Categoria: Google doodle

Qui troverete la storia del doodle del giorno sulla homepage di Google, con tanti approfondimenti

  • Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2016

    Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2016

    Oggi, 22 aprile 2016, si celebra la Giornata della Terra e Google, come da tradizione, non ha fatto mancare il suo doodle, anzi più di uno. 5 doodle che evidenziano i 5 grandi biomi della Terra: la tundra, la foresta, il deserto e le barriera corallina. A ciascuno di essi è dedicato un doodle in rotazione, visibile in tutto il mondo.

    Come ogni anno, Google non ha voluto far mancare il suo sostegno alla Giornata della Terra che si celebra oggi, 22 aprile 2016. E per l’occasione Sophie Diao ha creato 5 doodle, che vediamo in rotazione oggi, che si rifanno ai 5 grandi Biomi della Terra. Il Bioma è un’ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante. In un Bioma quindi in un bioma troveremo popolazioni e comunità di animali e di piante comprendenti organismi pluricellulari e unicellulari, anche microscopici, che interagiscono fra loro (Wikipedia).

    E quindi vediamo che i doodle ripropongono: la Tundra che occupa zone dell’emisfero dove la temperatura media annuale è inferiore allo zero; la foresta; il deserto e la barriera corallina. Ogni illustrazione raffigura questi biomi insieme ad un animale che rappresenta al meglio lo scenario. Il tempo di rotazione è di 15 minuti e quindi per poterli vedere tutti basta fare refresh sulla pagina.

    giornata della terra doodle google 2016

    Come sapete, la Giornata della Terra si celebra oggi in 192 paesi ed è nata il 22 aprile del 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, col tempo è diventato un avvenimento educativo ed informativo per sensibilizzare tutti verso i grandi temi della salvaguardia dell’Ambiente. L’origine di questa giornata al senatore democratico americano Gaylord Nelson che in quell’anno invitò tutti i cittadini a prendere parte alla mobilitazione nata in seguito al disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di un pozzo di petrolio al largo di Santa Barbara, nel 1969.

    Tanti gli eventi in questa giornata in tutta Italia  che potete trovare sul sito Earth Day Italia.

  • Google celebra Alda Merini con un doodle

    Google celebra Alda Merini con un doodle

    Il doodle che troviamo oggi sulla versione italiana del popolare motore di ricerca è dedicato ad una delle potesse italiane più amate degli ultimi anni. In occasione degli 85 anni che avrebbe compiuto oggi, Google celebra Alda Merini, indimenticata poetessa e scrittrice dei Navigli.

    Google oggi rende omaggio ad una delle potesse e scrittrici più amate in Italia negli ultimi anni. Nella versione italiana della home in occasione del compimento degli 85 anni, il doodle celebrativo è dedicato ad Alda Merini, la poetessa e scrittrice dei Navigli. E proprio il luogo in cui è nata e cresciuta lo si intravede del doodle realizzato dall’illustratrice, e doodler, Alyssa Winans, rappresentando Alda Merini mentre tra le braccia stringe un libro e una penna.

    google doodle alda merini

    Alda Giuseppina Angela Merini, questa il suo nome completo, nasce il 21 marzo 1931 a Milano e lei stessa celebra questa data in una poesia dal titolo “Sono nata il 21 a primavera” contenuta in “Vuoto d’amore” una antologia di poesie di Alda Merini pubblicata da Einaudi nel 1991:

    Sono nata il ventuno a primavera
    ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle
    potesse scatenar tempesta.
    Così Proserpina lieve
    vede piovere sulle erbe,
    sui grossi frumenti gentili
    e piange sempre la sera.
    Forse è la sua preghiera.

    (Alda Merini)

    Della sua infanzia non si sa molto e lei stessa ne racconta in alcune brevi note autobiografiche:

    ragazza sensibile e dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: … perché lo studio fu sempre una mia parte vitale”.

    E pensare che non venne ammessa al Liceo Manzoni perchè non superò la prova di italiano.

    Alda Merini

    Parlare di una poetessa come Alda Merini non è semplice, certamente l’esperienza del manicomio, come lo chiamava lei stessa, ha fatto di lei una grande del nostro tempo. E’ del resto lei che arriva a questa conclusione in “La pazza della porta accanto“, libro in prosa edito da Bompiani nel 1995. Al termine dell’opera si trova “La polvere che fa volare“, una conversazione con Alda Merini dalla quale si possono estrapolare molte notizie autobiografiche.

    Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.”
    (Alda Merini, “La pazza della porta accanto”)

    Per conoscere meglio Alda Merini potete consultare il sito a lei dedicato dalle sue quattro figlie, aldamerini.it, e anche la pagina a lei dedicata su Wikipedia.

    Non èpoi la prima volta che Google dedica un doodle a personaggi italiani. Era già successo, tra gli altri, con Italo Calvino, con Giò Pomodoro, con Alessandro Manzoni, con Luigi Pirandello, con Gae Aulenti, con il Tiepolo, con Anna Castelli Ferrieri, con Alessandro Volta, con Nino Rota, con Federico Fellini e con Gioacchino Rossini.

  • Il doodle di Google per la Giornata della Donna guarda al futuro

    Il doodle di Google per la Giornata della Donna guarda al futuro

    Ancora una volta Google non fa mancare il suo doodle per la Giornata Internazionale della Donna 2016 e per l’occasione decide di raccontare le aspirazioni delle donne per il futuro con #OneDayIWill. 337 donne di 13 paesi raccontano in un video quello che vorrebbero fare un giorno.

    Anche quest’anno Google non vuole mancare nel celebrare la Giornata Internazionale della Donna 2016 con un doodle, anzi quello che vediamo è ben più di un semplice “scarabocchio”. A differenza degli altri anni, quando Google con un doodle raccontava quello che le donne hanno fatto nella storia, nel celebrare la Giornata delle Donne ha voluto invece lanciare un’iniziativa che guarda al futuro. Infatti con #OneDayIWill Google ha raccolto le aspirazioni di 337 donne di 13 paesi per farsi raccontare cosa vorrebbero fare un giorno.

    goog doodle giornata donna 2016 #onedayiwill

    E quindi donne di tutte le età da San Francisco, Rio de Janeiro, Città del Messico, Lagos, Mosca, Il Cairo, Berlino, Londra, Parigi, Jakarta, Bangkok, Nuova Delhi e Tokyo hanno raccontato in un video quelle che sono le loro aspirazioni. Tante donne di diversi paesi che hanno manifestato idee diverse, come quello di “dare voce a chi non può urlare“.

    All’iniziativa hanno preso parte anche donne che hanno già realizzato le loro aspirazioni, aggiungendo qualche altro sogno come Jane Goodall che ha condiviso la sua speranza di discutere un giorno di ambiente con Papa Francesco, mentre il premio Nobel Malala Yousafzai e l’attivista Muzoon Almellehan continuano a lavorare, senza paura, verso un futuro in cui ogni ragazza può andare a scuola.

    Google doodle giornata donne 2016

    Anche i gruppi che hanno lavorato alla realizzazione dei video erano costituiti da sole donne, questo per rende l’atomosfera ancora più celebrativa e incoraggiante.

    L’iniziativa continua oggi invitando tutte le donne a condividere le proprie aspirazioni in questa giornata con #OneDayIWill.

    E cogliamo ancora una volta l’occasione per segnalarvi tutte le iniziative che si tengono oggi, e nei prossimi giorni, in tema di innovazione e tecnologia in Italia, settori dove la presenza delle donne sta crescendo molto, anche se ancora molto resta da fare.

  • Google celebra l’Anno Bisestile 2016 con un doodle

    Google celebra l’Anno Bisestile 2016 con un doodle

    Il doodle che vediamo oggi online sulla home di Google è dedicato all’Anno Bisestile 2016. Oggi è infatti 29 febbraio, una giornata che capita solo ogni quattro anni. Ogni 4 anni viene aggiunto un giorno in più per evitare lo slittamento delle stagioni.

    Come sappiamo il 2016 è un Anno Bisestile e proprio oggi, 29 febbraio, si verifica questo evento che cade ogni quattro anni. Giornata particolare che viene celebrata anche da Google con un doodle dove di vede il coniglio “29” che salta e va a mettersi in mezzo al 28 e al 1° di marzo. Il doodle è stato realizzato dalla doodler Olivia Huynh.

    L’ultima volta, quindi 4 anni fa, Google aveva invece dedicato il doodle ai 220 anni dalla nascita del maestro Gioacchino Rossini, nato appunto il 29 febbraio.

    google doodle anno bisestile 2016

    Ma perchè si dice Anno Bisestile?

    Praticamente ogni 4 anni per “normalizzare” la durata dell’anno, che è di 365 giorni e un quarto”, viene aggiunto un giorno in più per cancellare il ritardo che si accumula in 4 anni, appunto. Un ritardo che provocherebbe dunque lo slittamento delle stagioni. Questo accorgimento viene considerato da tutti i calendari solari, gregoriano e giuliano. E il giorno in più viene aggiunto al mese di febbraio, che di solito ne ha 28 di giorni.

    La regola che determina l’Anno Bisestile è questa:

    Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400″

    Quindi è sufficiente considerare le ultime due cifre dell’anno per verificare se sono divisibili per 4, e questo lo si può verificare appunto nel 2016. Per quanto riguarda gli anni secolari il discorso è un po’ diverso. Considerando gli anni secolari, per scoprire se essi sono bisestili, bisogna vedere se sono divisibili per 400. Il 2000, ad esempio, è stato un anno bisestile, ma il 2100 non lo sarà in quanto non divisibile per 400. L’inizio del nuovo millennio lo è stato come lo sarà il 2400.

  • Il doodle di Google è per René Laennec, inventore dello stetoscopio

    Il doodle di Google è per René Laennec, inventore dello stetoscopio

    Il doodle che vediamo oggi online sulla home di Google è dedicato a René Laennec, medico francese, in occasione dei 235 anni dalla nascita. Laennec è passato alla storia per aver inventato nel 1816 lo stetoscopio.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato al medico francese René Laennec, in occasione dei 235 dalla nascita. René Laennec è passato alla storia per aver inventato nel 1816 lo stetoscopio, il popolare strumento medico.

    René Laennec nacque il 17 febbraio del 1781 in Francia e studiò medicina grazie a suo zio. Fu poi chiamato come medico cadetto durante la Rivoluzione Francese. Riprese poi i suoi studi nel 1815.

    Nel 1816 fu poi l’anno dell’invenzione dello stetoscopio, strumento medico in uso ancora oggi. Un giorno, mentre stava visitando una paziente, che aveva avvisato dei dolori al torace, pensò di arrotolare un foglio di carta sul petto della donna per sentire meglio i battiti del suo cuore. Un gesto semplice ma rivoluzionario, se si pensa che allora i medici erano soliti sentire i battiti appoggiando l’orecchio. Alcuni pensano che l’invenzione fu ispirata dal flauto, altri invece dicono che si ispirò ad un gioco di alcuni bambini che un giorno vide in strada durante una passeggiata.

    google doodle René Laennec

    Da quel momento costruì diversi prototipi e poi gli diede il nome di stetoscopio dalle parole greche “Stethos” (petto) “Scopos” (osservazione).

    Lo strumento ebbe subito una rapida diffusione in Europa e poi negli Stati Uniti. Laennec morì di tubercolosi all’età di soli 45 nel 1826, ma era consapevole dell’importanza della sua scoperta, definendola “la più grande eredità della mia vita.”

    Lo stetoscopio venne poi ripreso da Arthur Leared nel 1852 che inventò lo stetoscopio biauricolare e nel 1852 George Camman ne perfezionò la forma, per la produzione industriale.

    Negli anni successivi furono apportati molti altri minori aggiustamenti, fino a quando nel 1960 il dottore David Littmann, dalla Harvard Medical School, crea un nuovo stetoscopio, più leggero rispetto agli altri modelli e con un’acustica migliorata. Alla fine del 1970, Littmann introdusse la membrana fluttuante.

  • Il doodle di Google è per Mendeleev e la Tavola periodica

    Il doodle di Google è per Mendeleev e la Tavola periodica

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 182 anni dalla nascita del chimico russo Dmitri Mendeleev, il padre della Tavola periodica degli Elementi da lui creata nel 1869.

    In occasione dei 182 anni dalla sua nascita, Google dedica il doodle di oggi al chimico russo Dmitri Mendeleev, più conosciuto per essere passato alla storia come il padre della Tavola periodica degli Elementi, o anche semplicemente Tavola periodica.

    Nel doodle di Robinson Wood vediamo infatti la tavola periodica sullo sfondo e Dmitri Mendeleev.

    mendeleev tavola periodica

    E come ci fa fatto giustamente notare @AryRuysch, si tratta una delle rare volte in cui in un doodle non appare la scritta “Google”:

    Il nome Dmitri Mendeleev è senza dubbio molto noti a tutti gli studenti e a tutti gli studiosi della chimica ed è proprio grazie a lui se oggi conosciamo molto elementi e soprattutto il loro ordine. Diversamente da quando fatto in precedenza, Mendeleev nel 1869, dopo tutta una serie di studi, presentò quella che sarebbe poi diventata la Tavola periodica degli Elementi, uno schema che ordinava gli elementi chimici conosciuti fino a quel momento, ed erano 56, classificandoli peso atomico.

    mendeleev tavola periodica-doodle

    A differenza degli altri tentativi, la tavola periodica di Mendeleev prevedeva l’esistenza di altri elementi, ecco perchè esistevano degli spazi vuoti all’interno della stessa tabella. L’importanza della tavola periodica e delle previsioni di Mendeleev furono riconosciute pochi anni dopo, in seguito alla scoperta degli elementi scandio, gallio e germanio, che andarono ad occupare alcuni posti lasciati vuoti nella tavola e possedevano le proprietà fisiche previste dalla loro posizione in essa. Era la dimostrazione dell’importanza della tabella creata dal chimico russo. In pratica lo schema della tabella era talmente preciso da prevedere la scoperta di nuovi elementi. E pensare, come lui stesso raccontò in seguito, che quello schema gli venne un giorno in sogno.

    La tabella nel corso degli anni è stata sviluppata e tra il 1895 e il 1901 vennero aggiunti anche l’elio (He), il neon (Ne), l’argon (Ar), il krypton (Kr), lo xeno (Xe) e il radon (Rn). Altri ne furono aggiunti in seguito.

    L’elemento 101, il Mendelevio, prende il nome proprio da Dmitri Mendeleev.

  • Il doodle di Google è per i 90 anni della Televisione di Baird

    Il doodle di Google è per i 90 anni della Televisione di Baird

    Il doodle che vediamo da oggi online sulla home di Google rappresenta l’omaggio ai 90 dalla Prima apparizione della Televisione. Il 26 gennaio del 1926 l’ingegner John Logie Baird sperimentò con successo quello che ad oggi è considerato il primo esempio di TV.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è l’omaggio ai 90 anni dalla prima apparizione della televisione. Il doodle che vediamo rappresenta fedelmente quello che era il primo esempio di TV realizzato dall’ingegnere scozzese John Logie Baird che realizzò nel 1925. La sperimentazione vera e proprio avvenne poi il 26 gennaio del 1926, quando venne effettuata la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte a qualche decina di scienziati del Royal Institution e giornalisti invitati per l’occasione.

    google doodle prima televisione baird

    In quella che sembrava una “scatola”, le immagini in movimento rappresentavano solo delle silhouette, avevano quindi solo la doppia tonalità di grigio. Successivamente Baird riuscì a trasmettere a distanza immagini in movimento in bianco e nero. La trasmissione avvenne dal suo laboratorio alla stanza a fianco e rappresentava la ripresa del viso di William Taynton, un suo giovane collaboratore. La risoluzione verticale dell’immagine televisiva era di 30 linee e la frequenza delle immagini era di 5 immagini al secondo.

    Baird Televisione

    L’anno successivo alla sperimentazione, nel 1927, Baird con la sua “scatola” trasmise la televisione da Londra a Glasgow, quindi a 700 chilometri di distanza, attraverso una normale linea telefonica in cavo. Nel 1928, si tentò il passo più lungo realizzando la prima trasmissione televisiva transoceanica da Londra a New York. E sempre nel 1928 riuscì a trasmettere le prime immagini a colori.

    Quella di Baird è chiamata “televisione elettromeccanica”, l’apparecchio di ripresa delle immagini e quello di visione si basavano su un dispositivo elettromeccanico inventato il 24 dicembre 1883 da Paul Gottlieb Nipkow, detto appunto il “disco di Nipkow”. Il modello di Baird fu in seguito sostituito dalla televisione elettronica, commercializzata a partire dagli anni Trenta. Ma questo di Baird resta il primo vero esempio di televisione e Google, giustamente, lo celebra.

  • Il doodle di Google di oggi è per i peperoncini di Wilbur Scoville

    Il doodle di Google di oggi è per i peperoncini di Wilbur Scoville

    Il doodle di oggi che ci propone Google in realtà potrebbe essere inserito nella categoria dei “doodle-game”. E’ dedicato ai 151 anni dalla nascita del chimico americano Wilbur Scoville, colui che ha creato il test per misurare la piccantezza dei peperoncini, chiamato poi “Scoville Organoleptic Test”.

    Solo un doodle di Google poteva regalarci un doodle del genere per far conoscere davvero a tutti (anche a coloro che non lo avevano mai sentito nominare) chi ha misurato la piccantezza dei peperoncini. Ecco spiegato il doodle di oggi sul Google che ancora una volta, con una metodologia assolutamente originale ed imprevedibile, ci propone un momento interessante legato alla conoscenza associandolo anche ad un momento di divertimento/intrattenimento.

    google doodle scoville

    Ebbene, il doodle è dedicato al chimico americano Wilbur Scoville, in occasione dei 151 anni dalla sua nascita. E Scoville è un personaggio importante perchè a lui dobbiamo il modo per misurare quanto siano piccanti i peperoncini, grazie al suo test approntato nel 1912, il Scoville Organoleptic Test (SOT), conosciuto anche come la Scala di Scoville.

    In pratica, i peperoncini contengono una sostanza chiamata “capsaicina“, quella che ci trasmette il senso di bruciore, e dalla concentrazione di questa sostanza dipende il senso di piccantezza tipico dei peperoncini. Scoville aveva approntato un sistema per la misurazione della concentrazione della capsaicina basandosi sull’assaggio diretto dei frutti con un gruppo di assaggiatori. E quindi il peperone indica un livello di SHU (l’unità di misurazione di Scoville) pari a zero, mentre il Carolina Reaper, il più piccante al mondo, può arrivare fino a oltre i 2 milioni di SHU. Capite bene cosa significhi mangiare questo peperoncino della Carolina del Sud (Usa). Anche il Bhut Jolokia è molto piccante, poco meno del Carolina Reaper, con oltre 1 milione di SHU.

    E nel doodle trovate un simpatico giochino per neutralizzare la piccantezza dei peperoncini che consiste nel coplire i peperoncini con palline di gelato. Infatti per neutralizzare il senso di bruciore che rilascia la capsaicina basta del latte oppure acqua e zucchero. E il gelato è è fatto proprio con questi ingredienti.

    Wilbur Scoville nacque il 22 gennaio del 1865 a Bridgeport, nel Connecticut (Usa).

    Ma a voi piacciono i peperoncini?

    peperoncini scoville piccantezza

  • Il doodle di Google è per le favole di Charles Perrault

    Il doodle di Google è per le favole di Charles Perrault

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato ai 388 anni dalla nascita di Charles Perrault, scrittore francese, passato alla storia per aver scritto celebri fiabe come “Cappuccetto Rosso”, “Barbablù”, “La bella addormentata”, “Pollicino”, “Cenerentola” e “Il gatto con gli stivali”.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google si ispira al fantastico mondo delle favole e, come già successo in altre occasioni, non singolo ma sono diversi doodle a rotazione, ce ne sono infatti tre. E le favole a cui si è ispirata la doodler di oggi, Sophie Diao, sono quelle di Charles Perrault e proprio oggi, 12 gennaio, si ricordano i 338 anni dalla nascita dello scrittore francese. I doodle sono quelli per “Cenerentola“, “La Bella Addormentata” e “Il gatto con gli stivali“.

    Charles Perrault era uno scrittore vissuto all’epoca di Luigi XIV, il “Re Sole“, di famiglia alto borghese e studiò nelle migliori scuole di Parigi diventando poi avvocato. Ma scrisse le celebri favole solo dopo molti anni. Infatti i “Racconti e storie del passato con una morale” (1697) che avevano come sottotitolo “I racconti di mamma l’oca” Perrault li scrive quando aveva 55 anni. Il suo intento era quello di raccogliere i racconti popolari e farli diventare favole raccontate con un linguaggio più colto, per farli apprezzare anche a corte, e vi aggiunge la morale. Perrault da quel momento comincia a scrivere storie divertenti ma che allo stesso tempo fossero capaci di istruire il lettore.

    charles perrault doodle google

    Cenerentola“, una delle favole più celebri, si ispira alla versione napoletana di Giambattista Basile, “La gatta Cenerentola”, rendendola molto più buona rispetto a quella raccontata dallo scrittore napoletano. L’elemento che rende le favole di Perrault un successo nella Francia dell’epoca sono proprio le “morali” che lui inseriva nei suoi racconti. Più che morali sarebbe meglio parlare di raccomandazioni, nel senso che, come scriveva lo stesso Perrault, “È senza dubbio di grande utilità avere spirito, coraggio, nobiltà, buon senso, e altri talenti che sono dono del cielo. Ma tutte queste belle cose per la vostra carriera nella vita resteranno inutili se non ci saranno, a farle valere, padrini e madrine“. Era questa la realtà di quei tempi.

    Le favole di Perrault sono ancora oggi molto lette e molto diffuse e alcune di esse sono poi diventate ancora più popolari dopo essere diventate dei film realizzati da Walt Disney. Tra le favole ci sono quelle che tutti noi abbiamo conosciuto da bambini e sono: Pollicino, La Bella Addormentata, Il gatto con gli stivali, Barlablù, Cappuccetto Rosso.

    E dopo la sua morte,  avvenuta nel 1703 a Parigi, vennero pubblicate altre tre storie: Griselda, I desideri ridicoli/inutili e Pelle d’asino. Nel 1875, molti dei racconti di Charles Perrault vennero tradotti dal francese all’italiano ad opera di Carlo Collodi (l’autore di Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino) e pubblicati nella raccolta “I racconti delle fate“.

  • Felice Anno Nuovo 2016 con il doodle di Google

    Felice Anno Nuovo 2016 con il doodle di Google

    Con il consueto doodle di fine anno, Google oggi ci augura “Felice Anno Nuovo!” con un doodle animato sulla homepage e visibile in tutto il mondo. Curiosa la scelta di rappresentare il 2016 che sta per arrivare come un uovo che si schiuderà alla mezzanotte.

    E preciso come un orologio svizzero (è il caso di dirlo eh!) Google ci augura “Felice Anno Nuovo!” con un nuovo doodle animato in homepage e visibile in tutto il mondo. Ad un primo sguardo, è curiosa la scelta di rappresentare il doodle con dei pappagalli e il 2016 è visto come un uovo che molto probabilmente si schiuderà allo scoccare della mezzanotte. E quindi è presumibile pensare che domani sarà online un nuovo doodle, come sempre accade in queste occasioni.

    google doodle felice anno nuovo 2016

    Quindi Google decide ancora una volta di cambiare scenario per celebrare il nuovo anno, abbandona gli stickers che abbiamo visto per il Natale di quest’anno, ma sceglie un’altra strada che rivelerà certamente delle sorprese.

    Per il 2015 scelse un’immagine dinamica che passa dal 2014 al 2015; nel 2014 scelse un contesto decisamente disco, con il 2013 che cedeva il passo ad uno scalpitante 2014; e nel 2013 scelse di celebrare tutti i personaggi che avevano animato i doodle durante l’anno.

    Non ci resta a questo punto che augurarvi un grande 2016 e di continuare insieme a noi, come fate sempre, a seguire la storia dei doodle anche per il prossimo anno.

    Auguri!

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