Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • La difficoltà del Cambiamento, fuori e dentro il Web

    La difficoltà del Cambiamento, fuori e dentro il Web

    Con i propositi dell’Anno Nuovo, il Cambiamento diventa cruciale per molte delle nostre attività, sul Web come nella realtà. Cambiare è una delle azioni più difficili, perché è facilissimo trovare Soluzioni che, in realtà, creano ennesimi Problemi. E’ solo uscendo dal Sistema che potremo ottenere Cambiamenti vincenti.

    Finisce un anno e, come tutti gli anni, è tempo di bilanci.
    E non solo riguardo ai dati sul Web e sui Social Network, ma anche di bilanci nella nostra vita professionale e personale.
    Con la domanda implicita che facciamo a noi stessi: “ho sbagliato qualcosa?”, “cosa potevo fare di più?”.
    Non saremo sempre soddisfatti di noi, ma il bello è che ai bilanci seguono i propositi. Quelli dell’anno nuovo che verrà.
    Lo aspettiamo con ansia, l’anno nuovo.
    Perché è nell’anno nuovo che nella nostra vita avverrà quella svolta decisiva che aspettiamo da sempre e finalmente sarà tutto un successo.
    Eppure dovremmo saperlo, ormai, che il Cambiamento può partire solo da dentro di noi.
    Che non ci sono date, non ci sono ricorrenze, non ci sono successi se non siamo noi a voler dare un vero giro di volta alla nostra vita e diventare protagonisti.

    cambiamento

    Cambiare, tuttavia, è forse una delle azioni più difficili dell’essere umano, sia nei comportamenti in Rete che nella realtà.
    E questo succede perché siamo bravissimi non solo a complicarci la vita, ma soprattutto a cercare Soluzioni là dove non possono esserci che altri Problemi.
    E così accade che la Soluzione diventi il Problema, l’ennesimo problema, perché il comportamento umano è pieno di azzeccatissimi paradossi.

    Sul comportamento paradossale e sulla difficoltà di cambiare prendo in prestito la maggior parte delle citazioni del grande psicologo e filosofo Paul Watzlawick (1921 – 2007) nel suo libro “Change, sulla formazione e la soluzione dei problemi”, che consiglio vivamente di leggere per l’arguzia e la competenza dell’autore.
    Passare da un Problema ad un altro è la cosa più frequente che facciamo senza accorgercene.
    E di storielle ce ne sono all’infinito.
    Pensate ad un uomo che continua a battere le mani, implacabilmente, ogni dieci secondi. Interrogato da un estraneo sul perché di quel fanatico comportamento, risponde: <>
    <<Elefanti? Ma qui non ci sono elefanti.>>
    <<Appunto!>>
    Ecco che il Problema che non esisteva si è creato da solo.

    Un altro caso esemplare è quello dell’uomo che cerca le chiavi di casa perse di notte.
    Le cerca sotto al lampione, in quel ristretto tondo di luce, e non le trova. Un passante gli consiglia di cercarle più in là… <>
    In questo caso, la Soluzione più logica diventa proprio il rafforzamento stesso del Problema.

    In entrambe le storie è, comunque, un’altra persona a suggerire la vera soluzione.
    Dall’esterno, i passanti ci guardano e non capiscono il ripetersi dei nostri errori.
    Sul Web, i lettori scuotono la testa di fronte ai nostri sbagli oppure ci spronano a dare di più.
    E’ in ogni caso da fuori che il Problema può trovare una Soluzione.

    Perché si ha una prospettiva diversa, perché può esserci oggettività, perché la lucidità di chi non è coinvolto – o smette di essere coinvolto – regala la possibilità di vedere i paradossi del nostro comportamento e, magari ridendone, riuscire a cambiarli.
    Il Sistema si cambia solo fuori dal Sistema.
    Questa è una legge comune, valida nelle nostre attività in Rete come nella vita quotidiana.
    Per Cambiare bisogna uscire dal Sistema.
    E’ così semplice che pare banale, ma è così difficile da realizzare che non ce la facciamo quasi mai da soli.

    In certe circostanze, inoltre, i Problemi sorgono semplicemente perché tenta di cambiare una difficoltà esistente nel modo errato.
    Pensate a due marinai su una piccola imbarcazione a vela.
    Entrambi si sporgono all’indietro – ognuno dalla propria parte – per cercare di tenere in equilibrio la barca e renderla stabile. Quanto più uno si sporge fuoribordo, tanto più l’altro è costretto ad allungarsi dall’altra parte per compensare l’instabilità.
    Eppure, ragionevolmente, la barca di per sé sarebbe perfettamente in equilibrio se gli sforzi acrobatici dei due marinai cessassero.
    In questo caso, è necessario che uno dei due personaggi si renda conto che il Problema si è venuto a creare proprio mentre ci si affannava a trovare la Soluzione.
    Comprendendo questo paradosso, si può uscire dal Problema, quindi smetterla semplicemente di tirare ciascuno dalla propria parte.
    I due marinai potranno veleggiare in perfetta stabilità solo ponendo fine agli illogici sforzi.

    Le Soluzioni che diventano Problemi sono generalmente di tre tipi.
    Nel caso degli elefanti, ad esempio, si cerca di cambiare la realtà quando non ce n’è assolutamente bisogno.
    Il Problema non c’è. Non serve una Soluzione e il Cambiamento non è necessario.
    Eppure la si continua a cercare, reiteratamente, al punto tale che alla fine il problema si crea.

    Nella storiella dell’uomo che cerca le chiavi sotto al lampione, invece, il Problema esiste eccome.
    Al contrario del caso precedente, non si cerca, tuttavia, la Soluzione.
    Si rimane chiusi dentro al Sistema e, da dentro il Sistema, non si può attuare alcun tipo di Cambiamento.

    Infine, la storia dei due marinai dimostra come facilmente, rimanendo chiusi nel Sistema come in un circolo senza fine, ricorriamo alla Soluzione sbagliata, ovvero tirare gli opposti sempre di più.
    Il Problema di stabilizzare la barca esiste, ma il Cambiamento è logico e facile appena si ritrova l’obiettività.

    Il Sistema chiuso da cui bisogna uscire per trovare la Soluzione a un Problema viene chiamato, spesso, Comfort Zone.
    E’ quell’area di azione in cui siamo perfettamente a nostro agio, talmente a nostro agio che ci comportiamo inconsciamente senza riflettere, in modo automatico, ripetendo quotidianamente gli stessi gesti.
    Ma se la realtà cambia – e cambia sempre – i nostri gesti devono cambiare.
    Se non lo fanno, nasceranno i problemi veri – di interazione, di comunicazione, di attività sul Web come nella realtà.

    Il paradosso umano sta nella difficoltà a trovare le Soluzioni, quando spesso basterebbe uscire da quella Comfort Zone, provare a fare altri gesti, diversi dal solito, e osservarne le conseguenze.
    Vale la pena di provare.
    Soprattutto con l’arrivo del nuovo anno, perché i buoni propositi abbiano più probabilità di avverarsi e noi possiamo realmente convincerci che si può e si deve Cambiare.

    Auguri cari a tutti, perché il Nuovo Anno sia pieno di felicissimi cambiamenti!

  • Eni vs Report, ecco dati e pareri degli esperti

    Eni vs Report, ecco dati e pareri degli esperti

    Quello che si è visto ieri tra Eni e Report, comunque la si pensi, è un caso che verrà ricordato a lungo. E per questo abbiamo voluto verificare come è stato vissuto sul web e sui Social Media, aggiungendo anche alcuni pareri di esperti come Emanuela Zaccone e Pier Luca Santoro.

    Quello che è andato in scena domenica sera davvero non lo si era mai visto in Italia prima d’ora. Per la prima volta un’azienda, una grande azienda è il caso di dire, come Eni che adotta il web e i Social Media per ribattere ad una trasmissione televisiva, con tanto di tabelle, numeri e dati. Mai un’azienda nel nostro paese aveva adottato questa modalità e, al di là davvero di quello che si può pensare, questo è un caso che verrà ricordato a lungo, un caso di storia dunque.

    eni logo

    Il dato eccezionale è quindi l’aver ribattuto in tempo reale alle questioni che venivano contestate in diretta televisiva, il dibattito si è quindi svolta sulla timeline di Twitter coinvolgendo anche l’account di Report, il direttore di rete Andrea Vianello, la stessa Milena Gabbanelli. Per quanto riguarda Eni molto coinvolto è stato Marco Bardazzi, responsabile Comunicazione dell’azienda. Ne è nato un “botta e risposta” live assolutamente inedito in un contesto come questo.

    Riassumiamo però che la vicenda riguardava una licenza, del valore di 1,1 miliardi di dollari, acquistata in Nigeria 4 anni fa dall’azienda italiana, licenza per utilizzare un territorio posto a sud della Nigeria e denominato “Opl245“.

    Come solitamente facciamo in questi casi, grazie anche all’aiuto di Talkwalker, abbiamo voluto monitorare l’evolversi delle conversazioni considerando una fascia oraria tra le 20 del 13 e l’1 del 14 dicembre. Il totale delle conversazioni su web e Social Media è di 18.600 conversazioni, la maggior parte ovviamente si sono svolte su Twitter, e quindi 18.500.

    eni vs report totali

    Abbiamo monitorato diversi temi, ma i principali secondo la nostra analisi, sono: Eni, 5.745 conversazioni; #eni 1.614; @eni 2.864; #report 5.504; @reportrai3 2.307; Milena Gabanelli 428; Marco Bardazzi 4.

    La reach più alta toccata da #report è di 52 milioni.

    Il picco è alle 22:45, con un totale di 1.270 tweet.

    Segnaliamo che #EnivsReport, oggi in trending topic è nato da questo tweet, il primo della serie che si è sviluppata poi nella giornata di oggi:

    Prima di passare a vedere i contenuti più condivisi, che ci danno anche un po’ l’idea di come si sono evolute le conversazioni, vediamo quali sono stati gli influencers, ossia gli utenti che si sono distinti per capacità di coinvolgimento:

    eni vs report influencers

    Come detto in apertura, volevamo intervenire sulla vicenda offrendo una breve panoramica dei dati, comunque rilevanti, volevamo sentire il parere di esperti di comunicazione digitale e di social media, proprio per cercare di comprendere meglio questo caso. Abbiamo coinvolto due grandi esperti come Emanuela Zaccone, founder di Tok.tv, esperta di Social Media Monitoring su cui ha anche scritto un libro “Social Media Monitoring, dalla strategia alle conversazioni“, e Pier Luca Santoro, esperto di Social Media, un vero Social Media Editor che ha ricoperto ruoli rilevanti, pensiamo a La Stampa per esempio. Fondatore de “Il Giornalaio” per tanti un vero punto di riferimento sul mondo dell’Editoria, oggi è co-fondatore di DatamediaHub.

    A loro abbiamo chiesto cosa ne pensano di questo caso, soprattutto in ottica di Social Tv:

    Emanuela Zaccone:

    Emanuela ZacconeQuello che abbiamo visto domenica sera è un passo importante in termini di Social TV. Quando le parti in causa prendono la parola, quando la narrazione di un programma registrato diventa viva, allora il secondo screen diventa un compagno NECESSARIO alla visione.
    ENI ha messo in campo i risultati di un processo di social media management che è evidentemente ben strutturato e fondato sul monitoring di quanto accade online. La differenza tra chi è pronto e chi no in Italia emerge purtroppo e soprattutto in caso di crisi più che nel buone pratiche. Credo (spero) che le grandi aziende abbiano compreso in questi anni l’importanza di non sottovalutare i Social Media.
    Altrimenti dovranno adattarsi. O perire.

    Pier Luca Santoro:

    Pier Luca SantoroEni domenica mentre andava in onda Report in Tv si è presa il contraddittorio ed è sicuramente un momento storico per quanto riguarda la social tv. E al di là di quello che si può pensare, quella è sicuramente una case history storica che non ha precedenti nel nostro paese. Poi si può fare un altra considerazione di base, e cioè che il Social Media Marketing parte da una organizzazione. E questo in molti ancora non lo hanno capito.

    E adesso, tornando all’analisi delle conversazioni, vediamo i contenuti che hanno ottenuto il più alto livello di coinvolgimento su Twitter:

    https://twitter.com/sdisponibile/status/676179410341482504

    Questo il resoconto di come è andata la serata di domenica, alla fine si sono superati i 30 mila tweet. Siamo d’accordo anche con gli esperti che hanno gentilmente risposto alla nostra domanda, questo è davvero un caso di storia.

    Precisazione doverosa è che Milena Gabanelli non ha un account Twitter attivo, quello che appare osservando i risultati è un profilo fake.

  • Year in Review, ecco come è stato il 2015 su Facebook

    Year in Review, ecco come è stato il 2015 su Facebook

    La fine dell’anno si avvicina e si comincia a tirare qualche somma. Dopo aver visto qualche giorno fa l’anno su Twitter, conosciamo oggi come è stato il 2015 su Facebook, in Italia, con “Year in Review”. E vediamo che l’Expo di Milano è primo tra gli argomenti più discussi e primo tra i luoghi.

    Manca poco ormai alla fine di quest’anno e anche i Social Media cominciano a fare il punto di quello che gli utenti hanno condiviso e discusso. E dopo aver conosciuto cosa abbiamo condiviso in 140 caratteri con #YearOnTwitter, oggi scopriamo di cosa abbiamo discusso e cosa abbiamo condiviso su Facebook con Year in Review, e all’interno del sito dedicato potete vedere tutto ciò di cui si è discusso nel 2015 yearinreview.fb.com/2015.

    E così, come avevamo già notato su Twitter, anche su Facebook Expo 2015 risulta essere l’argomento più discusso e non è certamente una sorpresa. L’evento che è durato ma maggio a fine ottobre, di cui si è molto parlato, anche sui Social Media, ha di fatto monopolizzato le conversazioni. Per non parlare dell’ultimo mese con le ormai celeberrime file al padiglione del Giappone con tante ore di attesa. E infatti non è neanche una sorpresa che l’Expo di Milano sia primo anche tra i Luoghi più condivisi durante l’anno. 

    Facebook 2015 italia

    Sempre per quanto riguarda gli argomenti più discussi, dopo Esposizione Universale, troviamo le Elezioni Regionali 2015; Juventus-Champions League; il Festival di Sanremo; la Crisi economica della Grecia. Poi Mattero Renzi, Papa Francesco, Vasco Rossi, gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre e, infine, la crisi dei rifugiati. E anche in questa classifica il problema dei migranti si trova all’ultimo posto.

    Tra i Luoghi più condivise dell’anno, dopo l’Expo, troviamo il Colosseo, Gardaland, i Musei Vaticani, lo stadio di San Siro, l’Arena di Verona, la Basilica di San Pietro, l’Acquario di Genova, il Duomo di Milano e Piazza di Spagna.

    Questi dati vengono fuori tenendo conto della frequenza con cui gli argomenti e i luoghi sono stati citati nelle varie conversazioni, all’interno di un’analisi di tipo anonimo con cui sono stati aggregati tutti i post. E il risultato è questo.

    Questi sono i tre stickers più usati durante l’anno su Facebook:

    stickers facebook 2015

    A livello globale, e il video fa appunto riferimento a questa tipologia, spiccano le Elezioni Presidenziali negli Usa che stanno sempre più entrando nel vivo; gli attacchi a Parigi del 13 novembre; la crisi siriana; il terribile terremoto in Nepal; la crisi economica in Grecia.

    2015 Year in Review from Facebook on Vimeo.

    Star Wars è il film più citato, e il prossimo 16 dicembre arriverà anche nelle sale italiane; Obama è il politico più discusso a livello globale, seguito da Donald Trump, il miliardario candidato alla Casa Bianca che di recente ha detto anche di voler chiudere Internet. Ed Sheeran è l’artista dell’anno su Facebook e supera anche una star come Taylor Swift. Il Trono di Spade è il programma televisivo dell’anno.

  • L’inizio del Giubileo di Papa Francesco visto dai Social Media

    L’inizio del Giubileo di Papa Francesco visto dai Social Media

    Ieri Papa Francesco ha aperto la Porta Santa in San Pietro che dà inizio all’Anno Santo, il Giubileo straordinario voluto dal Papa dedicato alla Misericordia. Si tratta del primo Giubileo nell’era dei Social Media e per questo motivo abbiamo voluto vedere come è stato vissuto su questi canali nella giornata.

    Papa Francesco con l’apertura della Porta Santa ha dato inizio ieri ufficialmente dal Giubileo straordinario, da lui fortemente voluto, che sarà dedicato alla Misericordia. Un evento straordinario di cui negli ultimi mesi si è discusso molto per i rischi e per le vicende legate strettamente alla città di Roma. La partecipazione dei fedeli è stata forse inferiore a quello che ci si aspettava di fronte ad un evento come questo, l’ultimo Giubileo era stato quello indetto da Papa Giovanni Paolo II 15 anni fa. E il Giubileo di quest’anno cade 50 anni dopo il Concilio Vaticano Secondo. Si tratta poi del primo Giubileo alla presenza di due papi, Papa Francesco e Papa Benedetto XVI.

    giubileo papa francesco

    Ma il Giubileo di Papa Francesco è anche il primo Giubileo dell’era del Web e soprattutto dei Social Media, ed è per questo, come già facemmo in occasione della Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, che abbiamo voluto vedere come è stato vissuto l’evento sui Social Media.

    Abbiamo seguito, grazie alla collaborazione di Talkwalker, diversi hashtag e il più seguito e discusso è stato sicuramente #GiubileodellaMisericordia che ha totalizzato 17.500 conversazioni, seguito poi da #Giubileo, con 12.100 conversazioni, poi #PortaSanta con 10 mila conversazioni. Molto citato è stato ovviamente #PapaFrancesco con 3.632 citazioni, poi Pontifex (@pontifex) con 12.700 citazioni; #PopeFrancis con 3 mila citazioni; @pontifex_it con 2.868 citazioni; @pontifex_es con 4.200 citazioni; #PapaFrancisco con 2.300 citazioni.

    giubileo

    Tutte le conversazioni che abbiamo monitorato hanno generato 71.500 conversazioni. Da segnalare che molto seguito è stato anche #FiatLux con 5.200 conversazioni. La stragrande maggioranza delle comversazionii si è tenuta su Twitter: 71.000.

    La sola reach di #GiubileodellaMisericordia è di 187,1 milioni; #Giubileo fa invece registrare una reach di 232 milioni, l’hashtag è stato usato molto anche in altri paesi.

    I picchi che abbiamo registrato sono stati quelli per #GiubileodellaMisericordia alle ore 11.15 con 1.102; #PortaSanta on 832 tweet; #Giubileo con 594 tweet. Altro picco è stato poi alle 19.45 con #FiatLux: 453 tweet.

    Le conversazioni che abbiamo monitorato hanno generato oltre 105 mila temi e in questo grafico vedete quelli più twittati:

    giubileo temi

    Abbiamo anche notato che il 55,7% degli utenti che hanno conversato sui Social Media sono uomini e il 44,3% donne.

    giubileo genere

    E questa è una panoramica dei paesi che hanno partecipato di più alle conversazioni. A parte l’Italia, si notano i paesi dell’America del Sud, con Brasile e Argentina in testa, e gli Usa.

    Questi gli influencer, in questo gli account più coinvolgenti. E come notate, non poteva mancare Dio (@lddio)!

    giubileo influencer twitter

    E adesso vediamo quali sono stati i contenuti più condivisi durante tutto l’arco della giornata, e cominciamo da Facebook:

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/alessia.marcuzzi/posts/960758637292856:0/” width=”600″/]

    «Abri as portas da justiça, nelas entraremos para dar graças ao Senhor.»Foi com estas palavras que D. António Marto,…

    Posted by Santuário de Fátima on Martedì 8 dicembre 2015

    Per la prima volta due papi hanno attraversato la Porta santa

    Posted by la Repubblica on Martedì 8 dicembre 2015

    «Asciughiamo qualche lacrima e doniamo un po’ di gioia».Giubileo, Papa Francesco apre l'Anno Santo.

    Posted by Corriere della Sera on Martedì 8 dicembre 2015

    โป๊ปเปิดประตูศักดิ์สิทธิ์ในมหาวิหารเซนต์ปีเตอร์สมเด็จพระสันตะปาปาฟรานซิสทรงเปิดบานประตูสำริดศักดิ์สิทธิ์ในมหาวิหารเซ็น...

    Posted by บีบีซีไทย - BBC Thai on Martedì 8 dicembre 2015

    Watch the full replay & take action to protect species >> racingextinction.com #StartWith1Thing

    Posted by The Cove on Martedì 8 dicembre 2015

    Non è solo questione di fuso orario

    Posted by la Repubblica on Martedì 8 dicembre 2015

    Live NOW from the Vatican: Join the Racing Extinction team as they illuminate St. Peter’s Basilica with inspiring images...

    Posted by Cornell Lab of Ornithology on Martedì 8 dicembre 2015

    Questi invece i tweet più condivisi:

    E questi i contenuti più condivisi su Instagram:

    THIS MORNING #vatican #popeFrancis #papaFrancesco #papaFrancisco #papstFranziskus #papeFrançois #папафранциск

    Un video pubblicato da VATICAN.VA (@vatican__) in data:

    Giubileo :')

    Una foto pubblicata da Paola Puggioni (@paolis995) in data:

    Dai contenuti che vi abbiamo mostrato avrete notato che #FiatLux ha avuto molto successo.

    Questo un po' il nostro resoconto della giornata, anche se continueremo in questi mesi a seguire l'evento.


    (l'immagine di copertina è stata reperita dal Web ed è stato difficile risalire all'autore, qualora l'autore,  o chi per lui, lo ritenesse un uso improprio, siamo pronti a rimuoverla)

  • #YearOnTwitter: il 2015 in 140 caratteri in Italia e nel Mondo

    #YearOnTwitter: il 2015 in 140 caratteri in Italia e nel Mondo

    Ed ecco, come ogni anno, che Twitter presenta #YearOnTwitter, in collaborazione con @GettyImages, la rassegna di tutto ciò che è accaduto durante l’anno in 140 caratteri. Per quel che riguarda l’Italia, tra gli eventi, è da segnalare #Expo2015 ma anche #messinasenzacqua. Tra gli spettacoli trionfa #Amici14, #Renzi il politico più citato.

    Si avvicina la fine dell’anno ed è tempo di fare un po’ di bilanci, quello a cui più o meno state cominciando a pensare anche voi. E il punto sull’anno che sta per terminare è un momento molto sentito anche sul web e sui Social Media. Lo fanno i motori di ricerca così come anche i Social Media, mostrando ciò di cui si è discusso e cioò che è stato più condiviso sui canali. Ed oggi è la volta di Twitter che rilascia il suo #YearOnTwitter, in collaborazione con @GettyImages, mostrandoci di cosa abbiamo discusso durante l’anno in 140 caratteri. E quindi diamo uno sguardo ai temi che abbiamo twittato di più in questi ultimi 12 mesi concentrandoci sul nostro paese e offrendo anche qualche dato di cosa è accaduto a livello globale.

    Tutti i top trend del 2015 sono da oggi consultabili sul sito dedicato 2015.twitter.com ma in Italia gli utenti hanno raccontato la loro esperienza legata ad #Expo2015 (@Expo2015Milano), aggiornandoci sui tempi di attesa (ricorderete le file di ore e ore per il padiglione del Giappone e l’ironia che ne è conseguita), e raccontando la bellezza e la vita dei padiglioni. E attraverso Twitter, in migliaia hanno interrogato @AskExpo, il primo servizio di social customer care creato da Twitter per una manifestazione di questa importanza, ottenendo risposte precise e puntuali.

    #YearOnTwitter twitter 2015

    Anche nel 2015 Twitter si è dimostrato il canale che meglio riesce a coniugare condivisione e intrattenimento, specie per quel che riguarda i grandi spettacoli TV. La TV viene vissuta quindi luogo d’elezione per commentare in tempo reale gli show del piccolo schermo, fino a dar vita a conversazioni originali, che a volte sono diventate dei veri e propri tormentoni. Ma Twitter, anche in questo 2015 ha saputo interpretare al meglio un’altra sua grande caratteristica che è quella legata al mondo delle Informazioni, delle news. Basti pensare a #messinasenzacqua, la chiamata a tutti i follower fatta da Fiorello per sensibilizzare il governo ad attivarsi per il grave problema idrico che aveva colpito la città siciliana.

    Twitter è stata, come sempre, la piattaforma ideale sulla quale le persone hanno potuto condividere il loro pensiero, esprimere le proprie emozioni e commentare in tempo reale i più importanti eventi di cronaca. Dalle news globali, come gli attacchi terroristici in Francia (#CharlieHebdo, #PrayForParis), ai diritti civili negli USA con #BlackLivesMatter e #LoveWins, fino alle questioni politiche prettamente italiane come #labuonascuola, #Ddlconcorrenza, il dibattito sui #migranti e #mafiacapitale.

    E parlando di intrattenimento, nel 2015 il gruppo d’ascolto televisivo su Twitter ha fatto da cassa di risonanza a talent show quali #Amici14, #XF9 e The Voice of Italy (#tvoi), a programmi molto popolari come #uominiedonne e #GF14, #chilavisto e #cepostaperte, ma anche alle serie tv come #BraccialettiRossi e #Violetta.

    Per quanto riguarda lo sport, il calcio è tra le prime posizioni sia a livello globale, con il Manchester United (#MUFC) e il Liverpool (#LFC) sia in Italia con #SerieA, #calciomercato e #Juventus.

    Questi di seguito sono gli hashtag più popolari, nel 2015, in Italia divisi per categoria:

    twitter-hashtag-2015-italia

    Invece, parlando dei tweet più condivisi, a livello globale #YearOnTwitter evidenzia i tweet dei membri dei One Direction, il tweet del Presidente Usa, Barack Obama, festeggia la storica decisione della Corte Suprema di legittimare il diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso:

    #YearOnTwitter twitter 2015 RT

    Questi sono i nuovi account, tra le celebrità, che sono stati attivati nel 2015 in Italia e nel mondo. E troviamo Geppi Cucciari (@GeppiC), Cristina D’Avena (@CristinaDAvena) e Marco Bocci (@MarcoBocci); anche la sfera istituzionale rivela qualche sorpresa con Equitalia (@equitalia_it), l’Arma dei Carabinieri (@_Carabinieri_) o la Guardia di Finanza (@GDF). Per il calcio, fra i nuovi arrivati troviamo il portiere della Nazionale italiana, Federico Marchetti (@fmarchetti22). A livello internazionale, troviamo Adrien Brody (@AdrienBrody), Antonio Banderas (@antoniobanderas), Chris Hemsworth (@ChrisHemsworth), Guillermo del Toro (@RealGDT), Guy Ritchie (@RealGuyRitchie), James Earl Jones (@JamesEarlJones), Luc Besson (@LucBesson), Matt LeBlanc (@Matt_Leblanc), Melissa McCarthy (@MelissaMcCarthy), e Diana Ross (@DianaRoss).  Ma è stato l’anno in cui è approdato su Twitter Edward Snowden (@Snowden), colui che ha scoperchiato lo scandalo della NSA; e poi Barack Obama (@POTUS – President Of The United States), e Caitlyn Jenner (@Caitlyn_Jenner). Quest’ultimo ha fatto registrare il nuovo record di 1 milione di followers in 4 ore, battendo proprio @POTUS.

    E Twitter segnala anche gli Emoji più usati sulla piattaforma a 140 caratteri durante tutto il 2015. Come potete notare, il più usato è la faccina che ride fino alle lacrime, quella l’Oxford Dictionaries aveva qualche settimana fa elevato a parola dell’anno:

    #YearOnTwitter twitter 2015 emoji

    Infine, ecco qualche momento vissuto in 140 caratteri, tra i più significativi in Italia e nel Mondo:

    https://twitter.com/jean_jullien/status/665305363500011521

    Questi i più significativi in Italia:

    E allora, questo l’anno che sta per finire visto da Twitter. Ma raccontateci come è stato il vostro anno su Twitter, come lo avete vissuto?

  • E Facebook primeggerà anche con i Live Video streaming

    E Facebook primeggerà anche con i Live Video streaming

    A distanza di pochi mesi dall’introduzione del Live Video streaming per i personaggi famosi, Facebook comincia a fare qualche test negli Usa su iPhone, per poi rendere la funzionalità presto disponibile per tutti gli utenti.  Facebook spinge sempre di più verso i video e lancia la sfida ad app come Meerkat ma soprattutto a Periscope.  E anche in questo Facebook sarà vincente.

    Quattro mesi fa Facebook lanciava il nuovo servizio di video live streaming limitandolo però solo ad un ristretto numero di utenti famosi, per verificare come lo stesso servizio funzionasse e testandolo con utenti che avessero un grosso seguito. E’ di ieri la notizia che, a distanza quindi di pochi mesi, Facebook sta cominciando a testare il servizio con un piccolo gruppo di utenti negli Usa, solo per possessori di iPhone. Si tratta quindi di un esperimento che prepara il lancio della funzionalità di live streaming per tutti gli utenti.

    facebook-live-video-streaming

    Non è un mistero che Facebook è ormai sempre più orientato verso i contenuti video. Basti pensare che gli ultimi dati del Q3 2015 ha rivelato che Facebook ha totalizzato, per quanto riguarda i contenuti video, 8 miliardi di visualizzazioni (erano 3 miliardi a fine 2014) contro i 4 miliardi di visualizzazioni di YouTube, il sito per i contenuti video per antonomasia (ancora per poco a quanto pare). Solo nel mese di giugno Facebook ha annunciato l’algoritmo che in pratica ci mostra nel feed i video piacciono di più agli utenti, considerando il numero dei video visualizzati e il tempo trascorso per vederli.

    Adesso Facebook preme l’acceleratore su live streaming, quindi sulla possibilità che gli utenti possano diventare del broadcaster, introducendo sul feed anche video in live streaming. La fase di test mira quindi ad ottimizzare il servizio cercando di superare le criticità che sono già emerse, ossia il rallentamento dello streaming dei video. Immaginate cosa potrebbe succedere nel momento in cui 1 miliardo di utenti al giorno cominciasse ad introdurre anche i video live. Ecco, con l’esperimento cominciato negli Usa le problematiche da affrontare saranno essenzialmente queste.

    Come funziona Live Video di Facebook

    Quindi, i fortunati che sono stati selezionati per questa fase, vedranno sulla barra inferiore del loro status l’icona del “Live Video“, si potrà aggiungere una breve descrizione e decidere anche il pubblico con cui condividere il vostro live streaming. E durante lo streaming sarà possibile visualizzare il numero degli “amici” connessi e il flusso dei commenti in tempo reale. Una volta terminato il vostro live, il video sarà disponibile sulla timeline come qualsiasi altro video e quindi potrete cancellarlo oppure mantenerlo online in modo che anche gli amici che non hanno partecipato al live lo possano vedere.

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    Facebook lancia la sfida a Periscope, e la vince

    Con Live Video Facebook lancia la sfida principalmente a Periscope. Si è vero, esiste anche Meerkat, ma quest’ultima non è riuscita, nonostante avesse avuto anche il vantaggio di essere uscita per prima, di mostrarsi valida e popolare. Mentre invece Periscope, nonostante le tante difficoltà, ha saputo in qualche modo presentarsi come il vero modo per fare live streaming con un’app. Gli utenti hanno quindi a cominciato a sperimentare le proprie capacità di broadcasting prendendo dimestichezza anche con i cuoricini. Solo che nonostante tutto, e resta davvero la domanda ancora senza risposta, Twitter non ha saputo (o forse non ha voluto) sostenere al meglio l’app, aiutandola a diventare ancora più popolare. Non vi è stato una vera spinta a fare in modo che i live venissero condivisi sulla timeline in maniera più agevole e veloce. Forse questo si verificherà quando Moments sarà attivo a livello globale, ma intanto tutto questo è mancato e Periscope ha spesso il sapore dell’occasione mancata.

    E invece Facebook con i Live Video punterà proprio a rendere più facile e veloce la condivisione dei video in live streaming direttamente sulla timeline, senza passare quindi per un’app. E’ chiaro che da questo punto di vista Facebook mette a segno un punto fondamentale e forse l’errore di Twitter è stato proprio questo. Anche se a ben vedere è tutta una questione di mezzi e risorse.

    Twitter ha saputo cogliere il momento, ma lo ha sfruttato a sufficienza proprio perchè non poteva permettersi una condivisione live streaming sulla piattaforma, non ne aveva i mezzi, ecco spiegato il lancio di Periscope. Solo qualche giorno fa, come certamente ricorderete, Twitter ha disattivato il contatore delle condivisioni proprio perchè (questa la versione ufficiale) i propri server non hanno abbastanza forza per reggere milioni e milioni di condivisioni. Una spiegazione che lascia molto a desiderare, ma che se la guardiamo da questa ottica forse ha una propria logica.

    E allora la conclusione è che anche su questo Facebook vince, e sarà proprio così. Presto anche il live streaming sarà modalità a portata di tutti, i video saranno visibili sulla timeline totalizzando visualizzazioni che contribuiranno a fare crescere sempre di più il numero che farà impallidire anche YouTube. Ancora una volta una mossa vincente.

  • Amazon Underground, le app gratuite disponibili anche in Italia

    Amazon Underground, le app gratuite disponibili anche in Italia

    E’ da oggi attiva anche in Italia, e in altri paesi, Amazon Underground, la nuova app per smartphone Android che sostituisce App-Shop Amazon. Con Amazon Underground saranno disponibili oltre mille app e giochi completamente gratuiti.

    Da un po’ di tempo, e ci riferiamo agli utenti Android, vi stavate certamente chiedendo che fine aveva fatto Amazon App-Shop, l’app che metteva a disposizione diversi contenuti gratis e ogni giorno rilasciava un’app premium da scaricare gratuitamente nell’arco delle successive 24 ore. Ed ecco la risposta.

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    Da oggi è disponibile in Italia e Spagna, e in altri 14 paesi europei, Amazon Underground che raccoglie l’eredità di App-Shop, ma aggiunge un’altra grande novità: oltre mille app e giochi completamente gratuiti, inclusi contenuti illimitati all’interno delle stesse app. Questi alcuni dei titoli, completamente gratuiti, in esclusiva su Amazon Underground: Monument Valley, Final Kick, Ruzzle, Star Wars: Knights of the Old Republic, Goat Simulator, Frozen Lampi di Gemme, Angry Birds Slingshot Stella, Office Suite Professional, 8Bad Piggies.

    Con Amazon Underground, quindi, non si dovrà più pagare per app premium o spendere per acquisti in-app per ottenere nuove vite, completare un livello più rapidamente o sbloccare nuove funzionalità, elementi che tipicamente sono a pagamento in altri app store.

    Ma non è tutto, perchè Amazon Underground offre agli sviluppatori di app un approccio innovativo che permetterà loro di monetizzare, ripagandoli per ogni minuto durante il quale il cliente Underground utilizza il loro gioco o la loro app, invece di remunerarli unicamente a fronte del pagamento degli utenti per il download o per gli acquisti in-app. Gli sviluppatori non devono modificare le app per essere presenti in Amazon Underground; dovranno solamente inviare la propria app attraverso il Portale per gli Sviluppatori dell’App-Shop Amazon (Amazon Appstore Developer Portal).

    Dunque, dopo il debutto negli Usa e in Francia, Germania e Regno Unito, Amazon Underground diventa da oggi disponibile in Italia per tutti gli utenti Android.

    Come avere Amazon Underground? L’applicazione, che include anche la selezione completa di oltre 500.000 applicazioni e giochi dell’App-Shop Amazon, è disponibile per il download esclusivamente su Amazon.it. Gli utenti che sono già in possesso dell’applicazione mobile per lo shopping di Amazon riceveranno una notifica per aggiornare l’applicazione all’ultima versione, che include Amazon Underground. Anche i possessori di tablet Amazon Fire HD e HDX troveranno la stessa selezione di app e giochi gratuiti all’interno della sezione “Underground” dell’App-Shop Amazon sul proprio dispositivo.

    Allora, amici androidiani, non vi resta che scaricarla e poi, se volete, venite a raccontarci cosa ne pensate!

  • Mark Zuckerberg, l’imprenditore atipico che sorprende il Web

    Mark Zuckerberg, l’imprenditore atipico che sorprende il Web

    Mark Zuckerberg annuncia a sorpresa, in occasione della nascita della figlia Max, che donerà il 99% del valore delle azioni Facebook possedute da lui e dalla moglie Priscilla in beneficenza. Il valore è di circa 45 miliardi di dollari. Forse è lui il nuovo Bill Gates con cui ha molte cose in comune, anche quello di essere un imprenditore atipico.

    Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, indicato come uno dei 100 uomini più ricchi del mondo, ha fatto un annuncio che ha sorpreso un po’ tutti. L’occasione è stata la nascita di Max, la sua primogenita, alla quale ha scritto una lunga lettera. Ma quello che sta facendo discutere, e continuerà ancora per molto, è che lui si impegna, insieme alla moglie Priscilla, a donare in beneficenza, nel corso della sua vita, il 99% delle azioni Facebook da lui possedute. Un valore di circa 45 miliardi di dollari (più o meno un sesto del valore totale dell’azienda che valo più di 300 miliardi di dollari).

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    E’ sicuramente uno dei gesti più generosi che si siano mai registrati nella storia anche se non si conoscono ancora molti dettagli, si sa però che la coppia ha aperto una pagina della Chan Zuckerberg Initiative.

    La donazione, che dovrebbero consistere in un importo di 1 miliardo di dollari l’anno, verrà fatta proprio alla Initiative (una Fondazione quindi) della coppia con cui si provvederà a finanziare progetti legati alla filantropia, quindi allo sviluppo dell’umanità e, come scrive nel suo post che presenta la “Lettera a nostra figlia“, mira a promuovere “l’uguaglianza”, curare le malattie, mira a promuovere progetti per l’apprendimento, le energie pulite, a ridurre la povertà.

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    Tutte nobili ambizioni che sono sicuramente mosse anche dal fatto che da oggi Mark diventa padre, e come tutti i padri si pone mille ambizioni per riuscire a dare ai propri figli un mondo migliore. Ambizioni che spesso restano tali sulla carta, nonostante la buona volontà a fare le cose. Solo che lui, ancora una volta, sorprende tutti, anzi è più corretto dire che “spiazza tutti”. Zuckerberg, nel fissarsi dei buoni propositi per l’umanità, decide quindi di destinare il 99% del valore delle sue azioni Facebook, cioè 45 miliardi di dollari. Un gesto che risuona eccome. E forse il fatto di essere diventato padre non è altro che una fase di un suo progetto più vasto.

    Non è la prima volta che Zuckerberg mostra questa sua attenzione allo sviluppo dell’Umanità, in questa direzione va anche Internet.org che si pone l’obiettivo di “connettere il mondo”. Ma stavolta è diverso.

    Zuckerberg, come ha scritto qualche critico americano oggi, mira a diventare il nuovo “Bill Gates”. Del resto hanno molte cose in comune: hanno studiato ad Harward, entrambi sono programmatori e poi imprenditori di successo. Anche il fondatore della Microsoft ha sempre posto molta attenzione ai temi della povertà, dello sviluppo, delle energie pulite, infatti nel 2000, a 45 anni dopo aver lasciato la guida della sua azienda, apre la sua fondazione insieme alla moglie, la “Bill & Melinda Gates Foundation“. Mark Zuckerberg in effetti compie oggi un passo molto simile, anche se resta alla guida di Facebook e ha 31 anni. Sarebbe già pronto a lasciare la sua creatura per seguire i progetti della sua fondazione insieme alla moglie? Al momento la risposta potrebbe essere “forse”, ma se davvero succedesse non sarebbe a quel punto una sorpresa.

    La domanda che ci si pone adesso è, forse, cosa spinge un imprenditore all’apice del suo successo, e così giovane tra l’altro, ad azioni come queste che dovrebbero essere accolte sempre con grande favore. Forse c’è la voglia, arrivati ad un certo punto, con la consapevolezza di un percorso fatto, di essere utili, meglio, di sentirsi utili, condividendo anche ciò che si ha. Sia chiaro, non stiamo parlando di un benefattore: lo stesso Zuckerberg non cederà tutti i suoi averi, ma senza dubbio compie un gesto importante a 31 anni. In Italia ci meravigliamo molto quando si presentano casi come questi, vuoi perchè abbiamo una cultura differente dell’imprenditoria che sì, diventa in alcuni situazioni utile alla causa, ma non vi è stata mai un’azione del singolo imprenditore con un’azione simile.

    La risposta alla domanda di prima va certamente cercata nel contesto culturale ed è un discorso, se vogliamo, anche difficile da sviluppare in un post. Resta il fatto che l’azione di Zuckerberg merita rispetto e un grande plauso, nonostante si voglia pensare che ci sia dietro chissà quale tornaconto.

    Forse ci sarà, ma bravo Zuck per l’esempio!

  • Il Tempo: la risorsa più rara e preziosa sul Web

    Il Tempo: la risorsa più rara e preziosa sul Web

    La vera ricchezza oggi, per chi lavora sul Web e non solo, è avere Tempo. Tempo da dedicare a sé e agli altri, tempo per imparare a giocare anche da adulti, per mantenere viva la nostra autenticità. E autenticità significa rimanere se stessi, genuini e soprattutto coerenti con quello che si dice, si pensa e si fa.

    Chi fra noi lavora sul Web e non ha una vita scandita da un contratto di lavoro preciso, fa i conti quotidianamente con alcune risorse che sono sempre più scarse e, quindi, sempre più preziose.
    Prima di tutto, il Tempo.
    Lavoriamo e comunichiamo in Rete a qualsiasi ora, finendo per mangiare quando si può, addormentandoci quando si riesce e correndo a giorni alterni su treni sempre in ritardo.
    Sono in ritardo i treni – per eccellenza – ma siamo sempre in ritardo anche noi. Le scadenze del nostro lavoro non ci permettono di rilassarci e anche nei fine settimana – se non seguiamo corsi di formazione – siamo costantemente a controllare almeno le mail.
    Il tempo è la risorsa più preziosa oggi.
    E ormai anche l’equilibrio psicofisico lo sta diventando.

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    Perché insieme al tempo, anche lo spazio per noi stessi e per la nostra salute si riduce al niente.
    Le implicazioni sono moltissime.
    In primo luogo, si restringe quel luogo di Gioco che permette di mantenerci sani e rinnovare la nostra creatività.
    Si perde l’opportunità di ribaltare le priorità solite, guardando il nostro mondo da prospettive diverse, magari opposte, per cambiare orizzonte e metterci alla prova.
    Il Gioco, certamente, è un’altra delle fondamentali risorse umane che vengono meno quando manca il Tempo.
    E’ normale: stiamo lavorando e non si può scherzare.
    Eppure saper Prendere il Gioco Seriamente è una delle virtù più difficili dell’essere umano adulto.

    Significa sapere prendesi in giro, quindi sapere di non essere per forza i vincitori, e significa soprattutto aver imparato a gestire la propria posizione sociale in base alle circostanze.
    Farsi avanti, piuttosto che restare zitti, per esempio.
    Quanto ci infastidisce chi non sa ridimensionare la propria posizione quando cambia la realtà?
    Ecco: questo è qualcosa che si impara giocando, giocando seriamente, trovando quel tempo e quello spazio solo per se stessi in cui mettersi alla prova.

    Un altro gioco serio, molto serio, è imparare ad essere leggeri.
    Che è cosa ben diversa dall’essere superficiali: significa saper coltivare la propria influenza positiva, su se stessi e sugli altri.
    Significa – e questo è fondamentale per ciascuno di noi – trovare un modo di comunicare di grandissima efficacia.
    Giochiamo seriamente insieme: saremo più felici e ci sentiremo più compresi.
    Perché la comunicazione si trasforma in empatia, e per questo convince e persuade, perché fa sentire la nostra vicinanza psicologica a chi ascolta.

    Ecco: è il momento in cui tutti si tolgono la maschera. Non solo le maschere false e artefatte, ma anche quelle necessarie alla nostra professione.
    Ci si toglie la divisa, ci si toglie il camice, ci si toglie il badge col proprio nome e cognome più titolo aziendale.
    Ci si ritrova persone, semplicemente, e magari non ci si conosce o non ci si riconosce più.
    Eppure qualcosa di preziosissimo si è riconquistato: l’Autenticità.
    Ritrovare Tempo per noi e per gli altri ci separa dalla routine e ci pone di fronte a noi stessi, così come siamo.
    Nessun Personaggio. Solo Persone. Di più: Persone Autentiche.
    Facile? No, difficilissimo.
    Ci si trova davanti ai propri bisogni – pure a quelli molto scomodi – e soprattutto ai propri umori.
    E tutto questo viene immediatamente comunicato agli altri, senza difese, senza traduzioni. Senza abiti diversi dai nostri.
    Autenticità fa rima con Unicità, e non è un caso.
    Il nostro vero valore emerge proprio ora, quando il Tempo ci lascia la possibilità di parlare con la nostra voce, di pensare più in profondità, di riflettere su tutto quello che viviamo nel quotidiano, ma che nel quotidiano non facciamo in tempo a vedere.

    L’Autenticità un po’ ci spaventa, perché ci avvicina all’Inconscio. Non sappiamo bene cos’è, non sappiamo bene come gestirla.
    L’autenticità siamo noi, senza veli.
    Possiamo permetterci di darle spazio sul Web, dove lavoriamo, dove il terreno è delicato perché è grazie ad esso che portiamo a casa il pane?
    Si arriva perfino a considerare l’autenticità come un possibile danno alla professionalità.
    Ma è una stonatura fortissima: essere autentici vuol dire agire secondo la nostra vera interiorità e non c’è nulla di più attendibile dell’affidarci a quello che siamo realmente.
    Essere autentici significa essere genuini, essere finalmente coerenti con quanto si pensa, si dice e si fa.

    La capacità di Giocare da adulti ci permette di mantenere vivo lo spazio della Creazione e l‘esperienza infantile di dare vita al mondo, di poterlo plasmare.
    E’ concedersi il Tempo di mantenere vivo e creativo, dentro di sé, quel bambino onnipotente che crea il mondo.
    E davvero non c’è nulla di più forte al mondo che possa più renderci vitali e permetterci perfino di fare Innovazione.

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  • Un quarto dei siti sul Web è su WordPress

    Un quarto dei siti sul Web è su WordPress

    W3Techs, società che misura l’utilizzo delle tecnologie sul Web, ha rilevato nei giorni scorsi che WordPress è presente sul 25% dei siti in Rete. E osservando i CMS, WordPress arriva ad essere il sistema più utilizzato con il 58,7%.

    Parlare di WordPress significa parlare del CMS (Content Management System) più usato, e questo è un dato ormai assodato da tempo. Per la sua facilità d’uso WordPress sin dalla sua nascita, che risale al 2003, ha subito ottenuto grande riscontro di pubblico, crescendo anche come piattaforma d’elezione per tanti blogger che hanno cominciato ad usarlo come piattaforma pubblisher. InTime nasce nel 2008 proprio su piattaforma WordPress e da allora ha sempre e solo utilizzato questa piattaforma.

    WordPress-logo

    Ebbene, oggi vogliamo dirvi, riportando questi dati elaborati da W3Techs, società che misura l’utilizzo delle tecnologie sul Web, che WordPress è presente sul 25% dei siti presenti sul Web. Praticamente 1 sito su 4 usa WordPress. Di conseguenza, non si parla solo di siti di blogging, ma di un quarto dei siti presenti oggi in Rete. E se guardiamo nello specifico la categoria dei CMS, WordPress è presente sul 58,7% dei siti. Va specificato, come ci ricorda anche W3Techs, che questi sono dati che oscillano mese per mese, ma sono tali ormai da ritenerli come consolidati. Ed esiste ancora un 57% di siti online che non usa nessuno dei sistemi presi inconsiderazione dalla ricerca.

    Guardando i dati, si nota che WordPress ha raddoppiato la sua quota negli ultimi 5 anni, nel 2011 era presente sul 13,1% dei siti. Molto più distanziate sono le altre piattaforma: Joomla è al 2,8% (6,5% dei CMS); Drupal al 2,1% (5% dei CMS); Magento e Blogger al 1,2%; e via via le altre piattaforme. La versione 4 di WordPress è quella più usata, 84%, la 3 è ancora al 15%.

    WordPress-cms-novembre-2015

    Matt Mullenweg, uno degli sviluppatori di WordPress, ha commentato questi dati affermando che “la grande sfida è ora quella di raggiungere il 57% dei siti che ancora non usa WordPress”.

    Questi dati spiegano anche il motivo per cui la piattaforma viene presa di mira da attacchi da vari attacchi e il consiglio, sempre valido, è quello di aggiornare sempre all’ultima versione. Fatelo se possedete ancora una versione non aggiornata.

    W3Techs nell’elaborare questi dati esamina i siti web e non le singole pagine, di conseguenza se una tecnologia è in uso su ogni pagine del sito, allora questa viene assunta come in uso su tutto il sito. Ma è evidente che la stessa società non potrebbe scandagliare l’intero web, allora elabora i suoi dati prendendo in considerazione i primi 10 milioni di siti dal ranking di Alexa, usando come periodo gli ultimi tre mesi. Questo anche per evitare di includere nell’analisi anche siti spammer. W3Techs non considera i sottodomini (tutti i sottodomini di wordpress.com sono considerati come un unico sito) e non considera i redirect. In sostanza, W3Techs considera il “sito web” in maniera differente da Alexa, ma la stessa società afferma che dal punto di vista statistico questo non alcun impatto sui dati rilevati. Quindi WordPress è presente su un quarto dei siti presenti oggi online.

    E voi che ne pensate? Anche voi usate WordPress per il vostro sito o per il vostro blog? Raccontateci la vostra esperienza.

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