Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Il WWF lancia la campagna #LastSelfie e si affida a Snapchat

    Il WWF lancia la campagna #LastSelfie e si affida a Snapchat

    Il WWF per sensibilizzare i giovani sulle specie animali in via d’estinzione ha deciso di puntare sui Social Media, in special modo su Snapchat, app molto popolare tra i giovani. La campagna, denominata #LastSelfie, è stata realizzata da Grey, agenzia americana, e al momento è attiva solo per la Turchia e la Danimarca

    Il WWF, la più grande organizzazione al mondo per la salvaguardia della natura, ha deciso di lanciare una nuova campagna, #LastSelfie, e di puntare su Snapchat, applicazione mobile molto usata dai giovani. L’idea di puntare su Snapchat è motivata dal fatto che la campagna punta a sensibilizzare i giovani sulle specie animali che ad oggi sono considerate in via d’estinzione. Gli animali considerati in pericolo sono le tigri, i rinoceronti, gli orango, i panda e gli orsi polari. La motivazione di puntare su questa applicazione è anche legata al fatto che un post, sia essa un’immagine o un video, su Snapchat dura pochi secondi, quindi pochissimo tempo, tanto quanto basterebbe perdere per sempre questi animali. Le immagini che vengono scattate attraverso Snapchat non possono essere salvate e di conseguenza sono visualizzabili solo per pochi secondi.

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    #LastSelfie punta proprio su questo. Il WWF ha realizzato una serie di selfies che mostrano una specie in pericolo di estinzione, agli utenti viene chiesto proprio di far girare il più possibile questi selfie prima che sia davvero l’ultimo, appunto #LastSelfie. La campagna vuole sottolineare proprio il fatto che se non si interviene presto e per davvero, questi animali spariranno.

    La campagna attualmente è attiva solo in Danimarca e in Turchia. Gli utenti possono prendere parte all’iniziativa seguendo gli account wwf_dk e wwf_turkiye, per poi condividere i selfie e aiutare a sostenere il WWF su panda.org.

    Approccio innovativo quello che il WWF mette in pratica e al tempo stesso coglie l’effettiva capacità dei social media e delle nuove tecnologie in generale di penetrare a fondo e di poter essere assolutamente in grado di veicolare messaggi e iniziative così importanti. E colpisce anche la novità di voler puntare su una delle mobile app del momento, come appunto è Snapchat, molto usati dai giovani specie in età compresa tra i 16 e i 23 anni. Certo merito è dell’agenzia Grey, agenzia di comunicazione americana, una delle più grandi con 96 uffici distribuiti in tutto il mondo. Ma merito va proprio al WWF nel voler sperimentare nuovi canali di comunicazione.

    Snapchat ad oggi conta circa 60 milioni di utenti, di cui 30 milioni sono quelli attivi ogni mese. L’80% proviene dagli Usa. Ricorderete tutti quando nel novembre del 2013 Evan Spiegel, 23enne fondatore di Snapchat, rifiutò un’offerta di 3 milioni di dollari da parte di Mark Zuckerberg per diventare parte della galassia Facebook.

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  • E LinkedIn raggiunge i 300 milioni di utenti registrati [Infografica]

    E LinkedIn raggiunge i 300 milioni di utenti registrati [Infografica]

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    LinkedIn, il popolare social business network, ha annunciato oggi di aver raggiunto il traguardo dei 300 milioni di utenti registrati, 100 dei quali risiedono negli Usa. Ogni giorno sono 15 milioni i profili consultati via mobile, 1,45 milioni le offerte di lavoro e 44 mila domande di impiego in oltre 200 paesi

    LinkedIn ha oggi reso ufficiale il traguardo dei 300 milioni di utenti registrati, un traguardo certamente importante per il socia business network per eccellenza. Ricordiamo che si parla di utenti registrati e non di utenti attivi, come sarebbe stato più interessante sapere, ma al momento da LinkedIn non ci sono risposte in questo senso. Comunque sia, questo rimane un risultato importante che andrà certamente vagliato coi prossimi dati del Q1 2014, quando saranno resi noti anche i dati finanziari del primo trimestre 2014. A inizio anno gli utenti registrati erano 277 milioni, quindi 23 milioni in più in soli tre mesi. Ma LinkedIn negli ultimi mesi sta puntando molto al mercato asiatico, quello cinese in particolare grazie al lancio, nel mese di Febbraio, del Simplified China 领英, operazione che dovrebbe consentire di raggiungere 140 milioni di nuovi utenti.

    Altro aspetto su cui LinkedIn punta, anche se non in modo esclusivo a differenza di altri, è certamente il Mobile. Ogni giorno dai dispositivi mobilie gli utenti consultano 15 milioni di profili, 1,45 milioni di offerte di lavoro e sono 44 mila le domande di impiego. E a quanto pare nei prossimi mesi, sicuramente nel 2015, ci sarà modo di svelare nuove applicazioni che si andranno ad affiancare a Pulse e a Slideshare che permetterà a LinkedIn di svilupparsi ancora di più sul mobile.

    Come giù dichiarato in altre occasioni, obiettivo di LinkedIn è quello di riuscire ad agganciare i 3 miliardi di individui che rappresentano la forza lavoro mondiale. Ora si è appena al 10% e di strada da fare ce n’è ancora tanta. Al solito, gli Stati Uniti sono il paese più rappresentato, ben 100 milioni gli utenti che provengono da lì. Seguono poi India, Brasile, Gran Bretagna e Canada.

    L’Information Technology è il settore professionale più rappresentato, così come lo era già 5 anni fa. Seguono poi Servizi legati alla sanità, Edilizia, Istruzione e Amministrazione.

    Nel corso degli ultimi 5 anni gli uomini sono passati dall’essere rappresentati dal 61% al 56% di oggi, mentre le donne sono passate dal 39% al 44%. Quindi crescono di più le donne e va ormai vero un 50 e 50.

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  • Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

    Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

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    Twitter ha annunciato oggi il lancio ufficiale della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub, uno strumento che consentirà agli investitori di raggiungere quasi 1 miliardo di dispositivi mobili. Più o meno la cifra che permette anche Facebook, ad oggi. Con questa piattaforma sarà possibile realizzare annunci pubblicitari per installare applicazioni

    La mossa che si attendeva alla fine è arrivata, forse anche prima del previsto. Da oggi Twitter ufficializza l’avvio della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub. Con questa nuova piattaforma Twitter consentirà agli investitori di raggiungere almeno 1 miliardo di dispositivi mobili, più o meno quelli che riesce a garantire oggi Facebook. In pratica da oggi gli investitori avranno la possibilità di realizzare annunci che pubblicizzano una mobile app, quindi, una volta che l’utente vede comparire sul proprio mobile device un annuncio del genere, una volta cliccatoci sopra verrà indirizzato verso un app store, da dove scaricare appunto l’app.

    Twitter metterà a disposizione di brand e inserzionisti una suite di strumenti attraverso cui effettuare il miglior targeting dei propri annunci, ma anche strumenti per la creazione degli stessi annunci e soprattutto strumenti per la misurazione dei risultai che le campagne saranno in grado di dare. Twitter descrive la tipologia dei nuovi annunci a metà strada tra le Twitter Cards e i Promoted Tweets.

    E ci sono già dei partners che hanno avuto modo di provare la piattaforma in versione beta e tra questi ci sono Spotify, HotelTonight, Kabam, Deezer, SeatGeek, GREE e Get Taxi.

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    L’accordo con MoPub fu raggiunto lo scorso Ottobre sulla base di 350 milioni di dollari. La piattaforma ad oggi gestisce 130 miliardi di richieste ogni mese e può raggiungere 1 miliardo di dispositivi mobili.

    Insomma, la guerra tra Twitter e Facebook a questo punto si gioca su un terreno vitale per entrambi, quasi ad armi pari. Dopo aver dato vita in questi ultimi mesi ad un continuo scopiazzamento, da un parte e dall’altra, ora il confronto si fa duro perchè si parla di pubblicità ed lo strumento attraverso il quale le due aziende, oramai adesso accomunate anche dalla quotazione in borsa, raccolgono gran parte dei loro introiti. Twitter non ha certo la base di utenti di Facebook, ma con questo nuovo potenziale e mirando verso aziende di e-commerce e di mobile game ha tutte le carte in regola per giocare quanto meno alla pari.

    Adesso è difficile fare delle previsioni, ma da quello che si sa è che nella fase di testing durata oltre un anno, Twitter ha fatto registrare numeri interessanti. Nell’ultimo trimestre, quello relativo al Q4 2013, Twitter ha ricavato 8 milioni di dollari da MoPub, molto più di quanto era stato previsto. Vedremo nei prossimi mesi l’entità e i numeri della piattaforma.

  • Twitter e i lurkers: il 44% degli utenti non scrive nemmeno un tweet

    Twitter e i lurkers: il 44% degli utenti non scrive nemmeno un tweet

    Il report che Twopchart ha realizzato evidenzia che il vero problema di Twitter, forse, non è il numero degli utenti, quanto gli utenti che twittano. In pratica il 44% degli utenti non mai scritto neanche un tweet, ossia 140 caratteri. Ma forse questo è un chiaro esempio della regola dell’1%, anche conosciuta come “principio 90-9-1”.

    Dagli ultimi dati finanziari, il Q4 2013, il primo dopo lo sbarco in borsa, sembrava evidente che il problema, o uno dei problemi, di Twitter fosse proprio il numero degli utenti, ma forse questo non è tanto in relazione con l’argomento. Resta il fatto però che Twopcharts, un sito che siamo sicuri buona parte di voi già conosce e che traccia i dati di Twitter fornendo classifiche e altre informazioni, ha rilevato, infatti, che il 44% degli account esistenti di Twitter in realtà non ha mai scritto un tweet.

    Eppure Twitter, nei documenti che ha presentato per lo sbarco in borsa, il famoso S-1, ha affermato di avere 241 milioni di utenti attivi e per utenti attivi si intende quelli che, in un mese, almeno entrano una volta sulla piattaforma, anche senza twittare. Eppure per Twitter è importante che l’utente sia attivo nel senso che usi la piattaforma attraverso tweet, retweet e preferiti, tra l’altro reso ancora più semplice e visibile nel corso di questo ultimo anno, proprio perché questo genera introiti pubblicitari.

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    Ma è anche importante che gli utenti usino i “140 caratteri” per poi continuare a farlo, ecco perché Twitter lo ha reso ancora più semplice. Secondo quanto rilevato da Twopcharts, il 30% ha inviato da 1 a 10 tweets e solo il 13% ha scritto 100 tweets.

    Insomma, pare improbabile che Twitter non sappia di questi dati anche perché si spiegano anche da questi le tante funzionalità introdotte negli ultimi mesi tese soprattutto ad elevare l’engagement sulla piattaforma.

    Twitter sa dell’elevato tasso di abbandono degli utenti e allora cerca di fare in modo che essi possano essere trattenuti magari da un nuovo layout grafico, molto simile a quello di Facebook. Possiamo spiegarla così? Anche se non fosse proprio così, di certo questo è uno degli elementi.

    Da non dimenticare anche la vicenda dei cosiddetti “account fake“, ossia di utenti “falsi”, e pare che su Twitter uno studio di Jason Ding, novembre 2013, un ricercatore presso Barracuda Labs, ha rilevato che almeno il 10%, o forse di più, degli account sono falsi. Comunque, anche questo è da considerare ed è uno degli aspetti che tocca anche Facebook.

    Ma alcuni esperti del settore, comunicatori esperti, hanno rilevato che forse questo è spiegabile come chiaro esempio della regola dell’1%, nota anche come principio 90-9-1, che dice che in una comunità online la presenza dei semplici fruitori, definiti “lurkers“, è molto più alta di quelli che partecipano attivamente alla vita della comunità stessa, in una proporzione di 90% lurkers, 9% contributori e 1% di creatori.

    E pare che la regola sia calzante su Twitter che, come detto, ha un problema di utenza e deve risolverlo in fretta prima che altri possano superarlo. Ecco il perché allora di questa rincorsa a sembrare più simile a Facebook, come se quello fosse il modello di engagement da imitare. Certo funziona, ma Twitter, per sua natura, non sarà mai come Facebook e non dovrà mai esserlo, altrimenti perderebbe le sue caratteristiche che lo rendono peculiare.

    Intanto nei prossimi giorni conosceremo i dati del primo trimestre finanziario del 2014, il Q1, e da lì si potranno capire molte cose. E proprio ieri il titolo in borsa (TWTR) ha avuto una forte crescita facendo registrare +11,38% che ha fatto crescere il valore dell’azienda a 26,83 miliardi di dollari. Non male dopo un periodo assolutamente in discesa.

    Allora, voi che ne pensate? E diteci voi cosa siete, se lurker, contributori o creatori, su Twitter?

  • Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

    Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

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    Ormai Twitter sta perfezionando quello che per tutti, nel giro di poche settimane, sarà il nuovo layout grafico che sta facendo molto discutere. Ma oggi si ha notizia di un’altra novità. Sempre nel giro di pochi giorni, sarà disponibile la funzione di notifica in tempo reale di messaggi o retweets

    Twitter è ormai alla ricerca di una propria anima, nuova. E questo lo si spiega semplicemente nel fatto che dalla IPO la company, guidata dal CEO Dick Costolo, deve necessariamente guadagnare e soprattutto dare più attenzione ai propri investitori. Un passaggio non da poco e lo si nota dalle recenti nuove funzionalità introdotte nelle ultime settimane. E tutte hanno fatto discutere tra i propri utenti, accusando una evidente similitudine con diretto competitor, ossia Facebook. Twitter deve recuperare in borsa ma anche deve recuperare numeri di utenti e con l’avvio della nuova piattaforma per l’advertising anche questa è una componente non da poco.

    E quindi, dopo aver ufficializzato il nuovo layout grafico che presto sarà attivo per tutti gli utenti (lo è già per una cerchia ristretta e per i nuovi utenti), molto ma molto simile a Facebook, ecco che Twitter rilascia una nuova funzionalità (anche questa attiva tra qualche settimana per tutti), cioè sarà possibile ricevere le notifiche il tempo reale dei messaggi, dei retweets e dei preferiti. Una volta che si accede a Twitter, ecco che compare a destra una notifica che vi segnala un DM oppure un nuovo follower. Quindi attraverso questa notifica si potrà rispondere in tempo reale al messaggio piuttosto che al RT.

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    E’ evidente per quanto già detto, Twitter mira a coinvolgere il più possibile i propri utenti e lo fa però rincorrendo altri schemi, forse già visti da qualche altra parte, ma non importa, ciò che conta è che gli utenti utilizzino sempre di più la piattaforma. Per fare una piccola similitudine, Facebook la notifica dei muovi messaggi la fa proprio in basso a destra, quando vi compare il nome della persona che vi sta scrivendo, con il riquadro in rosso dei messaggi che ha scritto, in tempo reale.

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    Ora, se pensate che questa funzionalità possa arrecarvi fastidio, basta andare nelle Impostazione, dal vostro account, e impostare da lì le notifiche.

    Allora, che ne pensate?

    (cover image credits: © wormig via Fotolia) 

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  • Twitter, Salvatore Ippolito è il nuovo Country Manager per l’Italia

    Twitter, Salvatore Ippolito è il nuovo Country Manager per l’Italia

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    Twitter ha ufficializzato oggi la nomina di Salvatore Ippolito a nuovo Country Manager per l’Italia. Ippolito, con esperienze di marketing e comunicazione in aziende come Nielsen, Unicredit, Wind, Microsoft, sarà dunque il nuovo responsabile dello sviluppo commerciale dell’azienda nel nostro paese

    Twitter punta finalmente al mercato italiano e ufficializza la nomina di Salvatore Ippolito a Country Manager per l’Italia, una notizia che ci dimostra che l’azienda di Dorsey & Co. decide di puntare con decisione al nostro paese e lo fa con un nome di spessore come appunto è quello di Salvatore Ippolito. Nome conosciuto agli addetti ai lavori, Salvatore Ippolito vanta un’esperienza nel marketing e nella comunicazione, nonché nel digital advertising di ben 15 anni, ricoprendo spesso ruoli di responsabilità in aziende importanti come Nielsen Italia, UniCredit, 3M Italia con ruoli di marketing e comunicazione. Ma si è occupato dello sviluppo in Italia, Spagna e Portogallo di Net Rating di Nielsen, divenendone poi Vice President sales EMEA.

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    Salvatore Ippolito, Country Manager Twitter Italia

    Nel febbraio 2008 passa a Microsoft Advertising Italy in qualità di Country Head con responsabilità per lo sviluppo delle attività della società in Italia. Due anni più tardi entra in Wind Telecomunicazioni e nel 2011, a seguito dello spin off da Wind e della successiva fusione con Matrix, viene nominato Vice President Sales e Responsabile di Italiaonline Advertising, dove si occupa dello sviluppo delle attività commerciali del portale.

    Ma Salvatore Ippolito è stato anche membro del board di Audiweb, del Board di IAB Italy dal 2008 al 2013 e ha ricoperto l’incarico di Presidente di IAB Italy dal 2011 al 2012.

    Da oggi lo attende un nuovo e prestigioso incarico, cioè quello dello sviluppo di una forza vendita che si affiancherà alle principali marche che operano sul mercato italiano per assisterle a sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla piattaforma di social broadcasting. La forza vendite sarà complementare alla squadra che attualmente si occupa di partnership e che supporta l’uso organico di Twitter da parte di aziende, organizzazioni e individui, e sarà responsabile della promozione della gamma di prodotti di advertising di Twitter. Tra questi, Tweet sponsorizzati, Account sponsorizzati e Tendenze sponsorizzate.

    E’ un compito arduo, ma siamo anche certi che data l’esperienza, la profonda conoscenza del mercato italiano da questo punto di vista, la nomina di Salvatore Ippolito sia una delle più azzeccate. E quindi non ci resta che fargli un grosso in bocca al lupo!

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  • Gli italiani sono utenti sempre più convergenti [Ricerca]

    Gli italiani sono utenti sempre più convergenti [Ricerca]

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    Presentata nei giorni scorsi l’edizione 2013 della ricerca del Laboratorio ConMe che ha evidenziato che gli italiani sono sempre più utenti “convergenti”, ossia utenti con dotazione di device e accesso a internet molto elevata. Si stima che siano il 45% della popolazione italiana, cioè 23,4 milioni di individui

    E’ stata presentata lunedì’ scorso, a Milano, l’edizione 2013 della ricerca a cura del Laboratorio ConMe, Convergenza Mediale, che ha evidenziato come gli italiani siano sempre di più un popolo di potenziali convergenti, cioè di utenti che hanno un’alta disponibilità di devices e anche un’elevata possibilità ad essere sempre connessi a internet. La ricerca stima che siano il 45% della popolazione al di sopra dei 14 anni, stiamo parlando quindi di una popolazione di 23, 4 milioni di persone.

    La ricerca evidenzia il 55% della popolazione attiva, quella compresa tra 16 e 64 anni, crescendo del 5% rispetto alla precedente rilevazione. Ma il picco massimo di “convergenti, lo si ha tra gli utenti compresi tra i 25 e i 34 anni, dunque il 72% della popolazione. Ma la ricerca rileva anche un altro dato interessante e cioè che crescono i cosiddetti “silver surfer”, ad evidenziare il fatto che oggi anche gli utenti più maturi hanno possibilità di connessioni elevati.

    Da un punto di vista geografico, i potenziali convergenti si concentrano per il 28% nel Nord Ovest, per il 21% nel Nord Est, per il 25% nel Centro e infine per il 26% nel Sud e nelle Isole. Il 38% dei convergenti svolge la professione di impiegato o quadro. Come è prevedibile, il loro livello di reddito è superiore rispetto alla media italiana.

    La Tv sempre molto seguita

    Nell’esaminare il rapporto tra marca e consumatore, il Laboratorio ha considerato 8 categorie merceologiche: prodotti alimentari, personal care, servizi bancari, servizi di telefonia, bevande non alcoliche, prodotti per la cura della casa, automotive e farmaci da banco.

    Per le seguenti categorie merceologiche, prodotti alimentari, personal care, servizi bancari, servizi per la telefonia, il primato assoluto spetta alla televisione (47%); al secondo posto troviamo le riviste e i giornali (28%). Esaminando invece la penetrazione delle diverse iniziative pubblicitarie attraverso i media digitali, sempre per le stesse categorie merceologiche, emerge che tra i diversi touch point quello che ha ancora una rilevanza assoluta sono i siti che parlano della categoria di riferimento (27%), al secondo posto troviamo i siti, ovvero news e portali (26%).

    La Tv come fonte di informazione su marche e prodotti

    Le persone esposte ad uno spot tv di marche preferite si attivano, nel mantenersi in relazione con contenuti legati alla marca, su più piattaforme: sito internet dell’azienda, profilo ufficiale su Facebook, app della marca; oppure ricercano informazioni su internet attraverso motori di ricerca e social network. Oppure ancora commentano sui social network, o addirittura vanno a cercare lo spot televisivo su internet, come per esempio su YouTube, per poi condividerlo sui propri spazi social.

    Se guardiamo, ad esempio, la categoria “prodotti alimentari”, è interessante notare che il 52% dei consumatori (responsabili di acquisto, RA) Internet user, dopo aver visto uno spot televisivo, ricerca informazioni in Internet; la percentuale scende a 48% se ci limitiamo a chi visita il sito della marca. Prendendo invece in esame i “servizi di telefonia”, la percentuale dei consumatori Internet user che visita il sito della marca aumenta (72%), allo stesso modo aumentano anche coloro che ricercano informazioni in Internet (71%), mentre il 35% scarica l’app della marca. Esaminando poi la categoria “prodotti di personal care”, emerge che il 57% dei consumatori Internet User ricerca le informazioni in Internet dopo essere stati esposti al messaggio pubblicitario mentre il 47% visita il sito della marca.

    La Ricerca mostra infine che i consumatori potenziali convergenti sono in relazione con i contenuti che le marche veicolano in tutti i punti di contatto e lo fanno con un’intensità più elevata rispetto ai non convergenti. Sono 13,2 milioni gli individui che utilizzano la pubblicità come fonte di informazioni su marche e prodotti e circa 10,0 milioni la considerano affidabile e rilevante. Internet è utilizzato abitualmente da 8,0 milioni,mentre sono 11,1 milioni a considerarlo rilevante.

    Altra aspetto che ci sembra rilevante e in linea con quello che trattiamo sul nostro blog, è che oltre 10 milioni di italiani maggiori di 14 anni, utilizzano nella giornata feriale almeno tre schermi (Pc, Smartphone e Tablet) per fare esperienze mediali.

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    Al tempo stesso analizzando i contesti di fruizione delle esperienze mediali emergono conferme su momenti canonici di fruizione mediale come a cena, a pranzo e dopocena, ma occorre considerare ben 8 milioni di italiani che fruiscono contenuti nei contesti di mobilità quotidiana per raggiungere il posto di lavoro: in generale aumenta la penetrazione delle esperienze mediali nei cosiddetti tempi interstiziali, e nei tempi del lavoro (mattina a pomeriggio). Inoltre rispetto al 2012 aumenta il numero di potenziali convergenti che fanno esperienze mediali prima di andare a dormire. Infine Smartphone e tablet sono utilizzati con la stessa intensità nei giorni feriali e nel weekend.

    Dai di assoluta rilevanza questi ultimi, come del resto tutta la ricerca, che mettono in evidenza che cambiano le abitudini degli italiane dal punto di vista della fruizione di informazioni e di messaggi. Un chiaro messaggio quindi alle aziende che di fronte all’aumento di questo fenomeno, devono rivedere i loro paradigmi di comunicazione, andando sempre più nella direzione di offrire maggiore copertura con momenti che stimolino sempre d più il coinvolgimento degli utenti. L’obiettivo è quindi quello di cogliere l’attenzione dell’utente al momento giusto e visto l’elevato livello di connessione è necessario tenere conto di questi dati per costruire strategie più attente.

    E voi che ne pensate di questa ricerca? Siete anche voi “potenziali convergenti”?

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  • Per i Comunicatori italiani ok la Rete, ma è meglio il contatto personale

    Un’interessante ricerca, realizzata in occasione del Festival of Media Global, a Roma dal 6 all’8 Aprile 2014, ha evidenziato che i comunicatori italiani costruiscono le loro relazioni anche attraverso il networking, ma il contatto personale è ancora il preferito

    Il Festival of Media Global 2014, evento importante dedicato ai professionisti della comunicazione che quest’anno fa tappa a Roma dal 6 all’8 Aprile 2014, ha voluto indagare proprio per questa occasione come i “comunicatori”, ossia i professionisti della comunicazione italiani curano le loro relazioni, e in che modo, mettendoli a paragoni coi loro colleghi di Stati Uniti, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Lo studio ha intervistato oltre 200 professionisti tra advertisers e professionisti di agenzie di comunicazione.

    E diciamo subito, dando una prima estrema sintesi della ricerca, che per i comunicatori italiani, ma vale lo stesso per i colleghi europei, resta e gioca un ruolo importante il contatto personale, quindi la costruzione di relazioni che parta da contatto diretto tra le persone. Mentre i colleghi statunitensi nella costruzione delle loro relazioni professionali, si ispirano più spesso ai principi della “cultura online”, quindi dando più spazio all’online networking. E questo dato si riflette anche nel rapporto che loro gestiscono anche coi clienti.

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    E proprio in relazione alla caratteristica “personale”, i comunicatori italiani sostengono che il 25% delle nuove opportunità di business proviene proprio dall’attività di networking, quindi grazie alla Rete. Lo stesso dato lo si riscontra tra i loro colleghi del Regno Unito, mentre per i colleghi Usa si passa dal 10% al 25%. Per i professionisti della comunicazione francesi il networking permette loro di ottenere il 10% di nuove occasioni di business, mentre i tedeschi sostengono di ottenere dal 25% fino al 50% di nuove opportunità grazie al networking. Comunque il 36% dei professionisti, dei paesi presi in esame, sostiene di essere spinti ad usare la rete dalle loro stesse aziende.

    Altro dato interessante che emerge da questa ricerca, è che gli italiani, insieme ai colleghi spagnoli e britannici, preferiscono mantenere contatti per lo più all’interno di contesti locali, durante meeting. Ma nonostante tutto, anche nonostante il contatto diretto di gran lunga preferibile, l’online networking per i comunicatori italiani è comunque un fattore importante, al quale viene dedicato il 75% del tempo dedito alle relazioni usando gli strumenti della rete per accrescere le loro reti di contatti locali e globali. Il restante 25% è dedicato alle interazioni “face-to-face”. E in relazione a quest’ultimo aspetto, il momento migliore per gli italiani è quello del pranzo, piuttosto che la cena o un altro momento. Il momento del convivio si conferma per i professionisti della comunicazione italiani come momento importante anche per sviluppare relazioni professionali. Gli americani invece preferiscono eventi di settore oppure sviluppare relazioni davanti ad un drink.

    Lo studio ha considerato LinkedIn come piattaforma online per stringere relazioni di business e la maggior parte dei professionisti della comunicazione italiani intervistati hanno tra i 100 e i 500 contatti, mentre la maggior parte dei colleghi di Stati Uniti, Francia, Spagna e Regno Unito hanno tra i 500 e i 1.000 contatti. I colleghi tedeschi invece di dividono tra 100 e 1.000 contatti.

    I comunicatori italiani hanno dichiarato che i loro contatti professionali si sviluppano tra 2 o 3 paesi massimo, mentre i colleghi di Stati Uniti, Francia e Germania dichiarano di sviluppare contatti in oltre 10 paesi. I colleghi di Spagna e regni Unito sviluppano i loro contatti tra 4 e 10 paesi. E se gli italiani, insieme ai tedeschi, francesi e spagnoli, dichiarano che i loro contatti si sviluppano tra le 50 e le 100 aziende, gli americani e i britannici invece sostengono che i loro contatti si sviluppano in oltre 100 aziende.

    La ricerca è molto interessante che ci fornisce spunti importanti, ma anche un quadro più chiaro di come i comunicatori italiani costruiscono e mantengono le loro relazioni professionali e, soprattutto, attraverso quali piattaforme. Per quanto riguarda i professionisti italiani, si nota in maniera abbastanza evidente un approccio ancora molto offline, ma la ricerca evidenzia anche un forte impegno a stringere relazioni professionali usando gli strumenti della rete.

    Il Festival of Media Global si tiene a Roma fino all’8 Aprile. Per consultare il programma delle giornate potete farlo direttamente sul sito del festival, mentre se volete restare aggiornati e seguire le conversazioni, @FestivalofMedia e l’account del festival su Twitter e #FOMG14 l’hashtag ufficiale.

  • Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

    Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

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    Dovendo gestire diversi canali in alcuni casi è consigliato dotarsi di alcune applicazioni che possano semplificare la gestione della propria presenza sui Social Media, migliorando l’esperienza con essi. Ad oggi sono decine le applicazioni che possono essere utili in questo senso, ma cerchiamo di fare una piccola panoramica

    Alzi la mano chi non usa almeno un’applicazione per gestire e migliorare la propria presenza ed esperienza sui Social Media. Se fossimo davanti ad una platea adesso forse le mani alzate sarebbero poche. Però, ad ogni modo, il panorama offre una vasta scelta, in alcuni casi anche troppo vasta, rendendo la scelta alle volte complicata. Allora cerchiamo di fare una piccola panoramica di applicazioni che possano davvero essere utili da questo punto di vista e per fare questo ci ispiriamo ad un post uscito di recente su Mashable che useremo come guida, inserendo anche altre applicazioni tra quelle suggerite. E poi attendiamo anche i vostri feedback e i vostri suggerimenti.

    Allora, come sapete Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Google+ (e si potrebbe continuare oltre, ma meglio fermarsi qui) richiedono impegno nella gestione dei vari canali e per ognuno di essi esistono diversi servizi esterni che possono aiutarci a gestire e a diffondere meglio anche in nostri contenuti. In alucni casi, vista la mole di lavoro da implementare è utile affidarsi alla programmazione di tweet, di statu, di posts. Ecco che nella vostra dotazione di applicazioni non deve mancare mai:

    Buffer: un must della serie “imposta e dimentica”, ossia è un’applicazione molto semplice da usare che offre un livello di efficacia molto alto. Permette di connettersi a Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e da un’unico form è possibile programmare e impostare i vostri contenuti. Una volta fatto, potete stare davvero tranquilli;

    TweetCaster: applicazione molto utile che raccoglie già 10 milioni di utenti e offre diversi tool per ottimizzare i vostri tweets.

    A questi due vi consigliamo anche due semplici tool come:

    Later Bro: strumento molto efficace che vi connette al momento solo con Facebook e Twitter, ma molto preciso;

    FutureTweets: anche questa browser app è molto semplice nell’uso e vi permette in pochi passaggi di programmare i vostri tweets con una buona precisione.

    Nel gestire la propria presenza sui Social Media, torna utile dare anche un’occhiata a chi vi segue, anche per essere sicuri che i vostri follower o fans siano effettivamente delle persone. Per controllare allora la vostra community potete usare:

    Fllwrs: traccia la vostra presenza su Twitter, indicandovi chi vi segue e chi non vi segue più. Tenete in considerazione il fatto che questa app invia in automatico dei tweet che aggiornano la vostra community su chi vi segue e chi ha invece deciso di non farlo più.

    Altra applicazione molto simile a quella appena vista è JustUnfollow, che vi permette di gestire i vostri followers anche su Instagram. L’app è anche utile offrendovi strumenti per analizzare i vostri followers segnalandovi non solo chi non vi segue più, ma anche gli inattivi.

    Cloak invece aiuta a gestire la vostra community quasi “reale, nel senso che attraverso Foursquare vi permette di evitare persone che in quel momento sono dalle vostre parti. Diciamo che è uno strumento anti-social, no?

    E adesso vediamo quelle app che davvero possono aiutarci a gestire l’enorme flusso di informazioni che ogni giorno ci passa davanti. E per tutti quelli che davvero non vogliono perdersi nulla, tra le app non può mancare:

    Hootsuite: vero strumento di organizzazione social, una delle applicazioni più affidabili e flessibili che esistono sul mercato. davvero permette di fare un sacco di cose, tra cui anche programmare i vari contenuti. Ad oggi si stima che siano quasi 10 milioni gli utenti che la utilizzano;

    IFTTT: “If This, Then That”, buona applicazione utile per gestire le vostre azioni sui social media. E’ un’applicazione molto utile e permette anche di salvare inautomatico dei contenuti su Dropbox una volta collegato. Ad esempio, se condividete un’immagine su Instagram, allora IFTTT provvederà a salvarla su Dropbox.

    Giusto per arrivare alla fine, vogliamo anche menzionarvi due applicazioni che siamo sicuri vi potranno tornare utili. Una è ManageFlitter, molto strutturata che permette davvero un controllo approfondito della vostra community e anche di programmare dei contenuti.

    E vi consigliamo anche PostPickr, applicazione italiana, che vi permette davvero di gestire al meglio i vostri contenuti. E’ in versione beta, ma fate richiesta e usatela, poi fateci sapere cosa ne pensate.

    Allora, vi sono sembrate utili queste applicazioni? Quali altre aggiungereste? Mandateci i vostri feedback!

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  • E intanto LINE raggiunge i 400 milioni di utenti registrati

    E intanto LINE raggiunge i 400 milioni di utenti registrati

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    LINE, l’app di messaggistica istantanea tra le più popolari, ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti registrati. E in 10 paesi l’app, tra cui Stati Uniti e Messico, registra oltre 10 milioni di utenti per paese. Il Giappone è quello che fa registrare il numero più alto di utenti, sono infatti 50 milioni

    LINE Corporation, azienda che produce l’applicazione di messaggistica istantanea LINE, ha annunciato il traguardo dei 400 milioni di utenti registrati toccato ieri a livello globale. Nel giro di tre anni, l’app è stata infatti lanciata nel 2011, LINE ha fatto sempre rgistrare una crescita costante e oggi LINE può dirsi certamente un’applicazione mobile di comunicazione completa che consente agli utenti di comunicare oltre che attraverso i messaggi coi coloratissimi stickers, anche attraverso il video e la voce.

    Nel novembre scorso era stato raggiunto e superato il traguardo dei 300 milioni, quindi a conti fatti gli utenti registrati crescono ad un ritmo di 20 milioni ogni mese e se questo ritmo dovesse mantenersi costante, allora il traguardo dei 500 milioni fissato per la fine del 2014 sarà certamente raggiunto.

    LINE è cresciuto in questi mesi in diversi Paesi del Nord America e dell’Europa e andandosi a sommare alle già ampie basi di utenti di Spagna e del Sud-Est asiatico. La quantità di nuovi utenti ha raggiunto la quota record di 1,7 milioni al giorno, evidenziando una rapida crescita a livello mondiale. Dall’inizio del nuovo anno la quantità di paesi con oltre 10 milioni di utenti registrati è salito a un totale di 10 e comprende, tra gli altri, USA, Corea, Malesia e Messico. Insieme al crescente numero di utenti, anche la quantità di comunicazioni effettuate tramite LINE è salita vertiginosamente. Dall’inizio del 2014, sono stati raggiunti nuovi record nell’uso quotidiano di messaggi nelle chat (10 miliardi/giorno), sticker (1,8 miliardi/giorno) e telefonate (oltre 12 milioni/giorno).

    L’applicazione è sempre in costante aggiornamento e nuove features sono state integrate in queste ultime settimane, come LINE Call che, annunciata lo scorso febbraio, permette agli utenti di chiamare telefoni fissi e cellulari a prezzi bassi, e come LINE Creators Market, dove gli utenti possono creare e vendere i propri adesivi. LINE spera così di aumentare i benefici che offre ai suoi utenti evolvendosi da uno strumento di comunicazione completo a una vera e propria piattaforma mobile all-in-one.

    E proprio ieri in occasione del nuovo #whatsappdown, LINE non ha perso tempo a rilanciare la sua offerta e dall’account ufficiale di LINE Italia sono partiti dei tweets che con simpatia invitavano gli utenti, impossibilitati ad usare l’app da poco acquisita da Facebook, usare LINE:

    L’Infografica

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