Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Cresce il numero di italiani che fa la spesa online [Infografica]

    Cresce il numero di italiani che fa la spesa online [Infografica]

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    Con il crescere del fenomeno E-commerce nel nostro paese, cambiano le abitudini di acquisto. E grazie anche a questa indagine di Coop online, con infografica, notiamo che sempre più italiani comprano i beni di consumo ordinari online per risparmiare e per confrontare meglio i prezzi. L’utente è quindi sempre più preparato e informato

    Abbiamo più volte affrontato il tema dell’E-commerce qui sul nostro blog e di come questo fenomeno sia ormai in forte crescita nel nostro paese. E in questo contesto vogliamo oggi parlarvi di questa ricerca ad opera di Coop Online che ha lanciato un’infografica che ci mostra come è cambiato il modo di fare la spesa degli italiani negli ultimi anni, orientata sempre più verso la modalità online. E il ridimensionamento degli standard di vita degli italiani dovuto alla bassa congiuntura economica ha profondamente modificato le loro abitudini ed i modelli di consumo. Inoltre, una forte propensione all’innovazione e al cambiamento sembra essere stata la soluzione scelta dagli italiani per difendere il loro livello di vita. Ecco quindi individuati i punti che spiegano la crescita della spesa online negli ultimi 5 anni. Le famiglie usano sempre di più il web per cercare promozioni, sconti e confrontare i prezzi con il risultato che il consumatore è più informato e consapevole.

    Un consumatore del quale l’infografica, che vedete in basso, mostra il profilo tipico unitamente ai fattori che influenzano la sua scelta presentando vantaggi e svantaggi dell’acquisto presso un negozio fisico oppure online. In particolare tra il 2012 e il 2013 si assiste ad un notevole cambiamento dei consumi che vede un aumento degli acquisti online del +17% nel trimestre concluso a febbraio 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Ma cosa acquistano gli italiani? La riduzione delle spese superflue vede diminuire del 20,80% la spesa per abbigliamento e calzature mentre la maggiore attenzione prestata alla cura della casa fa registrare un +42,10% di acquisti online dedicati al settore utensili ed elettrodomestici per la cucina, accessori per l’arredo e strumenti per il bricolage segno di un forte ritorno ad un approccio “fai da te” tra le mura domestiche.

    In questi casi gli italiani preferiscono comprare sul web per approfittare delle promozioni su siti affidabili e dall’offerta ampia e variegata. La scelta degli acquisti è inoltre influenzata nella maggior parte dei casi da suggerimenti di amici e parenti che hanno già effettuato acquisti su determinati siti.

    Il profilo dell’e-shooper che viene fuori da questa indagine ha un’età media di 18-35 anni, con un reddito medio-alto, l’orario in cui preferisce fare i propri acquisti è tra le 21 e le 23; la spesa mensile online, composta mediamente da 10 prodotti, ha un valore di 40 € e ama acquistare da siti specializzati. Il 46,6% preferisce la carta di credito come metodo di pagamento; il 39,2% PayPal.

    Il 73% fa acquisti online perchè consigliato da amici e conoscenti; il 59% perchè riceve informazioni dai Social Media; il 49% perchè influenzato dalla televisione; il 45% perchè influenzato dalla stampa.

    Questo il quadro delineato da Coop online. E voi vi ritrovate in questa analisi? Fate anche voi la spesa online e quali sono i prodotti che acquistate di più?

    Coop-Spesa-online Italia

  • Su Amazon 30 app da scaricare del valore di 100 euro

    Su Amazon 30 app da scaricare del valore di 100 euro

    Nuovo grande regalo da Amazon per le vacanze ormai alle porte. Da ieri e fino a tutto oggi, potrete scaricare da App Shop per Android 30 app, per ufficio e per lo svago, del valore di 100 euro. Un’occasione da non perdere dunque. Tra le app tutte interessanti, segnaliamo OfficeSuite Professional 7 e anche Pho.to Lab PRO

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    Questo per tutti gli utenti Android è davvero un regalo gradito e Amazon non è la prima volta che fa di regali simili. Solo che stavolta si è superata. Infatti, pensando alle vacanze che ormai sono alle porte, e per alcuni sono già iniziate, sull’App Shop per Android da ieri e fino a tutto oggi è possibile scaricare 30 applicazioni, per lavoro e anche per il semplice svago, del valore di ben 100 euro. Insomma, un’occasione davvero da non perdere anche perchè ci sono delle app davvero molto utili. E tra queste troviamo OfficeSuite Professional 7, del valore di 11,57 €, utile per aprire, creare e modificare documenti nei formati standar MS Office, sul proprio dispositivo Android; Jump Desktop, del valore di 7.94 €, con cui possibile gestire il PC in remoto dal proprio smartphone o tablet grazie ai comandi e alla tastiera integrati; MyBackup Pro, del valore di 3.65 €, utile per fare il backup del proprio dispositivo Androidsul computer, azione molto utile specie quando si deve partire per le vacanze. O ancora troviamo AccuWeather Platinum, del valore di 2.30 €, per avere sempre a portata di mano la situazione meteorologica e prevedere se il weekend sarà di sole o di pioggia, precisa per luoghi e orari; Photo.Lab Pro, del valore di 2.38 €, app per veri fotografi che permette anche la creazione immediata di cornici e particolari fotomontaggi. Tra i giochi, troviamo Clarc, del valore di 3.99 €, che permette di comandare un robottino per difendere e costruire impianti sofisticati su Marte, oppure Ravensword:Shadowland del valore di 5.08 € per avventure epiche con un personaggio tutto da caratterizzare secondo il proprio gusto. Ma c’è anche Pinball Deluxe Premium, del valore di 2.21 €, la versione digitale del simpatico flipper.

    Allora, ecco di seguito la lista completa delle app che potrete ancora scaricare gratuitamente entro oggi, e non fatevi sfuggire questa occasione!

    Giochi

    Plex (3.64€)

    Enigmatis: I fantasmi diMaple Creek (0,99€)

    League of Heroes Premium (2,31€)

    The Room Two (Kindle Tablet Edition – 2.69€)

    Pho.to Lab PRO (2.,38€)

    PUZZINGO Puzzles (Pro Edition – 11.,04€)

    Root Explorer (3,60€)

    Loco Motors (1,44€)

    CrossMe Premium (3,93€)

    CLARC (3,99€)

    L’autobus del Dr. Panda (2,49€)

    Pinball Deluxe Premium (2,21€)

    Sonic The Hedgehog 2 (2,17€)

    Card Wars – Adventure Time (2,93€)

    Wedding Dash Deluxe (0.73€)

    Dungeon Village (3,34€)

    Ravensword: Shadowlands (5,08€)

    Vacanze

    AccuWeather Platinum (2,30€)

    Interprete da Viaggio (7,99€)

    MobiLearn Talking Phrasebook, English-French-German-Italian-Spanish (7,94€)

    Ufficio

    EZ Money Manager (7,91€)

    aCalendar+ (2,99€)

    Jump Desktop (RDP & VNC – 7,94€)

    Blocco Note+ (0,99€)

    Business Calendar (4,75€)

    Splashtop Remote Desktop HD (6,92€)

    2Do: Todo List | Task List (5,58€)

    OfficeSuite Professional 7 (11,57€)

    MyBackup Pro (3,65€)

    Informant 3 (7,24€)

    Tutte le app sono disponibili su App-Shop Amazon per Android e possono essere utilizzate per Kindle FireHD e Kindle Fire HDX e per gli smartphone e tablet Android.

    Allora scaricatele e divertitevi, anche!

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  • Ecco Fast Up, il progetto di Fastweb che sostiene le idee

    Ecco Fast Up, il progetto di Fastweb che sostiene le idee

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    E’ stato presentato ieri ufficialmente a Milano Fast Up, il progetto di Fastweb che attraverso la piattaforma di crowdsourcing Eppela, sostiene le nuove idee di impresa. Il progetto sfrutta il crowdsourcing e prevede che un sostegno fino a 10.000 euro di cofinanziamento per i progetti che raggiungono tramite il 50% del budget richiesto

    E’ stato presentato ieri in via ufficiale a Milano, presso la cascina Cuccagna, Fast Up, il progetto di Fastweb che attraverso la piattaforma di crowdsourcing Eppela, sostiene le nuove idee di impresa. Ogni mese i progetti che tramite EPPELA avranno raccolto dalla rete il 50% del budget richiesto verranno cofinanziati da Fastweb per il restante 50%.

    FASTWEB vuole arricchire la vita e il lavoro attraverso internet” ha dichiarato Sergio Scalpelli durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa che si è tenuta ieri a Milano. “Quest’anno FASTWEB, in coerenza con questo obiettivo, ha deciso di intraprendere un percorso di apertura verso il mondo delle start up e del crowdfunding contribuendo a iniziative che incoraggino l’innovazione e la diffusione della cultura digitale. Crediamo che anche in Italia le idee possano crescere e diventare grandi”.

    Attraverso FAST UP Fastweb si pone come obbiettivo di cofinanziare idee, servizi e applicazioni per avvicinare le persone alla tecnologia e per migliorare la vita in casa e nelle città con l’aiuto del digitale. Verranno selezionati progetti nei settori dell’educazione digitale, delle smart cities, di internet delle cose, della robotica e delle domotica.

    Chiunque abbia un’idea di impresa nell’ambito di queste categorie può partecipare a FAST UP. Tra tutte le idee proposte a Eppela che raggiungeranno tramite il crowdfunding il 50% del budget stabilito, FASTWEB ed Eppela selezioneranno quelle a cui corrispondere il rimanente 50%, fino ad un massimo di 10.000 euro per progetto. L’iniziativa FAST UP prevede un budget complessivo di 90.000 euro messo a disposizione da FASTWEB entro dicembre 2014. La proprietà dell’idea rimarrà a chi la propone.

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    I primi progetti sono già stati lanciati ieri su www.eppela.com/fastup. Le idee selezionate sono OVUNQUE, un kit domotico che gestisce elettrodomestici e climatizzazione, ASSO WI-FI, una piattaforma di autenticazione per il wi-fi free e DRONE ON THE BEAUTY, un drone che ha il compito di mappare i posti più nascosti dell’Italia.

    I progetti finanziati saranno seguiti per un anno dal team di Eppela, con consigli e indicazioni utili per il loro avviamento e la loro valorizzazione. Lo sviluppo dei progetti sarà inoltre progressivamente raccontato e monitorato attraverso i canali di comunicazione di Eppela, e di FASTWEB, favorendo in questo modo la visibilità delle idee e la possibilità che altri si interessino alle iniziative sostenendole attivamente.

    A due anni dal nostro lancio – ha dichiarato Fabio Simonelli, Project Leader di Eppela – vediamo che il crowdfunding sta prendendo finalmente piede in Italia in maniera rapida e profonda. Segno che anche l’Italia crede nelle idee, ne sostiene il lancio attraverso la meritocrazia, apprezza le nuove modalità di test di mercato e un nuovo modo per fare economia. La nuova iniziativa FAST UP ne è la dimostrazione. Se FASTWEB, brand che sposa al meglio il concetto di innovazione e di connessione tra le persone, si adopera a sostegno del crowdfunding insieme a noi di Eppela, questo non può che essere una grande soddisfazione e la dimostrazione che siamo sulla strada giusta”.

    Eppela, nata nel 2011 da uni’intuizione di Nicola Lencioni, rappresenta nel panorama italiano la principale piattaforma di crowdfunding reward based, con centinaia di progetti finanziati e una raccolta che ad oggi supera i 3 milioni e mezzo di euro (di cui oltre il 70% negli ultimi 12 mesi). Il volume d’affari generato dai progetti finanziati tramite crowdfunding reward based supera gli 8 milioni di euro, con un tasso di crescita nel 2013 del 70% rispetto all’anno precedente (fonte: ICN).

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  • Fotolia Instant, l’app che fa guadagnare arriva anche su Android

    Fotolia Instant, l’app che fa guadagnare arriva anche su Android

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    Ed ecco finalmente disponibile  per Android Fotolia Instant, l’app che permette di guadagnare vendendo i tuoi scatti realizzati con lo smartphone. Disponibile solo per iOS, da oggi l’app è scaricabile gratuitamente anche da Google Play. Le foto vendute ad oggi in Europa sono state 50 mila e con Android si punta ancora più in alto

    E’ finalmente arrivata anche su Android Fotolia Instant, l’app di Fotolia, banca immagini leader in Europa per contenuti creativi stock lowcost, che permette agli utenti di guadagnare vendendo i propri scatti realizzati con lo smartphone. Il successo ottenuto con la versione iOS, 50 mila scatti venduti in tutta Europa, sarà certamente replicato, se non superato, anche grazie alla versione che da oggi è disponibile gratuitamente su Google Play. Quindi se siete appassionati di fotografia e vi piace scattare immagini con il vostro smartphone, allora da oggi sapete che le potete vendere attraverso questa app.

    Oleg Tscheltzoff, fondatore e CEO di Fotolia ci commenta così questo importante lancio:

    All’inizio Instant è stato un esperimento, sapevamo che la fotografia tramite mobile era un grosso trend in crescita che non potevamo ignorare. Ora ci rendiamo conto che Instant è una risorsa nuova di immagini per Fotolia e i risultati di vendita hanno superato le nostre aspettative. Non è facile mixare glie elementi giusti per far partire un nuovo progetto, ora siamo entusiasti di questo successo, e anche emozionati per il lancio della versione per Android che aumenterà il numero degli autori e delle vendite”, ci spiega.

    Dal lancio dello scorso ottobre 2013, sono state caricate più di 135.000 immagini, oltre 35.000 sono state accettate e sono diventate parte della Instant Collection. Le immagini della Instant Collection sono state scaricate più di 50.000 volte a dimostrazione della popolarità che sta avendo questa nuova collezione tra gli acquirenti di immagini creative stock. Fotolia Instant è divenuta a pieno titolo un nuovo canale di reddito attraverso immagini scattate con lo smartphone, un mercato interessante per una nuova tipologia di fotografi che producono immagini semplici e spontanee con il proprio cellulare.

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    Fotolia-instant-app-android_Subscription

    Morgan David de Lossy, capo del progetto Fotolia Instant aggiunge:

    Quello che oggi chiamiamo “Phonografia” ha portato la fotografia vicino ad un pubblico più ampio. Questa nuova generazione di fotografi da mobile, è disinvolta, ha un approccio spontaneo verso la fotografia commerciale. Le immagini con più vendite della Instant Collection raffigurano generalmente persone giovani che si divertono all’aria aperta. Sole, divertimento, spontaneità, atmosfera autentica sono le caratteristiche salienti che un compratore cerca da questo tipo di immagini.”

    La Collezione Instant esprime concetti come gioia di vivere e socialità, lo stile di vita urbano, la vita di tutti i giorni nei suoi momenti speciali e più sorprendenti. E’ una nuova visualità che sta registrando un trend di crescita veloce, e che riflette il modo in cui le nuove generazioni vivono la fotografia.

    A questo link potete vedere una selezione delle immagini Instant Collection.

    Allora, correte a scaricare Fotolia Instant app anche da Android e poi fateci sapere cosa ne pensate!

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  • LINE festeggia i 3 anni con 1 miliardo di download

    LINE festeggia i 3 anni con 1 miliardo di download

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    LINE, la popolare app di messaggistica istantanea, compie 3 anni con un traguardo davvero interessante. Le sue app in questo periodo hanno superato 1 miliardo di download in tutto il mondo. Tra le app più scaricate, LINE Camera, con più di 90 milioni di download, e LINE POP, con più di 40 milioni di download

    LINE, la popolare app mobile di chiamate e messaggistica gratuita, ha celebrato, due giorni fa, il 23 giugno 2014, il suo terzo anniversario. E proprio il 21 giugno è stata raggiunta la soglia di un miliardo di download effettuati in tutto il mondo sia per LINE sia per tutte le applicazioni appartenenti alla famiglia LINE.

    Fin dalla nascita del servizio gratuito di messaggistica avvenuta appunto il 23 giugno 2011, LINE ha ampliato in maniera significativa la sua offerta aggiungendo chiamate gratuite e sticker già dall’ottobre dello stesso anno, attirando nuovi utenti da tutto il mondo. LINE ha continuato ad aggiungere nuovi servizi per offrire ai suoi utenti la migliore esperienza di comunicazione possibile, inserendo le video chiamate e “LINE Premium Call”, un servizio che consente agli utenti di effettuare chiamate nazionali e internazionali sia verso telefoni fissi sia cellulari con tariffe molto vantaggiose. LINE è cresciuto e ad oggi conta più di 470 milioni di utenti in tutto il mondo.

    In Italia, LINE mette a disposizione dei suoi utenti oltre 1.000 sticker gratuiti. Tra le numerose attività organizzate per il mercato italiano, va sottolineato il coinvolgimento di 5 famosi designer italiani (Vanna Vinci, Mauro Gatti, Claudia Bettiardi, Panfilia Iannarone e Francesca Tabasso) che hanno realizzato 6 set di sticker esclusivi per il nostro Paese. In soli 9 mesi, i 7 account ufficiali aperti solo in Italia hanno raggiunto oltre 1 milione e mezzo di utenti (Emma è salda al primo posto con 720.000 seguaci). Tra le altre celebrity che si sono unite a LINE, anche La Pina sta ottenendo un grande successo con i suoi quasi 400.000 fan, Baz e Annalisa. L’ultimo Account Ufficiale aperto in casa LINE è stato quello di Radio Italia.

    Il servizio ha inoltre sfruttato la sua ampia base di utenti e l’alto tasso di utilizzo, incentivando lo sviluppo della piattaforma LINE per offrire una serie di app perfettamente integrate con LINE, coprendo ogni tipo di esigenza comunicativa, contenuti digitali, giochi, strumenti, media e molto altro. Attualmente la piattaforma offre 63 servizi che includono l’applicazione “Camera LINE”, la community online di avatar ”LINE Play” e i giochi “LINE Game”.

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    Tutte le applicazioni sono totalmente integrate con LINE, offrendo agli utenti la possibilità di comunicare con le persone a cui tengono. I servizi, inoltre, sfruttano pienamente la connessione con LINE, aggiungendo un ulteriore livello di divertimento all’applicazione e attraendo nuovi utenti. E proprio qualche giorno fa, il 21 giugno, il numero totale di download per LINE e per le applicazioni della famiglia LINE ha superato il miliardo. Oltre all’applicazione LINE, 14 app della famiglia LINE hanno ottenuto più di 10 milioni di download, mentre LINE Camera ne ha ottenuti 90 milioni. Le applicazioni offerte attraverso il servizio di gioco LINE Game sono molto popolari in tutto il mondo, mentre LINE POP conta più di 43 milioni di download e un totale di nove titoli che superano i 10 milioni.

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  • Brasile 2014, i tweet di Italia-Uruguay sono stati 3 milioni e mezzo

    Brasile 2014, i tweet di Italia-Uruguay sono stati 3 milioni e mezzo

    Italia-Uruguay-tweets

    La partita che di fatto sancisce la fine dell’avventura dell’Italia ai Mondiali di Calcio di Brasile 2014, ottiene complessivamente 3,5 milioni di tweet. Il picco di tweet si è avuto inevitabilmente con il gol di Godìn che fa registrare 141 mila tweet. Il giocatore italiano più menzionato è stato Mario Balotelli; Luis Suarez colleziona 2,2 milioni di mentions

    Italia-Uruguay il match che avrebbe dovuto sancire la svolta della nostra Nazionale ai Mondiali di Calcio di Brasile 2014, in realtà ha segnato la nostra disfatta. L’Italia gioca male e perde, dicendo addio al sogno Mondiale, in maniera molo mesta a dire la verità. Le difficoltà emerse con il Costa Rica si sono acutizzate nel match con l’Uruguay, con i giocatori incapaci di prendere iniziative. Detto questo, vediamo anche stavolta, grazie ai dati Twitter, com’è andata la partita sul social network a 140 caratteri. Ebbene, il match totalizza complessivamente 3,5 milioni di tweet, quindi mezzo milione di tweet in più rispetto al match con il Costa Rica, anche se comunque il totale è la metà del match di esordio, quello vinto con l’Inghilterra, quando i tweet totali furono 7,2 milioni. E’ evidente che sul totale incide molto l’orario, infatti le partite che si svolgono in orari serali mostrano numeri maggiori di tweets.

    I calciatori più menzionati della Nazionale Italiana (@vivo_azzurri, @azzurri) sono stati:

    1. Mario Balotelli – @FinallyMario
    2. Gianluigi Buffon – @gianluigibuffon
    3. Giorgio Chiellini – @chiellini

    Mentre i calciatori più menzionati dell’Uruguay (@AUFseleccion) sono stati:

    1. Luis Suárez – @luis16suarez
    2. Diego Godín – @DiegoGodin3
    3. Edinson Cavani – @ECavaniOfficial

    C’è da segnalare, come rileva Twitter Data, che prima del “morso” a Chiellini le menzioni che riguardavano Suarez, @luis16suarez, erano 100 mila, da dopo il morso sono state 2,2 milioni:

    Italia-Uruguay-tweets-picchi I picchi di tweets, TPM (tweet al minuto) sono stati: – il gol di Diego Godìn che ha totalizzato 140923 TPM;   – il momento in cui Luis Suárez morde Giorgio Chiellini sulla spalla, con 107.152 TPM;     – il finale della partita con 103.939 TPM.

    Tanti sono stati i tweet che sono stati molto condivisi e qui ve ne segnaliamo alcuni. Cominciamo con il tweet che saluta l’avventura azzurra ai Mondiali di Brasile 2014:

    Questo è quello che annuncia le dimissioni del CT Cesare Prandelli che le rassegna al termine del match:

    E questo è il tweet che annuncia le dimissioni del presidente della Federcalcio, Abete:

    Poi c’è il tweet di sostegno di Kobe Bryant, sempre presente in questi mondiali:

    Poi c’è il tweet dell’account ufficiale dell’Uruguay che festeggia il finale del match:

    E di seguito alcuni tweets dedicati al morso di Suarez ai danni di Chiellini, a cominciare da uno che di morso come questo lo ha subito:

    Questo il consueto resoconto con i dati ufficiali di Twitter. Allora, avete seguito anche voi il match su Twitter? Siete anche voi delusi del risultato e del rendimento della nostra Nazionale?

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  • Google Domains, Google si lancia anche nel mercato dei domini

    Google Domains, Google si lancia anche nel mercato dei domini

    Google-Domains

    Google non smette mai di stupire. Ed ecco che a sorpresa annuncia di voler lanciare una propria piattaforma, Google Domains, attraverso la quale registrare domini web. Al momento l’utilizzo la piattaforma è in versione beta a invito, aperta solo ad un ristretto numero di persone. Una mossa che avrà enormi conseguenze sul mercato

    E’ proprio il caso di dire che Google non smette mai di stupire. Infatti, con un comunicato rilasciato su Google+, dall’account Google+ Your Business, la casa di Mountain View annuncia la sua piattaforma Google Domains, lanciandosi di fatto nel mercato dei domini. Al momento la piattaforma è in versione beta su invito, aperta solo ad piccolo numero si persone, ma certamente è una di quelle mosse che avrà sicuramente conseguenze sul mercato. Basti pensare alla curiosa coincidenza del fatto che solo pochi giorni fa, il 9 giugno, GoDaddy ha presentato la sua IPO, quindi il suo sbarco in borsa a cui pensava ormai dal 2006, e a distanza di pochi giorni Google annuncia la sua piattaforma. Certo una coincidenza. Resta il fatto che questo è un mercato in cui un’azienda come Google avrebbe dovuto entrarci già anni fa, invece in tutti questi anni ha lasciato la sua potenziale fetta ad altri, anche a GoDaddy uno dei player che Google ti suggeriva se volevi comprare un dominio.

    Come dicevamo, al momento la piattaforma è su invito, accessibile solo da un ristretto numero di persone che possono acquistare domini come .com, .biz, .org oppure uno dei tanti domini che ad oggi sono in uso sul Web. E comunque anche voi potete fare richiesta semplicemente andando sulla pagina di Google Domain, cliccate la voce in alto a destra “Manage my domains” e vi comparirà una finestra per fare la richiesta del codice per accedere alla piattaforma. Cliccate su “I’d like to request an invitation code” e da lì approderete ad un form dove dovrete inserire il vostro indirizzo email per procedere con la richiesta. Al momento non si sa a quante persone verrà estesa questa modalità, certo è che se volete provare dovete fare in fretta.

    Nel comunicato che annuncia la piattaforma Google Domains, Google spiega che ad oggi, nel 2014, attraverso qualsiasi dispositivo, desktop o anche mobile, per effettuare ricerche in ambito business il sito in effetti è la prima cosa che andiamo a vedere. E, sempre ad oggi, il 55% delle piccole e media aziende, le nostre PMI per intenderci, non hanno ancora un sito web.

    Google sta lavorando al momento sul servizio assistenza e sta collaborando con provider come Shopify, Squarespace, Weebly e +Wix.com.

    Il prezzo per un anno sarà di 12 dollari, più o meno 10 euro.

    Allora che ne pensate di questa mossa? Quali saranno gli esiti sul mercato secondo voi?

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  • Brasile 2014, i tweet per Italia-Costa Rica sono stati poco più di 3 milioni

    Brasile 2014, i tweet per Italia-Costa Rica sono stati poco più di 3 milioni

    italia-costa-rica-twitter

    Il secondo match dell’Italia di questi Mondiali di Brasile 2014 non è andato certo bene come il debutto. L’Italia nella seconda partita perde per 1 a 0 e anche i tweet sono in calo. I tweet complessivi sono stati infatti poco più di 3 milioni. Anche stavolta, il calciatore più citato è Balotelli

    La seconda partita della Nazionale Italiana ai Mondiali di Brasile 2014 ha il sapore davvero amaro. L’Italia esce sconfitta per 1 a 0 dal match con il Costa Rica e il percorso verso gli ottavi di finale adesso si complica non poco. Infatti Martedì 24 Giugno, sempre alle ore 18, c’è la sfida importante con l’Uruguay e si preannuncia una partita fondamentale che deciderà chi continuerà ne l torneo e chi dovrà invece tornare a casa. E la grigia prestazione degli azzurri si riflette anche su Twitter, infatti il match totalizza poco più di 3 milioni di tweet, per la precisione sono 3,2 milioni, decisamente inferiore a quanto totalizzato nel match di debutto degli azzurri contro l’Inghilterra, quando i tweet furono 7,2 milioni. Evidentemente il fattore orario non ha influito molto, mentre è plausibile pensare che l’Inghilterra abbia contributo molto, del resto lo abbiamo notato anche nelle mappe dei tweet riferite ad altre partite dove si vede chiaramente che l’Inghilterra è sempre molto presente da questo punto di vista.

    Comunque sia come di consueto, grazie ai dati che fornisce Twitter, vediamo i calciatori più citati, i momenti più twittati e qualche tweet significativo del match.

    I calciatori più menzionati dell’Italia (@vivo_azzurro) sono stati:

    1. Mario Balotelli – @FinallyMario
    2. Andrea Pirlo – @Pirlo_official
    3. Gianluigi Buffon – @gianluigibuffon

    Mentre, i più citati del Costa Rica (@FEDEFUTBOL_CR) sono stati:

    1. Bryan Ruiz González – @bryanruizcr
    2. Júnior Díaz
    3. Joel Campbell – @joel_campbell12

    I picchi di traffico della partita sono stati il finale del match con 108.422 TPM (tweet per minute), poi il momento del gol di Bryan Ruiz con 83.505 TPM e poi la prima vera occasione da gol per Mario Balotelli con 28.993 TPM.

    Per quanto riguarda i tweet più significativi del match, vi segnaliamo quello dell’account internazionale della Nazionale Azzurra (@azzurri):

    E poi anche quello di Joel Campbell del Costa Rica:


    Questo il breve resoconto del match. Allora che ne pensate? Avete seguite anche voi la partita su Twitter? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

  • Ecco EsmachLab, tra tradizione e innovazione. Intervista a Luciano Delpozzo

    Ecco EsmachLab, tra tradizione e innovazione. Intervista a Luciano Delpozzo

    esmachlab-logo

    Quando si mettono insieme ingredienti come Tradizione e Innovazione, allora il successo è garantito. Ed è quello che ha fatto Esmach, azienda che da oltre 40 anni produce macchine per la panificazione, dando vita ad EsmachLab, un sistema di lavoro che reinventa il panettiere per come lo abbiamo sempre conosciuto. Ne abbiamo parlato con Luciano Delpozzo, CEO di Esmach

    Esmach è un’azienda che da 40 anni produce macchine per la panificazione e da sempre, per sua vocazione, è attenta all’Innovazione e alla Tecnologia, proprio per rendere i suoi prodotti al passo con il contesto professionale, economico e sociale. E in un periodo in cui è difficile azzardare, Esmach prova a fare qualcosa di più e decide di dare vita a EsmachLab, un vero e proprio sistema di lavoro che reinventa la figura del panettiere, per come l’abbiamo sempre conosciuta, diventando “Panettiere di Giorno“. Per capirne di più, abbiamo incontrato Luciano Delpozzo, CEO di Esmach e fautore di questo sistema, a World Of Coffee 2014, la più importante fiera internazionale dedicata al mondo del caffè che si è tenuta la scorsa settimana a Rimini. Esmach era presente, ottenendo tra l’altro un grande successo di pubblico, per portare la sua idea di panificazione all’interno del bakery, in uno spazio ridottissimo e con soli 5 macchinari, quanto basta per avere pane caldo a tutte le ore, pizze squisite e ottimi dolci, tutto senza addensanti e lieviti chimici, solo con lieviti e prodotti naturali.

    Luciano Delpozzo ci spiega in cosa consiste EsmachLab?

    EsmachLab è un vero e proprio sistema di lavoro che si propone di rivoluzionare la figura del panettiere per come l’abbiamo fino ad ora conosciuta. Non si tratta pertanto di una figura che lavora di notte e dorme di giorno, ma una figura che lavora ad orari normali, dalla mattina fino alla sera, avendo a disposizione dei macchinari che gli consentono di ottimizzare il lavoro, ottenendo prodotti di qualità, a tutte le ore. EsmachLab introduce, quindi, un nuovo sistema in cui il panettiere lavora in uno spazio ridottissimo, circa 30 mq, con 5 macchinari che permettono la preparazione e la cottura di pane, pizze e dolci. Noi offriamo, a chiunque voglia, la nostra esperienza e know how attraverso la nostra Academy e ci occupiamo della formazione e della progettazione, fondamentale poiché è un sistema pensato per piccoli spazi come quelli presenti nei centri storici delle nostre città. Con questo sistema, noi portiamo la panetteria all’interno di un bakery caffè, cosa impensabile fino ad ora per via degli spazi che un progetto di questo tipo avrebbe richiesto. Abbiamo pensato, dunque, ad innovare senza però dimenticare la nostra cultura e la nostra storia unitamente alla nostra conoscenza.

    esmachlab-panettiere-di-giorno

    Ciò che abbiamo imparato alla Fiera di Rimini è come funziona operativamente questa idea. Di fatto, Dott. Delpozzo, questo sistema rivoluziona davvero la figura del panettiere, non è così?

    Purtroppo da sempre, seguendo la nostra cultura, siamo portati a pensare che la figura del panettiere lavori esclusivamente di notte, assolutamente in contrasto con il nostro ritmo circadiano. Questo nuovo approccio alla professione porta con sé innovazione al mondo del bakery, migliorando la qualità di vita di chi ci lavora. Oggi, il panettiere tradizionale soffre molto la concorrenza della grande distribuzione che può permettersi una politica di prezzi molto competitiva, senza però offrire una qualità di prodotto adeguato. Esmach pone il Daytime Baker nelle condizioni di sfornare pane e pizza fatti con “pasta madre” e non con lieviti chimici o semi-lavorati. Non solo vantaggi in termini di qualità: un’alta capacità produttiva si accompagna ad una struttura di costo più contenuta.

    Quando e perchè nasce EsmachLab?

    Esmach produce da 45 anni macchine per la panificazione, di produzione in serie, anche a scala limitata ma con un alto livello di personalizzazione, questo il nostro modello organizzativo in produzione. Siccome all’interno del nostro gruppo, il Gruppo ALI, esiste molta conoscenza, molta voglia di fare, di guardare le cose a 360° e di sperimentare, allora ci siamo detti “perchè non proviamo a realizzare un sistema per cui si possa realizzare il meglio mettendo insieme tecnologia, innovazione e conoscenza?” In questi anni, Esmach ha affrontato una complessa riorganizzazione che tenesse sempre in considerazione il contesto in cui operiamo: abbiamo osservato che esistono 350 mila gelaterie in Italia mentre i panifici soffrono la crisi con numerose chiusure. Abbiamo pensato allora che fosse arrivato il momento di comunicare in un modo assolutamente nuovo questa professione, appunto il “Panettiere di Giorno”. Abbiamo sperimentato, ci siamo messi in gioco, abbiamo trovato delle startup con cui collaborare, fino a prestigiose partnership come quelle instaurate con Autogrill e il produttore di mozzarelle Amodio. Da adesso in poi ci aspettano le sfide più difficili.

    Quanto le nuove tecnologie vi hanno aiutato in questo progetto?

    Le nuove tecnologie ci hanno aiutato molto, anzi moltissimo, ma la vera innovazione per noi è la comprensione dell’opportunità dello sviluppo di un business del tutto nuovo, questa è forse tra le tutte, la nostra sfida più importante.

    Ma perchè assumersi questo rischio in un momento come questo? Non era meglio continuare a costruire macchine, invece di dare vita a questo sistema?

    Ho la fortuna di lavorare nel Gruppo ALI, una realtà imprenditoriale con un grado di deregulation molto ampio che ti permette di sperimentare e sviluppare idee come la nostra. Ora che il progetto è stato visto, capito e piaciuto, diventa importante tradurlo in numeri. Ecco perché, dopo il mondo del vino, cerchiamo di conquistare il mondo del caffè, da questo la nostra presenza a Woc 2014. Stiamo cercando di andare verso nuovi mondi, per noi tutti da scoprire.

    Qual è stato l’approccio utilizzato nella comunicazione di questo nuovo progetto e come avete utilizzato i social media?

    Al momento stiamo pensando ad un campagna mirata soprattutto sulla stampa, utilizzando un approccio alla comunicazione più tradizionale. Il fatto di avere ad oggi più di 4 mila fans su Facebook, comunque vuol dire molto per noi, così com’è importante avere un sito web che comunichi bene questo progetto. Essendo un’idea innovativa non poteva essere relegata ai canali di comunicazione tradizionale. Abbiamo quindi puntato su canali più innovativi, coerenti con il nostro nuovo progetto. La nostra presenza web si completa con PassionePane, il nostro blog in cui si parla di ricette e di cultura del pane, la pagina Facebook, in cui si parla di EsmachLab, di eventi come questo e che ci permette di entrare in contatto con ristoratori dagli Usa, Malesia o da altri paesi, e infine gli altri profili social. L’Innovazione nella Comunicazione per noi è stata molto importante. Altro tassello fondamentale è stato il cambio di immagine che attualmente riprende i colori della terra, coerente con le nostre attività. In tema di coerenza, vorrei sottolineare un altro aspetto del nostro mondo. Alcuni nostri competitor cavalcano l’onda del pellet, da loro identificata come la vera fonte di energia alternativa, promossa anche con massicce campagne stampa, puntando al risparmio economico che si otterrebbe usando il pellet. Noi sosteniamo che le fonti alternative al gasolio, come l’elettricità e il gas e il pellet, abbiano un’economia di costo molto simile. Il pellet però non deriva da legni pregiati, anzi, nel processo di trasformazione il legno viene trattato con prodotti chimici; esistono inoltri i costi del trasporto e lo smaltimento dei sacchi di plastica con cui viene confezionato. Da non sottovalutare le polveri generate dalla combustione del pellet che possono inquinare il pane.
    Noi vogliamo comunicare la nostra coerenza e cerchiamo di farlo trasmettendo messaggi che trovano radice nella nostra storia e nella nostra cultura: fare il miglior pane del mondo con componenti naturali. Se ognuno di noi riuscisse, nel proprio ambito, ad essere coerente in ciò che fa e in ciò che dice, allora daremmo anche noi il nostro piccolo contributo affinché tutto funzioni meglio: questo è quello che crediamo davvero.

    Questa la nostra piacevole e interessante conversazione con Luciano Delpozzo, CEO di Esmach Spa, che ringraziamo ancora una volta per la disponibilità e per averci fatto conoscere la propria azienda che, in un momento non proprio facile, decide di mettersi in gioco e di provare a cambiare. In tutto questo, per restare ancorati ai temi che trattiamo quotidianamente qui sul nostro blog, abbiamo avuto la testimonianza diretta che, anche in operazioni come queste, i Social Media, la Rete sono strumenti importanti e assolutamente strategici.

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  • Diritto all’Oblio: nuovi equilibri o un nuovo Panopticon?

    Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 13 Maggio scorso, che ha introdotto il “Diritto all’Oblio,” ne è scaturito un acceso dibattito, dal quale vengono fuori scenari diversi. Proviamo allora a prefigurarli ponendoci questa domanda: ma da questa vicenda scaturiranno davvero nuovi equilibri o quello che ci aspetta è un nuovo “Panopticon”?

    Nella mia testa la domanda nasce retorica, e spero mi perdonerete se, come mio solito, mi schiero apertamente.

    La Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 13 maggio 2014, quella che ha pronunciato nella causa C-131/12 – Google Spain SL e Google Inc. contro l’Agencia Española de Protección de Datos ed il signor Mario Costeja González – quella di cui tutti hanno parlato e scritto, e sul cui caso concreto non vi tedio rimandandovi direttamente agli atti ufficiali – non mi convince e mi intimorisce.

    Certo, le questioni giuridiche affrontate sono di indubbio interesse e investono questioni fondamentali per la definizione della materia del contendere – il concetto di “stabilimento” delle società estere, il “ricorso a strumenti situati nel territorio di detto Stato membro”, ma, soprattutto, se l’attività “consistente nel localizzare le informazioni pubblicate o messe in rete da terzi, nell’indicizzarle in maniera automatica, nel memorizzarle temporaneamente e infine nel metterle a disposizione degli utenti di Internet secondo un determinato ordine di preferenza”…omissis…”debba considerarsi rientrante nella nozione di “trattamento di dati” ai sensi dell’articolo 2, lettera b), della direttiva [95/46]”, con conseguente individuazione di Google quale“responsabile del trattamento” dei dati personali contenuti nelle pagine web da essa indicizzate, e possibile ed autonomo ordine di rimozione.

    Tra le domande che la sentenza pone, quesito dei quesiti, se “per quanto concerne la portata del diritto di cancellazione e/o opposizione al trattamento di dati in relazione al diritto all’oblio”…omissis…”si debba ritenere che i diritti di cancellazione e congelamento dei dati, disciplinati dall’articolo 12, lettera b), e il diritto di opposizione al loro trattamento, regolato dall’articolo 14, [primo comma,] lettera a), della direttiva [95/46], implichino che l’interessato può rivolgersi ai motori di ricerca per impedire l’indicizzazione delle informazioni riguardanti la sua persona pubblicate su pagine web di terzi, facendo valere la propria volontà che tali informazioni non siano conosciute dagli utenti di Internet, ove egli reputi che la loro divulgazione possa arrecargli pregiudizio o desideri che tali informazioni siano dimenticate, anche quando si tratti di informazioni pubblicate da terzi lecitamente”.

    La sentenza sembra trovare tutte le risposte:

    • “l’attività di un motore di ricerca consistente nel trovare informazioni pubblicate o inserite da terzi su Internet, nell’indicizzarle in modo automatico, nel memorizzarle temporaneamente e, infine, nel metterle a disposizione degli utenti di Internet secondo un determinato ordine di preferenza, deve essere qualificata come «trattamento di dati personali», ai sensi del citato articolo 2, lettera b), qualora tali informazioni contengano dati personali, e che, dall’altro lato, il gestore di detto motore di ricerca deve essere considerato come il «responsabile» del trattamento summenzionato, ai sensi dell’articolo 2, lettera d)”;
    • Google Spain viene considerato uno “stabilimento” del responsabile del trattamento Google Inc. – con una interpretazione molto estensiva del concetto di “contesto di attività”, collegato alla vendita di spazi pubblicitari, che rende, in sostanza, Google Spain partecipe del trattamento dati effettuato, appunto, da Google Inc.; pertanto, “l’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 95/46 deve essere interpretato nel senso che un trattamento di dati personali viene effettuato nel contesto delle attività di uno stabilimento del responsabile di tale trattamento nel territorio di uno Stato membro, ai sensi della disposizione suddetta, qualora il gestore di un motore di ricerca apra in uno Stato membro una succursale o una filiale destinata alla promozione e alla vendita degli spazi pubblicitari proposti da tale motore di ricerca e l’attività della quale si dirige agli abitanti di detto Stato membro”;
    • “gli articoli 12, lettera b), e 14, primo comma, lettera a), della direttiva 95/46 devono essere interpretati nel senso che, al fine di rispettare i diritti previsti da tali disposizioni, e sempre che le condizioni da queste fissate siano effettivamente soddisfatte, il gestore di un motore di ricerca è obbligato a sopprimere, dall’elenco di risultati che appare a seguito di una ricerca effettuata a partire dal nome di una persona, dei link verso pagine web pubblicate da terzi e contenenti informazioni relative a questa persona, anche nel caso in cui tale nome o tali informazioni non vengano previamente o simultaneamente cancellati dalle pagine web di cui trattasi, e ciò eventualmente anche quando la loro pubblicazione su tali pagine web sia di per sé lecita”. Quindi, non solo nel caso in cui tali dati siano inesatti, “ma anche segnatamente dal fatto che essi siano inadeguati, non pertinenti o eccessivi in rapporto alle finalità del trattamento, che non siano aggiornati, oppure che siano conservati per un arco di tempo superiore a quello necessario, a meno che la loro conservazione non si imponga per motivi storici, statistici o scientifici”.

    Al di là delle ineludibili questioni giuridiche, è possibile parlare anche di una “etica della rete”?

    Sono consapevole di aver utilizzato una parola impegnativa: ma l’etica, quella che a volte ci fa sorridere (o temere?) appartenendo al mondo dei massimi sistemi, passa, come tutto, attraverso scelte quotidiane.

    Questa sentenza ne è un esempio paradigmatico: rimettendo ad un “over the top”, dominatore incontrastato della ricerca in rete – quindi della stessa esistenza delle cose, perché “se non appari, non esisti” – il delicatissimo “giusto equilibrio”, necessario a contemperare la tutela della riservatezza di ciascuno con il diritto di cronaca – e il diritto alla memoria, ad esso comunque collegato – addossa ad un unico soggetto – e quale soggetto – la responsabilità di “filtrare” i contenuti della rete, rendendoli disponibili – quindi indicizzandoli – o meno.

    Bilanciamento che, al momento, Google affronta con apparente serenità, affidando ad una intervista delFinancial Times a Larry Page e ad un modulo – una sorta di duplicato digitale di quello già visto per il “notice & take down” per i procedimenti di violazione del copyright secondo il DMCA – l’avvio di un procedimento volto alla rimozione dei contenuti lesivi, su segnalazione dell’interessato.

    Parlo di serenità apparente perché credo che, inizialmente, la stessa società californiana si sia sentita investita di una grande responsabilità; d’altro canto, allo stesso modo non credo sfugga ai più come tale responsabilità diventi, sotto un altro profilo, la possibilità di esercitare un potere immenso: costruire o distruggere la nostra memoria collettiva, anche “solo” orientandola.

    Parole politicamente scorrette, per i più; forse, però, il genus di tutto – la sentenza – lo è almeno altrettanto.

    Le conclusioni rese dall’avvocato generale Niilo JÄÄSKINEN del 25 giugno 2013 avevano fatto ipotizzare una decisione in senso diametralmente opposto:  “ritengo che un’autorità nazionale per la protezione dei dati non possa imporre a un fornitore di servizi di motore di ricerca su Internet di ritirare alcune informazioni dal suo indice, salvo i casi in cui tale fornitore di servizi non abbia rispettato i codici di esclusione o non abbia soddisfatto una richiesta di aggiornamento della memoria cache proveniente dal sito web”; su tale argomentazione, l’Avvocato Generale aveva proposto alla Corte “di rispondere al secondo gruppo di quesiti nel senso che, nelle circostanze indicate nella domanda pregiudiziale, un fornitore di servizi di motore di ricerca su Internet «tratta» dati personali ai sensi dell’articolo 2, lettera b), della direttiva. Tuttavia, il fornitore di servizi non può essere considerato «responsabile del trattamento» di tali dati personali ai sensi dell’articolo 2, lettera d), della direttiva, fatta salva l’eccezione sopra illustrata”.

    Parole inequivoche, che avrebbero dovuto avere come conseguenza l’impossibilità, per l’interessato, di rivolgersi a Google per far valere il diritto di cancellazione e di congelamento dei dati, previsto all’articolo 12, lettera b), e il diritto di opposizione, previsto all’articolo 14, lettera d), della direttiva 95/46.

    Che il tema fosse – e sarà – di estrema rilevanza, era già chiaro a gennaio 2012, quando l’adozione della bozza del nuovo regolamento europeo sulla tutela dei dati personali aveva sollevato molti interrogativi proprio sulla concreta applicazione dell’articolo 17, sul “diritto all’oblio e alla cancellazione”, ai sensi del quale “l’interessato ha il diritto di ottenere dal responsabile del trattamento la cancellazione di dati personali che lo riguardano e la rinuncia a un’ulteriore diffusione di tali dati, in particolare in relazione ai dati personali resi pubblici quando l’interessato era un minore, se sussiste uno dei motivi seguenti:

    a) i dati non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;

    b) l’interessato revoca il consenso su cui si fonda il trattamento, di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), oppure il periodo di conservazione dei dati autorizzato è scaduto e non sussiste altro motivo legittimo per trattare i dati;

    c) l’interessato si oppone al trattamento di dati personali ai sensi dell’articolo 19; d) il trattamento dei dati non è conforme al presente regolamento per altri motivi”.

    All’epoca, avevo sottolineato come lo studio effettuato dalla Enisa sulla fattibilità pratica del “right to be forgotten” previsto dall’art. 17 aveva rilevato come solo con strumenti di filtraggio della rete, a livello di ISP o di motore di ricerca, avesse senso parlare di oblio, con tutte le possibili conseguenze.

    Non sono lontane gli scenari prefigurati da Orwell – “who controls the past now controls the future, who controls the present now controls the past” – né l’idea di un Panopticon.

    E la riflessione diventa obbligatoria.

    Non solo tra giuristi.

    [l’articolo è ripreso da MySolution Post]

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2014/06/Morena-Ragone.jpeg” ]Morena Ragone – Giurista tra nuove tecnologie,open data e diritto d’autore. Amo politica,musica,cinema. Mi trovi a WIkitalia, SGInnovazione, Spaghettifolks, Wister, Iwa, CircoloGT – [follow id=”morenaragone” ][/author]

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