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  • Il futuro della stampa 3D passa dall’Italia

    Il futuro della stampa 3D passa dall’Italia

    La stampa 3D sta diventando una delle tecnologie più innovative in grado di dare vita alla Fabbrica 4.0. Ne abbiamo parlato con Lucio Ferranti, presidente e CEO di Energy Group, azienda specializzata nella stampa 3D del gruppo SolidWorld Group.

    La stampa 3D sta rapidamente diventando una delle tecnologie più innovative e rivoluzionarie nell’industria manifatturiera. Con la sua capacità di produrre componenti e prodotti su richiesta, sta cambiando il modo in cui le aziende producono e forniscono i loro beni. In questo contesto, il nostro paese vanta una realtà ormai proiettata a livello internazionale, in grado, in questi ultimi anni, di porsi sul mercato con competenza, visione e, ovviamente, tecnologie.

    In queste ultime settimane, abbiamo avuto modo di conoscere, e raccontare qui sul nostro blog, il gruppo che meglio di altri sta interpretando questo momento di grande innovazione per le aziende, sempre più proiettate a realizzare il modello di Fabbrica 4.0. Quel modello di cui ci aveva parlato Roberto Rizzo, fondatore di SolidWorld Group.

    SolidWorld Group è un’azienda leader settore nel settore della stampa 3D professionale che offre soluzioni complete di produzione additiva (additive manufacturing) e automazione industriale. Il Gruppo aiuta le aziende a migliorare l’efficienza e la flessibilità della produzione, riducendo i costi e i tempi di consegna. E quindi, l’integrazione di tecnologie come la stampa 3D e la robotica consente a SolidWorld Group di fornire soluzioni uniche e altamente personalizzate per ogni cliente.

    Energy Group stampa 3D solidworld franzrusso.it

    In questo percorso di conoscenza del Gruppo, ci siamo resi conto che SoliWorld Group oggi sta contribuendo, in maniera significativa, a costruire il futuro della stampa 3D e questo passa proprio dall’Italia.

    Per comprendere meglio questo aspetto, siamo andati a Bentivoglio, comune a nord di Bologna, dove ha sede Energy Group, società fondata nel 1995 oggi parte di SolidWorld Group. Ad accoglierci è Lucio Ferranti, presidente e AD di Energy Group.

    Energy Group è oggi una divisione di SolidWorld Group che si concentra sulle soluzioni di produzione additiva. Offre servizi di stampa 3D e produzione di componenti per l’industria energetica, automotive, aerospaziale, medicale e non solo. La loro offerta è progettata per aiutare le aziende ad aumentare l’efficienza e la sostenibilità delle loro attività, riducendo i costi e i tempi di consegna.

    L’azienda nasce nel 1995 specializzandosi nei software CAD” – ci racconta Lucio Ferranti. “Nel 2005 siamo entrati in contatto con chi in Italia stava costruendo un network di rivenditori di prodotti Stratasys e ci piaceva l’idea di offrire ai nostri clienti l’opportunità di poter migliorare la prototipazione dei loro prodotti riducendo di molto tempi e costi. La stampa 3D da quel momento ci ha permesso di entrare in mercati per noi conosciuti ed entrare in contatto con aziende prestigiose del comparto Motor Valley. Da quel momento abbiamo compreso le enormi potenzialità della stampa 3D e abbiamo deciso di dedicarci completamente a questo ambito“.

    Energy Group oggi è in grado di coprire le esigenze di tutti i settori industriali e la relazione con i grandi produttori di stampanti 3D, come appunto Stratasys (leader mondiale con una quota di mercato di circa il 30% a livello globale), ha permesso all’azienda di crescere e specializzarsi, diventando sempre più un punto di riferimento.

    All’interno di SolidWorld Group siamo cresciuti ulteriormente, diventando un pilastro del gruppo per quanto riguarda la stampa 3D. Il percorso di crescita fatto in questi anni e la recente quotazione in borsa del Gruppo ci permettono di poter incentivare investimenti in ricerca e sviluppo su soluzioni che vanno verso la connessione di macchine stampanti 3D che comprendono anche robot al controllo dei pezzi realizzati. Si tratta quindi di soluzioni che vanno sempre più nella direzione della Fabbrica 4.0“.

    Come abbiamo avuto modo di vedere nella nostra visita alla Energy Group a Bentivoglio, il futuro della stampa 3D, che vede il nostro paese giocare un ruolo sempre più da protagonista, va ben oltre la semplice produzione di parti e prodotti. La tecnologia si evolve sempre più rapidamente, aprendo la strada a una nuova era di produzione industriale. Pensiamo alla stampa 3D in metalli sta diventando sempre più diffusa, consentendo la produzione di componenti metallici resistenti e leggeri per una vasta gamma di settori, tra cui aerospaziale, automobilistico e medicina, come ci ha spiegato Lucio Ferranti.

    I Gruppo di recente è sbarcata in Medio Oriente aprendo una sede commerciale a Dubai. “Si tratta di un passaggio quasi naturale per il nostro Gruppo che da anni già opera nella zona degli Emirati Arabi. Con questa sede commerciale vogliamo dare continuità di business e la possibilità di avviare relazioni sempre più continue con le aziende. Nella zona” – continua Ferranti – “abbiamo registrato una grande richiesta di competenze tecniche per avviare un business solido e noi siamo lì per questo. Siamo agli inizi ma ci sono già segnali positivi e, per questi motivi, siamo soddisfatti“.

    In conclusione, dopo la nostra visita a Energy Group di Bentivoglio, possiamo dire che oggi la stampa 3D sta diventando sempre più accessibile, con nuove tecnologie che rendono possibile la produzione di parti e prodotti a costi relativamente bassi. Questo sta aprendo la strada a una maggiore personalizzazione e a una maggiore flessibilità nella produzione, con le aziende in grado di produrre parti e prodotti su richiesta, in tempo reale.

    Il futuro della stampa 3D è quindi promettente con l’Italia protagonista e SolidWorld Group sta giocando un ruolo chiave nella sua realizzazione. Con la loro esperienza e le loro soluzioni complete, l’azienda sta aiutando le altre organizzazioni a sfruttare appieno il potenziale della stampa 3D, per creare un futuro più efficiente, personalizzato e anche sostenibile.

    [In collaborazione con SolidWorld Group]

  • Robotica e stampa 3D, ecco come giovano al time to market

    Robotica e stampa 3D, ecco come giovano al time to market

    Dalla ripartenza, i ritmi per le aziende sono sempre più sostenuti. Consideriamo ancora poco quale sia impatto di robotica e stampa 3D, racchiuse all’interno dell’Additive Manufacturing, abbiano anche sul time to market e, di conseguenza, sulle nostre vite.

    Gli ultimi due anni hanno sicuramente segnato la nostra storia recente, lo abbiamo raccontato già diverse volte qui sul nostro blog. E adesso in una fase di ripresa e ripartenza, tutto riprende a ritmi sostenuti, come se ci fosse la corsa a recuperare il tempo perduto. E per “tutto”, si intende davvero tutto. Per rendersene conto, di questa che può sembrare una esagerazione, basta guardare i tempi di consegna di un qualsiasi prodotto acquistato online o in store. I tempi di consegna si sono dilatati, portando con sé tutta una serie di problematiche che si spera di poter risolvere in maniera definitiva (si spera).

    Guardando bene dentro le cose, e spesso ci dimentichiamo di farlo, possiamo renderci conto che in questa fase di ripresa a ritmi sostenuti esistono delle soluzioni che, sebbene solo in apparenza sono anni luce distanti dal nostro quotidiano, in realtà hanno un grande impatto sulle nostre vite, a cui facevamo riferimento prima.

    Ora, guardando il titolo di questo articolo, e leggendo fino a questo punto, vi starete chiedendo “ma cosa c’entra tutto questo con la Robotica, la stampa 3D, il time to market?“. La risposta è semplice: c’entra eccome!

    Le soluzioni appena accennate sono proprio quelle che tante aziende stanno adottando in questa fase, caratterizzata da mercati in fibrillazione, con le complicazioni del conflitto in Ucraina e del tema energetico, hanno come comune denominatore l’impiego di robot e stampa 3D a sostegno della produzione per la riduzione del time to market, ossia velocizzare la produzione per soddisfare una domanda crescente e sostenuta, e l’impiego della stampa 3D per la costruzione di componenti di macchine per evitare che la stessa produzione possa riscontare problemi.

    robotica stampa 3D time to market franzrusso

    Si tratta di soluzioni che in questa fase trovano riscontro in ogni ambito, specialmente nel retail. Se c’è una lezione che le aziende hanno imparato in questi anni è che il processo di digitalizzazione degli impianti deve andare avanti in maniera spedita, abbracciando, appunto, robotica e stampa 3D, quella branca della tecnologia che viene definita Additive Manufacturing. In questo modo le aziende, in una fase di iper-connessione come questa, ce ne parlava proprio qui su InTime Blog Roberto Rizzo, fondatore e presidente di SolidWorld Group S.p.A., gruppo italiano leader del settore, sempre più di respiro internazionale.

    E questo è un mondo che sta apportando innumerevoli innovazioni, per cercare di rispondere alle esigenze delle aziende, in questo particolare momento storico.

    E le innovazioni si concentrano, per lo più, sul miglioramento della tracciabilità del prodotto, sull’efficienza energetica e sulla riduzione dell’impatto ambientale, integrando la progettazione del prodotto e gli aspetti di produzione per ridurre, il sempre più citato, il time-to-market.

    Le aree di interesse della ricerca includono prototipazione rapida (Additive Manufacturing), leggerezza (unione multimateriale, produzione di plastica e metalli, produzione di compositi a base di fibra di carbonio), robotica intelligente (robot agili, robot di consumo, robotica a sciame, cobot), monitoraggio e controllo (controllo wireless delle reti, interfaccia uomo-macchina) e simulazione e modellazione (software di progettazione e simulazione).

    Senza dimenticare, appunto, stampa 3D, sensori e reti wireless, tecnologia dell’informazione e della comunicazione, produzione di compositi, produzione digitale, micro e nano-produzione, laser, software avanzato e tecniche di stampa.

    Tutto questo, lo abbiamo in realtà sintetizzato per dare uno spaccato di quello che stiamo trattando, è alla base di ciò a cui Rizzo faceva riferimento, e cioè la Fabbrica 4.0, l’azienda connessa tecnologica, digitalizzata che abbraccia la robotica e le tecnologie annesse per migliorare la sua produzione e il suo business in generale.

    Per fare un esempio di utilizzo della robotica, molto vicino a noi, per gestire meglio la produzione o anche la distribuzione, nel mese di novembre 2022 Amazon ha presentato “Sparrow”, il warehouse robot che aiuterà i lavoratori negli stabilimenti a rendere l’ambiente di lavoro più efficiente e sicuro. Pensate alla crescita esponenziale di spedizione di prodotti Amazon e come questo possa tornare utile per gestire i carichi di lavoro, in sicurezza.

    Giusto per definire meglio il ruolo della stampa 3D, all’interno del settore dell’Additive Manufacturing, in questa fase, pensate a cosa possa comportare la produzione personalizzata di pezzi all’interno di un processo produttivo. La stampa di pezzi di ricambio o anche proprio di pezzi completi, comporta: riduzione di costi, i costi di produzione sono bassi con l’eliminazione della produzione di scarti; time to market, la fase di ideazione e progetto, e quella di commercializzazione.

    Per dare qualche numero, e per rendere chiara la dimensione dei mercati, Mordor Intelligence ha stimato che il mercato della stampa 3D e quindi dell’Additive Manufacturing è destinato a oltre 63 miliardi dollari entro il 2026. Il mercato dei cosiddetti robot collaborativi (corobot), secondo le stime di Future Market Insights, entro il 2033 dovrebbe raggiungere il valore di 20,5 miliardi di dollari, mentre il mercato della Robotica e Automazione è stimato a 67,48 miliardi di dollari entro il 2032 con una crescita media del 13,8%.

    robotica stampa 3D time to market mercato

    Esempi di impiego dell’Additive Manufacturing sono oggi tanti, ma volendo fare una stima, possiamo certamente citare:

    • Produzione di dispositivi medici: la stampa 3D impiegata per sviluppare prodotti come gli impianti dentali. Inoltre, è possibile realizzare tutta una gamma di prodotti e la finalizzazione di progetti specifici per i pazienti, garantendo confort elevato.
    • Industria automobilistica: le tecniche di produzione additiva sono andate oltre la prototipazione rapida e ora vengono utilizzate per costruire parti di automobili resistenti e leggere. Di conseguenza, le auto di fascia alta possono ottenere parti in fibra di carbonio più leggere e resistenti per migliorare le prestazioni.
    • Industria aerospaziale e della difesa utilizza la produzione additiva per parti leggere e resistenti. Dopotutto, gli aerei e le navette devono resistere alle forze eccessive sperimentate durante il decollo e il volo, e l’uso di parti composite stratificate stampate in 3D è un’ottima soluzione per questo uso specifico.
    • Produzione di articoli discreti più comuni (automobili, mobili, giocattoli, smartphone e aeroplani) utilizzano anche tecniche di produzione additiva per uno sviluppo e una prototipazione del prodotto più rapidi, riducendo il tempo necessario per portare un articolo dal prodotto minimo praticabile alla produzione completa.

    Senza sembrare troppo di parte, ma stiamo parlando proprio del raggio di azione di aziende come SolidWorld Group che presidiamo questi settori con un ruolo da leader, in Italia e nel mondo.

    Ecco, volevamo solo rendere più esplicito e comprensibile cosa si intende davvero oggi l’impiego da parte delle aziende di robot, stampa 3D, intendendo l’Additive Manufacturing in generale, all’interno delle proprie organizzazioni e cicli di produzione. Si tratta di tecnologie e processi di digitalizzazione racchiudibile nel termine Fabbrica 4.0 che ha, e avrà, sempre più un grande impatto sulle nostre vite.

  • SolidWorld Group pronta ad Innovare anche in Medio Oriente

    SolidWorld Group pronta ad Innovare anche in Medio Oriente

    Il Medio Oriente sta diventando uno dei maggiori poli di Innovazione dove sempre di più le aziende decidono di investire. E SolidWorld Group, gruppo leader della stampa 3D, robotica e automazione, vuole giocare un ruolo da protagonista dell’area, aprendo una nuova sede a Dubai.

    Il Medio Oriente, in ottica di Trasformazione Digitale, sta diventando uno dei maggiori poli di Innovazione dove sempre di più le aziende decidono di investire. In un’ottica di investimenti finalizzati a rendere tutta la regione un polo di Innovazione riconosciuto a livello mondiale, aumentano le startup che decidono di spostarsi a Dubai, c’è un grande fermento generale, al punto che ormai tutta la regione si candida a diventare la nuova Silicon Valley.

    E in tutto questo fermento, Dubai, città degli Emirati Arabi Uniti, capitale dell’omonimo emirato, è la città principale che sta attirando sempre più aziende con specifici progetti di sviluppo in ottica di Innovazione Tecnologica e Digitale. L’economia della regione mediorientale e di Dubai è ormai in grande crescita e i numeri recenti lo confermano: +4,6% durante i primi nove mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Ma non solo, Dubai ha da poco presentato un programma di robotica e automazione, guidato dalla Dubai Future Foundation, per aumentare il contributo del settore fino al 9% del PIL entro i prossimi 10 anni, rendendo la capitale una delle prime 10 città nel settore della robotica e dell’automazione a livello globale.

    medio oriente dubai solidworld group

    Un contesto ideale per investire e provare ad agganciare questo trend in crescita. Un’occasione, dunque, che SolidWorld Group S.p.A., società a capo del gruppo leader nel settore delle tecnologie CAD 3D, della stampa 3D, scansione 3D oltre che della robotizzazione e automazione, fondata e guidata da Roberto Rizzo, non vuole lasciarsi sfuggire.

    Infatti, nei giorni scorsi, il Gruppo ha annunciato l’apertura di una nuova sede proprio a Dubai, all’interno della Platinum Tower (190 metri di altezza!) tramite la società di nuova costituzione SolidWorld Middle East DMCC, controllata al 60% da SolidWorld Group e il restante 40% è detenuto da figure professionali operative e già azionisti dell’azienda.

    Per SolidWorld Group si tratta di un primo grande investimento dopo la quotazione in borsa, avvenuta nel novembre 2022, che dimostra l’intenzione concreta di espandere il business a livello internazionale con una strategia ben definita.

    Il Gruppo quindi si troverà ad operare all’interno di un contesto in crescita, estremamente positivo, e metterà a disposizione tutto il suo know-how per supportare trasformazione digitale delle imprese, attraverso consulenza tecnica e rivendita di tecnologie innovative, software, stampanti e scanner tridimensionali, con un focus sui processi di automatizzazione e robotizzazione in un’ottica di Fabbrica 4.0.

    Nella sede di Dubai vi è un team attualmente composto da cinque persone e punta al continuo inserimento di nuove figure commerciali, tecnici e ingegneri, con la prospettiva di sviluppare anche un laboratorio produttivo.

    Con questa iniziativa concretizziamo uno degli obiettivi strategici alla base della quotazione“, ci spiega Roberto Rizzo, fondatore e presidente di SolidWorld Group. “Gli EAU sono impegnati in una transizione dall’economia petrolifera al digitale, attraverso la quale puntano a trasformare Dubai, entro il 2030, in uno snodo globale per aziende basate sulle conoscenze digitali, attente alla sostenibilità e focalizzate sull’innovazione.

    Roberto Rizzo SolidWorld franzrusso.it
    Roberto Rizzo, presidente di SolidWorld Group

    SolidWorld Group non solo dispone delle tecnologie più innovative per accompagnare questo percorso, in cui la stampa 3D riveste un ruolo centrale, ma soprattutto possiede quel know-how che oggi è il vero valore aggiunto del Made in Italy, riconosciuto e apprezzato in tutta l’area medio-orientale“.

    Meccatronica, ecco l′azienda iperconnessa spiegata da Roberto Rizzo

    E ancora, SolidWorld Middle East è stata tra i protagonisti della prossima fiera SteelFab ME, una delle più grandi ed affermate del Medio Oriente per la produzione di metalli e per l’industria della fabbricazione dell’acciaio che è tenuta presso l’Expo Centre Sharjah dal 9 al 12 gennaio 2023.

    Insomma, una grande eccellenza italiana, che ha l’innovazione tecnologica nel suo DNA, sbarca a Dubai con l’intento di giocare un ruolo da protagonista in un momento in cui essere digitali e tecnologicamente avanzati oggi non è più una opzione, ma un asset strategico da cogliere per crescere.

  • Arianna Chieli è la nuova digital strategist di 40Degrees

    Arianna Chieli è la nuova digital strategist di 40Degrees

    Arianna Chieli, nota fashion-infuencer su Instagram, giornalista di moda ed esperta di digital marketing, è la nuova digital strategist di 40Degrees, la full-service agency, guidata da Matteo Pogliani, completamente dedicata all’influencer marketing

    Arianna Chieli, nota fashion-infuencer su Instagram, giornalista di moda ed esperta di digital marketing, è la nuova digital strategist di 40Degrees, la full-service agency, guidata da Matteo Pogliani, completamente dedicata all’influencer marketing.

    Arianna Chieli è una professionista di grande esperienza nel mondo del digitale, se ne occupa ormai dal 2009, vantando una lunga carriera nel web, ricca di esperienze eterogenee che le hanno permesso di attraversare tutte le evoluzioni della rete.

    Giornalista, come dicevamo, sfrutta le competenze maturate sui social, creando format social/web/Tv e occupandosi di influencer marketing e brand journalism.

    La collaborazione tra 40Degrees e Arianna Chieli nasce da una visione comune verso una tipologia di content creation in cui l’influencer marketing è utilizzato come leva per raccontare storie, instaurare relazioni e promuovere valori in maniera sinergica tra brand e creator.

    Arianna Chieli 40Degrees

    “Il mio obiettivo” – ha commentato Arianna Chieli – “è di portare, in 40Degrees, un grande contributo creativo, con un focus soprattutto nello sviluppo di nuovi format, seguendo le loro evoluzioni nel tempo in linea con i trend, le esigenze dei brand, le peculiarità dei creator e l’interesse degli utenti. Con l’ascesa dei Reel e di TikTok, abbiamo davanti a noi un palinsesto da riempire che offre molte possibilità, e creare dei contenuti d’impatto e innovativi può essere un valore aggiunto per tutti. Sia per chi ci trascorre del tempo per intrattenersi, sia per chi, con la creator economy, ci lavora”.

    E se c’è qualcuno che in questo inizio 2023 comincia a mettere in discussione l’Influencer Marketing, è il caso di dire che i numeri dicono ben altro.

    L’influencer marketing è ora parte integrante del digital marketing, permettendo alle aziende di coinvolgere il pubblico, promuovere autenticità e fiducia. Come nota The State of Influencer Marketing 2022: Benchmark Report, il settore nel 2022 è cresciuto fino a circa 16,4 miliardi di dollari quest’anno. Una questa crescita sostenuta dal continuo successo di TikTok, dalle nuove funzionalità di social commerce e dalle campagne sempre più basate sui dati.

    Le stime per il 2023 sono in crescita, ovviamente, e quindi la visione che Arianna Chieli porterà all’interno di 40Degrees, e nelle nuove collaborazioni, è assolutamente in linea con i trends. E del resto, avendo modo di conoscere direttamente Arianna Chieli, la sua professionalità e la sua grande ambizione, non poteva essere diversamente.

  • ChatGPT, ecco come viene impiegato con intenti malevoli

    ChatGPT, ecco come viene impiegato con intenti malevoli

    Ormai ChatGPT, il chatbot di Intelligenza Artificiale creato da OpenAI, è diventato virale e tutti ne parlano. Ma oltre alle grandi opportunità che si presentano, come sempre, ci sono anche dei grandi rischi. Eccone alcuni.

    Ormai non si parla d’altro, da circa un mese, se non di Intelligenza Artificiale e ChatGPT. E questo perché il software, realizzato da Open AI, l’organizzazione fondata da Elon Musk e Sam Altman, ha lanciato il software che permette una interazione diretta con l’essere umano, rispondendo per iscritto a esigenze concrete. Da quel momento il fenomeno è diventato virale e tutti ne parlano.

    Basta dare un piccolo monitoraggio con Google Trends per sincerarsi di quanto sia cresciuto l’interesse verso ChatGPT.

    Per non parlare delle notizie più recenti che parlano di Microsoft pronta ad investire 10 miliardi di dollari in Open AI per non mancare la grande occasione di implementare l’intelligenza artificiale all’interno di Bing, il suo motore di ricerca.

    Eppure, il grande fisico e matematico Stephen Hawking sosteneva che una intelligenza artificiale molto evoluta avrebbe potuto mettere a rischio la stessa esistenza umana, “dobbiamo far fare all’AI quello che vogliamo che faccia“.

    E sulla base di questo monito Elon Musk e Sam Altman hanno dato vita ad Open AI nel tentativo di dare vita ad una Intelligenza Artificiale più controllabile e gestibile.

    Un grande intento, non c’è che dire, ma, come ogni cosa, anche questa modalità presenta dei rischi e dei pericoli, oltre ai grandi vantaggi.

    chatgpt openai usi malevoli franzrusso.it

    Ci soffermiamo proprio su alcuni pericoli che iniziano ad essere rilevati, perché al momento ChatGPT può essere usato da chiunque. Pensate che a dicembre, al suo lancio, in soli 5 giorni sono stati registrati oltre 1 milioni di utenti, un risultato straordinario. Tanto straordinario se pensate che Facebook ci ha impiegato 10 mesi prima di arrivare al milione di utenti e Netflix, invece, tre anni. Certo, sembrano esempi lontani, ma era giusto per dare la dimensione del clamore mediatico che si è creato attorno a Chat GPT.

    Ora, questo tipo di modalità di scrittura automatizzata, attraverso una intelligenza artificiale, come ChatGPT sta interessando proprio tutti, inclusi hacker e cyber criminali in generale.

    Un aspetto, questo, che comincia ad essere monitorato dalle agenzie che si occupano di cybersecurity perché sono già in atto azioni malevoli che potrebbero, più di quanto non lo sia già, trarre l’utente in inganno.

    Gli esempi sono già attivi attraverso trolling sui social media, la società WithSecure durante una sua indagine ha creato un account di un’azienda inventata, con relativo account del CEO Kenneth White, istruendo l’intelligenza artificiale a scrivere post sui social media al fine di attaccare il CEO a livello personale, minacce incluse.

    Ma questo non è che un piccolo esempio di ciò che i criminali digitali potrebbero creare usando un software come Chat GPT. Basti pensare a truffe sulle criptovalute organizzate in maniera da sembrare credibili, con account fake che, grazie all’IA, presentano contenuti persuasivi e convincenti.

    Anche Check Point Research (CPR), la divisione Threat Intelligence di Check Point Software, sta osservando i primi casi di criminali informatici e utenti che utilizzano ChatGPT per sviluppare tool pericolosi. E i ricercatori di Check Point Software segnalano che gli hacker potrebbero utilizzare ChatGPT e Codex di OpenAI per eseguire attacchi mirati. Per dimostrarlo, CPR ha utilizzato ChatGPT e Codex per produrre e-mail e codici malevoli e una catena di infezione in grado di colpire i computer degli utenti.

    Con questa modalità, CPR è stato in grado di creare una e-mail, con un documento Excel allegato, contenente codice dannoso in grado di scaricare reverse shell. Gli attacchi di reverse shell puntano a connettersi a un computer e a reindirizzare le connessioni di input e output della shell del sistema di destinazione, in modo che l’aggressore possa accedervi da remoto.

    Questi gli step eseguiti dai i ricercatori di CPR:

    • Chiedere a ChatGPT di impersonare una società di hosting

    chatgpt email webhosting CPR franzrusso.it

    • Chiedere a ChatGPT di ripetere la procedura, creando un’e-mail di phishing con un allegato Excel malevolo

    chatgpt email phishing CPR franzrusso.it

    • Chiedere a ChatGPT di creare un codice VBA dannoso in un documento Excel

    chatgpt codice vba dannoso CPR franzrusso.it

    Codice di Open AI

    CPR è stato anche in grado di generare codice malevolo utilizzando Codex, ponendo richieste come:

    • Eseguire uno script di shell inversa su una macchina Windows e connettersi a un indirizzo IP specifico.
    • Verificare se l’URL è vulnerabile a SQL injection accedendovi come amministratore.
    • Scrivere uno script python che esegua una scansione completa della porta sul computer di destinazione.
    • Conseguentemente il codice dannoso è stato generato da Codex.

    ChatGPT può alterare significativamente il panorama delle minacce informatiche“, dice Sergey Shykevich, Threat Intelligence Group Manager at Check Point Software. “Ora chiunque abbia risorse minime e zero conoscenze nel codice, può facilmente sfruttarlo a scapito della sua immaginazione. Per mettere in guardia il pubblico, abbiamo dimostrato quanto sia facile utilizzare la combinazione di ChatGPT e Codex per creare e-mail e codice dannosi. Credo che queste tecnologie AI rappresentino un altro passo avanti nella pericolosa evoluzione di capacità informatiche sempre più sofisticate ed efficaci“.

    E ancora, i ricercatori CPR hanno scoperto che il 29 dicembre 2022, su un popolare forum di hacking clandestino, è apparso un thread intitolato “ChatGPT – Benefits of Malware“. L’autore del thread ha rivelato che stava sperimentando ChatGPT per ricreare dei malware e le tecniche descritte nelle pubblicazioni di ricerca e negli articoli sui malware più comuni.

    In realtà, anche se questo individuo potrebbe essere un aggressore molto tech, questi post sembravano dimostrare ai criminali informatici meno capaci tecnicamente come utilizzare ChatGPT per scopi dannosi, con esempi reali che possono utilizzare immediatamente.

    Il 21 dicembre 2022, un aggressore soprannominato USDoD ha pubblicato uno script Python, che ha sottolineato essere il “primo script che abbia mai creato“. Quando un altro criminale informatico ha commentato che lo stile del codice assomiglia a quello di OpenAI, USDoD ha confermato che OpenAI gli ha dato una “bella mano a finire lo script con una bella portata“.

    Ciò potrebbe significare che i potenziali criminali informatici che hanno poche o nessuna capacità di sviluppo potrebbero sfruttare ChatGPT per sviluppare tool dannosi e diventare nuovi criminali informatici a tutti gli effetti con capacità tecniche.

    Ecco, questo lo scenario, pericoloso, che non va assolutamente sottovalutato. Val la pena quindi abbracciare queste nuove innovazioni, sapendo però che le stesse possono nascondere pericoli poco conosciuti o, addirittura, amplificarli, rendendo tutto molto più complicato da gestire.

    Ovviamente, questa non è che una parte e ci ritorneremo sicuramente più avanti.

    Immagine di copertina: ChatGPT su schermo pc, foto di @rokas91 - Depositphotos
  • Meccatronica, ecco l′azienda iperconnessa spiegata da Roberto Rizzo

    Meccatronica, ecco l′azienda iperconnessa spiegata da Roberto Rizzo

    Il nostro è un paese di eccellenze, sembra una frase fatta ma non lo è. E tra queste ci sono eccellenze in settori economici fondamentali per il nostro Paese che meritano di essere conosciute meglio. Come SolidWorld, raccontata in questa intervista a Roberto Rizzo, presidente di SolidWorld Group.

    L’Italia è un paese di eccellenze, lo sappiamo bene. Sembra una frase fatta, di quelle che si sentono spesso; invece, esistono aziende che sono eccellenze in settori economici fondamentali per il nostro Paese che meritano di essere raccontate e fatte conoscere.

    Uno dei settori in cui l’Italia eccelle è quello della Meccatronica (nome che nasce dalla fusione tra meccanica ed elettronica, non il massimo diciamolo), settore che studia il modo di far interagire tre sottosettori, come la meccanica, l’elettronica e l’informatica, allo scopo di automatizzare i sistemi di produzione, semplificando e sostituendo il lavoro umano.

    L’Italia, come dicevamo, dal punto di vista della Meccatronica è un paese di eccellenze, tanto per dare qualche numero, stiamo parlando di un settore che genera un giro di affari da oltre 430 miliardi di euro in un anno, nel 2021, e che si è dimostrato uno dei settori più vivaci tali da guidare l’economia italiana nella fase post-pandemia. Tutto il settore rappresenta un terzo dell’export italiano, vale a dire oltre il 34%.

    meccatronica azienda iperconnessa roberto rizzo

    All’interno di questo settore esiste ormai dal 2000 una vera eccellenza italiana come SolidWorld, fondata dall’ingegner Roberto Rizzo. L’azienda di Treviso è oggi quotata nel segmento Euronext Growth Milan, il Gruppo, composto oggi da 11 aziende è leader nello sviluppo e integrazione delle più moderne e complete tecnologie digitali 3D, in ambito software e hardware, all’interno delle aziende manifatturiere per supportare e accelerare la loro trasformazione verso la Fabbrica 4.0.

    SolidWorld è una realtà ormai consolidata con 14 sedi operative, 3 poli tecnologici, più 150 dipendenti e un fatturato di 55 milioni di euro a fine 2021.

    Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che nonostante le difficoltà, di un settore come il nostro, non bisogna mai smettere di investire” – ci dice Roberto Rizzo. “Nonostante un periodo difficile che ha toccato tutti, e in particolare il settore in cui operiamo, abbiamo continuato a credere nei nostri progetti e continuiamo il nostro percorso in Ricerca e Sviluppo, perché è solo in questo modo che si costruisce il futuro, puntando sulle competenze delle persone“.

    Roberto Rizzo è tra i primi ingegneri aeronautici a laurearsi alla facoltà di Ingegneria Aeronautica dell’Università La Sapienza, sotto la guida del Prof. Luigi Broglio, considerato il padre dell’astronautica italiana. Dopo aver fondato la CadCam Studio, specializzata nella progettazione di stampi complessi per il settore automotive, attraverso un software CAD 3D israeliano di derivazione aeronautica, nel 2003 fonda SolidWorld, con l’obiettivo di applicare il know how relativo alla progettazione virtuale tridimensionale a nuovi settori.

    SolidWorld utilizza tecnologie proprietarie, integrando software importati dall’estero. Il percorso fatto in questi anni ci ha permesso di allargare l’azienda acquisendone altre per completare l’offerta affiancando al software la parte hardware. Pensi che siamo stati tra i primi a fornire stampanti 3D per l’industria, integrandole con la progettazione.
    SolidWorld Group oggi – continua Rizzo – conta 12 aziende distribuite in tutta Italia, di cui tre sono poli tecnologici, cioè vere e proprie fabbriche digitali che producono per i nostri clienti. Ci teniamo a curare direttamente tutta la filiera dalla progettazione di un nuovo prodotto alla realizzazione degli esecutivi, fino al collegamento con i software.”

    Ma quando parla di Fabbrica 4.0 cosa intende?

    Guardi, oggi viviamo in un contesto che possiamo tranquillamente definire di iper-connessione. Siamo tutti perennemente connessi e questo deve riguardare anche le imprese per migliorare la vita dell’azienda. Questa condizione di iper-connessione oggi coinvolge tutti gli ambienti dell’azienda, dalla produzione alla progettazione, dalla logistica alla delivery. Industry 4.0 non è altro che connettività: software connessi per controllare tutto il processo, facendo comunicare tra loro tutte le fasi produttive. Come sappiamo, ’Italia è la seconda manifattura d’Europa, ma, a differenza della Germania, facciamo ancora fatica a lavorare sui grandi volumi.

    Ecco, grazie a tutto questo le nostre fabbriche oggi sono molto flessibili, il design e il concetto di funzionalità sono la forza dei loro prodotti. Con tutte le tecnologie avanzate di oggi le aziende hanno la possibilità di riprogrammare velocemente l’attività in funzione delle esigenze del cliente“.

    Roberto Rizzo SolidWorld franzrusso.it
    Roberto Rizzo, presidente di SolidWorld Group

    Come è riuscita SolidWorld a superare le grandi difficoltà degli ultimi due anni?

    Come dicevo prima, abbiamo puntato molto su noi stessi e sulla nostra capacità di resistere alle difficoltà. Basti pensare anche all’elevato costo dell’energia e alle congiunture internazionali che hanno dei riflessi sulla nostra economia e sulla vita delle aziende, come quelle dei cittadini. Puntare su noi stessi significa essere in grado anche di affrontare un processo di reshoring che si sta verificando, e noi siamo pronti.

    Per farle un esempio, tra i nostri clienti c’è uno storico marchio di biciclette riconosciuto in tutto il mondo, che ha dichiarato che tornerà a produrre tutto in Italia. Un altro cliente realizza vasche da bagno di altissima qualità, e la fabbrica intelligente permette loro di coniugare due esigenze: la perfezione del prodotto e i tempi di consegna molto ridotti. Ma SolidWorld è molto forte sull’automotive e anche nel settore aerospaziale.

    La nostra azienda oggi affianca oltre 200 aziende del settore, tra cui Leonardo: la stampa 3D consente di costruire rapidamente piccole tirature di parti finite, componenti custom, attrezzature speciali e prototipi estremamente complessi e accurati, garantendo la massima riservatezza e tempi rapidi. Si tratta di una trasformazione riflette anche un cambiamento sociale del modo di intendere il lavoro“.

    Cambia il modo di intendere il lavoro e cambiano anche le competenze?

    In effetti è così. In un contesto come questo, con l’economia che riparte, con questo processo di reshoring ormai avviato, nel nostro Paese facciamo fatica a trovare tecnici specializzati. Come SolidWorld sentiamo molto questa esigenza e facciamo la nostra parte avviano percorsi specifici con gli Istituti Tecnici e le Università italiane per avviare collaborazioni con l’obiettivo si specializzare i ragazzi. Ci teniamo molto e siamo molto attivi su questo.

    Per citare due iniziative, SolidWorld insieme a Umana ha dato vita a Insight4Works, una Academy aperta a diplomati e laureati di tutta Italia con un curriculum di tipo tecnico, dedicata allo sviluppo delle competenze digitali necessarie per l’inserimento dei giovani nelle ‘fabbriche digitali’, caratterizzate da interconnessione e un alto tasso di innovazione tecnologica. E poi Imi Academy (Innovation Management Institute), nata in collaborazione con altre aziende e professionisti, un nuovo ente di formazione nell’ambito della cultura digitale, con la mission di formare nuove figure professionali e manager consapevoli e preparati nell’ambito delle nuove tecnologie, ed in particolare della realtà virtuale e aumentata (XR)“.

    Di recente avete finalizzato una nuova importante operazione che ha dato vita a SolidFactory. Quale sarà il ruolo di questa nuova azienda?

    Le aziende sono alla ricerca di interlocutori che possiedano il know-how necessario per guidarle nei processi di transizione digitale e di Industry 4.0. Si tratta di un processo fondamentale, in una situazione di costante incertezza delle forniture e di forte instabilità geopolitica globale, in ottica di reshoring, come le dicevo prima. Secondo l’ultima indagine del centro studi di Confindustria, su un campione di più di 700 imprese, quasi la metà, con forti legami con l’estero, hanno già riorientato le loro produzioni verso l’Italia o intende farlo entro pochi anni.

    L’obiettivo è che SolidFactory diventi non solo il player di riferimento, in grado di garantire una consulenza sartoriale, per le aziende di tutti i settori industriali che intendono intraprendere un percorso di Digital Automation dei loro processi ma che nell’arco dei prossimi 5 anni, diventi il punto di forza del settore della meccatronica per il Gruppo SolidWorld”.

  • Accenture e Gedi, partnership per accelerare la trasformazione digitale

    Accenture e Gedi, partnership per accelerare la trasformazione digitale

    Accenture e Gedi annunciano una partnership all’insegna della trasformazione digitale. E in virtù di questa partnership, Accenture acquisisce due rami di Gedi Digital che confluiscono nella nuova Accenture MediaTech.

    La notizia è importante perché coinvolge due grandi aziende. Ma lo è anche perché incarna quei principi di cui si parla in questa fase. E cioè quelli della collaborazione e della trasformazione digitale, attraverso lo sviluppo di nuove competenze. Le sfide che le aziende hanno davanti possono essere vinte solo abbracciando questi principi.

    Accenture, azienda globale di servizi professionali con capacità avanzate in campo digitale, cloud e security e GEDI Gruppo Editoriale, una delle più importanti media company europee, hanno stretto un accordo di lungo termine per accelerare la trasformazione digitale del Gruppo.

    Nell’ambito dell’accordo, Accenture acquisisce due rami d’azienda di GEDI Digital: “Operations Multimediali” e “Demand & Delivery”, attivi nello sviluppo tecnologico e gestione dei contenuti multimediali del Gruppo editoriale. I due rami d’azienda confluiscono nella nuova realtà Accenture MediaTech, a cui GEDI rimane legata attraverso un contratto per l’acquisto di servizi di durata pluriennale.

    Accenture gedi accordo trasformazione digitale

    L’accordo prevede che Accenture supporti GEDI in qualità di partner nell’implementazione e nella gestione operativa delle tecnologie digitali del mondo Media. In particolare, Accenture MediaTech si occuperà del funzionamento, della progettazione e dello sviluppo dei sistemi, delle app digitali e del front-end dei siti web di GEDI, oltre che dell’implementazione delle tecnologie cloud, dei servizi di cybersecurity e di tutte le attività a supporto della progettazione di prodotti grafici e multimediali (Visual Lab, montaggio audio e video, produzione di podcast, progetti speciali e gestione studi televisivi).

    La nuova Accenture MediaTech accresce la rete di poli specializzati in tecnologie avanzate di Accenture in Italia e consente all’azienda di arricchire la propria offerta con servizi editoriali innovativi dedicati sia alle organizzazioni del settore Media che ad aziende di altri mercati, supportandoli nello sviluppo di servizi multimediali su ampia scala, attraverso competenze altamente professionalizzate.

    L’operazione è coerente con la strategia di crescita di Accenture, volta ad acquisire competenze cruciali nei mercati e nei settori chiave in rapida espansione e per aiutare i clienti a generare valore a 360°.

    Per GEDI la collaborazione con Accenture si inserisce nel percorso di trasformazione digitale intrapreso dal Gruppo e mira ad accelerare il processo di innovazione nell’offerta di contenuti multimediali in un mercato in rapida evoluzione. GEDI potrà quindi focalizzarsi sul core business di creazione e valorizzazione di progetti editoriali su tutte le piattaforme e mezzi a disposizione Gruppo.

    Il trasferimento dei rami d’azienda garantirà alle persone coinvolte di accedere al network di Accenture e ai suoi programmi, finalizzati ad una continua evoluzione delle competenze e alla crescita professionale.

    accenture mauro macchi
    Mauro Macchi, AD Accenture Italia

    Lavorando a stretto contatto con le imprese italiane, supportiamo la crescita sostenibile di ogni business, portando valore ai singoli mercati e scalando gli esempi virtuosi per contribuire alla modernizzazione del Sistema Paese” – ha commentato Mauro Macchi, Amministratore Delegato di Accenture Italia. “Con Accenture MediaTech, oggi diamo vita ad una piattaforma innovativa che, attraverso il know-how di Accenture, è in grado di fornire un catalogo di servizi tecnologici e multimediali di prim’ordine, che possono accelerare la trasformazione del settore. La nuova realtà rappresenta un luogo in cui richiamare e valorizzare i migliori talenti che attraverso il confronto con le tecnologie di frontiera potranno arricchire le proprie competenze specializzate in un settore estremamente dinamico. Un contributo che, ci auguriamo, permetterà di plasmare un nuovo scenario per il mondo dell’editoria e di intraprendere un percorso di crescita sostenibile.

    Daniele Bianchi, Amministratore Delegato di GEDI Digital, ha così commentato: “La partnership che avviamo oggi riconosce l’eccellenza tecnologica che GEDI ha raggiunto nel digitale in questi anni. Per cogliere i nuovi, più ambiziosi obiettivi di sviluppo che ci siamo posti è necessaria ora un’ulteriore accelerazione: con MediaTech avremo accesso a strumenti e a best practices internazionali sempre all’avanguardia, grazie alla forza e alle competenze di un player come Accenture. Questo ci permetterà di concentrare le nostre risorse nel cuore del business editoriale: la creazione e la valorizzazione di contenuti di qualità, per rispondere sempre meglio ai bisogni informativi e di intrattenimento dei nostri lettori e utenti.

  • Gruppo Unipol arriva su TikTok per parlare alla Generazione Z

    Gruppo Unipol arriva su TikTok per parlare alla Generazione Z

    Il Gruppo Unipol approda su TikTok, una delle prime aziende del settore assicurativo a sbarcare sulla piattaforma di ByteDance. Il gruppo coinvolgerà alcuni tra i creator più seguiti per instaurare un dialogo con la Generazione Z.

    Non sono tanti i casi di aziende che approdano su TikTok nel nostro paese ed è per questo che vogliamo segnalarvi il caso del Gruppo Unipol, uno dei pochi casi corporate del settore assicurativo a sbarcare sulla piattaforma di ByteDance.

    Trattandosi di una piattaforma social media con peculiarità evidenti, vista la esclusività del contenuto video, Grippo Unipol vuole sperimentare nuove forme di comunicazione e, in questo caso, ponendosi come obiettivo quello di rivolgersi alla Generazione Z per raccontare la propria dimensione nella sua interezza e attrattività, oltre la sua natura assicurativa.

    I contenuti saranno condivisi in linea con lo stile e i desideri del target del canale. La regola è quella di divertirsi e imparare in maniera semplice e intuitiva, grazie a un ricco piano editoriale che vedrà il coinvolgimento di alcuni tra i creator più famosi in Italia, tra i quali Mathias Loi, Andrea Nuzzo, Marilù Casini, Matteo Albrizio e Andrea Borello. Nel dettaglio, i TikToker affronteranno temi che variano dalla mobilità sostenibile alla sicurezza informatica, dal welfare alle difficoltà che i giovani incontrano nel mondo del lavoro.

    Unipol TikTok 2022

    Ai contenuti dei creator si aggiungeranno, ogni settimana, quelli redazionali dedicati ai temi trattati su Changes, il progetto editoriale del Gruppo Unipol. Nei video saranno così affrontati i cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra società sotto numerosi punti di vista, come la tecnologia, l’ambiente e il benessere.

    Con questo primo canale TikTok si estende ulteriormente l’ecosistema social corporate del Gruppo Unipol, sempre più media company impegnata nella produzione e nella distribuzione di contenuti proprietari – gestiti attraverso UnipolGroup Press Room e UnipolSai Corporate – sulle piattaforme LinkedIn, Facebook, Instagram, Twitter, Youtube e sul blog Changes, con stili e linguaggi diversi a seconda dei contenuti e dei relativi target.

    Un caso che ci piacerà seguire, e vi invitiamo a farlo, a questo link https://www.tiktok.com/@unipolgroup_pr. Da segnalare che la strategia del canale, lo scouting dei creator e la gestione diretta sono a cura di iCorporate, da anni a fianco di Unipol nello sviluppo del suo ecosistema social.

  • Ana Mazzeo è la nuova Country Manager Italia di WOBI

    Ana Mazzeo è la nuova Country Manager Italia di WOBI

    Ana Mazzeo è la Country Manager Italia di WOBI – World of Business Ideas. “Mi metterò subito all’opera per valorizzare al meglio le persone”.

    Ana Mazzeo è la Country Manager Italia di WOBI – World of Business Ideas -, l’hub globale di contenuti business che si pone l’obiettivo di aiutare le aziende e i top manager a migliorare il modo in cui gestiscono le proprie organizzazioni.

    Donna manager e mamma, Ana Mazzeo è nata in Argentina e approdata prima in Spagna e poi in Italia. Nel corso degli anni, grazie alle sue grandi capacità, ha saputo costruirsi una carriera di successo fondata su grande determinazione e impegno che le hanno permesso di cogliere le opportunità che le si sono poste lungo il suo percorso.

    Entrata in WOBI nel 2005 quasi per caso, fin dall’inizio si è occupata dello sviluppo del Word Business Forum, evento di punta di WOBI nonché appuntamento fisso per la business community che nel 2022 celebrerà la sua diciannovesima edizione. Ogni anno l’iniziativa riunisce oltre 2.800 partecipanti, costituiti principalmente da alti dirigenti, pronti per ascoltare il dibattito dei massimi leader politici e imprenditoriali.

    Ana Mazzeo è la Country Manager Italia di WOBI – World of Business Ideas. “Mi metterò subito all’opera per valorizzare al meglio le persone”.

     

    Un inizio particolarmente sfidante per Ana Mazzeo, contrassegnato dal trasferimento in un Paese diverso – l’Italia – e dalla conoscenza di una nuova lingua. Quattro anni dopo, nel 2009, è stata nominata Sales Director Italy e dopo soli due anni è stata promossa Business Development Europe, un ruolo che le ha permesso di viaggiare molto in Europa.

    Diventare Country Manager Italia di WOBI per me è un’immensa soddisfazione a livello professionale e personale, l’esempio di come gli sforzi possano essere ripagati, la riconoscenza di anni di duro lavoro che mi hanno portato a raggiungere questo traguardo tanto desiderato” – ha dichiarato Ana Mazzeo. “Ringrazio tutti coloro che mi sono sempre stati vicini, che hanno creduto in me e hanno contribuito alla mia crescita. Ora mi metterò subito all’opera per valorizzare al meglio le persone, costruire un team solido e unito, creare un ambiente positivo e inclusivo perché questo, per me, è di fondamentale importanza”.

    E a proposito del World Business Forum di WOBI, l’appuntamento è per il prossimo 8 e 9 novembre 2022 al MiCo-Miano Congressi.

  • Le aziende che investono in Innovazione crescono di più

    Le aziende che investono in Innovazione crescono di più

    Le aziende che investono in Innovazione crescono di più, si registra infatti un impatto positivo su crescita e fatturato. Questo risulta dalla ricerca di Accenture presentata insieme ad AIFI.

    Il titolo sembra scontato, ma in verità non lo è. E l’occasione per riaffermare questo concetto è stato il recente evento, finalmente in presenza, organizzato da Accenture e AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) “Corporate Venture Capital – Un ponte tra aziende e innovazione“, con la moderazione della giornalista de Il Sole 24 ore, Monica D’Ascenzo.

    Dall’incontro è venuto fuori il concetto che dovrebbe accompagnare tutte le aziende in questa fase, e cioè che le aziende italiane che investono in innovazione registrano un impatto positivo su crescita e fatturato.

    Sandro Bacan, Accenture Innovation Lead, ha presentato una interessante ricerca realizzata da Accenture che fotografa lo stato dell’arte delle aziende rispetto a strategie di Open Innovation.

    aziende crescita corporate venture capital

    Dalla ricerca è emersa una forte crescita generale degli investimenti. Solo nell’ultimo anno, infatti, sono stati investiti complessivamente nel CVC 169,3 miliardi di dollari, più del doppio del record annuale di 70,1 miliardi registrato nel 2020.

    E, sulla base delle interviste effettuate, sono stati definiti cinque fattori abilitanti, che si possono definire come dei pilastri chiave necessari a una gestione di successo nel CVC:

    • Definire la strategia e gli obiettivi, che in un CVC possono essere di natura strategica e/o finanziaria.
    • Scelta accurata della governance, del personale e degli investimenti.
    • Definire i metodi e i processi.
    • Generare valore per le startup del proprio portafoglio.
    • Remunerare e motivare i dirigenti e i team del CVC allo scopo di garantire una corretta struttura di incentivazione.

    A livello globale – ha affermato Sandro Bacanil ricorso al Corporate Venturing è una prassi consolidata con volumi di investimento che sono più che raddoppiati tra il 2020 e il 2021. Oggi il concetto di innovazione riguarda anche la governance delle organizzazioni, non può più essere circoscritto all’interno, ma deve aprirsi all’esterno facendo leva su architetture aperte. Un investimento di corporate venture capital di successo è quello che trova continuità nel tempo, generando un valore aggiunto e un reciproco scambio di competenze ed esperienze tra le società controllanti e le nuove imprese. È un percorso che facciamo anche in Accenture, accompagnando le imprese con cui collaboriamo in un percorso di “Continuous reinvention” per rispondere in tempi rapidi al sempre più mutevole contesto di mercato”.

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