Categoria: Sostenibilità

In questa categoria racconteremo come le aziende stanno affrontando il grande tema della sostenibilità

  • Culligan apre il suo headquarter italiano a Bologna

    Culligan apre il suo headquarter italiano a Bologna

    Culligan apre il nuovo headquarter italiano a Bologna, un edificio eco-friendly. Tra innovazione, rebranding e partnership, l’azienda rinnova il suo impegno verso sostenibilità e inclusione.

    Quando si dice Culligan si pensa subito al mitico boccione che si trova ormai in tutti gli uffici. Il nome dell’azienda è sempre stato sinonimo di acqua sicura e sostenibile. E lo è ancora oggi.

    L’azienda americana, leader globale nella filtrazione dell’acqua, ha inaugurato a Bologna il suo nuovo headquarter per l’Italia. Si tratta di un passo importante per un’azienda che è presente nel bolognese (lo stabilimento industriale è a Cadriano di Granarolo) ormai da 60 anni. Ed è qui che Culligan posiziona il suo punto di riferimento per il mercato italiano.

    Culligan in Italia

    L’azienda vanta un fatturato nel nostro Paese di oltre 200 milioni di euro (a fronte di un fatturato globale di 3 miliardi di dollari), in crescita del 10% su base annuale. E conta oltre 1000 dipendenti.

    L’inaugurazione del nuovo headquarter ha visto la partecipazione di Scott Clawson, Chairman e CEO di Culligan International. Una presenza rilevante a suggellare l’importanza del mercato italiano per l’azienda.

    Le parole del CEO, Scott Clawson

    La nostra nuova sede qui a Bologna riflette l’allineamento della mission, delle persone, della passione e delle priorità di Culligan in Italia e in Europa. Oggi vogliamo rinnovare il nostro impegno per promuovere un cambiamento virtuoso, migliorando la qualità dell’acqua per il benessere dei consumatori e rafforzando la nostra dedizione alla salvaguardia del nostro pianeta, per le generazioni presenti e future.”

    Scott Clawson - CEO Culligan
    Scott Clawson – CEO Culligan

    Le parole di Clawson quindi rinnovano l’impegno di Culligan nel perseguire la grande mission verso un’acqua sempre sicura e sostenibile.

    Culligan e il rebranding

    L’apertura del nuovo headquarter a Bologna, in via Ferrarese, rappresenta anche un’opportunità per rinnovare il processo di rebranding dell’azienda americana.

    Infatti, come spiegato da Giulio Giampieri, presidente di Culligan Italiana, il rebranding si focalizza sul proiettare l’azienda da “brand” a “consumer brand”. Si rivolge sempre più a un pubblico giovane, particolarmente sensibile ai temi della sostenibilità.

    Da segnalare l’annuncio della partnership con la Maratona di Bologna 2025: Culligan sarà acqua ufficiale della manifestazione sportiva che si terrà il prossimo 2 marzo 2025.

    Scott Clawson Giulio Giampieri Culligan
    Scott Clawson, a sinistra – Giulio Giampieri, a destra

    Sostenibilità e Inclusione valori fondanti

    Il rebranding prevede anche il posizionamento di Culligan sul mercato non più come azienda che fornisce solo prodotti, ma come realtà che offre soluzioni e servizi. Sostenibilità e DEI (Diversity, Equity, Inclusion) diventano valori fondanti.

    Gli uffici sono caratterizzati da spazi ampi e da aree più raccolte. Sempre accompagnati dal verde, che è presente in ogni angolo.

    L’intero headquarter è eco-friendly: l’edificio è stato progettato per ridurre in modo significativo il proprio impatto sull’ambiente.

    I nuovi uffici eco-friendly

    Lo spazio complessivo, dall’area espositiva fino agli uffici, si snoda come se fosse una goccia d’acqua. Tenendo in grande considerazione il benessere delle persone che ci lavorano.

    Culligan non si limita a inaugurare una nuova sede: ridefinisce il suo ruolo nel mercato, combinando tradizione e innovazione.

    Con un headquarter progettato per ispirare sostenibilità e benessere, e una strategia che punta al futuro, l’azienda rinnova il suo impegno a essere un punto di riferimento non solo per la qualità dell’acqua, ma anche per il valore che porta nelle vite delle persone e nella salvaguardia del pianeta.

    Bologna diventa così il simbolo di una nuova era per Culligan, che continua a scrivere la sua storia con una visione sempre più chiara e responsabile.


    L’azienda Culligan

    Fondata nel 1936 da Emmett J. Culligan, la sede centrale di Culligan International si trova a Rosemont, Illinois, USA.

    Culligan opera in oltre 90 paesi, con una rete di più di 1.000 concessionari, di cui oltre 600 in Nord America, e conta su un organico di circa 14.000 dipendenti.

    L’azienda si dedica alla fornitura di soluzioni per il trattamento dell’acqua, garantendo acqua pulita e sicura per abitazioni, uffici e comunità in tutto il mondo.

    Culligan offre una gamma completa di prodotti per il trattamento dell’acqua, tra cui addolcitori, filtri, distributori d’acqua in bottiglia e sistemi senza bottiglia, progettati per migliorare la qualità dell’acqua potabile.

    Nel 2023, i prodotti e servizi di Culligan hanno erogato 30 miliardi di litri di acqua filtrata, sostituendo l’equivalente di 40 miliardi di bottiglie di plastica monouso, sottolineando l’impegno dell’azienda verso pratiche sostenibili.

    Culligan promuove iniziative di sostenibilità e responsabilità sociale, focalizzandosi sulla diversità, equità e inclusione (DEI) come valori fondamentali della cultura aziendale.

    L’azienda è riconosciuta per il celebre slogan pubblicitario “Hey, Culligan Man!”, utilizzato per oltre tre decenni nelle campagne promozionali.

  • Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Elmec Informatica si impegna per la sostenibilità con iniziative innovative per dipendenti e ambiente. Dai servizi di benessere alla riduzione delle emissioni, l’azienda punta a un futuro più verde e responsabile nel settore IT.

    Elmec Informatica ha recentemente evidenziato il suo impegno per ridurre l’impatto ambientale e sociale attraverso una serie di iniziative innovative. Durante la Settimana della Sostenibilità, l’azienda ha promosso diverse attività focalizzate sulla salute e il benessere dei dipendenti, inclusi servizi di visite mediche, corsi di formazione e spazi per la socializzazione.

    Nuovi servizi e iniziative per i dipendenti

    L’azienda ha annunciato una serie di nuovi servizi destinati alla comunità dei propri dipendenti. Tra queste iniziative vi sono visite mediche periodiche, programmi di formazione continua e la creazione di aree destinate alla socializzazione e al benessere. Queste azioni mirano a migliorare la qualità della vita lavorativa e a favorire un ambiente di lavoro più sano e produttivo.

    Riduzione di emissioni: Progetto Road to 20

    Elmec ha lanciato il Progetto Road to 20, volto a ottimizzare il consumo di carburante delle auto aziendali e a ridurre le emissioni di CO2. Questo progetto rappresenta un passo significativo verso la riduzione dell’impatto ambientale dell’azienda, promuovendo al contempo una cultura della sostenibilità tra i dipendenti.

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    Economia Circolare: Progetto Greta

    L’azienda supporta i principi dell’economia circolare attraverso varie iniziative, tra cui il riciclo delle capsule di caffè, Progetto Greta. Questo processo consente uno smaltimento più rapido e sostenibile, riducendo l’impatto ambientale delle capsule consumate quotidianamente dai dipendenti e ne promuove il riciclo.

    Oltre a questo, Elmec ha creato un frutteto e un orto aziendale, che non solo riducono gli sprechi ma contribuiscono anche a creare un ambiente di lavoro più verde e sostenibile. I prodotti del frutteto e dell’orto vengono utilizzati nelle mense aziendali, promuovendo l’autosufficienza e l’alimentazione sana.

    Elmec e il Bilancio di Sostenibilità

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    Elmec ha presentato il proprio Bilancio di Sostenibilità, un documento che delinea le azioni e i progetti implementati per raggiungere obiettivi ESG (Environmental, Social, and Governance). Questo bilancio rappresenta un impegno concreto dell’azienda a promuovere la sostenibilità in tutte le sue operazioni, garantendo trasparenza e responsabilità. Tra gli obiettivi principali, Elmec punta a ridurre le emissioni di CO2 del 30% entro il 2025 e a raggiungere il 100% di utilizzo di energie rinnovabili.

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    In conclusione

    Attraverso queste iniziative, Elmec Informatica dimostra il proprio impegno per un futuro più sostenibile, sia a livello ambientale che sociale. L’azienda continua a lavorare per migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti e per ridurre il proprio impatto ambientale, confermandosi un leader nell’innovazione sostenibile.

     

  • Come comunicare la Sostenibilità su digitale e social media

    Come comunicare la Sostenibilità su digitale e social media

    La Sostenibilità va intesa come un valore da comunicare e la comunicazione digitale rappresenta una serie di strumenti, appunto, sostenibili. Ecco alcune caratteristiche, alcuni accorgimenti e un caso di studio da cui prendere spunto.

    Comunicare la sostenibilità e comunicare in maniera sostenibile possono sembrare due aspetti diversi solo in apparenza, ma in realtà, dovrebbero essere compresi e seguiti insieme. Viviamo in un’epoca in cui i temi della sostenibilità e del digitale si fondono sempre più intimamente.

    Recentemente, sono stato invitato a parlare di questo argomento al Siena Food Lab Academy, un progetto del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena e di FMPS. All’incontro hanno partecipato anche Isabella Ceccarini, giornalista di Rinnovabili.it, e Cristiano Spadoni, project development leader di Image Line – AgroNotizie. Con la moderazione di Tiziano Bonini, delegato alla Comunicazione, Università di Siena.

    La sostenibilità è un tema sempre più rilevante e urgente nella società di oggi. Le aziende che desiderano essere competitive e responsabili devono saper comunicare i loro valori e le loro azioni in materia di ambiente, sociale ed economia.

    Secondo il rapporto Edelman Trust Barometer 2021, il 68% dei consumatori globali si aspetta che le aziende si impegnino attivamente per proteggere il pianeta e il 65% sceglie i prodotti in base al loro impatto sociale e ambientale.

    comunicare sostenibilità digitale social media 2023 franzrusso.it

    Comunicare la sostenibilità significa quindi non solo informare i propri stakeholder sulle proprie azioni e risultati in materia di responsabilità sociale d’impresa (CSR), ma anche coinvolgerli in un dialogo aperto e trasparente, dimostrando la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, e creando una relazione di fiducia e reputazione.

    La comunicazione efficace sulla Sostenibilità nell’era digitale

    Un elemento fondamentale è l’utilizzo del digitale e dei social media, che offrono strumenti innovativi e interattivi per coinvolgere il pubblico e creare una relazione di fiducia. Quali strumenti sono più sostenibili dei social media e del digitale in generale?

    Comunicare attraverso il digitale e i social media le iniziative sulla sostenibilità è diventato un compito che va oltre la semplice pubblicazione di rapporti sul proprio sito web. Oggi, è fondamentale diversificare i canali di comunicazione per evidenziare tutti gli aspetti della sostenibilità che il marchio persegue.

    La digitalizzazione ha aperto le porte ad un’ampia gamma di informazioni accessibili ai consumatori, permettendo loro di prendere decisioni più informate sui marchi che supportano. I social media, in particolare, hanno dato ai giovani consumatori la possibilità di verificare la credibilità dei marchi e di condividere le loro opinioni in tempo reale.

    L’importanza del coinvolgimento della Generazione Z

    Oltre il 60% della Generazione Z utilizza quotidianamente piattaforme come Instagram e WhatsApp, mentre nuovi attori come TikTok stanno rapidamente guadagnando popolarità. Sebbene TikTok sia principalmente utilizzato per contenuti di intrattenimento (80% degli utenti globali della Gen Z, al di fuori della Cina), Instagram è diventato una fonte importante di notizie e informazioni (58%), così come un mezzo per scoprire prodotti e marchi (69%).

    I membri della Gen Z non si limitano a comprare un prodotto, ma cercano attivamente di conoscere l’azienda, seguendo i suoi account sui social media e controllando gli influencer con cui collabora.

    Il caso Patagonia: un approccio sostenibile nel DNA dell’azienda

    Un esempio che merita di essere citato è Patagonia, l’iconico brand di abbigliamento outdoor che in questo mese compie 50 anni. Mezzo secolo di racconto del proprio modo di concepire la Sostenibilità, in modo coinvolgente e creativo che sfrutta efficacemente i social media.

    Patagonia è un brand noto per il suo impegno a favore della protezione dell’ambiente e dei diritti umani. Sui suoi canali social, Patagonia condivide storie di attivismo, conservazione della natura e impatto sociale, oltre a promuovere i suoi prodotti realizzati con materiali riciclati o organici. Patagonia utilizza anche i social media per lanciare campagne di sensibilizzazione e di mobilitazione su temi come il cambiamento climatico, la difesa dei territori indigeni e la salvaguardia delle aree protette.

    L’importanza di investire nella sostenibilità e nella comunicazione

    La domanda sarebbe, a questo punto, perché si dovrebbe investire nella sostenibilità e nella comunicazione? Ho individuato alcuni aspetti importanti da considerare:

    • Credibilità: la sostenibilità non è solo una parola d’ordine o una strategia di marketing. È un impegno profondo che dovrebbe influenzare tutte le operazioni di un’azienda.
    • Aspettative degli Stakeholder: gli stakeholder, inclusi i consumatori, i dipendenti, gli investitori e la comunità locale, si aspettano sempre più che le aziende si comportino in modo responsabile. Non stanno solo cercando aziende che dicono di essere sostenibili; vogliono vedere un impegno reale e un impatto positivo.
    • Competitività: la sostenibilità può offrire un vantaggio competitivo. Le aziende che investono in pratiche sostenibili possono ridurre i costi, migliorare l’efficienza, attrarre e trattenere i migliori talenti, e aprire nuove opportunità di mercato.
    • Comunicazione: condividere le azioni sostenibili di un’azienda con il mondo esterno. Senza una comunicazione efficace, gli stakeholder potrebbero non essere a conoscenza degli sforzi di sostenibilità di un’azienda.

    La comunicazione può aiutare a sensibilizzare, educare e coinvolgere vari stakeholder, promuovere il cambiamento di comportamento, e rafforzare la reputazione e la fiducia dell’azienda.

    Le caratteristiche di una comunicazione della sostenibilità efficace

    Per rispondere alla domanda “perché?”, rispondo che la Sostenibilità va comunicata coinvolgendo, raccontando una storia, la propria, e attraverso questo farla emergere come Valore e come elemento distintivo del proprio modo di fare business e impresa in maniera responsabile. Ecco alcune caratteristiche fondamentali:

    • Autenticità: i consumatori saranno sempre più esigenti e critici verso i messaggi delle aziende e vorranno verificare la coerenza tra ciò che dicono e ciò che fanno. Le aziende dovranno quindi essere trasparenti, oneste e dimostrare con i fatti il loro impegno per la sostenibilità.
    • Storytelling: i consumatori saranno attratti da storie emozionanti, coinvolgenti e significative che raccontino la missione, i valori e gli obiettivi delle aziende in materia di sostenibilità. Le aziende dovranno quindi saper narrare la loro storia in modo originale, creativo e coinvolgente, utilizzando diversi formati e linguaggi.
    • Engagement: i consumatori vorranno partecipare attivamente alla comunicazione delle aziende e sentirsi parte di una comunità che condivide gli stessi ideali e interessi. Le aziende dovranno quindi favorire l’interazione, il dialogo e la collaborazione con i loro pubblici, creando contenuti interattivi, coinvolgenti e personalizzati.
    • Innovazione: i consumatori saranno sempre più attenti alle novità tecnologiche e alle soluzioni innovative che le aziende offrono per risolvere i problemi ambientali e sociali. Le aziende dovranno quindi sfruttare le potenzialità dei social media per mostrare le loro innovazioni, i loro risultati e il loro impatto positivo sul mondo.

    In conclusione, comunicare la sostenibilità e comunicare in maniera sostenibile non sono solo concetti di tendenza, ma stanno diventando sempre più un obbligo per le aziende che desiderano rimanere competitive nel mercato moderno.

    Gli stakeholder, e soprattutto i consumatori, si aspettano che le aziende dimostrino un impegno autentico nei confronti della sostenibilità, non solo nelle loro operazioni, ma anche nella loro comunicazione. Le aziende che sono in grado di farlo in modo efficace e autentico saranno quelle che prospereranno nel futuro.

  • Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2022

    Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2022

    Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2022 è dedicato al cambiamento climatico. Grazie al time-lapse vengono mostrate quattro zone del pianeta colpite dal climate change.

    In questo 22 aprile 2022 non poteva certo mancare il doodle di Google a ricordare che la Giornata della Terra. Una giornata particolare che dovrebbe essere celebrata sempre, ogni giorno. E che in questo momento storico suona quasi come un mònito.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google affronta il tema del cambiamento climatico. E la GIF mostra le immagini reali in time-lapse. Riprese da Google Earth Timelapse e altre fonti. In particolare, la sequenza mostra l’impatto del cambiamento climatico in 4 diverse località del nostro pianeta.

    Le zone monitorate e mostrate nel doodle sono: il restringimento del ghiacciaio sul Kilimangiaro, in Tanzania, e Sermersooq, in Groenlandia; lo sbiancamento dei coralli nella “Great Barrier Reef “, la Grande Barriera Corallina, in Australia; la distruzione della Harz Forest, nel nord della Germania, a causa delle infestazioni di un insetto “bostrico” provocate dall’aumento delle temperature e da periodi prolungati di siccità.

    Ciascuna di queste animazioni sarà visibile sulla home di Google per un certo numero di ore, a rotazione, nell’arco di tutta la giornata.

    doodle terra 2022

    La Giornata della Terra, nata il 22 aprile 1970

    La Giornata della Terra è nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy. Nato come movimento universitario, nel tempo, l’Earth Day è divenuto un avvenimento educativo ed informativo.

    I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

    doodle google terra 2022 franzrusso_TW

    Come dicevamo, Google oggi dedica questa giornata a riflettere sul cambiamento climatico, parliamo anche di tutti quei fenomeni a cui ha contribuito l’azione dell’uomo nel corso degli anni, come riscaldamento globale, raffreddamento globale e modifica dei regimi di precipitazione.

    Il claim di questa giornata è “Investire nel nostro Pianeta” e cosa si potrebbe fare nel concreto per migliorare lo stato di salute del nostro pianeta e conservarlo sempre al meglio?

    Prendiamo ad esempio queste 10 azioni elencate da Legambiente proprio per questa occasione.

    10 impegni per il Pianeta:

    1. Più rinnovabili
    2. Più mobilità sostenibile
    3. Politiche climatiche più ambiziose
    4. Più economia circolare
    5. Più coinvolgimento dei territori
    6. Cittadini promuser
    7. Fare una corretta raccolta differenziata:
    8. Adottare uno stile di vita più sostenibile
    9. Orti urbani
    10. Fare una spesa intelligente e sostenibile
  • Bayer investe nelle nuove tecnologie per un futuro migliore

    Bayer investe nelle nuove tecnologie per un futuro migliore

    Il primo Bayer “Breakthrough Innovation Forum” è stato il momento per conoscere come l’azienda tedesca, leader mondiale nella Salute e nella Nutrizione, oggi investe nelle nuove tecnologie per migliorare il benessere delle persone.

    La Salute dipende da ciò che mangiamo. Sembra un’affermazione banale, ma visti i tempi che viviamo, non lo è affatto. Ippocrate diceva: “Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo“. Una frase che oggi deve valere ancora di più, consapevoli delle difficoltà che incombono e delle tante sfide da affrontare. I tempi che viviamo sono caratterizzati dall’emergere di nuove tecnologie e innovazioni che ci permettono di affrontare le nuove sfide che abbiamo davanti e per superarle c’è bisogno dell’impegno di tutti.

    A partire dalle aziende che hanno un ruolo primario nell’investire e abilitare nuove tecnologie per migliorare il nostro benessere e la qualità di quello che mangiamo.

    Bayer, innovare per dare nuove soluzioni

    Bayer, multinazionale tedesca riconosciuta come leader in tutto il mondo nel campo della Salute e della Nutrizione, è un’azienda che negli ultimi anni ha investito molto sull’innovazione e le nuove tecnologie e continuerà a farlo.

    E come ha detto Werner Baumann, CEO di Bayer, aprendo il primo Breakthrough Innovation Forum, “l’innovazione è la chiave per abilitare nuove soluzioni, necessaria per cogliere le opportunità di oggi“. Parole che semplicemente definiscono la strada che l’azienda vuole intraprendere per quanto riguarda la Salute e la Nutrizione.

    Per Baumann le grandi sfide che l’azienda ha davanti si affrontano investendo di più. “La confluenza di biologia, chimica, informatica avanzata, analisi dei dati e intelligenza artificiale, è questa l’innovazione che mettiamo in pratica per rendere la vita delle persone più sana“.

    E Bayer, come ha sottolineato Heiko Schipper, presidente della divisione Consumer di Bayer, è sempre più attenta alla diffusione dei dispositivi mobili che permettono agli utenti di caratterizzare uno stile di vita più salutare. E i dispositivi indossabili sono da considerarsi preziosi da questo punto di vista, vista anche la grande diffusione che stanno conoscendo in questi ultimi anni.

    La pandemia ha accresciuto l’attenzione verso la salute e Bayer, da sempre attenta alla prevenzione e al benessere delle persone, vuole sfruttare il potenziale di strumenti come i wearable, in grado di predire le necessità degli utenti in termini di benessere quotidiano. Un esempio è l’investimento con la sua quota di maggioranza nella società di nutrizione personalizzata Care/of e promettenti collaborazioni nel campo dell’invecchiamento“.

    E questi investimenti si concretizzano nell’unità di impact investment Leaps by Bayer con un finanziamento di 1,3 miliardi di Euro fino alla fine del 2024.

    Bayer board BIF22

    Dal fornire risposte a malattie incurabili, dotare le persone di strumenti preventivi per vivere una vita più sana, migliore e più lunga, ad una maggiore produzione agricola riducendo significativamente gli input e rispettando i limiti del pianeta” – ha continuano Werner Baumann. – “Questa capacità è particolarmente guidata dall’accelerazione della confluenza di biologia, chimica, informatica avanzata, analisi dei dati e intelligenza artificiale. In qualità di leader nel settore della salute e della nutrizione, Bayer sta intensificando ulteriormente i suoi sforzi per essere un motore di questa nuova era di innovazione.  Il nostro investimento in partnership e innovazione è un requisito chiave per tutto questo“.

    Leaps by Bayer segue un approccio unico volto ad affrontare dieci delle più grandi sfide dell’umanità come la cura del cancro o la riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura. “Negli ultimi sette anni, abbiamo investito più di 1.3 miliardi di Euro su un portafoglio che comprende più di 50 società, tutte orientate al cambiamento dei paradigmi chiave nei settori della salute e dell’agricoltura“, ha dichiarato Jürgen Eckhardt, Head of Leaps di Bayer.

    Jürgen Eckhardt Bayer-franzrusso.it

    Gli investimenti per i prossimi anni permetteranno a Bayer di essere al fianco di tutte quelle aziende e imprenditori lungimiranti per supportarli a realizzare le loro soluzioni. Leaps ha già intrapreso diverse collaborazioni come JoynBio, Unfold e BlueRock Therapeutics, oggi interamente di proprietà di Bayer. Ma l’azienda continua a scommettere sul futuro e ad investire in nuovi round di investimento, come su Recursion, società focalizzata sull’intelligenza artificiale che lavora per trovare nuovi trattamenti farmacologici per la fibrosi polmonare e altre malattie fibrotiche, che è diventata pubblica con successo nell’aprile 2021.

    Al Breakthrough Innovation Forum sono stati presentati i CEO delle società in portafoglio di Leaps: Cellino, Andes e Ukko per condividere approfondimenti sulle loro missioni e tecnologie nel campo della salute e dell’agricoltura.

    Ukko, ad esempio, startup di biotecnologia israeliana, specializzata in soluzioni per contrastare le allergie alimentari, utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale. Cellino, startup biotech americana, grazie all’intelligenza artificiale permetterà le terapie cellulari meno costose e più scalabili. Andes, startup cilena, ha sviluppato una tecnologia di trattamento dei semi che riduce la dipendenza degli agricoltori dai fertilizzanti sintetici a base chimica. Una grande mano nel contrastare il fenomeno del “climate change”.

    La convergenza di biologia, chimica e dati sta fondamentalmente alterando ciò che intendiamo per salute, malattia e trattamento. Le innovazioni alimentate dalle nuove tecnologie, ci consentono non solo di trattare i sintomi, ma di arrestare o invertire potenzialmente la progressione di una malattia e di offrire la promessa di opzioni di trattamento che sono veramente trasformative per i pazienti“, ha affermato Stefan Oelrich, membro del consiglio di amministrazione di Bayer AG.

    L’impegno di Bayer va quindi nella direzione di sfruttare il potenziale offerto dalle nuove tecnologie emergenti per creare un sistema alimentare sostenibile e resiliente. Altro impegno è quello di aiutare  i coltivatori di tutto il mondo a produrre di più con meno risorse, riducendo qui le emissioni e rimuovendo il carbonio dall’atmosfera.

    L’investimento in ricerca e sviluppo di Bayer di 2 miliardi  di Euro all’anno nella nostra divisione Crop Science non ha eguali nel settore, portando a una solida pipeline di innovazione che abbraccia sementi e tecnologie dei tratti, protezione delle colture e soluzioni digitali valutate fino a 30 miliardi di Euro di  potenziale di vendita di picco nei prossimi due decenni“, ha affermato Rodrigo Santos, Membro del consiglio di amministrazione di Bayer AG e presidente della  divisione Crop Science.

    L’azienda sta quindi scommettendo sulle nuove tecnologie per affrontare le sfide del futuro, del resto questo modo di pensare e agire fa parte del carattere dell’azienda. E questo lo troviamo nelle parole proprio di Rodrigo Santos, in chiusura nel suo intervento: “La scienza e le nuove tecnologie ci permettono di mettere in pratica l’innovazione per lasciare ‘un mondo migliore alle nuove generazioni’“.

  • Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    Internet e inquinamento. Un tema che ancora viene considerato poco, ma anche i siti web possono avere una elevata impronta di carbonio. Ogni pagina vista da un utente produce in media 1,76 grammi di CO2.

    La pandemia è al centro della scena di questo ultimo anno e mezzo. Ma il problema della sostenibilità non è di certo da sottovalutare. I dati ci hanno detto che il 2020 è stato l’anno più caldo mai registrato. La notizia che le emissioni globali sono diminuite dell’8,8% nella prima metà del 2020 ha sottolineato il legame uomo-pianeta. Il 70% dei consumatori ha affermato di essere più consapevole rispetto a prima del COVID-19 che l’attività umana minaccia il clima e che, a sua volta, il degrado dell’ambiente minaccia l’uomo (BCG, luglio 2020).

    Ma quando si parla di sostenibilità va tenuto conto anche dell’impatto che il digitale ha sull’ambiente. Dietro gli effetti WOW del digitale c’è un costo ambientale importante. Una ricerca dell’Università di Cambridge suggerisce che il Bitcoin consuma più elettricità all’anno di tutta l’Argentina. Artist Memo Akten ha calcolato che un singolo NFT ha un’impronta di carbonio pari al consumo totale di energia elettrica di un residente dell’UE per più di un mese.

    E anche i siti web possono avere un’elevata impronta di carbonio. Ogni pagina di un sito vista da un utente produce mediamente circa 1,76 grammi di CO2. Sono 1,8 miliardi i siti web disponibili oggi su internet. Il trasferimento dei dati richiede elettricità, che crea emissioni di carbonio e questo incide sul cambiamento climatico. Emissioni causate dai notevoli consumi di energia elettrica dei data center che ospitano siti web e servizi cloud utilizzati quotidianamente.

    Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    In questo articolo vogliamo raccontarvi il caso di una Società settore delle tecnologie e servizi per il Retail e le Farmacie. E da pochi giorni ha lanciato il suo nuovo sito sostenibile. Stiamo parlando di New Line Digital Signage, che grazie a una serie di accortezze in fase di progettazione, nel design e nella tecnologia usata, da pochi giorni ha un sito che riduce il trasferimento di dati fino all’80% rispetto a un normale sito web. Hanno anche aperto un’area della società che si occupa di trasformare i siti dei clienti in siti sostenibili attraverso calcolatori e metriche attendibili.

    Ma quali accorgimenti sono stati adottati nel nuovo sito web di New Line Digital Signage?

    1. I visitatori non caricano nessuna immagine in automatico prima che non siano loro a richiederla attivamente;
    2. Riduce al minimo il consumo di energia sul dispositivo degli utenti;
    3. Informa l’utente dell’impatto del suo comportamento di navigazione;
    4. Non fa uso di video ma solo di link esterni;
    5. Memorizza i dati localmente sul dispositivo dell’utente per ridurre al minimo il trasferimento dei dati;
    6. Comprime il più possibile i dati;
    7. Carica solo gli script di programmazione, i framework e i cookie più importanti;
    8. Limita la quantità di luminosità emessa dallo schermo;
    9. Ottimizza e limita l’uso di fonts personalizzati.

    I giganti della tecnologia hanno obiettivi di emissioni ambiziosi e accordi PPA (Power Purchase Agreement) per le energie rinnovabili. Apple, Salesforce e HP chiedono informazioni sul clima obbligatorie; la nuova tecnologia dei chip di IBM promette un consumo energetico inferiore del 75% rispetto ai chip esistenti.

    È vero che la portata degli investimenti e il potenziale di innovazione delle grandi aziende tecnologiche significheranno che potrebbero assumere un ruolo guida nella risoluzione delle emissioni di carbonio del settore. Ma è anche vero che il vero cambiamento dovrebbe partire dal basso. E l’esempio di questa piccola società da una parte ci rincuora e dall’altra conferma che il “sottobosco” dell’impresa italiana, le PMI, è fiorente di creatività e responsabilità.

    In New Line Digital Signage sono ottimisti sulla natura umana. Credono che nessuno voglia lasciare un impatto negativo sul pianeta. Oggi, grazie alla trasparenza e alla consapevolezza, i consumatori scelgono sempre di più. E devono, considerare l’impatto dei propri consumi sulla società, sull’umanità e sul pianeta.

    Quando si tratta di progettare siti più rispettosi dell’ambiente, New Line Digital Signage oltre a lanciare il suo nuovo sito web ad impatto ambientale ridotto, ha dato il via ad un nuovo servizio per convertire i siti dei suoi clienti in siti sostenibili.

    In questo modo chi intraprende lo sviluppo di un sito green offrirà agli utenti informazioni e controllo sulla loro esperienza digitale.

    Per tutti coloro che volessero misurare l’impatto del loro sito consigliamo l’utilizzo dello strumento websitecarbon.com le informazioni sono facilmente accessibili.

    Ma soprattutto consigliamo di visitare il nuovo sito di New Line DS newlineds.com per godervi un’esperienza di navigazione totalmente green.

  • Italiani e Social Media 2021, cresce l′interesse sulla sostenibilità

    Italiani e Social Media 2021, cresce l′interesse sulla sostenibilità

    La quinta edizione della ricerca annuale di Blogmeter, “Italiani e Social Media”, ci mostra il crescente interesse degli italiani verso il tema della sostenibilità ambientale. Tra le piattaforme più usate, Clubhouse alla fine è stata una meteora.

    Edizione 2021, la quinta, della sempre interessante ricerca di Blogmeter, “Italiani e Social Media“, presentata in occasione del recente Marketing Research Forum di ASSIRM. Una ricerca che ci offre sempre spunti interessanti e che fotografa lo stato attuale di come gli italiani usano i social media e quali piattaforme preferiscono. Il dato interessante, e rilevante, che emerge dalla ricerca è che gli italiani si interessano si Sostenibilità anche sui Social Media, tema ormai al centro di qualsiasi dibattito, e questo è un buon segnale.

    Se Facebook e YouTube restano comunque le piattaforme preferite dagli italiani, c’è da rilevare che il fenomeno Clubhouse si è rilevato, a conti fatti, una meteora nel nostro paese. Se è vero che la piattaforma di audio rooms ha contribuito a modificare il panorama social media, e lo abbiamo raccontato sul nostro blog in questo ultimo anno, è anche vero che non ha rapito del tutto l’attenzione degli utenti italiani.

    Queste un po’ gli elementi più rilevanti che volevamo sottolinearvi, ma adesso vediamo la ricerca più nel dettaglio.

    Italiani e Social Media, le piattaforme usate dagli italiani nel 2021

    Come dicevamo all’inizio YouTube e Facebook restano le piattaforme che gli italiani amano di più: in crescita al 90% la piattaforma di Google e in leggero calo, all’87%, la piattaforma di Facebook che da poco ha cambiato il suo nome aziendale in Meta.

    Italiani e social media, ricerca blogmeter 2021- le piattaforme

    Per Facebook, lo vedete anche nel grafico qui sopra, si tratta di un calo maggiore di quello rilevato nel 2020 che potrebbe significare che la piattaforma viene meno usata da una parte della popolazione che invece si orienta verso Instagram, che in forte crescita all’80%.

    E restando sulle piattaforme che crescono di più, sicuramente la piattaforma che fa registrare il dato migliore è TikTok (41%), ormai in ascesa continua anche nel nostro paese. C’è da registrare la crescita rilevante di Twitch (22%), la piattaforma di streaming video che in Italia ha conosciuto grande popolarità proprio durante la pandemia. Si affaccia nel nostro paese anche Reddit; Tinder cresce arrivando al 12%; cresce anche Snapchat (24%).

    In fase ascendente anche Pinterest (50%) che continua a riscuotere successo nel nostro paese; tiene sostanzialmente LinkedIn (46%), mentre Twitter (48%) continua in questa sua fase calante, lo vedete anche nel grafico, nonostante l’avvio di una profonda innovazione della piattaforme e il lancio anche di Twitter Spaces.

    Italiani e Social Media 2021, cresce l’interesse sulla sostenibilitàCome detto sempre all’inizio di questo nostro approfondimento sulla ricerca “Italiani e Social Media”, giunta alla quindi edizione, di Blogmeter, non vi è stato l’exploit di Clubhouse nonostante se ne sia parlato tanto. A pesare, forse, la prolungata scelta di mantenere la piattaforma solo esclusiva di iOS e su invito. Questo ha finito per far scemare l’interesse degli utenti italiani percependola come troppo esclusiva. La nostra considerazione trova conferma nel fatto che l’allargamento, tardivo, su Android non ha sortito l’effetto sperato.

    Come usano i social media gli italiani nel 2021

    La ricerca ci aiuta a scoprire che il 46% degli utenti usa le piattaforme social media per svago e per divertimento; il 34% li usa per riempire i momenti di noia.

    Interessante però notare che quasi un terzo degli utenti italiani (28%) li usa per informarsi e che un quarto di essi (25%) li utilizza per “imparare cose nuove“. Il 23% poi dice di usarli per restare in contatto con amici e familiari. Piccola considerazione, quasi scontata certo, su quest’ultimo dato che ci dimostra come i social media siano cambiati in questi anni. In realtà queste piattaforme nascono con lo scopo di far rimanere in contatto gli utenti con amici e familiari, solo che adesso questa è la motivazione che spinge meno gli utenti a usare questi strumenti. A dimostrazione del fatto che sono cresciute e che sono diventati molto di più di quello per cui erano stati pensati.

    italiani social media blogmeter sostenibilità

    La pandemia ha fatto crescere l’utilizzo dei social media in Italia. Il 39% degli utenti intervistati per la ricerca ha dichiarato di trascorrere più tempo sulle piattaforme e di utilizzarlo per scoprirne di nuove (45%). Su questo ultimo punto è utile sottolineare che il 45% degli utenti italiani continua ad usare sempre le stesse piattaforme che solo il 10% ha sostituito le piattaforme che usava prima della pandemia con altre.

    Italiani e Social Media, cresce l’interesse sul tema sostenibilità ambientale

    Il tema Sostenibilità interessa gli utenti italiani anche sui Social Media. La ricerca di Blogmeter rileva che in un anno si è registrato un incremento del 400% delle conversazioni sul tema Sostenibilità e un incremento del 200% delle interazioni relative a questo tema.

    La gran parte delle conversazioni si è registrata su Facebook, luogo delle conversazioni per eccellenza, vale a dire il 62,3% su oltre 5 milioni di conversazioni esaminate.

    A conferma della crescente attenzione degli utenti italiani verso i temi della sostenibilità ambientale, la ricerca rileva anche che il 42% degli intervistati spenda di più per prodotti e brand realmente sostenibili e responsabili.

    E sempre su questo tema, l’87% degli intervistati concorda sul fatto che sia difficile capire se un’azienda sia realmente responsabile e sostenibile; il 75% sostiene che spesso l’essere verdi delle aziende sia più apparente che reale; il 71% poi afferma di non credere pienamente alle aziende verso il tema green.

  • Acea Innovation Day, l′Innovazione è Sostenibile e Digitale

    Acea Innovation Day, l′Innovazione è Sostenibile e Digitale

    L′Innovazione e Sostenibilità sono ormai due sinonimi. Da qui inizia quel grande processo di ripartenza che vede al centro di tutto le città sempre più connesse e il cuore di nuovi servizi per i cittadini.

    Se c’è un aspetto che tutti abbiamo compreso, dopo la grave pandemia da Covid-19 che ha contrassegnato tutto il 2020, è che l’Innovazione e Sostenibilità sono diventati due sinonimi. L’una non può esistere senza l’altra, sono diventati in poco tempo due facce della stessa medaglia. Questo è una delle considerazioni più importanti emerse dalla Acea Innovation Day, edizione 2021. Una giornata di confronto e di incontro di Acea, dal titolo “Costruttori di Futuro“, con l’obiettivo, raggiunto, di mettere al centro la collaborazione e la condivisione di idee, l’Innovazione e le città sempre più connesse.

    Ai panel della mattinata hanno preso parte Gianmatteo Manghi, Ceo Cisco Italia, Stefano Rebattoni, General Manager IBM Italia, Massimo Tedeschi, Chief Technology Officer Leonardo, Fabio Fregi, Country Manager Google Cloud Italia, Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia, nonché della Presidente di Acea Michaela Castelli e dell’Amministratore Delegato Giuseppe Gola.

    Acea Innovation Day Innovazione Sostenibile Digitale franzrusso.it

    Ognuna di queste aziende è partner di Acea nella costruzione di un ecosistema che possa dare vita a idee, soluzioni e servizi sempre più efficienti e che rispondano ai bisogni dei cittadini. E sullo sfondo vi è il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il piano attraverso cui mettere in pratica tutti i progetti innovativi per il rilancio del paese.

    Le soluzioni messe in campo comprendono Cloud e Intelligenza Artificiale, andando nella direzione del “quantum computing“, come ricordato da Stefano Rebattoni, il quale ha sottolineato come il PNRR possa costituire da acceleratore in questo senso, sull’esempio di quanto avviene in Germania.

    Gianmatteo Manghi ha invece posto l’accento su Come oggi l’Innovazione si muova in tre direzioni: Digitale, Sostenibile e Inclusiva. Un aspetto fondamentale che la pandemia ha messo ancora di più in risalto, è l’importanza della Cyber Security, al centro della partnership tra Acea e Leonardo.

    Acea Innovation Day è stato anche un momento per parlare di e-mobility e self-driving, delle auto a guida autonoma che Google sta al momento sperimentando in Arizona e California, ma che un giorno, non tanto lontano, possano essere realtà concreta anche nel nostro paese con lo sviluppo delle Smart City.

    Allo sviluppo delle Città Connesse possono partecipare le startup, come sottolineato da Claudio Arcudi, che se in possesso di dati, in continuo aumento, posso realizzare soluzioni e servizi sempre più smart e sempre più “as a service“.

    L’occasione dell’evento, svoltosi in parte in presenza e in parte online, ha permesso anche di effettuare una survey, dalla quale è emerso che il futuro sostenibile è green (70%) e che le smart city del futuro dovranno essere connesse e dotate di piattaforme “open” per abilitare sempre nuovi servizi (80%).

    L’Innovazione Sostenibile è reale quando al centro del processo di applicazione viene messa l’efficacia dei progetti stessi, che rappresenta il vero Valore da tenere in considerazione. Bisogna abbracciare una logica da ecosistema dove ogni azienda, ogni attore, contribuisca a realizzare progetti sempre più innovativi, concreti ed efficaci.

    [In collaborazione con Acea Spa]

  • Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo Sviluppo Sostenibile

    Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo Sviluppo Sostenibile

    Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo SviluppoSostenibile. Il Report “Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)”evidenzia come tutta la regione sia indietro rispetto al raggiungimento degli SDGs entro il 2030, ma la strada è indicata.

    Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo Sviluppo Sostenibile. Sembra una frase fatta, ma non lo è. Specie in un periodo così difficile come questo.
    Come già ricordavamo nell’anticipazione del report, a distanza di 10 anni dalla raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, tutta la regione è indietro.
    La presentazione del Report Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)#SDGMedReport –  realizzato da Sustainable Development Solutions Network for the Mediterranean (SDSN Med) e
    Santa Chiara Lab ha messo in evidenza come il ritardo sia abbastanza evidente.
    Eppure, non tutto è perduto, anche se le sfide davanti sono difficili.
    futuro mediterraneo sviluppo sostenibile sdgs
    Alcuni dati:
    • 50 milioni di persone sono a rischio povertà, di cui 23 milioni di europei;
    • il 26% (circa 95 milioni di persone) della popolazione è in condizione di obesità
    • necessità di introdurre pratiche sostenibili nell’agricoltura
    • il 70% della popolazione vive in città ed è esposta ad alte concentrazioni di polveri sottili.
    • occorre potenziare le infrastrutture digitali e garantire una più ampia accessibilità a Internet. Accesso a Internet: 80% in Europa e solo il 57% in MENA (74,4% in Italia).
    https://twitter.com/SDSNMed/status/1328660232629850114
    La costituzione di 6 hubs, in pieno spirito di collaborazione, che è quello che ci salverà sempre, permetterà ai paesi della zona di trovare soluzioni per obiettivi specifici, con la collaborazione di enti e aziende. Ecco quali sono:
    sdgs med hub
    1. educazione e disuguaglianze sociali e di genere (SDSN France);
    2. salute e benessere (SDSN Spain);
    3. energia, decarbonizzazione e produzione sostenibile (SDSN Greece);
    4. cibo, suolo, acqua e mare (SDSN Mediterranean – Italy, con sede in Italia al Santa Chiara Lab – Università di Siena);
    5. città e comunità sostenibili (SDSN Turkey);
    6. rivoluzione digitale (SDSN Cyprus).

    Jeffrey Sachs, uno dei più importanti economisti sulla scena mondiale, Presidente del Sustainable Development Solutions Network (SDSN), ha sottolineato che abbiamo di fronte ben 6 sfide e riguardano: l’economia, il cibo, l’istruzione, l’energia, il sociale e la #digitaltransformation. Ognuna di queste sfide deve essere affrontata “attraverso la ricerca di soluzioni comuni che nasce da una continua collaborazione. Il #GreenDeal europeo è un grande esempio”.

    Il Mediterraneo è una delle zone più vulnerabili ai cambiamenti climatici, un altro elemento che complica la strada verso gli SDGs. La sfida energetica comunque non può prescindere dai trend crescita delle popolazioni nell’area.

    Le sfide che tutta la regione ha davanti per i prossimi 10 anni sono importanti, difficili, certo, ma non impossibili da vincere. Anche perchè è proprio da queste sfide che dipenderà il futuro del Mediterraneo.
  • Sviluppo Sostenibile, il Mediterraneo ancora indietro

    Sviluppo Sostenibile, il Mediterraneo ancora indietro

    Mancano 10 anni al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e l’area del Mediterraneo è ancora indietro. Ecco i dati del Rapporto “Sustainable Development in the Mediterranean” del Santa Chiara Lab di Siena che verrà presentato domani con la presenza di Jeffrey Sachs.

    Il 2020 è un anno particolare, la pandemia sta sicuramente lasciando il segno in molti ambiti. Ma quest’anno ci ricorda anche che mancano 10 anni al 2030, la data in cui devono essere raggiunti i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Una data importante quindi che merita grande attenzione.

    E a proposito dell’attenzione che merita, ad oggi nessun paese del Mediterraneo è sulla strada giusta per il raggiungimento di adeguati livelli di sostenibilità. Questo dato emerge dal Rapporto 2020 “Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)” che domani, 12 novembre 2020 dalle ore 15.15, verrà presentato in un evento online organizzato da Sustainable Development Solutions Network for the Mediterranean Area (SDSN Med) e Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, in  diretta streaming. Alla presentazione prenderanno parte Jeffrey Sachs, fra i massimi esponenti al mondo dello Sviluppo Sostenibile e Presidente del Sustainable Development Solutions Network (SDSN); Angelo Riccaboni, Presidente del network SDSN Med; Nasser Kamel, Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo, insieme alla presenza di importanti istituzioni ed esperti del settore, chiamati a confrontarsi sui risultati dello studio, le possibili soluzioni e le policies indicate dagli autori del report.

    sdgs med report 2020

    Il report, frutto del lavoro congiunto tra il Santa Chiara Lab – Università di Siena, il Sustainable Development Solutions Network for the Mediterranean (SDSN Med) e il Sustainable Development Solutions Network (SDSN) delle Nazioni Unite, analizza il livello di avanzamento verso gli SDGs per 24 Paesi del Mediterraneo con l’obiettivo di favorire l’attuazione di strategie e azioni comuni di trasformazione che possano concretamente portare ad uno sviluppo sostenibile della regione.

    Il Rapporto 2020 ha portato alla costituzione di 6 centri geografici, definiti “Mediterranean Hubs”, suddivisi per competenze tematiche seguendo i principi dei grandi processi trasformativi delineati dal Rapporto sullo sviluppo sostenibile del 2019 realizzato da UN SDSN.

    I 6 Mediterranean Hubs si occuperanno di: educazione e disuguaglianze sociali e di genere (SDSN France); salute e benessere (SDSN Spain); energia, decarbonizzazione e produzione sostenibile (SDSN Greece); cibo, suolo, acqua e mare (SDSN Mediterranean – Italy, con sede in Italia al Santa Chiara Lab – Università di Siena); città e comunità sostenibili (SDSN Turkey); rivoluzione digitale (SDSN Cyprus).

    Inoltre, il Rapporto 2020 definisce un set di politiche consigliate per ciascuna delle principali sfide, una vera e propria roadmap, rivolta a governi, imprese e altri stakeholder, come cittadini, università e enti di ricerca. Con questo Rapporto il network SDSN Mediterranean si pone come attore qualificato per il supporto alle istituzioni e ai decisori politici nell’attuazione dell’Agenda 2030, dimostrando che è possibile e vantaggioso per tutti raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

    I principali risultati del report Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)

    Come dicevamo in apertura, il report non registra progressi per l’area geografica e le singole Nazioni del Mediterraneo rispetto allo scorso anno, i dati rilevati evidenziano che tutta la regione del Mediterraneo è ancora distante dal raggiungimento di tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Stiamo parlando di un’area molo sensibile ai cambiamenti climatici, per vulnerabilità è seconda solo alle regioni artiche, e questo rappresenta una seria minaccia per una regione storicamente complessa da un punto di vista sociale, economico e politico.

    sdsn med report sdgs 2020

    Il Report mette in luce una serie di criticità evidenti che coincidono con le principali sfide da affrontare: 34 in totale, ad ognuna delle quali corrisponde un insieme di azioni (150) che potranno essere attuate da governi e amministrazioni pubbliche, imprese e altri stakeholder.

    Dall’analisi dei risultati emerge in particolare che:

    • Il 12% della popolazione mediterranea è a rischio di povertà con aumento di disuguaglianze sociali e di genere. 50 milioni di persone, di cui 27 milioni europei, sono a rischio di povertà e il 12% della popolazione vive al di sotto della metà del reddito medio; il mercato del lavoro è stagnante e il livello di disoccupazione è mediamente dell’11% (39 milioni di persone); la disuguaglianza di genere in termini di diritti e opportunità di emancipazione per le donne e le ragazze richiede attenzione, specialmente considerando i livelli di scolarizzazione (85% nell’area Middle East e North Africa – MENA), la partecipazione nella forza lavoro (78% Europa; 34% MENA) e nell’attività politica (numero di seggi occupati da donne: 37% Europa; 18% MENA).
    • Il 26% (circa 95 milioni di persone) della popolazione è in condizione di obesità con un generale progressivo abbandono della Dieta Mediterranea. Circa il 26% della popolazione, con quote fino al 35%, è in condizione di obesità (quasi 95 milioni di persone in totale) e si rileva un generale progressivo abbandono della Dieta Mediterranea in favore di alimenti proteici e diete a base di carne, specialmente in Europa.
    • Occorre promuovere l’adozione di pratiche agricole più sostenibili come prerogativa essenziale per migliorare la qualità del cibo. L’agricoltura è praticata con procedure spesso intensive che impiegano fertilizzanti chimici e provocano un eccesso di nutrienti nel suolo e nelle acque
    • La gestione dell’acqua è centrale e risulta seriamente compromessa dai cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici rischiano di compromettere ulteriormente la disponibilità di acqua, specialmente nei Paesi dell’area MENA già in condizioni di scarsità di risorse idriche. Importante potenziare e diffondere tecniche di acquacoltura e incentivare il trattamento di acque reflue, insufficienti in molti Paesi; meno della metà dell’acqua utilizzata riceve un trattamento adeguato (78% Europa; 34% MENA).
    • È urgente che i Paesi adottino standard ambientali condivisi per tutelare la biodiversità, i bacini idrici e le aree marine costiere
    • La qualità dell’aria nelle aree urbane necessita di un attento monitoraggio: il 70% della popolazione vive in città ed è esposta ad alte concentrazioni di polveri sottili. La qualità dell’aria in aree urbane richiede un attento monitoraggio, specialmente considerando che oltre il 70% della popolazione mediterranea vive in città ed è frequentemente esposta ad alte densità di polveri sottili PM2.5.
    • Occorre migliorare l’accessibilità ai servizi di trasporto pubblico e la gestione dei rifiuti così come potenziare le infrastrutture digitali e garantire una più ampia accessibilità a Internet. Accesso a Internet: 80% in Europa e solo il 57% in MENA.

    Ma, di fronte a questo scenario, gli esperti indicano una rodamap, ossia l’individuazione di aree su cui è necessario intervenire:

    • È auspicabile nel futuro supportare e promuovere gli SDGs a livello transnazionale, nazionale e locale. Il “Green Deal” europeo è un primo esempio di quadro operativo coerente condiviso dai Paesi europei, da prendere come riferimento per iniziative simili nell’area MENA e per la definizione di una strategia comune per la sostenibilità nel Mediterraneo
    • I governi e le autorità pubbliche dovranno attuare nuove normative e protocolli di controllo, programmi e piani settoriali e sostenere la cooperazione pubblico-privato attraverso investimenti e incentivi economici
    • I centri di ricerca possono svolgere un ruolo cruciale per indirizzare le scelte e sviluppare meccanismi per il coinvolgimento degli stakeholder, fondamentali per coinvolgere varie parti sociali e costruire un ampio consenso intorno ai processi di trasformazione necessari
    • Le imprese saranno chiamate a modificare la loro mission, organizzando le attività in funzione di una maggiore sostenibilità che diventerà requisito indispensabile per i mercati. Aumentare le performance ambientali e sociali lungo le filiere produttive diventerà un fattore competitivo che progressivamente trasformerà il mercato da un’economia lineare a un’economia circolare
    • Lo sviluppo del digitale potrà assicurare un’ampia accessibilità ai servizi di base e sostenere iniziative di business. Maggiori sistemi di tracciabilità e trasparenza sulle fonti di informazioni andrebbero a vantaggio di una maggiore equità e sicurezza per utenti e consumatori
    • I Paesi ad alto reddito spesso causano forti effetti di spillover in termini socioeconomici e ambientali. L’attuazione degli SDGs da parte dei singoli Paesi non dovrebbe ostacolare quella degli altri. Le partnership internazionali assumono un’importanza centrale per il coordinamento delle azioni a livello transnazionale e per la condivisione di una roadmap comune per la sostenibilità nella regione mediterranea.

    Questi i link dove seguire la diretta domani, che vi consigliamo di seguire, dalle ore 15.15:

    L’hashtag per poter interagire durante lo streaming è #SDGMedReport.

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