Categoria: Infografiche

In questa categoria verranno catalogate tutte le infografiche che riguardano il mondo del Web, dei Social Media. E non solo

  • Ecco i migliori brand su Facebook e su Twitter a Novembre 2013

    Ecco i migliori brand su Facebook e su Twitter a Novembre 2013

    Dal mese scorso Blogmeter ci propone una classifica dei migliori brand in Italia su Facebook e su Twitter in modo unitario, così da avere un quadro più completo. Nel mese di Novembre 2013 i migliori brand su Facebook BeautYdea, superando Libero, BastardiDentro, PosteMobile e Juventurs; mentre su Twitter si sono distinti Juventus, Le Iene, Atac e ancora Juventus per il top tweet del mese

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    Appuntamento molto atteso, dagli addetti ai lavori e non solo, e ormai periodico con la classifica dei migliori brand in Italia su Facebook e Twitter ad opera di Blogmeter che ha analizzato, durante il mese di Novembre 2013, 76 milioni di interazioni tra pagine Facebook e profili Twitter. A ben vedere, rispetto alla classifica dello scorso mese, quello che si nota subito è il fatto che Libero non guidi più la classifica di Engagement su Facebook, posizione mantenuta per diversi mesi in maniera stabile. Un dato che interessa il tema della social tv è che i brand legati ai programmi televisivi, come vedremo, sono presenti tra le primissime posizioni. E non è da meno il calcio. Insomma questa classifica rispecchia senza dubbio anche le passioni degli italiani.

    Ma vediamo tutti i dati di questa nuova classifica ricordando sempre i parametri che Blogmeter ha considerato, ossia: engagementnew fans/followers; response (tempi di risposta); post più coinvolgente su Facebook e su Twitter.

    Per quanto riguarda l’Engagement, su Facebook, come anticipato all’inizio, Libero cede la prima posizione a BeautYdea che fa registrare una media  di 237,1 interazioni (like, condivisioni, commenti e post spontanei) ogni mille fan, grazie alla pubblicazione assidua di post: una media di circa 70 post pubblicati ogni giorno) contenenti immagini. Cresce in questo periodo la fanpage di di Ballando con le stelle che si conferma lo show televisivo con più engagement rispetto ai fan. Su Twitter il brand più coinvolgente del mese è Juventus FC con più di 191 mila interazioni tra citazioni, risposte, retweet e favorite; X-Factor il talent show che più di tutti ha fatto parlare di se sui social media durante la diretta TV, si piazza secondo.

    Tra i brand che più di altri hanno guadagnato più fan su Facebook, al primo posto si piazza BastardiDentro con oltre 200 mila nuovi fan nel mese di novembre e riconferma la performance che aveva ottenuto il mese scorso. Mentre su Twitter il brand che più di tutti riesce ad acquisire più followers durante il mese di Novembre 2013 è quello Le Iene con oltre 53 mila nuovi fan.

    Il brand più rapido nel rispondere alle richieste degli utenti su Facebook, anche nel mese di Novembre, è PosteMobile con soli 6 minuti di attesa media per rispondere ad ognuno dei 236 post commentati dall’operatore; al secondo posto, anche questa una conferma, troviamo Wind con un valore di response time di 13 minuti e 1.770 richieste evase, mentre la pagina che ha risposto a più post in assoluto è stata quella di TIM (2.595) impiegando mediamente un’ora e 59 minuti. Infoatac, così come abbiamo visto nel mese di Ottobre, si conferma anche nel mese di Novembre il brand più veloce con soli 10 minuti di attesa media per rispondere a 590 richieste di informazioni. Al secondo posto Einaudi editore on un tempo medio di 11 minuti, è il primo dei tre profili del settore dell’editoria in classifica, gli altri sono Sperling & Kupfer e Adelphi Edizioni entrambi new entry del mese.

    Per quanto riguarda, infine, i post e i tweets più coinvolgenti, nel mese di Novembre è il brand della Juventus che riesce a fare il pieno con il post su Facebook riguardo alla vittoria sul Napoli, ottenendo più di 106 mila interazioni, e su Twitter con il tweet con cui fa gli auguri di compleanno ad Alessandro del Piero, ottenendo oltre 3 mila interazioni:

    Allora, cosa ne pensate di queste classifiche? C’è qualche dato che vi ha sorpreso? Raccontateci tra i commenti le vostre impressioni.

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  • Agli italiani piacciono le app di messaggistica vocale [Infografica]

    Agli italiani piacciono le app di messaggistica vocale [Infografica]

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    Una interessante ricerca, condotta da AstraRicerche per WeChat, dimostra che la funzionalità del voice messaging soddisfa le mancanze del text messaging. L’85% degli intervistati, infatti, ama i messaggi vocali perché giudicati più immediati, espressivi e capaci di comunicare emozioni

    Agli Italiani le mobile app di messaggistica istantanea piacciono ed è ormai un dato di fatto. Basta dare un’occhiata al successo di WhatsApp nel nostro paese,  a quello di LINE e anche a quello di WeChat, app anche questa in grande crescita realizzata dalla cinese Tencent. E la ricerca di cui vi parliamo oggi, con infografica annessa, condotta da AstraRicerche per conto proprio di WeChat, ci conferma questa preferenza degli italiani per la messaggistica istantanea, ma ci offre qualche interessante spunto su cui molti, crediamo, potranno ritrovarsi.

    Quindi, gli italiani amano la messaggistica via mobile ma la ricerca sottolinea anche che gli italiani sono prontissimi ad abbracciare le ultimissime novità del voice messaging nel campo delle app per smartphone, specie se consentono un modo di comunicare ancora più “caldo”, espressivo e personale. Comunicare via messaging app, ma se possibile in voce, dunque.

    La ricerca è stata realizzata nella seconda decade di novembre attraverso 638 interviste online a connazionali di età compresa tra 14 e 64 anni e ha confermato l’uso frequente dei messaggi di testo, che balza al 97% tra i minori di 35 anni.

    Vediamo allora quali sono le motivazioni per cui gli italiani scelgono di usare la messaggistica testuale. Primo motivo tra tutti è che l’uso dei messaggi testuali è comodo (77%), poi perchè è gratis (46%) e poi perchè permette di comunicare anche quando si è impegnati a fare altro (45%). E i motivi per cui non piace? Sicuramente il primo motivo per cui gli italiani preferiscono meno la messaggistica testuale è perchè attraverso questo utilizzo è molto probabile che si venga fraintesi e questo è stato riscontrato dal 75% degli intervistati al di sotto dei 35 anni. E ancora, il 70% crede sia impossibile esprimere emozioni mentre, tra i giovani fino a 25 anni, il 58% trova difficile comunicare pensieri lunghi usando il testo e il 60% è convinto sia alto il rischio di malintesi perché manca il tono della voce.

    La messaggistica testuale ha portato rilevanti vantaggi agli utenti, ma non ha saputo mantenere quel contatto umano che la voce ha sempre dato. La comunicazione via messaggio vocale, invece, consente di capire come sta l’interlocutore, come si sente, ma senza l’impatto e l’impegno di una telefonata. Si confermano, quindi, i pregi del ‘messaggino’ (gratuità, flessibilità e sintesi) e se ne aggiungono di nuovi” commenta Enrico Finzi, Presidente di AstraRicerche.

    Come detto all’inizio, agli italiani piacciono le app di messaggistica vocale perchè ritengono che questa modalità superi quelli che sono proprio i limiti della messaggistica testuale. E quindi, la maggioranza degli intervistati, quasi i 2/3, dichiarano la propria preferenza per i messaggi vocali rispetto a quelli testuali: ben l’85% preferisce ascoltare la voce dell’interlocutore piuttosto che leggere un suo messaggio di testo. E tra i motivi di tanta disponibilità a passare alla messaggistica vocale, uno spicca in particolare per numero di indicazioni, ossia: ascoltare la voce altrui, anche se si tratta solo di un breve messaggio, aiuta a capire come quella persona sta, come si sente (61%).

    Dall’indagine emergono tre ulteriori motivi per usare i messaggi vocali:  per rispondere anche quando non si può digitare, perché si sta guidando, camminando o cucinando (45%: con le donne al 48% e gli under 18 al 53%), perché nei messaggi vocali si possono esprimere emozioni come in una telefonata (41%) e perché il messaggio vocale permette di dire di più rispetto a un messaggio di solo testo (oltre il 39%).

    La domanda che da sempre ci poniamo è se le tradizionali applicazioni di messaggistica rispondono efficacemente abbastanza ai bisogni di comunicazione. Cosa desiderano davvero i consumatori? Già da tempo, abbiamo realizzato quanto gli utenti fossero insoddisfatti dei messaggi di testo ed è per questo che abbiamo progettato WeChat come una vera piattaforma di comunicazione social e non come una mera applicazione di messaggistica. La comunicazione ha bisogno di essere anche emozionale, non solo meccanica. Tutti possono ricavare molte informazioni dalla voce e dal linguaggio del corpo del proprio interlocutore ed è per questo che abbiamo creato la funzione Hold-To-Talk (Tieni premuto per parlare) e numerosi set di sticker per permettere ai nostri utenti di esprimersi ancor più pienamente anche solo usando lo smartphone” afferma Poshu Yeung, Vice President of International Group di Tencent

    E allora, che ne pensate voi di questi dati? Anche voi preferite le app di messaggistica vocale a quella testuale? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

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  • Cresce ma a rilento l’uso dei Social Media nelle aziende italiane

    Cresce ma a rilento l’uso dei Social Media nelle aziende italiane

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    Ecco i risultati della terza edizione dell’indagine dell’Osservatorio sui Social Media dell’Università IULM di Milano che fotografano la SocialMediAbility delle aziende italiane nel 2013. In sintesi, cresce l’utilizzo dei Social Media rispetto al 2011, ma a rilento e la gestione degli stessi è ancora caratterizzata da poca consapevolezza

    Lo scorso anno a proposito dell’indagine “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane” avevamo sottolineato come il rapporto tra le aziende italiane e l’utilizzo dei Social Media fosse ancora un “rapporto da costruire“. E oggi con i nuovi dati di cui vi parliamo oggi, presentati ieri pomeriggio presso l’Università  IULM di Milano, relativi all’edizione 2013 dell’indagine, si può dire che questo rapporto è in crescita, ma ancora a rilento. Significa che da un lato ci sono segnali positivi dell’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende italiane, ma la caratteristica della “poca consapevolezza” nell’utilizzo degli stessi persiste, aspetto più volte segnalato su questo blog e che questa interessante indagine ci conferma. Ma vediamo adesso in dettaglio la ricerca e la relativa infografica, molto esaustiva.

    Il SocialMediAbility valuta sinteticamente aspetti sia quantitativi che qualitativi della presenza social dell’azienda/brand, sulla base di tre diverse dimensioni: l’orientamento 2.0, la gestione/cura dei diversi canali social, e l’efficacia delle azioni adottate.

    L’indagine, promossa dall’Executive Master in Social Media Marketing & Web Communication, e realizzata dai ricercatori dell’Osservatorio Social Media IULM tra febbraio e settembre del 2013, ha preso in esame lo stesso panel di 720 aziende italiane monitorato nelle precedenti edizioni (120 per settore, ulteriormente segmentate al loro interno per dimensioni: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole), appartenenti a 6 diversi settori: alimentare, arredamento, banche, hospitality, moda, pubblica amministrazione. Dalla ricerca, realizzata anche grazie alla piattaforma di monitoraggio “Social Listening” di Blogmeter, emergono, tra l’altro, i seguenti risultati:

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    • la percentuale delle aziende che utilizza almeno un social media per attività di comunicazione e marketing passa dal 49,9% del 2011 al 63,8% nel 2013
    • tale incremento è soprattutto il risultato della sempre maggiore penetrazione di tali canali nelle aziende più grandi, per le quali i social media costituiscono ormai ambienti “imprescindibili”. Mentre nella precedente rilevazione era il 57,3% delle stesse a gestire almeno un social media, nel 2013 tale percentuale è salita all’81,1%. Una crescita che allarga il divario già registrato negli anni precedenti nell’uso dei social media tra le grandi (da un lato) e le piccole e medie realtà (dall’altro) il cui ricorso a tali mezzi è aumentato di solo il 7% circa rispetto al 2011.
    • resta inoltre ancora largamente ambivalente il rapporto che le aziende mostrano di avere con tali canali dato che solo il 41% del totale dei casi esaminati rimanda ai propri ambienti social attraverso link presenti sul sito.
    • Facebook si conferma il canale più popolare, scelto dal 75% delle aziende che hanno attivato almeno un social media (rispetto al 71,1% del 2011)

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    • si rileva comunque in crescita anche l’uso di Twitter, LinkedIn e YouTube (utilizzati rispettivamente dal 45,1%, dal 44,1% e dal 51,2% delle aziende presenti sui social media, rispetto al 39,8%, al 35,7% e al 32% del 2011) e di Google Plus (17,2%) e Pinterest (18,1%), non monitorati nelle rilevazioni precedenti;
    • la maggiore diffusione di tali canali a livello aziendale non è stata tuttavia accompagnata da un altrettanto significativo aumento dell’indice medio di SocialMediAbility che, sul totale dei 720 casi esaminati è passato, su una scala di valori da 0 a 10, dall’1,16 registrato nel 2011 all’1,91 del 2013 con un incremento decisamente modesto. Si riconferma la correlazione positiva tra dimensioni aziendali e indice di SocialMediAbility: al crescere delle dimensioni aziendali, cresce la “qualità” delle pratiche d’uso di tali canali.

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    In sintesi – dichiara il Prof. Guido Di Fraia, Direttore Scientifico del Master – la ricerca mostra che, da un lato, l’aumento della presenza sui canali social da parte delle aziende italiane sia la testimonianza di un sempre maggiore riconoscimento dell’importanza di presidiare questi canali. Dall’altro, i risultati ottenuti evidenziano anche come essi siano molto spesso gestiti in maniera ancora poco consapevole rispetto alle logiche comunicative e ai linguaggi specifici di ciascun canale. L’utilizzo strategico ed efficace dei social media per attività di comunicazione e marketing appare ancora appannaggio di un numero limitato di aziende.”

    La ricerca dunque si conferma fondamentale per avere un quadro completo su quante e come le aziende italiane usano i Social Media,ma questo quadro, sebbene sia cresciuto, dimostra ancora alcune tinte fosche che speriamo nell’edizione prossima possano sparire del tutto. A dire il vero non ne siamo proprio certi che ciò accada, ma anche se solo fossero un po’ meno fosche, sarebbe comunque un risultato positivo.

    Interessante, a nostro avviso, il dato circa l’aumento dell’utilizzo dei Social Media all’aumentare delle dimensioni dell’azienda. A conferma che è proprio sulle piccole aziende su cui si deve lavorare. Poi in un periodo come questo, nelle piccole aziende, l’investimento sui Social Media non viene spesso compreso appieno, venendo rimandato nel tempo. E il rischio è proprio quello di perdere delle occasioni, delle opportunità.

    Voi che ne pensate di questi dati? Vi sorprendono? Raccontateci le vostre impressioni.

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  • Ecco i 10 migliori brand su Facebook e Twitter ad Ottobre 2013

    Ecco i 10 migliori brand su Facebook e Twitter ad Ottobre 2013

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    Per il mese di Ottobre 2013 Blogmeter ci propone una classifica unitaria che ci mostra i 10 migliori brand su Facebook e su Twitter, Libero si impone per engagement su Facebook, mentre JuventusFC lo è su Twitter ed è anche il brand che registra più nuovi followers. BastartiDentro invece è quello che acquisisce più nuovi fans su Facebook. Ma vediamo in dettaglio le classifiche

    Fino a qualche settimana fa eravamo abituati a vedere la classifica dei migliori brand su Facebook ogni mese. Poi è arrivata da Settembre anche la classifica dei brand su Twitter che era quello che molti tra addetti ai lavori o semplici interessati all’argomento attendevano. E per il mese di Ottobre Blogmeter ha pensato di unire le due classifiche in un’unica infografica in modo da avere uno sguardo completo su quelli che sono i 10 migliori brand del mese su Facebook e su Twitter, secondo i parametri che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere e cioè classifica dei brand per: engagement; new fans/followers; response (tempi di risposta); post più coinvolgente su Facebook e su Twitter. Allora vediamo in dettaglio la classifica.

    Per quanto riguarda l’Engagement, su Facebook Libero continua ad essere sempre il brand più coinvolgente con i propri fans. Mel mese di Ottobre 2013 fa registrare 241,9 interazioni ogni mille fan; mentre al secondo posto abbiamo la new entry BeautYdea con 206. Su Twitter invece il brand più coinvolgente è JuventusFC che fa registrare 166 mila interazioni tra retweet, reply, favorite e citazioni; tra le new entry troviamo il profilo dello show televisivo di Sky X Factor a quota 66 mila, protagonista assoluto dell’emergente fenomeno della Social Tv. E possiamo dire che questo non è affatto una sorpresa e vedremo se nella classifica del prossimo mese avrà fatto registrare numeri più alti.

    Per ciò che riguarda i brand che hanno acquisito il più alto numeri di nuovi fans, su Facebook nel mese di Ottobre 2013 Blogmeter ci segnala al primo posto la pagina di BastardiDentro che con oltre 239 mila nuovi fan raggiunge e supera quota 1 milione. Su Twitter troviamo ancora una volta il profilo della Juventus che guadagna in questo mese più di 43 mila follower diventando il settimo brand profile più seguito d’Italia con oltre 833mila follower. Insomma il calcio è una passione che si segue anche sui social media.

    Per quanto riguarda la classifica sui tempi di risposta dei brand, su Facebook nelle prime sette posizioni troviamo i medesimi brand del mese di Settembre 2013 e quindi: PosteMobile che conferma il primo posto grazie ad una media di 9 minuti per 280 richieste soddisfatte; al secondo posto Wind, che impiega in media solo 12 minuti e ha risposto a 1.694 post degli utenti. La pagina più attiva in assoluto è quella di Tiscali Help Desk (ben 2.779 post commentati) ma con un tempo di attesa medio superiore alle 17h non entra nella nostra classifica. Su Twitter il profilo di InfoAtac si piazza in prima posizione con un tempo medio di soli 7 minuti e 1182 risposte; poi troviamo Einaudi Editore con 368 richieste soddisfatte e un tempo di attesa medio di 16 minuti, e Alice TV che ha impiegato in media 17 minuti per ognuna delle 200 risposte date.

    E infine vediamo quali sono stati i post più coinvolgenti sulle due piattaforme. Su facebook il post più coinvolgente del mese è quello pubblicato dalla pagina di Io e il mio Bambino in cui appare una foto che ritrae Michelle Hunziker incinta e gli auguri per la neonata Sole, che fa registrare oltre 68.600 interazioni. Su Twitter, invece, troviamo di nuovo JuventusFC, che pubblica il tweet più coinvolgente del mese alla vigilia della partita contro il Real Madrid.

    Allora che ne pensate di queste classifiche? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

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  • E’ il cashback la chiave per il successo dell’E-commerce in Italia

    E’ il cashback la chiave per il successo dell’E-commerce in Italia

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    Interessante ricerca, condotta da Ipsos per Webloyalty, quella di cui vi proponiamo oggi, che rileva come il 26,4% dei consumatori italiani online sia stato spinto ad effettuare acquisti su siti di e-commerce beneficiando di buoni sconto e altre formule di risparmio, contro il 25,8% della Spagna e il 24% in Francia

    Abbiamo già altre volte visto quanto l’E-commerce sia un fenomeno in costante crescita nel nostro paese. Lo abbiamo notato anche con una recente ricerca che sottolineava quanto l’integrazione con Mobile e Social Media fosse importante, ma ci siamo tornati anche ieri con i risultati di un’altra ricerca, ad opera di comScore, che sottolineava di nuovo quanto il mobile stia dando una grossa mano alla crescita dell’E-commerce. La ricerca che vi proponiamo oggi, condotta da Ipsos per Webloyalty, azienda specializzata in programmi di sconti e nella generazione di reddito supplementare per aziende che fanno commercio online, non solo ci dà nuovi spunti di riflessione, ma ci dà uno spaccato più aggiornato di quale siano i siti online più frequentati dagli italiani per fare acquisti o anche quali siano i dispositivi più usati per effettuare acquisti. Vediamo allora la ricerca in dettaglio.

    Intanto per i consumatori italiani la voce “risparmio” costituisce il principale incentivo allo shopping online. Risparmio che è rappresentato non solo dai prezzi interessanti che un sito di e-commerce è in grado di garantire, ma anche dalla possibilità di usufruire di offerte speciali, buoni sconto e altre formule come il cosiddetto cashback, ovvero il meccanismo che prevede il rimborso per il consumatore di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato online.

    Tra i motivi che che spingono a scegliere un sito per lo shopping online la prima volta, al primo posto c’è sicuramente il prezzo vantaggioso  (45,2%, 51,6% in Spagna), seguito dalla comodità rispetto al negozio tradizionale (35,8%, in Spagna è il 38,4%) e dalla facilità nel trovare il prodotto desiderato (22,3%, in Spagna è il 25,7%). Mentre le prime 3 ragioni che spingono a ripetere l’acquisto sono l’esperienza positiva vissuta con il primo acquisto (28,6%), un sito user-friendly (26,9%) e l’ampiezza dell’offerta che il sito propone; per i francesi la principale ragione rimane rappresentata dai prezzi (72%, contro il 32,9% di Spagna e il 21,7% Italia).

    Un focus particolare, come già detto, è posto sulle dinamiche del cashback che in Italia sono ancora poco note rispetto ad altri paesi europei (29% in Italia  contro il 44% della Francia) e meno sfruttate che altrove, considerando che solo il 9% degli italiani è iscritto a un programma di cashback. Numeri che ci collocano dietro Francia (18%) e Spagna (11%), ma che sono in parte compensati dall’interesse che questo meccanismo, che prevede il rimborso di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato su un sito di e-commerce, suscita: infatti ben il  79% degli italiani ad oggi non iscritti a programmi di cashback, dopo aver ricevuto informazioni in proposito, si dichiara potenzialmente intenzionato a utilizzarlo. Il 60% è interessato a programmi di cashback grazie  alla combinazione virtuosa tra convenienza del prezzo praticato online e del rimborso, oltre alla possibilità di scelta tra svariati store online (36%). High tech (50%), turismo (43,5%), accessori moda e per la casa (36,2%) sono gli ambiti in cui gli italiani – e spagnolisfruttano i vantaggi del cashback, laddove i consumatori francesi privilegiano prodotti culturali come libri e DVD (36%).

    Il panorama dell’e-commerce in Italia si caratterizza come dinamico e in continua evoluzione” – afferma Alexandre Cotigny, Direttore Generale Sud Europa di Webloyalty – “grazie anche ad alcune peculiarità del mercato: la diffusione di smartphone e tablet, la propensione alla multicanalità da parte dei player e la soddisfazione per gli acquisti online. Ora un’adozione massiccia del cashback promette, come dimostrano le risposte date dagli utenti italiani, di fornire ulteriore impulso alla diffusione del commercio elettronico, permettendo di colmare almeno in parte il gap tuttora esistente con le economie più avanzate. Webloyalty opera da tempo in questo senso, e il portale “Acquisti e Risparmi” è nato specificamente per incentivare l’e-commerce e promuovere l’iscrizione a programmi che garantiscono sconti su ogni acquisto online”.

    Nel complesso, per i consumatori italiani l’esperienza di e-commerce è molto soddisfacente, solo per il 17% è negativa a causa della qualità del prodotto ricevuto (4,6%), del prodotto che non soddisfa le aspettative (3,8%) o dei lunghi tempi di attesa per ricevere il prodotto (3,5%).

    Il profilo dell’acquirente online in Italia: mediamente su base mensile si affida a quattro siti (in linea con Spagna e Francia) ed effettua almeno un’operazione. I cosiddetti heavy buyer, cioè i più attivi, sono fortemente presenti in Umbria (89,5%), Liguria (87,2%) e Toscana (83,6%). Mentre gli acquirenti occasionali si concentrano in Friuli (36,4%), Calabria (33,3%) e Marche (32,1%).

    Alcune differenze tra i consumatori dei paesi latini si notano rispetto alla stagionalità degli acquisti: se il 22% degli spagnoli, infatti, incrementa il numero delle proprie spese online durante i saldi invernali, solo il 16% di italiani e francesi lo fa.  Minore discrepanze si hanno invece per il periodo natalizio, con un terzo di francesi e spagnoli che compera più prodotti e servizi (il 28% in Italia).

    Lo studio dedica naturalmente un’ampia sezione al mobile commerce, con dati che sottolineano ancora una volta la vasta diffusione e il massiccio utilizzo di smartphone e tablet da parte degli italiani: il 17,9% dei  nostri connazionali usa uno smartphone per fare acquisti online, inferiore al 20,2% degli spagnoli ma ben al di sopra del 12% dei francesi, mentre il 13,3% utilizza un tablet (superiamo il 12,8% degli spagnoli e distanziamo i francesi fermi al 9%).

    Insomma, questa ricerca ci delle conferme su dati e rilevazioni già note e che quindi trovano ulteriore conferma. E ci riferiamo nello specifico al mobile commerce. Ma introduce quella che potrebbe essere davvero la chiave per accrescere il successo dell’E-commerce nel nostro paese, ossia il cahback. Vedremo se e come questi dati verranno confermati continuando a seguire l’argomento.

    Intanto, voi conoscevate già il cashback? Siete iscritti a programmi del genere? Raccontateci le vostre esperienze con l’E-commerce.

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  • Gli italiani e le Università online, ecco alcuni numeri [Infografica]

    Gli italiani e le Università online, ecco alcuni numeri [Infografica]

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    Le Università online ormai non sono più da ritenersi un fenomeno limitato, anzi. Secondo questa indagine di cui vi parliamo oggi, realizzata dall’Università Telematica “Niccolò Cusano” di Roma, gli italiani che scelgono le Università online negli ultimi dieci anni sono aumentati del 16%

    Oggi vogliamo proporvi questa interessante ricerca condotta dall’Università Telematica “Niccolò Cusano” di Roma che fa il punto della situazione sugli italiani che studiano online, offrendoci diversi spunti di riflessione. Intanto, c’è da dire subito che quello che appariva qualche anno fa come un fenomeno ancora acerbo, oggi invece presenta numeri importanti. Infatti, negli ultimi dieci anni il numero di studenti online è aumentato del 16%, passando dai 1.500 del 2003 ai 39.792 del 2013, proprio mentre le Università pubbliche italiane fanno segnare numeri negativi: -17%.

    L’infografica che vedete in basso, mostra visivamente quali sono stati i fattori che hanno portato alla crescita delle università online. Primo fra tutti, il risparmio: frequentare un corso di laurea triennale a distanza permette, infatti, di azzerare o quasi i costi relativi al materiale didattico, ai trasporti e all’alloggio (0-2.500 euro) a fronte di una retta leggermente più alta rispetto alle università private offline più economiche.

    Secondo fattore, l’ampliamento dell’offerta formativa: delle 34 facoltà disponibili negli atenei italiani 14 hanno il loro corrispettivo online, il che rende a portata di click contenuti e competenze prima fruibili solo in presenza.

    A scegliere la praticità e i benefici delle università telematiche sono per la maggior parte uomini di età compresa fra i 23 e i 40 anni: lavoratori desiderosi di specializzarsi e studenti che non possono permettersi di studiare lontano da casa per gli alti costi che comporta la vita da fuorisede.

    Infine, sempre nellinfografica nella parte bassa, un confronto tra le 11 strutture riconosciute dal Miur in termini di servizi offerti, anno di fondazione, sedi e numero di studenti iscritti, laureati e fuoricorso.

    Allora che ne pensate?

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  • New York, la città più amata dagli italiani online [Infografica]

    New York, la città più amata dagli italiani online [Infografica]

    New-York

    E’ New York la città più amata dagli italiani online. In occasione del Columbus Day, che si festeggia il secondo lunedì del mese di Ottobre, quindi oggi, Trivago, il più grande motore di ricerca prezzi hotel al mondo, rende noti i risultati di un’indagine effettuata l’estate scorsa sulle ricerche on line verso gli Usa da parte di cittadini europei. Vediamo gli altri risultati insieme all’infografica

    Come ogni anno, nel secondo lunedì del mese di ottobre, ossia oggi, si tiene in America il Columbus Day, manifestazione dedicata alla commemorazione dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo il 12 ottobre 1492. E proprio in queste ore si sta tenendo per le strade di New York la tradizionale parata, guidata quest’anno da Joseph R. Perella, Grand Marshal per questa occasione, filantropo e personaggio di spicco della finanza a Wall Street, nato a Brooklyn 72 anni fa, di origine italiana e membro attivo della “National Italian American Federation”, il NIAF. In testa alla stessa parata ci sarà l’attore Chazz Palminteri, nato nel Bronx con il nome di Calogero Lorenzo Palminteri.

    Per questa occasione l’Osservatorio di trivago.it, il più grande motore di ricerca prezzi hotel al mondo, ha analizzato le ricerche on-line verso gli Stati Uniti da parte degli utenti europei in viaggio durante l’estate appena passata. Dall’analisi è emerso che, nel periodo da gennaio a luglio 2013, New York è stata la meta più ricercata dagli Italiani, con il 13% di presenze sul totale, incoronandola così città americana più amata dagli italiani online. La bandiera tricolore sventola alta anche a Miami Beach (13%), Boston (12%), Washington ( 9%) e Chicago (9%), mentre interessa meno la “patria” di Walt Disney, Orlando, e Las Vegas.

    I Tedeschi e gli Inglesi la fanno sicuramente da padroni nella ricerca on-line verso gli USA, “conquistando” 9 delle 12 destinazioni analizzate. Ben il 35% dei Tedeschi, infatti, ha indirizzato la propria ricerca on-line verso la “città degli eccessi”, Las Vegas, e San Francisco, mentre gli Inglesi regnano sovrani nelle ricerche su Orlando con il 54% di presenze.

    L’Osservatorio di trivago ha infine registrato una discreta presenza di Francesi nelle città come Los Angeles, Las Vegas, Miami Beach e Orlando mentre gli Spagnoli hanno espresso la propria preferenza verso città come Chicago e New York.

    E anche per voi New York è la città che preferite? Raccontateci quale città è sempre presente nelle vostre ricerche online.

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  • Ecco i Top Brands in Italia su Facebook a Settembre 2013

    Ecco i Top Brands in Italia su Facebook a Settembre 2013

    Dopo aver conosciuto la novità dei Top Brands in Italia su Twitter, Blogmeter oggi ci propone la consueta classifica dei Top Brands italiani su Facebook a Settembre 2013. Libero si mantiene stabile ormai da diversi mesi come leader tra i brand più coinvolgenti. Pupa Milano è il brand che fa registrare il più alto numero di nuovi fans. Ma vediamo i dati nel dettaglio

    Qualche giorno fa vi avevamo della novità introdotta da Blogmeter presentando la classifica dei Top Brands su Twitter, novità tanto gradita quanto attesa. E oggi Blogmeter ci propone la consueta classifica dei Top Brands su Facebook, classifica che ormai conosciamo bene. Sulla base di oltre 1 milione di post, 200 milioni di like, 12 milioni di commenti e 21 milioni di condivisioni che hanno avuto luogo su oltre 5 mila brand page, notiamo che i brand leader su Facebook nel mese di Settembre sono stati  LiberoPupa MilanoPosteMobile e DonnaD, amica fidata.

    Libero si conferma anche per questo mese come il brand più coinvolgente nella classifica del Page Engagement. Ed è ormai leader incontrastato da questo punto di vista, con una media quotidiana di 218,1 interazioni ogni mille fan. Seguono L’Unione Sarda e Famiglia Cristiana con un Page Engagement rispettivamente di 134,5 e 128,5. 

    Novità del mese di Settembre sono Pechino Express e PresaDiretta che evidenziano come il fenomeno della Social TV stia contagiando sempre più anche su Facebook e questo è il risultato che si voleva ottenere viste le recenti novità introdotte proprio su Facebook. La pagina de la Repubblica è quella che è riuscita a stimolare maggiormente i suoi fan: oltre 2,8 milioni di commenti, like e share nel solo mese di settembre.

    Come dicevamo all’inizio, leader della classifica dei nuovi fan italiani è la pagina di Pupa Milano che a settembre guadagna più di 250 mila fan. Amazon.it, primo nella rilevazione scorsa, segue al secondo posto rimanendo tra le primissime posizioni con 171 mila nuovi fan. Bene anche Real Time e Comix che guadagno rispettivamente più di 135 e 114 mila nuovi fan e quest’ultima a settembre raggiunge e supera quota 1 milione. Novità del mese sono le pagine dei film in programmazione nei cinema: Bling-Ring – Il Film e Percy Jackson.

    E vediamo adesso classifica delle pagine più veloci nel rispondere alle richieste degli utenti. E qui vediamo la lotta per le primissime posizioni sempre più circoscritta agli operatori di telefonia mobile. PosteMobile ritorna in prima posizione con un tempo di risposta medio di soli 6 minuti e 235 post degli utenti commentati, mentre in seconda posizione troviamo Wind, sul podio anche nella classifica del Response Time di Twitter, che ha risposto a 1.756 post con un tempo medio di attesa di 11 minuti per ognuno. Terza Vodafone it che fa attendere in media 55 minuti ed ha risposto a 1.948 richieste. La pagina che in assoluto ha commentato il maggior numero di post, ben 4.281, è stata quella di TIM che occupa la quarta posizione con un tempo medio di risposta di 1 ora e 17 minuti.

    Novità del mese è la pagina di Pupa Milano, già leader della classifica nuovi fan, che diventa anche una delle pagine più attive nel rispondere agli utenti con 1.045 post commentati e un tempo medio di risposta di 3 ore e 10 minuti.

    Il post più coinvolgente del mese con oltre 56 mila attività tra like, commenti e condivisioni è quello pubblicato sulla pagina di  DonnaD, amica fidata, dedicato alla tragica scomparsa della dottoressa Eleonora Cantamessa, morta nel tentativo di soccorrere dei feriti in seguito ad una rissa tra immigrati. Al secondo posto troviamo uno spot di Ikea Italia, mentre il terzo post per engagement complessivo è una notizia di Repubblica circa la piazzetta del Passo della Cisa dedicata a Marco Simoncelli.

    Allora che ne pensate di questa classifica? Raccontateci tra i commenti i vostri parerei.

    Blogmeter-top-brands-facebook-settembre-2013-infografica

  • Ecco il profilo del Community Manager in Italia nel 2013

    Ecco il profilo del Community Manager in Italia nel 2013

    Presentati in anteprima nazionale i risultati del sondaggio sul Community Manager in Italia del 2013, promosso dall’Università Degli Studi di Salerno nell’ambito del progetto ’WEB irRADIandO’. Avevamo visto nel sondaggio realizzato lo scorso anno su questa figura professionale, come il Community Manger italiano fosse una figura in divenire. Vediamo come si è sviluppata in questo ultimo anno partendo da una domanda fondamentale. Quella del Community Manager in Italia si può definire una professione a tutto tondo?

    Su una base di 300 partecipanti, il CM italiano si delinea come donna al 60% di età compresa tra i 25 e i 40 anni, si occupa di progetti di comunicazione B2C nel Centro e Nord Italia , ha un inquadramento tra freelance e interno all’azienda in settori quali comunicazione, moda e turismo.

    Community Manager Italiano 2013

    Nei suoi progetti reputa come maggiori fattori di influenza del successo di una campagna la crescita della community 80%, tasso di engagement 80%, aumento delle vendite 50%.

    Il Community Manager italiano probabilmente non si occupa sono di questa attività: vediamo infatti come soltanto circa il 42% degli intervistati dedica più di 8 ore al giorno all’attività, mentre il 58% dedica meno di 40 ore a settimana, da questo si evince che quella del cm non è un’attività full time.

    Profilo Community Manager Italia 2013

    E’ pertanto presumibile, che il nostro professionista abbia diverse competenze nel settore della comunicazione digitale lo si evince anche dalle principali attività svolte che vedono al primo posto la creazione dei contenuti con l’80% e a seguire fb engagement, community engagement ed in percentuali minori di  le altre attività di engagement su Twitter, di servizio clienti e di monitoraggio delle strategie e dei risultati.

    Quanto alle best practice i CM italiani si avvalgono di collaboratori nel 40% dei casi, utilizzano da uno a due tool di monitoraggio in prevalenza gratuiti, ed anche questo è un dato che contribuisce alla teoria di un professionista con più skill.

    Le attività sui social si distribuiscono fondamentalmente tra Facebook, Twitter, Blog, Pinterest e LinkedIn (Google Plus è utilizzato solo dal 5%)

    Veniamo ai dati più rilevanti: il CM italiano ha un’esperienza nel settore da uno a tre anni con una remunerazione media di 20.500 euro lordi anno, pari a circa 1.600,00 euro al mese.

    Profilo Community Manager Italia 2013

    Il guadagno medio è risultato essere strettamente collegato agli anni di esperienza come è facile pensare, si conferma inoltre il dato dello scorso anno per il quale le donne risultano essere purtroppo penalizzate: la CM guadagna infatti in media circa 1.500 euro lordi al mese mentre il collega ne percepisce in media circa 1.900 euro.

    In riferimento allo studio sul Community Manager del 2012 , si confermano anche le retribuzioni maggiori per i CM che lavorano in azienda  e la tendenza secondo la quale si guadagna di più al Centro e al Nord rispetto ai colleghi del Sud Italia.

    Rispetto al 2012 si evidenzia invece una crescita del numero dei partecipanti al sondaggio e anche un leggero aumento dei guadagni che nel 2012 erano di 18.000 euro lordi anno.

    Quella del Community Manager è quindi una professione giovane ma con una forte spinta in termini di crescita e di potenzialità, il o la CM italiana deve avere competenze differenti e capacità di adattamento ad un mercato in ri(e)volizione (per dirla con parole del Prof. Massimo De Santo dell’Università di Salerno). Nonostante le difficoltà che si possono trovare nell’avere questo tipo di approccio professionale, che coinvolge tutte le professioni che hanno a che fare con il digitale,  credo che oggi queste possano rappresentare interessanti opportunità di futuro nel nostro Paese, per tutti i giovani che abbiano la passione per la comunicazione ed il mondo digitali e intendano coltivarla attraverso percorsi formativi e di esperienza in rete.

    Come diventare quindi Community manager?

    I miei suggerimenti: Attitudine, Formazione, Esperienza.

    E per voi? Racconta la tua esperienza di Community Manager con #sonoCMperchè

    Ecco, in basso, l’infografica che abbiamo realizzato raccogliendo tutti i dati:

    Profilo-Community-Manager-in-Italia-2013

     

  • Ecco i risultati del sondaggio sullo Stato dei Blog in Italia nel 2013

    Ecco i risultati del sondaggio sullo Stato dei Blog in Italia nel 2013

    Sono stati presentati oggi durante l’evento “COM:UNI:CARE Live Conference” presso l’Università di Salerno, organizzato Unis@und, nell’ambito del progetto “WEB irRADIandO”, i risultati del sondaggio “Lo Stato dei Blog in Italia 2013”. Al sondaggio hanno partecipato 200 blogger italiani. Il 60% dei quali sono uomini con un’età media di 31-40 anni. E quanto guadagnano i blogger italia? Scopriamolo

    Sono stati presentati oggi all’evento “COM:UNI:CARE Live Conference” presso il Campus Universitario di Fisciano , i risultati del sondaggio “Lo Stato dei Blog in Italia 2013”, sondaggio lanciato il 9 settembre e andato avanti per due settimane, a cura dell’Università di Salerno e realizzato da Unis@und, la web radio universitaria, nell’ambito del progetto “WEB irRADIandO”.

    Dall’indagine condotta per indagare lo “Stato dei Blog in Italia nel 2013”, sulla base di 200 blogger che hanno risposto alle domande del sondaggio stesso, viene fuori che il blogger in Italia è per il 60% uomo e per il 40% donna. Ha un’età compresa tra: 31-40 anni (40%); 25-30 anni 23,5%); 18-24 anni (14%); 41-50 anni (11,5%); oltre 50 anni (11%). Il 40% dei blogger proviene dal Nord Italia, il 35% dal Centro e il 25 dal Sud; le città più rappresentate sono Roma, Milano, Napoli e Firenze.

    Lo-Stato-dei-Blog-in-Italia-2013-demo

    La piattaforma più utilizzata per svolgere l’attività di blogging è: WordPress 71%, Blogger 22%, altre (Tumblr, Drupal…) 7%.

    Per quanto riguarda la “Tipologia di Attività”, l’attività che il blogger italiano svolge è per lo più Amatoriale (45%) e orientata al Personal Branding (40%), infatti nella maggior parte dei casi le due voci vengono indicate insieme a sottolineare come il blogger usi lo strumento del blog per costruire una propria professionalità. Il 15% dell’attività è di tipo Editoriale.

    Mentre per quanto riguarda la Tipologia del tempo che viene dedicato all’attività di blogging conferma i dati precedenti, infatti per il 36% è un’attività di tipo freelance, per il 31% è di tipo part-time; per il 23% dei blogger che hanno risposto al sondaggio il blog è un Hobby e solo per il 10% è un’attività svolta a tempo pieno.

    Lo-Stato-dei-Blog-in-Italia-2013-piattaforma-attività

    Le ore dedicate all’attività di blogging sono per il 40% 11-20 ore alla settimana; per il 15% 21-30 ore alla settimana e per l’11% 31-40 ore per settimana.

    Le attività che vengono svolte nella settimana per svolgere appunto l’attività di blogging sono:

    • Ricerca e Approfondimento, a cui il il 70% dei blogger dedica 5 ore alla settimana;
    • Creazione dei contenuti, 75% dedica 10 ore alla settimana;
    • Pubblicazione dei Contenuti, l’85% vi dedica 5 ore alla settimana;
    • Analisi e Monitoraggio dei dati, a cui l’80% dei blogger dedica 5 ore alla settimana;
    • Community Engagement, a cui il 60% dei blogger dedica 10 ore alla settimana;
    • Pianificazione strategica, a cui il 70% dei blogger dedica 5 ore alla settimana.

    Il Guadagno Annuo indicato dai blogger è forse la voce più controversa e certamente non desta sorpresa, vista la delicatezza della domanda e visto anche il carattere anonimo del sondaggio. Dato assolutamente da considerare è che il 49% dei blogger a questa domanda preferisce non rispondere, per i motivi appena elencati, mentre il restante 51% lo fa. Solo che il dato che viene fuori è assolutamente irrilevante a fini di indicare un profilo professionale che sia realmente autosufficiente. Ed è un po’ la conferma di tutti i dati che abbiamo visto fino ad ora.

    Infatti la media che viene fuori è di 5,000 € l’anno a fronte di costi pari a 300 euro l’anno di media (voce alla quale il 90% dei blogger ha risposto). Provando a fare un’operazione banale, la cifra è assolutamente al di sotto di quella che potrebbe essere vista come una professione a tutto tondo, ma per forza di cose resta ancora legata alla sfera amatoriale oppure è vista come attività collaterale. Da sottolineare che sarebbe interessante conoscere questo dato dal restante 49% che non ha risposto.

    Lo-Stato-dei-Blog-in-Italia-2013-guadagno

    Va però segnalato che ci sono stati casi, sporadici ai fini dell’indagine purtroppo, solo l’10%, di blogger che arrivano a guadagnare anche 20/25 mila euro l’anno. Quindi a voler fare questa attività si possono guadagnare anche cifre che permettono di svolgere l’attività in modo autosufficiente, ma forse non si è ancora pronti.

    Il guadagno è costituito per il 40% da Display Ads, per il 30% da Adv Banners, per il 15% da Content Marketing e per il restante 15% da Affiliate Marketing.

    Il 45% dei blogger lo è da più di 3 anni, il 22% lo è da 3 anni, il 20% lo è da 2 anni e il 13% lo è da 1 anno.

    In basso l’infografica di cui abbiamo curato la realizzazione.

    Allora che ne pensate di questo quadro appena delineato? Fateci sapere la vostra opinione.

     

    Lo-Stato-dei-Blog-in-Italia-2013 Infografica