Categoria: WhatsApp

  • WhatsApp, ecco i pagamenti digitali in Brasile con Facebook Pay

    WhatsApp, ecco i pagamenti digitali in Brasile con Facebook Pay

    Il Brasile è il primo paese ad avere abilitati i pagamenti digitali su WhatsApp. I 120 milioni di utenti dell’app potranno effettuare o ricevere pagamenti attraverso Facebook Pay. Mark Zuckerberg ha trovato così il modo per monetizzare l’app acquisita nel 2014.

    Alla fine Mark Zuckerberg c’è riuscito a monetizzare WhatsApp, l’app di messaggistica più usata al mondo entrata a far parte della famiglia Facebook nel 2014. E non stiamo parlando di pubblicità, come si è detto più volte, e non è detto che poi non accada sul serio. Il modo per guadagnare anche da WhatsApp Zuckerberg l’ha trovato attraverso Facebook Pay, un progetto di pagamenti digitali lanciato con Libra e ora diventato concreto.

    whatsapp pagamenti digitali brasile

    Infatti, in Brasile da oggi sarà possibile effettuare e ricevere pagamenti su WhatsApp proprio grazie a Facebook Pay. Ricordiamo che il Brasile non è scelto a caso, rappresenta, con 120 milioni di utenti, il secondo mercato più grande di WhatsApp. Il primo è l’India, il primo paese in cui nel 2018 Facebook decise di sperimentare i pagamenti digitali all’interno dell’app di messaggistica, rimasto solo un esperimento in beta privato.

    Adesso la possibilità di guadagnare da WhatsApp per Facebook parte dal Brasile ed è anche possibile che nel corso dell’anno la possibilità dei pagamenti digitali venga estesa anche ad altri paesi, ma al momento non vi sono conferme.

    https://www.facebook.com/zuck/posts/10112015383177591

    Come effettuare e ricevere pagamenti digitali con WhatsApp

    Effettuare o ricevere pagamenti digitali su WhatsApp è molto semplice. Gli utenti potranno effettuare pagamenti e riceverli gratuitamente. Ad esempio, sarà possibile acquistare un prodotto dal catalogo del venditore direttamente dall’app, senza mai abbandonarla. Oppure, sarà possibile trasferire denaro tra gli utenti stessi, in modo semplice e gratuito.

    Gli account business, quelli che usano WhatsApp Business, per la maggior parte PMI invece pagheranno una tassa per ricevere il pagamento digitale. Ed è da qui che arriva la monetizzazione di WhatsApp. Gli utenti pagheranno con carte di debito o di credito del Banco do Brasil, Nubank e Sicredi, sia Visa e Mastercard. Cielo Bank do Brasil elabora i pagamenti.

  • WhatsApp nuovi limiti all’Inoltro per contrastare le fake news

    WhatsApp nuovi limiti all’Inoltro per contrastare le fake news

    WhatsApp annuncia che da oggi la funzione di inoltro subirà nuovi limiti. Per contrastare il fenomeno delle fake news sull’app, specialmente durante questa pandemia da Coronavirus, i messaggi inoltrati individuati dalla “doppia freccia” potranno essere inoltrati solo una volta.

    Il fenomeno delle fake news può e deve essere contrastato anche con piccoli gesti, come quello di cui stiamo per parlarvi. Sapete che WhatsApp è da un po’ di tempo invasa da bufale, notizie false, fatte girare ad arte per alimentare tensioni, specie anche in una situazione di pandemia da Coronavirus come quella che stiamo vivendo. Allora, per contrastare il fenomeno, per cercare di limitarlo, l’app di proprietà di Facebook ha annunciato, attraverso il blog ufficiale, che da oggi tutti quei messaggi contrassegnati dalla doppia freccia, ossia quelli che vengono inoltrati più e più volte, potranno essere inoltrati solo una volta.

    Solo lo scorso anno WhatsApp aveva reso riconoscibili i messaggi inoltrati molte volte proprio dall’indicazione della doppia freccia. Evidentemente, quella sorta di etichette funzionava come un modo per far girare ancora di più quelle notizie di dubbia provenienza.

    whatsapp limite inoltro franzrusso.it 2020

    L’idea di limitare ancora di più l’inoltro dei messaggi era nata da un test avviato nell’estate del 2018 in India, paese in cui l’app viene usata come veicolo di disinformazione, e poi estesa ovunque all’inizio del 2019. Quel limite imponeva che il messaggio potesse essere inoltrato solo in un massimo di 5 chat. Una operazione che ha permesso di ridurre del 25% l’inoltre dei messaggi a livello globale.

    Sicuramente ricorderete che, prima di quella misura, gli utenti potevano far arrivare un messaggio, senza alcuna etichetta, in modo semplice e immediato, a 256 utenti (numero massimo di componenti ad un gruppo) con un inoltro. Da qui nacque la diffusione massiccia di disinformazione.

    Ora, si spera che questa ulteriore stretta possa contribuire a limitare ulteriormente la diffusione di fake news all’interno dell’app.

    Inoltre, WhatsApp, in linea con le altre app della famiglia Facebook, fa sapere di collaborare “direttamente con ONG ed enti governativi, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e oltre 20 ministeri della salute nazionali, per contribuire a fornire informazioni affidabili alla popolazione“.

  • WhatsApp adesso ha 2 miliardi di utenti a livello globale

    WhatsApp adesso ha 2 miliardi di utenti a livello globale

    WhatsApp raggiunge il traguardo dei 2 miliardi di utenti a livello globale. Erano 1,5 miliardi due anni fa e 1 miliardo nel 2017. Un’occasione per ribadire che sulla crittografia dei messaggi la società di Facebook non è disponibile a scendere a compromessi.

    Nuovo traguardo importante per WhatsApp che ha annunciato, in un post sul blog ufficiale, di aver raggiunto i 2 miliardi di utenti a livello globale. Un traguardo importante per l’app del gruppo Facebook che porta così a 2,89 miliardi gli utenti mensili che usano le app della famiglia d Menlo Park, in crescita del 9% rispetto allo scorso anno. Gli utenti WhatsApp erano 1,5 miliardi nel 2018 e 1 miliardo nel 2017. Qualche settimana fa Facebook aveva fatto sapere che sono 2,26 miliardi gli utenti, sempre a livello globale, che usano ogni giorno Facebook, Messenger, Instagram o WhatsApp. E resta ancora da conoscere l numero complessivo di utenti, aggiornato che usa Instagram, sicuramente sono di più di 1 miliardo.

    whatsapp 2 miliardi franzrusso.it 2020

    Ma WhatsApp ha voluto cogliere questa occasione per ribadire, ancora una volta, che sulla crittografia dei messaggi non è disposta a scendere a compromessi. Come sapete, tutte le conversazioni che avvengono sull’app sono private, nel senso che non è possibile cifrarle, nel senso che nessuno può accedervi. Un elemento, questo, che ha spesso spinto diversi paesi a fare pressione su Facebook al fine di rendere le conversazioni accessibili in casi molto particolari. E’ captato di sovente che l’app s sia trovata al centro di indagini per terrorismo, traffici di droga in quanto utilizzata da criminali per comunicare tra loro.

    Intervenendo sul Wall Street Journal, Will Cathcart, CEO di WhatsApp, ha tenuto a precisare e a ribadire l’importanza della crittografia delle conversazioni: “Per tutta la storia dell’umanità, le persone sono state in grado di comunicare in privato tra loro, e non pensiamo che questo debba scomparire in una società moderna“. E Cathcart ha anche confermato che si sta lavorando per rendere più interoperabili tra loro tutte le app della galassia Facebook.

    I 2 miliardi di utenti su WhatsApp sono l’evidenza d quanto ormai l’app sia popolare e, in alcuni casi, indispensabile per comunicare. Basti pensare a quanto sia popolare in India, dove l’app conta 400 milioni di utenti, un quinto sul totale globale, o anche in Australia. Ed è poi lo stesso governo indiano quello che ha fatto molte più pressioni su Facebook per aver accesso alle conversazioni private. “La crittografia forte è una necessità nella vita moderna”, si legge sul blog.

    WhatsApp è ormai l’app di messaggistica istantanea che ha fatto dimenticare, quasi, (in alcuni paesi è proprio così), l’uso degli SMS, una cosa impensabile solo fino a qualche anno fa. Negli ultimi anni la società ha subito una forte mutazione propro sul tema della privacy. Lo scontro tra i due co-fondatori e la società di Mark Zuckerberg è stato tale che oggi Jan Koum e Brian Acton non fanno più parte della società. L’app in sè ancora non partecipa direttamente ai profitti della famiglia, anche se l’obiettivo di Zuckerberg è proprio quello di fare n modo che anche WhatsApp diventi profittevole. Un obiettivo però che si scontra con quanto lo stesso fondatore di Facebook ha dichiarato lo scorso anno, a proposito del fatto che le conversazioni in futuro saranno sempre più private.

  • WhatsApp, ecco come evitare gli inviti ai gruppi indesiderati

    WhatsApp, ecco come evitare gli inviti ai gruppi indesiderati

    Era una delle funzionalità più richieste ed ora sta per arrivare. WhatsApp ha annunciato l’introduzione della funzionalità che permetterà agli utenti di evitare gli inviti a gruppi indesiderati. La funzionalità sarà a breve disponibile per tutti, in maniera graduale.

    Nell’ultimo mese se ne è parlato tanto, anche per via del fatto che su questa funzionalità si è registrato un interesse pressoché globale. Ovviamente stiamo parlando della funzionalità di cui ormai tutti parlano e cioè della possibilità di evitare gli inviti ai gruppi indesiderati su WhatsApp. A breve, quindi, tutti gli utenti potranno mettere fine a quella che è diventata ormai una delle cose più noiose e irritanti dell’app di messaggistica più usata, dagli italiani e non solo. A dire il vero, la motivazione per cui questa funzionalità viene introdotta è quella di evitare che l’invito continuo, senza possibilità di controllo, ai gruppi possa diventare anche uno strumento di diffusione di fake news, così come è già successo in Brasile, in occasione delle ultime elezioni presidenziali. Una misura che la società di proprietà del gruppo Facebook ha preso anche in vista delle prossime elezioni nazionali in India, molto delicate per il paese ad alta vocazione mobile, per motivi infrastrutturali, dove WhatsApp gioca un ruolo fondamentale.

    Ma come fare per bloccare gli inviti a gruppi su WhatsApp?

    whatsapp gruppi

    Come evitare gli inviti ai gruppi su WhatsApp

    La risposta è molto semplice, così come sarà semplice risolvere l’annoso problema che coinvolge più o meno tutti gli utenti di WhatsApp. A breve, anche se va detto che la propagazione della nuova funzionalità avverrà in maniera graduale, dal menù Impostazioni > Account > Privacy comparirà la voce Gruppi che permetterà agli utenti di decidere se evitare tutti gli inviti ai Gruppi, e quindi non riceverne alcuno, scegliendo la voce “Nessuno“; “Miei contatti“, e quindi decidere di accettare inviti a gruppi da contatti che conosciamo, senza tanti rischi; “Tutti“, scegliendo quindi di accettare qualsiasi tipo di invito ai gruppi, correndo il rischio di ricevere anche notizie false.

    Se ad esempio, voi decideste di aggiungere un account che a sua volta ha scelto l’opzione “Nessuno”, quindi non accetta inviti, sul vostro schermo comparirà infatti una finestra che vi informa che quell’account non accetta inviti. Una informazione importante. Gli utenti che scelgono l’opzione limitata, possono comunque essere aggiunti su invito privato. A quel punto, se non si aderisce entro le 72 ore, l’invito decade.

    Si tratta di un passo avanti enorme che risolve uno dei grandi problemi di WhatsApp che pone fine ad un fenomeno di spamming esagerato, al limite del sopportabile. Da oggi WhatsApp trasforma i gruppi, ridando loro il senso per cui dovrebbero esistere, ossia luoghi dove gli utenti si ritrovano per raccogliere informazioni di comune interesse, nient’altro.

     

  • WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook nel 2018

    WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook nel 2018

    App Annie ha rilasciato il suo report “The State of Mobile 2019” dal quale, oltre d altre interessanti informazioni, si evince che WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook, nel 2018. L’app di messaggistica istantanea per la prima volta, dal mese di settembre dello scorso anno, è stata l’app che ha fatto registrare il numero più alto di utenti attivi. Risulta prima in tanti paesi, meno che negli Usa.

    Questo è quel periodo dell’anno dove si fa un po’ il punto della situazione, proseguendo quello che inizia dalla fine dell’anno precedente, dove si attendono un po’ di dati per provare a fare qualche considerazione in più e anche qualche previsione, quando riesce. E uno dei report più attesi, per quello che riguardano il mondo mobile è quello di App Annie, società di analisi dei dati mobile, che con “The State of Mobile 2019” fa un completo resoconto di come è stato il 2018.

    Per quello che è il nostro raggio di interesse, specialmente tenendo in considerazione i social media, il report evidenzia proprio che nel 2018 la metà del tempo trascorso sulle app ha riguardato proprio quelle della categoria “Social and Communication. Va comunque considerato che, nonostante la crescita dell’interesse verso i social media nel 2018, nello stesso anno il tempo trascorso sulle app delle relative piattaforme è leggermente in calo, segno che l’interesse degli utenti sulle app va sempre più differenziandosi.

    whatsapp 2018

    Ovviamente bisogna registrare le grandi performance di app come Instagram, Tik Tok e Snapchat che sul video, contenuto ormai principe sul mobile, nel 2018 hanno puntato molto. Ma se dovessimo indicare qual è stata l’applicazione regina dell’anno passato, allora questa non può che essere WhatsApp.

    L’app, oggi di proprietà di Facebook che acquisì nel 2014 per 19 miliardi di dollari, ha superato l’app della piattaforma di Mark Zuckerberg per numero di utenti attivi dal settembre del 2018, dato confermato anche da SensorTower (prima immagine). Per essere più chiari, l’app di Facebook risulta con il maggior numero di utenti attivi nell’anno, ma WhatsApp la supera in tanti paesi come India, Indonesia, UK, Turchia, Svizzera, Spagna, Singapore, Russia, Paesi Bassi, Messico, Malesia, Hong Kong, Germania, Finlandia e Brasile. Potremmo aggiungere anche l’Italia, solo che il report di App Annie non considera il nostro paese, ma da quello che abbiamo raccontato sul nostro blog durante l’anno è molto probabile che sia così. Da notare, come curiosità che, nonostante tutto, WhatsApp fatica in casa propria, negli Usa, dove Facebook e Messenger, l’altra app di Menlo Park, la fanno da padrone.

    facebook whatsapp sensortower 2018

    whatsapp facebook app annie 2018

    Il successo di WhatsApp è quindi spiegato dal fatto che l’app, per la sua caratteristica di gratuità, è riuscita a rompere uno schema comunicativo, imponendosi come mezzo di comunicazione alternativo e predominante proprio per il fatto di essere gratis. Una caratteristica che è stata peculiare e lo sarà ancora, resta da vedere quando la pubblicità entrerà nell’app, anche questa era una caratteristica dell’applicazione che presto verrà superata. WhatsApp è poi molto popolare nei paesi emergenti, visto l’alto costo che comporta avere un dispositivo mobile in qui paesi. L’app, proprio perchè gratuita è più usata prendendo il posto dei tradizionali SMS che oggi non fanno neanche più parte del pacchetto che propongono gli operatori telefonici di quei paesi.

    Resta però ancora da capire quanti siano gli utenti effettivi di WhatsApp, perchè da quel 1,5 miliardi di utenti reso pubblico un anno fa, non si è più conosciuto un dato aggiornato, vedremo se qualche nuovo dato sarà rivelato alla fine di questo mese quando Facebook rivelerà i dati dell’ultimo trimestre del 2018.

  • WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, così come già successo ad inizio del 2017, smetterà di funzionare, a partire dal 1° gennaio 2019 su alcuni smartphone, in quando “obsoleti”. Per quel che riguarda Android, si tratta di tutti quelli come la versione 2.37. Per iPhone anche quelli con iOS7.

    WhatsApp continua la sua evoluzione smettendo, via via, di funzionare su quei dispositivi considerati “obsoleti”, ormai fuori mercato, e non è difficile pensare che siano tanti. Non è la prima volta che la società oggi di proprietà di Facebook faccia un annuncio del genere, già ad inizio 2017 WhatsApp aveva annunciato che l’app avrebbe poi smesso di funzionare entro il mese di giugno di quell’anno sui sistemi operativi sistemi operativi BlackBerry, BlackBerry 10, Nokia S40 e Nokia Symbian S60, mentre su Android 2.1, Android 2.2, Windows Phone 7, iPhone 3GS/iOS 6 l’app ha smesso di funzionare già a gennaio del 2017.

    Ma da gennaio 2019 WhatsApp smetterà di funzionare su tutti i dispositivi che ancora hanno il sistema operativo Android 2.37 (Gingerbread), stiamo parlando di dispositivi effettivamente un po’ datati, di almeno 8 anni fa. No funzionerà più su Nokia S40, Windows Phone 8.0 e per tutti i sistemi operativi basati su BlackBerry OS. Per quanto riguarda gli iPhone, WhatsApp smetterà di funzionare anche su quelli con iOS7.

    whatsapp non funziona android ios

    WhatsApp è ormai l’app di messaggstica istantanea più usata al mondo, conta 1,5 miliardi di utenti attivi/mese e 1 miliardi di utenti attivi al giorno. Nel corso degli anni ha effettuato continui aggiornamenti che non la rendono più adeguata a sistemi operativi ormai un po’ antiquati. Ecco perchè l’azienda si trova costretta a disattivare l’app su sistemi operativi e dispositivi che non sono più in grado di reggere il peso dell’app. 

    Come verificare la versione del sistema operativo

    Se non sapete quale versione sia il sistema operativo che state usando sul vostro smartphone Android, nessun problema, è molto semplice. Basta andare sulla voce Impostazioni del vostro telefono fino a Sistema e poi Info telefono. Su iOS, Impostazioni, poi Generali e su Info/aggiornamento software

    E’ anche vero, come dicevamo prima, che si tratta di smartphone ormai datati, è forse il caso di pensare di passare ad uno smartphone un po’ più aggiornato.

  • WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    Nel mese di ottobre dello scorso anno WhatsApp aveva rilasciato la possibilità di cancellare i messaggi inviati per errore entro sette minuti dall’invio. A distanza di mesi però l’azienda ci ripensa e decide di estendere il tempo fino ad 1 ora dall’invio.

    Lo scorso mese di ottobre WhatsApp aveva introdotto la possibilità di poter cancellare i messaggi inviati ad un utente per errore (per altro, situazione molto comune) in un lasso di tempo però ridotto, infatti il tempo a disposizione era di 7 minuti dall’invio del messaggio. Trascorsi quei minuti il messaggio non sarebbe stato più cancellabile. A distanza di mesi l’azienda, oggi di proprietà di Facebook, ci ripensa e decide di aumentare i minuti a disposizione.

    Il tempo che adesso gli utenti hanno per cancellare messaggi inviati per errore, da “Elimina messaggi per tutti“, arriva fino a 68 minuti e 16 secondi, quindi 1 ora, 8 minuti e 16 secondi. Ad accorgersi di questa novità è stato il sito WABetaInfo, notandolo su una versione beta dell’app per iPhone.

    whatsapp 1 ora elimina messaggi franzrusso.it 2018

    Così come non era chiaro il tempo di 7 minuti, adesso non è chiaro il tempo concesso dei 68 minuti, poteva essere anche di 60 minuti. I più attenti notano che il totale adesso è di 4.096 secondi, ossia 2 alla dodicesima.

    Si tratta comunque di un tempo più che sufficiente per cancellare un messaggio o, addirittura, intere conversazioni dalla chat con un amico o un’amica. Un tempo che diventa utile anche per il fatto che, a differenza dei suoi competitor, WhatsApp non permette la creazione di conversazioni segrete dove condividere messaggi che non possono essere memorizzati nè sul dispositivo del mittente, è su quello del destinatario. Infatti, questo elemento che altri hanno diventa ancora più evidente se pensiamo che se l’utente volesse cancellare il messaggio entro l’ora di tempo a disposizione, l’utente che a suo volta aveva ricevuto per sbaglio il messaggio si vedrà comparire la dicitura “Questo messaggio è stato eliminato”, lasciando il dubbio di cosa contenesse quel messaggio. Non è escluso che possano nascere poi delle incomprensioni e degli equivoci.

  • Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, WhatsApp permette la condivisione di documenti, per ora solo informato PDF. L’applicazione più amata dagli italiani, che da poco ha raggiunto 1 miliardo di utenti, dopo le telefonate aggiunge un’altra funzionalità che sarà molto apprezzata.

    WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea, la più amata dagli italiani (potrebbe essere un “claim” non da poco questo!) che da poco ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti, introduce una nuova funzionalità che sarà molto apprezzata dagli utenti. Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, da oggi è possibile condividere anche documenti, per ora solo in formato PDF. Una funzionalità attesa dagli utenti e che si rivelerà molto utile, per il fatto che l’app viene sempre più spesso utilizzata anche in ambito lavorativo. Di conseguenza, come un messaggio può essere istantaneo, allo stesso modo lo sarà anche l’invio di un documento.

    whatsapp documenti pdf

    Come inviare documenti su WhatsApp da Android e iOS

    Inviare e ricevere documenti sarà molto facile sia da Android che da iOS.

    Da Android, quando vi trovate in una chat, è sufficiente toccare l’icona a “graffetta”, tra quella del telefono e tra i tre puntini delle impostazioni, per vedere poi le funzionalità a disposizione. La prima da sinistra verso destra è “Documenti”, una volta toccata potrete allegare il vostro documento in PDF. Su iOS è altrettanto semplice, basta toccare l’icona a freccia e poi “Condividi documento” dal menù.

    Una volta inviato il documento, nella chat vi comparirà l’anteprima del documento stesso, insieme al numero di pagine, dimensione del file e tipo.

    Un suggerimento che potrà sembrare scontato ma non lo è, se dalla vostra app non visualizzate nulla di tutto questo, allora dovrete effettuare un aggiornamento dell’applicazione scaricandola dal vostro market di riferimento.

    Altro elemento interessante, così come accade per le telefonate, se un utente al quale state inviando il vostro PDF non ha una versione aggiornata dell’app, vi comparirà un pop-up che vi avviserà del mancato invio.

    WatsApp permette la condivisione di documenti anche da Dropbox, Google Drive, iCloud e altre app, oltre ai vostro documenti già visualizzabili.

    Insomma, con questa nuova funzionalità WhatsApp da seguito a quello che Jan Koum, fondatore e CEO, diceva a gennaio quando preannunciava il lancio di strumenti che avrebbero agevolato la comunicazione e la condivisione dal lato business. E la condivisione dei documenti va decisamente in questa direzione.

  • E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    WhatsApp ha raggiunto un altro grande obiettivo, quello di 1 miliardo di persone che usano attivamente l’app di instant messaging che da poco è diventata gratis per tutti. Un traguardo raggiunto in poco tempo e che davvero in pochi possono vantare.  E intanto lo paghiamo con i nostri dati.

    Era nell’aria e nessuno avrebbe mai pensato che non sarebbe successo. WhatsApp, l’app di instant messaging oggi di proprietà di Facebook, annuncia attraverso il fondatore e CEO Jan Koum di aver raggiunto il traguardo di 1 miliardo di persone. A settembre 2015 erano 900 milioni e ha mantenuto in questi ultimi mesi il ritmo di crescita di 100 milioni ogni 4 mesi, lo stesso ritmo dei precedenti quattro mesi. Quindi una crescita costante, inarrestabile che proietta l’applicazioni verso traguardi che mai nessuno aveva ottenuto prima. Solo poche settimana fa arrivava l’annuncio che WhatsApp diventava totalmente gratuita per tutti confermando, tra l’altro, il suo obiettivo di non aprire l’app alla pubblicità. Cosa che viene confermata ancora oggi.

    whatsapp 1 miliardo di utenti

    Come di consueto, l’annuncio viene dato da Jan Koum su Facebook con un post dove si vede un’immagine che esplicita il traguardo:

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10153874647095011&set=a.10150731994525011.456435.500035010&type=3&theater/” width=”600″/]

    • 1 miliardo di persone che usano l’app attivamente ogni mese;
    • 42 miliardi di messaggi inviati ogni giorno;
    • 1,6 miliardi di immagini spedite ogni giorno;
    • 1 miliardo di gruppi;
    • 53 lingue supportate dall’app;
    • 250 milioni di video condivisi ogni giorno;
    • 57 ingegneri che lavorano nel team e altri se ne cercano.

    Jan Koum fa l’annuncio anche con un tweet, prendendo in giro, anche lui, il povero Leonardo DiCaprio:

    Dopo questo risultato è molto probabile che anche Messenger, l’altra applicazione di instant messaging di Facebook, possa raggiungere questo traguardo sfruttando anche il volano degli oltre 1 miliardo e mezzo di utenti che usano il social network.

    WhatsApp è stata fondata nel 2009 da Jan Koum, giovane di origini ucraine, arrivato negli Usa nel 1992 assieme alla madre, un esperimento che arriva dopo alcune esperienze fatte in grandi aziende come Ernst & Young, Yahoo! e anche il tentativo di approdare a Facebook.

    Nel 2014, con 450 milioni di utenti, Koum vende a Zuckerberg la sua app per una cifra pari a 16 miliardi di dollari, resta CEO e l’app continua ad andare avanti con la stessa filosofia, ossia niente pubblicità.

    WhatsApp continua a crescere, introduce anche le telefonate e in poco tempo, meno di due anni, arriva a raddoppiare la base utenti. E oggi è completamente gratuita.

    Questa applicazione è forse quella che più di ogni altra ha cambiato il nostro modo di comunicare attraverso un dispositivo. È l’app più usata nel nostro paese. Basta fare un giro sui bus, nelle stazioni, in giro per le vostre città e noterete che chiunque ha la stessa abbassata verso il proprio smartphone. Sta usando proprio WhatsApp.

    È l’app che ha rivoluzionato il nostro modo di usare il telefono dove ora non serve, quasi, neanche più il numero di telefono. E l’utilizzo di tutto questo lo paghiamo, si lo paghiamo, altro che gratis.

    Lo paghiamo dando in cambio i nostri dati, dando in cambio pezzi di noi per avere indietro un’app gratuita, con l’illusione di non pagare nulla.

    Non c’è un diretto scambio di moneta, c’è un diretto scambio di dati, ogni giorno. Dove siamo, cosa facciamo, con chi siamo, tutte informazioni che comunque WhatsApp (e quindi Facebook) utilizza.

    L’importante è farlo in maniera consapevole.

    E voi usate WhatsApp? Raccontateci la vostra esperienza.