Tag: Eni

  • Eni, Boston Consulting e Google per una piattaforma digitale aperta

    Eni, Boston Consulting e Google per una piattaforma digitale aperta

    Si chiamerà Open-es ed è la piattaforma digitale che Eni, Boston Consulting e Google stanno per realizzare insieme, per valorizzare le informazioni ESG e crescere sulle dimensioni della sostenibilità.

    Open-es è la piattaforma digitale che Eni, Boston Consulting e Google stanno per realizzare insieme, al fine di fornire un concreto supporto a tutte quelle realtà che fanno parte della filiera energetica, e che sono impegnate nella transizione energetica sostenibile. Si tratta quindi di una piattaforma aperta, che consentirà a tutti gli attori coinvolti nel settore, e lungo tutta la catena del valore, di valorizzare le proprie informazioni ESG (Environmental, Social and Governance) e crescere sulle dimensioni della sostenibilità.

    Non capita spesso di vedere tre colossi unirsi per dare vita a progetti comuni, si tratta di un grande esempio di collaborazione sinergica. Ognuna delle tre aziende prenderà infatti parte al progetto portando in dote il proprio know-how, proprio per arricchire reciprocamente questa collaborazione.

    Eni BCN google open es

    Eni darà il suo contributo per quanto riguarda la qualità della propria supply chain e il commitment strategico verso una transizione energetica equa e sostenibile. Boston Consulting Group porterà la propria vista strategica sugli obiettivi ESG, sullo sviluppo del modello di valutazione e crescita e la value proposition della piattaforma. Google Cloud contribuirà infine con le proprie tecnologie e competenze di eccellenza in ambito cloud, big data e artificial intelligence.

    Come dicevamo all’inizio, Open-es è una piattaforma aperta e accessibile a tutti i player del settore energetico e delle filiere industriali, grandi gruppi, piccole e medie imprese, startup e tutti i service provider interessati ad accelerare il percorso di transizione energetica. Ogni azienda potrà agire sulla piattaforma sia come fornitore che come cliente, a seconda del ruolo giocato nella filiera industriale. Sarà anche una piattaforma indipendente e libera, con uno sviluppo iniziale powered by Eni, che sarà resa disponibile a tutte le aziende adottando modelli di certificazione sviluppati da enti autonomi. Open-es consentirà a ciascuna impresa di rendere disponibili le proprie informazioni ed esperienze in modo controllato e sicuro, permettendo l’accesso solo a soggetti espressamente autorizzati.

    Questo è l’approccio che adotterà Open-es:

    • Centralità dell’informazione, con l’obiettivo di diventare un unico punto di condivisione delle informazioni di sostenibilità, nonché una fonte informativa di riferimento per benchmark e statistiche.
    • Mappatura filiera ed ecosistema: le informazioni saranno accessibili e visibili lungo tutti i livelli della supply chain.
    • Apertura e integrabilità: la piattaforma sarà aperta a tutti coloro che vorranno contribuire alla sostenibilità della catena di fornitura
    • Meccanismi incentivanti: sono previste logiche di collaborazione tra i diversi attori per un miglioramento continuo delle prestazioni di sostenibilità.

    Con riferimento agli obiettivi del programma JUST (Join Us in a Sustainable Transition) lanciato da Eni, la piattaforma Open-es consentirà un’ulteriore accelerazione del percorso strategico di coinvolgimento dei fornitori all’interno del processo di decarbonizzazione della società.

    Eni dimostra ancora una volta di essere un passo avanti, e la speranza è che sia di esempio ad altre realtà del settore energetico e non solo.

    [In collaborazione con Eni]

     

  • Joule, la scuola di Eni per le startup del futuro

    Joule, la scuola di Eni per le startup del futuro

    Viviamo un momento di grande cambiamento che spinge a guardare sempre più verso il futuro. Un futuro che è caratterizzato da parole chiave come: Innovazione, Sostenibilità, Economia Circolare. Ecco Joule, la Scuola gratuita d’Impresa di Eni.

    Viviamo un momento di grande cambiamento che spinge a guardare sempre più verso il futuro. Un futuro che è caratterizzato da parole chiave come: Innovazione, Sostenibilità, Economia Circolare. Ovviamente non sono solo parole, sono le strade attraverso le quali passa un nuovo modo di pensare, una nuova forma mentis che permetterà di agganciare il cambiamento e abbracciare una nuova normalità, più sostenibile.

    Innovazione, Sostenibilità ed Economia Circolare da qualche tempo sono entrate anche nel nostro lessico, sono temi su cui puntiamo e crediamo. Ma per costruire il futuro che passi da questi temi c’è bisogno di sviluppare e far crescere un nuovo modo di pensare il futuro. Ed è per questo che vi segnaliamo il programma Human Knowledge in modalità Open di Joule, la scuola di Eni per l’impresa, aperto a tutti e ideato per formare e far crescere aspiranti imprenditori e startup gratuitamente nel segno dell’innovazione e della sostenibilità.

    joule scuola impresa eni

    Quando si legge “Joule” di solito si pensa “all’unità di misura dell’energia, del lavoro e del calore“, che prende il nome proprio dal fisico inglese James Prescott Joule. Ma Joule oggi è anche il nome della scuola di Eni per l’Impresa che si pone come obiettivo quello di formare sia con moduli a distanza che in presenza, compatibilmente con le disposizioni sanitarie in vigore, le imprenditrici e gli imprenditori di domani, facendo leva su valori come integrazione, crescita sostenibile e sviluppo di una leadership consapevole. In un momento storico fatto di sfide e trasformazioni Joule è quindi a supporto delle imprese in Italia e dello sviluppo di start-up innovative e sostenibili.

    Per questo il programma Open, aperto a tutti e gratuito, coinvolgerà i partecipanti in un viaggio di apprendimento attraverso “The Rising Star Hotel”, una web serie interattiva in 12 episodi basata sulla storia di due giovani imprenditori “Anna e Pietro“, ideata da TBWA\Italia in collaborazione con Alta Formazione e prodotta da Think Cattleya traendo libera ispirazione dalla storia di Rice House, startup del biellese che lavora sulla conversione degli scarti del riso in prodotti per la bioedilizia.

    Attraverso questa modalità, coinvolgente e interattiva, i partecipanti apprenderanno in un modo nuovo attraverso le esperienze di business reali e diventando essi stessi protagonisti della storia. Un altro elemento che oggi fa la differenza anche per quel che riguarda la formazione, ossia la narrazione che diventa momento di crescita.

    Questo momento sarà molto coinvolgente per i partecipanti, i quali avranno la possibilità di vivere in prima persona le esperienze dei due protagonisti. E poi, le situazioni concrete che si andranno ad affrontare porteranno a esiti diversi in base alle proprie decisioni, cambiando di volta in volta la trama dell’episodio in un processo di formazione e apprendimento esperienziale.

    Ogni episodio di “The Rising Star Hotel” coinvolgerà i partecipanti (detti anche Joulees) su temi di business specifici, come: lo studio del mercato di riferimento; la customer experience; il digital marketing; gli aspetti legali e finanziari al crowdfunding;  la gestione dei collaboratori (per coinvolgerli nella creazione del valore) ed infine le competenze di comunicazione, per raccontare la propria idea e proporsi in modo efficace verso i vari interlocutori con il social networking.

    A tutto questo, si affianca la Community, il punto di incontro per i futuri imprenditori, un ecosistema all’interno del quale entrare in contatto con gli altri partecipanti, con i formatori, con le imprenditrici e gli imprenditori. Uno strumento di crescita che, grazie anche a eventi esclusivi, ha lo scopo di favorire il networking professionale ed amplificare le occasioni per fare impresa.

    A garantire un programma solido lungo i 6 mesi di partecipazione previsti ci sono università e centri di formazione di vera eccellenza italiana, come Luiss, MiP Business School del Politecnico di Milano, Scuola Superiore Sant’Anna, SDA Bocconi, Università Federico II, Fondazione Feltrinelli, Feltrinelli Education e Fondazione Eni Enrico Mattei.

    Cos’è Human Knowledge

    Il programma prevede due percorsi: Human Knowledge Program Open, l’innovativo percorso full-distance accessibile a tutti, a cui si affianca l’HKP Blended, partito a metà ottobre con il coinvolgimento di 25 partecipanti selezionati e l’erogazione di altrettante borse di studio.

    Ecco, Joule di Eni ci sembra un esempio di come oggi la formazione sia al centro di tutto e possa abbracciare diverse modalità per formare i giovani che daranno vita alle start-up del futuro.

    [In collaborazione con Eni]

  • Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. Eni, presente in 67 paesi del mondo, ha pubblicato “Eni for 2018”, il tredicesimo report di Sostenibilità, un impegno al miglioramento continuo per la creazione di valore a lungo termine.

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. La sensibilità globale attorno a questo grande tema è uno stimolo anche per le aziende, impegnate a raggiungere quegli obiettivi, che sono alla base dell’Agenda 2030, i Sustainable Development Goals (SDGs) fissati nel 2015 dalle Nazioni Unite, per imprimere un percorso di crescita sostenibile all’intera società. Oggi alle aziende viene riconosciuto un ruolo cruciale per il perseguimento degli SDGs, in quanto driver principali dello sviluppo economico. Le imprese di tutto il mondo sono chiamate a dare il loro contributo per raggiungere uno sviluppo sostenibile attraverso nuovi modelli di business responsabili, investimenti, nuovi processi di innovazione e digitalizzazione.

    E in questo momento storico Eni sta giocando un ruolo da protagonista. La multinazionale italiana, presente in 67 paesi del mondo con oltre 30 mila persone che lavorano al suo interno, nata nel 1953 e guidata agli inizi degli anni ’60 dall’indimenticato Enrico Mattei, ha pubblicato “Eni for 2018“, il tredicesimo report di Sostenibilità, verificato da EY. Il report mostra come l’azienda stia evolvendo per affrontare le sfide globali e per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. All’interno del rapporto Eni sottolinea l’impegno verso la decarbonizzazione: “Con una popolazione mondiale che nel 2040 potrebbe superare i 9 miliardi, avvertiamo la responsabilità, in quanto compagnia del settore dell’energia, di portare energia innovativa e più pulita dove necessario – dichiara l’amministratore delegato di Eni, Claudio DescalziPossiamo contribuire a promuovere lo sviluppo economico, investire nell’istruzione e nella formazione, migliorare le condizioni di salute e l’accesso all’acqua”.

    Eni for 2018

    Eni ha sviluppato un modello di business volto alla creazione di valore per gli stakeholder e gli shareholder: la principale sfida del proprio settore è l’accesso alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile per tutti, contrastando il cambiamento climatico. Il modello, alimentato dall’applicazione delle proprie tecnologie innovative e dal processo di digitalizzazione, si basa sui seguenti pilastri:

    1. eccellenza operativa
    2. neutralità carbonica nel lungo termine
    3. promozione dello sviluppo locale.

    All’interno di questo modello, con la presentazione del piano strategico 2019-2022, Eni ha definito gli obiettivi per contribuire direttamente o indirettamente al conseguimento degli SDGs, come:

    1. aumentare l’accesso all’energia (SDG 7) contrastando il Cambiamento Climatico (SDGs 13) con l’impegno, tra gli altri, della riduzione del 43% dell’intensità emissiva upstream entro il 2025; del Net zero carbon footprint sulle emissioni dirette delle attività upstream valorizzate in equity entro il 2030;
    2. incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile (SDGs 5,8,9,16) con al centro:
    • le persone, aumentando la percentuale di donne assunte, investendo 2 milioni di euro all’anno in formazione su          temi innovativi come la digitalizzazione, la transizione energetica e i cambiamenti climatici e 180 milioni di euro in salute entro il 2022;
    • l’Integrità nella gestione di business, avendo come obiettivo il miglioramento continuo del Compliance Program anti-corruzione;
    • i diritti umani, continuando la campagna di formazione sul tema; finalizzando il codice di condotta dei fornitori e completando l’integrazione dei diritti umani nelle analisi di impatto ambientale, salute e sociale;
    • l’innovazione tecnologica, con investimenti in ricerca e sviluppo previsti di circa €900 milioni di euro al 2022.

    Il report di Sostenibilità Eni for fissa anche l’impegno di ridurre gli impatti ambientali attraverso una gestione responsabile di risorse e modelli sostenibili di produzione e consumo (SDGs 6, 12), proteggendo gli ecosistemi in cui si opera (SDGs 14, 15). Un impegno che verrà realizzato attraverso l’aumento della quota di acqua di falda bonificata e riutilizzata, con l’86% di acqua di formazione reiniettata entro il 2022 e con l’aumento della quota di rifiuti destinati al recupero, ma anche attraverso la sicurezza delle persone e degli asset con l’obiettivo di azzerare gli infortuni e rafforzare la cultura della sicurezza di processo.

    eni for report sostenibilità innovazione

    Una società come Eni si impegna per lo sviluppo delle comunità locali in cui si trova ad operare (SDGs 1, 2, 3, 4, 10, 11, 17), prevedendo un piano di investimenti di 431,5 milioni di euro entro il 2022 in progetti relativi a:

    • accesso all’energia off grid;
    • diversificazione economica;
    • educazione e formazione;
    • accesso all’acqua e servizi igienici e salute.

    Leggendo il report di Sostenibilità e trovandolo estremamente interessante, ci premeva sottolineare, visto che rientra tra gli argomenti trattati qui sul nostro blog, l’impegno di Eni per quel che riguarda l’innovazione tecnologica. Nel periodo 2019–2022 Eni ha in programma un piano di investimenti in innovazione tecnologica pari a 900 milioni di euro, con una spesa totale in Ricerca e Sviluppo (R&S) di 197 milioni di euro nel 2018. Per Eni la R&S ricopre un valore fondamentale per il futuro dell’azienda, orientato sempre più al “low carbon”.

    Eni for 2018 temi materiali

    La trasformazione digitale che Eni ha avviato in questi anni riguarda tutta l’azienda, è un processo che mette al centro le persone, vero fulcro attorno al quale si sviluppa tutta la trasformazione. E per attuarla, Eni punta ad un processo di change management che rinnovi la cultura aziendale e cambi il tradizionale approccio al lavoro, individuando percorsi più flessibili e agili e strumenti adeguati per coinvolgere le persone razionalmente ed emotivamente.

    Per Eni la trasformazione digitale è anche un processo di rinnovamento culturale e un’opportunità per chiunque voglia coglierla. Nel corso degli anni l’azienda ha avviato con ECU (Eni Corporate University) un importante programma di formazione e numerose sono le iniziative avviate per la digital transformation: una Call for Innovation rivolta alle start up italiane, il primo Hackathon interno, innovativi corsi di training operativo (virtual reality), percorsi di formazione interna per approfondimenti sul mondo digitale, rapporti con le università per attrarre nuovi talenti, e molto altro.

    Per approfondimenti vi invitiamo a consultare a questo link l’intero report di Sostenibilità Eni for 2018 che contiene informazioni dettagliate su tutto quanto qui descritto.

    [In collaborazione con Eni]

  • Eni alla Maker Faire Rome 2019, tra energia dall’acqua ed economia circolare

    Eni alla Maker Faire Rome 2019, tra energia dall’acqua ed economia circolare

    Anche quest’anno Eni, per il sesto anno consecutivo, è stata Main Partner di Maker Faire Rome – The European Edition, un’occasione per presentare progetti innovativi che l’azienda sta sperimentando per produrre energia attraverso l’acqua, anche in ottica di economia circolare. Vediamo quali sono.

    Eni, per il sesto anno consecutivo, è stata Main Partner della Maker Faire Rome – The European Edition, una bella occasione per il Cane a sei zampe di presentare progetti innovativi che l’azienda sta sperimentando per produrre energia attraverso l’acqua, anche in ottica di economia circolare.

    eni maker faire 2019All’interno del Padiglione 3 della Fiera, uno spazio di oltre 600 mq progettato per il secondo anno consecutivo con lo Studio di design Carlo Ratti Associati, Eni ha raccontato l’impegno dell’azienda sui temi della Ricerca e Innovazione attraverso l’esposizione delle 4 principali tecnologie adottate per sfruttare la più grande fonte di energia rinnovabile, il mare:

    • ISWEC: la “Culla dell’Energia”, tecnologia italiana in grado di trasformare le onde in energia economicamente e ambientalmente sostenibile;
    • PowerBuoy®: tecnologia per la produzione dell’energia da onde in grado di aumentare l’eccellenza operativa delle attività offshore;
    • Place primo esempio nazionale di conversione di una piattaforma in un sistema di acquacultura integrata, in un’ottica di economia circolare a supporto di uno sviluppo sostenibile del mare;
    • Biofissazione Intensificata della CO2: riproduce il processo naturale della fotosintesi clorofilliana per la produzione di bio-olio utilizzando solamente microalghe, CO2 e luce solare.

    Eni e l’economia circolare

    Un’innovativa sezione è stata dedicata anche ai temi dell’economia circolare, tramite vasche di coltura acquaponica realizzate in collaborazione con lo Studio di design Carlo ratti Associati, come esempio di coltivazione alternativa e virtuosa, in termini di consumo di acqua e stagionalità della produzione, sensibilizzando così verso la riduzione degli sprechi a tutti i livelli.

    Inoltre, sempre in ambito di economia circolare, durante la Fiera ha fatto tappa, grazie alla presenza di ApeCar brandizzati – il “Circular Tour”: un viaggio nelle piazze italiane organizzato da Eni e Coldiretti per scoprire come cibo ed energia siano ingredienti indispensabili per il benessere dell’uomo e della terra.

    eni maker faire 2019

    L’accordo tra Eni e Coldiretti punta alla costruzione di un modello di economia circolare legato all’eccellenza della produzione agricola e alla valorizzazione degli scarti organici di produzione a fine vita. L’obiettivo è di promuovere la filiera agricola italiana, quindi contribuire a una miglior qualità di vita delle persone. Saper trasformare gli scarti organici in nuova energia vuol dire ridurre la pressione dell’uomo sul Pianeta.

    [In collaborazione con Eni]

  • Enjoy: il car sharing per la mobilità sostenibile da oggi è anche Cargo

    Enjoy: il car sharing per la mobilità sostenibile da oggi è anche Cargo

    Enjoy, il servizio di car sharing di Eni per una mobilità sostenibile continua la sua evoluzione. Da poco infatti è disponibile anche a Bologna, che diventa la sesta città italiana in cui il servizio è attivo, e da qualche mese è attivo in via sperimentale anche Enjoy Cargo.

    Il tema della mobilità sostenibile è sempre più di stretta attualità, segno che cresce sempre di più l’interesse per una migliore gestione della mobilità stessa che sia sempre più sensibile ai temi ambientali. Temi che Eni, in realtà, ha anticipato, per certi versi, quando ha lanciato il suo servizio di car sharing Enjoy nel 2013, in partnership con Fiat e Trenitalia, e oggi disponibile in 6 città: Roma, Milano, Torino, Firenze, Catania e, da poco, anche Bologna. Ma Enjoy in questi anni è cresciuta tantissimo, oggi lo usano oltre 800 mila clienti e i noleggi sono ormai 14 mila al giorno. Numeri che dimostrano come questo servizio stia diventando sempre più utile e necessario per spostarsi in maniera intelligente e responsabile.

    Enjoy, oltre ad essere arrivato anche a Bologna, di recente ha avviato un nuovo servizio sperimentale, Enjoy Cargo, una flotta di veicoli commerciali che possono essere utilizzati per effettuare traslochi o semplicemente per acquisti di arredamento.

    enjoy eni 500

    Ma come funziona Enjoy?

    Enjoy è molto semplice da usare. Per prima cosa, basta scaricare l’app del servizio, disponibile per Android, iOS e Windows, effettuare l’iscrizione gratuita e quindi avere accesso da subito alle auto disponibili per il noleggio. Noleggiare l’auto è molto semplice: una volta individuata sulla mappa (va attivata la geolocalizzazione sul proprio smartphone) l’auto più vicina alla posizione in cui ci si trova e una volta raggiunta, sarà sufficiente sbloccare l’auto, inserire il codice PIN che arriverà sull’indirizzo email utilizzato per la registrazione (è il caso quindi di salvarlo per averlo sempre a disposizione) e a questo punto sarà possibile avviare l’auto.

    In tutte le città dove è presente Enjoy è possibile fare il pieno ai veicoli nelle Eni Station convenzionate, ricevendo subito un voucher da 5 euro per i propri noleggi. Per questo è importante che l’app sia sempre aggiornata all’ultima versione. Alla fine di ogni viaggio sarà inviata una mail riassuntiva con tutte le informazioni sul noleggio, inoltre l’importo del noleggio sarà addebitato direttamente sul conto associato, il tutto con la sicurezza e l’affidabilità di Nexi.

    Come detto, Enjoy è molto semplice da attivare e anche molto conveniente viste le tariffe tra le più vantaggiose sul mercato. Inoltre, sarete liberi di girare per la città anche nelle ZTL consentite e parcheggiare l’auto, gratuitamente, sulle strisce blu e in tutte le zone consentite, purché si trovino sempre all’interno dell’area prevista per l’utilizzo del servizio, area che potrete sempre monitorare dalla pratica app.

    A Bologna in soli due mesi i noleggi sono stati già oltre 20 mila con 100 auto a disposizione.

    Il nuovo servizio Enjoy Cargo

    Da Marzo 2018 nelle città di Milano, Roma e Torino è arrivato anche il nuovo servizio sperimentale Enjoy Cargo, in partnership commerciale con Fiat, dedicato al trasporto condiviso di mobili, oggetti ingombranti, elettrodomestici o materiali da lavoro. Cinquanta Doblò Cargo rossi, 40 a benzina euro 6 e 10 con doppia alimentazione a benzina e metano (i cosiddetti bi-fuel, riconoscibili dalla scritta “Natural Energy” sul portellone posteriore), inaugurano il primo servizio al mondo a non avere vincoli di punti di prelievo e riconsegna del mezzo all’interno dell’area di copertura. A Milano e Roma i mezzi saranno 15 a benzina euro 6 e 5 con doppia alimentazione. A Torino invece saranno 10, alimentati solo a benzina.

    I veicoli sono dotati di pneumatici “all season”, sospensioni rinforzate e impianto frenante potenziato; il loro spazio di carico arriva fino a 3,4 mc (quanto, ad esempio, un divano due posti più una lavatrice), il vano è lungo 1,820 m, largo 1,714 m e alto 1,305 m. Per semplificare l’uso dei mezzi, per Enjoy Cargo sarà introdotta la nuova tariffa fissa di 25 euro, con pre-addebito, per le prime 2 ore di utilizzo, oltre le quali scatterà il costo al minuto di 0,25€/cent come per le auto. Anche i primi 50 km saranno gratuiti: una volta superati, si aggiungerà la tariffa di 0,25€/cent al kilometro. Per chi vorrà utilizzare il mezzo tutto il giorno, il costo sarà di 80 euro.

    I Fiat Doblò Cargo potranno essere prenotati con 90 minuti in anticipo: i primi 30 gratuiti, dal 31esimo il costo sarà di 0,25 €/cent al minuto. I mezzi potranno circolare ovunque, ma dovranno essere rilasciati all’interno dell’area di copertura, una volta terminato il noleggio. Per i 10 veicoli bi-fuel sarà vietato parcheggiare e sostare nelle strutture sotterranee. Come per le auto, la gestione di tutto il servizio avverrà tramite app, dalla prenotazione all’apertura del veicolo, fino al termine del noleggio.

    Anche per i 50 Enjoy Cargo il cliente potrà effettuare il rifornimento (per i mezzi bi-fuel sarà possibile rifornire solo la benzina): quando il livello del carburante scende sotto il 30%, i clienti potranno usare l’app per fare il pieno presso le Eni Station abilitate, ricevendo un voucher da 5€ che riduce di fatto il costo del noleggio.

    Sull’app, i mezzi saranno riconoscibili tramite un Doblò stilizzato su campo rosso, per distinguerli dai dieci Enjoy Cargo bi-fuel che avranno un bordo blu.

    enjoy cargo fiat doblo

    Questa modalità si presta per effettuare un trasloco, e in città diventa il mezzo ideale, oppure diventa comodo per effettuare acquisti di arredamento, in quanto la capacità di carico è perfetta per questo utilizzo. Senza dimenticare che a Milano i Doblò avranno libero accesso all’Area C e i parcheggi saranno consentiti sulle strisce gialle per i residenti e sulle strisce blu gratuitamente.

    A Roma, i veicoli potranno circolare in zona ZTL, con esclusione del Tridente, e potranno essere rilasciati gratuitamente sulle strisce blu.

    A Torino i mezzi avranno libero accesso e transito nelle ZTL Centrale e Romana (mentre non sarà possibile nelle ZTL trasporto pubblico, ZTL Valentino e ZTL pedonali) e potranno sostare gratuitamente negli spazi delimitati da strisce blu e nei 144 stalli prima riservati al car sharing comunale.

    Nelle tre città, inoltre, sono disponibili i parcheggi riservati presso le Eni Station e gli Enjoy Parking a pagamento; a Roma presso gli aeroporti di Fiumicino, Ciampino e stazione Termini, a Milano presso l’aeroporto di Linate.

    A questo punto, non dovete fare altro che scaricare l’app e cominciare ad usare Enjoy, comodo e sostenibile.

    [In collaborazione con Eni]

  • HPC4 entra nel Green Data Center di Eni, eccellenza tutta italiana

    HPC4 entra nel Green Data Center di Eni, eccellenza tutta italiana

    All’interno del Green Data Center di Ferrera Erbognone, Eni ha presentato quello che è uno dei supercomputer più potenti al mondo. Si chiama HPC4 e dispone di una capacità di calcolo massima di 22,4 Petaflop, ossia 22,4 miliardi di operazioni matematiche al secondo. Un altro fiore all’occhiello del processo di digitalizzazione del colosso italiano.

    Il Green Data Center di Eni si trova a Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia nella Lomellina meridionale, ed è uno dei più grandi e moderni data center d’Europa. Concepito nel 2009 e realizzato nel 2013, il Green Data Center rappresenta la casa digitale di Eni, il luogo dove il colosso italiano sta portando avanti il suo processo di digitalizzazione ormai giunto a livelli sempre più elaborati e sofisticati. L’esigenza di costruire un proprio data center per Eni è stata cruciale, una necessità data dal fatto di garantire sempre la continuità dei servizi, senza interruzioni.

    Un investimento che, di fatto, ha dato vita ad uno spazio dove l’efficienza energetica è la regola basilare. Lo scorso anno è stato raggiunto un grande traguardo in ottica di risparmio energetico, ottenendo un PUE (Power Usage Effectiveness) di 1,175 rispetto ad una media mondiale di 1,8 (dato EPA, US Environmental Protection Agency). Di conseguenza la quantità di CO2 risparmiata all’atmosfera nel triennio 2014-2017 è stata di 18.000 Ton e l’elettricità risparmiata nello stesso periodo ammonta a oltre 50.000 MWh.

    Il Green Data Center è il luogo in cui viene sviluppata tutta la forza di calcolo di Eni, è la casa del nuovo supercomputer HPC4 (High Performance Computer) che rende la potenza di calcolo dell’azienda italiana la più potente al mondo a livello industriale. HPC4, presentato ufficialmente durante l’evento “Imagine Energy.

    Storie di dati, persone e nuovi orizzonti”, consente alla compagnia di disporre di un’infrastruttura di calcolo con una capacità di picco pari a 22,4 Petaflop, vale a dire 22,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo. Ma la potenza e la tecnologia, anche nelle loro forme più avanzate, pur offrendo vantaggi competitivi fondamentali senza le competenze umane risultano strumenti improduttivi.

    L’infrastruttura di calcolo di Eni, infatti, funziona sulla base di un unico ecosistema di algoritmi estremamente avanzato e complesso, creato e sviluppato nell’arco di oltre dieci anni e di proprietà di Eni, e basato sull’esperienza e sul know how della compagnia, che si è avvalsa anche della collaborazione di alcuni tra i più importati istituti di ricerca italiani.

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    Tanto per rendere l’idea, HPC4 è il più potente supercomputer in Europa, il terzo al mondo dopo Sunway TaihuLight (93 Petaflop) in Cina e Tianhe-2 (33.86 Petaflop) sempre in Cina.

    Ma a cosa serve un supercomputer a Eni? HPC4 va ad aggiungersi alla famiglia degli HPC, i supercalcolatori di Eni che forniscono un supporto strategico al processo di trasformazione digitale della compagnia lungo tutta la sua catena del valore, dalle fasi di esplorazione e sviluppo dei giacimenti oil & gas, alla gestione dei “big data” generati in fase di operation da tutti gli asset produttivi (upstream, refining e chimici). Il supercomputer è quindi un grande supporto tecnologico per l’azienda.

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    Imagine Energy a Ferrera Erbognone (Pv)hpc4 green data center eni

    Eni è entrata oggi nella fase cruciale del proprio percorso strategico di digitalizzazione, con 150 progetti trasversali a tutte le aree di business e oltre 150 manager coinvolti, con l’obiettivo di raggiungere importanti benefici economici e operativi nel breve e medio termine.

    La società ha intrapreso la via della trasformazione digitale da diversi decenni, molto prima che nell’industria si cominciasse a parlarne, ed è riuscita nel tempo a trasformare la necessità di elaborare grandi quantità di dati in un grande vantaggio competitivo.

    Due gli aspetti rilevanti, sottolineati da Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, durante l’evento: il primo è che i supercomputer ci consentono di accelerare e rendere più efficiente e accurato l’intero processo upstream, riducendo i rischi nella fase esplorativa e guadagnando al contempo un notevole vantaggio tecnologico, il secondo è la possibilità di aumentare il livello di affidabilità, integrità tecnica e continuità operativa di tutti gli impianti, con benefici sia in termini di sicurezza che di impatto ambientale.

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    Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, con Riccardo Luna, direttore di Agi

    Questi potentissimi computer ci aiutano molto a minimizzare l’incertezza, a minimizzare il rischio degli investimenti e il rischio per l’integrità delle attrezzature e delle persone. Con HPC4 abbiamo fatto poco outsourcing e abbiamo basato tutto su competenze al nostro interno, è il frutto di algoritmi elaborati al nostro interno e si adatta perfettamente alle esigenze della società”.

    Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni

    Il processo di trasformazione digitale di Eni passa quindi dall’unione delle competenze emergenti con quelle esistenti, valorizzandole in modo da rendere l’azienda sempre più capace di affrontare nuove sfide.

    [In collaborazione con Eni]

  • Eni a Maker Faire 2017, la sicurezza sul lavoro si innova con la realtà aumentata

    Eni a Maker Faire 2017, la sicurezza sul lavoro si innova con la realtà aumentata

    Innovazione significa per Eni anche migliorare la sicurezza e la salute dei dipendenti. In occasione della quinta edizione di Maker Faire Rome, l’azienda fondata da Enrico Mattei ha esposto, all’interno dello spazio “Innovation for Energy”, soluzioni innovative e interessanti che sfruttano la realtà virtuale e la “Augmented Health and Safety”.

    Giunta alla quinta edizione, la “Maker Faire – The European Edition” di Roma è ormai da considerarsi il luogo dove il futuro arriva prima e dove si respira in modo concreto che cosa sia davvero il significato di innovare. All’appuntamento non ha voluto mancare Eni che, per la quarta volta, è anche main partner della manifestazione.

    L’azienda fondata da Enrico Mattei è molto attenta, da sempre, ai temi dell’innovazione e della tecnologia e, nell’edizione in cui si raccoglie la sfida dell’Impresa 4.0, ha voluto esporre la sua idea di futuro all’interno dello spazio “Innovation for Energy”, mostrando soluzioni che hanno come obiettivo quello di preservare la sicurezza e la salute dei dipendenti sfruttando la realtà virtuale e la “Augmented Health and Safety”.

    Le soluzioni che Eni ha esposto a Maker Faire riguardano l’OTS – Operator Training Simulator, il sistema che permette agli operatori degli impianti di effettuare training attraverso la realtà virtuale con caschetti 3D che simulano il contesto all’interno del quale l’operatore si troverà a lavorare. Le postazioni a disposizione del pubblico sono state letteralmente prese d’assalto.

    All’interno dell’Innovation for Energy Eni ha esposto anche soluzioni Augmented Health and Safety, ossia strumenti che, attraverso la realtà aumentata, permettono di incrementare il livello di sicurezza degli operatori grazie a sistemi che forniscono informazioni e sensazioni fisiche attraverso sensori. Le soluzioni che riguardano questo tema sono state realizzate sotto forma di prototipi che saranno disponibili entro un paio di anni.

    Una tra queste è il casco “Deep vision shield” che permette all’operatore un altissimo livello di sicurezza attraverso dei sensori che raccolgono informazioni sull’ambiente circostante e informazioni sullo stato di salute dell’operatore (può rilevare ad esempio il livello di disidratazione). La visiera del casco è poi un vero sensore in realtà virtuale attraverso cui esaminare tutte le informazioni.

    Altri dispositivi di sicurezza che Eni ha esposto sono gli “Active gloves“, ossia dei guanti che permettono all’operatore di lavorare in assoluta sicurezza in quanto contengono dei sensori che rilevano pericoli nelle vicinanze, come ad esempio la presenza di materiale molto caldo. Questi guanti sono poi utili per guidare gli strumenti di “Robotic inspection“.

    A ciò si aggiungono gli innovativi “Sensing suit“, come la maglietta che monitora i segnali biologici dell’operatore – tra cui temperatura corporea, frequenza cardiaca, idratazione e respirazione – e le calze che monitorano la temperatura dei piedi per evitare congelamenti.

    A proposito di “Robotic Inspection”, Eni ha presentato a Maker Faire il prototipo di un drone, molto piccolo e leggero, che sarà utilizzato, appunto, per ispezioni preventive di ambienti al fine di individuare la presenza di sostanze dannose, come il gas. Si tratta certamente di uno strumento utilissimo specie in situazioni di lavoro più estreme.

    Tutte queste soluzioni sono state elaborate e studiate in collaborazione con il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston – nello specifico dal MIT Design Lab ed Eni nell’ambito della collaborazione con MITEI (MIT Energy Initiative) – una partnership che nei prossimi anni elaborerà progetti di Machine Learning, Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Realtà Aumentata ed Elettronica flessibile per migliorare sempre di più la sicurezza e la salute degli operatori.

    (In collaborazione con Eni)

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  • L’innovazione del futuro secondo Eni alla Maker Faire 2016

    L’innovazione del futuro secondo Eni alla Maker Faire 2016

    La Maker Faire 2016 di Roma, che cresce di anno in anno, è stata l’occasione per vedere da vicino come anche le grandi aziende sono sempre più convinte che l’approccio da “makers” sia fondamentale nella fase che stiamo vivendo. E’ il caso di Eni che ha portato 3 progetti “concept” molto interessanti.

    La Maker Faire cresce anche nelle dimensioni, infatti la quarta edizione si è tenuta presso la Nuova Fiera di Roma, una location adatta ad un appuntamento europeo che accoglie makers dall’Italia e dall’estero. Cresce quindi la manifestazione, cresce l’interesse verso questo tipo di manifestazione, da parte della gente comune, desiderosa di scoprire e, soprattutto, da parte della grandi aziende, sempre più convinte che il legame, o comunque l’approccio da makers, sia fondamentale nella fase che stiamo vivendo.

    La tecnologia oggi mette a disposizione di tutti strumenti per ideare e progettare, quello che invece hanno le grandi aziende è la possibilità di realizzare idee e progetti che siano davvero utili e utilizzabili da tutti. Quindi progetti in grado di essere pronti all’uso, ma allo stesso tempo in grado di risolvere o soddisfare esigenze che prima non conoscevamo.

    eni maker faire 2016

    In questo contesto Eni ha voluto partecipare attivamente alla Maker Faire 2016 di Roma, con il suo spazio “Innovation for Energy”, presentando 3 nuovi progetti concepiti con lo spirito dei makers, offrendo soluzioni concrete a problemi ed esigenze che oggi tutti conosciamo. E parliamo di progetti che si rifanno all’idea che Eni ha lanciato sotto il nome di Digital Energy Life.

    I progetti che abbiamo avuto modo di conoscere sono “Digital Employee“, “Digital Home” e “Digital Earth“, tre innovazioni che puntano a dare una risposta a esigenze concrete e ai bisogni di oggi.

    eni maker faire digital employee

    Digital Employee è un progetto pensato per i lavoratori, specialmente a quanti svolgono le loro mansioni al di fuori del proprio paese. Il progetto vede la realizzazione di un braccialetto elettronico con identificativo personale che ha lo scopo di consentire ai soccorritori, in caso di incidente, di conoscere tutte le informazioni sull’identità del lavoratore. Il dispositivo al suo interno contiene un chip NFC che contiene il link con tutte le informazioni sotto forma di QR code. Una volta che uno smartphone legge il codice, ecco che compaiono tutte le informazioni mediche del lavoratore con la possibilità di poter contattare subito l’assistenza.

    Con Digital Earth Eni vuole consolidare il suo impegno nei paesi dove opera, mettendo in pratica quelli che sono i principi dell’Internet delle Cose. Il progetto presentato alla Maker Faire 2016 dimostra che alcuni problemi complessi, in paesi dove sono evidenti le difficoltà, possono essere risolti grazie ai dispositivi connessi. Come il dispositivo a tre (o più) sensori, in grado di fare una prima analisi dell’acqua dal punto di vista della purezza. Un progetto che potrebbe tornare molto utile per migliorare le condizioni di vita dei residenti nei paesi africani dove opera l’azienda italiana. I dati raccolti permettono di dare alle popolazioni un primo riscontro delle condizioni dell’acqua, comprese le informazioni di geolocalizzazione. Un’idea che potrebbe essere utilizzata in luoghi dove é difficile anche controllare i pozzi per via della distanza. Molto interessante.

    E poi Digital Home, il progetto che rappresenta al meglio cosa si intende oggi per Internet delle Cose e la voglia degli italiani di avere una casa sempre più “smart”. Si tratta infatti di un progetto che permette di digitalizzare alcune operazioni che porteranno un grande vantaggio in termini di risparmio energetico. Altra caratteristica importante, rispetto a soluzioni simili sul mercato, è che questa soluzione può essere usata con tutti gli elettrodomestici che si hanno in casa. Il sistema riconosce la persona che entra in casa, attraverso il riconoscimento con delle telecamere e permette quindi la personalizzazione dell’accensione degli apparecchi. Nel momento in cui si esce da casa il sistema li spegne. Nel caso in cui ci dovessero essere situazioni particolari, come l’allagamento del bagno o il superamento dell’energia a disposizione, un segnale acustico e visivo farà in modo che il sistema intervenga subito. Digital Home è un sistema a basso costo ma con un elevato livello di efficienza e non è difficile prevedere che, una volta realizzato nella sua pienezza, riscontrerà grande successo.

    Eni con queste soluzioni, e con tutto il suo progetto Innovation for Energy, prova ad interpretare le esigenze del futuro con un approccio da makers. E poi si tratta di un futuro non troppo lontano.

     

  • Il futuro è di chi sa immaginarlo: ecco il nuovo sito di ENI

    Il futuro è di chi sa immaginarlo: ecco il nuovo sito di ENI

    Si è svolto il 6 giugno a Milano, presso il Piccolo Teatro Studio Melato, “Energia da URL” lo spettacolo di presentazione del nuovo sito web Eni.com, condotto da Federico Buffa, giornalista sportivo e abile narratore. Eni innova e si rinnova, attraverso lo sviluppo di due grandi idee per il suo nuovo portale: Ask Now e Enipedia.

    Una vera e propria pièce teatrale coinvolgente, che con effetti speciali e scenografici, ha raccontato e ha fatto vivere agli spettatori, il viaggio professionale che ha dato vita al nuovo portale Eni.com.

    Eni sito web

    Il futuro è di chi sa immaginarlo. Per Eni è giunto il momento di aprire un nuovo capitolo della sua storia, fatta di continua innovazione: nasce così il nuovo Eni.com, portale che oltre a proporsi con una semplificazione dell’architettura delle informazioni, un rinnovamento nell’aspetto visivo e una valorizzazione della cultura corporate, si basa su un motore semantico ideato per rendere la navigazione più facile e intuitiva.

    Il nuovo sito Eni fa leva sulle esigenze più comuni del consumatore, facendo riferimento in particolare ad una maggiore fruibilità, anche per chi ha una minore dimestichezza con il web”

    Cambia la ricerca, arriva Enipedia

    “Non cercare, chiedi!” Ask Now è il nuovo motore di ricerca semantico che caratterizza l’homepage del nuovo sito web www.eni.com: è intelligente, risponde alle domande degli utenti e aiuta nella ricerca delle informazioni. La nuova “answering machine” di Eni, è un sistema capace di interpretare le domande poste con un linguaggio naturale da parte degli utenti, attraverso l’analisi semantica della parole a partire da soggetto, predicato e complemento oggetto. Tramite questo meccanismo, Ask Now, imparerà dall’utente e non fornirà delle automatiche risposte basate sull’analisi di specifiche keyword, ma sull’intera formula discorsiva.

    https://www.youtube.com/watch?v=ulPhZdFnhog

    Ma le novità non sono finite: con una carica di energia, entusiasmo e positività, il nuovo Eni.com, ci introduce Enipedia, una piattaforma che raccoglie i documenti, i dati e gli approfondimenti dell’azienda per offrire ai visitatori un’esperienza globale e completa del mondo Eni.

    L’obiettivo di Eni.com è raccontare agli utenti il mondo Eni attraverso delle risposte esaustive e narrate come un vera e proprio racconto.  Il cane a sei zampe rinnova il suo modo di comunicare attraverso il digitale, impostando un dialogo più aperto verso il suo interlocutore, in maniera efficace e trasparente. L’apertura di un blog di approfondimento, quotidianamente aggiornato e una forte presenza sui social network contribuiscono a rafforzare il cambio di marcia online.

    Un vero e proprio spettacolo condotto da Federico Buffa

    È difficile etichettare “Energia da URL” con la parola “evento” perché è stato un vero e proprio spettacolo ad alto impatto emotivo (regia di Maria Elisabetta Marelli). Attraverso uno stile narrativo, coinvolgente ed evocativo, Federico Buffa ha raccontato la storia di Eni.com, dalla creazione alla realizzazione, riuscendo in questo modo a trasmettere al pubblico presente il grande valore evolutivo del nuovo progetto. E ribadendo che “Il futuro è di chi sa immaginarlo.

  • Eni per il Giubileo 2016, ecco il Press Point

    Eni per il Giubileo 2016, ecco il Press Point

    In occasione del Giubileo della Misericordia, fortemente voluto da Papa Francesco, Eni mette a disposizione, per questo grande evento, un Press Point che sarà il punto di riferimento per tutti gli operatori dei media che intendano interfacciarsi con le Istituzioni italiane in occasione del Giubileo.

    Come certamente ricorderete, in occasione dell’apertura della Porta Santa ad opera di Papa Francesco, che sanciva l’inizio del Giubileo della Misericordia da lui fortemente voluto, avevamo parlato di questo importante evento per vedere come i Social Media lo avevano vissuto. Un evento che continueremo a seguire con molto interesse, essendo anche il primo dell’era dei Social Media.

    E oggi torniamo a parlarvi di Giubileo che continua con un calendario fittissimo di eventi. Da ultimo la traslazione temporanea delle spoglie di San Pio da Pietrelcina e di San Leopoldo Mandić che ha visto la partecipazione di oltre mezzo milione di persone. E altri eventi di questa portata avverranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, eventi che richiedono il massimo in termini di organizzazione per una perfetta riuscita.

    eni press point

    E trattandosi di grandi eventi che hanno bisogno di essere raccontati dai tantissimi giornalisti che seguono a Roma il Giubileo, Eni, una delle più importanti aziende italiane presente in più di 80 paesi nel mondo, ha messo a disposizione un Press Point nella Sala Teatro della Chiesa e Ospedale di Santo Spirito in Sassia, non lontana dalla sede del Vaticano. La struttura, attiva dal 5 dicembre 2015 grazie alla disponibilità della ASL RM/E e della Regione Lazio, che hanno concesso i locali, e alla collaborazione di Eni, aggiudicataria del bando di sponsorizzazione tecnica indetto dalla Prefettura di Roma, sarà il punto di riferimento per tutti gli operatori dei media che intendano interfacciarsi con le Istituzioni italiane in occasione del Giubileo.

    Alla base della decisione da parte di Eni di allestire un Press Point in seno ad un evento così importante c’è sicuramente il fatto che Eni diffonde valori quali il rispetto e la collaborazione fra le persone di cultura e storia diversa, che fanno parte dell’identità e delle radici dell’azienda. Significa che nel suo essere azienda Eni considera molto importante il legame con il tessuto sociale in cui è inserita, favorendo sempre il dialogo e lo scambio di informazioni. Decisione scaturita anche dalla competenza interna all’azienda, quella di Agi, che già in occasione della beatificazione e santificazione di Papa Giovanni Paolo II aveva contribuito con risultati molto positivi che le sono stati riconosciuti, in termini di assistenza tecnica e produzione editoriale. E in un evento come il Giubileo l’informazione giocherà un ruolo molto importante.

    Il Press Point allestito da Eni, con il supporto tecnico di Agi e di Telecom, diventerà quindi uno snodo fondamentale nella logistica dell’evento. Non solo per l’efficienza ma anche per l’alta tecnologia degli apparati messi a disposizione: 30 postazioni pc collegate in rete, banda Wi-Fi, una zona stampa e di consultazione dei notiziari, un desk informativo in grado di ospitare fino a 100 giornalisti.

    Agi metterà a disposizione dei media, ed è uno degli elementi di forza dell’iniziativa, un’ampia produzione editoriale sia in termini di content making che di assistenza e back-office, collaborando al fianco della Prefettura di Roma e della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede per la diffusione delle notizie sul portale Roma per il Giubileo. L’agenzia, inoltre, realizzerà sul portale agi.it speciali e contenuti audiovisivi, mettendo a disposizione dell’evento il know-how editoriale del proprio staff e l’accesso ai notiziari internazionali. All’interno della Sala Stampa sarà infatti possibile accedere ad “Agi Browser”, un sistema multipiattaforma e multiflusso, sviluppato per supportare le attività di consultazione delle informazioni da parte dei giornalisti e delle strutture redazionali professionali e multilingua: dall’italiano, all’ inglese, dallo spagnolo, al francese e all’arabo.

    Dialogo, scambio di informazioni, incontro tra culture diverse, internazionalità, tutti elementi che accomunano Eni, per la sua storia, ad un evento come il Giubileo. Evento al quale non poteva mancare di dare il suo apporto, perché, come recita la sua campagna di comunicazione: “abbiamo l’energia per vederlo, abbiamo l’energia per farlo“.