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  • TechCrunch Italy 2013, ultimi giorni per entrare nella Startup Alley

    TechCrunch Italy 2013, ultimi giorni per entrare nella Startup Alley

    TechCrunch Italy 2013 ormai si avvicina, infatti manca meno di un mese all’appuntamento più atteso per il panorama delle startup italiane. E da oggi mancano davvero pochi giorni per startup per partecipare entrando a far parte della Startup Alley. C’è tempo solo fino al 3 settembre

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    Ormai restano pochi giorni a disposizione per le startup che vorranno esporre il proprio progetto a TechCrunch Italy: solo fino a martedì 3 settembre sarà possibile assicurarsi uno degli ultimi spazi disponibili nella Startup Alley ed avere l’opportunità di incontrare da vicino centinaia di investitori, Venture Capitailst, incubatori e alcune tra le più celebri Tech stars internazionali.

    Acquistando il proprio stand su http://techcrunchitaly2013.eventbrite.com/  si otterrà un posto tra le 50 aziende espositrici del più grande evento europeo dedicato alle migliori startup italiane. Ogni azienda in mostra nella Startup Alley avrà a disposizione uno spazio espositivo e 3 ingressi per le due giornate dell’evento e, soprattutto, avrà l’opportunità di incontrare centinaia di giornalisti, VCs,e ospiti internazionali a cui presentare il proprio progetto.

    Ogni espositore nella Startup Alley potrà godere della massima visibilità sulla comunicazione dell’evento ed un’impagabile risonanza mediatica su TechCrunch e nei video che verranno girati durante le due giornate con Mike Butcher, direttore di TechCrunch Europe.

    Per informazioni sullo proprio stand è possibile contattare la segreteria organizzativa scrivendo a startups@techcrunch-italy.com. Al fine di gestire al meglio l’alto numero di candidature, verrà data priorità ai progetti più recenti o presentati per la 1a volta al mercato e alla stampa in occasione di TechCrunch Italy.

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    Il ritorno in Italia di uno dei più autorevoli eventi nell’ecosistema internazionale delle startup coinvolgerà alcune tra le voci più influenti al mondo nell’universo dell’innovazione digitale e centinaia di investitori, incubatori, business angels e VCs da tutto il mondo, come Fabrice Grinda (co-founder di OLX e investor), Nenad Marovac (DN Capital), Paolo Barberis (Nana Bianca), Roberto Bonanzinga (Balderton), Fausto Boni (360 Capital), Jose Marin (IG Expansion), Lorenzo Franchini (Italian Angels For Growth), Massimiliano Magrini (United Ventures), Riccardo Donadon (H Farm), Yossi Vardi (early stage angel), Marco Marinucci (Mind The Bridge), Salvo Mizzi (Working Capital), Mauro Pretolani (TLCom), e molti altri.

  • Su LinkedIn adesso bastano 13 anni per avere un account

    Su LinkedIn adesso bastano 13 anni per avere un account

    Anche LinkedIn in questo periodo è preso da una serie importante di aggiornamenti e rinnovi. Solo ieri venivano annunciate le pagine University. Ma sempre ieri sono state aggiornati i “Termini di Servizio” che estendono la possibilità anche a chi ha 13 anni di aprire un account sul social business network per antonomasia. Sarà un bene?

    Come abbiamo già sottolineato, questa è un’estate piena di fermento per i Social Media. Abbiamo visto insieme a voi tante novità e all’appello mancava proprio LinkedIn. E in effetti non si è fatto attendere. Quello che è ormai tono come il social business network per antonomasia, fondando nella costruzione di relazioni professionali la propria ragion d’essere, da oggi, per essere più precisi da ieri, introduce delle novità importanti, tali da, forse, modificarne la natura stessa. Esageriamo? Su questo ci sarà sicuramente da discutere.

    La grossa novità è che ieri nel dichiarare, dal blog ufficiale, di aver modificato i “Termini di Servizio” dell’utilizzo del social network, viene introdotta la possibilità che anche utenti dell’età di 13 anni possono accedere alla piattaforma aprendo un proprio account. Fino ad ora il limite di età era fissato ai 18 anni. E ovviamente questa estensione viene comunque messa in atto con le dovute accortezze come il fatto di rendere visibili al minimo i dati personali ed evidenziano con link appositi i rischi per la sicurezza, introducendo anche il “Family Center” per avere tutte le informazioni su come usare LinkedIn nel modo sicuro.

    linkedin-logo

    Proprio ieri LinkedIn introduceva un’altra importante novità, cioè l’introduzione delle “University pages” che, come dicono a LinkedIn, serviranno a mettere in contatto studenti ed ex-studenti di connettersi, comunicare ed esplorare tutte le varie possibilità di carriera che si potranno prefigurare. Un’idea, tutto sommato, molto interessante che rimane nel solco base del business networking.

    Ritornando all’abbassamento d’età dai 18 ai 13 anni, la domanda che ci poniamo è quindi: ma è davvero necessario? Già fa discutere e non poco il fatto che su Facebook, social network più generalista di LinkedIn, i minorenni possono già avere un proprio account e proprio mentre negli Usa si assiste ad un dibattito interessante sull’impatto che proprio Facebook avrebbe sui tee-agers, che senso avrebbe per una piattaforma come LinkedIn estendere l’accesso anche a chi ha meno della maggiore età?

    Il rischio è anche, come già qualcuno accennava, che LinkedIn veda crescere, da adesso in poi e in maniera esponenziale, il numero di account fake o spam oppure che di utenti che invece di creare profili per cercare lavoro o opportunità di business pensino a giocare. E cosa ne pensano allora i 225 milioni di utenti della piattaforma? Sarebbe interessante saperlo.

    Bella l’idea di cominciare già sin da subito ad infondere argomenti legati alla carriera, alle possibilità professionali, insomma a fare in modo che questi giovani pensino già a costruire il proprio futuro. Ma il rischio che le cose non vadano per il verso giusto c’è tutto.

    Da notare poi che il limite di età non è lo stesso per tutti i paesi. Infatti è:

    • 14 anni per Stati Uniti, Canada, Germania, Spagna, Australia e Corea del Sud;
    • 16 anni per l’Olanda;
    • 18 anni per la Cina;
    • 13 anni per tutti gli altri paesi, quindi anche l’Italia.

    Questa e le altre modifiche entreranno in vigore a partire dal 12 settembre prossimo.

    Allora, voi che ne pensate di questo abbassamento di età? Ne siete convinti?

     

  • Ecco i Big del Web attesi a TechCrunch Italy 2013

    Ecco i Big del Web attesi a TechCrunch Italy 2013

    Sale l’attesa per il prossimo TechCrunch Italy 2013, il più grande evento dedicato alle startup organizzato in Italia che si terrà il 26 e 27 Settembre 2013 al Maxxi di Roma. Oggi sono stati annunciati i nomi di altri illustri ospiti, veri Big del Web, come Matthew Prince di CloudFlare e Lucas Carné di Privalia, ma ce ne saranno anche altri. Intanto mancano pochi giorni, 4 agosto, per poter partecipare all’evento a tariffa ridotta

    Nuovi nomi eccezionali si aggiungono all’agenda di TechCrunch Italy che va ormai definendosi giorno dopo giorno, dopo i nomi già annunciati di Amelia Showalter, Director of Digital Analytics per la campagna di rielezione del Presidente Obama, e Michael Widenius, Co-Founder e autore principale di MySql. Il più grande evento italiano dedicato al digitale e alle startup, co-organizzato da Populis e TechCrunch, ospiterà alcuni tra gli imprenditori digitali più affermati, che hanno saputo trasformare in pochi mesi una grande idea in un’impresa da miliardi di dollari.

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    Tra i Big del Web ospiti dell’evento, sono attesi anche Matthew Prince, co-founder e CEO di CloudFlare e Lucas Carné, co-founder e CEO di Privalia.

    Mancano pochi giorni per accedere all’evento a tariffa ridotta: solo prenotandosi entro il 4 agosto è possibile acquistare i ticket Early Bird a 299€ (invece che a 399€). I biglietti scontati sono limitati e saranno disponibili fino ad esaurimento su Eventbrite, per assicurarsi un’occasione unica per incontrare di persona i protagonisti del web.

    Matthew Prince, dopo il lancio nel 2010 di un servizio in grado di migliorare la sicurezza e le prestazioni di qualsiasi web property, ha portato la startup ad un valore presunto di oltre un miliardo di dollari, garantendo massima protezione e velocità a oltre un milione di siti, con un network di 23 data centers distribuiti in tutto il mondo. Lucas Carné è uno dei più influenti imprenditori al mondo nello scenario dello shopping online: dal 2006, anno della fondazione di Privalia, il gruppo è cresciuto a ritmi incredibili, raggiungendo il +32% nel 2012, con un fatturato totale di 422.5 milioni di Euro.

    Matthew-Prince,-co-founder-e-CEO-di-CloudFlareCloudFlare è stato lanciato al TechCrunch Disrupt SF nel settembre 2010. Da allora, teniamo gli occhi puntati in attesa della prossima grande idea che verrà presentata ad un evento di TechCrunch”, ha affermato Matthew Prince “Sarà davvero interessante vedere quali grandi novità emergeranno da nuovi eventi internazionali. E’ fantastico constatare che TechCrunch si stia espandendo a livello globale e siamo emozionati all’idea di prendere parte al prossimo TechCrunch Italy.”

    Lucas-Carné,-co-founder-e-CEO-di-PrivaliaE’ nostro dovere promuovere la digital economy e ispirare i principali attori a farne parte: imprenditori, professionisti, inventori, grandi gruppi…” ha commentato Lucas Carné, “La tecnologia sta cambiando il modo in cui viviamo. Ma siamo appena all’inizio. Non possiamo ancora immaginare il livello di disruption e le nuove opportunità che raggiungeremo quando i nativi digitali diventeranno la futura classe dirigente. Applicare le nuove tecnologie al modello di business utilizzato dagli off price merchants tradizionali ha permesso a Privalia di creare in Italia un designer brand outlet da 100M€ in meno di 5 anni.”

    Al MAXXI i protagonisti della Net Economy si incontreranno per condividere con la platea storie, strategie e modelli di business vincenti, in un momento di networking che saprà ispirare il mercato tech&innovation europeo. L’evento sarà un’occasione imperdibile per conoscere da vicino i protagonisti dell’innovazione mondiale: due giorni di pitch, conferenze, incontri one-to-one per discutere di nuovi modelli disruptive di (RE) Design e di come il web possa ispirare e reinventare il tessuto economico italiano ed europeo.

    “Il nostro ecosistema industriale ha bisogno di trovare nuovi approcci per reinterpretare le eccellenze già esistenti, dalla moda, al turismo, al design, ma deve anche incoraggiare la nascita di progetti mai visti prima, in grado di stravolgere interi settori.” Commenta Luca Ascani, co founder di Populis e co organiser dell’evento. “TechCrunch Italy sarà un momento di confronto per stimolare gli imprenditori e la classe dirigente italiana a pensare in grande ed uscire dai propri confini. Non esistono occasioni simili nel nostro Paese e, con centinaia di ospiti già iscritti, ci aspettiamo un’affluenza numerosa come alla scorsa edizione, che ha registrato oltre 1400 partecipanti”.

    La scaletta degli incontri prevede una lista di nomi incredibili, dal mondo dei new media a quello della ricerca scientifico- tecnologica, dai social alle nuove tecnologie per il controllo remoto degli oggetti, dalle risorse umane all’ecosostenibilità e infine Venture Capitalist, angel investor e acceleratori d’impresa.

    All’elenco degli speaker si aggiungeranno nuovi protagonisti nelle prossime settimane:

    1.    Matteo Achilli, Founder, Egomnia

    2.    Giorgio Brenna, Chairman e CEO Italy, Leo Burnett Italia

    3.    Gil Blander, Founder, InsideTracker

    4.    Roberto Bonanzinga, Partner, Balderton

    5.    Phil Bosua, Founder & CEO, LIFX

    6.    Mike Butcher, European Editor, TechCrunch

    7.    Lucas Carné, Co Founder, Privalia

    8.    Josef Dunne, Founder, Bableverse

    9.    Fabrice Grinda, Angel Investor & Co-Founder, OLX

    10. Jeff Hagins, Founder & CEO, SmartThings

    11. Gregoire Lassalle, President, AlloCine

    12. Vito Lomele, Founder, Jobrapido

    13. Massimo Magrini, Co Founder, United Ventures

    14. Jose Marin, Investor, Co-founder & Co-CEO, IG Expansion

    15. Nenad Marovac,  Managing Partner, DN Capital

    16. Stefano Parisi, Chairman, Chili TV

    17. Damien Patton, Founder & CEO, Banjo

    18. Gioia Pistola, Co-Founder & CMO, Atooma

    19. Matthew Prince, Co-Founder, Cloudflare

    20. Francesca Romano, Founder & CEO, Atooma

    21. Ryan Rzepecki, Founder & CEO, SoBi

    22. Amelia Showalter, Former Director of Digital Analytics Obama Re-election Campaign

    23. John Underkoffler, Founder, Oblong Industries

    24. Martin Varsavsky, Founder, FON

    25. Renaud Visage, Co Founder, Eventbrite

    26. Michael Widenius, Co Founder, MySql and MariaDB Foundation

    27. Andreas Wiele, President, Axel Springer

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    Le startup che vorranno esporre il proprio progetto al MAXXI possono assicurarsi gli ultimi stand disponibili nella Startup Alley, in vendita su Eventbrite a 999€

  • L’Impresa entra nelle scuole con BizWorld Italia e Mind the Bridge

    L’Impresa entra nelle scuole con BizWorld Italia e Mind the Bridge

    Dopo il grande successo ottenuto negli Usa e in altri paesi, il celebre corso americano per startupper in erba fondato dal venture capitalist Tim Draper arriva anche nel nostro paese grazie all’Associazione Culturale no-profit BizWorld Italia, di cui Mind the Bridge diventa partner attivo. Obiettivo comune promuovere la cultura del fare impresa tra i giovanissimi

    Non è mai troppo presto per imparare cosa significhi essere imprenditori e come nasca e si gestisca un’impresa. Soprattutto quando la formula adottata è quella del divertimento e del gioco. Da queste premesse parte ufficialmente anche in Italia BizWorld, il celebre corso americano per startupper in erba fondato nel 1997 dal venture capitalist Tim Draper per la promozione della cultura imprenditoriale presso i ragazzi delle scuole medie.

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    Dopo anni di crescente successo negli Stati Uniti, Paesi Bassi, Korea, India e Singapore e un primo progetto pilota realizzato a Torino nei mesi scorsi, BizWorld approda infatti nel nostro paese con la nascita dell’Associazione Culturale no-profit BizWorld Italia, nata per volontà dell’imprenditore torinese Adriano Marconetto (co-fondatore in passato di Vitaminic, Electro Power Systems e, recentemente, di ProxToMe) che oggi annuncia l’ingresso della Fondazione Mind the Bridge tra i propri soci e nell’Executive Board.

    Fu proprio Marco Marinucci, fondatore di Mind the Bridge, a parlarmi di BizWorld un anno fa – dichiara Adriano Marconetto – e sono felice che la sua fondazione abbia deciso di unire le forze con BizWorld Italia per far crescere anche presso i ragazzi italiani la consapevolezza che, un giorno, crearsi un lavoro può essere meglio che cercarsene uno”

    La scuola dell’obbligo italiana non prevede, come noto, alcun momento di insegnamento dei principi di base dell’economia e dell’imprenditorialità e BizWorld si propone per l’appunto di ridurre questo gap attraverso un corso divertente e multidisciplinare di circa 15 ore durante il quale gli studenti di una classe di terza media vengono suddivisi in 4 gruppi (startup), ciascuno dei quali deve confrontarsi con gli altri nel progettare, produrre e vendere i braccialetti dell’amicizia. I ragazzi si danno un ruolo all’interno della propria “azienda”, imparano a negoziare con investitori e banche, definiscono politiche di prodotto, di prezzo e di marketing e comprendono come una buona strategia possa condurli a creare profitto e valore per tutti gli azionisti.

    Sono anni che lavoriamo per diffondere in Italia una cultura ‘positiva’ dell’imprenditorialità, mestiere incredibilmente importante per il futuro di ogni paese ma che da noi è stato, in misura crescente, abbandonato e stigmatizzato – commenta Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge – Il nostro ingresso nell’associazione BizWorld Italia ci permetterà di contribuire ulteriormente all’educazione imprenditoriale, aggiungendo anche i giovanissimi. Si tratta di un investimento a lungo termine, ma la capacità di guardare lontano è proprio quello che serve al nostro paese e che purtroppo manca da tempo”

    Il primo corso pilota in Italia si è tenuto nei mesi scorsi a Torino presso la Scuola Media Alvaro Modigliani e proprio a questa prima esperienza Super Quark, il popolarissimo programma di Piero Angela in onda su Rai 1, ha dedicato un servizio ad hoc sabato scorso. Per chi si fosse perso la puntata, è possibile rivederla a questo link.

    BizWorld logoBizWorld svolge questo corso in un’ottica totalmente no-profit e ricerca volontari esperti di economia e imprenditoria, imprenditori, startupper e insegnanti per individuare scuole medie interessate ad attivarlo nel corso del nuovo anno scolastico.

    Chi fosse interessato può consultare la pagina Facebook di BizWorld Italia; consultare il sito di Mind the Bridge www.mindthebridge.org oppure inviare una mail a info@mindthebridge.org .

  • Sportboom.it, quando lo sport è social e si fa con gli amici

    Sportboom.it, quando lo sport è social e si fa con gli amici

    Sportboom.it, giovane startup tutta italiana, è il primo servizio online che da vita ad un nuovo modo di fare sport. Con Sportboom.it adesso lo sport si fa social ed è più bello farlo con gli amici. E ce n’è davvero per tutti i gusti, dalle arti marziali al parapendio, dal tennis al go-kart fino alla zumba e al paintball. Vediamo allora come funziona

    Se siete tra quelli che hanno voglia di provare sempre nuove attività sportive in città oppure siete tra quelli che desiderano una vacanza all’insegna dell’avventura, ecco che oggi vi presentiamo un nuovo strumento che senza dubbio vi aiuterà a trovare lo sport che fa per voi, a buon prezzo e da praticare con gli amici.

    Si tratta di Sportboom.it, il primo servizio online per cercare e acquistare le migliori offerte legate al mondo dello sport anche con il proprio gruppo di amici. Conta già 100.000 visite al mese e dispone un database di oltre 20.000 strutture sportive censite. Su un’unica piattaforma, è possibile cercare, scegliere e acquistare l’attività sportiva preferita, scegliendo tra più di 400 offerte per oltre 100 sport diversi e 200 strutture sportive su tutto il territorio italianoSu Sportboom.it è possibile trovare proposte per avventure estreme come il parapendio, il rafting o il driving racing, corsi per adulti e bambini che vanno dalla zumba alla boxe fino al tennis e, ancora, sport e attività perfette per l’estate come il kite surf, hydrospeed o beach volley. Sono disponibili su tutto il territorio nazionale, abbonamenti, pacchetti e attività a prezzi scontati soprattutto per chi vuole praticare sport con gli amici. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta, l’unico requisito è la passione per lo sport.

    Come funziona

    Con Sportboom.it è possibile trovare l’attività, il corso o l’abbonamento più adatto ai propri gusti o attitudini, basta andare su www.sportboom.it e iniziare la ricerca. Una volta individuata l’offerta, si procede alla registrazione al sito, anche tramite account Facebook, per acquistare direttamente online e iniziare a vivere un’esperienza coinvolgente e divertente.

    La caratteristica principale di Sportboom.it è la possibilità di risparmiare nell’acquisto se si riesce a coinvolgere più amici nell’attività. Grazie alla funzione “Best with Friends” è possibile acquistare a prezzi ancora più scontati pacchetti di attività, in base al numero di persone coinvolte: si invitano gli amici via email o Facebook e poi, in base a coloro che hanno deciso di partecipare, sarà mostrato il costo finale a persona con la possibilità, inoltre, di scambiarsi domande e commenti.

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    Sportboom.it vuole essere un modo totalmente nuovo per coinvolgere le persone in chiave tipicamente social. L’idea nasce da tre giovani ragazzi di Milano, Alessandro Braga, Leone Hassan e Michele Norsa legati da una lunga amicizia e passione per lo sport. A dicembre 2011, Sportboom ha vinto il concorso Start Up Boosting organizzato dal MIP Politecnico di Milano per identificare le startup digitali emergenti di maggior valore nel panorama italiano.

    “Circa 3 anni fa ci è balenata l’idea di creare uno strumento che aiutasse a trovare e organizzare cose da fare con gli amici. E cosa c’è di meglio dello sport per divertire, coinvolgere e regalare grandi emozioni?”, ha raccontato Alessandro Braga, uno degli ideatori di Sportboom.it. “Grazie al nostro impegno e dedizione, Sportboom.it è oggi la più grande banca dati di centri sportivi in Italia, con oltre 20.000 strutture sportive censite. Il nostro obiettivo è iniziare a lavorare con ciascuna di queste per offrire a tutti gli amanti dello sport un sito di riferimento e opportunità per creare momenti di aggregazione con i propri amici, in modo sano e positivo”

    In futuro, nell’ottica di rendere la piattaforma sempre più social, ci sarà la piena integrazione di Sportboom.it con Facebook per organizzare e acquistare l’attività sportiva direttamente dal social network, oltre alla possibilità di recensire e pubblicare foto della propria esperienza sportiva con Sportboom. Il tutto anche da mobile perché, a breve, verrà rilasciata anche l’app per Android e iPhone.

    Sportboom.it, infine, guarda all’estero: la piattaforma è presente anche in Germania e nei prossimi mesi ci saranno altre novità sui piani di espansione all’estero.

  • Weekend-a-gogo, nuovo finanziamento di 450 mila euro da Principia SGR

    Weekend-a-gogo, nuovo finanziamento di 450 mila euro da Principia SGR

    Weekend-a-gogo, ossia come il weekend si fa anche social. La giovane startup italiana annuncia un nuovo finanziamento di 450 mila euro erogato da Principia SGR per conto del Fondo Principia II. Nata all’interno dell’innovativo FastPrototyping Lab, Weekendagogo cambierà il modo in cui organizzeremo un weekend o una vacanza breve, mettendo in comunicazione l’utente con chi propone pacchetti e con altri utenti

    Il settore del Turismo continua a essere tra i più rilevanti per la nostra economia. Non a caso in questo ambito sono nate startup come Venere.net o Volagratis poi divenute casi di successo mondiale, cui da oggi si aggiunge Weekend-a-gogo. Nella nuova startup, con sede a Napoli, che applica gli strumenti social allo specifico segmento dell’organizzazione del weekend, Principia SGR ha appena investito 450mila euro per conto del Fondo Principia II.

    La nascita di Weekend-a-gogo è stata supportata da Fastprototyping Lab, un innovativo modello per la progettazione e il lancio di startup, dove soci con esperienza consolidata maturata in vari settori mettono a punto e testano l’idea sul mercato con dei prototipi prima di trasformarla in una startup e ingaggiare il team imprenditoriale.

    Nel travel, quello dei weekend o delle vacanze corte è uno dei pochi segmenti in continua crescita: secondo le stime di Phocuswright, nella sola Europa nel 2018 raggiungerà un valore stimabile in circa 36 miliardi di euro. L’idea di Weekend-a-gogo nasce quindi dall’evidenza che sempre di più le abitudini di viaggio dei consumatori vanno nella direzione di vacanze frequenti, ma brevi, nonché dal fatto che, per questa tipologia di viaggi più che per altre, il pacchetto è la soluzione più stimolante e adatta.

    weekend-a-gogo

    L’organizzazione di un weekend è un’attività sociale per eccellenza: un’esperienza che viviamo non solo con familiari e compagni, ma anche con amici o semplici conoscenti aggregati per l’occasione. Il vantaggio competitivo di Weekend-a-gogo è dunque quello di esaltare le dinamiche di convivialità e socializzazione per tutti i 52 fine settimana che ci sono in un anno, ma offrendo anche soluzioni “chiavi in mano” per i weekend fuori casa, ovvero, pacchetti weekend a tema (romantico, benessere & relax, enogastronomico, culturale, sportivo, ecc.) studiati per tutti i gusti e derivati da una profonda conoscenza del segmento da parte dei promotori della community.

    Weekend-a-gogo di fatto è un “Weekend Hub”, ovvero un innovativo sistema distributivo di offerte di pacchetti weekend, che si alimenta dall’interazione in modalità social tra gli utenti del servizio e i fornitori di pacchetti turistici. Si tratta di un progetto in evoluzione che oggi, alla partenza, già consente di individuare il proprio pacchetto weekend migliore selezionando tipologia, area geografica e date desiderate, avendo in cambio la visualizzazione di tutte le proposte più interessanti e originali del momento, prenotabili direttamente online dal sito. Al termine del weekend, il cliente può poi postare un giudizio, nonché condividere la propria esperienza attraverso i social più noti.

    A settembre verrà lanciata la parte social di Weekend-a-gogo che permetterà di realizzare non solo una community di scambio di opinioni, preferenze, giudizi e conoscenza, ma anche di avere a disposizione un luogo dove organizzare e vivere il viaggio insieme con il proprio circolo sociale e attivare nuovi contatti per l’organizzazione dei viaggi in compagnia di persone con gli stessi interessi.

    Da qui a 5 anni, Weekend-a-gogo ha l’obiettivo di aggregare almeno 600 mila clienti attivi in tutta Europa, generando un volume di vendite di 150 milioni di euro, unicamente attraverso il potenziale social del weekend. Per la propria crescita e potenziamento, il progetto conta di poter aggregare ulteriori investitori a partire dal Sud Italia. In particolare, business angel che vogliano contribuire anche operativamente alla costruzione del business e alla valorizzazione del potenziale turistico di quell’area d’Italia. Anche in questa strategia di fund raising, che vede il coinvolgimento di Business Angel dopo l’ingresso di un Venture Capitalist, si manifesta l’approccio innovativo di Weekend-a-gogo, che spera di arrivare a coinvolgere nell’equity anche i propri fornitori e clienti grazie all’uso del crowd funding.

    Commentando il finanziamento della start-up, Roberto Mazzei, Presidente e Amministratore Delegato di Principia SGR, dice:

    Abbiamo investito in un progetto, quella della vendita on line di pacchetti weekend, che ci sembra ambizioso e che interviene in un segmento, il turismo on line, in cui si intravedono ulteriori spazi di crescita molto interessanti. Come nella vendita di tradizionali pacchetti turistici on line, il cuore è proprio nella piattaforma tecnologica, sviluppata ad hoc per il delivery del servizio. Pensiamo che il team imprenditoriale anche grazie alle sue passate esperienze, sia uno degli elementi fondanti del progetto. Il modello di business di Weekend-a-gogo ha delle chiare e immediate ricadute per il Sud, area in cui investiamo, e coniuga in modo veramente innovativo la concretezza di un prodotto turistico di qualità con una strategia social di ampio respiro non dettata dalle mode del momento. Così il Fondo Principia II gestito da Principia Sgr ha aggiunto un’altra realtà al suo portafoglio di aziende digitali, intervenendo anche nell’ambito del turismo on line.”

    “Il pacchetto weekend è l’unico prodotto turistico che funziona tutto l’anno e che ha valenze social molto forti”, spiega Andrea Elestici, CEO di Weekend-a-gogo. “Perciò si presta in particolar modo alla nascita di una vera e propria community di persone riconducibili a gruppi d’interesse comuni, che creano un enorme valore aggiunto, grazie alla forza dei social network”.

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    Il Team

    Per far partire Weekend-a-gogo nel modo migliore, sono state ingaggiate professioniste con un solidissimo know-how nel mondo turistico: Letizia Orsini, una startupper seriale che, dopo aver lanciato due compagnie low-cost in Italia (gofly e tuiFly), è stata anche pioniera dei coupon in Let’s Bonus, di cui ha curato il lancio, inventando anche i weekend coupon, e Roberta Marchioro, che, dopo svariate esperienza professionali nel settore – tra le quali Buon Weekend – ha seguito lo start-up dei cofanetti regalo Boscolo Gift fino a diventarne responsabile operativa.

    E’ inoltre in corso la ricerca e selezione di 100 soci operativi, che saranno formati in collaborazione con le principali Università del Turismo italiane per diventare Weekend Destination Marketers. Weekend-a-gogo ha la sua principale sede operativa a Napoli perché punta a sfruttare l’elevato potenziale turistico del sud Italia specialmente come destinazione per Nord Europei.

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    Cos’è il FastPrototyping Lab

    Weekend-a-gogo è il primo spin-off di FastPrototyping Lab, un nuovo modello di incubatore di start-up.

    “Nel Lab, i soci – imprenditori e professionisti di lunga esperienza – lavorano in prima persona sulle idee, nate in gran parte all’interno, che perfezioniamo utilizzando la nostra struttura di esperti”, spiega Jaap Kalma, uno dei soci del Lab.

    “Solo dopo aver superato vari test di mercato, trasformiamo i prototipi in aziende a tutti gli effetti, ingaggiando il team di startupper esperti che reputiamo più adatto a implementarli con successo su larga scala. Così riusciamo a sviluppare le idee migliori e con maggior probabilità di successo”, aggiunge Lorenzo Brenta, altro socio del Lab.

    A questo link potete conoscere gli altri soci fondatori del FastPrototyping Lab.

  • TechCrunch Italy 2013, aperte le selezioni per la Startup Competition

    TechCrunch Italy 2013, aperte le selezioni per la Startup Competition

    Sono ufficialmente aperte da oggi le selezioni per la Startup Competition in vista del TechCrunch Italy 2013 che si terrà a Roma il prossimo 26 e 27 settembre 2013 al Maxxi. Saranno 8 le startup ammesse al pitch finale e al vincitore andrà un premio di 50,000 € offerto da Populis, organizzatrice dell’evento insieme a TechCrunch

    Aprono il 27 giugno le selezioni per la Startup Competition di TechCrunch Italy, una sfida a colpi di pitch, con un premio complessivo del valore di 50.000€ offerti da Populis, che vedrà alternarsi le 8 startup selezionate di fronte all’advisory board di TechCrunch. Una giuria composta da venture capitalist, innovatori ed esperti sarà chiamata infatti a decretare il vincitore della 2° edizione del più grande evento italiano dedicato al digitale e alle startup, co-organizzato da Populis e TechCrunch, che si terrà a Roma il 26 e 27 settembre al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

    A partire da oggi,  giovedì 27 giugno, e fino a mercoledì 17 luglio sarà possibile inviare una presentazione del proprio progetto (non più di 15 slide) a startups@techcrunch-italy.com. Al fine di gestire al meglio l’alto numero di candidature, verrà data priorità ai progetti che saranno accompagnati da una demo video, di durata non superiore ai 2’ (non obbligatoria, ma fortemente consigliata). Le candidature pervenute oltre il 17 luglio non verranno prese in considerazione.

    Saranno ammesse alla Startup Competition solo le startup fondate da non più di 24 mesi, che non abbiano già ricevuto investimenti superiori ai 2 milioni di Euro; tra queste, verrà assegnata una corsia preferenziale a quelle che verranno presentate per la 1a volta al mercato e alla stampa in occasione di TechCrunch Italy. Verranno ammessi anche pitch su nuovi prodotti lanciati da aziende già esistenti, mentre non saranno presi in considerazione lanci di nuove funzionalità su progetti già conosciuti.

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    Sarà possibile partecipare alla Startup Competition solo se regolarmente iscritti all’evento, come partecipanti o espositori inseriti nella Startup Alley (Info e costi).

    Il 23 agosto, al termine delle selezioni, verranno annunciate le 8 startup chiamate ad esporre a turno il proprio progetto, il 26 e 27 settembre, durante un pitch di non più di 3-5 minuti a testa, di fronte ad un selezionatissimo advisory board composto da:

    • Paolo Barberis (Fondatore di Dada e Nana Bianca)
    • Roberto Bonanzinga (Balderton)
    • Fausto Boni (360 Capital)
    • Mike Butcher (TechCrunch)
    • Max Ciociola (MusixMatch)
    • Luca De Biase (Nòva 24 – Agenzia Digitale)
    • Mauro del Rio (Buongiorno!)
    • Riccardo Donadon (H Farm)
    • Lorenzo Franchini (Italian Angels For Growth)
    • Massimiliano Magrini (Union Ventures)
    • Marco Marinucci (Mind The Bridge)
    • Salvo Mizzi (Working Capital)
    • Mauro Pretolani (TLCom)
    • Massimo Sideri (Corriere della Sera)

    Il premio finale, offerto da Populis, consisterà in un fondo di 10.000€ e un pacchetto di visibilità di 40.000€ sulle media properties del Gruppo, fondato da Luca Ascani e Salvatore Esposito, che comprende alcuni tra i siti di news online più visitati in Italia, Germania e Brasile (Blogo, Excite Europe, Blog.de, Cidade Internet, Populis – ex-mokono, etc.).

    Il ritorno in Italia di uno dei più autorevoli eventi nell’ecosistema internazionale delle startup, prevede un palinsesto grandioso: una due giorni di startup showcase, incontri, pitch, keynote e conferenze con alcune tra le voci più influenti al mondo nell’universo dell’innovazione digitale. Renaud Visage, co-founder di Eventbrite, Damien Patton, founder di Banjo, John Underkoffler, founder di Oblong e ideatore dell’interfaccia del film Minority Report, Amelia Showalter, former Director of Digital Analytics per la campagna di rielezione del Presidente Obama, Michael Widenius, Co Founder e autore principale di MySql, e molti altri si incontreranno a Roma per parlare di (RE) Design e conoscere il meglio dell’innovazione italiana.

    I biglietti, validi per entrambe le giornate, sono limitati e disponibili su Eventbrite a 399€ fino ad esaurimento; il costo del biglietto intero in late booking sarà di 499€.

    Uno degli aspetti più rilevanti al momento del lancio di una startup è la capacità di imporre la propria voce, portando il proprio progetto al centro delle conversazioni online per conquistare l’interesse degli utenti e degli investitori. Ecco perché, per l’edizione di quest’anno, abbiamo deciso di affiancare ad un premio in denaro un massiccio piano di visibilità media sulle properties del Gruppo Populis, che conta oltre 50 mln di visitatori in Italia e all’estero. A questo si aggiunga l’enorme risonanza che offrirà il livestreaming su TechCrunch e la successiva coverage riservata al vincitore: mai come oggi per una startup è importante adottare un approccio internazionale fin dal giorno 0 per emergere in uno scenario sempre più affollato e tra i nostri obiettivi c’è proprio quello di trasmettere questo tipo di visione” , ha commentato Luca Ascani, co-founder di Populis e co-organiser dell’evento.

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    TechCrunch Italy nasce dalla collaborazione tra Populis – una delle media technology company a maggiore crescita in Europa (Source: #1 Deloitte Fast 50 Ireland, #7 Deloitte Fast500 EMEA, GP Bullhound Media Momentum 2011), editore di Blogo.it (3° polo d’informazione online in Italia), fondata da due partner italiani, Luca Ascani e Salvatore Esposito, e leader europeo nella produzione di contenuti verticali – e TechCrunch la “Bibbia” dell’informazione tecnologica online a livello mondiale, forte di una redazione di esperti attenti a scovare nuove start up, recensire i progetti web più innovativi e annunciare in tempo reale tutte le breaking news sul mondo della tecnologia.

  • Cresce il Cloud in Italia, nuova leva per il Cambiamento

    Cresce il Cloud in Italia, nuova leva per il Cambiamento

    Il Cloud in Italia cresce più dell’ICT. E’ questo in sintesi quanto viene rilevato dalla nuova ricerca presentata ieri al convegno “Cloud Journey: un cambiamento possibile!”. Il mercato vale 493 mln €, in crescita dell’11% rispetto al 2012. Nelle PMI la spesa ICT cresce solo nel 16% dei casi, mentre quella Cloud cresce nel 40% dei casi. Il 70% delle imprese di grandi dimensioni si affida al Cloud in modo pervasivo ed evoluto

    Il mercato del Cloud in Italia è in crescita più dell’ICT e ce lo conferma la ricerca  dell‘Osservatorio Cloud & ICT as a Service, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, presentata ieri a Milan,o presso il Campus Bovisa, al convegno “Cloud Journey: un cambiamento possibile!“.

    Il Cloud Computing rappresenta un modello che offre l’opportunità di recuperare produttività e creare le condizioni per lo sviluppo e l’innovazione, permettendo al tempo stesso di ridurre di costi, razionalizzare le infrastrutture e migliorare i tempi di risposta” – afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service – soprattutto l’ecosistema delle PMI e delle startup potrebbe trarne benefici enormi, ma il nostro Paese è oggi ancora un follower nell’adozione del cloud, con tassi di crescita assestati sull’11%, ma ben lontani da quelli delle economie più evolute e ancor di più dai Paesi emergenti, dove si registrano dinamiche di crescita fino a tre volte più rapide di noi.”

    Potrebbe essere proprio questa la fotografia appena descritta. Il Cloud cresce, ma meno rispetto agli altri paesi europei, quindi ci sono ancora margini, nonostante i buoni risultati. Ma vediamo meglio gli esiti della ricerca.

    Crescita del mercato Cloud in Italia

    La Ricerca ha analizzato anzitutto l’evoluzione del budget ICT e di quello legato al Cloud, sia nella componente Private che in quella Public, su un campione rappresentativo di 201 Grandi Organizzazioni (con più di 250 addetti) e di 507 PMI, registrando una maggiore crescita del budget Cloud rispetto a quello dedicato all’ICT nel suo complesso che diversamente subisce una contrazione.

    Con riferimento al campione delle grandi imprese osservando la dinamica del budget, la spesa ICT cresce, infatti, solo nel 13% dei casi, mentre quella Cloud cresce nel 54% dei casi per il Public Cloud, nel 50% per il Private. E il trend si ripete anche nelle PMI: mentre la spesa ICT cresce nel 16% dei casi, quella Cloud cresce nel 40% delle PMI.

    Grazie a questo trend, il mercato Cloud inItalia, nel 2013, ha raggiunto un valore 493 milioni di euro e registra una crescita dell’11% rispetto al 2012.

    La spesa delle grandi imprese copre il 95% del totale e registra un tasso di crescita analogo, mentre nelle PMI la dinamica è più positiva: è stata, infatti, rilevata una crescita del 16%; tuttavia, in valore assoluto l’investimento rimane marginale: rappresenta meno del 5% della spesa Cloud complessiva, pari a 21 milioni di euro.

    mercato-cloud-italia-2013

    Come dicevamo prima, la crescita del Cloud in Italia resta comunque nettamente inferiore alle aspettative di analisti ed esperti: la dimensione complessiva del Cloud in Italia è tuttora marginale, rappresentando appena il 3% del mercato totale. Il confronto con i Paesi esteri vede crescere il divario di digitalizzazione, anche se non mancano i segnali di un cambiamento in atto attraverso percorsi evolutivi possibili.

    Il Cloud nel mondo e la sua diffusione nel nostro Paese

    La crescita del Public Cloud in Italia è decisamente più bassa rispetto a quella delle altre economie: circa l’8% in meno dei mercati dei Paesi più evoluti, rispetto ai quali le aziende italiane stanno accrescendo il gap di digitalizzazione invece che colmarlo. L’Italia è fanalino di coda con la sola Spagna che sembra fare leggermente peggio.

    A rendere più impietoso il posizionamento è il confronto con le economie emergenti. Non sono solo le ben note India, Cina, Russia e Brasile a crescere di più, ma anche Indonesia, Argentina,Turchia e Messico mostrano tassi di sviluppo nella spesa Cloud dell’ordine del 25-30%, percentuale tripla rispetto a quella italiana.

    Diffusione del Cloud in Italia

    Nelle grandi imprese, alcuni segnali rivelano un interesse sempre maggiore per le tecnologie Cloud e, al tempo stesso, una crescita di consapevolezza nella loro adozione e l’abbandono dell’effetto moda. Le iniziative censite dimostrano un livello di customizzazione crescente, con un’attenzione maggiore ai processi caratteristici del proprio business e una crescente pianificazione dell’utilizzo del Cloud: il 32% degli intervistati dichiara, infatti, l’esistenza di un piano pluriennale (+11% sul 2012).

    Ci sono quindi ancora ampi margini di crescita per il Cloud: nelle grandi imprese, i servizi di Public Cloud più diffusi presentano tassi di adozione del 15%.

    Tra i servizi più diffusi e in crescita troviamo a supporto della mobilità la posta elettronica, i sistemi di UC&Ce le soluzioni di Enterprise file sharing, per l’information management i sistemi di office automation, per la relazione con i clienti il CRM e alcuni ambiti infrastrutturali, quali capacità di storage e computazionale.

    budget-cloud-ici-pmi-italia

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    Un tasso di adozione simile viene riscontrato anche tra i servizi di Public Cloud maggiormente diffusi nelle PMI: le soluzioni di storage (15%), il ricorso a macchine virtuali (12%) e i sistemi di posta e collaboration (11%).

    Le grandi imprese che adottano soluzioni Cloud lo fanno per innovare (27%) e per migliorare e supportare servizi e processi (56%) mentre solo in un numero marginale di iniziative il Cloud nasce da un’esigenza di rinnovo delle infrastrutture obsolete (17%).

    Allo stesso modo, nelle PMI, tra le motivazioni principali appare l’aumento dell’efficacia e l’attivazione di nuovi processi grazie al Cloud (38%) e la maggiore produttività connessa alla collaboration e alla possibilità di avere informazioni disponibili e semplici a cui accedere (37%), oltre all’efficientamento della spesa IT (per il 68% del campione) e alla sua variabilizzazione (21%).

    L’evoluzione dell’ecosistema del Cloud e il ruolo delle Startup

    Nell’ambito della ricerca realizzata in collaborazione con l’Osservatorio sulle Startup digitali e Polihub sono state raccolte informazioni su 248 iniziative che operano nel mercato del Cloud & ICT as a Service che hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali negli ultimi due anni a livello internazionale.

    In Italia risulta che 20 aziende, pari al 16% delle startup analizzate, operi in ambito Cloud e abbia ottenuto finanziamenti a partire da 30.000 euro da parte di Venture Capital, Business Angel, Family Office, Incubatori e Investment Company negli ultimi due anni.

    Un treno ormai perso? Non necessariamente! I tempi di adozione del Cloud sono sufficientemente veloci e i costi accessibili, tanto da consentire ancora anche alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni italiane di partire – conclude Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service. Il Cloud dunque non è più una moda né un “treno” perso. Oggi però si richiede la volontà e la disponibilità al cambiamento e la capacità di realizzare un piano che traguardi una propria via alla trasformazione, un proprio Cloud Journey: un cambiamento (ancora) possibile.”

  • 4W MarketPlace, Daniele Costenaro nuovo Head of Automated Trading

    4W MarketPlace, Daniele Costenaro nuovo Head of Automated Trading

    Daniele Costenaro è il nuovo Head of Automated Trading di 4w MarketPlace, l’advertising network premium che opera nel mercato della pubblicità online a performance su internet con i principali editori italiani e agenzie media

    Daniele Costenaro, 36 anni, lavora da 10 anni nel mondo dei media e dell’advertising digitale. Nel 2006 entra in DMC, centrale media del Gruppo Fullsix, dopo due anni entra in RCS MediaGroup ricoprendo il ruolo di Acquisition Manager per campagne advertising sui principali canali digitali del gruppo editoriale. Dal 2009 al 2012 lavora per la sede italiana di TradeDoubler, leader nell’online affiliate marketing, prima come Account Director e poi come Head of Client Services, gestendo diversi progetti fra cui: Direct Line, Groupon, Expedia, Findomestic.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/06/Daniele-Costenaro_Head-of-Automated-Trading-di-4w-MarketPlace.jpg” easing=”easeInOutElastic”]Daniele Costenaro, Head of Automated Trading di 4w MarketPlace[/overlayer]

    Dopo una breve parentesi in Xaxis, società di audience buying di GroupM, a giugno 2013 diventa Head of Automated Trading di 4w MarketPlace. In questo nuovo ruolo Costenaro si occuperà dello sviluppo del business Real Time Bidding (RTB) e Programmatic Buying. Costenaro avrà inoltre la responsabilità di coordinare, come Supervisor, le attività della sede di 4w MarketPlace a Fisciano (SA).

    Daniele è la persona giusta per sviluppare l’offerta RTB in modo sinergico al resto dei prodotti di 4w MarketPlace, offrendo servizi sempre più competitivi e all’avanguardia grazie alle tecnologie sofisticate e alle competenze del nostro team”, ha dichiarato Gabriele Ronchini, Fondatore e CEO di 4w MarketPlace

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    4w MarketPlace, è una startup dell’incubatore Digital Magics con sede a Fisciano (SA) e a Milano. Dal 2009 grazie all’accordo in esclusiva con il Premium Publisher Network, Consorzio fondato dal Gruppo Editoriale L’Espresso e da RCS MediaGroup – a cui hanno aderito RAI, La Stampa, ANSA, Gruppo Finelco, Class Editori e le principali testate locali – 4w MarketPlace si è affermata come advertising network italiano per la gestione degli spazi contextual delle maggiori testate online degli editori italiani premium. Da settembre 2011 4w MarketPlace è il primo e unico network italiano ad aver ricevuto da Facebook la certificazione come advertising provider, che abilita 4w MarketPlace alla vendita di pubblicità all’interno del social network. Nell’ottobre 2011 4w MarketPlace entra anche nel mercato mobile, aggregando inventory di applicazioni e di Msite. Nell’ottobre 2012 ottiene un finanziamento di 2,5 milioni di euro da Principia SGR per potenziare lo sviluppo tecnologico. Sono tre gli adnetwork proprietari della società: 4w Net, che offre agli investitori pubblicitari un accesso privilegiato ad audience altamente qualificate e agli editori la massimizzazione dei ricavi dai propri siti internet; 4w Mobile, pensata appositamente per la comunicazione su smartphone, integra la pubblicità contestuale e visual con i vantaggi della geolocalizzazione, e 4w Social, che gestisce l’advertising sui siti e le app integrati a Facebook.

  • Sono 300 mila gli aspiranti imprenditori in Italia

    In quanti si lancerebbero in un’impresa imprenditoriale? Secondo un’indagine promossa da Italia Startup, in collaborazione con Human Highway, sono 300 mila gli italiani pronti a mettersi in gioco con una propria idea come imprenditori. Il 13,7% aprirebbe un’attività nel settore servizi web, app e software, mentre il 21,9% preferisce la ristorazione e l’11% il settore manifatturiero.

    La crisi del lavoro, la necessità di reinventarsi e il fermento che si sta registrando nel mondo delle startup stanno generando un potenziale latente di imprenditoria che ancora non riesce a svilupparsi.

    E le sue dimensioni sono notevoli: sono 300.000 gli italiani che non solo intendono creare una propria impresa o supportarne una, ma che hanno già un progetto in mente in un settore definito” afferma Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup.“Il 21,9% intende avviare la propria attività nel settore ristorazione, mentre le tecnologie digitali catturano l’interesse del 13,7% degli intervistati: in particolare il 7,4% intende investire in servizi web come e-commerce, comunicazione digitale e piattaforme di co-working, mentre il 6,3% punta alla progettazione software e allo sviluppo di app: è un segno evidente delle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali nella creazione di opportunità lavorative”.

    Questi sono i dati che emergono dalla prima ricerca condotta da Italia Startup, l’Associazione no profit che rappresenta l’ecosistema delle startup italiane, in collaborazione con Human Highway. 

    Per individuare gli aspiranti imprenditori nel Belpaese, Italia Startup ha chiesto a un campione di 947 persone, rappresentativo della popolazione italiana, come intenderebbero investire un’inaspettata eredità di 200.000€ da un fantomatico zio d’America. Le tre risposte che hanno ottenuto più consensi sono figlie della crisi economica:

    • il 30,9% desidera avere la certezza della casa comprandone una;
    • il 23,2% intende pagare i debiti oppure il mutuo, mentre
    • il 20,9% sceglie la temporanea fuga di un viaggio o di una vacanza da sogno.

    Ma al quarto posto, con

    • il 18,8%, degli intervistati si posizionano coloro che desiderano supportare un’iniziativa imprenditoriale: il 16,5% degli intervistati vorrebbero utilizzare i soldi per un proprio progetto imprenditoriale, mentre il 2,3% li impiegherebbe in un’impresa di amici e conoscenti.

    All’interno di questo 18,8%, però, il 32,4% sarebbe disposto a investire meno della metà o una parte limitata dei 200.000€, mentre il 67,6% è disposto a rischiare una parte consistente del patrimonio: sono quei 3,5 milioni di italiani (12,2% degli intervistati) che rivelano una maggiore propensione all’imprenditorialità.

    Italia-startup---sondaggio

    Per verificare la maturità di questa propensione, l’indagine ha poi analizzato la presenza di un’idea imprenditoriale negli intervistati e solo il 40,9% ha rivelato di avere un progetto abbastanza preciso (30,2%), ben definito (9,2%) o già avviato (1,5%).
    Infine come ulteriore controprova dell’aspirazione all’imprenditorialità,  è stata riscontrata la propensione a investire il proprio finanziamento in un settore specifico. L’82,6% ha rivelato di avere già identificato il settore: corrisponde all’1,1% degli intervistati, pari a circa 300.000 italiani.

    Il principale modello di riferimento per il 31% di questi aspiranti imprenditori è il self-made-man all’italiana (da Ferrari a Briatore, da Berlusconi a Delvecchio), che attrae preferenze soprattutto nel Nord Italia (55%) e tra coloro che investono nel settore commerciale (27%).

    Per il 29% il modello è invece costituito dalle grandi famiglie imprenditoriali italiane (Agnelli, Barilla, Ferrero) che raccolgono preferenze soprattutto al Sud e nelle Isole e tra coloro più propensi a investire nella ristorazione (21,3%) o nel turismo (21,4%).

    Un giovane imprenditore su quattro è attratto invece dall’imprenditore dell’informatica e della new economy: tra i nomi più citati ci sono ovviamente Bill Gates, Steve Jobs o Mark Zuckerberg. Il 70,9% di questi aspiranti imprenditori sono uomini e il 49,4% ha un’età  tra i 24 e i 35 anni, risiedono in gran parte nel Nord (52,6%) e se avessero a disposizione 200mila euro li investirebbero nel 29% dei casi nel settore dei Software/Servizi Web (tre volte il dato complessivo).

    Infine il 18% ammira i manager-imprenditori alla Marchionne o De Benedetti. Sono in genere aspiranti imprenditori tra i 35 e i 44 anni (33,7%) che intendono puntare ai settori Manifatturiero (34,1%) o Commerciale (29%).

    Italia-startup-sondaggio---300-mila-aspiranti-imprenditori

    Non è un caso che proprio l’ipotesi di ricevere una donazione di 200.000€ abbia scatenato il desiderio imprenditoriale degli italiani: tra i principali inibitori della libera iniziativa c’è proprio la scarsità di risorse finanziarie per dare corpo al proprio progetto. Per 8 aspiranti imprenditori su 10 questo è il principale ostacolo. Al secondo posto tra i fattori inibitori, nettamente distaccato dal primo, si classifica la difficile congiuntura economica, che blocca il 20,6% degli intervistati. Il mancato reperimento di amici o colleghi disposti a rischiare nel progetto ferma invece l’11,1% degli aspiranti imprenditori.
    È interessante notare come tra coloro che mostrano propensione all’imprenditorialità ma non intendono rischiare la maggior parte dei 200.000, è meno diffusa la percezione della mancanza di soldi, che si attesta al 67,2% e trova più spazio la sfiducia generata dalla difficile congiuntura economica (30,4%).

    Sembra un paradosso, ma la crisi genera una delle risorse più importanti per l’economia italiana: il desiderio di imprenditorialità, di esprimere i propri talenti per creare nuove opportunità lavorative” ha commentato Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup. “Solo per 2 aspiranti imprenditori su 10 il momento economico sfavorevole è un limite; per la maggior parte di loro, basterebbe trovare un adeguato finanziamento per creare una nuova realtà produttiva. Questa indagine diventa dunque un forte richiamo per le aziende consolidate, i settori maturi, soprattutto del Made in Italy, a investire nelle startup: è invito a contaminarsi con i nuovi modelli di business offerti dalle tecnologie digitali, un vero e proprio asset competitivo per il nostro Paese, capace di attrarre l’iniziativa imprenditoriale dei più giovani”.