Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Facebook Messenger raggiunge, a dicembre 2015, l’importante traguardo degli 800 milioni di utenti. Da quando Messenger è diventata applicazione separata dal social network è stata potenziata notevolmente, con l’obiettivo di trasformare le conversazioni come strumento per attivare nuove funzionalità.

    A distanza di pochi mesi dal traguardo di WhatsApp, quando ha raggiunto i 900 milioni di utenti, l’applicazione di instant messaging di proprietà di Facebook, ecco che da Menlo Park arriva un altro importante annuncio. Facebook Messenger ha raggiunto, a dicembre 2015, il traguardo degli 800 milioni di utenti. Un traguardo impensabile solo meno di due anni fa, quando Facebook decise che l’applicazione per chattare all’interno del social network dovesse diventare invece un’applicazione a parte, distaccata dalla piattaforma. Un’operazione iniziata prima da mobile e poi completata lo scorso anno quando Messenger è diventata a tutti gli effetti un’applicazione standalone. E il perchè di tutto questo era stato strategicamente previsto. Infatti la visione era che Messenger dovesse diventare un’applicazione in cui le stesse conversazioni sarebbero diventate occasione per attivare nuove funzionalità. Operazione quindi decisamente azzeccata. Altra operazione ben riuscita è quella di non aver “confuso” gli utenti con le due applicazioni di messaggistica, quindi WhatsApp e Messenger. Infatti WhatsApp continua a mantenere la sua vocazione originale, mentre Messenger è l’applicazione su cui si è puntato per espanderla.

    facebook messenger 2016

    (Clicca l’immagine per ingrandirla)

    E questo si spiega proprio nel post ufficiale che annuncia il traguardo degli 800 milioni di utenti di Facebook Messenger, dove sono stati illustrati i “Trends” di Messenger per il prossimo anno, uno di questi dimostra infatti quanto sostenevamo prima: “Threads are the new apps“.

    Facebook Messenger da quando è diventata applicazione a parte è stata potenziata molto. Basti pensare all’introduzione delle video telefonate, alla possibilità di inviare dei pagamenti, oppure, da ultima, la possibilità (ancora in fase di test negli Usa) di prenotare un’auto Uber direttamente dall’app, senza più uscire dalla stessa app per avere una corsa.

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    E forse proprio la partnership con Uber spiega più di altre quale sia il disegno di Facebook iniziato per Messenger a partire dal 2014, e cioè fare in modo che dalla stessa app sia possibile avere tutta una serie di funzionalità e servizi a portata di mano (o di pollice). Ed è un obiettivo che rientra nel grande disegno di Facebook, ossia quello di espandere l’esperienza del social network su più fronti (vedi da poco i test avviati per i Live Video).

    Per non parlare poi di “M“, l’assistente virtuale dotato di intelligenza artificiale, con cui i test proseguono e con il quale in futuro potremo “prenotare un posto al ristorante oppure inviare fiori”.

    Ma il 2016 per Messenger sarà l’occasione per dire addio al numero di telefono e farci dimenticare l’uso degli SMS, per la verità già in forte calo proprio per il crescente utilizzo di applicazioni di messaggistica istantanea. E poi per fare una telefonata davvero con Facebook Messenger (ma anche con altre) non serve più il “vecchio numero di telefono”. Eppure quello che non sembrava fattibile qualche anno fa, oggi è realtà. Se poi consideriamo quanto noi italiani amiamo il mobile e gli smartphone, allora saremo (e siamo) in grado di apprezzare al meglio questa innovazione.

  • Twitter sarebbe pronta ad eliminare il limite dei 140 caratteri

    Twitter sarebbe pronta ad eliminare il limite dei 140 caratteri

    Da quanto riporta Re/Code, Twitter starebbe testando la possibilità di eliminare il limite dei 140 caratteri per i tweet e fissarlo a 10 mila, lo stesso limite che vale oggi per i DM. Secondo le notizie raccolte la funzionalità potrebbe essere rilasciata entro il primo trimestre di quest’anno. Ma sarebbe davvero la soluzioni ai problemi che attanagliano Twitter?

    La notizia sta facendo il giro del web in queste ore e si tratta di rumors ovviamente. Ma quello che riporta oggi Re/Code potrebbe essere una notizia non da poco. E’ vero che se ne parla da tempo, ma questa potrebbe essere la conferma che davvero ci si sta lavorando.

    twitter limite 140 caratteri

    Ebbene, secondo le fonti raccolte da Re/Code, Twitter starebbe lavorando per eliminare il limite dei 140 caratteri che caratterizza l’utilizzo della piattaforma. E si starebbe lavorando su una modalità che fissa la lunghezza del contenuto a 10 mila caratteri, ossia il limite che è già in atto per i DM. Ricordiamo che il limite dei 140 caratteri vigeva anche per i messaggi privati, eliminato poi lo scorso agosto, un’operazione che ha permesso la possibilità di utilizzare i DM come servizio di messaggistica, ma che ha fatto subito pensare che qualcosa si stesse muovendo anche per i tweet.

    E, sempre secondo le fonti raccolte da Re/Code, la nuova funzionalità potrebbe essere rilasciata addirittura entro il primo trimestre di quest’anno. Ma Non ci sono ancora conferme ufficiali.

    La funzionalità a cui si starebbe lavorando avrebbe l’obiettivo di non stravolgere il design attuale e il rischio di stravolgere la timeline degli utenti in effetti è molto alto. Ma si starebbe pensando ad una soluzione “estensibile”, cioè una volta cliccato il tweet viene fuori tutto il resto del contenuto. Infatti provare a realizzare una soluzione che permetterebbe la visualizzazione di tweet più lunghi potrebbe poi portare ad un coinvolgimento minore da parte degli utenti. E allora perchè cambiare?

    In effetti il punto è proprio questo, Jack Dorsey, nominato CEO permanente lo scorso ottobre, prendendo il posto del dimissionario Dick Costolo, ha la necessità di cambiare, quasi un obbligo, per dare una risposta prima di tutto agli investitori che chiedono a gran voce un cambio di passo, vista la crescita piatta della base utenti. Il CEO a “tempo parziale” (dedica infatti la mattina a Twitter e i pomeriggio a Square, l’altra sua società di cui è fondatore e CEO) deve dare un segnale.

    Ma siamo sicuri che sia davvero questa la strada per il cambiamento, ossia la strada per dare una scossa? In realtà questa sarebbe una forzatura, eliminare la funzionalità che più di ogni altra caratterizza la piattaforma significa snaturarla, non cambiarla o valorizzarla. E poi gli utenti più affezionati non capirebbero, non la comprenderebbero e di conseguenza potrebbe rivelarsi un fallimento. Perchè invece non puntare su un progetto già troppe volte annunciato, in vigore negli Usa cero ma non in altri paesi, come Moments che permetterebbe già una migliore comprensione della piattaforma ai meno avvezzi coi 140 caratteri? Moments permetterebbe agli utenti di seguire con più ordine le varie storie di conseguenza verrebbe ridotto il “rumore” della timeline che tante volte non permette di seguire le varie notizie con ordine. Questa è già una soluzione in essere, ma evidentemente potrebbe non bastare.

    UPDATE

    E vista la grande risonanza che ha avuto la notizia, è arrivata anche la risposta del CEO di Twitter, Jack Dorsey, che in un tweet ha pubblicato una nota per spiegare che Twitter in quanto “veloce, pubblico, di natura live conversational” manterrà sempre così la sua natura. Per questo motivo “la maggior parte dei tweet sarà sempre breve…”.

    E aggiunge anche che non ci sarà il timore di aggiungere nuove “utility” per potenziare la piattaforma.

    A dire il vero, non sembra proprio una smentita, anzi. E non chiarisce bene proprio la questione. Sembra proprio presagire il fatto che la novità è ormai dietro l’angolo.

    Allora siamo pronti a dire addio ai 140 caratteri?

  • Windows 10 è su 200 milioni di dispositivi ed aumenta la sua quota

    Windows 10 è su 200 milioni di dispositivi ed aumenta la sua quota

    Microsoft ha annunciato che ad oggi Windows 10 è attivo su più di 200 milioni di dispositivi. Il nuovo sistema operativo del colosso di Redmond è quello che fa registrare il più veloce taso di adozione. E cresce la quota di mercato di Windows 10, a dicembre 2015 era: per Net Applications è al 9,96%, mentre StatCounter lo posiziona all’11,82%.

    Microsoft ha annunciato che ad oggi Windows 10, il sistema operativo lanciato lo scorso 29 luglio, è ad oggi attivo su 200 milioni di dispositivi. Il dato è da aggiornare visto che poco prima di questo annuncio di trattava di 164 milioni di dispositivi, ma non venivano conteggiati anche la console Xbox One, Windows phone e alcuni dispositivi IoT. E’ la seconda volta che Microsoft rilascia dati ufficiali rispetto al nuovo sistema operativo, la prima volta era stata quando aveva annunciato che a distanza di un mese dal lancio, a  fine agosto 2014, il sistema operativo era già attivo su 75 milioni di pc. Sono numeri che evidenziano il successo del nuovo nato dal colosso di Redmond e se volessimo provare ad indicare un motivo che possa giustificarli allora il primo da segnalare è sicuramente quello dell’aggiornamento che ha agevolato il passaggio al nuovo sistema operativo. Prima di Windows 10 (anche se qualcosa era cominciata a migliorare con Windows 8) il passaggio ad un nuovo sistema operativo di casa Micorsoft era sempre un passaggio che metteva molta ansia, un’operazione macchinosa che spesso finiva per risolversi in diverse ore. Con Windows 10 tutto cambia e tutto è molto più veloce.

    windows 10

    Windows 10 è poi il sistema operativo, nella storia di Microsoft, che fa registrare il più veloce tasso di adozione, infatti è superiore a Windows 7 (il sistema operativo ancora più usato) del 140% e superiore a Windows 8 del 400%. Negli Usa Win10 ha fatto registrare numeri in forte crescita: +16% dal Black Friday. E Windows 10 cresce anche tra le aziende con 22 milioni di dispositivi attivi.

    Quindi, Windows 10, tenendo da parte il primo mese che di solito fa registrare grande entusiasmo ed quindi da considerare una anomali, è cresciuto negli ultimi 4 mesi ad un tasso di 40 milioni di dispositivi attivi, doppiando anche Windows 7 (cresciuto al ritmo di 20 milioni di dispositivi al mese) che è ad oggi il sistema operativo di Microsoft più venduto.

    Microsoft fa sapere anche che ad oggi sono 44,5 miliardi di minuti trascorsi su Microsoft Edge, il browser nato con Windows 10 a quanto pare molto apprezzato. E sono più di 2,5 miliardi le domande fatte a Cortana; 82 miliardi sono le foto visualizzate con l’app “Foto”.

    Rispetto alla quota di mercato acquisita in questi ultimi mesi da Windows 10 ci sono due dati da confrontare. Uno è quello diffuso oggi da Net Applications che riporta un dato di 9,96% come quota di mercato di Windows 10; mentre l’altro è quello che abbiamo prelevato da StatCounter ed è un po’ più alto. Infatti la quota di mercato sarebbe dell’11,82% a livello globale. La spiegazione della differenza di quasi due punto percentuali sta nel fatto, secondo quando informa StatCounter, che il loro sistema rileva i dati dalla scansione di 16,3 milioni di pagine a livello globale (quasi 242 milioni di pagine in Italia) da più di 3 milioni siti web, mentre Net Applications rileva i suoi dati da 40 mila siti.

    Sempre a livello globale al primo posto si trova Windows 7 (NetA: 55,68%; StC: 47,4%)

    In Italia Windows 10 avrebbe una quota di mercato, secondo i dati di StatCounter, del 16% ed è il secondo sistema operativo più usato, superando anche Windows 8.1. Windows Xp è ancora al 6,74%.

  • E-commerce: i 10 borghi italiani da cui si fanno acquisti online

    E-commerce: i 10 borghi italiani da cui si fanno acquisti online

    Amazon.it ha stilato una classifica dei 10 borghi italiani da cui si fanno acquisti online. Sono i comuni più piccoli da cui si compra online e si trovano Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige e Abruzzo. Si tratta di piccoli centri con poche centinaia di abitanti per cui spesso l’e-commerce è una valida alternativa per fare acquisti.

    Curiosa e interessante allo stesso tempo questa classifica stilata da Amazon.it che elenca i borghi italiani da cui si acquista online. Si tratta quindi di piccoli comuni che spesso hanno solo centinaia di abitanti per cui l’e-commerce diventa una valida alternativa per fare acquisti, vista anche la distanza chilometrica (alle volte) dai negozi. E’ un esempio questo che rappresenta al meglio l’idea dell’e-commerce senza limiti.

    Sono piccoli comuni situati in Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige e Abruzzo, ma anche in Lombardia, Liguria, Molise, Sardegna, Lazio e Umbria. Proprio in queste regioni si trovano i borghi più isolati, con meno di 200 abitanti che acquistano maggiormente su Amazon.it.

    bard borghi italiani acquisti online amazon

    Questi i borghi che salgono sul podio e sono:

    1. Marmora, borgo della provincia di Cuneo con 65 abitanti, e si piazza al primo posto;
    2. Cissone (CN), con 83 abitanti;
    3. Bard, che con i suoi 122 abitanti è anche il comune più piccolo della Valle d’Aosta.

    Nei primi dieci troviamo anche:

    • Roaschia (Cuneo, 116 abitanti), dalle origini antiche come testimoniano documenti ritrovati e risalenti al XII secolo;
    • Grauno (Trento, 141 abitanti), l’ultimo paese della sponda destra della Valle di Cembra;
    • Pietraporzio (Cuneo, 81 abitanti), situato in Val Stura, a una quindicina di chilometri dal colle della Maddalena;
    • Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila, 117 abitanti), tra i borghi più belli dello Stivale e parte del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;
    • Bergolo (Cuneo, 68 abitanti) che sorge in una zona montuosa delle Langhe Orientali, a destra della Bormida di Millesimo;
    • Massimeno (Trento, 125 abitanti) in Val Rendena, sede di un castelliere preistorico fortificato in epoca medievale;
    • Pietraferrazzana (Chieti, 131 abitanti), le cui prime attestazioni fanno parte del Catalogus baronum (1150-1168).

    Il comune più piccolo che acquista su Amazon.it è Pedesina, in provincia di Sondrio, che con i suoi 36 abitanti è anche il comune italiano con minor popolazione.

    Ma cosa si compre da questi comuni? Amazon.it ha indicato i prodotti maggiormente acquistati online da queste località. Q quindi a Marmora, comune che raggruppa 16 piccoli borghi, la medaglia d’oro va al bicchiere di plastica resistente e utilizzabile sia per succhi sia per bibite o cocktail; al secondo posto, la coppia di cuscini in Memory Foam con fodera in aloe vera, mentre si attesta alla terza posizione il piumino matrimoniale a 2 piazze.

    La rete antigrandine per orti e giardini è in prima posizione tra gli acquisti degli abitanti di Cissone, situato all’estremità occidentale della dorsale collinare che s’innalza sino a Serravalle Langhe, insieme al cavo dati Apple per iPhone 5, iPad Mini, iPod Nano 7 e al cestello sottopensile per uso domestico.

    A Bard, borgo noto soprattutto per il suo Forte, il prodotto più acquistato è l’accordatore metronomo generatore per strumenti a fiato, seguito dalla chiavetta USB 16 GB di Kingston Data Traveler e dagli altoparlanti multimediali HP.

    [nell’immagine di copertina: Bard, Valle d’Aosta]

  • L’Italia è il primo paese in Europa dove regna il Mobile Internet

    L’Italia è il primo paese in Europa dove regna il Mobile Internet

    Da sempre, e quindi da quando esiste, il Mobile ha fatto registrare un grande fascino nel nostro paese. E ora una ricerca di Ofcom rileva che nel nostro paese regna il Mobile Internet ed il primo paese in Europa superando Regno Unito, Germania, Spagna e Francia. Ormai accediamo al web più dai dispositivi mobili che dal tradizionale desktop.

    Già diverse volte qui sul nostro blog abbiamo sottolineato questo legame strettissimo che esiste tra il Mobile e il nostro paese. Da sempre, da quando esiste dunque, il Mobile ha fatto registrare un grande fascino in Italia e lo dimostra il fatto che spesso il nostro paese viene indicato come uno di quelli con la più alta concentrazione di dispositivi mobili, una delle più alte al mondo tra l’altro. Ma adesso, grazie alla recente ricerca di Ofcom, condotta in 9 paesi nel mondo, ossia Australia, Giappone, Svezia e Stati Uniti e poi Francia, Germania, Italia, Spagna e  Regno Unito (questi ultimi indicati statisticamente come EU-5), vediamo che il nostro paese è quello dove regna il Mobile Internet ed è il primo paese in Europa.

    mobile italia internet

    Un dato che forse non coglie di sorpresa gli addetti ai lavori e quelli più informati su certi temi, ma che nel contesto assume una certa rilevanza. In pratica gli italiani non potendo accedere alla rete attraverso la via tradizionale, allora utilizza la rete attraverso il proprio dispositivo mobile che spesso è più veloce, e anche più affidabile, di quella tradizionale. Questa può essere una spiegazione ai dati rilevati dalla ricerca. Sappiamo bene quali siano le difficoltà lungo lo stivale dal punto di vista della connessione alla rete, ma gli italiani le superano grazie la Mobile.

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    Il dato più rilevante della ricerca di Ofcom (ripresa da eMarketer) è quello che ci dice che in Italia il 51% degli utenti accede al web via device mobile almeno una volta a settimana, il dato più alto rilevato in Europa (a 5). Segue la Spagna con il 49% che fa registrare il dato più vicino al nostro, e poi Regno Unito 30% (il più basso), Germania 32%, Francia 33%.

    [easy-tweet tweet=”In #Italia il 51% degli utenti Internet accede al #web da #mobile; il 30% in #Uk” user=”franzrusso”]

    E i dispositivi mobili saranno sempre più presenti nel nostro paese e saranno sempre di più la porta per accedere a Internet, così come prevede anche Cisco che rivela che questo lo sarà per l’83,2% degli utenti italiani nel 2016, fino ad arrivare al 92% nel 2018.

    Nel 2019, quindi entro tre anni, i dispositivi mobili nel nostro paese saranno 55 milioni con una penetrazione del 90%. Gli smartphone saranno 63 milioni, quasi il triplo di quelli del 2014 (27 milioni). I tablet saranno un po’ di meno, 7 milioni (nel 2014 erano 2 milioni). La connessione 4G arriverà ad essere il 37%.

    Altri dati rilevanti, sempre da Cisco, è che il traffico dati da mobile crescerà notevolmente passando da 854 BM del 2014 a 5.952 MB nel 2019. La percentuale di traffico da smartphone crescerà fino al 68% mentre sarà in calo la quota di traffico dati da laptop, si passerà infatti dal 31% del 2014 al 5% del 2019.

    In Italia il legame con il Mobile è dunque destinato a crescere e sarà sempre più presente in altri ambiti come la social tv, l’internet delle cose, con la possibilità di gestire gli oggetti proprio da mobile, fenomeni che saranno rilevanti nel 2016.

  • A Natale non fate auguri copia-incolla. Credetemi

    A Natale non fate auguri copia-incolla. Credetemi

    Se avete sentito anche voi la voglia di andare sulla luna ecco un breve racconto che prende spunto dalla recente immagine diffusa dalla NASA in cui si vede la Terra sorgere dal suolo lunare. Un’immagine suggestiva ed emozionante che da vita ad una riflessione per augurarvi Buon Natale.

    L’avete vista questa foto scattata dalla luna dove si vede la terra far capolino mentre sorge?

    L’avete vista?

    E’ uno spettacolo incredibile. Fa venir voglia di andarci là sulla luna per vedere in diretta lo spettacolo, con i nostri occhi.

    Quando ho visto questa immagine sono rimasto a guardarla a lungo.

    Poi ho scritto un brano e mi sono accorto che questo brano è il mio modo per fare gli auguri di Natale.

    Eccolo.

    “Vorrei tanto dirvi una cosa e vado dritto al punto.
    Dovremmo venire quassù tutti per un po’ a guardare da lontano quello che stiamo combinando.
    Dico davvero. Credetemi.
    Dovremmo stare qui fermi per un po’ ad osservare.
    Nessuna interazione diretta con la terra, possibilità di intervento per modificare gli eventi a cui assistiamo, niente. Dovremmo stare quassù solo per osservare.
    Nessuna interferenza col naturale corso delle cose.
    Quassù per un po’ senza la possibilità di avvertire nessuno delle cose che vediamo,  senza poter accompagnare le scelte di qualcuno o evitare gli sbagli, gli sgambetti e senza poter togliere, purtroppo, i bastoni dalle ruote alle persone che amiamo, per vederle volare verso il successo in un batter d’occhio.
    Dovremmo venire tutti quassù per un po’ per osservare da lontano, come sto facendo io che ho scattato questa foto firmata NASA.

    Tra poco tornerò giù, ma non prima di natale purtroppo.

    Da qui mi è concesso solo osservare, fotografare e appuntare su un taccuino ciò che vedo. Quello che prevede la missione è questo. Non sono un genietto, non sono un astronauta, sono stato scelto proprio perché sono un uomo comune.

    Annoto quello che vedo dentro questo potentissimo cannocchiale che ho a disposizione, niente di più.

    Guardo la terra e sulla terra guardo le persone e nelle persone riesco ad intuire ed alle volte anche vedere i pensieri, i dubbi, riesco a vedere gli amori, le passioni e le perdite, le vittorie, le depressioni e la determinazione che alcuni hanno, vedo i traumi, alcune malattie non ancora conclamate e resto immobile davanti a certi sbagli e altri sbagli ancora (alcuni così necessari) e posso vedere chiaramente i talenti e le ansie e i grattacapi e le carezze, i privilegi,  le amicizie, i gesti d’affetto e d’amore, di quell’amore che riconosci subito, palese, evidente, che splende, che commuove e che mi commuove soprattuto ora che son così lontano e non posso toccare, abbracciare telefonare, scrivere a nessuno.

    Vorrei poter fare qualcosa per tutti voi che siete lì e credetemi, vorreste fare la stessa cosa anche voi se foste qui al mio posto vedendo quello che vedo io. Ricordarvi che è importante lì sulla terra essere d’aiuto ed esserlo generosamente, senza pensare sempre a ritorni o interessi, non è una cosa banale. Ricordarvi quanto è importante partecipare a quella linea di energia di cui potremmo essere segmenti ritrovandoci un giorno migliori di ciò che siamo, non è banale vi dico.

    Io che ho scattato questa foto da quassù e mi ritrovo qui da solo, in missione, ho chiesto di farvi avere anche questo file, perché davvero vorrei dirvi che l’unica possibilità sulla terra che abbiamo per poter veder l’arcobaleno fuori e dentro di noi, mi sembra sia di trovare l’impegno e spendere noi stessi per diventare uomini migliori.

    E non è per niente banale, credetemi, diventare uomini migliori, non solo arguti, colti, danarosi, puliti o santi, ma migliori nella massima espressione di umanità e brillantezza di talento, qualunque esso possa essere, che ognuno di noi può raggiungere e non è cosa banale.

    E vorrei anche dirvi che niente altro potrà renderci felici un giorno come scoprire d’esser diventati esseri armonici. Ricordate una bella armonia musicale che avete sentito suonare e capirete cosa intendo.

    Io ho come obbiettivo quello di sentirmi un giorno esattamente così come suonano le prime battute della Suite N.1 per violoncello in Sol maggiore di Bach.

    Voi come vorreste un giorno percepirvi? Ve lo siete chiesti?

    Credetemi.

    Vi dico queste cose perché ho visto da quassù.

    Ho visto qualcuno che ha cercato e trovato dentro di sè l’impegno, la forza e vive oggi in armonia con l’universo e gli esseri umani.

    Incredibile. Un incanto.

    Impossibile pensavo.

    Disumano mi dicevo. Mi sbagliavo.

    La prima volta che l’ho visto e che ho capito, ho faticato a crederlo possibile!

    Questi uomini armonici generano un moto stupefacente di energia, un flusso travolgente, illimitato nel tempo e nello spazio, talmente forte da far vacillare chiunque. Generano un flusso capace di provocare quell’arcobaleno che colora le strade e i ponti e le stanze e gli animi e gli occhi.

    Le necessità, i possedimenti, le ragioni, le ragionevoli paure, le scommesse, i sotterfugi, i planning, i meeting i breefing, gli appuntamenti mancati, gli spam, i ping, i router, i banner, le chat, le slot, le mamme e le nonne, i padri e i figli che corrono, la stima dei danni che aumenta, le gioie infinite che esplodono, gli abbracci in stazione, i decolli e i regali e il natale e gli auguri e i biglietti e i messaggi e i pensieri e gli sforzi fatti per trovare i pensieri e metterli in parole.

    Da qui si vede tutto.

    Si vede anche tutta questa tecnologia che velocizza tanto, tutto, troppo.

    Ho visto parole negli auguri sbiadirsi e perdere senso, a forza di essere copiate e incollate nei messaggi spediti ai contatti, molti, da raggiungere tutti, perché molto importanti, una rubrica intera da contattare, perché è natale e ci si tiene.

    Non lo fate.

    Si, non lo fate: non copiate e incollate messaggi per gli auguri di Natale, ve ne prego.

    Bastano poche parole vi dico: “Nella vita, mancavi” , “Insieme siamo più belli”, “Amico fai bella la mia vita” … poche parole.

    Non fate gli auguri copia-incolla.
    Vi prego…
    Ci tengo a dirlo.
    Se decidete di scriverli a me, io non so mai cosa rispondere. Non vorrei alla fine rispondervi anche io con una frase copiata e incollata… non me lo perdonerei.
    Quindi ve ne prego.
    Non fate gli auguri copia-incolla.
    Meglio un pensiero, intenso, bello che arriverà lo stesso credetemi.

    Ci sarà meno superficialità e più sorpresa, più affetto. Ci sarà più empatia.

    Mi piacerebbe ci fosse alla fine più amore e chissà magari basterebbe questo.

    Basterebbe poco chissà.

    Quanto sarebbe bello potervi vedere da questo cannocchiale rallentare il ritmo dei passi e fermarvi per leggere a fondo quell’augurio, ricevuto lì per lì, sul telefono, proprio in mezzo alla strada, inaspettato, tra la gente.

    Sarebbe bellissimo vedervi emozionati ed immobili, davvero, anche solo per un attimo.

    E sarebbe ancora più bello sentirvi ringraziare per l’amore ricevuto, per quello che anche voi potrete dare e che nel nuovo anno vi promettete di non tenere più per voi.

    Tra non molto da qui scenderò, riaccenderò il cellulare, riceverò i vostri messaggi e vi prometto che risponderò a tutti, uno ad uno. Come farebbe Gianni Morandi.

    Per ora eccomi pronto a scattare altre foto che vi manderò e che come al solito vedrete firmate NASA. Le farò con lo zoom questa volta, per aiutavi a vedere meglio.

    La verità dura nel tempo, tutto il resto si volatilizza, si bio degrada.

    Ho sentito pochi giorni fa Samantha Cristoforetti da Lampedusa dire che il Mediterraneo visto da quassù è grande quanto una pozzanghera e non ha senso barricarsi. E’ proprio così.

    Da quassù è più facile osservare ed ascoltare.

    Chi sa ascoltare sa anche amare, ho sempre pensato.
    Sto facendo un bell’allenamento qui ed è per questo che credo farebbe bene a tutti.
    Grazie per avermi ascoltato.
    Ci rivediamo presto.
    Buon Natale.

    AstroAndrea

  • Lidia Schillaci, quando il Digitale incontra il Talento e la Musica

    Lidia Schillaci, quando il Digitale incontra il Talento e la Musica

    Quando tecnologia e digitale incontrano il talento, la passione e la musica, ecco che il risultato è una bella storia come quella di Lidia Schillaci, cantante e autrice, che ha usato Periscope come mezzo per promuoversi, farsi conoscere e far sentire la sua voce stupenda. E oggi è uno dei profili più seguiti su Periscope in Italia.

    Come sapete, leggendo il nostro blog, abbiamo seguito sin dall’inizio la vicenda di Periscope in Italia, quindi sin dal suo arrivo il 26 marzo scorso, quando l’app per i video in live streaming venne rilasciata nel nostro paese. E vi abbiamo anche raccontato in questi mesi come gli utenti hanno accolto quest’app che di fatto permette a tutti di diventare “broadcaster di sè stessi”, una definizione non a caso. Dal racconto che ne abbiamo fatto per la verità ne è venuto fuori che l’app, nonostante le sue enormi potenzialità e anche la sua crescita, non ha ottenuto il grande successo che tutti, Twitter in primis (ma su questo ci ritorneremo), si aspettavano. Per tanti motivi, ma esistono dei casi nel nostro paese che hanno ottenuto davvero un grande successo. E a questo proposito oggi ve ne vogliamo raccontare uno in particolare.

    lidia schillaci

    La storia che vi raccontiamo è quella di Lidia Schillaci, cantante palermitana, molti di voi che ricorderanno in “Operazione Trionfo”, il talent di qualche anno fa che l’ha fatta conoscere al grande pubblico. Da lì in poi la sua vita artistica è stata un crescendo collaborando con artisti del calibro di Eros Ramazzotti, Elisa, Max Pezzali e altri.

    Ad un certo punto della sua carriera Lidia si accorge di voler dare e fare qualcosa di più, vuole provare a cercare nuove strade, a fare quello che spesso si chiama “il salto nel vuoto (senza la rete)”. Vuole scommettere sul suo talento, ha una voce Lidia che mette i brividi per quanto è bella. Il mercato della musica in questi anni è cambiato molto sia dal punto di vista della produzione che della distribuzione, ma Lidia non si perde d’animo, anzi. Vuole raggiungere il suo obiettivo. E in questa fase la tecnologia e il digitale giocano un ruolo fondamentale.

    E quindi arriviamo al mese di marzo di quest’anno quando scopre in anteprima Periscope ed è amore a prima vista, anche se, per sua stessa ammissione, non è una digital addicted. Lidia capisce subito che quell’applicazione, quello strumento per comunicare può essere di grande aiuto nel fare il salto. Lidia inizia ad usare Periscope in maniera diversa, non è un caso dopo poco tempo viene citata anche su Mashable  da Lance Ulanoff ed è da quel momento cresce notevolmente la sua popolarità sull’app. E viene notata poi da tutti i media italiani.

    Si inventa un suo format #LidiaLive che la porterà a girare l’Italia semplicemente collegandosi da una piazza e con la sua voce entra in contatto con migliaia di utenti da tutto il mondo. In queste settimane ha portato nelle piazze italiane il suo #StreetShow.

    Ecco perchè sono riuscito ad incontrarla in una fredda ma soleggiata mattina d’inverno, per chiederle semplicemente, ma “Perchè lo hai fatto? Perchè ad un certo punto della tua carriera ha deciso di ripartire e soprattutto di ripartire con un’app come Periscope?” E lei, con un sorriso mi risponde:

    Avevo bisogno di trovare un’altra strada che mi permettesse si fare ciò che voglio fare, raggiungere i miei obiettivi. Il mondo della musica è cambiato rispetto a qualche anno fa, fare un disco oggi è molto difficile oggi. Allora mi sono decisa a trovare la mia strada, entrando in contatto con la gente grazie proprio a Periscope che mi permette di essere davvero me stessa, farm conoscere non solo in Italia ma anche nel mondo. Sperimentare nuovi modi di interazione e comunicazione, grazie alla musica”

    lidia schillaci account periscope

    Oggi Lidia su Periscope è seguita da 8.600 followers e ha ottenuto più di 2 milioni di cuoricini, un numero elevatissimo se paragonato proprio alle grandi celebrità che usano quest’applicazione. E il suo talento, insieme al suo modo di approcciare a Periscope non è certo passato inosservato. In poco tempo viene notata da Fiorello che l’invita alla sua “Edicola Fiore“, viene invitata da Nicola Savino a “Quelli che il calcio“.

    Lidia ci tiene a sottolineare poi un concetto, e cioè che:

    La Musica  deve essere un momento di libertà e condivisione, quindi quando la tecnologia facilita l’incontro tra questi due momenti ecco che nasce la magia tra quello che fai e quello che sei con il tuo pubblico. Per me cantare e fare musica è proprio questo, è la possibilità di esprimermi in libertà e di condividere emozioni con chi mi ascolta. Il giorno dopo gli attentati di Parigi ero a Milano in Piazza Duomo ed è stato un momento davvero toccante sentire l’emozione della gente raccogliersi grazie alla musica, un momento che è andato online grazie a Periscope e ha raggiunto altre persone nel mondo, bellissimo.”

    lidia schillaci periscope roma

    lidia schillaci periscope milano

    E adesso dove vuole andare Lidia:

    Voglio continuare questa bella avventura, voglio poi cominciare a condividere i miei nuovi progetti, la musica che sto scrivendo e preparando in questi mesi e che vi farò ascoltare presto. Continuiamo il nostro viaggio e proveremo anche ad andare in altre piazze in Italia e chissà forse anche del mondo, chi può dirlo! Quello che mi interessa é portare la mia musica come messaggio di condivisione e di libertà“.

    Lida Schillaci è stata invitata da Samantha Cristoforetti, la donna che è riuscita a stare nello spazio per 200 giorni di fila, per una performance musicale durante l’evento ‪#‎FlightFirenze di domani, 22 dicembre, a Firenze presso Palazzo Vecchio, e vi consigliamo di andarci se ne avete la possibilità.

    Abbiamo voluto presentarvi, raccontarvi Lidia Schillaci perchè ci ha colpito il suo modo nuovo di proporsi, di far conoscere la sua musica, di scommettere sul suo futuro proprio grazie ad un’app che le ha dato la possibilità di esprimersi come desiderava e che, siamo davvero sicuri, le permetterà di ottenere ciò che vuole. E’ un esempio perfetto di quando tecnologia e talento si incontrano, le opportunità che nascono sono imprevedibili, ma se c’è la passione e la voglia di fare, che certo non manca a Lidia, i successi arriveranno presto. E noi saremo qui a seguirla e a raccontarvela, perchè la musica di Lidia continuerà con o senza Periscope.

    (images and video credits: @AndreaGherpelli)

  • NASA, incredibile foto della Terra che sorge sulla Luna

    NASA, incredibile foto della Terra che sorge sulla Luna

    Questa foto è assolutamente incredibile. E’ l’immagine che la NASA ha diffuso e ripreso da una sonda presente sul suolo lunare, Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), e mostra la Terra che sorge dal suolo della Luna.

    luna terra nasa LRO

    Questa immagine è assolutamente incredibile, in verità in questi casi gli aggettivi si sprecano e comunque non si riuscirebbe a descrivere al meglio la sensazione che fantastica che emana. E’ la foto che la NASA, l’ente spaziale Usa, ha diffuso ed è rilevata dalla sonda presente sul suolo lunare chiamata Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO).

    L’immagine mostra il suolo lunare, come se fosse un mare grigio, dal quale sorge il globo azzurro che è la Terra. Un’immagine assolutamente sbalorditiva.

    luna terra nasa LRO-1

    La sonda LRO è presente sulla Luna per rilevare immagini dal suolo lunare e quasi mai rileva immagini di questo tipo, ma quando accade vengono fuori immagini spettacolari come queste.

    Le immagini sono state scattate con due macchine fotografiche lo scorso 12 ottobre quando la sonda si trovava in una zona della Luna denominato “Compton”. L’immagine che vediamo è infatti il frutto di una combinazione delle immagini scattate dalla sonda, in quanto una macchina scatta a risoluzione alta, mentre l’alta scatta a bassa risoluzione.

    Il risultato è quello che ammiriamo oggi.

  • Essere e Non Essere, Comunicare la propria Essenza

    Essere e Non Essere, Comunicare la propria Essenza

    La confezione, l’immagine e la presentazione di un prodotto spesso creano aspettative che il prodotto non rispetta. E se invece di un prodotto, parliamo di un servizio? Cosa ci spinge a fidarci di un brand, di una campagna pubblicitaria? Proviamo a vedere come si può Comunicare la propria Essenza.

    “Parlo come mangio.  Sono così come mi vedi. Scegli me. Parlo chiaro. Son sincero. Scegli me. Cosa altro vuoi di più. Sono sincero te l’ho detto. Scegli me. Non sono l’unico a propormi. Lo so. Non ho promesse e parole da sprecare. Non senti la mia voce pacata? Non ho nessuna illusione da venderti. Se capisci come sono, son sicuro che andiamo avanti. Se ti dico come sono, son sicuro che mi scegli. Guardami. Sei pronto a pagare quanto valgo? Te lo dico occhi negli occhi, piano piano, son sincero, scegli me.“

    La confezione, l’immagine e la presentazione di un prodotto spesso creano aspettative che il prodotto non rispetta.

    L’abito proprio non fa il monaco. Non più. L’ha fatto in passato. Eccome se l’ha fatto. Ricordo prodotti che non tradivano le promesse: ho vecchi LP che ancora posso ascoltare con lo stesso giradischi di un tempo, una motocicletta ed una macchina fotografica sempre di quel tempo che ancora funzionano e funzionano bene proprio come funzionavano a quel tempo che in fondo non è così lontano.

    Ma piano piano, anno dopo anno, alcune fregature che ho preso si sono andate a sommare e ad essere sincero, non ne posso proprio più di accorgermi troppo tardi di avere sbagliato l’acquisto.

    L’intenzionale rappresentazione abbagliante di un prodotto che, per regole di marketing, deve apparire bello quanto un miraggio e che nella realtà si dimostra essere ben altro (in peggio), porta inevitabilmente a sbagliare l’acquisto.

    Sembra che il prodotto si impegni di più nell’ostentare qualità che ad esserne intriso.

    comunicare essenza

    Essere e non essere?

    Se invece di un prodotto, parliamo di un servizio?

    E se ad esempio parliamo di una compagnia telefonica che si propone per prendere le mie parole, i miei dati, le miei immagini, i video, il mio privato ed il professionale, molto insomma di me e “teletrasportarli”? Perché dovrei fidarmi? A dirla tutta: perché dovrei scegliere un operatore telefonico piuttosto di un altro? Per offerte, minuti ed sms? A mio avviso no, non solo per questo.

    Vorrei fidarmi di ciò che fa. Si, lo vorrei.

    Sono il protagonista di un breve film dal titolo “Papà,” progettato e realizzato da una squadra di creativi capitanata da Paolo Iabichino dell’agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather Italia. Il film istituzionale voluto dall’AD Maximo Ibarra per Wind Italia è uscito nell’agosto 2014 ed ha ricevuto ad oggi premi e riconoscimenti nel mondo sia dagli addetti ai lavori che dalle tante persone che hanno sentito spontanea la necessità di condividere questo breve film sui propri canali social e dedicarlo alle persone care, rendendo questo video virale sulla rete.

    In questo film la compagnia telefonica spiazza tutti mostrando sè stessa pronta a farsi da parte al momento opportuno, a togliersi di mezzo privilegiando essa stessa l’abbraccio reale a quello virtuale. Nobile intento. Sorprendente. Il valore affettivo sta prima di tutto. Stupefacente. Necessario.

    La mia partecipazione a questo film potrebbe essere ancora un altro film, un backstage movie, perchè è una bellissima avventura che inizia a Roma sotto la luce di un riflettore caldissimo ed una telecamera pronta e puntata addosso.

    In pochi istanti mi è stato chiesto di immaginare una situazione molto coinvolgente: una persona a me cara, mio padre, che si mostrava ai miei occhi dopo molti anni di assenza. Ok, mi ci sono impegnato e l’ho fatto. Qualcuno ha filmato le mie emozioni e me ne sono andato.

    A Roma era estate piena e faceva molto caldo, quel caldo perfetto che ti porta a voler lasciare la città non appena possibile per tuffarti in un bellissimo mare blu, magari nel mare di Sicilia.

    Dopo quel provino sono passati molti giorni senza più notizie a riguardo.

    Come succede in certi film, proprio quando ormai non ci stavo più pensando, sono stato richiamato.

    Giuro è andata così.

    Appena atterrato in Sicilia pronto a tuffarmi in quel mare blu che sognavo stando a Roma, mi hanno richiamato.

    Vacanze rimandate. Nessun problema. Il lavoro chiama. Fidanzata salutata. Tutti contenti. Si parte.

    Il provino che avevo vinto era per uno spot di una compagnia telefonica ed in quel momento ancora non sapevo quale compagnia fosse. C’era un gran segreto intorno a questa operazione e non ne capivo il motivo.

    L’avrei capito più in là.

    Dopo quella telefonata ricevuta in Sicilia mi ritrovavo di fronte ad un nuovo lavoro da attore che non era però questa volta una semplice commissione; stavo partendo per lasciare una vecchia consapevolezza e raggiungerne una nuova.

    E anche questo l’avrei capito più in là.

    Questo spot ha spostato i miei riferimenti, non tanto come attore ma come artista, come creativo, come comunicatore, li ha rimescolati per darmi una nuova visione d’insieme. Questo lavoro ha mostrato ai miei occhi una realtà fatta di informazioni e precise intenzioni, una realtà creativa che resta per sua stessa necessità un poco nascosta dagli sguardi comuni, che anche senza il nostro consenso ci osserva tutti e ci segue passo passo, fianco a fianco rimanendo con astuzia ed eleganza a noi distante: l’advertising.

    Dopo avere studiato ingegneria e marketing all’università mi sono dedicato alla comunicazione, ho sentito il bisogno di comprenderla a fondo non in termini teorici, ma pratici. Con la mia laurea da Ingegnere pronta in tasca, ho scelto di dedicarmi alla creatività, alle emozioni, alle dinamiche umane, ai diversi approcci comunicativi che utilizziamo, spesso inconsapevolmente, nella vita di tutti i giorni; mi sono dedicato a comprendere i significati di gesti, parole, segni, intenzioni e mosse. Ho iniziato un percorso dedicato alla  recitazione ed inevitabilmente alla psicologia.

    E’ stato sorprendente scoprire come questo percorso apparentemente mirato ad una pratica attoriale di performance, mi abbia invece permesso di percepire un tipo di comunicazione che impostano certi brand.

    Lo spot che ho girato mostra un brand capace di comunicare come un vero e proprio essere senziente dotato di personalità e di valori, in una triplice via: verbale, paraverbale e non verbale.

    Esattamente come ognuno di noi.

    Così ho osservato grandi brand a livello globale e personaggi dello show business e ho scoperto che questi si influenzano e stimolano a vicenda, per realizzare un desiderio comune a tutti: comunicare la propria essenza.

    Dotare un brand di personalità e valori sembra essere un obbiettivo che in tanti cercano di raggiungere.

    Ha fatto davvero passi da gigante l’advertising.

    Ma ho la sensazione che l’umanità però non abbia fatto gli stessi passi, di certo non li hanno fatti insieme e con la stessa rapidità. L’attitudine alla comunicazione è un talento, è un movimento sapiente. La comunicazione travalica le piattaforme, i canali, le modalità. Non ha limiti se non quelli dettati dalla legge e dall’etica.

    La pubblicità può essere molto utile o molto subdola. E’ una invenzione della mente umana utile per veicolare messaggi ed in definitiva per comunicare. Può dar vita a regimi dittatoriali e anche visibilità a uomini di pace. Non posso non citare il geniale spot  “Che mondo sarebbe…” del 2004 della compagnia telefonica TIM, realizzato dall’agenzia di pubblicità Young & Rubicam, sotto la direzione di Marco Lombardi, dove Gandhi tiene il suo discorso in diretta mondiale attraverso il web. Esplicativo, travolgente, utilissimo. Da brividi. Da rivedere.

    Considerato che la pubblicità è fatta dagli uomini per gli uomini, qualcosa oggi però non torna.

    Forse l’arte dell’advertising si è sviluppata lasciando l’umanità là ferma a guardare? Forse ha perso di vista l’essenza dell’essere umano? Non lo so.

    Lavorando nella comunicazione so però che si ha a che fare direttamente con esseri umani, con la loro sensibilità e so che bisogna fare attenzione, non c’è dubbio.

    Con la sensibilità umana non si dovrebbe scherzare e se decidi invece di farlo, allora prega che nessuno se ne accorga, perché se dovesse succedere che qualcuno ti scopre verresti distrutto o nella migliore delle ipotesi evitato. Questo grave rischio forse è la miglior garanzia che un brand offre se decide di comunicare in un modo umano e sensibile.

    L’advertising mantiene vivace e mosso il mondo della comunicazione commerciale ruotando in continua innovazione attorno ad un solido punto fisso, sempre lì radicato, un centro di gravità permanente: la condivisione.

    Il vecchio passaparola oggi è un “passaimmagini”, un “passavideo”, un “passamessaggio”,  é un passaggio continuo e inarrestabile di informazioni.

    La condivisione è il combustibile necessario al fuoco della comunicazione e l’advertising non è solo promuovere un prodotto ma spingere alla condivisione di un brand.

    Sottoposti ogni giorno a centinaia di stimoli deviamo i nostri spostamenti, variamo le nostre scelte; si risvegliano in noi bisogni appassionati e mai percepiti fino a quel momento. Tutto è così affascinante da fare però un po’ paura visto che questo meccanismo si ripete continuo e constante. Ci ritroviamo ubriachi d’immagini, suoni, slogan, parole, gesti e video, e così noi cambiamo continuamente. Muscoli e cervello sono sempre quelli, noi però cambiamo. In ogni luogo dove andiamo, in ogni spazio da cui passiamo, in ogni  stazione, ascensore, strada, autobus, metropolitana, dovunque ci troviamo ecco cartelli e video e voci che indicano quale prodotto o investimento fare, quale viaggio intraprendere, quale film è il film del momento e quale cantante è quello da ascoltare.

    Mentre si spostano le nostre attenzioni, piano piano anche noi ci spostiamo.

    Tutto si ribalta, non siamo più noi a muoverci intorno ai punti di riferimento, sono i punti di riferimento stessi a muoversi costringendoci a dover rigenerare noi stessi, a cambiare insieme a loro, a muoverci con loro.

    E così… quello che fino a poco prima era per noi vero e necessario, ora non lo è più.

    Soltanto la stella polare non si sposta.

    Ed è bene che resti dov’è.

    Una volta ho fatto un sogno dove una marca di orologi che pubblicizzava il suo prodotto suggeriva di chiuderlo nel cassetto per un po’ per non dover sempre dipendere dal tempo e godersi un pizzico di libertà e c’era anche, sempre nello stesso sogno, una compagnia di viaggi che aveva molto successo perché affermava che il miglior viaggio era quello interiore e suggeriva quindi di viaggiare alla scoperta di noi stessi prima di partire per ogni altro viaggio. Sogno assurdo, ma piuttosto piacevole, me lo ricordo. E come certi sogni anche questo potrebbe un giorno diventare realtà. Siamo pronti a tutto, anche ad essere e non essere.

    A volte per comunicare davvero la tecnologia non è tutto, per comunicare davvero con qualcuno a cui tieni, devi stare occhi negli occhi, non c’è smiley o videocall che tenga, devi spegnere il telefonino, chiudere il computer e connetterti con tutto il resto: tu e la tua vita.

     

  • Google omaggia il grande Beethoven con un doodle interattivo

    Google omaggia il grande Beethoven con un doodle interattivo

    Il 17 dicembre di 245 anni fa nasceva il grande compositore classico tedesco Ludwig van Beethoven, uno dei più celebri e amati della storia. E Google con questa occasione gli dedica un doodle interattivo particolare che ripercorre le sue opere e mette alla prova gli utenti nel comporre la melodia esatta prima di procedere a quella successiva.

    Quello che vediamo oggi sulla homepage di Google è sicuramente uno dei più bei doodle che abbiamo visto fino ad oggi. Ed è dedicato al grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven, tra i più celebri e amati della storia della musica classica della storia. E lo è ancora oggi nonostante siano passati così tanti anni, ma il fascino della sua musica è davvero senza età. Tra l’altro abbiamo avuto l’occasione di conoscere la sua musica ancora più a fondo con l’edizione di quest’anno di Pappano in Web dedicato proprio a Beethoven.

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage è quindi un omaggio alla musica del grande compositore e i doodler di Google hanno immaginato questo percorso del compositore verso il teatro che deve raggiungere in tempo per in grande “crescendo”. E’ un percorso attraverso le sue più grandi composizioni, ma soprattutto è un quiz per gli utenti che mette alla prova la loro preparazione. Infatti il viaggio del compositore non riprende fin quando la melodia non è stata composta nella maniera corretta. Una volta terminata si passa a quella successiva, fino al gran finale.

    google doodle beethoven

    Dovete mettervi alla prova con la Quinta Sinfonia, Per Elisa, Sonata n. 14 per pianoforte (quella che viene comunemente chiamata “Chiaro di Luna”), Inno alla Gioia. Ovviamente niente di impossibile, però l’idea è fantastica. Quindi tutti voi che avete passato anni a suonare pianoforte o anche tutti voi appassionati di musica non dovete fare altro che comporre!

    Stiamo parlando di uno dei compositori più suonati della storia, ancora oggi la sua musica è attuale e, forse, non sarà mai fuori tempo.


    beethoven

    Beethoven, come viene quasi sempre chiamato, nasce il 17 (o forse il 15?) dicembre del 1770 a Bonn, e proprio sulla data c’è ancora oggi molta incertezza. Di sicuro il 17 è il giorno del suo battesimo. Già all’età di 11 anni si faceva notare per il suo talento al pianoforte. Le sue erano origini umili anche se in famiglia sia il padre che il nonno era grandi appassionati di musica. Come spesso accade in questi casi, anche la vita di Beethoven non è stata facile, infatti con la perdita prematura di due fratelli dovette poi occuparsi della sua famiglia.

    Ma da grande artista qual era la sua musica è andata comunque avanti, anche quando all’apice della sua carriera, attorno ai 30 anni, cominciò ad accusare un calo dell’udito. Un problema che lo portò alla sordità totale negli anni successivi (tentò anche il suicidio) e ad un continuo stato di isolamento, ma che non impedì a Beethoven di continuare a comporre la sua musica.

    Pensate che proprio l’Inno alla Gioia fu composta nel 1824 proprio quando Beethoven era già completamente sordo.

    Beethoven morì nel 1827 all’età di 56 anni.

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