Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Social Referral, è Facebook il leader incontrastato

    Social Referral, è Facebook il leader incontrastato

    facebook-king

    Come di consueto, visto che questo è un periodo di chiusura di trimestri e quindi periodo in cui si fanno un po’ di conti, Shareaholic presenta i dati relativi ai social referral del secondo trimestre del 2014. Ebbene, Facebook è l’unico social network, tra quelli monitorati, che cresce. E’ dunque leader incontrastato come principale fonte di traffico

    In linea con il periodo di conti, Shareaholic ci offre i dati di quelli che sono le principali fonti di traffico social. E Shareaholic è certamente uno strumento da tenere in considerazione da questo punto di vista, basando le sue ricerche sulla possibilità di monitorare più di 300 mila siti che permettono di raggiungere una audience di 400 milioni di visitatori unici. Il dato che emerge dall’analisi di questo secondo trimestre del 2014, il Q2 2014, è che Facebook è il leader incontrastato tra i Social Referral, quindi il social network che più di tutti è capace di trainare traffico. E oltre a questo, il dato sorprendente è che relativamente a questo trimestre, il social network di Zuckerberg è l’unico che cresce, anche a doppia cifra. Tutti gli altri sette monitorati (in totale sono 8) perdono terreno.

    In pratica Facebook in questo trimestre ha rubato traffico a tutti, lecito pensarlo. La sua quota aumenta del 10,09%, passando da 21,25% di marzo 2014 a 23,39% di giugno. E se notate dal grafico, tra aprile e maggio perde quasi tre punti percentuali che poi recupera a giugno, ottenendo un risultato migliore del primo trimestre di quest’anno. E’ evidente che Facebook continua ad esercitare ancora una posizione predominante. Nonostante le polemiche legate al calo di visibilità legate ai vari aggiornamenti dell’algoritmo che so sono susseguiti negli ultimi mesi.

    social referral q2 2014

    Anche Pinterest perde terreno, lo scorso trimestre era secondo; adesso rimane in seconda posizione come fonte ti traffico referral, ma perde il 19,38%. E da marzo a giugno ha fatto registrare un movimento calante. In calo anche Twitter, adesso ha una percentuale di traffico referral di poco superiore all’1%, era 1,14% a marzo scorso. StumbleUpon perde il 39%. Ma il peggior risultato lo fa registrare LinkedIn, -57,38%, con una quota a giugno 2014 pari allo 0,02% di traffico referral.

    Google+ continua a calare e quindi annulla la performance positiva che si era vista nello precedente trimestre, il primo del 2014, che aveva certamente fatto sperare in una conferma. Ma così non è stato. Il social layer di casa Google perde il 21,34% attestandosi ad una quota di traffico referral pari allo 0,06%. Ad aprile era arrivato a 0,09%.

    Social-Referral-traffico Q2-July-2014-graph

    Il grafico in alto rende meglio la situazione che abbiamo visto in numeri.

    In questa occasione Shareaholic ci mostra anche quello che è stato l’andamento degli 8 social network monitorati nel corso dell’ultimo anno, da giugno 2013 a giugno 2014.

    E vediamo che Facebook dimostra davvero di essere leader incontrastato da questo punto di vista. In un anno la sua quota di traffico referral è cresciuta del 150,49%, passando dal 9,34% del giugno 2013, al 23,4 del giugno 2014. Se guardiamo il suo andamento negli ultimi 13 mesi, vediamo che Facebook ha continuato a crescere in maniera costante, a differenza degli altri social network. Facebook è sempre molto consultato, il 64% degli utenti (secondo una ricerca di Pew Research) lo consulta ormai quotidianamente. E quindi gli utenti condividono, ma spesso e volentieri, per quello che condividono e per i loro interessi, spesso, forse anche in maniera inconsapevole, approfondiscono estendendo il loro raggio di azione anche al di fuori del loro gruppo di amici.

    Social-Referral-anno giugno 2013 2014

    Pinterest è, nel corso dell’ultimo anno, il secondo social network che veder crescere di più la propria quota di traffico referral: +69,53%. A marzo ha fatto registrare il suo picco, ma il mese scorso ha fatto registrare un calo. E’ presto per fare qualsiasi considerazione a ribasso, Pinterest in questo anno ha apportato importanti novità legate alla geolocalizzazione, all’adv, e ha di fronte a sè ancora ampi margini di miglioramento.

    Twitter è stabile al terzo posto, anche se fa registrare un calo del 18,12%. Il calo risiede in tanti motivi che abbiamo cercato di vedere anche qui sul nostro blog. Ma resta di fondo che Twitter ha una natura molto diversa da Facebook e quindi la stessa timeline segue il suo andamento con caratteristiche molto diverse. Molto spesso, a ragione anche, viene paragonata ad un fiume in piena. Di conseguenza è molto difficile per l’utente riuscire a focalizzarsi. Da questi dati sembra che anche le aziende non lo usino tanto per aumentare traffico sul loro sito, quanto invece per accrescere la riconoscibilità attorno al proprio brand. E di esempi in questo senso ne esistono tantissimi e molti li abbiamo visti anche di recente negli ultimi Mondiali di Calcio di Brasile 2014.

    Social-Referral-grafico anno 2013 2014 giugno

    Nell’ultimo anno si registra il forte calo di YouTube, -82,66%, che a quanto pare difficilmente riesce ad essere considerato come strumento per aumentare traffico. YouTube è uno strumento che richiede impegno e risorse particolari, perchè comunicare per video non è da tutti.

    In calo anche Google+, 19,8%, e durante tutti questi mesi non è mai riuscito a raggiungere e a superare la quota dell’1% di traffico referral. Nonostante alcuni momenti in cui sembrava esserci una certa ripresa, ecco che la volta successiva i pochi progressi fatti venivano puntualmente annullati. Possiamo solo così riassumere l’andamento di G+ durante tutti questi mesi. E’ segno che ancora le aziende non hanno ben compreso la portata dello strumento. Martin Beck di Marketing Land il mese scorso ha scritto che Google+ At 3 Years Old: Not A Ghost Town, But A Social Referral Graveyard.

    E’ da un po’ di tempo che si parla ormai di Google+ come un fallimento, spesso associando il tutto anche all’abbandono di Vic Gundotra, colui che ha creato la piattaforma, e anche al fatto che molti degli sviluppatori passeranno a lavorare su Android. Ma val la pena sottolineare che questo di fatto non significa chiudere quello che Google ha cercato di costruire in tutti questi anni, riuscendo finalmente a creare quel social layer che si interfaccia tra la struttura web e tra la struttura mobile. Certo, i dati sono lì a ricordarci che Google+ è poco usato, ma dire che è al fallimento è un po’ esagerato. Ne parlava proprio ieri Skande in suo post.

    Per quanto riguarda LinkedIn, il calo è evidente e costante e lascia un po’ perplessi. Soprattutto in relazione alle ultime novità che miravano a far diventare il social business network per antonomasia, anche un social “media”, nel senso di piattaforma dove creare contenuti che aiutassero ad estendere il raggio. Ma così non è stato e le previsioni, in termini di referral non sono affatto rosee.

    Allora, questa la situazione per quanto riguarda il traffico referral dai principali social network. Che n epensate? Siete sorpresi o avete avuto solo conferme? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

    [divider]

  • Come seguiamo e come condividiamo le notizie su Mobile [Infografica]

    Come seguiamo e come condividiamo le notizie su Mobile [Infografica]

    notizie-mobile

    News Republic, aggregatore di notizie per mobile, attraverso un sondaggio annuale condotto sulla base di 14 mila utenti provenienti da sei paesi, Italia compresa, ci rivela come  seguiamo e condividiamo le notizie. In generale, si condivide per coltivare nuove relazioni e per sentirsi connessi con il mondo

    Leggere e condividere notizie è una delle attività principali che tutti noi facciamo dai nostri dispositivi mobili, siano essi smartphone o tablet. E noi italiani lo sappiamo bene, essendo grandi fruitori di mobile e di notizie, un mix vincente. E se a questo proposito volete sapere quali sono le app che più usiamo da mobile per consultare le notizie, allora vi consigliamo di dare un’occhiata ai dati raccolti da DataMediaHub. Detto questo, e per capire meglio come seguiamo e come condividiamo le notizie sul Mobile, è utile dare un’occhiata al sondaggio pubblicato ieri da News Republic, agenzia di stampa che diffonde news dei propri partner attraverso app mobile e la più conosciuta è proprio News Republic, usata a livello globale da 12 milioni di utenti. Il sondaggio è annuale e vi hanno preso parte 14 mila utenti, tra cui anche manager d’azienda e studenti, provenienti da Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia.

    Da quello che emerge dal sondaggio è che gli utenti condividono notizie per entrare in relazione con altri e sviluppare rapporti, c’è la sensazione di “sentirsi connessi col mondo”. La condivisione delle news funge dunque da elemento di connessione tra le stesse persone. da questo punto di vista notate percentuali elevate dappertutto. L’88% degli italiani esprime questa sensazione.

    notizie-sondaggio-mobile

    Intanto diciamo subito che a livello generale, il 50% degli utenti intervistati condivide le notizie perchè vuole mostrare il suo sostegno all’argomento oggetto della notizia. Il 60% degli intervistati mostra interesse per notizie di natura internazionale. Noi italiani da questo punto di vista siamo in linea con questa tendenza: il 58% degli utenti italiani mostra interesse per notizie internazionali e il 56% è interessato a notizie locali. I più “internazionali” sono i tedeschi, i francesi e gli inglesi. Il 70% dei manager che hanno partecipato al sondaggio leggono notizie da mobile ogni giorno e un terzo di essi trascorre dai 30 ai 60 minuti al giorno consultando news. Anche gli studenti intervistati usano i loro dispositivi per seguire news. Anche in questo caso, il 70% di essi usa applicazioni mobili per leggere le notizie ogni giorno; e il 30% di essi trascorre almeno 30 minuti al giorno facendo questa attività. Il 70% degli utenti tedeschi, francesi e americani concordano sul fatto che seguire le notizie li aiuta a tenere conversazioni più interessanti.

    In tutti i paesi le notizie tech sono più popolari delle notizie business e sport, per esempio.

    Fin qui abbiamo visto dei dati degli utenti a livello generale. Ma nel sondaggio sono emerse alcune differenze.

    Il 60% degli americani dice che seguire notizie li aiuta a prendere decisioni migliori. Per gli spagnoli invece è il 20%. Il 50% degli americani legge notizie per sentirsi più intelligenti. Da questo punto di vista gli spagnoli solo 1 su 50. Il 43% dei francesi condividono le notizie con maggiori probabilità per dimostrare il proprio sdegno per un tema; il 40% degli inglesi lo fa per divertirsi; e il 33% degli americani lo fa per trovare ispirazione. Per quanto riguarda le tecnologie indossabili per seguire le notizie, il 70% degli spagnoli si dice favorevole, mente il 70% dei francesi si dice contrario.

    E ancora, i manager sono quelli che condividono le notizie il doppio di quello che fanno gli studenti intervistati. Un terzo dei lavoratori del settore privato nelle sei nazioni in cui è stato somministrato il sondaggio usa in maniera intensiva gli aggregatori di notizie.

    Infine, dal sondaggio emergono anche delle differenze tra uomini e donne.

    Gli uomini condividono le notizie per aiutare o consigliare un amico o la persona amata in una misura del 30% superiore a quella relativa alle donne. E gli uomini seguono le notizie per evitare la noia, in questo caso la misura è il 40% più alta di quella relativa alle donne.

    Allora, fin qui i dati del sondaggio. Ma raccontateci, anche voi condividete news per sentirci connessi con il mondo? Quali sono le vostre considerazioni su questo sondaggio? Raccontateci, tra i commenti, cosa ne pensate.

    notizie-mobile-infografica

    [divider]

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Nelson Mandela

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Nelson Mandela

    google-doodle-nelson-mandela

    Il doodle che si vede oggi sulla homepage di Google è dedicato a Nelson Mandela che oggi avrebbe compiuto 96 anni. E’ un doodle animato realizzato da Katy Wu, una del teal dei doodler, che vede un percorso tra i luoghi dove lui è vissuto accompagnato da citazioni del politico e premio Nobel sudafricano

    Dopo averci accompagnato per tutte le partite dei Mondiali di Calcio di Brasile 2014, Google riparte coi doodle dedicati a personalità ed eventi che hanno caratterizzato la nostra storia. E il doodle che vediamo oggi è dedicato ad un personaggio amatissimo a livello mondiale, scomparso sette mesi. Si tratta di Nelson Mandela che oggi avrebbe compiuto 96 anni, un personaggio monumentale. Una dedica particolare e un omaggio da parte della casa di Mountain View.

    A realizzare il doodle animato è stata Katy Wu, disegnatrice e grafica americana che fa parte del team dei doodler. E nella presentazione del doodle, lei spiega che il progetto iniziale prevedeva un doodle più serioso, degno di un personaggio di così alto spessore. Ma poi conoscendo meglio Mandela, studiando e facendo riferimento al responsabile dei doodle per il Sud Africa, Wu si è resa conto della grandezza del personaggio e soprattutto del potere evocativo che avevano le sue parole.

    Allora mettendo insieme i colori del suo paese e le tante citazioni di Mandela, nasce il doodle che vediamo oggi che rappresenta un percorso, meglio un viaggio attraverso le tante tappe che hanno caratterizzato la vita di Nelson Mandela.

    Nelson-Mandela-citazione-doodle

    Nessuno nasce odiando un’altra persona per il colore della sua pelle, per la sua condizione sociale o per la sua religione

     

    Nelson-Mandela-doodle

    Essere liberi non è solo liberare un uomo dalle catene, ma significa vivere in modo da rispettare e valorizzare la libertà degli altri

     

    Nelson-Mandela-doodle-google

    La più grande gloria nella vita non è non cadere mai, ma rialzarsi ogni volta che si cade

    Un doodle bello e intenso che ci regala la grandezza di questo uomo che nella sua vita è caduto tante volte. Ma proprio quando sembrava impossibile farlo, ecco che trovava sempre le energie e la forza per rialzarsi e non abbandonare mail i suoi ideali di libertà e di rispetto reciproco. Valori che dovrebbero essere sempre alla base delle relazioni umane.

    Grazie Madiba!

  • What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    Il video di Shaun Higton, “What’s on your mind?”, ha fatto molto discutere sulla rete e sui social media e ha ottenuto finora 8 milioni di visualizzazioni. Il tema di fondo è: quanto c’è di vero in quello che raccontiamo della nostra vita su Facebook? E perchè si sente l’esigenza di raccontare un’altra vita, piuttosto che quella che si vive ogni giorno? La riflessione che segue cerca di dare alcune risposte a queste domande

    Nel momento in cui scrivo questo post, il video “What’s on your mind?”, cortometraggio scritto e diretto da Shaun Higton , ha raggiunto le 8 milioni di visualizzazioni. A testimoniare che il tema riguarda tutti noi. E sono state molte le persone che conosco e stimo sul Web che lo hanno commentano. Si parla di distorsione della realtà, di alter ego fittizi.

    Alessandro Scuratti scrive: “Siamo davvero sicuri che tutto ciò che gli altri postano (e che noi postiamo) sui Social Network sia la verità? Non è che vogliamo presentarci meglio di quel che siamo?“. Giuliano Ambrosio e Alessandro Cosimetti si chiedono quali siano i meccanismi per cui tendiamo a raccontare sui Social una vita non del tutto reale.

    Mi unisco a loro ai loro interrogativi, cercando di approfondirne il perché. Perché proprio su Facebook – luogo pubblico di condivisione – vogliamo dimostrare di avere una vita più bella e felice di quella che abbiamo?

    facebook-status-What-s-on-your-mind

    L’uomo è un essere relazionale

    Bastk pensare a quanto abbiamo bisogno di confrontare ciò che abbiamo e ciò che siamo con quello che sono e hanno gli altri: un bisogno quasi primario, oggi. In grandissima parte, tutto questo è sano, molto sano: siamo nati per confrontarci. Cresciamo in una famiglia che ci dà i punti di riferimento e i valori per il presente e il futuro, usciamo dalla famiglia per dialogare, discutere, fare paragoni. Ci innamoriamo e creiamo altre famiglie, altri valori, altre storie. Alcune hanno un lieto fine, altre no.

    La natura del confronto smette di essere sana e buona quando gli altri arrivano a condizionarci a tal punto da spingerci a essere diversi, o almeno mostrarci diversi da quello che siamo.

    Una domanda, però: sono gli altri che ci condizionano o sono le aspettative che ci siamo creati, aspettative più o meno istituite dalla società?

    Non ho una risposta univoca, ma so una cosa certa: se ci fosse davvero un nemico – qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa di tutto questo condizionarci – il problema sparirebbe. Un nemico si può sconfiggere o decidere di non ascoltarlo. Diventa tutto più complicato, invece, se i condizionamenti ce li diamo noi. Se, in qualche modo, il nemico è dentro di noi. Mi spiego meglio.

    Vincere le gare, superare gli altri nelle competizioni, avere ragione nelle discussioni, essere più belli e più bravi, confrontare la propria vita con quella degli altri è qualcosa che ci fa stare bene. Fino a che, però, rispettiamo un limite. E il limite è quel punto in cui la smettiamo di guardare gli altri – o di guardarci con gli occhi degli altri – e iniziamo, semplicemente, a guardare dentro di noi. Il confronto è crescita, la crescita è vita. Lo scopo della vita, però, non è vincere La Gara, ma Stare Bene.

    Questo è il punto.

    Questo è l’obiettivo primario della nostra vita: stare bene. E si sta bene soltanto quando le cose dentro di noi vanno bene. Sufficientemente bene. Quando troviamo il tempo e il coraggio di guardarci dentro e capire se si sta bene o no. Trovare tempo, spazio interiore, forza d’animo per occuparci di noi è il primo passo. Qielli successivi verranno più facili: comprendere cosa possiamo fare di più per la nostra vita, volerci più bene, essere persone più soddisfatte.

    Non è colpa di Facebook se fingiamo di essere più belli e di avere una vita migliore

    E benvenute le foto dei matrimoni, dei bimbi con un dentino soltanto, dei momenti felici degli altri – mille amici sconosciuti -. Benvenuti i selfie divertenti, gli status pieni di dichiarazioni amorose, i successi professionali dichiarati pubblicamente. Non prendiamoci in giro: se Facebook non ci fosse, sarebbe solo un po’ più difficile sapere com’è la vita degli altri. Troveremmo, però, certamente altri modi – altri mezzi di comunicazione – per soffrire d’invidia, per credere che il treno giusto sia passato solo per gli altri, che il nostro sia già passato e non ritorni più.

    Facebook potenzia il nostro esibizionismo perché lo spara in aria e lo rende evidente

    Tutto è lì sotto agli occhi di tutti, in tempo reale. Con modi di comunicare diversi, tuttavia, noi uomini non saremmo diversi. Avremmo lo stesso una gran paura di guardarci dentro per chiederci come stiamo davvero. Saremmo comunque pronti a mentire, conformarsi agli altri, imitare gli altri.

    Per non essere da meno? Forse. Per non assumerci la responsabilità di prendere la nostra vita in mano, anche. Per non avere la costanza e la determinazione di scegliere quello che siamo, quello che abbiamo e quello in cui crediamo.

    Troviamo in Facebook piccole soddisfazioni e grandi confronti e impariamo, guardando la nostra di vita, a stare bene soltanto.

    Difficile, ma ne vale la pena, non credete?

    [divider]

  • Addio cara TV, adesso è tempo della Generazione Second Screen [Infografica]

    Addio cara TV, adesso è tempo della Generazione Second Screen [Infografica]

    Secondo Connected Life, uno studio di TNS, una delle più importanti agenzie di marketing, la nostra cara TV non è più tanto amata. Fra gli utenti della rete, a livello globale, tre quarti guardano la TV ogni giorno, ma circa la metà la guarda utilizzando altri schermi e un quarto guarda video da mobile. E’ la generazione second screen

    Sappiamo che la notizia forse non vi sembrerà tanto nuova, è un tema che affrontiamo spesso quello della Tv nell’era del digitale. Quando parliamo di social tv e di second screen, parliamo in effetti di fenomeni che grazie al web e ai Social Media in particolare, vanno oltre lo stesso mezzo della TV. E poi arriva Connected Life, l’interessante studio che realizza TNS, una delle più importanti agenzie di marketing a livello globale, che ci dice che la TV oggi non più tanto amata, ma che la nostra attenzione è rapita da altri schermi. Abbiamo appunto voluto estremizzare il concetto dicendo che questo è il tempo della Generazione Second Screen, ossia di quegli utenti che non guardano la TV con la sola attenzione univoca, come accadeva un tempo, ma vogliono interagire con essa. E lo fanno attraverso altri mezzi, altri schermi, appunto. Lo studio quindi evidenzia la crescita dello “screen-stacking” reso evidente anche nei recenti Mondiali di Calcio di Brasile 2014, con gli utenti che guardavano le partite in Tv ma poi interagivano attraverso i Social Media. Ricordiamo che la semifinale Brasile-Germania, quella vinta 7 a 1 dai tedeschi ha fatto registrare il record di tweet, 35,6 milioni, diventando l’evento sportivo più twittato fino ad oggi.

    Ma veniamo ai risultati del sondaggio Connected Life.

    Al sondaggio hanno partecipato più di 55 mila utenti interneta livello globale e si evidenzia che coloro che guardavano la TV fa altre attività digitali, come social media, controllare la casella email oppure ricercare informazioni su prodotti da acquistare online. L’indagine ci dice poi che a livello globale, possediamo 4 device mobili ciascuno; sale poi a 5 se consideriamo noi italiani, gli australiani, i tedeschi, gli inglesi e gli abitanti di Hong Kong. Come abbiamo visto, la voglia di condividere contenuti online, come foto video fa da traino poi alla diffusione di dispositivi sempre più potenti e all’avanguardia che di fatto sostiene in fenomeno del second screen o dello screen stacking.

    second-screen

    Il 25% degli intervistati guarda tutti i giorni video su Pc, laptop, tablet e smartphone. E questo dato poi sale al 33% in Italia, Cina e Singapore. Noi italiani poi siamo i più voraci fruitori di video, insieme ai Russi (44%) in Europa (25%), seguono poi Francia (16%), Uk (17%). A Hong Kong i video attraggono un grande interesse (32%), mentre i phablet, gli smartphone generalmente di misura tra i 5,5 o 6 pollici, sono molto diffusi rendendo, viste le dimensioni, la visione di video più agevole.

    Ma nonostante tutto, la vecchia cara TV, per quanto non più tanto amata, gioca ancora un ruolo importante, con il 75% degli intervistati a livello globale che dice di guardarla tutti i giorni. In Italia la percentuale sale all’82%. Tra utenti su quattro, il 76%, la guardano senza distrazioni la sera mentre sono a cena; in Italia invece si sale a 4 su 5, l’84%.

    Gabriella Bergaglio, Digital Practice Lead TNS Italia, ha commentato così questi risultati:

    In un mondo dove il multi-tasking è ormai la norma, il contesto in cui guardiamo la TV sta rapidamente mutando: non è più solo a casa, sul divano in fruizione esclusiva. Oggi la crescita dello “screenstacking” da un lato e della tv online dall’altro, è oramai un fatto, una realtà con cui ci dobbiamo confrontare. In Italia, ancor più che in Europa, l’attenzione ai contenuti video online è elevata.

    I professionisti del Marketing e della Pubblicità sono dunque chiamati a tenere conto di questi cambiamenti affrontando una nuova grande sfida: l’attenzione è frammentaria e parziale, le tecnicality di memorizzazione diventano vitali per carpire, in pochi attimi, l’ attenzione. “Key frame” di ricordo da riattivare nei diversi touchpoint, in sinergica e ripetuta riproposizione, finalizzata a fissarsi in modalità emotivamente vicine al nostro target.

    Il processo d’acquisto “esce” sempre più dal punto vendita e chi non riesce a far includere il proprio brand nel “consideration set” dell’acquirente nelle differenti fasi del processo… rimane fortemente penalizzato: consideriamo che in ambito di acquisti tecnologici, o anche nel banking, due mondi molto distanti, più di un terzo di coloro che hanno recentemente acquistato la categoria, dichiara di essere partito con l’idea di acquistare un brand ed averne poi invece acquistato un altro. La brand activation e la brand experience quindi aprono a nuovi orizzonti, con il supporto
    del Digital, pur con diversi obiettivi e bisogni informativi secondo le categorie interessate.

    Insomma, il digitale è sempre più parte delle nostre vite ed entra ormai abitualmente nelle nostre case, un fenomeno non più arrestabile che apre sempre nuove opportunità.

    Anche voi siete della generazione second screen? Raccontateci la vostra esperienza.

    TNS-Connected-Life-_Infografica-second-screen

  • Sono stati 32 milioni i tweet per la finale dei #Mondiali vinta dalla Germania

    Sono stati 32 milioni i tweet per la finale dei #Mondiali vinta dalla Germania

    gemania-argentina-finale

    32 milioni i tweet che ha collezionato la finalissima dei Mondiali di Calcio di Brasile 2014, vinta dalla Germania per 1 a 0 sull’Argentina. Tantissimi i tweet ma non sufficienti a superare il record di 35,6 milioni della semifinale tra Brasile e Germania. Momento più twittato è proprio quello finale della partita, record assoluto con 618.725 tweet al minuto

    La Germania vince i Mondiali di Calcio di Brasile 2014, per la quarta volta nella sua storia, ma il match, come del resto abbastanza prevedibile, non supera in termini di tweet il record che appartiene a Brasile-Germania, quella del famoso 7 a 1 per i tedeschi con 35,6 milioni di tweet. La finalissima di Rio de Janeiro colleziona “solo” 32,1 milioni di tweet e diventa così il secondo evento più twittato della storia, ossia da quando esiste Twitter. Volendo tracciare un bilancio finale, questi Mondiali hanno davvero sottolineato lo strettissimo legame tra lo sport e i social media, Twitter in particolare, capace di attrarre l’attenzione di milioni di persone nel mondo. Un risultato questo che sottolinea anche la dimensione della social tv e del second screen in relazione al mondo dello sport.

    germania-argentina-giocatori-menzionati

    E allora, come di consueto abbiamo fatto lungo queste settimane in cui abbiamo seguito l’evento, vediamo un po’ di dati. E partiamo con i calciatori più menzionati durante la partita. Questi quelli della Germania, DFB-Team – @DFB_Team

    1 – Mario Gotze (autore del gol)

    2 – Manuel Neuer

    3 – Christoph Kramer

    E questi i calciatori più menzionati per l’Argentina, @Argentina

    1 – Lione Messi

    2 – Gonzalo Higuaìn

    3 – Javier Mascherano

    germania-argentina-momenti-tweet

    E ora vediamo i momenti più twittati, elaborati come al solito in tweet al minuto, TPM. E vediamo che il momento più twittato è stato il momento finale del match con 618.725 TPM che è il record mai ottenuto in un evento sportivo e supera anche il record  che apparteneva all’ormai celebre Brasile-Germania che avevamo visto il momento più twittato con 580.166 TPM. Il momento del gol di Mario Gotze fa registrare 556.499 TPM. E poi il terzo momento più twittato è quando Messi e Neuer ricevono il premio, rispettivamente, come miglior giocatore del torneo e miglior portiere.

    germania-argentina-finale-tweet

    Questo in alto è lo screenshot della mappa dei tweet al momento del gol di Gotze.

    E vediamo anche qualche tweet, tra quello più condivisi:

    Ecco, questo era il racconto via Twitter di questa finale, altri tweet più carini cercheremo di raccoglierli durante la giornata. Ma resta il fatto che il record non è stato battuto. Lo sarebbe sicuramente stato in finale ci fosse andato il Brasile. Per ora questo resta l’evento più twittato e lo sarà ancora a lungo. Almeno fino ai prossimi Mondiali di Russia 2018, o forse anche fino al prossimo Superbowl 2015.

    [divider]

  • Finalmente Twitter rende gli analytics accessibili a tutti

    Finalmente Twitter rende gli analytics accessibili a tutti

    twitter-analytics

    Un anno fa Twitter rendeva disponibili gli analytics soltanto per gli advertisers e alcuni utenti potevano vedere solo poche info. Ma da ieri tutte informazioni relative anche ai tweet organici, quindi non solo sui tweet sponsorizzati, sono accessibili davvero a tutti dal analytics.twitter.com

    Esattamente un anno, o poco più, vi parlavamo degli analytics di Twitter che diventavano disponibili per gli advertisers e anche per alcuni utenti che potevano accedere solo a poche informazioni sui propri tweet. Ma da oggi, cioè da ieri, Twitter ha annunciato che la piattaforma analytics.twitter.com è accessibile davvero a tutti. Una mossa a sorpresa ma che tutti in realtà attendevano. Finalmente si avrà la possibilità di avere un’idea di come i propri tweet stanno performando sulla piattaforma. E l’aspetto più interessante è che da adesso è possibile monitorare anche i tweet organici, quindi non solo quelli sponsorizzati. Di conseguenza la piattaforma diventa estremamente utile per un brand che decide di di investire su Twitter e di avere così accesso alle informazioni sulle proprie azioni sponsorizzate, ma diventa anche molto utile per gli utenti che possono da oggi monitorare la propria attività.

    analytics Statistiche sull attività dei Tweet per franzrusso andamento

    Con la nuova piattaforma è possibile quindi:

    • Vedere come le performance dei Tweets in tempo reale.
    • Confrontare le impressioni (a volte un Tweet può essere visto da chiunque su Twitter via Web e anche via Android o iOS, inclusi gli utenti non loggati), l‘engagement totale e i retweet mese per mese.
    • Vedere attraverso il dettaglio, quanti retweet, risposte, preferiti, follows, clic sui link e click sui contenuti embeddati ogni Tweet è in grado di ricevere.
    • Esportare le metriche e le performance dei propri tweets in un file CSV, che ora include sia i tweet organici che quelli sponsorizzati.

    Una volta che accedete alla piattaforma avrete di fronte a voi tutta la vostra attività su Twitter con la possibilità, nella parte principale di poter accedere alle informazioni che riguardano Tweet, Tweet e risposte, Sponsorizato. Per ognilivello di visualizzazione che scegliete di monitorare avrete a disposizione:

    • il numero di Visualizzazioni;
    • le Interazioni per ogni tweet;
    • il Grado di coinvolgimento dei vostri contenuti;

    Statistiche attività dei Tweet analytics franzrusso

    Tutte informazioni che possono diventare davvero preziose per il vostro modo di comunicare sulla piattaforma, per creare una campagna efficace. Di fianco, nella colonna di destra, avete le informazioni per quanto riguarda le Interazioni in maniera più dettagliata e informa grafica. E vi trovate tutte le informazioni aggiornate ad oggi, ma potete compararle coi giorni precedenti. Se poi cliccate su un tweet, vi appare il dettaglio relativo allo stesso accedendo alle impressions relative alle ultime 30 ore, il numero di click, RTs, preferiti, il numero di click per visualizzare maggior dettagli, click sul profilo utente, click sull’hashtag e le risposte.

    Statistiche sulla card Twitter per franzrusso

    Le statistiche vi permettono anche di verificare l’andamento dei vostri followers, con info relative alla provenienza geografica, informazioni sugli interessi, info demografiche e vedere gli account che seguono i vostri followers. Ma avete anche la possibilità di verificare le performance delle vostre Twitter Cards con info relative alle ultime 4 settimane. Potete quindi verificare gli sono i vostri influencers, vedere quali tweet hanno realizzato il maggior numero di clic e sapere anche da dove vengono visualizzati i vostri tweet.

    Insomma, da oggi tutte le informazioni analitiche per i tweet sono a portata di mano e più dettagliate, quello che davvero mancava a Twitter, rispetto agli altri competitor, vedi Facebook o anche Pinterest.

  • Dalle conversazioni su Twitter, la Germania è la più discussa – #Brasile2014

    Dalle conversazioni su Twitter, la Germania è la più discussa – #Brasile2014

    twitter-argentina-germania-finale-brasile-2014

    Ormai manca poco alla finalissima di domani e anche su Twitter si sta decidendo quale squadra tifare tra Argentina #ARG e Germania #GER. E allora per cercare di farci un’idea, guardiamo insieme questa analisi delle conversazioni. La Germania, e non c’erano molti dubbi, è finora la nazionale più discussa in molti paesi

    Ormai manca davvero poco alla finalissima di domani tra Argentina #ARG e Germania #GER e su Twitter si intensificano in queste ore le conversazioni degli utenti e dei tifosi di tutto il mondo su quale squadra tifare domani. E, al di là dell’iniziativa #ArmsWideOpen, iniziata il 9 Luglio e che durerà fino a stasera in Brasile per decidere quali colori illumineranno il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, scegliendo tra hashflag #ARG o #GER, ma grazie soprattutto alla partita vinta col Brasile col risultato eclatante di 7 a 1, da quello che si vede, sembra che ad oggi la Germania sia la squadra più discussa in molti paesi. Quindi, se proprio volessimo azzardare un pronostico da quello che si vede finora, la Germania allora è la favorita. Ma sappiamo bene che essere molto twittati non significa poi essere vincenti, e ci mancherebbe pure. E lo abbiamo vitso proprio col Brasile, la squadra di casa, che nonostante sia stata davvero la squadra più twittata, in semifinale ha poi dovuto cedere con un risultato che sarà ricordato davvero per molto.

    argentina-germania-mappa

    Argentina e Germania tornano quindi a sfidarsi dopo le finali dei Mondiali del 1986 giocati in Messico e dopo la finale dei Mondiali del 1990 giocati in Italia. Entrambe le squadre vantano due titoli e per tutte e due le squadre il terzo significherebbe davvero fare un passo avanti sulla scena calcistica mondiale. Anche se, un risultato positivo per l’Argentina potrebbe avere effetti anche al di là del mondo calcistico, visti i guai economici in cui sembra ripiombato il paese. E poi, non dimentichiamolo, questa è anche una sfida storica per un altro motivo. E’ la prima volta nella storia che si gioca una finale che esprime il tifo di due papi viventi: Papa Francesco, argentino, e Papa Benedetto XVI, tedesco. Vedremo chi dei due la spunterà.

    Ma torniamo ancora all’analisi delle conversazioni forniteci da Twitter.

    Nel cercare di fornire qualche dato, analizzando le conversazioni di tutte e 30 le squadre, ci si è accorti che la maggior parte dei tifosi di calcio hanno continuato a seguire la Coppa del Mondo con passione, e di conseguenza ci si è chiesti dove venisse rivolta la loro attenzione. In basso una infografica interattiva che mostra i rapporti tra le nazioni in gara per la Coppa del Mondo.

    Cliccate sull’hashflag della Nazionale che vi interessa analizzare per avere maggiori informazioni come:

    • quali Paesi (in gara per la Coppa del Mondo) l’hanno menzionata maggiormente;
    • quali Nazionali sono state le più menzionate dagli utenti di quel Paese;
    • in che modo si è sviluppata la conversazione in quel Paese, in particolare dal momento in cui la vostra Nazionale è stata eliminata.

    Naturalmente, è stato tolto il vantaggio del giocare in casa, infatti non sono state incluse le conversazioni che menzionano l’hashtag del proprio Paese. Dando un’occhiata all’infografica qui sopra notate le conversazioni della nazione ospitante #BRA: la Nazionale brasiliana è stata largamente discussa dai tifosi di #CHI (Cile) e #MEX (Messico), mentre i brasiliani hanno rivolto maggiore attenzione all’avversario della semifinale, la #GER (Germania), agli arcirivali #ARG (Argentina) e all’altra squadra seminifinalista #NED (Olanda).

    Nell’analisi sono state riscontrate altre interessanti relazioni, come la particolare attenzione che #CRO (Croazia) e #BIH (Bosnia Herzegovina) si sono riservate a vicenda, o l’alto volume di conversazioni in #FRA (Francia) riguardo alla Nazionale algerina #ALG.

    A questo punto non vi resta che consultare l’infografica per verificare altre relazioni tra altre nazionali e scoprire anche quelle relative all’Italia.

    Inoltre, i tifosi tedeschi possono mostrare il loro sostegno alla Nazionale twittando un selfie con l’hashtag #aneurerseite; i Tweet saranno proiettati su un Twitter Wall collocato nell’hotel di Campo Bahia dove alloggia la Nazionale tedesca.

    argentina-germania-mentions

    Infine, guardiamo quali giocatori delle squadre finaliste hanno acceso di più l’interesse generale. L’immagine in alto mostra i giocatori più menzionati (nel corso dell’intero torneo), e al primo posto vediamo l’attaccante argentino Lionel Messi e il tedesco Mesut Özil (@mesutozil1088).

    E’ stata anche analizzato la crescita di follower di entrambe le Nazionali finaliste. Dal primo match del 12 giugno, @DFB_Team e @Argentina hanno aumentato il loro numero di follower rispettivamente del 62% e del 139%.

    Ecco, questo era tutto quello che dovevamo riportarvi e domani cercheremo di darvi anche l’esito della finalina di stasera tra il Brasile e l’Olanda, valida per il terzo posto.

    Ma voi per quale squadra tifate domani, per l’Argentina #ARG o per la Germania #GER? Fatecelo sapere qui tra i commenti, o sulla nostra pagina Facebook, o ancora twittandocelo con #IoTifoPer e aggiungete il vostro hashflag con il nostro account, nato da poco, @InTime_Blog.

    [divider]

  • Ecco la nuova app LINE Selfie Sticker e il profilo dei selfie addicted [Infografica]

    Ecco la nuova app LINE Selfie Sticker e il profilo dei selfie addicted [Infografica]

    line-selfie-sondaggio

    LINE, la popolare app di messaggistica istantanea, lancia la nuova app LINE Selfie Sticker e, attraverso un sondaggio, traccia il profilo dei “Selfie Addicted” europei. E risulta che i selfier italiani sono i più compagnoni. Mentre in Spagna spopola il selfie di coppia. In Germania e in Regno Unito sono più solitari

    LINE, la popolare app di messaggistica istantanea, in occasione della lancio della nuova app LINE Selfie Sticker, disponibile da oggi su Andorid e iOS, hapubblicato il sondaggio europeo “Selfie addicted” per conoscere le abitudini dei giovani europei in tema di autoscatti, i cosiddetti selfie, appunto. Il sondaggio, che è stato condotto sulla piattaforma LINE in Italia, Inghilterra, Germania e Spagna ha avuto la durata di 48 ore e ha coinvolto circa 27.000 persone dai 12 anni in su.

    Ebbene, in cima alla classifica europea degli appassionati di selfie troviamo gli adolescenti spagnoli, subito seguiti dai teenager italiani. Per i 2 Paesi, infatti, il 42% circa dei ragazzi fino a 15 anni dichiara di scattarsi selfie più volte al giorno. Gli inglesi si posizionano sul terzo gradino del podio mentre, come fanalino di coda, troviamo i tedeschi (32%).

    dal sondaggio viene fuori che per farsi un selfie c’è bisogno anche di una preparazione che a volte può essere anche lunga. E non può mancare la scelta del vestito o dell’accessorio giusto. Gli Italiani sembrano essere in assoluto i più vanitosi e fashion addicted, dichiarando per oltre il 40% tra gli under 25, di scattarsi una foto quando si indossa un vestito nuovo o un make up particolare, seguiti dai pari età inglesi, dai tedeschi e, in coda, gli spagnoli. Dunque i ragazzi iberici sembrano meno interessati all’apparenza, ma primeggiano in altre categorie: infatti tra di loro ben il 40% degli over 26 preferisce fotografarsi per condividere un momento unico e speciale con i propri amici.

    E poi, come si sa, gli italiani sono socievoli. Infatti quando scattano, lo fanno preferibilmente in compagnia (il 60% tra gli under 15), e non importa che siano ragazzini o adulti, gli amici sono sempre una costante. Più romantici, invece, sembrano essere gli spagnoli. Oltre il 50% degli under 25, infatti, conferma il trend del selfie gli amici anche se, tra i 26 e i 35 anni, tendono a preferire i selfie di coppia (il 33%). Il trend cambia nettamente invece nei Paesi nordici. Inglesi e tedeschi infatti preferiscono dedicare gran parte delle loro energie alla ricerca del selfie solitario perfetto.

    Per i giovani italiani e spagnoli, sempre pronti a divertirsi, le feste in discoteca e le vacanze in riva al mare sembrano i momenti migliori per concedersi un autoscatto. I Paesi dell’Europa centrale, invece, si dimostrano più rigorosi: il 26% dei tedeschi under 15, infatti, ama guardarsi e fotografarsi allo specchio mentre i pari età inglesi, che passano molto tempo a scuola e nei college, sembrano preferire, per i loro selfie, le aule scolastiche.

    Ma al di là dei dati del sondaggio, quello che emerge è che i selfie preferiti da tutti sembrano infatti essere quelli che immortalano la compagnia, i sorrisi e la complicità delle persone cui siamo affezionati: in tutti i Paesi, il best selfie, è fatto con gli amici.

    Tornando a LINE Selfie Sticker che potete scaricare da questo link, una volta scaricata, appunto, basterà scattarsi un selfie per creare più di 160 tipi di sticker gratuiti. Alle immagini realizzate è inoltre possibile poi aggiungere fumetti di testo personalizzati. I selfie stickers possono essere inviati nelle chat LINE, utilizzati come immagine profilo, pubblicati sulla LINE Timeline o condivisi sui principali social network con i propri amici.

    Bene, adesso diteci, anche voi siete selfie addicted?

    line-selfie-infografica

    [divider]

  • #UnaMacchinaPerRudy, il punto di vista del Gruppo Roncaglia, l’agenzia digital di smart Italia

    #UnaMacchinaPerRudy, il punto di vista del Gruppo Roncaglia, l’agenzia digital di smart Italia

    Il caso di #UnaMacchinaPerRudy nei giorni scorsi ha movimentato il dibattito sui Social Media e sulla Rete, anche con toni accesi. Ecco che oggi vogliamo proporvi anche il punto di vista di smart Italia. E ne abbiamo parlato con il Social Media Team del brand che fa capo al Gruppo Roncaglia, una delle più innovative agenzie in Italia

    Il caso #UnaMacchinaPerRudy è, come abbiamo documentato nei giorni scorsi, sicuramente uno dei casi di storia che verrà ricordato nel web marketing italiano. E su questo punto il dibattito sulla rete è intenso, con toni anche polemici, e ci si interroga su quale tipologia possa definire meglio questa operazione. Azione di web marketing? Di Social Media Marketing? Di Real Time Marketing? O di Marketing puro? Insomma, le definizioni non mancano di certo ad evidenziare come, comunque la si pensi,  questo sia un caso mai accaduto prima nel nostro paese. Come certamente ben saprete, la campagna che il blogger Rudy Bandiera, molto noto sul web e sui social media, ha lanciato con l’hashtag #UnaMacchinaPerRudy chiedendo alle case automobilistiche un auto in quanto la sua era stata seriamente danneggiata in un incidente, si è conclusa con la decisione di smart Italia di cedere a Rudy una smart per la durata di un anno. A questo punto, mentre il dibattito non accenna a diminuire, su Twitter come su Facebook, ne abbiamo approfittato per chiedere direttamente a smart Italia quale fosse stata la motivazione per cui decidere di partecipare a questa operazione.

    Entriamo quindi in contatto con il Social Media Team di smart Italia che fa capo al Gruppo Roncaglia, tra le più innovative agenzie di comunicazione in Italia, e a loro chiediamo subito:

    Ma come siete arrivati a coinvolgere smart Italia?

    Dal lavoro di monitoraggio che portiamo avanti in maniera costante. Appena ci siamo imbattuti nella campagna “#UnaMacchinaPerRudy“, abbiamo notato che la discussione stava montando molto rapidamente assumendo contorni interessanti. Dopo prime attente valutazioni, ritenendo che si poteva dar vita a un’operazione interessante per il brand, abbiamo presentato l’idea a smart che ci ha dato subito un feedback positivo. Nel giro di un paio di giorni si è arrivati alla decisione di dare l’auto a Rudy Bandiera per la durata di un anno”.

    Ma cosa vi ha convinto che questa fosse un’operazione da prendere al volo per smart Italia?

    È  un’operazione che per modalità e dinamiche si adattava all’allure del brand e alla linea di comunicazione che stiamo portando avanti insieme. A livello di linguaggio e di capacità di leggere la Rete fa il paio – anche se si tratta di due iniziative diverse sotto molti aspetti – con la “social battle” tra brand che abbiamo iniziato con Citroen Italia, e che è stata ribattezzata #LaGuerradeiParcheggi, e che poi si è allargata spontaneamente ad altre aziende come Martini, San Carlo e Molinari fino a prendere i contorni di un “social party”.

    Ma in questa operazione smart Italia cosa ci guadagna?

    Il buzz è certo stato altissimo, così come la visibilità per smart in questi giorni. Per valutare in maniera corretta il ritorno per il brand, tuttavia, questa iniziativa deve essere considerata all’interno di un contesto più ampio di operazioni che a livello strategico stiamo definendo con smart. Non ha senso ragionare in termini spot.”

    Credete che tutto questi brusìo, anche dai toni polemici, possa creare qualche conseguenza per smart Italia?

    Non ci risulta che il brand abbia subito contraccolpi dall’enorme discussione che è scaturita nei giorni scorsi. Anche le voci più critiche di molti autorevoli blogger si chiedono semplicemente se l’operazione non rischi di tradursi in un boomerang per smart. Dubbi perfettamente leciti che nascono però dalla mancata conoscenza – e non potrebbe che essere così – della strategia complessiva. Ovviamente continuiamo a monitorare la discussione e il sentiment in maniera costante per valutare eventuali evoluzioni”.

    Secondo Armando Roncaglia, a capo del Gruppo omonimo, questa è stata:

    Un’altra grande dimostrazione di quanto sia sempre più strategico per i brand comprendere e padroneggiare i linguaggi e le dinamiche dei nuovi media. Il web, e in particolare i social network, hanno rivoluzionato il modo di fare comunicazione e chi non sa ascoltare questo cambiamento è condannato a rimanere fermo. Solo l’unione di professionalità diverse e complementari può coglierne tutte le opportunità, con una strategia unitaria e al servizio del brand.”

    Bene, questa è la nostra conversazione con il Social Media Team di smart Italia che per quel che ci riguarda ha fatto un po’ di chiarezza in più rispetto a quello che era il punto di vista del brand in questione. E ci sembrava giusto conoscerlo affinchè chiunque voglia possa, ora, farsi un’opinione più chiara. E certamente siamo qui per ricevere le vostre osservazioni su quello che vi abbiamo raccontato.

    [divider]

Contatti