Categoria: Intelligenza Artificiale

In questa categoria troverete articoli su Intelligenza Artificiale e Machine Learning, soprattutto su come queste tecnologie stanno evolvendosi, con esempi concreti

  • Social Media e Elezioni Europee 2024, la Generazione Z al voto

    Social Media e Elezioni Europee 2024, la Generazione Z al voto

    Le Elezioni Europee 2024 vedranno la partecipazione dei nativi digitali. Stiamo parlando di persone che si informano sui social media. Mai come adesso le piattaforme digitali giocano in questa occasione un ruolo cruciale per quanto riguarda l’informazione e l’affluenza.

    Le prossime elezioni europee, 8-9 giugno 2024, saranno comunque un evento storico. Per il periodo che stiamo vivendo, ovviamente, e per il fatto che per la prima volta partecipa una generazione di persone definite “nativi digitali“.

    La Generazione Z al voto europeo

    Stiamo parlando delle persone che appartengono alla “generazione Z“, giovani che spesso vengono erroneamente dipinti come disinteressati alla politica. Affermazione, questa, non del tutto vera.

    Già nel 2019 si era registrato un segnale importante di interessamento e avvicinamento dei giovani alla vita politica dell’UE. Infatti, cinque anni, per la prima volta dal 1979 di registrò un’affluenza alle urne che tornò ad essere sopra il 50%. Per la precisione 50,6%.

    E parte di questo aumento di persone alle urne era dato proprio dal voto dei più giovani, under 25 anni, che pesò il 14% sul totale.

    Le iniziative europee puntano a coinvolgere maggiormente i giovani che credono nei principi di libertà e democrazia.

    Ma, a fronte di tutto questo, c’è un tema importante da considerare.

    generazione z social media elezioni europee 2024 franz russo

    I giovani e l’uso delle piattaforme digitali

    Se è vero che i più giovani potranno contribuire ad aumentare ancora l’affluenza alle urne (si spera), è anche vero sottolineare che stiamo parlando di una generazione di persone che si informa per lo più sulla rete e, in particolare, sui social media.

    Da considerare ancora che sono ben 4 i paesi dove quest’anno votano i sedicenni (nati nel 2008), ossia Belgio, Germania, Malta e Austria. Mentre in Grecia voteranno di diciassettenni (nati nel 2007).

    In Italia restano le regole comuni e quindi possono votare tutte le persone dai 18 anni (nati nel 2006) in su.

    I giovani elettori utilizzano principalmente le piattaforme digitali per informarsi. Nel 2021, metà della Generazione Z si affidava ai social media, mentre l’altra metà preferiva i media tradizionali, con la TV in primo piano. Oggi, l’uso delle piattaforme digitali è ancora più predominante.

    Ora il dato relative alle piattaforme digitali è più altri di tre anni, e di 5 anni fa.

    Questi giovani, anzi giovanissimi, si informano per lo più attraverso le piattaforme digitali.

    La Generazione Z si informa sui social media

    Il 65% dei 18-24 anni sceglie le piattaforme social media per informarsi. In aggiunta a questo anche il 61% dei 25-34 anni si informa sulle piattaforme digitali.

    E tra le piattaforme che usano di più per informarsi, quelli della generazione Z, figura TikTok. La piattaforma social media cinese che negli Usa rischia il divieto se non venisse ceduta a qualche compratore americano. Ipotesi, quest’ultima, ormai sempre più lontana.

    Cinque anni fa, lo scenario digitale vedeva TikTok come una presenza marginale per informarsi, dominato da piattaforme come Facebook e Twitter. Oggi, TikTok ha assunto un ruolo centrale, andando ben oltre il semplice intrattenimento.

    Adesso sulla scena TikTok conta molto. E va ben oltre il semplice intrattenimento.

    TikTok per informarsi, oltre l’intrattenimento

    Sono oltre 150 milioni gli utenti europei ed è proprio la piattaforma cinese che potrebbe tirare la volata alla affluenza, soprattutto quella dei più giovani. E questo è un dato di fatto, difficilmente controvertibile.

    Dando un’occhiata al dato relativo al tempo di utilizzo di TikTok, rispetto alle altre piattaforme, allora ci rendiamo conto del ruolo che questa piattaforma può avere in questo contesto.

    Se gli utenti trascorrono, al giorno, mediamente 70 minuti su YouTube; se il tempo medio trascorso su Instagram è di circa 45 minuti; se quello su Facebook è circa 50 minuti. Allora su TikTok il tempo trascorso è di ben 100 minuti. Vale a dire 1 ora e 40 minuti al giorno.

    A tutto questo dobbiamo aggiungere anche la grande preoccupazione relativamente all’Intelligenza Artificiale legata proprio alle piattaforme digitali.

    Il ruolo della Commissione Europea

    Come ricorderete, qualche settimana fa la commissione europea ha comunicato delle regole ben precise, mettendo l’accento sulla moderazione dei contenuti. Attività questa che vede anche l’impiego della IA. Con risultati, come stiamo vedendo, che preoccupano non poco.

    E sappiamo che l’UE è stata la prima a dotarsi di una serie di regole che hanno come fine quello di proteggere i cittadini europei dalla disinformazione e dall’enorme potere che le big tech esercitano.

    Tra queste figurano l’AI Act che sancisce importanti limiti alla IA Generativa, soprattutto in fatto di trasparenza delle informazioni. Ma c’è anche il DSA, il Digital Services Act.

    Elezioni Europee 2024 e il DSA

    Ai sensi del Digital Services Act (DSA), proposto dalla Commissione europea nel 2020, le piattaforme online con oltre 45 milioni di utenti medi mensili, tra le quali figurano Facebook, TikTok e altre, sono obbligate ad adottare misure contro la disinformazione e la manipolazione elettorale.

    Le regole fissate dal DSA hanno cominciato a trovare applicazione, nei confronti delle grandi aziende big tech, a partire dall’agosto dello scorso anno.

    Le aziende devono inoltre predisporre di strumenti di moderazione dei contenuti, che includano la possibilità di contestare le decisioni quando i contenuti degli utenti vengono rimossi o limitati. Nonché elevare il livello di trasparenza verso gli utenti riguardo a termini e condizioni e al modo in cui gli algoritmi consigliano i contenuti.

    La vicepresidente della Commissione europea Margarethe Vestager di recente ha affermato che molti dibattiti elettorali si svolgeranno online e che le regole del DSA forniscono strumenti per collaborare con le piattaforme online. “Possiamo affrontare i rischi emergenti online per i processi elettorali, come i deep fake. In questo modo possiamo consentire alle persone, in modo sicuro, di impegnarsi, discutere e prendere una decisione senza interferenze illegali”, ha affermato.

    Rapporto TikTok UE
    Rapporto TikTok UE

    Questo che vedete qui in alto fa parte del Rapporto di TikTok per l’UE, un documento necessario per la conformità della piattaforma proprio al DSA.

    L’Italia è il terzo paese su TikTok

    Come si vede, l’Italia è il terzo paese con il più alto numero di utenti in UE: 20,7 milioni. Dopo la Francia con 22,7 milioni e la Germania con 21,7 milioni.

    TikTok riferisce di avere 6.287 persone dedite alla moderazione dei contenuti nell’Unione Europea, alla fine di dicembre 2023. Rispetto al suo primo rapporto, questo numero è aumentato di altri 162 moderatori.

    Questo documento è obbligatorio per tutte le altre piattaforme indicate come gatekeeper.  Quindi scopriamo che X, la piattaforma di Elon Musk (il passaggio da Twitter si è ormai completato) ha un numero di moderatori molto più basso, come si vede nei dati riportati qui in basso:

    Nome piattaforma Utenti nell’UE Moderatori
    X 111.400.000 1849
    TikTok 142.000.000 6287
    LinkedIn 47.900.000 1150
    Meta 264.000.000 15.000

     

    Il ruolo ridotto della moderazione su X

    Sono infatti 1.849. Vale a dire che X ha il peggior rapporto tra persone addette alla moderazione e utenti, pari a 1/60.249. LinkedIn al secondo posto (1/41.652), poi TikTok (1/22.586) e Meta (1/17.600).

    Questo è lo stato degli utenti in UE fornito da LinkedIn:

    linkedin ue utenti franz russo
    LinkedIn EU Report 2024

    Un altro aspetto è quello della pubblicità politica e della comunicazione che riguarda da vicino i social media. In particolare, Meta e TikTok.

    L’indagine UE che riguarda Meta

    Meta aveva maggiore promesso attenzione sui contenuti politici, salvo poi essere al centro di una indagine della Commissione UE, aperta proprio nell’ambito del Digital Services Act.

    L’indagine sta prendendo in esame le politiche e le pratiche che Meta prevede in relazione alla pubblicità ingannevole e ai contenuti politici sui suoi servizi.

    Le potenziali violazioni oggetto di indagine riguardano proprio l’approccio della società di Mark Zuckerberg nell’affrontare le campagne di disinformazione e il “comportamento coordinato non autentico” nell’UE.

    Unitamente alla mancanza di strumenti di terze parti efficaci per monitorare l’andamento delle elezioni.

    Dal punto di vista della pubblicità, c’è da registrare le forti preoccupazioni mosse da organizzazioni come Access Now che lamenta il ritardo con cui la Commissione UE si è mossa. Un ritardo che potrebbe vanificare gli sforzi fatti.

    Elezioni Europee 2024 e la IA

    Tra gli obblighi imposti alle piattaforme vi è anche la necessità di dichiarare se i contenuti politici sono generati da IA, sebbene ciò sia gestito tramite autodichiarazione. Questo solleva preoccupazioni sulla trasparenza e sull’efficacia delle misure adottate.

    Insomma il panorama delle prossime elezioni europee è profondamente influenzato dalla presenza della Generazione Z e dall’uso delle piattaforme digitali.

    Con un numero sempre maggiore di giovani che si informa e partecipa attraverso i social media, il ruolo di queste piattaforme diventa cruciale non solo per provare a garantire un’affluenza maggiore. Ma anche per assicurare che le informazioni siano corrette e trasparenti.

    La sfida, quindi, non è solo nel coinvolgere i giovani, ma anche nel proteggere la loro esperienza democratica dalle insidie della disinformazione e delle manipolazioni elettorali.

    Le nuove normative europee, come il Digital Services Act e l’AI Act, rappresentano passi importanti in questa direzione, imponendo regole più stringenti alle big tech per una moderazione dei contenuti più efficace e trasparente.

    Resta da vedere se queste misure saranno sufficienti a garantire un processo elettorale libero e sicuro in un contesto digitale sempre più dominante.

    La partecipazione attiva dei giovani e la loro fiducia nelle istituzioni dipenderanno molto da come queste piattaforme sapranno rispondere alle nuove sfide poste dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale.

    Le elezioni del 2024 potrebbero quindi segnare un punto di svolta non solo per la partecipazione politica dei giovani, ma anche per la maturazione di un ambiente digitale più sicuro e affidabile.

    Un’opportunità che non possiamo permetterci di sprecare.

     

  • Grok debutta in UE su X, ecco cosa c’è da aspettarsi

    Grok debutta in UE su X, ecco cosa c’è da aspettarsi

    Grok, l’IA di xAI, è ora disponibile in UE su X, solo per gli utenti Premium. L’IA di Elon Musk fornisce risposte in tempo reale basate su tweet (post) condivisi sulla piattaforma, ma la sua affidabilità è limitata.

    Dopo lo sbarco in Uk, Grok fa il suo debutto anche in UE. Da oggi è disponibile anche in Italia, e negli altri 26 paesi che compongono l’Unione Europea, solo per gli abbonati Premium su X.

    Grok è l’intelligenza artificiale di xAI, la società di IA lanciata da Elon Musk a luglio dello scorso anno.

    Grok e il suo sbarco in UE, senza stories

    Da quel poco che si sa, non ci sono grandi limiti di utilizzo, non è stato diramato alcun comunicato che spieghi nel dettaglio. Ma dai post condivisi su X, si sa che Grok può essere usato dagli utenti UE senza particolari restrizioni. Quello che manca in realtà sono le “Grok stories”. Vale a dire i riassunti delle notizie da parte di Grok.

    Pare che questa funzionalità verrà estesa in UE solo dopo le imminenti elezioni europee. E questo perché, evidentemente, la capacità di elaborazione dei contenuti da parte di Grok non appare molto affidabile al momento.

    E perché questo?

    grok sbarca in ue franz russo

    Grok si alimenta con in contenuti di X

    Semplicemente perché, a differenza di altri modelli di IA Generativa, Grok non reperisce dati e informazioni dall’esterno. Infatti, l’IA di Elon Musk risponde alle varie richieste sulla base di ciò che elabora da X. Si alimenta dei contenuti condivisi sulla piattaforma di Elon Musk.

    E questo rappresenta un grande limite e un grande rischio, in termini di affidabilità e sicurezza delle informazioni.

    Esempio di affidabilità discutibile

    Vi porto un esempio concreto. Nel tentativo di testare le sue potenzialità, ho chiesto a Grok di spiegarmi meglio cosa potesse fare, e cosa no, l’utente UE. La risposta è stata molto generica, con un tono smaccatamente “amichevole”. Ma i link che mi ha fornito per approfondire erano dei link a tweet (post).

    Link a tweet di account, verificati, con appena 60 follower, che presentano una timeline di contenuti condivisi da far venire i brividi, per volgarità e inaffidabilità.

    Se questi sono i riferimenti di Grok allora c’è da stare davvero molto attenti.

    Grok è diverso dagli altri modelli

    Grok fa quindi quello che non fa, ad esempio, ChatGPT di OpenAI. Ha la possibilità, questa si che sarebbe una grande forza, di rispondere fornendo informazioni in temo reale.

    Certo, effettua ricerca attraverso link, ma va più a fondo fornendo informazioni sempre fresche. Solo che queste informazioni non sono il massimo dell’affidabilità in gran parte dei casi.

    Altra cosa che Grok fa, e che ChatGPT non farebbe mai, è usare un modo di rispondere apparentemente scanzonato, ma che spesso lo porta ad usare espressioni non proprio auliche.

    Grok e il suo tono “divertente”

    Grok infatti al momento offre due modalità di conversazione: standard, con un tono più professionale e informativo; divertente (predefinita), con un tono decisamente più ironico.

    La versione attuale è Grok 1.5, rilasciato a marzo di quest’anno.

    Il modello presenta grandi passi in avanti nelle capacità di ragionamento e di risoluzione dei problemi, rispetto al suo predecessore Grok-1.

    Ecco Grok 1.5, la versione attuale

    Grok 1.5 ha ottenuto risultati molto buoni nei benchmark progettati per testare queste sue capacità. Tra cui la matematica (benchmark MATH) e la generazione di codice (benchmark HumanEval).

    Capace di interpretare bene il contesto della richiesta (prompt), Grok può elaborare informazioni da documenti fino a 16 volte più lunghi rispetto alle versioni precedenti.

    Questo è, appunto, dovuto alla sua capacità di contesto estesa di 128.000 token. Il che gli consente di comprendere meglio istruzioni complesse e mantenere il rispetto delle istruzioni anche con un ampio inserimento di dati.

    Grok-1.5 è costruito su un framework di formazione personalizzato basato su JAX, Rust e Kubernetes.

    Grok, IA Generativa di solo testo

    A differenza di altri modelli, Grok è un modello IA generativo di solo testo. Non è in grado di comprendere il contenuto di immagini, audio o video, ad esempio. Anche se xAI ha affermato che l’intenzione è quella di migliorare il modello guardando a queste modalità.

    Ecco questo era un quadro su Grok, senza scendere in dettagli tecnici e tantomeno polemici.

    Si tratta di un modello molto particolare di IAG, questo possiamo dirlo. Non è come tutti gli altri.

    È in fase di sviluppo e al momento non si presta a tanti utilizzi. Questo per via di questo tono volutamente colloquiale che rischia, in alcuni casi, di frenare la conversazione.

    Vedremo come si svilupperà e come cambierà dopo le elezioni europee.

    Intanto se lo state usando, fatemi sapere quali sono le vostre impressioni. Qui tra i commenti oppure anche attraverso i canali sui social media.

  • Google I/O 2024, la sfida di Google a ChatGPT e al Web

    Google I/O 2024, la sfida di Google a ChatGPT e al Web

    Google I/O 2024 introduce Gemini nel suo ampio ecosistema. Si apre la sfida a ChatGPT di OpenAI. Le novità presentate puntano a trasformare la ricerca, le foto e la produttività con AI avanzata. Si ridisegna il web che va quindi ripensato.

    Non era facile catturare l’attenzione dopo il grande annuncio di OpenAI del giorno prima. Del resto, Sam Altman e tutta l’azienda ha anticipato l’annuncio proprio per cercare di rubare la ribalta a Google con il suo grande evento annuale Google I/O 2024.

    E possiamo dire che OpenAI è in parte riuscita nel suo intento.

    E cioè che alla fine alcune cose annunciate da Google suonavano meno esaltanti. Sarà che ormai ci stiamo abituando ad annunci di questo genere, sempre orientati sull’Intelligenza Artificiale.

    Guardiamo insieme gli annunci più importanti.

    google i_o 2024 IA gemini franz russo

    Gemini, l’IA dell’ecosistema Google

    Al centro dell’ecosistema IA di Google c’è Gemini.

    Gemini rappresenta la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale per Google. Sundar Pichai, CEO di Google, ha introdotto Gemini come un modello multimodale, capace di comprendere e generare testo, immagini e audio, codice.

    Questa capacità consente a Gemini di eseguire una vasta gamma di compiti, dall’elaborazione del linguaggio naturale alla riconoscimento delle immagini, migliorando l’interazione utente-tecnologia in modo significativo.

    Una delle caratteristiche particolari di Gemini è la sua capacità di operare con un contesto esteso fino a 1 milione di token, con piani per espandere a 2 milioni di token. Questo significa che Gemini può gestire informazioni più complesse e articolate, fornendo risposte più precise e contestuali.

    Ad esempio, in Google Search, Gemini può offrire risultati di ricerca più pertinenti e completi, migliorando l’esperienza di ricerca degli utenti.

    E a proposito di ricerca, sappiamo bene che Google è ormai sinonimo di ricerca online, il motore di ricerca per antonomasia. Anche Google quindi si appresta a fare quello che già Bing di Microsoft fa con Copilot (ChatGPT integrato al motore di ricerca). E quindi, anche Gemini sarà integrato all’interno di Google

    Il video qui in alto mostra benissimo come funzionerà.

    Al momento, questa novità arriverà inizialmente negli Usa per poi propagarsi in altri paesi. Google non ha illustrato una tempistica a riguardo.

    La sfida di Google e l’impatto della IA sul web

    Ma c’è una breve considerazione, veloce, da fare.

    Sono sempre convinto dell’idea che lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generativa sia uno strumento dal potenziale enorme. Proprio perché si tratta di uno strumento che può fare davvero la differenza per ciò che riguarda la creatività e il supporto alla generazione di contenuti.

    Però c’è una considerazione da fare. La continua integrazione IA+ricerca online finirà per ridisegnare la ricerca stessa. I motori di ricerca non saranno più gli stessi, ma saranno un enorme portale di chat con la IA per la ricerca di informazioni online.

    Di conseguenza, se questo si dovesse avverare, verrà ridisegnato il web, quindi indicizzazione e posizionamento dei contenuti.

    Banalmente, dalla progressiva introduzione di questi modelli IA all’interno dei motori di ricerca, ad essere penalizzati saranno i creatori di contenuti. Quindi siti di informazione, blog, siti di notizie. Perché l’utente si interfaccerà ponendo una richiesta (prompt) che sempre meno sarà approfondita attraverso un link.

    Questa è solo una mia ipotesi che potrebbe portare ad una riduzione di Internet per come l’abbiamo sempre conosciuta e usata. Per dare vita ad una IA sempre più intelligente, capace di sostituire anche la ricerca online.

    Di questo ne parleremo ancora.

    Gemini e Google Search

    Andiamo con le novità di Search.

    In pratica con Gemini il motore di ricerca, ad ogni richiesta, fornirà delle previ panoramiche.

    Queste panoramiche sono brevi riassunti generati dall’IA che forniscono una sintesi chiara e concisa delle informazioni chiave. Una modalità che potrebbe tornare utile per query complesse che richiedono una comprensione approfondita.

    Ad esempio, se un utente cerca informazioni su una malattia rara, l’IA generativa può fornire una panoramica delle cause, dei sintomi e dei trattamenti disponibili, il tutto in un unico blocco di testo.

    L’IA generativa migliora anche la capacità di Google di fornire risultati contestuali. Invece di presentare semplicemente un elenco di link, l’IA può comprendere l’intenzione dietro la query e fornire risposte che tengono conto del contesto.

    Questo significa che se un utente cerca “migliori ristoranti a Roma”, l’IA può offrire suggerimenti basati su recensioni, menù e la posizione attuale dell’utente.

    Integrazione Gemini e Google Foto

    Gemini è integrato in altri prodotti come Google Foto.

    In Google Foto, ad esempio, Gemini migliora la capacità di riconoscimento delle immagini, permettendo agli utenti di cercare foto basate su descrizioni complesse e contesti specifici.

    Google Foto è stato uno dei pionieri nell’uso dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare l’esperienza degli utenti nella gestione delle foto.

    “Chiedi a Foto”

    Con l’introduzione di “Chiedi a Foto” alimentato dal modello Gemini, Google sta portando questa esperienza a un livello decisamente nuovo. Questa funzionalità sperimentale permette agli utenti di trovare foto specifiche e recuperare informazioni dalla loro galleria in modo naturale e intuitivo.

    “Chiedi a Foto” utilizza il modello di intelligenza artificiale Gemini per rendere la ricerca più naturale e meno frustrante. Gli utenti possono porre domande complesse come “Mostrami la foto migliore tra quelle dei parchi nazionali che ho visitato” e ricevere immediatamente le immagini pertinenti, eliminando la necessità di scorrere manualmente.

    Questa funzionalità è particolarmente utile per ricordare momenti specifici o dettagli importanti che potrebbero essere difficili da ritrovare. Per esempio, chiedendo “Quali sono stati i temi usati per le feste di compleanno di Lena?”, l’IA analizzerà le decorazioni e gli oggetti nelle foto per fornire una risposta accurata.

    Le potenti funzionalità multimodali di Gemini permettono di comprendere il contesto e il soggetto delle foto. Quindi, oltre a identificare persone e luoghi, l’IA può estrarre dettagli dai testi presenti nelle immagini o identificare temi specifici, come decorazioni di feste.

    Come cambia Google Workplace con Gemini

    Gemini è anche in Google Workplace

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    Google Workspace continua a evolversi per migliorare la produttività e l’efficienza degli utenti. Con l’introduzione di nuove funzionalità basate su Gemini, Google offre strumenti ancora più potenti per semplificare le attività quotidiane. Questo articolo esplorerà dettagliatamente le nuove funzionalità di Gemini per Google Workspace, evidenziando come queste innovazioni possono aiutare utenti e aziende a ottenere il massimo dalle loro app Google.

    Gemini 1.5 Pro è ora integrato nel pannello laterale di Google Workspace, offrendo una finestra contestuale più estesa e capacità di ragionamento avanzate. Questo permette a Gemini di rispondere a una gamma più vasta di domande e di fornire risposte più dettagliate e approfondite.

    Gemini adesso può riassumere email e documenti. Ad esempio, gli utenti possono chiedere a Gemini di riassumere tutte le email provenienti da una specifica fonte, come una scuola o un’organizzazione, ottenendo immediatamente i dettagli più rilevanti.

    Utilizzando il pannello laterale di Gmail, gli utenti possono facilmente accedere a documenti su Google Drive, chiedere informazioni specifiche e inserire i risultati direttamente nelle email. Questa integrazione rende il flusso di lavoro più efficiente e organizzato.

    Gemini nel pannello laterale di Workspace è ora disponibile per gli utenti di Workspace Labs e Gemini per Workspace Alpha. Sarà presto disponibile su desktop per aziende e consumatori tramite i piani Gemini per Workspace e Google One AI Premium.

    Gemini e le traduzioni

    Gemini è utile per le traduzioni in continuo miglioramento.

    Recentemente, Google ha introdotto “Traduci per me” su Google Meet, con rilevamento automatico della lingua e sottotitoli tradotti in più di 60 lingue. Ora, questa funzionalità si espande a “Aiutami a scrivere” in Gmail e Documenti, con supporto iniziale per spagnolo e portoghese.

    Google continua ad aggiungere supporto per altre lingue, facilitando la connessione e la collaborazione tra persone di diverse nazionalità. Questa espansione linguistica permette agli utenti di scrivere e ricevere assistenza nelle loro lingue native, migliorando la comunicazione e la produttività.

    Gli utenti possono accedere a queste nuove funzionalità attraverso i componenti aggiuntivi di Gemini per Workspace per clienti aziendali e il piano Google One AI Premium per gli utenti. Per massimizzare l’uso di Gemini per Workspace, Google offre una serie di risorse e guide sul blog di Workspace.

    Android e Gemini, coppia perfetta

    Ma Gemini diventa uno strumento fondamentale anche per Android. Google, da questo punto di vista ha già fatto passi in avanti, ma adesso aumenta l’estensione.

    L’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) nel sistema operativo Android rappresenta un’evoluzione significativa nell’interazione quotidiana con gli smartphone. Le ultime innovazioni di Google AI offrono funzionalità avanzate che migliorano la produttività e la creatività, rendendo l’uso dello smartphone più intuitivo e potente.

    “Cerchia e cerca”

    “Cerchia e Cerca” è una funzione che consente agli utenti di selezionare qualsiasi cosa visualizzata sullo schermo del proprio smartphone per avviare una ricerca.

    Questo può essere fatto senza dover interrompere l’attività corrente o cambiare applicazione, rendendo il processo di ricerca fluido e continuo.

    Recentemente, questa funzionalità è stata potenziata per aiutare gli studenti con i compiti. Gli studenti possono cerchiare problemi di matematica o fisica e ricevere istruzioni dettagliate per risolverli. Questo è particolarmente utile per problemi complessi che coinvolgono formule, diagrammi e grafici. Utilizzando il modello LearnLM, ottimizzato per l’apprendimento, “Cerchia e Cerca” può affrontare una vasta gamma di problemi legati al mondo dell’istruzione.

    “Cerchia e Cerca” è attualmente disponibile su oltre 100 milioni di dispositivi, con l’obiettivo di raddoppiare questo numero entro la fine dell’anno.

    Questa funzionalità è stata estesa a vari dispositivi Samsung e Pixel, migliorando l’accessibilità e l’utilità per un numero sempre maggiore di utenti.

    Gemini è quindi un assistente AI generativo integrato in Android, progettato per migliorare la creatività e la produttività degli utenti. Questa esperienza AI è in grado di comprendere il contesto delle attività svolte sullo schermo e delle app in uso, offrendo suggerimenti e risposte pertinenti.

    Presto sarà possibile spostare l’overlay di Gemini sopra le app aperte per utilizzare l’AI in vari modi. Gli utenti potranno trascinare e rilasciare immagini generate da Gemini in app come Gmail e Google Messaggi, o chiedere informazioni su video di YouTube. Con un abbonamento a Gemini Advanced, sarà possibile chiedere informazioni su documenti PDF e ricevere risposte rapide senza dover scorrere molte pagine.

    Gemini continuerà a migliorarsi, offrendo suggerimenti dinamici basati sui contenuti mostrati sullo schermo. Questa evoluzione costante mira a rendere l’assistente IA sempre più utile e integrato nelle attività quotidiane degli utenti.

    Gemini Nano

    E poi c’è Gemini Nano.

    Android è il primo sistema operativo mobile a includere un modello di base integrato e on-device. Con Gemini Nano, gli utenti possono usufruire di esperienze AI avanzate mantenendo le loro informazioni completamente private. Gemini Nano è in grado di elaborare non solo input di testo, ma anche comprendere luoghi, suoni e linguaggio parlato.

    Una delle applicazioni principali di Gemini Nano sarà su Talkback, uno strumento progettato per aiutare le persone cieche o ipovedenti. Grazie alle funzionalità multimodali, Talkback potrà fornire descrizioni più chiare e dettagliate dei contenuti delle immagini, migliorando l’accessibilità e l’inclusione.

    Secondo un recente report, oltre mille miliardi di dollari sono stati persi a causa di frodi telefoniche in un periodo di 12 mesi. Per affrontare questo problema, Google sta testando una nuova funzionalità che utilizza Gemini Nano per fornire avvisi in tempo reale durante le chiamate telefoniche.

    Questa funzionalità rileva schemi di conversazione comunemente associati a frodi, come richieste urgenti di trasferimenti di fondi o informazioni personali. Gli utenti riceveranno avvisi se vengono rilevate richieste insolite da parte delle banche o altre istituzioni, proteggendoli da potenziali truffe.

    Come funziona Gemini 1.5 Pro

    Alcune veloci novità che riguardano Gemini 1.5 Pro.

    Con l’evoluzione continua dell’intelligenza artificiale, Google introduce Gemini 1.5 Pro, un modello avanzato progettato per migliorare l’efficienza e la produttività degli utenti. Questa versione offre una finestra contestuale estesa, nuove funzionalità di analisi dei dati, capacità multimodali e opzioni di personalizzazione. In questo articolo, esploreremo in dettaglio tutte le novità di Gemini 1.5 Pro e le sue potenzialità.

    Gemini 1.5 Pro introduce una finestra contestuale che può gestire fino a 1 milione di token, la più ampia mai offerta da un chatbot consumer.

    Questo permette di comprendere e analizzare documenti di grandi dimensioni, come PDF di 1500 pagine, e riassumere rapidamente centinaia di email. Presto sarà in grado di gestire anche contenuti video di un’ora e codici con oltre 30.000 righe.

    Gli utenti possono caricare file su Gemini Advanced tramite Google Drive o direttamente dal dispositivo. Questa funzionalità permette di ricevere risposte dettagliate su documenti complessi e di confrontare argomenti chiave di vari articoli di ricerca. Inoltre, Gemini sarà presto in grado di analizzare dati e creare visualizzazioni grafiche da fogli di lavoro caricati.

    Tutti i file e le conversazioni con Gemini sono privati e non vengono utilizzati per addestrare altri modelli di intelligenza artificiale di Google. Questo garantisce che le informazioni degli utenti rimangano confidenziali e protette.

    Gemini 1.5 Pro è nativamente multimodale, il che significa che può comprendere e rispondere a input che combinano testo, immagini e suoni. Ad esempio, gli utenti possono scattare una foto di un piatto e chiedere la ricetta, oppure fotografare un problema matematico per ricevere una spiegazione dettagliata.

    Questa capacità multimodale rende Gemini particolarmente utile in contesti educativi e creativi. Ad esempio, gli studenti possono utilizzare Gemini per risolvere problemi complessi, mentre i creativi possono chiedere suggerimenti per migliorare le loro opere basandosi su input visivi.

    Arriva Gemini Live

    Nei prossimi mesi, Google lancerà Gemini Live, un’esperienza conversazionale mobile che sfrutta la tecnologia vocale avanzata di Google. Con Gemini Live, gli utenti possono parlare direttamente a Gemini, che risponderà con voci naturali e personalizzabili.

    Gemini Live permette conversazioni più naturali, con la possibilità di parlare alla velocità desiderata o interrompere la risposta per chiedere chiarimenti. Questa funzionalità è ideale per prepararsi a colloqui di lavoro, discorsi importanti o per ottenere consigli su public speaking.

    In futuro, sarà possibile utilizzare la fotocamera su Gemini Live per avviare conversazioni basate su ciò che viene inquadrato, migliorando ulteriormente l’interazione contestuale e multimodale.

    Ecco, questo era il resoconto, sperando utile nei dettagli, di interesse rilevante. Perché tutte queste novità evidenziate interessano più o meno tutti.

    Ricordiamoci che Google è il motore di ricerca più usato e Android il sistema operativo mobile più adottato sui dispositivi mobili.

    Quindi parliamo di novità sul mondo di intendere l’IA di Google che riguarderà la grand parte delle persone.

    Questo era solo un rapido sguardo alle novità annunciate a Google I/O più interessanti per gli utenti.

    È il segno che da adesso in poi l’intelligenza artificiale sarà sempre più alla portata di tutti ed è sempre più vero che tutto questo deve essere gestito con consapevolezza e responsabilità.

  • Meta chiuderà Workplace nato per le aziende, focalizzandosi sulla IA

    Meta chiuderà Workplace nato per le aziende, focalizzandosi sulla IA

    Dopo quasi otto anni, Meta chiude Workplace entro il 2026 per focalizzarsi su AI e Metaverso. E alle aziende consiglia la migrazione a Workvivo di Zoom.

    Dopo quasi otto anni Meta (all’epoca so chiamava ancora Facebook) decide di chiudere Workplace. Lo strumento era nato specificatamente per le aziende.

    Workplace era stato concepito come un luogo dove le aziende potessero dare luogo a maggiori connessioni tra collaboratori e dipendenti. Ma ora c’è la realtà da tenere in considerazione.

    Come sappiamo, Meta ha ormai avviato una politica di snellimento dell’azienda. Una operazione che ha provocato tagli al numero dei dipendenti e tagli a diversi prodotti, tra cui anche Workplace.

    Workplace, motivi della chiusura e tempistiche

    Le fonti, raccolte da TechCrunch e da Axios, sostengono che la piattaforma funzionerà come normalmente fino a settembre 2025. Dopodiché resterà di sola lettura fino a maggio 2026. Fino alla completa disattivazione.

    Meta chiude workplace investe in IA franz russo

    I clienti di Workplace, tra cui figurano aziende come Starbucks e Danone, sono state invitate da Meta a utilizzare Workvivo di proprietà di Zoom come alternativa adeguata per la migrazione.

    Workvivo, un’altra piattaforma di comunicazione aziendale, è stata acquisita da Zoom nel 2023.

    Da quelli che sono gli ultimi dati a disposizione, nel 2021 Workplace di Meta contava circa 7 milioni di utenti paganti. Al momento non si conosce il numero preciso di dipendenti che potrebbe essere interessato da questa chiusura.

    Meta abbandona Workplace per puntare sulla IA

    “Stiamo interrompendo Workplace da Meta in modo da poterci concentrare sulla creazione di tecnologie AI e Metaverso che crediamo rimodelleranno radicalmente il modo in cui lavoriamo”, ha affermato Meta in una dichiarazione inviata via e-mail.

    Ecco quindi spiegata la motivazione della chiusura.

    Meta punta ad investire sull’intelligenza artificiale anche per realizzare nuovi prodotti che seguiranno il cambiamento del modo di lavorare.

    Possiamo tranquillamente affermare che, per necessità e per riorganizzazione, Meta sta percorrendo una strategia di riduzione.

    Mentre prima lo scopo era essere ovunque e quindi presentare prodotti sempre più diversificati per essere in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza, adesso tutto cambia.

    La strategia è, adesso, quella di ridimensionare e ricondurre tutto – nel vero senso della parola – all’intelligenza artificiale.

    Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi.

     

  • ChatGPT 4o e l’evoluzione della IA Generativa

    ChatGPT 4o e l’evoluzione della IA Generativa

    ChatGPT-4o di OpenAI rivoluziona l’IA generativa con prestazioni ottimizzate, gestione simultanea di testo, voce e immagini e altri miglioramenti.

    Per chi non ha basi tecniche avanzate, ma si interessa di altri aspetti che riguardano l’Intelligenza Artificiale Generativa, allora si può ben affermare che siamo di fronte ad una evoluzione evidente. E che produrrà diversi effetti.

    OpenAI ha presentato la nuova evoluzione di ChatGPT 4. Nei giorni scorsi era girata la voce che si sarebbe trattato di un motore di ricerca. Possiamo dire che al momento il discorso è solo rimandato e che il salto in avanti comunque c’è stato.

    Ecco ChatGPT 4o

    ChatGPT-4o rappresenta per davvero una svolta nel mondo della Intelligenza Artificiale Generativa. Ma cosa rende questo modello così speciale rispetto ai GPT precedenti?

    ChatGPT-4o si basa sull’architettura del GPT-4, con ottimizzazioni che migliorano in maniera evidente le prestazioni.

    openai chatgpt 4o evoluzione IA generativa franz russo

    La “o” in ChatGPT-4o sta per “omni”, a dimostrare l’ampiezza e la versatilità delle sue capacità. Il modello gestisce contemporaneamente testo, video e immagini.

    Caratteristiche di ChatGPT 4o

    GPT-4o ragiona attraverso voce, testo e immagini“, ha detto Mira Murati durante la presentazione del nuovo modello in OpenAI a San Francisco. “E questo è incredibilmente importante, perché guardiamo al futuro dell’interazione tra noi e le macchine.

    Ecco, un passaggio che vale la pena di sottolineare.

    Con il nuovo modello si passa da una interazione macchina-uomo e si arriva ad una interazione macchina-uomo-macchina. Si aggiunge un ulteriore livello di interazione.

    Questo modello è progettato per essere più completo e universale, offrendo prestazioni superiori in termini di velocità, efficienza e coerenza delle risposte.

    Miglioramenti delle prestazioni

    Il volume di dati utilizzato per addestrare ChatGPT-4o è stato ampliato del 50% rispetto a GPT-4.

    Questo dataset include una vasta gamma di testi, dai documenti accademici ai dialoghi realistici, permettendo al modello di comprendere e rispondere con maggiore accuratezza alle richieste degli utenti.

    Grazie alle ottimizzazioni tecniche, ChatGPT-4o riduce i tempi di risposta fino al 30% rispetto a GPT-4. Ed è davvero così. Vi invito a provarlo, perché è importante sapere che il nuovo modello è disponibile per tutti. Quindi anche per gli utenti non abbonati

    Questo significa che le interazioni con l’IA sono ora più rapide e fluide, migliorando significativamente l’esperienza utente.

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    Reattività in “tempo reale”

    Il modello offre una reattività “in tempo reale”, come afferma OpenAI, e può persino cogliere le sfumature della voce di un utente, generando in risposta voci in “una gamma di stili emotivi diversi” (incluso il canto).

    Per dare l’idea di cosa possa fare, ChatGPT 4o è capace di analizzare un’immagine, procedere all’analisi della stessa e descrivere il contenuto.

    La grande novità sta nel fatto che la descrizione dell’immagine viene contestualizzata, viene quindi riempita di significato. E questo avviene anche senza dare alcuna specifica, basta semplicemente chiedere “Cosa vedi in questa immagine”?

    Altra grande novità è che ChatGPT 4o è capace di analizzare l’immagine, riuscendo a cogliere anche il testo contenuto nell’immagine.

    Capacità di “leggere” le immagini

    Ad esempio, si può chiedere di analizzare lo screenshot di una porzione di codice da decifrare e correggere. Oppure si può chiedere di analizzare lo screenshot di un documento e analizzarlo. Per poi riscriverlo nella maniera corretta.,

    ChatGPT-4o supporta diverse lingue con una precisione che non si era mai vista prima. Le ottimizzazioni includono miglioramenti specifici per la gestione del contesto in varie lingue, rendendolo uno strumento veramente globale.

    Interazioni in più lingue

    Ora, interagire in lingue diverse è più naturale e coerente.

    Certo, le migliorie sono molto più evidenti in lingua inglese, ma i miglioramenti sono evidenti anche in lingua italiana.

    OpenAI afferma che le prestazioni di GPT sono migliorate per 50 lingue.

    Una delle innovazioni più importanti di ChatGPT-4o è la capacità di mantenere il contesto su lunghe conversazioni.

    Questo significa che il modello può ricordare dettagli specifici e fornire risposte coerenti anche dopo molte interazioni, superando i limiti delle versioni precedenti.

    Per la voce bisogna attendere

    Al momento, la voce non fa parte dell’API di GPT-4o per tutti i clienti. OpenAI, citando il rischio di utilizzi impropri, afferma che le nuove funzionalità audio di GPT-4o saranno rese disponibili prima a “un piccolo gruppo di partner fidati” nelle prossime settimane.

    ChatGPT-4o rappresenta, quindi, una vera rivoluzione nel campo dell’intelligenza artificiale.

    Con prestazioni ottimizzate, tempi di risposta ridotti e una comprensione linguistica avanzata, questo modello promette di trasformare il modo in cui interagiamo con l’IA, rendendo queste interazioni più naturali, fluide, efficienti e soddisfacenti.

    ChatGPT 4o disponibile per tutti

    Chat GPT-4o è disponibile nella sezione gratuita di ChatGPT a partire da oggi e per gli abbonati ai piani premium ChatGPT Plus e Team di OpenAI con limiti di messaggi “5 volte più alti”.

    [Immagine di copertina generata con l’aiuto di ChatGPT-4o]

     

  • L’introduzione della IA generativa aumenta la produttività delle aziende

    L’introduzione della IA generativa aumenta la produttività delle aziende

    La ricerca di Deloitte rivela un’adozione crescente della Intelligenza Artificiale Generativa in Italia, con il 56% delle aziende che prevede un aumento della produttività.

    L’epoca che stiamo vivendo è caratterizzata da rapidi cambiamenti tecnologici. Una accelerazione che riguarda tutti. L’introduzione della Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) nel tessuto aziendale italiano segna un momento importante. Ed è questo il tema che ci apprestiamo ad affrontare.

    La recente ricerca di Deloitte, “State of Generative AI in the Enterprise: Now Decides Next“, ha evidenziato come, nei primi mesi del 2024, quasi la metà delle imprese italiane (47%) abbia notevolmente accelerato l’adozione di questa tecnologia, estendendone l’uso a tutte le funzioni aziendali e potenziando gli investimenti in infrastrutture tecnologiche.

    Questa crescente integrazione testimonia non solo una consapevolezza delle potenzialità offerte dalla IAG (Intelligenza Artificiale Generativa), ma anche una volontà di cambiamento che percorre trasversalmente vari settori industriali.

    IA generativa produttività aziende deloitte franz russo

    L’IA Generativa e l’aumento della produttività

    Lo studio, condotto su quasi 2.000 imprese appartenenti a sei settori diversi, rivela che un considerevole 56% delle organizzazioni prevede un incremento della produttività grazie alla Intelligenza Artificiale Generativa.

    Questo miglioramento non si limita solo all’efficienza dei processi, ma si estende anche al perfezionamento di prodotti e servizi offerti.

    Il 27% delle imprese intende utilizzare la IAG per migliorare la produttività e per ottenere una migliore efficienza in generale nei propri processi. Il 28% la applicherà per migliorare i propri prodotti e servizi. E solo il 18% delle aziende adotterà la IAG per ottimizzare i processi esistenti con l’obiettivo principale di ridurre i costi.

    Lorenzo Cerulli, GenAI Leader di Deloitte Central Mediterranean, sottolinea l’importanza strategica di questa tecnologia nel contesto di una prevista contrazione demografica in Italia: “Nel prossimo decennio, il nostro Paese si troverà a fronteggiare una carenza di forza lavoro. La GenAI rappresenta una risorsa innovativa capace di ottimizzare la produttività aziendale, sostenendo così l’Italia in questa sfida demografica.

    La IAG e l’acquisizione di talenti

    Dallo studio emerge anche che il 75% delle aziende interpellate prevede che nei prossimi due anni sarà necessario ripensare completamente le strategie di gestione e acquisizione dei talenti a causa dell’impatto della IA Generativa.

    Al contrario, il 37% delle imprese ammette di essere ancora poco preparato ad affrontare le sfide poste da queste innovazioni.

    Nonostante l’entusiasmo generale, una porzione significativa delle aziende (38%) non prevede cambiamenti sostanziali nel proprio organico nel prossimo anno. Dimostrando una cautela nell’approccio all’adozione della GenAI.

    I team di estendono per accogliere il cambiamento

    Ad ogni modo, il 39% si aspetta di espandere il proprio team, sfruttando le efficienze e le opportunità offerte dalla tecnologia.

    In conclusione, mentre il panorama aziendale italiano si avvicina sempre più a una piena integrazione della Intelligenza Artificiale Generativa, emerge un quadro di cauto ottimismo.

    Le aziende italiane sono chiamate a bilanciare l’innovazione con una gestione attenta dei rischi, preparandosi a un futuro in cui la tecnologia e l’essere umano dovranno trovare una nuova forma di equilibrio.

     

  • OpenAI si appresta a lanciare il suo motore di ricerca con la IA

    OpenAI si appresta a lanciare il suo motore di ricerca con la IA

    OpenAI si starebbe preparando a lanciare il suo motore di ricerca il 13 maggio. La nuova tecnologia, supportata da Microsoft, punta a sfidare direttamente il predominio di Google.

    L’annuncio era nell’aria, si parlava ancora di qualche settimana. Ma pare, secondo quanto riportato da Reuters, che OpenAI potrebbe anticipare il suo annuncio al 13 maggio 2024.

    E di quale annuncio si tratta?

    Semplice. OpenAI sta per lanciare il suo motore di ricerca che potrebbe presto diventare un reale competitor di Google.

    L’annuncio ormai è imminente

    Un annuncio che potrebbe rivoluzionare il concetto di motore di ricerca per come lo abbiamo sempre inteso, fino ad oggi. E, altro elemento che va posto in rilevanza, il lancio di un motore di ricerca da parte di OpenAI rappresenta il primo vero tentativo di mettere in difficoltà Google. Dopo 25 anni di dominio, pressoché, assoluto.

    Questo lancio coinvolge Microsoft che in OpenAI ha investito più di 10 miliardi di dollari.

    OpenAI si appresta a lanciare il suo motore di ricerca con la IA

    Infatti l’associazione guidata da Sam Altman sfrutterà la tecnologia di Microsoft Bing per alimentare il suo motore di ricerca. A questa verrà integrata l’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza di ricerca degli utenti​.

    OpenAI punta a migliorare l’esperienza di ricerca

    Il vero obiettivo di OpenAI con questo prodotto, dunque, è migliorare il modo in cui gli utenti scoprono e interagiscono con le informazioni su Internet.

    Questo non solo offrirà un’alternativa a Google, ma punta a ridefinire l’esperienza di ricerca rendendola più intuitiva e contestualizzata. Tutto questi, grazie all’integrazione con le capacità conversazionali e di comprensione del linguaggio di ChatGPT.​

    Le ripercussioni sugli utenti e le conseguenze sul mercato search saranno evidenti e rilevanti.

    Attualmente, Google è ancora leader del mercato search a livello globale. Con una quota di mercato predominante che ovunque supera l’80% di utilizzo.

    Nonostante il successo e la crescita rapida di ChatGPT, OpenAI con il suo motore di ricerca ha davanti a sè una sfida enorme per cercare di scalfire, o eventualmente superare, il ruolo predominante di Google.

    Una grande sfida per OpenAI

    In aggiunta a tutto questo, se poi OpenAI sarà in grado integrare efficacemente questo motore di ricerca con altre tecnologie e su piattaforme, allora potrebbe non solo influenzare il mercato search ma addirittura l’intero ecosistema dell’informazione digitale.

    Quello che ha colpito molti è che se davvero il nuovo motore di ricerca sarà annunciato il 13 maggio, allora OpenAI unta ad attirare l’attenzione sottraendola proprio a Google.

    Infatti il 14 maggio prende il via la conferenza annuale I/O di Google, occasione per il colosso di Mountain View di lanciare nuovi prodotti integrati proprio con l’intelligenza artificiale.

    Google ora deve provare a difendersi

    Come dicevamo prima, per la prima volta Google deve difendersi dall’avanzare di nuovi soggetti che potrebbero offuscare la sua presenza. E non c’è solo OpenAI.

    Sullo sfondo si sta concretizzando anche Perplexity, start-up da 1 miliardo di dollari fondata da un ex ricercatore di OpenAI. Il suo prodotto di ricerca basato sull’intelligenza artificiale ha attirato 10 milioni di utenti attivi mensili a gennaio.

    Insomma, per la prima volta nella sua storia Google si trova in difficoltà e costretta a rincorrere. In questi 25 anni è sempre accaduto il contrario.

    Il motore di ricerca per antonomasia viene messo in difficoltà dalla intelligenza artificiale. Fenomeno che Google avrebbe dovuto gestire meglio. Da tempo.

    Se non dovesse essere annunciato il 13 maggio, il nuovo motore di ricerca di OpenAI manterrà la sua valenza rivoluzionaria anche nei prossimi giorni. Non cambierebbe nulla. E Google, nonostante tutto sarebbe in difficoltà.

    Staremo a vedere.

  • Ecco il primo video musicale realizzato con la IA, SORA

    Ecco il primo video musicale realizzato con la IA, SORA

    Ecco il primo video musicale realizzato interamente con l’intelligenza artificiale, SORA di OpenAI. Si tratta del video del brano “The Hardest Part” di Washed Out

    Questo video musicale è stato interamente girato utilizzando l’intelligenza artificiale, in particolare SORA, un’IA sviluppata da OpenAI per la creazione di video da testo.

    Il video, della durata di 4 minuti, accompagna il brano “The Hardest Part” di Washed Out, pseudonimo di Ernest Weatherly Greenem, e anticipa il nuovo album in uscita il 28 giugno.

    Le immagini, realizzate interamente con l’IA, raccontano la storia di una coppia che si incontra in una scuola negli anni ’80, si sposa e ha un figlio.

    Una svolta nel mondo dei video

    Questo video rappresenta una svolta nella realizzazione di video con l’IA, poiché non richiede l’utilizzo di attori o ambientazioni particolari, riducendo così significativamente i costi di produzione.

    Il regista del video è Paul Trillo, uno dei video creator che hanno avuto accesso esclusivo a Sora.

    primo video musicale IA SORA franz russo

    Come è nato il primo video musicale con la IA

    Utilizzando questa tecnologia, Trillo ha potuto esplorare vari scenari relativamente alla vita della coppia in più luoghi. In questo modo ha potuto creare situazione diverse, tutte realizzate via testo.

    Il video è stato realizzato e completato in circa un mese e mezzo. Quello che si vede è il frutto del montaggio di 55 clip del video scelti tra le circa 700 opzioni che ha generato Sora.

    Per generare clip video utili e usabili, Greene aveva bisogno di scrivere istruzioni con dettagli sufficientemente specifici non solo sull’immagine stessa, ma anche sugli angoli di ripresa e sui movimenti dei personaggi.

    Cosa è SORA e a cosa serve

    SORA, acronimo di Speech-Optimized Rendering of Animation, è una tecnologia avanzata sviluppata da OpenAI che si propone di rivoluzionare il modo in cui i video vengono creati a partire da testo.

    L’obiettivo principale di SORA è di trasformare direttamente il testo in animazioni video parlate, ottimizzando il processo per renderlo il più naturale e realistico possibile.

    Questo viene realizzato attraverso una combinazione di tecniche di intelligenza artificiale avanzate, incluse:

    1. Comprensione del testo: il sistema deve innanzitutto comprendere il testo inserito, interpretando il suo significato, il contesto e le intenzioni dietro le parole.
    2. Generazione di script visivi: successivamente, SORA può convertire il testo in uno storyboard o in un script visivo, determinando come gli elementi visivi debbano essere organizzati e animati.
    3. Sintesi vocale e animazione dei personaggi: parallelamente alla creazione visiva, il sistema utilizza tecniche di sintesi vocale per generare il parlato che accompagna le immagini, sincronizzando il movimento delle labbra dei personaggi animati con l’audio.
    4. Rendering finale: alla fine, il tutto viene reso in un video completo, con passaggi fluidi, espressioni facciali realistiche e movimenti che sembrano molto naturali.

    È evidente che l’impiego di questa tecnologia apre a nuove possibilità e opportunità. Tuttavia, ci sono anche rischi significativi che questa tecnologia può comportare. Un esempio lampante è il deepfake.

    In ogni caso, ci troviamo di fronte a una nuova frontiera che va esplorata con grande attenzione.

    Cosa ne pensate?

     

     

  • Microsoft e investimenti IA: 1,7 miliardi di dollari in Indonesia

    Microsoft e investimenti IA: 1,7 miliardi di dollari in Indonesia

    Microsoft annuncia un investimento di 1,7 miliardi di dollari in Indonesia sull’intelligenza artificiale e il cloud. L’azienda si impegna a formare 2,5 milioni di persone per stimolare la crescita economica dell’area.

    Microsoft continua la sua operazione di investimenti sull’Intelligenza Artificiale, e sul cloud computing. Adesso è la volta dell’Indonesia. L’annuncio è che l’azienda guidata da Satya Nadella realizzi un piano di investimenti su IA e cloud da 1,7 miliardi di dollari per la durata di 4 anni.

    Si tratta di un investimento importante per il colosso di Redmond che va a coinvolgere il paese che rappresenta l’economia più grande del sud-est asiatico.

    Microsoft investe anche nella formazione

    L’azienda si impegna, inoltre, a contribuire alla formazione di 2,5 milioni di persone nel sud-est asiatico con competenze specifiche sull’intelligenza artificiale, di cui 840.000 in Indonesia.

    investimenti microsoft IA indonesia satya nadella franz russo

    Un tempo snobbata, questa area dell’Asia comincia ad essere sempre più interessante e appetibile. Fino a non molto tempo fa la maggior parte degli investimenti tech da parte di grandi aziende riguardavano spesso la Cina o l’India. I due paesi del continente più avanzati da questo punto di vista.

    Ma ora qualcosa è cambiato. E Microsoft è pronta a cogliere l’opportunità.

    Cambia il contesto e cambiano gli investimenti

    Il contesto geopolitico dell’area sta cambiando e, di conseguenza, cambiano le aree su cui le aziende concentrano i propri investimenti.

    Prima di Nadella, anche Jensen Huang di Nvidia e Tim Cook di Apple avevano fatto visita nella regione. Obiettivo comune è quello di inseguire una popolazione giovane ed esperta di tecnologia, nel momento in cui la crescita cinese diminuisce.

    L’impatto della IA sulla crescita

    La rivoluzione dell’IA sarà la prossima grande svolta nella curva di crescita del PIL”, ha detto Nadella di fronte a centinaia di partecipanti ad un evento aziendale a Giakarta. Erano presenti quindi sviluppatori di software, ministri e amministratori delegati.

    Ciò avrà un impatto reale anche in Indonesia, dove avremo nella regione una crescita extra del 10%-12%“.

    Da un po’ di tempo, a seguito del grande investimento fatto da Microsoft su OpenAi, l’opera di Nadella è quella di andare in giro nelle aree geografiche più idonee per gli investimenti sulla AI. Sta attraversando zone sempre più diverse.

    I viaggi e la strategia di Nadella

    Durante i suoi viaggi continua a spingere i governi e le imprese a investire in tecnologia e nella formazione delle persone. Il suo nuovo mantra è quello di parlare del grande potenziale dell’intelligenza artificiale per rimodellare intere economie.

    I suoi viaggi lo porteranno anche a Bangkok (Tailandia) e Kuala Lumpur (Malesia) entro la fine di questa settimana.

    Satya Nadella - CEO Microsoft
    Satya Nadella – CEO Microsoft

    In questo modo, Microsoft si sta ponendo un passo avanti rispetto ai suoi competitor, come Amazon o Google o Meta.

    La scommessa sulle tecnologie di intelligenza artificiale generativa è servita a Microsoft per riprendere il comando e considerare l’Asia come un mercato importante ma anche come un nuovo  bacino di talenti.

    Infrastrutture e formazione sulla IA

    Come sappiamo, Microsoft ha investito 13 miliardi di dollari in OpenAI per creare una serie di assistenti di IA e altre funzionalità. La strategia è proseguita nell’integrazione della IA nei prodotti che vanno da Windows e Office al motore di ricerca Bing, e in molti dei quali comportano costi aggiuntivi per l’utilizzo da parte dei clienti.

    L’azienda sta investendo molto per espandere la propria rete globale di data center per soddisfare la crescente domanda di servizi di intelligenza artificiale, con spese in conto capitale che hanno raggiunto i 14 miliardi di dollari nel trimestre di marzo.

    In parole povere, Microsoft, attraverso l’opera del suo CEO, sta dimostrando che l’IA può essere un grande volano di crescita economica. Ma servono investimenti per supportare la costruzione di un sistema che possa agganciare questa crescita.

    Altro elemento fondamentale è la formazione delle persone.

    Servono nuove competenze per sviluppare questo scenario di crescita. L’attività di investimenti nelle infrastrutture segue di pari passo quella degli investimenti sulla formazione delle persone.

    Solo così si può agganciare la crescita attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie che possano produrre effetti positivi.

     

  • L’emergere del ruolo del responsabile IA nelle aziende

    L’emergere del ruolo del responsabile IA nelle aziende

    Si chiama Chief Artificial Intelligence Officer (CAIO), responsabile della Intelligenza Artificiale. Guida all’utilizzo della IA nelle aziende, contribuendo a costruire strategie adeguate e a creare una cultura aziendale più accogliente da questo punto di vista.

    Il contesto attuale ci disegna un panorama di piena trasformazione digitale, in cui irrompe in maniera evidente il fenomeno della Intelligenza Artificiale.

    Dopo l’approdo di ChatGPT di OpenAI, a dicembre 2022, di IA si parlato in maniera sempre più crescente. E non solo, quindi di IA generativa. Ma di IA come nuovo asset di trasformazione digitale per le aziende. Come grande opportunità da cogliere. Considerando, anche, i rischi.

    Di fronte a questo fenomeno dilagante serve comunque approcciare alla IA con consapevolezza. Sapendo che le opportunità si possono cogliere quando si approccia al fenomeno con desiderio di conoscenza e approfondimento.

    Ed è in questo solco che le aziende cominciano a considerare all’interno dei propri organigrammi le figure di responsabili della IA. Stiamo parlando dei Chief Artificial Intelligence Officer (CAIO). Una figura che si sta facendo sempre più spazio all’interno delle aziende.

    Proprio qualche giorno fa, LinkedIn ha fatto sapere che il numero di aziende con una posizione come capo della IA è quasi triplicato a livello globale, negli ultimi cinque anni.

    responsabile intelligenza artificiale CAIO franzrusso

    Come racconta il Financial Times, la figura ha subito una notevole attenzione dopo che la Casa Bianca, negli Usa, ha annunciato che le agenzie federali dovevano designare i responsabili dell’intelligenza artificiale “per garantire responsabilità, leadership e supervisione” della tecnologia.

    La figura del Responsabile della Intelligenza Artificiale  – CAIO

    Ma di cosa si occupa il responsabile della IA?

    Il Chief Artificial Intelligence Officer è responsabile della strategia e dell’implementazione dell’intelligenza artificiale all’interno dell’azienda.

    Si tratta di una figura strategica che non solo supervisiona lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie AI, ma è anche: incaricato di identificare nuove opportunità di business; migliorare l’efficienza operativa; gestire i rischi etici e di sicurezza associati all’IA.

    David Mathison, fondatore del primo “Summit del Chief AI Officer”, sottolinea che i candidati ideali necessitano di una “profonda comprensione della tecnologia IA, apprendimento automatico, scienza dei dati e analisi“, oltre a competenze in gestione del cambiamento e questioni legali.

    Il ruolo di CAIO si colloca al centro di una “battaglia dura per la specializzazione in IA”, come affermato da Fawad Bajwa di Russell Reynolds Associates.

    Questa posizione attira professionisti con una solida formazione in computer science e amministrazione aziendale, che combinano conoscenze tecniche con capacità di leadership e visione strategica.

    Lan Guan, CAIO di Accenture, afferma che il suo lavoro è “multidisciplinare e richiede una combinazione di solide conoscenze tecniche e acute conoscenze aziendali in campi [tanto diversi] come l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, l’informatica, la statistica, l’analisi dei dati, l’etica, la conformità normativa, e competenze specifiche del settore“.

    Secondo la Guan, la tecnologia rappresenta “probabilmente solo il 35-40%” del lavoro: è a capo del Center for Advanced AI di Accenture, che sviluppa prodotti per i propri clienti. “Avere un background strategico e la capacità di gestire l’incertezza, [così come] di affrontare i potenziali compromessi è estremamente importante.”

    L’introduzione di una figura come il Responsabile per la IA in azienda diventa importante anche da un punto di vista della cultura aziendale. È un ruolo cruciale nell’evangelizzazione dell’IA, lavorando per allontanare le paure e aumentare l’accoglienza di queste tecnologie tra i collaboratori.

    Secondo Gartner, la responsabilità per l’intelligenza artificiale – allo stato attuale – spetta ancora in gran parte al Chief Technology Officer (CTO) e al Chief Information Officer (CIO), che, rispettivamente, portano avanti le iniziative legate alla IA nel 23% delle organizzazioni.

    Foundry rileva che solo il 21% delle aziende ha in programma di creare una posizione CAIO, sebbene tale sentimento sia più elevato tra gli intervistati nel settore sanitario (35%) e dell’istruzione (33%).

    Il responsabile della IA in azienda gestisce iniziative come workshop e presentazioni, amplificando i benefici dell’IA e facilitando un cambio culturale che vede l’IA non solo come uno strumento di lavoro ma come un potenziatore della creatività e dell’innovazione aziendale.

    Si tratta di un ruolo che avrà sempre più spazio all’interno delle aziende, diventando un vero punto di riferimento.

    Come in tutte le grandi novità, al momento, c’è chi reputa questo passaggio ancora non necessario. E c’è chi lo ritiene, invece, non più rinviabile.

    Bisognerà trovare una via di equilibrio e, lo vedremo, molte aziende seguiranno questa. Con l’introduzione di una figura che farà da riferimento per cercare di interpretare al meglio questa innovazione. Provando a dare concretezza alle tante opportunità che si presenteranno e cercando di mitigare e limitare i rischi che si riveleranno.

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