Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Il passaggio a X.com è effettuato, addio a Twitter

    Il passaggio a X.com è effettuato, addio a Twitter

    Elon Musk completa la transizione di Twitter a X, ora su X.com. Si realizza così la sua visione originaria di X.com, con l’obiettivo di renderla una piattaforma in stile WeChat. È l’addio definitivo a Twitter.

    Dopo 10 mesi dal giorno in cui iniziò la fase di rebranding da Twitter a X, oggi la piattaforma di Elon Musk completa la transizione. Da oggi, infatti, il nome Twitter non verrà più visualizzato in alcun URL ancora rimanente.

    Tutti gli URL da Twitter.com adesso sono stati indirizzati a X.com. Si chiude definitivamente la storia di Twitter.

    Sebbene la fine di Twitter fosse già segnata dall’acquisizione di fine ottobre 2022, oggi viene definitivamente sancita con la scomparsa del nome “Twitter” dalla piattaforma.

    Il passaggio a X.com è effettuato, addio a Twitter

    Si compie il disegno di Musk con X.com

    Si compie il grande disegno X.com che Musk avrebbe voluto portare avanti prima che nascesse PayPal.

    X.com nasce nel 1999 come una società di servizi finanziari online e di pagamenti via email. L’obiettivo di Musk era quello di creare una piattaforma bancaria completa su internet. Già allora, Musk aveva una visione chiara: dare vita a un progetto legato a servizi finanziari, simile a quello che è oggi la piattaforma cinese WeChat.

    Dopo la fusione di X.com e Confinity, che in seguito divenne PayPal, Musk continuò a credere nel marchio X.com, anche se la società fu rinominata PayPal nel 2001.

    PayPal è stato acquisito da eBay nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari in azioni.

    https://x.com/X/status/1791399086182031741

    Elon Musk e la sua idea di X.com

    La storia ci dice che allora Musk venne estromesso come CEO di X.com nel 2000, ma il concetto di X.com ha continuato a ricoprire una parte significativa della sua visione.

    Nel 2017, Musk ha riacquistato il dominio X.com da PayPal, citando il grande “valore sentimentale”. La mossa di acquistare il dominio dimostrava che Musk aveva un legame particolare con X.com, non solo aziendale, ma anche personale.

    A dimostrazione di questo attaccamento, quando si è posta la possibilità di cambiare nome a Twitter, Musk non ha esitato a imporre X. Perché quel disegno di allora doveva concretizzarsi. E Twitter è servito anche a questo.

    https://x.com/elonmusk/status/1791351500217754008

    Il redirect e qualche problema SEO

    Con il reindirizzamento temporaneo (302) degli URL su X.com si compie l’operazione di trasferimento. Anche se alcuni esperti SEO segnalano che si tratta di un passaggio ancora temporaneo, il successivo passaggio a un reindirizzamento permanente (301) potrebbe causare problemi nel posizionamento dei link. Google potrebbe infatti interrompere la visualizzazione di alcuni link, con un impatto negativo sul traffico verso X.

    Accedendo oggi su X, avrete notato questo banner che trovate qui in basso.

    passaggio da Twitter a X.com franz russo

    Si ricorda infatti che il passaggio a X.com non cambia nulla rispetto alla privacy e alla protezione dei dati che restano immutate.

    Non c’è molto altro da aggiungere. Si chiude definitivamente la storia di Twitter.

    Addio definitivo a Twitter

    X.com continuerà ancora a vivere di rendita, come si dice. Resta ancora un luogo dove gli utenti condividono notizie e informazioni. Ma quella attuale non è minimamente paragonabile alla versione con tanti problemi di Twitter.

    La percezione è che l’algoritmo è attualmente in linea con le idee del suo proprietario che si nasconde dietro il principio della libertà di parola. Ma che in effetti così non è.

    L’algoritmo tende a polarizzare e a evidenziare informazioni e notizie che spesso valicano i già deboli controlli sulla sicurezza dei contenuti. Con il risultato che la piattaforma veicola contenuti legati a disinformazione e malinformazione con estrema facilità.

    Demandare questo ruolo di controllo non è di fatto garanzia di efficacia e imparzialità. E questo è un dato di fatto.

    Ma l’idea di Musk è un’altra. È sempre quella di fare di X.com una sorta di WeChat. E lo farà.

     

  • Grok debutta in UE su X, ecco cosa c’è da aspettarsi

    Grok debutta in UE su X, ecco cosa c’è da aspettarsi

    Grok, l’IA di xAI, è ora disponibile in UE su X, solo per gli utenti Premium. L’IA di Elon Musk fornisce risposte in tempo reale basate su tweet (post) condivisi sulla piattaforma, ma la sua affidabilità è limitata.

    Dopo lo sbarco in Uk, Grok fa il suo debutto anche in UE. Da oggi è disponibile anche in Italia, e negli altri 26 paesi che compongono l’Unione Europea, solo per gli abbonati Premium su X.

    Grok è l’intelligenza artificiale di xAI, la società di IA lanciata da Elon Musk a luglio dello scorso anno.

    Grok e il suo sbarco in UE, senza stories

    Da quel poco che si sa, non ci sono grandi limiti di utilizzo, non è stato diramato alcun comunicato che spieghi nel dettaglio. Ma dai post condivisi su X, si sa che Grok può essere usato dagli utenti UE senza particolari restrizioni. Quello che manca in realtà sono le “Grok stories”. Vale a dire i riassunti delle notizie da parte di Grok.

    Pare che questa funzionalità verrà estesa in UE solo dopo le imminenti elezioni europee. E questo perché, evidentemente, la capacità di elaborazione dei contenuti da parte di Grok non appare molto affidabile al momento.

    E perché questo?

    grok sbarca in ue franz russo

    Grok si alimenta con in contenuti di X

    Semplicemente perché, a differenza di altri modelli di IA Generativa, Grok non reperisce dati e informazioni dall’esterno. Infatti, l’IA di Elon Musk risponde alle varie richieste sulla base di ciò che elabora da X. Si alimenta dei contenuti condivisi sulla piattaforma di Elon Musk.

    E questo rappresenta un grande limite e un grande rischio, in termini di affidabilità e sicurezza delle informazioni.

    Esempio di affidabilità discutibile

    Vi porto un esempio concreto. Nel tentativo di testare le sue potenzialità, ho chiesto a Grok di spiegarmi meglio cosa potesse fare, e cosa no, l’utente UE. La risposta è stata molto generica, con un tono smaccatamente “amichevole”. Ma i link che mi ha fornito per approfondire erano dei link a tweet (post).

    Link a tweet di account, verificati, con appena 60 follower, che presentano una timeline di contenuti condivisi da far venire i brividi, per volgarità e inaffidabilità.

    Se questi sono i riferimenti di Grok allora c’è da stare davvero molto attenti.

    Grok è diverso dagli altri modelli

    Grok fa quindi quello che non fa, ad esempio, ChatGPT di OpenAI. Ha la possibilità, questa si che sarebbe una grande forza, di rispondere fornendo informazioni in temo reale.

    Certo, effettua ricerca attraverso link, ma va più a fondo fornendo informazioni sempre fresche. Solo che queste informazioni non sono il massimo dell’affidabilità in gran parte dei casi.

    Altra cosa che Grok fa, e che ChatGPT non farebbe mai, è usare un modo di rispondere apparentemente scanzonato, ma che spesso lo porta ad usare espressioni non proprio auliche.

    Grok e il suo tono “divertente”

    Grok infatti al momento offre due modalità di conversazione: standard, con un tono più professionale e informativo; divertente (predefinita), con un tono decisamente più ironico.

    La versione attuale è Grok 1.5, rilasciato a marzo di quest’anno.

    Il modello presenta grandi passi in avanti nelle capacità di ragionamento e di risoluzione dei problemi, rispetto al suo predecessore Grok-1.

    Ecco Grok 1.5, la versione attuale

    Grok 1.5 ha ottenuto risultati molto buoni nei benchmark progettati per testare queste sue capacità. Tra cui la matematica (benchmark MATH) e la generazione di codice (benchmark HumanEval).

    Capace di interpretare bene il contesto della richiesta (prompt), Grok può elaborare informazioni da documenti fino a 16 volte più lunghi rispetto alle versioni precedenti.

    Questo è, appunto, dovuto alla sua capacità di contesto estesa di 128.000 token. Il che gli consente di comprendere meglio istruzioni complesse e mantenere il rispetto delle istruzioni anche con un ampio inserimento di dati.

    Grok-1.5 è costruito su un framework di formazione personalizzato basato su JAX, Rust e Kubernetes.

    Grok, IA Generativa di solo testo

    A differenza di altri modelli, Grok è un modello IA generativo di solo testo. Non è in grado di comprendere il contenuto di immagini, audio o video, ad esempio. Anche se xAI ha affermato che l’intenzione è quella di migliorare il modello guardando a queste modalità.

    Ecco questo era un quadro su Grok, senza scendere in dettagli tecnici e tantomeno polemici.

    Si tratta di un modello molto particolare di IAG, questo possiamo dirlo. Non è come tutti gli altri.

    È in fase di sviluppo e al momento non si presta a tanti utilizzi. Questo per via di questo tono volutamente colloquiale che rischia, in alcuni casi, di frenare la conversazione.

    Vedremo come si svilupperà e come cambierà dopo le elezioni europee.

    Intanto se lo state usando, fatemi sapere quali sono le vostre impressioni. Qui tra i commenti oppure anche attraverso i canali sui social media.

  • Google I/O 2024, la sfida di Google a ChatGPT e al Web

    Google I/O 2024, la sfida di Google a ChatGPT e al Web

    Google I/O 2024 introduce Gemini nel suo ampio ecosistema. Si apre la sfida a ChatGPT di OpenAI. Le novità presentate puntano a trasformare la ricerca, le foto e la produttività con AI avanzata. Si ridisegna il web che va quindi ripensato.

    Non era facile catturare l’attenzione dopo il grande annuncio di OpenAI del giorno prima. Del resto, Sam Altman e tutta l’azienda ha anticipato l’annuncio proprio per cercare di rubare la ribalta a Google con il suo grande evento annuale Google I/O 2024.

    E possiamo dire che OpenAI è in parte riuscita nel suo intento.

    E cioè che alla fine alcune cose annunciate da Google suonavano meno esaltanti. Sarà che ormai ci stiamo abituando ad annunci di questo genere, sempre orientati sull’Intelligenza Artificiale.

    Guardiamo insieme gli annunci più importanti.

    google i_o 2024 IA gemini franz russo

    Gemini, l’IA dell’ecosistema Google

    Al centro dell’ecosistema IA di Google c’è Gemini.

    Gemini rappresenta la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale per Google. Sundar Pichai, CEO di Google, ha introdotto Gemini come un modello multimodale, capace di comprendere e generare testo, immagini e audio, codice.

    Questa capacità consente a Gemini di eseguire una vasta gamma di compiti, dall’elaborazione del linguaggio naturale alla riconoscimento delle immagini, migliorando l’interazione utente-tecnologia in modo significativo.

    Una delle caratteristiche particolari di Gemini è la sua capacità di operare con un contesto esteso fino a 1 milione di token, con piani per espandere a 2 milioni di token. Questo significa che Gemini può gestire informazioni più complesse e articolate, fornendo risposte più precise e contestuali.

    Ad esempio, in Google Search, Gemini può offrire risultati di ricerca più pertinenti e completi, migliorando l’esperienza di ricerca degli utenti.

    E a proposito di ricerca, sappiamo bene che Google è ormai sinonimo di ricerca online, il motore di ricerca per antonomasia. Anche Google quindi si appresta a fare quello che già Bing di Microsoft fa con Copilot (ChatGPT integrato al motore di ricerca). E quindi, anche Gemini sarà integrato all’interno di Google

    Il video qui in alto mostra benissimo come funzionerà.

    Al momento, questa novità arriverà inizialmente negli Usa per poi propagarsi in altri paesi. Google non ha illustrato una tempistica a riguardo.

    La sfida di Google e l’impatto della IA sul web

    Ma c’è una breve considerazione, veloce, da fare.

    Sono sempre convinto dell’idea che lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generativa sia uno strumento dal potenziale enorme. Proprio perché si tratta di uno strumento che può fare davvero la differenza per ciò che riguarda la creatività e il supporto alla generazione di contenuti.

    Però c’è una considerazione da fare. La continua integrazione IA+ricerca online finirà per ridisegnare la ricerca stessa. I motori di ricerca non saranno più gli stessi, ma saranno un enorme portale di chat con la IA per la ricerca di informazioni online.

    Di conseguenza, se questo si dovesse avverare, verrà ridisegnato il web, quindi indicizzazione e posizionamento dei contenuti.

    Banalmente, dalla progressiva introduzione di questi modelli IA all’interno dei motori di ricerca, ad essere penalizzati saranno i creatori di contenuti. Quindi siti di informazione, blog, siti di notizie. Perché l’utente si interfaccerà ponendo una richiesta (prompt) che sempre meno sarà approfondita attraverso un link.

    Questa è solo una mia ipotesi che potrebbe portare ad una riduzione di Internet per come l’abbiamo sempre conosciuta e usata. Per dare vita ad una IA sempre più intelligente, capace di sostituire anche la ricerca online.

    Di questo ne parleremo ancora.

    Gemini e Google Search

    Andiamo con le novità di Search.

    In pratica con Gemini il motore di ricerca, ad ogni richiesta, fornirà delle previ panoramiche.

    Queste panoramiche sono brevi riassunti generati dall’IA che forniscono una sintesi chiara e concisa delle informazioni chiave. Una modalità che potrebbe tornare utile per query complesse che richiedono una comprensione approfondita.

    Ad esempio, se un utente cerca informazioni su una malattia rara, l’IA generativa può fornire una panoramica delle cause, dei sintomi e dei trattamenti disponibili, il tutto in un unico blocco di testo.

    L’IA generativa migliora anche la capacità di Google di fornire risultati contestuali. Invece di presentare semplicemente un elenco di link, l’IA può comprendere l’intenzione dietro la query e fornire risposte che tengono conto del contesto.

    Questo significa che se un utente cerca “migliori ristoranti a Roma”, l’IA può offrire suggerimenti basati su recensioni, menù e la posizione attuale dell’utente.

    Integrazione Gemini e Google Foto

    Gemini è integrato in altri prodotti come Google Foto.

    In Google Foto, ad esempio, Gemini migliora la capacità di riconoscimento delle immagini, permettendo agli utenti di cercare foto basate su descrizioni complesse e contesti specifici.

    Google Foto è stato uno dei pionieri nell’uso dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare l’esperienza degli utenti nella gestione delle foto.

    “Chiedi a Foto”

    Con l’introduzione di “Chiedi a Foto” alimentato dal modello Gemini, Google sta portando questa esperienza a un livello decisamente nuovo. Questa funzionalità sperimentale permette agli utenti di trovare foto specifiche e recuperare informazioni dalla loro galleria in modo naturale e intuitivo.

    “Chiedi a Foto” utilizza il modello di intelligenza artificiale Gemini per rendere la ricerca più naturale e meno frustrante. Gli utenti possono porre domande complesse come “Mostrami la foto migliore tra quelle dei parchi nazionali che ho visitato” e ricevere immediatamente le immagini pertinenti, eliminando la necessità di scorrere manualmente.

    Questa funzionalità è particolarmente utile per ricordare momenti specifici o dettagli importanti che potrebbero essere difficili da ritrovare. Per esempio, chiedendo “Quali sono stati i temi usati per le feste di compleanno di Lena?”, l’IA analizzerà le decorazioni e gli oggetti nelle foto per fornire una risposta accurata.

    Le potenti funzionalità multimodali di Gemini permettono di comprendere il contesto e il soggetto delle foto. Quindi, oltre a identificare persone e luoghi, l’IA può estrarre dettagli dai testi presenti nelle immagini o identificare temi specifici, come decorazioni di feste.

    Come cambia Google Workplace con Gemini

    Gemini è anche in Google Workplace

    google i_o 2024 IA gemini franz russo

    Google Workspace continua a evolversi per migliorare la produttività e l’efficienza degli utenti. Con l’introduzione di nuove funzionalità basate su Gemini, Google offre strumenti ancora più potenti per semplificare le attività quotidiane. Questo articolo esplorerà dettagliatamente le nuove funzionalità di Gemini per Google Workspace, evidenziando come queste innovazioni possono aiutare utenti e aziende a ottenere il massimo dalle loro app Google.

    Gemini 1.5 Pro è ora integrato nel pannello laterale di Google Workspace, offrendo una finestra contestuale più estesa e capacità di ragionamento avanzate. Questo permette a Gemini di rispondere a una gamma più vasta di domande e di fornire risposte più dettagliate e approfondite.

    Gemini adesso può riassumere email e documenti. Ad esempio, gli utenti possono chiedere a Gemini di riassumere tutte le email provenienti da una specifica fonte, come una scuola o un’organizzazione, ottenendo immediatamente i dettagli più rilevanti.

    Utilizzando il pannello laterale di Gmail, gli utenti possono facilmente accedere a documenti su Google Drive, chiedere informazioni specifiche e inserire i risultati direttamente nelle email. Questa integrazione rende il flusso di lavoro più efficiente e organizzato.

    Gemini nel pannello laterale di Workspace è ora disponibile per gli utenti di Workspace Labs e Gemini per Workspace Alpha. Sarà presto disponibile su desktop per aziende e consumatori tramite i piani Gemini per Workspace e Google One AI Premium.

    Gemini e le traduzioni

    Gemini è utile per le traduzioni in continuo miglioramento.

    Recentemente, Google ha introdotto “Traduci per me” su Google Meet, con rilevamento automatico della lingua e sottotitoli tradotti in più di 60 lingue. Ora, questa funzionalità si espande a “Aiutami a scrivere” in Gmail e Documenti, con supporto iniziale per spagnolo e portoghese.

    Google continua ad aggiungere supporto per altre lingue, facilitando la connessione e la collaborazione tra persone di diverse nazionalità. Questa espansione linguistica permette agli utenti di scrivere e ricevere assistenza nelle loro lingue native, migliorando la comunicazione e la produttività.

    Gli utenti possono accedere a queste nuove funzionalità attraverso i componenti aggiuntivi di Gemini per Workspace per clienti aziendali e il piano Google One AI Premium per gli utenti. Per massimizzare l’uso di Gemini per Workspace, Google offre una serie di risorse e guide sul blog di Workspace.

    Android e Gemini, coppia perfetta

    Ma Gemini diventa uno strumento fondamentale anche per Android. Google, da questo punto di vista ha già fatto passi in avanti, ma adesso aumenta l’estensione.

    L’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) nel sistema operativo Android rappresenta un’evoluzione significativa nell’interazione quotidiana con gli smartphone. Le ultime innovazioni di Google AI offrono funzionalità avanzate che migliorano la produttività e la creatività, rendendo l’uso dello smartphone più intuitivo e potente.

    “Cerchia e cerca”

    “Cerchia e Cerca” è una funzione che consente agli utenti di selezionare qualsiasi cosa visualizzata sullo schermo del proprio smartphone per avviare una ricerca.

    Questo può essere fatto senza dover interrompere l’attività corrente o cambiare applicazione, rendendo il processo di ricerca fluido e continuo.

    Recentemente, questa funzionalità è stata potenziata per aiutare gli studenti con i compiti. Gli studenti possono cerchiare problemi di matematica o fisica e ricevere istruzioni dettagliate per risolverli. Questo è particolarmente utile per problemi complessi che coinvolgono formule, diagrammi e grafici. Utilizzando il modello LearnLM, ottimizzato per l’apprendimento, “Cerchia e Cerca” può affrontare una vasta gamma di problemi legati al mondo dell’istruzione.

    “Cerchia e Cerca” è attualmente disponibile su oltre 100 milioni di dispositivi, con l’obiettivo di raddoppiare questo numero entro la fine dell’anno.

    Questa funzionalità è stata estesa a vari dispositivi Samsung e Pixel, migliorando l’accessibilità e l’utilità per un numero sempre maggiore di utenti.

    Gemini è quindi un assistente AI generativo integrato in Android, progettato per migliorare la creatività e la produttività degli utenti. Questa esperienza AI è in grado di comprendere il contesto delle attività svolte sullo schermo e delle app in uso, offrendo suggerimenti e risposte pertinenti.

    Presto sarà possibile spostare l’overlay di Gemini sopra le app aperte per utilizzare l’AI in vari modi. Gli utenti potranno trascinare e rilasciare immagini generate da Gemini in app come Gmail e Google Messaggi, o chiedere informazioni su video di YouTube. Con un abbonamento a Gemini Advanced, sarà possibile chiedere informazioni su documenti PDF e ricevere risposte rapide senza dover scorrere molte pagine.

    Gemini continuerà a migliorarsi, offrendo suggerimenti dinamici basati sui contenuti mostrati sullo schermo. Questa evoluzione costante mira a rendere l’assistente IA sempre più utile e integrato nelle attività quotidiane degli utenti.

    Gemini Nano

    E poi c’è Gemini Nano.

    Android è il primo sistema operativo mobile a includere un modello di base integrato e on-device. Con Gemini Nano, gli utenti possono usufruire di esperienze AI avanzate mantenendo le loro informazioni completamente private. Gemini Nano è in grado di elaborare non solo input di testo, ma anche comprendere luoghi, suoni e linguaggio parlato.

    Una delle applicazioni principali di Gemini Nano sarà su Talkback, uno strumento progettato per aiutare le persone cieche o ipovedenti. Grazie alle funzionalità multimodali, Talkback potrà fornire descrizioni più chiare e dettagliate dei contenuti delle immagini, migliorando l’accessibilità e l’inclusione.

    Secondo un recente report, oltre mille miliardi di dollari sono stati persi a causa di frodi telefoniche in un periodo di 12 mesi. Per affrontare questo problema, Google sta testando una nuova funzionalità che utilizza Gemini Nano per fornire avvisi in tempo reale durante le chiamate telefoniche.

    Questa funzionalità rileva schemi di conversazione comunemente associati a frodi, come richieste urgenti di trasferimenti di fondi o informazioni personali. Gli utenti riceveranno avvisi se vengono rilevate richieste insolite da parte delle banche o altre istituzioni, proteggendoli da potenziali truffe.

    Come funziona Gemini 1.5 Pro

    Alcune veloci novità che riguardano Gemini 1.5 Pro.

    Con l’evoluzione continua dell’intelligenza artificiale, Google introduce Gemini 1.5 Pro, un modello avanzato progettato per migliorare l’efficienza e la produttività degli utenti. Questa versione offre una finestra contestuale estesa, nuove funzionalità di analisi dei dati, capacità multimodali e opzioni di personalizzazione. In questo articolo, esploreremo in dettaglio tutte le novità di Gemini 1.5 Pro e le sue potenzialità.

    Gemini 1.5 Pro introduce una finestra contestuale che può gestire fino a 1 milione di token, la più ampia mai offerta da un chatbot consumer.

    Questo permette di comprendere e analizzare documenti di grandi dimensioni, come PDF di 1500 pagine, e riassumere rapidamente centinaia di email. Presto sarà in grado di gestire anche contenuti video di un’ora e codici con oltre 30.000 righe.

    Gli utenti possono caricare file su Gemini Advanced tramite Google Drive o direttamente dal dispositivo. Questa funzionalità permette di ricevere risposte dettagliate su documenti complessi e di confrontare argomenti chiave di vari articoli di ricerca. Inoltre, Gemini sarà presto in grado di analizzare dati e creare visualizzazioni grafiche da fogli di lavoro caricati.

    Tutti i file e le conversazioni con Gemini sono privati e non vengono utilizzati per addestrare altri modelli di intelligenza artificiale di Google. Questo garantisce che le informazioni degli utenti rimangano confidenziali e protette.

    Gemini 1.5 Pro è nativamente multimodale, il che significa che può comprendere e rispondere a input che combinano testo, immagini e suoni. Ad esempio, gli utenti possono scattare una foto di un piatto e chiedere la ricetta, oppure fotografare un problema matematico per ricevere una spiegazione dettagliata.

    Questa capacità multimodale rende Gemini particolarmente utile in contesti educativi e creativi. Ad esempio, gli studenti possono utilizzare Gemini per risolvere problemi complessi, mentre i creativi possono chiedere suggerimenti per migliorare le loro opere basandosi su input visivi.

    Arriva Gemini Live

    Nei prossimi mesi, Google lancerà Gemini Live, un’esperienza conversazionale mobile che sfrutta la tecnologia vocale avanzata di Google. Con Gemini Live, gli utenti possono parlare direttamente a Gemini, che risponderà con voci naturali e personalizzabili.

    Gemini Live permette conversazioni più naturali, con la possibilità di parlare alla velocità desiderata o interrompere la risposta per chiedere chiarimenti. Questa funzionalità è ideale per prepararsi a colloqui di lavoro, discorsi importanti o per ottenere consigli su public speaking.

    In futuro, sarà possibile utilizzare la fotocamera su Gemini Live per avviare conversazioni basate su ciò che viene inquadrato, migliorando ulteriormente l’interazione contestuale e multimodale.

    Ecco, questo era il resoconto, sperando utile nei dettagli, di interesse rilevante. Perché tutte queste novità evidenziate interessano più o meno tutti.

    Ricordiamoci che Google è il motore di ricerca più usato e Android il sistema operativo mobile più adottato sui dispositivi mobili.

    Quindi parliamo di novità sul mondo di intendere l’IA di Google che riguarderà la grand parte delle persone.

    Questo era solo un rapido sguardo alle novità annunciate a Google I/O più interessanti per gli utenti.

    È il segno che da adesso in poi l’intelligenza artificiale sarà sempre più alla portata di tutti ed è sempre più vero che tutto questo deve essere gestito con consapevolezza e responsabilità.

  • Meta chiuderà Workplace nato per le aziende, focalizzandosi sulla IA

    Meta chiuderà Workplace nato per le aziende, focalizzandosi sulla IA

    Dopo quasi otto anni, Meta chiude Workplace entro il 2026 per focalizzarsi su AI e Metaverso. E alle aziende consiglia la migrazione a Workvivo di Zoom.

    Dopo quasi otto anni Meta (all’epoca so chiamava ancora Facebook) decide di chiudere Workplace. Lo strumento era nato specificatamente per le aziende.

    Workplace era stato concepito come un luogo dove le aziende potessero dare luogo a maggiori connessioni tra collaboratori e dipendenti. Ma ora c’è la realtà da tenere in considerazione.

    Come sappiamo, Meta ha ormai avviato una politica di snellimento dell’azienda. Una operazione che ha provocato tagli al numero dei dipendenti e tagli a diversi prodotti, tra cui anche Workplace.

    Workplace, motivi della chiusura e tempistiche

    Le fonti, raccolte da TechCrunch e da Axios, sostengono che la piattaforma funzionerà come normalmente fino a settembre 2025. Dopodiché resterà di sola lettura fino a maggio 2026. Fino alla completa disattivazione.

    Meta chiude workplace investe in IA franz russo

    I clienti di Workplace, tra cui figurano aziende come Starbucks e Danone, sono state invitate da Meta a utilizzare Workvivo di proprietà di Zoom come alternativa adeguata per la migrazione.

    Workvivo, un’altra piattaforma di comunicazione aziendale, è stata acquisita da Zoom nel 2023.

    Da quelli che sono gli ultimi dati a disposizione, nel 2021 Workplace di Meta contava circa 7 milioni di utenti paganti. Al momento non si conosce il numero preciso di dipendenti che potrebbe essere interessato da questa chiusura.

    Meta abbandona Workplace per puntare sulla IA

    “Stiamo interrompendo Workplace da Meta in modo da poterci concentrare sulla creazione di tecnologie AI e Metaverso che crediamo rimodelleranno radicalmente il modo in cui lavoriamo”, ha affermato Meta in una dichiarazione inviata via e-mail.

    Ecco quindi spiegata la motivazione della chiusura.

    Meta punta ad investire sull’intelligenza artificiale anche per realizzare nuovi prodotti che seguiranno il cambiamento del modo di lavorare.

    Possiamo tranquillamente affermare che, per necessità e per riorganizzazione, Meta sta percorrendo una strategia di riduzione.

    Mentre prima lo scopo era essere ovunque e quindi presentare prodotti sempre più diversificati per essere in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza, adesso tutto cambia.

    La strategia è, adesso, quella di ridimensionare e ricondurre tutto – nel vero senso della parola – all’intelligenza artificiale.

    Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi.

     

  • ChatGPT 4o e l’evoluzione della IA Generativa

    ChatGPT 4o e l’evoluzione della IA Generativa

    ChatGPT-4o di OpenAI rivoluziona l’IA generativa con prestazioni ottimizzate, gestione simultanea di testo, voce e immagini e altri miglioramenti.

    Per chi non ha basi tecniche avanzate, ma si interessa di altri aspetti che riguardano l’Intelligenza Artificiale Generativa, allora si può ben affermare che siamo di fronte ad una evoluzione evidente. E che produrrà diversi effetti.

    OpenAI ha presentato la nuova evoluzione di ChatGPT 4. Nei giorni scorsi era girata la voce che si sarebbe trattato di un motore di ricerca. Possiamo dire che al momento il discorso è solo rimandato e che il salto in avanti comunque c’è stato.

    Ecco ChatGPT 4o

    ChatGPT-4o rappresenta per davvero una svolta nel mondo della Intelligenza Artificiale Generativa. Ma cosa rende questo modello così speciale rispetto ai GPT precedenti?

    ChatGPT-4o si basa sull’architettura del GPT-4, con ottimizzazioni che migliorano in maniera evidente le prestazioni.

    openai chatgpt 4o evoluzione IA generativa franz russo

    La “o” in ChatGPT-4o sta per “omni”, a dimostrare l’ampiezza e la versatilità delle sue capacità. Il modello gestisce contemporaneamente testo, video e immagini.

    Caratteristiche di ChatGPT 4o

    GPT-4o ragiona attraverso voce, testo e immagini“, ha detto Mira Murati durante la presentazione del nuovo modello in OpenAI a San Francisco. “E questo è incredibilmente importante, perché guardiamo al futuro dell’interazione tra noi e le macchine.

    Ecco, un passaggio che vale la pena di sottolineare.

    Con il nuovo modello si passa da una interazione macchina-uomo e si arriva ad una interazione macchina-uomo-macchina. Si aggiunge un ulteriore livello di interazione.

    Questo modello è progettato per essere più completo e universale, offrendo prestazioni superiori in termini di velocità, efficienza e coerenza delle risposte.

    Miglioramenti delle prestazioni

    Il volume di dati utilizzato per addestrare ChatGPT-4o è stato ampliato del 50% rispetto a GPT-4.

    Questo dataset include una vasta gamma di testi, dai documenti accademici ai dialoghi realistici, permettendo al modello di comprendere e rispondere con maggiore accuratezza alle richieste degli utenti.

    Grazie alle ottimizzazioni tecniche, ChatGPT-4o riduce i tempi di risposta fino al 30% rispetto a GPT-4. Ed è davvero così. Vi invito a provarlo, perché è importante sapere che il nuovo modello è disponibile per tutti. Quindi anche per gli utenti non abbonati

    Questo significa che le interazioni con l’IA sono ora più rapide e fluide, migliorando significativamente l’esperienza utente.

    openai chatgpt 4o evoluzione IA generativa franz russo

    Reattività in “tempo reale”

    Il modello offre una reattività “in tempo reale”, come afferma OpenAI, e può persino cogliere le sfumature della voce di un utente, generando in risposta voci in “una gamma di stili emotivi diversi” (incluso il canto).

    Per dare l’idea di cosa possa fare, ChatGPT 4o è capace di analizzare un’immagine, procedere all’analisi della stessa e descrivere il contenuto.

    La grande novità sta nel fatto che la descrizione dell’immagine viene contestualizzata, viene quindi riempita di significato. E questo avviene anche senza dare alcuna specifica, basta semplicemente chiedere “Cosa vedi in questa immagine”?

    Altra grande novità è che ChatGPT 4o è capace di analizzare l’immagine, riuscendo a cogliere anche il testo contenuto nell’immagine.

    Capacità di “leggere” le immagini

    Ad esempio, si può chiedere di analizzare lo screenshot di una porzione di codice da decifrare e correggere. Oppure si può chiedere di analizzare lo screenshot di un documento e analizzarlo. Per poi riscriverlo nella maniera corretta.,

    ChatGPT-4o supporta diverse lingue con una precisione che non si era mai vista prima. Le ottimizzazioni includono miglioramenti specifici per la gestione del contesto in varie lingue, rendendolo uno strumento veramente globale.

    Interazioni in più lingue

    Ora, interagire in lingue diverse è più naturale e coerente.

    Certo, le migliorie sono molto più evidenti in lingua inglese, ma i miglioramenti sono evidenti anche in lingua italiana.

    OpenAI afferma che le prestazioni di GPT sono migliorate per 50 lingue.

    Una delle innovazioni più importanti di ChatGPT-4o è la capacità di mantenere il contesto su lunghe conversazioni.

    Questo significa che il modello può ricordare dettagli specifici e fornire risposte coerenti anche dopo molte interazioni, superando i limiti delle versioni precedenti.

    Per la voce bisogna attendere

    Al momento, la voce non fa parte dell’API di GPT-4o per tutti i clienti. OpenAI, citando il rischio di utilizzi impropri, afferma che le nuove funzionalità audio di GPT-4o saranno rese disponibili prima a “un piccolo gruppo di partner fidati” nelle prossime settimane.

    ChatGPT-4o rappresenta, quindi, una vera rivoluzione nel campo dell’intelligenza artificiale.

    Con prestazioni ottimizzate, tempi di risposta ridotti e una comprensione linguistica avanzata, questo modello promette di trasformare il modo in cui interagiamo con l’IA, rendendo queste interazioni più naturali, fluide, efficienti e soddisfacenti.

    ChatGPT 4o disponibile per tutti

    Chat GPT-4o è disponibile nella sezione gratuita di ChatGPT a partire da oggi e per gli abbonati ai piani premium ChatGPT Plus e Team di OpenAI con limiti di messaggi “5 volte più alti”.

    [Immagine di copertina generata con l’aiuto di ChatGPT-4o]

     

  • OpenAI si appresta a lanciare il suo motore di ricerca con la IA

    OpenAI si appresta a lanciare il suo motore di ricerca con la IA

    OpenAI si starebbe preparando a lanciare il suo motore di ricerca il 13 maggio. La nuova tecnologia, supportata da Microsoft, punta a sfidare direttamente il predominio di Google.

    L’annuncio era nell’aria, si parlava ancora di qualche settimana. Ma pare, secondo quanto riportato da Reuters, che OpenAI potrebbe anticipare il suo annuncio al 13 maggio 2024.

    E di quale annuncio si tratta?

    Semplice. OpenAI sta per lanciare il suo motore di ricerca che potrebbe presto diventare un reale competitor di Google.

    L’annuncio ormai è imminente

    Un annuncio che potrebbe rivoluzionare il concetto di motore di ricerca per come lo abbiamo sempre inteso, fino ad oggi. E, altro elemento che va posto in rilevanza, il lancio di un motore di ricerca da parte di OpenAI rappresenta il primo vero tentativo di mettere in difficoltà Google. Dopo 25 anni di dominio, pressoché, assoluto.

    Questo lancio coinvolge Microsoft che in OpenAI ha investito più di 10 miliardi di dollari.

    OpenAI si appresta a lanciare il suo motore di ricerca con la IA

    Infatti l’associazione guidata da Sam Altman sfrutterà la tecnologia di Microsoft Bing per alimentare il suo motore di ricerca. A questa verrà integrata l’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza di ricerca degli utenti​.

    OpenAI punta a migliorare l’esperienza di ricerca

    Il vero obiettivo di OpenAI con questo prodotto, dunque, è migliorare il modo in cui gli utenti scoprono e interagiscono con le informazioni su Internet.

    Questo non solo offrirà un’alternativa a Google, ma punta a ridefinire l’esperienza di ricerca rendendola più intuitiva e contestualizzata. Tutto questi, grazie all’integrazione con le capacità conversazionali e di comprensione del linguaggio di ChatGPT.​

    Le ripercussioni sugli utenti e le conseguenze sul mercato search saranno evidenti e rilevanti.

    Attualmente, Google è ancora leader del mercato search a livello globale. Con una quota di mercato predominante che ovunque supera l’80% di utilizzo.

    Nonostante il successo e la crescita rapida di ChatGPT, OpenAI con il suo motore di ricerca ha davanti a sè una sfida enorme per cercare di scalfire, o eventualmente superare, il ruolo predominante di Google.

    Una grande sfida per OpenAI

    In aggiunta a tutto questo, se poi OpenAI sarà in grado integrare efficacemente questo motore di ricerca con altre tecnologie e su piattaforme, allora potrebbe non solo influenzare il mercato search ma addirittura l’intero ecosistema dell’informazione digitale.

    Quello che ha colpito molti è che se davvero il nuovo motore di ricerca sarà annunciato il 13 maggio, allora OpenAI unta ad attirare l’attenzione sottraendola proprio a Google.

    Infatti il 14 maggio prende il via la conferenza annuale I/O di Google, occasione per il colosso di Mountain View di lanciare nuovi prodotti integrati proprio con l’intelligenza artificiale.

    Google ora deve provare a difendersi

    Come dicevamo prima, per la prima volta Google deve difendersi dall’avanzare di nuovi soggetti che potrebbero offuscare la sua presenza. E non c’è solo OpenAI.

    Sullo sfondo si sta concretizzando anche Perplexity, start-up da 1 miliardo di dollari fondata da un ex ricercatore di OpenAI. Il suo prodotto di ricerca basato sull’intelligenza artificiale ha attirato 10 milioni di utenti attivi mensili a gennaio.

    Insomma, per la prima volta nella sua storia Google si trova in difficoltà e costretta a rincorrere. In questi 25 anni è sempre accaduto il contrario.

    Il motore di ricerca per antonomasia viene messo in difficoltà dalla intelligenza artificiale. Fenomeno che Google avrebbe dovuto gestire meglio. Da tempo.

    Se non dovesse essere annunciato il 13 maggio, il nuovo motore di ricerca di OpenAI manterrà la sua valenza rivoluzionaria anche nei prossimi giorni. Non cambierebbe nulla. E Google, nonostante tutto sarebbe in difficoltà.

    Staremo a vedere.

  • UE, indagine su Facebook e Instagram per la disinformazione russa

    UE, indagine su Facebook e Instagram per la disinformazione russa

    L’UE ha avviato un’indagine su Facebook e Instagram per il rischio di disinformazione russa in vista delle elezioni europee del 2024. L’indagine si concentra sulle politiche di Meta e anche sulla mancanza di sostituti per Crowd Tangle.

    L’attenzione verso la disinformazione in UE è sempre molto alta, soprattutto in questo periodo.

    Le piattaforme di Meta, Facebook e Instagram, sono finite sono indagine dall’UE. Il motivo di questa indagine è che a Bruxelles si teme che Meta non riesca a eliminare del tutto la disinformazione russa. Un pericolo questo che l’UE non vuole correre in vista delle prossime elezioni dell’8 e 9 giugno 2024.

    L’indagine prende di mira la cosiddetta campagna Doppelganger. Si tratta di un’operazione pro-Russia che tenta di replicare nella forma l’aspetto dei siti di informazione tradizionali. Ma, in realtà, è un modo per creare contenuti a favore delle politiche del presidente russo Vladimir Putin.

    Meta sotto indagine in relazione al DSA

    La Commissione Europea ha dichiarato in una nota che l’indagine, aperta nell’ambito del Digital Services Act, prenderà in esame le politiche e le pratiche che Meta prevede in relazione alla pubblicità ingannevole e ai contenuti politici sui suoi servizi.

    Le potenziali violazioni oggetto di indagine riguardano proprio l’approccio della società di Mark Zuckerberg nell’affrontare le campagne di disinformazione e il “comportamento coordinato non autentico” nell’UE.

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    Questo insieme alla mancanza di strumenti di terze parti efficaci per monitorare l’andamento delle elezioni. Particolare preoccupazione desta il fatto che Meta sta abbandonando Crowd Tangle senza prevedere un sostituto adeguato.


    Cos’è Crowd Tangle

    Crowd Tangle è uno strumento sviluppato da Meta utilizzato principalmente per tracciare le interazioni sui social media. È uno strumento molto utile per giornalisti, ricercatori e professionisti del marketing per analizzare le tendenze, il coinvolgimento e la portata dei contenuti sui social media.

    Di recente, Meta ha annunciato che intende chiudere Crowd Tangle. Questa decisione ha sollevato preoccupazioni tra giornalisti e ricercatori.

    La chiusura di Crowd Tangle potrebbe avere un serio impatto sulla capacità di analisi e monitoraggio delle dinamiche dei social media, specialmente per quanto riguarda la trasparenza e la diffusione delle informazioni.

    Al momento dell’annuncio, non ci sono strumenti alternativi adeguati da parte di Meta che potessero completamente sostituire le funzionalità offerte da Crowd Tangle


    Le preoccupazioni in UE per la disinformazione

    Le preoccupazioni sul monitoraggio elettorale fanno seguito alla richiesta rivolta ai leader politici dell’UE di contrastare “urgentemente e vigorosamente” i tentativi russi di interferire in particolare con le elezioni europee.

    L’indagine valuterà anche il modo in cui Meta modera la pubblicità ingannevole, le politiche che riducono la visibilità dei contenuti politici su Instagram e Facebook. E la funzionalità degli strumenti che consentono agli utenti di segnalare contenuti illegali.

    Come detto, l’indagine si inserisce all’interno del perimetro del DSA.

    Si tratta della nuova norma UE che conferisce nuovi strumenti per agire contro le principali aziende tecnologiche per il modo in cui gestiscono i contenuti sulle loro piattaforme.

    Meta ha 5 giorni di tempo per rispondere all’UE

    L’UE ha concesso a Meta cinque giorni lavorativi per rispondere in relazione alle preoccupazioni sollevate, prima che le autorità decidano di intensificare l’indagine.

    L’indagine segue le dichiarazioni del ministro francese degli Affari europei, Jean-Noel Barrot, che ha avvertito che una campagna di disinformazione, orchestrata dalla Russia, sta cercando di destabilizzare l’opinione pubblica UE, prima del voto di giugno.

    Barrot ha anche aggiunto che, negli ultimi mesi, 25 stati membri dell’unione sono finiti nel mirino della propaganda russa.

     

  • TikTok verso il divieto o la vendita negli Usa, ma non subito

    TikTok verso il divieto o la vendita negli Usa, ma non subito

    Il presidente Biden firma la legge che avvia il conto alla rovescia, di nove mesi più altri 3, per il divieto o la vendita di TikTok negli Usa. Un lento addio.

    La vicenda del divieto di TikTok o della sua vendita negli Usa è ormai sempre più netta. Con la firma del presidente Joe Biden sulla legge proposta dal Congresso Usa, inizia un vero e proprio conto alla rovescia.

    Da questo momento scatta un periodo di 9 mesi, entro il quale ByteDance deve evitare il divieto attraverso la ricerca di un compratore delle sue attività nel territorio Usa. Il periodo può essere prorogato per altri 3 mesi. Solo nel caso in cui si arrivi ad intavolare una trattiva con un potenziale compratore.

    L’accelerazione verso la firma di Biden è data dalla approvazione di un pacchetto di aiuti che la Camera ha approvato per poi passare al Senato. Il pacchetto conteneva anche il ddl su TikTok. Ragion per cui l’approvazione del pacchetto comportava anche l’approvazione della stessa proposta e, quindi, dell’inizio di una fase che per molti potrebbe rivelarsi rischiosa.

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    TikTok e il possibile ban negli Usa, cerchiamo di fare chiarezza

    Cerchiamo, per quel che si può, di fare un po’ di chiarezza.

    L’accelerazione è arrivata in un momento in cui sembrava che il ddl stesse per arenarsi. E non avrebbe di certo sorpreso. In questi anni i tentativi di fermare TikTok negli Usa sono stati tanti. Ma la svolta è stata trovata alla Camera, inserendo il ddl in un provvedimento importante. Come l’approvazione di un pacchetto di 95 miliardi di dollari di aiuti che include finanziamenti per Ucraina, Israele e Taiwan.

    Si è trattato quindi di mettere in atto un gioco politico per arrivare a sbloccare una situazione sempre più orientata verso lo stallo.

    Molti di voi ricorderanno che proprio Joe Biden aveva aperto il suo account, in vista delle elezioni presidenziali di novembre 2024, in occasione del SuperBowl.

    La vicenda TikTok negli Usa ha acceso un dibattito molto intenso che ora, con la firma del provvedimento, sarà ancora più acceso.

    TikTok strumento utile per molte PMI negli Usa

    Primo perchè molte piccole e medie imprese hanno messo in evidenza come lo strumento TikTok sia stato di grande aiuto per superare la crisi post pandemica. E poi perchè un eventuale ban negli Usa significherebbe privare l’accesso alla piattaforma a oltre 170 milioni di utenti.

    Argomenti seri che vanno considerati quando si adottano provvedimenti di legge come questi.

    Contrario a questo provvedimento si era detto l’ex presidente Usa, Donald Trump. Nei giorni scorsi aveva dichiarato che un eventuale ban di TikTok negli Usa sarebbe stato un regalo a Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg.

    Un parere che suona strano perché fu proprio lo stesso Trump a dare il via al problema TikTok negli Usa. Fu sempre lui ad essere andato vicino alla vendita della attività di TikTok a Larry Ellison, fondatore di Oracle e grande finanziatore di Trump (oltre che di Elon Musk).

    Di quella vendita non si fece nulla. Trump perse le elezioni e per Biden la vicenda non era prioritaria.

    TikTok e la figura di Jeff Yass

    Molti pensano che il cambio di parere di Trump sia dovuto all’incontro, avvenuto il Florida, con Jeff Yass. Nome non molto conosciuto ai più, ma molto noto nell’ambiente. È proprietario del Susquehanna International Group, società di investimenti. Oggi detiene il 15% di ByteDance, una quota del valore di circa 40 miliardi di dollari.

    Yass è molto vicino alla parte politica di Trump ed è uno dei principali sostenitori del Club for Growth, un influente gruppo di destra, e il principale donatore di Protect Freedom PAC, un comitato di azione repubblicano per la raccolta fondi allineato con il senatore Rand Paul, che si è opposto al divieto di TikTok.

    Ma poi è cambiato lo scenario geopolitico globale. La crisi energetica prima, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la guerra che ne è conseguita, l’attacco di Hamas ad Israele, le tensioni tra Israele e Iran, le tensioni tra Cina e Taiwan. Sono tutte vicende che pongono gli Usa in una posizione diversa, valutando qualsiasi tipo di minaccia.

    TikTok, la posizione dell’azienda

    Ed è in questo contesto che si è riaccesa l’attenzione su TikTok, considerato dall’intelligence americana una minaccia alla sicurezza nazionale.

    TikTok ha sempre negato che il governo cinese abbia una qualche forma di controllo sull’app. L’azienda di proprietà di ByteDance ha promesso di presentare ricorso contro quella che ha descritto come una “legge incostituzionale” pari a un “divieto” che “devasterebbe 7 milioni di imprese e metterebbe a tacere 170 milioni di americani“.

    Crediamo che i fatti e la legge siano chiaramente dalla nostra parte e che alla fine dimostreremo le nostre ragioni. Il fatto è che abbiamo investito miliardi di dollari per mantenere i dati statunitensi al sicuro e la nostra piattaforma è libera da influenze e manipolazioni esterne”, ha affermato TikTok.

    Non sono di questo parere i deputati Usa.

    Mark Warner, presidente democratico della commissione intelligence del Senato, martedì ha dichiarato che il fatto che il governo cinese abbia esercitato pressioni sui membri del Congresso sul disegno di legge indica “quanto Xi Jinping abbia investito in questo prodotto“.

    Non commettere errori, questo è un divieto“, ha detto il CEO di TikTok Shou Chew in un video pubblicato su TikTok, contestando le affermazioni di alcuni legislatori che vogliono solo vedere la piattaforma disconnessa dalla proprietà cinese. “Un divieto su TikTok è un divieto su di te e sulla tua voce.

    Bandire TikTok dagli store significherebbe che l’app non riceverebbe più aggiornamenti, rendendola sempre più difficile da utilizzare con l’evoluzione dei sistemi operativi e rendendola, quindi, obsoleta.

    Al momento l’app continuerà a funzionare ma solo fino a gennaio del 2025. Dopo di che bisognerà vedere l’evoluzione della situazione.

    Di certo, non è un ban immediato a TikTok, ma è un lento addio.

  • TikTok prepara la sfida a Instagram con TikTok Notes

    TikTok prepara la sfida a Instagram con TikTok Notes

    TikTok sta testando TikTok Notes in Australia e Canada. Una app che copia Instagram, concentrando l’attenzione sull’immagine piuttosto che sul video.

    In un contesto di grande cambiamento all’interno del panorama dei social media, quello che non muta è provare a riproporre ciò che funziona già altrove.

    Una modalità che tra l’altro, guarda proprio il caso, ha fatto la fortuna di Instagram. Ricordiamo tutti che Instagram ha dato vita alle Ig Stories copiandole da Snapchat.

    E, sempre Instagram, ha copiato da TikTok la modalità di visualizzazione dei Reel, il famoso “scroll verso l’alto”.

    TikTok copia, e sfida, Instagram

    Ebbene, stavolta è TikTok a trovarsi nella posizione di chi copia. L’app di ByteDance, che si appresta a vivere un momento non facile visto il possibile divieto negli Usa ancora da decidere, sta per lanciare un test che copia proprio Instagram.

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    Si chiama TikTok Notes e anche il nome non è per nulla originale.

    Il test sta per essere avviato in Australia e Canada all’interno di un ristretto gruppo di utenti.

    TikTok Notes si presenta quindi come la versione rivale di Instagram. Ciò accade perché, in questo caso, il contenuto al centro non è il video, ma l’immagine.

    A differenza di Instagram che accentra diverse forme di contenuto all’interno della stessa app, TikTok sembra optare per una versione separata. Ma potrebbe essere solo un modo per verificare l’andamento del test.

    Come funziona e come si presenta TikTok Notes

    Dai market di Apple e Google si possono vedere alcune immagini che rivelano l’app nel modo in cui si presenta.

    Gli screenshot fanno pensare che i post verranno visualizzati in griglie a due colonne nella home. Da quello che si vede, sembra che ci sia la possibilità di pubblicare più foto tramite un post carosello.

    Infatti, su TikTok Notes è possibile aggiungere fino a 34 immagini a un singolo post. Le immagini sono presentate come una raccolta a scorrimento laterale, appunto un carosello.

    Si possono aggiungere anche delle didascalie alle immagini con un limite di 4 mila caratteri. Vale a dire quasi il doppio di quello che consente Instagram, cioè 2.200 caratteri.

    La home dell’app TikTok Notes sembra essere divisa in due sezioni, con una pagina separata in cui è possibile visualizzare i post delle persone che si seguono e un’altra pagina “Per te”.

    Per alcuni sembra ricordare la home page di Pinterest, ma con una griglia più piccola a due colonne.

    Ecco, al momento queste sono le informazioni che si possono evincere da TikTok Notes che si presenta come app rivale di Instagram.

    TikTok prova a diversificare

    Sembra evidente che TikTok provi a rendersi più interessante, attraverso questo test, provando anche a diversificare. Il rischio però è di sconfinare in settori che non le appartengono, finendo per non riuscire nell’intento.

    Questa strategia sembra essere suggerita dal momento che l’app sta vivendo su due fronti. Quello Usa, a cui si accennava prima, con un possibile ban, o lo smembramento delle attività negli Usa. E quello nella UE.

    TikTok tra Usa e UE

    Proprio ieri il commissario europeo per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, ha una richiesta di informazioni riguardo TikTok Lite, lanciata in Francia e in Spagna. La richiesta nasce dal fatto che l’app premia gli utenti per attività come guardare video, mettere like, seguire i creator o invitare gli amici a iscriversi.

    Il caso TikTok Lite

    La commissione UE richiede maggiori informazioni a TikTok per verificare “il potenziale impatto del nuovo programma ‘task and reward Lite’ sulla sicurezza dei minori e sulla salute mentale degli utenti, soprattutto in relazione alla potenziale stimolazione di comportamenti di dipendenza”.

    Le informazioni dovranno pervenire alla commissione entro 24 ore dalla richiesta di informazioni. Ulteriori informazioni dovranno pervenire a Bruxelles entro, e non oltre, il 26 aprile.

    Per concludere, la situazione di TikTok appare poco tranquilla a livello globale.

  • Su X i nuovi utenti dovranno pagare per scrivere

    Su X i nuovi utenti dovranno pagare per scrivere

    Elon Musk ha proposto una piccola tariffa annuale per i nuovi utenti di X per contrastare i bot. Iniziativa che ha suscitato polemiche e perplessità rispetto alle continue contraddizioni di Musk.

    Sta facendo molto discutere l’ultima uscita di Elon Musk, il proprietario di X. Anche se la cosa era già nell’aria da un po’. In pratica, in risposta a @xDaily, che il post di un account bot sulla possibilità per i nuovi utenti di pagare per scrivere, Musk ha confermato e rilanciato.

    Secondo il proprietario di Xuna piccola tariffa per l’accesso in scrittura dei nuovi utenti è l’unico modo per frenare l’implacabile assalto dei bot. L’attuale intelligenza artificiale (e le fattorie di troll) possono passare facilmente ‘sei un bot’“.

    Musk, in buona sostanza, sostiene che aggiungendo una tariffa minima – più o meno 1 dollaro l’anno – sarebbe l’unico modo per difendersi dall’assalto dei bot.

    1 dollaro l’anno su X per i nuovi utenti

    L’iniziativa, in verità, era stata lanciata qualche mese fa in Nuova Zelanda e Filippine. I nuovi utenti pagando 1 dollaro l’anno possono quindi pubblicare contenuti, mettere “mi piace”, ripubblicare, rispondere, aggiungere ai segnalibri e citare i post. Se non si paga, appena effettuata l’iscrizione, si può soltanto leggere e seguire account.

    In un altro post, Musk specifica che questa iniziativa di pagare 1 dollaro l’anno (anche se la cifra non è stata confermata) svanisce una volta trascorsi 3 mesi.

    Quindi, per evitare di pagare sarebbe sufficiente restare a guardare, quindi leggere, e seguire gli account che si preferiscono per la durata di 90 giorni. Dopo di che, trascorsi i 3 mesi, si potranno effettuare tutte le azioni consentite di base, senza pagare nulla.

    Teniamo in considerazione il fatto che al momento questa è una ricostruzione senza alcuna conferma. Anche se molto vicino a quello che potrebbe effettivamente essere. Situazione che è quasi la normalità tutte le volte che si parla di X.

    Iniziativa contrastante

    Ovviamente tutto questo ha creato molte polemiche. Il dibattito tra gli utenti si è acceso.

    Anche perché, molti di voi forse lo ricorderanno, Musk stava per mandare all’aria l’acquisizione di Twitter proprio perché riteneva che la piattaforma fosse invasa da bot.

    All’epoca Musk riteneva che la quota di bot fosse superiore al 5% del totale degli utenti iscritti su Twitter. E per questo stava per mandare all’aria tutto.

    x nuovi utenti pagamento elon musk franzrusso 2024

    Ricorderete anche quando i risposta ad una serie di tweet di Parag Agrawal, allora CEO, Musk rispose con la emoji della cacca (💩).

    Alla fine, Musk acquisisce comunque Twitter, sapendo bene che la quota di bot era inferiore ma, oltretutto, completa l’acquisizione senza la due diligence.

    X, i bot e l’acquisizione di Musk

    Significa che Musk ha acquisito Twitter senza effettuare una valutazione chiara di quelli che sono i rischi e i benefici che comporta una operazione come quella comportava.

    Ora, da quando Musk è diventato proprietario della piattaforma il fenomeno dei bot è aumentato a dismisura.

    E si tratta di bot che nella maggior parte dei casi hanno la spunta blu. Significa che sono account che hanno aderito ad una tariffa Premium. Di fatto sfruttando tutte le opzioni che lo status consente. Quindi anche maggiore visibilità, soprattutto nelle risposte a post.

    Sembra davvero singolare che Musk credi di contrastare questo fenomeno aggiungendo una piccola tariffa per i nuovi utenti.

    Ci sarebbe da aggiungere anche che buona parte di questi bot sono usati da una parte politica molto vicina allo stesso Musk, e questo non è certamente un mistero.

    Musk e le sue posizioni contraddittorie

    Vuol dire quindi che ora Musk intende guadagnare anche su questo fenomeno?

    E poi, era stato lo stesso Musk a dire, dieci giorni prima, che uno dei modi per contrastare il fenomeno dei bot era proprio l’utilizzo della IA.

    Di certo, da qualsiasi punto si guardi questa vicenda, l’evidenza è chiara a tutti. Nonostante la narrazione esaltante, ed esaltata, dei grandi successi raggiunti dalla piattaforma – che non trovano conferma – la piattaforma naviga in acque non tranquille.

    Non esiste un adeguato controllo sui bot. Non esiste perché X non ha mezzi a sufficienza per contrastare questo fenomeno, avendo licenziato quasi l’80% dei dipendenti della vecchia società.


    Leggi anche:

    Ecco la situazione di X: numero di utenti e engagement

     

    E questo è un dato di fatto, non un’opinione.

    A tutto questo va aggiunto che nei giorni scorsi gli utenti Premium avranno a disposizione Grok, la IA generativa di xAI (altra società di Musk) che presto potrebbe essere usato per realizzare post.

    In UE l’uso di Grok non è ancora abilitato. X stessa ha avanzato la richiesta alle autorità e ancora non ci è alcuna risposta. Probabile che non sarà possibile.

    Ecco, questa vicenda mostra anche i continui capovolgimenti di opinione da parte di Musk. Capace di passare da un parere ad un altro, senza considerare tutto ciò che c’è stato in precedenza. Una modalità che mira a creare confusione invece di aiutare a comprendere meglio.

     

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