Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Ecco account da seguire e hashtag per i Mondiali di #Brasile2014 su Twitter

    Ecco account da seguire e hashtag per i Mondiali di #Brasile2014 su Twitter

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    I Mondiali di Calcio di #Brasile 2014 stanno per arrivare e Twitter si conferma uno dei canali preferiti dove parlare di calcio. Allora vediamo tutte le informazioni che servono per seguire e twittare le partite, conoscendo gli account da seguire e da citare, e anche gli hashtag da utilizzare

    Quello che sta per partire è forse uno degli eventi sportivi (e non solo) più attesi e seguiti da appassionati e simpatizzanti del Calcio, sì perchè i Mondiali di Calcio sono da sempre un momento che richiama l’attenzione di tutto il mondo e anche di chi di solito non ama seguire questo sport, ma solo per acclamare la squadra che rappresenta la propria nazione. Ma il Calcio per gli italiani, come anche per i brasiliani, è qualcosa di più di uno sport è un momento di aggregazione, di condivisione e questo lo si vede bene anche su Twitter. I 3/4 degli utenti italiani usano Twitter per parlare di Calcio (GlobalWebIndex). Solo nel 2013, secondo una recente indagine di Nielsen, il 50% dei tweet che riguardavano la TV parlavano di calcio, o ancora, sempre nel 2013, sono stati 492 milioni i tweets che riguardavano argomenti sportivi; poi, dei 20 eventi più twittati, 12 sono di eventi sportivi. Pensate che solo per il sorteggio della Coppa del Mondo i tweets sono stati 1,7 milioni in meno di 2 ore.

    Se a questi ultimi dati aggiungiamo anche che (secondo GlobalWebIndex):

    • il 43% degli utenti segue account di squadre di calcio
    • il 30% degli appassionati di calcio pensano che le news arrivino prima su Twitter
    • il 49% degli utenti italiani accede a Twitter quotidianamente
    • il 47% legge i Tweet nel prepartita
    • il 45% twitta quando viene segnato un goal
    • il 53% twitta nel dopopartita

    allora abbiamo un quadro più chiaro di quanto sia forte in Italia il legame tra Twitter e il Calcio e che quindi è utile, per tutti gli appassionati, che si apprestano a twittare i Mondiali di Calcio di Brasile 2014, conoscere gli account da seguire e gli hashtag da usare.

    Gli account da seguire

    Intanto l’account ufficiale della Nazionale Italiana è @Vivo_Azzurro e una lista ben fornita con tutti gli account dei calciatori la potete vedere qui. E’ utile anche sapere che tra questi ci sono delle vere e proprie twitStar con un seguito molto alto, come:

    1. Mario Balotelli – @FinallyMario – 2.16 Mln
    2. Giorgio Chiellini – @chiellini – 1.06 Mln
    3. Gianluigi Buffon – @gianluigibuffon – 660 K
    4. Claudio Marchisio – @ClaMarchisio8 – 453 K
    5. Leonardo Bonucci – @bonucci_leo19 – 407 K

    Per dare un’idea di quello che ci aspetta, il tweet che ha comunicato l’elenco dei pre-convocati ha collezionato oltre 4.100 interazione, quasi 3 mila solo i Rt:

    Sono più di 300 i calciatori di 32 nazioni che sono su Twitter e li trovate in questa lista. Di seguito i 5 calciatori con il più alto seguito:

    mondiali-giocatori-followers

    1. Cristiano Ronaldo @cristiano (Portogallo)
    2. Neymar @neymarjr (Brasile)
    3. Wayne Rooney @waynerooney (Inghilterra)
    4. Andrés Iniesta @andresiniesta8 (Spagna)
    5. Gerard Piqué @3gerardpique (Spagna)

    Mentre per quanto riguarda le Nazionali, sono 30 su 32 che partecipano ai #Mondiali quelle che hanno un account ufficiale e le trovate tutte in questa lista. Anche in questo caso, ecco i 5 account con più seguito:

    1. Brazil – @CBF_Futebol – 1.4m
    2. Mexico – @miseleccionmx – 1.35m
    3. Columbia – @FCFSeleccionCol – 707K
    4. USA – @USSoccer – 653K
    5. Spain – @sefutbol – 528K

    Invece questa è una lista di altri account che potrebbe tornare utile:

    Sky Sport – @SkySport
    Rai Sport – @RaiSportweb
    Opta Paolo – @OptaPaolo
    Pino Taglialatela – @PinoPinobatman
    Paolo Rossi – @PablitoRossi
    Franco Baresi – @FBaresi
    Fabio Cannavaro – @fabiocannavaro
    Alessandro Nesta – @sandronesta13
    Massimo Oddo – @maxoddo76
    Marco Materazzi – @iomatrix23
    Christian Vieri – @vieri_bobo
    Alessandro Del Piero – @delpieroale
    Fabio Quagliarella – @FQuagliarella27
    Marco Borriello – @borriellomarco1
    Carlo Ancelotti – @MrAncelotti
    Marcello Lippi – @MisterLippi
    Negramaro – @Negramaro

    Gli hashtag da seguire

    Come certamente già saprete, l’hashtag altro non è che una parola, o una frase come accade in alcuni casi, che comincia con il simbolo #, identificando un argomento e quindi trasformando la parola stessa in un link da seguire per restare informati. Durante la Coppa del Mondo per seguire tutte le conversazioni dedicate all’evento, seguite #WorldCup e #Brazil2014, oppure #Brasile2014, #Mondiali e #vivoazzurro per i Tweet italiani.

    Insomma, questo è quello che c’è da sapere per seguire e twittare i Mondiali con tutte le informazioni che vi servono. Se ritenete che ci sia qualcosa da segnalare, fatelo pure, ben vengano i suggerimenti.

    Allora buone twittate e buon divertimento!

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  • Instagram, nuovi strumenti per editare le immagini

    Instagram, nuovi strumenti per editare le immagini

    Instagram, a distanza di un anno dal lancio dei video, apporta un importante aggiornamento alla popolare applicazione, inserendo una serie di strumenti utili per editare le immagini. Un vassoio di strumenti di fotoritocco che ora arricchiscono l’applicazione, rendendola sempre più completa

    Instagram, a distanza di un anno dal lancio dei video sulla piattaforma (e a distanza di sei mesi dal lancio di Instagram Direct) lancia una nuova e importante serie di strumenti che rendono l’app sempre più completa. Da oggi sia per iOS (in realtà già da ieri) che per Android, con il nuovo aggiornamento sarà possibile visualizzare una serie di strumenti fondamentali per migliorare la resa dei filtri di cui già si dispone all’interno dell’applicazione. Un aggiornamento non da poco se si pensa che gli utenti per poter ottenere il livello ideale di filtro da aggiungere alla propria immagine e quindi per riuscire a dare un tocco creativo in più, la maggior parte delle volte dovevano ricorrere ad un app ulteriore, per poi ritornare su Instagram e condividerla. Invece da oggi tutto sarà possibile farlo direttamente, qualora si preferisse, su un’unica app.

    L’annuncio è stato dato attraverso un post sul blog ufficiale di Instagram che spiega le principali funzionalità.

    instagram-nuove-funzionalità

    In pratica, una volta caricata la vostra immagine all’interno dell’applicazione, vi comparirà, una volta selezionato un filtro, un’iconcina che rappresenta una chiave inglese; cliccandoci sopra, avrete a disposizione le nuove funzionalità per regolare la luminosità, il livello di contrasto, la saturazione, il calore dell’immagine, regolare le ombre, gestire l’effetto “vignette” regolando il bordo dell’immagine. Per tutti questi effetti, come già accade per altre app, avrete sempre modo di visualizzare l’anteprima e quindi regolare al meglio la creatività che volete aggiungere alla vostra foto.

    Sembrano piccoli aggiustamenti, ma per un’app che conta già 200 milioni di utenti che ogni giorno caricano 60 milioni di foto al giorno, queste nuove funzionalità arricchiscono l’applicazione aumentando l’esperienza di condivisione.

    Allora che ne pensate voi instagramers? Avete già provato le funzionalità? Raccontateci allora la vostra esperienza.

     

  • Google celebra la Festa della Repubblica Italiana con un doodle

    Google celebra la Festa della Repubblica Italiana con un doodle

    Festa della Repubblica

    Anche quest’anno Google celebra la Festa della Repubblica Italiana con un doodle. E come già successo in altre occasioni, nel doodle di oggi è presente un aereo con uno striscione tricolore con la scritta “Google”. La Festa ricorda lo storico referendum che si tenne il 2 e il 3 Giugno del 1946 con cui gli italiani scelsero la repubblica come forma di governo

    Come già accaduto negli anni scorsi, anche quest’anno Google vuole celebrare la Festa della Repubblica Italiana con un doodle. Il doodle è molto semplice, forse anche troppo a differenza degli altri in passato, e rappresenta un aeroplano con uno striscione tricolore con su scritto “Google”. Negli anni precedenti, esempio 2010, 2011 e 2012, erano stato decisamente più carini.

    Comunque sia, oggi per il nostro paese è una giornata importante, infatti 68 anni fai, il 2 e il 3 giugno del 1946, gli italiani scelsero, attraverso lo storico referendum (a suffragio universale), di volere la “repubblica” come forma di governo. Dopo 85 anni di monarchia con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l’Italia diventava repubblica e i Savoia venivano esiliati.

    E’ quindi una data importante che viene considerata, a ragione, come festa con il rango di celebrazione istituzionale ufficiale. E non poteva che essere così. In sostanza, è il nostro “4 Luglio”, giorno in cui gli Usa festeggiano il giorno della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776. Solo per noi non ha lo stesso appeal e, negli ultimi anni, il dibattito si è concentrato più sul fare o meno la parata militare che celebrare il momento in sè, sminuendo in generale il grande significato di questa giornata. La parata militare, che si farà anche quest’anno all’insegna della “sobrietà”, fece la sua prima apparizione nel 1948, quindi due anni dopo il referendum, ai Fori Imperiali a Roma, e dal 1950 viene considerata “celebrazione ufficiale”.

    In anni come quelli che stiamo vivendo e in un periodo storico non facile, forse la parata oggi gioca un ruolo considerato “fuori tempo” e non più necessario. Bisognerebbe ridare a questa Festa il vero spirito popolare che la contraddistingue, infatti a scegliere la repubblica furono gli italiani.

    In basso i doodle che Google ha dedicato alle celebrazione della Festa della Repubblica Italiana negli anni passati:

     

    Festa della Repubblica
    Doodle Festa della Repubblica 2010

     

    Festa della Repubblica
    Doodle Festa della Repubblica 2011

     

    Festa della Repubblica
    Doodle Festa della Repubblica 2012

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  • Il 2014 sarà l’anno della verità per Tumblr?

    Il 2014 sarà l’anno della verità per Tumblr?

    tumblr

    Sarà il 2014 l’anno di Tumblr? La piattaforma di microblogging acquistata da Yahoo! nel 2013 per 1,1 miliardi di dollari ha dalla sua parte caratteristiche social che la rendono molto apprezzata soprattutto tra i più giovani. Ma non dispiace alle aziende e alle istituzioni. Cerchiamo di conoscerla meglio per capire quale sarà il suo futuro

    Al momento Tumblr contiene 189 milioni di blog, 83 miliardi di post e servono 30 secondi per registrarsi e iniziare a fare blogging. E’ quello che si legge quando digitiamo l’url www.tumblr.com. Tumblr è una piattaforma di microblogging con spiccate funzionalità social. E’ il luogo attualmente più interessante sul web per la cultura pop in tutte le sue declinazioni, come l’umorismo politicamente scorretto, l’arte indipendente, la pornografia amatoriale. Questo è quello che riguarda l’utente medio: in realtà la creazione di David Karp, on line dal 2007, è oggetto di attenzione da parte di molti brand e istituzioni anche di livello globale, ad esempio la Casa Bianca.

    Dopo più di sei anni dalla sua creazione, possiamo indicare i punti di forza che hanno spinto e spingono molti, soprattutto giovani al di sotto dei 25 anni, ad aprire un blog su Tumblr: la semplicità di utilizzo, l’assenza di pubblicità, il tipo di community che si è andata sviluppando e gli altissimi tempi di permanenza, secondi solo a quelli di Facebook. Tutti elementi a cui dobbiamo aggiungere, e si tratta di novità portate da Yahoo!, la nuova applicazione mobile e il potenziamento delle funzionalità di ricerca interna.

    tumblr large

    Su Tumblr si ha subito sotto gli occhi l’essenziale per postare foto, video, musica, testo in maniera estremamente intuitiva su un blog vero e proprio, personalizzabile fino all’inverosimile.

    Un account su Tumblr è studiato per condividere rapidamente informazioni ed emozioni seguendo il principio del flusso di coscienza, con in più la possibilità di incrociare altri flussi secondo dinamiche molto simili a quelle di Twitter.

    Tumblr ha saputo raccogliere insieme l’essenziale di un blog e l’essenziale di un social network senza per questo mancare di una sua precisa identità non riducibile a quella di altri social, e infatti costituisce per molti una scelta alternativa a Facebook, una scelta da rivendicare con orgoglio e che porta a fenomeni paragonabili al “#tornatesufacebook” su Twitter. E’ un paradosso, ma nell’era della conversazione on line Tumblr rappresenta un movimento in controtendenza, perchè rende difficili le interazioni nel senso del dialogo, punta sulla personalizzazione e pone pochissimi limiti alle tipologie di contenuti da postare, basti pensare a nudità e pornografia.

    La vera svolta, per Tumblr, è avvenuta nel 2013 e possiamo riassumerla in una sola parola: Yahoo!. L’acquisizione, costata poco più di un miliardo di dollari, ha portato a Tumblr moltissime novità e, finalmente (o malauguratamente, dipende dai punti di vista) delle funzioni orientate al mondo del business. Parliamo innanzitutto dei dati insight per le performance del proprio blog e di una suite di soluzioni per la sponsorizzazione di post e blog in accordo con la filosofia di David Karp, ovvero non-invasive e molto controllate dallo staff di Tumblr.

    Yahoo ha anche introdotto la nuova app mobile della piattaforma, che a mio avviso è uno dei migliori esempi al mondo di usabilità ed esperienza di navigazione.

    Si sta su Tumblr per diversi motivi: per raccontare qualcosa del proprio mondo, per condividere interessi, per promuoversi (moltissimi i portfolio di artisti), perchè alle comodità di una piattaforma per fare blogging si aggiungono la rapidità di condivisione dei contenuti. Un buon utilizzo delle tag può far crescere rapidamente il numero di lettori del proprio tumblog e innescare processi virali più difficili da ottenere altrove.

    Dal punto di vista business, è necessario premettere che la community di tumblr è estremamente selettiva, non si discosta dal predominio dell’immagine e mediamente predilige contenuti di qualità: in sostanza, belle foto in buona risoluzione che sappiano raccontare, emozionare. Ed è il caso di sentenziare il trionfo delle GIF animate. Si premia inoltre la verticalità di un tumblog dal punto di vista dei temi affrontati o della personalità che dimostra il suo curatore.

    Esistono brand che hanno saputo inserirsi nella community di Tumblr senza violarne le regole tacite, sia con una presenza diretta che attraverso delle operazioni “below the line” o partecipative. E’ il caso di Red Bull o di Apple (recentissima la sua campagna per iPhone 5C), PornHub, Diesel.

    Non penso che esistano settori poco indicati per avere una buona riuscita su Tumblr di un brand: bisogna però sempre tenere presente che la maggior parte dei suoi utenti non supera i 25 anni di età e cerca intrattenimento di buon livello, se non proprio contenuti espliciti.

    Secondo Vincos gli italiani su Tumblr sono poco meno di due milioni. Proprio per seguire e supportare questa community, è nato nel 2013 Tumblr Italia, un osservatorio e un luogo dove approfondire questo mondo ancora da sondare in tutte le sue particolarità e potenzialità.

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  • Twitter, nel 2018 quasi la metà degli utenti arriverà dall’Asia

    Twitter, nel 2018 quasi la metà degli utenti arriverà dall’Asia

    crescita-utenti-twitter

    Secondo una interessante ricerca di eMarketer, Twitter entro il 2018 avrà il 40% degli utenti attivi che arriveranno da Asia, esclusa, almeno per ora, la Cina. I paesi occidentali invece cresceranno meno, Italia compresa. E’ il segno che saranno le economie emergenti a fare in modo che Twitter possa superare lo stallo attuale

    Come è ormai molto evidente, il problema che affligge Twitter in questi ultimi mesi è proprio quello di trovare il modo per fa crescere la sua base di utenti. E questo è il problema che sta conoscendo in maniera più consistente proprio dallo sbarco a Wall Street e che sta impensierendo non poco gli investitori che stanno mettendo in pressing Dick Costolo & Co. per fare in modo che si ricominci a crescere e quindi si cominci a guadagnare sul serio. Si perchè quello che gli investitori continuano a sognare, più o meno tutte le notti dal novembre scorso, forse come un incubo, è: +utenti=>+introiti pubblicitari, quindi più soldi. Detto questo, a quanto pare il problema potrebbe presto risolversi nel giro di qualche anno, quattro per la precisione, come sottolinea la nuova ricerca pubblicata qualche giorno fa da eMarketer.

    In pratica, entro il 2018 il 40% degli utenti di Twitter arriverà dall’Asia, quindi da quei paesi definiti “economie emergenti”, come Indonesia e India, che faranno da forte traino alla base utenti della piattaforma di microblogging. Lo studio non considera la Cina per il fatto che Twitter è bloccato, ma se le cose dovessero cambiare prima del 2018, allora da quel 40% si potrebbe salire ancora di più. Ma la ricerca contiene anche dei dati interessanti che sicuramente tranquillizzeranno tanto il management di Twitter a San Francisco, quanto gli investitori che aspettano di tirare un po’ di fiato. Infatti, Twitter nel 2014, quindi in questo anno, crescerà, sempre nei paesi asiatici, del 32,8%; un po’ meno nel Nord America, dove risiede la maggior parte degli utenti Twitter. E questo è un altro dei punti interessanti evidenziati dalla ricerca.

    I paesi occidentali di Nord America ed Europa cominciano a toccare il loro punto massimo di maturità per quanto riguarda la base utenti. Come potete vedere dal grafico, fino al 2018 la crescita degli, relativamente ai paesi di queste due grandi aree, va via via riducendosi. E il grafico sulla crescita globale, evidenziato dalla linea rossa, mette in chiaro quale sarà l’andamento complessivo. Quindi, sì crescita, trainata dalle economie emergenti, ma un andamento complessivo che nel 2018 sarà del 10,7%, oltre la metà della crescita del 2014 che sarà del 24,4%.

    crescita-utenti-twitter-italia

    E in Italia?

    Anche per quanto riguarda l’Italia vale il discorso della maturità della base utenti di Twitter, ossia si sta arrivando, così come rilevato dalla ricerca, a quel livello di base di utenti che si potrebbe definire “saturo”. Il nostro paese nel 2012 fa registrare una percentuale di crescita del 43,2%, per poi dimezzare questo valore l’anno successivo, 20,3%. Nel 2014 in Italia la base utenti crescerà del 16,6%, quindi più di quanto si registrerà negli Usa, in Uk, in Francia o in Spagna. Successivamente la crescita rallenterà progressivamente, fino ad arrivare all’11,3% nel 2018. Anche stavolta più degli Usa (6,4%), Uk (4,3%), Germania (8,9%), Francia (8,1%), Spagna (5,5%).

    Insomma, la crescita di Twitter ci sarà e questo assicurerà certamente nuovi introiti pubblicitari. E da questo punto di vista la piattaforma di adv mobile sarà certamente di aiuto. Ma c’è un ultimo dato molto interessante che da pensare e cioè che la ricerca rileva che la base di utenti attivi nel 2013 è di 183 milioni e non di 255 milioni come si era saputo dalla relazione finanziaria relativa al 2013, il Q1. eMarketer elabora i suoi dati incrociando diversi fattori, però resta il dubbio che i numeri forniti da Twitter non siano poi così veritieri.

    E voi che ne pensate?

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  • In Italia sono stati 300 mila i tweets per le Elezioni Europee

    In Italia sono stati 300 mila i tweets per le Elezioni Europee

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    La giornata di oggi ci ha dato i risultati di queste ultime Elezioni Europee, ma è anche l’occasione per vedere come e quanto se ne è parlato sui Social Media, in special modo su Twitter. E grazie a Blogmeter, scopriamo che in Italia sono stati 300 mila i tweets fino ad oggi. L’hashtag più usato è stato #ep2014

    Elezioni Europee possiamo dire, almeno in termini di numeri e di risultati, archiviate, e di cui si parlerà nelle prossime ore e nei prossimi giorni in termini prettamente politici. Ma come sempre facciamo in questi casi, ci interessa sapere invece come e quanto si è parlato di queste Elezioni Europee 2014 sui Social Media, in special modo su Twitter, strumento che la politica negli ultimi tempi ama usare ovviamente in procinto di elezioni.

    E allora, grazie a Blogmeter, società di social media analytics che molti di voi conoscono in quanto più volte menzionata qui sul nostro blog, possiamo conoscere anche questi dati.

    Quindi, dall’analisi dei principali hashtag in lingua italiana relativi alle Elezioni Europee sono stati rilevati oltre 300.000 tweets, pubblicati da più di 81.000 autori unici nell’intera giornata del 25 maggio, fino alle ore 12 del 26 maggio. Numerosi sono stati gli hashtag utilizzati per commentare le votazioni e i risultati delle Elezioni, primo su tutti #ep2014, usato in oltre 93.000 tweets, seguito da #iovoto, 43.000 tweet, che invitava gli italiani a partecipare alle votazioni.

    Gli utenti di Twitter mostrano il suo sostegno a Matteo Renzi, il cui tweet sul “risultato storico” delle europee ha raccolto oltre 7.000 retweet.

    Ma anche in questa occasione non sono mancati i commenti ironici, come mostra il tweet di @Zziagenio78 che ha ottenuto più di 900 retweet.

    Il più colpito dall’ironia di Twitter è il Movimento a 5 Stelle, vittima dell’hashtag #vinciamopoi (da stamane, a lungo in vetta tra i trending topics) parodia del “Vinciamo noi” slogan della campagna del leader Beppe Grillo.

     

    EP2014_Infografica_Blogmeter-elezioni-europee

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  • Linkontro 30, il futuro è sempre più mobile

    Linkontro 30, il futuro è sempre più mobile

    scenari-mobile

    A Linkontro 30 interessante relazione di Luca Bordin di Nielsen che ha tracciato gli scenari e le tendenze che stanno caratterizzando il nostro tempo, evidenziando che il futuro è sempre più Mobile. E il consumatore in questo contesto è sempre più esigente

    Seconda e intensa giornata a Linkontro 30, l’evento organizzato da Nielsen uno dei più importanti dedicati alla business community italiana. Tutti i temi di oggi erano orientati sul digitale e in special modo sul ruolo che il Mobile giocherà nel prossimo futuro. In questa ottica è stata molto interessante la relazione di Luca Bordin, General Manager Media Sales&Solutions di Nielsen, che ha tracciato gli scenari e le tendenze futuro, evidenziando quello che forse molti dei lettori di questo blog sanno già, ossia che il futuro è ormai sempre più Mobile.

    Solo negli ultimi 16 anni, dal 1998 al 2014, è incrementato in modo esponenziale il numero di persone che ha accesso a Internet. Nell’ultimo anno, sono stati, come abbiamo già visto, ben 29 milioni gli italiani che hanno avuto accesso al web via Mobile; sono 2,8 miliardi di persone in tutto il mondo. Siamo quindi di fronte ad un fenomeno che è in continua crescita. Pensate che solo nel 2013 sono stati venduti qualcosa come 1 miliardo di smartphones. Di quei 29 milioni di italiani che naviga via mobile, 7 milioni in un anno lo hanno fatto via tablet. Solo nello scorso anno, sono stati venduti 200 milioni di tablets.

    Ma lo scenario è destinato ad agganciare una nuova tendenza, quella dei wearable device, ossia i dispositivi mobile “indossabili” e quindi stiamo parlando di Smart Glass, quelli di Google per intenderci che presto saranno seguiti dai glass di Samsung, e dai Smart Watch, gli orologi che si connettono con i nostri dispositivi attraverso il bluetooth, fornendoci tutte le informazioni direttamente “sul polso”. Insomma, il futuro è certamente Mobile.

    E in questo contesto chi ne fa le spese è il Pc. Nell’ultimo anno la vendita è calata in Italia del 3,4%, in Uk del 5,6%, in Usa del 4,3%. Calo meno sensibile in Francia, -1,3%,  e in Germania, -0,7%.

    italiani mobile

    Come abbiamo spesso raccontato qui sul nostro blog, gli italiani sono sempre più appassionati di Mobile. La penetrazione mobile per fasce di età è molto interessante:

    • 73% (in crescita del 18%) tra 18-34 anni – con 45 ore mensili
    • 47% (in crescita del 13%) tra 35-54 anni – con 30 ore mensili
    • 18% (in crescite del 13%) tra 55+ – con 27 ore mensili

    In questo contesto cambiano anche le caratteristiche del consumatore che diventa sempre più esigente. Il 69% dei consumatori che cercano informazioni via mobile vorrebbe il negozio fisico nel raggio di 5 Km; il 71% degli utenti mobili negli Usa utilizza lo store locatore per individuare un punto vendita; il 55% dei consumatori è più propenso a spendere di più in cambio di una migliore esperienza più personalizzata; il 72% dei consumatori dichiara poi di volere una relazione più duratura con la propria marca di riferimento.

    Insomma, sappiamo che il futuro sarà certamente Mobile. E voi che ne pensate?

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  • Uno studio rivela le regole per ottenere il tweet perfetto

    Uno studio rivela le regole per ottenere il tweet perfetto

    tweet-perfetto

    Alcuni ricercatori della Cornell University (Usa) hanno elaborato un sistema scientifico attraverso il quale ottenere quello che si definisce il “tweet perfetto”, o tweet ideale. Quello che garantisce il massimo delle interazioni, in pratica quello che tutti vorrebbero ottenere. Ecco alcune semplici regole da seguire

    Gli utenti pratici di Twitter sanno quanto sia difficile riuscire in soli 140 caratteri riuscire a scrivere messaggi che possano incontrare l’attenzione di altri utenti al fine di rendere quel messaggio molto condiviso e quindi popolare. E’ praticamente il primo pensiero che affligge chi scrive su Twitter, data l’enorme rapidità con cui si avvicendano i tweets sulla propria timeline. E quindi si cerca sempre di ricercare quell’elemento giusto per riuscire a rendere quel messaggio molto attraente. Non è affatto un’operazione semplice, ma allo stesso tempo, bastanop davvero alcune regole semplici. Ad elaborarle ci hanno pensato dei ricercatori della Cornell University, guidati da Chenhao Tan, i quali hanno elaborato un sistema affinché i nostri tweets possano ottenere la popolarità che meritano. Il fatto stesso che ci sia bisogno di un sistema scientifico, meglio un algoritmo, in parte rende l’idea di quanto sia difficile scrivere quello che tutti consideriamo il “tweet perfetto“, o se preferite il “tweet ideale”.

    Sapete che esistono diversi tweets simili, generati dallo stesso utente e che puntano tutti sul medesimo Url ed è proprio da questa considerazione che nasce lo studio. In pratica il tentativo è quello di riuscire a spiegare e a trovare la formula perfetta del tweet, anche indipendentemente dall’argomento e dall’autore. Sono stati quindi presi in considerazione 236 mila utenti per poi passare alla ricerca delle coppie di tweets simili. Da qui è venuto fuori che quegli utenti avevano generato 1,8 milioni di copie di tweets, tutti sullo stesso argomento e che puntavano allo stesso link. Procedendo in questa direzione, sono stati poi estrapolate 630 mila coppie di tweets identiche, cambiava solo la spaziatura.

    Allora vi starete chiedendo quali siano queste regole per il tweet perfetto. Ebbene l’algoritmo approntato in sostanza tiene conto delle informazioni chiare, del fatto che la lingua usata sia sempre quella e che sia in linea con i messaggi precedenti e che sia rivolta alla community di riferimento. Infine, elemento che viene ritenuto utile, è l’invito a condividere tipo: “RT per favore!”. In genere gli essere umani hanno il 61% di probabilità di individuare un contenuto che sia popolare, questo algoritmo arriva al 66%. Quindi riesce ad essere un po’ più preciso degli essere umani.

    Allora, se volete esercitarvi ad individuare il vostro tweet perfetto, potete farlo su chenhaot.com/retweetedmore/, dove avrete modo di sperimentare la vostra abilità. Poi potete anche esercitarvi ad individuare quelli che secondo voi sono tweets perfetti e con l’aiuto dell’algoritmo capirete come correggere il tiro, il sito è questo chenhaot.com/retweetedmore/quiz. Se volete, infine, studiarvi l’estratto della ricerca, potete scaricare qui il pdf.

    Allora, che ne pensate? Siete riusciti a creare il vostro tweet perfetto? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

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  • Klout porta la creazione di contenuti anche su Android

    Klout porta la creazione di contenuti anche su Android

    Klout realizza la sua prima app per Android e porta la creazione di contenuti mirati anche per i tantissimi utenti che usano il sistema operativo di Google. Da Febbraio Klout, il famoso coefficiente che misura il vostro impatto sulla rete, è cambiato e adesso punta sulla creazione e sulla condivisione di contenuti. Vediamo come funziona

    Come vi sarete già accorti, Klout dal mese di Febbraio ha rinnovato la piattaforma, aggiungendo la sostanziale novità di poter creare contenuti mirati in grado di accrescere il vostro impatto online. E questa è stata una funzionalità non da poco che permette agli utenti di “specializzarsi” secondo le proprie competenze, i propri gusti e le proprie passioni, condividendo contenuti, suggeriti dalla piattaforma stessa, capaci di accrescere il vostro peso online. Il mese scorso Klout portò questa esperienza su iOS, ma da oggi questa stessa esperienza è possibile anche attraverso la nuova app per Android.

    Già attraverso l’app per iOS, Klout ha notato che gli utenti condividono il doppio rispetto a quanto fanno via desktop, di conseguenza con la nuova app c’è da aspettarsi che questo dato cresca ancora di più.

    klout-android

    Ma come funziona? In realtà l’app è molto semplice e intuitiva e già dopo averla scaricata e settata con le prime impostazioni, inizierete subito a condividere. In pratica, una volta effettuato l’accesso, vi ritroverete il vostro Flusso di Contenuti, Content Stream, attraverso il quale Klout raccomanda agli utenti i contenuti, caratterizzati da etichette come “trend“, “fresco di stampa” oppure “gemma nascosta“, quella che appunti il vostro pubblico non è riuscito a vedere. Tutte queste etichette servono a dare la dimensione della portata della condivisione di quel contenuto e di come esso sarà utile per il vostro pubblico. E il vostro Klout sale.

    Avrete poi la possibilità di programmare, o se volete dirla nello slang geek “schedulare“, la pubblicazione dei contenuti che riterrete utili per il vostro pubblico, soprattutto quando sapete che la maggior parte degli utenti interessati a quel contenuto è online in quel momento. E il vostro Klout sale.

    Infine avrete a disposizione il Topic Explorer, ossia la funzionalità che vi permette di personalizzare meglio i contenuti e quindi di ottimizzare il vostro Flusso di Contenuti, di cui parlavamo prima. E il vostro Klout continua a salire.

    Intento di Klout è quello di agganciare la creazione e la condivisione di contenuti ottimizzati anche per gli utenti mobile, visto ormai l’enorme diffusione dei dispositivi mobili. L’app permette anche di personalizzare di più i vostri contenuti, rendendoli geolocalizzati e aggiungendo anche immagini personalizzate.

    L’app è disponibile su Google Play a questo indirizzo.

    Scaricatela, usatela e poi fateci sapere cosa ne pensate. E soprattutto se il vostro Klout cresce per davvero.

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  • Google omaggia con un doodle i 40 anni del Cubo di Rubik

    Google omaggia con un doodle i 40 anni del Cubo di Rubik

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    Nuovo doodle interattivo quello che troviamo oggi sulla home di Google. E’ dedicato ai 40 anni del celeberrimo Cubo di Rubik, uno dei rompicapo più popolari della storia recente. Ma il doodle permette anche agli utenti di cimentarsi a trovare la soluzione, per niente facile

    Il doodle di oggi sarà certamente ricordato come uno dei più belli, senza dubbio. Infatti quello che troviamo sulla home di Google è dedicato a uno dei giochi, della categoria rompicapo, tra i più famosi al mondo. Stiamo parlando del Cubo di Rubik che compie 40 anni, fu infatti inventato nel 1974 dal professore di architettura e scultore ungherese, Ernő Rubik.

    Il doodle appena accedete alla home appare come un’immagine dinamica, ma non appena cliccate sopra la stessa immagine, ecco che il Cubo si ingrandisce a diventa quindi “giocabile”, cioè permette agli utenti di cimentarsi a risolvere il cubo. E non è tutto, perchè poi potrete anche condividere su Google+, Facebook, Twitter o via email il vostro risultato. Cliccando sull’icona del punto interrogativo vedrete la breve istruzione che vi invita a muovere il mouse per scegliere il lato sui cui giocare. Per muovere i quadrati colorati, basta cliccarci sopra e muovervi nel senso che preferite. Ora, siamo sicuri che sarete in molti a cimentarvi e per questo vi invitiamo a condividere anche qui i vostri risultati, semplicemente inserendo tra i commenti i vostri risultati in modo da sapere a fine giornata chi è stato il più bravo.

    cubo di rubik

    Come dicevamo all’inizio, il Cubo venne inventato da Ernő Rubik, professore di architettura e scultore ungherese che lo creò nel 1974. Inizialmente venne chiamato “Magic Cube“, ma successivamente divenne, per come lo conosciamo ancora oggi, il “Cubo di Rubik, “Rubik’s Cube“, nel 1980. Come già sicuramente saprete, ad oggi il Cubo è uno dei giocattoli più venduti al mondo, ne sono stati venduti quasi 300 milioni.

    Il Cubo di Rubik si presenta con 9 quadrati colorati su ognuna delle 6 facce del cubo, quindi con un totale di 54 quadrati colorati in maniera diversa. Potrete quindi dire di aver “risolto” quando su ognuna delle 6 facce sarete stati in grado di ottenere 6 colori omogenei. tenete anche presente che le combinazioni possibili sono 43 252 003 274 489 856 000, un numero enorme difficile anche da pronunciare.

    Inizialmente Rubik pensava che il Cubo dovesse avere solo scopi didattici e infatti si diffuse tra gli studiosi per risolvere problemi di natura statistica. E quello iniziale era diverso da quello che conosciamo oggi, era infatti di legno e con angoli smussati. ma già nel 1975 Rubik brevetta Cubo e affida alla Polthechnika, azienda produttrice di giocattoli, la distribuzione del giocattolo. Il Cubo resta quasi sconosciuto fino al 1977, ma nel 1980 la Ideal Toys Company compra i diritti per venderlo a livello internazionale e da lì comincia il vero grande successo planetario del Cubo. Solo nel 1982 ne vengono venduti 100 milioni di pezzi.

    Qualche settimana fa negli Usa è stata dedicata, proprio in occasione dei 40 anni, una mostra al Cubo di Rubik, da 5 milioni di dollari, e il protagonista era un Cubo d’oro da 18 carati del valore di 2,5 milioni di dollari.

    Nonostante alcuni ritenessero che il Cubi avesse ormai esaurito la sua storia, di recente è tornato invece alla ribalta grazie anche ad Edward Snowden, la talpa del caso Datagate, che lo usò per rendersi riconoscibile da due giornalisti a cui diede appuntamento ad Hong Kong.

    Allora, fateci sapete i vorti punteggi tra i commenti e buon divertimento, se si può dire.

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