Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • La dimensione e la crescita dei Social Media in tempo reale

    La dimensione e la crescita dei Social Media in tempo reale

    Osservare la crescita dei Social Media in tempo reale è sicuramente interessante. Grazie a questa infografica interattiva di Coupofy, possiamo vedere la crescita esponenziale ora per ora, oppure osservare i dati per mese o per anno. In un’ora su Facebook si caricano 8 milioni di foto, su Twitter si inviano 21 milioni di tweet e su Instagram si caricano 3 milioni di foto. Ma guardiamo insieme gli altri dati.

    I Social Media sono ormai diventati strumenti di comunicazione quotidiana per tutti noi. Li usiamo per comunicare, per condividere immagini, video, musica, una nassa di dati notevole che cresce ormai in maniera esponenziale. Ma questa crescita è strettamente legata al numero di utenti che li utilizza, un dato abbastanza ovvio. Sapete bene che il 24 agosto su Facebook si è raggiunto il picco do persone connesse: 1 miliardo di persone connesse in un solo giorno. Praticamente 1 persona su 7 era su Facebook. E il social network più utilizzato sul web continua a crescere, ben 16 milioni di nuovi utenti al mese.

    Allora, siccome ci piace dare i numeri (ma questo ormai lo sapete bene!) oggi vi presentiamo questa interessante infografica interattiva realizzata da Coupofy che ci mostra cosa accade sui Social Media in tempo reale. Sono presi in considerazione i 9 canali più usati, quindi Facebook, Twitter, Google+, LinkedIn, YouTube, Tumblr, Pinterest, Instagram e Reddit.

    Una volta che arrivate sull’infografica interattiva parte il vostro contatore in real time e osservare la crescita esponenziale di questi canali. In alto a destra poi potete osservare cosa accade in un’ora, in un mese o in un anno. Ma guardiamo qualche dato.

    social media-tempo-reale

    In un’ora, prendendo in considerazione questo parametro, su Facebook si registrano 21.600 nuovi utenti; 7.200 sono i nuovi utenti che si connettono da mobile; si scambiano 9 milioni di messaggi; si scrivono 18 milioni di status; si scambiano 3 milioni di links; si inviano oltre 6 milioni di richieste di amicizia; si caricano 8 milioni di foto. Una marea di dati solo a guardarli.

    Ancora, su Twitter in un un’ora vengono inviati qualcosa come 21 milioni di tweet; i nuovi utenti sono “solo” 1.850; i nuovi utenti da mobile solo 1.483. Su YouTube in un’ora si totalizzano 167 milioni di visualizzazioni e vengono caricati 5 video. Su Instagram, in un’ora, si registrano 21.600 nuovi utenti (identico al dato rilevato per Facebook); si registrano 146 milioni di like e vengono caricate 3 milioni di foto. Pensate che il video del nuovo singolo di Adele, “Hello”, in 100 minuti ha generato 1,35 milioni di visualizzazioni.

    Su Tumblr, in un’ora vengono aperti 7.200 nuovi blog; vengono scritti 2 milioni di post e si registrano 3.600 nuovi utenti.

    Dall’infografica interattiva potrete poi voi stessi visualizzare i dati per mese o per anno. Se osservate il dato relativo ai nuovi iscritti, da questa infografica si evidenzia il problema ormai noto di Twitter, uno dei peggiore, se non “il” peggiore visto che Pinterest, nonostante i suoi 1.735 nuovi utenti registrati per ora, è comunque una realtà più piccola e certamente va ad inserirsi in una tipologia più mirata, specifica.

    Insomma, questa infografica ci dà il polso di quella che è la dimensione e il ritmo di crescita dei Social Media oggi, delle vere e proprie macchine seriali da dati, che poi sono i nostri!

  • Twitter: il contatore è volato via

    Twitter: il contatore è volato via

    Lo scorso venerdì 20 novembre 2015 Twitter ha disattivato il contatore accanto al pulsante di condivisione. La modifica ha avuto effetto anche sulle condivisioni conteggiate fino ad oggi, con sorpresa di molti tra blogger e titolari di siti web. Ma Twitter ci aveva avvisato.

    Vi sono piaciuti i cuoricini su Twitter? Mentre tutti discutevamo, chi entusiasta chi infastidito, di questa nuova e frizzante feature, non ci siamo accorti che, oltre alle stelline sarebbe scomparso qualcos’altro.

    Da venerdì 20 novembre, dopo circa 5 anni di onorato servizio, il contatore delle condivisioni Twitter è andato in pensione, portando via con sé quei numeretti, tutt’altro che insignificanti, frutto di anni di fatica e di investimenti di tanti blogger di tutto il mondo. Siamo tornati a zero!

    In molti siamo rimasti sorpresi salvo poi accorgerci che Twitter ci aveva avvertito, anche se in realtà alla notizia non era stata data tanta evidenza.

    Il 23 settembre 2015 Twitter, annunciando il restyling dei pulsanti, sia di condivisione sia di “follow”, informava della rimozione del contatore come “semplificazione” dei tweet button.pulsanti Twitter

    Successivamente, il 6 ottobre scorso, sul blog Twitter è stato pubblicato un articolo
    dal titolo “Hard decisions for a sustainable platform” in cui Michael Ducker, il Group Product Manager di Twitter, spiegava come l’abolizione del contatore sarebbe stata una scelta obbligata per aggiornamenti tecnici sostanziali (migrazione da Cassandra a Manhattan). Il tutto ovviamente per migliorare la nostra esperienza su Twitter… che suona un po’ come “Stiamo lavorando per voi”.
    E la data era già decisa, ineluttabile: venerdì 20 novembre 2015.

    Nello stesso articolo Michael Ducker, sottolineando che la riattivazione del contatore con i nuovi sistemi sarebbe economicamente troppo onerosa, sminuiva l’impatto che la rimozione di questa funzione avrebbe avuto sui contenuti condivisi.

    Ma facciamo una pausa, vi offro un caffé!
    Davanti alla scelta tra due bar, uno stracolmo di persone e uno con due soli clienti davanti al bancone, voi dove andreste a prendere il caffè?

    È proprio vero che quel numeretto non influisca sulla visibilità dei nostri contenuti?

    In un mondo “social” dove i numeri sono il motore di tutto, un contatore di condivisioni non solo è utile per gli inserzionisti di un sito o di un blog ma induce i lettori a condividerlo a loro volta.
    Un articolo con molte condivisioni, nel veloce e “leggero” mondo social, equivale ad un articolo di qualità, un articolo che valga la pena di essere letto e sicuramente condiviso. Sappiamo tutti che non è necessariamente così, come non è certo che il caffè sia più buono nel bar più affollato, ma nella velocità dell’online il riflesso è condizionato, la condivisione è compulsiva. Crediamo di avere libero arbitrio ma in realtà abbiamo comportamenti molto più prevedibili di quanto pensiamo.
    E lo sanno bene anche Linkedin, che investendo sui contenuti conosce bene il valore del contatore, e Facebook, che sull’evidenza dei numeri ha creato un impero economico.

    Queste dinamiche le conoscono bene anche gli inserzionisti di siti e blog a cui, oltre ai dati “in entrata” ai contenuti a loro dedicati, interessa moltissimo quel numeretto accanto alle iconcine social.

    Ma come correre ai ripari, quali soluzioni si potranno adottare?
    In attesa di conoscere le applicazioni di terze parti che saranno in grado di offrire nuovamente questo prezioso dato, per ora l’unica soluzione, lato client, per visualizzare il numero delle condivisioni è quella offerta da BuzzSumo, che ha sviluppato una estensione per il browser Chrome.

    Personalmente trovo la decisione dell’abbandono del contatore da parte di Twitter un po’ azzardata ma lo scopriremo solo twittando.

  • #Enmémoire, il progetto di Mashable per le vittime di Parigi

    #Enmémoire, il progetto di Mashable per le vittime di Parigi

    A poco più di una settimana dai terribili attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, vi segnaliamo questo toccante progetto di Mashable, #Enmémoire, @ParisVictims su Twitter. Un omaggio sul web per ognuna delle vittime degli attacchi terroristici con un post e un tweet, ogni ora, ricordandole con una breve descrizione.

    I tragici eventi di Parigi della scorsa settimana hanno scosso il mondo intero e ancora una volta, come già accaduto in altre occasioni simili, la Rete e i Social Media hanno giocato un ruolo fondamentale. Lo abbiamo visto raccontandovi come i Social Media hanno vissuto questi eventi, fungendo da fulcro per tutte le notizie che si sviluppavano. Ma i Social Media sono stati fondamentali per la nascita di #PorteOuverte l’hashtag con cui si invitava i cittadini francesi dei quartieri tearo degli attacchi a tenere le porte aperte delle loro case per dare soccorso alle centinaia di feriti. Durante la settimana sono nati poi centinaia di hashtag per commemorare quei tragici eventi e soprattutto le vittime. E oggi vogliamo parlarvi di un progetto che negli ultimi giorni si sta sviluppando e che sta commuovendo la Rete e i Social Media.

    #Enmémoire

    Si tratta del progetto #Enmémoire voluto da Mashable, uno dei primi blog tecnologici della rete, nato nel 2005, e oggi anche uno dei siti più letti, che ha voluto rendere omaggio alle 132 vittime degli attacchi, dando loro un volto e ricordandole con una breve descrizione. Un omaggio toccante che si compone di un sito e soprattutto di un account su Twitter @ParisVictims da qualche ogni ora viene twittato il nome di una delle vittime con un breve ricordo e una foto.

    Tra le vittime del Bataclan sappiamo che c’è anche Valeria Solesin, 28 anni, ricercatrice all’Ined della Sorbona, che proprio in queste ore sta facendo il suo rientro in Italia. Qui il ricordo da #Enmémoire:

    https://twitter.com/ParisVictims/status/666858882354941952/photo/1

    Come dicevamo ogni ora in un tweet viene ricordata una vittima e scorrendo si trovano i loro volti ripresi in momenti spensierati con una frase che li ricorda. Come quella di Isabelle Merlin, ingegnere francese di 44 anni; di Salah Emad el Gebaly, egiziano di 28 anni; di Cedric Ginestou, business consultant francese di 27 anni, di Anne-Laure Arruebo, 36 anni, francese; di Nicolas Catinat, 37 anni francese; delle due sorelle francesi Halima Saadi, 37 anni e Houda Saadi, 35 anni . E’ un lento e continuo ricordo di tutte le vittime:

    Tra loro c’era anche Lola Ouzounian di soli 17 anni:

    https://twitter.com/ParisVictims/status/667573109407399936

    La Rete diventa con questo progetto un luogo dove ricordare e raccontare la vittime di queste persone. Basta leggere i commenti ai tweet fatti di persone anche di persone che le hanno conosciute e che vogliono ricordarle raccontandole.

    L’idea di mettere su questo progetto è stata di Brian Ries, editor di Mashable, e di Jim Roberts, executive editor, che hanno voluto in questo modo provare a raccontare un pezzo della vita di queste persone in soli 140 caratteri.

  • Lo Sport educa anche la Comunicazione Online

    Lo Sport educa anche la Comunicazione Online

    C’è un’attività di cui si parla poco nel nostro lavoro, ma che è fondamentale per l’Educazione e la Formazione di un sano Comportamento sociale e virtuale: lo Sport. E’ grazie ad esso che impariamo la potenza della Motivazione e che riusciamo a vivere la Competizione con una Ambizione positiva, nel rispetto dell’avversario. Perché vincere o perdere non hanno più importanza se l’obiettivo è la Condivisione di valore e qualità.

    All’inseguimento del flusso ininterrotto di notizie, che viaggiano in Rete più veloci di noi, c’è un’attività che a pronunciarla pare estranea: lo Sport.
    In effetti, alla fine di una giornata – di una settimana – passata a correre lavorando, mettersi pure a fare fatica è l’ultimo dei nostri pensieri.
    Eppure, chi tra noi ha fatto sport da bambino – e chi ancora lo fa – sa che le passioni sportive regalano qualcosa che difficilmente si ritrova altrove.
    Un tipo di Motivazione che sprigiona Energia pura e che può solamente portare Soddisfazione, perché – nel vero senso sportivo – Vincere e Perdere smettono di essere importanti.

    sport-comunicazione

    Questo, a dire il vero, succede generalmente a livelli alti, nell’agonistica. Ma non è necessario fare gare, per rendersi conto di quanto lo Sport possa Educare il Carattere delle persone.
    E’ la Formazione di un individuo, e sarà la Formazione del suo Comportamento, del suo modo di gestire le emozioni, i fatti della realtà e, soprattutto, il suo modo di Comunicare.
    Anche in Rete.

    Il primo aspetto positivo dello sport è sicuramente questo: “insegnare” la Motivazione.
    E’ la passione di fare, di non aver paura di cadere perché ci si può rialzare.
    E’ quel fuoco che spinge a dare di più, a imparare sempre, a non fermarsi davanti agli ostacoli ma, anzi, vederli come sfide da superare.
    Con uno spirito positivo, perché una persona impegnata nello sport è sempre una persona più serena.
    Certo, la serenità si spiega perché girano le Endorfine.
    Con una intensa attività sportiva, questi ormoni possono aumentare la loro concentrazione nel sangue fino al 500%.
    Come non accorgersi dell’euforia di uno sportivo?
    Non occorre essere campioni: il benessere è una sensazione comune a chiunque pratichi lo sport, e non solo. L’aumento di endorfine nel sangue aumenta la resistenza al dolore, ha un effetto analgesico, ed è sicuramente la miglior cura per la riduzione dell’ansia, dello stress, dei disordini del sonno e dell’appetito.

    Ma non si tratta solo di Endorfine.
    Gli sport sono davvero tanti, dai più aggressivi ai più rilassanti, dai più intellettivi ai più fisici, da quelli di gruppo agli individuali. E ogni attività sviluppa attitudini diverse.
    Le emozioni che si provano si fissano nella memoria e proprio questa memoria va a costituire la base del nostro carattere. Un’esperienza di vita destinata a durare per sempre.
    Per questo, lo sport è la palestra migliore per educare e formare il carattere.

    Consideriamo un altro insegnamento positivo per il nostro comportamento: “imparare” a Competere.
    Siamo stati abituati a sentirci dire, da bambini, “non è importante vincere, ma partecipare”. Poi una volta sul campo questa frase perde di senso e ci sembra una presa in giro.
    C’è una sfida, ci sono dei concorrenti: è naturale che si voglia prevalere per arrivare primi.
    La rivalità nello sport è un dato essenziale, perché non si sta solo giocando.
    Ci sono, però, delle regole. Se non le si rispetta si è esclusi, espulsi. Ed è qui che nasce l’Ambizione sana e la sana Competizione.
    Carte scoperte, rispetto delle regole, trasparenza nell’opposizione, antagonismo nel rispetto dell’altro.
    Una delle più grandi lezioni di vita, quindi.
    L’Ambizione è qualcosa di molto positivo, se rispetta le regole della comunità.
    E’ la molla che ci fa dare il massimo, ci fa distinguere per le nostre qualità e ci fa perfino creare Innovazione, perché tutte le energie mentali e fisiche sono rivolte ad eccellere.
    A vincere, ma nella considerazione e nel riguardo di chi compete con noi, riconoscendo l’avversario come parte integrante e necessaria della nostra crescita.

    In squadra o da soli?
    Questa è una scelta personale. C’è chi dà il proprio meglio come “battitore libero” e chi preferisce le dinamiche di un Team.
    In entrambi i casi lo sport è una passione e in entrambi i casi c’è un nemico da combattere.
    La squadra avversaria, i limiti personali, che siano record da superare o avversari da lasciare dietro di noi.
    Si vince o si perde. Non ci sono vie di mezzo.
    Ci può essere una graduatoria, ma psicologicamente è nelle nostre aspettative che non c’è via di mezzo.
    E questa è un’altra importantissima lezione di vita.
    Se si è veramente delle persone sportive si vince e si esulta, sapendo che la vittoria non sarà per sempre. Perché ci saranno altre gare, perché ci saranno altri avversari.
    E’ in ogni singola volta che si dovrà vincere.
    Si esulta da vincitori con l’umiltà interiore di non prendersi troppo sul serio. Si innalza la Coppa e si piange di gioia, ma si sa che è una delle tante vittorie che ci aspettano.
    La strada è lunga, l’allenamento non finisce, lo sport non perdona chi si siede sugli allori.
    E se si perde?
    In fondo è la stessa cosa: non si perderà per sempre.
    Si perde e ci si sente sconfitti, naturalmente. Ma è proprio nell’educazione sportiva che si impara a ribaltare le sconfitte in vittorie, analizzando i punti deboli e individuando la strategia per superarli.
    Adattando l’allenamento che ricomincerà su nuove basi, con lo spirito di chi ha saputo perdere ma non è stato vinto.

    Saper perdere e saper vincere sono grandi doti che emergono sempre nella nostra Personalità.
    Non solo quando si gareggia davvero.
    Anche quando si cerca un equilibrio tra le parti, una comunicazione che persuada. Quando si ha bisogno di dare risposte. Ogni volta che ci si confronta con gli altri.
    Soprattutto sul Web e soprattutto sui Social Media, dove il fraintendimento è facile perché mancano gli occhi per guardare chi ci sta davanti.

    La Rete è un mezzo di comunicazione, sta a noi saperlo usare. Sapere anche che è uno strumento che amplifica i nostri messaggi e li fa rimbalzare ovunque in tempo reale. Riflettendo in modo trasparente la nostra capacità di competere, di essere ambiziosi, di vincere o perdere, di trovare ogni giorno nuova motivazione.
    Gli insegnamenti dello sport sono ancora più preziosi, quindi, sul Web, dove manca il linguaggio corporeo e certo le Emoticon non bastano.
    Impariamo dallo sport che vincere e perdere non hanno più valore, se il traguardo è la condivisione del valore e della qualità, se il confronto rimane il centro della crescita personale e della cultura umana.

  • La parola dell’anno è Emoji, lo dice Oxford Dictionaries

    La parola dell’anno è Emoji, lo dice Oxford Dictionaries

    Comincia il periodo delle liste di quello che ha caratterizzato l’anno ed in questo filone di aggrega anche il prestigioso Oxford Dictionaries che come Parola del 2015 incorona Emoji, anzi “Face with Tears of Joy”, la faccina per indicare risate fino alle lacrime. E questa è la faccina più usata dagli utenti.

    Comincia quel periodo dell’anno in cui si cominciano a fare liste ed elenchi di tutto ciò che ha caratterizzato questo 2015. Da oggi in avanti, e noi lo sappiamo bene, inizierà quella fase “il meglio di..” oppure, come in questo caso, la “parola dell’anno”. E ad indicarla come sempre è l’Oxford Dictionaries che quest’anno incorona “Emoji”, la parola che indica le faccine che tutti i giorni utilizziamo per comunicare sui social network o sui vari servizi di messaggistica istantanea che tanto ci piacciono.

    emoji-faccina-che-ride-alle-lacrime

    Anzi, si deve specificare che Oxford Dicionaries, in una ricerca condotta con la società SwiftKey, si proprio quella che realizza la tastiera più utilizzata sugli smartphone, che vede al primo posto tra le emoji più usate quella della faccina che ride fino alle lacrime: “Face with Tears of Joy”. Ed è proprio questa la parola dell’anno ed è la prima volta che il prestigioso istituto incorona un pittogramma. Un chiaro segno dei tempi che cambiano?

    Le emoji nascono negli anni ’90 ma solo in questi ultimi anni, e specialmente nel 2015, conoscono il momento di massima diffusione. E questo è il riflesso della, pari, diffusione di servizi che sulle emoji hanno costruito il loro paradigma comunicativo. Ed in un certo senso Oxford Dictionaries vuole evidenziare proprio questo aspetto, e cioè che questo modo di comunicare è diventato un vero strumento per esprimersi. E non è più da considerarsi come circoscritto ad una ristretta cerchia di persone, per lo più giovani. Invece le emoji sono ormai entrate nel’uso quotidiano di tutti.

    Dalla ricerca a cui accennavamo prima viene fuori che la faccina che ride fino alle lacrime è la più usata dal 20% dei britannici, con un aumento nel 2015 del 4%; e dal 17% degli americani, con una crescita, sempre in questo anno, del 9%. L’utilizzo, in generale, è comunque triplicato nel 2015.   emoji-frequenza   Emoji è stata scelta da una shortlist che vedeva parole, tra le altre, come “rifugiato”, “brexit” (ad indicare l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa), “Dark web”, “lumbersexual”, “sharing economy”, “ad blocker”.   E, come dicevamo prima, anche i social network hanno puntato molto sulle emoji, basta guardare Facebook con le Reactions o anche a Twitter che, come ha scoperto The Verge, sta sperimentando l’introduzione di nuove emoji per i tweet, aggregandosi al filone.   In basso il test di Oxford Dictionaries per scoprire il vostro livello di conoscenza delle emoji.  

    E allora, che ne pensate?

  • Le notizie sugli attacchi di Parigi corrono sui Social Media

    Le notizie sugli attacchi di Parigi corrono sui Social Media

    Anche in questa triste occasione i Social Media hanno svolto un ruolo fondamentale per tutte le notizie che hanno riguardato gli attacchi di Parigi di ieri sera. Sin da subito. Oltre 9,8 milioni i tweet dagli hashtag più usati. Da segnalare la Safety Check attivata da Facebook e su Twitter la nascita di #PorteOuverte.

    La Francia torna di nuovo sotto attacco terroristico, dopo l’attentato a Charlie Hebdo e dopo gli altri attenti del giugno scorso, Parigi viene presa di nuovo di mira con gli attacchi in vari punti della città e soprattutto al teatro Bataclan dove sono i morti sono 80. Esplosioni anche allo Stade de France dove era presenta il presidente Hollande. Una nuova notte di terrore che ha scosso la Francia e tutto il mondo. Le scene che si sono viste sono davvero terribili.

    parigi-social-media

    E ancora una volta, così come in altre occasioni simili, i Social Media hanno svolto un ruolo fondamentale per reperire tutte le notizie su quello che stava accadendo. Già dai primi minuti su Twitter si lanciavano tweet che informavano dei vari attacchi. Ben presto tutti gli organi di informazione guarderanno a Twitter o Facebook per reperire aggiornamenti, video e immagini su quello che stava succedendo in tempo reale.

    Abbiamo voluto seguire, con TalkWalker, come spesso facciamo in queste situazioni, l’evoluzione delle conversazioni, in modo tale da offrire uno spaccato di quello che è il fenomeno che ogni volta si genera. Al momento abbiamo registrato quasi 10 milioni di risultati, di cui 9,8 milioni sono tweet. Gli hashtag più usati sono #Paris e #ParisAttacks durante la notte e adesso è #PrayForParis con oltre 4 milioni di tweet.

    Da segnalare la nascita nella terribile notte parigina di #PorteOuverte, l’iniziativa spontanea dei cittadini delle vie interessate dagli attacchi che tenevano la porta della loro casa aperta per dare soccorso ai tanti feriti: sono al momento 980 mila i tweet.

    Su Facebook invece si è attivata la funzionalità Safety Check, lanciata nei mesi scorsi per le emergenze naturali. In pratica con questa funzionalità Facebook contatterà tutte le persone che hanno segnalato la loro presenza a Parigi per sapere se stanno bene. In questo modo gli amici e i parenti degli utenti saranno informati in tempo reale.

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/zuck/posts/10102474320149381?pnref=story/” width=”600″/]

    Questa il grafico che ci mostra l’evoluzione temporale delle conversazioni su Twitter, il picco è alle 23,45 con 160 mila tweet per #Paris, altro picco con 159 mila tweet alle 00,30 per #PrayForParis.

    #paris conversazioni

    Questi i temi più usati nelle conversazioni in Francia:

    #paris temi francia

    E questi invece i temi delle conversazioni in Italia:

    #paris temi italia

    UPDATE #1

    #paris conversazioni_1

    Aggiornamento per quanto riguarda i risultati rilevati sulla base degli hashtag monitorati.

    #PrayForParis adesso è arrivato ad 8 milioni di tweet con il tweet di Louis Tomlinson (One Direction) che diventa quello più condiviso:

    La reach supera i 17 miliardi (ricordiamo che consideriamo la somma di tutte le volte che il contenuto è stato visualizzato nelle fasce orarie monitorate e di quanti account vi hanno interagito). Il picco è stato di oltre 400 milioni di reach alle 2.15 del 14 novembre.

    #PorteOuverte raggiunge 1,1 milioni di tweet.

    #Paris raggiunge 4,5 milioni di tweet. Segnaliamo tra questi che il tweet del neo primo ministro canadese, Justin Trudeau, è l’unico tra i più condivisi in assoluto da parte di personalità del mondo della politica.

    #ParisAttacks adesso è ad 5,1 milioni di tweet.

    Dall’Italia i tweet sono, fino a questo momento, 640 mila. Oltre 5,5 milioni di tweet sono in lingua inglese e 1,4 milioni di tweet sono in francese.

    Da segnalare che l’account ufficiale della città di Parigi ha sfruttato Twitter per condividere informazioni dirette ai tanti turisti presenti in città:

    https://twitter.com/Paris/status/665329317618958336

    Se diamo un’occhiata agli utenti più attivi, per capacità di coinvolgimento, notiamo che ci sono i grandi network di notizie come la CNN, BBC, Le Figaro, ma anche Justin Bieber e Katy Perry:

    Questi i risultati che vi segnaliamo su Facebook:

    Après les fusillades de #Paris , un tag de soutien fait son apparition: #PrayForParisDernières infos >> http://bit.ly/1HHXZBF

    Posted by Le Figaro on Venerdì 13 novembre 2015

    #PrayForParis

    Posted by Serie A TIM on Venerdì 13 novembre 2015

    ¡Hagamos el amor y no la Guerra!#PrayForParis

    Posted by Otra vez Lunes Show on Venerdì 13 novembre 2015

    "We heard so many gun shots," said an eyewitness recounting the ten "horrific" minutes from inside the theater in #Paris

    Posted by CNN on Venerdì 13 novembre 2015

    Suite aux attaques, de nombreux Parisiens ont utilisé le mot-clé #PorteOuverte pour ouvrir leurs portes aux riverains qui chercheraient un abri.

    Posted by Le Monde.fr on Venerdì 13 novembre 2015

    Questi invece i contenuti condivisi su Twitter:

    https://twitter.com/girlposts/status/665366747806097408

    https://twitter.com/nerdharry/status/665313886053224448

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/665338950416859136

     

    https://twitter.com/sillytronnor/status/665328982183702528

    https://twitter.com/RohanSinghKalsi/status/665298205693911041

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/665399972603498496

    https://twitter.com/SarahWaetpinosa/status/665343697765142528

    https://twitter.com/RelatableQuote/status/665296280663511040

    https://twitter.com/StylesLorelei/status/665396757958926337

    Questi invece alcuni tra i post più condivisi su Instagram:

    #PrayForParis

    Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    #PrayForParis Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    #PrayForParis

    Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    Our thoughts and prayers go out to all in Paris. Stay safe. We love you. ?: @jean_jullien Una foto pubblicata da Marc Jacobs (@marcjacobs) in data:

    Ralph Lauren sends its deepest thoughts and prayers to Paris, always the City of Light. #PrayforParis

    Una foto pubblicata da Ralph Lauren (@ralphlauren) in data:

    Questo il nostro resoconto anche se siamo ben consapevoli che questi dati sono ancora parziali. Come detto all'inizio il nostro intento era quello di dare la dimensione del fenomeno che è ancora in crescita. Eventuali aggiornamenti significativi li apporteremo in tempo reale.

  • #IoStoconVale, il racconto della giornata sui social media

    #IoStoconVale, il racconto della giornata sui social media

    Il racconto di quello che è successo sui Social Media riguardo all’ultima gara del Moto GP vinto da Jorge Lorenzo con Valentino Rossi che giunge quarto, nonostante fosse partito in ultima posizione dopo i fatti di Sepang. #iostoconvale è l’hashtag più usato con 117.700 risultati; Marc Marquez è il pilota più citato, e non è una sorpresa.

    Nelle ultime settimane gli italiani si sono appassionati, ancora di più è il caso di dire, al Moto GP soprattutto dopo i fatti di Sepang che di fatto hanno condannato Valentino Rossi a perdere il titolo che sembrava già vinto. L’atteggiamento discutibile avuto dal pilota della Honda, Marc Marquez, evidentemente per aiutare il suo connazionale, Jorge Lorenzo, e compagno di squadra di Valentino Rossi. Nell’ultima gara, disputatasi a Valencia, il pilota di Tavullia partiva dall’ultima posizione e di fatto il mondiale è stato pregiudicato. Nonostante tutto, Rossi arriva quarto, ma Lorenzo si aggiudica gara a mondiale con Marquez che in questa occasione si limita a fare da guardaspalle.

    #iostoconvale-valentino-rossi

    Una storia che ha appassionato tanti italiani anche sui social media e con i dati che abbiamo raccolto grazie a Talkwalker vediamo come è stata discussa la giornata. Il totale delle conversazioni che abbiamo rilevato è di oltre 269 mila.

    #iostoconvale-social-media

    L’hashtag più usato è stato senza dubbio #iostoconvale che ha totalizzato 117.700 risultati sui social media con una reach di 227,6 milioni. Il 99% di questi risultati arriva da Twitter, il canale più usato durante tutta la giornata e infatti i risultati sono 117.400 (reach: 210,3 milioni). Altro hashtag utilizzato, in misura minore, è stato #ForzaVale con 9.500 risultati e una reach di 17,5 milioni.

    Il picco registrato alle 14,45 di ieri è stato di 18.981 tweet per #iostoconvale.

    Nel corso della giornata abbiamo registrato anche i piloti più citati:

    • Marquez: 68.300 tweet
    • Lorenzo: 63.100 tweet
    • Valentino Rossi: 11 mila tweet

    Quest’ultimo dato riflette certamente il dato dei contenuti dove appunto i due piloti spagnoli sono presenti e raffigurati in tante maniere, come vedremo tra poco a proposito dei contenuti più condivisi.

    Abbiamo anche rilevato il dato degli Infuencers della giornata, gli utenti che si sono distinti, in questo caso,per capacità di engagement. E vediamo al vertice Guido Meda (@guidomeda), poi Francesco Facchinetti, Plesbol, Carlo Cracco, Serie A TIM, Arsenale K.

    #iostoconvale-influencers

    E adesso vediamo i contenuti più condivisi della giornata.

    Su Facebook abbiamo registrato di 2.457 risultati anche se non siamo in grado di proporvi adesso i più condivisi.

    Da segnalare anche il caso creato dall’azienda Biscotti Gentilini che pensando di cavalcare il momento con un’azione di RTM, real time marketing, ha pubblicato questa foto sulla propria pagina Facebook. Un’azione decisamente fuori luogo che non ha nulla a che vedere con il RTM e con l’ironia. Anche perchè non è che questa è un’azione che va sempre bene, questa infatti è una di quelle classiche situazioni dove non conviene farlo, a meno che non si ha in tasca l’dea del secolo.

    #iostoconvale marquez-gentilini

    Questi invece i contenuti tra i più condivisi e i più ironici su Twitter:

    https://twitter.com/SerieA_TIM/status/663356569514561536

    Ecco, questo un po’ il resoconto di quello che è stato sicuramente l’evento della giornata di ieri, un evento che alla fine ha coinvolto anche chi di solito non segue questo sport.

  • Il racconto del #WBFMI 2015 su Twitter in un’infografica

    Il racconto del #WBFMI 2015 su Twitter in un’infografica

    Il World Business Forum di Milano, #WBFMI, giunto alla 12° edizione, che si è tenuto il 3 e 4 novembre scorsi, è ormai un punto di riferimento per conoscere da vicino chi realizza delle grandi storie. Quest’anno vi hanno preso parte ospiti del calibro di Richard Branson e Seth Godin. L’evento è stato molto discusso e condiviso sui social media e, grazie ai dati di The Fool, vediamo come è stato vissuto su Twitter con questa interessante infografica ricca di dati.

    Il 3 e 4 novembre si è tenuta l’edizione numero 12 del World Business Forum di Milano, un evento ormai tra i più attesi dell’anno. L’occasione, anche per questa edizione, è quella di conoscere da vicino i protagonisti di grandi storie, di imprese apparentemente impossibili ma che invece sono realizzabili. Quest’anno al MiCo erano presenti personaggi del calibro di Sir Richard Branson, il fondatore della Virgin diventata oggi una galassia, e di Seth Godin, imprenditore e scrittore, oggi considerato un vero “guru” del marketing. Era presente anche il nostro Alessandro Baricco, tra i più apprezzati scrittori italiani.

    #WBFMI 15

    L’evento è stato, come del resto era prevedibile, molto discusso e condiviso sui social media. E oggi, grazie ai dati elaborati da The Fool, società di analisi e monitoraggio della reputazione e asset digitali, insieme a insieme a Banca Mediolanum, sponsor dell’evento, possiamo conoscere tutte le informazioni relative all’evento “visto” da Twitter.

    Innanzitutto diciamo che l’evento su Twitter mostra 7.946 interazioni, evidenziando un totale di 1.342 utenti unici partecipanti alle conversazioni; le impressions totali sono state oltre 32 milioni. Inutile dire che l’hashtag ufficiale dell’evento #WBFMI è stato ai vertici dei trending topic su Twitter nelle due giornate. Il momento di picco ha fatto registrare 56 tweet al minuto.

    #WBFMI-influencers

    Questa che vedete in alto è la mappa che ci indica quelli che sono stati i “top influencers” dell’evento, gli utenti che più si sono distinti secondo i parametri che The Fool ha definito e che andiamo a vedere.

    Questi sono gli utenti più attivi per numero di tweet:

    1. @wobi_it, 317 twee
    2. @simo2, 231 tweet
    3. @perugini, 229 tweet
    4. @pitizeta, 199 tweet
    5. @enrico_sestyle, 174 tweet
    6. @simonadelpapa, 171 tweet
    7. @pierg, 166 tweet
    8. @webtoemotions, 129 tweet
    9. @rosagiuffre, 117 tweet
    10. @bruniverso, 106 tweet

    Questi invece gli account più citati per numero di mention e notate che dopo l’account ufficiale dell’evento si piazzano Richard Branson, con 637 mentions, e Seth Godin, con 451 mentions. Baricco fa 231 mentions:

    1. @wobi_it – 1.481
    2. @richardbranson – 637
    3. @thisissethsblog – 451
    4. @sirkenrobinson – 377
    5. @sarahelizalewis – 376
    6. @fcousteau – 265
    7. @alebaricco – 231
    8. @mattbrittin – 223
    9. @fightthestroke – 201
    10. @ziauddiny – 176

    Qui invece gli utenti più attivi per numero di impressions:

    1. @donnamoderna – 3.375.732
    2. @lastknight – 1.701.836
    3. @cla_gagliardini – 1.541.378
    4. @enrico_sestyle – 1.421.105
    5. @mafedebaggis – 1.403.936
    6. @ninjamarketing – 1.355.947
    7. @domitilla – 1.225.841
    8. @davide_candeli – 1.025.011
    9. @perugini – 964.525
    10. @cristinasimone – 936.153

    Questi gli hashtag più usati, per numero di utenti unici, durante le due giornate dell’evento:

    1. #wbfmi – 1.159
    2. #storymaker – 345
    3. #storytelling – 161
    4. #milan – 63
    5. #canatwbf – 52

    E questi invece gli hashtag più usati in generale, notateg che dopo l’hashtag principale, con 1.168 risultati si piazza #storymaker:

    1. #wbfmi 7.176
    2. #storymaker 1.628
    3. #storytelling 411
    4. #canatwbf 127
    5. #sethgodin 115

    E per chiudere, vediamo quali sono stati i contenuti più condivisi:

    https://twitter.com/dittrichmathias/status/661830824858357760

    E questo è il racconto dell’evento #WBFMI su Twitter. trovate le informazioni anche nell’infografica in basso.

    A questo punto vi chiediamo quali sono state le vostre impressioni sull’evento, quali i personaghi che vi hanno particolarmente colpito e perchè?

    #WBFMI-15_infografica

     

     

  • Il doodle di Google è per Adolphe Sax

    Il doodle di Google è per Adolphe Sax

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è decisamente musicale. E’ infatti dedicato ai 201 anni dalla nascita del belga Adolphe Sax, l’inventore dello strumento musicale che porta appunto il suo nome, il Sax. Inventato nel 1841, la grande diffusione dello strumento avverrà solo con la nascita del jazz.

    Il doodle di oggi che vediamo su Google è decisamente musicale, è infatti dedicato ai 201 anni dalla nascita di Adolphe Sax, l’inventore del celebre strumento a fiato che prende appunto il suo nome: il Sax. I doodle sono stati realizzati dalla doodler Lydia Nichols e sono cinque, infatti li vedrete in rotazione.

    google-doodle-sax

    google-doodle_sax

    Adolphe Sax nacque il 6 novembre del 1814 nella cittadina belga di Dinant, figlio di un costruttore di strumenti musicali, soprattutto a fiato come  flauti, clarinetti, fagotti e serpenti. E dopo aver imparato a costruire proprio quegli strumenti, Sax comincia ad elaborare un nuovo strumento che univa l’imboccatura ad ancia semplice del clarinetto e il corpo dell’oficleide, uno strumento della famiglia degli ottoni di forma conica e dotato di un sistema di chiavi simile al clarinetto, all’oboe e al flauto traverso. Un ibrido praticamente che produceva un suono simile agli ottoni.

    La prima apparizione del Sax avvenne nel 1841 presso l’Exposition de l’Industrie di Bruxelles sotto la forma di un basso in Fa in ottone. La famiglia del Sax poi si allargò cinque anni più tardi, nel 1846 quando fu brevettata, con sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso.

    Lo strumento a quei tempi non ebbe vita facile così come il suo stesso inventore che andò in bancarotta per tre volte a causa di ditte rivali che gli soffiavano il brevetto. E quando riuscì ad impossessarsi del suo brevetto originale, la concorrenza era già molto avanti.

    Adolphe-Sax

    Ma lo strumento che doveva essere utilizzato in orchestra o in bande non ricevette l’accoglienza che Adolphe si aspettava. A parte poche eccezioni che lo elogiarono. Gioacchino Rossini durante un suo soggiorno nel 1844 a Parigi disse “con il sassofono, è la più bella pasta sonora che io conosca”. Anche Gaspare Spontini ne rimase entusiasta. Il Conservatorio di Bologna adottò gli strumenti di Sax proprio su consiglio di Gioachino Rossini nel 1844.

    E complessa è stata la vita dello strumento, il Sax cominciò a diffondersi in Europa nei primi anni del ventesimo secondo, fu anche messo al bando, fu considerato “opera del diavolo” e Hitler lo farà bandire come “arte degenerata”.

    Ma la vera popolarità del sax avvenne intorno al 1920, negli Stati Uniti, quando cominciò ad affermarsi come strumento principe del jazz e da allora molti puristi dell musica classica cominciarono a non considerarlo più come strumento per le loro musiche.

    Tra i tanti musicisti jazz diventati celebtri per le loro doti con questo strumento va di certo  ricordato Charlie Parker che nel 1940 negli Usa diede vita ad un nuovo filone jazzistico più ballabile che passò alla storia con il nome di “bepop“. Alotr grane musicista fu il mitico John Coltrane, fautore anche lui del bepop, spaziando poi per il jazz modale e per il free jazz. “A love supreme” è ancora oggi un capolavoro.

    Ma vanno ricordati anche Sonny Rollins, Ornette Coleman, Stan Getz, e anche Wayne Shorter. Più recente ma non meno importante è anche Kenny G e i musicisti più recenti come Joshua Redman e Chris Potter. In Italia merita una menzione speciale Stefano Di Battista.

    Apdolphe Sax morì in stato di miseria a Parigi il 7 febbraio del 1894.

  • Facebook, il colosso oggi vale più di 300 mld di dollari

    Facebook, il colosso oggi vale più di 300 mld di dollari

    Dall’ultima trimestrale emerge che Facebook continua a macinare numeri in termini crescita, non solo per quello che riguarda la base utenti, ora di 1,55 miliardi di utenti attivi al mese. Facebook è un colosso da 4,5 miliardi di fatturato e un valore che supera i 300 miliardi di dollari.

    Facebook è ormai il social network più grande e più usato, e questo era un dato ormai assodato. E continua la sua crescita. I dati dell’ultima trimestrale, il Q3 2015, ci danno ancora una volta la dimensione di questa grandezza. Facebook oggi è una enorme macchina che fattura 4,5 miliardi di dollari, con una crescita dell’11% rispetto al precedente trimestre. Lo scorso anno era di 3,2 miliardi. L’advertising sul mobile vale oggi il 78% del totale in crescita del 66% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quest’ultimo dato è strettamente collegato alla crescita della base utenti che consulta ogni giorno il social network da mobile.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno---franzrusso.it-2015

    La base utenti oggi è di 1,55 miliardi di utenti attivi al mese (1,35 miliardi lo scorso anno); gli utenti attivi al giorno sono 1,01 miliardi (864 milioni lo scorso anno).

    Gli utenti da mobile crescono dunque e sono in totale 894 milioni quelli attivi al giorno, con una crescita del 27% in un anno, e 1,39 miliardi quelli attivi al mese, con una crescita del 23% in un anno.

    Numeri che testimoniamo la crescita continua del colosso, per non parlare degli altri servizi che appartengono ormai a Facebook. E parliamo di WhatsApp che oggi conta 900 milioni di utenti, di Instagram che conta oggi 400 milioni di utenti, superando anche Twitter in termini di utenza attiva.

    Ma oggi Facebook raggiunge un altro grande risultato, con il titolo, che grazie ai risultati positivi della trimestrale, guadagna il 6%. Di conseguenza cresce il valore dell’azienda che arriva ad essere superiore ai 300 miliardi di dollari. Più o meno lo stesso valore di Amazon.

    Guardano i dati qui sopra si vede che oggi Facebook appartiene a quel gruppo di aziende sopra i 300 miliardi di dollari di valore, l’azienda di Zuckerberg vale oggi la metà di Apple, l’azienda che vale di più. E si piazza subito dietro Microsoft (435 miliardi di dollari), Alphabet, la holding di Google (517 miliardi) e Apple, appunto (684 miliardi di dollari).

    Per fare un rapporto veloce, Facebook oggi vale ben 15 volte Twitter (20 miliardi di dollari) oppure vale 9 volte Yahoo! (33 miliardi), o anche come 5/6 volte Uber.

    [easy-tweet tweet=”#Facebook vale ben 15 volte #Twitter o 9 volte Yahoo!”  user=”franzrusso”]

    La strategia intrapresa nel 2012 da Facebook di puntare sul mobile trova in questi numeri la sua dimostrazione. Subito sopo la quotazione a Wall Street Facebook ebbe un momento di smarrimento, il valore delle azioni arrivò anche a 17 dollari, oggi è di circa 109 dollari. Una strategia che ha portato alle acquisizioni di Instagram e di WhatsApp, due mosse che si sono dimostrate vincenti.

    Ma la crescita di Facebook non è finita qui, e ormai non riguarda più e soltanto il social network.

Contatti