un neonato inizia a toccare, ad esempio, i propri piedini e poi si diverte e ride è perché, esattamente in quel momento, sta “creando” i suoi piedini.
    In altre parole, lui non sapeva affatto che ci fossero fino al momento in cui non li ha toccati, e maneggiandoli, ora pensa di essere stato lui a plasmarli e a inventarli.
    Questo è esattamente il processo creativo.
    E il Bambino deve potersi sentire Onnipotente per passare all’età evolutiva successiva.

    Naturalmente, alla nostra età, sappiamo bene di non essere onnipotenti e che le cose che esistono già non le creiamo noi.
    Tuttavia, il processo creativo continua ad essere proprio quel dare vita a qualcosa che prima non c’era.
    Così come ogni bambino crea il suo mondo, e sentirsi onnipotente è una fase essenziale della crescita, anche da adulti abbiamo necessità di continuare a dare vita alle cose intorno a noi.
    Per stare bene, sentirci sani e vivi.
    Per sentirci vivi, ecco, dobbiamo creare.

    Questo non avviene solo per chi fa della creazione il proprio quotidiano mestiere, come gli artisti. Anche il più monotono dei lavori ha bisogno di una scintilla di vita, perché non diventi prigionia.
    C’è chi usa l’autoironia, c’è chi scherza spesso e volentieri, c’è chi canta sotto la doccia la mattina e si spera che continui a canticchiare anche fuori dalla doccia, e c’è chi gioca con le parole mentre lavora.
    Sul Web, ancora di più che nella vita reale, ci sono mille modi per Giocare.
    E il Gioco – a qualsiasi età – è la principale e la più semplice delle Attività Creative.

    Il tempo che stringe, la serietà degli impegni, la stanchezza che annebbia, tuttavia, rendono necessario trovare un modo per conservare in sé l’arte creativa anche al di là del gioco.
    Ognuno di noi, preso di sprovvista con una domanda diretta: “Cos’è per te la Creatività?” dà risposte incredibili, mai immaginate prima.
    Questo è il senso più vero dell’Essere Vivi.

    E’ creativo quel gesto non atteso nella normalità dell’esistenza.
    E’ creazione pura l’ispirazione che arriva quando, a rimuginare su qualcosa, non si trovava la soluzione.
    E’ la lampadina che si accende nel cervello, che innova perché in qualche modo stravolge e ribalta il senso e l’andamento solito delle cose.
    La Creatività è Genio, e per questo è molto vicina al confine con la Follia.
    Prenderne coscienza significa iniziare a tenere le redini della propria vita nelle proprie mani.
    Significa – come spesso io ribadisco – agire e non reagire soltanto, essere proattivi.
    Provarci, crederci, iniziare a fare qualcosa di nuovo. 
    Non limitarsi a rispondere a gesti e parole altrui, ma dare vita a nuove parole e gesti.
    E’ il Dare Vita, il più possibile incondizionatamente dall’ambiente che ci circonda, che salva e salverà sempre la nostra Creatività.

    E sul Web? Come nasce e come si mantiene la Creatività?
    Creatività e Social Network sono un binomio vincente.
    Ma non solo: quasi tutti i lavori in Rete richiedono almeno una parte di Creatività Personale, persino per chi si occupa solo di programmazione IT.
    Web Designer, Web Development, Strategist, Community Manager… per tutti loro la Creatività è la marcia in più. Il pane quotidiano.
    I Copy Writer hanno molto da insegnare, ad esempio.
    Possono prendere un pezzo di carta – sì, di quelli bianchi – e scrivere una parola, il fulcro a cui arrivare.
    La parola si scompone linguisticamente, si accartoccia e si espande mentre la continuiamo a pronunciare, e soprattutto si associa. A mille altre parole, che sono tutti concetti che girano intorno e in tondo proprio a quell’Ispirazione che stiamo cercando.
    Eccola lì, sotto i nostri occhi, la Creazione.
    E’ l’Ispirazione cui noi stessi abbiamo dato vita.

    Essere creativi e mantenere dentro di sé quel fuoco, quel gioco, quella spontaneità, quel Bambino che inventa il mondo che c’è già è anche fondamentale per l’equilibrio umano.
    Creatività è Genio, il Genio si avvicina alla Follia – abbiamo scritto – e questo può sembrare qualcosa di rischioso per la nostra salute mentale.
    Qui si pone il confine cruciale su cui prestare attenzione.

    La Creatività è una capacità dell’Intelletto. E’ Intelligenza che si rende plasmabile a seconda della nostra età e dei nostri ruoli.
    Non è semplice furbizia. Non ci sono scorciatoie.
    Chi copia non crea. Chi esagera perde. Chi perde non guadagna. Chi si perde si ammala.
    C’è un percorso di osservazione del mondo e intuizione personale che è un vero e proprio Atto Intellettivo.
    Dove c’è Intelligenza c’è salute mentale perché l’Intelligenza cerca sempre la Felicità.

    E’ esattamente come ci sentiamo, quando abbiamo appena creato qualcosa di nuovo: felici.
    Soddisfatti di noi.
    Anzi forse anche un filo invincibili, come quel Bambino Onnipotente che è – fortunatamente – sopravvissuto dentro di noi.

    La parola a voi: che cos’è la Creatività?

  • LinkedIn: 400 milioni di utenti ma solo un quarto lo usa

    LinkedIn: 400 milioni di utenti ma solo un quarto lo usa

    LinkedIn ha diffuso i dati relativi al terzo trimestre del 2015, il Q3. I risultati finanziari sono positivi con 780 milioni di dollari di fatturato e una crescita del 37% rispetto allo scorso anno. In settimana la piattaforma di social business network ha raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti, ma solo 100 milioni sono gli utenti attivi al mese.

    Periodo di trimestrali questo e infatti adesso è la volta di LinkedIn nel pubblicare i dati finanziari dell’ultimo trimestre, il Q3 2015. E a vedere i dati LinkedIn fa registrare una performance finanziaria positiva con un fatturato di 780 milioni di dollari (41 milioni arrivano da lynda.com) e un EPS (guadagno per azione) di 78 centesimi di dollaro. Le previsioni degli analisti erano di di 755, 64 milioni di dollari con un EPS di 46 centesimi di dollaro. Di conseguenza dati più che positivi.

    linkedin-mobile

    E, tra i dati diffusi, ci sono anche quelli che riguardano gli utenti che usano la piattaforma di “social business network”. Ad oggi gli utenti sulla piattaforma sono 400 milioni, cresciuti di 20 milioni, infatti erano 380 milioni lo scorso luglio. Un dato che segna una crescita comunque costante della piattaforma. Nell’aprile del 2014 gli utenti complessivi erano 300 milioni.

    linkedin-400-milioni

    Badate che sono indicati appunto gli utenti complessivi, infatti il dato preso senza la dovuta precisazione fa sembrare LinkedIn addirittura più grande anche di Twitter. E’ vero che adesso sembra che tutti stiano lasciando Twitter fermo al palo, ma in realtà stiamo parlando di utenti complessivi. Il discorso diventa completamente diverso se guardiamo il dato degli utenti effettivi, ossia quelli che usano la piattaforma attivamente ogni mese, i MAUs (Monthly Active Users).

    Ebbene, il dato rilevato è che solo il 25% del totale usa LinkedIn in maniera attiva. E quindi, in numeri, solo 100 milioni usano la piattaforma (erano 97 milioni lo scorso trimestre). Se lo paragoniamo a Twitter infatti il paragone non regge proprio per il fatto che Twitter ha 320 milioni di utenti attivi. Per non parlare poi di Facebook con quasi 1 miliardo e mezzo di utenti attivi.

    Ma LinkedIn ha un grosso vantaggio che altri, quindi Facebook e Twitter, non hanno, e cioè che la piattaforma gestisce le sottoscrizioni Premium, quelle che nell’ultimo trimestre sono cresciute del 21%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un ricavo di 138 milioni di dollari. E il dato è in crescita anche rispetto al Q2 2015, quando i ricavi erano 128 milioni di dollari.

    La società fa anche sapere che 1 milione di utenti ha pubblicato “contenuti lunghi” e sono quasi 20 milioni gli slideshare caricati. Inoltre, il 40% degli utenti consulta la piattaforma da mobile.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra esperienza con LinkedIn.

  • Twitter, solo 4 milioni di utenti in più in 3 mesi

    Twitter, solo 4 milioni di utenti in più in 3 mesi

    C’era molta attesa per i risultati del Q3 2015 di Twitter, i dati finanziari del terzo trimestre, il primo dopo la nomina di Jack Dorsey come nuovo CEO permanente. La fotografia che si può fare è che, nonostante tutto, le finanze sono più positive dei dati della base utenti, cresciuta solo di 4 milioni in tre mesi. Adesso la base è di 320 milioni.

    Sinceramente non ci si aspettava certo i fuochi di artificio dalla  pubblicazione dei dati relativi al Q3 2015 di Twitter, il terzo trimestre di quest’anno e il primo da quando Jack Dorsey è stato nominato CEO permanente della società. Dai dati emerge dunque che la situazione finanziaria della società è più positiva rispetto a quella della base utenti. I ricavi, adesso di 569 milioni di dollari, sono cresciuti del 58% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (361 milioni di dollari, Q3 2014), battendo le previsioni che davano una cifra tra i 545 e 560 milioni di dollari.

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    Twitter continua ad essere un’azienda in rosso, le perdite adesso sono di 132 milioni di dollari, situazione comunque migliore se paragonata a quella dello scorso anno quando le perdite erano di 175,5 milioni di dollari. Le previsioni, per quanto riguarda i ricavi del prossimo trimestre sono di 695/700 milioni di dollari, in calo rispetto alle previsioni degli analisti.

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    Ma il dato che interessava davvero era quello relativo alla base utenti, e infatti da questo punto di vista i dati rivelano che permane ancora una condizione problematica. Ad oggi gli utenti attivi su Twitter sono 320 milioni, crescono di 4 milioni rispetto all’ultimo trimestre, quando erano 316 milioni. Un dato molto deludente. E le previsioni erano di 324 milioni, cioè 8 milioni in più. Il risultato è stato solo della metà. Lo scorso trimestre gli utenti erano stati + 8 milioni.

    Risale ad appena un mese fa la notizia che Instagram ha superato proprio Twitter raggiungendo i 400 milioni di utenti attivi.

    Gli utenti crescono dunque di 33 milioni in un anno, cioè 2,75 milioni di utenti al mese, quindi una crescita dell’11%. E la base di utenti dagli Usa resta immobile per il terzo trimestre consecutivo.

    Resta quindi il problema della crescita e il sospetto è che anche le ultime novità legate a Moments o a Twitter Poll non risultino efficaci fino in fondo. La sensazione è che sia necessario intervenire con altre modifiche per riportare gli utenti su Twitter. Anche perchè esiste un grande potenziale che guarda Twitter dal di fuori ma evita di registrarsi, per colpa della piattaforma ancora difficile da usare. Infatti l’introduzione di Moments dovrebbe (condizionale d’obbligo) servire proprio a questo, a convertire quei potenziali utenti in utenti registrati.

    Altri dati interessanti riguardano il Mobile:

    • l’86% dei ricavi totali di Twitter proviene proprio dal mobile advertising;
    • l’80% degli utenti attivi di Twitter arriva proprio dal Mobile.

    Ad oggi Dorsey sta lavorando più su una riorganizzazione della società, ricordiamo il taglio dell’8% circa dei lavoratori, allo scopo di rendere più efficiente la società. Ma adesso è il momento di lavorare sulla piattaforma, e non è escluso che vengano introdotte anche soluzioni impopolari, che farebbero discutere come l’eliminazione del limite dei 140 caratteri esistente per i tweet, non esiste più per i DM.

    Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi.

  • Social Media: accrescere l’Engagement con il Contenuto

    Social Media: accrescere l’Engagement con il Contenuto

    Quali sono i principali obiettivi che ci si pone in una strategia di Social Media Marketing? La risposta ce la da un’indagine di Ascend2 che ha chiesto a 294 professionisti quali fossero i principali obiettivi. Al primo posto figura quello di aumentare l’engagement con il proprio pubblico; al secondo quello di accrescere la brand awareness.

    Molti di voi sanno cosa significa approntare una strategia di Social Media Marketing, quali sono le difficoltà che si presentano puntuali. Come tutte le strategie, anche una strategia di SMM ha bisogno di fissare degli obiettivi, concetto che potrebbe apparire banale, ma è opportuno sottolinearlo, proprio per trasmettere l’idea che la strategia va pensate, ragionata, rapportata alle esigenze che si presentano. E quindi alla domanda “quali sono i principali obiettivi da porsi in una strategia di Social Media Marketing?” possiamo dare una risposta con i dati che ci offre questa ricerca di Ascend2 che ha chiesto a 294 professionisti del marketing, vendite e business, provenienti da ogni parte del mondo, quali fossero gli obiettivi che si prefiggono, sintetizzata anche da eMarketer.

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    Ebbene, da quello che si vede i marketers usano costantemente i Social Media non solo in ottica di brand awareness, ma soprattutto per dialogare e accrescere il coinvolgimento del proprio pubblico. E questo è da ritenersi un po’ il senso di una strategia per un’azienda. Il dialogo va cercato per coinvolgere il proprio pubblico per far sì che la stessa azienda possa crescere, possa migliorarsi, possa dare la giusta attenzione alle persone che apprezzano quello che fa, e quindi anche acquistando e servendosi dei prodotti e/o servizi che propone.

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    Come potete vedere, questo obiettivo è stato indicato dal 64% degli intervistati. Al secondo posto troviamo un altro grande obiettivo  che è quello di accrescere la brand awareness indicato dal 54% dei marketers intervistati.

    social-media-obiettivi-contenuto

    E quale tattica risulta più efficace? La risposta a questa domanda apparirà, anche in questo caso, scontata ma, come sappiamo bene, senza Contenuto non vi può essere una strategia efficace. E allora ecco che al primo post troviamo proprio la tattica di creare un contenuto coinvolgente, 82%. La stessa tattica risulta poi essere la più difficile da realizzare (69%).

    Per il 54% degli intervistati una tattica utile è quella di “postare” sui social networks, considerata difficile da applicare per il 19%. Notare che scrivere sul blog è indicato al 25% e postare su un “microblog” (leggasi Twitter, ad esempio) solo al 4%.

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    Parlare di Social Media Marketing oggi è molto diverso rispetto solo a pochi anni fa, oggi c’è maggiore consapevolezza da parte delle aziende, sono infatti temi affrontati con maggiore “maturità” se vogliamo usare questo termine. E se ne trova conferma anche alla domanda “quanto è cambiata l’efficacia della strategia di social media marketing?“. Il 77% in sostanza afferma che è cresciuta l’efficacia delle loro strategie: cresciuta significativamente per il 30%, cresciuta lievemente per il 47%. Di conseguenza aumenta anche il budget, cresce infatti per il 69% degli intervistati

    E qual è la tipologia di contenuto più efficace? Al primo posto troviamo, ovviamente (è il caso di dire) i Video (69%), poi le infografiche (50%), e poi i post sul blog (35%). Il visual content è quindi il contenuto più efficace.

  • Facebook, ecco le notifiche Mobile in stile Cards

    Facebook, ecco le notifiche Mobile in stile Cards

    Facebook ha annunciato oggi il rilascio, solo per gli Usa, di un nuovo modo di visualizzare le notifiche da Mobile. Le notifiche vengono sostituite adesso dalle “Cards”, personalizzabili. E sembrano molto simili a quelle che si vedono su Google Now.

    Facebook continua a rendere migliore per gli utenti l’esperienza da mobile e l’ultima novità, che riguarderà solo gli Usa per il momento, sembra andare in questa direzione. O almeno ci prova. Si perchè la novità annunciata oggi riguarda le notifiche che riceviamo sulla nostra app da mobile, quelle notifiche con il badge rosso per meglio intenderci. Ebbene, sparisce quella sezione e viene sostituita da un modalità di notifiche fatte di “Cards”, quindi di schede, che racchiudono praticamente le notifiche. Il risultato dal punto di vista grafico non sembra così male, anzi sembra tutto più ordinato. Anche se, cosa che è stata già notata ed evidenziata da molti blog del settore come TechCrunch o The Verge, il risultato sembra molto simile a quello che già si vede su Google Now. E lo si vede bene dagli screenshots e dal video ufficiale.

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    Le Cards sono personalizzabili e costituiscono il feed dei contenuti che vogliamo visualizzare e anche degli aggiornamenti. Ad esempio, è possibile attivare Cards separate per Eventi o per Compleanni, in questo modo i contenuti relativi a questi due interessi verranno visualizzati all’interno delle schede, e non più visualizzati in alto tutte insieme con il badge rosso che cresceva di numero.

    Le Cards possono anche contenere informazioni geolocalizzate, con la modalità attiva, e quindi si possono creare schede sulle previsioni del tempo, sui film in programmazione nei cinema più vicini a voi, sui posti dove mangiare.

    E’ possibile modificare le Cards e quindi aggiungerne altre.

    Insomma, dal punto di vista della visualizzazione dei contenuti da mobile questa sembra essere una bella novità. E davvero sembra migliorare l’esperienza. Potrebbe però sorgere un problema di consumo dello smartphone per via delle notifiche geolocalizzate per la maggior parte degli utenti, ma questo è un problema che potrà essere affrontato.

    Vedremo quando saranno rilasciate anche da noi, per il momento queste modifiche sono disponibili per iOS e Android solo negli Usa.

  • Donne e Tecnologia, la loro presenza cresce del 238%

    Donne e Tecnologia, la loro presenza cresce del 238%

    Donne e Tecnologia, se ne discute molto anche perchè, di solito, quando si pensa alla tecnologia quasi sempre vengono in mente nomi al maschile. Ma questa indagine di Coupofy.com rivela un’altra realtà, e cioè che la presenza delle donne nel mondo della tecnologia cresce del 238% più veloce rispetto a quella degli uomini.

    Donne e Tecnologia, un tema su cui si discute spesso, per via della prevalente presenza maschile ai vertici delle più grandi aziende del settore. Non è un caso che quando ci si riferisce alla tecnologia allora vengono in mente nomi come Mark Zuckerberg o Steve Jobs, quasi mai una donna. Eppure sono già tante le donne che guidano aziende e settori importanti in colossi tecnologici. Ma evidentemente è ancora poco.

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    Ma oggi proviamo a vedere, grazie all’aiuto di questa recente indagine fatta da Coupofy.com, e con l’infografica che trovate in basso, quale sia la situazione attuale. Ebbene, dalla ricerca, prendendo in considerazione le 8 aziende più importanti del settore, si evince che la presenza delle donne all’interno del mondo della tecnologia cresce del 238% più veloce rispetto a quella degli uomini. E sono sempre di più le donne che sono alla guida di aziende di successo.

    E questa tendenza la si evince anche dal numero delle startup che vengono mano a mano fondate. Ed è del 20% la media delle startup guidate da donne a livello globale. I livelli più alti, analizzando il dato anche dal punto di vista geografico, si riscontrano Chicago con il 30% a Boston con il 29%, un esempio a livello mondiale. Ma livelli alti si riscontrano anche nella Silicon Valley con una percentuale del 24%; Montreal e Los Angeles con il 22%. In Europa di rileva Parigi con il 21% e Londra con il 18%. E guardando il dato in generale, le startup fondate da donne sono passate dal 9,5% del 2009 al 18 del 2014, quasi il doppio in cinque anni.

    Come sappiamo sono già diverse le donne che guidano grandi aziende tecnologiche. Basti ricordare Marissa Mayer, CEO di Yahoo (tra l’altro la più giovane CEO ad entrare nella Fortune 500 a 37 anni); Meg Whitman, CEO di HP; Ginny Rometty, CEO di IBM; Susan Wojcicki, CEO di YouTube; e poi anche Sheryl Sandberg, COO di Facebook. Queste le 5 donne più potenti del settore ad oggi.

    Ma crescono anche le donne con ruoli di CIO (Chief Information Officer) e attualmente le troviamo in aziende come Ford, Walmart, AT&T.

    Ma ci sono anche altri dati utili a sapersi proprio perchè non se ne parla moltissimo. E nella ricerca infatti figurano donne come Stephanie Hannon, attuale CTO per la campagna presidenziale di Hillary Clinton, la prima donna ad occuparsi di campagne di questo tipo dal punto di vista digitale.

    I dati che potete vedere comunque nell’infografica sono tanti e rilevanti. Si segnalano anche le motivazioni per cui le donne non restano a lungo nel settore della tecnologia. Il 30% lascia per via di salari bassi, il 27% perchè hanno poco tempo da dedicare alla famiglia (altro tema molto discusso), il 22% perchè alla lunga preferisce fare altro, il 17% per via del cattivo ambiente in azienda, quindi per problemi con i colleghi o con il capo. E dove proseguono poi la loro carriera? Il 24% cambia settore, il 22% ritorna nella veste di libero professionista, il 20% si prende un po’ di tempo lasciando il lavoro e il 10% entra in una startup.

    Insomma, ci saranno sempre più donne nel mondo della tecnologia. Anche se questi dati possono sembrare poco rilevanti, si tratta comunque di grossi passi in avanti che fanno ben sperare.

    Allora, che ne pensate di questi dati?

    donne-tecnologia-infografica

     

     

     

  • Google Foto in 5 mesi raggiunge i 100 milioni di utenti

    Google Foto in 5 mesi raggiunge i 100 milioni di utenti

    Google Foto, il servizio di photo storage che Google ha lanciato lo scorso maggio, rendendolo autonomo da Google+, ha raggiunto l’importante traguardo dei 100 milioni di utenti in 5 mesi. E sono diffusi altri dati interessanti. Ad esempio Parigi è la città più fotografata, il cibo è molto fotografato e sono stati dedicati al servizio 3.720 terabyte di spazio.

    Ricorderete certamente quando lo scorso 28 maggio Google decise di rendere autonomo da G+ Google Foto, il servizio di photo storage da quel momento, disponibile come app per iOS e Android, ha cominciato a vivere di vita propria. E oggi si scopre che da quel momento ad oggi, quindi in 5 mesi, è stato raggiunto l’importante traguardo di 100 milioni di utenti (Twitter e Pinterest hanno impiegato invece 5 anni). Un risultato rilevante per la tipologia del servizio, a conferma che Google in quella circostanza ha avuto la giusta intuizione.

    google-foto-logo

    E rendendo noto l’importante traguardo, Google ha diffuso qualche interessante dato che vale la pena di conoscere proprio sull’utilizzo che gli utenti hanno fatto di Google Foto.

    Dopo le persone, il cibo è il più fotografato in assoluto e la città più fotografata è Parigi, seguita da New York e Barcellona. Anche su Google Foto gli animali sono molo fotografati e, da quello che si è visto in questi ultimi 5 mesi, i cani sono di gran lunga i più fotografati.

    Tra gli avvenimenti ed eventi che segnano la vita di ciascuno, su Google Foto i matrimoni sono più fotografati dei concerti, addirittura più del Natale. Anche i bambini sono molto fotografati. E ancora, tra le curiosità, si scopre che in 5 mesi sono stati realizzati 15 milioni di animazioni e collage. E tra le foto scattate in questi 5 mesi non manca la natura e i paesaggi. Infatti, i cieli, le spiagge e le montagne sono tra le 10 cose più fotografate in questo periodo.

    E tra i tanti dati resi noti, forse questa è tra le più importanti. Fino ad ora Google ha reso disponibile uno spazio, per Google Foto, pari a 3.720 terabyte di spazio, una enormità che equivale a riempire di foto uno smartphone da 16 GB di spazio per 637 anni!

    Ricorderete anche però che qualche mese fa, proprio per la funzionalità delle etichette automatiche, Google Foto in un incidente che fece il giro del mondo. Infatti nel mese di luglio due persone di colore vennero etichettate come gorilla, una gaffe eclatante. Gaffe generata dagli algoritmi che servono a riconoscere cosa viene fotografato per meglio organizzare al meglio le foto, appunto etichettandole in maniera automatica.

    Allora, state utilizzando anche voi Google Foto? Che ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Le Interazioni sul Web: ma chi ha cominciato?

    Le Interazioni sul Web: ma chi ha cominciato?

    Le Interazioni umane sono dettate da un tipo di causalità molto diverso da quello lineare causa-effetto, dove esiste un inizio e una fine. Si tratta di una Causalità Circolare, dove sono le nostre emozioni sottostanti a innescare le reazioni. Osservare dall’esterno questo processo ci aiuta a capire che ne siamo parte integrante e a porre un punto affinché la Comunicazione sia efficace per tutti.

    I processi che regolano le Interazioni e la Comunicazione sui Social Network sono lo specchio esatto di quanto succede nella vita reale, ma in un contesto assai più scivoloso.
    Perché è pubblico, perché è sotto gli occhi di tutti in pochi attimi, perché è amplificato e perché spesso è sfalsato dalla mancanza di una conoscenza reale delle persone.
    Abbiamo già parlato ampiamente di come i Social Network permettano, a chi lo vuole, di creare schermi e maschere di sé, o a addirittura personaggi ben lontani dalle persone che effettivamente stanno dietro ai monitor.
    Sappiamo bene che Web e i Social Network sono Mezzi di Comunicazione, e come tali non sono direttamente colpevoli degli errori. Siamo noi a dover imparare ad usarli.
    La messaggistica istantanea, che è esponenzialmente ogni giorno più diffusa, rende ancora più facile deviare le conversazioni, considerando che spesso sono solo le emoticon a far capire il nostro stato d’animo.

    comunicazione-interazioni

    Uno dei più importanti assiomi psicologici della Comunicazione, tuttavia, ci aiuta a comprendere l’importanza di conoscere la dinamica delle Interazioni.
    Non è possibile Non Comunicare.
    Ogni comportamento – perfino il silenzio e l’immobilità – è una Comunicazione.
    Proviamo, allora, a chiederci insieme quali implicazioni ponga questo principio, prima di tutto nella Comunicazione Virtuale.

    Come in qualsiasi interazione nella quotidiana realtà, rarissimamente succede che uno solo degli interlocutori inizi lo scambio. Così, dal nulla.
    Uno scambio di parole, di accordi e disaccordi, di comportamenti.
    La Comunicazione ha una caratteristica affascinante quanto delicata: è soggetta a una causalità circolare.

    Abbandoniamo il pensiero che esista una causa cui segue un effetto in maniera lineare.
    La causalità lineare, molto più meccanica e fisica, rientra difficilmente nelle relazioni umane.
    Certo, è sempre possibile che all’improvviso qualcuno ci insulti o, viceversa, inizi a complimentarsi senza aver mai prima parlato con noi.
    Se però una persona ci tira un pugno in faccia, o ci bacia, forse – io me lo chiederei – qualcosa abbiamo fatto.
    Causa (= pugno o bacio) ed effetto (= stupore) non sono solo poco probabili, ma non convincono.
    A meno che non si entri nella PsicoPatologia delle Relazioni, che non è il nostro campo di indagine.

    La realtà di un’Interazione Circolare è più complessa, ma vale la pena comprenderla bene affinché la nostra Comunicazione sia vincente anche sul Web.
    Perché sia più facile da riconoscere, proviamo a porci come osservatori esterni di una conversazione.
    Essere all’esterno ci regala la prospettiva giusta, perché il mondo emozionale di chi non è direttamente coinvolto non solo è generalmente imparziale, ma sicuramente è meno potente.

    Ci accorgiamo, ad esempio, che Tizio espone la sua opinione e Caio la prende come un’offesa personale e ribatte a sua volta ponendosi in difesa. Tizio cade dalle nuvole e si chiede cosa stia facendo Caio, ma non rimane inerme e ribadisce con più forza la sua posizione.
    In un’Escalation di Comunicazione che esce da ogni schema previsto inizialmente.
    Questo forse significa che Tizio ha incominciato per primo (Causa) e Caio ha semplicemente risposto (Effetto)?
    Sembra.
    Eppure nelle Relazioni Umane e nella Comunicazione che ne intercorre molto difficilmente è così davvero.
    Quello che più consciamente è accaduto è che Tizio ha esposto la propria opinione già in risposta a reali o presunte aspettative di Caio, o di altri che non sono Caio. Tizio non ha iniziato per primo: ha risposto a sua volta.
    Strano?
    No. E’ prerogativa della Natura Umana, dove il Confronto non è mai facile. Perché vincono più frequentemente le aspettative, i desideri e la paura del giudizio, il bisogno di prevaricare e di tracciare il confine di sé.
    Più o meno coscientemente.

    In termini tecnici si parla, a questo punto, di Punteggiatura della Comunicazione Umana.
    Il porre, cioè, un punto da cui organizzare la successiva sequenza di eventi comunicativi.
    Se, infatti, non esiste una comunicazione che inizia nel senso assoluto del termine – quindi Tizio non è la causa – è pur sempre possibile fermare il processo della Comunicazione, almeno il tempo sufficiente perché gli interlocutori coinvolti si possano rendere conto di quanto sta accadendo.
    E diventare consapevoli che non c’è mai chi inizia e chi finisce, ma c’è un processo circolare, dove causa ed effetto si ripropongono e si scambiano le parti.

    Organizzare la sequenza delle Comunicazioni è particolarmente importante nella Comunicazione Virtuale. L’assenza del Linguaggio del Corpo e delle espressioni gestuali rende più difficile la comprensione delle Interazioni, soprattutto delle emozioni che spingono ad interagire e che, in ogni caso, sottostanno all’Interazione.
    Il Leader, per esempio, nella Cultura Occidentale ha uno Stile Comunicativo ben preciso, e ci sia aspetta che sia tale. Se però venisse a mancare il Seguace, non ci sarebbe più un Leader: la sua Comunicazione perderebbe ogni efficacia.
    Potremmo noi stabilire chi è più “importante” nella circolarità di causa-effetto che ha la Comunicazione?
    Il Leader o il Seguace detengono entrambi una posizione necessaria per coesistere.

    Tuttavia, proprio gli innumerevoli disaccordi che nascono nella Punteggiatura della Comunicazione sono i responsabili dei frequenti conflitti relazionali anche e soprattutto virtualmente.
    In altre parole, se sia Tizio che Caio rimangono convinti di essere stati vittima di una precedente offesa o polemica da parte dell’altro, il processo comunicativo è destinato all’ostilità. O almeno a un monotono scambio di messaggi assolutamente non costruttivi.
    <<Io mi comporto così perché tu mi offendi>> – <<Io ti offendo perché tu ti comporti così>>.
    La possibilità di risolvere una tale Comunicazione statica e polemica è pressoché impossibile dall’interno.
    E’ di nuovo il porci all’esterno della conversazione che ci può fa comprendere l’inutilità di tale processo, dove a litigare non sono le opinioni, ma più spesso le emozioni sottostanti.

    Per tornare a Comunicare in maniera costruttiva ed efficace è, quindi, necessario distaccarsi e darsi la possibilità di prendere coscienza di ogni processo circolare che si è messo in atto.
    Arrivando – con piena soddisfazione di tutti – a rinunciare alla pretesa che la serie circolare abbia realmente avuto un inizio.

    La parola a voi: cosa ne pensate?

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