Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Ecco il 2020 degli italiani su TikTok, guardando al 2021

    Ecco il 2020 degli italiani su TikTok, guardando al 2021

    Il 2020 è stato per tutti gli italiani un anno particolare e questo emerge anche dall’indagine di YouGov, commissionata da TikTok. Gli italiani si sono scoperti più resilienti, più legati alle comunità e anche più aperti a sperimentare cose nuove. Nei prossimi giorni anche in Italia sarà disponibile “Year on TikTok”.

    Il 2020 non lo scorderemo facilmente, è stato un anno particolare che ci ha messo a dura prova. E come abbiamo avuto occasione di scrivere qui sul nostro blog, i social media ci hanno aiutato molto, ci hanno permesso di restare in contato con i nostri cari, i nostri amici e colleghi e ci hanno hanno aiutato a sperimentare cose nuove. A vivere esperienze nuove.

    L’indagine di YouGov, commissionata da TikTok fotografa proprio questo. Gli italiani nel 2020, in un anno difficile come mai negli ultimi 70 anni, hanno dimostrato di essere resilienti, hanno messo in evidenza il loro grande spirito di comunità e hanno sperimentato cose nuove.

    tiktok 2020 italiani 2021 franzrusso.it

    Presto anche in Italia Year on TikTok

    L’indagine viene pubblicata in concomitanza con il lancio di Year on TikTok, funzione della piattaforma che dà la possibilità di rivivere il proprio anno su TikTok. Year on TikTok, disponibile in Italia nei prossimi giorni, mostrerà agli utenti la compilation dei loro video, trend, creator ed effetti creativi preferiti e permetterà di scoprire le top vibe dell’anno, in base ai contenuti che gli utenti hanno amato di più.

    La compilation, inoltre, metterà in evidenza come creator e trend hanno conquistato l’immaginazione della community di TikTok nell’anno appena trascorso e come hanno intrattenuto, supportato, affascinato e formato gli utenti. Inoltre, è l’occasione per scaricare il video-riassunto del proprio 2020 sull’app e condividerlo, su TikTok e non solo.

    Ma vediamo insieme qualche dato in più a proposito della ricerca di YouGov per TikTok, che ha coinvolto 2.168 adulti, con interviste online tra il 30 novembre e il 3 dicembre di quest’anno.

    Gli italiani i più resilienti in Europa

    Come dicevamo prima, gli italiani si sono mostrati, in questo 2020, molto resilienti. Due italiani su cinque (45%) ritengono di avere imparato a essere più resilienti nel 2020 e la metà (50%) crede di avere imparato a utilizzare più risorse personali rispetto agli anni precedenti, ad esempio trovando nuove soluzioni per la gestione dei figli o individuando nuove fonti di reddito.

    Nel confronto europeo, la ricerca YouGov indica che il nostro Paese si posiziona fra i tre più resilienti e inventivi, davanti a Regno Unito, Francia e Germania. L’inventiva degli italiani consiste anche nello scoprire, approfondire o cimentarsi con nuove abilità e attività.

    Le attività degli italiani nel 2020

    Quasi due italiani su cinque (il 38%) affermano di avere vissuto il 2020 a un ritmo più lento e di avere apprezzato questo cambiamento. Secondo la ricerca, il periodo di lockdown ha regalato al 45% degli intervistati più tempo per fare cose che ama o che normalmente non ha mai tempo di fare (per es. leggere, fare decoupage, ecc.).

    Il 23% degli intervistati è riuscito, anche, a esplorare il proprio lato creativo e iniziare
    nuove attività e hobby come, per esempio, la pittura o la fotografia. In particolare, sono state le giovani generazioni ad aver scelto un nuovo hobby, ben un terzo dei rispondenti tra i 18 e i 24 anni (33%), rispetto al 19% di quelli tra i 45 ei 54.

    Il 25% delle persone intervistate ha dichiarato, inoltre, che i contenuti visti sulle piattaforme e/o sui social network sono stati di ispirazione e stimolo per provare, nel tempo libero a disposizione, nuove cose (per es. cucinare, ballare, fare attività fisica, suonare ecc).

    Nel 2020 in Italia le attività più popolari – svolte e apprese – sono state cucinare e preparare dolci (49%), leggere (43%), fare attività fisica (31%), dedicarsi al giardinaggio o alle piante di casa (26%). Interessi che si riflettono in alcuni degli hashtag e video più rappresentativi visti nascere su TikTok nel 2020, come è stato #iorestoacasa con 3.1 miliardi visualizzazioni.

    Ed ecco il racconto dei mesi di lockdown:

    • #imparaconTikTok (3.9 miliardi di visualizzazioni), nato ufficialmente a maggio, il trend è cresciuto in parallelo alla popolarità dei contenuti informativi disponibili sulla piattaforma andando a rappresentare un nuovo modo di apprendere e condividere conoscenze, competenze e interessi;
    • #ActivePlank (21.4 milioni di visualizzazioni), che ha preso il via con una sfida lanciata da @melissasatta, e #PalestraACasa (36,1 milioni di visualizzazioni);
    • #museoacasa (59.2 milioni di visualizzazioni) per sentirsi in un museo anche a casa propria;
    • #aCenaCon (63.1 milioni di visualizzazioni) un invito virtuale per una cena con i nostri creator. Tra una ricetta e una confidenza durante dei Live streaming molto seguiti;
    • #Cucinasenzasprechi (110.9 milioni di visualizzazioni), nato da una sfida lanciata da Unione Nazionale Consumatori che invitava a cucinare un piatto delizioso solo con gli avanzi. Ha partecipato anche @bruno.barbieri;
    • #giardinaggio, #pianta, #piante hanno raggiunto complessivamente i 19.3 milioni di visualizzazioni;
    • Le difficoltà della didattica a distanza e alternativi modi di imparare la pronuncia inglese;
    • La riscoperta della musica, in tutte le sue varianti, dalla più alla meno classica.

    Gli italiani hanno riscoperto il senso di comunità

    Per quanto riguarda il 2021, oltre la metà degli intervistati prevede di continuare a mettere a frutto questa ritrovata creatività e l’82% ritiene che dedicherà più tempo ai propri hobby.

    Nonostante le sfide, separazioni e difficoltà causate dalla pandemia, i risultati rivelano che in Italia un terzo degli intervistati (32%) si sente più vicino che mai ai propri cari, mentre il 58% afferma di essersi reso conto, grazie a questa crisi, dell’importante ruolo che gli amici, la famiglia e le comunità rivestono nella propria vita. Un dato ancora più elevato per i Millennial (25-34 anni): il 67% si dichiara d’accordo con questa affermazione.

    @chiaraferragni

    😅 #leoneluciaferragni

    ♬ 嗚咿嗚啊啊 – 晨彥👋逼

    @giorgiamalerba0

    ❤️

    ♬ electric love – favsoundds

    Gli affetti vanno ben oltre la famiglia e i propri cari. Gli Italiani infatti hanno scoperto e riscoperto il senso di comunità. Un terzo degli italiani che hanno preso parte all’indagine (32%) afferma, infatti, di essersi sentito più vicino alla propria comunità nel 2020, sia online che offline. Un quarto di essi (26%) ha scoperto nuove realtà esplorando la Rete, più tra i 25-34enni (31%) che gli over 55 (22%).

    Il senso di comunità, online viene riscoperto non solo attraverso supporto a cause comuni e importanti ma anche grazie allo scambio di consigli e questo si riflette anche su TikTok. E infatti, tra gli hashtag che si sono distinti, troviamo:

    • #ConsiglidiViaggio (120.5 milioni di visualizzazioni)
    @cheviaggitifai

    Reply to @laledep74 amanti di Harry fatevi sentire – qual è il vostro incantesimo preferito? 😍 #consiglidiviaggio #harrypotter

    ♬ Harry Potter – The Intermezzo Orchestra

    • #ConsiglidiModa (64.3 milioni di visualizzazioni)
    @uffizigalleries

    Fashion time travelling💫✨ #shoes #fashion #fashionweek #tiktokfashion

    ♬ nhạc nền – Ngoc Trinh – Ngoc Trinh

    • #grazieavoi (52M visualizzazioni), un grazie alla comunità medico sanitaria
    • #distantimauniti (795M visualizzazioni) una catena che ha abbracciato tutti gli italiani a sostegno all’OMS
    • Menzione speciale anche agli Sticker per le donazioni, una nuova funzionalità in-app presentata ad aprile, attraverso la quale, le persone su TikTok hanno mostrato il loro supporto verso numerose organizzazioni e cause, prima fra tutte quella a favore della Croce Rossa Italiana raccontata con l’hashtag #tuttifratelli.

    “Il 2020 è stato un anno molto difficile, ma gli italiani – come sempre – hanno trovato un modo per essere creativi e resilienti”, ci dice Paul Marvucic, Head of Creator & Product Marketing, Europe di TikTok.

    “La ricerca di YouGov ha messo in luce l’incredibile livello di resilienza dimostrato in Italia dalle persone: i risultati indicano che il 2020 è stato anche l’anno in cui in molti hanno scoperto nuove comunità e affetti. Con “Year on TikTok”, la nuova funzione che siamo felici di presentare, gli utenti potranno ‘riguardare’ il loro anno e ricordare i momenti in cui hanno ispirato o si sono fatti ispirare dalla creatività e hanno condiviso allegria.

    Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da scoprire su TikTok, e la nostra community di creator in costante crescita continuerà a dettare questo trend, nel 2021 e oltre.”

    Ecco, questo era il nostro resoconto su questa interessante ricerca. In basso anche l’infografica che riassume tutta l’indagine di YouGov.

    TikTok Ricerca YouGov Infografica

  • Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Twitter alla fine ha ceduto e ha lanciato, ancora in fase di test, la sua chat audio in stile Clubhouse e si chiama Spaces, solo per un ristretto gruppo di persone e solo su iOS. Ma la sfida vera è sulla moderazione.

    Se vi ricordate, ne avevamo scritto a novembre e ora Twitter sembra più decisa a proseguire sulla strada delle chat audio. La notizia è che da un paio di giorni Twitter ha avviato “Spaces”, la chat in audio, i fase di beta testing. Da quanto affermato dalla società di Jack Dorsey, attraverso una conversazione avviata dal neo account @TwitterSpaces, questa fase sarà avviata solo su iOS attraverso qualche centinaio di utenti selezionati. Come già anticipato il mese scorso, Twitter intende avviare la fase di test nel tentativo di superare lo scoglio sicurezza.

    Sempre il mese scorso, avevamo scritto che questa modalità di chat audio somiglia molto a Clubhouse, l’app in versione beta, che è strutturata proprio in “stanze” all’interno delle quali invitare persone e conversare. Il problema è che, nonostante Clubhouse sia ancora attiva solo su invito, l’app è già stata al centro di gravi problemi legati all’hate speech, a contenuti violenti e alla disinformazione. Tutto questo questo mette al centro il vero problema che è quello della moderazione, difficile in questi casi.

    twitter spaces chat audio franrusso.it

    Come usare Spaces di Twitter

    Per avviare una chat audio su Twitter, e quindi creare uno “spazio”, bisognerà tenere premuto il tasto “Compose”, in basso a destra, oppure si potrà crearlo attraverso Fleet. Si possono invitare utenti attraverso DM oppure condividendo il link della conversazione, anche su altre applicazioni.

    Si potranno esprimere reazioni attraverso emoji, anche se comunque la versione in prova resta ancora lontana da quella definitiva che dovrebbe prevedere maggiori strumenti di moderazioni per coloro che attivano la chat audio. Al momento sono attive l funzioni di blocco e di segnalazione.

    Allo studio la possibilità della trascrizione automatica dei tweet e anche la condivisione in Spaces dei tweet.

    esempio spaces twitter

    Ora, Twitter negli ultimi due anni ha incontrato un enorme problema proprio legato ai contenuti violenti, hate speech, disinformazione riuscendo a gestire il tutto con evidenti difficoltà. Non si capisce adesso come tutto questo possa essere moderato all’interno di Spaces. E, quindi, si comprende perché Twitter voglia iniziare la fase di test della funzionalità con poche persone in contesti difficili. Vuole testare la sua capacità nel moderare situazioni complicate? Allora, visto che l’obiettivo è questo, possiamo dire che le difficoltà saranno tante. Si tratta, in ogni caso, di una sfida difficile.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter ripristina il vecchio retweet dopo il calo delle interazioni

    Twitter ripristina il vecchio retweet dopo il calo delle interazioni

    Twitter rispristina il vecchio modo di fare retweet, senza citazione quindi, messo in pausa in vista delle elezioni presidenziali negli Usa. E la decisione deriva dal fatto che i retweet negli ultimi due mesi sono calati del 20 percento.

    A differenza di quanto avessimo prospettato, due mesi fa, Twitter ritorna sui suoi passi e ripristina il vecchio modo di fare retweet, quindi abbandonando la citazione. La modifica era stata decisa dalla società di Jack Dorsey per dare un freno alla disinformazione in occasione delle elezioni presidenziali Usa e, quindi, frenare la condivisione “automatica” di contenuti, imponendo un momento di lettura e riflessione. Qualora l’utente avesse voluto retwittare, avrebbe dovuto soffermarsi un attimo e, se lo desiderava, procedere al retweet con citazione.

    A noi sembrava una soluzione ideale per fermare la disinformazione, ma avevamo sottolineato che questa modalità avrebbe messo a repentaglio l’interazione. E così è stato.

    twitter ripristina vecchio retweet franzrusso.it 2020

    Infatti Twitter, nel dare notizia del ripristino del vecchio modo di fare retweet, precisa che in queste ultime settimane le citazione sono aumentate, solo che il 45 percento aveva solo una parola e il 70 percento aveva meno di 25 caratteri.

    Inoltre, ed è questa la notizia più importante, i retweet sono calati del 20 percento. Ecco il motivo, quindi, per cui Twitter si è vista costretta a ritornare sui propri passi e a ripristinare la vecchia modalità.

    Twitter fa sapere di lavorare a nuove modalità per cercare di rendere la condivisone sempre più significativa e utile, ma resta il fatto che quella poteva essere una buona strada.

    Il vero problema è che Twitter al momento non è in grado di assumere decisioni poco popolari, non ne ha la forza. Deve quindi trovare un equilibrio nel tentativo di assecondare gli utenti, che non vedevano di buon occhio il retweet con citazione (e lo hanno dimostrato), frenare la disinformazione sulla piattaforma e tenere buoni gli investitori che vogliono vedere la piattaforma crescere ogni giorno.

    Twitter cambia temporaneamente il modo di fare ritweet in vista delle elezioni USA

    Insomma, la ricerca di questo equilibrio, ancora molto lontano, fa presagire che ci vorranno ancora molti mesi, se non anni. Intanto, però, le occasioni sprecate aumentano, come quella di abbandonare Periscope, l’applicazione di broadcasting lanciata nel 2015, quando ancora Facebook Live non esisteva.

  • Ecco come cambia oggi la Customer Experience

    Ecco come cambia oggi la Customer Experience

    La location degli acquisti diventa sempre più digitale e cambia l’attenzione verso il cliente. La Customer Experience diventa centrale e quindi, per garantire una esperienza sempre coinvolgente, bisogna analizzare i dati. SAS Italy in un ebook spiega come fare.

    Il 2020 è stato un anno in cui le aziende hanno subito una forte accelerazione in termini di approccio al digitale e all’innovazione. Un’accelerazione dovuta al momento difficile che abbiamo vissuto, ma che certamente costituisce una grande opportunità da cogliere.

    Il cambiamento repentino porta nuove consapevolezze e mette al centro non più il servizio, ma il cliente, le persone. Il cambio di paradigma non deve essere visto come la negazione di tutto quello che vi è stato prima, ma come una evoluzione. Il cliente adesso ha possibilità che solo fino a pochi mesi fa non erano state espresse del tutto.

    Come riuscire a cogliere queste nuove opportunità?

    Una risposta può essere quella di arricchire l’esperienza utente, la cosiddetta Customer Experience (CX). Da un po’ di tempo a questa parte, infatti, abbiamo imparato che l’esperienza è l’elemento più importante per il cliente, che nel corso del tempo è diventato sempre più esigente e preparato. La sfida allora diventa quella di trovare la chiave giusta per migliorare e rendere memorabile la sua esperienza.

    sas italy custome experience ebook franzrusso.it

    Lo confermano anche i dati recentemente condivisi all’interno del report SAS Experience 2030 che evidenziano nome:

    • il 34% dei consumatori dichiara che smetterebbe di acquistare presso un’azienda con cui ha avuto un’esperienza negativa;
    • il 65% sarebbe disposto a pagare di più̀ i prodotti di quelle aziende che, nel periodo del Covid-19, sono riuscite a garantire agli utenti una buona Customer Experience.

    In un’epoca in cui la location degli acquisti diventa sempre più digitale, gli utenti hanno bisogno di raggiungere quello di cui necessitano in maniera rapida, veloce ma anche coinvolgente. La sfida del marketer di oggi è quella di riuscire offrire la migliore esperienza nel momento giusto, nel momento in cui il cliente lo sta richiedendo.

    Bisogna quindi, in parte, ripensare il Customer Journey dell’utente, ossia tutto il processo che porta il cliente all’acquisto, sapendo bene che oggi quel processo nasce e spesso finisce in una dimensione digitale che permette, attraverso diversi canali, di indirizzare gli utenti sul sito web aziendale.

    Ecco, ripensare il Customer Journey e ottimizzare la Customer Experience comporta, oggi più che mai, l’analisi di una massa di dati ancora più ampia. L’analisi di quei dati ci permette di conoscere come il cliente si muove all’interno della location digitale, quali sono le azioni che compie, quali sono le motivazioni per cui abbandona una determinata azione, e via dicendo.

    Il percorso per arrivare all’azione finale, come può essere quella di acquistare un prodotto all’interno di un e-commerce, non è più lineare, ma è un processo fatto di tanti segmenti, tutti importanti e fondamentali.

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    Per questo, vi segnaliamo la lettura di questo utile ebook di SAS Italy, “Il Futuro della Customer Experience”, che evidenzia 3 passaggi fondamentali:

    • Ottimizzare le conversioni sul sito web grazie all’A/B test
    • Recuperare i carrelli abbandonati in maniera tempestiva e rilevante
    • Personalizzare in tempo reale le comunicazioni digitali

    L’ebook condivide con i lettori insight interessanti e linee guida importanti per riuscire a cogliere le opportunità del digitale e rendere il proprio messaggio memorabile. Una lettura utile per il futuro della Customer Experience.

    [In collaborazione con SAS Italy]

  • L′Italia è un paese sempre più vecchio e sempre più istruito

    L′Italia è un paese sempre più vecchio e sempre più istruito

    Istat dal 2018 ha avviato i Censimenti Permanenti, una modalità di rilevazione della popolazione su base annua. Il dato che emerge oggi è che la popolazione italiana al 2019 è più vecchia. Siamo poi più istruiti, ma sono davvero pochi i ricercatori: solo lo 0,4%.

    Dal 2018, l’Istituto Nazionale di Statistica, Istat, ha introdotto i Censimenti Permanenti, una modalità di rilevazione su base annuale, abbandonando quella decennale che aveva caratterizzato le rilevazioni sino a quel momento. Ebbene, oggi, 15 dicembre 2020, abbiamo una rilevazione, di questo nuovo corso, che ci offre un quadro dell’Italia che tornerà utile per spiegare tante cose.

    Il primo ciclo dei nuovi Censimenti Permanenti riguarda gli anni 2018-2021 e prevede due indagini annuali sul territorio (una basata sulle liste anagrafiche e l’altra su un campione areale di indirizzi), condotte su un campione di circa 2.800 comuni (di cui circa 1.100 coinvolti sistematicamente ogni anno e circa 1.700 che effettuano le rilevazioni con rotazione annuale).

    Ma passiamo a vedere i dati, li trovate tutti qui su censimentigiornodopogiorno.it, che riguardano Popolazione, Istruzione, Borghi e Stranieri.

    Censimenti Permanenti – La popolazione italiana nel 2019

    Al 31 dicembre 2019, la popolazione italiana era di 59.641.488 di residenti, con una leggera flessione di circa 175mila persone in meno rispetto all’anno precedente, pari a -0,3%. Risulta sostanzialmente stabile se paragoniamo il dato al2011 (anno dell’ultimo censimento di tipo tradizionale), quando si contarono 59.433.744 residenti (+0,3%, per un totale di +207.744 individui). E restando sempre al paragone con i dati del 2011, notiamo che diminuisce la popolazione nel Sud del paese e nelle Isole (-1,9% e -2,3%), e aumentano nell’Italia Centrale (+2%) e al Nord (+1,6% nell’Italia Nord orientale e +1,4% nell’Italia Nord-occidentale). Un andamento questo che conosciamo, ma che continua ancora in maniera lenta e inarrestabile.

    I dati ci mostrano anche che il lieve aumento della popolazione è dato dalla presenza lungo di stivale di stranieri. I cittadini stranieri sono aumentati di circa 1 milione (+25,1%), nel periodo 2011-2019, senza considerare che sono più di 1 milione le acquisizioni di cittadinanza nel periodo 2012-2019.

    Censimenti Permanenti – Italiani sempre più vecchi

    Ma gli italiani sono sempre più vecchi. Da i dati Istat dei Censimenti Permanenti, al 2019 emerge che:

    censimenti permanenti istat popolazione 2019

    • 63,8% ha un’età compresa tra 15-64 anni;
    • 23,2% oltre 65 anni;
    • 13% ha un’età compresa tra 0-14 anni.

    Pensate che nel 1951 si rilevava la presenza di 1 anziano per bambino, mentre nel 2019 si segnalano 5 anziani per bambino (era 3,8 nel 2011). L’indice di vecchiaia (dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni) è poi passato dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (148,7% nel 2001).

    Ad alleggerire l’età media degli italiani contribuiscono gli stranieri, infatti l’età media degli stranieri è più bassa di 11,5 anni rispetto a quella degli italiani (34,7 anni contro 46,2 anni nel 2019).

    Censimenti Permanenti – Gli italiani e l’istruzione

    Un atro dato, rilevante, che ha destato la nostra attenzione è quello relativo all’Istruzione.

    censimenti permanenti istat istruzione 2019

    Dal grafico si vede che gli analfabeti totali in Italia, al 2019, sono il 4,6% della popolazione, quelli privi di titolo di studio sono il 4%. Possiamo dire che gli italiani sono sempre più istruiti. Nel 2019 il 35,6% degli italiani possiede un diploma di scuola secondaria di secondo grado o una qualifica professionale.

    Ma c’è un dato preoccupante, che in epoca di pandemia da Covid-19, come quella che stiamo vivendo ha il suo peso, ed il dato relativo ai ricercatori. Ebbene, solo lo 0,4% degli italiani possiede un dottorato di ricerca, ossia 232.833 italiani. Davvero pochi, considerando poi che la maggior parte di essi è costretta ad andare via dall’Italia.

    Ci aspettiamo che questo dato, nel 2020 e negli anni a venire, cresca di più, perché vorrà dire che anche nel nostro paese si incomincerà ad intensificare investimenti sulla ricerca in maniera stabile. Dalla ricerca deriva il futuro di un paese, e se guardiamo al nostro, sempre più vecchio, ecco che questa è la strada per uscirne migliori anche dopo questa pandemia.

    Censimenti Permanenti – Donne sempre più occupate

    Aumenta la quota di donne occupate, dato assolutamente rilevante. Se nel 2011 la componente femminile rappresentava il 41,8% degli occupati (9.621.295), nel 2019 sale al 42,4%. La maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro è confermata dalla variazione intercorsa tra il 2011 e il 2019 che è stata per gli uomini pari a +1,7% (+233.895 unità) e per le donne di +4,3% (+410.736).

    Censimenti Permanenti – I Borghi d’Italia

    censimenti permanenti istat borghi

    Nel 2019, sono 307 i comuni che appartengono all’associazione dei Borghi più belli d’Italia. Essi hanno una popolazione complessiva pari a poco più di 1,3 milioni di abitanti, due terzi dei quali vivono in Borghi fino a 10mila abitanti. Tra questi comuni, 104 hanno tra mille e 3mila abitanti, ma la quota più significativa di popolazione si osserva nei 66 comuni tra 5mila e 10mila abitanti dove vivono più di 470mila persone (vale a dire più di un terzo della popolazione dei comuni in esame). Il 93% di coloro che sono residenti nei borghi sono italiani, mentre il 7% sono stranieri

  • Hyundai prende il controllo di Boston Dynamics

    Hyundai prende il controllo di Boston Dynamics

    Secondo Bloomberg, Hyundai sta per assumere il controllo di Boston Dynamics. L’accordo dovrebbe portare il costruttore di auto sud-coreano al controllo dell’80% dell’azienda di robotica che produce Spot, il robot quadrupede.

    Sarebbe il caso di dire che Spot ha una nuova casa. In effetti, la realtà non è proprio così lontana. La notizia che ha lanciato Bloomberg con il suo interessante report, è che Hyundai, il grande produttore di auto sud-coreano, che tutti noi conosciamo, sta per assumere il controllo di Boston Dynamics, nome che a qualcuno dice molto.

    Sì, perché Boston Dynamics è l’azienda che ha conosciuto forse il suo momento di visibilità massima con la produzione di Spot, il robot quadrupede che proprio nel giugno di quest’anno è stato messo in vendita per la cifra di 74.500 dollari.

    hyundai boston dynamics

    Ebbene, Hyundai è ormai pronta ad acquisire il controllo, acquisendo l’80%, di Boston Dynamics che ha un valore di circa 1,1 miliardi di dollari, ciò significa che l’azienda coreana sborserà una cifra pari a 880 milioni di dollari. Il restante 20% resterà in mando di SoftBank.

    Se vi state chiedendo cosa se ne fa un’azienda come Hyundai di un’azienda come Boston Dynamics, allora la risposa la troviamo proprio da quando affermato da Hyunday. L’acquisizione permetterà all’azienda di sviluppare robot per la logistica, ovviamente, per la guida autonoma e per altri scopi più vicini al business dell’azienda, ma anche per la produzione di robot più umanoidi per l’assistenza ai pazienti negli ospedali.

    Hyundai va incontro quindi a quella che al momento sembra essere una grande emergenza, vista la crisi pandemica che stiamo vivendo, e con questa acquisizione è pronta ad offrire una soluzione adeguata al momento, ad un’esigenza che proprio in questi mesi è emersa in maniera prepotente.

    Ricordiamo che Boston Dynamics nasce nel 1992 come spin-off del MIT di Boston. Nel 2003 viene acquisita da Google mettendola sotto la direzione di Andy Rubin. Nel 2017 vendette l’azienda al gruppo giapponese SoftBank. E oggi la maggior parte passa sotto il controllo di Hyundai.

    Sembra chiaro che il progetto di Hyundai possa partire da Spot, il robot “cane” che sicuramente avrete visto in qualche video su YouTube o in qualche servizio al telegiornale. Il robot è stato sperimentato in tantissime situazioni, anche come “cane” da pascolo, ma è soprattutto l’esperienza fatta da assistente sanitario in questa pandemia che sarà preziosa per il gruppo sud-coreano.

  • Maker Faire Rome 2020 è all digital e porta l’Innovazione a tutti

    Maker Faire Rome 2020 è all digital e porta l’Innovazione a tutti

    Maker Faire Rome – The European edition si farà, dal 10 al 13 dicembre 2020, e sarà tutta “all digital”, per arrivare davvero a tutti in maniera gratuita. Anche questa edizione particolare sarà ricca di eventi e di makers che stanno davvero plasmando il futuro.

    In questo anno davvero particolare, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, non poteva mancare Maker Faire, uno degli eventi più importanti e seguiti, dove i makers si mettono in mostra per plasmare il futuro. L’edizione Maker Faire Rome – The European edition 2020 sarà “all digital”, per tutti e in forma gratuita. Dal 10 al 13 dicembre 2020 l’edizione tech più attesa dell’anno avrà luogo su una piattaforma digitale innovativa, divisa per aree tematiche, con la conduzione di Diletta Parlangeli e Rudy Zerbi che guideranno il viaggio verso l’innovazione di tutti i partecipanti.

    Come dicevamo, la piattaforma è divisa in diverse aree tematiche dedicate ai principali argomenti di Maker Faire e un canale Main, sempre live, dal quale verranno raccontate nei giorni della manifestazione tante storie d’innovazione. Sarà quindi operativo un vero e proprio studio televisivo presso gli spazi dell’ex gazometro a Roma dal quale, in diretta, andremo ad incontrare i protagonisti nazionali e internazionali del mondo dell’innovazione là dove lavorano o sperimentano. Tra i tanti collegamenti in diretta, due sono davvero imperdibili: quelli con l’Antartide e l’Artide grazie al Cnr e al neo Istituto di Scienze polari sul tema dei cambiamenti climatici e delle ricerche scientifiche che vengono svolte in quegli ambienti particolari. Ci saranno poi collegamenti con i tanti laboratori universitari e si potrà incontrare i tanti inventori potendoli osservare proprio all’opera.

    maker faire 2020 opening conference

    Maker Faire Rome – The European edition 2020 è promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera.

    Prima di vedere tutti i temi, è importante indicare come è possibile partecipare. Niente di più facile, sarà sufficiente accedere alla piattaforma, nei giorni della manifestazione, con una semplice registrazione, tutte le informazioni le trovate sul sito della manifestazione: makerfairerome.eu/it. Basterà creare un proprio profilo esprimendo preferenze sui temi e le attività che ci si aspetta di trovare nel corso dell’evento. Si riceveranno suggerimenti e notifiche in linea con i propri interessi.

    Durante la navigazione, si potranno assegnare like, condividere contenuti, chattare con i maker e gli espositori, porre domande o partecipare agli incontri live “Meet the Exhibitor“, per conoscere meglio i progetti esposti. E, come sempre, è stato allestito un ricco calendario di eventi live, talk, webinar, workshop e conferenze sui principali temi dell’innovazione, e anche su nuovi argomenti che la pandemia ci suggerisce di approfondire. Tutto questo grazie anche al prezioso contributo dei tanti innovatori che hanno risposto alle nostre call: “for Makers”, “for Schools”, “for Universities and Research Institutes”. E grazie ai tanti partner, pubblici e privati, che ancora una volta hanno riconosciuto le potenzialità dell’evento ed eletto Maker Faire Rome come lo spazio ideale di conversazione sul presente più innovativo e sul futuro che stiamo progettando.

    Maker Faire 2020: Opening Conference da non perdere il 10 dicembre

    Appuntamento da non perdere è quello della Opening Conference di #MFR2020, l’evento di apertura della manifestazione che si terrà giovedì 10 dicembre dalle ore 18 alle 20, dal titolo “Re:Make the World, together“, che sarà condotto da Riccardo Luna, giornalista e grande eserto di Innovazione. Ospiti istituzionali saranno Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri Cooperazione Internazionale, e Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca.

    E saranno presenti, tra i tanti, Oussama Khatib (direttore del prestigioso Laboratorio di Robotica all’Università di Stanford, vero ambasciatore della robotica mondiale), Bernie Roth (fondatore e direttore accademico della prestigiosa d.School dell’Università di Stanford, autore del bestseller “The achievement habit” tradotto in 15 lingue), Jeffrey Sachs (economista e saggista statunitense di fama internazionale, esperto e appassionato di questioni climatiche e sostenibilità, dal 2002 al 2016 direttore dell’Earth Institute alla Columbia University), Barbara Caputo (Professoressa di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino e senior researcher all’Istituto Italiano di Tecnologia), Anouk Wipprecht (olandese, stilista, designer e innovatrice, pioniera del fashion tech), Francesca Zarri (Director Technology, R&D & Digital di Eni).

    “Maker’s Response” sarà poi lo spazio dedicato anche alle esperienze dei maker italiani, africani e statunitensi in questi mesi di pandemia: invenzioni e attività per affrontare la malattia e aiutare i sistemi sanitari e di sicurezza. Sentiremo anche le preziose testimonianze, dall’America all’Africa, di Gui Cavalcanti, fondatore e co-direttore esecutivo Open Source Medical Supplies e June Madete, Ingegnere biomedico, ricercatore in Bioingegneria e docente senior Kenyatta University, Nairobi, Kenya con il suo studente di Ingegneria elettrica ed elettronica Fidel Makatia Omusilibwa.

    Non mancheranno i collegamenti con tanti maker italiani tra cui Enrico Bassi (coordinatore Opendot Fab Lab), Martina Ferracane, Antonio Cosimati, Davide Mariani, operativi su tutto il territorio nazionale. E, come sempre, a dare avvio al nostro viaggio ci sarà Massimo Banzi, cofounder di Arduino.

    maker faire rome 2020

    Maker Faire 2020 e Intelligenza Artificiale

    Con la collaborazione dell’l’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti (I-Rim) e il Laboratorio nazionale di Intelligenza Artificiale del Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), l’Intelligenza Artificiale sarà il tema principe della manifestazione.

    Tanti i prototipi che saranno presentati dal Laboratorio di Soft Robotics dell’Istituto Italiano di Tecnologia che si occupa in particolare della progettazione e del controllo della prossima generazione di robot, del Politecnico di Milano, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dell’Università di Bologna, l’Università di Siena, dell’Università Federico II di Napoli e il Campus Biomedico di Roma.

    Maker Faire 2020 è anche Maker Art e Maker Music

    Dopo il grande successo dello scorso anno, torna a #MFR2020 MakerArt, la sezione dedicata alla relazione tra arte contemporanea e nuove tecnologie. Cresce il numero di artisti presenti, oltre 40 e provenienti da tutto il mondo con progetti inediti, sperimentali e coinvolgenti fra i quali: Antoni Abad, Elena Bellantoni, Juan Cortes, Rä di Martino, Ken Goldberg, Claudia Hart, Steve Lambert, Miltos Manetas, MASBEDO, Donato Piccolo, Signe Pierce, Quayola, Michel Reilhac, Jakob Kudsk Steensen, Celine Tricart, Anouk Wipprecht e fra i talk quelli di Lev Manovich, Christiane Paul e Asher Remy Toledo, direttore dell’Hyphen Hub, onlus che esplora e promuove l’utilizzo di nuove forme d’arte integrate alla tecnologia.

    A Maker Faire 2020 si parla di Agrifood

    Maker Faire 2020 presenta un programma ricchissimo dedicato alla Sostenibilità e al tema Agrifood. Con la collaborazione Crea, il Cnr, l’Enea, oltre al mondo universitario e a una selezione di imprese private impegnate nel mondo dell’innovazione. Complessivamente saranno presentate oltre 60 innovazioni per l’agricoltura e l’ambiente.

    Il Santa Chiara Lab, Centro di innovazione dell’Università di Siena, è content partner dell’iniziativa per il settore agrifood e animerà il padiglione digitale sulla sostenibilità, contribuendo sui temi dell’innovazione per l’agricoltura sostenibile: quattro eventi in programma con dibattiti e presentazione di soluzioni e casi concreti per il futuro sostenibile dell’agroalimentare italiano.

    Sono molti i nomi e le personalità che il Lab porterà a Maker Faire: oltre a Angelo Riccaboni,  Presidente del Centro, parteciperanno Jeffrey Sachs, Presidente del Sustainable Development Solutions Network (SDSN), Rino Rappuoli, Direttore Scientifico GlaxoSmithKline Vaccines, Luigi Galimberti, fondatore dell’azienda agricola “Sfera”, la più grande serra idroponica europea, Paolo Glisenti, Commissario Generale per l’Italia a Expo 2020 Dubai, Marta Antonelli, Direttore di Ricerca della Barilla Center for Food and Nutrition Foundation, il sociologo Aldo Bonomi, Rosanna Mazzia, sindaco di Roseto Capo Spulico e 50  imprese ed esperti della ricerca e innovazione nazionale.

    Vi invitiamo a non perdere questa edizione Maker Faire Rome – The European edition 2020 che comunque resterà nella storia per il suo format che stavolta, per davvero, porterà l’Innovazione a tutti. Condividete e conversate sui social media usando #MakerFaireRome e #MFR2020.

    [In collaborazione con Maker Faire Rome]

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  • Huawei Italia, un ecosistema 5G per sviluppare le smart city

    Huawei Italia, un ecosistema 5G per sviluppare le smart city

    Quale sarà il futuro delle smart city nella fase post Covid-19? Grazie al 5G, Huawei Italia  intende realizzare un ecosistema per potenziarle, come ha ricordato Massimo Mazzocchini, Deputy General Manager dell’azienda presente in Italia da più di 15 anni.

    Quale futuro per le #smartcity nella fase post Covid?

    Le città connesse, grazie al 5G, possono essere un modello da seguire, specie in questa fase. La strategia del colosso cinese parte dalle ragioni, stipulando collaborazioni con gli enti pubblici e puntando su sette pilastri che vengono poi ad essere al centro dell’azione e implementati a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del territorio, e sono: sanità, istruzione, energia, porti, servizi pubblici, trasporti e turismo.

    5G, IoT, blockchain, Big Data, cloud e Intelligenza Artificiale sono le tecnologie chiave che guidano la trasformazione digitale e accelerano le smart city, secondo Huawei.

    Huawei ha deciso di investire in Italia, ne è un esempio la Smart Operation Platform (SOP) realizzata nel Joint Innovation Center di Regione Sardegna, Huawei e CRS4, che rende Cagliari un modello avanzato di smart city, come ha ricordato al 5G Italy 2020 Massimo Mazzocchini, Deputy General Manager di Huawei Italia, disponendo di tecnologie avanzate, come AI e 5G, per la gestione dei parcheggi, la sicurezza e anche la gestione del porto (cosa che avviene anche a Barcellona) per la gestione del traffico all’interno del porto stesso e la sicurezza di tutti gli operatori.

    huawei italia 5g smart city franzrusso.it

    Mazzocchini ha anche ricordato come Huawei ha dato il suo contributo nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria in Cina. A Wuhan ha realizzato una struttura ospedaliera altamente tecnologica ad-hoc e ha anche implementata una tecnologia che grazie all’AI alla voce è in grado di individuare lesioni polmonari in un paziente dall’analisi della voce.

    Quello che punta a fare Huawei, nella fase post pandemia, è la realizzazione di un ecosistema, ponendosi come partner per attori pubblici e privati e come punto di riferimento per startup e PMI per lo sviluppo di app specifiche.

    Tutta l’azione di Huawei riguardo alle smart city si basa su un vasto progetto di investimenti puntando sulle nuove tecnologie e sulla sicurezza, quindi la privacy dei cittadini. E poi puntare sullo sviluppo dell’energia “green” con l’obiettivo, anche in questo contesto, di costituire un ecosistema che metta in relazione cittadini, aziende, partner pubblici.

    Chi è Massimo Mazzocchini, Deputy General Manager Huawei Italia

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    Massimo Mazzocchini – Deputy General Manager Huawei Italia

    Romano, laureato in Ingegneria Elettronica con specializzazione in Telecomunicazioni presso l’Università La Sapienza di Roma, Massimo Mazzocchini vanta ormai un’esperienza ventennale nel mondo delle telecomunicazioni. Inizia la sua carriera nel 2001 in Siemens e da allora ha ricoperto una vasta gamma di ruoli in ambiti quali vendite, con responsabilità di sviluppo sia business che partnership, e gestione aziendale. Dopo essere stato Vice President per l’area Mediterranea con funzione di Amministratore delegato di Nokia Italia per oltre 5 anni, da ottobre di quest’anno approda in Huawei Italia come Deputy General Manager di Huawei Italia, responsabile quindi dello sviluppo business di Huawei Italia tramite le relazioni con il mercato e le sinergie tra le diverse Business Unit, dell’allineamento delle strutture globali di Huawei per i rapporti istituzionali, del coordinamento delle iniziative di cyber security e dello sviluppo delle relazioni con gli stakeholder nazionali.

    [In collaborazione con Huawei Italia]

    Huawei italia collaborazioni

  • L’Innovazione nella Salute passa anche dal Dialogo

    L’Innovazione nella Salute passa anche dal Dialogo

    È nei momenti di difficoltà che si prendono iniziative per interpretare il futuro. Quello che ha fatto Novartis Italia, avviando una fase di Ascolto e Dialogo con i propri stakeholder dalla quale sono emersi temi prioritari, come Innovazione, la Salute al Centro e Sostenibilità.

    Si dice che nei momenti di difficoltà si vede il carattere delle persone, ossia quella capacità di prendere iniziative e decisioni tali da permettere di leggere meglio i tempi e di mettere in pratica nuove iniziative. Il periodo che stiamo vivendo, caratterizzato dalla pandemia da Covid, impone anche alle aziende di superare questo particolare momento di difficoltà provando a mettere in campo azioni capaci di attivare nuovi progetti.

    Ma come si fa in questo momento ad attivare nuovi progetti? La risposta è tanto semplice quanto non scontata. Ed è quella dell’Ascolto e del Dialogo, cioè provare ad ascoltare chi con l’azienda opera e chi guarda all’azienda come riferimento. Significa andare da tutte quelle persone che hanno fiducia nell’azienda e ascoltare cosa si aspettano da qui in avanti, sapendo bene cosa l’azienda ha fatto fino ad oggi.

    novartis italia dialogo conta

    Questo è quello che, in sintesi, ha fatto una grande azienda come Novartis Italia, uno dei colossi farmaceutici che nel nostro paese ha un grosso impatto in termini di valore aggiunto al PIL italiano, in termini di posti di lavoro creati e di innovazioni. Ed è altresì importante che un’azione come questa arrivi da una grande azienda perché possa fungere da esempio per tutte le altre.

    percorso novartis

    Novartis opera nel settore della salute, un settore che da sempre è uno dei pilastri del nostro paese, in termini economici e, soprattutto, per il grande ruolo sociale. Ad inizio di quest’anno, nel mese di gennaio, quando ancora non si parlava in modo globale dell’emergenza Covid-19, quando ancora il nostro paese non era stato colpito dal virus, Novartis mette in campo un’azione di ascolto, gestita attraverso 230 collaboratori, che ha portato al coinvolgimento di 500 stakeholder, quindi di tutti quei soggetti che partecipano direttamente, e indirettamente, alla vita dell’azienda, con interviste e workshop che hanno portato ad un Dialogo continuo.

    Una grande azione di Ascolto e di Dialogo, portata avanti con il supporto metodologico di The European House – Ambrosetti, che è stata presentata durante un evento all digital, la quale ha permesso all’azienda di individuare le priorità su cui concentrarsi per contribuire al futuro della salute nel nostro paese:

     

    Re-immaginare la medicina. È un obiettivo da perseguire attraverso una sempre più spinta trasformazione digitale del sistema salute, investimenti in Ricerca & Sviluppo, orientata a incrementare e migliorare l’accesso alle cure, ricorso stabile all’open innovation, nonché modelli di pricing di accesso alle cure coerenti con il beneficio dimostrato in termini clinici e di sostenibilità economica e sociale.

    La salute al centro. La priorità è contribuire a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, riequilibrando i gap tra aree geografiche e promuovendo la continuità tra ospedale e territorio per migliorare tempi delle diagnosi e percorsi terapeutici. Determinante lo sviluppo dei servizi al paziente, indirizzati alla prevenzione e a una corretta informazione sanitaria e sostenuti da un esteso intervento di alfabetizzazione scientifica.

    Fare la cosa giusta. Pre-condizione per contribuire allo sviluppo del Paese è rinsaldare un rapporto di fiducia tra azienda farmaceutica e collettività, attraverso un rinnovato impegno alla trasparenza e all’etica dei comportamenti, oltre che all’uso sostenibile delle risorse, in linea con gli ambiziosi obiettivi green definiti a livello internazionale.

    temi prioritari

    Questo lavoro deriva dalla elaborazione della Matrice di Materialità, un lavoro che ha finito poi per individuare le priorità da tenere in considerazione nella fase post Covid-19. Da questa analisi sono stati individuati i temi prioritari e al primo posto troviamo tecnologia e servizi innovativi, poi ricerca e sviluppo, disponibilità dei farmaci, educazione a stili di vita sani e prevenzione, rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, uso delle risorse in modo sostenibile.

    matrice materialità novartis

    L’analisi offre a Novartisi gli ambiti in cui agire nei prossimi anni per approfondire quegli aspetti che avranno un impatto significativo per quanto riguarda l’aione economica dell’azienda e l’impatto sociale e ambientale. Un’analisi, dunque, che in un periodo come questo si rivela essere uno strumento prezioso per interpretare al meglio il presente per programmare il futuro. E tutti gli attori che operano intorno all’azienda, ma anche i pazienti, gli operatori sanitari, sapranno che Novartis opera in funzione di una maggiore innovazione dei servizi, nell’ottica di porre al centro la Salute dei cittadini, per un futuro migliore e sostenibile.

    La presentazione dei risultati di questa importante analisi è stata anche l’occasione per Pasquale Frega, Country President e Amministratore Delegato di Novartis Italia, per annunciare un grande piando di investimenti in Ricerca e Sviluppo da 250 milioni di euro per i prossimi tre anni.

    “La collaborazione con gli stakeholder del settore salute è sempre stato un elemento fondante delle nostre strategie. Ma con questo progetto di dialogo siamo andati oltre, avviando un percorso trasparente di ascolto e confronto, con l’obiettivo di massimizzare il nostro contributo al Paese, e costruire una road-map di progetti ‘condivisi’ per i prossimi anni. Con 250 milioni di euro di investimenti in ricerca clinica previsti per i prossimi tre anni e un valore generato dalle attività in Italia per oltre 5.300 milioni di euro – prosegue Pasquale Frega – abbiamo la responsabilità non solo di individuare criteri nuovi e sostenibili per rafforzare il sistema Paese, ma anche di misurarli e rendicontarli nel percorso di partnership con i nostri stakeholder”.

    Ci piaceva raccontare questa grande azione di Novartis che costituisce un grande esempio di come l’azienda sfrutta il Dialogo, e l’Ascolto, per migliorarsi e guardare al futuro, sapendo bene che Innovazione e Sostenibilità sono i due valori portanti di tutta la strategia.

    A questo link potete consultare l’intero rapporto.

    [In collaborazione con Novartis Italia]

  • Salesforce acquisisce Slack per un nuovo modo di lavorare

    Salesforce acquisisce Slack per un nuovo modo di lavorare

    Salesforce, la piattaforma CRM più conosciuta, acquisisce Slack, il servizio di chat per lavoro, per 27,7 miliardi di dollari. Oltre ad essere una delle più grandi acquisizioni tech, la si può considerare come una operazione che guarda al post Covid-19.

    La notizia è di quelle importanti, soprattutto per il fatto che questa la si può considerare come una diretta conseguenza del periodo che stiamo vivendo.

    Salesforce, la piattaforma CRM più conosciuta e tra le più usate al mondo, acquisisce Slack, il servizio di chat per il lavoro, per 27,7 miliardi di dollari. Si tratta di una delle acquisizioni tech più grandi mai realizzate. Ma, oltre a questo dato, che vedremo più avanti in raffronto con altre acquisizioni storiche, questa è una operazione figlia del momento che stiamo vivendo.

    Con le persone che lavorano sempre più da casa, quindi con il fenomeno smartworking che sta dilagando ovunque, anche nel nostro paese, Salesforce aveva la grande occasione di provare ad allargare il proprio raggio di azione, entrando in un business particolarmente florido in questo momento. E la cifra, alta, ma non altissima, dimostra che si tratta di un affare che per Marc Benioff, CEO e fondatore di Salesforce, era da prendere o lasciare. Molto probabile che a spingere verso un rilancio, arrivando ad un’offerta molto alta per un’azienda tutto sommato non messa benissimo, è stata l’ombra di Microsoft che aveva provato ad inserirsi provando a fare l’en-plein. Sta di fatto che adesso Benioff ha la possibilità di competere direttamente con Microsoft e quindi con Teams, il software che ha finito per mettere quasi in crisi proprio Slack.

    Solo che sulla carta la sfida a Teams appare piuttosto ardua, per il fatto che ad oggi Slack conta circa 12,5 milioni di utenti, mentre il prodotto di Microsoft ha già superato i 100 milioni di utenti, ricevendo un grande rilancio proprio durante questa pandemia.

    Insomma, si sta profilando uno scenario molto interessante e il duo Salesforce & Slack darà vita ad un prodotto che non sarà da meno rispetto agli altri competitor. Anche perché Benioff sa benissimo dell’accordo, un “join commitment“, che era stato stipulato tra Slack e Zoom qualche mese fa, per collaborare sul futuro della comunicazione. Ecco, questo è il futuro, con l’inserimento di Salesforce che potrebbe contare anche su Zoom.

    Forse ricorderete che tra i tanti interessati ad acquisire Twitter qualche anno fa c’era proprio Salesforce, ed era una delle strade più concrete tra tutte le altre. E poi è finita che non se ne è fatto nulla.

    Ecco le grandi acquisizioni tech aggiornata al 2020

    Ma parlavamo prima di grandi acquisizione nel mondo tech. Ebbene, questa di Salesforce che acquisisce Slack va ad inserirsi nella top-ten, andando a scalzare proprio Microsoft con l’acquisizione di LinkedIn per 26 miliardi di dollari nel 2016. Esce dalle prime 10 proprio Salesforce, quando nel 2019 acquisiì Tableau per 15,7 miliardi di dollari, ed entra l’acquisizione di Slack:

    10. Facebook acquisice WhatsApp – 19 miliardi di dollari (2014)

    9. Microsoft compra LinkedIn – 26 miliardi di dollari (2016)

    8. Salesforce acquisice Slack – 27,7 miliardi di dollari (2020)

    7. SoftBank acquisisce ARM – 32,3 miliardi di dollari (2016)

    6. HP acquisisce Compaq – 33,6 miliardi di dollari (2001)

    5. IBM acquisisce RedHat – 34 miliardi di dollari (2018)

    4. AMD acquisice Xilinx – 35 miliardi di dollari (2020)

    3. Avago acquisisce Broadcom – 37 miliardi di dollari (2015)

    2. Nvidia acquisice ARM (da Softbank) – 40 miliardi di dollari (2020)

    1. Dell acquisisce EMC – 67 miliardi di dollari (2015)
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