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  • Social Media, alcuni consigli (speriamo graditi) per affrontare il 2019

    Social Media, alcuni consigli (speriamo graditi) per affrontare il 2019

    I Social Media sono ormai strumenti fondamentali per comunicare oggi e di questo ormai ne siamo tutti, più o meno convinti. Ma ci sono alcune considerazioni da fare e alcuni consigli da valutare per usarli al meglio in questo 2019, anche per evitare di commettere sempre gli stessi errori. E speriamo che questi consigli siano graditi.

    Il 2019 sarà l’anno dei Social Media. No, questa la si diceva già nel 2012, quando, da circa un anno, si era unito anche Google + nel panorama degli strumenti digitali da utilizzare, e abbiamo visto tutti come è finita, anzi, come finirà. Questa vuole essere solo una considerazione ad ampio raggio, chiamiamoli anche “consigli“, speriamo graditi, ma che potranno tornare utili per affrontare questo nuovo anno appena iniziato evitando di ripetere gli stessi errori. Sono alcuni consigli rivolti a chi usa questi strumenti per comunicare, quindi professionisti e aziende, ma valgono anche in generale. E sono anche considerazioni sul fatto che ormai i Social Media stanno avviandosi verso una sorta di “maturazione”, anche se una vera e propria maturazione non è stata ancora raggiunta. Nonostante l’emergere, negli ultimi due anni soprattutto, dei contenuti effimeri, è vero anche che si va sempre più verso una modalità di contenuto che vira verso la narrazione (leggi “storytelling”) e verso più qualità e meno quantità, quindi, razionalizzazione e ottimizzazione degli sforzi, più contenuti emozionali, che è quello che chiedono gli utenti.

    Le piattaforme devono recuperare la fiducia degli utenti

    Partiamo però da un primo punto, le piattaforme, quindi Facebook (prima di tutte), Twitter, LinkedIn, Instagram, nel 2019 devono lavorare per riconquistare la fiducia degli utenti. Il 2018 è stato l’anno delle continue violazioni della privacy, lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook ha segnato tutti. Ma non è solo un tema legato solo alla piattaforma di Mark Zuckerberg, certo è la più grande e la più usata, ma quel senso di insicurezza e di sfiducia ha via via influenzato anche le altre piattaforme. Quello che devono fare le aziende e i professionisti è quindi usare una comunicazione quanto più orientata ad una maggiore consapevolezza verso questi temi e, ovviamente, attendersi che anche le piattaforme facciano la loro parte.

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    Quando comunicazione fa rima con narrazione

    I Social Media ha dimostrato in questi ultimi tre/quattro anni di essere strumenti adatti per “narrare”, raccontare storie, coinvolgere, emozionare, tutti sinonimi di narrazione che trovano casa comune in un termine che va sotto il nome di “storytelling“. Definizione fin troppo abusata, certo, ma nel 2019 sentiremo parlare forse più del suo senso che non del termine stesso. Si è giunti quindi al momento in cui le aziende devono trovare il modo di sapersi raccontare, aprirsi verso il proprio pubblico coinvolgendoli con quello che è già in loro possesso, ossia la loro storia fatta di fatica, soddisfazioni, emozioni. Meglio quindi orientarsi verso una narrazione più personale, più umana, fatta di tante storie in cui lo stesso utente ha la possibilità di riconoscersi, creando quella bella empatia che è sempre difficile da creare.

    Di conseguenza, è opportuno concentrarsi sulla narrazione della propria azienda, del proprio marchio attraverso i Social Media. Badate, tutte le aziende hanno una storia da raccontare, bisogna “solo” (si fa per dire) trovare la modalità giusta e la piattaforma adatta, bisogna lavorare sulla community che si è creata in questi anni e comprendere come veicolare al meglio questo tipo di contenuti. E’ un lavoro duro, ma, per “emergere” dal frastuono dei contenuti che ogni giorno viene condiviso sui social media, è meglio dedicarsi in questo 2019 su una modalità che è più stimolante per il proprio pubblico.

    Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    Nel 2019 la qualità supererà la quantità

    E’ forse giunto il tempo di rendersi conto che la quantità non può essere più la sola motivazione per condividere contenuti, una modalità che spesso si traduce in una comunicazione poco appagante e ridondante, senza capacità di coinvolgimento. Allora, meglio lavorare su contenuti di qualità. E vi starete chiedendo, “ma dove la vado a prendere questa qualità?”. Semplice, iniziamo a usare più creatività per i nostri contenuti, iniziamo a creare contenuti che sappiano davvero ispirare e coinvolgere. La creatività è la chiave per riuscire a creare una comunicazione di qualità ed efficace, solo che ha bisogno di impegno, ecco perchè spesso manca. Ci si è ormai assuefatti ad una comunicazione ormai standardizzata, sempre uguale, sempre con quel sapore del “già visto da qualche parte”. Allora, meglio osare più creatività che omologarsi ad una comunicazione che non coinvolge.

    Gli influencer saranno sempre più coinvolti

    Il 2019 sarà l’anno in cui il fenomeno degli influencer e dell’influencer marketing sarà sempre più fondamentale. Già si è scritto tanto su questo tema e, in tempi non sospetti, qui sul nostro blog, era più o meno il 2012, avevamo già parlato di “micro influencer” che sembra essere oggi il trend del momento. In realtà, il tema dell’influencer marketing nel 2019 sarà più maturo e sarà sempre più usato perchè le aziende cominciano a comprendere, non solo la sua efficacia, ma soprattutto il suo aspetto non diretto, quello che spesso non è stato facilmente compreso. Nel senso che le aziende quando decidevano di abbracciare una strategia di influencer marketing “forzavano” sempre la mano verso un legame e una comunicazione sempre più diretta. Invece non deve essere così. L’influencer marketing differisce dalle altre forme di marketing proprio per questa caratteristica. Nel 2019 vedremo quindi maggiore consapevolezza da questo punto di vista ed influencer sempre più efficaci.

    Scegliere le piattaforme giuste

    Ad alcuni sembrerà banale, qualcosa di scontato, ma in realtà non è proprio così. Il 2019 è l’anno della narrazione sui social media, di una comunicazione più creativa, originale, di qualità, come abbiamo già detto. Di conseguenza, le aziende e i professionisti devono lavorare sulla scelta delle piattaforme più adatte. Il che significa, conoscerle bene, conoscere gli utenti che le frequentano e da lì considerare le stesse in virtù della propria azienda, quindi del proprio marchio, della propria comunicazione. Significa quindi prestare più attenzione alla conoscenza delle piattaforme e decidere di parlare a pubblici sempre più segmentati, sempre più specifici per esprimere una comunicazione sempre più mirata. E’ il momento di rendersi conto che è finito il tempo in cui valeva dire di essere su “ogni piattaforma”. No, in virtù di quello che abbiamo fin qui detto, è arrivato il momento di essere più specifici, più diretti verso il proprio pubblico.

    Ma attenzione, questo pubblico è sempre più preparato. Allora, meglio lavorare su piattaforme che possono aiutare a veicolare meglio questo tipo di comunicazione, facendoci aiutare da una forte dose di creatività che darà vita ad una comunicazione più originale, personale e coinvolgente.

  • Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Conversazione a due oggi, insieme a Salvatore Russo, @WMSaver, proviamo a vedere come Twitter potrebbe migliorare ancora, aggiungendo alcune funzionalità, adesso necessarie. Rinfrescando anche alcune funzioni poco usate e poco conosciute

    E’ davvero un piacere oggi avere ospite qui Salvatore Russo, che tutti voi già conoscete, esperto di Web e Social Media Marketing e da poco lo trovate in libreria con il suo masterpiece “Scopri Google Plus e conquista il Web” (edito da Dario Flaccovio Editore, con la copertina rossa, e quale se no?). Insieme a Salvatore da alcuni giorni ragionavamo su come Twitter potesse migliorare alcune funzionalità, specie nel momento in cui accelera su azioni tese a monetizzare, una novità assoluta. E quello che segue è un post a 4 mani con 2 Russo. Un caso a dir poco eccezionale.

    twitter consigli

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    salvatore-russo

    Salvatore Russo

    Mi occupo di Marketing, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani. Dal 2011 mi occupo della direzione marketing di 6sicuro di cui sono anche l’ideatore del blog, coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di blogger e giornalisti.

    Google+FacebookTwitter e LinkedIn

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    Da alcuni mesi, Twitter ha un po’ rivoluzionato la propria piattaforma cercando di migliorare il suo livello di coinvolgimento e, soprattutto, il tempo di utilizzo da parte degli utenti. Per questo motivo ha introdotto delle novità per rendere la piattaforma più adatta ad un coinvolgimento maggiore, basti pensare al redesign del layout dei profili.

    Ma Twitter, di recente e su forte richiesta degli investitori, ha cominciato a mettere in atto delle azioni rivolte a monetizzare, e vediamo quali.

    Twitter Analitycs

    È disponibile a tutti gli account una dashboard con cui è possibile verificare quanto siano apprezzati i propri tweet! Ad esempio è possibile fare clic su uno qualsiasi dei tuoi tweet per visualizzarne le statistiche generali in tempo reale (retweet, follows, grattini, click su hashtag e click su link), così come tracciare la vostra attività nel corso dell’ultimo mese. Questi sono utilissimi per coccolare il tuo ego, ma ancora di più per giustificare e misurare gli investimenti pubblicitari eseguiti su Twitter.

    ADS Twitter

    E’ ora possibile anche in Italia (Dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Irlanda) creare campagne Advertising. Sono sostanzialmente di tre tipi: sponsorizzazione di un tweet, aumentare i follower ed incentivare il download di un app. Fighissimo. Ti consiglio di leggere gli ottimi post di Leonardo Bellini e Giuliano Ambrosio che ti spiegano come creare la tua prima campagna Twitter.

    Timeline

    Twitter è come una doccia. Entri, ti fai una lavata di informazioni, esci e sei fresco come una rosa. Un sistema fluido di dati con una vita brevissima, pochi secondi . Problema: se aumentano gli inserzionisti questi vorranno avere maggior visibilità e semmai qualche sistema di targetizzazione. Come facciamo?
    Mr. Anthony Noto, CFO di Twitter, ci sta pensando, come tutto il suo team. Rumors vorrebbero che nel prossimo futuro la Timeline storica, basata sulla cronologia dei tweet, sia stravolta da logiche ben diverse, alla Facebook per intenderci. Una Timeline in cui i tweet vengono filtrati e mostrati agli utenti secondo un algoritmo votato al #TiFaccioVedereQuelloCheCredoTiPossaInteressareDiPiùMaSoprattuttoGeneriPiùFatturatoInAdv.

    Molti vedono in questa soluzione il MALE ASSOLUTO, la fine di Twitter, in quanto sarebbe snaturato e reso così simile a Facebook da domandarsi perché continuare ad utilizzarlo. Un’osservazione lecita. Una piattaforma ha senso di esistere se ha una peculiarità che lo rende unico, altrimenti risulta solo una perdita di tempo.

    twitter-consigli

    Sii Propositivo

    Invece di star vicino alle transenne del cantiere a giudicare i lavori, sii propositivo e suggerisci possibili soluzioni alternative allo stravolgimento della timeline.  L’introduzione di semplici features  potrebbero avere un impatto efficace, migliorare l’utilizzo della piattaforma e andare quindi nella direzione di un maggiore coinvolgimento degli utenti. Ecco alcune ideuzze che mi sono venute in mente:

    Eliminare il bottone “Preferiti”

    Oramai è chiaro, tutti lo usano come “mi piace” e non produce nessun dato utile per Twitter. Va detto che Twitter sta sperimentando la visualizzazione anche dei preferiti sulla timeline, come già succede con RT, ma questo non avrebbe un impatto significativo.

    Creazione di nuove funzioni:

    1. Bottone “Mi piace”
      con cui appagare la voglia irrefrenabile di grattini digitali.
      Un “mi piace” è chic e non impegna, a differenza di un ReTweet.
    2. Bottone “Salva”
      prende il posto di “preferiti” e serve appunto per salvare quel specifico Tweet. Utile sia per l’utente che per Twitter, infatti in questo modo potrebbe sapere esattamente cosa interessa e fornire questa informazione ai vari brand.
      Scenario: Salvi un tweet sulle mozzarelle di bufala, quando lo riapri trovi la pubblicità di un caseificio.
    3. Condividi conversazione
      quante volte hai visto screenshot di conversazioni avvenute su Twitter postate su Facebook? Farlo ora è un po’ macchinoso e potrebbe essere un ostacolo per chi non è pratico di queste cose. Un bel tasto risolverebbe il problema. Basta Screenshot sgranati, tagliati male e perdite di tempo, un click e tutto viene postato meravigliosamente.
      Se una conversazione ricondivisa dovesse ricevere diverse visite, potrebbe attivarsi dell’adv.
    4. Modifica
      Un tasto per modificare un tweet, che bello! Ne gioverebbe la comunicazione,  l’efficienza e diminuirebbero gli #EpicFail che piacciono tanto ai saccenti, saputi e saputelli. Semmai a tempo, non puoi modificare il tweet dopo 15 minuti.

    E sempre nell’ottica di migliorare l’utilizzo della piattaforma, val la pena ricordare alcune features poco conosciute dagli utenti, ma che aiutano molto.

    • Custom Timeline
      Tramite Tweetdeck è possibile realizzare una propria Timeline personalizzata contenente solo i tweet che volete visualizzare. Un passaggio ulteriore rispetto a quello che permette la creazione e l’ottimizzazione delle liste.
    • Ti de-followo, perché ti amo troppO
      Capita a tutti di non voler più seguire qualcuno, ma come si fa? Questa operazione viene tracciata tramite diversi tool e l’utente de-followato potrebbe, forse, accorgersene e rimanerci, sicuramente, male! Allora, da qualche mese, Twitter ha inserito il tasto “Mute” (lo trovi nelle impostazione del tuo account) che ti permette di “silenziare” l’utente del quale non vuoi leggere più niente, ma senza fargli sapere che non lo seguite più. Nella versione italiana trovate, la non certamente elegante, “Togli voce a @taldeitali”.
    • Eppur si Retwitta
      Se sei un utente che twitta poco, ma retwitta molto, devi sapere che questo può risultare fastidioso ai tuoi teneri follower. Questi potrebbero brutalmente de-followarti, semmai in modo silente come visto nel punto precedente. A questo punto meglio utilizzare la funzione “Disabilita i Retweet”, con cui appunto si possono silenziare i tuoi continui Retweet dei vostri followers! Datti delle regole, 3 retweet al giorno, se ne vuoi fare di più, devi scrivere qualcosa di tuo! Non vale citare aforismi oppure trenini tipo “Buongiorno Twitterini”, “Buon Pranzo Passerotti” e “Buona notte batuffoli twittosi”. NO!

    Bene, adesso non ci resta che chiedervi cosa ne pensate e se volete suggerire qualche altra funzionalità che in due non siamo riusciti ad aggiungere in più.

    [cover image: @WMSaver]
    (image via Fotolia)
  • Sopravvivere alle informazioni su Internet, i suggerimenti di Alessandra Farabegoli

    Sopravvivere alle informazioni su Internet, i suggerimenti di Alessandra Farabegoli

    Come resistere all’enorme mole di informazioni che ogni giorno ci investe, ma soprattutto come fare per selezionare, filtrare e ricercare le informazioni che vogliamo. Ne parliamo con Alessandra Farabegoli autrice del testo, “Sopravvivere alle informazioni su Internet. Rimedi all’information overload” nel quale ci sono degli utili suggerimenti da tenere in considerazione

    Sopravvivere-alle-informazioni-su-Internet.-Rimedi-all’information-overload---Alessandra-FarabegoliNell’era dell’informazione ciascuno di noi ha potenzialmente a disposizione una mole illimitata di dati. La fatica di cercare informazioni è stata sostituita da quella di selezionare, filtrare e organizzare”. Così esordisce nelle prime pagine del libro “Sopravvivere alle informazioni su Internet. Rimedi all’information overload” (Apogeo Editore) Alessandra Farabegoli, esperta di Internet e comunicazione già autrice dell’ebook scaricabile gratuitamente “Manuale di buon senso in Rete”.

    Le 150 pagine del libro sono un condensato di consigli sul come organizzare al meglio la mole di informazioni che quotidianamente ci ritroviamo a dover leggere e che rischiano di distogliere l’attenzione dal nostro lavoro. A partire dalla corretta gestione della casella di posta elettronica per passare alle istruzioni su come somministrarsi una giusta dieta informativa, Alessandra Farabegoli non solo consiglia “strumenti” utili a selezionare e filtrare ma soprattutto cerca di far comprendere la necessità di modificare il proprio modo di pensare e fare. Tanto che, quando chiediamo se ci sono programmi nuovi (usciti dopo la pubblicazione del libro) da poter suggerire, l’autrice risponde:

    Alessandra Farabegoli

    “No, soprattutto perché, come scrivo più volte nel libro, non è sugli strumenti che dobbiamo focalizzarci, ma sulla consapevolezza dell’uso che facciamo dell’informazione e di come amministriamo tempo e attenzione. Ho riletto in questi giorni il libro in vista dell’uscita dell’edizione digitale (ePub e Kindle), e per il momento non aggiungerei altro”.

    E questo va a confermare quanto scritto nel libro

    Gli strumenti sono un mezzo, non un fine. A meno che il nostro mestiere non sia quello di recensire gli ultimi gadget tecnologici, la nostra cassetta degli attrezzi deve essere altrettanto leggera ed essenziale della nostra dieta informativa” – (Sopravvivere alle informazioni su Internet. Rimedi all’information overload – Apogeo Editore)

    Il segreto, per tutti, dovrebbe essere quello di acquisire consapevolezza degli strumenti a disposizione. Obiettivo che, secondo Alessandra Farabegoli, oggi può essere realizzato:

    “Ci sono ottime iniziative di “alfabetizzazione digitale” che stanno partendo. Penso ad esempio a Pane e Internet o al corso Internet alle mamme delle GGD Bologna. Io vedo, rispetto a un paio di anni fa, molta più sensibilità verso questi temi, e sono ragionevolmente ottimista”

    Ottimi consigli leggendo il libro si trovano sull’uso dei Feed reader, sugli strumenti utili a salvare e ritrovare link e articoli che ci interessano per leggerli nei momenti più appropriati, sulle metodologie per lavorare bene in gruppo, sul modo migliore di gestire le password. In attesa del prossimo libro di Alessandra Farabegoli su Mailchimp, che sarà pubblicato a breve, questo manuale è necessario per ritrovare “un po’ del tempo necessario per rigenerarci, soprattutto all’aperto, lontani da un monitor, con le persone a cui vogliamo bene”. Questa è la sopravvivenza. O forse questa è l’essenza vera della vita.

    Il libro è disponibile come ebook (su Feltrinelli e Bookrepublic) e in edizione cartacea (su Feltrinelli e Amazon).
  • Zazie, leggere e condividere anche da Mobile

    Zazie, leggere e condividere anche da Mobile

    In tema di condivisione oggi vi segnaliamo un social network davvero interessante dedicato alla lettura. Si chiama Zazie, nato da un’idea di Marco Ghezzi e Barbara Sgarzi, che permette di condividere le proprie letture e di associarle ad un mood, quindi suggerire lo stato migliore per la lettura. Da pochi giorni è disponibile anche la versione mobile che permette anche di geolocalizzare i libri

    zazie-itLeggere non è solo sfogliare le pagine di un libro per riporlo su una libreria. Leggere è passione, emozione, condivisione di quello che si è provato. E questo è quello che consente il social network dedicato ai libri Zazie, nato poco meno di un anno fa da un’idea di Marco Ghezzi, co-fondatore di Bookrepublic, e della giornalista Barbara Sgarzi. Zazie consente di gestire una propria libreria virtuale (anche importandola da Anobii), di mettere un voto e una recensione al libro letto ma anche di associarlo ad una icona-emozione, ovvero ad un mood. Così si può dire se il libro fa ridere o piangere, se è da leggere quando si è malinconici, felici o quando si cerca qualcosa che ci fa riflettere.  (altro…)

  • Piuttosto che lamentarti, fai! #IlMioMentore

    Piuttosto che lamentarti, fai! #IlMioMentore

    Cristina Maccarrone nel suo racconto cita diversi mentori, il più importante dei quali è il suo papà che gli ha insegnato tra le altre cose, a darsi da fare. Quel “fare” che ti permette poi di raggiungere risultati duraturi.

    [Vi ricordiamo che fino al 30 settembre 2012 è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus.]

    Cambia-la-vita-di-un-bambino---45507Faccio parte di quelle persone che non sanno dire chi è il proprio migliore amico. Che non amano le graduatorie o mettere qualcuno al “primo posto” per questo lì per lì pensare ad un solo mentore nella mia vita mi ha lasciato un po’ perplessa.

    “Uno solo?” è la prima cosa che ho chiesto. E questo c’entra con il fatto che “mi innamoro” spesso delle persone e che in ogni fase della mia vita ho forse avuto un mentore. Lo so: vado contro la definizione classica, che ha visto solo Mentore essere il prezioso consigliere di Telemaco, ma per me è stato così fin da quando ero piccola.

    Be’, il primo è sicuramente mio padre. Sono una di quelle bambine “innamorate” del proprio padre che non ha mai avuto il coraggio di rivelarglielo quando era piccola e che ci ha provato forse in modo grossolano da grande. E che ci prova ogni volta che cerca la sua approvazione su cose su cui abbiamo pareri diametralmente opposti.

    Mio padre che mi ha insegnato a sopportare la fatica fisica e che mi dice sempre “Piuttosto che lamentarti, fai”. È lui che, nonostante abbia affrontato periodi molto duri in cui non è mai venuto meno alla sua responsabilità, mi ha insegnato l’importanza del fare. Ma non del fare che spesso mi contraddistingue ossia il volere non perdermi nulla, ma quel fare artigiano, quel fare che ti porta con pazienza e tenacia ai veri risultati. Quelli duraturi.

    Non un solo mentore, e se vado con la memoria solo di una manciata di anni, quando ho iniziato a fare la giornalista, è come se nel mio destino ci fosse un nome che ricorre spesso: Luca.

    Luca è stato il mio primo capo in un giornale locale, mi ha “insegnato” a scrivere, a insistere quando le notizie sembravano non venire fuori, a metterci quella punta d’ironia che serve per affrontare le cose e a divertirmi con questo lavoro.

    Un altro Luca, o meglio Gianluca, in un altro giornale, quando ai tempi scrivevo anche di cronaca nera. Che mi telefonava a mezzanotte per una virgola fuori posto, ma che ogni volta mi ricordava quanto i particolari e l’essere precisi potessero e possano servire per comunicare nel modo migliore.

    Altro mentore, capo di un giornale molto importante, una persona che ha creduto in me quando non ci credevo neanche io e che mi ha accompagnato in quella ricerca costante di storie da raccontare senza dimenticare che qualsiasi cosa si faccia, qualsiasi cosa si scopra, quel che conta è avere il massimo rispetto per tutto e per tutti. E io ci provo.

  • Il mentore di Andrea Bocelli, #IlMioMentore

    Il mentore di Andrea Bocelli, #IlMioMentore

    Andrea Bocelli è tenore, interprete della musica poliedrico, uno degli artisti italiani più conosciuti e amati all’estero. Tanti i riconoscimenti e i premi avuti durante la sua carriera e di recente ha ricevuto anche il “Premio America” della Fondazione Italia Usa. Il testo che pubblichiamo è tratto da “The Person Who Changed My LiFe” di Matilda Raffa Cuomo, Presidente Onorario di Mentoring USA/Italia Onlus, dove racconta di Amos, il suo mentore

    Andrea BocelliAmos Martelacci, il mio Mentore, è presente in filigrana nelle pagine del libro  “La musica del silenzio”, pubblicato nel 1999 da Mondadori e prossimo alla ristampa. Ho accolto con gioia l’ invito di Mrs. Matilda Raffa Cuomo a raccontare la mia esperienza di Mentee nel volume  “The person who changed my life”, da Lei curato ed ampliato per una nuova edizione. 

    Intorno ai diciotto anni, avvertii il desiderio di un modello da seguire, di qualcuno da emulare, come se non sarebbe bastato il tempo, né il ricordo della maestra delle Scuole Elementari, né le mie quotidiane esperienze a domare il mio carattere impulsivo e passionale. (altro…)

  • Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Cindy Crawford è sicuramente uno dei personaggi più famosi al mondo. È passata dal mondo della moda e della bellezza all’arena del giornalismo televisivo come presentatrice di House of Style su MTV per sei anni. E’ stata anche attrice e scrittrice. Nata e cresciuta nell’Illinois, la Crawford è diventata una delle modelle di maggiore successo di tutti i tempi. Ora madre di due bambini, si divide tra New York e Los Angeles. Ma chi è stato il suo mentore? Ce lo racconta in questo testo che pubblichiamo, tratto da “The Person Who Changed My LiFe” di Matilda Raffa Cuomo, Presidente Onorario di Mentoring USA/Italia Onlus

    Cindy Crawford #IlMioMentorePer tutta la vita ho avuto la grazia di incontrare persone che mi hanno consentito di crescere e svilupparmi come persona. Prima e più importante, mia madre mi ha sempre dato amore e sostegno incondizionati. Ha sempre avuto una grande fiducia in me e con la forza interiore del suo carattere mi ha sfidata a realizzare i miei sogni. Anche durante il suo divorzio da mio padre, ha conservato una visione positiva della vita. Mi spiegava che quando cerchi di fare il tuo meglio, non c’è fallimento: “Puoi sempre ritornare a casa. Il fallimento è quando non ci provi affatto”. Anche mio padre ha avuto una grande influenza su di me. Mi ha invogliata ad essere ambiziosa e a sviluppare l’amore per la conoscenza. Mi ha anche sfidata e mi ha costantemente ricordato che le ragazze possono realizzare molto, molto di più dei maschi.  (altro…)

  • Le 5 W di Viadeo, consigli su come ricevere e dare referenze sui profili

    Le 5 W di Viadeo, consigli su come ricevere e dare referenze sui profili

    Come vi abbiamo già informato, Viadeo di recente ha aggiunto una nuova e interessante funzionalità sui profili, cioè la possibilità di dare e ricevere delle referenze. Oggi con le “5 W”, What, Why, Who, When, Where, vediamo qualche utile consiglio su come fare per aumentare il valore del proprio profilo sui social network professionali e aumentare le opportunità di visibilità

    Viadeo nuovi profiliSecondo uno studio commissionato da Viadeo, il social network professionale con oltre 45 milioni di utenti nel mondo e 1,5 milioni in Italia, rivela che il 64% dei recruiter consulta i profili dei candidati sui social network, anche se, come abbiamo visto oggi da un altro studio, i numeri sono un pò più bassi. Comunque sia, non basta, quindi, avere un profilo sempre aggiornato: specialmente sui social network professionali, è indispensabile differenziarsi. Le referenze, scritte da colleghi, superiori o da persone che conoscono e riconoscono la professionalità e le competenze di un candidato possono fare la differenza. Ecco quindi le “5 W” di Viadeo, consigli su come ricevere e fornire referenze, valorizzando maggiormente il proprio profilo sui social network professionali e la Netiquette su come richiederle: (altro…)

  • Indagine Nielsen su investimenti e abitudini finanziarie dei consumatori

    Indagine Nielsen su investimenti e abitudini finanziarie dei consumatori

    Nielsen identifica, con una sua nuova ricerca, le strategie di investimento e le abitudini finanziarie dei consumatori. Più della metà dei consumatori globali utilizza la carta di credito come metodo di pagamento abituale, mentre tra coloro che investono quasi tre quarti utilizza l’online banking per le operazioni di investimento

    Indagine Nielsen su investimenti e abitudini finanziarie dei consumatoriPiù della metà (il 52%) dei consumatori online a livello globale dichiara di usare la carta di credito come metodo di pagamento abituale per ristoranti, negozi e attività di intrattenimento, mentre il 43% utilizza carte di debito. E’ quanto emerge da una nuova ricerca Nielsen, l’azienda leader al mondo nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media. Lo studio Nielsen evidenzia anche che quasi tre quarti dei consumatori online che investono utilizza l’online banking per le proprie operazioni di investimento. L’indagine Nielsen Global Survey of Investment Attitudes, condotta intervistando oltre 28.000 utenti Internet in 56 Paesi, dimostra che un terzo dei consumatori globali investe il proprio denaro. Tra questi investitori, a livello globale il 67% preferisce i titoli azionari (il 49% in Europa e il 47% in Italia), il 52% (44% in Europa e 49% in Italia) i fondi comuni, il 33% (20% in Europa e 6% in Italia) l’oro, l’argento e altri metalli preziosi, mentre il 32% (18% Europa e 12% Italia) investe in obbligazioni, il 31% (22% in Europa e  29% in Italia) in prodotti a investimento strutturato, il 22% (15% in Europa e 2% in Italia) in valuta estera e il 21% (7% in Europa e 5% in italia) in derivati. Gli intervistati hanno inoltre dimostrato che, a livello mondiale, gli uomini sono investitori più attivi rispetto alle donne (+ 36%). (altro…)